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n° 6 Sabato 9 Febbraio 2019

 

EDITORIALE

 Si conclude il 250° della Parrocchia di Santa Maria Maddalena.

 Il 31 gennaio dell’anno scorso abbiamo iniziato le celebrazioni del 250°della Parrocchia in coincidenza con la data del primo Battesimo. Durante tutto l’anno abbiamo avuto  momenti forti. Il Vescovo Mons. Sanguinetti, con la sua presenza, ha sottolineato l’importante ricorrenza, specialmente in occasione della festa di Santa Maria Maddalena. Il Comitato Festeggiamenti che in questi giorni sta per passare il testimone al Comitato classe ‘69, ha dato lustro alla ricorrenza  non solo dandosi il nome di: “Comitato del 250°” ma soprattutto realizzando tante belle iniziative che hanno fatto da cornice: in particolare ricordiamo  i bei cori che hanno animato la novena di Santa Maria Maddalena,  per l’inaugurazione del presepio e la presenza numerosa dei membri del Comitato alle celebrazioni solenni. Anche l’Amministrazione comunale si è unita alle celebrazioni con la presenza ai  momenti più solenni, ma anche organizzando eventi di grande risonanza  come  “Voci di  maggio” con l’arrivo delle reliquie di Santa Rita, dei pellegrini, degli sbandieratori e dei figuranti. Anche il concerto estivo con la cantante suor Cristina in Piazza Comando è stato molto apprezzato. Il nostro giornalista Claudio Ronchi durante tutto l’anno sul Bollettino Interparrocchiale ha dato notizia dei primi passi della comunità cristiana di La Maddalena, le sue feste, i suoi preti, la prima chiesa,  Battesimi, Matrimoni, funerali. Ha tenuto alcune conferenze: quella sulla prima chiesa dell’Isola, quella sul ruolo della parrocchia nella  battaglia del 23 febbraio contro i Francesi.  Altre tappe importanti della comunità attendono di essere considerate: la costruzione della nuova chiesa, rapporto con la Marina e l’autorità civile, l’Istituto San Vincenzo con l’arrivo delle suore Figlie della Carità, la chiesa dell’Agonia di N.S.G.C., le figure di don Antonio Vico e Padre Salvatore Vico, la costruzione della chiesa del Bambino Gesù, la figura storica di Mons. Capula. La storia è maestra di vita. Dare uno sguardo religioso alla storia della comunità cristiana maddalenina, che ha pure influito sull’intera comunità civile, ci aiuta oggi a ringraziare Dio  per  i molteplici doni di natura e di grazia, per  custodirli e valorizzarli. Ricordare i buoni esempi del passato  ci aiuta a imitarli, gli errori a non ripeterli. Il nuovo parroco, don Andrea, che ha iniziato il suo mandato proprio in questo anno 250°, ha raccomandato di approfondire le nostre radici a cominciare dal Battesimo, perché è da quel germe divino deposto in noi nel Battesimo, che scaturisce  la forza capace di trasformare la nostra vita e quella di una comunità.                                     

  D.D.

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ La Giornata per la Vita.

festa giornata della vita (1)Domenica 3 febbraio in tutta la chiesa è stata celebrata la 41a Giornata per la Vita e durante la Messa delle ore 11 a S. Maria Maddalena c'è stata la benedizione di tutti i bambini nati e battezzati nell'ultimo anno e anche delle mamme in attesa di un figlio, proprio per ringraziare il Signore del grande e prezioso dono della vita. Così don Andrea Domanski all'inizio della celebrazione "vogliamo pregare perchè la vita venga rispettata e preservata dal momento del concepimento fino alla morte naturale". La giornata mondiale per la vita è stata istituita 41 anni fa dai Vescovi italiani all'indomani dell'approvazione della legge sull'aborto volontario in Italia e quest'anno essi  hanno rivolto alla comunità cristiana e alla comunità civile un messaggio dal titolo "È vita è futuro": la vita è il dono più prezioso fatto all'uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. festa giornata della vita (2)Siamo chiamati all'accoglienza della vita prima e dopo la nascita in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata, alla cura di chi soffre per la malattia o per la violenza subita". Purtroppo però nella nostra società accadono dei fatti terribili dove la vita non viene rispettata, violenze, omicidi e non ultimo due settimane fa nello stato di New York è stato dichiarato il diritto all'aborto come diritto umanitario: il diritto di uccidere è stato allungato fino al 9° mese di gravidanza! "Un fatto  che mi fa rabbrividire," ha dichiarato don Andrea," l'uomo non può accampare il diritto di uccidere e non può pensare che chi è malato non ha il diritto di vivere!" Ho letto una frase tempo fa che rende bene  quanto è abominevole l'aborto: ogni volta che viene versato il sangue  di un bambino, è un olocausto a Satana, l'anima grida per il dolore e se ne ode il grido al cielo che ne è scosso! Papa Francesco ha fatto presente che l'aborto non può essere presentato come un diritto umano e che spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare è in ogni caso un tradimento della nostra vocazione, oltre che del patto che lega tra loro le generazioni, patto che consente di guardare avanti con speranza e ha espresso apprezzamento per il Movimento per la Vita. Infatti grazie all'attività dei centri di aiuto alla vita sono nati più di 200 mila bambini che erano a rischio di morte, restituendo così alle loro mamme la gioia e la serenità. Credo che questo sia un bel messaggio di speranza per tutti!

Maria Vitiello

 

Festeggiamo la vita con Don Bosco.

Il Consiglio direttivo dell’oratorio ringrazia tutta la comunità che la settimana scorsa ha partecipato alla vendita di beneficenza in favore delle attività dello stesso. Un ringraziamento particolare alle catechiste che hanno coordinato i bambini e i ragazzi nella vendita; ai gruppi parrocchiali che hanno collaborato nella preparazione dei dolci e a tutti coloro che in diverso modo vi hanno contribuito. Il ricavato è stato di €1.530, la somma andrà ad aiutare le iniziative per i ragazzi, in modo particolare servirà per l’acquisto di un biliardino.

I giorni di festa si sono conclusi infine con il pomeriggio in oratorio, guidato da una stupenda merenda e da giochi, musica e animazione per festeggiare la vita e scoprire che è un dono prezioso.

 

 

Festeggiata la memoria di suor Giuseppina Nicoli.

beata-nicoliIl 3 febbraio ricorreva l'anniversario della Beatificazione di suor Giuseppina Nicoli, essendo stata beatificata  proprio il 3 febbraio 2008, ma nella nostra isola la Messa in sua memoria è stata celebrata lunedì 4 febbraio nella piccola ma accogliente chiesa di Gesù Bambino di Praga dove, ai piedi dell'altare faceva bella mostra il suo ritratto.  È stato don Davide Mela  a presiedere la celebrazione che è stata resa gioiosa dalla musica e dalle voci del coro di Gesù Bambino e, non potevano certo mancare, erano presenti le suore dell'istituto San Vincenzo con la Madre Superiora suor Maria Rosaria. Queste le parole di don Davide all'inizio della celebrazione "siamo qui riuniti stasera  nel ricordo di suor Giuseppina Nicoli che celebriamo in questa chiesa vicina alla casa di accoglienza a lei intitolata. La comunità è molto legata a questa figura che nel suo servizio alla Chiesa ha dato un grande supporto alla comunità Vincenziana, affinché potesse svolgere la sua missione verso i piccoli, i poveri e gli emarginati. Lei non ha vissuto stabilmente all'isola, ma era venuta qui per accompagnare la prima Madre Superiora per l'apertura della casa Vincenziana e ne ha sempre sostenuta l'opera. Per questo motivo la nostra comunità ha voluto dedicarle la casa di accoglienza."

 

La Maddalena

Sabato 9 febbraio 2019

 Suor Giuseppina era nata in provincia di Pavia e conseguì il diploma di maestra con il segreto desiderio di dedicarsi all'educazione dei bambini poveri. A 21 anni abbandonò tutto e la sua missione cominciò a Cagliari. Lì riunì giovani donne laiche consacrate e diede vita alla fondazione "Damine della Carità", per visitare i poveri e dare sollievo agli ammalati.

