Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

n° 23 Sabato 10 Giugno 2017

EDITORIALE

 Trinità: umiltà ed unità nella diversità

 Domenica 11 giugno si celebra in tutta la Chiesa la solennità della Santissima Trinità a cui la comunità di La Maddalena ha dedicato la prima chiesa dell’Isola.

 

 

 Trìnita i Maddalenini sono particolarmente devoti. Molti, anche di quelli che abitualmente non frequentano, vanno alla Trìnita a pregare e a ringraziare. Ne sono un segno i numerosi ex voto, le foto, le preghiere spontanee sulle pareti della chiesa. L’antico quadro sopra l’altare rappresenta la Beatissima Vergine inabitata dalla Trinità, cioè unita misticamente, e ricorda che ogni cristiano è chiamato a essere tempio vivo della Trinità. In quella chiesa, ogni secondo sabato del mese, si celebra la Messa alla quale partecipano molti devoti. Il comitato della Trìnita cura il decoro della chiesa, prepara e organizza la festa titolare. Il prossimo anno, 2018, ricorrerà il 250° anniversario della costruzione della chiesa della Trìnita. Per tutti i cristiani, ma specialmente per i devoti quali sono i Maddalenini, la Santissima Trinità è modello di umiltà e di unità. Ogni persona divina, scriveva il card. Martini, è tutta in relazione all’altro. Nessuno si chiude in sé, ma uno si dona all’altro. È quell’atteggiamento che noi umanamente chiamiamo amore: uscire da se stessi per donarsi tutto all’altro. È umiltà, svuotamento di se stessi perché l’altro sia. Dio-Amore è rappresentato al meglio dal Gesù umiliato, povero, sofferente, crocifisso. Il Crocifisso è perfetta rivelazione della Trinità. In essa rileggiamo la storia del mondo e la nostra storia come promozione vera e profonda dell’uomo e dei valori dell’uomo. Lo esprime il Concilio Vaticano II con le parole che San Giovanni Paolo II riprende nella sua prima enciclica Redemptor hominis: L’uomo si realizza nel dono di sé. Non nel vincere se stesso mettendosi al centro, ma nello spogliarsi per gli altri, nel dono di sé agli altri. L’umiltà e il sacrificio sono la via alla vera umanità e alla vera pace. La follia della croce, che è giustizia evangelica, comprende anche il perdono che è “dono” di sé senza riserve e senza limiti, totalmente gratuito. Non c’è giustizia senza perdono. Rischierebbe di essere una giustizia ingiusta, che non realizza la giustizia che si propone di realizzare. Riusciremo a sconfiggere il terrorismo semplicemente con la forza, la guerra, la vendetta? Oppure creeremo nuove forme di aggressione e di terrorismo? Riusciremo a costruire pace nelle nostre famiglie, nella nostra Chiesa e nella nostra società semplicemente rispondendo al male col male, all’ingiuria con l’ingiuria, all’indifferenza con l’indifferenza? Per costruire unità ci vuole umiltà e perdono. La Santissima Trinità, ad immagine e somiglianza della quale siamo creati, e a cui ci affidiamo, ci educa all’umiltà e all’unità nella diversità.   

                                                                D.D.

 

RAGGIO DI SOLE

 

LA STORIA DI “SENZANOME”

 

In un villaggio che sorgeva ai margini di una grande foresta, tanti e tanti anni fa, viveva un ragazzino che non aveva un nome. Era un ragazzino nobile e generoso ma non aveva un nome. Tutti i bambini avevano un nome, lui no. Per molto tempo non aveva badato alla cosa. La mamma lo chiamava “Tesoro”. Gli diceva: ”Tesoro fai questo “ o “Tesoro, portami quello”. Il vicino di casa, un tipo un po’ burbero, si rivolgeva a Lui in modo brusco: ”Ehi tu!” Il papà lo chiamava “Ometto” oppure “Ragazzo”. Anche il Parroco quando gli accarezzava la testa, mormorava: ”Bravo, figliolo!” Gli amici avevano deciso di chiamarlo semplicemente: ”Rosso”, in omaggio ai suoi capelli di color fiamma. Fu proprio una sera, dopo un pomeriggio animatissimo di corse in mezzo ai boschi, che Senzanome, ancora sudato e arruffato, puntò i grandi occhi chiari sul viso della mamma e chiese, con inconsueta serietà: “Mamma perché io non ho un nome?” La mamma e il papà smisero di mangiare e si guardarono. Il papà aveva un’ombra di ansietà negli occhi. “Sapevamo che sarebbe giunto questo momento, figlio mio. Dobbiamo dirti una cosa importante: ormai sei grande abbastanza per capire. Noi non siamo i tuoi veri Genitori. La mamma e io ti abbiamo amato e ti amiamo tantissimo. Questo lo sai. Ma non abbiamo voluto darti un nome perché certamente tu avevi già un nome: quello che ti avevano dato i tuoi veri Genitori. Loro non hanno voluto abbandonarti. Forse erano in viaggio attraverso la foresta e sono stati attaccati dai lupi. Il tuo arrivo nel villaggio fu un vero miracolo. Per questo tutti ti vogliono bene…”, “Come è stato?”, chiese Senzanome con un filo di voce. Ascoltava pallido e attento le parole di quello che fino a quel momento aveva considerato il suo papà. “Ti ha portato il Grande Lupo Grigio”, disse la mamma. “Il Grande Lupo Grigio?”. Senzanome era sbalordito. Il Grande Lupo Grigio era il terrore della foresta, il capo di un branco di lupi feroci che infestavano la foresta attaccando greggi e carovane. “Proprio lui!” continuò il papà. “Eri avvolto in un fagottino che il lupo teneva fra le zanne. Forse i tuoi Genitori erano stati attaccati dai lupi, ma il Grande Lupo Grigio aveva voluto salvarti e ti aveva portato nel villaggio. I nostri figli erano già grandi e ti abbiamo adottato”. Senzanome li abbracciò teneramente, ma il giorno dopo indossò il vestito più bello e disse: “Vado dal Grande Lupo Grigio per chiedergli il mio nome!” Quelli che aveva sempre considerato il suo papà e la sua mamma non fecero nulla per impedirglielo. Sapevano che era un diritto del loro piccolo, che deciso e fiero si incamminò verso la foresta. Aveva percorso un’ora di strada quando un’ombra enorme gli si parò dinanzi. Era il Grande Lupo Grigio. “Dove vai piccolo uomo dai capelli di fuoco?”, gli chiese il lupo con la sua voce profonda. “Volevo ringraziarti perché mi hai salvato”, disse il bambino, senza tradire la paura che gli faceva tremare le gambe. “E’ stato un attimo di debolezza…e adesso vuoi saper che fine hanno fatto i tuoi Genitori”. “Come fai a saperlo?” “Io so molte cose…in ogni caso sei fortunato. Ho visto tuo padre e tua madre qualche giorno fa!” Il volto di Senzanome si illuminò. “Davvero?” “Vieni. Non farmi perdere altro tempo”. Il Grande Lupo Grigio si avviò col suo passo leggero, seguito da Senzanome che faticava a tenergli dietro. Attraversarono la foresta e giunsero al margine di una cittadina. Il lupo si fermò. “Io non posso proseguire. Tuo padre è quello lassù: ha i capelli di fuoco come i tuoi, non puoi sbagliarti”. Al centro della piazza sorgeva un’alta impalcatura. Molti muratori e carpentieri stavano costruendo una Chiesa. L’uomo che dirigeva il lavori aveva i capelli rossi proprio come quelli di  Senzanome. Il ragazzo si avvicinò timidamente. L’uomo lo guardò e per un istante rimase senza fiato. Dalla grande foresta il grande lupo ululò e l’uomo capì. “Tu sei mio figlio!” esclamò l’uomo. Scese dall’impalcatura e strinse forte Senzanome al suo petto. “Questo è un miracolo! Tua madre e io pensavamo di averti perso per sempre. Siamo stati assaliti dai lupi nella foresta…Tu avevi pochi mesi. Andiamo da tua madre figlio mio”. Il bambino si staccò dal padre e disse: “Devi dirmi una cosa, prima, papà: qual è il mio nome?” “Guarda”, fece il padre e gli mostrò il palmo della mano destra larga e ruvida. “Per ricordarmi di te sempre ho fatto scrivere il tuo nome sulla mia mano”. Con il cuore che gli batteva forte, Senzanome, lesse il suo nome. ”Amato”. “Ne ero certo” gridò “È il più bello di tutti”. Dio, Padre nostro, non dimentica e non abbandona nessuno dei suoi figli, ma di ciascuno si prende cura con infinito amore. Ognuno è custodito nelle mani del Padre come un tesoro prezioso e ognuno di noi porta inciso nel cuore il nome più bello: «Amato».                    Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

