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N°20 Sabato 16 maggio 2015

VOGLIO UN FIGLIO A TUTTI I COSTI

(Elton Jhon & Co.)

L’essere umano è tornato alle sue origini (ci dicono che eravamo scimmie e visto lo stato attuale delle cose sono molto tentato di crederci!). l’uomo deve poter essere ciò che vuole essere. Vuole: dunque è. Vuole vivere con chiunque (è lecito e logico) e chiamarlo matrimonio (non è ne lecito ne logico), dunque lo pretende. Può sposarsi ma non vuole legami fissi, quindi non si sposa. Si può, dunque sia. Non può avere figli? Li vuole: la scienza può, dunque li si pretende. Non vuole figli anche se potrebbe averli? La scienza può, dunque sia. Ma la scienza è tale proprio perché se ne possa fare a meno. Il principio è: rinuncia a ciò che non puoi avere se non con un obiettivo moto di coscienza, coscienza messa a tacere pur di arrivare allo scopo del tuo volere (legittimo?). Se non si può avere tutto, qualcosa che è superfluo spiegare dovrebbe convincerti che è giusto, è meglio, è meglio per tutti e per tutto che sia così. Non si deve ascoltare le allodole con lo specchietto del momento chiamato: inseminazione in vitro o utero in affitto. Se non puoi è meglio che tu non debba. Si può avere qualcosa solo entro un limite in cui non sconfinare per nessuna ragione o non-ragione o forzatura o passione o senso di mancanza e privazione o disperazione o ambizione o capriccio o narcisismo mondano o diritto biologico d’ufficio. È di ragione pensare che tutto ciò che si è avuto per forza, una volta avuto, è deleterio per te, gli altri, l’ambiente e la civiltà stessa in cui è possibile continuare a crederci ancora abbastanza umani e abbastanza dissimili dall’organizzazione sociale e cannibalica dei sorci. Se si vive bene e anche male con dei figli pseudo-biologici, si vive altrettanto male e anche bene senza. Perché tanta ostinazione a non accettare l’esistente? La tua condizione attuale esistente? (che …, tra parentesi …, è l’unica). Perché se potevi non hai generato figli? Perché se non puoi, magari dopo averli rifiutati, o perché proprio non puoi perché rifiuti il gesto di amore, li vuoi? Un giocattolo più attraente di un cagnolino? Magari maschio e con gli occhi azzurri e … secondo la corte costituzionale (ma di cosa non si occupa la suprema corte?) puoi assicurarti che non sia malato (di chiara razza ariana?).

     Don Antonello Tumminello

 

DALLE PARROCCHIE

“Nostra Signora Regina della Gallura” in pellegrinaggio nell’isola.

MADONNA-LUOGOSANTO-16052015Giovedì 7 Maggio 2015: una data da festeggiare e ricordare nel tempo per un privilegio che ci è stato concesso. Dopo 60 anni il simulacro della Beatissima Vergine Maria, invocata con il titolo di Nostra Signora di Luogosanto, Regina di Gallura è venuta a visitare la nostra isola! Dopo essere stata accolta al porto dai parroci, da un buon numero di fedeli e da alcune autorità, accompagnata dal Comitato di Luogosanto, la sua prima tappa è stata la Parrocchia di Moneta e precisamente nel giardino dell’Oasi Serena, dove l’attendeva tanta gente e tanti bambini, che, in trionfo, contornata dalla Confraternita del Getsemani, l’hanno accompagnata davanti all’altare. Il benvenuto alla Madre di Gesù e Madre Nostra è stato dato con un omaggio floreale da parte di tutti i gruppi della parrocchia: in un lungo corteo ognuno ha portato una composizione di fiori belli e colorati, che, messi insieme hanno formato un grande cuore, segno dei loro sentimenti e di tutto quello che i parrocchiani hanno voluto offrire a Maria. E’ così iniziata la celebrazione della S. Messa che è stata animata dal coro S. Giovanni Paolo per onorarla al meglio con gioiosi canti mariani. Prendendo spunto dal Vangelo di Luca, quando Elisabetta salutò Maria: “A che debbo che la Madre del Mio Signore venga a me?”, il nostro Parroco ha iniziato la sua omelia con le parole: a che dobbiamo che la Madre del Signore viene a noi? Lei viene a visitare i suoi figli come fa una mamma per portarci il suo amore, per ascoltarci, ma anche noi dobbiamo metterci in ascolto e Le dobbiamo offrire i nostri doni ma anche le nostre preghiere i nostri problemi e le nostre preoccupazioni ed affidarci a Lei che è la nostra Madre. Don Andrea ha poi fatto conoscere un po’ la storia di questo antico simulacro che l’8 Settembre 1954, è stata incoronata Regina della Gallura e noi “canterini” abbiamo in comune Maria Bambina, nostra compatrona, che festeggiamo come gli abitanti di Luogosanto l’8 Settembre. Dopo la toccante celebrazione, Don Andrea ha ringraziato tutti i presenti, le autorità e tutti i gruppi parrocchiali e, dopo le foto di rito la statua è stata esposta nella nostra Chiesa, dove è stata onorata e venerata con una veglia di preghiera animata dai giovani e dal coro. E’ rimasta anche il venerdì quando è stata accompagnata da un corteo di macchine festanti come per una sposa, alla Chiesa di S. Maria Maddalena, dove l’aspettavano i sacerdoti e i fedeli che l’hanno accolta con canti, fiori e applausi ed è rimasta lì fino a Domenica pomeriggio per proseguire verso Arzachena, continuando il suo pellegrinaggio. Questa visita è stata per noi un dono, anzi, come ha detto Don Andrea, è stato un tempo di grazia che deve lasciare qualcosa dentro di noi e questo sarà il segno più bello e gradito che avremo fatto alla nostra mamma del cielo.   

