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n°38 Sabato 28 Settembre 2019

 

EDITORIALE

 Ottobre Missionario straordinario.

PAPA BENEDETTO-XV 2019 Il mese di ottobre 2019 deve essere un tempo missionario straordinario per tutta la Chiesa. Lo ha raccomandato Papa Francesco in un suo messaggio. Infatti quest’anno ricorre il centenario dell’enciclica missionaria del Papa Benedetto XV, Maximum illud (30 novembre 1919). Il tema di questo ottobre missionario è: Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo. Celebrare questo mese ci aiuterà a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede a Gesù Cristo. Fede ricevuta come dono nel Battesimo. Dalla comunione con Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, nasce una vita nuova. Questa vita divina non è un prodotto da vendere – noi non facciamo proselitismo –ma una ricchezza da donare, da comunicare, da annunciare. La fede in Gesù Cristo ci fa vedere il mondo con gli occhi e il cuore di Dio. Sia uomo di Dio chi parla di Dio. Diceva san Cipriano: non può avere Dio per Padre, chi non ha la Chiesa come madre. Nel Battesimo si radica la nostra missione insita nel mandato pasquale di Cristo: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi pieni di Spirito Santo per la riconciliazione del mondo. Il dilagare del secolarismo rifiuta la paternità di Dio e impedisce ogni autentica fraternità universale. Senza il Dio di Gesù Cristo ogni differenza si riduce ad infernale minaccia rendendo impossibile qualsiasi fraterna accoglienza e feconda unità del genere umano. Il Papa Benedetto XV nella sua enciclica esige il superamento di ogni chiusura nazionalistica.

 Anche oggi la Chiesa ha bisogno di donne e uomini che in virtù del Battesimo rispondono generosamente alla chiamata di uscire dalla propria casa, dalla propria famiglia, dalla propria patria, dalla propria lingua, dalla propria Chiesa. Annunciando la Parola di Dio, testimoniando il Vangelo e celebrando la vita dello Spirito, chiamano a conversione. Quest’anno l’ottobre missionario coincide con la celebrazione del Sinodo Speciale sulle Chiese in Amazzonia, perché sia salvaguardato quel polmone verde dell’umanità e perché gli indigeni che lo abitano siano trattati come persone umane, con dignità. Nessuna cultura rimanga chiusa in se stessa e nessun popolo sia isolato. La Giornata Missionaria Mondiale che si celebra nel mese di ottobre possa aiutare spiritualmente (con la preghiera) e materialmente (con le offerte) il santo Padre Francesco nella evangelizzazione delle Chiese particolari.                           

                     D.D.

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Festa di San Pio da Pietrelcina

FESTA SAN PADRE PIO2019 (1)Anche quest'anno, dal 20 al 23 settembre, si è svolta presso la Parrocchia di Santa Maria Maddalena la Festa di San Pio, in occasione del 51° dalla sua morte. Ad organizzare e ravvivare il programma della celebrazione si è impegnato naturalmente il nutrito Gruppo di Preghiera Padre Pio, guidato dall'instancabile Capogruppo, Paolo Provenzano. Per l'occasione si è anticipatamente riordinata e imbandierata la piazzetta, che ospita la bella statua del Santo e in quel momento ci si è resi conto che la stessa, nei giorni precedenti, era stata quasi divelta, durante la notte, dal suo piedistallo da quattro (non baldi) giovani, immortalati dalle telecamere. L'intervento provvidenziale e gratuito della Ditta Delogu ha, in poche ore, ridato stabilità alla Statua. Il Programma prevedeva per il Triduo la Santa Messa preceduta, venerdì 20 settembre, dalla recita del Santo Rosario meditato e dalle Litanie cantate; sabato 21, dal Santo Rosario meditato; domenica 22, dall'Adorazione Eucaristica e dalla lettura del Transito di San Pio. FESTA SAN PADRE PIO2019 (2)Le meditazioni sono state proferite da don Domenico, guida spirituale del Gruppo di Preghiera. Nel corso delle singole omelie, lo stesso don Domenico ha approfondito le qualità di Padre Pio: l'umiltà, la carità fraterna, il rispetto dei superiori ordini ecclesiastici, il totale affido alla Provvidenza Divina, la sopportazione dei dolori terreni, la geniale idea della creazione dei Gruppi di Preghiera e l'energico impegno per la realizzazione di Casa Sollievo della Sofferenza, ospedale che, secondo la sua volontà, doveva e deve curare le ferite dell'anima prima o unitamente a quelle del corpo. Lunedì 23, anniversario della morte di Padre Pio, la Santa Messa solenne, preceduta dalla recita del Santo Rosario meditato, è stata officiata dallo stesso don Domenico (concelebrante don Davide) ed ha visto la partecipazione di tantissimi fedeli, che, al termine della Messa, hanno seguito la breve processione di ringraziamento verso la piazzetta Amsicora, dove hanno potuto baciare una reliquia di San Pio. Le Messe delle quattro giornate sono state animate in alternanza dai Cori del Bambino Gesù, di Santa Cecilia e della Trinita.    

