Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

 

n° 37 Sabato  22 Settembre 2018

 

EDITORIALE

Un Sinodo per i giovani

Il Sinodo è l’assemblea dei Vescovi, rappresentanti di tutte le regioni del mondo cattolico, che si riuniscono in tempi determinati per studiare i problemi che riguardano l’attività della Chiesa e prestare aiuto con il loro consiglio al Romano Pontefice. Dopo gli ultimi due Sinodi sulla famiglia, quello straordinario del 2014 e quello ordinario del 2015, il prossimo che si terrà in vaticano dal 3 al 28 ottobre sarà dedicato ai giovani. La Famiglia e i giovani sono oggi il settore maggiormente in difficoltà riguardo alla fede. Quando chiediamo agli anziani che frequentano la Chiesa circa la fede dei loro figli, la maggioranza confessa con rincrescimento: “Non abbiamo saputo trasmettere la fede ai nostri figli”. L’uso dei moderni mezzi di comunicazione, rende sempre più difficile il dialogo tra le generazioni, in molti giovani sembra scaduto il senso dell’autorità, le emozioni stentano a maturare in sentimenti e scelte durature (ad esempio nelle relazioni affettive). Dal punto di vista religioso qualcuno parla di “Prima generazione incredula” di “Piccoli atei che crescono”. Ma forse più che essere la prima generazione incredula, sono la prima generazione che cerca di dare alla questione della fede risposte non convenzionali, al di fuori di una tradizione che viene percepita come costrittiva e rigida. Chi lo dice è Paola Bignardi, già Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, autrice del piccolo libro sulla nostra giovanissima Alessia Guccini e che è ha fatto un intervento nell’aula magna Primo longobardo alla commemorazione di Alessia . E’ vero che la quasi totalità dei giovani dopo la Cresima si allontana dalla comunità cristiana, dalla pratica religiosa dalle indicazioni della Chiesa, pur non rinunciando ad una propria ricerca soggettiva, che li conduce ad una religiosità “fai da te”. I giovani più che pensare la loro vita a prescindere da Dio, la pensano a prescindere dalla Chiesa e dalle sue indicazioni morali .Il Sinodo costituisce una grande occasione per tutte le comunità cristiane: quella di fermarsi ad ascoltare i giovani, prestare attenzione alle loro istanze, che spesso costituiscono un richiamo a tutta la Chiesa perché aggiorni il proprio modo di vivere e di annunciare il Vangelo.                            

  D.D.

 

RAGGI DI SOLE

UN PICCOLO GESTO GENTILE

UN PICCOLO GESTO GENTILEUn giorno, quando andavo alle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava rientrando a casa dopo la scuola. Il suo nome era Alberto e sembrava stesse portando tutti i suoi libri a casa. Pensai: «Perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di Venerdì? Deve essere un ragazzo strano». Durante il tragitto vidi un gruppo di ragazzini che correndo lo spinsero facendolo cadere nel fango. I suoi occhiali volarono via, li vidi cadere nell'erba un paio di metri più in là. Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi commosse. Così mi incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi occhiali. Raccolsi gli occhiali e glieli diedi. Alberto mi guardò e disse: «Grazie!» C'era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine. Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove abitava. Scoprii che viveva vicino a me. Parlammo per tutta la strada e lo aiutai a portare alcuni libri. Restammo in giro tutto il week end e più lo conoscevo più Alberto mi piaceva, così come piaceva ai miei amici. Nei successivi quattro anni, io e Alberto diventammo amici per la pelle. Una volta adolescenti cominciammo a pensare all'Università. Alberto sarebbe diventato medico mentre io mi sarei occupato di scuole di atletica. Alberto era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione. Devo ammetterlo. Qualche volta ero un po' geloso!

Alberto doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare. Leggevo nei suoi occhi un po' di tensione per via del discorso che doveva fare. Così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: «Forza, ragazzo te la caverai alla grande!» Mi guardò con uno di quegli sguardi pieni di gratitudine e sorrise mentre mi disse: «Grazie».

Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce: «Nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, gli allenatori ma più di tutti gli amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare». Guardai il mio amico Alberto incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il weekend. Raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, in modo che la madre non dovesse farlo in seguito. Ecco perché quel giorno rientrava a casa con tutti quei libri. Alberto mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso. «Fui salvato da un amico, che mi sorrise». Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. Il ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole. Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano con gli occhi pieni di lacrime e mi sorrisero, lo stesso sorriso di Alberto. Non avevo mai compreso la profondità di quel sorriso. Fino a quel momento. Non sottovalutiamo mail il potere delle nostre azioni, anche le più semplici. Una scintilla di bontà, un piccolo gesto gentile, può salvare una vita.          

