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N°34 Sabato 23 Agosto 2014

 

RAGGI DI SOLE

ANCHE TU MOLTO IMPORTANTE

RGGI-DI-SOLE-23082014“Rocchino non era che un esile rocchetto di cotone nero, si sentiva a volte così triste nella grande sartoria di nonno Luigi. Tante volte aveva visto il saggio vecchietto avvicinarsi alla fila dei grossi rocchetti sgargianti, sospesi a mezz’aria, per scegliere dei bei fili colorati con cui tessere una bella coperta. Ogni volta sperava che venisse il suo turno, ma… niente, ogni volta una delusione! Così si era convinto che il suo colore non servisse a niente e a nessuno: era così cupo a pensarci su. E così passavano i giorni, ma Rocchino vedeva compiere sotto le mani di nonno Luigi una meravigliosa opera d’arte: una magnifica ed enorme coperta. Pensava tutto sommato che non era poi tanto male starsene lì a guardare; col tempo imparò che tutti i colori sono importanti e che se non ci fosse la diversità non ci sarebbe nemmeno la meraviglia nell’osservare quel bell’insieme di stoffe colorate. Che rocchetto saggio era diventato Rocchino! Un bel giorno nonno Luigi arrivò in laboratorio più contento del solito. Stava quasi per concludere la sua coperta coloratissima che aveva saputo esser destinata a diventare il regalo di nozze di una principessa! Il vecchio sarto con gran lena si avvicinò ai rocchetti, spulciando come sempre quelli più sgargianti. Li scelse e lavorò a lungo. Alla fine, si tolse i grandi occhiali consunti dall’usura e soddisfatto esclamò: «E ora, la cosa più importante: l’orlo!». Pian piano sorridendo si avvicinò a Rocchino e lo prese. Il piccolo rocchetto nero non stava più nei suoi fili dalla gioia! Nonno Luigi quel giorno cucì la coperta più bella che si potesse immaginare! Tanti anni sono passati da quel giorno e la coperta è passata da madre in figlia per quattro lunghe generazioni: ora è la gioia di una bimbetta che gioca felice con l’orlo nella camera dei suoi genitori!”. Nella comunità in cui viviamo (come in ogni famiglia), nessuno deve sentirsi inutile, incapace, estraneo. Ognuno al proprio posto, ciascuno con il proprio compito da svolgere nel ruolo che gli è affidato. Tutti utili e importanti. Anche tu. Nessuno si deve sentire mortificato o venir emarginato, tanto meno escluso a motivo dei propri difetti o perché ritenuto antipatico, o inadatto per qualsiasi servizio. Che bello saperci apprezzare e accogliere vicendevolmente, nel rispetto delle diversità che sono complementari, così da collaborare in armonia nel tessere insieme la nostra vita con i differenti fili colorati delle buone qualità: le risorse personali che il nostro Creatore e Padre ci ha regalato, chiamandoci all’esistenza e assumendoci come figli per il suo progetto di amore!                           

  Don Paolo

 

DALLE PARROCCHIE

CAPPELLA-S.MARIA-23082014 Domenica 17 agosto, oltre cento pellegrini si sono recati all’isola di Santa Maria. Il pellegrinaggio si sarebbe dovuto fare il 15, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, ma è stato rinviato a causa del mal tempo. L’isola di Santa Maria è l’isola dedicata alla Madonna tra quelle dell’arcipelago. Sulla sommità, Salvatore Viggiani costruì, negli anni 50, una cappelletta dedicata alla Madonna Assunta. Giunti sull’isola, alcuni sono andati a visitare il faro di Punta Filetto, altri i più, hanno fatto il bagno nel bel mare. Alle 17,45 è partita dalla spiaggia la processione verso la cappella. Ai primi pellegrini se ne sono aggiunti altri venuti con le loro barche ed anche alcuni residenti nell’isola (nel periodo estivo). Si è fatto una sosta presso l’ex convento, oggi casa del pastore. Il prof. Toni Frau ha illustrato la storia del monastero che nel 1243 doveva essere importante se il Papa Innocenzo IV ha incaricato l’abate di S. Maria per togliere la scomunica alla giudicessa Adelasia di Torres che aveva sposato il re Enzo, figlio dell’imperatore Federico II. Anche la documentazione che si trova a Bonifacio e a Genova lo confermano. Per saperne di più, ha detto il professore, bisognerebbe fare delle ricerche in Vaticano. Anticamente sappiamo di tre monasteri uno a Santa Maria, uno a Lavezzi e uno a La Maddalena. Giunti alla cappelletta hanno celebrato la Santa Messa don Domenico e don Beniamino, un sacerdote di Amalfi che era presente con alcuni suoi parrocchiani. Durante l’omelia il parroco ha sottolineato il significato del pellegrinaggio: un ritorno alle sorgenti della fede in questo arcipelago benedetto dalla presenza di diversi monasteri; e che facilmente hanno influito nel dare ad alcune delle nostre isole nomi di Santi. Inoltre col pellegrinaggio si riprende l’antica devozione dei Maddalenini e specialmente dei pescatori che onoravano la Madonna Assunta con la processione e con doni votivi. Tornati sulla barca l’organizzatore del pellegrinaggio Pier Luigi Aversano ha fatto distribuire a tutti una fetta di anguria mentre Vittoria aveva preparato degli ottimi biscotti. Si è rientrati verso le 21,00 tutti molto contenti.

