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n° 26 Sabato 25 Giugno 2016

 EDITORIALE

 L’OBOLO DI SAN PIETRO

 Il 26 giugno, in tutte le Chiese del mondo cattolico, si celebra la Giornata per la Carità del Papa, detta anche Giornata per l’obolo di San Pietro. Generalmente cade nella domenica più vicina alla festa dei Santi Pietro e Paolo. Le questue che si raccolgono nelle chiese, in quella giornata, vengono destinate alla carità del Papa. Come si può immaginare tante persone da ogni parte del mondo e specialmente dalle regioni più povere o colpite da calamità, si rivolgono al successore di Pietro, il Papa, per ricevere un aiuto, un segno tangibile della sua sollecitudine e della sua paternità. Le offerte che si raccolgono nella Giornata dell’Obolo di San Pietro, permettono al Papa di farsi canale di carità, aiutando popolazioni in difficoltà. A noi è data occasione per far del bene attraverso le mani del Papa ed insieme esprimere a lui vicinanza ed affetto. Specialmente nell’Anno Santo della Misericordia siamo tutti chiamati alla solidarietà per sconfiggere disuguaglianza e povertà. Restiamo vicini al Santo Padre e aiutiamolo a soccorrere i poveri e i bisognosi in ogni angolo della terra, sono vittime della guerra e dei disastri naturali, chiese in difficoltà, popoli dimenticati. Dio ama chi dona con gioia, diceva San Paolo. Fin dai primi tempi nella Chiesa, uomini e donne di buona volontà, mettevano a disposizione degli Apostoli risorse e offerte. Ricordiamo San Barnaba che vendette un campo e portò il ricavato “ai piedi degli apostoli”. San Paolo, scrivendo ai Corinzi, esorta alla generosità “La vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza” e ancora “chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza con larghezza raccoglierà”. L’obolo di San Pietro è un gesto di carità al servizio di un amore ancora più grande.  

                             D.D.

  

RAGGI DI SOLE

 LA BROCCA

LA-BUONANOTTE-25062016 “Nel grande regno del Burundi, il signore e la signora Mocambi, pur essendo ricchi e rispettati, non avevano figli. Immaginatevi la gioia di tutti, quando la signora Mocambi si accorse di aspettare un bambino. Ma il giorno della nascita del bambino fu un giorno tristissimo, che lasciò tutti esterrefatti. Perché invece del bambino tanto atteso nacque una brocca. Avete capito bene: proprio una brocca, uno di quei vasi di terracotta che hanno la forma di una donnina e che servono per contenere l'acqua. Che fare? Abbandonarono la casa, lasciandovi dentro quel mostriciattolo indesiderato. Ma la brocca, poverina, li seguiva rotolon rotoloni e gridava: «Papà e mamma della brocca, aspettate la vostra figlia brocca!».

