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n° 2 Venerdi 13 Gennaio 2018

EDITORIALE

 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

 PROFUGHI-13012018Domenica 14 gennaio la Chiesa celebra la Giornata del Migrante e del Rifugiato. Sono tantissime le persone che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà, a costo di rischiare la vita. È un segno dei tempi.

  Sui profughi e sui rifugiati la Chiesa, non intende sostituirsi alla politica e alla responsabilità di chi governa e che ha il dovere di decidere livelli di intervento e modalità di accoglienza. Il rispetto per l’autorità politica non può impedire alla Chiesa di annunciare il Vangelo dove si dice: “Ero forestiero e mi avete accolto”. Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore. Il tema dell’immigrazione non può essere ridotto a merce elettorale. Nessuno ha la ricetta per affrontare un tema così epocale, ma quello che non possiamo fare è girarci dall’altra parte. Nessuno si illude che sia facile. Ma è una opportunità per crescere insieme. Le migrazioni non sono la fine del mondo ma l’inizio di un mondo nuovo. In Italia non è in corso una invasione, Gli immigrati in Italia sono 5 milioni, più o meno quanti sono gli italiani all’estero. La Chiesa propone la Giornata del Migrante e del Rifugiato per sensibilizzare i suoi fedeli, per incoraggiare all’accoglienza e per raccogliere un aiuto per loro. Le offerte dei fedeli per la Giornata sono in costante aumento. Il Papa nel suo messaggio per la Giornata indica quattro verbi fondati sulla dottrina sociale della Chiesa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Accogliere offrendo una sistemazione adeguata e decorosa centrata sulla dignità della persona umana. Proteggere, valorizzando le capacità e le competenze dei migranti, assicurando l’accesso all’istruzione, e all’assistenza sanitaria. Promuovere, riconoscendo la libertà della pratica religiosa, il ricongiungimento familiare. Integrare, favorendo la cultura dell’incontro e lo scambio interculturale. Il messaggio del Papa si conclude con un riferimento a Maria, la Madre di Dio, che sperimentò su di sé la durezza dell’esilio.                    

                      D.D.

 

 RAGGI DI SOLE

COME IN UNO SPECCHIO

 LO SGUARDO DI GESU'L’imperatore, un giorno, mandò a chiamare uno dei suoi vassalli che era conosciuto nel suo regno per la crudeltà e l’avarizia, e i suoi sudditi vivevano nel terrore. L’imperatore gli disse: «Voglio che ti metta in viaggio per il mondo e mi trovi un uomo veramente buono». Quello rispose: «Sì, mio signore» e con obbedienza iniziò la ricerca.

Incontrò molte persone e parlò con loro, e, dopo che fu trascorso molto tempo, tornò dall’imperatore e gli disse: «Signore, ho fatto come mi hai ordinato, cercando per tutto il mondo un uomo davvero buono. Non lo si può trovare. Sono tutti egoisti e malvagi. Non c’è luogo dove si possa trovare l’uomo che cerchi».

L’imperatore lo mandò via e fece chiamare un altro vassallo, conosciuto per la sua generosità e benevolenza, e molto amato dai suoi sudditi. L’imperatore gli disse: «Amico mio, vorrei che ti mettessi in viaggio e mi cercassi un uomo davvero cattivo». Anche questo obbedì, e nei suoi viaggi incontrò molta gente e parlò con loro. Dopo che fu trascorso molto tempo, ritornò dall’imperatore e gli disse: «Signore, non ce l’ho fatta. Ci sono persone incaute, traviate, che si comportano da ciechi, ma in nessun luogo sono riuscito a trovare un uomo davvero cattivo. Sono tutti buoni di cuore, nonostante i loro fallimenti».

Un giorno, all'imbrunire, un contadino si sedette sulla soglia della sua umile casa a godersi il fresco. Nei pressi si snodava una strada che portava al paese, ed un uomo passando vide il contadino e pensò: «Quest'uomo è certo un ozioso, non lavora e passa tutto il giorno seduto sulla soglia di casa...». Poco dopo, ecco apparire un altro viandante. Costui pensò: «Quest'uomo è un dongiovanni. Siede qui per poter  guardare le ragazze che passano e magari infastidirle...».