 

CORO-BONACCARDO-23082014 Comitato per i festeggiamenti del Bicentenario dei festeggiamenti della Chiesa di Santa Maria Maddalena. Il giorno 17 agosto il coro "Su Condaghe" di Bonarcado ci ha offerto una stupenda serata musicale.

Un ensemble di 22 coristi, tutte voci maschili, dirette dal maestro Gianni Puddu hanno animato la S.Messa delle ore 17,00 diffondendo melodie della religiosità Sarda.

La Chiesa di Santa Maria Maddalena colma di fedeli ha seguito in religioso silenzio i vari brani che hanno commosso tutti i credenti.

E' un privilegio beneficiare di questi momenti, ove la nostra atavica esistenza viene riproposta con delle voci che non si limitano a cantare, narrano quella storia che ci rende pionieri in tutto il mondo.

Terminata la S.Messa, tutti i fedeli con un applauso liberatorio hanno ringraziato queste voci possenti.

Alle ore 21,00 successiva esibizione nelle vie cittadine ove in quattro postazioni si sono posizionati a cerchio per modellare l'uniformità delle voci, per poi proporre i brani più importanti della nostra storia:

NON POTHO REPOSARE, NANNEDDU MEU, DEUS TI SLVET MARIA, SU BOLU E S'ASTORE etc. etc.

Attorno a loro centinaia di turisti allibiti hanno ascoltato con religioso silenzio questi cantori che hanno la giusta pretesa di diffondere storie e storia, musica e riti, tutto arricchito da una  coreografia che li ha visti proporsi con una divisa che simboleggia tradizioni della nostra meravigliosa Sardegna.

La serata offerta dal Comitato festeggiamenti del Bicentenario della Parrocchia di S.Maria Maddalena, ha visto il contributo del Comune e delle Voci nel Blues.

Un plauso la Comitato Festeggiamenti che stà proponendo variegati momenti culturali di grande rilievo ed al Coro "Su Condaghe" che ci ha pregiato della Sua preziosa presenza.    

V. L.

 

■ Martedì 19 agosto è stata esposta nella chiesa di Santa Maria Maddalena, una mostra sui Vangeli del pittore Odo Tinteri. Presenta in una settantina di dipinti, tutta la vita di Gesù dall’annunciazione fino alla risurrezione. Il pittore Odo Tinteri ha eseguito diverse opere nella chiesa di Palau, sia in pittura, sia in bassorilievi e nelle vetrate. Ha eseguito opere nella chiesa della Madonna della Guardia a Genova. Quest’anno ha esposto anche nella basilica di S. Paolo fuori le mura. La mostra durerà sino all’8 settembre.

■ La casa di accoglienza Suor Nicoli per i senza tetto, durante il mese di agosto è chiusa, sia per stimolare gli ospiti della casa, specialmente quelli che ci sono da molti mesi, a cercare un lavoro e una sistemazione, così che non si adagino, sia per mettere ordine nella casa non solo logistico ma anche nella conduzione.  

Incontro su Medjugorje.