Ma più di tutto si dedicò ai ragazzi poveri di strada con la delicatezza di una mamma, fece loro scuola e li istruì nella fede. Affidandoli alla protezione di Maria li chiamò "I Marianelli", ovvero i monelli di Maria. La carità è stata la regola dei suoi pensieri, delle sue parole e delle sue azioni, sempre però in un cammino di umiltà, come un atto di amore per il Signore. Al termine della Messa i presenti hanno potuto venerare le sue reliquie, le quali sono anche conservate nell'altare della chiesa di Moneta. Queste le parole conclusive di don Davide: ci affidiamo a lei che si è spesa per i poveri affinché possa custodire le opere di carità nella nostra isola!".  

   Maria Vitiello

 

■ Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

È  il tema della  Giornata Mondiale del Malato di quest’anno. La Giornata fu indetta 27 anni fa dal papa san Giovanni Paolo II ogni 11 di febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes. Si sa che al santuario di Lourdes accorrono, portati dai volontari,  moltitudini di malati, essi trovano presso la Santissima Vergine, sollievo nello spirito e tante volte anche nel corpo. Molti scoprono il valore misterioso della sofferenza. Quest’anno la Giornata del Malato si celebrerà in modo solenne a Calcutta, con un chiaro riferimento a santa Madre Teresa di Calcutta che ha reso visibile l’amore di Dio per i poveri e i malati. Ella si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato. Ella insegna l’amore gratuito verso tutti senza distinzione di lingua, di cultura, di popolo o di religione. La Giornata del Malato a La Maddalena la celebreremo il giorno 12 febbraio, quando verrà il Vescovo e celebrerà la Messa per i malati alle ore 17.00. In questa Giornata la Chiesa, madre di tutti  i suoi figli, soprattutto infermi, prega per i malati, perché animati dalla speranza che non delude, sperimentino la forza consolatrice dello Spirito Santo. Prega per i medici e per il personale ospedaliero perché con amore mettano a servizio dei malati  la loro scienza e competenza, e a tutti ricorda che i gesti di dono gratuito, come quelli del Buon Samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione. Il Papa nel suo messaggio per la Giornata, ringrazia e incoraggia  tutte le associazioni di volontariato che si occupano dei malati, quelle che provvedono alle donazioni di sangue (es. l’A.V.I.S.) o di organi (es.A.I.D.O.), quelle che assistono moralmente e anche materialmente i malati soli (es. il V.O.), quelle che tutelano i diritti dei malati (pensiamo al gruppo di volontari che da mesi manifesta per difendere il nostro ospedale). Pensiamo anche ai ministri straordinari della Comunione eucaristica che visitano i malati nelle case e a quanti danno sostegno morale e spirituale agli infermi.

 

■ I cattolici e le elezioni

Ci prepariamo a due appuntamenti elettorali importanti: le elezioni regionali il 24 febbraio e quelle europee in maggio. Il cristiano è sempre cristiano, in chiesa, in casa, al lavoro, in negozio, nel campo sportivo, nel seggio elettorale. L’insegnamento di Gesù è come una lampada sul candelabro, illumina tutta la casa, ogni angolo. È  chiaro che ci possono essere scelte diverse ma sempre in armonia col Vangelo. Nelle settimane scorse la Commissione regionale di Pastorale sociale e del lavoro ha organizzato un incontro invitando i candidati alle prossime elezioni regionali, presente l’arcivescovo di Cagliari Mons. Miglio, delegato dai Vescovi sardi per la pastorale sociale, perché presentassero i loro programmi. Recentemente ha dato alcune indicazioni ai cattolici e alle persone di buona volontà, in vista delle prossime votazioni regionali. Innanzitutto ha ricordato che votare è un diritto ed un dovere, quello di dare il proprio contributo di partecipazione alla vita della nostra Regione. Nella scelta dei candidati e delle rispettive liste, ha indicato sette priorità da tenere presenti per essere in armonia con lo spirito del Vangelo e con la dottrina sociale della Chiesa. Prima priorità: la centralità della persona (nella accoglienza, inclusione e integrazione) e valorizzare le potenzialità del territorio (aspetto economico-produttivo). Seconda: affrontare la crisi occupazionale che coinvolge i giovani, ma non solo. Terza: l’istruzione, rilancio della formazione professionale. Quarta: le infrastrutture (strade, trasporti, insularità). Quinta: sanità (anziani, malati psichici, disabili, zone disagiate). Sesta: spopolamento delle zone interne (emorragia continua, il tasso di fecondità è il più basso in Italia). Settima: rispetto della natura e dell’ambiente. Tante motivazioni possono suggerire questa o quella scelta nel voto, ma quelle sopra indicate devono avere la precedenza perché sono secondo lo spirito del Vangelo.

 

■Carnevale in famiglia.

La Commissione Famiglia interparrocchiale riunitasi  Mercoledì 6 Febbraio ha approvato una serie di iniziative programmate insieme ai responsabili degli Oratori per il periodo di Carnevale. Gruppo Famiglie invita ai seguenti eventi: Sabato 16 Febbraio San Valentino Carnaval Oratorio S. D. Savio Moneta h 19.30 cena e ballo. Sabato 23 Febbraio Oratorio San Giovanni Bosco h 19.30 Apricena e ballo. Sabato 2 Marzo Oratorio San  Domenico Savio Moneta h 19. 30 festa in maschera con cena e ballo. Sabato 9 Marzo Oratorio San Domenico Savio Moneta h 19.30 Festa della Donna con cena e quattro chiacchiere in famiglia.

Per quanto riguarda l'incontro con le famiglie a marzo è prevista la conferenza con il dott. Lorenzo Braina, in seguito daremo giorno e ora.

 

■ La vita parrocchiale agli inizi del 1769

Ci fu un vuoto di 3 mesi e mezzo tra l’ultimo battesimo amministrato a La Maddalena (il 18 ottobre 1768) dal canonico Virgilio Mannu e quello successivo (il 5 febbraio 1769) ad opera del successore, parente e omonimo parroco don Virgilio Mannu. E non è che in quel periodo non ci furono nascite. Il 30 ottobre del 1768 vide infatti la luce a Maddalena isola, una bimba alla quale i genitori diedero un solo nome: Madalena (con una d). Era figlia legittima di Paolo Buyoni e Maria Giuseppa Mancina. I cognomi dei due genitori non sembrerebbero corsi o corso-isolani, tipici di coloro che abitavano Maddalena, Caprera e le altre più piccole ai tempi dell’occupazione militare, per cui si potrebbe trattare o della figlia di un militare e di altra famiglia venuta ad abitare qui, nel frattempo, per lavoro. Credo che sia opportuno notare il nome che i genitori vollero dare alla bimba, Madalena, proprio in omaggio all’isola che li stava accogliendo. La piccola fu battezzata all’età di 3 mesi e mezzo, il 25 febbraio 1769, da due maddalenini doc: un Millelire fu il padrino e Maria Culiolo la madrina (non sappiamo se fossero coniugi), proprio a sottolineare anche l’integrazione di quella famiglia nell’Isola. Per il nuovo parroco don Mannu non si trattava tuttavia del suo primo battesimo: Il 5 febbraio 1769 infatti aveva battezzato, come abbiamo visto nel numero scorso, Stefano Lucifero Giovanni Remigio Aloisio Martini, nato il 27 gennaio, figlio legittimo di Pasquale Martini, cagliaritano, e di Maddalena Ornà (Ornano), isolana. Nello stesso giorno aveva ricevuto il battesimo anche Maria Francesca Lucia Ornà (Ornano), nata il 23 gennaio precedente, figlia di Francesco Ornà e Laura Maria. Madrina fu Maria Ornà, isolana, e Stefano Barbery, non maddalenino, di un paese il cui nome nel registro parrocchiale risulta illeggibile.

 Claudio Ronchi

 

■ Condoglianze ai familiari di Gianbenedetto Frau che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Da domenica 10 febbraio la S. Messa a Stagnali sarà celebrata ogni seconda domenica del mese alle ore 10.30.

 2. Lunedì 11 febbraio memoria della Madonna di Lourdes. Giornata del Malato.

 3. Martedì 12 febbraio ore 17.00 in occasione della Giornata del Malato la S.Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti nella chiesa di S. Maria Maddalena, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

 4. Sabato 16 febbraio ore 19.30 nell’Oratorio di Moneta cena e serata di ballo in occasione di San Valentino organizzata dal Gruppo Famiglie.