     Maria Vitiello

 

Le prime Comunioni a Moneta.

Comunioni-Moneta-2015E’ sempre un giorno speciale quando i bambini ricevono per la prima volta l’Eucaristia. L’emozione è palpabile, sia nei bambini che si presentano un po’ timidi, ma anche nei genitori, parenti ed amici e a tutti i presenti che assistono a questa celebrazione. Così Domenica 10  Maggio nella Chiesa di Moneta, dopo una preghiera di affidamento alla Madonna, i versi appropriati del canto “oggi è festa Signore, è il giorno più bello per poterci incontrare con te” hanno accompagnato la processione dei bambini verso l’ altare, dove hanno deposto il giglio bianco, simbolo di purezza. Come è solito fare  il nostro parroco, ogni anno il tema assume un significato diverso e questa volta un grande arcobaleno abbelliva la parete e sovrastava l’ altare, per indicare che esso è un segno di alleanza, ponte tra cielo e terra. “Tutto ciò,” ha spiegato Don Andrea, ”ha il significato di condurci a Colui che è vero ponte , che ha unito il cielo e la terra nella Comunione. La bellezza e la vivacità dei colori sono un assaggio della vera bellezza e della vita che scaturisce dalla Comunione e tutto sotto lo sguardo premuroso della Mamma Celeste nel giorno della festa della mamma.” Si, perché Domenica ricorreva la festa della mamma e quindi è stata una doppia festa!    I bambini hanno presentato dei cartelloni disegnati da loro e hanno voluto condividere il loro pensiero, spiegando che i Sacramenti sono come i pilastri del ponte che Gesù ha fatto nella chiesa e attraverso di essi, riceviamo la grazia di Dio. E’ così proseguita la celebrazione che, come sempre, è stata animata dal coro Giovanni Paolo, dove Samuele, Ivan, Anna, Sofia, Maria, Federica, Laura, Damiano, Jacopo, Maristella, Alessia, Nicolò con i loro abiti bianchi, si sono accostati  per la prima volta all’ Eucaristia e prima di congedarli , Don Andrea li ha invitati a partecipare tutta la settimana alla S. Messa come atto di ringraziamento per il dono ricevuto. Sono stati preparati e guidati con affetto dalle catechiste Debora Barberi, Pina Cartelli ed Emanuela Canu.          

                 Maria Vitiello

 

■ Festa di S. Simplicio vescovo e martire.

