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n° 31 Sabato  11 Agosto 2018

 

EDITORIALE

 Benvenuto Presidente!

MATTARELLA-11082018Venerdì mattina, dieci agosto, il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è giunto a La Maddalena, per alcuni giorni di riposo e sarà ospite in Ammiragliato. Noi siamo molto contenti che abbia scelto la nostra isola per le sue vacanze. È un grande onore per noi. Gli auguriamo che possa trascorrere giorni tranquilli di sollievo per il corpo e per lo spirito, così che ritemprate le forze, continui con rinnovato vigore la sua importante e delicata missione di garante della nostra democrazia. Da buon cattolico come lo conosciamo, pensiamo di vederlo alla Messa o nella chiesa militare o in una delle chiese della Città. Faremo attenzione a non essere invadenti, non vogliamo disturbare il suo tempo di riposo.

 

 

 

 

  

 ■ La scuola cattolica un segno di libertà.

A La Maddalena abbiamo una scuola cattolica da più di 110 anni, è la scuola materna e quella elementare dell’Istituto San Vincenzo, gestita dalle suore Figlie della Carità. Nella nostra diocesi di Tempio-Ampurias sono solo due le scuole paritarie cattoliche, quella di La Maddalena e quella di Olbia, tenute entrambe dalle Figlie della Carità. Sono un bel segno della libertà educativa. I genitori sono i titolari della educazione dei loro figli. Ed è bello che sia dato loro la possibilità di fare una scelta. Questa possibilità a La Maddalena è assicurata. Lo è anche in altre nazioni europee ma con la differenza che quei Governi sostengono le scuole paritarie riconoscendo il servizio pubblico che esse svolgono mentre i Governi italiani sostengono sempre meno le scuole paritarie costringendo molte a chiudere con la conseguenza di abolire una libertà di scelta da parte di genitori e che è una ricchezza per la nostra comunità. C’è un’altra conseguenza: quando chiude una scuola paritaria lo Stato verrà a pagare per ogni bambino tre volte di più.

 

 RAGGI DI SOLE

 BENEVOLENZA

BENEVOLENZA-11082018 Padre e figlio erano seduti accanto in chiesa.

Ad un tratto, il bambino toccò il padre e ridacchiò: «Papà, guarda quell’uomo! Sta dormendo!».

Il padre guardò il figlio con molta serietà e rispose: «Sarebbe meglio se dormissi anche tu. Piuttosto che sparlare degli altri».

Alcuni anziani si recarono in visita da Abba Poemen e chiesero: «Secondo te, quando in chiesa sorprendiamo i nostri fratelli a sonnecchiare, è opportuno pizzicarli per farli svegliare?». L’anziano rispose: «Se vedessi un fratello sonnecchiare, gli appoggerei la testa sulle mie ginocchia e lo lascerei riposare».

Dobbiamo tutti riscoprire che cosa significa «indulgenza».

La compassione è il balsamo della misericordia, il miele dell’amore.

Don Paolo Piras

 

 

 

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 Istituto San Vincenzo

INGRESSO-SAN-VINCNZO-2018Nella giornata di domenica la Chiesa da' il suo sostegno alle scuole paritarie cattoliche. A La Maddalena esiste da oltre Cento anni l'Istituto San Vincenzo. L'Istituto San Vincenzo accoglie bambini in età di scuola dell'infanzia e scuola primaria.

Le attività che si svolgono da Settembre a Giugno si propongono di offrire a tutti i bambini una valida formazione didattica ed educativa.

Nel piano dell'offerta formativa si specifica che la nostra scuola è ben inserita nel contesto sociale della nostra comunità. Le insegnanti sono sempre ben disposte a far partecipare i bambini a varie attività sportive culturali e religiose proposte dalle varie associazioni ed enti presenti a La Maddalena.

La nostra scuola, collabora spesso con il Parco Nazionale e con il Comune. Nell'ultimo anno, la scuola ha partecipato a diversi eventi proposti dal Comune, è stato realizzato un libro nell'ambito dei festeggiamenti per i 250 anni dell'Isola di La Maddalena con disegni itineranti e un semplice racconto sulla nostra Isola.

Nella nostra scuola si dà importanza alle attività teatrali e di canto, quali mezzi attraverso i quali far scoprire al bambino le proprie doti. Durante l'ultimo anno abbiamo realizzato con i bambini della Scuola Primaria il musical "Sister Act a La Maddalena" con canti in lingua inglese e dialoghi scritti dalle insegnanti.

Altre Tradizioni che vengono tuttora rispettate e seguite nella nostra scuola sono: la castagnata per il giorno dei defunti con la realizzazione di dolci collane di castagne, caldarroste e racconti che riguardano le tradizioni di questo periodo.

Le scuole paritarie sono nelle città in cui sono insite un valore aggiunto donato alla comunità.

Pur tra mille difficoltà il lavoro delle insegnanti e delle suore continua anche in questi anni che sono dal punto di vista economico molto difficili.

La scuola cattolica è nata per porsi al servizio di tutti e deve continuare ad esercitare il suo servizio come testimonianza dell’impegno di tutta la comunità ecclesiale nella realizzazione del quotidiano compito educativo e della costante attenzione ai più deboli. In tale direzione non può essere dimenticato il prezioso contributo offerto anche dalla formazione professionale di ispirazione cristiana, che fa parte a pieno titolo del settore.

Le dimensioni del sistema di scuola cattolica, che coinvolge in Italia poco meno di un milione di alunni, non possono far parlare di un’esperienza accessoria o marginale. Ma al di là degli aspetti quantitativi, è la possibilità stessa di frequentare una scuola nata per la libera iniziativa di fedeli laici o consacrati a testimoniare uno spazio di libertà che è fondamentale in ambito educativo, perché è noto che non si può educare se non nella libertà e al fine di promuovere la libertà, cioè la crescita personale.

Le Suore e le Insegnanti dell’Istituto San Vincenzo

 

Radio Arcipelago riprende le trasmissioni.

