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n° 40 Sabato  13 Ottobre 2018

 

EDITORIALE

Saluto del parroco uscente

 Cari fratelli e sorelle della parrocchia di Santa Maria Maddalena, giunto al termine del mio mandato di parroco, voglio rivolgervi un saluto ed un ringraziamento. Sono stato con voi quarant’anni, venti come vice parroco con Mons. Capula e venti come parroco. Sono stati anni bellissimi, vi ho voluto bene e mi avete voluto bene. Siete stati per me come una sposa. So di essere un po’ timido, un po’ semplice, un po’ lento a prendere decisioni, ”troppo buono” dite voi. Però quei doni che Dio mi ha dato li ho messi a vostro servizio, con tanto entusiasmo, negli anni giovanili e nella maturità. Con i ragazzi delle elementari, con i giovani delle superiori, con i malati dell’ospedale e delle case, con i poveri, con i Monetini, con i Militari, con gli Americani, con i vicini, con i lontani, in chiesa, nei pellegrinaggi e in altre occasioni. Tanti bravi preti mi hanno sostenuto nel servizio pastorale. Voi mi avete aiutato a crescere umanamente e spiritualmente con le vostre richieste, la vostra collaborazione, le vostre osservazioni, la vostra gratitudine. Tante cose non sono riuscito a farle bene, ne domando perdono al Signore ed anche a voi. Sono contento di poter stare ancora con voi per dare un mano di aiuto e ringrazio il Vescovo che me lo ha chiesto. Egli ha avuto riguardo per l’intervento al cuore da me subito pochi anni fa. In quella occasione anche voi avete tanto pregato per la mia salute ed il Signore vi ha ascoltato. Sono contento che il Vescovo mi abbia sollevato dalle responsabilità amministrative ed organizzative. Così farò solo il prete a pieno tempo; del resto già comincio a sentire poco, la schiena si piega, la voce si indebolisce, la vecchiaia avanza. È giusto che vengano avanti i più giovani. Faccio tanti auguri al nuovo parroco don Andrea, che so capace e generoso, ha ben operato nella parrocchia di Moneta e gode buona reputazione. D’ora in poi sarà il nostro parroco, il rappresentante del Vescovo, successore degli apostoli, la nostra guida in nome di Cristo. Sosteniamolo con la preghiera e la collaborazione segno della nostra fede e del nostro affetto, anche perché don Andrea avrà un compito non lieve, dovrà guidare due parrocchie. La fedeltà alla sua guida farà progredire la comunità e il progresso dei fedeli sarà gioia e conforto del pastore. Pace e bene.

Don Domenico

 

 

Tutti i parroci di Santa Maria Maddalena

 1767 Michele Demontis, cappellano delle truppe d’occupazione sardo-piemontesi

  1. 1)1768 Virgilio Mannu, canonico parroco
  2. 2)1769 Virgilio Mannu, cugino dell’omonimo canonico
  3. 3)Giacomo Mossa

             vice parroci: Pietro Maria Deiala, Luca Demuro

  1. 4)1799 Antonio Biancareddu

                 vice parroci: Luca Demuro, fra Giovanni Lantieri da Bonifacio

  1. 5)1808 Giovanni Battista Biancareddu

        vice parroci: Luca Demuro, Luca Ferrandico

  1. 6)1824 Luca Ferrandico

         vice parroco Antonio Addis

  1. 7)1829 fra Clemente Pischedda

               vice parroco Michele Pischedda

  1. 8)1829 Sebastiano Balistreri

                 vice parroco Antonio Addis

  1. 9)1832 Antonio Addis

               vice parroci: Michele Mamia Addis, Domenico Rumaneddu

  1. 10)1852 Michele Mamia Addis

           vice parroci: Paolo Demuro, Silvestro Zicavo, Nicolao Sechi, Antonio Vico

  1. 11) 1885 Antonio Vico

                 vice parroci: Angelo Ciuti, Gerolamo Scampuddu, Pietro Canu, Giovanni Battista Mura,            

                 Giuseppe Millelire, Pietro Maciocco, Salvatore Capula

  1. 12) 1933 Salvatore Capula

vice parroci: Pietro Maciocco, Giuseppe Millelire, Angelo Borrielli, Epifanio Cesaretti     Giovanni Vittorio Sanna, Michele Derosas, Salvatore Giacomini, Giuseppe Riva, Giovanni Columbanu, Flavio Cimino, Paolo Pintus, Efisio Farci, Armando Dessole, Antonio Addis, Antonio Cau, Italo Cossu, Salvatore Melis, Domenico Degortes, Nicolino Addis, Raimondo Satta, Alessandro Piga, Sandro Serreri.

