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n° 8 Sabato 23 Febbraio 2019

 

EDITORIALE

 “Siamo servi inutili”

 Settimana scorsa il parroco ha presentato nell’editoriale la realtà della Chiesa, corpo mistico di Cristo, mostrando concretamente quella che è la sua finalità, ma ricordandoci in modo forte come tutti noi siamo Chiesa e chiamati ad essere fedeli annunciatori del Vangelo. Un aspetto su cui si è soffermato, oltre al fatto che la Chiesa è come una famiglia, è quello del servizio. Tutti noi nella nostra casa, nella nostra famiglia contribuiamo al buon andamento della stessa e così vale anche per la Chiesa; tutti noi siamo chiamati ad essere membra vive di questo Corpo, infatti ha invitato tutti coloro che desiderano mettersi al servizio della comunità di farsi avanti. Ma cosa significa svolgere un servizio per la comunità ecclesiale? Tutti possono fare tutto? Oppure ognuno deve trovare il proprio modo di essere corpo? Innanzitutto chi svolge un servizio nella Chiesa deve sempre ricordarsi che esso è una chiamata, tutto parte da Dio, che chiama i suoi figli a cooperare all’evangelizzazione. Ognuno di noi, infatti, nel suo piccolo, può dare un contributo molto importante, tutto sta racchiuso in un dato: vivere quel servizio con spirito di ascolto, preghiera, sacrificio e collaborazione. Credo proprio che meditare spesso quel brano di San Paolo ci faccia comprendere come il Corpo ha bisogno che tutto sia collegato, ogni membra deve fare la sua parte. Cosa più importante, ogni membro deve essere collegato col Capo, che è Cristo, non possiamo infatti pensare di svolgere un servizio nella Chiesa senza prima pensare ad aver cura del nostro spirito, della nostra anima, del nostro cammino di fede. Il primo servizio che svolgiamo quindi è quello di crescere noi nella fede, non si parla del fare, ma del crescere nella fede e rafforzare il nostro spirito e la nostra anima. Iniziato questo allora il Signore ci aiuterà, anche attraverso il discernimento e il cammino con i sacerdoti a trovare il nostro posto nella comunità e a scoprire come posso vivere il mio essere Chiesa. Nell’editoriale don Andrea ha elencato vari servizi che si svolgono in parrocchia, tutti delicati, tutti importanti, tutti che richiedono ascolto, preghiera, sacrificio, tempo e collaborazione. Ogni servizio è importante, ma come ci ricorda anche il Vangelo, tutto deve essere orientato verso il Regno di Dio, quindi il titolo di questo editoriale può essere interpretato in vario modo. La prima interpretazione che potrei dare è quella di mettersi al servizio del Signore, ma senza ricercare la sua Gloria e il Suo Regno, questo è un grosso pericolo, per noi stessi e per il Vangelo; un'altra interpretazione è colui che con buon spirito si mette al servizio del Signore ma senza crescere prima personalmente; c’è anche Colui che si dedica totalmente, svolgendo un servizio bello, con buone intenzioni, una buona preparazione, ma alla fine non porta al Signore. L’ultima interpretazione che vorrei dare è quella che richiama il passo evangelico: Colui che affidandosi al Signore compie ciò che gli è stato chiesto, svolge il tutto riconoscendo che tutto comunque è nelle mani di Dio. Ecco allora che scopriamo “l’inutilità”: fare senza arrivare a compiere la volontà di Dio e portare tutto a Lui, cioè un servizio vuoto; offrire il nostro contributo riconoscendo che comunque tutto è nelle mani di Dio.

Quale servizio di questi due vogliamo svolgere?

Grazie a tutti coloro che svolgono il loro servizio con la preghiera, l’ascolto, la discrezione, tutto Ad maiorem Dei gloriam.

Don Davide Mela

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Il Consiglio Pastorale di Santa Maria Maddalena