Infine, un forestiero diretto al villaggio disse tra sé: «Quest'uomo è certamente un gran lavoratore. Ha faticato tutto il giorno ed ora si gode il meritato riposo...».

In realtà, noi non possiamo sapere granché sul contadino che sedeva sulla soglia di casa. Al contrario, possiamo dire molto sui tre uomini diretti al paese: il primo era un ozioso, il secondo un poco di buono, il terzo un gran lavoratore. Tutto ciò che dici parla di te; soprattutto quando parli di qualche altro.

Spesso può capitare che certi giudizi che formuliamo sugli altri, anche soltanto col pensiero e senza pronunciarli, sono gli stessi giudizi che applicheremmo a noi stessi, se facessimo un serio esame di coscienza. Questo comportamento, per lo più istintivo e non premeditato, in chiave psicologica viene definito come “proiezione”: è la tendenza ad attribuire agli altri (cioè “proiettare” sugli altri” quei difetti (oppure pregi) che potremmo riconoscere in noi stessi: chi è bugiardo tende a pensare che bugiardi siano gli altri, chi è disonesto penserà che siano disonesti gli altri; chi fa il furbo o ricorre a sotterfugi  per proprio interesse, crederà che il mondo sia pieno di imbroglioni; chi è buono tende a pensare che gli altri lo siano ben più di lui; chi ha lo sguardo limpido può scorgere scintille di bene anche nel cuore di un violento terrorista…. E se imparassimo ad osservare le persone, le cose, gli avvenimenti con lo sguardo di Gesù?....                                     

 Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Noi e "Il Piccolo Principe"

BANDA-SAN-D.SAVIO-13012018Era Settembre quando Barbara, nostro direttore, ha proposto alla banda di lavorare al Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry...Un tipo di lavoro senz'altro differente rispetto a quello che avevamo fatto sino a quel momento: una narrazione avrebbe spiegato la storia, e noi avremmo dovuto suonare oltre ché da soli anche come sotto fondo della voce narrante...

Abbiamo atteso con curiosità di vedere le parti... I dubbi c'erano e anche le difficoltà, ma ci fidiamo del fatto che se Barbara ci propone qualcosa è perché pensa che possiamo raggiungere l'obiettivo...Se ci crede lei...!!!

Dopo un mese abbiamo fatto la prima prova insieme e iniziato a vedere i primi minuscoli risultati, ma le insidie dell'opera musicale erano sempre lì... Pronte a fregarci da un momento all'altro... La voce narrante...Una delle domande frequenti tra di noi era questa: chi avrebbe potuto fare la voce narrante?? Il narratore, doveva avere una parlata adatta all'interpretazione di un'opera come questa, che si sapesse integrare con la nostra musica...Ed ecco che arriva alle prove Andrea Bebbu...All'inizio mi ha colpito il suo sguardo incuriosito e interessato, lui ha davvero visto i nostri "pezzi" crescere...nonostante tutti i "baobab" musicali che ne ostacolavano la riuscita… Passavano i giorni e il sei Gennaio, che per tutti sarebbe stata la fine delle feste, l'arrivo dei Magi e della Befana, per noi era la data del concerto...Ed era vicina...troppo vicina...il quattro e il cinque proviamo...arrivano Barbara, Marcello i loro figli e i loro/nostri amici di Sassari. Iniziamo a provare e tutto pian piano prende forma e vita.... La musica, le immagini e la narrazione sembrano finalmente sullo stesso pianeta...sembrano in grado di trasmettere agli altri i pensieri e i valori profondi del Piccolo Principe...Ci piace sempre di più!!! Proviamo e riproviamo, ne parliamo, ceniamo insieme e facciamo interessanti ed esilaranti giochi di società che un po' sdrammatizzano il momento, ma che senza dubbio ci aiutano a conoscerci meglio e a capirci un po' di più... Arriva il grande giorno, nel pomeriggio ci incontriamo per una prova generale... Un po' traumatica...la voce di Andrea non si sente...I nostri strumenti devono scordarsi di suonare...dobbiamo riuscire a "bisbigliare" delle note perché tutti possano sentire la narrazione...Vedo Barbara e Marcello preoccupati...E anche noi che siamo una banda di "bontemponi", iniziamo a preoccuparci e a guardarci l'un l'altro alla ricerca di una soluzione...poi arriva lui...Don Andrea, porta un'altra cassa...proviamo ed è tutta un'altra cosa, la voce si sente...Alleluia!! Terminata la S. Messa piazziamo gli strumenti e intoniamo...tutto è pronto, il concerto inizia... ansia e concentrazione sono a mille...Massimo e la piccola Lucia alle percussioni introducono il racconto... (personalmente alcuni pezzi, per un momento, sembravano di nuovo dei baobab...) Barbara non ci ha solo diretti, ci ha guidati, portati per mano, sempre, ad ogni attacco, ad ogni cambio di tempo, dall'inizio alla fine...Un po' come il Piccolo Principe e la sua rosa... Andrea andava alla grande, il suono era bello, le immagini guidate da Manu efficaci, il pubblico era catturato... si percepiva dal silenzio e dall'attenzione che per più di un'ora non è mai calata. Questo ci incoraggiava sempre di più, dava forza e sicurezza. Man mano che si andava avanti l'emozione aumentava...stavamo facendo bene, ciascuno di noi stava dando il massimo e i nostri sguardi erano meno tesi, ma sempre concentrati... Il viaggio del Piccolo Principe proseguiva da un asteroide all'altro e anche il nostro viaggio andava avanti fino all'ultima nota...fino alla chiusura del nostro direttore, le braccia che ci hanno guidato sono calate, il suo viso era raggiante, soddisfatto...troppo bello!!! Per tutti noi grandi applausi e standing ovation... ma soprattutto...la bellissima soddisfazione di aver portato a termine, nel migliore dei modi, un progetto così importante...

