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n°3 Sabato 18 Gennaio 2020

 

EDITORIALE

 CRISTIANI IN FORMAZIONE

SANTA GIANNA MOLLA E FAMIGLIA 2020Nel Concilio Vaticano II uno dei punti più importanti fu proprio la formazione dei laici per essere testimoni nella società odierna. Il mondo di oggi ha bisogno di cristiani formati, coscienti della propria fede, in questa società che molte volte crea l’inganno e confonde le coscienze. Cosa dobbiamo fare? Urge la nostra formazione, non pensiamo più al numero, ma pensiamo ad essere cristiani pronti, formati. Quante volte vi è capitato di non saper rispondere a tante questioni o problemi che vi venivano posti riguardo la fede? È arrivato il momento di una crescita forte nella fede. Spesso vi ho detto che i pilastri di una comunità sono: liturgia, catechesi e carità; sempre più c’è bisogno di tutto ciò nella nostra comunità. Quanto sarebbe bello che voi laici sollecitaste noi sacerdoti nel desiderio di andare in profondità nella fede, non accontentatevi, siate sempre più sazi nel voler conoscere la bellezza della nostra fede.

L’azione cattolica da più di 150 anni ha formato generazioni di italiani, uomini e donne, giovani e bambini…ha dentro la sua storia una grande schiera di santi, compresa Santa Gianna Beretta Molla, che avremo modo tra pochi giorni di venerare e di ascoltare dalla voce del figlio le sue virtù eroiche, come è riuscita a vivere la fede.

Ma ricordiamoci che siamo tutti noi chiamati alla santità!! Lo ha ricordato anche don Andrea domenica, quando abbiamo celebrato il Battesimo del Signore, siamo tutti chiamati alla santità!

La formazione, quindi, il bisogno di avere una coscienza cristiana, riguarda la nostra salvezza!! Non accontentiamoci! Dobbiamo dare testimonianza, dobbiamo prendere posizione.

Cari fratelli e sorelle, non abbiate paura di impegnarvi nel crescere nella fede, ma siate certi che la crescita porterà in voi grandi frutti!!                                

    Don Davide

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ 17 gennaio: Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.

Questa giornata vuole aiutare le nostre comunità a scoprire il legame speciale che unisce cristianesimo ed ebraismo. Gesù era ebreo, così Maria sua madre, tutti gli apostoli erano ebrei, la prima chiesa era composta da ebrei e da loro ci vengono i libri sacri dell’Antico Testamento. La Giornata aiuta anche a comprendere che l’ebraismo non è qualcosa del passato, ma è costituito da comunità viventi, che mantengono viva l’antica fede dell’Israele di Dio. Il tema di quest’anno è il libro del Cantico dei Cantici, il libro dell’amore di Dio per il suo popolo. In molte città d’Italia viene commentato a due voci, da un rabbino e da un biblista cattolico o protestante. Nel 2019 si è commentato il libro di Ester, nel 2018 quello delle Lamentazioni e nel 2017 il libro di Rut. Questa testimonianza comune è una risposta al rinascere di vecchie intolleranze, come argine a nuove forme di antichi pregiudizi. L’antisemitismo infatti sta tornando a crescere. Resistiamo a questo clima prendendo insieme in mano la Bibbia, sorgente di umanità e di pace, incontrandoci, ascoltandoci, parlandoci e confrontandoci. Trasmettiamo alle nuove generazioni i testi sacri grazie ai quali conosciamo le nostre radici, e senza i quali la nostra civiltà non solo si impoverisce ma rischia di essere in balia di profeti di sventura sempre pronti ad alzare la testa. (Giovanni XXIII, Discorso di apertura del Concilio Vaticano II). La Giornata si celebra nella vigilia della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani evidenziando da un lato la distinzione tra dialogo con l’ebraismo e il dialogo tra cristiani di diverse confessioni (ecumenismo). Il dialogo con l’ebraismo è la premessa indispensabile all’incontro interconfessionale tra cristiani.

