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EDITORIALE

 

ALLA SCUOLA DELLO SPIRITO SANTO

La Pentecoste è la festa dello  Spirito Santo, dono di Cristo risorto. Gesù l’aveva promesso, ne aveva parlato come di una persona divina e l’aveva chiamato Paraclito cioè: Consolatore, Avvocato, Difensore. Il giorno di Pentecoste Gesù ha mantenuto la promessa. Lo Spirito è sceso sugli apostoli riuniti con Maria nel  cenacolo, in forma di lingue di fuoco accompagnato da un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso. Con il dono dello Spirito, quegli uomini paurosi sono diventati missionari coraggiosi.

  In quel giorno è nata la Chiesa, la Pentecoste è la festa del suo compleanno. Il cristiano sa per fede di ricevere, nel Battesimo, il dono dello Spirito che dà la vita divina, ci fa figli di Dio. Il dono è rafforzato nella Cresima o Confermazione ed è operante specialmente nei sacramenti, non solo, ma nella Chiesa e nel mondo. Lo Spirito è come il vento che non sai di dove viene e dove va. Noi facciamo un po’ di fatica a immaginarlo presente e operante nella nostra vita e a vedere i frutti della sua azione. E’ necessaria la luce della fede che rende puri di cuore e docili all’azione dello Spirito. Chi si lascia guidare dallo Spirito, facilmente ne assapora i frutti: amore, gioia, pace, pazienza, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Lo Spirito è come l’acqua che pur essendo la stessa suscita fiori diversi in un giardino. Dice san Basilio Magno: “Come i corpi molto trasparenti e nitidi al contatto di un raggio diventano anch’essi molto luminosi ed emanano da sé nuovo bagliore; così i cuori puri, illuminati dallo Spirito, diventano santi e riflettono la grazia sugli altri”. Lo Spirito suscita nella Chiesa uomini e donne santi, suscita gruppi di rinnovamento della vita cristiana, di preghiera, di carità, di apostolato. Spinge la Chiesa ad uscire, la spinge ad accogliere, accompagnare, integrare le famiglie ferite. Spinge i cristiani verso una perfetta unità. Lo Spirito agisce anche fuori della Chiesa. Gli appelli dello Spirito risuonano negli stessi avvenimenti della storia ad esempio nel fenomeno delle migrazioni, nella guerra mondiale a pezzi, nell’inquinamento dell’ambiente, per costruire fratellanza, pace e salute. Lo Spirito suscita dappertutto dei “paracliti”, a sua immagine, cioè avvocati, difensori dei fratelli, specialmente poveri ed esclusi, assistenti, apportatori di conforto e, come dice papa Francesco, seminatori di speranza.                                                              D.D.

 

RAGGIO DI SOLE

IL PARADISO DEGLI ANIMALI

 