Da giovedì 9 agosto sono riprese le trasmissioni di Radio Arcipelago, in particolare la santa Messa sia dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena alle 8.30 del mattino e alle 19.00 sabato e domenica come dalla parrocchia dell’Agonia alle 18,30 da martedì a venerdì. Erano sospese da alcun i giorni a causa di un guasto al trasmettitore. Ora il danno è stato riparato e le trasmissioni hanno ripreso regolarmente. Molti malati ed anziani seguono alla TV la Messa, il rosario, l’adorazione. Ma c’è chi preferisce seguire a Radio Arcipelago la Messa celebrata nella propria chiesa parrocchiale, ascoltare l’omelia del proprio parroco o del sacerdote che conoscono, ascoltare i canti per lui familiari magari eseguiti dal coro di cui una volta faceva parte, seguire le letture e le preghiere riconoscendo le voci di amici e conoscenti. Indubbiamente un bel servizio per il quale è giusto essere riconoscenti.

 

■ Preparazione al Sinodo dei giovani:

SINODO-GIOVANI-2018Papa Francesco ha dato appuntamento l’11 agosto a tutti i giovani italiani alle ore 18,30 presso il Circo Massimo a Roma per un incontro di preghiera per l’imminente sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani e che ha come titolo: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e che si terrà a Roma dal 3 al 28 ottobre 2018. Il Papa ha voluto questo incontro con le persone verso le quali tutta la Chiesa mondiale dedica la propria attenzione e riflessione in questo momento storico. L’incontro con i giovani si concluderà il 12 agosto con la Messa in Piazza San Pietro e con l’Angelus domenicale. Ricordiamo inoltre che il Papa incontrerà i giovani del mondo nel gennaio 2019 per la Giornata Mondiale della Gioventù in Panama, alla quale molti si stanno preparando.

 

■ Nel 50° dell’Humanae vitae

PAPA-PAOLO-VI-11082018Alla fine di luglio ricorreva il 50° anniversario dell’enciclica di Paolo VI l’Humanae vitae. Una enciclica sulla morale coniugale, affidata al Papa dal Concilio Vaticano II, alla quale il papa ha dedicato tanta riflessione per circa quattro anni, per la quale ha consultato tanti esperti, sulla quale ha tanto pregato e dopo la sua pubblicazione fu tanto discussa. L’enciclica è la presentazione positiva della moralità coniugale in ordine alla sua missione d’amore e di fecondità Fu una enciclica profetica. Presentandola al popolo cristiano il Papa Paolo VI, che sarà proclamato santo il prossimo ottobre, esprimeva una speranza: “saranno gli sposi cristiani a comprendere come la nostra parola, per severa ed ardua che possa sembrare, vuole essere interprete dell’autenticità del loro amore, chiamato a trasfigurare se stesso nell’imitazione di quello di Cristo per la sua mistica sposa la Chiesa”.

 

 

■ La pena di morte è inammissibile

Il Papa cambia il testo del catechismo della Chiesa cattolica. Non si escludeva in precedenza il ricorso alla pena di morte, quando questo fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona umana non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre sono stati mesi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma allo stesso tempo non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo.

 

Il Papa ai chierichetti

Martedì 31 luglio il papa ha incontrato decine di migliaia di chierichetti di tutta l’Europa, convenuti a Roma per il pellegrinaggio dei Ministranti. Una iniziativa nata in Germania i tempi della Guerra Fredda per lanciare un segnale di pace tra i Paesi di una Europa allora spaccata in due e che ancora oggi prosegue. Di pace ha parlato Papa Francesco ai ministranti. La pace si può cercare e perseguire in tanti modi. Ma certamente per un bambino, può sembrare una missione impossibile. La realtà però è diversa perché la ricerca della pace “comincia dalle piccole cose” e comincia impegnandosi per il prossimo; “e non importa se sia amico o sconosciuto, connazionale o straniero” perché “non possiamo credere in Dio e pensare di essere figli unici!” Anche il papa san Giovanni Paolo II diceva: “Il ministrante occupa un posto privilegiato nelle celebrazioni liturgiche. Siete servitori di Gesù Cristo, dell’eterno Sommo Sacerdote. Voi ministranti siete chiamati ad essere amici di Gesù. Il vostro servizio non può limitarsi all’interno di una chiesa. Esso deve irradiarsi nella vita di ogni giorno: nella scuola, nella famiglia e nei diversi ambiti della società. Poiché chi vuole servire Gesù Cristo all’interno di una chiesa deve essere suo testimone dappertutto”.

 

Condoglianze ai familiari di Antonio Deiana, Paolina Pudda ved. Cubeddu ed Ettore Giannotti che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Domenica 12 agosto – giornata per l’Istituto San Vincenzo di La Maddalena.

 2. Mercoledì 15 agosto – solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo. Le Sante Messe come ogni domenica.

  

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 12 agosto

*Giornata di sostegno alla Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo.

 2) Lunedì 13 agosto

* Ore 19,30: conferenza di don Stanzione su : San Pio da Pietrelcina e l’aldilà.

 3) Mercoledì 15 agosto

* Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

* Pellegrinaggio nel pomeriggio all’isola di Santa Maria dove si celebrerà la santa Messa alle ore 18.30 presso la cappella della Madonna Assunta. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel. 3491534378) o in sacrestia entro sabato 11 agosto.

  4) Dal 24 settembre al 6 ottobre pellegrinaggio a Lourdes, Fatima e Santiago de Compostela.

Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano (tel.3403596991).

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Santa Maria Maddalena

Ore 8.30 Bambino Gesù (Due Strade).

  • ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule).

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 19.00 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 21.00 Santa Maria Maddalena.

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta.

Ore 18.30 Madonna Medaglia Miracolosa

Ore 19.00 Cappella Stella Maris Villaggio Piras (per i mesi di luglio e agosto).

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì, Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

CONFERENZA-SAN-PIO-2018

 

 

 

M A G I S T E R O

 

