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n° 5 Sabato 30 gennaio 2016

EDITORIALE

Il Bambino di Praga insegna

BAMBINO-GESU-DI-PRAGALa chiesa del Santo Bambino Gesù di Praga a La Maddalena (Due Strade) è l’unica chiesa della diocesi dedicata al Santo Bambino. Padre Salvatore Vico ne diffuse la devozione in tutte le case religiose da lui fondate in Sardegna e nel Continente. È detto “di Praga” perché la devozione al Santo Bambino rivestito di abiti regali, da Praga, dove è particolarmente venerato, si è diffusa in tante parti del mondo. È molto venerato anche nelle Filippine. La chiesa di La Maddalena è stata voluta, negli anni ’30, dalla comunità parrocchiale, dal quartiere di Due Strade con i suoi benefattori e soprattutto dalla Marina, in prima fila dal cappellano militare don Vattancoli. La festa si celebra tradizionalmente l’ultima domenica di gennaio, vicina al tempo di Natale. Anche ad Ozieri, dove c’è una chiesa dedicata al Bambino di Praga, si celebra nello stesso periodo. Noi festeggiamo anche l’anniversario dell’ inaugurazione della chiesa, il 17 aprile. E poiché in gennaio spesso il mal tempo non permette la processione, si tende negli ultimi anni, a solennizzare maggiormente la festa di aprile con triduo e processione. Talvolta bisogna spostare questa data quando coincide con la settimana di Pasqua. La festa del Santo Bambino richiama il mistero dell’incarnazione, di Dio che si fa uomo e si fa bambino. Ricorda la via della santa infanzia; dice Gesù: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli”, cioè nuovi nel cuore e nella vita, fiduciosi in Dio come un bambino con i suoi genitori. Dovrebbe anche essere la festa dei nostri bambini che sono i nostri gioielli, specialmente in tempo di desertificazione generativa. Essi ci fanno pensare a tanti bambini che non hanno il calore di una famiglia, che sono profughi, impauriti, infreddoliti, orfani, annegati. La festa del Santo Bambino aiuta ad essere più ricchi di umanità.                                  

         D.D.

 

RAGGI DI SOLE

OGGI

ALBA-30012016All'Imperatore Ciro il Grande piaceva moltissimo conversare amabilmente con un amico molto saggio di nome Akkad.

Un giorno, appena tornato stanchissimo da una campagna di guerra contro i Medi, Ciro si fermò dal suo vecchio amico per passare qualche giorno con lui. «Sono spossato, caro Akkad. Tutte queste battaglie mi stanno consumando. Come vorrei fermarmi a passare il tempo con te, chiacchierando sulle rive dell'Eufrate...». «Ma, caro Sire, ormai hai sconfitto i Medi, che cosa farai?». «Voglio impadronirmi di Babilonia e sottometterla». «E dopo Babilonia?». «Sottometterò la Grecia». «E dopo la Grecia?». «Conquisterò Roma». «E dopo?». «Mi fermerò. Tornerò qui e passeremo giorni felici a conversare amabilmente, sulle rive dell'Eufrate...». «E perché, Sire, amico mio, non incominciamo subito?».

Ci sarà sempre un altro giorno per dire «Ti voglio bene». E ci sarà sempre un'altra possibilità per dire: «Posso fare qualcosa per te?». Ma nel caso avessi torto e ci fosse rimasto solo oggi, vorrei dirti che ti voglio bene e che spero che non ci dimenticheremo mai. Ti pentirai profondamente di non esserti preso del tempo per un sorriso, un abbraccio, o un bacio, e di essere stato troppo occupato per offrire a qualcuno quello che poi avrebbe espresso come ultimo desiderio. Ricordati dei tuoi cari oggi, e sussurra loro nell'orecchio quanto li ami e quanto li amerai sempre. Prenditi il tempo per dire «Mi dispiace, «Ti prego, ascoltami», «Grazie», o «È tutto a posto». Domani non ti pentirai di quello che hai fatto oggi.”

           (P. Bruno Ferrero).   

 Don Paolo Piras

 

FATTI DELLE ULTIME SETTIMANE

Consiglio Pastorale e Povertà.

