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Scritto da Administrator   

n° 5 Sabato 4 Febbraio 2017

EDITORIALE

 SVEGLIARE LA COMUNITÀ

 Il 2 febbraio ricorre la festa della Presentazione del Signore. Gesù, quaranta giorni dopo la nascita, è presentato al tempio di Gerusalemme da Maria e Giuseppe, secondo la legge di Mosè. La presentazione del primogenito significava offerta, consacrazione a Dio. In un certo modo è annunciata l’offerta che Gesù farà della sua vita e che culminerà sulla croce. Questo spiega perché la Chiesa, nella festa della Presentazione del Signore, celebra la Giornata della Vita consacrata. Consacrati sono detti quelli che offrono al Signore la loro vita con i voti di povertà, castità e obbedienza. Sono frati, suore ma anche persone che vivono nel mondo praticando i consigli evangelici. La parrocchia di Santa Maria Maddalena è una delle poche nella diocesi in cui c’è una comunità di consacrate, le suore Figlie della Carità, presenti nell’Isola da circa 120 anni. Questo richiede che la festa della Presentazione del Signore sia più solenne, più partecipata dai grandi e dai piccoli. La celebrazione è iniziata presso la statua di San Pio con la benedizione delle candele e la processione verso la chiesa acclamando Cristo vera luce, gloria e onore delle genti. Al primo banco c’erano le sei suore con in mano una candela più grande ornata da una rosa bianca. Quelle candele, su sei candelieri, sono rimaste accese per tutte la Messa davanti al presbiterio a ricordare la Giornata della Vita consacrata e invitare alla preghiera di ringraziamento e di sostegno per le nostre suore. Il Parroco, durante l’omelia, ha citato una frase di Papa Francesco: “I consacrati svegliano il mondo”. In un mondo dove cresce il numero dei “pagani battezzati” la vita consacrata forte, fortifica tutta la Chiesa, la vita consacrata debole, indebolisce tutta la Chiesa. Le nostre suore, poche rispetto al passato, e avanti negli anni, devono svegliare la nostra comunità irradiando gioia e speranza, perché l’amore di Cristo le possiede. Svegliano la nostra comunità alimentando la fraternità con l’ascolto della Parola di Dio e con la partecipazione ai sacramenti specialmente dell’Eucaristia e della Riconciliazione, vivendo in semplicità e povertà, privilegiando nella loro missione i poveri e le periferie esistenziali, dialogando con sincerità e condividendo le responsabilità. Esse svegliano la nostra comunità perché ci distolgono dai miraggi del mondo, ci riportano all’essenziale: Cristo salvatore. Ci dicono, con la loro vita, che seguire Lui fa fiorire la pace, la sincerità, la fraternità, lo spirito di servizio, l’attenzione agli ultimi. Una vita comunitaria intensa favorisce l’evangelizzazione e la pastorale vocazionale. Diciamo grazie, ha concluso il Parroco, alle nostre suore perché ci sono e per quello che fanno nell’Istituto, in parrocchia e nella Città. Preghiamo perché il Signore le benedica col dono di nuove vocazioni. 

          D.D.

 

 RAGGI DI SOLE

 LA PARTE PIÙ IMPORTANTE

Quando ero ragazzina, mia madre mi chiese quale fosse la parte più importante del corpo. Mi piaceva moltissimo ascoltare musica, come ai miei amici del resto, e pensai che l'udito fosse molto importante per gli esseri umani e risposi: «Le orecchie». «No» disse mia madre. «Alcune persone sono sorde eppure vivono felicemente».  Dopo qualche tempo, mia madre mi rifece la stessa domanda: «Qual è la parte più importante del corpo umano?». Io intanto ci avevo pensato e credevo di avere la risposta giusta. «Vedere è meraviglioso e molto importante per tutti, quindi devono essere gli occhi». Lei mi guardò e disse: «Anche questa volta non è la risposta giusta. Molti, infatti, sono ciechi e se la cavano benissimo». Pensavo che fosse solo una specie di gioco tra me e mia madre. Un giorno, tristissimo per me, morì il mio caro nonnino che amavo tantissimo. Ero distrutta dal dolore. Quel giorno mia madre mi strinse a se e mi fece appoggiare la testa sulla sua spalla, accarezzandomi il viso bagnato di lacrime. «Oggi è il giorno giusto – mi disse – perché tu possa capire la risposta alla domanda». Quella volta scoprii quale fosse la parte più importante del mio corpo. Perché, in quel momento così doloroso, avevo trovato dove poggiare il capo per avere ristoro. Sulle nostre spalle possono appoggiare la testa gli amici e le persone care quando piangono. Tutti abbiamo bisogno di una spalla su cui riposare e trovare conforto in qualche situazione penosa della nostra vita. E sulla nostra spalla Dio poggia la sua mano forte e soave perché anche noi facciamo altrettanto per consolare i cuori affranti dei nostri fratelli più deboli.           