I saluti, i ringraziamenti e il bis con un Medley di Natale hanno concluso la serata musicale...Lasciando spazio alla foto di gruppo e ai dovuti e meritati festeggiamenti!!! Desideriamo ringraziare diverse persone: i nostri amici musicisti Marcello Melis, Sara Pisano, Laura Cocco, Francesco Fara e Tony Chessa con tutta la sua famiglia...Il loro supporto è stato fondamentale, ma più di questo è fondamentale la loro amicizia e la loro umiltà nel suonare con noi...un po' sulla fiducia...é sempre molto bello averli qui con noi!!!

Ringraziamo tanto don Andrea che collabora fattivamente con noi per la buona riuscita dei nostri progetti... Il nostro narratore Andrea Bebbu, è stato un grande....delicato, incisivo, emozionato al punto giusto! Un ringraziamento davvero grande, speciale lo facciamo al nostro direttore, Barbara Agnello, che continua a seguirci con affetto e pazienza, trasmettendo a tutti noi la bellezza di questa arte meravigliosa che è la musica...GRAZIE!!!

Banda Musicale Oratorio San Domenico Savio

 

Il presepio di Moneta. I bambini del catechismo e dell’ Oratorio “San Domenico Savio” di Moneta ce l’hanno messa tutta quest’anno per preparare il Natale. Oltre ad aver partecipato in molti alla Novena presentata loro da don Andrea in chiave supertecnologica si sono anche cimentati nella realizzazione degli addobbi per l’albero della Chiesa che è risultato particolarmente colorato e scintillante, mentre il bellissimo  presepio che ornava il presbiterio è stato realizzato dai ragazzi del Centro di Aggregazione Sociale.Una novità è che quest’anno i nostri ragazzi hanno partecipato al Concorso dei Presepi, indetto dal Comune, classificandosi al 2° posto con un presepio che oltre ad avere l’ambientazione classica e le statuine fatte dai bambini con materiali mo lto semplici metteva in risalto la bellezza delle nostre isole attraverso alcune foto ed una storiella in dialetto maddalenino che pur essendo di fantasia si riferiva al  progetto del Padre che sapendo di dover inviare sulla terra il proprio Figlio si  preoccupò di creare per Lui un’ambiente accogliente… il nostro Arcipelago …appunto.