  Prof. Gianfranco Impagliazzo

 

■ Per una pace senza frontiere

Per tre giorni Madrid, dal 15 al 17 settembre, è stata capitale della pace, scrive sull’Avvenire Marco Impagliazzo, una pace senza confini come recita il titolo dell’incontro internazionale promosso dalla comunità di San Egidio (di cui Impagliazzo è il presidente) e dalla arcidiocesi di Madrid. Questo incontro prolunga ogni anno lo spirito di Assisi, cioè il primo incontro di preghiera delle religioni per la pace promosso nel 1986 dal papa San Giovanni Paolo II. All’incontro hanno partecipato più di 300 rappresentanti delle religioni e del mondo della cultura, migliaia di persone tra cui molti giovani venuti da tutta l’Europa.

È una buona notizia che supera la rassegnazione ad una conflittualità permanente, a frontiere spesso diventate muri visibili e meno visibili. C’erano cardinali e vescovi cattolici, patriarchi e metropoliti ortodossi, rabbini, imam, buddisti, shintoisti, indù. C’erano ministri, capi di governo, studiosi, giornalisti. A Madrid non si è nascosta la propria identità o credo religioso. La preghiera iniziale con tutti i cristiani si è fatta nella bella cattedrale di Madrid che era gremita. Nella sessione inaugurale ci sono stati gli interventi del cardinale e arcivescovo di Madrid Carlos Osoro Sierra, del rappresentante del Governo spagnolo, di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, del Presidente della Repubblica Centroafricana, un Consigliere del Segretariato dell’ONU, un rabbino di Tel-Aviv, il metropolita del Patriarcato di Mosca Hilarion e il rettore dell’Università di Al-Azhar in Egitto. Nella giornata di lunedì e di martedì si sono fatte ben 27 tavole rotonde su argomenti di grande attualità come: “Popoli in movimento”, “Economia e giustizia sociale”, “Disarmo e non violenza”, “L’Europa è ancora necessaria”, “I mezzi di comunicazione e reti sociali di fronte ai conflitti”, “I bambini chiedono pace”, “È ancora tempo di ecumenismo”?, “Il nazismo emergente”, ”Oriente e Occidente in dialogo”, “Prevenire i genocidi”, “Le donne e la pace”, “Il forum dei giovani” “Il documento sulla fraternità umana”, “Ecologia e destino comune”, “Preservare e proteggere i luoghi di culto”, “Laici e credenti parlano di umanesimo”, “Tra forza e debolezza, i martiri cristiani di oggi e la pace”, “Che nessuno sia escluso”. Sono stati giorni molto intensi, ogni tavola rotonda aveva sei o sette relatori di religioni e culture diverse, con interventi da parte del pubblico e con scambi di conoscenze e di esperienze prima e dopo gli incontri. L’ultima sera ogni gruppo religioso si è riunito in un luogo distinto a pregare per la pace. I cristiani delle diverse confessioni lo hanno fatto in cattedrale. Poi tutti insieme sono confluiti nella piazza dell’Almudena, gremita di popolo. Dopo il discorso di Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio e dopo alcune testimonianze, i rappresentanti religiosi si sono impegnati a lavorare per la pace ed hanno firmato un documento scambiandosi un segno di pace.                                                   

D.D.