LA FEDE IN GESÙ CI PERMETTE DI COMPIERE LE OPERE DI DIO

EUCARESTIA-11082018 Nel vangelo di Gv 6,24-35 è la folla, sfamata da Gesù, che si mette nuovamente in cerca di Lui, va incontro a Gesù. Ma a Gesù non basta che la gente lo cerchi, vuole che la gente lo conosca; vuole che la ricerca di Lui e l’incontro con Lui vadano oltre la soddisfazione immediata delle necessità materiali. Gesù è venuto a portarci qualcosa di più, ad aprire la nostra esistenza a un orizzonte più ampio rispetto alle preoccupazioni quotidiane del nutrirsi, del vestirsi, della carriera, e così via. Perciò, rivolto alla folla, esclama: «Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati». Infatti, la moltiplicazione dei pani e dei pesci è segno del grande dono che il Padre ha fatto all’umanità e che è Gesù stesso! Egli, vero «pane della vita», vuole saziare non soltanto i corpi ma anche le anime, dando il cibo spirituale che può soddisfare la fame profonda. Per questo invita la folla a procurarsi non il cibo che non dura, ma quello che rimane per la vita eterna. Si tratta di un cibo che Gesù ci dona ogni giorno: la sua Parola, il suo Corpo, il suo Sangue. La folla ascolta l’invito del Signore, ma non ne comprende il senso – come capita tante volte anche a noi – e gli chiede: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gli ascoltatori di Gesù pensano che Egli chieda loro l’osservanza dei precetti per ottenere altri miracoli come quello della moltiplicazione dei pani. È una tentazione comune, questa, di ridurre la religione solo alla pratica delle leggi, proiettando sul nostro rapporto con Dio l’immagine del rapporto tra i servi e il loro padrone: i servi devono eseguire i compiti che il padrone ha assegnato, per avere la sua benevolenza. Questo lo sappiamo tutti. Perciò la folla vuole sapere da Gesù quali azioni deve fare per accontentare Dio. Ma Gesù dà una risposta inattesa: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Queste parole sono rivolte, oggi, anche a noi: l’opera di Dio non consiste tanto nel “fare” delle cose, ma nel “credere” in Colui che Egli ha mandato. Ciò significa che la fede in Gesù ci permette di compiere le opere di Dio. Se ci lasceremo coinvolgere in questo rapporto d’amore e di fiducia con Gesù, saremo capaci di compiere opere buone che profumano di Vangelo, per il bene e le necessità dei fratelli. Il Signore ci invita a non dimenticare che, se è necessario preoccuparci per il pane, ancora più importante è coltivare il rapporto con Lui, rafforzare la nostra fede in Lui che è il «pane della vita», venuto per saziare la nostra fame di verità, la nostra fame di giustizia, la nostra fame di amore. La Vergine Maria ci sostenga nel nostro cammino di fede e ci aiuti ad abbandonarci con gioia al disegno di Dio sulla nostra vita.

(Angelus - Domenica 05/08/2018)

 

I SANTI CHE CI INCORAGGIANO E CI ACCOMPAGNANO

 1. «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità.

2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

3. Nella Lettera agli Ebrei si menzionano diversi testimoni che ci incoraggiano a «[correre] con perseveranza nella corsa che ci sta davanti» (12,1). Lì si parla di Abramo, di Sara, di Mosè, di Gedeone e di altri ancora (cfr 11,1-12,3) e soprattutto siamo invitati a riconoscere che siamo «circondati da una moltitudine di testimoni» (12,1) che ci spronano a non fermarci lungo la strada, ci stimolano a continuare a camminare verso la meta. E tra di loro può esserci la nostra stessa madre, una nonna o altre persone vicine (cfr 2 Tm 1,5). Forse la loro vita non è stata sempre perfetta, però, anche in mezzo a imperfezioni e cadute, hanno continuato ad andare avanti e sono piaciute al Signore. …omissis…. (Dall’Esortazione Apostolica GAUDETE ED EXSULTATE di Papa Francesco sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo - 19/03/2018)

 

CATECHESI SUI COMANDAMENTI : «L’IDOLATRIA »

VITELLO-ORO-11082018Che cos’è il deserto? È un luogo dove regnano la precarietà e l’insicurezza - nel deserto non c’è nulla - dove mancano acqua, manca il cibo e manca il riparo. Il deserto è un’immagine della vita umana, la cui condizione è incerta e non possiede garanzie inviolabili. Questa insicurezza genera nell’uomo ansie primarie, che Gesù menziona nel Vangelo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?» (Mt 6,31). Sono le ansie primarie. E il deserto provoca queste ansie.

E in quel deserto accade qualcosa che innesca l’idolatria. «Mosè tardava a scendere dal monte» (Es 32,1). È rimasto lì 40 giorni e la gente si è spazientita. Manca il punto di riferimento che era Mosè: il leader, il capo, la guida rassicurante, e ciò diventa insostenibile. Allora il popolo chiede un dio visibile – questo è il tranello nel quale cade il popolo - per potersi identificare e orientare. E dicono ad Aronne: «Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa!», “Facci un capo, facci un leader”. La natura umana, per sfuggire alla precarietà – la precarietà è il deserto - cerca una religione “fai-da-te”: se Dio non si fa vedere, ci facciamo un dio su misura. «Davanti all’idolo non si rischia la possibilità di una chiamata che faccia uscire dalle proprie sicurezze, perché gli idoli “hanno bocca e non parlano” (Sal 115,5). Capiamo allora che l’idolo è un pretesto per porre se stessi al centro della realtà, nell’adorazione dell’opera delle proprie mani» (Enc. Lumen fidei, 13).

Aronne non sa opporsi alla richiesta della gente e crea un vitello d’oro. Il vitello aveva un senso duplice nel vicino oriente antico: da una parte rappresentava fecondità e abbondanza, e dall’altra energia e forza. Ma anzitutto è d’oro, perciò è simbolo di ricchezza, successo, potere e denaro. Questi sono i grandi idoli: successo, potere e denaro. Sono le tentazioni di sempre! Ecco che cos’è il vitello d’oro: il simbolo di tutti i desideri che danno l’illusione della libertà e invece schiavizzano, perché l’idolo sempre schiavizza. C’è il fascino e tu vai. Quel fascino del serpente, che guarda l’uccellino e l’uccellino rimane senza potersi muovere e il serpente lo prende. Aronne non ha saputo opporsi.

Ma tutto nasce dall’incapacità di confidare soprattutto in Dio, di riporre in Lui le nostre sicurezze, di lasciare che sia Lui a dare vera profondità ai desideri del nostro cuore. Questo permette di sostenere anche la debolezza, l’incertezza e la precarietà. Il riferimento a Dio ci fa forti nella debolezza, nell’incertezza e anche nella precarietà. Senza primato di Dio si cade facilmente nell’idolatria e ci si accontenta di misere rassicurazioni. Ma questa è una tentazione che noi leggiamo sempre nella Bibbia. E pensate bene questo: liberare il popolo dall’Egitto a Dio non è costato tanto lavoro; lo ha fatto con segni di potenza, di amore. Ma il grande lavoro di Dio è stato togliere l’Egitto dal cuore del popolo, cioè togliere l’idolatria dal cuore del popolo. E ancora Dio continua a lavorare per toglierla dai nostri cuori. Questo è il grande lavoro di Dio: togliere “quell’Egitto” che noi portiamo dentro, che è il fascino dell’idolatria.