Ma più gridava, più gli altri avevano paura e scappavano correndo a perdifiato. La brocca rotolava e piangeva. Finalmente il vento ne ebbe pietà e, intenerito, la sollevò in aria e la portò nel cuore della foresta su un soffice tappeto di erba e foglie. La famiglia Mocambi tirò un sospiro di sollievo e, sentendosi li­berata per sempre da quell'incubo, chiese ospitalità al potente principe della regione. Un po' di anni dopo, proprio il principe, che era ormai diventato re, cavalcava nella foresta. Arrivato nella bella radura scese da cavallo per schiacciare un pisolino sull' erba soffice e scorse tra i cespugli la brocca abbandonata. «Com'è bella!», esclamò. La prese in braccio e la portò nel suo palazzo d'avorio e diamanti. Dovete sapere che il palazzo del re era molto bello, ma anche sporco e impolverato. Si sentiva la mancanza di una regina che badasse alla casa. Ma dal momento in cui la brocca entrò nel palazzo tutto cambiò. I servi cominciarono a trovare tutto spazzato, spolverato e riordinato. E non riuscivano a capire come succedesse, anche se ne erano ben contenti. Anche il re quando si trovò a sedere su un trono tutto lucidato e splendente, si incuriosì. Una notte, invece di andare a dormire, si mise dietro una porta e cominciò a spiare la brocca. A mezzanotte in punto, dalla brocca sbucò una bellissima fanciulla che si mise subito a spolverare e pulire i mobili. Fu un colpo di fulmine. Il re si innamorò pazzamente della bella e giudiziosa fanciulla. La prese per mano e le disse: «Non rientrare più nella brocca, ma siediti sul trono accanto a me perché desidero farti mia sposa». Sgranando gli occhi al colmo della gioia la ragazza riuscì solo a sorridere senza parole. Fu organizzata una festa come non si era mai vista da quelle parti. Tutti i sudditi dovevano venire a rendere omaggio alla nuova bellissima regina del Burundi. Fu così che arrivò anche la famiglia Mocambi. Quando la regina li vide arrivare tornò a nascondersi nella brocca e gridò: «Papà e mamma della brocca, aspettate la vostra figlia brocca». I Mocambi rimasero a bocca aperta, ma poi la regina uscì dalla brocca e li abbracciò. Aumentando la confusione del signore e della signora Mocambi che in un colpo solo scoprivano di avere una figlia e di essere suoceri del re. Poi la regina seria seria soggiunse: «Non abbandonate mai il vostro rampollo: è un essere umano che va trattato come gli altri. Quella che a voi sembra una brocca, può contenere una regina!»”. Anche se avvolto in carta straccia, un dono può svelarsi immensamente prezioso e un figlio è sempre e comunque un dono immensamente prezioso.    

Don Paolo Piras

 

 


I FATTI DELLA SETTIMANA

 Don Joseph nominato Sacerdote Collaboratore della Marina.

DON-HOVSEP-ACHLARIANIl 25 giugno, durante la celebrazione della Cresima ai ragazzi e ragazze della Madonna della Medaglia Miracolosa nella chiesa di S.Maria Maddalena Mons. Sebastiano Sanguinetti, d’intesa con l’Ordinario Militare Mons. Santo Marcianò, ha comunicato che don Hovsep (Joseph) Achkarian è stato nominato sacerdote collaboratore della Parrocchia Militare. I fedeli hanno accolto la comunicazione con un caldo applauso. Don Joseph sostituisce il compianto don Antonello Tumminello, morto improvvisamente circa tre mesi fa. In questi giorni avrebbe compiuto il terzo anno di sacerdozio. Don Joseph curerà l’assistenza spirituale della Scuola Sottufficiali di La Maddalena e della Direzione Marittima e Repp. Dipp. di Olbia.

L’attività pastorale della Parrocchia Militare continuerà in pieno (chiesa, catechismo, oratorio, cappella Scuola Sottufficiali).

Al nuovo sacerdote collaboratore i migliori auguri per un ottimo servizio religioso.

 

 

 

 

 

■ Alla benedizione del mare presente il Vescovo.

CALA-GAVETTA-25062016Quest’anno era presente anche il Vescovo alla breve processione e benedizione del mare che nella festa di San Giovanni si fa, a Cala Gavetta, dopo la Messa delle 19.00 a S.Maria Maddalena. Il Vescovo aveva presenziato al mattino alla cerimonia della Marina ed è rimasto a La Maddalena per le Cresime della Parrocchia Militare il giorno dopo. Giunti a Cala Gavetta, il cuore della Maddalena marinara, si è saliti su un gommone messo a disposizione gentilmente dalla Guardia Costiera e sono state benedette le barche presenti, di pescatori, di diportisti, di militari. La benedizione del mare, nella festa di San Giovanni Battista, è una antica tradizione. La festa segnava l’inizio dell’estate, stagione ricca di lavoro, di incontri, di divertimento. Ancora oggi ci sono anziani che ricordano come da ragazzi, finita la scuola, con la festa di San Giovanni, iniziava la stagione dei bagni, autorizzati dai genitori. Oggi le cose sono un po’ cambiate ma non troppo. Siamo sempre all’inizio della stagione turistica, che ha nel mare il suo centro; lavoro più intenso per tutti: dai pescatori ai marittimi, dai militari ai dipendenti del Parco, dai ristoratori ai negozianti, tanta gente che viaggia sui traghetti, sulle barche da traffico, su quelle da diporto, tanta gente in più anche in chiesa. Per questo è sempre attuale la benedizione del mare. I fedeli ringraziano il Signore per il dono della bellezza del nostro mare che attira tanta gente. Invocano l’aiuto di Dio sulle attività che si svolgono in mare e che danno lavoro e pane, benessere, sollievo e favoriscono incontri e scambi culturali.

