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n° 48 Sabato  2 Dicembre2017

EDITORIALE

L’IMMACOLATA CONCEZIONE

MADONNA-MEDAGLIA-MIRACOLOSAÈ una delle meraviglie compiute dal Signore che Maria sia stata concepita dai suoi genitori, i santi Gioacchino ed Anna, senza peccato originale. Tutti nasciamo con la ferita del peccato originale. Esso inclina l’uomo al male, lo induce alla presunzione, a far da solo, ignorando il progetto di Dio. L’uomo rompendo l’armonia con Dio, facilmente rompe l’armonia con se stesso, con la famiglia, col prossimo, con la creazione; e cede alla sopraffazione, alla sfruttamento, all’inganno. Maria è stata preservata da questa inclinazione al male, perché destinata ad essere la degna madre del Figlio di Dio. Il tempio santo di Dio non poteva essere inquinato dal Maligno. Questa verità, ai credenti, è data dalla Sacra Scrittura, nel così detto “protovangelo”, quando Dio annuncia l’incompatibilità tra Maria e il peccato: “Io porrò inimicizia fra te (serpente) e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe, questa ti schiaccerà la testa”(Gn 3,15). Come anche dal saluto dell’angelo Gabriele a Maria: “Rallegrati, piena di grazia” cioè colma dei favori divini. È data dalla Chiesa che col Papa Pio IX nel 1864 ha dichiarato solennemente: “La beatissima Vergine, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale”. Questa verità è confermata dalla stessa Beata Vergine apparendo nel 1830 a santa Caterina Labouré. Alla veggente suggerisce la preghiera: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. A Lourdes, apparendo alla piccola Bernadette, che le domanda: “Chi siete, bella Signora?” Risponde: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Maria Immacolata è l’immagine dell’umanità innocente, disegno originario di Dio sul genere umano, riflesso della bellezza divina.

È per noi scuola di perfezione. Ci fa conoscere la salvezza del Signore, lei è la prima redenta, in previsione dei meriti di Cristo. La primizia dell’umanità nuova salvata da Cristo. L’Immacolata è modello e criterio di bellezza. La grazia è la più alta bellezza dell’anima. Noi proclamiamo Maria: “Tutta bella”, perché piena di grazia. Quella bellezza, soprattutto, dobbiamo cercare.

D.D.

RAGGI DI SOLE

L’ULTIMO TOCCO

ADAMO-EVA-02122017Quando furono cacciati dal paradiso terrestre, Adamo ed Eva partirono pieni di acrimonia e di rabbia. I loro volti erano lividi, le labbra piegata in smorfie di dolore, il cuore colmo di amarezza. Si erano accusati a vicenda, insultati, minacciati. «Maledetto, sei solo un incapace…..» aveva gridato Eva. «È tutta colpa tua!» aveva sbraitato Adamo, fino a diventare rauco. Camminavano con i pugni stretti, gli occhi lampeggianti, un peso dentro, opprimente come un macigno. Tutto questo provocava a Dio una grande tristezza. Decise così di aggiungere qualcosa alla Creazione. Qualcosa che non aveva previsto nel progetto originale. Passò lieve tra l’uomo e la donna e sfiorò il loro cuore e il loro occhi. E creò le lacrime. Adamo ed Eva cominciarono a piangere. Il macigno e la rabbia che avevano dentro si sciolsero. Una nuova tenerezza li sommerse e si abbracciarono. “Salve, Regina….. a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime…..”: con queste accorate parole invochiamo Maria per consolare il nostro pianto: lacrime di amarezza, lacrime di rimorso e di dolore, lacrime di amore……  