Quando si accoglie il Dio di Gesù Cristo, che da ricco si è fatto povero per noi, si scopre allora che riconoscere la propria debolezza non è la disgrazia della vita umana, ma è la condizione per aprirsi a colui che è veramente forte. La libertà dell’uomo nasce dal lasciare che il vero Dio sia l’unico Signore. E questo permette di accettare la propria fragilità e rifiutare gli idoli del nostro cuore.

Noi cristiani volgiamo lo sguardo a Cristo crocifisso, che è debole, disprezzato e spogliato di ogni possesso. Ma in Lui si rivela il volto del Dio vero, la gloria dell’amore e non quella dell’inganno luccicante. La nostra guarigione viene da Colui che si è fatto povero, che ha accolto il fallimento, che ha preso fino in fondo la nostra precarietà per riempirla di amore e di forza. Lui viene a rivelarci la paternità di Dio; in Cristo la nostra fragilità non è più una maledizione, ma luogo di incontro con il Padre e sorgente di una nuova forza dall’alto.

(Udienza Generale - Mercoledì 08/08/2018) 

 

 
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EDITORIALE

GAUDETE ET EXSULTATE

PAPA-FRANCESCO-28072018Il nostro santo padre Francesco quest’anno ci ha donato un’importante Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate” sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. L’invito che voglio fare in questo editoriale è quello di leggere questo importante documento che ci ha donato il Papa, un documento in continuità con tutto il magistero della Chiesa, ma che ci richiama a quella che è la chiamata di ogni cristiano: la santità. Questa, non è qualcosa di limitato, irraggiungibile, anzi è ciò di più prezioso a cui possiamo ambire su questa terra, che ci conduce al cielo.

Nell’esortazione sono presenti cinque capitoli, i quali non si scostano dalla vita quotidiana di ogni cristiano, ma entrano in profondità nel vissuto di ognuno di noi. Il Papa, non si limita ad identificare la santità come la meta di ogni cristiano, ma nel secondo capitolo evidenzia quali sono i nemici della santità nella società di oggi. Il capitolo centrale è il terzo “Alla luce del Maestro”, identifica le Beatitudini come la carta d’identità del cristiano, siamo chiamati a far trasparire nella nostra vita il volto del Maestro. Nel quarto capitolo vengono elencate delle caratteristiche della santità nel mondo attuale, ciò i vari modi nei quali nella nostra vita si può incarnare la santità, non esistono infatti poche vie, ma tante sono le vie per arrivare ad incarnare il Vangelo. Nell’ultimo capitolo, non viene negata la difficoltà di arrivare alla santità, viene definito il cammino come un momento di combattimento e di vigilanza, non possiamo essere addormentati nel nostro cammino, ma attenti e svegli; e poi il criterio fondamentale per ogni cristiano è quello del discernimento, essere in ogni scelta guidati dal Signore. Con questo breve editoriale invito tutti voi a leggere questo importante scritto del nostro Papa, sia personalmente che anche nei vari gruppi e in famiglia, perché alla santità si arriva tutti assieme, tutti siamo chiamati, tutti dobbiamo camminare e tutti dobbiamo sostenerci l’un l’altro. Buon cammino di santità.

“Non aver paura di puntare più in alto, di lasciarti amare e liberare da Dio. Non avere paura di lasciarti guidare dallo Spirito Santo. La santità non ti rende meno umano, perché è l’incontro della tua debolezza con la forza della Grazia” (34)

 

RAGGI DI SOLE

DUE PASSEROTTI

 2-PASSEROTTI-28072018Due passerotti se ne stavano beatamente a prendere il fresco sulla stessa pianta. Uno si era appollaiato sulla cima del salice, l’altro in basso su una biforcazione dei rami. Dopo un po’, il passerotto che stava in alto, tanto per rompere il ghiaccio, dopo la siesta disse: «Oh, come sono belle queste foglie verdi!». Il passerotto che stava in basso la prese come una provocazione. Gli rispose in modo seccato: «Ma sei orbo? Non vedi che sono bianche?!». E quello di sopra, indispettito: «Sei orbo tu! Sono verdi!». E l’altro dal basso con il becco in su: «Ci scommetto le piume della coda che sono bianche. Tu non capisci nulla! Sei matto!».

Il passerotto della cima si sentì bollire il sangue e senza pensarci due volte si precipitò sul suo avversario per dargli una lezione. L’altro non si mosse. Quando furono vicini, uno di fronte all’altro, con le piume del collo arruffate per l’ira, prima di cominciare il duello ebbero la lealtà di guardare nella stessa direzione, verso l’alto. Il passerotto che veniva dall’alto, emise un «Oh» di meraviglia: «Guarda un po’ che sono bianche!». Disse però al suo amico: «Prova un po’ a venire lassù dove stavo prima!». Volarono sul più alto ramo del salice e questa volta dissero in coro: «Guarda un po’ che sono verdi».

Come dice un proverbio: “Non giudicare nessuno se prima non hai camminato un’ora nelle sue scarpe”. Non può comprendere certe frasi d’amore chi non è mai stato innamorato.

Occorre mettersi nei panni dell’altro, saper guardare la realtà non solo dal proprio punto di vista ma anche da quello altrui, come fecero infine i due passerotti. Solo così possiamo comprenderci a vicenda e tessere insieme un dialogo rispettoso e costruttivo.

Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Cresime nella Parrocchia Militare Madonna Medaglia Miracolosa.

CRESIME--MILITARE-2018Domenica 15 Luglio 2018, la parrocchia militare Madonna Medaglia Miracolosa ha festeggiato 15 suoi ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione. Ha presieduto la cerimonia Monsignor Angelo Frigerio, Ordinario Militare.

Anche don Joseph, terminata la missione che lo ha tenuto lontano parecchio tempo, ha potuto prendere parte a questo momento così importante per questi ragazzi e, i giorni antecedenti la cerimonia, ha potuto seguire la loro preparazione spirituale. Tutto si è svolto in un clima sereno ed i ragazzi, molto collaborativi, hanno animato tutta la loro cerimonia prendendo parte alle letture e all'offertorio. Si ringrazia Don Domenico che in questi mesi non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto e ci ha accompagnati verso questo traguardo.

Si ringraziano i genitori dei ragazzi, il Signore li aiuti sempre a dar loro testimonianza di fede.