Nell’ultima riunione del Consiglio Pastorale del 15 gennaio si è parlato di come venire incontro alle situazioni di povertà presenti nella Nostra isola, in occasione dell’Anno Santo della Misericordia. Al fine di conoscere in maniera più approfondita questa triste realtà sono stati invitati a relazionare gli operatori delle associazioni cattoliche e laiche che si occupano di carità nel Nostro territorio: la Caritas di Santa Maria Maddalena e Moneta, il Volontariato Vincenziano, le suore dell’Istituto San Vincenzo e il Centro Umanitario Comunale. “Non abbiamo una sede e non abbiamo contributi pubblici” racconta la maestra Rosita Ferraciolo del Volontariato Vincenziano “ma andiamo avanti grazie all’aiuto dei volontari”: aiutano chi bussa alla loro porta per il pane, i medicinali e generi di prima necessità e quando possono aiutano le altre associazioni con delle raccolte fondi. L’attività della Caritas, braccio operativo della chiesa per la carità, è stata raccontata da Annarosa Scotto. “Abbiamo un centro di ascolto per aiutare le persone e indirizzarle nella risoluzione delle loro necessità, un centro distribuzione viveri e vestiario e un piccolo dormitorio femminile”. Secondo quanto previsto dalla Diocesi devono curare un’anagrafe della povertà; nella sede arrivano italiani e stranieri che hanno difficoltà ad andare avanti e vengono aiutati innanzitutto consegnando loro viveri, poi viene tutto il resto, dal vestiario all’aiuto per cercare un alloggio o un lavoro. Attualmente distribuiscono dai 60/80 pacchi mensili di viveri che aiutano circa 200/250 persone a seconda dei periodi. Hanno inoltre attivato un sistema di tessere in collaborazione con gli altri centri di distribuzione presenti sull’isola. Per quanto riguarda le risorse - continua la Signora Scotto – i generi alimentari provengono dal centro Caritas diocesano di Tempio, per il resto organizzano delle raccolte fondi con il mercatino di Natale, con i cesti di quaresima e con il mercatino dei lavori dei bambini delle elementari; ricevono poi un importante aiuto da parte del Comune, da alcune associazioni in particolare dal gruppo Padre Pio, dal Rotary, dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena, dagli operatori e dal buon cuore dei singoli cittadini. A parlare dell’attività del Centro Umanitario Comunale è il coordinatore Claudio Ciucci: “Aiutiamo la gente nelle necessità più immediate distribuendo viveri, e i fondi per l’acquisto delle materie prime sono pubblici, comunali”. Non ricevono dunque donazioni e per andare maggiormente incontro alle necessità dei poveri hanno pensato ad una consegna di pacchi viveri secondo le esigenze e il numero dei componenti familiari; tante sono le persone che vengono aiutate ma – afferma Ciucci – “sappiamo con certezza che purtroppo viene dato tanto anche a chi non ha bisogno; tante sono le furbizie in questi casi, persone che vendono i voucher o stranieri con tessere alimentari di familiari non più residenti in Italia”. Per aiutare chi soffre bisogna avere una conoscenza capillare del territorio e addentrarsi nelle varie realtà sociali perché molte sono le nuove povertà e troppe le persone che per dignità e vergogna non riescono a chiedere aiuto e al contempo combattere il malcostume di chi si approfitta della generosità delle persone non dando nulla in cambio alla comunità.

Domenico Lecci – Segretario del Consiglio Pastorale

 

La Messa della Misericordia di Dio.