 

 ■ SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’DEI CRISTIANI

18 – 25 gennaio: “Ci trattarono con gentilezza”. (Atti 27,2)

ATTI  APOSTOLI 27 2Ogni anno i cristiani di tutto il mondo, specialmente in questa settimana, pregano per l’unità di tutti i cristiani che oggi sono divisi in cattolici, ortodossi, protestanti, anglicani e altri, così che si realizzi la preghiera di Cristo per i credenti in lui: “Perché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21). Quest’anno il tema della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani è stato preparato dai cristiani cattolici, ortodossi, protestanti e anglicani di Malta. La citazione dagli Atti degli Apostoli: “Ci trattarono con gentilezza”, è una storia di divina provvidenza e di umana accoglienza. Di divina provvidenza perché narra il naufragio dell’apostolo Paolo proprio a Malta con altri 275 passeggeri. Un angelo di Dio assicura Paolo, imbarcato come prigioniero per essere giudicato da Cesare: “Non temere, Paolo! Dovrai comparire davanti all’imperatore e Dio, nella sua bontà, ti dona anche la vita dei tuoi compagni di viaggio (Atti 27,24).

Così Paolo annuncerà il Vangelo a Malta e fino a Roma. Umana accoglienza riservata dai Maltesi ai naufraghi. “Li trattarono con gentilezza”.

 Accesero un grande fuoco perché i naufraghi si scaldassero e si asciugassero. Come dire “Una calda accoglienza”. E al momento della partenza dei naufraghi, diedero loro “tutto quello che era necessario per il viaggio” (Atti 28,10).

Nel racconto degli Atti l’amore provvidente di Dio e la calda accoglienza dei Maltesi si contrappone all’indifferenza di chi, di fronte all’attuale crisi migratoria, si volta a guardare dall’altra parte. Una indifferenza che assume varie forme: l’indifferenza di coloro che vendono a persone disperate posti in imbarcazioni non sicure per la navigazione; l’indifferenza di persone che decidono di non inviare gommoni di salvataggio; l’indifferenza di coloro che respingono i barconi di migranti. Questo racconto ci interpella come cristiani che insieme affrontano la crisi relativa alle migrazioni. In questi anni le Chiese cristiane, non solo quella cattolica con papa Francesco ma anche le Chiese ortodosse con il patriarca Bartolomeo, hanno sottolineato la centralità del comandamento dell’accoglienza (“ero straniero e mi avete ospitato”, Matteo 25,35). Nel loro manifesto per l’accoglienza i protestanti evangelici hanno sottolineato che la fede in Cristo ci impegna all’accoglienza nei confronti del prossimo che bussa alla nostra porta in cerca di aiuto, protezione e cure. I rappresentanti delle Chiese protestanti, anglicane ed ortodosse d’Europa, in assemblea in Serbia, hanno affermato: “Noi ci impegniamo a servire Cristo nell’ospitalità reciproca offrendo una generosa accoglienza ai rifugiati e agli stranieri”. Un impegno che in Italia i cristiani stanno mettendo in pratica attraverso “i corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Federazione evangelica e dalla Tavola valdese. L’ospitalità, concludono i cristiani di Malta, è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità tra cristiani.

La nostra unità di cristiani sarà svelata non solo attraverso l’ospitalità degli uni verso gli altri, pur importante, ma anche mediante l’incontro amorevole con coloro che non condividono la nostra lingua, la nostra cultura e la nostra fede.

                       D.D.

 

■ Eletto il nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Sarda (C.E.S.)

Il vescovo di Nuoro e amministratore apostolico di Lanusei Mons. Antonello Mura è stato eletto nuovo presidente della C.E.S. subentrando a Mons. Arrigo Miglio, già arcivescovo di Cagliari e giunto a fine mandato. Il vice presidente è stato nominato Mons. Giuseppe Baturi, nuovo arcivescovo di Cagliari. Sono stati eletti martedì scorso nella riunione straordinaria dell’episcopato dell’Isola. Invece la commissione per il Seminario regionale sarà composta da Mons. Mauro Maria Morfino vescovo di Alghero Bosa, da Mons. Roberto Carboni arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico di Ales e Terralba e da Mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri. Sono stati eletti nella commissione per la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, Mons. Gianfranco Saba arcivescovo di Sassari e Mons. Antonello Mura. Il segretario della Conferenza Episcopale Sarda rimane confermato Mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio-Ampurias.

                     D.D.

