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n° 20 Sabato 14 Maggio2016

EDITORIALE

Seconda quindicina di maggio: tempo di grazia.

La seconda quindicina di maggio è un tempo particolarmente ricco dal punto di visto religioso e comunitario. Comincia con la festa della Prima Comunione di una quarantina dei nostri dei nostri bambini. Si sa come la Prima Comunione coinvolga la famiglia e la parentela dei bambini. Il loro vestito bianco e la loro emozione nel ricevere per la prima volta il corpo di Cristo nella Comunione, invita anche noi adulti ad essere più vicini a Dio e puri di cuore. Dobbiamo vigilare perché la festa esteriore non soffochi quella principale del ricevere Gesù. La giornata della Prima Comunione coincide quest’anno con la solennità della Pentecoste che celebra la discesa dello Spirito Santo, dono di Cristo risorto alla sua Chiesa, per sostenerla e guidarla nel cammino della storia. Quel giorno è anche la festa di S. Simplicio, vescovo e martire, patrono della diocesi; con il suo sangue ha fecondato gli inizi della nostra Chiesa. La settimana seguente si celebra un’altra festa molto sentita a La Maddalena, quella della Santissima Trinità. Al mistero di Dio uno e trino, fonte di ogni dono di natura e di grazia e insieme fine ultimo dell’uomo, è dedicata la prima chiesa dell’Isola. Trinita, dicono i Maddalenini, probabilmente seguendo l’accento latino. La festa è preceduta da un triduo di preparazione. C’è un comitato che si prende cura della chiesa e che organizza i festeggiamenti. Sono molti i fedeli che il giorno della festa partecipano alla Messa solenne. Ma anche durante l’anno molti vanno singolarmente a pregare alla Trinita e a ringraziare. Inoltre, ogni terzo sabato del mese, vi si celebra per i devoti una santa Messa. Ma c’è un’altra festa importante alla fine di maggio: la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il “Corpus Domini”. È celebrata insieme dalle tre parrocchie della Città con la Messa solenne e con la processione più importante dell’anno, nella quale si fanno alcune soste di riflessione eucaristica, una per ogni parrocchia. Nelle altre processioni si porta il simulacro di un santo, in questa processione si porta il Cristo vivente, presente nell’Ostia consacrata. Il popolo cristiano loda e ringrazia il suo Signore mentre lo accompagna lungo le nostre strade dove viviamo, lavoriamo, amiamo e soffriamo. Il mese di maggio, consacrato dalla pietà popolare alla Beata Vergine Maria, si conclude con la Messa presso la Madonnina della Panoramica. Anche questa è una celebrazione interparrocchiale come lo è stata il primo maggio a La Madonnetta. Ed è curata dal Gruppo Mariano. Un tempo forte dunque, la seconda quindicina di maggio, tempo di grazia, per rinfrancare la fede della comunità credente, ringraziando il Signore per l’abbondanza dei suoi doni e vivendoli in modo fruttuoso.    

 