                             Don Paolo Piras

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 Cinquantesimo degli ex allievi delle Scuole CEMM

GRUPPO-CORSO-68-MESSAIl giorno 13 Settembre si sono ritrovati a La Maddalena gli ex Allievi TM “ MN/MC” del Corso 68, con le loro famiglie, per il raduno in occasione del 50° Anniversario del loro ingresso in Marina Militare. Con grande emozione si sono salutati con calorosi abbracci e anche qualche lacrima ricordando i tempi dei loro 16 anni. Durante i 3 giorni del raduno hanno voluto riscoprire le bellezze dell’Arcipelago con una gita alle Isole, soprattutto è stata emozionante e piena di nostalgia la visita alla Scuola Sottufficiali, dove 50 anni fa iniziarono la loro avventura in Marina. Hanno voluto concludere questo loro incontro con una Messa di ringraziamento e per ricordare la memoria dei loro compagni scomparsi. La messa è stata celebrata nella chiesa Parrocchiale Santa Maria Maddalena dal parroco don Domenico, è stata molto sentita e partecipata, emozionante e commovente il momento della lettura da parte di uno di noi della Preghiera del Marinaio. Al termine è stato consegnato un piccolo pensiero al parroco con una foto di tutto il gruppo sui gradini dell’altare.

Corso 68 TM “MN/MC”

 

 Benedizione del nuovo scuolabus.

BENEDIZIONE-BUS-SCUOLA-2018Il 19 settembre davanti a Piazza di Chiesa don Paolo ha benedetto il nuovo scuolabus. Presenti il Sindaco gli assessori e i consiglieri...alcuni insegnanti e alcune alunne...

Il primo dei tre bus che andranno a rinnovare completamente il parco mezzi in servizio per il trasporto scolastico. Dotato di motore di ultima tecnologia quindi molto meno inquinante, perfettamente climatizzato ed equipaggiato di cinture di sicurezza per ogni posto a sedere. Tutti a scuola con maggiore confort e sicurezza. W la scuola!!              

L’Amministrazione Comunale

 

 

■ La parrocchia militare attende il cappellano.

Nella chiesa militare, dopo la partenza di don Joseph, non è stata celebrata la Messa negli ultimi sabati di settembre. In attesa di direttive da parte dell’Ordinario (Vescovo) militare, è stata disposta la chiusura provvisoria dei locali della chiesa. Nel mese di ottobre si prevede l’arrivo del nuovo cappellano che però non sarà a pieno tempo. Dovrebbe venire da Sassari ogni fine settimana. Anche l’Ordinariato militare è a corto di sacerdoti. Fino a pochi anni fa disponeva in Sardegna di dodici cappellani, ora sono appena cinque. A La Maddalena il cappellano militare c’è sempre stato fin dall’inizio della nostra comunità, da 251 anni. Quest’anno, nella Scuola militare si prevede l’arrivo di circa 700 allievi, sebbene a scaglioni, e allora la base di La Maddalena non può rimanere sguarnita del cappellano.

 

■ Beneficenza estiva

Durante l’estate, anche partecipando alla Messa, locali e turisti hanno avuto l’occasione di fare un po’ di beneficenza straordinaria. Si è celebrata la domenica della solidarietà per la Scuola cattolica dell’Istituto San Vincenzo a La Maddalena, il 12 agosto, e si è raccolto 1.750 euro. Si celebrata poi la Giornata di Aiuto alla Chiesa che soffre, il 2 settembre) con la presenza di don Karam, il sacerdote iracheno che ha fatto conoscere le sofferenze dei cristiani nei Paesi del Medio Oriente. In quell’occasione sono stati raccolti 2.750 euro. In altre occasioni sono state aiutate le Missioni delle Suore dell’Immacolata di Padre Kolbe e le popolazioni povere dell’Argentina con la comunità di Sant’Eugenio.