 

■ 70 anni fa la Madonna di Luogosanto pellegrina a La Maddalena.

NOSTRA SIGNORA DI LUOGOSANTO 2019Nel settembre 1949 la statua della Madonna di Luogosanto, patrona della Gallura, fu portata in pellegrinaggio nei vari centri della diocesi di Tempio. La “peregrinatio Mariae”, (così fu chiamata), ebbe inizio il 9 settembre e si concluse solennemente il 3 novembre dello stesso anno. Il parroco di allora, don Paolo Pintus, (detto Preti Pauleddu, zio di don Paolo Piras), fu l’artefice di questo grande avvenimento della storia religiosa di Luogosanto.

È interessante la relazione di Mons. Capula sulla visita della Madonna a La Maddalena:

16.09.1949.

La flotta della barche da pesca e di altri natanti si recano alle ore 18,30 a Palau per rilevare la Madonna di Luogosanto. Collocata su un sontuoso peschereccio. Le barche sono tutte illuminate. Approdo alla banchina commerciale. Dal palazzo di fronte don Carlo Curis dirige lo sfilamento attraverso il microfono. Sfilano carri infiorati, vetture. Deposta in parrocchia. Vigilia di oranti.

17.IX.1949

 Ancora Messa e concorso di fedeli. Alle ore 19,15 rappresentazione dei misteri del rosario. Palco sulla gradinata della chiesa.

La funzione colma di fede. Preparazione scenica discreta. Esecuzione canti buona. Contegno devoto. Applausi sentiti. Commento ai misteri fatto al microfono (in modo) toccante. A crepuscolo inoltrato processione alle Due Strade. Concorso numeroso. Meno carri infiorati. Spettacolo di fede. Messa alle ore 24 con circa 100 comunioni.

18.IX.1949

Alle ore 12 ripresa processione. La Madonna si trasferisce all’Istituto San Vincenzo. È un giardino, fiori, festoni, distribuiti con gusto a profusione. L’attrazione diviene incontenibile. Il canonico Vico Salvatore alle ore 16.00 predica un’ora mariana. All’imbrunire riprende ancora la processione. Si dirige verso Moneta. Percorso di 3 Km. Tutto il lungo mare illuminato, Ordine e devozione dovunque. I fedeli si muovono quasi teleguidati. A Moneta il …arriva a impedire il sufficiente funzionamento del microfono. Alle 24 Messa e Comunione di 47 uomini. La chiesa stipata e circondata nella notte calmissima da fedeli in orazione.

19.1X.1949.

Ore 12 a Moneta supplica alla Madonna. Alle ore 15 la Madonna entra da porta levante in cantiere. Il direttore e con lui altri escogitano tutti i ripieghi per impedire questo ingresso. Furono sopraffatti dal fervore popolare e le circostanze più impensate li costrinsero ad accoglierla. In un primo tempo non volevano la Madonna …Poi le porte si spalancarono tanto che le officine lavoravano in pieno rendimento per preparare una sontuosa accoglienza. A porta ponente prima di uscire il dott. Lucioni al microfono pronunciò fervorino di occasione. Il Col. Gavinato direttore è lì che ossequia. La processione si avvia verso l’ospedale tutto in festa e addobbato. All’ingresso il Direttore e il Vice Direttore. Manifestazioni affettuose di fede. È breve la sosta. La processione esce dall’ospedale e si dirige verso Piazza Comando. Addensamento di popolo su tutte le lunghissime banchine. Il parroco dice parole di addio e consegna la Madonna ad una barca che la porterà a Cannigione e di là ad Arzachena. Il parroco col sindaco vuol seguire il pellegrinaggio marino su un mezzo della Marina sino a Cannigione. Si rientra alle ore 21,30. Un po’ tutte le parrocchie della diocesi faranno riferimento alla nostra “peregrinatio”.              