don Andrea e don DavideSarà una riunione congiunta dei consigli pastorali di Santa Maria Maddalena e Moneta ad esprimersi sulla grande Via Crucis cittadina, che dovrà svolgersi nella notte di Venerdì Santo, 19 aprile prossimo. Lo ha detto il parroco di La Maddalena don Andrea Domanski, durante il consiglio pastorale di Santa Maria Maddalena svoltosi lo scorso 15 febbraio. Nella riunione, alla quale era presente il vicario, don Davide Mela, il parroco don Andrea ha comunicato invece gli orari delle Via Crucis di ogni venerdì di Quaresima: Due Strade alle ore 16:30, Moneta ore 15:15, S. Maria Maddalena ore 18:30. La riunione era iniziata con la lettura di una pagina del Vangelo, quella sulla guarigione del paralitico portato al cospetto di Gesù. Come lui allora, anche oggi – ha detto don Andrea – ci sono tante persone che non sono in grado, da sole, di andare ad incontrare il Signore, che hanno bisogno di aiuto per farlo. Non devono dunque mancare le nostre preghiere oltre che la nostra azione, per aiutarle. Don Andrea ha dato notizie sulla salute di don Paolo Piras, colpito tempo fa da un'emorragia celebrale e ricoverato a Sassari. Le sue condizioni sono stazionarie. L'assenza di don Paolo, che dava la sua importante collaborazione con la celebrazione delle messe e con le confessioni, ha comportato un maggiore impegno degli altri sacerdoti. Le messe alla Sacra Famiglia e a Stagnali vengono ora celebrate solo una volta al mese mentre gruppi come i Volontari Ospedalieri, le Cellule di Evangelizzazione e il Gruppo Padre Pio mancano ora del loro direttore spirituale. C'è ancora difficoltà, a Santa Maria Maddalena a riorganizzare l'Adorazione Eucaristica continua (il parroco ha fatto appello ai gruppi ed ai singoli per nuove disponibilità). Si è parlato poi delle stazioni quaresimali interparrocchiali che, come ormai tradizione, ogni mercoledì di Quaresima vengono celebrate in diverse chiese dell'Arcipelago. S'inizierà mercoledì 13 marzo nella chiesa della Santissima Trinità proseguendo con le altre chiese. L'ultima stazione sarà quella di Moneta. L'orario fissato, quest'anno, è quello delle ore 18:00 in ogni stazione. Fino al giorno di Pasqua la messa vespertina a Santa Maria Maddalena rimarrà alle 18:00. Dal giorno di Pasqua la celebrazione sia festiva che prefestiva che feriale sarà alle ore 19:00. Nel consiglio pastorale si è infine parlato della Quaresima Caritativa ovvero delle Elemosine Quaresimali: il digiuno e il frutto delle rinunce settimanali, in Quaresima, potranno essere materializzati in denaro o in viveri da destinare ai poveri tramite la Caritas. A proposito di Caritas di Santa Maria Maddalena, la responsabile, Annarosa Scotto, ha fatto appello affinché nuovi volontari possono dare la loro disponibilità. In Caritas c'è bisogno di collaboratori, considerato che col tempo un po' di "forze" o si sono affievolite o sono venute meno. Il parroco don Andrea infine ha comunicato che il ricavato del Banco Farmaceutico del sabato precedente 9 febbraio, organizzato in due farmacie cittadine con la presenza di volontari, ha visto donazioni in farmaci per una cifra pari a 1.550 euro.

Claudio Ronchi

 

■ In ricordo del naufragio della nave Sémillante a Lavezzi.

isola lavezziIl 14 febbraio ricorreva l’anniversario del naufragio della nave francese Sémillante con 750 uomini a bordo. La nave era partita da Tolone e diretta al fronte della guerra di Crimea nel 1855. A causa di una forte tempesta andò ad infrangersi sugli scogli di Lavezzi.

Unico testimone della catastrofe fu il pastore dell’isola. Non ci furono superstiti. 572 cadaveri furono sepolti sul posto, nei due cimiteri quello di Furcone e quello di Achiarino. Altri cadaveri andarono dispersi, alcuni furono sepolti sulla costa sarda, probabilmente anche nel cimitero di San Michele di Liscia, il primo cimitero di La Maddalena. Forse anche la tomba vicino alla banchina di Razzoli, dove ogni estate andiamo in pellegrinaggio, custodisce i resti di alcuni naufraghi.

D.D.

 

 

25° della morte di Carlo Ornano Sindaco del gemellaggio

Cattedrale-al centro dondomenico e donFini Questo martedì 19 febbraio si sono concluse ad Ajaccio le celebrazioni in omaggio del Sindaco Charles Ornano il più significativo Sindaco del capoluogo nel dopoguerra, eletto ininterrottamente dal 1975 al 1994, e senatore della Repubblica Francese dal 1980 al 1994.

Nella imponente Cattedrale barocca di Ajaccio “Santa Maria Assunta”, dedicata alla Vergine Assunta e consacrata nel 1593, si è svolta la solenne Messa e commemorazione dell’uomo politico e amministratore corso.

Alla Messa presieduta dal cancelliere vescovile don Fini e concelebrata dal nostro Parroco emerito Don Domenico Degortes, hanno presenziato il Sindaco d’Ajaccio Laurent Marcangeli dal 2014, 38 anni avvocato, e Deputato per la Corsica du Sud, insieme ad Assessori e consiglieri comunali, quindi in rappresentanza della famiglia Ornano, la figlia, madame Marie Madeleine con il marito Jean Pierre Audisio, di origine piemontese e vero animatore e coordinatore del ricco programma celebrativo.

