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Scritto da Administrator   

N°4 Sabato 24 gennaio 2015

Io non sono Charlie

Anche noi siamo idealmente in tutte le piazze europee in nome della libertà. Ma cosa è la libertà? Cosa è senza la verità? È, come si dice nel romanzo di Eco: Nel nome della rosa “l’unica verità è imparare a liberarci della passione insana della verità”? Ma se la verità è una passione insana, che verità ha la condanna della violenza e della “non libertà”? Lotta al terrore non è il rito delle manifestazioni. Né libertà è una unità che dura lo spazio di un giorno. Certamente non è né lotta né libertà ripubblicare, come hanno fatto i gesuiti francesi della rivista Etudes, le vignette anticattoliche di Charlie Hedbo. Dove Gesù in croce denuncia il conclave e papa Francesco è una ballerina a Rio de Janeiro (mancava solo la più famosa, la Trinità raffigurata come un trio sodomizzante). “Segno di forza” per i gesuiti francesi. Segno di confusione mentale e subalternità culturale secondo me. Per questo io non sono Charlie.

Su di tutto si può ridere, ma è discriminatorio chiamare le cose col loro nome? Che differenza c’è tra lo stato Teocratico e lo stato Ateocratico? La linea di demarcazione si assottiglia. Ed è la linea di chi, alla vigilia di nazismo e comunismo, ha preparato i cimiteri europei proclamando “il vero, il certo, il reale. Come lo odio!”. Questo è Nietzsche, che muore pazzo ma ritorna nelle odierne ideologie europee, siano esse di marca buonista o teorie del gender. Kouachi (uno dei terroristi di Parigi) al telefono rivendica: “Non siamo killer. Siamo difensori del Profeta. Noi non ammazziamo nessuno.” Ecco il culmine della pazzia: l’odio del vero, del certo, del reale. L’Europa di Babele tollera che interi quartieri delle sue capitali siano gestite dalla sharia. Ma che non si mostrino in pubblico croci o presepi, cultura e identità cristiane. Guai a parlare di famiglia uomo-donna. È fascista chi insorge contro la prepotenza. È libertà andare a braccetto con chi dichiara terroriste due donne solo perché guidano l’auto a volto scoperto e con chi, lo stesso giorno che abbraccia Hollande in piazza, a Gedda abbraccia il boia che sta infliggendo le mille frustate (più 10 anni di galera) sentenziate perché ha osato definirsi “musulmano liberale”? Che libertà è dichiarare l’Ungheria para-fascista perché ha messo nella Costituzione la difesa della vita e non alzare un dito per chiedere al Pakistan di fermare le stragi di cristiani e liberare una donna, madre di cinque figli, Asia Bibi, denunciata perché ha bevuto un bicchiere di acqua islamico e che attende da cinque anni in cella, di essere impiccata per blasfemia? Quanti esempi dobbiamo fare ancora? Il nostro destino sembra segnato. A meno che, da persone veramente libere, da persone di qualunque credo e di qualunque ateismo; insomma da persone realmente europee, ricominciamo a cercare e a difendere, qui e nel mondo, la libertà della verità.

   Don Antonello Tumminello (by Tempi)

 

 

RAGGI DI SOLE

 MA DOV’È DIO?

OCEANO-24012015Si dice che un giorno “un pesce dell’oceano chiese ad un altro: «Scusa, tu che sei più vecchio e più esperto di me, probabilmente potrai aiutarmi. Per favore, dove posso trovare quella cosa che chiamano “Oceano”? L’ho cercato dappertutto inutilmente!». «L’Oceano – rispose il vecchio pesce – è quello in cui stai nuotando adesso!». « Oh, questo? Ma è solo acqua. Quello che sto cercando è l’Oceano», disse il giovane pesce e, deluso, nuotò via per cercare altrove”. Dice un proverbio ebraico: “L’ultima cosa che il pesce vede è l’acqua. Ma prova a toglierla …..e vedrai come si dibatte!”. Siamo immersi in Dio e non ce ne accorgiamo. “Il Regno di Dio è vicino”, ci assicura Gesù (Mc 1,15a). Anzi, ci siamo già dentro. Infatti “in Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti 17,28). Ma se ci mancasse l’ “Oceano di Dio”, ci troveremmo boccheggianti come il pesce fuor d’acqua e incapaci di sopravvivere. Solo in quest’ “Acqua” possiamo nuotare e dissetarci senza annegare.