Grazie a tutti coloro che insieme alla catechista Cinzia, hanno contribuito a rendere questa giornata speciale.            La catechista Cinzia

 

Per Santa Maria Maddalena una festa memorabile.

CONFRATERNITE-28072018Nel 250° anniversario dell'istituzione della parrocchia, per la festa in onore della S.Patrona Maria Maddalena abbiamo vissuto un evento importante, mai verificatosi prima nella nostra isola.

Infatti il parroco don Domenico insieme con la nostra Confraternita del Getsemani ha rivolto l'invito di partecipare alla festa, alle confraternite della nostra diocesi. Che cosa sono le confraternite? Per confraternita si intende un'associazione pubblica di fedeli della Chiesa cattolica che ha come scopo peculiare e caratterizzante l'incremento del culto pubblico, l'esercizio di opere di carità, di penitenza, di catechesi non disgiunta dalla cultura.

Le confraternite cattoliche presentano:

  • Un titolo preciso, un Santo o Mistero della fede cui la confraternita è dedicata;
  • Uno scopo definito da perseguire;
  • Uno statuto proprio che regola i rapporti interni tra i suoi iscritti;
  • Un particolare abito di precisa forma e colore, per i confratelli e consorelle;

Le confraternite che hanno accolto l’invito e sono arrivate con oltre cento confratelli e consorelle erano:

-          Confraternita del S. Rosario di Aggius

-          Confraternita della S.Croce di Calangianus

-          Confraternita della S. Croce di Castelsardo

-          Confraternita della S. Croce di Olbia

-          Confraternita della S. Croce di Perfugas

-          Confraternita del Carmelo di Tempio

-          Confraternita della S. Croce di Trinità d’Agultu

MESSA-SOLENNE-28072018Così alle ore 18 del 22 luglio all’oratorio San Giovanni Bosco, c'è stata l'accoglienza e, dopo il saluto del nostro priore Agostino Canu, una piccola conferenza da parte del nostro Vescovo Mons. Sebastiano Sanguinetti, del Vescovo di Ozieri Mons. Corrado Melis, di don Domenico, del vice- sindaco Massimiliano Guccini e del vice-coordinatore regionale delle confraternite Nicolino Macciocco. Tutti si sono dichiarati felici di questo incontro incoraggiando le confraternite a tenere sempre viva la loro fede, testimoniandola con la loro presenza, con la loro preghiera e con la carità. Dopo la cena, preparata e servita dalla nostra confraternita, coadiuvata da altri parrocchiani di Moneta, si è snodata una lunga processione con canti e preghiere: si potevano notare le diversità delle variopinte vesti delle confraternite. Accolti in piazza S. Maria Maddalena stracolma di persone, sul sagrato della chiesa, davanti alla Santa addobbata a festa, Mons. Sanguinetti ha presieduto la Messa solenne, concelebrata dal Vescovo di Ozieri Mons. Melis, da don Domenico, don Andrea Domanski, e altri sacerdoti presenti nell’isola o venuti appositamente per la festa. Tra le tante autorità civili e militari presenti, anche l'amministrazione comunale con il sindaco e il prefetto di Sassari. "È bello" ha detto il nostro Vescovo all'inizio della celebrazione" al termine di questa giornata dedicata alla solenne celebrazione della nostra Santa Patrona S.M. Maddalena, concludere con questa celebrazione Eucaristica per dire grazie al Signore di averci dato questa Santa, alla quale la città e l’arcipelago sono così legati. Con questa celebrazione, con questa grande manifestazione che seguirà anche dopo attraverso la processione, desidero rivolgere a tutti voi il mio saluto e il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla preparazione di questa festa"! Subito dopo la messa c'è stato il significativo gesto di consegna dello stendardo regionale delle confraternite da parte del priore della confraternita del Santo Rosario di Aggius, al priore della Confraternita del Getsemani Agostino Canu. È seguita poi la processione iniziata con l'inno di ringraziamento "Te Deum" intonato dalla confraternita di Castelsardo, verso il porto dove, dietro ad una barca a vela latina che portava la Santa, tante altre hanno partecipato alla processione a mare e da dove si sono potuti ammirare gli ormai tradizionali fuochi d'artificio. Tutti molto contenti gli ospiti per l'accoglienza ricevuta e per la caratteristica processione: mentre le sirene salutavano la Santa le barche illuminate da luci colorate, spiccavano nel buio della sera creando un'atmosfera straordinaria! Ci uniamo al ringraziamento del Vescovo a tutti i partecipanti e a tutti quelli che hanno lavorato per la bella riuscita di questa festa, non ultimo al comitato delle feste patronali dei 250 anni e ai diversi cori della città, uniti per animare la celebrazione rendendola così più solenne! Credo che questa festa, in questo anno così importante, sia stata davvero memorabile!   

              Maria Vitiello

 

STATUA-MARIAMADDALENAConclusi ormai da una settimana i Festeggiamenti religiosi e civili in onore della Santa Patrona, il Comitato tira le somme di questi giorni intensi e impegnativi.

La Novena, piuttosto partecipata, è stata allietata da diversi Cori, che si sono alternati nei diversi giorni, il Parroco don Domenico e il vice Don Davide Mela hanno proposto come predicatori i nuovi sacerdoti ordinati della Diocesi, i quali pur con temi diversi ci hanno aiutato a riflettere e meditare sulla figura della nostra santa patrona.

Le sonorità dei Cori tradizionali sardi di Loiri e di Chiaramonti (Coro de Tzaramonte) in apertura e in chiusura della Novena sono state molto apprezzate, soprattutto durante le esibizioni tenute in forma di concerto sul sagrato della parrocchiale, nella serata al termine della funzione religiosa; un ulteriore tocco di sardità è stato apportato dal Gruppo Folkloristico di ballo “Santu Matheu”, anch’esso proveniente da Chiaramonti, che ha catturato l’attenzione e ottenuto i meritati applausi del pubblico molto divertito; anche in questo caso, l’esibizione è avvenuta ai piedi del sagrato della chiesa con balletti sardi particolarmente coreografici, fino a coinvolgere i convenuti in un grande cerchio danzante a fine serata.

Gradito anche il contributo offerto dai cori parrocchiali negli altri giorni dedicati alla novena: Santa Cecilia, San Giovanni Bosco, Bambino Gesù, SS. Trinità e San Giuseppe.