Come noto i due Sindaci Charles Ornano e il nostro Giuseppe Deligia, siglarono nel 1991, 28 anni orsono, il Gemellaggio fra le due città, diversamente unite dalla figura di Napoleone Bonaparte, dopo un approfondito percorso culturale, iniziato con il Sindaco Franco Del Giudice, ma soprattutto dai due principali sostenitori del progetto, il prof. di Stato Dominique Orsoni per Ajaccio e il nostro Assessore alla Cultura Menotti Casali.

Tutto iniziò nel 1989, allorquando il Governo Francese, nell’ambito delle commemorazioni legate ai 200 anni della Rivoluzione Francese, indirizzò a tutti i Dipartimenti un Concorso nazionale, con il quale si dava l’opportunità di richiamare o mettere in evidenza un avvenimento storico accaduto nel proprio territorio tramite il quale riallacciarsi alla storia patria ed ai valori dell’identità nazionale, Fra i lavori pervenuti, quello del Dipartimento della Corsica del Sud, il professor Dominique Orsoni, allora ricercatore e Dottore di stato presso il “Centro di Ricerca Corsa – Sezione di Storia” dell’Università di Corte, elaborò un proprio progetto, avvalendosi altresì degli studi dello storico corso Francis Pomponi.

La ricerca e lo studio nasceva dai legami storicamente documentati delle popolazioni, essenzialmente pastori, degli attigui territori di Bonifacio e delle isole dell’Arcipelago maddalenino, che questi già da alcuni secoli abitavano, prima stagionalmente, poi verso il 1700 sempre più stabilmente fino a formare quella comunità che, con l’occupazione militare e la protezione sardo-piemontese diverrà quindi l’odierna città di La Maddalena.

Charles OrnanoIl Programma in omaggio a Charles Ornano, cognome fra i primi presenti nelle pioniere famiglie corse che abitarono le nostre isole nel settecento, è stato programmato dal Comune ajaccino nel 25° della sua morte avvenuta il 19/2/1994, con conferenze, esposizione di foto, proiezioni e testimonianze svoltesi dal 4 al 23 febbraio, che hanno testimoniato il grande attaccamento della comunità corsa ad un uomo protagonista dello sviluppo del capoluogo corso, nei suoi 4 mandati amministrativi, vari esponenti corsi, politici e culturali, che l’hanno conosciuto cosi si sono espressi su di lui.. “uomo e sindaco di grande umanità, onestà, calorosità ed disponibilità, un aiaccino tipo, non solo un padre politico che incarnava le virtù della Corsica e del Bonapartismo” ma soprattutto padre di famiglia …c’etait le Pere de la Ville”, virtù queste che sicuramente hanno posto le basi e le premesse per arrivare alla sigla del Gemellaggio.

La rappresentanza isolana ha visto, insieme con Don Domenico, la presenza del dr. Gianfranco Serra, Segretario personale del Sindaco Mario Birardi e coordinatore di varie iniziative culturali svoltesi negli anni passati ad Ajaccio e Bastia , il quale durante la Messa, fra le testimonianze presentate, ha letto una affettuosa e commovente lettera in francese, scritta di pugno dal nostro novantenne Sindaco del Gemellaggio Giuseppe Deligia, impossibilitato a recarvisi, quindi l’ex presidente del consiglio comunale Antonello Tedde, da sempre sostenitore dei rapporti sardo-corsi, ha portato i saluti ed alcune pubblicazioni del Comitato Ricerche Storiche Maddalenine CORISMA, con l’auspicio di una ripresa dei contatti culturali e sociali, che ricordiamo nel 2016, con l’attuale Sindaco Luca Montella e amministrazione, hanno visto un significativo momento celebrativo con la sottoscrizione di una rinnovata conferma del legame fra le due comunità, nel 25° anniversario della sigla degli accordi.

Il prossimo appuntamento per le due comunità è previsto con la prossima Festa Patronale di Ajaccio della Vergine della Misericordia “La Madonnuccia” il 18 marzo”.                      

     Antonello Tedde

 

■ Marina: senza cappellano e con tanti giovani.

sergentiDopo anni di promesse sembrano concretizzarsi, sebbene parzialmente, le implementazioni dei corsi presso la Scuola Sottufficiali. Circa 800 giovani, ragazzi e ragazze, si alterneranno in quest’anno 2019 tra i diversi corsi. Peccato, come ebbe a dire il vescovo mons. Sebastiano Sanguinetti per Santa Barbara al Primo Longobardo, lo scorso 4 dicembre, che proprio ora che ci sono presenti tanti giovani, non ci sia più il cappellano militare. E i sacerdoti isolani, ridottisi a tre (don Paolo Piras è ricoverato in ospedale), non sono in grado di sopperire. La mancanza del cappellano non si ripercuote solo all’interno della caserma e degli altri enti militari ma anche sull’oratorio di Lungomare Mirabello e le sue attività, ormai chiuso e sospese da tempo.