 

La Comunità dell’Istituto San Vincenzo ringrazia i Maddalenini per la loro generosità. In occasione delle Festività Natalizie, anche il nostro Istituto ha ricevuto una buona scorta di viveri proveniente dalla colletta alimentare, per cui abbiamo potuto aiutare tante famiglie in necessità, che sono sempre più numerose.

Ci sono pervenute anche molte offerte in denaro, che ci hanno consentito di dare un buono per l’acquisto di un po’ di carne a 50 famiglie bisognose, in occasione delle feste.

Vorrei ringraziare i Maddalenini, che non si smentiscono mai per la loro generosità e altruismo, che non rivelano solo a Natale, ma in tutto il corso dell’anno.

Ringrazio tutti di vero cuore insieme alla Comunità delle Suore dell’Istituto San Vincenzo.

Con gratitudine e riconoscenza Suor Letizia

 

■ Accoglienza ai profughi e ai rifugiati.

La Comunità delle Figlie della Carità della Sardegna è impegnata nel portare avanti un progetto di accoglienza dei profughi, facendosi carico della loro promozione umana, perciò anche noi, in questi ultimi mesi, nel nostro Istituto, abbiamo accolto una giovane nigeriana e due giovani bengalesi, offrendo loro ospitalità in un clima familiare, facendoli sentire a proprio agio. Infatti sono già bene inseriti e si sentono di casa.

Sono molto disponibili, generosi e discreti. Rivelano acume e intelligenza per cui ci proponiamo di insegnare loro a conoscere l’italiano, per favorire uno scambio e una comprensione reciproca, garantendo loro una maggiore sicurezza e serenità.

Le suore dell’Istituto san Vincenzo

 

■ Condoglianze ai familiari di Egisto Onorato, Iole Rizzo ved.Virdis e Antonia Giovanna De Meglio ved. La Cava che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

 

 MANIFESTO AZIONE CATTOLICA

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Dal 18 al 25 gennaio Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

 2. Domenica 19 gennaio nell’Oratorio di Moneta il ritiro dei bambini che si preparano alla Prima Comunione.

 3.Lunedì 20 gennaio ore 19.00 Oratorio Don Bosco: “Cosa è l’Azione Cattolica. Storia e missione nella Chiesa e nella società italiana”. Intervento di don Romolo Fenu, assistente unitario diocesano di A.C.

Per info rivolgersi a don Davide.

 4.Martedì 21 gennaio

Corso prematrimoniale alle ore 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 5.Mercoledì 22 gennaio

Preghiera interparrocchiale per l'Unità dei Cristiani con la S.Messa delle ore 17.15

 6. Sabato 25 gennaio

Festa della Conversione di San Paolo. Chiusura Ottavario di preghiera per l'Unità dei Cristiani.

 7. Domenica 26 gennaio

Domenica della Parola.

Marcia della pace a Cannigione.

 8. Sabato 1 e domenica 2 febbraio Festa della Famiglia e Giornata per la Vita. Il testimone sarà Pierluigi Molla il figlio di Santa Gianna Beretta Molla.

                Sabato 1 febbraio alle h. 18.00 incontro per le famiglie nel salone dell’Oasi Serena.

Domenica 2 febbraio h. 11.00 S.Messa nella chiesa di S. Maria Maddalena alla presenza delle reliquie di S. Gianna Beretta Molla la benedizione delle mamme che aspettano un bambino e rinnovo delle promesse matrimoniali.

h. 13.00 il pranzo nell’Oratorio di Moneta (bisogna prenotarsi entro il 27 gennaio contattando i seguenti numeri:

Agostino 3292928293; Bruna 3924601922; Giorgia 3505378713.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Dal 18 al 25 gennaio Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

 2) Domenica 19 gennaio nell’Oratorio di Moneta il ritiro dei bambini che si preparano alla Prima Comunione.

 3) Lunedì 20 gennaio ore 19.00 Oratorio Don Bosco: “Cosa è l’Azione Cattolica. Storia e missione nella Chiesa e nella società italiana”. Intervento di don Romolo Fenu, assistente unitario diocesano di A.C.

Per info rivolgersi a don Davide

 4) Martedì 21 gennaio

Corso prematrimoniale alle ore 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 5) Mercoledì 22 gennaio

Preghiera interparrocchiale per l'Unità dei Cristiani presso la Parrocchia dell’Agonia di N.S.G.C. a Moneta con la S.Messa delle ore 17.15 (non ci sarà la S.Messa delle ore 18.00 a S.Maria Maddalena) .