  1. 13)1998 Domenico Degortes

vice parroci e collaboratori: Sandro Serreri, Cipriano Okoronkwo (Nigeria), Andrea Lance Krzywicki (Usa), Jarosław (Jarek) Grabowski (Polonia), Giacinto Meczel (Polonia), Paolo Piras, Albert Guevara (Filippine), Antonello Tumminello, Joseph Achkarian (Libano), Davide Mela.

  1. 14) 2018 Andrea Domanski

             Vice parroci: Domenico Degortes, Paolo Piras, Davide Mela.

 

 RAGGI DI SOLE

 L’INDIGNATO

 URLA-BAMBINO-13102018Accadde in Spagna, nel paese di La Rioja, al tramonto di un giorno della Settimana Santa, durante la processione pasquale. Una folla accompagnava, silenziosa, il passaggio di Gesù Cristo e dei soldati romani che lo castigavano a frustate. Una voce ruppe il silenzio. A cavalcioni sulle spalle del padre, Marcos Rabasco gridò al frustato: «Difenditi! Difenditi!» Marcos aveva quattro anni, due mesi e ventun giorni.

La gente stava a guardare. I capi del popolo invece si facevano beffe di Gesù e gli dicevano: «È stato capace di salvare altri, ora salvi se stesso, se egli è veramente il Messia scelto da Dio». Anche i soldati lo schernivano: si avvicinavano a Gesù, gli davano da bere aceto e gli dicevano: «Se tu sei davvero il re dei giudei salva te stesso!» (Vangelo di Luca 23, 35-37).

Innumerevoli volte al giorno Cristo viene ancora insultato, flagellato, crocifisso con i chiodi che trafiggono i nostri fratelli perseguitati. Ci nascondiamo nel silenzio per non “buscarle” anche noi o sappiamo “indignarci”, trovando il coraggio di difendere Gesù continuamente percosso dalla violenza che si accanisce sui più deboli e non risparmia neppure i bambini?

Don Paolo Piras

  

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Pellegrinaggio a Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima.

MESSA-LOUDERS-13102018È partito, il 24 Settembre, il pellegrinaggio verso i luoghi simbolo della cristianità, Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima.

57 pellegrini delle parrocchie della nostra isola (e autista), hanno affrontato un viaggio che ha dato loro modo di poter ammirare anche le bellezze della Corsica, sino a Bastia, dove poi si sono imbarcati per Tolone. Ognuno porta con sé tante preghiere personali e tante altre affidate loro da parenti ed amici. Sicuramente, il lungo viaggio ha dato modo di riflettere sull’importanza del luogo della prima tappa, Lourdes, e Don Domenico ha aiutato tutti, con la preghiera, a prepararsi per poter arrivare davanti alla nostra Mamma celeste con il giusto spirito. Si lascia Lourdes, con il pensiero di tornarci, e si prosegue verso Santiago con tappa a Bilbao e sosta ad Oviedo, accogliente città del nord della Spagna, caratteristica la parte medievale e la Cattedrale del Santo Salvatore, in stile gotico. SANTIAGO-CAMPOSTELA-2018Il cammino per Santiago continua e quando finalmente arrivi, la città ti avvolge con il suo calore. Bellissima cittadina capoluogo della Galizia, accoglie benevolmente tantissimi pellegrini che, ogni giorno, arrivano da ogni luogo per rendere omaggio a San Giacomo, apostolo prediletto, le cui spoglie mortali furono indicate da una stella in un campo (Compostela). Immagine indimenticabile vedere tanti giovani arrivare sfiniti dal lungo cammino ed emozionati, prostrarsi nella grande piazza davanti alla Cattedrale. Emozione che contagia un po’ tutti, quasi da percepire anche la loro fatica. Altrettanto suggestivo, nelle cerimonie più importanti, il grande turibolo, che accompagnato da un canto soave e gestito con maestria, effonde incenso sui fedeli. Coinvolgente tutta la cerimonia ed ognuno viene invaso da una sensazione di benessere, tanto da ripartire con malinconia, da quel luogo che ha incantato tutti, ma si va avanti verso un'altra meta.