San-Simplicio-2015E’ il patrono della diocesi insieme con S. Antonio abate. Subì il martirio ad Olbia il 15 maggio del 304, durante la persecuzione di Diocleziano. Fin dai tempi antichi la Chiesa sarda l’ha sempre venerato come primo vescovo e fondatore del’antica sede vescovile di Olbia. Nel medioevo il suo culto era già diffuso in vari centri della Sardegna , in parti colare nel nord dell’isola. Nel secolo, XI sul luogo della sua sepoltura ad Olbia, venne edificata la cattedrale romanica che ancor oggi ne custodisce le reliquie. Il suo martirio è ricordato nel martirologio geronimiano ( sec. VI) e in tutti i martirologi successivi. Anche nella nostra parrocchia abbiamo lodato Dio festeggiando S. Simplicio con una Messa propria. Soprattutto ad Olbia, nella chiesa a lui dedicata, il Vescovo Mons. Sanguinetti ha celebrato una Messa solenne con la partecipazione di tanti sacerdoti diocesani e alla presenza delle autorità civili e militari, rappresentanti del territorio. Nell’omelia il vescovo ha commentato il passo del Vangelo che parla del chicco di grano che, caduto in terra muore e produce molto frutto. Così Cristo e così i santi martiri come Simplicio. Anche noi siamo chiamati a far dono della nostra vita nella missione che il Signore ci affida. Ha poi fatto alcune applicazioni parlando dell’accoglienza dei migranti che ha sempre caratterizzato le popolazioni della Sardegna, del rispetto dell’ambiente ricordando l’alluvione di due anni fa e della collaborazione dei Comuni.

La Chiesa e le votazioni. Un appuntamento importante per la nostra Città sono le prossime elezioni amministrative il 31 maggio, festa della SS.Trinita. Siamo chiamati a scegliere gli amministratori che governeranno la comunità nei prossimi cinque anni. Non è un appuntamento da prendere con leggerezza. I problemi da risolvere sono tanti e non sono facili. La mancanza di lavoro che preclude il futuro di tanti giovani e pone in affanno tante famiglie. La valorizzazione di strutture inutilizzate e decadenti. La valorizzazione del territorio e delle sue bellezze .Questi problemi e tanti altri, richiedono competenza , concertazione tra i vari Enti presenti nell’Isola, collaborazione tra gruppi politici, concentrazione sui problemi più importanti, agilità sotto l’aspetto burocratico, valorizzazione delle potenzialità che gruppi e associazioni possono offrire alla comunità. La Chiesa madre e maestra,non fa scelte di parte, a meno che non debba mettere in guardia da programmi contro la fede, o contro la dignità dell’uomo. Apprezza e incoraggia i fedeli che ne hanno le capacità, a prestare il loro sevizio alla comunità nella vita politica, ricordando che una buona politica è un alta espressione di carità Ha il dovere , di esortarli ad assolvere prima il dovere e diritto del voto e poi a scegliere persone competenti, oneste, capaci di dialogo,attente alle necessità degli ultimi, e che portino nell’Amministrazione uno stile cristiano rispettoso,e costruttivo. Auguri dunque agli elettori e agli eletti.

 

Due grandi quadri raffiguranti uno S. Maria Maddalena ai piedi della croce e un altro S: Maria Maddalena con Cristo risorto, ornano l’abside della nostra chiesa parrocchiale. Sono del pittore Odo Tinteri che ha eseguito dei dipinti anche nella chiesa di Palau ed ha curato una mostra dei suoi dipinti nella nostra chiesa durante l’autunno scorso. I quadri stanno destando tanta curiosità e commenti. I colori sono molto vivi, il rosso caratterizza Maria Maddalena e il giallo caratterizza il Cristo. I capelli biondi della nostra Patrona, l’albero rinsecchito nella crocifissione, e quello verdeggiante nella resurrezione. Sono indicati alcuni simboli: il vasetto d’unguento che Maria Maddalena portava al sepolcro di Cristo; un pettirosso che ,secondo la leggenda, si macchiò del sangue di Cristo. I quadri sono un dono del pittore alla nostra chiesa parrocchiale e saranno presentati ufficialmente in data da stabilirsi.

Rinviati i lavori nelle chiese della Trinita e di Santa Maria Maddalena.