 6) Venerdì 24 gennaio

Ore 18.00: S.Messa in memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

 7) Sabato 25 gennaio

Festa della Conversione di San Paolo. Chiusura Ottavario di preghiera per l'Unità dei Cristiani.

 8) Domenica 26 gennaio

● Domenica della Parola.

● Nella chiesa di Due Strade Festa del S.Bambino Gesù di Praga: ore 16.30 Vespri, ore 17.00 processione (in caso di maltempo il rosario), ore 17.30 S.Messa celebrata da don Alberto Guevara. (Non ci sarà la S.Messa delle ore 8.00).

● Marcia della pace a Cannigione

 9) Sabato 1 e domenica 2 febbraio Festa della Famiglia e Giornata per la Vita. Il testimone sarà Pierluigi Molla il figlio di Santa Gianna Beretta Molla.

            Sabato 1 febbraio alle h. 18.00 incontro per le famiglie nel salone dell’Oasi Serena.

Domenica 2 febbraio h. 11.00 S.Messa nella chiesa di S. Maria Maddalena alla presenza delle reliquie di S.Gianna Beretta Molla la benedizione delle mamme che aspettano un bambino e rinnovo delle promesse matrimoniali.

h. 13.00 il pranzo nell’Oratorio di Moneta (bisogna prenotarsi entro il 27 gennaio contattando i seguenti numeri:

Agostino 3292928293; Bruna 3924601922; Giorgia 3505378713.

 MARCIA DELLA PACE 2020

 

M A G I S T E R O

 NELLA FESTA DEL BATTESIMO DI GESÙ RISCOPRIAMO IL NOSTRO BATTESIMO

 Ancora una volta ho avuto la gioia di battezzare alcuni bambini, nell’odierna festa del Battesimo del Signore. Oggi erano trentadue. Preghiamo per loro e per le loro famiglie.

L’evangelista Matteo (cfr 3,13-17) descrive il dialogo fra Gesù, che chiede il battesimo, e Giovanni Battista, che vuole rifiutarsi e osserva: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Questa decisione di Gesù sorprende il Battista: infatti, il Messia non ha bisogno di essere purificato; è Lui invece che purifica. Ma Dio è il Santo, le sue vie non sono le nostre, e Gesù è la Via di Dio, una via imprevedibile. Ricordiamo che Dio è il Dio delle sorprese.

Giovanni aveva dichiarato che fra lui e Gesù esisteva una distanza abissale, incolmabile. «Non sono degno di portargli i sandali» (Mt 3,11), aveva detto. Ma il Figlio di Dio è venuto proprio per colmare questa distanza fra l’uomo e Dio. Se Gesù è tutto dalla parte di Dio, è anche tutto dalla parte dell’uomo, e riunisce ciò che era diviso. Per questo Egli replica a Giovanni: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia. Il Messia chiede di essere battezzato, perché si compia ogni giustizia, si realizzi il disegno del Padre che passa attraverso la via dell’obbedienza filiale e della solidarietà con l’uomo fragile e peccatore. È la via dell’umiltà e della piena vicinanza di Dio ai suoi figli.

Quanti – è triste dirlo – quanti discepoli del Signore si pavoneggiano di essere discepoli del Signore. Non è un buon discepolo quello che si pavoneggia. Il buon discepolo è quello umile, mite, quello che fa il bene senza farsi vedere. Nell’azione missionaria, la comunità cristiana è chiamata ad andare incontro agli altri sempre proponendo e non imponendo, dando testimonianza, condividendo la vita concreta della gente.

Appena Gesù fu battezzato nel fiume Giordano, si aprirono i cieli e scese su di Lui lo Spirito Santo come una colomba, mentre dall’alto risuonò una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». Nella festa del Battesimo di Gesù riscopriamo il nostro Battesimo. Come Gesù è il Figlio amato del Padre, anche noi rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo sappiamo di essere figli amati – il Padre ci ama tutti! –, oggetto del compiacimento di Dio, fratelli di tanti altri fratelli, investiti di una grande missione per testimoniare e annunziare a tutti gli uomini l’amore sconfinato del Padre.