 

Intanto, venerdì scorso 15 febbraio, presso l’aula magna Primo Longobardo, hanno ricevuto il grado di sergente 66 giovani militari provenienti da tutta Italia. Erano giunti presso la Scuola Sottufficiali di La Maddalena nello scorso mese di settembre, per conseguire il grado al termine del corso di aggiornamento e formazione professionale. La consegna del grado è stata fatta dal comandante della Scuola, Domenico Usai. La Scuola Sottufficiali ospita in questo periodo anche circa 200 militari dei corsi VFP4, che termineranno a luglio mentre altri 200 tra uomini e donne giungeranno a marzo per frequentare i corsi di ferma prefissata di un anno. Il loro giuramento è già stato fissato per il 5 aprile. Intanto, dopo i militari libici della guardia costiera, che per alcuni mesi hanno frequentato alcuni corsi, sono ora in arrivo una sessantina di militari della Marina del Qatar. Si tratta di sottufficiali che frequenteranno corsi di macchine e di coperta. La loro presenza fa parte di un accordo tra il governo italiano e quello del Qatar legato alla fornitura di navi a quella marina da parte di Fincantieri. In parte a La Maddalena in parte a Taranto la nostra Marina Militare fornirà l'istruzione agli equipaggi. I militari dell’emirato arabo frequenteranno i corsi fino a luglio.                                           

 Claudio Ronchi

 

■ Carnevale in famiglia.

Come dice il libro del Qohelet c'è un tempo per ogni cosa: c'è un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo di lutto e un tempo di allegria. E questo è il momento dell'allegria e della festa: il tempo di carnevale! Così la commissione famiglia interparrocchiale e i responsabili degli oratori hanno pensato bene di creare eventi da vivere insieme in allegria e spensieratezza. Il primo è stato vissuto sabato 16 febbraio per festeggiare San Valentino con una cena nell'ampio locale dell'oratorio di Moneta S. Domenico Savio. Entrando, già il colpo d'occhio dava una bella impressione: due lunghe tavolate imbandite dove spiccavano grandi cuori rossi in onore degli innamorati; circa 80 le persone che non sono volute mancare a questa bella festa di condivisione. Il pasto insieme è un'esperienza di gioia dell'incontro, con sorrisi e chiacchere amichevoli, ma anche gioia e piacevolezza del mangiare bene. E grazie ad Agostino Canu (nostro chef) e a tutta la squadra ormai consolidata, abbiamo mangiato veramente bene! Comodamente seduti ci hanno servito a tavola e a questo servizio ha partecipato anche il parroco don Andrea Domanski porgendo i piatti! La cena è finita con quel pizzico di dolcezza che a carnevale non può mancare: le squisite frittelle tanto amate dai piccoli e dai grandi. Erano davvero deliziose : sono state preparate dalla Compagnia Frisgiolai Cantierini e naturalmente le potremo gustare per tutte le feste in programma. Dopo la cena, grazie alla fantasia e manualità di Michela, la catechista, è stato fatto omaggio a tutte le donne presenti (anche alle bambine) di una bella rosa rossa di pannolenci che potremo conservare per ricordo. Ma la festa è stata resa ancora più allegra dalla musica che ha coinvolto le persone a ballare e anche don Davide Mela , che era presente alla cena insieme a don Domenico Degortes, si è fatto prendere dal ritmo della musica unendosi al gruppo dei ballerini! Un piacevole e bellissimo momento! Altre giornate di festa saranno vissute per tutto il carnevale con cene, musica, ballo e feste in maschera sia all'oratorio S.Domenico Savio che a quello di S. Giovanni Bosco. Ultimo appuntamento sará per la festa della donna sabato 9 marzo sempre a Moneta: magnendi, ballendi, brinchendi !!         

              Maria Vitiello

 

Assembla pubblica. Il giorno 17 febbraio alle ore 16,00 nell'oratorio San Giovanni Bosco il Gruppo Socio Politico Cristiano, ha realizzato un'assemblea pubblica con i candidati maddalenini alle elezioni regionali del 24 febbraio 2019.

Pur consapevoli della difficoltà ad eleggere nostri concittadini, il GSPC ha incoraggiato i partecipanti a continuare il loro impegno a favore di questo paese che merita rispetto e determinazione.

L'assemblea, che ha visto la partecipazione di un pubblico particolarmente motivato, ed i candidati partecipanti hanno esposto i loro programmi e le loro aspettative.

L'occasione ha permesso al GSPC di illustrare le norme elettive, chiarendo che a livello regionale sono previsti 59 consiglieri e che Olbia/Tempio esprimerà 6 componenti.