 5. Domenica 17 febbraio

● Dalle ore 16.00 nell’ Oratorio di Moneta festa in maschera per bambini.

● Alle ore 16.00 presso l’Oratorio San Giovanni Bosco il Gruppo Socio Politico Cristiano organizza un incontro con tutti i candidati locali alle prossime elezioni regionali per arrivare più preparati alle votazioni.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1. Domenica 10 febbraio ore 18.00 S. Messa e passaggio di consegne tra il Comitato festeggiamenti 250 anni e Comitato classe ’69.

 2. Lunedì 11 febbraio memoria della Madonna di Lourdes. Giornata del malato.

 3. Martedì 12 febbraio ore 17.00 Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico.

 4. Giovedì 14 febbraio ore 18.45 incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale nella biblioteca.

 5.Sabato 16 febbraio ore 19.30 nell’Oratorio di Moneta cena e serata di ballo in occasione di San Valentino organizzata dal Gruppo Famiglie.

  6.Domenica 17 febbraio

● Dalle ore 16.00 nell’ Oratorio di Moneta festa in maschera per bambini.

● Alle ore 16.00 presso l’Oratorio San Giovanni Bosco il Gruppo Socio Politico Cristiano organizza un incontro con tutti i candidati locali alle prossime elezioni regionali per arrivare più preparati alle votazioni.

 7. Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Porto Vecchio ed Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

 8. Dal 3 all’11 maggio pellegrinaggio parrocchiale a: Padova, Loreto, Pescara, luoghi nativi di Padre Pio, Matera e Pietrelcina. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

 

 Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni secondo sabato del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace - Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Locandina festa bambini 2019

 

M A G I S T E R O

 DOBBIAMO ACCOGLIERE LA VOLONTÀ DEL PADRE E TESTIMONIARLA AGLI ALTRI

 Domenica scorsa la liturgia ci aveva proposto l’episodio della sinagoga di Nazaret, dove Gesù legge un passo del profeta Isaia e alla fine rivela che quelle parole si compiono “oggi”, in Lui. Gesù si presenta come colui sul quale si è posato lo Spirito del Signore, lo Spirito Santo che lo ha consacrato e lo ha mandato a compiere la missione di salvezza in favore dell’umanità. Il Vangelo di oggi (cfr Lc 4,21-30) è la prosecuzione di quel racconto e ci mostra lo stupore dei suoi concittadini nel vedere che uno del loro paese, «il figlio di Giuseppe», pretende di essere il Cristo, l’inviato del Padre.

Gesù, con la sua capacità di penetrare le menti e i cuori, capisce subito che cosa pensano i suoi compaesani. Essi ritengono che, essendo Lui uno di loro, debba dimostrare questa sua strana “pretesa” facendo dei miracoli lì, a Nazaret, come ha fatto nei paesi vicini. Ma Gesù non vuole e non può accettare questa logica, perché non corrisponde al piano di Dio: Dio vuole la fede, loro vogliono i miracoli, i segni; Dio vuole salvare tutti, e loro vogliono un Messia a proprio vantaggio. E per spiegare la logica di Dio, Gesù porta l’esempio di due grandi profeti antichi: Elia ed Eliseo, che Dio aveva mandato a guarire e salvare persone non ebree, di altri popoli, ma che si erano fidate della sua parola.

Di fronte a questo invito ad aprire i loro cuori alla gratuità e alla universalità della salvezza, i cittadini di Nazaret si ribellano, e addirittura assumono un atteggiamento aggressivo, che degenera al punto che «si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero sul ciglio del monte […], per gettarlo giù». L’ammirazione del primo istante si è mutata in un’aggressione, una ribellione contro di Lui.

Il ministero pubblico di Gesù comincia con un rifiuto e con una minaccia di morte, paradossalmente proprio da parte dei suoi concittadini. Gesù, nel vivere la missione affidatagli dal Padre, sa bene che deve affrontare la fatica, il rifiuto, la persecuzione e la sconfitta. Un prezzo che, ieri come oggi, la profezia autentica è chiamata a pagare. Il duro rifiuto, però, non scoraggia Gesù, né arresta il cammino e la fecondità della sua azione profetica. Egli va avanti per la sua strada, confidando nell’amore del Padre.

Anche oggi, il mondo ha bisogno di vedere nei discepoli del Signore dei profeti, cioè delle persone coraggiose e perseveranti nel rispondere alla vocazione cristiana. Persone che seguono la “spinta” dello Spirito Santo, che le manda ad annunciare speranza e salvezza ai poveri e agli esclusi; persone che seguono la logica della fede e non del miracolismo; persone dedicate al servizio di tutti, senza privilegi ed esclusioni. In poche parole: persone che si aprono ad accogliere in sé stesse la volontà del Padre e si impegnano a testimoniarla fedelmente agli altri.

Preghiamo Maria Santissima, perché possiamo crescere e camminare nello stesso ardore apostolico per il Regno di Dio che animò la missione di Gesù.

(ANGELUS -  Domenica 03 Febbraio 2019)

 

NON SARAI BEATO, MA SEI BEATO

 

Beati: è la parola con cui Gesù comincia la sua predicazione nel Vangelo di Matteo. Ed è il ritornello che Egli ripete oggi, quasi a voler fissare nel nostro cuore, prima di tutto, un messaggio basilare: se stai con Gesù, se come i discepoli di allora ami ascoltare la sua parola, se cerchi di viverla ogni giorno, sei beato. Non sarai beato, ma sei beato: ecco la prima realtà della vita cristiana. Essa non si presenta come un elenco di prescrizioni esteriori da adempiere o come un complesso insieme di dottrine da conoscere. Anzitutto non è questo; è sapersi, in Gesù, figli amati del Padre. È vivere la gioia di questa beatitudine, è intendere la vita come una storia di amore, la storia dell’amore fedele di Dio che non ci abbandona mai e vuole fare comunione con noi sempre. Ecco il motivo della nostra gioia, di una gioia che nessuna persona al mondo e nessuna circostanza della vita possono toglierci. È una gioia che dà pace anche nel dolore, che già ora fa pregustare quella felicità che ci attende per sempre. Cari fratelli e sorelle, nella gioia di incontrarvi, questa è la parola che sono venuto a dirvi: beati!

Ora, se Gesù dice beati i suoi discepoli, colpiscono tuttavia i motivi delle singole Beatitudini. In esse vediamo un capovolgimento del pensare comune, secondo cui sono beati i ricchi, i potenti, quanti hanno successo e sono acclamati dalle folle. Per Gesù, invece, beati sono i poveri, i miti, quanti restano giusti anche a costo di fare brutta figura, i perseguitati. Chi ha ragione, Gesù o il mondo? Per capire, guardiamo a come ha vissuto Gesù: povero di cose e ricco di amore, ha risanato tante vite, ma non ha risparmiato la sua. È venuto per servire e non per essere servito; ci ha insegnato che non è grande chi ha, ma chi dà. Giusto e mite, non ha opposto resistenza e si è lasciato condannare ingiustamente. In questo modo Gesù ha portato nel mondo l’amore di Dio. Solo così ha sconfitto la morte, il peccato, la paura e la mondanità stessa: con la sola forza dell’amore divino. Chiediamo oggi, qui insieme, la grazia di riscoprire il fascino di seguire Gesù, di imitarlo, di non cercare altro che Lui e il suo amore umile. Perché sta qui, nella comunione con Lui e nell’amore per gli altri, il senso della vita sulla terra. Credete a questo?

Vivere da beati e seguire la via di Gesù non significa tuttavia stare sempre allegri. Chi è afflitto, chi patisce ingiustizie, chi si prodiga per essere operatore di pace sa che cosa significa soffrire. Per voi non è certo facile vivere lontani da casa e sentire magari, oltre alla mancanza degli affetti più cari, l’incertezza del futuro. Ma il Signore è fedele e non abbandona i suoi.   Il Signore è vicino. Può succedere, di fronte a una prova o ad un periodo difficile, di pensare di essere soli, anche dopo tanto tempo passato col Signore. Ma in quei momenti Egli, anche se non interviene subito, ci cammina a fianco e, se continuiamo ad andare avanti, aprirà una via nuova. Perché il Signore è specialista nel fare cose nuove, sa aprire vie anche nel deserto (cfr Is 43,19). È la santità del vivere quotidiano, che non ha bisogno di miracoli e di segni straordinari. Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno. Chi le vive secondo Gesù rende pulito il mondo. È come un albero che, anche in terra arida, ogni giorno assorbe aria inquinata e restituisce ossigeno. Vi auguro di essere così, ben radicati in Cristo, in Gesù e pronti a fare del bene a chiunque vi sta vicino. Le vostre comunità siano oasi di pace.