RAGGI DI SOLE

IL PUNTO INTERROGATIVO

PUNTO-DOMANDA-14052016C'era una volta un punto interrogativo. Era molto grazioso e come tutti i punti interrogativi aveva l'aria molto intelligente. Da un po' di tempo però girava per il paese sconsolato, amareggiato, deluso e depresso. Apparentemente nessuno lo voleva più. Tutti ricorrevano con sempre maggiore frequenza al suo nemico acerrimo: il punto esclamativo. Tutti gridavano: «Avanti! Fermi! Muoviti! Togliti dai piedi!». Il punto esclamativo è tipico dei prepotenti e oramai i prepotenti dominano il mondo. Anche per le strade e le vie cittadine dove un tempo il punto interrogativo si sentiva un re, non c'era più nessuno che chiedeva: «Come stai?», sostituito da: «Ehilà!». Non c'era più nessuno che fermava l'auto, abbassava il finestrino e chiedeva: «Per favore, vado bene per Bergamo?». Ora, usavano tutti il "navigatore satellitare" che impartisce gli ordini con decisione: «Alla prima uscita svoltare a destra!». Stanco di girovagare, si rifugiò in una famiglia. I bambini hanno sempre amato i punti interrogativi. Ma anche là trovò un padre ed un figlio adolescente che duellavano tutto il giorno con i punti esclamativi... «Non mi ascolti mai!». «Non m'importa che cosa pensi! Qui comando io!». «Basta! Me ne vado per sempre!». Alla fine il padre era spossato e deluso, il figlio mortificato e scoraggiato, quindi aggressivo. E soffrivano perché non c'è niente di più lacerante che essere vicini fisicamente e lontani spiritualmente. Il punto interrogativo si appostò sotto il lampadario ed alla prima occasione entrò in azione. Accigliato e con i pugni chiusi, il padre era pronto allo scontro, ma dalla sua bocca uscì un: «Che ne pensi?» che stupì anche lui. Il figlio tacque sorpreso. «Davvero lo vuoi sapere, papà?». Il padre annuì. Parlarono. Alla fine dissero quasi all'unisono: «Mi vuoi ancora bene?». Il punto interrogativo, felice, faceva le capriole sopra il lampadario. Ho appreso e vi ho riferito questa storiella perché rivela che il punto interrogativo non è arrogante, ma rispettoso della libertà e della responsabilità dell’altro. Anche la Bibbia è piena di punti interrogativi: «Adamo, dove sei?», «Caino, dov’è tuo fratello?», «Volete andarvene anche voi?», «Pietro, mi ami?». Cari amici lettori, che avete la bontà di leggere questi messaggi affidati ogni volta ad un raggio di sole per voi, riesco a comunicarvi almeno un pizzico di buonumore e serenità? Anche senza fare le capriole sul vostro lampadario?                

          Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Trigesimo di don Antonello

Venerdì 6 maggio si è celebrato in parrocchia il trigesimo della morte di don Antonello. Erano presenti tre delle sue sorelle con i rispettivi familiari, gli studenti del Nautico, molti parrocchiani, la rappresentanza della Marina Militare e tanti amici che don Antonello in pochi anni si era conquistati. Per l’occasione è stato stampato un ricordino con la sua foto e dietro un suo bel commento al Padre nostro, che è stato letto durante l’omelia. In cimitero, alla presenza dei familiari, una lapide è stata posta sul loculo di don Antonello e dietro la lapide un cappuccio di fraticello. Infatti don Antonello da piccolo si ammalò gravemente. La mamma pregò S.Antonio da Padova, e ottenuta la grazia della guarigione del bambino, lo vestì da fraticello, in segno di riconoscenza come si usava negli anni cinquanta. Quel cappuccio don Antonello lo portava sempre con sé e lo teneva sotto il cuscino. Le sorelle lo sapevano, e quando, dopo la morte, sono entrate nella sua camera hanno guardato sotto il cuscino e l’hanno trovato. Per questo hanno voluto che il cappuccio da fraticello fosse deposto dietro la lapide del loculo. Prima di partire hanno voluto lasciare un oggetto - ricordo delle cose di don Antonello, oltre che ai confratelli sacerdoti, anche all’Istituto Nautico dove egli insegnava. I suoi numerosi libri e il computer li hanno lasciati alla biblioteca parrocchiale e saranno sistemati nell’oratorio San Giovanni Bosco.

 

