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N°33 Sabato 16 Agosto 2014

EDITORIALE

L’Assunta, i Cristiani perseguitati e la situazione economica

della Sardegna

Sempre la festa di Maria assunta in cielo in anima e corpo, richiama la nostra attenzione alla totalità della persona umana. L’attesa di una terra nuova a cui l’Assunta ci richiama non deve indebolire, dice il Concilio, ma piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente. Quest’anno la Conferenza Episcopale Italiana ha focalizzato la nostra attenzione sui cristiani perseguitati, esortando ad una speciale preghiera per loro nel giorno dell’Assunta. Inoltre la Conferenza Episcopale Sarda ha voluto fissare la nostra attenzione sulla attuale situazione socio economica della Sardegna, esortando i sacerdoti nel giorno dell’Assunta perché invitino tutti alla preghiera e alla testimonianza dei valori della giustizia sociale e della solidarietà. Il mondo, dopo tanto, sta cominciando ad aprire gli occhi sui cristiani perseguitati. Lo sono in Iraq dove un gruppo di fondamentalisti ha conquistato il potere nella regione del Nord scacciando tutte le minoranze. In particolare i cristiani che abitano in quelle terre da quasi duemila anni, sono costretti a convertirsi all’Islam pena l’esproprio della loro casa e dei loro beni. Ma anche in altre nazioni i cristiani sono perseguitati, in Sudan dove una cristiana è stato condannata a morte come apostata perché nata da padre musulmano e madre cristiana, ha abbracciato la fede cristiana. Il padre l’aveva abbandonata da piccola ma tantè, secondo la legge islamica della sharia dovrebbe seguire la religione del padre, altrimenti è considerata apostata e perciò rea di morte. Solo la pressione internazionale ha convinto le autorità Sudanesi a lasciarla partire col marito americano e con i due figli, una avuta in carcere. I cristiani sono perseguitati anche in altre regioni, dove sono forti i fondamentalisti islamici come in Nigeria. Sarebbe bene che anche i musulmani moderati facessero sentire più forte le loro voce per condannare tante violenze e ingiustizie. Ci sono cristiani perseguitati anche in Cina e Corea del Nord. Mentre li sosteniamo con la preghiera, impariamo la tolleranza, accettiamoci diversi e consideriamo le diversità non come ostacoli da eliminare ma risorse che arricchiscono la comunità.

Per quanto riguarda la situazione socio economica in Sardegna c’è preoccupazione.

Il lavoro specialmente giovanile, non c’è. Tanti giovani vanno all’estero in cerca di lavoro. Dopo i mesi estivi la situazione sarà ancora più pesante. I Vescovi della Sardegna ricordano le parole del Papa a Cagliari “È difficile avere dignità senza lavorare…….lavoro vuol dire dignità”. Hanno pubblicato una lettera pastorale dal titolo ”Un cammino di speranza per la Sardegna”. Stanno preparando un Convegno Ecclesiale Regionale in settembre, in coincidenza col 1° anniversario della visita del Papa in Sardegna. Tutto questo per sensibilizzare i fedeli, le realtà parrocchiali ed associative nel contribuire a realizzare il bene comune e sollecitare i responsabili di tutte le Istituzioni civili, specialmente negli ambienti delle politiche familiari, dell’emarginazione giovanile, della formazione professionale, degli ostacoli burocratici verso un autentico sviluppo sociale. Sono cambiate le forme di povertà e dei bisogni perché ne sono cambiate le cause. Oggi infatti non si muore di fame per la carestia ma per le scelte economiche che idolatrano il profitto dimenticando l’uomo. L’Assunzione di Maria ci aiuta ad avere un’attenzione sapiente all’intera realtà umana – anima e corpo –, e realizzare una partecipazione attiva alla costruzione di una umanità più giusta e più vera.                      

D.D.

