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N°15 Sabato 12 Aprile 2014

EDITORIALE

C’era una volta.

«...Una volta questa compagnia, o questa strada,

aveva un perimetro imponente

dal punto di vista della robustezza delle mura

e dal punto di vista del suo slancio estetico.

Nulla di più bello e di più affascinante,

nelle lontane epoche, più del monastero.

 

Le mura erano difesa dai nemici, anche fisici;

la bellezza della sua architettura aveva un solo rivale:

la bellezza del canto

e delle preghiere che in quelle mura si faceva.

 

Ora la cosa è diventata più spirituale,

ora la cosa è diventata più sottile, sembra più inconsistente;

non ci sono più quelle mura di un metro e più di profondità,

non ci sono più quelle volte, quegli spazi che da soli attiravano l’animo,

non c’è più quel suggerimento affascinante del canto e della preghiera regolare.

 

C’è una compagnia, quella tra noi,

la nostra amicizia, in cui tutto quanto dipende dalla coscienza dei componenti.

Questa compagnia deve sostituire quelle mura,

deve rintracciare l’eco di quei canti, di quelle preghiere,

deve saper ispirare uno sguardo

che faccia percepire almeno in qualche modo

l’attrattiva fisica di Dio nella sua realtà dentro il mondo,

l’attrattiva del segno di Cristo, quell’attrattiva che è segno di Cristo...»

(Mons. L. Giussani)

 

Faccio mia, e mi e vi chiedo: è questo che stiamo costruendo? È questa la testimonianza che stiamo dando e che le feste pasquali che iniziamo domenica 13 dovrebbero rendere evidente?

Don Antonello Tumminello

 

RAGGI DI SOLE

LA PROPRIA CROCE

“Un uomo sempre scontento di sé e degli altri brontolava con Dio e diceva: «Ma chi l’ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un modo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!». Il Buon Dio gli rispose con un sogno. Vide che la vita degli uomini sulla terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l’altro. Anche lui era nell’interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po’ si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva tanta fatica ad avanzare. «Sarebbe sufficiente accorciarla un po’ e tribolerei molto meno», si disse. Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d’un bel pezzo la sua croce. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini. Si affacciava davanti un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però incominciava la «terra della felicità eterna». Era una visione incantevole quella che si vedeva dall’altra parte del burrone. Ma non c’erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l’appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti. Ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora era troppo corta e non arrivava dall’altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: «Ah, se l’avessi saputo…!». Si svegliò di soprassalto, ansimante, si sedette sul letto, staccò il crocifisso appeso alla parete e lo baciò stringendolo al petto: «Sei tu la mia salvezza! Non ti lascerò più!»”. Lasciandovisi inchiodare sopra, Gesù ha trasformato quell’ignobile strumento di condanna in un ponte di salvezza per noi. Chi vuole seguire Gesù, scrollandosi la propria croce dalle spalle, rimane schiavo sul deserto della terra; chi la porta nel cuore, entra libero nella Patria del Cielo.

 

Don Paolo Piras

 

DALLE PARROCCHIE

I Cresimandi a Valledoria con il Vescovo.

 CRESIMANDI-VALLEDORIA-2014Domenica 6 aprile, a Valledoria, si è svolta la V Giornata Diocesana dei futuri cresimandi. Da La Maddalena sono partiti 40 ragazzi accompagnati da don Antonello, dagli educatori e alcuni genitori. A Valledoria si sono incontrate 32 parrocchie e ben 800 ragazzi. Tutta la giornata si è svolta in un clima di gioia e di festa. L’accoglienza è stata eccezionale e le attività proposte, durante la mattinata, dagli amici della Creativ, sono state coinvolgenti e particolarmente sentite da tutti i ragazzi. La Santa Messa si è svolta nella chiesa parrocchiale, presieduta dal Vescovo Sanguinetti e da alcuni sacerdoti della diocesi, al termine della quale, ha conferito il Mandato a tutti i ragazzi. Nell’omelia Monsignor Sanguinetti ha ricordato lo Slogan della giornata “CON LO SPIRITO GIUSTO”, spiegando ai ragazzi che lo Spirito Giusto nasce da una sorgente che è Dio, e questo spirito “Buono” fatto di atteggiamenti di Amore e Condivisione, ci rendono felici e con la vera gioia nel cuore. Il vescovo ha ringraziato tutti i ragazzi per la raccolta dei viveri, avvenuta in tutte le parrocchie e portati in dono durante l’offertorio, viveri che sono stati destinati alla Caritas di Valledoria. Come ulteriore gesto di condivisione è stata fatta una raccolta di soldi destinati agli alluvionati di Olbia. Dopo il pranzo, consumato nel Palazzetto dello Sport, abbiamo vissuto con il Gruppo Creativ, un momento di festa con canti e balli che hanno reso indimenticabile questa esperienza. Alle ore 16,00 ci sono stati i saluti e siamo ripartiti verso la nostra isola felici di aver condiviso insieme questa esperienza ricca di incontri e di amicizia.            

