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n° 39 Sabato 24 Settembre 2016

EDITORIALE

 Missione e Porta Santa

CROCE-MISSIONE-CITTADINALa data di apertura della Missione Cittadina, il 9 di ottobre, si sta avvicinando. Da lunedì 26 settembre, una trentina di messaggeri ne porteranno l’annuncio in tutte le case recando la lettera d’invito dei Parroci, il programma della Missione e un bustina, perché, chi vuole e può, possa contribuire alle spese. L’ultima Missione Cittadina a La Maddalena si fece nel 1999 guidata dai frati francescani, lo ricorda la croce luminosa nel piazzale Don Vattancoli, presso la chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade. Un’altra croce sullo Spiniccio, luminosa ma in questo tempo spenta, ricorda un’altra Missione Cittadina del 1933, pure guidata da missionari vincenziani. In sacrestia abbiamo una grossa croce di ghisa che ricorda la Missione, tenuta dai Vincenziani, nel 1903. Questa volta la novità è l’indulto della Porta Santa, concesso da Mons. Sanguinetti alla nostra Città. Un fatto eccezionale nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia. Una volta la Porta Santa era solo nelle quattro basiliche romane papali. Papa Francesco ha esteso la concessione a tutte le diocesi nelle chiese cattedrali e in quelle stabilite dal Vescovo diocesano. Per la nostra diocesi nella cattedrale di Tempio, nella con-cattedrale di Castelsardo e nella ex cattedrale di San Simplicio in Olbia. In via eccezionale, in occasione della Missione Cittadina e solo per il tempo della sua durata, l’indulto della Porta Santa è stato concesso anche a La Maddalena. La Porta Santa è simbolo di Cristo, volto della misericordia del Padre, porta della misericordia, Attraversarla vuol dire incontrarsi con la misericordia di Dio, sperimentare il suo amore che consola, perdona e dona speranza e quindi convertirsi, cambiare vita, rinnovarla. La Chiesa concede l’indulgenza plenaria delle pene dovute ai peccati già perdonati, a chi l’attraversa con le dovute disposizioni: Riconciliazione (Confessione), partecipazione alla santa Eucaristia con la Comunione, un Padre nostro, la professione di fede (il credo) e una preghiera secondo le intenzioni del Papa.

               D. D.

 

 

 

RAGGI DI SOLE

 L’AMORE NON HA PREZZO

 GESU'-ABBRACCIO-24092016Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma e disse “Ho fatto anche il conto in euro”. La mamma si asciugò le mani col grembiule e lesse quanto vi era scritto:

“Per aver strappato le erbacce dal vialetto:

Lire 5.000 – euro 2,58

“Per avere ordinato la mia cameretta:

Lire 10.000 – euro 5,16

“Per essere andato a comperare il latte.

Lire 1.000 – euro 0,52

“Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): Lire 15.000 – euro 7,75

“Per aver preso due volte ‘ottimo’ a scuola: Lire 10.000 – euro 5,16

“Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: Lire 7.000 – euro 3,62

Totale: Lire 48.000 - euro 24,79.

La mamma fissò il figlio, teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:

“Per averti portato in grembo per 9 mesi: Lire 0 -euro 0.

Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: Lire 0-euro 0.

Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: Lire 0-euro 0.

Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: Lire 0-euro 0.

Per tutte quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno: Lire 0-euro 0.

Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e i panini che ti ho preparato: Lire 0-euro 0.

Per la vita che ti do ogni giorno: Lire 0-euro 0.

Totale: Lire 0-euro 0”.

Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “pagato”. Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci. Quando il Padre Celeste ci presenterà il “suo conto”, anche noi gli salteremo al collo e lo sommergeremo di baci!  

      Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ La Beatificazione di Elisabetta Sanna a Saccargia