 

■ Ottobre: mese mariano e missionario

Il mese di ottobre è caratterizzato dalla memoria della Beata Vergine del Rosario (il 7 ottobre che quest’anno cade in domenica) e dalla giornata Missionaria Mondiale (il 21 ottobre). In questo mese i devoti di Maria amano onorare la beatissima Vergine con la recita del rosario “Catena dolce che unisce a Dio” meditando i misteri della vita del Signore Gesù con la mente e il cuore della Madre. Verrà recitato tutti i giorni alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena. In prossimità del mese ottobre il direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano, il nostro don Roberto Aversano, ha invitato le parrocchie a partecipare con qualche rappresentante al Convegno Missionario Regionale dal tema: “La missione rinnova la Chiesa” che si terrà a Tramatza (OR) il 30 settembre, cioè alla vigilia del mese delle missioni e come preparazione alla Giornata Missionaria Mondiale. L’animazione missionaria si avvale del ruolo prezioso dei laici: donne e uomini, dei giovani testimoni e protagonisti del primo annuncio, della liturgia e della catechesi narrazione della bellezza dell’incontro con Gesù.

 

 Corsi a Mariscuola per italiani e libici e poi per qatariani e kuattiani

Sono giunti in questi giorni a Mariscuola un centinaio di giovani per frequentare il primo corso VFP1 (volontari ferma prefissata di un anno), corso recentemente trasferito da Taranto a La Maddalena (per il quale i tarantini stanno protestando). Si tratta di giovani giunti all'isola in borghese, in pratica ancora da militarizzare nel senso che qui hanno ricevuto per la prima volta le divise e qui stanno ricevendo i primi input della vita militare. “È bello rivedere per le vie del centro giovani ragazze e ragazzi che vivono una importante esperienza di vita al servizio dello Stato”, ha dichiarato il sindaco Luca Montella. Nell'arco dell'anno formativo (2018-19) sono previsti altri corsi di questo tipo. Sono attesi poi nei prossimi giorni circa 60 sergenti che frequenteranno alcuni corsi di specializzazione. Per la fine di settembre dovrebbero arrivare un centinaio di militari provenienti dalla Libia. Per loro è stata appositamente ristrutturata una capiente palazzina. Con lo Stato nordafricano c'è un accordo formativo-militare relativo a corsi concernenti l'attività di guardia costiera. Per la fine dell'anno o gli inizi del 2019 dovrebbero giungere anche, sempre per frequentare i corsi di Mariscuola, militari del Qatar e del Kuwait. L'annuncio era stato dato nella tarda primavera scorsa dall'ammiraglio di divisione Alberto Bianchi, giunto a La Maddalena in occasione della consegna del grado ad un corso di sergenti.

Claudio Ronchi

 

■ 250 anni fa si parlava di ponte (tra Maddalena e Caprera)

Le poche volte che il parroco Antonio Mannu (1768-1769) si recò a Caprera a far visita ai suoi abitanti, in tutto una settantina, in buona parte concentrati nella parte che guarda a Maddalena, tra il mare e il Tejalone, lo fece su uno dei regi legni militari. Era infatti sì il parroco delle isole ma in primo luogo era il cappellano delle regie truppe (e per questa funzione gli veniva corrisposto il “soldo” per il suo sostentamento) e questo gli dava diritto all’assistenza logistica (l’alloggio gli era stato assegnato, come abbiamo già visto, in uno dei baraccamenti militari del Collo Piano, oggi zona Trinita) e di spostamento. Il nostro canonico Mannu, durante la sua non lunghissima permanenza a La Maddalena, ebbe modo di sapere che già alla vigilia dell’occupazione piemontese delle isole, si pensava alla costruzione di “un ponte di legno per unire la Maddalena alla Cabrera, poco fra loro distanti per essere le isole più vaste di tutte, e che più converrebbe di aver unite per via di comunicazione”. Questo risulta da uno “scritto concernente le Isole Intermedie alla Sardegna e Corsica”, datato Cagliari, 6 giugno 1766, due anni prima dell’occupazione militare. La spesa preventivata era di 25 lire piemontesi per trabucco. Il trabucco era un’antica unità di misura antecedente all’adozione, nel 1848, da parte di Re Carlo, del sistema metrico decimale, e corrispondeva a metri 3,0825. Un costo elevato per le esigue casse regie, tanto che per vederlo realizzato bisognerà aspettare un secolo e un quarto (1891), e il primo prete a passarci sopra fu un successore di Virgilio Mannu, anche lui canonico, il parroco Antonio Vico.

Claudio Ronchi

 

■ Cari Genitori,

tra poco avrà inizio il cammino di formazione alla vita cristiana dei vostri figli. Sarà bene che li iscriviate nella Parrocchia di appartenenza, cioè dove si è residenti: S. Maria Maddalena o Agonia di N.S.G.C (Moneta). Per iscriversi in un’altra parrocchia occorre un motivo serio e il nulla osta del proprio parroco.