Cinzia Lattanzi (continua……)                    

 

 Sinodo per i giovani.

Dal 3 ottobre è iniziato a Roma in Vaticano, il Sinodo dei vescovi sui giovani, si concluderà il 28 ottobre. I partecipanti sono 400. Insieme ai rappresentanti dei vescovi di tutto il mondo (tra cui due vescovi cinesi per la prima volta dopo il recente accordo del governo di Pechino con la Santa Sede), ci sono alcuni esperti e un gruppo di giovani. Tutti si confrontano sul tema: “I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale”. Le nuove generazioni, ha detto il Papa all’apertura del Sinodo, riusciranno a puntare in alto, solo se noi, adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condivider i sogni e le speranze che portiamo nel cuore. Non lasciamoli soli i giovani nelle numerose situazioni difficili che devono affrontare ogni giorno e soprattutto non permettendo che essi cadano nelle mani di coloro che soffocano il loro futuro. Per fare questo il metodo è uno solo: ascoltarsi l’un l’altro con umiltà.

 

■ Il giuramento dei giovani militari.

GIURAMENTO-VO-13102018Sotto una pioggia battente, venerdì della scorsa settimana, nel piazzale Avegno della Scuola Sottufficiali, hanno giurato fedeltà alla Patria e alle istituzioni 132 nocchieri di porto dei corsi di Volontari in ferma prefissata annuale. La cerimonia ha visto come più alto in grado il contrammiraglio Enrico Pacioni, comandante di MariCagliari, che ha tenuto un breve discorso dopo quello del comandante delle scuole e del presidio militare di La Maddalena, Domenico Usai. Non è mancata all’appuntamento l’Amministrazione Comunale col gonfalone della città oltre ad altre autorità miliari e civili. La cerimonia militare è stata accompagnata dalle note della fanfara dell’Accademia Navale di Livorno che la sera precedente aveva dato vita ad un concerto in piazza Garibaldi. Erano numerosi i familiari degli allievi, giunti a La Maddalena fin dai giorni precedenti per il giuramento dei loro cari. Peccato per le condizioni meteo sfavorevoli che hanno creato non pochi disagi. Il giorno successivo tuttavia, bella giornata di sole e senza vento, ai militari che avevano prestato giuramento (molte le ragazze che intendono intraprendere la carriera militare) è stata concessa sin dalla prima mattinata la libera uscita ed hanno potuto riabbracciare genitori, fidanzate, fidanzati, fratelli e sorelle. Si sono visti passeggiare e fare shopping per le vie del centro e pranzare e cenare nei locali. Alcuni, tra sabato e domenica, si sono visti anche a messa.                        

             Claudio Ronchi

■ Ospedale: Presidio-occupazione ad oltranza

OCCUPAZIONE-OSP-13102018Da lunedì 8 ottobre alle 8 c'è, nel piazzale d'ingresso dell'ospedale, un presidio di cittadini, organizzato dal Comitato per la difesa del Paolo Merlo, lo stesso comitato che alcune settimane fa ha organizzato una manifestazione che ha visto presente mezzo migliaio di persone e delegazioni provenienti da diversi centri della Sardegna Il presidio-occupazione sarà giorno e notte ad oltranza. Sempre lunedì scorso il sindaco Montella ha partecipato a Olbia alla conferenza territoriale socio-sanitaria che vedeva la presenza del massimo responsabile della sanità in Sardegna, Fulvio Moirano. Il manager, ha riferito il sindaco, ha assunto "impegno solenne "per il ripristino dei servizi forniti per le terapie oncologiche. Da quest'estate molti pazienti devono affrontare le disagevoli trasferte ad Olbia per effettuare queste terapie. Per quanto riguarda la dialisi non dovrebbe subire variazioni così come il servizio della camera iperbarica, ma rimarrà ancora chiuso il servizio urgenze (per embolizzati). Il sindaco ha chiesto a Moirano il rafforzamento della chirurgia ambulatoriale alla luce del ritorno alla Maddalena di un chirurgo. Della riunione olbiese Montella ha riferito in consiglio comunale. Duro l'intervento dell'assessora Mariapia Zonca. Se ci sono le condizioni, ha detto a difesa dell'ospedale e della sanità maddalenina, "si ricorra alla magistratura ordinaria e contabile".              