Le catechiste

 

Martedì 8 aprile alle ore 11 presso l'aula "Primo Longobardo" della Scuola Sottufficiali della Marina si è celebrato il precetto militare interforze in preparazione alla Santa Pasqua. La Santa Messa è stata presieduta dal Vescovo di Tempio-Ampurias Mons. Sebastiano Sanguinetti e concelebrata dai cappellani militari don Gianfranco Pilotto per la Marina, don Sergio Siddi per l'Arma dei Carabinieri, don Marco Zara per la Guardia di Finanza; per i parroci del territorio era presente don Domenico Degortes. La parrocchia militare ha curato tutti gli aspetti della celebrazione: i canti liturgici, la preparazione degli ambienti, l'accoglienza delle persone. Nella sua omelia, il Vescovo ha ricordato ai presenti il significato della Pasqua ebraica e di quella cristiana, invitando tutti al raggiungimento della vita nuova in Cristo. Anche i militari, nel loro servizio alla Patria ed ai cittadini, partecipano alla costruzione del bene comune e possono testimoniare la loro fede nella Risurrezione.

 Don Gianfranco Pilotto

 

■ Alla fine della Messa del Precetto Pasquale nella Scuola Militare il Vescovo Mons. Sanguinetti, ha fatto cenno alla progressiva accentuazione di disagio economico e sociale che da circa sette anni registra la comunità di La Maddalena, ultima la questione dell’abbattimento di alcune case abusive. Ha auspicato che le Istituzioni trovino un equilibrio tra il rispetto della legalità e il diritto ad avere una casa.

■ Una celebrazione penitenziale per i ragazzi del catechismo in preparazione alla Pasqua si è fatta martedì 8 nella chiesa parrocchiale. Ha partecipato un bel gruppo di ragazzi. Ha guidato don Antonello, ha diretto i canti don Alberto con l’aiuto delle catechiste. Don Domenico e don Paolo hanno aiutato a confessare.

■ La stazione quaresimale si è tenuta mercoledì scorso nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade. Presenti don Domenico, don Andrea, don Paolo, don Antonello. Ha animato i canti il coro Bambino Gesù diretto da don Alberto. Il parroco nell’omelia ha ricordato che la fedeltà alla Parola di Dio ci fa liberi, mentre il peccato ci fa schiavi. Libertà dall’individualismo, dal pessimismo. In una società senza Dio, che diventa un deserto spirituale essere persone – anfore, come dice il Papa, che danno da bere agli altri. Non rifugiarsi in un comodo privato o in un circolo ristretto dei più intimi ma vivere la gioia della fraternità, la mistica del vivere assieme.

RAVANETTA-120420114 Sabato 5 è stata presentata nell’aula Magna Primo Longobardo la commedia in maddalenino di Giorgio Acciaro dal titolo “U sogniu di Ravanetta”. C’era il pienone. È stato      molto apprezzato il testo in un dialetto fiorito, la fine ironia sugli eventi maddalenini di 30 – 40 anni fa, molto bravi gli attori, di alto livello nella caratterizzazione del personaggio e nella chiarezza e sicurezza della dizione. Siamo orgogliosi di avere a La Maddalena una compagnia teatrale come questa.

Domenica 6 il Comitato Festeggiamenti ha organizzato in piazza Barò la Sagra dei zini. L’iniziativa, la prima del comitato, è riuscita molto bene, numerosi e soddisfatti i partecipanti tra i quali il Sindaco e il Comandante delle Scuole, il Parroco, accoglienti i membri del Comitato che hanno ricevuto tanti complimenti e incoraggiamenti.

I sacerdoti hanno iniziato in settimana la visita ai malati in preparazione alla Pasqua con le Confessioni e le Comunioni. Solitamente sono i ministri straordinari della comunione eucaristica che visitano i malati. Nelle feste più importanti come la Pasqua è molto apprezzata la visita del sacerdote.

L’Associazione A.M.A. Onlus - Associazione Mariana Adozioni A Distanza - ringrazia di cuore tutti coloro che hanno collaborato in vari modi alla realizzazione della bancarella di beneficenza, presso la biblioteca parrocchiale, nei giorni 4/5/6/ aprile.