Promosso da Don Raimondo Satta, Direttore dell'Istituto Euromediterraneo, si è tenuto nella Piazzetta Centrale di Porto Cervo lunedì 18 agosto l'incontro dibattito «MEDJUGORJE, Rivelazioni private - Apparizioni - Visioni - Mistica». Presenti tra gli addetti ai lavori una testimone diretta di Medjugorje, Silvija Vasilj, e un docente della Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» di Roma, don Gian Matteo Roggio. Ha partecipato all'incontro anche un nutrito gruppo di nostri parrocchiani, accompagnati da Don Domenico e Don Alberto. Dopo una interessante introduzione di Don Raimondo sulla presenza del divino nella nostra vita terrena («sulla terra si ode rumore di ali di angeli») e la testimonianza di Silvija Vasilj, sorella di una giovane donna che riceve locuzioni dalla Madonna, è intervenuto il prof. Roggio, che ha dato l'interpretazione teologica sulle apparizioni eccezionali, che da oltre trenta anni si verificano a Medjugorje. Tra gli interventi del folto pubblico c'è stata anche la testimonianza di un noto personaggio del mondo della finanza, che ha vissuto personalmente una toccante esperienza mistica a Medjugorje.

  

Auguri ai neo battezzati Francesco e Giulia.

 

A Graziella.

Non potremo mai capire i disegni di Dio, perciò quello che abbiamo vissuto sembra un sogno,un brutto sogno alla fine del quale, Graziella, ci svegliamo e tu sei ancora con noi e in special modo con la tua famiglia. Avevi provato dispiacere quando io mi sono ammalata e mi hai incoraggiata ed esortata a ritornare a partecipare ai Musical, per i quali avevamo una passione entrambe, ma tu eri il braccio destro di tua figlia Manuela: eri brava a cantare, a ballare ed avevi le mani d’oro e un estro naturale e particolare nell’allestire splendidi costumi per le scene, che sono stati ammirati da tutti. Non sapevi però, che avevi dietro le spalle, un male terribile, inesorabile, che in poco tempo ti ha strappato alla tua famiglia e alla comunità, alla quale tu hai dato molto. Come ha detto D. Andrea nell’omelia al tuo funerale, eri unica a preparare le composizioni di fiori per ogni occasione: i fiori per l’altare la corona di Avvento per Natale, la croce fiorita per Pasqua e la vestizione sia a lutto che a festa, della Madonna. E lo facevi di cuore, con tanto amore e dedizione e con scrupolosità, affinchè tutto fosse preparato al meglio. Forse è proprio come ha detto Don Andrea: la Madonna nel giorno della sua Assunzione ti ha voluta con sé per addobbare a festa il cielo, con l’opera preziosa delle tue mani. Anche ora che non sei più tra noi continui a fare del bene: le offerte che sono state e che saranno ancora raccolte al posto dei fiori, saranno divise tra le opere missionarie e le necessità dell’oratorio, al quale tu ti sei sempre dedicata. Nulla sarà più come prima senza di te e il dolore per la tua perdita è grande. Ci mancherai, cara Graziella, ma tutti uniti pregheremo per te e tu, da lassù, prega per noi e per i tuoi cari che tanto ti hanno amato.                       

       Maria Vitiello

 

A GRAZIELLA

Hai visto Graziella,

come ti ha rubato

la morte?

Questa rapace ladra

di tenerezza e affetti.

Questa cieca scompigliatrice

d’ardui equilibri.

Avesse indugiato

un poco!

Per preparare meglio

il camino

verso l’estremo varco.

Per illuminare meglio

i suoi angoli ombrosi.

Per portarti Graziella,

lievemente al giardino dei fiori eterni.

                                 GENNARO AVELLINO

 

A GRAZIELLA

Nel lettino di sofferenza

Hai visto passare davanti la vita……

Mai avresti creduto

che la “bestia” inguaribile,

così presto velocemente

ti facesse lasciar tutto….e tutti…

le persone care

le speranze

le aspettative

la Missione

il teatro

le attività

le preoccupazioni …..

Nel lettino di morte

la serenità del volto,

riacquistata,

rivela che tutto,

è scivolata via,

senza più importanza,

tranne l’incontro vero

con l’Altissimo

che non dimentica

neppure la briciola

di bene fatto con amore.