Emozionante la messa presieduta da Don Domenico Degortes, in occasione del suo 53° anniversario di sacerdozio e ventennale di incarico a La Maddalena, che ha contato la presenza di numerosi fedeli, accorsi anche dopo la funzione per un momento di convivialità “a sorpresa”, presso il nuovo oratorio dove, dal pomeriggio, il Comitato Festeggiamenti aveva predisposto alcune tavolate e apparecchiato con le gustose pietanze dolci e salate preparate da tanti volontari.

Numerosi anche i fedeli che hanno voluto assistere alla S. Messa, concelebrata e resa più solenne dalla presenza di Mons. Sebastiano Sanguinetti, Vescovo della Diocesi di Tempio-Ampurias, e Mons. Corrado Melis, Vescovo della Diocesi di Ozieri, insieme a Don Domenico, alla quale hanno partecipato tutti i vice parroci di La Maddalena e Moneta oltre ad alcuni presbiteri che non hanno voluto mancare a questo importante appuntamento conclusivo. L’animazione liturgica è stata curata da Giorgio Aversano, Gianni Deriu e Luigi Macciocu, responsabili di tre cori parrocchiali, riuniti insieme per celebrare anche col canto il traguardo dei 250 anni della Parrocchia. Altro momento di colore è stata la presenza di numerose Confraternite galluresi, col passaggio - alla fine della celebrazione - dello stendardo delle Confraternite e Arci-Confraternite delle Diocesi sarde dalle mani del Sig. Nicolino Macciocco, Vice coordinatore regionale e Priore della Confraternita del Santo Rosario di Aggius a quelle di Agostino Canu, Priore della Confraternita del Getsemani di La Maddalena: in segno di ringraziamento, la processione a piedi verso l’imbarco della Santa per la successiva processione a mare, è stato preceduto dal canto del Te Deum, eseguito dalla Confraternita di Castelsardo; importante testimonianza di comunione è stata l’adesione anche delle altre Confraternite arrivate da Calangianus, Olbia, Perfugas, Tempio e Trinità D’Agultu.

Prestigioso il corteo a mare, col simulacro della Santa sistemato sul veliero d’epoca “La Reole” e scortato a vista dalla imbarcazione a vela latina “Leonidas”. Tantissime le barche più o meno grandi, diverse altre a vela latina, ma anche a motore, alcune festosamente illuminate per dare maggiore risalto all’evento. Le Autorità Civili, Militari e Religiose, insieme alle Confraternite sono state trasportate a bordo delle Motonavi Riviera di Gallura e Paradiso, uniche barche da traffico ad offrire la loro disponibilità e permettere a pochi passeggeri di assistere dal mare al tradizionale spettacolo pirotecnico che, nonostante il vento non proprio debole, ha potuto aver luogo. L’applauso anche degli spettatori che, da terra, hanno comunque goduto delle colorate esplosioni, ha in qualche modo tributato il successo del Comitato il quale, nonostante tutto, è riuscito a portare a termine anche questo obiettivo.

Nell’ambito dei festeggiamenti civili, grande è stato l’apprezzamento per lo spettacolo del PianoMan Matthew Lee, intrepido mattatore della tastiera; molto gradite le note musicali della Band, tutta isolana, dei Red Wine & Blues che ha intrattenuto con alcuni pezzi ri-arrangiati il pubblico accorso anche per vedere lo show del cabarettista siciliano Giovanni Cacioppo. Degne di merito anche le esibizioni delle due Corali maddalenine “Insieme per il Domani” e “Voci nel Blues”, entrambe dirette dal Maestro Vincenzo La Cava, esibitesi nella serata di Domenica 15 e Martedì 17 luglio in piazza S. Maria Maddalena.

In queste circostanze i ringraziamenti sono d’obbligo verso tutti coloro che, contribuendo in tanti modi, hanno permesso di raggiungere questi primi e veri obiettivi del Comitato: sponsor, commercianti, concittadini, turisti; un particolare ringraziamento alla Compagnia di Navigazione Delcomar, che ha permesso i trasbordi gratuiti da Palau e La Maddalena di tutti gli artisti, dei loro staff tecnici e delle numerose Confraternite.

Grazie all’Amministrazione e ai tanti collaboratori Comunali, ai militari della Capitaneria di Porto e della Marina Militare, alle Forze dell’Ordine e di Polizia, ai Volontari della Protezione Civile, alla Compagnia dei Barracelli e il gruppo dei fucilieri, a tutti i nostri sacerdoti e ai collaboratori parrocchiali, al Sig. Romualdo D’Oriano per il bellissimo addobbo floreale della Santa, al Sig. Cristian Delogu per la disponibilità e il faticoso lavoro di approntamento della piattaforma galleggiante dalla quale è avvenuto lo sparo dei fuochi, alla ditta del signor Giorgio Oliva per averci proposto il ricco spettacolo pirotecnico, all’Hotel Miralonga e al Grand Hotel Resort Ma&Ma per la gentilissima ospitalità.

                             Gianni Deriu

 

Condoglianze ai familiari di Margherita Lena ved. Muglia, Giovanna Raspizzu ved. Di Fraia e di Giuseppina Barone che sono tornate alla casa del Padre celeste.

 

Nomine Diocesi. In data 25 luglio S.E. Monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo diocesano, ha emanato i seguenti provvedimenti:

- Don Marco Bilewski, è nominato parroco della Parrocchia S. Antonio Abate in S. Antonio di Gallura. Subentra al P. Piero Pigozzi, cm.

- Don Dario D’Angelo, è nominato parroco della Parrocchia “San Giuseppe”, in Golfo Aranci.

Subentra a don Mirco Barone.

- Don Andrea Domanski, parroco della Parrocchia Agonia di N. Signore G.C. in La Maddalena, è nominato anche Amministratore Parrocchiale della parrocchia S. Maria Maddalena, in La Maddalena; subentra a don Domenico Degortes, in seguito a rinuncia per raggiunti limiti di età.

- Monsignor Giovanni Maria Pittorru, Parroco della Parrocchia S. Giuseppe in Tempio Pausania, è nominato anche Amministratore Parrocchiale della Parrocchia San Nicola in Bortigiadas, al posto di don Francesco Tamponi.

- Don Francesco Tamponi, amministratore Parrocchiale della Parrocchia S. Maria delle Grazie in Santa Maria Coghinas, è nominato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia Cristo Re, in Valledoria. Subentra a don Salvatore Melis, in seguito a rinuncia per raggiunti limiti di età.