                              Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

FAMIGLIE-DI-FATTOIl tavolo della famiglia. Il cammino di “Ciao Famiglia Insieme”, prosegue con i suoi appuntamenti. Dopo il primo incontro con don Valerio Baresi, sul tema “Sottomissione e Fedeltà”, svoltosi il 19 Novembre c/o la sala conferenze dell’Oasi Serena, Domenica 26 Novembre, a Tempio c/o l’aula magna del Seminario Diocesano, con la presenza del vescovo monsignor Sanguinetti, si è parlato di FAMIGLIA con il pedagogista Lorenzo Braina, direttore del Centro per la creatività Educativa di Oristano. L’incontro è stato curato dallo staff CREA e dal Gruppo Famiglia dell’Azione Cattolica. Il tema: “Il Tavolo di Famiglia, educare tra tradizioni, valori, e cambiamento”. Il relatore, con maestria e grande simpatia, ha catalizzato l’assemblea, raccontando di sé, della sua esperienza di vita, proponendo contenuti forti sui valori che non vanno predicati ma vissuti e trasmessi. Ha messo a nudo la sua famiglia per condividere difficoltà, conflitti, incomprensioni, affetti, gioie, sogni, desideri…Se tutti ci aspettavamo consigli e suggerimenti per avere aiuto da mettere in pratica nelle nostre famiglie, siamo tornati a mani vuote: non era questo l’intento di Braina. Ha condiviso riflessioni sulla sua storia personale, ha posto provocazioni, stimolandoci a distaccarci dalle nostre certezze, dalle nostre sicurezze, non per cadere nel relativismo, o nel disorientamento, ma per individuare i punti deboli della nostra azione educativa, invitandoci anzitutto, ad accettare che i punti deboli ci stanno. Accettando l’idea che le nuove generazioni sono come noi le abbiamo volute. I bambini, i ragazzi, i giovani sono il frutto delle nostre scelte. Ogni famiglia mette sul proprio tavolo i valori che vuole e cerca di trasmetterli. Il problema sta sul modo di farlo: il valore può essere detto e non vissuto; reso pesante come una pietra che schiaccia, o offerto, consapevoli che nel tempo assumerà la forma migliore per quella persona. Spesso una vita travagliata può scaturire dal rifiuto di un valore imposto, ma anche la vita più “sbrindellata” può rinascere a vita nuova con il dialogo, con l’armonia, con l’accoglienza, con il perdono, con l’ascolto… Il genitore, l’educatore, l’insegnante sono punti di riferimento, ognuno con il proprio ruolo…Con la propria responsabilità…Con la consapevolezza e l’accettazione della nostra storia personale. Il Dott. Braina ha condiviso con noi, adulti di oggi, queste riflessioni: “Penso che il segreto dell’educazione sia celato in un luogo prezioso, fragile e delicato, forte e carico di meraviglie: l’animo dei nostri bambini. Per raggiungerlo dobbiamo essere premurosi e sicuri, attenti e responsabili. Per raggiungerlo dobbiamo essere adulti che hanno memoria del proprio passato ed un sogno per il proprio futuro. La memoria del nostro essere bambini ed il sogno per il loro diventare adulti.” E ancora: “La vita è fatta di incontri: sono questi a fare di te l’uomo, la donna e il genitore che sei. Interrogarsi su questi e su cosa hanno significato nel tuo cammino è una della strade che conducono alla consapevolezza educativa”. Ripensare alla nostra storia, ci permette di capire anche chi ci ha fatto del male, magari inconsapevolmente, ponendoci davanti a loro non come giudici spietati, ma persone libere e comprensive, consapevoli che anche loro sono frutto di qualcun altro. La chiave di lettura di tutto il discorso fatto è: “Il Perdono”, con esso il male viene annientato e il bene trionfa. Con l’educazione nulla è perduto.

Per le commissioni “Ciao Famiglia Insieme, Simonetta Colonna e Agostino Canu 

 

■ Festa Della Madonna Della Medaglia Miracolosa

SANTACATERINALABOURELunedi 27 Novembre presso l'Istituto San Vincenzo abbiamo festeggiato la Madonna della Medaglia Miracolosa con la Celebrazione dell'Eucarestia presieduta da Don Davide. La Santa Messa è stata celebrata nella grande sala della Scuola Materna con la partecipazione di tutti i Bambini accompagnati dalle Insegnanti, le Suore e un buon numero di genitori.

Protagonisti principali sono stati proprio i bambini che hanno animato la celebrazione con i canti  molto festosi, le preghiere e l'offertorio durante il quale hanno portato anche i doni per i poveri.

A conclusione della Santa messa Don Davide ha benedetto le medaglie spiegando il significato dei vari simboli in esse racchiuso. Ha sottolineato che la medaglia Miracolosa è un segno efficace dell'amore materno di Maria, perciò dobbiamo affidarci a Lei con la fiducia e l'abbandono di un bimbo in braccio a sua Madre. Gesù dall'alto della croce ci ha affidato a Maria nella persona del suo discepolo, Giovanni che da quel momento la prese con sè come madre.