MESSA-SACCARGIA-24092016Sabato 17 Settembre alle prime luci dell’alba un pullman è partito da Palau con 42 pellegrini, di cui 10 maddalenini, verso la Basilica di Saccargia della SS. Trinità, per assistere e partecipare ad un evento straordinario: la Beatificazione di Elisabetta Sanna di Codrongianus, a 159 anni dalla sua morte. Durante il viaggio ci ha accompagnato la pioggia, preoccupando noi pellegrini per la buona riuscita della celebrazione che si svolgeva all’aperto. Ma ci ha anche accompagnato per tutto il tragitto, un arcobaleno nitido, ben visibile a tutti e quel segno ci ha fatto ben sperare: sembrava che il cielo ci volesse rassicurare! E così è stato: un sole splendente ha permesso di celebrare al meglio la Messa e il rito di Beatificazione nel grande spazio accanto alla Basilica, dove erano presenti (incredibile ma vero) circa seimila persone! Un evento veramente straordinario che ha richiamato non solo tanti sardi, ma tantissimi fedeli provenienti da Roma ma anche dalla Polonia e dal Brasile, per venerare questa “piccola grande serva di Dio” della terra di Sardegna. Elisabetta, che in tenera età fu colpita dal vaiolo, nonostante la sua infermità e il suo analfabetismo, è vissuta di preghiera e di carità, affrontando nella sua vita difficoltà di ogni genere, donandosi completamente a Dio.MESSA-BEATA-E-SANNA Dopo la lettura della sua biografia da parte del suo postulatore, un sacerdote polacco Don Jan Korycki, il Cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione dei Santi, ha dato lettura della Lettera Apostolica di Papa Francesco, proclamando così Beata la Serva di Dio Elisabetta Sanna, a cui è seguito uno scrosciante applauso! Il nutrito coro che ha animato la celebrazione ha poi coinvolto i presenti a cantare il ringraziamento a Dio con l’inno Te Deum e poi con il Gloria in Excelsis Deo, unendo così la Chiesa terrena a quella Celeste. Ha concelebrato l’Arcivescovo di Sassari Padre Paolo Atzei, i Vescovi della Sardegna, una miriade di sacerdoti, tra i quali il Parroco di S. Maria Maddalena Don Domenico Degortes, sacerdoti Pallottini, suore e confraternite con i loro stendardi, gruppi in costume e cori sardi, ed alte personalità Civili e Militari. Molto emozionante il momento in cui, durante la processione offertoriale, Suzana Correia, giovane brasiliana di 31 anni, che per intercessione di Elisabetta, dopo averla tanto pregata, guarì miracolosamente da un’atrofia muscolare dell’avambraccio e della mano destra, portare all’altare, con grande emozione, le reliquie della Beata!            

Maria Vitiello

 

Consiglio Pastorale Parrocchiale di S.Maria Maddalena

FACCIATA-CHIESA-SMM-2409201A meno di due mesi dalla conclusione, prevista il 20 novembre, del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, si stanno intensificando a La Maddalena i preparativi per la Missione al Popolo. L’argomento è stato ampiamente trattato nel corso dell’ultimo Consiglio Pastorale di Santa Maria Maddalena lo scorso 16 settembre. Sarà il vescovo mons. Sebastiano Sanguinetti, con l’apertura della Porta Santa della chiesa di Santa Maria Maddalena - è stata questa l’importante novità comunicata dal parroco don Domenico Degortes e dal vicario don Davide Mela, - ad inaugurarla domenica 9 ottobre prossimo. Nell’Anno Santo della Misericordia dunque, la comunità cristiana maddalenina vivrà un periodo importante, nel corso del quale, con la presenza dei missionari vincenziani, potrà misurarsi con la propria fede, recuperarla e ravvivarla, e mettere in atto quella “chiesa in uscita”, di evangelizzazione, tanto cara a Papa Bergoglio. E proprio per sottolineare l’importanza della Missione il vescovo, per il periodo della stessa, proclamerà Santa la porta d’ingresso della Chiesa Madre. Altro momento forte della Missione sarà sabato 15 ottobre con una Fiaccolata Mariana per le vie della città come anche sabato 22 allorquando il vescovo tornerà a Maddalena per impartire le Cresime a ragazzi e ragazze delle due parrocchie cittadine e procederà alla chiusura della Porta Santa. In fase organizzativa ci sarà una serata dedicata ai giovani. La Missione si concluderà domenica 23 ottobre con la Messa Solenne delle ore 11.00. L’evento di fede e di evangelizzazione vedrà l’attivazione di una decina di Centri d’Ascolto, visite nelle case delle persone anziane e malate ma non solo, ed incontri pubblici nel corso dei quali si tratteranno temi specifici rivolti alle famiglie, ai giovani, agli sportivi, ai malati, ai lavoratori, ai politici, al volontariato, ai gruppi ecclesiali, agli educatori. Saranno una decina i missionari presenti nell’Arcipelago che per quei giorni avranno vitto e alloggio nella struttura dell’Oasi Serena di Moneta.

   Claudio Ronchi

■ Istituto Superiore di Scienze Religiose Euromediterraneo.