Nell’abbraccio del Padre Buono

COMUNIONI-MONETA-14052016Domenica 8 Maggio era la festa della mamma, ma nella chiesa di Moneta c’è stata anche un’altra festa: quella del perdono! Una celebrazione dove gli adulti hanno potuto condividere l’emozione di 26 bambini che, come ha detto Don Andrea, hanno sperimentato la gioia del perdono fra le braccia del Padre buono nella prima confessione. “Siamo nell’anno della Misericordia”, ha detto il nostro parroco all’inizio della celebrazione, “e voi bambini siete privilegiati, perché a nessuno è capitato di poter ricevere il sacramento della Riconciliazione proprio nell’anno Giubilare della Misericordia! La parabola che spiega al meglio quello che stiamo per celebrare è quella del Padre Misericordioso, una delle parabole che vi ha accompagnato in questo anno di preparazione e che ora vivremo insieme, rileggendola, lasciandoci guidare dalle parole di Gesù”. Ogni bambino, accompagnato dai genitori, ha fatto il segno della Croce con l’acqua benedetta del fonte Battesimale e ha poi appeso la propria foto alla Croce, segno di quel legame particolare che si è creato nel giorno del battesimo e che ci unisce alla morte e risurrezione di Gesù. COMUNIONI-MONETA1-14052016Poi, sempre aiutato dai genitori, ha acceso la candela battesimale al cero Pasquale, simbolo della luce della fede che si è accesa nei loro cuori nel momento del battesimo. Seguendo la parabola del figliol prodigo che si era allontanato dal padre, ogni bambino ha tagliato poi il nastro che univa la propria foto a Gesù, facendola cadere, segno che il peccato taglia ogni legame con Gesù e ci fa allontanare dal Padre, proprio come il figliol prodigo. Sono iniziate poi le confessioni individuali accompagnate dai canti alla Misericordia, intercalati dalla recita del Rosario. Dopo ogni confessione, i bambini hanno indossato la veste bianca, proprio come al momento del battesimo e, dopo aver riappeso la foto alla Croce riconciliandosi così con Gesù, sono andati ad abbracciare i genitori. Un momento emozionante vedere i bambini così gioiosi in un abbraccio che a qualche genitore ha fatto scappare la lacrimuccia! Una celebrazione questa, che ai nostri tempi non si faceva e quindi vogliamo ringraziare Don Andrea per questa iniziativa, che ora si celebra in ogni parrocchia, ma nella nostra è veramente particolare nel suo svolgimento coinvolgendo così tutta la famiglia! Ad ogni bambino il parroco ha donato un anello-rosario e ha esteso i suoi ringraziamenti sia a tutti i bambini che ai genitori, parenti ed amici per la partecipazione, alle catechiste Marcella e Giorgia, nonché al coro S. Giovanni Paolo che ha animato tutta la serata con i canti, donando sicuramente altra emozione, oltre a quella che ci hanno regalato i bambini. A conclusione una bella festa ci voleva e così abbiamo potuto gustare cose buone al rinfresco offerto dai genitori dei bambini.

                   Maria Vitiello

■ Pellegrinaggio San Pio da Pietrelcina

E' rientrato martedì 10 maggio il gruppo di 57 fedeli che ha partecipato per una settimana al Pellegrinaggio Parrocchiale 2016, organizzato dal Gruppo di preghiera Padre Pio di La Maddalena. Sette i luoghi sacri visitati. Collevalenza, Assisi, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo, Incoronata di Foggia, Pietrelcina, Morcone. Il gruppo variegato, costituito da giovani e meno giovani (il più giovane 11 anni, il più anziano 90), è stato condotto quasi per mano dal capogruppo Paolo Provenzano e dall'attenta, puntuale e profonda guida spirituale Don Hovsep Achkarian attraverso ben sette Porte Sante, che permettono di ben definire il percorso seguito «Pellegrinaggio della Misericordia». E di vera misericordia si è trattato, non soltanto per la completa immersione nella preghiera per gli stessi pellegrini e le loro famiglie e per quanti ne hanno fatto richiesta, ma anche per la generosa somma di danaro raccolta per il Reparto di Oncoematologia Pediatrica di Casa Sollievo Della Sofferenza. La beata Madre Speranza e i santi Francesco, Chiara e Pio da Pietrelcina hanno sicuramente guidato i nostri passi lungo il percorso di rafforzamento della Fede. L'intero gruppo si è calato profondamente nella preghiera ed ha partecipato con emozione alle Sante Messe, alla Via Crucis, alla quotidiana recita dei Rosari serali e alla Fiaccolata di San Giovanni Rotondo. Ma il Pellegrinaggio è stata anche occasione per visitare o rivisitare Basiliche, luoghi sacri e Reliquie, che aiutano a risvegliare la fede anche in chi, distratto dalle banalità del mondo, ha trascurato di nutrire la propria anima: come rimanere impassibili di fronte al Santuario Misericordioso di Collevalenza e al volto del suo Cristo crocefisso o alla Porziuncola di Assisi o alla Tomba di San Francesco e alla maestosità degli affreschi di Giotto o alla Croce di San Damiano? Come non gradire con gli occhi del cuore la Cripta di Padre Pio, la vecchia e la nuova chiesa di San Giovanni Rotondo e la sacra grotta di San Michele Arcangelo? Come restare imperturbati d'innanzi all'effigie della Madonna dell'Incoronata a Foggia o agli spazi «vissuti» da Padre Pio a Pietrelcina e a Morcone? Se d'altra parte questo è lo scopo dei pellegrinaggi, possiamo ben dire che questo pellegrinaggio ha perfettamente centrato il suo obiettivo. Grazie Padre Pio. 