Claudio Ronchi

  

 ■ Canonizzazione di Papa Montini e Mons. Oscar Romero.

Tra i sette nuovi santi che papa Francesco proclamerà domenica 14 ci saranno papa Paolo VI e Mons. Oscar Romero. Papa Montini prese il nome di Paolo VI, lo stesso del così detto “apostolo delle genti” perché a lui toccava un compito simile: far dialogare la Chiesa con il mondo moderno. Egli concluse il Concilio Vaticano II mantenendo unita la Chiesa,e da buon timoniere condusse la Chiesa nell’era moderna. Rivolse lo sguardo al mondo di oggi e inizio a viaggiare con eccezionale impeto missionario. E’ il papa del dialogo, dello sviluppo dei popoli.

Mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, divenne il vescovo dei poveri. Sfidò chi seminava il terrore, Denunciò sopraffazioni e violenze che dominavano il Paese rese ancor più odiose per la complicità dei governanti. Egli lanciò un appello ai militari, invitandoli alla disobbedienza se si fossero accorti che il loro operato andava contro il bene del popolo. A 24 ore di distanza, il 24 marzo 1980 fu ucciso da un colpo d’arma da fuoco mentre celebrava la Messa.

 

■ Giornata Missionaria Mondiale

Si celebra domenica 21 ottobre in tutto il mondo cattolico. In questo giorno speciale i fedeli di tutti i continenti sono chiamati ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti a sostegno di tutte le giovani Chiese. Essendo la Chiesa tutta missionaria, come dice il Concilio Vaticano II, tutti i fedeli sono invitati a prendere coscienza della propria responsabilità in ordine alla diffusione del Vangelo e fare la loro parte nell’opera missionaria presso i pagani.. Tutti i fedeli devono cooperare all’apostolato missionario. Ogni comunità parrocchiale è chiamata ad allargare la vasta trama della sua carità sino ai confini della terra, dimostrano per quelli che soni lontani la stessa sollecitudine che ha per coloro che sono i suoi propri membri. La Giornata Missionaria Mondiale è perciò occasione di riflessione, di preghiera e di aiuto anche economico.

 

■ I lavori della CES

“Rivolgere alla comunità isolana un messaggio sull’attuale congiuntura socio-economica della Sardegna. Occasione e obiettivo del messaggio è quello di riprendere, alcuni contenuti e istanze della Settimana Sociale dei Cattolici Italiani tenutasi a Cagliari il 26-29 ottobre 2017, che aveva come tema: Il lavoro, che vogliamo libero, creativo, partecipativo e solidale”. Lo scrive mons. Sebastiano Sanguinetti, segretario della Conferenza Episcopale Sarda, che si è riunita a Cagliari nei primi due giorni di ottobre. Il messaggio sarà pubblicato entro la fine di ottobre, in coincidenza con il primo anniversario della “Settimana”, che ha visto fortemente coinvolte tante energie presenti nella realtà delle diocesi sarde. I vescovi ritengono inoltre utile e urgente offrire ai sacerdoti delle dieci diocesi della Sardegna delle linee orientative su una corretta attuazione dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”, soprattutto relativamente al capitolo 8°, dedicato all’accompagnamento, al discernimento e all’integrazione delle fragilità familiari. Nella riunione della CES ampio spazio è stato dedicato al Seminario Regionale di Cagliari, e al progetto formativo annuale. La comunità quest’anno è composta complessivamente da 57 seminaristi, tra i quali c’è anche il nostro Riccardo Sanna.

Claudio Ronchi

 

■ 14 ottobre 1768 (250 anni fa): Il primo “compleanno” della comunità isolana.