Maria, nel corso della storia, ha continuato a svolgere la sua missione di madre, che si prende a cuore la sorte dei mi suoi figli. Ne sono prova le numerose apparizioni mariane di cui sono protagonisti bambini e giovani come è avvenuto a Lourdes e Fatima cosi a Parigi la Vergine Maria, apparendo a una giovane novizia Caterina Labourè, le affidò la missione di far conoscere la sua materna protezione attraverso la Medaglia Miracolosa. La festa della Beata Vergine è stata celebrata solennemente anche la sera nella parrocchia militare dedicata alla Madonna della Medaglia Miracolosa. La concelebrazione è stata presieduta dal cappellano don Joseph Achkarian, con la partecipazione di fedeli delle tre parrocchie, di autorità militari e civili. Ha animato il canto il coro parrocchiale “Le beatitudini”. Alla fine della Messa sono state benedette e distribuite le medaglie. Dopo, nell’oratorio parrocchiale è stato offerto un cordiale rinfresco. La Medaglia Miracolosa non è opera di qualche artista, né di un dotto teologo o di un santo, ma è stata voluta dalla stessa Madre Celeste. La Medaglia è l'espressione dell'amore di Maria per noi Invitandoci a portarla al collo con devozione, la Madonna ci ricorda costantemente il suo amore per noi, la sua presenza materna nella nostra vita. La Medaglia Miracolosa è un libro nel quale possiamo leggere ciò che Maria è in se stessa e ciò che è per noi: Madre di Dio e Madre nostra, Immacolata, Mediatrice, Regina e corredentrice e grazie a questo "libro" possiamo capire che cosa dobbiamo essere noi per lei: figli devoti e affezionati.

Grazie Maria, noi ci affidiamo a Te!

                          Suor Letizia  Figlia della Carità

 

■ Votazioni per il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Domenica scorsa, nella parrocchia di Santa Maria Maddalena, sono state riconsegnate le schede per indicare i rappresentanti dei quattro rioni della parrocchia e i candidati al Consiglio Pastorale. Tra i candidati, i primi dieci votati sono stati i seguenti: ANTONELLI Giovanni, DERIU Gianni, DI FRAIA Viviana, IMPAGLIAZZO Luca, LECCI Domenico, MASI Silvia, NONNIS Mario, PROVENZANO Paolo, RABBUINI Bruno, SPEZZIGA Caterina. Di questi, i quattro più votati, domenica 10 dicembre, faranno parte del Consiglio Pastorale. Ad essi si aggiungeranno i rappresentanti dei gruppi ecclesiali, dei quattro rioni cittadini, dei settori principali della pastorale, in più, tre scelti dal parroco e quelli d’ufficio (sacerdoti e religiosa). Si ricorda che essere consiglieri, non è tanto un onore quanto un servizio che richiede fedeltà alle riunioni, arrivare preparati ed offrire non solo buoni consigli ma anche la collaborazione possibile, tutto per amore della comunità.                                       

                D.D.

 

CALCIO CSI

La sesta giornata del campionato di calcio del Centro Sportivo Italiano –Comitato Gallura Anglona di Tempio Pausania si è svolta il giorno 25 novembre con i seguenti risultati: la squadra del Santo Stefano della Parrocchia di Santa Maria Maddalena ha osservato il turno di riposo in quanto le squadre che compongono il girone sono 11, mentre il Real Moneta della Parrocchia di Moneta ha perso con il punteggio di tre reti ad una la gara casalinga con la squadra Paduledda di Trinità.

A seguito dei predetti risultati il Santo Stefano con un punto in classifica (un pareggio e quattro sconfitte) ricopre l’ultimo posto in solitario mentre il Real Moneta con otto punti (due pareggi, due vittorie e due sconfitte) ricopre il quinto posto in classifica.

La settima giornata è fissata in calendario per il giorno 2 dicembre e vedrà impegnato il Santo Stefano a Bortigiadas alle ore 15,00, mentre il Real Moneta osserverà il turno di riposo.