- Padre Emmanuele Manca, parroco in Perfugas ed Erula, è nominato anche Amministratore Parrocchiale della Parrocchia S. Margherita in Laerru, al posto di Mons. Giovanni Maria Pittorru.

- Don Giuliano Oggiano, è nominato vicario parrocchiale della Parrocchia Cristo Re, in Valledoria.

- Don Domenico Degortes, rimane come vicario parrocchiale nella Parrocchia S. Maria Maddalena, in La Maddalena.

- Don Mirco Barone, è nominato Direttore Spirituale del Seminario Diocesano. Continuerà a seguire e potenziare la comunità giovanile “La Porziuncola”, come centro di formazione giovanile sul piano diocesano, in stretta collaborazione con la Pastorale Giovanile Diocesana.

- Il Diacono Domenico Ruzittu, è nominato Direttore della Caritas Diocesana, con decorrenza dal 1 settembre 2018. Subentra a Mons. Giovanni Maria Pittorru, che conserva l’ufficio di Delegato Vescovile per la Carità, con responsabilità diretta sul progetto formativo della Caritas Diocesana.

Con il prossimo mese di settembre, la Comunità dei Padri Vincenziani, che per 18 anni ha prestato il suo servizio in Diocesi, concluderà la collaborazione. Ad essa va la più viva gratitudine del Vescovo e dell’intera comunità diocesana.

 

Lettera di S. Ecc. Mons. Sebastiano Sanguinetti alla Comunità:

Era per me un dovere di apprezzamento e di gratitudine per il lungo servizio svolto nella comunità maddalenina, consentire a don Domenico Degortes di coronare il suo quarantennale mandato pastorale in questa Parrocchia – 20 anni da vice parroco e gli ultimi 20 da parroco – con la celebrazione del 250° anniversario dell’istituzione della Parrocchia, tenutasi lo scorso 22 luglio.

I raggiunti limiti di età previsti per i parroci, ma soprattutto la necessità di sgravarlo di un notevole peso di responsabilità e di un carico di lavoro legati all’ufficio di parroco in una vasta comunità come quella maddalenina, mi hanno portato ad accogliere la rinuncia al mandato di parroco da lui presentata al raggiungimento del 75° anno.

Una scelta non facile, sebbene doverosa, per me, in un momento diocesano di calo numerico dei sacerdoti, di rinuncia per età o ragioni di salute di altri parroci, di conclusione della collaborazione pastorale di altri sacerdoti provenienti da altre diocesi e comunità religiose. Mi ha molto agevolato in questa scelta la generosa disponibilità di don Domenico a restare a La Maddalena, per continuare a prestare la propria opera, insieme agli altri sacerdoti.

Contestualmente ho chiamato a subentragli il reverendo don Andrea Domanski, in qualità di Amministratore Parrocchiale, munito di tutte le facoltà e doveri di Parroco.

Come è facile intuire, la scelta si colloca su una linea di continuità pastorale, volta ad assicurare ad entrambe le comunità, quella di S. Maria Maddalena e dell’Agonia di Nostro Signore G.C., la cura pastorale di cui hanno bisogno e diritto. Sarebbe stato mio desiderio poter inviare qualche altro sacerdote giovane per incrementare le energie in campo, ma l’attuale situazione numerica e le numerose emergenze che si sono verificate negli ultimi mesi, non lo consentono per il momento.

Oltre alla generosità dei sacerdoti che già ben conoscono la situazione maddalenina e che sapranno interpretarne al meglio le esigenze spirituali ed umane, mi affido anche alla comprensione e alla collaborazione dei tanti collaboratori laici e dei gruppi ecclesiali presenti nelle due comunità. Con l’apporto di tutti potrà essere affrontato questo delicato passaggio di consegne con la serenità necessaria e con la consapevolezza che solo una ministerialità ampia e responsabile fa della Chiesa un’autentica comunione di persone, dove tutti siamo “membra gli uni degli altri”, e dove ognuno concorre al bene di tutti.

A tutti giunga la mia benedizione, la mia costante vicinanza e il mio affetto.

Sebastiano Sanguinetti vescovo

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 1. Domenica 29 luglio memoria di Santa Marta. La S.Messa delle ore 9.00 per il gruppo di Santa Marta.

2. Giovedì 2 agosto – memoria della S. Maria degli Angeli, il perdono di Assisi.

2. Venerdì 3 agosto – primo venerdì del mese. Adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dalle ore 17.00.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Sabato 28 luglio

* Testimonianza delle suore dell’Immacolata di Padre Massimiliano Kolbe.

2) Mercoledì 1 agosto

* Ore 15.45: S.Messa in cimitero.

3) Giovedì 2 agosto (primo giovedì)

* Memoria di S. Maria degli Angeli. Perdono di Assisi per sé e per i defunti.

* Ore 16.00: esposizione solenne del Santissimo Sacramento.

* Ore 18.00: preghiera per le vocazioni, Vespri e benedizione eucaristica.

4) Venerdì 3 agosto

* Primo venerdì del mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

* Ore 17.00, nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade: esposizione solenne del Santissimo Sacramento e santa Messa alle ore 18.00.

5) Mercoledì 15 agosto

* Solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo (festa di precetto).

* Pellegrinaggio nel pomeriggio all’isola di Santa Maria dove si celebrerà la santa Messa alle ore 18.30 presso la cappella della Madonna Assunta. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel. 3491534378) o in sacrestia entro sabato 11 agosto.

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Santa Maria Maddalena

Ore 8.30 Bambino Gesù (Due Strade).

  • ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule).

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 19.00 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 21.00 Santa Maria Maddalena.

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta.

Ore 18.30 Madonna Medaglia Miracolosa

Ore 19.00 Cappella Stella Maris Villaggio Piras (per i mesi di luglio e agosto).

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì, Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

M A G I S T E R O

 SENZA LA VERITÀ, CHE È CRISTO STESSO, NON È POSSIBILE TROVARE IL GIUSTO ORIENTAMENTO DELLA VITA

 GESU'-BARCA-28072018Il Vangelo di oggi (cfr Mc 6,30-34) ci racconta che gli apostoli, dopo la loro prima missione, ritornano da Gesù e gli riferiscono «tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato». Dopo l’esperienza della missione, certamente entusiasmante ma anche faticosa, essi hanno un’esigenza di riposo. E Gesù, pieno di comprensione, si preoccupa di assicurare loro un po’ di sollievo e dice: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Ma questa volta l’intenzione di Gesù non si può realizzare, perché la folla, intuendo il luogo solitario dove si sarebbe diretto con la barca insieme ai suoi discepoli, accorse là prima del loro arrivo.