Per dare l’opportunità a tutti gli isolani di vivere al meglio questo anno Giubilare donatoci da Papa Francesco, i nostri sacerdoti hanno stabilito che ci ritroveremo mensilmente come comunità, per un momento di preghiera con la S. Messa e una veglia interparrocchiale. Il primo di questi incontri si è svolto nella chiesa di Moneta Venerdì 22 Gennaio, proprio all’interno della settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. La Messa (della Misericordia di Dio) è stata presieduta da Don Andrea Domanski e concelebrata da Don Domenico Degortes e da Padre Massimo Terrazzoni, ma era presente anche Don Paolo Piras disponibile in sacrestia per le confessioni. La celebrazione è iniziata con il canto “ Se siamo uniti Gesù è fra noi”, versi appropriati, ha spiegato Don Andrea, per poter seguire gli insegnamenti di Gesù e il suo più profondo desiderio: “Padre, fa che siano una cosa sola!”. E perciò con questa celebrazione ecumenica vogliamo pregare per impegnarci a superare tutte le divisioni, sia a livello di Confessioni varie, cattolici, ortodossi, protestanti, ma anche le divisioni fra di noi, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie. Nell’omelia ha poi detto: “Sempre per mettere in pratica l’insegnamento che Gesù ci ha dato all’inizio della sua vita pubblica “Convertitevi e credete al vangelo”, la nostra conversione è al primo posto. Se invece di puntare sempre il dito sugli altri, lo rivolgiamo a noi stessi, allora inizia la nostra conversione e solo così riusciremo a rimanere uniti come Gesù ci chiede!” “Questi nostri incontri”, ha proseguito Don Andrea, “ci aiuteranno a preparare al meglio la Missione al popolo che si farà in autunno nella nostra isola, in modo che, le nostre preghiere, veglie e pellegrinaggi, diano frutti di conversione, di Misericordia e di unità”. Dopo la S. Messa è iniziata l’adorazione giubilare con l’esposizione del Santissimo Sacramento ed essendo il 22 del mese, si è pregato per S. Giovanni Paolo e si è recitata la Coroncina alla Divina Misericordia e una Supplica a Maria Madre di Misericordia. Tutte queste preghiere sono state intercalate da canti inneggianti alla misericordia di Dio, eseguiti dalle voci del coro S. Giovanni Paolo, per poterla contemplare al meglio. Al termine della celebrazione, Don Andrea ha ringraziato i sacerdoti e in particolare Padre Massimo per la gradita e inaspettata presenza, le suore e tutti i fedeli presenti, nonché il coro che , come sempre , rende le celebrazioni più solenni.           

 Maria Vitiello

Festeggiato il Patrono dei giornalisti.

GIORNALISTI-30012016San Francesco di Sales è il patrono dei giornalisti perché nel suo ministero di Vescovo di Ginevra (siamo intorno all’anno 1600) ha fatto largo uso della stampa. Alcuni suoi libri come Filotea o Introduzione alla vita devota e Teotimo o Trattato dell’amore di Dio hanno avuto in poco tempo moltissime edizioni e sono stati tradotti in 17 lingue. La memoria del Santo ricorre il 24 gennaio. Quest’anno cadeva in domenica che ha la precedenza. Tuttavia alla Messa delle18.00 hanno partecipato diversi giornalisti della comunicazione locale intervenuti per onorare il loro Santo Patrono e chiedere la sua intercessione. Nell’omelia il Parroco ha citato il messaggio di papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni Sociali (8 maggio solennità della Ascensione del Signore) che è stato pubblicato proprio il 24 gennaio. Il tema è “Comunicazione e misericordia”. La comunicazione crea ponti, favorisce l’incontro. Comunicare è condividere. Anche amare, essere misericordiosi è comunicare, non chiudersi, isolarsi. La condivisione richiede anche ascolto, rispetto per l’altro. È bello per i comunicatori (giornalisti, operatori della televisione e dei social media) scegliere parole per superare incomprensioni, guarire memorie ferite, costruire pace, gettare ponti. Bisogna condannare il male ma senza rompere la relazione. Essere vigilanti sul modo di esprimersi di chi pensa diversamente. La comunicazione con la misericordia contribuisce alla buona prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità.

La Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani

LOGO-OUIC-30012016Si è conclusa lunedì 25, festa della Conversione di S. Paolo, con una celebrazione interparrocchiale nella chiesa di S. Maria Maddalena. I partecipanti non erano moltissimi, tuttavia si è meditato sul tema della settimana: “Chiamati per annunciare a tutti le opere meravigliose di Dio”. All’inizio della celebrazione sono stati deposti su un tavolino la Bibbia, un piattino con del sale e un lume su un candelabro. Richiamavano le parole di Gesù: “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo”. Il parroco, nell’omelia ha ricordato, tra le opere meravigliose di Dio, il Battesimo col quale Dio chiama ad essere suo popolo, un popolo sacerdotale cioè a servizio del mondo in nome di Dio, nel guarir le ferite, le divisioni, a indicare la verità, a promuovere la dignità umana, l’unità. Ha invitato ad unirsi, in un ecumenismo spirituale, alla preghiera di Cristo perché i credenti in lui siano una cosa sola; ad offrire al Signore i propri sacrifici, il dovere compiuto fedelmente, sull’esempio della beata Maria Gabriella Sagheddu martire volontaria, che ha offerto la sua giovane vita per l’unità dei cristiani. Alla fine della celebrazione, come impegno ad essere sale e luce, e così annunciare le opere meravigliose di Dio, ognuno dei presenti si avvicinava, gustava un pizzico di sale e accendeva la sua candela dall’unico lume, simbolo di Cristo. Ha animato i canti il coro San Giovanni Bosco.