Infine, vorrei soffermarmi brevemente su due Beatitudini. La prima: «Beati i miti» (Mt 5,5). Non è beato chi aggredisce o sopraffà, ma chi mantiene il comportamento di Gesù che ci ha salvato: mite anche di fronte ai suoi accusatori. Mi piace citare san Francesco, quando ai frati diede istruzioni su come recarsi presso i Saraceni e i non cristiani. Scrisse: «Che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani». Né liti né dispute – e questo vale anche per i preti – né liti né dispute: in quel tempo, mentre tanti partivano rivestiti di pesanti armature, san Francesco ricordò che il cristiano parte armato solo della sua fede umile e del suo amore concreto. È importante la mitezza: se vivremo nel mondo al modo di Dio, diventeremo canali della sua presenza; altrimenti, non porteremo frutto.

La seconda Beatitudine: «Beati gli operatori di pace». Il cristiano promuove la pace, a cominciare dalla comunità in cui vive. L’amore fraterno. Ecco, una Chiesa che persevera nella parola di Gesù e nell’amore fraterno è gradita al Signore e porta frutto. 

(Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti (3-5 Febbraio 2019) - S.MESSA - Omelia - Zayed Sports City (Abu Dhabi) - Martedì, 5 febbraio 2019)

 

VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI EMIRATI ARABI

 

Nei giorni scorsi ho compiuto un breve Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti che ha scritto una nuova pagina nella storia del dialogo tra Cristianesimo e Islam e nell’impegno di promuovere la pace nel mondo sulla base della fratellanza umana.

Per la prima volta un Papa si è recato nella penisola arabica. E la Provvidenza ha voluto che sia stato un Papa di nome Francesco, 800 anni dopo la visita di san Francesco di Assisi al sultano al-Malik al-Kamil. Ho pensato spesso a san Francesco durante questo Viaggio: mi aiutava a tenere nel cuore il Vangelo, l’amore di Gesù Cristo, la preghiera perché il dialogo tra il Cristianesimo e l’Islam sia fattore decisivo per la pace nel mondo di oggi. 

Oltre ai discorsi, ad Abu Dhabi è stato fatto un passo in più: il Grande Imam di Al-Azhar ed io abbiamo firmato il Documento sulla Fratellanza Umana, nel quale insieme affermiamo la comune vocazione di tutti gli uomini e le donne ad essere fratelli in quanto figli e figlie di Dio, condanniamo ogni forma di violenza, specialmente quella rivestita di motivazioni religiose, e ci impegniamo a diffondere nel mondo i valori autentici e la pace. Questo documento sarà studiato nelle scuole e nelle università di parecchi Paesi.  Con esso abbiamo voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare, e che, pur nella diversità delle culture e delle tradizioni, il mondo cristiano e quello islamico apprezzano e tutelano valori comuni: la vita, la famiglia, il senso religioso, l’onore per gli anziani, l’educazione dei giovani, e altri ancora.

Negli Emirati Arabi Uniti vive circa poco più di un milione di cristiani: lavoratori originari di vari Paesi dell’Asia. Ho celebrato l’Eucaristia nello stadio della città, annunciando il Vangelo delle Beatitudini. Nella Messa abbiamo pregato in modo particolare per la pace e la giustizia, con speciale intenzione al Medio Oriente e allo Yemen.

Cari fratelli e sorelle, questo Viaggio appartiene alle “sorprese” di Dio. Lodiamo dunque Lui e la sua provvidenza, e preghiamo perché i semi sparsi portino frutti secondo la sua santa volontà.

(Udienza Generale - 06/02/2019) a cura di A. Panzera

 
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n° 5 Sabato 2 Febbraio 2019

 

EDITORIALE

 L’Oratorio: casa e famiglia.

Buoni cristiani e onesti cittadini.

San-Giovanni-Bosco-e-San-Domenico-SavioL’Oratorio è da anni il centro delle attività delle parrocchie dell’Italia, anche in Sardegna questa realtà sta sempre di più prendendo piede, senza avere un grande slancio, ma comunque portando avanti varie attività. Anche nella nostra isola la realtà dell’oratorio è ben presente. Il più famoso è sicuramente l’Oratorio di Moneta intitolato a San Domenico Savio, che già dai tempi di don Riva porta avanti diverse attività per i ragazzi; anni fa era in funzione l’oratorio di due Strade e infine da qualche anno quello di via Cairoli, intitolato a San Giovanni Bosco. Grazie a Dio abbiamo l’opportunità di far vivere ai nostri ragazzi questa esperienza, di dare ancora un’ impronta educativa cristiana. In questi anni i due oratori spesso hanno collaborato insieme, anche perché entrambi associati all’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia), visti gli ultimi avvenimenti isolani della comunità cristiana dove il Vescovo ci ha chiesto di lavorare insieme sotto la guida di un unico padre, don Andrea, allora anche gli oratori che sono l’anima dell’azione di evangelizzazione, hanno bisogno sempre di più di una maggiore collaborazione. Proprio per questo si è arrivati alla decisione di unificare i due oratori, componendo un unico consiglio direttivo che abbia il compito di coordinare le attività oratoriali, questo sarà supportato da una “consulta” di cui faranno parte i rappresentanti dei gruppi che operano nell’oratorio: catechesi, cori San Giovanni Bosco e San Giovanni Paolo II, banda San Domenico Savio, Gruppo teatrale, Gruppo sportivo, Gruppo carnevale, Gruppo giovani, e sicuramente altri che stiamo iniziando a vedere i progetti e poi a proporli, il primo è quello del Gruppo San Tarcisio, i ministranti, chiamati a servire la Messa e non solo…

IMG-20190131-WA0007Non è da sottovalutare, anzi è da mettere in risalto come originariamente i due oratori hanno due santi molto importanti, ma soprattutto della stessa famiglia, denominata salesiana: San Giovanni Bosco è stato educatore, padre, maestro, di San Domenico Savio, il quale fin da piccolo ha seguito il Signore, il suo unico desiderio era stare con Dio. L’anima quindi del nostro oratorio non può che essere salesiana, don Bosco aveva a cuore la vita di ogni ragazzo, ma soprattutto la loro anima, diceva proprio a loro che solo un anima orientata a Dio è veramente felice. Ecco, abbiamo due grandi santi che ci accompagnano e allora cercheremo di seguire il loro esempio anche perché oggi più che mai l’emergenza educativa interpella tutta la comunità cristiana, non possiamo tirarci indietro perché l’educazione è la prima forma di carità in questo nostro secolo. Buoni cristiani e onesti cittadini è ciò che come oratorio porteremo avanti, uno dei punti focali del messaggio salesiano; ma per fare questo, come già detto, tutta la comunità si deve sentire chiamata a questo importante compito, iniziando con la preghiera e col supporto affettivo, “un cuore solo e un anima sola”, ma soprattutto chi ha desiderio di mettersi in gioco, di vivere un servizio educativo per l’evangelizzazione, si faccia avanti, inizieremo anche dei momenti importanti di formazione per crescere innanzitutto noi per primi nella fede, nella speranza e nella carità. Una cosa che non dovrà mai mancare sarà la Gioia, quella vera che nasce dall’incontro con Cristo. Buona missione a tutti.                                 