Nel presepio si notava anche una pecorella nera che si arrampicava su una scala ripida per raggiungere il Messia …il peccatore che si impegna per raggiungere ed incontrare il Bambinello che è nato anche e soprattutto per salvare chi ha la forza e il desiderio di conversione.. E' la Lieta Novella che ad ogni Natale si rinnova e quest'anno è stata annunciata anche attraverso il lavoro di questi bambini…un messaggio di gioia e di speranza per la nostra isola, i nostri giovani e per tutti gli uomini di buona volontà.

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione dei lavori e al Comune per la bella iniziativa … al prossimo anno… !!!      Michela Fenu

 

Testimonianza del 23/12/17 di Riccardo Sanna

Giornata del seminario                 (seconda parte)

Dopo un po’ di tempo, all’inizio delle scuole medie, grazie al consiglio di alcuni sacerdoti, ho iniziato a frequentare gli incontri mensili presso il seminario minore di Tempio, che si svolgevano dal sabato pomeriggio alla domenica mattina. La verità: i primi incontri non sono andati tanto bene. E questo perché pensavo sempre alla mia famiglia, ai miei genitori, ai miei nonni che si trovavano lontano da me. D’altronde, era la prima volta che dormivo lontano da loro. Ma nonostante questo ho continuato ugualmente a frequentare questi incontri e col tempo sono arrivato al punto di non voler più tornare a casa, ma di stare almeno un giorno in più in seminario. Sono stati incontri ed esperienze bellissime: il sabato, insieme al rettore e ad altri ragazzi che ora sono come me in seminario, facevamo merenda e subito dopo un incontro riguardante il Vangelo della Domenica; mentre il giorno successivo uscivamo dal seminario per far visita a qualche parrocchia vicino Tempio.

Questo però non mi ha dato la forza di entrare in seminario alla fine delle scuole medie e quindi ho scelto di fare i primi due anni di scuole lontano dal seminario. Ho deciso di frequentare il Liceo Classico, ma siccome qui non si era formata la classe per mancanza di alunni, mi sono trasferito da mia zia a Sassari. In questi due anni il Signore mi è stato vicino sia spiritualmente che fisicamente, infatti proprio davanti alla casa dei miei zii si trovava la Chiesa di Sant’Antonio Abate, nella quale mi recavo ogni domenica per assistere alla Santa Messa. Ogni giorno però mi veniva da guardare quella piccola chiesa e mi domandavo se davvero il Signore voleva che io seguissi questa strada, la Sua strada. E Lui mi fatto capire che era ora di smettere di guardare la Chiesa dall’esterno ma bensì di entrare all’interno e di farne parte.  (continua….)

 

Pranzo sociale dell’Epifania.

PRANZO-MONETA-06-01-2018Si è svolto il 6 gennaio presso i Locali dell’Oasi Serena il consueto pranzo sociale voluto dall’Amministrazione Comunale, Assessorato ai servizi sociali, che come ogni anno ha visto impegnata all'Associazione volontari di Protezione Civile che quest'anno grazie al nuovo Consiglio direttivo, nuovi iscritti e i volontari storici ha coordinato e preparato in maniera eccellente il pranzo della Solidarietà, nel giorno dell’Epifania, un momento di condivisione e di festa con le famiglie più bisognose e non solo. Al pranzo preparato magistralmente dalla Protezione Civile che ha visto la partecipazione di 75 ospiti, erano presenti anche l’Amministrazione Comunale e i Sacerdoti della Comunità Maddalenina Don Domenico, Don Andrea e Don Davide, e alcuni musicisti della Banda San Domenico Savio che hanno voluto condividere questa festa dell’Epifania insieme. Ai bambini presenti sono state consegnate le calze con i dolci della befana. Un caloroso ringraziamento va a tutti i volontari della Protezione Civile che come sempre si adoperano a servizio della Comunità.

Emilia Malleo e un volontario della Protezione Civile

 

Iscrizioni all'Istituto San Vincenzo

L'Istituto San Vincenzo informa che sono aperte le iscrizioni per la Scuola dell'infanzia (bambini che compiano i tre anni entro il 30Aprile), e per la Scuola Primaria (bambini che compiano i sei anni entro il 30 Aprile).