 

RAGGI DI SOLE

ARTISTI DEL DIALOGO

“Mamma coniglia ha appena terminato un golfino rosso per Carlino che sta rincasando proprio ora, con l’aria imbronciata. «Che è successo, Carlino? Hai litigato un’altra volta con Marcolino?»; «Per forza, mamma! Con lui non si può più giocare! Si deve fare sempre come vuole lui! Vuole sempre avere ragione lui!» Mamma Coniglia sorride e dice: «Scommetto che Marcolino sta dicendo le stesse cose, alla sua mamma!». Carlino non l’ascolta e continua a sciorinare le sue ragioni: «Con Marcolino è impossibile andare d’accordo! È rigido, è rigido come…..» «Un bottone?», suggerisce la mamma «Che c’entrano i bottoni, mamma?» :«Adesso ti faccio vedere». Mamma Coniglia prende il golfino appena terminato e dice a Carlino: «Provalo, vediamo se è venuto bene». Carlino indossa il golf, ma non riesce a chiuderlo: i bottoni non ne vogliono sapere di entrare nelle asole. «Devi cambiare tutti i bottoni, mamma!»; «Ma no, non c’è bisogno, guarda un pò». Sotto le unghie di Mamma Coniglia il tessuto di maglia si lascia andare leggermente, si allarga quanto basta per far passare i bottoni. «Hai visto Carlino? L’asola è morbida, cedevole: si è adattata facilmente al bottone che non era esattamente della sua misura……». «Allora, se Marcolino è un bottone, io devo fare l’asola! Fare spazio alle sue ragioni, accogliere le sue idee…..» «Bravo, Carlino, lo so che sei un coniglietto generoso! E adesso prova un po’ a cambiare l’iniziale ad “asola”, mettici una “i”. «Diventa “isola!»; «Se non si è asole, Carlino, si finisce per diventare isole. Isolati con le proprie ragioni, le proprie idee: isole sole, povere, tristi». «Però non è giusto che l’asola la faccia sempre io-, dice Carlino che è generoso si, ma non fino a questo punto! -. Sai cosa faremo, mamma? Faremo un po’ per uno: un giorno io sarò l’asola e lui il bottone, il giorno dopo faremo cambio!». «Io conosco un gioco migliore», dice Mamma Coniglia. «E quale sarebbe?». «Essere entrambi asole»”. È un’arte difficile ma entusiasmante quella di “saper dialogare”. Difficile perché richiede umiltà, mitezza, disponibilità all’ascolto e alla comprensione reciproca. Entusiasmante perché tiene aperta la porta alla gioia dell’amicizia, al calore della fratellanza, al conforto della misericordia. Quando ci si irrigidisce nella pretesa di aver sempre ragione, quando si è ostinati nel difendere a spada tratta le proprie opinioni, disprezzando quelle degli altri; quando ci si chiude nei confronti di chi ci appare antipatico o si rifiuta il saluto a qualcuno negandogli il perdono perché “c’è l’ha combinata grossa”, allora si diventa prigionieri di se stessi, incatenati dall’orgoglio (parente stretto dell’egoismo). Il rischio è quello di ritrovarsi “isolati”, compagni solo di “quelli che la pensano come noi”, escludendo gli altri in un rifiuto che inaridisce il cuore e rattrista la vita. Se proviamo ad essere un po’ più “elastici”, più malleabili, più comprensivi e accoglienti, in un dialogo sereno e aperto, tessendo con gli altri una trama di relazioni senza pregiudizi e polemiche, animati da sincera benevolenza verso tutti (nessuno escluso), la nostra vita personale, familiare e sociale può risplendere illuminandosi di gioia e di pace.                     

 

Don Paolo Piras

 

DALLE PARROCCHIE

■ L’undici agosto ricorreva la memoria di Santa Chiara d’Assisi, “la pianticella del santo padre Francesco”. Di famiglia nobile, a diciotto anni fuggì di casa nella notte della Domenica delle Palme del 1211 per seguire l’ideale della santa povertà. Fu accolta da Francesco e dai suoi frati nella chiesetta della Porziuncola. Le recisero le chiome, rivestì il saio scuro, consacrandosi a Cristo. Il suo esempio fu seguito dalla sorella Agnese, da altre ragazze di Assisi e più tardi dalla madre Ortolona. Fu la fondatrice dell’Ordine Francescano delle Clarisse e si stabilirono presso la chiesa di San Damiano fuori dalle mura di Assisi. È rappresentata con un ciborio eucaristico in mano per ricordare come, confidando nell’Eucarestia, allontanò i Saraceni che minacciavano il convento. Nella memoria di Santa Chiara è tradizione celebrare una Santa Messa presso l’oasi S. Francesco, dove c’è una statua della Santa. Hanno partecipato una quarantina di persone. Mancava il “Curatore” dell’Oasi San Francesco, Pier Carlo Acciaro, perché malato.