Ci piace vederti lassù,

circondata da bambini della guerra

a cui tu, con solerte precisione e creatività, addobbi con trine e strass d’oro

le loro alette di angelo prematuro.

Per noi qui viventi

rimane il proseguo della vita

nella Missione

insieme al ricordo di te

del tempo

donatoci dal buon Dio

nell’amicizia e nel lavoro comune

per dare speranza e dignità

ai fratelli vicini e lontani.

Ci rimane il mistero grande

della Croce e della morte….

Ma soprattutto

la grande speranza

della Resurrezione

                              MADDALENA MIGLIORE

 

 

Avvisi –

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 24 agosto

Festa estiva della Comunità Sacra Famiglia (via don Vico) con S. Messa ore 18,30

 

2) Martedì 26 e mercoledì 27 agosto

Due giorni diocesani per i sacerdoti a Lu Bagnu a Castelsardo.

 

3) Mercoledì 27 agosto

Ore 21,30 recita del rosario per i cristiani perseguitati nel mondo, sul sagrato della parrocchia di S. Maria Maddalena, guidato da don Alberto e dal coro del Bambino Gesù.

 

4) Venerdì 29 agosto

Memoria della Madonna della Guardia con Santa Messa alle ore 18,00 presso la cappelletta omonima salendo dalla fontana di Cardaliò.

Non ci sarà la S.Messa nella Chiesa del Bambino Gesù.

 

5) Sabato 30 agosto

Pellegrinaggio all’isola di Budelli con S. Messa alle ore 18,00. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano o in sacrestia.

 

 

 

Avvisi –

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 

 

1. Sabato 30 agosto

Inizio della Novena in preparazione della Festa della Natività della B. V. Maria.

18° anniversario della morte di don Giuseppe Riva – la S. Messa alle ore 18.00.

 

2.Sabato 6 settembre

Ore 17.00 giornata del malato e dell’anziano la S. Messa presieduta da Mons. S. Sanguinetti.

 

3. Domenica 7 settembre

Ore 19.00 Piazza don Giuseppe Riva – festeggiamenti in onore di Maria Bambina

Ore 19.00 concerto della Banda S. Domenico Savio, la cena e intrattenimento musicale a cura del Comitato dei Festeggiamenti Patronali di S. Maria Maddalena e Maria Bambina classe 1964.

 

4. Lunedì 8 settembre

Festa della Natività della B. V. Maria, Piazza don Giuseppe Riva ore 18.00 S. Messa solenne e a seguire la processione con la partecipazione della Banda San Domenico Savio.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it


e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 

 
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N°34 Sabato 23 Agosto 2014

 

POSSANO I GIOVANI ESSERE ARALDI DI UN MONDO DI PACE

 

IL-PAPA-IN-COREA.-23082014

Alla Madonna, Regina del Cielo, offriamo le nostre gioie, i nostri dolori e le nostre speranze. Affidiamo a Lei in modo particolare tutti coloro che hanno perso la vita nellaffondamento del traghetto Se Wol, come anche quanti tuttora soffrono le conseguenze di questo grande disastro nazionale. Il Signore accolga i defunti nella sua pace, consoli coloro che piangono, e continui a sostenere quanti così generosamente sono venuti in aiuto dei loro fratelli e sorelle. Questo tragico evento, che ha unito tutti i Coreani nel dolore, confermi il loro impegno a collaborare insieme, solidali, per il bene comune.

Chiediamo altresì alla Vergine Maria di posare il suo sguardo misericordioso su quanti tra noi si trovano nella sofferenza, particolarmente sui malati, sui poveri e su chi è privo di un lavoro dignitoso.

Infine, nel giorno in cui la Corea celebra la sua liberazione, chiediamo alla Madonna di vegliare su questa nobile nazione ed i suoi cittadini. Affidiamo alla sua protezione tutti i giovani che si sono radunati qui da tutta lAsia. Possano essere araldi gioiosi dellalba di un mondo di pace, secondo il disegno benedetto di Dio!