Don Paolo Piras

 

 

M A G I S T E R O   D E L   P A P A

PERCHE’ I BAMBINI SOFFRONO?

 

Le donne hanno molto da dirci nella società di oggi. A volte siamo troppo maschilisti, e non lasciamo spazio alla donna. Ma la donna sa vedere le cose con occhi diversi dagli uomini. La donna sa fare domande che noi uomini non riusciamo a capire. Fate attenzione: lei [indica Jun] oggi ha fatto lunica domanda che non ha risposta. E non le venivano le parole, ha dovuto dirlo con le lacrime. Così, quando verrà il prossimo Papa a Manila, che ci siano più donne! Ti ringrazio, Jun, che hai presentato con tanto coraggio la tua esperienza. Come ho detto prima, il nucleo della tua domanda quasi non ha risposta. Solo quando siamo capaci di piangere sulle cose che voi avete vissuto possiamo capire qualcosa e rispondere qualcosa. La grande domanda per tutti: perché i bambini soffrono? Proprio quando il cuore riesce a porsi la domanda e a piangere, possiamo capire qualcosa. C’è una compassione mondana che non serve a niente! Una compassione che tuttal più ci porta a mettere mano al borsellino e a dare una moneta. Se Cristo avesse avuto questa compassione avrebbe passato, curato tre o quattro persone e sarebbe tornato al Padre. Solamente quando Cristo ha pianto ed è stato capace di piangere ha capito i nostri drammi. Cari ragazzi e ragazze, al mondo di oggi manca il pianto! Piangono gli emarginati, piangono quelli che sono messi da parte, piangono i disprezzati, ma quelli che facciamo una vita più meno senza necessità non sappiamo piangere. Certe realtà della vita si vedono soltanto con gli occhi puliti dalle lacrime. Invito ciascuno di voi a domandarsi: io ho imparato a piangere? Quando vedo un bambino affamato, un bambino drogato per la strada, un bambino senza casa, un bambino abbandonato, un bambino abusato, un bambino usato come schiavo per la società? O il mio è il pianto capriccioso di chi piange perché vorrebbe avere qualcosa di più? Questa è la prima cosa che vorrei dirvi: impariamo a piangere, come lei [Jun] ci ha insegnato oggi. Gesù nel Vangelo ha pianto, ha pianto per lamico morto. Ha pianto nel suo cuore per quella famiglia che aveva perso la figlia. Ha pianto nel suo cuore quando ha visto quella povera madre vedova che portava al cimitero suo figlio. Si è commosso e ha pianto nel suo cuore quando ha visto la folla come pecore senza pastore. Se voi non imparate a piangere non siete buoni cristiani. E questa è una sfida. Jun ci ha lanciato questa sfida. E quando ci fanno la domanda: perché i bambini soffrono?, perché succede questo o questaltro di tragico nella vita?, che la nostra risposta sia il silenzio o la parola che nasce dalle lacrime. Siate coraggiosi, non abbiate paura di piangere!

(Dal Viaggio apostolico in Sri Lanka e nelle Filippine 12-19 Gennaio 2015)

 

E’ PIÙ DIFFICILE LASCIARSI AMARE CHE AMARE

 