Lo stesso può accadere anche oggi. A volte non riusciamo a realizzare i nostri progetti, perché sopraggiunge un imprevisto urgente che scombina i nostri programmi e richiede flessibilità e disponibilità alle necessità degli altri.

In queste circostanze, siamo chiamati ad imitare quanto ha fatto Gesù: «Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose». In questa breve frase, l’evangelista ci offre un flash di singolare intensità, fotografando gli occhi del divino Maestro e il suo insegnamento. Osserviamo i tre verbi di questo fotogramma: vedere, avere compassione, insegnare. Li possiamo chiamare i verbi del Pastore. Lo sguardo di Gesù non è uno sguardo neutro o, peggio, freddo e distaccato, perché Gesù guarda sempre con gli occhi del cuore. E il suo cuore è così tenero e pieno di compassione, che sa cogliere i bisogni anche più nascosti delle persone. Inoltre, la sua compassione non indica semplicemente una reazione emotiva di fronte ad una situazione di disagio della gente, ma è molto di più: è l’attitudine e la predisposizione di Dio verso l’uomo e la sua storia. Gesù appare come la realizzazione della sollecitudine e della premura di Dio per il suo popolo.

Dato che Gesù si è commosso nel vedere tutta quella gente bisognosa di guida e di aiuto, ci aspetteremmo che Egli si mettesse ora ad operare qualche miracolo. Invece, si mise a insegnare loro molte cose. Ecco il primo pane che il Messia offre alla folla affamata e smarrita: il pane della Parola. Tutti noi abbiamo bisogno della parola di verità, che ci guidi e illumini il cammino. Senza la verità, che è Cristo stesso, non è possibile trovare il giusto orientamento della vita. Quando ci si allontana da Gesù e dal suo amore, ci si perde e l’esistenza si trasforma in delusione e insoddisfazione. Con Gesù al fianco si può procedere con sicurezza, si possono superare le prove, si progredisce nell’amore verso Dio e verso il prossimo. Gesù si è fatto dono per gli altri, divenendo così modello di amore e di servizio per ciascuno di noi.

Maria Santissima ci aiuti a farci carico dei problemi, delle sofferenze e delle difficoltà del nostro prossimo, mediante un atteggiamento di condivisione e di servizio.

(Angelus - Domenica 22 Luglio 2018 )

 

LA FEDE E LA SPERANZA FINIRANNO QUANDO SAREMO CON IL SIGNORE

 

Voi siete giovani, ma mi domando: siete giovani o giovani invecchiati? Perché se siete giovani invecchiati non potrete fare nulla. Dovete essere giovani “giovani”. Con tutta la forza della gioventù per trasformare. E la prima cosa che dovete fare è vedere se vi “siete sistemati”. No, se vi siete sistemati, la cosa non va. Quanti di voi si sono sistemati devono smuoversi e iniziare a lottare. Volete trasformare, volete portare avanti e avete fatte vostre le direttive dell’Esortazione post-sinodale sulla famiglia, per portare avanti la famiglia, per trasformare la famiglia dei Caraibi. Portarla avanti oggi per domani, ossia nel presente per il futuro. E oggi voi, per capire il presente, dovete saperla descrivere, saperla comprendere per affrontare il domani. E nel cammino da oggi a domani avete bisogno della dottrina sulla famiglia e l’avete nel capitolo quarto dell’Esortazione: lì sta il nucleo. Studiatelo. Vedetelo e avrete i modelli per andare avanti. Ma oggi e domani. Ci resta ieri. Non si può guardare al domani senza guardare a ieri. Non si può guardare al futuro senza riflettere sul passato. Voi vi preparate per trasformare qualcosa che vi è stato dato dai vostri anziani. Ricevete storia di ieri, ricevete tradizioni di ieri. Avete radici e su questo voglio soffermarmi un minuto: non puoi fare nulla nel presente né nel futuro se non sei radicato nel passato, nella tua storia, nella tua cultura, nella tua famiglia; se non hai le radici ben piantate. Dalla radice ti verrà la forza per andare avanti. Tutti noi e voi non siamo stati fabbricati in un laboratorio, abbiamo questa storia, queste radici, e ciò che facciamo, i frutti che diamo, la bellezza che possiamo creare poi, provengono da queste radici.

Un poeta finisce il suo grande poema con questo verso: «ciò che l’albero ha di fiorito vive di ciò che ha sepolto». Guardate indietro anche per avere radici, guardare ai vostri nonni, guardare ai vostri anziani e parlate con loro, prendete tutto ciò e portatelo avanti. Trasformando, ma lì avrete le radici, la forza per trasformare la famiglia. Ė una tensione trasformante. Non si può trasformare senza tensione.

Vi ho detto che il nucleo di Amoris laetitia è nel capitolo quarto. Come vivere l’amore. Come vivere l’amore della famiglia. Parlate tra di voi sul capitolo quarto. Lì troverete molta forza per andare avanti e fare la trasformazione. E non vi dimenticate di una cosa: che l’amore ha forza propria. E l’amore non finisce mai. San Paolo dice: la fede e la speranza finiranno quando saremo con il Signore, invece l’amore continuerà con il Signore (cfr. 1 Cor 13, 13). Voi state trasformando qualcosa che è per tutta l’eternità. Quella forza propria che resterà per sempre. Che bel lavoro vi siete messi a fare. Andate avanti. Che Dio vi benedica, prego per voi e, per favore, non vi dimenticate di pregare per me. Ciao.

(Videomessaggio in occasione dell’Assemblea triennale dei Giovani organizzata dalla C.E. delle Antille - 17/07/20128)

 

 

IL COINVOLGIMENTO DI TUTTI È NECESSARIO PER RIPARARE IL DANNO CAUSATO DAGLI UMANI SULLA CREAZIONE DI DIO

 

PAPA-FRANCESCO-LAUDATO-2018…omissis… La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.

14. Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i Vescovi del Sudafrica, «i talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio». Tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità.

…omissis…

(Lettera Enciclica LAUDATO SI’ del S.Padre Francesco sulla cura della casa comune - 2015)

 

 
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