CROCE-MISSIONE-CITTADINASono aperte da qualche giorno le iscrizioni ai corsi universitari dell’Istituto Euromediterraneo di Tempio Pausania. L’offerta formativa oltre alla laurea triennale in Scienze Religiose, comprende anche il biennio di specializzazione per il conseguimento della laurea magistrale in Scienze Religiose. L’Euromediterraneo e l’Università per Stranieri di Perugia hanno sottoscritto una convenzione di collaborazione tra le due istituzioni. Pertanto gli studenti dell’Euromediterraneo, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Scienze Religiose, potranno essere ammessi direttamente dall’Università per Straneri di Perugia al corso di laurea magistrale (specialistica) in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo, e conseguire, in soli due anni accademici, una ulteriore laurea statale. Questa offerta potrebbe aprire prospettive lavorative in ambito internazionale.

 

 

 

 

 

 

 ■ Si è svolto nella Parrocchia di Santa Maria Maddalena il triduo in onore di San Pio di Pietrelcina, culminato il 23 settembre, giorno in cui ricorre la sua nascita al cielo, nella grande festa.

Triduo e festa in onore di San Pio

PADRE-PIO-24092016Durante questo periodo ognuno dei sacerdoti che ha presieduto la celebrazione eucaristica ha parlato di San Pio come dispensatore della misericordia di Dio durante tutto il suo ministero sacerdotale, tanto da diventare per milioni di persone “carezza vivente del Padre”, e sacrifico vivente dell’amore di Dio. Molto sentita la partecipazione da parte dei fedeli durante tutto il triduo, segno della devozione e della fiducia nei riguardi del Santo stigmatizzato del Gargano. Un ringraziamento particolare ai sacerdoti che hanno concelebrato durante tutto il triduo e al Coro Bambino Gesù.  

   Il gruppo di Padre Pio

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

1) Domenica 25 settembre

* Mandato ai messaggeri della Missione cittadina nella Messa delle ore 19.00.

2) Sabato 24, domenica, 25 e lunedì 26 settembre

* Triduo in onore di San Vincenzo de Paoli.

3) Martedì 27 settembre

* Ore 10.00 all’Istituto San Vincenzo: S.Messa in onore del Santo e Inaugurazione dell’Anno Scolastico.

* Ore 19.00 nella chiesa parrocchiale: Memoria di San Vincenzo de’ Paoli e Commemorazione della Madonna della Medaglia Miracolosa.

* Partono i pellegrini a Medjugorje.

4) Mercoledì 28 settembre

* Catechesi agli adulti

5) Giovedì 29 settembre

  • Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
  • Pellegrinaggio a S.Michele di Liscia con S.Messa alle ore 15,45. Per le iscrizioni al pullman rivolgersi a Pierluigi Aversano.

6) Sabato 1° ottobre

  • Inizia il mese del Rosario. Recita quotidiana alle ore 18.30. I Vespri si faranno alla fine della Messa.
  • Inizia il Mese Missionario.

7) Domenica 2 ottobre

Ore 11,00 S.Messa con apertura dell’Anno Catechistico.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1. Sabato 01 ottobre

Alle ore 16.00 inizia il catechismo e la S.Messa di sabato sarà alle ore 17.30.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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n° 39 Sabato 24 Settembre 2016