 

■ La tradizionale Festa della “Fogarina”

FALO-FOGARINA-25062016Riuscitissima anche quest’anno, nel pieno rispetto dell’usanza maddalenina, la tradizionale Festa della “Fogarina” di S. Giovanni, tenutasi la notte dello scorso 23 giugno. Davanti agli occhi incuriositi di tantissime persone, intorno alle 23.30, Don Andrea ha impartito la benedizione al fuoco, mentre le fiamme divampavano verso l’alto, illuminando a giorno tutta la zona circostante. Per scelta del Comitato Festeggiamenti, l’accensione della grande catasta di sterpaglie e scarti di legname, sapientemente preparata da Lello Guccini, uno dei membri del Comitato “Classe 1966” e grazie alla collaborazione della Ditta COGEI, che ha messo a disposizione il materiale combustibile ed il mezzo per il trasporto, è stata affidata ad alcune persone che portano il nome del Santo di cui ricorreva la festività. L’usuale rito della “Fogarina” è stato preceduto dalla S.Messa alle ore 19, celebrata all'aperto nella piazza Don Giuseppe Riva, da Don Andrea Domansky, peraltro “fidale” dei membri del Comitato, al termine della quale, con un piccolo contributo, numerosi residenti e turisti hanno potuto consumare la cena, a base di pennette al sugo di salsiccia, salsiccia arrosto con patate al forno, vino/bibita; contemporaneamente la squadra di esperti frittellai, come sempre capitanati da Tonino Scanu, ha preparato le tipiche frisjole, andate letteralmente a ruba.

La manifestazione è stata resa ancora più festosa dalla musica del gruppo “Pericolo Generico” che ha richiamato sulla piazza tanti ballerini, deliziando tutti i presenti con un ricco repertorio di canzoni e balli; al termine della loro performance, poco prima delle 23.30, è stata effettuata una piccola Lotteria, con in palio i premi, messi a disposizione dalle attività commerciali artigianali la “Veleria il Ponente” e “La Pulce con la Tosse”. L’accensione del grande falò ha poi suggellato il successo della serata, decisamente bella e particolarmente partecipata.

Il Comitato Festeggiamenti, coadiuvato da molti dei loro familiari, ha approfittato dell’occasione per vendere i biglietti della Lotteria, solitamente abbinata ai Festeggiamenti di S. Maria Maddalena, la cui estrazione è fissata per il prossimo 8 settembre, nella stessa piazza Don Riva, e che vede tra i premi più appetibili una autovettura Ford Ka, uno scooter 125 cc, un notebook e un televisore da 40 pollici. L’incasso della serata, al netto delle spese, andrà a costituire parte del fondo utile a realizzare i festeggiamenti religiosi e civili: per quanto riguarda questi ultimi, è ormai ufficializzata la presenza del cantante Umberto Tozzi, il prossimo 20 luglio, del comico Raul Cremona il 21 luglio, la partecipazione del coro “Gavino Gabriel” di Tempio il 13 luglio e del coro folkloristico “Città di Ozieri” il 22 luglio.

Doverosi i ringraziamenti a tutti i partecipanti, che hanno contribuito economicamente alla riuscita dell’evento, agli sponsor, ai locali corrispondenti della stampa, a Radio Arcipelago, non dimenticando, in questa circostanza particolare, il Sig. Angelo Aresu che ha donato il vino per la serata, gli amici dell’Associazione Oasi Serena di Moneta, la Ditta COGEI che ha provveduto alla pulizia e lavaggio della piazza, i Vigili del Fuoco che hanno garantito le condizioni di sicurezza indispensabili. Infine, ma ultimi solo in questo elenco, un sentito ringraziamento va agli operai e all’Amministrazione Comunale ed ai Volontari della Protezione Civile, come sempre molto disponibili e grazie ai quali è stata assicurata con potenti fari l’illuminazione di tutta la piazza.

