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n° 4 Sabato 23 gennaio 2016

EDITORIALE

Giornata di sensibilizzazione al sostentamento del clero.

Uno dei precetti della Chiesa, il quinto, dice “sovvieni alle necessità della Chiesa”. I fedeli cioè sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali della Chiesa ciascuno secondo le proprie possibilità. Provvedere non solo a ciò che serve come: ostie, candele, fiori, paramenti, elettricità, pulizia, riparazioni, materiale catechistico, segreteria ecc. ma anche al sostentamento dei sacerdoti. I 36 mila preti diocesani italiani, compresi 600 missionari all’estero e 3 mila preti anziani o malati, non sono pagati dal Vaticano e neppure dalla “congrua” dello Stato, ma contano solo sull’aiuto dei fedeli. I sacerdoti possono dedicarsi a tempo pieno alle loro comunità perché sono sostenuti dalle offerte di migliaia di persone che in tutta Italia vivono corresponsabilmente la loro appartenenza ecclesiale e testimoniano così anche la loro stima e il loro affetto per tutti i sacerdoti. Ogni sacerdote dovrebbe poter contare almeno su 860 euro per 12 mesi. Solo per alcuni di loro questa cifra è coperta da eventuali stipendi da insegnante o da cappellano d’ospedale o dalla relativa pensione di anzianità. A questo si aggiunge, specialmente nei centri più grossi, l’offerta per le intenzioni delle Messe, che il sacerdote a sua discrezione potrà utilizzare per attività pastorali o per beneficenza, e in questi tempi le richieste per situazioni di povertà sono numerose. Per la grande maggioranza dei sacerdoti bisogna ricorrere all’aiuto dei fedeli che hanno disponibilità. Uno dei modi è l’offerta libera che si può inviare all’Istituto Centrale Sostentamento Clero mediante conto corrente postale o carta di credito o versamento in banca, offerte che sono deducibili nella dichiarazione dei redditi fino ad un massimo di 1032 euro. L’altro modo è quello di destinare l’otto per mille, nella dichiarazione dei redditi, alla Chiesa cattolica. La giornata di sensibilizzazione che celebriamo domenica ha lo scopo di informare i fedeli sulle necessità della Chiesa e ricordare a chi può il dovere di contribuire.                                                 

      D.D.

                                                              

RAGGI DI SOLE

 QUEL LUMINO ALLA FINESTRA

 BAMBINA-FINESTRA-23012016“La strana epidemia si abbatté sulla città all'improvviso. Coloro che ne erano colpiti diventavano prima avidi, poi prepotenti e arraffatori, perfino ladri. E tremendamente sospettosi gli uni degli altri. Si sentiva solo più parlare di soldi, cambi, tassi di interesse e azioni che andavano su o giù. Solo un eremita dalla lunga barba bianca conosceva il rimedio: «Conosco la malattia che ha colpito il vostro villaggio. È dovuta a un virus terribile, perché chi è colpito diventa sempre più insensibile, il suo cuore si indurisce fino a diventare di pietra e al posto del cervello si forma un pallottoliere. C'è un solo rimedio: l'acqua della Montagna Che Canta. Dovete trovare un giovane forte e coraggioso, completamente disinteressato. Deve affrontare questo impegno solo per amore della gente. Perché l'acqua della generosità funziona solo se è veramente voluta, aspettata, accolta. È logico, no? La medicina farà effetto solo se ci sarà qualcuno ad aspettarla». Ma appena gli aspiranti eroi venivano a sapere che non ci avrebbero guadagnato niente, si ritiravano. Tutti, meno uno. Si chiamava Giosuè. «Noi ti aspetteremo», promise la gente. «Metteremo una luce sulla finestra tutte le notti, così saprai che ti aspettiamo». Giosuè baciò la mamma e il papà e abbracciò Mariarosa, la sua fidanzata, che gli sussurrò: «Anch'io ti aspetterò». Salutò tutti e partì. Dopo dieci giorni di marcia, le montagne continuavano ad apparire lontane, come profili di giganti dormienti. Ma Giosuè non si fermava. Pensava agli abitanti della città che certamente si ricordavano di lui e lo aspettavano, ai suoi genitori e a Mariarosa e, ogni mattina, anche se i piedi gli dolevano, ricominciava la marcia. Passarono altri dieci giorni, poi dieci mesi. Nella città, le prime notti erano state un vero spettacolo. Sui davanzali di quasi tutte le finestre brillava una luce. Era il segno della speranza: aspettavano l'acqua della generosità portata da Giosuè. Ma con il passare del tempo molte lampade si spensero. Alcuni se ne dimenticarono semplicemente, altri, colpiti dalla malattia, si affrettarono a spegnerle per risparmiare. La maggioranza dei cittadini, dopo qualche mese, scuoteva la testa dicendo: «Non ce l'ha fatta. Non tornerà più». Ogni notte c'era qualche luce in meno alle finestre. Il ritorno di Giosuè fu molto più rapido dell'andata. Portava sulle spalle una botticella della preziosa acqua. Una notte senza luna e senza stelle, Giosuè arrivò sulla collina da cui si vedeva la città. Guardò giù ansimando, perché aveva fatto di corsa gli ultimi metri. Quello che vide gli riempì gli occhi di lacrime e il cuore di amarezza. La città era completamente avvolta dal buio. Non c'erano luci sui davanzali delle finestre. Nessuno lo aveva aspettato. «È stato tutto inutile... Se nessuno mi ha aspettato, l'acqua non farà effetto…. Tutta la mia fatica è stata inutile».