 

Condoglianze ai familiari di Stanislao Meduri, Orlando Rosario Mario Dessì che sono tornati alla casa del Padre.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 31 gennaio

* Festa del S. Bambino Gesù di Praga nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade, con i Vespri alle ore 16.30 e la Messa solenne alle ore 17.00. Non ci sarà la Messa delle 8.30.

* Festa della Famiglia a Moneta.

* Festa della Pace A. C. R. a Castelsardo.

* Giornata mondiale dei malati di lebbra.

* Annuncio della catechesi neo-catecumenale.

2) Lunedì 1 febbraio

* Ore 18.00, S. Messa in memoria di S. Giovanni Bosco, patrono dell’oratorio e del coro omonimo.

3) Martedì 2 febbraio

* Festa della Presentazione del Signore.

* Giornata della vita consacrata.

4) Mercoledì 3 febbraio

* Memoria di S. Biagio e benedizione della gola.

* Memoria della Beata Suor Giuseppina Nicòli, Figlia della Carità, con S. Messa nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade alle ore 18.00. Non ci sarà in parrocchia la Messa delle ore 18.00.

* Corso interparrocchiale di aggiornamento per i catechisti, nella sala del Bambino Gesù presso la chiesa di Due Strade dalle ore 16.00 alle ore 18.00. Sarà tenuto da don Paolo Pala, Direttore dell’Ufficio Catechistico Regionale.

5) Giovedì 4 febbraio

* Ore 17,00 preghiera per le vocazioni.

* Adorazione notturna dalle ore 21,00 sino alle ore 24,00.

6) Venerdì 5 febbraio

Primo venerdì del mese.

7) Da venerdì 5 a domenica 7 febbraio

Pellegrinaggio a Roma in occasione della traslazione nella Basilica di San Pietro delle reliquie di San Pio da Pietrelcina e San Leopoldo Mandic, per l’Anno Santo della Misericordia. Sabato 6 febbraio Papa Francesco riceverà in udienza tutti i gruppi di preghiera di San Pio.

8) Domenica 7 febbraio

* Giornata per la vita. S. Messa alle ore 11.00 con i bambini nati nell’anno.


 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G.C. – Moneta

 

1 Domenica 31 gennaio

Ore 10.30 Santa Messa per la Festa della

Famiglia. Al seguito il pranzo nell’oratorio.

Festa del S. Bambino Gesù di Praga nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade, la Messa solenne alle ore 17.00.

Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

2 Martedì 2 febbraio

Festa della Presentazione del Signore “Candelora”

  1. 3Mercoledì 3 febbraio

Memoria di San Biagio. Incontro interparrocchiale delle catechiste alle ore 16.00 con don Paolo Pala.

  1. 3Venerdì 5 febbraio

Primo venerdì del mese. Adorazione del Santissimo Sacramento dalle ore 16.00.

MANIFESTO-CARNEVALE-MONETA

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 
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n° 5 Sabato 30 gennaio 2016

CRISTIANI E MISSIONARI È LA STESSA COSA, MA PRIMA I POVERI

 OPERE-DI-MISERICORDIA-30012Evangelizzare i poveri: questa è la missione di Gesù, secondo quanto Lui dice; questa è anche la missione della Chiesa, e di ogni battezzato nella Chiesa. Essere cristiano ed essere missionario è la stessa cosa. Annunciare il Vangelo, con la parola e, prima ancora, con la vita, è la finalità principale della comunità cristiana e di ogni suo membro. Si nota qui che Gesù indirizza la Buona Novella a tutti, senza escludere nessuno, anzi privilegiando i più lontani, i sofferenti, gli ammalati, gli scartati della società. L'annuncio messianico del Regno di Dio venuto in mezzo a noi si rivolge in modo preferenziale agli emarginati, ai prigionieri, agli oppressi. Probabilmente al tempo di Gesù queste persone non erano al centro della comunità di fede. Possiamo domandarci: oggi, nelle nostre comunità parrocchiali, nelle associazioni, nei movimenti, siamo fedeli al programma di Cristo? L'evangelizzazione dei poveri, portare loro il lieto annuncio, è la priorità? Attenzione: non si tratta solo di fare assistenza sociale, tanto meno attività politica. Si tratta di offrire la forza del Vangelo di Dio, che converte i cuori, risana le ferite, trasforma i rapporti umani e sociali secondo la logica dell'amore. I poveri, infatti, sono al centro del Vangelo.