Anche quest'anno si faranno i campi scuola interparrocchiali a Porto Istana. Saranno due, il primo dal 28 luglio al 2 agosto per i bambini da 9 a 11 anni. Il secondo dal 4 al 9 agosto per i ragazzi da 12 a 14 anni e più (max 16 anni). Sono aperte le iscrizioni. Rivolgersi ai/alle catechiste o a don Andrea e don Antonello entro il 31 maggio.

■ Le risposte del Direttore Generale alle problematiche esposte nel documento del Gruppo Socio Politico Cristiano sono "fuori tema"....: nel nostro documento parliamo di Camera iperbarica: il Direttore Generale ha detto che il mese di agosto 2013 (8 mesi fa) avrebbe ripreso a funzionare.... noi Gruppo Socio Politico Cristiano: °] evidenziamo che la ASL non rispetta gli impegni assunti e rileviamo i silenzi dell'Amministrazione Comunale,

°] contestiamo l'enormità delle spese sostenute per mettere a norma la camera iperbarica vecchia e dopo alcuni giorni disabilitarla. a] risulta al GSPC che la camera iperbarica di Cagliari si fermerà per alcuni mesi e l'intera Sardegna sarà priva di questo indispensabile servizio, favorendo così le attività private presenti nel territorio! Rammentiamo che la TAC, le Mammografie e le Ecografie dalla Maddalena sono state spostate ad Olbia perché la Radiologia attende inutilmente da mesi che vengano restituite le unità mediche inspiegabilmente sottratte! Ultima considera-zione: nella RSA la telefonia non è attivata questo disservizio costringe chi ci lavora ad utilizzare i propri telefoni e molti sono costretti a recarsi di persona per semplici informazioni che nulla hanno a che fare con il CUP od altro!

Buona Pasqua dal Gruppo Socio Politico Cristiano.

 

 

Campionato di calcio del CSI diocesano.

Sabato 5 Aprile 2014 il Santo Stefano ha vinto per due reti ad una al comunale con il Berchidda, mentre il Santa Maria Maddalena ha perso per due reti a zero a Monti.

Sabato 12 Aprile 2014 il Santo Stefano giocherà al comunale alle ore 18,30 con l’Arzachena, mentre il Santa Maria Maddalena giocherà a Baja Sardinia con lo Stella Maris.

Sabato 26 Aprile 2014 (ultima gara di campionato) il Santo Stefano giocherà al Comunale alle ore 18,30 con il Porto Rotondo, mentre il Santa Maria Maddalena giocherà ad Oschiri.

Auguri ai neobattezzati Francesca Guena e Jason Vincenzo.

Condoglianze ai familiari di Grazia Loi e Anna Maria Migliaccio che sono tornate alla casa del Padre.

 

PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA

SETTIMANA SANTA 2014

 

 

Domenica delle Palme 13 aprile

(non ci sarà la Messa delle 9,30)

Ore 10,00 raduno all’Istituto S. Vincenzo, Benedizione delle Palme e processione fino alla chiesa parrocchiale. Seguirà la Messa solenne.

 

Lunedì Santo 14 aprile

Ore 17,45 canto di meditazione; Stabat Mater (di Pergolesi).

 

Mercoledì Santo 16 aprile

Stazione quaresimale presso la chiesa dell’Agonia di N. S. G. C. alle ore 18,00.

 

Giovedì Santo 17 aprile

Giornata della Carità.

Al mattino ore 10,00 a Tempio in cattedrale Messa Crismale.

Ore18,00 Vespri.

Ore 18,30 nella chiesa parrocchiale: celebrazione della Cena del Signore, conclusione all’altare della reposizione.

Ore 21,30 Adorazione del Santissimo Sacramento.

 

Venerdì Santo 18 aprile (astinenza e digiuno)

Giornata per i luoghi Santi.

Ore 8,30 Liturgia delle Ore

Ore 9,00 – 12,00 Confessioni.

Ore 15,00 Coroncina della Divina Misericordia

Ore 15,30 Via Crucis dei ragazzi

Ore 16,00 – 18,00 Confessioni

Ore 17,00 Celebrazione delle Sette Parole

Ore 18,00 Liturgia della Passione

Ore 21,30 Via Crucis cittadina partendo dalla chiesa dell’Agonia di N. S. G. C.