                         D.D.

 

■ Gli Oratori Isolani

CAMPO CALCETTO MONETA 28092019 L’unione dei nostri oratori, a seguito della volontà Diocesana, ha sicuramente portato ad una evoluzione, ma non ad un cambiamento di identità; l’oratorio infatti, è parte inscindibile della comunità parrocchiale, la sua funzione, il suo uso, è strumento per la formazione delle giovani generazioni cristiane. Attraverso la parrocchia, l’oratorio esprime la propria tendenza, la propensione all’educazione dei giovani alla vita e alla fede; non una sorta di contenitore dove esistono solo dei luoghi anonimi dove passare del tempo, magari annoiandosi, bensì, un luogo privilegiato dove aggregarsi.

 Nei nostri oratori, esiste ed è attuato un progetto educativo; a fianco alle importanti aule del catechismo esistono strutture per vivere in modo comunitario una molteplice varietà di esperienze, dalle sale riunioni, alle sale giochi, alla sala teatro e musica, alle cucine, ecc.. Cosa dire poi dei nostri impianti sportivi, dal campo di bocce, al campetto polivalente (volley – basket), al campetto di calcio (recentemente completamente ristrutturato).

Inoltre, risulta doveroso indicare, quanto sia importante e quanta attenzione viene dedicata ai formatori ed a quanti, in oratorio, hanno un compito educativo; si promuovono non solo corsi per catechiste-i, ma anche per educatori, educatrici del tempo libero, dello sport, della musica e di molte altre attività ludiche e culturali.

Quindi, in una società sempre più multirazziale e multietnica, risulta forte la volontà di parlare dei nostri oratori come “laboratori di vita e di fede”, capaci di assolvere una funzione, sia sociale, che di pluralismo educativo.

Il Consiglio Direttivo

 

Condoglianze ai famigliari di Carlo Puddu e Paolo Carretto che sono tornati alla casa del Padre Celeste.

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

  

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

 Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

 

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1. Da sabato 5 ottobre cambiano gli orari delle S.Messe vespertine.

La S.Messa del sabato e dei giorni prefestivi sarà alle ore 16.15.

Nei giorni Feriali: lunedì ore 8.00;

da martedì a venerdì alle ore 17.30.

 

AVVISO CATECHISMO

 2. Da sabato 5 ottobre riprendono i cammini dei vari gruppi. Sono già stati effettuati alcuni incontri con i genitori, quelli assenti possono avvicinarsi a don Davide per le informazioni. La Santa Messa sarà alle ore 16.15 e a seguire l’incontro di catechismo.

 3. Domenica 6 ottobre FORMAZIONE EDUCATORI.

Alle ore 16.00, presso i locali di Moneta, don Valerio Baresi terrà un incontro di formazione in stile laboratoriale su “La gestione dei gruppi”. Tutti gli educatori dell’Oratorio, i responsabili dei gruppi e dei cori, le catechiste e gli animatori sono caldamente invitati a partecipare a questo incontro formativo essenziale nello svolgimento del proprio servizio.

 4. Domenica 13 ottobre a Tegge festa d’inizio Anno Catechistico e Oratoriale alle ore 15.30

 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Mercoledì 2 ottobre

S.Messa in cimitero alle ore 15.45.

 2) Giovedì 3 ottobre

Primo giovedì del mese.

Adorazione per le Vocazioni dalle ore 18.00

 3) Venerdì 4 ottobre

Festa di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia.

Non ci sarà l’adorazione e la S.Messa nella chiesa del Bambino Gesù.

Alle ore 18.00 adorazione e momento di preghiera per l’Italia e S.Messa alle ore 19.00.