In parrocchia ha celebrato alle 19,00 don Adriano, un sacerdote del Cottolengo che a Torino, con l’aiuto di una associazione da lui fondata, dirige una casa di spiritualità e organizza la mensa ai poveri. Viene tutte le estati a La Maddalena e celebra una Messa nella quale fa una preghiera di liberazione per i malati. Parecchi amici e devoti hanno partecipato.  

D.D.

■ La sera dell’11 agosto, come da tradizione consolidata da molti anni ha avuto luogo a casa di Mariarosa e Nicolino Sias l’incontro dei componenti e simpatizzanti del Movimento dei Focolari. Santa Chiara ricorda la fondatrice del Movimento dei Focolari Chiara Lubich che ne diede origine a Trento nel 1944. Più che di una festa si è trattato di un incontro di famiglia. Infatti era questa l’atmosfera che si respirava. Tanti componenti di un’unica famiglia, di età compresa tra i tre mesi e gli 80 anni, riuniti per vivere insieme un momento di fraternità. È stata letta la parola di vita che ha dato spunto a una riflessione sul perdono e sul cammino da compiere per imparare a perdonare il fratello e sentirci a nostra volta perdonati dal Padre. Non è mancata la benedizione impartita a tutti i presenti dal sacerdote don Albert, presente insieme a don Antonello. La serata è proseguita con la condivisione di gustosi e svariati cibi preparati da tutti i partecipanti. L’atmosfera era molto semplice e serena come se si trattasse di una comune famiglia riunita intorno ad una mensa preparata con amore da una madre premurosa. E sicuramente l’intervento di una madre c’è stato …. Maria, alla quale il Movimento è dedicato (Opus Mariae) avrà senza dubbio gioito nel vedere i suoi figli riuniti. Un grazie ai padroni di casa che organizzano l’incontro annuale e arrivederci al prossimo anno!!!                                                       

   M.F.

 

■ “Suonare con il cuore” di Vincenzo La Cava. Martedì 12 agosto alle 22,00 nella Chiesa di S. Maria Maddalena Vincenzo La Cava e Saverio Minunno hanno offerto alla cittadinanza un Concerto di musica classica e da film. Tra turisti e residenti vi erano alcune Centinaia di ascoltatori, tutti attenti e compiaciuti per il programma offerto. Vincenzo La Cava, per l'ennesima volta ha piacevolmente sorpreso il vasto pubblico eseguendo con disinvoltura brani classici di Chopin, Mozart, Beethoven, e brani celebri da film tipo Il gladiatore, Lezione di Piano, la vita è bella, arricchendo la serata con brani Ragtime: The Crave e the Entertainer che hanno entusiasmato gli ascoltatori. Non è consueto ascoltare un così variegato programma dallo stesso esecutore, questa volta, grazie alla sensibilità di Vincenzo abbiamo tutti percorso un viaggio sulle note di capolavori musicali perfettamente eseguiti. Bravo Saverio Minunno che ha arricchito la serata con commenti pertinenti ed osservazioni preziose che ci hanno fatto trascorrere un'ora e mezzo lontano dalle problematiche di ogni tempo. Si tratta di una iniziativa originale, e conoscendo Vincenzo La Cava sappiamo bene che verrà sviluppata ed arricchita, lo farà con la solita maestria che lo vede direttore di uno dei cori più rinomati in Sardegna ed oltre. Restiamo in attesa di un secondo regalo, perché quanto proposto merita di essere valorizzato.   