LO SPIRITO DEL VANGELO CI CHIEDE UNO STILE DI VITA SERIO MA GIOIOSO

Oggi Gesù ci porta a riflettere su due stili di vita contrapposti: quello mondano e quello del Vangelo. Lo spirito del mondo non è lo spirito di Gesù. E lo fa mediante il racconto della parabola dell’amministratore infedele e corrotto, che viene lodato da Gesù nonostante la sua disonestà (cfr Lc 16,1-13). Bisogna precisare subito che questo amministratore non viene presentato come modello da seguire, ma come esempio di scaltrezza. Quest’uomo è accusato di cattiva gestione degli affari del suo padrone e, prima di essere allontanato, cerca astutamente di accattivarsi la benevolenza dei debitori, condonando loro parte del debito per assicurarsi così un futuro. Commentando questo comportamento, Gesù osserva: «I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». A tale astuzia mondana noi siamo chiamati a rispondere con l’astuzia cristiana, che è un dono dello Spirito Santo. Si tratta di allontanarsi dallo spirito e dai valori del mondo, che tanto piacciono al demonio, per vivere secondo il Vangelo. E la mondanità, come si manifesta? La mondanità si manifesta con atteggiamenti di corruzione, di inganno, di sopraffazione, e costituisce la strada più sbagliata, la strada del peccato, perché una ti porta all’altra! È come una catena, anche se - è vero - è la strada più comoda da percorrere, generalmente. Invece lo spirito del Vangelo richiede uno stile di vita serio - serio ma gioioso, pieno di gioia! -, serio e impegnativo, improntato all’onestà, alla correttezza, al rispetto degli altri e della loro dignità, al senso del dovere. E questa è l’astuzia cristiana! Con questo insegnamento, Gesù oggi ci esorta a fare una scelta chiara tra Lui e lo spirito del mondo, tra la logica della corruzione, della sopraffazione e dell’avidità e quella della rettitudine, della mitezza e della condivisione. Qualcuno si comporta con la corruzione come con le droghe: pensa di poterla usare e smettere quando vuole. Si comincia da poco: una mancia di qua, una tangente di là… E tra questa e quella lentamente si perde la propria libertà. Anche la corruzione produce assuefazione, e genera povertà, sfruttamento, sofferenza. E quante vittime ci sono oggi nel mondo! Quando invece cerchiamo di seguire la logica evangelica dell’integrità, della limpidezza nelle intenzioni e nei comportamenti, della fraternità, noi diventiamo artigiani di giustizia e apriamo orizzonti di speranza per l’umanità. Nella gratuità e nella donazione di noi stessi ai fratelli, serviamo il padrone giusto: Dio.

Dopo l'Angelus: ieri a Codrongianos (Sassari) è stata proclamata Beata Elisabetta Sanna, madre di famiglia. Rimasta vedova, si dedicò totalmente alla preghiera e al servizio degli ammalati e dei poveri. La sua testimonianza è modello di carità evangelica animata dalla fede.                     (Angelus - Domenica 18/09/2016)

 

SOLO LA PACE È SANTA, NON LA GUERRA!

«Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9). Dio ci esorta ad affrontare la grande malattia del nostro tempo: l’indifferenza. E’ un virus che paralizza, rende inerti e insensibili, un morbo che intacca il centro stesso della religiosità, ingenerando un nuovo tristissimo paganesimo: il paganesimo dell’indifferenza.

Non possiamo restare indifferenti. Oggi il mondo ha un’ardente sete di pace. Noi non abbiamo armi. Crediamo però nella forza mite e umile della preghiera. In questa giornata, la sete di pace si è fatta invocazione a Dio, perché cessino guerre, terrorismo e violenze. La pace che da Assisi invochiamo non è una semplice protesta contro la guerra, nemmeno «è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici, ma il risultato della preghiera». Cerchiamo in Dio, sorgente della comunione, l’acqua limpida della pace, di cui l’umanità è assetata: essa non può scaturire dai deserti dell’orgoglio e degli interessi di parte, dalle terre aride del guadagno a ogni costo e del commercio delle armi.

Diverse sono le nostre tradizioni religiose. Ma la differenza non è motivo di conflitto, di polemica o di freddo distacco. Oggi non abbiamo pregato gli uni contro gli altri, come talvolta è purtroppo accaduto nella storia. Senza sincretismi e senza relativismi, abbiamo invece pregato gli uni accanto agli altri, gli uni per gli altri. Continuando il cammino iniziato trent’anni fa ad Assisi, dove è viva la memoria di quell’uomo di Dio e di pace che fu San Francesco, «ancora una volta noi, insieme qui riuniti, affermiamo che chi utilizza la religione per fomentare la violenza ne contraddice l’ispirazione più autentica e profonda» che ogni forma di violenza non rappresenta «la vera natura della religione. È invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione» Non ci stanchiamo di ripetere che mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra! Oggi abbiamo implorato il santo dono della pace. Abbiamo pregato perché le coscienze si mobilitino a difendere la sacralità della vita umana, a promuovere la pace tra i popoli e a custodire il creato, nostra casa comune. La preghiera e la collaborazione concreta aiutano a non rimanere imprigionati nelle logiche del conflitto e a rifiutare gli atteggiamenti ribelli di chi sa soltanto protestare e arrabbiarsi. La preghiera e la volontà di collaborare impegnano a una pace vera, non illusoria: non la quiete di chi schiva le difficoltà e si volta dall’altra parte, se i suoi interessi non sono toccati; non il cinismo di chi si lava le mani di problemi non suoi; non l’approccio virtuale di chi giudica tutto e tutti sulla tastiera di un computer, senza aprire gli occhi alle necessità dei fratelli e sporcarsi le mani per chi ha bisogno. La nostra strada è quella di immergerci nelle situazioni e dare il primo posto a chi soffre; di assumere i conflitti e sanarli dal di dentro; di percorrere con coerenza vie di bene, respingendo le scorciatoie del male; di intraprendere pazientemente, con l’aiuto di Dio e con la buona volontà, processi di pace. Pace, un filo di speranza che collega la terra al cielo, una parola tanto semplice e difficile al tempo stesso. Pace vuol dire Perdono che, frutto della conversione e della preghiera, nasce dal di dentro e, in nome di Dio, rende possibile sanare le ferite del passato. Pace significa Accoglienza, disponibilità al dialogo, superamento delle chiusure, che non sono strategie di sicurezza, ma ponti sul vuoto. Pace vuol dire Collaborazione, scambio vivo e concreto con l’altro, che costituisce un dono e non un problema, un fratello con cui provare a costruire un mondo migliore. Pace significa Educazione: una chiamata ad imparare ogni giorno la difficile arte della comunione, ad acquisire la cultura dell’incontro, purificando la coscienza da ogni tentazione di violenza e di irrigidimento, contrarie al nome di Dio e alla dignità dell’uomo.