Il Museo Diocesano “La Maddalena” è chiuso per lavori di manutenzione. Resta inteso che chiunque voglia visitare il museo o chiedere informazioni può chiamare al 349 1534391 o scrivere all’indirizzo mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Condoglianze ai familiari di Severino noto Rino Cassone, Vittorio Nurra e la madre di don Iarek in Polonia che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

1) Domenica 14 gennaio

* Giornata del migrante e del rifugiato.

2) Lunedì 15 gennaio

* Sant’Efisio, martire sardo.

3) Martedì 16 gennaio

Dopo la S.Messa delle ore 18,00 primo incontro del corso di formazione liturgica per lettori nella Messa.

4) Mercoledì 17 gennaio

* Sant’Antonio abate, compatrono della diocesi.

* Giornata per l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed Ebrei.

5) Giovedì 18 gennaio

* Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

6) Venerdì 19 gennaio

Alle ore 21,15 nella Biblioteca parrocchiale convocazione del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

7) Mercoledì 24 gennaio

* Ore 18.00 S. Messa nella memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

8) Mercoledì 31 gennaio

*Ore 18,00 S.Messa di Ringraziamento nel 250° della Parrocchia e festa di San Giovanni Bosco, patrono dell’Oratorio.

* A seguire breve conferenza di Claudio Ronchi sulle origini della Parrocchia.

 

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

1. Domenica 14 gennaio

Giornata del migrante e del rifugiato.

2. Giovedì 18 gennaio inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

3. Venerdì 19 gennaio ore 21.00 corso prematrimoniale per i fidanzati.

4. Domenica 4 febbraio – Festa della Famiglia

 

 Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 
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n° 2 Venerdi 13 Gennaio 2018

ESSERE PREMUROSI, COME I MAGI, PER INCONTRARE GESU’

I-RE-MAGI-13012018Oggi, il Vangelo (cfr Mt 2,1-12) ci presenta tre atteggiamenti con i quali è stata accolta la venuta di Cristo Gesù e la sua manifestazione al mondo. Il primo atteggiamento: ricerca, ricerca premurosa; il secondo: indifferenza; il terzo: paura.

Ricerca premurosa: i Magi non esitano a mettersi in cammino per cercare il Messia. Giunti a Gerusalemme chiedono: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». Hanno fatto un lungo viaggio e adesso con grande premura cercano di individuare dove si possa trovare il Re neonato. A Gerusalemme si rivolgono al re Erode, il quale chiede ai sommi sacerdoti e agli scribi di informarsi sul luogo in cui doveva nascere il Messia.

 A questa ricerca premurosa dei Magi, si contrappone il secondo atteggiamento: l’indifferenza dei sommi sacerdoti e degli scribi. Essi conoscono le Scritture e sono in grado di dare la risposta giusta sul luogo della nascita: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta»; sanno, ma non si scomodano per andare a trovare il Messia. E Betlemme è a pochi chilometri, ma loro non si muovono.

Ancora più negativo è il terzo atteggiamento, quello di Erode: la paura. Lui ha paura che quel Bambino gli tolga il potere. Chiama i Magi e si fa dire quando era apparsa loro la stella, e li invia a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi […] sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”». In realtà, Erode non voleva andare ad adorare Gesù; Erode vuole sapere dove si trova il bambino non per adorarlo, ma per eliminarlo, perché lo considera un rivale. E guardate bene: la paura porta sempre all'ipocrisia. Gli ipocriti sono così perché hanno paura nel cuore.

L’egoismo può indurre a considerare la venuta di Gesù nella propria vita come una minaccia. Allora si cerca di sopprimere o di far tacere il messaggio di Gesù. Quando si seguono le ambizioni umane, le prospettive più comode, le inclinazioni del male, Gesù viene avvertito come un ostacolo.

Siamo invece chiamati a seguire l’esempio dei Magi: essere premurosi nella ricerca, pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita. Ricercarlo per adorarlo, per riconoscere che Lui è il nostro Signore, Colui che indica la vera via da seguire. Se abbiamo questo atteggiamento, Gesù realmente ci salva, e noi possiamo vivere una vita bella, possiamo crescere nella fede, nella speranza, nella carità verso Dio e verso i nostri fratelli.