                                     V. L.

 

Attività Comitato festeggiamenti, Classe 1964. Continua alacremente l’impegno del Comitato Festeggiamenti classe 1964, in particolar modo è stata impegnativa la serata del concerto di Fausto Leali l’8 agosto scorso sia per la preparazione dell’evento che per la gestione della serata, che comunque ha avuto un notevole successo supportato da moltissimi riscontri positivi sia da parte dei nostri concittadini sia da parte di molti turisti. Prossimo evento imminente è la serata di cabaret umoristico con i Tressardi e le Quattro More che si terrà in piazza Umberto I il 16 agosto alle ore 22:30. L’impegno è anche giornaliero da parte di molti componenti del comitato, che si prodigano a vendere i biglietti della lotteria sia andando nelle case che vendendoli in piazza, il tempo ormai è agli sgoccioli, infatti l’estrazione avverrà sabato il 23 agosto. Successivamente tutte le energie verranno impegnate per la programmazione della festa della Parrocchia Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo di Moneta che si terrà il 07- 08 settembre.                                                    

R.D.

La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è stata caratterizzata da una larga partecipazione di fedeli locali e forestieri. Preparata da un triduo predicato giovedì e venerdì da fra Massimo Terrazzoni che esortava a guardare a Maria Assunta in cielo come segno di sicura speranza. Nel giorno della festa, seguendo l’esortazione dei Vescovi si è pregato in particolare per i cristiani perseguitati e per i disoccupati di cui la Sardegna ha un primato. Alle 22.00 si è recitato il rosario per i cristiani perseguitati in Iraq, Nigeria, Sudan, Siria, Pakistan, India, Cina e Corea del Nord. L’ultimo mistero si è recitato fuori di chiesa per far conoscere anche ad altri questo dramma. Il tema della Giornata era infatti “Non possiamo tacere” di fronte all’indifferenza e all’egoismo. Alla fine si è letto un appello fatto dalla Comunità di Sant’Egidio per la liberazione in Siria di due Vescovi, di padre Dall’Oglio, gesuita, e delle due ragazze italiane, rapiti e di cui non si sa più nulla. Il testo è stato letto da Paolo Impagliazzo, fratello del Presidente della Comunità di Santo Egidio. Hanno  partecipato un centinaio di persone, tra loro molti turisti.La Madonna Assunta è anche la patrona della Città di Ajaccio gemellata con La Maddalena. La nuova giunta ha fatto pervenire un invito a partecipare alla festa nella quale si ricorda anche la nascita di Napoleone Bonaparte. Una delegazione del Comune di La Maddalena era presente ad Ajaccio, da parte della parrocchia don Antonello Tumminello.

       

Condoglianze ai familiari di Paola Michi, Francesca Maria Conti ved. Sardo, Pasquale Zirottu e Graziella Macciocco in Verzino che sono tornati alla casa del Padre.

 

 

Avvisi –

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 17 agosto

● Pellegrinaggio all’isola di Santa Maria con partenza dalla chiesa parrocchiale alle ore 14,45. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano o in sacrestia. La Santa Messa verrà celebrata presso la cappella dell’Assunta alle ore 18,30, anche per quelli che verranno con le proprie barche.

● Alla Messa delle 19,00 canterà un coro di Bonarcado che dopo la Messa eseguirà dei canti in diversi punti della città.

2) Lunedì 18 agosto

A Porto Cervo nella piazzetta centrale conferenza su Medjugorje organizzata dall’Istituto Euromediterraneo di cui è direttore don Raimondo Satta. Interverrà una testimone diretta Silvija Vasilj.

3) Martedì 19 agosto

Inaugurazione di una mostra sui Vangeli del pittore Odo Tinteri nella chiesa parrocchiale alle ore 18,00.

4) Mercoledì 20 agosto

Ore 21,30 recita del rosario per i cristiani perseguitati nel mondo, sulla scalinata dell’Istituto San Vincenzo, guidato da don Alberto e dal coro del Bambino Gesù.

5) Il mercatino di beneficenza nella biblioteca parrocchiale rimarrà aperto fino al 23 di agosto.

6) Anche il museo diocesano questo periodo è sempre aperto.

 

 

Avvisi –

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 

1. Lunedì 18 agosto

Consiglio Pastorale Parrocchiale alle ore 21,30.