La scheda elettorale è unica, è divisa in 7 scomparti, quanti sono i candidati alla presidenza.

A destra ci sarà il nome e cognome del candidato presidente con il contrassegno della coalizione. A sinistra i simboli delle liste collegate affiancati da due trattini per l'eventuale indicazione di preferenza che dovrà essere indicato per cognome e nome.

L'elettore per scegliere il candidato alla presidenza dovrà barrare il simbolo della coalizione e se lo ritiene contestualmente una delle liste a lui collegate.

Ci sono diverse opzioni:

Voto collegato: se l'elettore non vota la coalizione regionale o il suo presidente, ma solo la lista provinciale (barrando uno dei simboli di partito) il voto viene attribuito anche alla coalizione collegata a quel partito e quindi al candidato presidente.

Voto non collegato: se l'elettore vota solo la coalizione regionale o il candidato presidente, il voto non viene attribuito alle liste del collegio provinciale e quindi non contribuisce all'assegnazione dei seggi nei collegi provinciali.

Voto di preferenza (di genere): l'elettore può esprimere se vuole uno o due voti di preferenza: scrivendo nome e cognome di dei candidati compresi nella lista ( donna+ uomo).

Voto disgiunto: si può votare per un candidato presidente e per una lista non collegata al candidato prescelto, con l'eventuale preferenza. Chi vince? Viene eletto Presidente della Regione il candidato che ha ottenuto maggior numero di voti validi sommando tutti quelli ottenuti nelle 8 circoscrizioni.

Viene eletto Consigliere Regionale il candidato che ha ottenuto il numero di voti validi immediatamente inferiore al presidente eletto. Il premio di maggioranza viene assegnato alla coalizione collegata al presidente eletto, (il 60% dei seggi del consiglio regionale se il presidente ha ottenuto più del 40% dei voti - il 55% se il presidente ha ottenuto tra il 25 e il 40% . Sono escluse dall'attribuzione dei seggi (la cosiddetta soglia di sbarramento, le liste di una coalizione che ottengono in totale meno del 10% di voti di lista validi a livello regionale e le liste di coalizione che ottengono meno del 5% di voti validi a livello regionale.

Gruppo Socio Politico Cristiano

 

■ Quel 23 febbraio del 1793 … la chiesa in prima linea nella difesa dall’assalto corso-francese

stendardo (2)Indubbiamente, 226 anni fa, all’Isola, si tirò un gran sospiro di sollievo. I franco-corsi invasori si erano ritirati. L’incubo di tornare alla Corsica s’era dissolto; Una Corsica, oltretutto, “impestata” dai “senza Dio”, dai rivoluzionari che “nel partir da Bastia, bruciarono la chiesa degli Angeli, dopo aver abbattuto le statue de’ santi e calpestato ciò che vi era più sacro”. Si aveva terrore, all’Isola, il quel lontano febbraio del 1793, di quelle raccogliticce truppe franco-corse e dei poco raccomandabili equipaggi delle navi. Per questo il parroco Giacomo Mossa come altri preti della Diocesi, dai pulpiti, chiamavano a raccolta le popolazioni per proteggere, armi in pugno, “i muddheri, i fiddholi, i jesgi”. A queste motivazioni a La Maddalena se ne aggiungevano delle altre legate. Gli abitanti (circa 800) in gran parte nati in Corsica o figli di genitori corsi, sebbene profondamente legati a quella terra, nella quale abitavano ancora nonni, zii, cugini, fratelli,  della quale parlavano orgogliosamente la lingua e ne conservavano le tradizioni, con l’occupazione militare piemontese avevano goduto di una sorta di affrancamento, svincolandosi socialmente ed economicamente dal sistema feudale corso. La condizione di sudditi del Re di Sardegna oltre a proteggerli dal rischio, sempre presente, di incursioni barbaresche, offriva loro alternative di lavoro legate alla presenza stessa di truppe (fornitura di carni, pesce, prodotti agricoli ecc.), alla costruzione di fortificazioni e locali militari, al piccolo cabotaggio legale e di contrabbando, o all’arruolamento stesso sui Reali Legni. A La Maddalena ci fu dunque mobilitazione. Il governatore delle Isole, Giuseppe Riccio, oltre a schierare una modesta squadra navale, ottenne per rinforzo della guarnigione un centinaio di uomini del contingente svizzero Courten e di un centinaio di miliziani galluresi. Questi ultimi erano accompagnati dal canonico don Bernardino Pes, giunto da Tempio “per incoraggiare ed animare quei volenterosi soldati”. Il cappellano Luca Demuro, secondo antichi racconti, con i soldi affidatigli dai maddalenini trattò con i contrabbandieri di Aggius l’acquisto delle armi indispensabili per la difesa.