       (Da Avvenire: Angelus - Domenica, 24 gennaio 2016)

 

ECUMENISMO DEL SANGUE: QUELLO DEI MARTIRI

Per capirsi e crescere nella carità e nella verità, occorre fermarsi, accogliersi e ascoltarsi. In tal modo, si comincia già a sperimentare l’unità. L’unità si fa nel cammino, non è mai ferma. L’unità si fa camminando. Tante controversie tra cristiani, ereditate dal passato, si possono superare mettendo da parte ogni atteggiamento polemico o apologetico e cercando insieme di cogliere in profondità ciò che ci unisce, e cioè la chiamata a partecipare al mistero di amore del Padre rivelato a noi dal Figlio per mezzo dello Spirito Santo. L’unità dei cristiani – ne siamo convinti - non sarà il frutto di raffinate discussioni teoriche nelle quali ciascuno tenterà di convincere l’altro della fondatezza delle proprie opinioni. Verrà il Figlio dell’uomo e ci troverà ancora nelle discussioni. Dobbiamo riconoscere che per giungere alla profondità del mistero di Dio abbiamo bisogno gli uni degli altri, di incontrarci e di confrontarci sotto la guida dello Spirito Santo, che armonizza le diversità e supera i conflitti, riconcilia le diversità. Nella chiamata ad essere evangelizzatori, tutte le Chiese e Comunità ecclesiali trovano un ambito essenziale per una più stretta collaborazione. Per poter svolgere efficacemente tale compito, occorre evitare di chiudersi nei propri particolarismi ed esclusivismi, come pure di imporre uniformità secondo piani meramente umani (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 131). Il comune impegno ad annunciare il Vangelo permette di superare ogni forma di proselitismo e la tentazione di competizione. Siamo tutti al servizio dell’unico e medesimo Vangelo! E in questo momento di preghiera per l’unità, vorrei ricordare i nostri martiri di oggi. Essi danno testimonianza di Gesù Cristo e vengono perseguitati e uccisi perché cristiani, senza fare distinzione, da parte dei persecutori, tra le confessioni a cui appartengono. Sono cristiani e per questo perseguitati. Questo è, fratelli e sorelle, l’ecumenismo del sangue. Cari fratelli e sorelle, oggi noi, che siamo assetati di pace e di fraternità, invochiamo con cuore fiducioso dal Padre celeste, mediante Gesù Cristo unico Sacerdote e mediatore e per intercessione della Vergine Maria, dell’Apostolo Paolo e di tutti i santi, il dono della piena comunione di tutti i cristiani, affinché possa risplendere «il sacro mistero dell’unità della Chiesa» (Conc. Ecum. Vat. II, Decreto sull’Ecumenismo Unitatis redintegratio, 2), quale segno e strumento di riconciliazione per il mondo intero. (Da Avvenire: Omelia del Papa alla celebrazione ecumenica nella basilica di San Paolo fuori le Mura 25 gennaio 2016)

 