Speravamo di festeggiare la Trinita con la chiesa rinnovata, col piazzale decoroso ed accogliente, con la strada di accesso non più solcata dalle piogge. Per questi lavori, nella prima chiesa dell’Isola, il Comune aveva stanziato 40 mila euro. Speravamo anche che la nostra chiesa parrocchiale, la chiesa madre, che custodisce tanti ricordi della storia isolana, che è visitata da tanti turisti, nel bicentenario della sua costruzione e in occasione della festa patronale fosse abbellita non solo col posizionamento delle statue dei quattro evangelisti, ma anche con l’eliminazione dell’umido in alcune cappelle, nell’arco centrale e nella casa parrocchiale, con la sostituzione delle finestre ormai arrugginite, con l’imbiancatura interna ed esterna. Per questi lavori il Comune aveva stanziato 80.000 euro. C’è’ stato un accordo tra il Comune e Ufficio Beni Culturali della diocesi che ha anticipato la spesa della statue dei quattro evangelisti e che avrebbe diretto i lavori per snellire le procedure e risparmiare nelle spese. Senonchè questo passaggio non è stato curato nei modi dovuti, non c’è stato il tempo per rimediare essendo l’amministrazione in scadenza, per cui il finanziamento per i lavori delle chiese della Trinita e di Santa Maria Maddalena rimane ma sarà attuato dalla prossima Amministrazione.

 

Auguri ai neobattezzati Melissa, Nicola Salvatore

Condoglianze ai familiari di Vincenza Susini ved. Vigiano, Teresa Marras in Virgona, Giacomo Romano che sono tornati alla casa del Padre.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 17 maggio

* Solennità dell’Ascensione del Signore.

* Giornata per le comunicazioni sociali

* Colletta per i terremotati del Nepal.

 

2) Giovedì 21, Venerdì 22,e sabato23 maggio

Triduo in onore del Santo Bambino Gesù di Praga alle Due Strade:

ore 16.30 Rosario, ore 17.00 S. Messa.

 

3) Venerdì 22 maggio

Memoria di S. Rita da Cascia:

benedizione delle rose nella chiesa parrocchiale alla fine della Messa delle ore 19.00

 

4) Sabato 23 maggio

Ore 16.00: Prime Confessioni.

 

5) Domenica 24 maggio

*Solennità della Pentecoste (termina il tempo pasquale)

*Festa per l’anniversario della inaugurazione della chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade: ore 16,30 Rosario; ore 17.00 processione e Messa solenne.

*Ore 19.00, nella chiesa parrocchiale: iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima ed Eucaristia ) di Nicole Ravaomaniraka

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 1.Sabato 16 maggio

Ore 9.30 – ritiro dei bambini che si preparano alla Prima Confessione

 2.Domenica 17 maggio

Ascensione del Signore. Prima Confessione.

 3.Giovedì 21 maggio

Ore 19.30 – incontro degli educatori per il campo scuola.

 4.Venerdì 22 maggio

Memoria di S. Rita. Benedizione delle rose alla S. Messa delle ore 18.30

  • ore 21.00 – veglia di preghiera per S. Giovanni Paolo II

 5.Domenica 24 maggio

Pentecoste.

 

      FESTA DELL’ORATORIO

             Programma:

10.30 Santa Messa di ringraziamento

12.00 Torneo di calcetto dei bambini

13.00 – pranzo di condivisione

14.30 – torneo di calcetto dei ragazzi

HARMONY in concerto, karaoke, balli di gruppo

18.30 – concerto della Junior Band e della Banda San Domenico Savio

19.30 – Quadrangolare di calcetto: “Lolek Boys”, rappresentative dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto.

La serata sarà accompagnata dal servizio bar, panini con salsiccia arrosto….

Non ci sarà la Santa Messa a Stagnali.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it
e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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N°20 Sabato 16 maggio 2015

SE FATE CIO’ CHE IO VI COMANDO , SIETE MIEI AMICI!

