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n° 19 Sabato 13 Maggio 2017

EDITORIALE

 Sovvenire alle necessità della Chiesa

 Come si sostiene economicamente la Chiesa cattolica italiana? Come sono retribuiti i sacerdoti? Molti fedeli non lo sanno. Ai bisogni della Chiesa non ci pensa né lo Stato né il Vaticano, bensì i fedeli. La vita della comunità ecclesiale dipende dal contributo di tutti. Due sono le forme ufficiali per sovvenire alle necessità della Chiesa: l’8xmille e le offerte liberali.

Domenica 14 maggio è la Giornata nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille. La Chiesa italiana con l’8xmille non dipende dallo Stato. Si è stabilita una forma di collaborazione tra Stato e Chiesa, rispettando la libertà del cittadino con riconoscimento da parte dello Stato della funzione anche sociale che la Chiesa riveste. Ogni anno, al momento della dichiarazione dei redditi, lo Stato mette a disposizione di tutti i contribuenti una quota pari all’8xmille dell’intero gettito dell’IRPEF per scopi “sociali o umanitari” oppure “religiosi o caritativi”. Si può destinare l’8xmille o allo Stato per attività culturali, ad esempio per i musei, oppure ad una delle Chiese presenti in Italia ad esempio quella cattolica. Ci sono anche altre Chiese o Confessioni religiose a cui si può destinare l’8xmille: quella evangelica, ortodossa, l’unione comunità ebraiche o buddiste o induiste ed altre. Si fa apponendo una semplice firma nel riquadro corrispondente della scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille. Possono farlo anche i pensionati e i lavoratori dipendenti esonerati dalla dichiarazione dei redditi. Ci si può far aiutare da uno più esperto, da un consulente o dal patronato. La firma non vale per sempre, ma si rinnova ogni anno. Chi firma non paga soldi in più, solo indica a chi indirizzare l’8xmille delle tasse già pagate da tutti. Grazie ai contributi dell’8xmille, ripartiti nelle varie diocesi, la Chiesa italiana può sostenere progetti di culto e di pastorale, come la nuova chiesa di San Michele ad Olbia e quella di Sant’Ignazio da Laconi pure ad Olbia, ma anche il piccolo contributo di 10 mila euro per la nostra chiesa della Trinita. Può fare interventi di carità come la cittadella della carità ad Olbia e l’emporio dei poveri a Tempio, il prestito della speranza e la Fondazione antiusura. Può sostenere 35 mila preti diocesani e 500 missionari impegnati nei Paesi in via di sviluppo. Anni fa ci fu un contributo per la restaurazione dell’Oasi Serena a Moneta e uno per il dormitorio delle donne presso la sede della Caritas in via Tommaso Zonza. Il denaro è un mezzo, non un fine. La Chiesa che annuncia il Vangelo è fatta di persone concrete da accogliere, spazi per pregare, bisognosi da aiutare, sacerdoti da sostenere. Se il denaro sostiene la Chiesa è per servire tutti. Sovvenire alle necessità della Chiesa è uno dei precetti del cattolico. Tutti i fedeli devono provvedere alle necessità della Chiesa in una chiave di solidarietà, proprio perché siamo famiglia.                                               D.D.

 

 

RAGGIO DI SOLE

 IL SOGNO DEL BRUCO

 “C'era una volta un piccolo bruco che strisciava risoluto con tutta la forza dei suoi minuscoli piedini in direzione del sole. Lo vide una cavalletta e, curiosa com'era, gli domandò: «Dove vai?». Senza rallentare il passo, il bruco rispose: «Ho fatto un sogno questa notte: mi trovavo in cima a quella montagna e potevo ammirare tutta la valle. Mi è piaciuto molto quello che ho visto e ho deciso di realizzarlo». «Sei impazzito? Come puoi pensare di arrivare lassù? Per te un sassolino è già un'enorme montagna, una pozzanghera un mare e un rametto una barriera insuperabile!». Il bruchetto neanche l'ascoltava, contorcendosi e strisciando continuava a marciare. Lo vide uno scarafaggio dalla lucida corazza nera: «Dove vai, bruco, così di fretta?. Ansimando per la fatica, il bruco rispose: «Ho fatto un sogno e voglio realizzarlo. Salirò su quella montagna per guardare di là il nostro mondo». Lo scarafaggio scoppiò in una grassa risata. Tutti quelli che lo incontravano, ragni, talpe, rane, fiori, perfino un topo, non facevano che ripetere lo stesso ritornello: «Lascia perdere. Non ce la farai mai !». Ma il bruco continuava. Le sue forze però diminuivano finché esausto si fermò per riposare, ma prima si costruì un rifugio per pernottare. Una specie di robusto sacco a pelo in cui si avvolse completamente. Tutti gli animaletti del bosco si radunarono per guardare la tomba di quello che consideravano l'animale più stupido del mondo, morto di fatica per realizzare un sogno sconsiderato.