 4) Da sabato 5 ottobre cambiano gli orari delle S.Messe vespertine:

Ore 16.30 sabato S.Messa all’Ospedale Civile.

Ore 18.00 S.Messa in parrocchia (nei giorni feriali e festivi).

 

AVVISO CATECHISMO

 5) Da lunedì 30 settembre riprendono i cammini dei vari gruppi. Sono già stati effettuati alcuni incontri con i genitori, quelli assenti possono avvicinarsi a don Davide per le informazioni.

 6) Domenica 6 ottobre FORMAZIONE EDUCATORI.

Alle ore 16.00, presso i locali di Moneta, don Valerio Baresi terrà un incontro di formazione in stile laboratoriale su “La gestione dei gruppi”. Tutti gli educatori dell’Oratorio, i responsabili dei gruppi e dei cori, le catechiste e gli animatori sono caldamente invitati a partecipare a questo incontro formativo essenziale nello svolgimento del proprio servizio

 7) Domenica 13 ottobre a Tegge festa d’inizio Anno Catechistico e Oratoriale alle ore 15.30

 

M A G I S T E R O

 FATEVI DEGLI AMICI CON LA RICCHEZZA

 VANGELO LUCA16 1 13La parabola contenuta nel Vangelo di Lc 16,1-13 ha come protagonista un amministratore furbo e disonesto che, accusato di aver dilapidato i beni del padrone, sta per essere licenziato. In questa situazione difficile, egli non recrimina, non cerca giustificazioni né si lascia scoraggiare, ma escogita una via d’uscita per assicurarsi un futuro tranquillo. Reagisce dapprima con lucidità, riconoscendo i propri limiti: «Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno»; poi agisce con astuzia, derubando per l’ultima volta il suo padrone. Infatti, chiama i debitori e riduce i debiti che hanno nei confronti del padrone, per farseli amici ed essere poi da loro ricompensato. Questo è farsi amici con la corruzione e ottenere gratitudine con la corruzione, come purtroppo è consuetudine oggi. Gesù presenta questo esempio non certo per esortare alla disonestà, ma alla scaltrezza. Infatti sottolinea: «Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza», cioè con quel misto di intelligenza e furbizia, che ti permette di superare situazioni difficili. La chiave di lettura di questo racconto sta nell’invito di Gesù alla fine della parabola: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne». Sembra un po’ confuso, questo, ma non lo è: la “ricchezza disonesta” è il denaro – detto anche “sterco del diavolo” – e in generale i beni materiali.

La ricchezza può spingere a erigere muri, creare divisioni e discriminazioni. Gesù, al contrario, invita i suoi discepoli ad invertire la rotta: “Fatevi degli amici con la ricchezza”. È un invito a saper trasformare beni e ricchezze in relazioni, perché le persone valgono più delle cose e contano più delle ricchezze possedute. Nella vita, infatti, porta frutto non chi ha tante ricchezze, ma chi crea e mantiene vivi tanti legami, tante relazioni, tante amicizie attraverso le diverse “ricchezze”, cioè i diversi doni di cui Dio l’ha dotato. Ma Gesù indica anche la finalità ultima della sua esortazione: “Fatevi degli amici con la ricchezza, perché essi vi accolgano nelle dimore eterne”. Ad accoglierci in Paradiso, se saremo capaci di trasformare le ricchezze in strumenti di fraternità e di solidarietà, non ci sarà soltanto Dio, ma anche coloro con i quali abbiamo condiviso, amministrandolo bene, quanto il Signore ha messo nelle nostre mani.

Questa pagina evangelica fa risuonare in noi l’interrogativo dell’amministratore disonesto, cacciato dal padrone: «Che cosa farò, ora?». Di fronte alle nostre mancanze, ai nostri fallimenti, Gesù ci assicura che siamo sempre in tempo per sanare con il bene il male compiuto. Chi ha causato lacrime, renda felice qualcuno; chi ha sottratto indebitamente, doni a chi è nel bisogno. Facendo così, saremo lodati dal Signore “perché abbiamo agito con scaltrezza”, cioè con la saggezza di chi si riconosce figlio di Dio e mette in gioco sé stesso per il Regno dei cieli.