ULTIMA-CENA-16052015Il Vangelo di oggi – Giovanni, capitolo 15 – ci riporta nel Cenacolo, dove ascoltiamo il comandamento nuovo di Gesù. Dice così: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi» . E, pensando al sacrificio della croce ormai imminente, aggiunge: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando». Queste parole, pronunciate durante l’Ultima Cena, riassumono tutto il messaggio di Gesù; anzi, riassumono tutto ciò che Lui ha fatto: Gesù ha dato la vita per i suoi amici. Amici che non lo avevano capito, che nel momento cruciale lo hanno abbandonato, tradito e rinnegato. Questo ci dice che Egli ci ama pur non essendo noi meritevoli del suo amore: così ci ama Gesù! In questo modo, Gesù ci mostra la strada per seguirlo, la strada dell’amore. Il suo comandamento non è un semplice precetto, che rimane sempre qualcosa di astratto o di esteriore rispetto alla vita. Il comandamento di Cristo è nuovo perché Lui per primo lo ha realizzato, gli ha dato carne, e così la legge dell’amore è scritta una volta per sempre nel cuore dell’uomo (cfr Ger 31,33). E come è scritta? E’ scritta con il fuoco dello Spirito Santo. E con questo stesso Spirito, che Gesù ci dona, possiamo camminare anche noi su questa strada! Questa Parola del Signore ci chiama ad amarci gli uni gli altri, anche se non sempre ci capiamo, non sempre andiamo d’accordo… ma è proprio lì che si vede l’amore cristiano. Un amore che si manifesta anche se ci sono differenze di opinione o di carattere, ma l’amore è più grande di queste differenze! E’ questo l’amore che ci ha insegnato Gesù. E’ un amore nuovo perché rinnovato da Gesù e dal suo Spirito. E’ un amore redento, liberato dall’egoismo. Un amore che dona al nostro cuore la gioia, come dice Gesù stesso: «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena»

(Regina Coeli - Domenica 10/05/2015)

 

DOV’E’ LO SCANDALO?

I copti sgozzati perché cristiani sono morti con il nome di Gesù sulle labbra perché avevano compreso fino in fondo lo scandalo della croce. Ma la strada martiriale fa parte della vita quotidiana di ogni cristiano, anche nella famiglia, nella difesa dei diritti delle persone, nell’esperienza della malattia. Ed è lo Spirito Santo che aiuta a saper rendere testimonianza e ad accogliere la verità tutta intera. La Pasqua è feconda perché è la vita che Gesù Cristo, il Signore, ci ha dato attraverso la sua croce e la sua risurrezione. Ma come viene attuata questa fecondità?. Troviamo la risposta proprio nel Vangelo di Giovanni (15, 26-16.4) . In pratica il Signore prepara i suoi discepoli al futuro. E c’è una parola che può sembrare un po’ strana: scandalizzare. Dice Gesù, secondo quanto riferisce Giovanni: Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. La questione da comprendere è: di quale scandalo parla Gesù? Dello scandalo delle persecuzioni che avverranno, dello scandalo della croce?. Il Signore aggiunge una promessa dicendo: Quando verrà il Paraclito, lo Spirito della verità, egli darà testimonianza. E poi, sempre nello stesso discorso, afferma ancora: Io ho tante cose da dirvi, ma in questo momento voi non siete capaci di portarne il peso; ma quando verrà il Paraclito, lo Spirito di verità, egli vi guiderà a tutta la verità. Insomma, Gesù ci parla del futuro, della croce che ci aspetta e ci parla dello Spirito, che ci prepara a dare la testimonianza cristiana. Del resto, in questi giorni la Chiesa ci fa riflettere tanto sullo Spirito Santo: Gesù dice che lo Spirito Santo che verrà, che lui invierà, ci guiderà alla verità piena, cioè ci insegnerà le cose che io ancora non ho insegnato, queste cose che lui deve dire e delle quali loro, i discepoli, non sono ancora capaci di portare il peso. Così la vita della Chiesa è un cammino guidato dallo Spirito che ci ricorda e ci insegna, che ci porta alla verità tutta intera. E questo Spirito, che è compagno di cammino, ci difende anche dallo scandalo della croce. La croce di Cristo è lo scandalo. Per questo, Gesù prepara il cuore dei suoi discepoli con la promessa del Paraclito, per quello che avverrà loro. E dice: Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi della croce di Cristo. Giovanni riporta queste parole del Signore: Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E noi oggi, siamo testimoni di questi che uccidono i cristiani in nome di Dio perché sono miscredenti, secondo loro. Questa è la croce di Cristo. Ecco l’attualità delle parole di Gesù nel Vangelo odierno : Faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Gesù ricorda così che quanto è accaduto a lui, accadrà anche a noi: le persecuzioni, le tribolazioni. Per questo non ci si deve scandalizzare, consapevoli che sarà lo Spirito a guidarci e a farci capire. I copti sgozzati sulla spiaggia sono morti col nome di Gesù sulle labbra. È la forza dello Spirito. La testimonianza. È vero, questo è proprio il martirio, la testimonianza suprema. C’è anche, la testimonianza di ogni giorno, la testimonianza di rendere presente la fecondità della Pasqua , quella fecondità che ci dà lo Spirito Santo, che ci guida verso la verità piena, la verità intera, e ci fa ricordare quello che Gesù ci dice. Perciò, un cristiano che non prende sul serio questa dimensione “martiriale” della vita non ha capito ancora la strada che Gesù ci ha insegnato: strada “martiriale” di ogni giorno; strada “martiriale” nel difendere i diritti delle persone; strada “martiriale” nel difendere i figli: papà, mamma che difendono la loro famiglia; strada “martiriale” di tanti, tanti ammalati che soffrono per amore di Gesù. Tutti noi abbiamo la possibilità di portare avanti questa fecondità pasquale su questa strada “martiriale”, senza scandalizzarci.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Lunedì 11/05/2015)