 Il 14 ottobre 1768 la comunità di La Magdalena e la Caprera celebrò il proprio primo anno di vita. Composta per la parte militare da meno di un centinaio tra soldati e marinai e da circa 200 persone (tra uomini, donne e bambini) per quanto riguarda gli abitanti originari, non raggiungeva le 300 anime. E tutte facevano riferimento ad un comandante militare e ad un cappellano-parroco. A dire la verità tutto ci fu, riguardo a queste due figure “istituzionali”, che avrebbero dovuto essere il punto di riferimento per l’appena nata comunità, che la stabilità. In 12 mesi di comandanti militari se ne alternarono ben 3 (e il quarto era in arrivo), e di preti ce ne furono 2 (con il terzo anche lui in arrivo). Dopo il maggiore La Rocchetta, a dicembre 1767 gli succedette nel comando delle Isole il capitano Pestalozzi (facente parte anche del corpo d’occupazione), il quale da maggio fu sostituito dal capitano Duret, il quale a ottobre era già in procinto di andare via per essere sostituito, a novembre, nel comando, dal comandante Willy. Riguardo al cappellano, prete Michele Demontis giunto al seguito delle truppe d’occupazione a ottobre 1767 già dal novembre successivo accusò gravi problemi di salute. Pare avesse contratto la malaria che gli produsse forti febbri e problemi alla vista tanto che a metà dicembre arrivò in sua sostituzione don Virgilio Mannu. Il quale però, come abbiamo visto nella puntata precedente, dopo essersi recato a Tempio a settembre, aveva chiesto a sua volta di essere sostituito. La qual cosa non dovette piacere particolarmente agli abitanti delle isole, che già si erano abituati a questo sacerdote in buona salute e temprato, intelligente e di buona cultura, piuttosto disponibile con tutti, che aveva avviato la Parrocchia, battezzato bimbi, celebrato matrimoni, fatto funerali e insegnato il catechismo a piccoli e grandi. Che aveva fatto da “mediatore culturale” (come abbiamo già visto in altre puntate), da interprete (tra cagliaritani, galluresi, corsi, piemontesi, toscani ecc.), e che s’era anche adoperato per dirimere alcune controversie tra pastori. Ad ogni buon conto, se Messa solenne ci fu, in occasione del primo anniversario della nascita della comunità maddalenina, come è verosimile che sia stato, quel 14 ottobre del 1768, a celebrarla fu il canonico Virgilio Mannu ed in prima fila c’era il capitano Duret, insieme agli altri militari ed ai “civili” isolani d’origine corsa (la Corsica nel frattempo era stata occupata dall’esercito francese), piuttosto sicuri, a quel punto, d’aver fatto, un anno prima, col grido “Viva chi vince”, come vedremo nella prossima puntata, la scelta giusta.          

   Claudio Ronchi

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 1. Domenica 14 ottobre ore 18.00 nella chiesa di S. Maria Maddalena S. Messa presieduta dal vescovo Mons. S. Sanguinetti in occasione dell’insediamento di don Andrea.

  2.Orari delle attività sportive dell’Oratorio San Domenico Savio

Calcetto:

Lunedì e mercoledì dalle 17.00 alle 18.00 ragazzi da 8 a 11 anni.

18.00-19.00 teenager dai 12 ai 15 anni

Martedì e giovedì 16.30 -17.30 bambini 5 – 6 anni

17.30 -18.30 bambini 6-7 anni

18.30 -19.45 ragazzi 10 -13 anni.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 14 ottobre

* Ore 18.00. Messa solenne, alla presenza del Vescovo, per l’introduzione del nuovo parroco don Andrea Domanski.

  2) Giovedì 18 ottobre

* Festa di san Luca evangelista.

* Ore 16,30, nella cappella dell’ospedale, santa Messa in onore di san Luca medico, patrono dei medici e del personale paramedico.

  3) Sabato 20 ottobre

* Ore 17.30: Messa della Cresima presieduta da Mons. Sanguinetti.

  4) Domenica 21 ottobre

* Giornata Missionaria Mondiale.

* Le questue delle Messe saranno destinate alle Pontificie Opere Missionarie.

* Pellegrinaggio a Cagliarti per il 10° anniversario della beatificazione di Suor Giuseppina Nicòli. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano.