San Rocco percorreva le strade del mondo e guariva la gente e le bestie dalla rabbia. Si portava sempre dietro un cane che si chiamava Rocchetto, e gli voleva molto bene perché una volta quell'animale gli aveva salvato la vita. Il cane era santo anche lui, a modo suo. Un giorno san Rocco morì, perché muoiono tutti, anche i santi. E quando fu morto, il cane si mise a ululare e poi morì anche lui. Il cane aveva una piccola anima leggera, tanto che arrivò alla porta del paradiso nello stesso momento di san Rocco. San Pietro, gran portinaio del paradiso, si affrettò ad aprire il portale, ma spalancò subito gli occhi dietro le lenti degli occhiali. «Alto là! Non c'è posto per i cani in paradiso!». «Bisognerà pur trovargli un posto, a questo cane», rispose san Rocco. «Siamo inseparabili». II Padre Eterno sorrise e disse: «Lascerete entrare l'uomo e il cane. Faccio un'eccezione». Fu una festa deliziosa. Il cane fu festeggiato e accarezzato da tutti. Ma san Pietro: «Signore, se vuoi che tenga io le chiavi, devi far entrare il mio gallo: sta su tutti i campanili e chiama i peccatori a far penitenza. È anche quello un modo d'esser santi!». «Facciamo entrare il gallo», disse allora il buon Dio senza smettere di sorridere. «Sarà un'altra eccezione!». A questo punto ci fu un po' di subbuglio. Tutti i santi che avevano voluto bene a qualche animale si misero a protestare e a perorare la loro causa. «E la mia colomba?», diceva Noè. «La mia colomba che m'ha portato il ramoscello d'ulivo?». «E il corvo che mi ha nutrito nel deserto?», replicò Elia. «E il mio cane che mi ha accompagnato?», gemeva Tobia. «E l'asina che ha profetizzato per me?», diceva Balaam. «E la balena che mi ha ospitato tre giorni nella sua pancia?», diceva Giona. «E il porcello che mi faceva compagnia?», diceva sant'Antonio. «E il cervo», diceva sant'Uberto, «che portava la croce sulla testa?». «E il fratello lupo e i fratelli uccelli e i fratelli pesci?», diceva san Francesco. «E la mula che s'è inginocchiata davanti all'ostia?», diceva sant'Antonio da Padova. Si vide allora una strana processione. Bestie a quattro e a due zampe, bestie con il pelo e bestie da penna, uccelli e pesci, avanzavano lentamente verso il trono di Dio. E c'era una grande bontà in tutti quegli animali, che rendeva più luminoso lo splendore del Paradiso. Gesù abbassò allora lo sguardo che tutto vede su quella moltitudine raccolta che l'adorava in silenzio e disse: «Non ci sono tutti, però. Mancano l'asino e il bue che m'hanno scaldato con il loro fiato quand'ero piccolo». E l'asino e il bue vennero quasi subito. Perché erano già dietro la porta ad aspettare il loro turno. E Gesù li carezzò sorridendo.

Si, sorridendo, perché tutte le creature, piccole e grandi, sono un regalo della fantasia e bontà del Signore, che le ha chiamate dal buio del nulla alla luce dell’esistenza. Pertanto hanno diritto di essere rispettate e trattate con cura, essendo predestinate – come noi – a partecipare alla festa della vita eterna nel Regno di Dio.                    Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

■ Domenica 28 maggio, come da locandina appesa in bacheca, si è svolto un convegno regionale del Rinnovamento nello Spirito a Galanoli presso il Centro di Spiritualità Antonia Mesina. La rappresentanza della nostra parrocchia era limitata a 7 persone, tra i presenti di 500 tra cui molti giovani impegnati in tale cammino. Il tema era tratto da Sir. 51,23 "avvicinatevi a me, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola". Relatrice un membro del Comitato Nazionale Marcella Reni che dopo illuminata catechesi ha illustrato il progetto Sicomoro che consiste nell'opera di evangelizzazione nelle carceri, ai fini di portare la parola di Dio e dare speranza ai tanti carcerati. Il progetto già attuato per la Sardegna a Tempio mira a fare incontrare le vittime di atti criminosi con i colpevoli che scontano la pena. Il progetto è arduo, molto difficile a causa del dolore di chi ha subito violenza ed è pieno di risentimento ma lo Spirito Santo agisce nell'incontro tra le parti suscitando perdono, compassione e d'altro lato vero pentimento per il dolore provocato. Ci sono state diverse testimonianze sull'efficacia che spesso culmina con un abbraccio reciproco che scioglie il ghiaccio del dolore. Si auspica che dopo l'esperienza attuata nel carcere di Tempio, il progetto si estenda all'intera Sardegna. È tempo di misericordia come spesso ha ribadito Papa Francesco. Nel pomeriggio è stata intensa la preghiera per una nuova effusione dello Spirito in prossimità della celebrazione della Pentecoste, dono incomparabile, ora come nel Cenacolo di 2000 anni fa, che rinnova l'azione potente dello Spirito d'amore e di guarigione con la presenza viva di Gesù tra noi.