Invochiamo l’intercessione di Maria Santissima, stella dell’umanità pellegrina nel tempo. Con il suo aiuto materno, possa ogni uomo giungere a Cristo, Luce di verità, e il mondo progredire sulla via della giustizia e della pace.(Solennità dell’Epifania del Signore - ANGELUS - Sabato, 6 gennaio 2018) 

 

IN FAMIGLIA BISOGNA PARLARE IL "DIALETTO" DELL’AMORE PER TRASMETTERE LA FEDE AI FIGLI

 Voi portate al Battesimo i vostri figli, e questo è il primo passo per il compito che voi avete della trasmissione della fede.

Ma noi abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo per trasmettere la fede, da soli non possiamo. 

Vorrei dirvi una cosa soltanto, che riguarda voi: la trasmissione della fede si può fare soltanto “in dialetto”, nel dialetto della famiglia, nel dialetto di papà e mamma, di nonno e nonna. Poi verranno i catechisti a sviluppare questa prima trasmissione, con idee, con spiegazioni… Ma non dimenticatevi questo: si fa “in dialetto”, e se manca il dialetto, se a casa non si parla fra i genitori quella lingua dell’amore, la trasmissione non è tanto facile, non si potrà fare. Non dimenticatevi. Il vostro compito è trasmettere la fede ma farlo col dialetto dell’amore della vostra casa, della famiglia. Anche i bambini hanno il proprio “dialetto”, che ci fa bene sentire! Adesso tutti stanno zitti, ma è sufficiente che uno dia il tono e poi l’orchestra segue! E Gesù ci consiglia di essere come loro, di parlare come loro; è la lingua che piace tanto a Gesù. E nelle vostre preghiere siate semplici come loro, dite a Gesù quello che viene nel vostro cuore come lo dicono loro.

Continueremo adesso la cerimonia … Se hanno fame, allattateli, senza paura, date loro da mangiare, perché anche questo è un linguaggio di amore.

(Festa del Battesimo del Signore - S.Messa e Battesimo di alcuni bambini -  OMELIA  -Domenica, 7 gennaio 2018)

 

QUAL È LA MIA DATA DEL BATTESIMO?

 

BATTESIMO-GESU'-2018L’odierna festa del battesimo del Signore conclude il tempo del Natale e ci invita a pensare al nostro battesimo. Gesù ha voluto ricevere il battesimo predicato e amministrato da Giovanni Battista nel Giordano. Si trattava di un battesimo di penitenza: quanti vi si accostavano esprimevano il desiderio di essere purificati dai peccati e, con l’aiuto di Dio, si impegnavano a iniziare una nuova vita. Comprendiamo allora la grande umiltà di Gesù, Colui che non aveva peccato, nel mettersi in fila con i penitenti, mescolato fra loro per essere battezzato nelle acque del fiume. Quanta umiltà ha Gesù! E così facendo, Egli ha manifestato ciò che abbiamo celebrato nel Natale: la disponibilità di Gesù a immergersi nel fiume dell’umanità, a prendere su di sé le mancanze e le debolezze degli uomini, a condividere il loro desiderio di liberazione e di superamento di tutto ciò che allontana da Dio e rende estranei ai fratelli. Come a Betlemme, anche lungo le rive del Giordano Dio mantiene la promessa di farsi carico della sorte dell’essere umano, e Gesù ne è il Segno tangibile e definitivo. Lui si è fatto e si fa carico di tutti noi, nella vita, nei giorni. Gesù, «uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba» (Mc 1,10). Lo Spirito Santo, che aveva operato fin dall’inizio della creazione e aveva guidato Mosè e il popolo nel deserto, ora scende in pienezza su Gesù per dargli la forza di compiere la sua missione nel mondo. È lo Spirito l’artefice del battesimo di Gesù e anche del nostro battesimo. Lui ci apre gli occhi del cuore a tutta la verità. Spinge la nostra vita sul sentiero della carità. Lui è il dono che il Padre ha fatto a ciascuno di noi nel giorno del nostro battesimo. Lui, lo Spirito, ci trasmette la tenerezza del perdono divino. Ed è ancora Lui, lo Spirito Santo, che fa risuonare la Parola rivelatrice del Padre: «Tu sei mio Figlio».