 Mentre il parroco Giacomo Mossa nascose, in un terreno nei pressi della stessa chiesa, il piccolo tesoro di Santa Maria Maddalena. La necessità di galvanizzare la popolazione attorno ad un simbolo forte che fosse ideologico e religioso insieme portò il governatore Riccio a chiedere che venisse dipinto uno stendardo da combattimento. L’allestimento del drappo si svolse in tutta fretta, probabilmente nella stessa chiesa parrocchiale. In esso venne raffigurata Santa Maria Maddalena, patrona dell’Arcipelago, ai piedi del Crocifisso, in atto di protezione sull’Isola. Ai lati una scritta recitava: “Per Dio e per il Re vincere o morire”. Su quello stendardo, fortemente rappresentativo della risolutezza che i difensori intendevano opporre all’invasore e delle profonde motivazioni che li animavano, ci fu il solenne giuramento dei capi famiglia combattenti, al cospetto di don Mossa. Il vessillo sventolò sul forte Sant’Andrea per tutta la durata dell’assalto francese durante il quale lo stesso parroco Mossa, “assistette al combattimento incoraggiando i difensori”. Con l’assalto del 23 febbraio del 1793 i franco-corsi, sconfitti, batterono in ritirata. Il parroco Mossa cantò in chiesa un solenne Te Deum di ringraziamento con gli stendardi esposti, al cospetto dei comandanti militari, dei marinai, dei soldati, dei combattenti maddalenini e della commossa popolazione.

                               Claudio Ronchi

 

■ Condoglianze ai familiari di Teresa Madeddu ved.Loi, Pietro Sanna, Domenico Abeltino e Renato Mocetti che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 1.Domenica 3 marzo

Incontro formativo per tutti i gruppi dell’Oratorio Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco, alle ore 16.00, tenuto da don Valerio Baresi, salesiano, parroco di San Ponziano ad Olbia.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 24 febbraio

Ore 16.00 Oratorio San Giovanni Bosco festa in maschera per bambini.

2) Mercoledì 27 febbraio

La Santa Messa delle ore 18.00 sarà presso la cappella dell’Istituto San Vincenzo in onore della Medaglia Miracolosa.

3) Venerdì 01 marzo

Ore 17.00 presso la Chiesa del Bambino Gesù di Praga a Due Strade S. Messa con don Albert, nell’anniversario del coro Bambino Gesù. Non ci sarà la Santa Messa in parrocchia; dalle ore 16.00 adorazione Eucaristica.

4) Domenica 3 marzo

● Incontro formativo per tutti i gruppi dell’Oratorio Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco, alle ore 16.00, tenuto da don Valerio Baresi, salesiano, parroco di San Ponziano ad Olbia.

● Alle ore 17.00 S.Messa presso la Sacra Famiglia a Padule.

5) Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Porto Vecchio ed Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

6) Dal 3 all’11 maggio pellegrinaggio parrocchiale a: Padova, Loreto, Pescara, luoghi nativi di Padre Pio, Matera e Pietrelcina. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

 Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace - Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

 locandina carnevale 2019

 

 

M A G I S T E R O

 DOBBIAMO AVERE FEDE E FIDARCI TOTALMENTE DEL SIGNORE

margherita e mani bimbo Il Vangelo di Lc 6,17.20-26 ci presenta le Beatitudini. Il testo si articola in quattro beatitudini e quattro ammonimenti formulati con l’espressione “guai a voi”. Con queste parole, forti e incisive, Gesù ci apre gli occhi, ci fa vedere con il suo sguardo, al di là delle apparenze, oltre la superficie, e ci insegna a discernere le situazioni con fede.

Gesù dichiara beati i poveri, gli affamati, gli afflitti, i perseguitati; e ammonisce coloro che sono ricchi, sazi, ridenti e acclamati dalla gente. La ragione di questa paradossale beatitudine sta nel fatto che Dio è vicino a coloro che soffrono e interviene per liberarli dalle loro schiavitù; Gesù vede questo, vede già la beatitudine al di là della realtà negativa. E ugualmente il “guai a voi”, rivolto a quanti oggi se la passano bene, serve a “svegliarli” dal pericoloso inganno dell’egoismo e aprirli alla logica dell’amore, finché sono in tempo per farlo.

La pagina del Vangelo odierno ci invita dunque a riflettere sul senso profondo dell’avere fede, che consiste nel fidarci totalmente del Signore. Si tratta di abbattere gli idoli mondani per aprire il cuore al Dio vivo e vero; Egli solo può dare alla nostra esistenza quella pienezza tanto desiderata eppure difficile da raggiungere. Fratelli e sorelle, sono molti, infatti, anche ai nostri giorni, quelli che si propongono come dispensatori di felicità: vengono e promettono successo in tempi brevi, grandi guadagni a portata di mano, soluzioni magiche ad ogni problema, e così via. E qui è facile scivolare senza accorgersi nel peccato contro il primo comandamento: cioè l’idolatria, sostituire Dio con un idolo. Idolatria e idoli sembrano cose di altri tempi, ma in realtà sono di tutti i tempi! Anche di oggi. Descrivono alcuni atteggiamenti contemporanei meglio di molte analisi sociologiche.