Gianni DERIU – Presidente Comitato “Classe 1966”

 

Preghiera per la Missione al Popolo

(9 – 23 ottobre 2016)

Ti benediciamo Dio, Padre onnipotente, per il dono dello Spirito Santo, che mediante Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro fratello, effondi incessantemente sulla tua Chiesa. Guarda con infinita misericordia le nostre comunità parrocchiali che si preparano a celebrare la Missione al Popolo. Fa’ che sia un tempo favorevole di conversione e di evangelizzazione, nel quale tanti tuoi figli lontani possano sperimentare l’abbraccio del tuo perdono e siano accolti alla tua mensa rivestiti dell’abito di festa. Rinnova in mezzo a noi i prodigi della Pentecoste. Rendici sensibili e docili all’azione del tuo Spirito. Le nostre comunità, edificate sulla tua Parola e sull’Eucaristia, diventino in Cristo un cuor solo e un’anima sola; crescano nella fedeltà al Vangelo, condividano le tristezze e le angosce, le gioie e le speranze degli uomini di oggi. Fa che tutti i figli di queste comunità, aiutati dall’esempio e dall’intercessione materna di Maria, ritrovino lo slancio di Santa Maria Maddalena nell’annunciare Cristo risorto e lavorino, senza stancarsi, per l’avvento del tuo regno di giustizia, di amore e di pace. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 26 giugno

Giornata per la carità del Papa.

 2) Lunedì 27 giugno

* Ore 18.30 all’Istituto S. Vincenzo, Santa Messa mensile in onore della Madonna della Medaglia Miracolosa (non c’è la Messa delle 19.00 in parrocchia).

 3) Martedì 28 giugno

Ore 15,30 a Moneta incontro Commissioni interparrocchiali per la Missione al Popolo.

 4) Mercoledì 29 giugno

* Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli.

 5) Venerdì 1 luglio

* Primo venerdì del mese.

* Nella chiesa del Bambino Gesù:

ore 17,00 adorazione eucaristica

ore 18.00 S. Messa (nei mesi di luglio e agosto sarà sempre alle 18.00).

 6) Domenica 3 luglio

● Gita - Pellegrinaggio all’isola di Lavezzi, con visita al cimitero dei naufraghi e S. Messa presso le rovine dell’antico monastero.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 1. Domenica 26 giugno

Giornata per la carità del Papa.

 2. Mercoledì 29 giugno

Ore 21.15 – incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale dedicato alla missione cittadina al popolo.

 3. Venerdì 1 luglio

Primo venerdì del mese. Adorazione del Santissimo Sacramento dalle ore 17.00.

 4. Sabato 2 luglio

Primo sabato del mese.

Ore 8.00 – S. Messa per il Cuore Immacolato di Maria.

Ore 19.00 – Santa Messa alla cappella di Stella Maris al Vill.Piras.

Ore 19.00 – saggio degli allievi della Banda San Domenico Savio.

 5. Domenica 3 luglio

Ore 17.00 – San Pietro di Sorres - incontro dei giovani prima della Giornata Mondiale della Gioventù.

 

Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 1. Lunedì 27 giugno

Ore 18.30 S. Messa in onore della Madonna della Medaglia Miracolosa nella cappella dell’Istituto S. Vincenzo.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 
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n° 26 Sabato 25 Giugno 2016

CHI E' GESU' PER CIASCUNO DI NOI?