Gianna Ferrero Mamberti

 

■ La Messa alla Madonnina della panoramica

"Com'è ormai tradizione della nostra isola, concludiamo il mese di maggio, dedicato a Maria, madre di Gesù e madre nostra, iniziato con la festa alla Madonnetta, proprio in questo luogo, sotto la statua della Madonnina, affidandoci alla sua protezione!" Con queste parole, il parroco di Moneta Don Andrea Domanski ha iniziato la celebrazione della S. Messa mercoledì 31 maggio, festa della Visitazione di Maria a S. Elisabetta, presso la Madonnina della panoramica, alla quale hanno partecipato tante persone e che è stata concelebrata da Don Domenico Degortes, Don Paolo Piras e Don Davide Mela. “Quest'anno non possiamo non ricordare”, ha detto Don Andrea all'omelia, “l'evento straordinario del centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, dove ha visitato di nuovo il suo popolo così come ha visitato Elisabetta e continua ancora oggi a visitarci, sempre pronta a venire in nostro aiuto. Vogliamo ringraziarla per tutti i doni e le grazie che abbiamo ricevuto, in maniera particolare per i bambini che domenica 28 hanno ricevuto la Prima Comunione e che stanno partecipando a questa celebrazione”. Come ogni anno, la Messa è stata animata dal coro Gesù Bambino di Praga, al quale si sono uniti i presenti, dando così onore a Gesù e Maria in quel luogo bello già di per sè, posizionato dov'è in mezzo al verde in alto, da dove si ammira la bellezza dell'arcipelago, ma preparato e abbellito con fiori e piante dall'associazione mariana che ne ha sempre cura. Al termine della Messa, prima di recitare il sesto giorno della novena allo Spirito Santo, ha preso la parola Don Domenico ringraziando tutti per la partecipazione, i bambini presenti, il coro e il comitato che ogni anno si presta a rendere la festa ancora più bella e che, oltre ad aver contribuito alla pulizia del luogo,ha posizionato le sedie,dando modo ai presenti di stare comodamente seduti. Ha anche offerto a tutti un bel rinfresco, con tante dolcezze preparate dalle donne che ne fanno parte.                Maria Vitiello

 

La festa della S.S. Trinità vissuta molti anni or sono da una bambina.

Attesa da un anno da tutti i paesani, con grandi preparativi, festanti nella chiesetta e tanto entusiasmo, strade addobbate con bandierine e coccarde, fiori e devozione in tutto il paese. Processione il giorno della festa. Una festa antichissima, svolgentesi nella prima chiesetta sorta alla nascita del nostro paese. Per l’occasione, affluivano dai vari paesi limitrofi fantini con cavalli, per gareggiare tra loro, dopo la processione nella pista adiacente il cimitero. Partecipava alla gara anche un signore maddalenino: Sig. Leopoldo col suo cavallo, incitato alla vittoria dall’entusiasmo della folla, mentre un altro fantino cavalcava il suo Lucifero, ambendo anch’egli alla vittoria che avrebbe ostentato in quel di Palau da dove proveniva. Molto divertente la corsa degli uomini dentro i sacchi, fra grida ed applausi dei bambini tifosi che urlavano felici. Tutte le famiglie, per l’occasione, sfoggiavano l’abito nuovo, adulti e piccini, perché li ci si ritrovavano gli abitanti dell’Isola, alcuni anche dopo tanto tempo! La festa della S.S.Trinità, era l’unico giorno dell’anno, in cui mio nonno Raimondo indossava ”l’abito buono” col gilet, nel taschino l’orologio a cipolla con catena d’argento, il borsalino di feltro, le scarpe fiammanti color cuoio, lustrate col “cromo”.