 

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it


e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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N°33 Sabato 16 Agosto 2014

 

GESÙ È SEMPRE CON NOI, NASCOSTO FORSE, MA PRESENTE E PRONTO A SOSTENERCI

GESU'-CAMMINA-SULLE-ACQUEIl Vangelo di oggi ci presenta l’episodio di Gesù che cammina sulle acque del lago (cfr Mt 14,22-33). Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Egli invita i discepoli a salire sulla barca e a precederlo all’altra riva, mentre Lui congeda la folla, e poi si ritira tutto solo a pregare sul monte fino a tarda notte. E intanto sul lago si leva una forte tempesta, e proprio in mezzo alla tempesta Gesù raggiunge la barca dei discepoli, camminando sulle acque del lago. Quando lo vedono, i discepoli si spaventano, pensano a un fantasma, ma Lui li tranquillizza: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (v. 27). Pietro, col suo tipico slancio, gli chiede quasi una prova: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»; e Gesù gli dice «Vieni!» (vv. 28-29). Pietro scende dalla barca e si mette a camminare sulle acque; ma il vento forte lo investe e lui comincia ad affondare. Allora grida: «Signore, salvami!» (v. 30), e Gesù gli tende la mano e lo solleva. Questo racconto è una bella icona della fede dell’apostolo Pietro. Nella voce di Gesù che gli dice: «Vieni!», lui riconosce l’eco del primo incontro sulla riva di quello stesso lago, e subito, ancora una volta, lascia la barca e va verso il Maestro. E cammina sulle acque! La risposta fiduciosa e pronta alla chiamata del Signore fa compiere sempre cose straordinarie. Ma Gesù stesso ci ha detto che noi siamo capaci di fare miracoli con la nostra fede, la fede in Lui, la fede nella sua parola, la fede nella sua voce. Invece Pietro comincia ad affondare nel momento in cui distoglie lo sguardo da Gesù e si lascia travolgere dalle avversità che lo circondano. Ma il Signore è sempre lì, e quando Pietro lo invoca, Gesù lo salva dal pericolo. Nel personaggio di Pietro, con i suoi slanci e le sue debolezze, viene descritta la nostra fede: sempre fragile e povera, inquieta e tuttavia vittoriosa, la fede del cristiano cammina incontro al Signore risorto, in mezzo alle tempeste e ai pericoli del mondo. È molto importante anche la scena finale. «Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a Lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio”!» (vv. 32-33). Sulla barca ci sono tutti i discepoli, accomunati dall’esperienza della debolezza, del dubbio, della paura, della «poca fede». Ma quando su quella barca risale Gesù, il clima subito cambia: tutti si sentono uniti nella fede in Lui. Tutti piccoli e impauriti, diventano grandi nel momento in cui si buttano in ginocchio e riconoscono nel loro maestro il Figlio di Dio. Quante volte anche a noi accade lo stesso! Senza Gesù, lontani da Gesù, ci sentiamo impauriti e inadeguati al punto tale da pensare di non potercela fare. Manca la fede! Ma Gesù è sempre con noi, nascosto forse, ma presente e pronto a sostenerci. Questa è una immagine efficace della Chiesa: una barca che deve affrontare le tempeste e talvolta sembra sul punto di essere travolta. Quello che la salva non sono le qualità e il coraggio dei suoi uomini, ma la fede, che permette di camminare anche nel buio, in mezzo alle difficoltà. La fede ci dà la sicurezza della presenza di Gesù sempre accanto, della sua mano che ci afferra per sottrarci al pericolo. Tutti noi siamo su questa barca, e qui ci sentiamo al sicuro nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze. Siamo al sicuro soprattutto quando sappiamo metterci in ginocchio e adorare Gesù, l’unico Signore della nostra vita. A questo ci richiama sempre la nostra Madre, la Madonna. A lei ci rivolgiamo fiduciosi.

(Angelus – Domenica 10 Agosto 2014)

 

 

PROTEGGIAMO I CRISTIANI PERSEGUITATI NEL NORD IRAQ

PERSUCUZIONI-14082014È con il cuore carico e angosciato che ho seguito i drammatici eventi di questi ultimi giorni nel nord Iraq, dove i cristiani e le altre minoranze religiose sono stati costretti a fuggire dalle loro case e assistere alla distruzione dei loro luoghi di culto e del patrimonio religioso. Commosso dalla loro situazione, ho chiesto a Sua Eminenza il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che ha servito come Rappresentante dei miei predecessori, Papa San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, presso il popolo in Iraq, di manifestare la mia vicinanza spirituale e di esprimere la mia preoccupazione, e quella di tutta la Chiesa cattolica, per la sofferenza intollerabile di coloro che desiderano solo vivere in pace, armonia e libertà nella terra dei loro antenati.