GESU'-E-APOSTOLI-25062016Gesu' chiede ai suoi discepoli : «Le folle, chi dicono che io sia?» (Lc 9,18-24). Ed essi rispondono: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Dunque la gente aveva stima di Gesù e lo considerava un grande profeta, ma non era ancora consapevole della sua vera identità, cioè che Egli fosse il Messia, il Figlio di Dio inviato dal Padre per la salvezza di tutti. Gesù, allora, si rivolge direttamente agli Apostoli – perché è questo che gli interessa di più – e domanda: «Ma voi, chi diteche io sia?». Subito, a nome di tutti, Pietro risponde: «Il Cristo di Dio», vale a dire: Tu sei il Messia, il Consacrato di Dio, mandato da Lui a salvare il suo popolo secondo l’Alleanza e la promessa. Così Gesù si rende conto che i Dodici, e in particolare Pietro, hanno ricevuto dal Padre il dono della fede; e per questo incomincia a parlare loro apertamente - così dice il Vangelo: “apertamente” - di quello che lo attende a Gerusalemme: «Il Figlio dell’uomo – dice – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Quelle stesse domande vengono oggi riproposte a ciascuno di noi: “Chi è Gesù per la gente del nostro tempo?”. Ma l’altra è più importante: “Chi è Gesù per ciascuno di noi?”. Per me, per te, per te, per te, per te…? Chi è Gesù per ciascuno di noi? Siamo chiamati a fare della risposta di Pietro la nostra risposta, professando con gioia che Gesù è il Figlio di Dio, la Parola eterna del Padre che si è fatta uomo per redimere l’umanità, riversando su di essa l’abbondanza della misericordia divina. Il mondo ha più che mai bisogno di Cristo, della sua salvezza, del suo amore misericordioso. Molte persone avvertono un vuoto attorno a sé e dentro di sé – forse, alcune volte, anche noi –; altre vivono nell’inquietudine e nell’insicurezza a causa della precarietà e dei conflitti. Tutti abbiamo bisogno di risposte adeguate ai nostri interrogativi, ai nostri interrogativi concreti. In Cristo, solo in Lui, è possibile trovare la pace vera e il compimento di ogni umana aspirazione. Gesù conosce il cuore dell’uomo come nessun’altro. Per questo lo può sanare, donandogli vita e consolazione. (Angelus - Domenica 19/06/2016)

 

GESÙ CI INVITA A CAMBIARE VITA

 Quando Gesù chiama alla conversione non si erge a giudice delle persone, ma lo fa a partire dalla vicinanza, dalla condivisione della condizione umana, e quindi della strada, della casa, della mensa... La misericordia verso quanti avevano bisogno di cambiare vita avveniva con la sua presenza amabile, per coinvolgere ciascuno nella sua storia di salvezza. La vera conversione avviene quando accogliamo il dono della grazia; e un chiaro segno della sua autenticità è che ci accorgiamo delle necessità dei fratelli e siamo pronti ad andare loro incontro. Quante volte anche noi sentiamo l’esigenza di un cambiamento che coinvolga tutta la nostra persona! Quante volte ci diciamo: “Devo cambiare, non posso continuare così… La mia vita, per questa strada, non darà frutto, sarà una vita inutile e io non sarò felice”. E Gesù, accanto a noi, con la mano tesa ci dice: “Vieni, vieni da me. Il lavoro lo faccio io: io ti cambierò il cuore, io ti cambierò la vita, io ti farò felice”. Ma noi, crediamo in questo o no? Crediamo o no? Cosa pensate voi: credete in questo o no? Meno applauso e più voce: credete o non credete? [la gente: “Sì!”] È così. Gesù che è con noi ci invita a cambiare vita. È Lui, con lo Spirito Santo, che semina in noi questa inquietudine per cambiare vita ed essere un po’ migliori. Seguiamo dunque questo invito del Signore e non poniamo resistenze, perché solo se ci apriamo alla sua misericordia, noi troviamo la vera vita e la vera gioia. Dobbiamo soltanto spalancare la porta, e Lui fa tutto il resto. Lui fa tutto, ma a noi spetta spalancare il cuore perché Lui possa guarirci e farci andare avanti. Vi assicuro che saremo più felici. (Udienza Giubilare - Sabato 18/06/2016)

 

 