(Angelus - Solennità dell’Assunzione - Venerdì, 15 agosto 2014)

 

I POVERI SONO AL CENTRO DEL VANGELO

Beato Paul Yun Ji-ChungE’ una benedizione per me essere qui e conoscere di persona la vita dinamica della Chiesa in Corea. A voi, come Pastori, spetta il compito di custodire il gregge del Signore. Siete i custodi delle meraviglie che Egli compie nel suo popolo. Custodire è uno dei compiti specificamente affidati al Vescovo: prendersi cura del popolo di Dio.

La beatificazione di Paul Yun Ji-chung e dei suoi compagni è un’occasione per ringraziare il Signore che, dai semi sparsi dai martiri, ha fatto scaturire un abbondante raccolto di grazia in questa terra. Voi siete i discendenti dei martiri, eredi della loro eroica testimonianza di fede in Cristo. Siete inoltre eredi di una straordinaria tradizione che iniziò e crebbe largamente grazie alla fedeltà, alla perseveranza e al lavoro di generazioni di laici. Questi non avevano la tentazione del clericalismo: erano laici, andavano avanti da soli! È significativo che la storia della Chiesa in Corea abbia avuto inizio da un incontro diretto con la Parola di Dio. È stata la bellezza intrinseca e l’integrità del messaggio cristiano – il Vangelo e il suo appello alla conversione, al rinnovamento interiore e a una vita di carità – ad impressionare Yi Byeok e i nobili anziani della prima generazione; ed è a quel messaggio, alla sua purezza, che la Chiesa in Corea guarda come in uno specchio, per scoprire autenticamente sé stessa.

Se noi accettiamo la sfida di essere una Chiesa missionaria, una Chiesa costantemente in uscita verso il mondo e in particolare verso le periferie della società contemporanea, avremo bisogno di sviluppare quel “gusto spirituale” che ci rende capaci di accogliere e di identificarci con ogni membro del Corpo di Cristo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 268). In questo senso una particolare sollecitudine chiede di essere mostrata nelle nostre comunità nei confronti dei bambini e dei più anziani. Come possiamo essere custodi di speranza se trascuriamo la memoria, la saggezza e l’esperienza degli anziani e le aspirazioni dei giovani?

Ho detto che i poveri sono al centro del Vangelo; sono anche all’inizio e alla fine. Gesù, nella sinagoga di Nazareth, parla chiaro, all’inizio della sua vita apostolica. E quando parla dell’ultimo giorno e ci fa conoscere quel “protocollo” sul quale tutti noi saremo giudicati – Matteo 25 –, anche lì ci sono i poveri. C’è un pericolo, c’è una tentazione che viene nei momenti di prosperità: è il pericolo che la comunità cristiana si “socializzi”, cioè che perda quella dimensione mistica, che perda la capacità di celebrare il Mistero e si trasformi in una organizzazione spirituale, cristiana, con valori cristiani, ma senza lievito profetico. Lì si è persa la funzione che hanno i poveri nella Chiesa. Questa è una tentazione della quale le Chiese particolari, le comunità cristiane hanno sofferto tanto, nella storia. E questo fino al punto di trasformarsi in una comunità di classe media, nella quale i poveri arrivano a provare anche vergogna: hanno vergogna di entrare. E’ la tentazione del benessere spirituale, del benessere pastorale. Non è una Chiesa povera per i poveri, ma una Chiesa ricca per i ricchi, o una Chiesa di classe media per i benestanti. E questo non è cosa nuova: questo cominciò all’inizio. Paolo deve rimproverare i Corinzi, nella Prima Lettera, capitolo XI, versetto 17; e l’apostolo Giacomo più forte ancora, e più esplicito, nel suo capitolo II, versetti da 1 a 7: deve rimproverare queste comunità benestanti, queste Chiese benestanti per i benestanti. Non si cacciano via i poveri ma si vive in modo tale che loro non osino entrare, non si sentano a casa loro. Questa è una tentazione della prosperità. Io non vi rimprovero, perché so che voi lavorate bene. Ma come fratello che deve confermare nella fede i suoi fratelli, vi dico: state attenti, perché la vostra è una Chiesa in prosperità, è una grande Chiesa missionaria, è una grande Chiesa. Il diavolo non semini questa zizzania, questa tentazione di togliere i poveri dalla struttura profetica stessa della Chiesa, e vi faccia diventare una Chiesa benestante per i benestanti, una Chiesa del benessere… non dico fino ad arrivare alla ‘teologia della prosperità’, no, ma nella mediocrità.