I giorni d’iscrizione per i bambini di terza elementare saranno:

  Lunedì 24, martedì 25 e mercoledì 26 settembre presso la parrocchia di Santa Maria Maddalena nella biblioteca parrocchiale dalle ore 18.00 alle ore 19.00.

 Lunedì 24, martedì 25 e mercoledì 26 settembre dalle ore 17,00 alle ore 18,30 presso la Parrocchia dell’Agonia di N.S.G.C. a Moneta.

 Anche i fanciulli di prima e seconda elementare possono essere iscritti al catechismo per apprendere i primi elementi della vita cristiana. Portare il certificato di battesimo.

L’inizio dell’anno catechistico sarà stabilito da ogni parrocchia.

 Si può far riferimento ai seguenti recapiti telefonici:

 Parrocchia S. Maria Maddalena

Don Davide: 3476714784

Cecilia Carta: 3395741439

Roberta Andreotti:3711126301

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C.

Pierangela Scanu: 3473035276

Michela Mannoni: 3391580773

 

                                           I Parroci,

Don Domenico Degortes

Don Andrea Domanski

 

 Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 23 settembre

* Ore 18.00: rosario meditato in memoria di San Pio. Vespri e Santa Messa solenne.

* Alle fine della Messa benedizione dei pellegrini che andranno a Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima.

* Dopo la Messa: breve processione fino alla statua di San Pio in Piazza Amsicora.

 2) Lunedì 24 settembre

* Partenza del pellegrinaggio parrocchiale

* Inizia il triduo in onore di San Vincenzo de’ Paoli: vedi programma.

 3) Giovedì 27 settembre

* Festa di San Vincenzo de Paoli vedi programma.

 4) Sabato 29 settembre

* Festa dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

* Pellegrinaggio alla chiesa di san Michele di Liscia, primo cimitero di La Maddalena, con santa Messa alle ore 16.30. Per prenotare il pullman rivolgersi a Pierluigi Aversano.

 5) Lunedì primo ottobre

* Inizia il mese del rosario e delle missioni.

* Ore 18.00: recita del rosario con le litanie.

 

 

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Santa Maria Maddalena

Ore 8.30 Bambino Gesù (Due Strade)

ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule).

Ore 18.00 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena.

 

 Sabato e Prefestivi

 Ore 17.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta.

Ore 18.30 Madonna Medaglia Miracolosa

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì, Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

 

M A G I S T E R O

 VOI, CHI DITE CHE IO SIA?

 In Mc 8,27-35 ritorna la domanda che attraversa tutto il Vangelo di Marco: chi è Gesù? Ma questa volta è Gesù stesso che la pone ai discepoli, aiutandoli gradualmente ad affrontare l’interrogativo sulla sua identità. Prima di interpellare direttamente loro, i Dodici, Gesù vuole sentire da loro che cosa pensa di Lui la gente – e sa bene che i discepoli sono molto sensibili alla popolarità del Maestro! Perciò domanda: «La gente, chi dice che io sia?». Ne emerge che Gesù è considerato dal popolo un grande profeta. Ma, in realtà, a Lui non interessano i sondaggi e le chiacchiere della gente. Egli non accetta nemmeno che i suoi discepoli rispondano alle sue domande con formule preconfezionate, citando personaggi famosi della Sacra Scrittura, perché una fede che si riduce alle formule è una fede miope.