NON GIUDICATE PER NON ESSERE GIUDICATI

lebbroso-LEBBROSO-25062016Ci sono regole chiare suggerite da Gesù per non cadere nell’ipocrisia: non giudicare gli altri per non essere a nostra volta giudicati con la stessa misura; e quando ci viene la tentazione di farlo, è meglio guardarsi prima allo specchio, non per nasconderci con il trucco ma per vedere bene come siamo realmente. Ricordando che l’unico vero giudizio è quello di Dio con la sua misericordia, non cedere alla tentazione di mettersi al posto del Signore, dubitando della sua parola. Gesù parla alla gente e insegna tante cose sulla preghiera, sulle ricchezze, sulle preoccupazioni vane, tante, su come deve comportarsi un suo discepolo. E così arriva a questo passo del Vangelo sul giudizio, (Mt, 7, 1-15). È un brano in cui il Signore è molto concreto. Se infatti alcune volte il Signore per farci capire ci racconta una parabola, qui è: “ta, ta, ta”: diretto, perché il giudizio è una cosa che può fare solo lui. Il fatto incomincia con una parola chiara di Gesù: «Non giudicate, per non essere giudicati». Dunque, se tu non vuoi essere giudicato non giudicare gli altri: “tac, tac”, chiaro. E il Signore va un passo avanti, indicando appunto il criterio della misura: Perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi. Tutti noi vogliamo, il giorno del giudizio, che il Signore ci guardi con benevolenza, che il Signore si dimentichi di tante cose brutte che abbiamo fatto nella vita. E questo è giusto, perché siamo figli, e un figlio dal padre si aspetta questo, sempre. Ma se tu giudichi continuamente gli altri, con la stessa misura tu sarai giudicato: questo è chiaro. È tanto brutto giudicare: il giudizio solo a Dio, solo a lui!. A noi compete piuttosto l’amore, la comprensione, il pregare per gli altri quando vediamo cose che non sono buone, se serve anche parlare loro per metterli in guardia se qualcosa non sembra andare per il verso giusto. In ogni caso mai giudicare, mai, perché se noi giudichiamo è ipocrisia.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Lunedì, 20 giugno 2016)

 

LA MISERICORDIA PURIFICA IL CUORE

 «Signore, se vuoi, puoi purificarmi!»: è la richiesta che abbiamo sentito rivolgere a Gesù da un lebbroso. Quest’uomo non chiede solamente di essere guarito, ma di essere “purificato”, cioè risanato integralmente, nel corpo e nel cuore. Infatti, la lebbra era considerata una forma di maledizione di Dio, d’impurità profonda. Il lebbroso doveva tenersi lontano da tutti; non poteva accedere al tempio e a nessun servizio divino. Lontano da Dio e lontano dagli uomini. Nonostante ciò, quel lebbroso non si rassegna né alla malattia né alle disposizioni che fanno di lui un escluso. Per raggiungere Gesù, non temette di infrangere la legge ed entra in città – cosa che non doveva fare, gli era vietato -, e quando lo trovò gli si gettò dinanzi, pregandolo: Signore, se vuoi, puoi purificarmi . Tutto ciò che quest’uomo considerato impuro fa e dice è l’espressione della sua fede! Riconosce la potenza di Gesù: è sicuro che abbia il potere di sanarlo e che tutto dipenda dalla sua volontà. Questa fede è la forza che gli ha permesso di rompere ogni convenzione e di cercare l’incontro con Gesù e, inginocchiandosi davanti a Lui, lo chiama “Signore”. La supplica del lebbroso mostra che quando ci presentiamo a Gesù non è necessario fare lunghi discorsi. Bastano poche parole, purché accompagnate dalla piena fiducia nella sua onnipotenza e nella sua bontà. Affidarci alla volontà di Dio significa infatti rimetterci alla sua infinita misericordia. Anche io vi farò una confidenza personale. La sera, prima di andare a letto, io prego questa breve preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!”. E prego cinque “Padre nostro”, uno per ogni piaga di Gesù, perché Gesù ci ha purificato con le piaghe. Ma se questo lo faccio io, potete farlo anche voi, a casa vostra, e dire: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!” e pensare alle piaghe di Gesù e dire un “Padre nostro” per ognuna di esse. E Gesù ci ascolta sempre. Gesù è profondamente colpito da quest’uomo. Il Vangelo di Marco sottolinea che ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». Il gesto di Gesù accompagna le sue parole e ne rende più esplicito l’insegnamento. Contro le disposizioni della Legge di Mosè, che proibiva di avvicinarsi a un lebbroso, Gesù stende la mano e persino lo tocca. Quante volte noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, la buttiamo lì, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo! Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché Lui è in essi. Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione. (Udienza Generale - Mercoledì 22/06/2016)

 
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