 

 

 

 

Orari delle Messe

 

nelle Chiese dell’Isola

 

 Giorni Festivi

 

 Ore 8.00  Bambino Gesù (Due Strade)

 

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

 

Ore10.30 Madonna della Pace - Stagnali

 

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

 

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

 

 

 Sabato e Prefestivi

 

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

 

Ore 17.30 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

 

 

Giorni Feriali

 

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

 

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

 

 

 Ogni prima domenica del mese:

 

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

 

 

Ogni secondo sabato del mese:

 

Ore 16.00 SS.Trinità

 

 

 

M A G I S T E R O

 L’UOMO NON DIVIDA CIO’ CHE DIO HA CONGIUNTO

 Il Vangelo di Mc 10,2-16 ci offre la parola di Gesù sul matrimonio. Il racconto si apre con la provocazione dei farisei che chiedono a Gesù se sia lecito a un marito ripudiare la propria moglie, così come prevedeva la legge di Mosè. Gesù anzitutto, con la sapienza e l’autorità che gli vengono dal Padre, ridimensiona la prescrizione mosaica dicendo: «Per la durezza del vostro cuore egli – cioè l’antico legislatore – scrisse per voi questa norma». Si tratta cioè di una concessione che serve a tamponare le falle prodotte dal nostro egoismo, ma non corrisponde all’intenzione originaria del Creatore.

E qui Gesù riprende il Libro della Genesi: «Dall’inizio della creazione (Dio) li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola». E conclude: «Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Nel progetto originario del Creatore, non c’è l’uomo che sposa una donna e, se le cose non vanno, la ripudia. No. Ci sono invece l’uomo e la donna chiamati a riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio.

Questo insegnamento di Gesù è molto chiaro e difende la dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà. Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo. Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere.

Ed è la stessa pagina evangelica a ricordarci, con grande realismo, che l’uomo e la donna, chiamati a vivere l’esperienza della relazione e dell’amore, possono dolorosamente porre gesti che la mettono in crisi. Gesù non ammette tutto ciò che può portare al naufragio della relazione. Lo fa per confermare il disegno di Dio, in cui spiccano la forza e la bellezza della relazione umana. La Chiesa, da una parte non si stanca di confermare la bellezza della famiglia come ci è stata consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione; nello stesso tempo, si sforza di far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa.

Il modo di agire di Dio stesso con il suo popolo infedele – cioè con noi – ci insegna che l’amore ferito può essere sanato da Dio attraverso la misericordia e il perdono. Perciò alla Chiesa, in queste situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario, di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di amore, di carità e di misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti. Invochiamo la Vergine Maria, perché aiuti i coniugi a vivere e rinnovare sempre la loro unione a partire dal dono originario di Dio.

(Angelus- Domenica 07/10/2018)

 

TUTTO IL VANGELO IN UN PASSO

BUON-SAMARITANO-13102018Il dottore della legge voleva mettere alla prova Gesù e gli ha teso un tranello (cfr Lc 10, 25-37). Ma Gesù ha ribadito la legge: “Amerai il tuo Dio e il tuo prossimo come te stesso”. A quel pnto il dottore della legge, un po’ per giustificarsi, per uscire dalla difficoltà, ha replicato: “E chi è mio prossimo?”. Ed è csì cheGesù racconta questa parabola in cui ci sono sei personaggi: i briganti, il ferito, il sacerdote, il levita, il samaritano e il locandiere. Sono sei e tutti entrano in gioco lì. In realtà, i briganti continuano la loro vita sulle strade, aspettando un’altra vittima. Poi il povero ferito rimane lì, per terra, perché “i briganti lo percossero a sangue, lasciandolo mezzo morto”. La vittima non era cosciente. Giaceva lì.

“Per caso”, dice Gesù, un sacerdote scendeva per quella medesima strada. Ah, grazie a Dio un sacerdote si potrebbe dire; ma quando vide l’uomo ferito, il sacerdote “passò oltre : questa parola deve entrare oggi nel nostro cuore: “passò oltre”.

Nella parabola si affaccia anche un levita, uno scelto per la funzione sacra, un uomo di cultura della legge, che giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Dunque questi due erano funzionari e avevano fatto il ruolo del funzionario: “Non tocca a me. Per strada pregherò per questo, ma non tocca a me. Anzi, se io andassi lì e toccassi quel sangue, rimarrei impuro e non potrei celebrare.

Invece, a non passare oltre quell’uomo ferito è un samaritano, che era in viaggio: “passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Ma un samaritano era un peccatore, uno scomunicato dal popolo di Israele. Eppure proprio il più peccatore “ebbe compassione”.