Si avviò mestamente. Aveva voglia di buttar via quell'acqua che gli era tanto costata. Stava per farlo, quando qualcosa lo fermò. C'era una luce, laggiù! Un lumino, piccolo, tremante, lottava con la notte, in mezzo ai muri neri delle case. Giosuè rise di felicità e partì di corsa. Bussò. Si affacciò un volto dolce e conosciuto. «Io ti ho sempre aspettato», disse Mariarosa, semplicemente”.

Ritornano in mente le parole di Gesù: «Quando il Figlio dell’uomo tornerà sulla terra, troverà ancora la Fede?» (Lc.18,8). E inoltre: «Siate pronti, con le cinture ai fianchi e le lucerne accese» (Lc 12,35). Saremo vigilanti nell’attesa come Mariarosa?

                   Don Paolo Piras

 

FATTI DELLE ULTIME SETTIMANE

 ■ Ritiro spirituali per animatori.

Sabato 16 gennaio 2016 si è tenuto, nella cappella dell’Istituto San Vincenzo, alla presenza di circa 25 persone, in un clima molto raccolto l’incontro con gli operatori pastorali (catechiste, ministri straordinari della Comunione eucaristica, operatori della Carità, membri del Consiglio Pastorale, responsabili di gruppi ecclesiali ecc.) e con le persone assetate di spiritualità della parrocchia di S. Maria Maddalena tenuto da don Jacek (Giacinto) Meczel parroco di San Pantaleo laureato in teologia biblica. Questi momenti di formazione si propongono di preparare laici capaci di vivere pienamente la loro vocazione nella Chiesa e nel mondo e aiutarli a compiere dei passi nuovi nel servizio ecclesiale e verso il mondo.

Don Jacek ha introdotto il tema sulla vocazione dicendo che il percorso di fede inizia dall’incontro personale col Signore che porta alla piena conversione della persona umana. Si è quindi soffermato in modo particolare alla chiamata e al cammino dei discepoli che dopo l’incontro con Gesù hanno attraversato numerose difficoltà attraverso le quali essi hanno maturato la loro fede, capire il progetto di Dio e viverlo realmente fino a donare la loro vita. Nella seconda parte ha esaltato la figura di Maria, dal Vangelo di Giovanni, che a Cana di Galilea intercede e fa si che avvenga il primo miracolo di Gesù trasformando l’acqua in vino. Maria in silenzio vede le nostre necessità e prima ancora che le venga chiesto intercede per noi.

L’incontro si è concluso con un momento di adorazione al Santissimo Sacramento.