PAPA-FRANCESCO-INDONESIA-20Oggi con tanti media siamo superinformati: questo è un male? No. Questo è bene e aiuta, però corriamo il pericolo di vivere accumulando informazioni. E abbiamo tante informazioni, ma forse non sappiamo che farcene. Non abbiamo bisogno di giovani-museo, ma di giovani sapienti! Mi potreste chiedere: Padre, come si arriva ad essere sapienti? E questa è un’altra sfida, la sfida dell’amore. Qual è la materia più importante che bisogna imparare all’università? Qual è la più importante da imparare nella vita? Imparare ad amare! E questa è la sfida che la vita pone a voi oggi. Non solo accumulare informazioni e non sapere che farsene. Il vero amore è amare e lasciarmi amare. E’ più difficile lasciarsi amare che amare. Per questo è tanto difficile arrivare all’amore perfetto di Dio, perché possiamo amarlo, ma la cosa importante è lasciarsi amare da Lui. Il vero amore è aprirsi a questo amore che ci precede e che ci provoca una sorpresa. Se voi avete solo tutta l’informazione siete chiusi alle sorprese; l’amore ti apre alle sorprese, l’amore è sempre una sorpresa perché presuppone un dialogo a due. Tra chi ama e chi è amato. E di Dio diciamo che è il Dio delle sorprese perché Lui ci ha amati per primo e ci aspetta con una sorpresa. Dio ci sorprende.. Lasciamoci sorprendere da Dio! E non abbiamo la psicologia del computer di credere di sapere tutto. Com’è questa cosa? Un attimo e il computer ti dà tutte le risposte, nessuna sorpresa. Nella sfida dell’amore Dio si manifesta con delle sorprese. Pensiamo a san Matteo: era un buon commerciante, in più tradiva la sua patria perché prendeva le tasse dei giudei per darle ai romani, era pieno di soldi e prendeva le tasse. Passa Gesù, lo guarda e gli dice: vieni! Quelli che stavano con Lui dicono: Chiama questo che è un traditore, un infame? E lui si attacca al denaro. Ma la sorpresa di essere amato lo vince e segue Gesù. Quella mattina quando aveva salutato sua moglie non avrebbe mai pensato che sarebbe tornato senza denaro e di fretta per dire a sua moglie di preparare un banchetto. Il banchetto per colui che lo aveva amato per primo. Che lo aveva sorpreso con qualcosa di più importante di tutti i soldi che aveva. Lasciati sorprendere dall’amore di Dio! Non abbiate paura delle sorprese, che ti scuotono, ti mettono in crisi, ma ci mettono in cammino. Il vero amore ti spinge a spendere la vita anche a costo di rimanere a mani vuote. Pensiamo a san Francesco: lasciò tutto, morì con le mani vuote ma con il cuore pieno. D’accordo? Non giovani da museo, ma giovani sapienti. Per essere sapienti, usare i tre linguaggi: pensare bene, sentire bene e fare bene. E per essere sapienti, lasciarsi sorprendere dall’amore di Dio, e vai, e spendi la vita! Grazie per il tuo contributo di oggi! E quello che è venuto con un buon programma per aiutarci a vedere come possiamo fare nella vita è stato Rikki! Ha raccontato tutte le attività, tutto quello che fanno, tutto quello che vogliono fare. Grazie Rikki! Grazie per quello che fate tu e i tuoi compagni. Però ti voglio fare una domanda: tu e i tuoi amici vi impegnate a dare, date, date, date, aiutate… ma lasci che ti diano?... Rispondi nel tuo cuore. Nel Vangelo che abbiamo ascoltato poco fa, c’è una frase che per me è la più importante di tutte: dice il Vangelo che Gesù, quel giovane, lo guardò e lo amò (cfr Mc 10,21). Quando uno vede il gruppo di Rikki e i suoi compagni, li ama molto perché fanno cose molto buone, però la frase più importante che dice Gesù è: «Una cosa sola ti manca» (Mc 10,21). Ognuno di noi ascolti in silenzio questa parola di Gesù: «Una cosa sola ti manca». Che cosa mi manca? A tutti quelli che Gesù ama tanto perché danno tanto agli altri io domando: voi lasciate che gli altri vi diano di quell’altra ricchezza che voi non avete? I sadducei, i dottori della legge dell’epoca di Gesù davano molto al popolo, davano la legge, insegnavano, ma non hanno mai lasciato che il popolo desse loro qualcosa. E’ dovuto venire Gesù per lasciarsi commuovere dal popolo. Quanti giovani come voi che sono qui sanno dare però non sono altrettanto capaci di ricevere!

(Dal Viaggio apostolico in Sri Lanka e nelle Filippine 12-19 Gennaio 2015)

 

IMPARIAMO AD ESSERE EVANGELIZZATI DAI POVERI

 