 

(Discorso ai Vescovi della Corea - Giovedì, 14 agosto 2014)

 

L’ESEMPIO DEI MARTIRI INSEGNA L’IMPORTANZA DELLA CARITÀ NELLA VITA DI FEDE

«Chi ci separerà dall’amore di Cristo?» (Rm 8,35). Con queste parole san Paolo ci parla della gloria della nostra fede in Gesù: non soltanto Cristo è risorto dai morti ed è asceso al cielo, ma ci ha uniti a sé, rendendoci partecipi della sua vita eterna. Cristo è vittorioso e la sua vittoria è la nostra!

Oggi celebriamo questa vittoria in Paolo Yun Ji-chung e nei suoi 123 compagni. I loro nomi si aggiungono a quelli dei Santi Martiri Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni, ai quali poc’anzi ho reso omaggio. Tutti vissero e morirono per Cristo ed ora regnano con Lui nella gioia e nella gloria. Con san Paolo ci dicono che, nella morte e risurrezione del suo Figlio, Dio ci ha donato la vittoria più grande di tutte. Infatti, «né morte né vita, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Gesù Cristo, nostro Signore» (Rm 8,38-39).

La vittoria dei martiri, la loro testimonianza resa alla potenza dell’amore di Dio continua a portare frutti anche oggi in Corea, nella Chiesa che riceve incremento dal loro sacrificio. La celebrazione del beato Paolo e dei suoi compagni ci offre l’opportunità di ritornare ai primi momenti, agli albori della Chiesa in Corea. Invita voi, cattolici coreani, a ricordare le grandi cose che Dio ha compiuto in questa terra e a custodire come tesoro il lascito di fede e di carità a voi affidato dai vostri antenati.

Nella misteriosa provvidenza di Dio, la fede cristiana non giunse ai lidi della Corea attraverso missionari; vi entrò attraverso i cuori e le menti della gente coreana stessa. Essa fu stimolata dalla curiosità intellettuale, dalla ricerca della verità religiosa. Attraverso un iniziale incontro con il Vangelo, i primi cristiani coreani aprirono le loro menti a Gesù. Volevano conoscere di più su questo Cristo che ha sofferto, è morto ed è risorto dai morti. L’apprendere qualcosa su Gesù condusse presto ad un incontro con il Signore stesso, ai primi battesimi, al desiderio di una vita sacramentale ed ecclesiale piena, e agli inizi di un impegno missionario. Ha portato inoltre i suoi frutti in comunità che traevano ispirazione dalla Chiesa primitiva, nella quale i credenti erano veramente un cuore solo e un’anima sola, senza badare alle tradizionali differenze sociali, ed avevano ogni cosa in comune (cfr At 4,32).

Il Vangelo odierno contiene un importante messaggio per tutti noi. Gesù chiede al Padre di consacrarci nella verità e di custodirci dal mondo. Anzitutto, è significativo che, mentre Gesù chiede al Padre di consacrarci e di custodirci, non gli chiede di toglierci dal mondo. Sappiamo che invia i suoi discepoli perché siano lievito di santità e di verità nel mondo: il sale della terra, la luce del mondo. In questo, i martiri ci indicano la strada.

L’esempio dei martiri, inoltre, ci insegna l’importanza della carità nella vita di fede. Fu la purezza della loro testimonianza a Cristo, manifestata nell’accettazione dell’uguale dignità di tutti i battezzati, che li condusse ad una forma di vita fraterna che sfidava le rigide strutture sociali del loro tempo. Fu il loro rifiuto di dividere il duplice comandamento dell’amore a Dio e dell’amore al prossimo che li portò ad una così grande sollecitudine per le necessità dei fratelli. Il loro esempio ha molto da dire a noi, che viviamo in società dove, accanto ad immense ricchezze, cresce in modo silenzioso la più abbietta povertà; dove raramente viene ascoltato il grido dei poveri; e dove Cristo continua a chiamare, ci chiede di amarlo e servirlo tendendo la mano ai nostri fratelli e sorelle bisognosi.

(Omelia nella S.Messa di beatificazione di Paul Yun Ji-Chung e 123 Compagni Martiri - Seoul Sabato, 16 agosto 2014)

 
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