Angela Canu

Avviata la causa di beatificazione di Padre Salvatore Vico

DON-VICO--CELEBRAZIONE-2301Sabato 16 gennaio, vigilia della festa di S. Antonio abate, patrono della diocesi, a Tempio in cattedrale, Mons. Sebastiano Sanguinetti ha aperto l’inchiesta diocesana per la beatificazione di Padre Salvatore Vico, maddalenino, fondatore della Congregazione Missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso. Oltre a Mons. Sanguinetti erano presenti Mons. Paolo Atzei, arcivescovo di Sassari, Mons. Pietro Meloni, vescovo emerito di Nuoro e Mons. Mauro Morfino, vescovo di Alghero. Erano presenti parecchi sacerdoti, le suore Figlie di Gesù Crocifisso, qualche parente maddalenino di Padre Vico, il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu, il sindaco di La Maddalena avv. Luca Montella col consigliere Emilia Malleo e tanti fedeli. La Messa che celebriamo, ha detto il Vescovo, è prima di tutto un invito per tutti alla santità ed inoltre invocazione allo Spirito Santo, perché guidi il lavoro della commissione incaricata per esaminare se in Padre Vico risultano quelle virtù eroiche tali da proclamarlo beato e poi santo. Tutti quelli che lo hanno conosciuto sono invitati a portare la loro testimonianza, in positivo o in negativo, e coloro che conservano suoi scritti sono invitati a presentarne le fotocopie. L’avvio dell’inchiesta diocesana ha avuto naturalmente l’approvazione della Santa Sede. Noi, a La Maddalena, conosciamo di Padre Vico i nipoti, Maria Favale, che abita in piazza S. Maria Maddalena, Suor Battistina Vico (al secolo Giacomina) superiora di una comunità di suore nella missione in Congo e don Salvatore Vico, parroco emerito a Tempio. Di Padre Vico ricordiamo le visite che lui faceva puntualmente ai primi di novembre per visitare le tombe dei suoi cari defunti e pregare per loro. Ricordiamo anche che diffuse in tutte le numerose case religiose da lui fondate la la devozione al S. Bambino Gesù di Praga da lui appresa nella chiesa di Due Strade, a La Maddalena. L’avvio dell’inchiesta per la sua beatificazione è motivo di gioia per la famiglia religiosa da lui costituita, per la Chiesa diocesana ed anche per la città di La Maddalena che gli ha dato i natali. Con le suore da lui formate, è stato un grande evangelizzatore delle popolazioni degli stazzi galluresi specialmente dagli anni ‘30 agli anni ‘60. Ha fondato diverse case per bambini orfani, per anziani e malati mentali. Ha voluto a Tempio il santuario di Gesù Sacerdote inculcando nelle sue suore la preghiera e l’aiuto ai sacerdoti. Ha aperto missioni all’estero in Brasile e in Congo. Prescindendo dall’esito dell’inchiesta, che certo prenderà molto tempo, sarebbe bello che a La Maddalena si ricordasse questo suo figlio benemerito almeno con una targa ricordo nella casa dove è nato, di fronte al ristorante La Grotta.                                      

   D.D.

Domenica 17: giornata ricca di messaggi. Si è celebrata in tutte le Messe la festa di S. Antonio abate, patrono della con-cattedrale di Castelsardo e patrono della diocesi insieme con S. Simplicio. S. Antonio è vissuto in Egitto, intorno all’anno 300. A 18 anni, ascoltando nella Messa le parole del Vangelo: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi e avrai un tesoro nei cieli” (Mt 19,21), le sentì rivolte a sé. Era orfano, aveva ereditato molti campi, vendette tutto, diede il ricavato ai poveri e si ritirò nel deserto. Ebbe dei discepoli e divenne il padre del monachesimo. Lavorò molto per la Chiesa, sostenendo i martiri nella persecuzione e il vescovo di Alessandria d’Egitto Atanasio nel difendere la dottrina della divinità di Cristo. Morì ultracentenario. S. Atanasio ne scrisse la vita. Nelle Messe di quella domenica si è pregato per i migranti e i profughi, era la Giornata a loro dedicata. Si è ricordato che la famiglia di Nazareth è stata profuga in Egitto, quando Maria e Giuseppe sono dovuti scappare per salvare il Bambino Gesù che il re Erode voleva uccidere. Di fronte ai profughi non indifferenza, paure o pregiudizi ma considerarli come uomini, come fratelli che scappano dalla disperazione della guerra, della fame e della persecuzione. Questo comporta rischi che si cercherà di evitare e sacrifici che si cercherà di condividere. Ognuno porta in sé valori preziosi. Un altro messaggio in quel giorno veniva dalla Giornata per il dialogo ebraico cristiano. Gli Ebrei ci hanno dato il Cristo, Maria, gli apostoli, la prima Chiesa, la Bibbia col primo testamento, sono i nostri fratelli maggiori. In essi sono le nostre radici cristiane. Con loro non siamo più nemici come in passato, ma amici e fratelli, collaborando insieme per il bene dell’umanità. Tutto questo ha confermato papa Francesco visitando in quel giorno la sinagoga di Roma.     

                      D.D.