Si sporcò le mani e le vesti e, poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo : Non ha detto “ma io lo lascio qui, chiamate i medici che vengano. Io me ne vado, ho fatto il mio”. No, “si prese cura”, come dicendo: “adesso tu sei mio, non per possessione, ma per servirti”.

Il samaritano non era un funzionario, era un uomo con il cuore aperto. E sicuramente, l’albergatore pensò: “Mah, sarà un parente” — “È tuo cugino questo?” — “No, no, no” — “Ma tu lo conoscevi?” — “No, no, no, io l’ho trovato sulla strada, poveretto, e te l’ho portato”.

Il locandiere avrà pensato: “Questo è pazzo!” quando il samaritano affittò una stanza per assisterlo. Si legge infatti nel vangelo di Luca: Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”.

Quel samaritano mai aveva immaginato che sulla strada avrebbe trovato una persona del genere. Ma era aperto alle sorprese.

Vi domando : “Tu sei cristiano? Tu sei cristiana?” — “Sì sì sì, vado le domeniche a messa e cerco di fare il giusto, meno chiacchierare perché sempre mi piace chiacchierare, ma il resto lo faccio bene”. La domanda vera è: “Ma tu sei aperto, tu sei aperta alle sorprese di Dio o sei un cristiano funzionario, chiuso?” — “Io faccio questo, faccio la messa la domenica, la comunione, la confessione una volta l’anno, questo, questo: io sono in regola”.

Proprio quelli che ragionano così, sono i cristiani funzionari, quelli che non sono aperti alle sorprese di Dio, quelli che sanno tanto di Dio ma non incontrano Dio. Quelli che mai entrano in stupore davanti a una testimonianza. Anzi, sono incapaci di dare testimonianza.

Dunque questa è la domanda da farci oggi, tutti noi. Tutti noi, laici e pastori. Tutti .

Ma c’è un’altra cosa : alcuni teologi antichi dicevano che in questo passo è racchiuso tutto il Vangelo. Ognuno di noi è l’uomo lì, ferito, e il samaritano è Gesù. E ci ha guarito le ferite. Si è fatto vicino. Si è preso cura di noi. Ha pagato per noi. E ha detto alla sua Chiesa: “Ma se c’è bisogno di più, paga tu, che io tornerò e pagherò”. È importante dunque pensarci bene, perché in questo brano c’è tutto il Vangelo. Bisogna essere cristiani sul serio. Cristiani che non hanno paura di sporcarsi le mani, le vesti, quando si fanno vicini. Cristiani aperti alle sorprese. Cristiani che, come Gesù, pagano per gli altri. (Meditazione nella cappella della domus Sanctae Marthae - Lunedì, 8 ottobre 2018)

 

 CATECHESI SUI COMANDAMENTI:

Non uccidere

 Questo comandamento si erge come una muraglia a difesa del valore basilare nei rapporti umani. E qual è il valore basilare nei rapporti umani? Il valore della vita. Per questo, non uccidere.

Si potrebbe dire che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano , dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, cioè, in qualche modo, uccidere.

Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: è giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema? E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. E’ come affittare un sicario per risolvere un problema. Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita da dove nascono in fondo? Dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo.  

E che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro – meglio togliere di mezzo questo, perché costerà –, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita qual è? E’ l’amore con cui Dio la ama! Questa è la misura.

Il segreto della vita ci è svelato da come l’ha trattata il Figlio di Dio che si è fatto uomo fino ad assumere, sulla croce, il rifiuto, la debolezza, la povertà e il dolore (cfr Gv 13,1). In ogni bambino malato, in ogni anziano debole, in ogni migrante disperato, in ogni vita fragile e minacciata, Cristo sta cercando il nostro cuore, per dischiuderci la gioia dell’amore.

Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!

Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: «Non uccidere». A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio! Non sottovalutarti, non disprezzarti con le dipendenze che ti rovineranno e ti porteranno alla morte! Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati. Lui è «amante della vita»: è bello questo. E noi tutti gli siamo così cari, che ha inviato il suo Figlio per noi. «Dio infatti – dice il Vangelo – ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). (Udienza Generale – Mercoledì 10/10/2018)

 
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