Una mattina, con il sole che splendeva in modo speciale, si riunirono in tanti intorno alla tomba del bruco divenuta un monumento all'insensatezza, un ammonimento per i folli che si buttano in imprese impossibili. Improvvisamente si accorsero che quel guscio compatto si lacerava e ne emergevano due antenne e poi, piano piano, due stupende ali iridescenti attaccate al corpicino minuscolo di una farfalla che si librò in aria e spalancò le ali mostrandole in tutto il loro splendore. Tutti gli animaletti tacquero confusi. Avevano avuto torto e si sentirono molto sciocchi. Il bruco stava per realizzare facilmente il sogno per cui era vissuto, era morto ed era tornato a vivere: arrivare in cima alla montagna”.

La nostra fatica quotidiana non sarà vana e il nostro sogno, come quello del bruco, si realizzerà se custodiremo nell’anima quella vestina bianca che abbiamo indossato nel Battesimo. Come il bruco nel bozzolo, noi siamo rinati a vita nuova come figli di Dio “rivestendoci di Cristo” con la veste candida, segno della nostra nuova dignità da proteggere senza macchia per la vita eterna. Poi un giorno basterà un palpito d’ali, come la farfalla, e saremo anche noi “in cima alla montagna”.

Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Le Prime Comunioni dei bambini della parrocchia di Moneta

Una settimana speciale quella appena trascorsa per la chiesa di Moneta, infatti giovedì 4 maggio 21 bambini hanno incontrato Gesù Misericordioso nel Sacramento della riconciliazione, mentre domenica 7 maggio 26 bambini hanno partecipato per la prima volta in maniera piena alla S. Messa, ricevendo la 1°Comunione. La cerimonia si è svolta nella chiesa di S. Maria Maddalena dato che la nostra chiesa è troppo piccola per poter accogliere tanta gente. Dopo la preghiera di affidamento alla Madonna, il canto "oggi Signore nella tua casa ci hai chiamati", ha accompagnato la processione dei bambini verso l'altare, dove hanno deposto il giglio bianco, simbolo di purezza, destando tenerezza nei presenti per la loro compostezza. Sono stati poi presentati uno ad uno dalle catechiste Giorgia e Marcella, chiedendo di essere ammessi a ricevere Gesù nel Sacramento dell'Eucaristia e prima dell'omelia, essi hanno commentato i cartelloni da loro disegnati sul tema dei Sacramenti, pilastri che ci conducono a Gesù, il vero ponte che ha unito la terra e il cielo nella comunione e attraverso di essi, riceviamo la grazia di Dio. I cartelloni erano belli e colorati, quasi tutti con i ponti e con l'arcobaleno segno di alleanza e ponte tra cielo e terra. Nonostante l'emozione i bambini si sono uniti al coro S.Giovanni Paolo che animava la celebrazione e con le loro bellissime voci, hanno contribuito a rendere gioioso questo giorno così speciale. Sempre bello ed emozionante il momento di ricevere l'Eucaristia per la prima volta, non solo per i bambini ma anche per i genitori, parenti ed amici. Al termine c'è stato un lungo applauso di augurio ai bambini, ma anche per sottolineare la bellezza e la gioia della cerimonia che si è svolta con ordine e bella organizzazione. Don Andrea ha poi ringraziato i bambini invitandoli a saper mantenere il legame con il Signore coltivando la sua amicizia e a partecipare nella chiesa di Moneta alla Messa tutti i giorni nella settimana di ringraziamento per il dono ricevuto. Ha ringraziato Don Domenico per l'ospitalità, i genitori, le famiglie per la partecipazione, il coro S.Giovanni Paolo e un ringraziamento particolare non solo a Giorgia e Marcella, ma a tutte le catechiste che hanno dato il loro contributo per la buona riuscita della celebrazione e anche per l'impegno che mettono volontariamente a seguire i bambini nel catechismo.                                     Maria Vitiello