Tore D’Apice


Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 3 dicembre

*Prima domenica di Avvento

* Ore 17,15 continua il rosario e la novena dell’Immacolata.

2) Lunedì 4 dicembre

* Ore 10,30 nell’aula Primo Longobardo: santa Messa in onore di santa Barbara, patrona della Marina e dei Vigili del Fuoco.

* Ore 18,30: Lectio divina al posto della catechesi

* Ore 21.00, nella biblioteca parrocchiale, seconda convocazione della classe ‘68 per costituire il nuovo Comitato Festeggiamenti.

3) Mercoledì 6 dicembre

* Ore 21.00, nella biblioteca parrocchiale: incontro di spiritualità per coppie.

4) Da giovedì 7 dicembre a martedì 12 dicembre nella Biblioteca Parrocchiale la Caritas organizza una vendita natalizia di beneficenza intitolata a Caterina Sanna.

5) Venerdì 8 dicembre

* Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Gli orari delle Messe saranno come la domenica.

6) Sabato 9 dicembre

* Ore 16.00 alla Trinita: santa Messa.

7) Domenica 10 dicembre

* Seconda domenica di avvento.

* Ore 11.00 Battesimi comunitari durante la Messa.

8) Attività in Oratorio il sabato alle 17,30 per tutti i bambini di 6 e 7 anni (Ia e IIa elementare).

9) Prossimamente inizierà un corso di formazione liturgica per lettori nella Messa. Chi è interessato dia il suo nominativo in segreteria.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

1. Sabato 2 dicembre – raccolta alimentare a favore delle Caritas parrocchiali e Volontariato Vincenziano nei supermercati e negozi dell’isola.

2. Domenica 3 dicembre prima domenica di Avvento, inizio del nuovo anno liturgico.

Continua la Novena dell’Immacolata Concezione.

3. Mercoledì 6 dicembre ore 18.15 Lectio Divina.

4. Venerdì 8 dicembre solennità dell’Immacolata Concezione – le S. Messe come ogni domenica.

5. Sabato 16 dicembre inizia la Novena di Natale.

6. Domenica 17 dicembre ore 17.15 secondo incontro delle famiglie con don Valerio Baresi, salesiano con il tema: “Io accolgote”

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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n° 48 Sabato  2 Dicembre2017

ALLA FINE DELLA NOSTRA VITA SAREMO GIUDICATI SULL’AMORE

 

CRISTO-RE-2122017In questa ultima domenica dell’anno liturgico celebriamo la solennità di Cristo Re dell’universo. La sua è una regalità di guida, di servizio, e anche una regalità che alla fine dei tempi si affermerà come giudizio. 

La pagina evangelica si apre con una visione grandiosa. Gesù, rivolgendosi ai suoi discepoli, dice: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria» (Mt 25,31). Si tratta dell’introduzione solenne del racconto del giudizio universale. Dopo aver vissuto l’esistenza terrena in umiltà e povertà, Gesù si presenta ora nella gloria divina che gli appartiene, circondato dalle schiere angeliche. L’umanità intera è convocata davanti a Lui ed Egli esercita la sua autorità separando gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre.

A quelli che ha posto alla sua destra dice: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». I giusti rimangono sorpresi, perché non ricordano di aver mai incontrato Gesù, e tanto meno di averlo aiutato in quel modo; ma Egli dichiara: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Questa parola non finisce mai di colpirci, perché ci rivela fino a che punto arriva l’amore di Dio: fino al punto di immedesimarsi con noi, ma non quando stiamo bene, quando siamo sani e felici, no, ma quando siamo nel bisogno. E in questo modo nascosto Lui si lascia incontrare, ci tende la mano come mendicante. Così Gesù rivela il criterio decisivo del suo giudizio, cioè l’amore concreto per il prossimo in difficoltà. 

La parabola del giudizio prosegue presentando il re che allontana da sé quelli che durante la loro vita non si sono preoccupati delle necessità dei fratelli. Anche in questo caso costoro rimangono sorpresi e chiedono: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». Sottinteso: “Se ti avessimo visto, sicuramente ti avremmo aiutato!”. Ma il re risponderà: «Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me». Alla fine della nostra vita saremo giudicati sull’amore, cioè sul nostro concreto impegno di amare e servire Gesù nei nostri fratelli più piccoli e bisognosi. Quel mendicante, quel bisognoso che tende la mano è Gesù; quell’ammalato che devo visitare è Gesù; quel carcerato è Gesù; quell’affamato è Gesù.