         Gruppo di Preghiera Padre Pio

 

■ 13 maggio: Madonna di Fatima

MADONNA-FATIMA-14052016Una santa Messa è stata celebrata il 13 maggio nella cappella della Madonna di Fatima, sopra le Domus. Si è così ripresa una tradizione che da qualche anno era venuta meno. Le vecchie sorelle Demontis, devote della Madonna di Fatima, avevano fatto costruire sul loro terreno, una cappelletta a lei dedicata, e non avevano badato a spese. Avevano anche comprato una bella statua della Madonna di Fatima. Le nipoti hanno provveduto in questi ultimi giorni a far pulire l’accesso alla cappella e una trentina di fedeli hanno potuto partecipare alla Messa celebrata da don Paolo. Hanno ricordato come il 13 maggio del 1917 la Beata Vergine apparve a tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco e attraverso di loro inviò un messaggio al mondo esortando alla preghiera in particolare del rosario e alla penitenza per la conversione dei peccatori e per la pace nel mondo..

 

■ Auguri a suor Letizia che ha celebrato in silenzio cinquant’anni di professione religiosa nella festa di Santa Luisa di Marillac che recentemente è stata spostata al 9 maggio.

 

■ Condoglianze ai familiari di Giuseppina Delogu che è tornata alla casa del Padre.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 15 maggio

* Solennità della Pentecoste.

* Festa di San Simplicio vescovo e martire patrono della diocesi.

* Ore 11.00: Prime Comunioni.

* Fine del tempo pasquale.

2) Mercoledì 18 maggio

Ore 18.00 S.Messa nella chiesa parrocchiale e processione verso la chiesa della Trinita.

 3) Giovedì 19, venerdì 20, sabato 21 maggio

* Triduo in onore della Santissima Trinità

Ore 17.00: Vespri

Ore 17.30 S. Messa

4) Domenica 22 maggio

* Solennità della Santissima Trinità

Ore 17.00 Vespri

Ore 17.30 S. Messa

5) Lunedì 23 maggio

* Ore 18.00: riunione di tutte le catechiste per la verifica annuale e la programmazione estiva.

6) Venerdì 27 maggio

* Ore 21.15, nell’Oratorio San Giovanni Bosco: riunione del Consiglio Pastorale di S. Maria Maddalena con quello dell’Agonia di N.S.G.C. sul tema: la missione cittadina del prossimo ottobre.

7) Sabato 28 maggio

* Ore 15,30, a Tegge: festa di chiusura dell’anno catechistico.

8) Domenica 29 maggio

* Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

Ore 18.00 S.Messa solenne interparrocchiale nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

Ore 19.00 Processione solenne.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G.C. – Moneta

 1.Sabato 14 maggio – Festa dell’Oratorio “San Domenico Savio”. Programma nel manifesto.

  1. 2.Domenica 15 maggio – Pentecoste.
    1. 3.Mercoledì 18 maggio ore 21.15 – “Madre della Misericordia” poesia e musica dedicate alla Madonna.
    2. 4.Domenica 22 maggio – SS. Trinità. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.
    3. 5.Dalla domenica 22 maggio cambieranno gli orari delle Sante Messe:

domenica e festivi: ore 9.00

Stagnali ore 19.00

Feriali: lunedì ore 8.00

                Martedì –venerdì ore 18.30

Sabato e prefestivi ore 18.00

Vill. Piras ( luglio – agosto) ore 19.00

  1. 6.Domenica 29 maggio – Corpus Domini. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.
  2.  

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

 

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

 

e sulla pagina facebook:

 

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 
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n° 20 Sabato 14 Maggio2016

LODIAMO DIO ED INVOCHIAMO IL DONO DELLO SPIRITO

PERUGINO-14052016Oggi si celebra l’Ascensione di Gesù al cielo. Contempliamo il mistero di Gesù che esce dal nostro spazio terreno per entrare nella pienezza della gloria di Dio, portando con sé la nostra umanità. Cioè noi, la nostra umanità entra per la prima volta nel cielo. Il Vangelo di Luca ci mostra la reazione dei discepoli davanti al Signore che «si staccò da loro e veniva portato su, in cielo». Non ci furono in essi dolore e smarrimento, ma «si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia». È il ritorno di chi non teme più la città che aveva rifiutato il Maestro, che aveva visto il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro, aveva visto la dispersione dei discepoli e la violenza di un potere che si sentiva minacciato.