  Don Davide Mela

 

  I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Festa della Conversione di San Paolo: Messa interparrocchiale

"Avete dimostrato grande maturità nel vivere insieme le celebrazioni più importanti", queste le considerazioni che ha fatto il parroco don Andrea Domanski nell'editoriale dell'ultimo bollettino interparrocchiale, riferendosi naturalmente al fatto che le due comunità dell'isola stanno vivendo al meglio questo percorso di vita comunitaria. Una bella testimonianza è stata vissuta venerdì 25 gennaio nella chiesa di Moneta, con una messa interparrocchiale in occasione della chiusura della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, quando ricorreva la festa della Conversione di S. Paolo. Una figura quella di S.Paolo che mi ha sempre affascinato: grande persecutore della Chiesa e quindi di Gesù Cristo, diventato apostolo delle genti dopo l'evento straordinario che si verificò sulla strada di Damasco. L'avvenimento l'ha descritto bene Papa Benedetto XVI: "Il Cristo risorto appare a

 Saulo (divenuto poi Paolo) come una luce splendida, il suo splendore lo rende cieco, apparendo così esteriormente ciò che era la sua realtà interiore, la sua cecità nei confronti della verità, della luce che è Cristo!". E questo lo ha ben messo in evidenza don Andrea nella sua omelia dicendo che il Signore ha voluto dare un segno a Saulo con la sua cecità, facendogli capire che stava sbagliando strada e, servendosi di Anania, che vincendo le proprie resistenze và da Saulo e lo chiama "fratello": in quel momento gli si sono aperti gli occhi! "Non a caso è stata scelta, come conclusione della settimana per l'unità dei cristiani, proprio la festa della Conversione di S. Paolo: dobbiamo imparare da lui e pregare perché il Signore faccia vedere anche a noi la luce del Vangelo ed essere tutti una cosa sola". Don Andrea, che ha celebrato la messa insieme a don Domenico, ha così continuato "certo, va bene pregare per gli ortodossi e protestanti, ma nella nostra realtà maddalenina dobbiamo tener conto della "nostra" unità, delle "nostre" parrocchie! Prima di vedere le altre divisioni, dobbiamo per primi convertirci noi e mettere in pratica ciò che il Signore ci chiede". La messa è stata animata dalla musica di Davide Avolio con le voci del coro S. Giovanni Paolo II che, all'inizio della celebrazione hanno eseguito un canto contenente un chiaro invito per tutti noi: SE SIAMO UNITI GESÙ È FRA NOI!

Maria Vitiello

 

■ Ricordo di suor Luisa

suor Luisa PittauSabato 26 gennaio, in Santa Maria Maddalena, la Messa prefestiva delle ore 18:00, era anche in suffragio di suor Luisa Pittau, Figlia della Carità, nel primo anniversario della morte. Nata a Villacidro nel 1925, il nome postole da genitori era Maria. Assunse quello di Luisa ispirandosi alla cofondatrice della Congregazione (insieme a San Vincenzo de’ Paoli) nella quale era entrata, Santa Luisa de Marillac. Divenne suora nel 1947, all’età di 22 anni. A La Maddalena giunse nel 1972, l’anno dell’arrivo degli americani e qui è rimasta per ben 45 anni, fino al 26 gennaio 2017, anno della morte avvenuta all’età di 92 anni. Riposa nel cimitero di Villacidro, suo paese d’origine. Nella sua vita suor Luisa ha praticato la carità e l’insegnamento. Era infatti diplomata alle Magistrali ed era insegnante elementare. È stata anche direttrice della Scuola Elementare Parificata dell’Istituto San Vincenzo. Sono stati centinaia i bambini e le bambine che sono stati suoi alunni.

Claudio Ronchi

 

 

 

 

 

■ Festa del Santo Bambino Gesù di Praga 2019

Santo Bambino di Praga 1Come accade ormai da 86 anni la festa del Santo Bambino Gesù di Praga viene celebrata da sempre l'ultima domenica di Gennaio.

E così domenica 27 gennaio si è celebrata nella Chiesa del quartiere di Due Strade la Festa del Santo Bambino Gesù, preceduta dalla recita del Rosario e dal canto del Salve Regina, alla presenza di numerosi fedeli devoti. Purtroppo per il maltempo la statua di Gesù Bambino non è stata portata in processione per le vie del quartiere, come da tradizione.

  Alle 17,30 la Santa Messa solenne è stata officiata da Don Andrea, nuovo parroco di Santa Maria Maddalena e concelebrata da Don Domenico.

Don Andrea nell'omelia ha ricordato come quest'anno ricorre l'86° anniversario della consacrazione della Chiesa al Bambino Gesù di Praga, inaugurata nell'anno Santo 1933, il 17 di aprile. Nel Vangelo troviamo i modelli della nostra devozione: Maria, Giuseppe, i re Magi e i pastori.

Maria attese Gesù Bambino per nove mesi, lo diede alla luce nella capanna di Betlemme e lo curò con attenzione, con amore e con incredibile devozione.

Santo Bambino di Praga 2Metteva tutto il suo cuore in lui. Non pensava che a lui anche nelle faccende ordinarie della giornata, così come ha detto Don Andrea nell'omelia "Gesù è cresciuto fra le pentole".

Giuseppe si dedicò tutto a Gesù. Amò e aiutò con forza e tenerezza Maria nell'attesa della nascita di Gesù Bambino; lo custodì e lo educò, con lei, negli anni della sua fanciullezza e adolescenza.

I Re Magi, sono un altro esempio di autentica devozione a Gesù Bambino. Seguono la stella che li deve portare ad un re mandato per la salvezza e la gioia. Intraprendono un lungo cammino per incontrarlo, venerarlo e offrirgli i loro doni. Lo riconoscono re portando a lui dell'oro, lo riconoscono Dio donandogli l'incenso e lo riconoscono Salvatore sofferente, offrendogli la mirra. I Magi sono il simbolo di tutti coloro che cercano lealmente Gesù e che si dedicano generosamente a lui una volta che lo hanno trovato.

I pastori sono un altro splendido modello di devozione a Gesù Bambino: credono alla parola dell'angelo, corrono con i loro doni alla sua ricerca, gli offrono le loro cose, riconoscendolo nella fede e parlando di lui a tutti coloro che incontrano

Così come queste figure evangeliche anche noi vogliamo contemplare il grande mistero della Regalità di Gesù.

Gesù Bambino è chiamato anche "il piccolo Re". Perché?

Perché Gesù, da sempre è vero Figlio di Dio e Salvatore; Messia per tutti gli uomini, è anche Re del mondo e del nuovo Regno che lui stesso è venuto a fondare: la Chiesa, il Regno dei cieli. Ecco perché Gesù Bambino di Praga è vestito da Re.

Ha il manto rosso e la corona regale, tiene il mondo nella sua mano poiché è suo, lo ha creato, lo ha conquistato con la croce. Infatti su quel mondo è posta la croce. Egli vuole portare tutti al Padre.

È dunque degno di tutto il nostro amore e della nostra devozione.

Alla fine Don Andrea ha ringraziato tutti i parrocchiani che offrono la loro collaborazione, impegno e generosità per tenere bella questa Chiesa.

La liturgia è stata animata dal Coro del Bambino Gesù di Praga.

Terminata la funzione religiosa infine ha fatto seguito un rinfresco, molto gradito, di condivisione tra i fedeli convenuti.                        

Dott. Antonio Impagliazzo

 

■ Festeggiato a Due Strade il Santo Bambino di Praga

È stata la prima volta da parroco di don Andrea, il 27 gennaio scorso, per il Santo Bambino di Praga. Ha concelebrato con don Domenico, assistiti dall’accolito Antonio Panzera, e la Messa è stata animata dal coro fondato da don Albert Guevara, oggi parroco a Pittulongu (Olbia). Poi, come di consueto, un bel momento conviviale. È stata incentrata sulla tenerezza della casa di Nazaret, dove Gesù trascorse la propria infanzia, l’omelia di don Andrea, che ha ricordato quando, lui bambino, in Polonia sua terra natale, sentì da un anziano sacerdote parlare di un Santissimo Sacramento “che girava per la sua casa, in mezzo alle pentole, dietro la Madonna”. Momenti di intimità e di normalità quotidiana. O, facendo riferimento al film di Mel Gibson, drammatico e atrocemente crudele sulla passione di Cristo, don Andrea ha ricordato due momenti “tenerissimi e bellissimi” dell’infanzia di Gesù. Quando, “correndo vicino casa, inciampa, cade e si sbuccia un ginocchio, inizia a piangere e corre dalla mamma per gettarsi tra le braccia, come fanno tutti i bambini”. E poi quando, Gesù-ragazzo, aiuta la mamma a tirare il secchio dell’acqua dal pozzo, ad un certo punto prende l’acqua nelle mani e gliela spruzza sul viso. “Un gesto carinissimo, un gesto affettuoso che ci fa capire come la vita di quella famiglia, della sacra famiglia, fosse del tutto normale, fatta di momenti dolci, teneri, momenti delle risate, degli scherzi”. E a questa vita “normale”, ha ricordato don Andrea, Gesù ha dedicato il 90% del tempo che ha trascorso sulla terra. La realtà della nostra vita quotidiana, ha sottolineato, “non può essere divisa tra le cose della fede in chiesa e nel momento in cui prego, mentre tutto il resto è un’altra cosa. Dio è entrato nella nostra realtà” ha ricordato don Andrea, “e tutto quello che è umano non è distaccato da Dio”. Preghiamo il Santo Bambino di Praga che ci aiuti a scoprire le strade della quotidianità che ci portano al Signore, ha concluso il parroco.                                           