Questa festa del battesimo di Gesù ci fa ricordare il nostro Battesimo. Anche noi siamo rinati nel Battesimo. Nel Battesimo è venuto lo Spirito Santo per rimanere in noi. Per questo è importante sapere qual è la data del mio Battesimo. Noi sappiamo qual è la data della nostra nascita, ma non sempre sappiamo qual è la data del nostro Battesimo. Sicuramente qualcuno di voi non lo sa… Un compito da fare a casa. Quando tornerete domandate: quando sono stata battezzata? Quando sono stato battezzato? E festeggiare nel cuore la data del battesimo ogni anno. Fatelo. È anche un dovere di giustizia verso il Signore che è stato tanto buono con noi.

Maria Santissima ci aiuti a comprendere sempre più il dono del Battesimo e a viverlo con coerenza nelle situazioni di ogni giorno.

(ANGELUS – Festa del Battesimo del Signore – 12/01/2020)

 

 

BATTEZZARE UN FIGLIO È UN ATTO DI GIUSTIZIA, PER LUI

 Come Gesù che è andato a farsi battezzare, così voi portate i vostri figli.

Gesù risponde a Giovanni: “Si faccia ogni giustizia” (cfr Mt 3,15). Battezzare un figlio è un atto di giustizia, per lui. E perché? Perché noi nel Battesimo gli diamo un tesoro, noi nel Battesimo gli diamo un pegno: lo Spirito Santo. Il bambino esce [dal Battesimo] con la forza dello Spirito dentro: lo Spirito che lo difenderà, lo aiuterà, durante tutta la vita. Per questo è così importante battezzarli da bambini, perché crescano con la forza dello Spirito Santo.

Questo è il messaggio che io vorrei darvi oggi. Voi portate i vostri figli oggi, [perché abbiano] dentro lo Spirito Santo. E abbiate cura che crescano con la luce, con la forza dello Spirito Santo, mediante la catechesi, l’aiuto, l’insegnamento, gli esempi che voi darete a casa... Questo è il messaggio.

Non vorrei dirvi altro di forte. Soltanto un avviso. I bambini non sono abituati a venire alla Sistina, è la prima volta! Non sono abituati a stare chiusi in un ambiente anche un po’ caldo. E non sono abituati a essere vestiti così, per una festa tanto bella come oggi. Si sentiranno un po’ a disagio in qualche momento. E incomincerà uno [a piangere]... – ancora il concerto non è cominciato! – ma incomincerà uno, poi quell’altro... Non spaventarsi, lasciate piangere e gridare i bambini. Ma piuttosto, se il tuo bambino piange e si lamenta, forse è perché ha troppo caldo: togliete qualcosa; o perché ha fame: allattalo, qui, sì, sempre in pace. Una cosa che ho detto anche l’anno scorso: loro hanno una dimensione “corale”: è sufficiente che uno dia il “la” e incominciano tutti, e si farà il concerto. Non spaventarsi. È una bella predica quando piange un bambino in chiesa, è una bella predica. Fate in modo che si senta bene e andiamo avanti.

Non dimenticate: voi portate lo Spirito Santo dentro i bambini. (Festa del Battesimo del Signore- S.Messa e Battesimo di alcuni bambini- OMELIA-Cappella Sistina – Domenica 12/01/2020)

 

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI:

«Paolo accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio…con tutta franchezza e senza impedimento» (At 28,30-31). La prigionia di Paolo a Roma e la fecondità dell’annuncio.

 Concludiamo oggi la catechesi sugli Atti degli Apostoli, con l’ultima tappa missionaria di San Paolo: cioè Roma (cfr At 28,14).

Il viaggio di Paolo, che è stato un tutt’uno con quello del Vangelo, è la prova che le rotte degli uomini, se vissute nella fede, possono diventare spazio di transito della salvezza di Dio, attraverso la Parola della fede che è un fermento attivo nella storia, capace di trasformare le situazioni e di aprire vie sempre nuove.