La Vergine Santa ci aiuti ad essere scaltri nell’assicurarci non il successo mondano, ma la vita eterna, affinché al momento del giudizio finale le persone bisognose che abbiamo aiutato possano testimoniare che in loro abbiamo visto e servito il Signore. (ANGELUS – Domenica 22/09/2019)

 

È URGENTE E NECESSARIO COLLABORARE PER COSTRUIRE LA CASA COMUNE

 Il cambiamento climatico è una delle principali sfide che dobbiamo affrontare e per questo l’umanità è chiamata a coltivare tre grandi qualità morali: onestà, responsabilità e coraggio.

Con l'Accordo di Parigi del 2015, la comunità internazionale ha preso coscienza dell'urgenza e della necessità di dare una risposta collettiva per collaborare alla costruzione della nostra casa comune. Tuttavia, a quattro anni da quell'accordo storico, si osserva come gli impegni assunti dagli Stati sono ancora molto "fluidi" e lontani dal raggiungere gli obiettivi fissati.

Accanto a tante iniziative, non solo da parte dei governi ma dell’intera società civile, è necessario chiedersi se vi sia una reale volontà politica di destinare maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico e aiutare le popolazioni più povere e vulnerabili, che sono quelle che ne soffrono maggiormente.

Anche se la situazione non è buona e il pianeta ne soffre, la finestra per un’opportunità è ancora aperta. Ancora siamo in tempo. Non lasciamo che si chiuda. Apriamola con il nostro impegno a coltivare uno sviluppo umano integrale, per assicurare alle generazioni future una vita migliore. Il futuro è il loro, non il nostro. “Mentre l’umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia, c’è da augurarsi che l’umanità degli inizi del XXI secolo possa essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità” (Laudato si', 165).

Con onestà, responsabilità e coraggio dobbiamo mettere la nostra intelligenza "al servizio di un altro tipo di progresso, più sano, più umano, più sociale e più integrale" (Laudato si', 112), che sia capace di mettere l'economia al servizio della persona umana, di costruire la pace e di proteggere l'ambiente. Il problema del cambiamento climatico è legato a questioni di etica, equità e giustizia sociale. L'attuale situazione di degrado ambientale è legata al degrado umano, etico e sociale, come sperimentiamo ogni giorno. E questo ci obbliga a riflettere sul senso dei nostri modelli di consumo e di produzione e ai processi di educazione e di sensibilizzazione per renderli coerenti con la dignità umana. Siamo di fronte a una "sfida di civiltà" in favore del bene comune. E questo è chiaro, com’è anche chiaro che ci sono una molteplicità di soluzioni che sono alla portata di tutti, se adottiamo, a livello personale e sociale, uno stile di vita che incarni l’onestà, il coraggio e la responsabilità.

Mi piacerebbe che queste tre parole chiave: onestà, coraggio e responsabilità, occupassero un luogo centrale nel vostro lavoro di oggi e di domani, che accompagno da qui con i miei migliori auspici e con la mia preghiera. Grazie mille.

(Videomessaggio in occasione del Climate Action Summit ONU – New York ,23/09/2019)

 

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI: Stefano «pieno di Spirito Santo» (At 7,55) tra diakonia e martyria.

 San Luca, con grande realismo, mostra l’insorgere di alcuni problemi in seno alla comunità cristiana. Come armonizzare le differenze che coabitano al suo interno senza che accadano contrasti e spaccature?