DOBBIAMO ESSERE MEDIATORI DI MISERICORDIA CON LE OPERE DI MISERICORDIA

 Nella Sacra Scrittura, la misericordia di Dio è presente lungo tutta la storia del popolo d’Israele. Quest’Anno della Misericordia è una buona occasione per ritrovarsi, abbracciarsi e perdonarsi e dimenticare le cose brutte. La misericordia non può rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi è sottoposto a violenza, ridotto in schiavitù, condannato a morte. E’ una dolorosa realtà che affligge ogni epoca, compresa la nostra, e che fa sentire spesso impotenti, tentati di indurire il cuore e pensare ad altro. Dio invece «non è indifferente», non distoglie mai lo sguardo dal dolore umano. Il Dio di misericordia risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione. Dio ascolta e interviene per salvare, suscitando uomini capaci di sentire il gemito della sofferenza e di operare in favore degli oppressi. È così che comincia la storia di Mosè come mediatore di liberazione per il popolo. Anche noi in quest’Anno della Misericordia possiamo fare questo lavoro di essere mediatori di misericordia con le opere di misericordia per avvicinare, per dare sollievo, per fare unità. Tante cose buone si possono fare. La misericordia di Dio agisce sempre per salvare. È tutto il contrario dell’opera di quelli che agiscono sempre per uccidere: ad esempio quelli che fanno le guerre. A tanto giunge la misericordia divina. Dio propone un rapporto d’amore particolare, esclusivo, privilegiato. La misericordia del Signore rende l’uomo prezioso, come una ricchezza personale che Gli appartiene, che Egli custodisce e in cui si compiace.

   (Da Avvenire: Udienza Generale - Mercoledì, 27 gennaio 2016)

 

LO SCRIGNO DELLA FAMIGLIA

FAMIGLIA-30012016Sentiamo il dovere di rilanciare la voce della famiglia – tesoro inesauribile e patrimonio universale – perché sia tutelata, promossa e sostenuta da politiche veramente incisive e consistenti: sono la condizione per aiutare – come già avviene in altri Paesi – la nascita dei figli che – come ha detto Papa Francesco – “non sono un problema di biologia riproduttiva”; tra l’altro, “una società avara di generazione, che non ama circondarsi di figli, che li considera soprattutto una preoccupazione, un peso, un rischio, è una società depressa” Per questa ragione, come abbiamo rilevato altre volte, l’indice di natalità è un segnale decisivo per valutare lo stato di un Paese, e pertanto dovrebbe essere da tutti meglio considerato. Inoltre, sempre più vengono a galla – nel sentire della gente – l’amore e la convinzione per cui la famiglia, come prevede la nostra Costituzione, è il fondamento e il centro del tessuto sociale, il punto di riferimento, il luogo dove ricevere e dare calore, dove uscire da sé per incontrare l’altro nella bellezza della complementarietà e della responsabilità di nuove vite da generare, amare e crescere. Per questo ogni Stato assume doveri e oneri verso la famiglia fondata sul matrimonio, perché riconosce in lei non solo il proprio futuro, ma anche la propria stabilità e prosperità. Auspichiamo che nella coscienza collettiva mai venga meno l’identità propria e unica di questo istituto che, in quanto “soggetto titolare di diritti inviolabili, trova la sua legittimazione nella natura umana e non nel riconoscimento dello Stato. Essa non è, quindi, per la società e per lo Stato, bensì la società e lo Stato sono per la famiglia” Sul fronte vitale della famiglia si è accesa una particolare attenzione e un acceso dibattito. È bene ricordare che i Padri costituenti ci hanno consegnato un tesoro preciso, che tutti dobbiamo apprezzare e custodire come il patrimonio più caro e prezioso, coscienti che “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. In questo scrigno di relazioni, di generazioni e di generi, di umanesimo e di grazia, vi è una punta di diamante: i figli. Il loro vero bene deve prevalere su ogni altro, poiché sono i più deboli ed esposti: non sono mai un diritto, poiché non sono cose da produrre; hanno diritto ad ogni precedenza e rispetto, sicurezza e stabilità. Hanno bisogno di un microcosmo completo nei suoi elementi essenziali, dove respirare un preciso respiro: “I bambini hanno diritto di crescere con un papà e una mamma. La famiglia è un fatto antropologico, non ideologico”. Crediamo che la famiglia è “la Carta costituzionale della Chiesa”, ma anche sogniamo un “Paese a dimensione familiare”, dove il rispetto per tutti sia stile di vita, e i diritti di ciascuno vengano garantiti su piani diversi secondo giustizia. La giustizia, infatti, è vivere nella verità, riconoscendo le differenti situazioni per quello che sono, e sapendo che – come ha ribadito il Santo Padre - “quanti (…) vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell’amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa”. I credenti hanno il dovere e il diritto di partecipare al bene comune con serenità di cuore e spirito costruttivo, come ha ribadito solennemente il Concilio Vaticano II: spetta ai laici “di iscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Assumano la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero”.

(Da Avvenire: Card. Bagnasco alla Conferenza Episcopale Italiana 25 gennaio 2016)

 
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