Il Signore vuole che i suoi discepoli di ieri e di oggi instaurino con Lui una relazione personale, e così lo accolgano al centro della loro vita. Per questo li sprona a porsi in tutta verità di fronte a sé stessi, e chiede: «Ma voi, chi dite che io sia?». Gesù, oggi, rivolge questa richiesta così diretta e confidenziale a ciascuno di noi: “Tu, chi dici che io sia? Voi, chi dite che io sia? Chi sono io per te?”. Ognuno è chiamato a rispondere, nel proprio cuore, lasciandosi illuminare dalla luce che il Padre ci dà per conoscere il suo Figlio Gesù. E può accadere anche a noi, come a Pietro, di affermare con entusiasmo: «Tu sei il Cristo». Quando però Gesù ci dice chiaramente quello che disse ai discepoli, cioè che la sua missione si compie non nella strada larga del successo, ma nel sentiero arduo del Servo sofferente, umiliato, rifiutato e crocifisso, allora può capitare anche a noi, come a Pietro, di protestare e ribellarci perché questo contrasta con le nostre attese, con le attese mondane. In quei momenti, anche noi meritiamo il salutare rimprovero di Gesù: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». La professione di fede in Gesù Cristo non può fermarsi alle parole, ma chiede di essere autenticata da scelte e gesti concreti, da una vita improntata all’amore di Dio, di una vita grande, di una vita con tanto amore per il prossimo. Gesù ci dice che per seguire Lui, per essere suoi discepoli, bisogna rinnegare sé stessi, cioè le pretese del proprio orgoglio egoistico, e prendere la propria croce. Poi dà a tutti una regola fondamentale. E qual è questa regola? «Chi vorrà salvare la propria vita la perderà. Spesso nella vita, per tanti motivi, sbagliamo strada, cercando la felicità solo nelle cose, o nelle persone che trattiamo come cose. Ma la felicità la troviamo soltanto quando l’amore, quello vero, ci incontra, ci sorprende, ci cambia. L’amore cambia tutto! E l’amore può cambiare anche noi, ognuno di noi. Lo dimostrano le testimonianze dei santi.

La Vergine Maria, che ha vissuto la sua fede seguendo fedelmente il suo Figlio Gesù, aiuti anche noi a camminare nella sua strada, spendendo generosamente la nostra vita per Lui e per i fratelli.

(Angelus - Domenica 16/09/2018)

 

MAFIOSI, CONVERTITEVI AL VERO DIO, CAMBIATE VITA!

DON-PUGLISI-22092018Oggi Dio ci parla di vittoria e di sconfitta. San Giovanni nella prima lettura presenta la fede come «la vittoria che ha vinto il mondo» (1 Gv 5,4), mentre nel Vangelo riporta la frase di Gesù: «Chi ama la propria vita, la perde» (Gv 12,25).

Questa è la sconfitta: perde chi ama la propria vita. Perché? Non certo perché bisogna avere in odio la vita: la vita va amata e difesa, è il primo dono di Dio! Quel che porta alla sconfitta è amare la propria vita, cioè amare il proprio. Chi vive per il proprio perde, è un egoista, diciamo noi. Sembrerebbe il contrario. Chi vive per sé, chi moltiplica i suoi fatturati, chi ha successo, chi soddisfa pienamente i propri bisogni appare vincente agli occhi del mondo. La pubblicità ci martella con questa idea – l’idea di cercare il proprio, dell’egoismo –, eppure Gesù non è d’accordo e la ribalta. Secondo lui chi vive per sé non perde solo qualcosa, ma la vita intera; mentre chi si dona trova il senso della vita e vince.

Don Pino, lui sì, lui sapeva che rischiava, ma sapeva soprattutto che il pericolo vero nella vita è non rischiare, è vivacchiare tra comodità, mezzucci e scorciatoie. Dio ci liberi dal vivere al ribasso, accontentandoci di mezze verità. Le mezze verità non saziano il cuore, non fanno del bene. Dio ci liberi da una vita piccola, che gira attorno ai “piccioli”. Ci liberi dal pensare che tutto va bene se a me va bene, e l’altro si arrangi. Ci liberi dal crederci giusti se non facciamo nulla per contrastare l’ingiustizia. Chi non fa nulla per contrastare l’ingiustizia non è un uomo o una donna giusto. Signore, donaci il desiderio di fare il bene; di cercare la verità detestando la falsità; di scegliere il sacrificio, non la pigrizia; l’amore, non l’odio; il perdono, non la vendetta.

Agli altri la vita si dà, non si toglie. Non si può credere in Dio e odiare il fratello, togliere la vita con l’odio. La parola odio va cancellata dalla vita cristiana; perciò non si può credere in Dio e sopraffare il fratello. Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Se la litania mafiosa è: “Tu non sai chi sono io”, quella cristiana è: “Io ho bisogno di te”. Se la minaccia mafiosa è: “Tu me la pagherai”, la preghiera cristiana è: “Signore, aiutami ad amare”. Perciò ai mafiosi dico: cambiate, fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi. Tu sai, voi sapete, che “il sudario non ha tasche”. Voi non potrete portare niente con voi. Convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle! Io dico a voi, mafiosi: se non fate questo, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte.