 ■ Musical Mania:

MUSICAL-23012016Grande Successo a Perfugas per “Madre Teresa”. Lo scorso 3 Gennaio, a Perfugas, il Gruppo Teatrale dell’Oratorio “San Domenico Savio” di Moneta ha replicato per la sesta volta il nostro Musical "Madre Teresa" che racconta la storia di quest'ultima ed è stato applaudito da un pubblico concentrato ed entusiasta. Un pubblico che ci aveva già accolto calorosamente qualche anno fa e Noi non vedevamo l'ora di omaggiarlo ancora una volta con il nostro ultimo lavoro. In "Madre Teresa" siamo parecchi: un gruppo folto di uomini e donne, un altro più ristretto di ballo e di bambini e poi ci sono i solisti, con le loro potenti voci, che impersonano al meglio i vari protagonisti. Anna Cozzolino che interpreta vari ruoli tra i quali la narratrice della storia, Emanuele Cocco nella parte di un malato che rifiuta le cure di Madre Teresa, Antonello Calvia nel ruolo di frate missionario e Federico Lobrano nei panni di un bramino indiano contrario ai modi di fare della suora. Come sempre alla regia, una fantasiosa Manuela Verzino, al service un energico Francesco Contu che ha messo in evidenza le sue grandi capacità pur non conoscendo lo spettacolo e infine certamente non poteva mancare la nostra guida instancabile, Don Andrea. Un gruppo, il nostro, che ormai opera più o meno da una decina di anni, che ha visto tanti andarsene e molti altri arricchirlo. Numerosi i Musical che abbiamo messo in scena con poche risorse ma sempre con tanto orgoglio e passione e io, che posso dire di essere una veterana, mi sento onorata di far parte di questo gruppo ormai così consolidato. Questa volta toccava a me la parte più impegnativa del Musical... un Irene Calvia nei panni di Madre Teresa di Calcutta è certamente difficile da immaginare ma indossando la famosa tunica che contraddistingue le suore missionarie di carità e grazie alla presenza di musiche meravigliose tratte dall'originale Musical di Madre Teresa di Paulicelli, è stato un privilegio calarmi nella parte. È un Musical, che ci ha segnato particolarmente e che porteremo nel cuore sempre. Ci ha commosso, ci ha divertito, e appassionato intensamente. Abbiamo ancora di più imparato a stare insieme e abbiamo fatto nostri gli insegnamenti di una Grande Donna. Ora, è tempo di buttarci in un altro importante lavoro e come sempre Vi invitiamo a seguirci, a sorreggerci e ad emozionarvi insieme a Noi.         

      Irene Calvia

Auguri a don Paolo che la settimana scorsa ha celebrato 24 anni di ordinazione sacerdotale e 71 di età.

Condoglianze ai familiari di Domenico Comiti e Martina Mela ved. Di Maio che sono tornati alla casa del Padre.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 24 gennaio

* Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero.

* Nella Messa delle ore 18,00 si ricorda San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

* Incontro zonale dei giovani a Porto Cervo alle ore 17.00

 2) Lunedì 25 gennaio

* Festa della Conversione di S. Paolo Apostolo

* Conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani con veglia interparrocchiale di preghiera dopo la Messa delle 18.00.

 3) Mercoledì 27 gennaio

Ore 18,30 all’Istituto S. Vincenzo S.Messa della Madonna della Medaglia Miracolosa. Non ci sarà in parrocchia la Messa delle ore 18.00

 4) Venerdì 29 gennaio

* Ore 18.30: nella chiesa parrocchiale, incontro dei genitori dei bambini in catechesi.

 5) Sabato 30 gennaio

* Dopo la Messa delle 18.00 passaggio di consegne dal Comitato classe ’64 al nuovo Comitato classe ‘65

 6) Domenica 31 gennaio

* Festa del S. Bambino Gesù di Praga nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade, con i Vespri alle ore 16.30 e la Messa solenne alle ore 17.00. Non ci sarà la messa delle 8.30.

* Festa della Pace a Castelsardo, promossa dall’ A.C.R. (Azione Cattolica Ragazzi)

* Giornata mondiale dei malati di lebbra.

* Annuncio della catechesi neo-catecumenale.

 7) Lunedì 1 febbraio

* Ore 18,00 Messa in onore di S. Giovanni Bosco, patrono dell’oratorio e del coro omonimo.

 8) Martedì 2 febbraio

* Festa della Presentazione del Signore.

* Giornata della vita consacrata.

 9) Mercoledì 3 febbraio

* Memoria della Beata Giuseppina Nicòli, figlia della carità, con S. Messa nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade alle ore 17.00. Non ci sarà in parrocchia la Messa delle ore 18.00.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G.C. – Moneta

 1.Domenica 24 gennaio

Incontro dei giovani della zona in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

  1. 2.Mercoledì 27 gennaio

Ore 21.00 inizia il Corso prematrimoniale.

  1. 3.Giovedì 28 gennaio

Ore 19.00 incontro degli educatori dell’oratorio.

  1. 4.Domenica 31 gennaio

Ore 10.30 Santa Messa per la Festa della Famiglia. A seguire il pranzo nell’oratorio – bisogna prenotarsi.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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