■ La Prima Comunione

I nostri ragazzi hanno ricevuto la Prima Comunione. È stato un evento importantissimo al quale si sono accostati dopo un percorso iniziato lo scorso anno con il sacramento della Riconciliazione. Durante quest'anno oltre alla catechesi, i ragazzi hanno partecipato con assiduità alle messe domenicali e a diversi incontri in Parrocchia. Importante e molto apprezzato è stato il ritiro spirituale di preparazione che si è svolto a Stagnali il 20 Maggio, i ragazzi hanno trascorso una giornata tutti insieme sotto la guida di don Davide. Ci sono stati momenti di riflessione profonda sul sacramento che stavano per ricevere e ogni bambino ha potuto esprimere il proprio pensiero in un bigliettino, sono stati tutti molto carini e le loro belle riflessioni sono state portate all'offertorio il giorno della Prima Comunione. La giornata, proseguita con le prove dei canti e momenti di gioco, si è conclusa con un pranzo a cui hanno partecipato anche molti genitori. Durante la settimana di preparazione si sono svolte diverse prove, molto utili in quanto i bambini, nel giorno della Prima Comunione, sono molto emozionati ed è necessario che arrivino consapevoli e preparati al meglio perché si sentano a loro agio il più possibile. Domenica 28 Maggio finalmente è arrivato il grande giorno... La giornata è iniziata all'Istituto San Vincenzo...nei bambini e nei genitori e in noi catechiste, trasparivano ansia e felicità! Tutti scattano foto, sorridono e i bambini ci fanno mille domande... entriamo in cappella e dopo aver preso il giglio candido, iniziamo in processione il cammino verso la parrocchia. Ci accoglie il nostro parroco don Domenico e cantando con gioia facciamo ingresso con il canto ''Noi veniamo a Te''... I bambini partecipano con attenzione e grande grande emozione alla cerimonia in ogni sua parte. Hanno animato la Santa Messa con le letture, le preghiere, la bellissima processione offertoriale e i canti curati dal coro Sari Giovanni Bosco, che ringraziamo tanto. Il momento dell'Eucaristia si è svolto nel silenzio e con la giusta atmosfera di raccoglimento... ''un' emozione che non so descrivere...'' dice un bambino. Tutto è terminato con la consegna delle pergamene e dei piccoli doni per i bambini. Vogliamo sottolineare la partecipazione e la grande generosità dei genitori dei nostri bambini, non comune di questi tempi...GRAZIE DI CUORE! Grazie vogliamo dire con orgoglio ai nostri bambini, che hanno partecipato attivamente e con piacere a tutta la settimana di ringraziamento, animando le Sante Messe con le letture e con canti gioiosi...ancora AUGURI a tutti e...continuate così!!!

Le catechiste - Maria Grazia, Maria, Emilia

 

■ Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipato e solidale.

Ottima iniziativa il Convegno sul lavoro organizzato dalle due diocesi di Tempio – Ampurias e Ozieri il 3 giugno nell’Aula Magna dell’aeroporto di Olbia. Era presente Mons. Arrigo Miglio presidente dei Vescovi della Sardegna e delegato Nazionale per la Pastorale del Lavoro. Presenti anche i vescovi Mons. Sanguinetti e Mons. Corrado Melis. Il convegno era in preparazione alla 48a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà a Cagliari nei giorni 26-29 ottobre 2017. È stata raccolta la sfida lanciata con lungimiranza da Papa Francesco: collocare il lavoro al centro del nostro divenire. Il convegno si è concentrato sul tema del turismo e dei beni culturali. L’incontro si è arricchito delle relazioni di: Carlo Marcetti Docente di Economia del Turismo e Trasporti e Coordinatore lavori dell’incontro, Francesco Morandi docente universitario, Salvo Manca Consulente per lo sviluppo turistico del Consorzio Costa Smeralda, Giuseppe Zichi docente di storia, Rubens Doriano Responsabile Sovrintendenza di Sassari, Camillo Tidore docente di sociologia e altri ancora. Gli interventi hanno evidenziato i cambiamenti della società. La Sardegna ha il privilegio di vedere il turismo crescere del 30% annuo, le assunzioni del 35%, ma, purtroppo l’isola di La Maddalena è fanalino di coda con la sua riduzione demografica del 4,8% e la contrazione delle imprese del 4,1%. I relatori hanno sottolineato che il turismo in Sardegna produce lavoro al 57% dei giovani. Ha impressionato la platea la notizia che tra circa 20 anni le professioni attuali non ci saranno più, e questo deve motivarci a studiare ed organizzare la metamorfosi. Non possiamo accontentarci di proporre mare e spiagge, dobbiamo decidere quale indirizzo dare, individuare potenzialità ma anche debolezze, e soprattutto promuovere e preparare i nostri giovani alle professioni del futuro. Siamo già in ritardo, non possiamo perdere tempo, ne è la prova la fuga in massa dei nostri giovani, il motivo va individuato nella mancanza di analisi a lungo respiro: è necessario ed urgente programmare cosa possiamo e dobbiamo fare nei prossimi anni. Questo va fatto miscelando la saggezza dei “vecchi maddalenini” all’inventiva dei nostri giovani. Ottimo convegno, ed è motivo di orgoglio il constatare che la nostra Chiesa generi speranza.                                            Vincenzo La Cava

 

■ Processione e triduo alla Trinita

È iniziato giovedì 8 giugno il triduo di preghiera in preparazione alla festa della Santissima Trinità. I fedeli stanno partecipando numerosi. Il primo giorno ha predicato don Andrea ed ha animato i canti il  coro San Giovanni Paolo II, entrambi della parrocchia di Moneta. Il secondo giorno ha predicato don Paolo ed ha animato i canti il coro San Giuseppe. Il triduo è stato preceduto, mercoledì 7, dalla Messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena e dalla processione fino alla chiesa della Trinita portando la statua. Quest’anno non si è pensato al calesse trainato dal cavallo sia perché in qualche punto il cavallo aveva bisogno di aiuto ed anche perché si spaventava agli spari dei fucilieri. Durante la processione si è fatta una breve sosta ed una preghiera davanti al cimitero. Le condizioni metereologiche non erano ottimali, tirava un forte vento, ciononostante numerosi fedeli hanno partecipato. Il Comitato festeggiamenti della Santissima Trinità ringrazia la Polizia Municipale per il servizio reso durante la processione, i volontari della Protezione Civile per il trasporto della statua su un camioncino bene ornato e per la fattiva collaborazione, i Fucilieri per aver reso onore con gli spari  a salve all’inizio della processione e al suo arrivo nella chiesa della Trinita. Il Comitato alla fine della processione ha offerto un cordiale rinfresco.