La comunità non accoglieva solo i giudei, ma anche i greci, cioè persone provenienti dalla diaspora, non ebrei, con cultura e sensibilità proprie e con un’altra religione. Noi, oggi, diciamo “pagani”. Questa compresenza determina equilibri fragili e precari; e dinanzi alle difficoltà spunta la “zizzania”, e quale è la peggiore zizzania che distrugge una comunità? La zizzania della mormorazione, la zizzania del chiacchiericcio: i greci mormorano per la disattenzione della comunità nei confronti delle loro vedove. Gli Apostoli avviano un processo di discernimento che consiste nel considerare bene le difficoltà e cercare insieme delle soluzioni. Trovano una via di uscita nel suddividere i vari compiti per una serena crescita dell’intero corpo ecclesiale e per evitare di trascurare sia la “corsa” del Vangelo sia la cura dei membri più poveri. Gli Apostoli sono sempre più consapevoli che la loro vocazione principale è la preghiera e la predicazione della Parola di Dio: pregare e annunciare il Vangelo; e risolvono la questione istituendo un nucleo di «sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza», i quali, dopo aver ricevuto l’imposizione delle mani, si occuperanno del servizio delle mense. Si tratta dei diaconi che sono creati per questo, per il servizio. Il diacono nella Chiesa non è un sacerdote in seconda, è un’altra cosa; non è per l’altare, ma per il servizio. È il custode del servizio nella Chiesa. Quando a un diacono piace troppo di andare all’altare, sbaglia. Questa non è la sua strada. Questa armonia tra servizio alla Parola e servizio alla carità rappresenta il lievito che fa crescere il corpo ecclesiale. E gli Apostoli creano sette diaconi, e tra i sette “diaconi” si distinguono in modo particolare Stefano e Filippo. Stefano evangelizza con forza e parresia, ma la sua parola incontra le resistenze più ostinate. Non trovando altro modo per farlo desistere, cosa fanno i suoi avversari? Scelgono la soluzione più meschina per annientare un essere umano: cioè, la calunnia o falsa testimonianza. E noi sappiamo che la calunnia uccide sempre. Questo “cancro diabolico”, che nasce dalla volontà di distruggere la reputazione di una persona, aggredisce anche il resto del corpo ecclesiale e lo danneggia gravemente quando, per meschini interessi o per coprire le proprie inadempienze, ci si coalizza per infangare qualcuno.

Condotto nel Sinedrio e accusato da falsi testimoni – lo stesso avevano fatto con Gesù e lo stesso faranno con tutti i martiri mediante falsi testimoni e calunnie – Stefano proclama una rilettura della storia sacra centrata in Cristo, per difendersi. E la Pasqua di Gesù morto e risorto è la chiave di tutta la storia dell’alleanza. Dinanzi a questa sovrabbondanza del dono divino, Stefano coraggiosamente denuncia l’ipocrisia con cui sono stati trattati i profeti e Cristo stesso. E ricorda loro la storia dicendo: «Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori». Non usa mezze parole, ma parla chiaro, dice la verità. Questo provoca la reazione violenta degli uditori, e Stefano viene condannato a morte, condannato alla lapidazione. Egli però manifesta la vera “stoffa” del discepolo di Cristo. Non cerca scappatoie, non si appella a personalità che possano salvarlo ma rimette la sua vita nelle mani del Signore e la preghiera di Stefano è bellissima, in quel momento: «Signore Gesù, accogli il mio spirito» – e muore da figlio di Dio perdonando: «Signore, non imputare loro questo peccato». Queste parole di Stefano ci insegnano che non sono i bei discorsi a rivelare la nostra identità di figli di Dio, ma solo l’abbandono della propria vita nelle mani del Padre e il perdono per chi ci offende ci fanno vedere la qualità della nostra fede. Oggi ci sono più martiri che all’inizio della vita della Chiesa, e i martiri sono dappertutto. La Chiesa di oggi è ricca di martiri, è irrigata dal loro sangue che è «seme di nuovi cristiani» e assicura crescita e fecondità al Popolo di Dio. I martiri non sono “santini”, ma uomini e donne in carne e ossa che – come dice l’Apocalisse – «hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». Essi sono i veri vincitori. (UDIENZA GENERALE – Mercoledì 25/09/2019) a cura di A. Panzera