Con l’arrivo di Paolo nel cuore dell’Impero termina il racconto degli Atti degli Apostoli, che non si chiude con il martirio di Paolo, ma con la semina abbondante della Parola. La fine del racconto di Luca, imperniato sul viaggio del Vangelo nel mondo, contiene e ricapitola tutto il dinamismo della Parola di Dio, Parola inarrestabile che vuole correre per comunicare salvezza a tutti. A Roma, Paolo incontra anzitutto i suoi fratelli in Cristo, che lo accolgono e gli infondono coraggio (cfr At 28,15) e la cui calda ospitalità lascia pensare a quanto fosse atteso e desiderato il suo arrivo. Poi gli viene concesso di abitare per conto proprio sotto custodia militaris, cioè con un soldato che gli fa da guardia, era agli arresti domiciliari. Malgrado la sua condizione di prigioniero, Paolo può incontrare i notabili giudei per spiegare come mai sia stato costretto ad appellarsi a Cesare e per parlare loro del regno di Dio. Egli cerca di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalle Scritture e mostrando la continuità tra la novità di Cristo e la «speranza d’Israele» (At 28,20). Paolo si riconosce profondamente ebreo e vede nel Vangelo che predica, cioè nell’annuncio di Cristo morto e risorto, il compimento delle promesse fatte al popolo eletto.

Dopo questo primo incontro informale che trova i Giudei ben disposti, ne segue uno più ufficiale durante il quale, per un’intera giornata, Paolo annuncia il regno di Dio e cerca di aprire i suoi interlocutori alla fede in Gesù, a partire «dalla legge di Mosè e dai Profeti» (At 28,23). Poiché non tutti sono convinti, egli denuncia l’indurimento di cuore del popolo di Dio, causa della sua condanna (cfr Is 6,9-10), e celebra con passione la salvezza delle nazioni che si mostrano invece sensibili a Dio e capaci di ascoltare la Parola del Vangelo della vita (cfr At 28,28). A questo punto della narrazione, Luca conclude la sua opera mostrandoci non la morte di Paolo ma il dinamismo della sua predica, di una Parola che «non è incatenata» (2Tm 2,9) – Paolo non ha la libertà di muoversi ma è libero di parlare perché la Parola non è incatenata - è una Parola pronta a lasciarsi seminare a piene mani dall’Apostolo. Paolo lo fa «con tutta franchezza e senza impedimento» (At 28,31), in una casa dove accoglie quanti vogliono ricevere l’annuncio del regno di Dio e conoscere Cristo. Questa casa aperta a tutti i cuori in ricerca è immagine della Chiesa che, pur perseguitata, fraintesa e incatenata, mai si stanca di accogliere con cuore materno ogni uomo e ogni donna per annunciare loro l’amore del Padre che si è reso visibile in Gesù.

Cari fratelli e sorelle, al termine di questo itinerario, vissuto insieme seguendo la corsa del Vangelo nel mondo, lo Spirito ravvivi in ciascuno di noi la chiamata ad essere evangelizzatori coraggiosi e gioiosi. Renda capaci anche noi, come Paolo, di impregnare le nostre case di Vangelo e di renderle cenacoli di fraternità, dove accogliere il Cristo vivo, che «viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo» (cfr II Prefazio di Avvento).

Al termine dell'udienza, il S.Padre rivogendosi ai pellegrini di lingua araba ha detto loro: “Cari fratelli e sorelle, la gioia del Vangelo scaturisce dall’incontro con Gesù. È quando incontriamo il Signore che veniamo inondati da quell’amore di cui Lui solo è capace, e lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice. Non ci trattenga dunque il timore di sbagliare e la paura di percorrere sentieri nuovi, perché le nostre povertà non sono ostacoli, ma strumenti preziosi, perché la grazia di Dio ama manifestarsi nella debolezza. Il Signore vi benedica!” E poi, a quelli di lingua polacca : “Cari fratelli e sorelle, lo Spirito ravvivi in ciascuno di voi la chiamata ad essere evangelizzatori coraggiosi e gioiosi. Vi renda capaci di impregnare le vostre case di Vangelo e di renderle cenacoli di fraternità, dove accogliere il Cristo vivo, che viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo. Vi benedico di cuore!” Ed, infine, rivolgendosi ai giovani, gli anziani, gli ammalati e gli sposi novelli: “Aprite il vostro cuore alle necessità della Chiesa, e, sull’esempio di Gesù, state vicini ai fratelli, costruendo un mondo più giusto”.

(UDIENZA GENERALE – 15/01/2020) a cura di A. Panzera