Il presidente Leonardo Porcu

 

■ L'Oratorio San Domenico Savio in festa.

Domenica 4 giugno tra il verde del giardino dell'Oasi Serena, l'ingresso del parroco Don Andrea Domanski e di Don Davide Mela è stato accompagnato dal canto "Oggi è festa con te Gesù"! E riprendendo proprio questi versi Don Andrea ha così iniziato la celebrazione della S. Messa: "oggi è festa, oggi è grande festa! Prima di tutto perchè celebriamo la Pentecoste, giorno della discesa dello Spirito Santo e giorno della nascita della Chiesa, ma per la nostra comunità è anche la festa del nostro oratorio intitolato a S. Domenico Savio e vogliamo cogliere questo momento per ringraziare il Signore per tutto l'anno sociale e ringraziare tutte le persone che ne fanno parte e che con le loro molteplici attività, danno vita ad una bellissima e concreta realtà" ! Poi, durante l'omelia le parole di Don Andrea hanno catturato l'attenzione delle tante persone presenti, adulti  e ragazzi, quando parlando dello Spirito Santo e dei diversi doni che elargisce ha detto: "così come nel nostro oratorio, dove le diverse realtà se sono animate dallo stesso spirito, portano alla bellezza della diversità, come in un giardino fiorito, dove ogni pianta o fiore ha la sua caratteristica, la sua particolarità e tempi di maturazione diversi. Ma il giardino è bello quando è curato e questo succede nel nostro oratorio dove ognuno se ne prende cura, offrendo i propri carismi e la propria fede personale!" Significativo il momento dell'offertorio dove ogni gruppo ha presentato un dono simbolico: magliette, dolci, strumenti musicali, tesserine con la foto e la preghiera di S. Domenico Savio e altro ancora.

 

 

Al termine della Messa, che è stata animata come sempre dai canti allegri e gioiosi del coro S. Giovanni Paolo, Don Andrea ha ringraziato tutti i gruppi che fanno parte dell'oratorio: animatori, educatori sportivi, le catechiste, il coro, la banda, il gruppo teatrale, del carnevale, dei dolci e del burraco , che rendono viva la nostra comunità, segno della vitalità dello Spirito Santo che ci permette di coltivare al meglio questo nostro giardino. Don Andrea ha ringraziato Don Davide Mela per la sua presenza, segno di unità dei nostri oratori, dato che S. Domenico Savio è cresciuto con S. Giovanni Bosco ed ha precisato: "siamo inscindibilmente uniti e non potevi mancare! " Dopo aver ascoltato alcuni brani musicali eseguiti dalla banda diretta da Barbara Agnello, i piccoli allievi hanno dato una dimostrazione di ciò che stanno imparando, con un saggio individuale, ottenendo gli applausi dei presenti per la loro bravura, non lasciandosi vincere dall'emozione! La festa è proseguita con il karaoche, giochi e ...... per rinfrancare anche il corpo oltre che lo spirito, la degustazione di panini con la salsiccia e dolci a volontà!                                               Maria Vitiello

 

Complimenti Jolanda

I nostri migliori auguri a Jolanda Scarpitta per aver vinto il secondo posto nel concorso diocesano "Il prete che vorrei..." nella sezione Medie Inferiori. Tutta la Comunità gioisce per questo traguardo che fa onore all’Isola.

 

 

Bollettino interparrocchiale è consultabile online sul sito:www.santamariamaddalena.net

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 11 giugno

* Solennità della Santissima Trinità.

* Presso la chiesa della Trinita alle ore 17.00: Vespri, alle ore 17,30: Messa solenne e processione.

2) Martedì 13 giugno

* Memoria di sant’Antonio da Padova

* Ore 17,30: in biblioteca, incontro del gruppo liturgico in preparazione alla solennità del Corpus Domini.

* Dopo la Messa delle 19.00: benedizione del pane dei poveri.

3) Domenica 18 giugno

* Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

* Ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena: Messa interparrocchiale. Seguirà la processione con tre stazioni eucaristiche.

4) Sabato 1° luglio

Pellegrinaggio a Lavezzi, per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano o in sacrestia.

 

Parrocchia di Santa Maria Maddalena

I nostri pellegrinaggi estivi 2017:

 

● 01 luglio per Lavezzi con partenza dalla chiesa ore 09,45.

● 15 luglio per Razzoli con partenza dalla chiesa ore 14,15

● 29 luglio per Budelli con partenza dalla chiesa ore 14,30

● 15 agosto per Santa Maria con partenza dalla chiesa ore 14,45

● 26 agosto per Spargi con partenza dalla chiesa ore 09,45

● 09 settembre per S. Stefano con partenza dalla chiesa ore 14,45

 

 

 

EDITORIALE

 

Trinità: umiltà ed unità nella diversità

 

Domenica 11 giugno si celebra in tutta la Chiesa la solennità della Santissima Trinità a cui la comunità di La Maddalena ha dedicato la prima chiesa dell’Isola.

  

 

Alla Trìnita i Maddalenini sono particolarmente devoti. Molti, anche di quelli che abitualmente non frequentano, vanno alla Trìnita a pregare e a ringraziare. Ne sono un segno i numerosi ex voto, le foto, le preghiere spontanee sulle pareti della chiesa. L’antico quadro sopra l’altare rappresenta la Beatissima Vergine inabitata dalla Trinità, cioè unita misticamente, e ricorda che ogni cristiano è chiamato a essere tempio vivo della Trinità. In quella chiesa, ogni secondo sabato del mese, si celebra la Messa alla quale partecipano molti devoti. Il comitato della Trìnita cura il decoro della chiesa, prepara e organizza la festa titolare. Il prossimo anno, 2018, ricorrerà il 250° anniversario della costruzione della chiesa della Trìnita. Per tutti i cristiani, ma specialmente per i devoti quali sono i Maddalenini, la Santissima Trinità è modello di umiltà e di unità. Ogni persona divina, scriveva il card. Martini, è tutta in relazione all’altro. Nessuno si chiude in sé, ma uno si dona all’altro. È quell’atteggiamento che noi umanamente chiamiamo amore: uscire da se stessi per donarsi tutto all’altro. È umiltà, svuotamento di se stessi perché l’altro sia. Dio-Amore è rappresentato al meglio dal Gesù umiliato, povero, sofferente, crocifisso. Il Crocifisso è perfetta rivelazione della Trinità. In essa rileggiamo la storia del mondo e la nostra storia come promozione vera e profonda dell’uomo e dei valori dell’uomo. Lo esprime il Concilio Vaticano II con le parole che San Giovanni Paolo II riprende nella sua prima enciclica Redemptor hominis: L’uomo si realizza nel dono di sé. Non nel vincere se stesso mettendosi al centro, ma nello spogliarsi per gli altri, nel dono di sé agli altri. L’umiltà e il sacrificio sono la via alla vera umanità e alla vera pace. La follia della croce, che è giustizia evangelica, comprende anche il perdono che è “dono” di sé senza riserve e senza limiti, totalmente gratuito. Non c’è giustizia senza perdono. Rischierebbe di essere una giustizia ingiusta, che non realizza la giustizia che si propone di realizzare. Riusciremo a sconfiggere il terrorismo semplicemente con la forza, la guerra, la vendetta? Oppure creeremo nuove forme di aggressione e di terrorismo? Riusciremo a costruire pace nelle nostre famiglie, nella nostra Chiesa e nella nostra società semplicemente rispondendo al male col male, all’ingiuria con l’ingiuria, all’indifferenza con l’indifferenza? Per costruire unità ci vuole umiltà e perdono. La Santissima Trinità, ad immagine e somiglianza della quale siamo creati, e a cui ci affidiamo, ci educa all’umiltà e all’unità nella diversità.   