(Angelus- Domenica 26/11/2017) 

 

LA PACE E L’UNITÀ SI REALIZZANO SEMPRE CON LE DIFFERENZE

 

Prima di tutto, grazie per essere venuti. Mentre parlavate, mi è venuta in mente una preghiera tratta dal Libro dei Salmi: “Com’è bello vedere i fratelli uniti”. Uniti non vuol dire uguali, l’unità non è uniformità, anche all’interno della stessa confessione. Ognuno ha i suoi valori, le sue ricchezze, e anche le sue mancanze.

Siamo tutti diversi e ogni confessione ha le sue ricchezze, le sue tradizioni, le sue ricchezze da dare, da condividere. E questo può avvenire solo se si vive in pace. E la pace si costruisce nel coro delle differenze. L’unità si realizza sempre con le differenze.

Per tre volte uno di voi ha usato la parola “armonia”. Questa è la pace: è armonia. Noi, in questo tempo in cui ci è dato vivere, sperimentiamo una tendenza a livello mondiale verso l’uniformità, a rendere tutto uguale. Questo è uccidere l’umanità. Questa è una colonizzazione culturale. Dobbiamo comprendere la ricchezza delle nostre differenze – etniche, religiose, popolari –, e proprio da queste differenze nasce il dialogo. E a partire da queste differenze s’impara dall’altro, come fratelli…. Come fratelli che si aiutano a vicenda a costruire questo Paese, che anche geograficamente ha tante ricchezze e differenze. La natura in Myanmar è stata molto ricca di differenze. Non dobbiamo aver paura delle differenze. Uno è il nostro Padre, noi siamo fratelli. Amiamoci come fratelli. E se discutiamo tra noi, che sia come fratelli, che si riconciliano subito, che tornano sempre a essere fratelli. Penso che solo così si costruisce la pace.

Vi ringrazio per essere venuti a farmi visita. Sono io in realtà che vi sto facendo visita, e vorrei che almeno spiritualmente accoglieste questa visita: la visita di un fratello in più.

Grazie. Costruite la pace. Non vi lasciate uniformare dalla colonizzazione delle culture. La vera armonia divina si crea attraverso le differenze. Le differenze sono una ricchezza per la pace.

Tante grazie. E mi permetto di recitare una preghiera, da fratello a fratelli. Un’antica benedizione che ci include tutti: “Vi benedica il Signore e vi protegga. Faccia brillare il suo volto su di voi e vi mostri la sua grazia. Rivolga su di voi il suo volto e vi conceda la pace”. Grazie!

(Incontro con i leader religiosi del Myanmar - Refettorio dell'Arcivescovado di Yangon - Martedì, 28 novembre 2017)

 

GESU’ È LA SAPIENZA DI DIO IN PERSONA (cfr 1 Cor 1,24)

 

PAPAE-MYARNMAR-2017La prima Lettura odierna ci aiuta a vedere quanto sia limitata la sapienza del re Baldassàr e dei suoi veggenti. Essi sapevano come lodare «gli dèi d’oro, d’argento, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra» (Dn 5,4), ma non possedevano la sapienza per lodare Dio nelle cui mani è la nostra vita e il nostro respiro. Daniele, invece, aveva la sapienza del Signore ed era capace di interpretare i suoi grandi misteri.

L’interprete definitivo dei misteri di Dio è Gesù. Egli è la sapienza di Dio in persona (cfr 1 Cor 1,24). Gesù non ci ha insegnato la sua sapienza con lunghi discorsi o mediante grandi dimostrazioni di potere politico e terreno, ma dando la sua vita sulla croce.  In essa, noi troviamo la sapienza, che può guidare la nostra vita con la luce che proviene da Dio.

Dalla croce viene anche la guarigione. Là Gesù ha offerto le sue ferite al Padre per noi, le ferite mediante le quali noi siamo guariti. Che non ci manchi mai la sapienza di trovare nelle ferite di Cristo la fonte di ogni cura! So che molti in Myanmar portano le ferite della violenza, sia visibili che invisibili.  Pensiamo che la cura possa venire dalla rabbia e dalla vendetta. Tuttavia la via della vendetta non è la via di Gesù.