Da quel giorno per gli Apostoli e per ogni discepolo di Cristo è stato possibile abitare a Gerusalemme e in tutte le città del mondo, anche in quelle più travagliate dall’ingiustizia e dalla violenza, perché sopra ogni città c’è lo stesso cielo ed ogni abitante può alzare lo sguardo con speranza. Gesù, Dio, è uomo vero, con il suo corpo di uomo è in cielo! E questa è la nostra speranza, è l'ancora nostra, e noi siamo saldi in questa speranza se guardiamo il cielo.

Nell’Ascensione di Gesù, il Crocifisso Risorto, c’è la promessa della nostra partecipazione alla pienezza di vita presso Dio.

Nel nome di Gesù risorto è la testimonianza – fatta non solo con le parole ma anche con la vita quotidiana – la testimonianza che ogni domenica dovrebbe uscire dalla nostre chiese per entrare durante la settimana nelle case, negli uffici, a scuola, nei luoghi di ritrovo e di divertimento, negli ospedali, nelle carceri, nelle case per gli anziani, nei luoghi affollati degli immigrati, nelle periferie della città… Questa testimonianza noi dobbiamo portare ogni settimana: Cristo è con noi; Gesù è salito al cielo, è con noi; Cristo è vivo! Gesù ci ha assicurato che in questo annuncio e in questa testimonianza saremo «rivestiti di potenza dall’alto» , cioè con la potenza dello Spirito Santo. Qui sta il segreto di questa missione: la presenza tra noi del Signore risorto, che con il dono dello Spirito continua ad aprire la nostra mente e il nostro cuore, per annunciare il suo amore e la sua misericordia anche negli ambienti più refrattari delle nostre città. È lo Spirito Santo il vero artefice della multiforme testimonianza che la Chiesa e ogni battezzato rendono nel mondo. Pertanto, non possiamo mai trascurare il raccoglimento nella preghiera per lodare Dio e invocare il dono dello Spirito.

(Regina Coeli – Domenica 08/05/2016)

 

 LO SPIRITO SANTO: UN PERFETTO SCONOSCIUTO

SPIRITO-SANTO-14052016Un perfetto sconosciuto se non addirittura un prigioniero di lusso: ecco cos’è lo Spirito Santo per i molti cristiani ignari che è lui a muovere la Chiesa, portandoci a Gesù, e a renderci reali e non virtuali. Vi incoraggio a riflettere sul ruolo centrale che ha lo Spirito Santo nella vita dei credenti.

La maggioranza dei cristiani sa poco o nulla sullo Spirito Santo, tanto da poter fare propria la risposta dei discepoli di Efeso a Paolo: Non abbiamo sentito dire che esista uno Spirito Santo (At 19,1-8). E se noi domandiamo a tante brave persone: chi è lo Spirito Santo per te? e cosa fa e dov’è lo Spirito Santo?, l’unica risposta sarà che è la terza persona della Trinità. Esattamente come hanno imparato a catechismo. Certo, sanno che il Padre ha creato il mondo, perché la creazione è attribuita al Padre. E sanno anche che il Figlio è Gesù, che ci ha redento e ha dato la vita. Dunque ti dicono tutto, ma poi, riguardo allo Spirito Santo, sanno che è sì la terza persona della Trinità, ma se gli chiedi: cosa fa?» ti rispondono che è lì!. E così si fermano i nostri cristiani. Lo Spirito Santo è quello che muove la Chiesa; è quello che lavora nella Chiesa, nei nostri cuori; è quello che fa di ogni cristiano una persona diversa dall’altra, ma da tutti insieme fa l’unità. Dunque, lo Spirito Santo è quello che porta avanti, spalanca le porte e ti invia a dare testimonianza di Gesù. Lo Spirito Santo è quello che ci muove a lodare Dio, ci muove a pregare: “Prega, in noi”. Lo Spirito Santo è quello che è in noi e ci insegna a guardare il Padre e a dirgli: “Padre”. E così ci libera da questa condizione di orfano nella quale lo spirito del mondo vuole portarci. Per tutte queste ragioni, lo Spirito Santo è tanto importante: è il protagonista della Chiesa viva: è quello che lavora nella Chiesa.