                                                                D.D.

 

RAGGIO DI SOLE

 

LA STORIA DI “SENZANOME”

 

In un villaggio che sorgeva ai margini di una grande foresta, tanti e tanti anni fa, viveva un ragazzino che non aveva un nome. Era un ragazzino nobile e generoso ma non aveva un nome. Tutti i bambini avevano un nome, lui no. Per molto tempo non aveva badato alla cosa. La mamma lo chiamava “Tesoro”. Gli diceva: ”Tesoro fai questo “ o “Tesoro, portami quello”. Il vicino di casa, un tipo un po’ burbero, si rivolgeva a Lui in modo brusco: ”Ehi tu!” Il papà lo chiamava “Ometto” oppure “Ragazzo”. Anche il Parroco quando gli accarezzava la testa, mormorava: ”Bravo, figliolo!” Gli amici avevano deciso di chiamarlo semplicemente: ”Rosso”, in omaggio ai suoi capelli di color fiamma. Fu proprio una sera, dopo un pomeriggio animatissimo di corse in mezzo ai boschi, che Senzanome, ancora sudato e arruffato, puntò i grandi occhi chiari sul viso della mamma e chiese, con inconsueta serietà: “Mamma perché io non ho un nome?” La mamma e il papà smisero di mangiare e si guardarono. Il papà aveva un’ombra di ansietà negli occhi. “Sapevamo che sarebbe giunto questo momento, figlio mio. Dobbiamo dirti una cosa importante: ormai sei grande abbastanza per capire. Noi non siamo i tuoi veri Genitori. La mamma e io ti abbiamo amato e ti amiamo tantissimo. Questo lo sai. Ma non abbiamo voluto darti un nome perché certamente tu avevi già un nome: quello che ti avevano dato i tuoi veri Genitori. Loro non hanno voluto abbandonarti. Forse erano in viaggio attraverso la foresta e sono stati attaccati dai lupi. Il tuo arrivo nel villaggio fu un vero miracolo. Per questo tutti ti vogliono bene…”, “Come è stato?”, chiese Senzanome con un filo di voce. Ascoltava pallido e attento le parole di quello che fino a quel momento aveva considerato il suo papà. “Ti ha portato il Grande Lupo Grigio”, disse la mamma. “Il Grande Lupo Grigio?”. Senzanome era sbalordito. Il Grande Lupo Grigio era il terrore della foresta, il capo di un branco di lupi feroci che infestavano la foresta attaccando greggi e carovane. “Proprio lui!” continuò il papà. “Eri avvolto in un fagottino che il lupo teneva fra le zanne. Forse i tuoi Genitori erano stati attaccati dai lupi, ma il Grande Lupo Grigio aveva voluto salvarti e ti aveva portato nel villaggio. I nostri figli erano già grandi e ti abbiamo adottato”. Senzanome li abbracciò teneramente, ma il giorno dopo indossò il vestito più bello e disse: “Vado dal Grande Lupo Grigio per chiedergli il mio nome!” Quelli che aveva sempre considerato il suo papà e la sua mamma non fecero nulla per impedirglielo. Sapevano che era un diritto del loro piccolo, che deciso e fiero si incamminò verso la foresta. Aveva percorso un’ora di strada quando un’ombra enorme gli si parò dinanzi. Era il Grande Lupo Grigio. “Dove vai piccolo uomo dai capelli di fuoco?”, gli chiese il lupo con la sua voce profonda. “Volevo ringraziarti perché mi hai salvato”, disse il bambino, senza tradire la paura che gli faceva tremare le gambe. “E’ stato un attimo di debolezza…e adesso vuoi saper che fine hanno fatto i tuoi Genitori”. “Come fai a saperlo?” “Io so molte cose…in ogni caso sei fortunato. Ho visto tuo padre e tua madre qualche giorno fa!” Il volto di Senzanome si illuminò. “Davvero?” “Vieni. Non farmi perdere altro tempo”. Il Grande Lupo Grigio si avviò col suo passo leggero, seguito da Senzanome che faticava a tenergli dietro. Attraversarono la foresta e giunsero al margine di una cittadina. Il lupo si fermò. “Io non posso proseguire. Tuo padre è quello lassù: ha i capelli di fuoco come i tuoi, non puoi sbagliarti”. Al centro della piazza sorgeva un’alta impalcatura. Molti muratori e carpentieri stavano costruendo una Chiesa. L’uomo che dirigeva il lavori aveva i capelli rossi proprio come quelli di  Senzanome. Il ragazzo si avvicinò timidamente. L’uomo lo guardò e per un istante rimase senza fiato. Dalla grande foresta il grande lupo ululò e l’uomo capì. “Tu sei mio figlio!” esclamò l’uomo. Scese dall’impalcatura e strinse forte Senzanome al suo petto. “Questo è un miracolo! Tua madre e io pensavamo di averti perso per sempre. Siamo stati assaliti dai lupi nella foresta…Tu avevi pochi mesi. Andiamo da tua madre figlio mio”. Il bambino si staccò dal padre e disse: “Devi dirmi una cosa, prima, papà: qual è il mio nome?” “Guarda”, fece il padre e gli mostrò il palmo della mano destra larga e ruvida. “Per ricordarmi di te sempre ho fatto scrivere il tuo nome sulla mia mano”. Con il cuore che gli batteva forte, Senzanome, lesse il suo nome. ”Amato”. “Ne ero certo” gridò “È il più bello di tutti”. Dio, Padre nostro, non dimentica e non abbandona nessuno dei suoi figli, ma di ciascuno si prende cura con infinito amore. Ognuno è custodito nelle mani del Padre come un tesoro prezioso e ognuno di noi porta inciso nel cuore il nome più bello: «Amato».                    Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

■ La Prima Comunione

I nostri ragazzi hanno ricevuto la Prima Comunione. È stato un evento importantissimo al quale si sono accostati dopo un percorso iniziato lo scorso anno con il sacramento della Riconciliazione. Durante quest'anno oltre alla catechesi, i ragazzi hanno partecipato con assiduità alle messe domenicali e a diversi incontri in Parrocchia. Importante e molto apprezzato è stato il ritiro spirituale di preparazione che si è svolto a Stagnali il 20 Maggio, i ragazzi hanno trascorso una giornata tutti insieme sotto la guida di don Davide. Ci sono stati momenti di riflessione profonda sul sacramento che stavano per ricevere e ogni bambino ha potuto esprimere il proprio pensiero in un bigliettino, sono stati tutti molto carini e le loro belle riflessioni sono state portate all'offertorio il giorno della Prima Comunione. La giornata, proseguita con le prove dei canti e momenti di gioco, si è conclusa con un pranzo a cui hanno partecipato anche molti genitori. Durante la settimana di preparazione si sono svolte diverse prove, molto utili in quanto i bambini, nel giorno della Prima Comunione, sono molto emozionati ed è necessario che arrivino consapevoli e preparati al meglio perché si sentano a loro agio il più possibile. Domenica 28 Maggio finalmente è arrivato il grande giorno... La giornata è iniziata all'Istituto San Vincenzo...nei bambini e nei genitori e in noi catechiste, trasparivano ansia e felicità! Tutti scattano foto, sorridono e i bambini ci fanno mille domande... entriamo in cappella e dopo aver preso il giglio candido, iniziamo in processione il cammino verso la parrocchia. Ci accoglie il nostro parroco don Domenico e cantando con gioia facciamo ingresso con il canto ''Noi veniamo a Te''... I bambini partecipano con attenzione e grande grande emozione alla cerimonia in ogni sua parte. Hanno animato la Santa Messa con le letture, le preghiere, la bellissima processione offertoriale e i canti curati dal coro Sari Giovanni Bosco, che ringraziamo tanto. Il momento dell'Eucaristia si è svolto nel silenzio e con la giusta atmosfera di raccoglimento... ''un' emozione che non so descrivere...'' dice un bambino. Tutto è terminato con la consegna delle pergamene e dei piccoli doni per i bambini. Vogliamo sottolineare la partecipazione e la grande generosità dei genitori dei nostri bambini, non comune di questi tempi...GRAZIE DI CUORE! Grazie vogliamo dire con orgoglio ai nostri bambini, che hanno partecipato attivamente e con piacere a tutta la settimana di ringraziamento, animando le Sante Messe con le letture e con canti gioiosi...ancora AUGURI a tutti e...continuate così!!!