(Visita pastorale a Palermo nel 25° anniversario della morte del Beato Pino Puglisi - Omelia Sabato 15/09/2018)

 

 CATECHESI SUI COMANDAMENTI: Onora tuo padre e tua madre

ONORA-PADRE-E-MADRE-2018Oggi si parla dell’onore dovuto ai genitori. Che cos’è questo “onore”? Il termine ebraico indica la gloria, il valore, alla lettera il “peso”, la consistenza di una realtà. Non è questione di forme esteriori ma di verità. Onorare Dio, nelle Scritture, vuol dire riconoscere la sua realtà, fare i conti con la sua presenza; ciò si esprime anche con i riti, ma implica soprattutto il dare a Dio il giusto posto nell'esistenza. Onorare il padre e la madre vuol dire dunque riconoscere la loro importanza anche con atti concreti, che esprimono dedizione, affetto e cura. Ma non si tratta solo di questo.

La Quarta Parola ha una sua caratteristica: è il comandamento che contiene un esito. Dice infatti: «Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato, perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà» (Dt 5,16). Onorare i genitori porta ad una lunga vita felice. La parola “felicità” nel Decalogo compare solo legata alla relazione con i genitori.

Questa sapienza pluri-millenaria dichiara ciò che le scienze umane hanno saputo elaborare solo da poco più di un secolo: che cioè l’impronta dell’infanzia segna tutta la vita. Può essere facile, spesso, capire se qualcuno è cresciuto in un ambiente sano ed equilibrato. Ma altrettanto percepire se una persona viene da esperienze di abbandono o di violenza. La nostra infanzia è un po’ come un inchiostro indelebile, si esprime nei gusti, nei modi di essere, anche se alcuni tentano di nascondere le ferite delle proprie origini.

Ma il quarto comandamento dice di più ancora. Non parla della bontà dei genitori, non richiede che i padri e le madri siano perfetti. Parla di un atto dei figli, a prescindere dai meriti dei genitori, e dice una cosa straordinaria e liberante: anche se non tutti i genitori sono buoni e non tutte le infanzie sono serene, tutti i figli possono essere felici, perché il raggiungimento di una vita piena e felice dipende dalla giusta riconoscenza verso chi ci ha messo al mondo.

Pensiamo a quanto questa Parola può essere costruttiva per tanti giovani che vengono da storie di dolore e per tutti coloro che hanno patito nella propria giovinezza.

L’uomo, da qualunque storia provenga, riceve da questo comandamento l’orientamento che conduce a Cristo: in Lui, infatti, si manifesta il vero Padre, che ci offre di “rinascere dall’alto”. Gli enigmi delle nostre vite si illuminano quando si scopre che Dio da sempre ci prepara a una vita da figli suoi, dove ogni atto è una missione ricevuta da Lui.

Le nostre ferite iniziano ad essere delle potenzialità quando per grazia scopriamo che il vero enigma non è più “perché?”, ma “per chi?”, per chi mi è successo questo. In vista di quale opera Dio mi ha forgiato attraverso la mia storia? Qui tutto si rovescia, tutto diventa prezioso, tutto diventa costruttivo. La mia esperienza, anche triste e dolorosa, alla luce dell’amore, come diventa per gli altri, per chi, fonte di salvezza? Allora possiamo iniziare a onorare i nostri genitori con libertà di figli adulti e con misericordiosa accoglienza dei loro limiti.

Onorare i genitori: ci hanno dato la vita! Se tu ti sei allontanato dai tuoi genitori, fa’ uno sforzo e torna, torna da loro; forse sono vecchi… Ti hanno dato la vita. E poi, fra noi c’è l’abitudine di dire cose brutte, anche parolacce... Per favore, mai, mai, mai insultare i genitori altrui. Mai! Mai si insulta la mamma, mai insultare il papà. Mai! Mai! Prendete voi stessi questa decisione interiore: da oggi in poi mai insulterò la mamma o il papà di qualcuno. Gli hanno dato la vita! Non devono essere insultati.

Questa vita meravigliosa ci è offerta, non imposta: rinascere in Cristo è una grazia da accogliere liberamente (cfr Gv 1,11-13), ed è il tesoro del nostro Battesimo, nel quale, per opera dello Spirito Santo, uno solo è il Padre nostro, quello del cielo . Grazie!

(Udienza Generale - Mercoledì 19/09/2018)

 

 
Copyright © 2018 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
 

FESTA-SAN-VINCENZO-2018-SML

LOGO-250-ANNI-PARROCCHIA

 

NUMERI-LOTTERIA SMM-2018

pulsante facebook

lamaddalenadontbeafraid