Con lo stesso spirito, scrivo a Lei, Signor Segretario Generale, e metto davanti a lei le lacrime, le sofferenze e le grida accorate di disperazione dei Cristiani e di altre minoranze religiose dell’amata terra dell'Iraq. Nel rinnovare il mio appello urgente alla comunità internazionale ad intervenire per porre fine alla tragedia umanitaria in corso, incoraggio tutti gli organi competenti delle Nazioni Unite, in particolare quelli responsabili per la sicurezza, la pace, il diritto umanitario e l'assistenza ai rifugiati, a continuare i loro sforzi in conformità con il Preambolo e gli Articoli pertinenti della Carta delle Nazioni Unite. Gli attacchi violenti che stanno dilagando lungo il nord dell'Iraq non possono non risvegliare le coscienze di tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad azioni concrete di solidarietà, per proteggere quanti sono colpiti o minacciati dalla violenza e per assicurare l'assistenza necessaria e urgente alle tante persone sfollate, come anche il loro ritorno sicuro alle loro città e alle loro case. Le tragiche esperienze del ventesimo secolo, e la più elementare comprensione della dignità umana, costringe la comunità internazionale, in particolare attraverso le norme ed i meccanismi del diritto internazionale, a fare tutto ciò che le è possibile per fermare e prevenire ulteriori violenze sistematiche contro le minoranze etniche e religiose. Fiducioso che il mio appello, che unisco a quelli dei Patriarchi Orientali e degli altri leader religiosi, incontrerà una risposta positiva, colgo l'occasione per rinnovare a Vostra Eccellenza i sensi della mia più alta considerazione.

(Lettera al Segretario Generale dell’O.N.U. circa la situazione nel nord dell’Iraq - 9 agosto 2014)

 

 

 

GIOVENTÙ DELL’ASIA, ALZATI!

Tra pochi giorni, con l’aiuto di Dio, sarò in mezzo a voi, in Corea. Vi ringrazio fin da ora per la vostra accoglienza e vi invito a pregare insieme con me, affinché questo viaggio apostolico porti buoni frutti per la Chiesa e per la società coreana. «Alzati, risplendi!» (Is 60,1): con queste parole, che il profeta rivolse a Gerusalemme, io mi rivolgo a voi. E’ il Signore che vi invita ad accogliere la sua luce, accoglierla nel cuore per rifletterla in una vita piena di fede, di speranza e di amore, piena della gioia del Vangelo. Come sapete, vengo in occasione della Sesta Giornata Asiatica della Gioventù. Ai giovani in particolare porterò l’appello del Signore: «Gioventù dell’Asia, alzati! La gloria dei martiri brilla sopra di te». La luce di Cristo risorto brilla come in uno specchio nella testimonianza di Paul Yun Ji-chung e di 123 compagni, tutti martiri della fede, che proclamerò beati il prossimo 16 agosto a Seoul.

I giovani sono portatori di speranza e di energie per il futuro; ma sono anche vittime della crisi morale e spirituale del nostro tempo. Per questo vorrei annunciare a loro e a tutti l’unico nome nel quale possiamo essere salvati: Gesù, il Signore. Cari fratelli e sorelle coreani, la fede in Cristo ha messo radici profonde nella vostra terra e ha portato frutti abbondanti. Gli anziani sono i custodi di questa eredità: senza di loro i giovani sarebbero privi di memoria. L’incontro tra gli anziani e i giovani è garanzia del cammino del popolo. E la Chiesa è la grande famiglia in cui tutti siamo fratelli in Cristo. Nel suo nome vengo a voi, nella gioia di condividere con voi il Vangelo dell’amore e della speranza. Il Signore vi benedica e la Vergine Madre vi protegga.

(Messaggio ai Coreani in occasione dell'imminente viaggio apostolico nella Repubblica di Corea dal 13 al 18 Agosto 2014)

 
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