 

06 Maggio 2017 Veglia Vocazionale

Momento di grande intensità spirituale si è vissuto nella basilica mariana di Nostra Signora di Luogosanto durante la Veglia Diocesana delle Vocazioni "Alzati, va’ e non temere". Grande partecipazione di gruppi e movimenti, in un clima di adorazione, di silenzio e di preghiera. Belle le testimonianze proposte: una coppia di giovani sposi, con tre figli, (Cristiano e Valentina) che hanno testimoniato la bellezza della vita di famiglia vissuta nella semplicità e nella gioia del dono reciproco e nell'impegno ecclesiale; una giovane religiosa (Sr Stella) che ha testimoniato la bellezza e la gioia della donazione totale a Dio; di un giovane Sacerdote (Don Romolo Fenu) che ha testimoniato la grandezza e la gioia del Sacerdozio vissuto nella gioia di essere Eucaristia-Ringraziamento, nell'essere grande famiglia nella parrocchia e nell'essere "Ostia Immolata" per la salvezza dei fratelli; la novizia (Paola Canu) che ha espresso, con una danza di adorazione davanti al SS.Sacramento, la gioia di essere tutta di Gesù, di amarlo e di adorarlo vivo e presente nell'Eucaristia. Tutto alla maggior gloria di Dio!      Angela Canu

 

Festa di Santa Luisa.

Martedì 9 maggio per la Comunità dell'Istituto San Vincenzo era un giorno speciale perchè si è celebrata la festa, o meglio la Solennità di Santa Luisa De' Marillac, confondatrice con San Vincenzo De' Paoli delle Figlie della Carità. Fino a due anni fà si celebrava il 15 Marzo, (data della sua morte, avvenuta nel 1660, pochi mesi prima della morte di San Vincenzo 27 Settembre 1660). La nuova data fa riferimento alla sua beatificazione avvenuta proprio il 9 Maggio del 1920. Penso che sia stata una scelta indovinata perchè Santa Luisa era molto devota della Madonna che venerava recandosi in pellegrinaggio a Chartes dove affidò la comunità nascente alla protezione di Maria che considerava "Unica Madre della Compagnia". La figura di Santa Luisa è stata presentata ai bambini che hanno ascoltato con vivo interesse la sua storia, affascinati dalla sua bontà e carità verso i piccoli e i poveri. Guidati dalle Insegnanti hanno preparato i canti, le letture, le preghiere, i doni per i poveri. C'è stata una gara di generosità e di condivisione. Sicuramente Santa Luisa, dal cielo, avrà sorriso compiaciuta e avrà esclamato come usava dire San Vincenzo: «Che bel quadro Figlie mie!». La celebrazione della Messa è stata festosa, animata dai canti e dal cinguettio dei piccoli della scuola dell'Infanzia. Il celebrante, Don Davide, è stato eccezionale nel coinvolgere i bambini, catturando la loro attenzione coinvolgendoli attivamente nell'omelia e nei vari momenti della celebrazione, rendendoli protagonisti ed entusiasti.

La testimonianza e l'esempio di carità della nostra Santa Fondatrice è uno stimolo per noi tutti, che operiamo nell'Istituto San Vincenzo, al servizio dei piccoli, dei poveri, dei giovani, delle famiglie, ad accogliere l'eredità spirituale che ci ha lasciato, mantenendo viva la fiamma della carità, per trasmetterla alle nuove generazioni.

La Comunità educante dell'Istituto San Vincenzo

 

 

■ La famiglia di profughi siriani partita in Germania.