Per questo Gesù ci apre gli occhi sulla realtà. Siamo chiamati alla felicità, ad essere beati, e lo diventiamo fin da ora nella misura in cui ci mettiamo dalla parte di Dio, del suo Regno, dalla parte di ciò che non è effimero ma dura per la vita eterna. Siamo felici se ci riconosciamo bisognosi davanti a Dio - e questo è molto importante: “Signore ho bisogno di te” - e se, come Lui e con Lui, stiamo vicino ai poveri, agli afflitti e agli affamati. Anche noi lo siamo davanti a Dio: siamo poveri, afflitti, siamo affamati davanti a Dio.

Le Beatitudini di Gesù sono un messaggio decisivo, che ci sprona a non riporre la nostra fiducia nelle cose materiali e passeggere, a non cercare la felicità seguendo i venditori di fumo – che tante volte sono venditori di morte – i professionisti dell’illusione. Non bisogna seguire costoro, perché sono incapaci di darci speranza. Il Signore ci aiuta ad aprire gli occhi, ad acquisire uno sguardo più penetrante sulla realtà, a guarire dalla miopia cronica che lo spirito mondano ci contagia. Con la sua Parola paradossale ci scuote e ci fa riconoscere ciò che davvero ci arricchisce, ci sazia, ci dà gioia e dignità. Insomma, quello che veramente dà senso e pienezza alla nostra vita.

(ANGELUS - Domenica 17 Febbraio 2019)

 

 

I SENTIMENTI DI DIO

 

I nostri tempi non sono migliori di quelli del diluvio universale e le prime vittime sono i bambini, tra guerre e ingiustizie, e i poveri che pagano il conto salato della festa. Per questo gli uomini e le donne oggi dovrebbero avere gli stessi sentimenti di Dio pentendosi e addolorandosi: Papa Francesco ci invita a mettere da parte sentimentalismo o idee astratte ed entrare nel mistero del cuore di Dio.

In Genesi (6,5-8; 7,1-5.10) si parla del diluvio, ma vorrei soffermarmi su due verbi: dice che il Signore vide la malvagità degli uomini, che era tanto grande e si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra, se ne addolorò in cuor suo.

E così, il Dio onnipotente che può fare tutto ha dei sentimenti, è capace di pentirsi, di addolorarsi e prende una decisione: “Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo e tutte le cose”: si è arrabbiato. Dio è capace di ira, si è adirato davanti a questo.

Il nostro Dio si fa vedere dall’inizio come padre, e dai profeti si presenta sempre come un padre che ci prende nelle braccia, come dei bambini, ci carezza, ci custodisce, ci fa crescere: un Dio con cuore, con sentimenti. Non è un Dio astratto, pure idee. Come mai? Ce lo spiegano i teologi, ma lui si presenta così: padre.

I sentimenti di Dio, dunque. E la domanda può essere questa: ma Dio soffre? E questo è il mistero del Signore. Paolo ammonisce i cristiani: “Non rattristate lo Spirito Santo”. Si rattrista, è un mistero.

Ma siamo ben sicuri che, fatto carne, aveva la capacità di sentire come noi, col corpo e l’anima, sentire nel cuore, il cuore di Dio fatto carne, il cuore di Gesù: è il cuore del Padre, il cuore dello Spirito, è lì e ci accompagna con dei sentimenti e soffre. Del resto, ci fu tanta sofferenza nel cuore di Gesù. Anche pianse.

Ecco, allora, i sentimenti di Dio: Dio padre che ci ama — e l’amore è un rapporto — ma è capace di arrabbiarsi, di adirarsi. È Gesù che viene e dà la vita per noi, con la sofferenza del cuore, tutto. Ma il nostro Dio ha dei sentimenti. Il nostro Dio ci ama col cuore, non ci ama con le idee. E quando ci carezza, ci carezza col cuore, e quando ci bastona, come un buon padre, ci bastona col cuore, soffre più lui di noi. Abbiamo pensato a questo?.

La nostra preghiera, il nostro rapporto con Dio non è un rapporto delle idee, ma un rapporto di cuore a cuore, di figlio a padre, che si apre, e se Lui è capace di addolorarsi in cuor suo, anche noi saremo capaci di addolorarci davanti a Lui. E questo non è sentimentalismo, questa è la verità.