Questa festa invita ogni cristiano a fare memoria del proprio battesimo. Voi sapete la data del vostro battesimo? Ognuno ci pensi. Quella data dobbiamo sempre averla nella memoria, perché è una data di festa, è la data della nostra santificazione iniziale, è la data nella quale il Padre ci ha dato lo Spirito Santo che ci spinge a camminare, è la data del grande perdono. Non dimenticatevi: quale è la mia data del battesimo?

Invochiamo la materna protezione di Maria Santissima, perché tutti i cristiani possano comprendere sempre più il dono del Battesimo e si impegnino a viverlo con coerenza, testimoniando l’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. (Festa del Battesimo del Signore - ANGELUS - Domenica, 07 gennaio 2018)

 

LA SANTA MESSA - IL CANTO DEL "GLORIA" E L'ORAZIONE COLLETTA

 L’Atto penitenziale ci aiuta a spogliarci delle nostre presunzioni e a presentarci a Dio come siamo realmente, coscienti di essere peccatori, nella speranza di essere perdonati. Proprio dall’incontro tra la miseria umana e la misericordia divina prende vita la gratitudine espressa nel “Gloria”, «un inno antichissimo e venerabile con il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glorifica e supplica Dio Padre e l’Agnello».

L’esordio di questo inno – “Gloria a Dio nell’alto dei cieli” – riprende il canto degli Angeli alla nascita di Gesù a Betlemme, gioioso annuncio dell’abbraccio tra cielo e terra. 

Dopo il “Gloria”, oppure, quando questo non c’è, subito dopo l’Atto penitenziale, la preghiera prende forma particolare nell’orazione denominata “colletta”, per mezzo della quale viene espresso il carattere proprio della celebrazione, variabile secondo i giorni e i tempi dell’anno. Con l’invito «preghiamo», il sacerdote esorta il popolo a raccogliersi con lui in un momento di silenzio, al fine di prendere coscienza di stare alla presenza di Dio e far emergere, ciascuno nel proprio cuore, le personali intenzioni con cui partecipa alla Messa. Il sacerdote dice «preghiamo»; e poi, viene un momento di silenzio, e ognuno pensa alle cose di cui ha bisogno, che vuol chiedere, nella preghiera.

Il silenzio non si riduce all’assenza di parole, bensì nel disporsi ad ascoltare altre voci: quella del nostro cuore e, soprattutto, la voce dello Spirito Santo. Nella liturgia, la natura del sacro silenzio dipende dal momento in cui ha luogo: «Durante l’atto penitenziale e dopo l’invito alla preghiera, aiuta il raccoglimento; dopo la lettura o l’omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato; dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica». Dunque, prima dell’orazione iniziale, il silenzio aiuta a raccoglierci in noi stessi e a pensare al perché siamo lì. Ecco allora l’importanza di ascoltare il nostro animo per aprirlo poi al Signore. Forse veniamo da giorni di fatica, di gioia, di dolore, e vogliamo dirlo al Signore, invocare il suo aiuto, chiedere che ci stia vicino; abbiamo familiari e amici malati o che attraversano prove difficili; desideriamo affidare a Dio le sorti della Chiesa e del mondo. E a questo serve il breve silenzio prima che il sacerdote, raccogliendo le intenzioni di ognuno, esprima a voce alta a Dio, a nome di tutti, la comune preghiera che conclude i riti d’introduzione, facendo appunto la “colletta” delle singole intenzioni. Raccomando vivamente ai sacerdoti di osservare questo momento di silenzio e non andare di fretta: «preghiamo», e che si faccia il silenzio. Raccomando questo ai sacerdoti. Senza questo silenzio, rischiamo di trascurare il raccoglimento dell’anima.

Il sacerdote recita questa supplica, questa orazione di colletta, con le braccia allargate è l’atteggiamento dell’orante, assunto dai cristiani fin dai primi secoli – come testimoniano gli affreschi delle catacombe romane – per imitare il Cristo con le braccia aperte sul legno della croce. E lì, Cristo è l’Orante ed è insieme la preghiera! Nel Crocifisso riconosciamo il Sacerdote che offre a Dio il culto a lui gradito, ossia l’obbedienza filiale.

(Udienza Generale - Mercoledì 10/01/2018)

 

 
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