 Claudio Ronchi

 


■ Elezione Consiglio Direttivo Oratori “Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco”

oratori direttivoMercoledì 30 Gennaio alle 19.00, presso la Sala Consigliare della Parrocchia di Moneta, alla presenza del Parroco Don Andrea Domanski, si è riunita l’assemblea elettiva dei soci per la nomina del Consiglio Direttivo dell’Oratorio “Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco”. L’assemblea elettiva, su proposta del Presidente uscente, Don Andrea, ha nominato Presidente Don Davide Mela. Il Consiglio Direttivo è stato di seguito completato con le nomine di Franco Romano e Massimo Porcu come Vice presidenti, Simon Formentin e Tamara Tedde in qualità di Tesorieri e Luciano Ferrandu come Segretario. Tutti i membri del Consiglio Direttivo sono stati eletti all’unanimità, per alzata di mano.

Il Segretario Luciano Ferrandu

 

■ San Giovanni Bosco.

IMG-20190131-WA0008 Ieri, 31 Gennaio, nel salone dell’oratorio dedicato a San Giovanni Bosco, ci siamo ritrovati numerosi per festeggiare il nostro patrono.

Momenti di gioco per i ragazzi del catechismo e poi con una folta presenza di persone, abbiamo partecipato alla S. Messa, proprio in oratorio, concelebrata da Don Andrea e Don Davide, il quale durante l’omelia, ha spiegato ai bambini l’importanza dell’opera di San Giovanni Bosco, della sua vita dedicata ai piccoli orfani, alla sua grande capacità di non farli sentire soli, ma tutti ugualmente amati dal Padre e con quanta dedizione ne abbia fatto la sua ragione di vita.

Alla fine della celebrazione bel momento di convivialità, davanti ad una tavola con tante cose buone portate dai presenti.                       

  Le catechiste

 

■ Preghiera comunitaria per don Paolo Piras

Una notizia, quella del malore di don Paolo Piras, che ci ha lasciato tutti sgomenti. Lunedì mattina mentre si recava a S. Maria Maddalena per celebrare la messa, si è sentito male per la strada; subito soccorso da alcuni passanti è stato portato all'ospedale dove i medici, accortisi della gravità del caso, hanno chiamato l'elicottero del 118 per trasportarlo a Sassari. Ringraziamo Dio e i medici perché si è capita subito la gravità del malore. Operato d'urgenza per un'emorragia cerebrale, aspettiamo con ansia l'esito dell'operazione. Tutti noi isolani abbiamo subito raccolto l'invito dei sacerdoti di pregare per lui con il rosario, i vespri e la S. Messa mercoledì 30 gennaio e così, nonostante il tempo inclemente, la chiesa di S. Maria Maddalena si è riempita di persone che, con grande fervore, hanno innalzato a Dio le loro preghiere affinché il nostro caro don Paolo possa presto superare questo brutto momento. E, come ha detto il parroco don Andrea Domanski, seguendo l'esempio di don Paolo che si è sempre preso cura degli ammalati, essendo stato cappellano degli ospedali di Tempio e di La Maddalena, abbiamo pregato per lui e per tutti gli ammalati della nostra isola. Confidiamo in Dio affinché egli si riprenda e possa ritornare presto fra noi per continuare il suo ministero che tanto ama. Egli infatti dice : "Sono felicemente prete"!  

Maria Vitiello

 

■ Convegno “Seminario Vincenziano”

"Ogni anno la Famiglia Vincenziana Sarda si prepara a celebrare le ormai "Giornate di Seminario, Giornate di studio, di preghiera, di festa per ritrovarsi e occasione per consolidare legami. “Chiamati alla Santità” è stato il tema del convegno svoltosi a Sassari. Presenti tutte le realtà Vincenziane del nord Sardegna. Numerosi i partecipanti guidati dai Responsabili dei vari gruppi. Presenti anche le Suore Manzelliane dopo l'accoglienza, molto fraterna, si è dato inizio a un momento di preghiera intercalata da canti e pause di silenzio. Ha avuto luogo la proiezione di un video, intitolato:, “Chiamati alla Santità” dove si alternavano immagini della vita di San Vincenzo, confrontandola con le realtà di oggi che mirano a vivere la santità pur nelle diverse situazioni e contrasti.

Ma che cos'è che ha dato ai Santi la perseveranza di resistere sulla via del bene, soprattutto quando dovevano scegliere in condizioni avverse, a volte di ostacolo, quando anche di persecuzione? Dopo una breve pausa, Mons. Beniamino De Palma, Missionario Vincenziano, ha preso la parola: "Come battezzati siamo chiamati alla Santità". La santità è esperienza di vita che si realizza nel quotidiano attraverso la preghiera, il silenzio e l'impegno per gli altri. Dove c'è l'egoismo non c'è Dio. Cristo vive dove c'è relazione. Abbiamo un impegno gli uni verso gli altri. La santità è un cammino verso la pienezza che ci aiuta a trasmettere la bellezza e la gioia di appartenere al Signore. Alla fine della mattinata si è celebrata la Santa Messa molto animata e partecipata. All'offertorio sono stati portati diversi simboli, tra cui le immagini dei i nostri Santi e Beati che, con la loro vita hanno raggiunto i vertici della Santità alla scuola del Grande Santo della Carità San Vincenzo de Paoli.

Teresa Fonnesu e le Suore Figlie della Carità dell'Istituto San Vincenzo.

 

Febbraio 1769 (250 anni fa): Arrivò il nuovo parroco. Il 27 gennaio del 1769 nasceva a La Maddalena, Stefano Lucifero Giovanni Remigio Aloisio Martini. Era figlio legittimo di Pasquale Martini, cagliaritano, e di Maddalena Ornà (Ornano), isolana. Il piccolo Stefano non era solo il primo maddalenino nato in quell'anno ma anche il primo che il nuovo parroco don Virgilio Mannu (omonimo e cugino del canonico Virgilio Mannu, primo parroco arrivato nell'autunno del 1768 e andato via nell'autunno 1768) battezzò (non si sa dove perché la chiesa era ancora in costruzione) il successivo 5 febbraio 1769. Il babbo del piccolo Stefano dunque era cagliaritano e la mamma maddalenina (non sappiamo se nata in Corsica o a Maddalena o Caprera). L'atto di battesimo non riporta la professione del padre ma tutto lascia presumere che fosse un militare. E doveva essere piuttosto importante nel piccolo presidio sardo-piemontese se a battezzare il nostro maschietto fu nientemeno che il capitano Stefano Willy, comandante delle Isole dal novembre 1768 e la moglie Teresa Ternona, algherese. E al figlioccio i genitori misero come primo nome proprio quello del padrino. Questa nascita ci consente un'importante deduzione: considerato che il piccolo Stefano nacque in costanza di matrimonio (peraltro “misto” tra un'isolana e un cagliaritano), questo presumibilmente dovette essere celebrato non meno di 9/10 mesi prima e pertanto è probabile essere stato contratto tra marzo e aprile 1768 (benedetto dall'altro Virgilio Mannu, il canonico), e pertanto potrebbe essere stato il primo matrimonio celebrato alle Isole (nella stessa primavera ci fu anche quello del cannoniere S.Domenico che si sposò anche lui con un’isolana). Il dato è importante perché il Registro dei Matrimoni dell'epoca è andato distrutto.