 

Sabato Santo 19 aprile

Ore 8,30 Liturgia delle Ore

Ore 9,00 – 12,00 Confessioni

Ore 16,00 – 19,00 Confessioni

Ore 19,00 Vespri

Ore 23,00 Veglia Pasquale

                 Lucernario

     Liturgia della Parola

                 Liturgia Battesimale

                 Liturgia Eucaristica

 

Domenica di Pasqua 20 aprile

Ore 10,45 Messa solenne

Ore 12,00 Processione dell’incontro del Cristo risorto con Santa Maria Maddalena in piazza Umberto I

 

Lunedì dell’Angelo 21 aprile

Sante Messe ore 7,30 – 9,30 – 11,00 – 19,00.

 

Martedì di Pasqua 22 aprile

Inizia la benedizione delle famiglie nelle case.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it


e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 

 

 

 

 

 
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N°15 Sabato 12 Aprile 2014

 

ANCHE NOI RISORGEREMO CON I NOSTRI CORPI

CHE SARANNO TRASFIGURATI IN CORPI GLORIOSI

RESURREZIONE-12042014Il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima ci narra la risurrezione di Lazzaro. E’ il culmine dei “segni” prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù (cfr Gv 11,53). Lazzaro era morto già da tre giorni, quando giunse Gesù; e alle sorelle Marta e Maria Egli disse parole che si sono impresse per sempre nella memoria della comunità cristiana. Dice così Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno» (Gv 11,25). Su questa Parola del Signore noi crediamo che la vita di chi crede in Gesù e segue il suo comandamento, dopo la morte sarà trasformata in una vita nuova, piena e immortale. Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui. Dinanzi alla tomba sigillata dell’amico Lazzaro, Gesù «gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. E il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario». Questo grido perentorio è rivolto ad ogni uomo, perché tutti siamo segnati dalla morte, tutti noi; è la voce di Colui che è il padrone della vita e vuole che tutti «l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). (Angelus – V Domenica di Quaresima, 6 aprile 2014)

 

 

IL PERDONO IN UNA CAREZZA

«Dio perdona non con un decreto ma con una carezza». E con la misericordia «Gesù va anche oltre la legge e perdona accarezzando le ferite dei nostri peccati». «Le letture di oggi — ha spiegato il S.Padre — ci parlano dell’adulterio», che insieme alla bestemmia e all’idolatria era considerato «un peccato gravissimo nella legge di Mosè», punito «con la pena di morte» per lapidazione. L’adulterio, infatti, «va contro l’immagine di Dio, la fedeltà di Dio», perché «il matrimonio è il simbolo, e anche una realtà umana, del rapporto fedele di Dio col suo popolo». Così «quando si rovina il matrimonio con un adulterio, si sporca questo rapporto tra Dio e il popolo». All’epoca era considerato «un peccato grave» perché «si sporcava proprio il simbolo della relazione tra Dio e il popolo, della fedeltà di Dio». Nel passo evangelico che racconta la storia della donna adultera, «incontriamo Gesù, era seduto lì, tra tanta gente, e faceva il catechista, insegnava». Poi «si avvicinarono gli scribi e i farisei con una donna che portavano avanti, forse con le mani legate, possiamo immaginare». E così «la posero in mezzo e l’accusarono: ecco un’adultera!». La loro è una «accusa pubblica». E, racconta il Vangelo, fecero a Gesù la domanda: «Cosa dobbiamo fare con questa donna? Tu ci parli di bontà ma Mosè ci ha detto che dobbiamo ucciderla!». Essi «dicevano questo per metterlo alla prova, per avere il motivo di accusarlo». Infatti «se Gesù diceva: sì, avanti alla lapidazione», avevano l’opportunità di dire alla gente: «Ma questo è il vostro maestro tanto buono, guarda cosa ha fatto a questa povera donna!». Se invece «Gesù diceva: no, poveretta, perdonarla!», ecco che potevano accusarlo «di non compiere la legge». Il loro unico obiettivo era «mettere proprio alla prova e tendere una trappola» a Gesù. «A loro non importava la donna; non importavano gli adulteri». Anzi, «forse alcuni di loro erano adulteri». Da parte sua, nonostante ci fosse tanta gente intorno, «Gesù voleva rimanere solo con la donna, voleva parlare al cuore della donna: è la cosa più importante per Gesù». E «il popolo se n’era andato lentamente» dopo aver sentito le sue parole: «Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei». «Il Vangelo con una certa ironia — ha commentato il Papa — dice che tutti se ne andarono, uno per uno, cominciando dai più anziani: si vede che nella banca del cielo avevano un bel conto corrente contro di loro!». Ecco allora «il momento di Gesù confessore». Resta «solo con la donna», che rimane «là in mezzo». Intanto «Gesù era chinato e scriveva col dito sulla polvere della terra. Alcuni esegeti dicono che Gesù scriveva i peccati di questi scribi e farisei. Forse è una immaginazione». Poi «si alzò e guardò» la donna, che era «piena di vergogna, e le disse: Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Siamo soli, tu e io. Tu davanti a Dio. Senza accuse, senza chiacchiere: tu e Dio». La donna non si proclama vittima di «una falsa accusa», non si difende affermando: «Io non ho commesso adulterio». No, «lei riconosce il suo peccato» e a Gesù risponde: «Nessuno, Signore, mi ha condannata». A sua volta Gesù le dice: «Neanche io ti condanno, va e d’ora in poi non peccare più, per non passare un brutto momento, per non passare tanta vergogna, per non offendere Dio, per non sporcare il bel rapporto tra Dio e il suo popolo». Così «Gesù per fare misericordia» va oltre «la legge che comandava la lapidazione». Tanto che dice alla donna di andare in pace. «La misericordia — ha spiegato il Papa — è qualcosa di difficile da capire: non cancella i peccati», perché a cancellare i peccati «è il perdono di Dio». Ma «la misericordia è il modo come perdona Dio». Perché «Gesù poteva dire: ma io ti perdono, vai! Come ha detto a quel paralitico: i tuoi peccati sono perdonati!». In questa situazione «Gesù va oltre» e consiglia alla donna «di non peccare più». E «qui si vede l’atteggiamento misericordioso di Gesù: difende il peccatore dai nemici, difende il peccatore da una condanna giusta».