 

LA FAMIGLIA - LE TRE PAROLE

PAPA-FRANCESCO-16052015La catechesi di oggi è come la porta d’ingresso di una serie di riflessioni sulla vita della famiglia, la sua vita reale, con i suoi tempi e i suoi avvenimenti. Su questa porta d’ingresso sono scritte tre parole, che ho già utilizzato diverse volte. E  queste parole sono: “permesso?”, “grazie”, “scusa”. Infatti queste parole aprono la strada per vivere bene nella famiglia, per vivere in pace. Sono parole semplici, ma non così semplici da mettere in pratica! Racchiudono una grande forza: la forza di custodire la casa, anche attraverso mille difficoltà e prove; invece la loro mancanza, a poco a poco apre delle crepe che possono farla persino crollare. Noi le intendiamo normalmente come le parole della “buona educazione”. Va bene, una persona ben educata chiede permesso, dice grazie o si scusa se sbaglia. Va bene, la buona educazione è molto importante. La prima parola è “permesso?”. Quando ci preoccupiamo di chiedere gentilmente anche quello che magari pensiamo di poter pretendere, noi poniamo un vero presidio per lo spirito della convivenza matrimoniale e famigliare. Entrare nella vita dell’altro, anche quando fa parte della nostra vita, chiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto. La confidenza, insomma, non autorizza a dare tutto per scontato. E l’amore, quanto più è intimo e profondo, tanto più esige il rispetto della libertà e la capacità di attendere che l’altro apra la porta del suo cuore. La seconda parola è “grazie”. Certe volte viene da pensare che stiamo diventando una civiltà delle cattive maniere e delle cattive parole, come se fossero un segno di emancipazione. Le sentiamo dire tante volte anche pubblicamente. La gentilezza e la capacità di ringraziare vengono viste come un segno di debolezza, a volte suscitano addirittura diffidenza. Questa tendenza va contrastata nel grembo stesso della famiglia. Dobbiamo diventare intransigenti sull’educazione alla gratitudine, alla riconoscenza: la dignità della persona e la giustizia sociale passano entrambe da qui. Se la vita famigliare trascura questo stile, anche la vita sociale lo perderà. La gratitudine, poi, per un credente, è nel cuore stesso della fede: un cristiano che non sa ringraziare è uno che ha dimenticato la lingua di Dio. Sentite bene: un cristiano che non sa ringraziare è uno che ha dimenticato la lingua di Dio. La terza parola è “scusa”. Parola difficile, certo, eppure così necessaria. Quando manca, piccole crepe si allargano – anche senza volerlo – fino a diventare fossati profondi. Riconoscere di aver mancato, ed essere desiderosi di restituire ciò che si è tolto – rispetto, sincerità, amore – rende degni del perdono. E così si ferma l’infezione. Se non siamo capaci di scusarci, vuol dire che neppure siamo capaci di perdonare. Nella casa dove non ci si chiede scusa incomincia a mancare l’aria, le acque diventano stagnanti. Tante ferite degli affetti, tante lacerazioni nelle famiglie incominciano con la perdita di questa parola preziosa: “Scusami”. Nella vita matrimoniale si litiga, a volte anche “volano i piatti”, ma vi do un consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace!

(Udienza Generale - Mercoledì 13/05/2015)

 
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