Claudio Ronchi

 

   ■ I Ministri straordinari si preparano alla Giornata del Malato.

Martedì scorso si è tenuta a Moneta la riunione dei Ministri straordinari della Comunione eucaristica delle due parrocchie, in preparazione alla Giornata del Malato che a La Maddalena si celebrerà il 12 febbraio. Don Andrea, convocando i Ministri straordinari, in un breve saluto, li ha esortati a sensibilizzare i malati, invitandoli ad unirsi nella preghiera alla Messa che il Vescovo celebrerà per loro, incoraggiando quelli che possono a partecipare, eventualmente accompagnando-li in macchina. Inoltre ha raccomandato che, quando ricevono nella Messa le particole consacrate da portare per la Comunione ai malati, lo facciano, non insieme agli altri fedeli durante la Comunione, ma alla fine della Messa distintamente, perché l’assemblea sia più attenta ai fratelli ammalati. Ha infine annunciato la visita di don Santino Cimino, incaricato diocesano per la pastorale dei malati, il quale terrà una conversazione formativa ai Ministri straordinari insieme ai soci del Volontariato Ospedaliero martedì 5 febbraio alle ore 17.00 nella Biblioteca Parrocchiale. Don Domenico ha poi continuato ricordando ai Ministri straordinari che essi sono, presso i malati, segno dell’amore di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa. Non sempre si potrà dare la Comunione, si darà quando i malati la richiedono, ma la visita al malato deve essere un segno di amicizia. È bene invitare il malato o i familiari a preparare una tovaglietta bianca, un’immagine sacra e un lume. Se non ci pensano i familiari o il malato, ci penserà il Ministro. Portino ai malati, se lo gradiscono, sia il foglietto della Messa come anche il Bollettino interparrocchiale. Annuncino, specialmente per Natale e Pasqua, la visita del sacerdote e la possibilità sia di confessarsi come anche di ricevere il sacramento dell’Unzione, che non è il sacramento dei moribondi ma dei malati, per infondere in essi la forza dello Spirito.                                           

                D.D.

 

■ L’Università Cattolica ringrazia.

L’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore della Università Cattolica del Sacro Cuore, ha inviato una lettera di ringraziamento ai parrocchiani di La Maddalena per l’offerta, pervenuta tramite la Curia diocesana, in occasione della Giornata per l’Università Cattolica del 15 aprile scorso. Nella lettera si ricorda che il 7 ottobre ricorreva il centenario della morte del Beato Giuseppe Toniolo che sognò, pur senza vederne la realizzazione, un Ateneo Cattolico, opera realizzata poco dopo da Padre Agostino Gemelli, Armida Barelli, Ludovico Necchi e Mons.Francesco Olgiati. L’offerta è stata di € 600.

D.D.

 

■ Condoglianze ai familiari di Luigi Mario Brundu che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

 Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Domenica 3 febbraio – Giornata per la vita.

● Benedizione della gola per intercessione di S.Biagio

2. Lunedì 4 febbraio memoria di suor Giuseppina Nicoli.

3. Sabato 9 febbraio – la Caritas di Moneta partecipa alla raccolta dei farmaci per il Banco Farmaceutico presso le farmacie Maddalena di Due Strade e farmacia Corda in Piazza della Chiesa– vedi il manifesto.

4. Da domenica 10 febbraio la S. Messa a Stagnali sarà celebrata ogni seconda domenica del mese alle ore 10.30

5. Martedì 12 febbraio ore 17.00 Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

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Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 3 febbraio – Giornata per la vita. Durante la S. Messa delle ore 11.00 la benedizione dei bambini nati o battezzati nell’ultimo anno.

Festa nell’Oratorio Don Bosco dalle ore 16.00 con giochi e divertimento. Vendita di beneficenza per l’Oratorio.

● Ore 17.00 S. Messa nella sala della Sacra Famiglia a Padule.

● Benedizione della gola per intercessione di S.Biagio

2. Lunedì 4 febbraio memoria di suor Giuseppina Nicoli. Nella chiesa del Bambino Gesù (Due Strade) ore16.30 rosario; ore 17.00 santa Messa (non ci sarà in parrocchia la Messa delle ore 18.00).

3. Mercoledì 6 febbraio ore 15.45 S. Messa in cimitero.

4. Giovedì 7 febbraio – primo giovedì - Ore 16.00: esposizione del SS. Sacramento, ore 17.00 preghiera per le vocazioni, rosario, vespri e Santa Messa.

5. Sabato 9 febbraio ore 16.00 S. Messa nella chiesa di SS. Trinità.

Raccolta per il Banco Farmaceutico presso le farmacie Maddalena di Due Strade e farmacia Corda in Piazza della Chiesa– vedi il manifesto.

6. Lunedì 11 febbraio memoria della Madonna di Lourdes. Giornata del malato.

7. Martedì 12 febbraio ore 17.00 Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico.

8. Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Porto Vecchio ed Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

9. Dal 3 all’11 maggio pellegrinaggio parrocchiale a: Padova, Loreto, Pescara, luoghi nativi di Padre Pio, Matera e Pietrelcina. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

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Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore10.30 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni secondo sabato del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

  

M A G I S T E R O

 CHI È IL MIO PROSSIMO?

1101978152 univ lsr xlIl Vangelo ci dice che una volta domandarono a Gesù: «Chi è il mio prossimo?» (Lc 10,29). Lui non rispose con teorie, nemmeno fece un discorso bello ed elevato, ma usò una parabola – quella del Buon Samaritano –, un esempio concreto di vita reale che tutti voi conoscete e vivete molto bene. Il prossimo è una persona, un volto che incontriamo nel cammino, e dal quale ci lasciamo muovere, ci lasciamo commuovere: muovere dai nostri schemi e priorità e commuovere intimamente da ciò che vive quella persona, per farle posto e spazio nel nostro andare. Così lo intese il buon Samaritano davanti all’uomo che era stato lasciato mezzo morto al bordo della strada non solo da alcuni banditi, ma anche dall’indifferenza di un sacerdote e di un levita che non ebbero il coraggio di aiutarlo, e come sapete, anche l’indifferenza uccide, ferisce e uccide. Gli uni per qualche misera moneta, gli altri per paura di contaminarsi, per disprezzo o disgusto sociale, senza problemi avevano lasciato quell’uomo per terra lungo la strada. Il buon Samaritano, come tutte le vostre case, ci mostra che il prossimo è prima di tutto una persona, qualcuno con un volto concreto, con un volto reale e non qualcosa da oltrepassare e ignorare, qualunque sia la sua situazione. È un volto che rivela la nostra umanità tante volte sofferente e ignorata.

Dobbiamo fare “casa”, fare famiglia; imparare a sentirsi uniti agli altri al di là di vincoli utilitaristici o funzionali, uniti in modo da sentire la vita un po’ più umana. Dobbiamo creare legami che si costruiscono con gesti semplici, quotidiani e che tutti possiamo compiere. Una casa, lo sappiamo tutti molto bene, ha bisogno della collaborazione di tutti. Nessuno può essere indifferente o estraneo, perché ognuno è una pietra necessaria alla sua costruzione. Questo implica il chiedere al Signore che ci dia la grazia di imparare ad aver pazienza, di imparare a perdonarci; imparare ogni giorno a ricominciare. E quante volte perdonare e ricominciare? Settanta volte sette, tutte quelle che sono necessarie. Creare relazioni forti esige la fiducia che si alimenta ogni giorno di pazienza e di perdono.

E così si attua il miracolo di sperimentare che qui si nasce di nuovo; qui tutti nasciamo di nuovo perché sentiamo efficace la carezza di Dio che ci rende possibile sognare il mondo più umano e, perciò, più divino. Grazie a quanti rendono possibile che l’amore di Dio si faccia sempre più concreto, più reale, fissando lo sguardo negli occhi di coloro che ci stanno intorno e riconoscendoci come prossimi.

Ora che preghiamo l’Angelus, vi affido alla nostra Madre, la Vergine. Chiediamo a Lei, che come buona Madre è esperta di tenerezza e di vicinanza, di insegnarci ad essere attenti per scoprire ogni giorno chi è il nostro prossimo e di incoraggiarci ad andargli incontro prontamente e potergli offrire una casa, un abbraccio dove possa trovare protezione e amore di fratelli. Una missione in cui siamo tutti coinvolti.