Le catechiste - Maria Grazia, Maria, Emilia

 

■ Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipato e solidale.

Ottima iniziativa il Convegno sul lavoro organizzato dalle due diocesi di Tempio – Ampurias e Ozieri il 3 giugno nell’Aula Magna dell’aeroporto di Olbia. Era presente Mons. Arrigo Miglio presidente dei Vescovi della Sardegna e delegato Nazionale per la Pastorale del Lavoro. Presenti anche i vescovi Mons. Sanguinetti e Mons. Corrado Melis. Il convegno era in preparazione alla 48a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà a Cagliari nei giorni 26-29 ottobre 2017. È stata raccolta la sfida lanciata con lungimiranza da Papa Francesco: collocare il lavoro al centro del nostro divenire. Il convegno si è concentrato sul tema del turismo e dei beni culturali. L’incontro si è arricchito delle relazioni di: Carlo Marcetti Docente di Economia del Turismo e Trasporti e Coordinatore lavori dell’incontro, Francesco Morandi docente universitario, Salvo Manca Consulente per lo sviluppo turistico del Consorzio Costa Smeralda, Giuseppe Zichi docente di storia, Rubens Doriano Responsabile Sovrintendenza di Sassari, Camillo Tidore docente di sociologia e altri ancora. Gli interventi hanno evidenziato i cambiamenti della società. La Sardegna ha il privilegio di vedere il turismo crescere del 30% annuo, le assunzioni del 35%, ma, purtroppo l’isola di La Maddalena è fanalino di coda con la sua riduzione demografica del 4,8% e la contrazione delle imprese del 4,1%. I relatori hanno sottolineato che il turismo in Sardegna produce lavoro al 57% dei giovani. Ha impressionato la platea la notizia che tra circa 20 anni le professioni attuali non ci saranno più, e questo deve motivarci a studiare ed organizzare la metamorfosi. Non possiamo accontentarci di proporre mare e spiagge, dobbiamo decidere quale indirizzo dare, individuare potenzialità ma anche debolezze, e soprattutto promuovere e preparare i nostri giovani alle professioni del futuro. Siamo già in ritardo, non possiamo perdere tempo, ne è la prova la fuga in massa dei nostri giovani, il motivo va individuato nella mancanza di analisi a lungo respiro: è necessario ed urgente programmare cosa possiamo e dobbiamo fare nei prossimi anni. Questo va fatto miscelando la saggezza dei “vecchi maddalenini” all’inventiva dei nostri giovani. Ottimo convegno, ed è motivo di orgoglio il constatare che la nostra Chiesa generi speranza.                                            Vincenzo La Cava

 

■ Processione e triduo alla Trinita

È iniziato giovedì 8 giugno il triduo di preghiera in preparazione alla festa della Santissima Trinità. I fedeli stanno partecipando numerosi. Il primo giorno ha predicato don Andrea ed ha animato i canti il  coro San Giovanni Paolo II, entrambi della parrocchia di Moneta. Il secondo giorno ha predicato don Paolo ed ha animato i canti il coro San Giuseppe. Il triduo è stato preceduto, mercoledì 7, dalla Messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena e dalla processione fino alla chiesa della Trinita portando la statua. Quest’anno non si è pensato al calesse trainato dal cavallo sia perché in qualche punto il cavallo aveva bisogno di aiuto ed anche perché si spaventava agli spari dei fucilieri. Durante la processione si è fatta una breve sosta ed una preghiera davanti al cimitero. Le condizioni metereologiche non erano ottimali, tirava un forte vento, ciononostante numerosi fedeli hanno partecipato. Il Comitato festeggiamenti della Santissima Trinità ringrazia la Polizia Municipale per il servizio reso durante la processione, i volontari della Protezione Civile per il trasporto della statua su un camioncino bene ornato e per la fattiva collaborazione, i Fucilieri per aver reso onore con gli spari  a salve all’inizio della processione e al suo arrivo nella chiesa della Trinita. Il Comitato alla fine della processione ha offerto un cordiale rinfresco.

Il presidente Leonardo Porcu

 

■ L'Oratorio San Domenico Savio in festa.

Domenica 4 giugno tra il verde del giardino dell'Oasi Serena, l'ingresso del parroco Don Andrea Domanski e di Don Davide Mela è stato accompagnato dal canto "Oggi è festa con te Gesù"! E riprendendo proprio questi versi Don Andrea ha così iniziato la celebrazione della S. Messa: "oggi è festa, oggi è grande festa! Prima di tutto perchè celebriamo la Pentecoste, giorno della discesa dello Spirito Santo e giorno della nascita della Chiesa, ma per la nostra comunità è anche la festa del nostro oratorio intitolato a S. Domenico Savio e vogliamo cogliere questo momento per ringraziare il Signore per tutto l'anno sociale e ringraziare tutte le persone che ne fanno parte e che con le loro molteplici attività, danno vita ad una bellissima e concreta realtà" ! Poi, durante l'omelia le parole di Don Andrea hanno catturato l'attenzione delle tante persone presenti, adulti  e ragazzi, quando parlando dello Spirito Santo e dei diversi doni che elargisce ha detto: "così come nel nostro oratorio, dove le diverse realtà se sono animate dallo stesso spirito, portano alla bellezza della diversità, come in un giardino fiorito, dove ogni pianta o fiore ha la sua caratteristica, la sua particolarità e tempi di maturazione diversi. Ma il giardino è bello quando è curato e questo succede nel nostro oratorio dove ognuno se ne prende cura, offrendo i propri carismi e la propria fede personale!" Significativo il momento dell'offertorio dove ogni gruppo ha presentato un dono simbolico: magliette, dolci, strumenti musicali, tesserine con la foto e la preghiera di S. Domenico Savio e altro ancora.

 

 

Al termine della Messa, che è stata animata come sempre dai canti allegri e gioiosi del coro S. Giovanni Paolo, Don Andrea ha ringraziato tutti i gruppi che fanno parte dell'oratorio: animatori, educatori sportivi, le catechiste, il coro, la banda, il gruppo teatrale, del carnevale, dei dolci e del burraco , che rendono viva la nostra comunità, segno della vitalità dello Spirito Santo che ci permette di coltivare al meglio questo nostro giardino. Don Andrea ha ringraziato Don Davide Mela per la sua presenza, segno di unità dei nostri oratori, dato che S. Domenico Savio è cresciuto con S. Giovanni Bosco ed ha precisato: "siamo inscindibilmente uniti e non potevi mancare! " Dopo aver ascoltato alcuni brani musicali eseguiti dalla banda diretta da Barbara Agnello, i piccoli allievi hanno dato una dimostrazione di ciò che stanno imparando, con un saggio individuale, ottenendo gli applausi dei presenti per la loro bravura, non lasciandosi vincere dall'emozione! La festa è proseguita con il karaoche, giochi e ...... per rinfrancare anche il corpo oltre che lo spirito, la degustazione di panini con la salsiccia e dolci a volontà!                                               Maria Vitiello

 

Complimenti Jolanda

I nostri migliori auguri a Jolanda Scarpitta per aver vinto il secondo posto nel concorso diocesano "Il prete che vorrei..." nella sezione Medie Inferiori. Tutta la Comunità gioisce per questo traguardo che fa onore all’Isola.