La via di Gesù è radicalmente differente. Quando l’odio e il rifiuto lo condussero alla passione e alla morte, Egli rispose con il perdono e la compassione.  Il Signore ci dice che, come Lui, anche noi possiamo incontrare rifiuto e ostacoli, ma che tuttavia Egli ci donerà una sapienza alla quale nessuno può resistere (cfr Lc 21,15). Egli qui parla dello Spirito Santo, per mezzo del quale l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori ( Rm 5,5). Con il dono dello Spirito, Gesù rende capace ciascuno di noi di essere segno della sua sapienza, che trionfa sulla sapienza di questo mondo, e della sua misericordia, che dà sollievo anche alle ferite più dolorose.

Alla vigilia della sua passione, Gesù si offrì ai suoi Apostoli sotto le specie del pane e del vino. Nel dono dell’Eucaristia, non solo riconosciamo, con gli occhi della fede, il dono del suo corpo e del suo sangue; noi impariamo anche come trovare riposo nelle sue ferite, e là essere purificati da tutti i nostri peccati e dalle nostre vie distorte. Rifugiandovi nelle ferite di Cristo, cari fratelli e sorelle, possiate assaporare il balsamo risanante della misericordia del Padre e trovare la forza di portarlo agli altri, per ungere ogni ferita e ogni memoria dolorosa. In questo modo, sarete fedeli testimoni della riconciliazione e della pace che Dio vuole che regni in ogni cuore umano e in ogni comunità.

So che la Chiesa in Myanmar sta già facendo molto per portare il balsamo risanante della misericordia di Dio agli altri, specialmente ai più bisognosi. Vi sono chiari segni che, anche con mezzi assai limitati, molte comunità proclamano il Vangelo ad altre minoranze tribali, senza mai forzare o costringere, ma sempre invitando e accogliendo. In mezzo a tante povertà e difficoltà, molti di voi offrono concreta assistenza e solidarietà ai poveri e ai sofferenti.

 Attraverso le cure quotidiane dei suoi vescovi, preti, religiosi e catechisti, e particolarmente attraverso il lodevole lavoro del Catholic Karuna Myanmar e della generosa assistenza fornita dalle Pontificie Opere Missionarie, la Chiesa in questo Paese sta aiutando un gran numero di uomini, donne e bambini, senza distinzioni di religione o di provenienza etnica. Posso testimoniare che la Chiesa qui è viva, che Cristo è vivo ed è qui con voi e con i vostri fratelli e sorelle delle altre Comunità cristiane. Vi incoraggio a continuare a condividere con gli altri la sapienza inestimabile che avete ricevuto, l’amore di Dio che sgorga dal cuore di Gesù.

Gesù vuole donare questa sapienza in abbondanza. Certamente Egli premierà i vostri sforzi di seminare semi di guarigione e riconciliazione nelle vostre famiglie, comunità e nella più vasta società di questa nazione. Non ci ha forse detto che la sua sapienza è irresistibile (cfr Lc 21,15)? Il suo messaggio di perdono e misericordia si serve di una logica che non tutti vorranno comprendere, e che incontrerà ostacoli. Tuttavia il suo amore, rivelato sulla croce è, in definitiva, inarrestabile. È come un “GPS spirituale” che ci guida infallibilmente verso la vita intima di Dio e il cuore del nostro prossimo.

La Beata Vergine Maria ha seguito suo Figlio anche sull’oscura montagna del Calvario e ci accompagna in ogni passo del nostro cammino terreno. Possa Ella ottenerci sempre la grazia di essere messaggeri della vera sapienza, profondamente misericordiosi verso i bisognosi, con la gioia che deriva dal riposare nelle ferite di Gesù, che ci ha amati sino alla fine.

Dio benedica tutti voi! Benedica la Chiesa in Myanmar! Benedica questa terra con la sua pace! Dio benedica il Myanmar!

(Viaggio apostolico in Myanmar e Bangladesh (26 novembre - 2 dicembre 2017) -  Omelia S. Messa - Mercoledì, 29/11/2017) 

 
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