Immaginiamo questo padre che poi si pentì: prima si pentì di aver creato l’uomo, poi si pentì di aver fatto il diluvio e ha giurato di non farlo più, di non distruggere, ma tollerare tante cose. Io non credo che i nostri tempi siano migliori dei tempi del diluvio, non credo: le calamità sono più o meno le stesse, le vittime sono più o meno le stesse. Vi invito a pensare per esempio ai più deboli, i bambini. La quantità di bambini affamati, di bambini senza educazione: non possono crescere in pace. Senza genitori perché sono stati massacrati dalle guerre. Bambini soldato. Il Signore soffre e ci accompagna dalla croce, ci accompagna dal cuore, ci accompagna per non lasciarci cadere, per non distruggere. E questo è amore.

Anche l’umanità di oggi deve piangere, come Gesù, davanti ai problemi che noi abbiamo — ognuno di noi ne ha tanti — davanti alle calamità del mondo, ai poveri, ai bambini, agli affamati, ai perseguitati, ai torturati. E, ancora, c’è la gente che muore della guerra perché buttano le bombe come se fossero caramelle e muoiono . Dunque, anche noi dobbiamo piangere, piangere come pianse Gesù, guardando Gerusalemme, col cuore di Dio. E chiedere oggi la grazia di avere un cuore come il cuore di Dio, che assomigli al cuore di Dio, un cuore di fratello con i fratelli, del padre con i figli, di figlio con i padri. Un cuore umano, come quello di Gesù, è un cuore divino.

Entriamo nel mistero del cuore addolorato di Dio che è il cuore di padre, di fratello e parliamo con Lui guardando le tante calamità del nostro tempo.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - 19 febbraio 2019)

 

 

 

 

 

CATECHESI SUL “PADRE NOSTRO”:

Padre che sei nei cieli

 

Il primo passo di ogni preghiera cristiana è l’ingresso in un mistero, quello della paternità di Dio. Non si può pregare come i pappagalli. O tu entri nel mistero, nella consapevolezza che Dio è tuo Padre, o non preghi. Per capire in che misura Dio ci è padre, noi pensiamo alle figure dei nostri genitori, ma dobbiamo sempre in qualche misura “raffinarle”, purificarle.

Nessuno di noi ha avuto genitori perfetti, nessuno; come noi, a nostra volta, non saremo mai genitori, o pastori, perfetti. Tutti abbiamo difetti, tutti. Le nostre relazioni di amore le viviamo sempre sotto il segno dei nostri limiti e anche del nostro egoismo, perciò sono spesso inquinate da desideri di possesso o di manipolazione dell’altro. Per questo a volte le dichiarazioni di amore si tramutano in sentimenti di rabbia e di ostilità. Ma guarda, questi due si amavano tanto la settimana scorsa, oggi si odiano a morte: questo lo vediamo tutti i giorni!

Ecco perché, quando parliamo di Dio come “padre”, mentre pensiamo all’immagine dei nostri genitori, specialmente se ci hanno voluto bene, nello stesso tempo dobbiamo andare oltre. Perché l’amore di Dio è quello del Padre “che è nei cieli”, secondo l’espressione che ci invita ad usare Gesù: è l’amore totale che noi in questa vita assaporiamo solo in maniera imperfetta. Gli uomini e le donne sono eternamente mendicanti di amore, abbiamo bisogno di amore - cercano un luogo dove essere finalmente amati, ma non lo trovano. Quante amicizie e quanti amori delusi ci sono nel nostro mondo; tanti!

Però, esiste un altro amore, quello del Padre “che è nei cieli”. Nessuno deve dubitare di essere destinatario di questo amore. Ci ama. “Mi ama”, possiamo dire. Se anche nostro padre e nostra madre non ci avessero amato – un’ipotesi storica –, c’è un Dio nei cieli che ci ama come nessuno su questa terra ha mai fatto e potrà mai fare. L’amore di Dio è costante. L’amore di Dio è come l’amore di una madre, che mai si può dimenticare. E se una madre si dimentica? “Io non mi dimenticherò”, dice il Signore. Questo è l’amore perfetto di Dio, così siamo amati da Lui. Se anche tutti i nostri amori terreni si sgretolassero e non ci restasse in mano altro che polvere, c’è sempre per tutti noi, ardente, l’amore unico e fedele di Dio.

Nella fame d’amore che tutti sentiamo, non cerchiamo qualcosa che non esiste: essa è invece l’invito a conoscere Dio che è padre.

L’espressione “nei cieli” non vuole esprimere una lontananza, ma una diversità radicale di amore, un’altra dimensione di amore, un amore instancabile, un amore che sempre rimarrà, anzi, che sempre è alla portata di mano. Basta dire “Padre nostro che sei nei Cieli”, e quell’amore viene. (Udienza Generale - 20/02/2019) a cura di A. Panzera