(Discorso ad Assisi per la giornata mondiale della Pace - Assisi, Martedì 20/09/2016)

 

I CRISTIANI SONO CHIAMATI AD ESSERE MISERICORDIOSI COME IL PADRE CELESTE

PAPA-CONFESSA-24092016Dal Vangelo di Luca (6,36-38) è tratto il motto di questo Anno Santo straordinario: Misericordiosi come il Padre. Non si tratta di uno slogan ad effetto, ma di un impegno di vita. Per comprendere bene questa espressione, possiamo confrontarla con quella parallela del Vangelo di Matteo, dove Gesù dice: «Voi dunque siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Essere perfetti significa essere misericordiosi. Una persona che non è misericordiosa è perfetta? No! Una persona che non è misericordiosa è buona? No! La morte di Gesù in croce è il culmine della storia d’amore di Dio con l’uomo. Un amore talmente grande che solo Dio lo può realizzare. È evidente che, rapportato a questo amore che non ha misura, il nostro amore sempre sarà in difetto. Ma quando Gesù ci chiede di essere misericordiosi come il Padre, non pensa alla quantità! Egli chiede ai suoi discepoli di diventare segno, canali, testimoni della sua misericordia. Ogni cristiano, pertanto, è chiamato ad essere testimone della misericordia, e questo avviene in cammino di santità. Il perdono è il pilastro che regge la vita della comunità cristiana, perché in esso si mostra la gratuità dell’amore con cui Dio ci ha amati per primo. Il cristiano deve perdonare! Ma perché? Perché è stato perdonato. Nessuno di noi, nella propria vita, non ha avuto bisogno del perdono di Dio. E perché noi siamo stati perdonati, dobbiamo perdonare. Lo recitiamo tutti i giorni nel Padre Nostro: “Perdona i nostri peccati; perdona i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori”. Cioè perdonare le offese, perdonare tante cose, perché noi siamo stati perdonati da tante offese, da tanti peccati. E così è facile perdonare: se Dio ha perdonato me, perché non devo perdonare gli altri? Alla sua Chiesa, a noi, Gesù indica anche un secondo pilastro: “donare”. Perdonare è il primo pilastro; donare è il secondo pilastro. «Date e vi sarà dato […] con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Dio dona ben al di là dei nostri meriti, ma sarà ancora più generoso con quanti qui in terra saranno stati generosi. Gesù non dice cosa avverrà a coloro che non donano, ma l’immagine della “misura” costituisce un ammonimento: con la misura dell’amore che diamo, siamo noi stessi a decidere come saremo giudicati, come saremo amati. Se guardiamo bene, c’è una logica coerente: nella misura in cui si riceve da Dio, si dona al fratello, e nella misura in cui si dona al fratello, si riceve da Dio! L’amore misericordioso è perciò l’unica via da percorrere. Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non “spiumare” gli altri con le critiche, con le invidie, con le gelosie. Dobbiamo perdonare, essere misericordiosi, vivere la nostra vita nell’amore.

(Udienza Generale - Mercoledì, 21 settembre 2016)

 
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