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Lunedì, 7 aprile 2014)

 

 

IL DONO DELLO SPIRITO SANTO:

LA SAPIENZA

 

SPIRITO-DIO-12042014Voi sapete che lo Spirito Santo costituisce l’anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano: è l’Amore di Dio che fa del nostro cuore la sua dimora ed entra in comunione con noi. Lo Spirito Santo sta sempre con noi, sempre è in noi, nel nostro cuore. Lo Spirito stesso è “il dono di Dio” per eccellenza (cfr Gv 4,10), è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali. La Chiesa ne individua sette, numero che simbolicamente dice pienezza, completezza; sono quelli che si apprendono quando ci si prepara al sacramento della Confermazione e che invochiamo nell’antica preghiera detta “Sequenza allo Spirito Santo”. I doni dello Spirito Santo sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.

1. Il primo dono dello Spirito Santo, secondo questo elenco, è dunque la sapienza. Ma non si tratta semplicemente della saggezza umana, che è frutto della conoscenza e dell’esperienza. Nella Bibbia si racconta che a Salomone, nel momento della sua incoronazione a re d’Israele, aveva chiesto il dono della sapienza (cfr 1 Re 3,9). E la sapienza è proprio questo: è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. E’ semplicemente questo: è vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. Questa è la sapienza. Alcune volte noi vediamo le cose secondo il nostro piacere o secondo la situazione del nostro cuore, con amore o con odio, con invidia… No, questo non è l’occhio di Dio. La sapienza è quello che fa lo Spirito Santo in noi affinché noi vediamo tutte le cose con gli occhi di Dio. E’ questo il dono della sapienza.

2. E ovviamente questo deriva dalla intimità con Dio, dal rapporto intimo che noi abbiamo con Dio, dal rapporto di figli con il Padre. E lo Spirito Santo, quando abbiamo questo rapporto, ci dà il dono della sapienza. Quando siamo in comunione con il Signore, lo Spirito Santo è come se trasfigurasse il nostro cuore e gli facesse percepire tutto il suo calore e la sua predilezione. 3. Lo Spirito Santo rende allora il cristiano «sapiente». Questo, però, non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto, ma nel senso che «sa» di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio; ha questa saggezza che Dio dà ai nostri cuori. Noi abbiamo dentro di noi, nel nostro cuore, lo Spirito Santo; possiamo ascoltarlo, possiamo non ascoltarlo. Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna questa via della saggezza, ci regala la saggezza che è vedere con gli occhi di Dio, sentire con le orecchie di Dio, amare con il cuore di Dio, giudicare le cose con il giudizio di Dio. Questa è la sapienza che ci regala lo Spirito Santo, e tutti noi possiamo averla. Soltanto, dobbiamo chiederla allo Spirito Santo.

(Udienza Generale – Mercoledì 09 Aprile 2014)

 
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