 

 

Bollettino interparrocchiale è consultabile online sul sito:www.santamariamaddalena.net

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 11 giugno

* Solennità della Santissima Trinità.

* Presso la chiesa della Trinita alle ore 17.00: Vespri, alle ore 17,30: Messa solenne e processione.

2) Martedì 13 giugno

* Memoria di sant’Antonio da Padova

* Ore 17,30: in biblioteca, incontro del gruppo liturgico in preparazione alla solennità del Corpus Domini.

* Dopo la Messa delle 19.00: benedizione del pane dei poveri.

3) Domenica 18 giugno

* Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

* Ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena: Messa interparrocchiale. Seguirà la processione con tre stazioni eucaristiche.

4) Sabato 1° luglio

Pellegrinaggio a Lavezzi, per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano o in sacrestia.

 

Parrocchia di Santa Maria Maddalena

I nostri pellegrinaggi estivi 2017:

 

● 01 luglio per Lavezzi con partenza dalla chiesa ore 09,45.

● 15 luglio per Razzoli con partenza dalla chiesa ore 14,15

● 29 luglio per Budelli con partenza dalla chiesa ore 14,30

● 15 agosto per Santa Maria con partenza dalla chiesa ore 14,45

● 26 agosto per Spargi con partenza dalla chiesa ore 09,45

● 09 settembre per S. Stefano con partenza dalla chiesa ore 14,45

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

  1. 1.Domenica 11 giugno

Solennità della SS. Trinità, programma nel manifesto. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

  1. 2.Mercoledì 14 e giovedì 15 giugno

Una “due giorni” dei sacerdoti della diocesi con il vescovo. Mercoledì non ci sarà la S. Messa a Moneta.

  1. 3.Domenica 18 giugno

Solennità del Corpus Domini. La Santa Messa interparrocchiale alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena e a seguire la processione. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

  1. 1.Domenica 11 giugno

Solennità della SS. Trinità, programma nel manifesto. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

  1. 2.Mercoledì 14 e giovedì 15 giugno

Una “due giorni” dei sacerdoti della diocesi con il vescovo. Mercoledì non ci sarà la S. Messa a Moneta.

  1. 3.Domenica 18 giugno

Solennità del Corpus Domini. La Santa Messa interparrocchiale alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena e a seguire la processione. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

EDITORIALE

 

Trinità: umiltà ed unità nella diversità

 

Domenica 11 giugno si celebra in tutta la Chiesa la solennità della Santissima Trinità a cui la comunità di La Maddalena ha dedicato la prima chiesa dell’Isola.

 

 

Chiesa della Trìnita

 

Alla Trìnita i Maddalenini sono particolarmente devoti. Molti, anche di quelli che abitualmente non frequentano, vanno alla Trìnita a pregare e a ringraziare. Ne sono un segno i numerosi ex voto, le foto, le preghiere spontanee sulle pareti della chiesa. L’antico quadro sopra l’altare rappresenta la Beatissima Vergine inabitata dalla Trinità, cioè unita misticamente, e ricorda che ogni cristiano è chiamato a essere tempio vivo della Trinità. In quella chiesa, ogni secondo sabato del mese, si celebra la Messa alla quale partecipano molti devoti. Il comitato della Trìnita cura il decoro della chiesa, prepara e organizza la festa titolare. Il prossimo anno, 2018, ricorrerà il 250° anniversario della costruzione della chiesa della Trìnita. Per tutti i cristiani, ma specialmente per i devoti quali sono i Maddalenini, la Santissima Trinità è modello di umiltà e di unità. Ogni persona divina, scriveva il card. Martini, è tutta in relazione all’altro. Nessuno si chiude in sé, ma uno si dona all’altro. È quell’atteggiamento che noi umanamente chiamiamo amore: uscire da se stessi per donarsi tutto all’altro. È umiltà, svuotamento di se stessi perché l’altro sia. Dio-Amore è rappresentato al meglio dal Gesù umiliato, povero, sofferente, crocifisso. Il Crocifisso è perfetta rivelazione della Trinità. In essa rileggiamo la storia del mondo e la nostra storia come promozione vera e profonda dell’uomo e dei valori dell’uomo. Lo esprime il Concilio Vaticano II con le parole che San Giovanni Paolo II riprende nella sua prima enciclica Redemptor hominis: L’uomo si realizza nel dono di sé. Non nel vincere se stesso mettendosi al centro, ma nello spogliarsi per gli altri, nel dono di sé agli altri. L’umiltà e il sacrificio sono la via alla vera umanità e alla vera pace. La follia della croce, che è giustizia evangelica, comprende anche il perdono che è “dono” di sé senza riserve e senza limiti, totalmente gratuito. Non c’è giustizia senza perdono. Rischierebbe di essere una giustizia ingiusta, che non realizza la giustizia che si propone di realizzare. Riusciremo a sconfiggere il terrorismo semplicemente con la forza, la guerra, la vendetta? Oppure creeremo nuove forme di aggressione e di terrorismo? Riusciremo a costruire pace nelle nostre famiglie, nella nostra Chiesa e nella nostra società semplicemente rispondendo al male col male, all’ingiuria con l’ingiuria, all’indifferenza con l’indifferenza? Per costruire unità ci vuole umiltà e perdono. La Santissima Trinità, ad immagine e somiglianza della quale siamo creati, e a cui ci affidiamo, ci educa all’umiltà e all’unità nella diversità.   

                                                                D.D.

 

RAGGIO DI SOLE

 

LA STORIA DI “SENZANOME”

 