I profughi siriani, mamma con quattro figli, accolti dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena attraverso i corridoi umanitari organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, si trovano attualmente in Germania. Erano partiti a Torino per cinque giorni a visitare dei parenti ma con la speranza di poter raggiungere il capo famiglia e un altro figlio da oltre due anni profughi in Germania. Il loro progetto, presente fin dall’arrivo a La Maddalena, si è potuto realizzare prima del previsto. Essi avevano fatto tutti i passaggi legali dal permesso di soggiorno allo stato di rifugiato; per questo erano stati accompagnati alla Questura di Sassari e poi a Cagliari. Dalla Germania hanno mandato numerosi messaggi con foto ringraziando i tanti collaboratori della Caritas che sono stati loro vicini in questi due mesi, aiutandoli in tanti modi: sistemazione della casa, aiuto economico, inserimento nella scuola, cure mediche, viaggi, lavoro di interpreti. Sperano una volta sistemati, e con un po’ di soldi, di poter tornare a La Maddalena per ringraziare di persona.

 

■ Placebo - a cura del Gruppo Socio Politico Cristiano

Con orgoglio, ricordo come era il Mio Ospedale, con Prof. Milani che quotidianamente lo arricchiva di servizi, prestazioni, specializzazioni… che altri Presidi non avevano ( e continuano a non avere).

Un Ospedale con Sanitari, infermieri ed operatori eccellenti, in una struttura dotata di strumentazione moderna.

Per decenni l’ho visto ingrandirsi ed inorgoglirsi, ed i  Maddalenini andavano verso altri Ospedali solo per curare patologie medio alte.

Ora ho pochi capelli e bianchi…proprio come il mio Ospedale, sono in pensione…proprio come il mio Ospedale, e non vedo a breve distanza un futuro che possa dare sicurezza a quest’Isola martoriata.

Da un decennio, qualcuno le ha lanciato l’anatema; ho urlato alla luna quando la precedente Amministrazione ha incomprensibilmente concordato la chiusura della chirurgia e lo smantellamento della RSA, aprendo sfrontatamente una falla che tutti sapevamo avrebbe affondato il nostro Ospedale e con esso il nostro Paese. 

Poi, finalmente quell’Amministrazione si è nebulizzata ed io, convinto di respirare aria nuova ho riposto nella nuova tutte le mie…..stupide speranze.

Ma perché l’Amministrazione non reagisce? La risposta è semplice, perché la statura non gli permette di farlo.

Ormai si sono abituati ai tagli, lo hanno fatto con l’Ex Arsenale e Ospedale Militare, con i trasporti, con il teatro lirico, con Abbanoa…e mille altre cose.

L’ultima vigliaccata (che ha visto le nostre figlie esporre le loro nudità come arma di dignità), l’ha decretata la ASL di Olbia, che per anni ha impedito ai ginecologi di lavorare, ed ora, a dispregio di quanto previsto dalle leggi che tutelano l’Insularità le ha chiuso il Punto Nascite, negando la minima garanzia alle madri ed a nascituri.

Questo provvedimento illecito ha la potenza di chiudere l’Ospedale, perché sotterra la Pediatria, l’Ostetricia e Ginecologia, lasciando così un meraviglioso scatolone che diventa vivaio di professionisti da utilizzare a piacimento ad Olbia o chissà dove.

Con spudorata arroganza, questi signori lasciano vite umane alla mercè della Provvidenza!

E così, l’Isola che era motivo di nostro orgoglio diventa orrore! Ed ancora si tentenna su come uscirne pur sapendo che questa situazione non vuole sorrisi, o tentennamenti! Esige una politica motivata e dotata.                        Vincenzo La Cava

 

 

 Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 14 maggio

* Ore 17.30: Prime confessioni.

 

2) Lunedì 15 maggio

* Solennità di san Simplicio, vescovo e martire, compatrono della Diocesi.

 

3) Mercoledì 17 maggio

* Memoria della beata Antonia Mesina, vergine e martire sarda.

* Anniversario dell’ordinazione episcopale del nostro vescovo Mons. Sebastiano Sanguinetti.

 

4) Sabato 20 maggio

Ritiro dei bambini della Prima Comunione.

 

5) Domenica 28 maggio

Prime Comunioni alle ore 11,00.

 

6) È iniziato il corso di preparazione al Matrimonio. Gli interessati contattino la segreteria della parrocchia.

 
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