Mia nonna: tajer nero, camicetta gialla in seta col colletto di pizzo, borsa in pelle, energicamente infilata al braccio, con figlie, generi, nipotine al seguito, a passo spedito presso il sentiero verso la S.S.Trinità, in “pompa magna”. Ci si avviava verso la piazzetta affollatissima, mettendosi in fila per la breve processione, che avveniva con canti sacri e preghiere ad alta voce da parte di tutti i presenti, specialmente dalle donne col rosario fra le mani e veletta legata sotto il mento, con le “Figlie di Maria” che tenevano ordine fra le 2 fila. L’altoparlante guidava i fedeli anche se, talvolta, il soffiare del ponente trasportava più avanti la voce del Sig, Ferracciolo e le preghiere del parroco Mons. Capula. Compiuto il rito della S. Messa, lo sguardo dei fedeli era rivolto verso la chiesetta, e si pregava con devozione. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di fronte alla porta della chiesa, con lo sguardo fisso e benevolo verso la popolazione, venivano accarezzati da tutti. Ognuno allungava la mano per toccare il loro piede benedetto. I genitori sollevavano con forza il proprio bambino con fede e rispetto. Una scena bellissima, mentre anche lo Spirito Santo vegliava su tutti noi. Sig. Deligia, Sig. Conti e Sig. Pedroni, con altre persone per bene, non mancavano mai, dando l’esempio con le loro preghiere ad alta voce. Terminato il sacro dovere, le persone, in odore di santità, piene di gentilezza e sorrisi, si avviavano a gustare finalmente lo squisito torrone di Tonara che faceva bella mostra sui banconi dei torronai, arrivati per l’occasione dalla “Sardegna”, dato che noi abitavamo nella “Piccola Parigi” (così essi dicevano talvolta sorridendo con un tantino d’ironia). Si trovavano esposte caramelle zuccherate, liquirizia, dolciumi d’ogni genere, grosse giuggiole e noccioline. Tutto coperto con un velo, per le mosche. I bambini, con gli occhi “sgranati” per l’acquolina, aggrappati alle mani dei genitori, gridavano contro vento: «Me li compri? Me li compri? » Alcuni battevano i piedi a terra per la cupidigia. Mia nonna, donna decisa, figura emblematica, matriarcale per tutta la famiglia, non dimenticava, in quel Sacro giorno, di portare con sé una capace borsa, con dentro un fazzoletto da uomo annodato in quattro parti, colmo di denari, per acquistare alcuni chili di torrone invitante e profumatissimo, da spartire con tutti i propri cari. Il torronaio, soddisfatto per l’acquisto della signora, con molta gentilezza impugnava il cosiddetto “taddanti” (in tempiese marrazza) e generosamente offriva dei quadrati pieni di mandorle a noi bambine. Io e mia sorellina Pinuccia, li mangiavamo a pezzetti con falsa eleganza, sotto lo sguardo di mamma e nonna, mentre avremmo voluto infilare in bocca i pezzi interi. Si tornava a casa attraversando a piedi la campagna. Tutti felici, mano nella mano: nonni, nipoti e genitori. Noi piccoli, ogni tanto guardavamo il borsone di nonna che emanava profumo di vaniglia. Lei, arrivata a casa, ce ne offriva un grosso pezzo, nascondendo il rimanente, che durava a lungo ammorbidendosi. Ogni tanto io e mia sorella, in punta di piedi, con titubanza, avendo scoperto il nascondiglio del gustoso segreto, ne chiedevamo un pezzetto, alla nostra nonnina, che con piacere ci accontentava. Le davamo un bacio e ci sedevamo felici nella terrazza di casa col ricordo della meravigliosa festa, attendendo la prossima ed ascoltando il frinire delle cicale!                          Anna Novelli 

 

Condoglianze ai familiari di Maria Maddalena Lavagnino ved. Sulas che è tornata alla casa del Padre celeste.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica  4 giugno

* Solennità di Pentecoste (termina il tempo pasquale).

2) Lunedì 5 giugno

* Ore 19.30: riunione dei responsabili dei gruppi ecclesiali.

3) Mercoledì 7 giugno

* S.Messa alle ore 18.00 e processione per la chiesa della Trinita.

* (Non ci sarà la Messa in cimitero).

4) Giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 giugno

* Presso la chiesa della Trinita: triduo in preparazione alla festa con i Vespri alle ore 17.00 e santa Messa alle ore 17.30. Segue momento di aggregazione.

5) Domenica 11 giugno

* Solennità della Santissima Trinità

* Presso la chiesa della Trinita: ore 17.00 Vespri, ore 17,30 santa Messa e processione. Segue momento di aggregazione.

6) Da questo sabato la S.Messa nella Cappella dell’Ospedale Civile sarà alle ore 17,30.

7) Sabato 1 luglio

Pellegrinaggio a Lavezzi, per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano o in sacrestia.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

1.Domenica 4 giugno

Solennità di Pentecoste. Festa dell’Oratorio San Domenico Savio. Vedi locandina. Non ci sarà la S.Messa a Stagnali.

2. Domenica 11 giugno

Solennità della SS. Trinità. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

 
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