(ANGELUS - Panama - Domenica 27 gennaio 2019)

 

MISSIONE DI PAPA FRANCESCO A PANAMA. EDUCAZIONE SESSUALE DEI BAMBINI. ALLONTANAMENTO DEI GIOVANI DALLA CHIESA

 

Queste le risposte del Santo Padre ai Giornalisti che gli hanno posto le suddette domande :

1) La mia missione in una Giornata della Gioventù è la missione di Pietro, confermare nella fede, e questo non con indicazioni fredde o precettive, ma lasciandomi toccare il cuore e rispondendo a quello che lì accade. Io non concepisco, perché io lo vivo così, non concepisco, faccio fatica a pensare che qualcuno possa compiere una missione solo con la testa. Per compiere una missione bisogna sentire, e quando senti vieni colpito. Ti colpisce la vita, ti colpiscono i problemi... Dico sempre ai giovani: voi quello che fate nella vita lo dovete fare camminando, e con i tre linguaggi: quello della testa, quello del cuore, quello delle mani. E i tre linguaggi armonizzati, in modo che pensate ciò che sentite e ciò che fate, sentite ciò che pensate e ciò che fate, fate ciò che sentite e ciò che pensate. ..omissis..

2) Io penso che nelle scuole bisogna fare educazione sessuale. Il sesso è un dono di Dio, non è un mostro, è il dono di Dio per amare. Che qualcuno lo usi per fare soldi, per sfruttare gli altri, è un problema diverso. Bisogna offrire un’educazione sessuale oggettiva, come è, senza colonizzazioni ideologiche. Perché se nelle scuole si dà un’educazione sessuale imbevuta di colonizzazioni ideologiche, distruggi la persona. Il sesso come dono di Dio deve essere educato, non con rigidezza, educare viene da “e-ducere”, trarre il meglio dalla persona e accompagnarla nel cammino. Il problema è nei responsabili dell’educazione. L’ideale è che comincino a casa, con i genitori.

 

Non sempre è possibile, per tante situazioni della famiglia, o perché non sanno come farlo. La scuola supplisce a questo, e deve farlo, altrimenti resta un vuoto che viene riempito da qualsiasi ideologia.

3) Sono tanti. Alcuni sono personali, ma il più generale, credo che il primo sia la mancanza di testimonianza dei cristiani, dei preti, dei vescovi. Non dico dei Papi, perché è troppo [ridono], ma anche, pure. La mancanza di testimonianza. Se un pastore fa l’imprenditore o l’organizzatore di un piano pastorale, se un pastore non è vicino alla gente, questo pastore non dà la testimonianza di pastore; il pastore deve essere con la gente, pastore e gregge, diciamo in questi termini. Il pastore deve stare davanti al gregge per indicare il cammino; in mezzo al gregge per sentire l’odore della gente e capire cosa sente la gente, di quali cose ha bisogno, come sente; e dietro al gregge per custodire la retroguardia. Ma se il pastore non vive con passione, la gente si sente abbandonata o con una certa sensazione di disprezzo, si sente orfana, e dove c’è orfanezza… Ho sottolineato i pastori, ma anche i cristiani, i cattolici ipocriti, che vanno a Messa tutte le domeniche e poi non pagano la tredicesima, ti pagano in nero, sfruttano la gente e poi vanno ai Caraibi, non solo “al papers” [per affari], ma a fare le vacanze, con lo sfruttamento della gente… “No, io sono cattolico, vado tutte le domeniche a Messa”. Però se fai questo tu dai una contro-testimonianza e questo è, a mio parere, quello che più allontana la gente dalla Chiesa. Anche i laici, tutti… Io direi: non dire che sei cattolico se non dai testimonianza; di’: io sono di educazione cattolica ma sono tiepido, sono mondano, chiedo scusa, non guardate a me come modello. Questo si deve dire. Io ho paura dei cattolici che si credono perfetti. Ma la storia si ripete: lo stesso succedeva a Gesù con i dottori della legge. “Ti ringrazio, Signore, perché non sono come questo povero peccatore”. Non va. Questa è la mancanza di testimonianza. Ci sono altri motivi, difficoltà personali, a volte. Ma il più generale è questo.

(Conferenza stampa del Santo Padre durante il volo di ritorno da Panama - 28/01/2019)

 

VIAGGIO APOSTOLICO IN PANAMA

 

Il motivo di questo Viaggio è stata la Giornata Mondiale della Gioventù, tuttavia agli incontri con i giovani se ne sono intrecciati altri con la realtà del Paese: le Autorità, i Vescovi, i giovani detenuti, i consacrati e una casa-famiglia. Tutto è stato come “contagiato” e “amalgamato” dalla presenza gioiosa dei giovani. Vedere tutte le bandiere sfilare insieme, danzare nelle mani dei giovani gioiosi di incontrarsi è un segno profetico, un segno controcorrente rispetto alla triste tendenza odierna ai nazionalismi conflittuali, che alzano dei muri e si chiudono alla universalità, all'incontro fra i

 

popoli. È un segno che i giovani cristiani sono nel mondo lievito di pace.

Questa GMG ha avuto una forte impronta mariana, perché il suo tema erano le parole della Vergine all’Angelo: «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). È stato forte sentire queste parole pronunciate dai rappresentanti dei giovani dei cinque continenti, e soprattutto vederle trasparire sui loro volti. Finché ci saranno nuove generazioni capaci di dire “eccomi” a Dio, ci sarà futuro nel mondo. Tra le tappe della GMG c’è sempre la Via Crucis. Camminare con Maria dietro Gesù che porta la croce è la scuola della vita cristiana: lì si impara l’amore paziente, silenzioso, concreto. Io vi faccio una confidenza: a me piace tanto fare la Via Crucis, perché è andare con Maria dietro Gesù, perché è seguire Gesù con Maria nel cammino della croce, dove Lui ha dato la vita per noi, per la nostra redenzione. Nella Via Crucis si impara l’amore paziente, silenzioso e concreto. A Panamá i giovani hanno portato con Gesù e Maria il peso della condizione di tanti fratelli e sorelle sofferenti nell’America Centrale e nel mondo intero. Sono stati momenti molto significativi la Liturgia penitenziale che ho celebrato in una Casa di rieducazione per minori e la visita alla Casa-famiglia “Buon Samaritano”, che ospita persone affette da Hiv/Aids.

Culmine della GMG e del viaggio sono state la Veglia e la Messa con i giovani. Nella Veglia – in quel campo pieno di giovani che hanno fatto la Veglia, hanno dormito lì e alle 8 del mattino hanno partecipato alla Messa – nella Veglia si è rinnovato il dialogo vivo con tutti i ragazzi e le ragazze, entusiasti e anche capaci di silenzio e di ascolto. Passavano dall'entusiasmo all'ascolto e alla preghiera in silenzio. A loro ho proposto Maria come colei che, nella sua piccolezza, più di ogni altro ha “influito” sulla storia del mondo: l’abbiamo chiamata la “influencer di Dio”. Nel suo “fiat” si sono rispecchiate le belle e forti testimonianze di alcuni giovani. La mattina di domenica, nella grande celebrazione eucaristica finale, Cristo Risorto, con la forza dello Spirito Santo, ha parlato nuovamente ai giovani del mondo chiamandoli a vivere il Vangelo nell’oggi, perché i giovani non sono il “domani”; no, sono l’“oggi” per il “domani”. Non sono il “frattanto”, ma sono l’oggi, l'adesso, della Chiesa e del mondo. E ho fatto appello alla responsabilità degli adulti, perché non manchino alle nuove generazioni istruzione, lavoro, comunità e famiglia. E questo è la chiave in questo momento nel mondo, perché queste cose mancano. Istruzione, cioè educazione.

Possa la famiglia della Chiesa, in Panamá e nel mondo intero, attingere dallo Spirito Santo sempre nuova fecondità, perché prosegua e si diffonda sulla terra il pellegrinaggio dei giovani discepoli missionari di Gesù Cristo.

(Udienza Generale - 30/01/2019) a cura di A. Panzera

 
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