Quando non siamo all’altezza di questa missione dello Spirito Santo e non lo riceviamo così, si finisce per ridurre la fede a una morale, a un’etica. E si pensa che adempiere a tutti i comandamenti sia abbastanza, ma niente di più. E così ci diciamo: questo si può fare, questo non si può fare; fino a qui sì, fino là no!, cadendo nella casistica e in una morale fredda. Però, la vita cristiana non è un’etica: è un incontro con Gesù Cristo. E chi mi porta a questo incontro con Gesù Cristo è proprio lo Spirito Santo.

Così noi, abbiamo nel nostro cuore lo Spirito Santo come un “prigioniero di lusso”: non lasciamo che ci spinga, non lasciamo che ci muova. Eppure fa tutto, sa tutto, sa ricordarci cosa ha detto Gesù, sa spiegarci le cose di Gesù. C’è soltanto una cosa che lo Spirito Santo non sa fare: cristiani da salotto. Non sa fare “cristiani virtuali”, non virtuosi. Al contrario, fa cristiani reali: lui prende la vita reale così com’è, con la profezia del leggere i segni dei tempi, e ci porta avanti così. Per questo è il grande “prigioniero del nostro cuore” e noi diciamo che è la terza persona della Trinità e finiamo lì.

Cerchiamo di parlare con lui e dire: “Io so che tu sei nel mio cuore, che tu sei nel cuore della Chiesa, che tu porti avanti la Chiesa, che tu fai l’unità fra tutti noi, ma diversi tutti noi, nella diversità di tutti noi. L’invito è a dirgli tutte queste cose e chiedere la grazia di imparare, ma praticamente, nella mia vita, cosa fa lui. È la grazia della docilità a lui, essere docile allo Spirito Santo: questa settimana facciamo questo, pensiamo allo Spirito e parliamo con lui.

(Meditazione nella cappella della domus Sanctae Marthae - Lunedì, 9 maggio 2016)

 

IL PADRE MISERICORDIOSO

La parabola del Padre misericordioso (cfr Lc 15,11-32) parla di un padre e dei suoi due figli, e ci fa conoscere la misericordia infinita di Dio. È importante questo insegnamento di Gesù: la nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può togliercela, neppure il diavolo! Nessuno può toglierci questa dignità. La parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. Penso alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose. Penso ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano. Ma penso anche a chi si trova in carcere, e gli sembra che la sua vita sia finita; a quanti hanno compiuto scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro; a tutti coloro che hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo… In qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di Dio, essere figlio di un Padre che mi ama e attende il mio ritorno. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, Dio vuole abbracciarmi, Dio mi aspetta.

Nella parabola anche il figlio maggiore ha bisogno di scoprire la misericordia del padre. Lui è sempre rimasto a casa, ma è così diverso dal padre! Le sue parole mancano di tenerezza. Vediamo il disprezzo: non dice mai “padre”, non dice mai “fratello”, pensa soltanto a sé stesso, si vanta di essere rimasto sempre accanto al padre e di averlo servito; eppure non ha mai vissuto con gioia questa vicinanza. E adesso accusa il padre di non avergli mai dato un capretto per fare festa. Povero padre! Un figlio se n’era andato, e l’altro non gli è mai stato davvero vicino! La sofferenza del padre è come la sofferenza di Dio, quando noi ci allontaniamo.

Il figlio maggiore, anche lui ha bisogno di misericordia. I giusti, quelli che si credono giusti, hanno anche loro bisogno di misericordia. «Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi». La logica del Padre è quella della misericordia! I figli possono decidere se unirsi alla gioia del padre o rifiutare. Devono interrogarsi sui propri desideri e sulla visione che hanno della vita. La parabola termina lasciando il finale sospeso: non sappiamo cosa abbia deciso di fare il figlio maggiore. E questo è uno stimolo per noi.

(Udienza Generale – Mercoledì 11/05/2016)

 
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