«Una cosa sola ti manca». Questo è ciò che ci manca: imparare a mendicare da quelli a cui diamo. Questo non è facile da capire: imparare a mendicare. Imparare a ricevere dallumiltà di quelli che aiutiamo. Imparare ad essere evangelizzati dai poveri. Le persone che aiutiamo, poveri, malati, orfani, hanno molto da darci. Mi faccio mendicante e chiedo anche questo? Oppure sono autosufficiente e so soltanto dare? Voi che vivete dando sempre e credete che non avete bisogno di niente, sapete che siete veramente poveri? Sapete che avete una grande povertà e bisogno di ricevere? Ti lasci aiutare dai poveri, dai malati e da quelli che aiuti? Questo è ciò che aiuta a maturare i giovani impegnati come Rikki nel lavoro di dare agli altri: imparare a tendere la mano a partire dalla propria miseria. Ci sono alcuni punti che avevo preparato. Il primo, che già ho detto, imparare ad amare e a lasciarsi amare. C’è unaltra sfida, che è la sfida dellintegrità morale. Questo non soltanto a causa del fatto che il vostro Paese, più di altri, rischia di essere seriamente colpito dal cambiamento climatico. Ela sfida del prendersi cura dellambiente. E infine c’è la sfida per i poveri. Amare i poveri. I nostri Vescovi vogliono che siate attenti ai poveri soprattutto in questo “Anno dei poveri”. Voi pensate ai poveri? Sentite con i poveri? Fate qualcosa per i poveri? E chiedete ai poveri di darvi quella sapienza che loro hanno? Questo è ciò che volevo dirvi. Perdonatemi perché non ho letto quasi niente di ciò che avevo preparato ma c’è una espressione che mi consola un po: “La realtà è superiore allidea”. E la realtà che voi avete presentato, la realtà che voi siete è superiore a tutte le risposte che io avevo preparato. Grazie! (Incontro con i giovani a Manila - Domenica 18/01/2015)

 

DALLE PARROCCHIE

Festa della famiglia 2015 a Moneta.

La festa della famiglia nella Parrocchia di Moneta è un appuntamento atteso che raccoglie attorno ad esso tutta la comunità ed i gruppi, che riescono a dare il meglio di se nell'organizzare l'evento. Quest'anno tre momenti, sabato 17 gennaio incontro di tutte le famiglie con il dott. Francesco Lepri sul tema: La fragilità personale e l'amore in famiglia. Nel salone delle conferenze della Parrocchia dell'Agonia era bello vedere tantissime coppie ascoltare il bravissimo conferenziere, che spiegava in modo semplice ed accattivante le difficili dinamiche che ogni membro della famiglia vive dentro di se, a volte in modo consapevole, altre volte senza riuscire a definire e dare un senso, o meglio, il senso ad emozioni, sentimenti e bisogni che si annidano dentro di noi e ci fanno compiere azioni estreme che potrebbero essere evitate o quanto meno ridimensionate. Domenica 18 S. Messa con una valenza spirituale sapientemente organizzata in ogni sua parte e resa ancora più emozionante dalle canzoni del coro S. Giovanni Paolo II che riusciva a coinvolgere tutti i presenti. L'omelia di don Andrea sempre interessante nel sovrapporre passi del vangelo con la vita di tutti i giorni, naturalmente compunto e divertito insieme, quando al momento del rinnovo delle promesse matrimoniali celebra una sorta di mega matrimonio comunitario e tutte le coppie guardandosi negli occhi riprovano la gioia e l'emozione di quel bellissimo giorno. Finalmente tutti al pranzo.....con uno staff collaudato e scontato, ma che sorprende sempre per il gusto dei cibi preparati ed i menù variegati. Per finire musica e divertente tombolata napoletana per digerire e stare in allegria come una gioiosa famiglia. Giovedì 22 alle ore 21 veglia di preghiera attorno alle reliquie di Giovanni Paolo II per chiedere la sua intercessione presso il nostro PADRE celeste affinché aiuti le famiglie a superare tutte le difficoltà che la vita quotidiana presenta.                                      

Lella Rubbiani

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Condoglianze ai familiari di Luisa Banchini che è tornata alla casa del Padre.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 25 gennaio

● Giornata per i Malati di Lebbra.

● Festa del S. Gesù Bambino di Praga a Due Strade. Ore 16.30 vespri, ore 17.00 S. Messa. Non ci sarà la Santa Messa alla “Sacra Famiglia”.

2) Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio Mostra del dolce organizzata dell’Associazione A.M.A. (Associazione Mariana Adozioni a distanza).

3) Domenica 1 febbraio

Giornata per la vita.

Raduno dei bambini alle ore 10,30 in Piazza Umberto I, seguirà la marcia verso la chiesa di Santa Maria Maddalena per la celebrazione della S. Messa. La marcia sarà accompagnata dalla Banda San Domenico Savio.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. - Moneta

 

1. Domenica 25 gennaio

Festa di Gesù Bambino di Praga a Due Strade. Ore 16.30 vespri, ore 17.00 S. Messa. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

2. Martedì 27 gennaio

Ore 18.15 – incontro delle catechiste.

3. Mercoledì 28 gennaio

Ore 18.15 – incontro dei genitori dei bambini che si preparano alla Prima Comunione.

4. Giovedì 29 gennaio

Ore 19.00 – incontro degli educatori dell’Oratorio.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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