In un villaggio che sorgeva ai margini di una grande foresta, tanti e tanti anni fa, viveva un ragazzino che non aveva un nome. Era un ragazzino nobile e generoso ma non aveva un nome. Tutti i bambini avevano un nome, lui no. Per molto tempo non aveva badato alla cosa. La mamma lo chiamava “Tesoro”. Gli diceva: ”Tesoro fai questo “ o “Tesoro, portami quello”. Il vicino di casa, un tipo un po’ burbero, si rivolgeva a Lui in modo brusco: ”Ehi tu!” Il papà lo chiamava “Ometto” oppure “Ragazzo”. Anche il Parroco quando gli accarezzava la testa, mormorava: ”Bravo, figliolo!” Gli amici avevano deciso di chiamarlo semplicemente: ”Rosso”, in omaggio ai suoi capelli di color fiamma. Fu proprio una sera, dopo un pomeriggio animatissimo di corse in mezzo ai boschi, che Senzanome, ancora sudato e arruffato, puntò i grandi occhi chiari sul viso della mamma e chiese, con inconsueta serietà: “Mamma perché io non ho un nome?” La mamma e il papà smisero di mangiare e si guardarono. Il papà aveva un’ombra di ansietà negli occhi. “Sapevamo che sarebbe giunto questo momento, figlio mio. Dobbiamo dirti una cosa importante: ormai sei grande abbastanza per capire. Noi non siamo i tuoi veri Genitori. La mamma e io ti abbiamo amato e ti amiamo tantissimo. Questo lo sai. Ma non abbiamo voluto darti un nome perché certamente tu avevi già un nome: quello che ti avevano dato i tuoi veri Genitori. Loro non hanno voluto abbandonarti. Forse erano in viaggio attraverso la foresta e sono stati attaccati dai lupi. Il tuo arrivo nel villaggio fu un vero miracolo. Per questo tutti ti vogliono bene…”, “Come è stato?”, chiese Senzanome con un filo di voce. Ascoltava pallido e attento le parole di quello che fino a quel momento aveva considerato il suo papà. “Ti ha portato il Grande Lupo Grigio”, disse la mamma. “Il Grande Lupo Grigio?”. Senzanome era sbalordito. Il Grande Lupo Grigio era il terrore della foresta, il capo di un branco di lupi feroci che infestavano la foresta attaccando greggi e carovane. “Proprio lui!” continuò il papà. “Eri avvolto in un fagottino che il lupo teneva fra le zanne. Forse i tuoi Genitori erano stati attaccati dai lupi, ma il Grande Lupo Grigio aveva voluto salvarti e ti aveva portato nel villaggio. I nostri figli erano già grandi e ti abbiamo adottato”. Senzanome li abbracciò teneramente, ma il giorno dopo indossò il vestito più bello e disse: “Vado dal Grande Lupo Grigio per chiedergli il mio nome!” Quelli che aveva sempre considerato il suo papà e la sua mamma non fecero nulla per impedirglielo. Sapevano che era un diritto del loro piccolo, che deciso e fiero si incamminò verso la foresta. Aveva percorso un’ora di strada quando un’ombra enorme gli si parò dinanzi. Era il Grande Lupo Grigio. “Dove vai piccolo uomo dai capelli di fuoco?”, gli chiese il lupo con la sua voce profonda. “Volevo ringraziarti perché mi hai salvato”, disse il bambino, senza tradire la paura che gli faceva tremare le gambe. “E’ stato un attimo di debolezza…e adesso vuoi saper che fine hanno fatto i tuoi Genitori”. “Come fai a saperlo?” “Io so molte cose…in ogni caso sei fortunato. Ho visto tuo padre e tua madre qualche giorno fa!” Il volto di Senzanome si illuminò. “Davvero?” “Vieni. Non farmi perdere altro tempo”. Il Grande Lupo Grigio si avviò col suo passo leggero, seguito da Senzanome che faticava a tenergli dietro. Attraversarono la foresta e giunsero al margine di una cittadina. Il lupo si fermò. “Io non posso proseguire. Tuo padre è quello lassù: ha i capelli di fuoco come i tuoi, non puoi sbagliarti”. Al centro della piazza sorgeva un’alta impalcatura. Molti muratori e carpentieri stavano costruendo una Chiesa. L’uomo che dirigeva il lavori aveva i capelli rossi proprio come quelli di  Senzanome. Il ragazzo si avvicinò timidamente. L’uomo lo guardò e per un istante rimase senza fiato. Dalla grande foresta il grande lupo ululò e l’uomo capì. “Tu sei mio figlio!” esclamò l’uomo. Scese dall’impalcatura e strinse forte Senzanome al suo petto. “Questo è un miracolo! Tua madre e io pensavamo di averti perso per sempre. Siamo stati assaliti dai lupi nella foresta…Tu avevi pochi mesi. Andiamo da tua madre figlio mio”. Il bambino si staccò dal padre e disse: “Devi dirmi una cosa, prima, papà: qual è il mio nome?” “Guarda”, fece il padre e gli mostrò il palmo della mano destra larga e ruvida. “Per ricordarmi di te sempre ho fatto scrivere il tuo nome sulla mia mano”. Con il cuore che gli batteva forte, Senzanome, lesse il suo nome. ”Amato”. “Ne ero certo” gridò “È il più bello di tutti”. Dio, Padre nostro, non dimentica e non abbandona nessuno dei suoi figli, ma di ciascuno si prende cura con infinito amore. Ognuno è custodito nelle mani del Padre come un tesoro prezioso e ognuno di noi porta inciso nel cuore il nome più bello: «Amato».                    Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

■ La Prima Comunione

I nostri ragazzi hanno ricevuto la Prima Comunione. È stato un evento importantissimo al quale si sono accostati dopo un percorso iniziato lo scorso anno con il sacramento della Riconciliazione. Durante quest'anno oltre alla catechesi, i ragazzi hanno partecipato con assiduità alle messe domenicali e a diversi incontri in Parrocchia. Importante e molto apprezzato è stato il ritiro spirituale di preparazione che si è svolto a Stagnali il 20 Maggio, i ragazzi hanno trascorso una giornata tutti insieme sotto la guida di don Davide. Ci sono stati momenti di riflessione profonda sul sacramento che stavano per ricevere e ogni bambino ha potuto esprimere il proprio pensiero in un bigliettino, sono stati tutti molto carini e le loro belle riflessioni sono state portate all'offertorio il giorno della Prima Comunione. La giornata, proseguita con le prove dei canti e momenti di gioco, si è conclusa con un pranzo a cui hanno partecipato anche molti genitori. Durante la settimana di preparazione si sono svolte diverse prove, molto utili in quanto i bambini, nel giorno della Prima Comunione, sono molto emozionati ed è necessario che arrivino consapevoli e preparati al meglio perché si sentano a loro agio il più possibile. Domenica 28 Maggio finalmente è arrivato il grande giorno... La giornata è iniziata all'Istituto San Vincenzo...nei bambini e nei genitori e in noi catechiste, trasparivano ansia e felicità! Tutti scattano foto, sorridono e i bambini ci fanno mille domande... entriamo in cappella e dopo aver preso il giglio candido, iniziamo in processione il cammino verso la parrocchia. Ci accoglie il nostro parroco don Domenico e cantando con gioia facciamo ingresso con il canto ''Noi veniamo a Te''... I bambini partecipano con attenzione e grande grande emozione alla cerimonia in ogni sua parte. Hanno animato la Santa Messa con le letture, le preghiere, la bellissima processione offertoriale e i canti curati dal coro Sari Giovanni Bosco, che ringraziamo tanto. Il momento dell'Eucaristia si è svolto nel silenzio e con la giusta atmosfera di raccoglimento... ''un' emozione che non so descrivere...'' dice un bambino. Tutto è terminato con la consegna delle pergamene e dei piccoli doni per i bambini. Vogliamo sottolineare la partecipazione e la grande generosità dei genitori dei nostri bambini, non comune di questi tempi...GRAZIE DI CUORE! Grazie vogliamo dire con orgoglio ai nostri bambini, che hanno partecipato attivamente e con piacere a tutta la settimana di ringraziamento, animando le Sante Messe con le letture e con canti gioiosi...ancora AUGURI a tutti e...continuate così!!!

Le catechiste - Maria Grazia, Maria, Emilia

 

■ Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipato e solidale.

Ottima iniziativa il Convegno sul lavoro organizzato dalle due diocesi di Tempio – Ampurias e Ozieri il 3 giugno nell’Aula Magna dell’aeroporto di Olbia. Era presente Mons. Arrigo Miglio presidente dei Vescovi della Sardegna e delegato Nazionale per la Pastorale del Lavoro. Presenti anche i vescovi Mons. Sanguinetti e Mons. Corrado Melis. Il convegno era in preparazione alla 48a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà a Cagliari nei giorni 26-29 ottobre 2017. È stata raccolta la sfida lanciata con lungimiranza da Papa Francesco: collocare il lavoro al centro del nostro divenire. Il convegno si è concentrato sul tema del turismo e dei beni culturali. L’incontro si è arricchito delle relazioni di: Carlo Marcetti Docente di Economia del Turismo e Trasporti e Coordinatore lavori dell’incontro, Francesco Morandi docente universitario, Salvo Manca Consulente per lo sviluppo turistico del Consorzio Costa Smeralda, Giuseppe Zichi docente di storia, Rubens Doriano Responsabile Sovrintendenza di Sassari, Camillo Tidore docente di sociologia e altri ancora. Gli interventi hanno evidenziato i cambiamenti della società. La Sardegna ha il privilegio di vedere il turismo crescere del 30% annuo, le assunzioni del 35%, ma, purtroppo l’isola di La Maddalena è fanalino di coda con la sua riduzione demografica del 4,8% e la contrazione delle imprese del 4,1%. I relatori hanno sottolineato che il turismo in Sardegna produce lavoro al 57% dei giovani. Ha impressionato la platea la notizia che tra circa 20 anni le professioni attuali non ci saranno più, e questo deve motivarci a studiare ed organizzare la metamorfosi. Non possiamo accontentarci di proporre mare e spiagge, dobbiamo decidere quale indirizzo dare, individuare potenzialità ma anche debolezze, e soprattutto promuovere e preparare i nostri giovani alle professioni del futuro. Siamo già in ritardo, non possiamo perdere tempo, ne è la prova la fuga in massa dei nostri giovani, il motivo va individuato nella mancanza di analisi a lungo respiro: è necessario ed urgente programmare cosa possiamo e dobbiamo fare nei prossimi anni. Questo va fatto miscelando la saggezza dei “vecchi maddalenini” all’inventiva dei nostri giovani. Ottimo convegno, ed è motivo di orgoglio il constatare che la nostra Chiesa generi speranza.                                            Vincenzo La Cava

 

■ Processione e triduo alla Trinita

È iniziato giovedì 8 giugno il triduo di preghiera in preparazione alla festa della Santissima Trinità. I fedeli stanno partecipando numerosi. Il primo giorno ha predicato don Andrea ed ha animato i canti il  coro San Giovanni Paolo II, entrambi della parrocchia di Moneta. Il secondo giorno ha predicato don Paolo ed ha animato i canti il coro San Giuseppe. Il triduo è stato preceduto, mercoledì 7, dalla Messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena e dalla processione fino alla chiesa della Trinita portando la statua. Quest’anno non si è pensato al calesse trainato dal cavallo sia perché in qualche punto il cavallo aveva bisogno di aiuto ed anche perché si spaventava agli spari dei fucilieri. Durante la processione si è fatta una breve sosta ed una preghiera davanti al cimitero. Le condizioni metereologiche non erano ottimali, tirava un forte vento, ciononostante numerosi fedeli hanno partecipato. Il Comitato festeggiamenti della Santissima Trinità ringrazia la Polizia Municipale per il servizio reso durante la processione, i volontari della Protezione Civile per il trasporto della statua su un camioncino bene ornato e per la fattiva collaborazione, i Fucilieri per aver reso onore con gli spari  a salve all’inizio della processione e al suo arrivo nella chiesa della Trinita. Il Comitato alla fine della processione ha offerto un cordiale rinfresco.

Il presidente Leonardo Porcu

 

■ L'Oratorio San Domenico Savio in festa.

Domenica 4 giugno tra il verde del giardino dell'Oasi Serena, l'ingresso del parroco Don Andrea Domanski e di Don Davide Mela è stato accompagnato dal canto "Oggi è festa con te Gesù"! E riprendendo proprio questi versi Don Andrea ha così iniziato la celebrazione della S. Messa: "oggi è festa, oggi è grande festa! Prima di tutto perchè celebriamo la Pentecoste, giorno della discesa dello Spirito Santo e giorno della nascita della Chiesa, ma per la nostra comunità è anche la festa del nostro oratorio intitolato a S. Domenico Savio e vogliamo cogliere questo momento per ringraziare il Signore per tutto l'anno sociale e ringraziare tutte le persone che ne fanno parte e che con le loro molteplici attività, danno vita ad una bellissima e concreta realtà" ! Poi, durante l'omelia le parole di Don Andrea hanno catturato l'attenzione delle tante persone presenti, adulti  e ragazzi, quando parlando dello Spirito Santo e dei diversi doni che elargisce ha detto: "così come nel nostro oratorio, dove le diverse realtà se sono animate dallo stesso spirito, portano alla bellezza della diversità, come in un giardino fiorito, dove ogni pianta o fiore ha la sua caratteristica, la sua particolarità e tempi di maturazione diversi. Ma il giardino è bello quando è curato e questo succede nel nostro oratorio dove ognuno se ne prende cura, offrendo i propri carismi e la propria fede personale!" Significativo il momento dell'offertorio dove ogni gruppo ha presentato un dono simbolico: magliette, dolci, strumenti musicali, tesserine con la foto e la preghiera di S. Domenico Savio e altro ancora.

 

Al termine della Messa, che è stata animata come sempre dai canti allegri e gioiosi del coro S. Giovanni Paolo, Don Andrea ha ringraziato tutti i gruppi che fanno parte dell'oratorio: animatori, educatori sportivi, le catechiste, il coro, la banda, il gruppo teatrale, del carnevale, dei dolci e del burraco , che rendono viva la nostra comunità, segno della vitalità dello Spirito Santo che ci permette di coltivare al meglio questo nostro giardino. Don Andrea ha ringraziato Don Davide Mela per la sua presenza, segno di unità dei nostri oratori, dato che S. Domenico Savio è cresciuto con S. Giovanni Bosco ed ha precisato: "siamo inscindibilmente uniti e non potevi mancare! " Dopo aver ascoltato alcuni brani musicali eseguiti dalla banda diretta da Barbara Agnello, i piccoli allievi hanno dato una dimostrazione di ciò che stanno imparando, con un saggio individuale, ottenendo gli applausi dei presenti per la loro bravura, non lasciandosi vincere dall'emozione! La festa è proseguita con il karaoche, giochi e ...... per rinfrancare anche il corpo oltre che lo spirito, la degustazione di panini con la salsiccia e dolci a volontà!                                               Maria Vitiello

 

Complimenti Jolanda

I nostri migliori auguri a Jolanda Scarpitta per aver vinto il secondo posto nel concorso diocesano "Il prete che vorrei..." nella sezione Medie Inferiori. Tutta la Comunità gioisce per questo traguardo che fa onore all’Isola.

 

 

Bollettino interparrocchiale è consultabile online sul sito:www.santamariamaddalena.net

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 11 giugno

* Solennità della Santissima Trinità.

* Presso la chiesa della Trinita alle ore 17.00: Vespri, alle ore 17,30: Messa solenne e processione.

2) Martedì 13 giugno

* Memoria di sant’Antonio da Padova

* Ore 17,30: in biblioteca, incontro del gruppo liturgico in preparazione alla solennità del Corpus Domini.

* Dopo la Messa delle 19.00: benedizione del pane dei poveri.

3) Domenica 18 giugno

* Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

* Ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena: Messa interparrocchiale. Seguirà la processione con tre stazioni eucaristiche.

4) Sabato 1° luglio

Pellegrinaggio a Lavezzi, per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano o in sacrestia.

 

Parrocchia di Santa Maria Maddalena

I nostri pellegrinaggi estivi 2017:

 

● 01 luglio per Lavezzi con partenza dalla chiesa ore 09,45.

● 15 luglio per Razzoli con partenza dalla chiesa ore 14,15

Festa dell’Oratorio San Domenico Savio

 

● 29 luglio per Budelli con partenza dalla chiesa ore 14,30

● 15 agosto per Santa Maria con partenza dalla chiesa ore 14,45

● 26 agosto per Spargi con partenza dalla chiesa ore 09,45

● 09 settembre per S. Stefano con partenza dalla chiesa ore 14,45

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

1.       Domenica 11 giugno

Solennità della SS. Trinità, programma nel manifesto. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

2.       Mercoledì 14 e giovedì 15 giugno

Una “due giorni” dei sacerdoti della diocesi con il vescovo. Mercoledì non ci sarà la S. Messa a Moneta.

3.       Domenica 18 giugno

Solennità del Corpus Domini. La Santa Messa interparrocchiale alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena e a seguire la processione. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

 
Copyright © 2017 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.