              Don Paolo Piras   

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Festa del Santo Bambino Gesù di Praga Domenica 29 gennaio si è celebrata nella Chiesa del quartiere di Due Strade la Festa del Santo Bambino Gesù di Praga alla presenza di numerosi fedeli devoti. La Santa Messa è stata officiata da Don Domenico che nell'omelia ha ricordato come nella nostra chiesa si manifesta tutta la devozione carmelitana al Santo Bambino di Praga anche per la presenza della statua di Santa Teresa del Bambino Gesù. La storia di questa particolare statua di cera comincia nel sud della Spagna, come opera di uno scultore sconosciuto; da qui la statua del Bambino Gesù nel 1605 prese la via della Boemia e fu portata a Praga donata alla principessa Alfonsina. Questa statua destò  tanta devozione da parte dei Carmelitani per opera sopratutto di Padre Cirillo,  accompagnata da tante grazie ricevute che contribuirono alla diffusione della devozione al Santo Bambino, che raggiunse in breve tempo anche le terre piu’ lontane: Spagna, America del Sud, Italia, Filippine. Questa chiesa in onore del Santo Bambino di Praga è stata costruita nel 1933. Noi siamo invitati a meditare come Maria il Mistero di Gesù, ha sottolineato Don Domenico e il vangelo ci dice che un ragazzo andava a Gerusalemme con i suoi perchè all'età di 12 anni si entra nella comunità e li si intrattiene con i dottori della Legge, stupiti della sua intelligenza e delle sue risposte; e dopo tre giorni ai genitori che angosciati lo cercavano risponde "non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Lui è figlio di Dio. In lui c'è umiltà e divinità, c'è la piccolezza e c'è la grandezza. Cosi aveva profetizzato il Profeta Isaia "Un bambino è nato per noi, un bambino ci è stato donato, adoriamolo". Cosi è la scritta dietro l'altare "Parvulus filius natus est nobis, venite adoremus eum". Un bambino che porta la pace e la libertà del popolo oppresso, amabile consigliere, Principe della pace. Un bambino piccolo ma con i segni della regalità; anche la statua rivela il Mistero di Cristo, ha una corona sulla testa, un vestito regale rosso per ricordare il sangue versato, ha nella mano il mondo e con l'altra benedice. Lui ci insegna ad essere umili, piccoli "se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli" e lasciate che i bambini vengano a me perchè di essi è il regno dei cieli. Noi con il battesimo siamo stati unti re col sacro crisma, anche noi siamo figli di Dio. Noi siamo piccoli, peccatori ma noi siamo signori dei nostri sensi, dei nostri pensieri che delle volte sono superbia, invidia scoraggiamento, signori non schiavi, signori del lavoro non schiavi; ecco come possiamo esercitare la nostra partecipazione alla Chiesa. Hanno cantato insieme il Coro del Bambino Gesù di Praga ed il coro di Santa Cecilia. La festa del Bambino Gesù con il triduo e la processione quest'anno si farà il 30 di aprile per ricordare l'anniversario dell’inaugurazione della Chiesa.                                   

  Antonio Impagliazzo

 

Festa all’Oratorio San Giovanni Bosco

“Padre, maestro ed amico, noi giovani del mondo guardiamo ancora a te. Apri il nostro cuore a Cristo, sostieni il nostro impegno in questa società…”. Con queste parole, martedì, 31 gennaio, presso i locali dell’oratorio di via Trinità, un’assemblea festosa di bambini giovani e adulti ha accolto il parroco don Domenico Degortes e il Vicario don Davide Mela, che hanno celebrato la S. Eucarestia in onore del Patrono dello stesso oratorio, S.Giovanni Bosco. Erano presenti il Coro “S.Giovanni Bosco” e il Parroco dell’oratorio “S.Domenico Savio” di Moneta. Una festa tutta “Salesiana” all’insegna della gioia e dell’unità, quella gioia che don Bosco raccomandava sempre ai suoi ragazzi: “Noi facciamo consistere la Santità nello stare sempre allegri e fare sempre e bene il nostro dovere” e ancora “La gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l’amore”.

Durante l’omelia don Davide, che tanto si è adoperato per la riuscita di questa festa, nel presentare la figura del Santo ha sottolineato, rivolgendosi ai fedeli più giovani ma anche ai meno giovani, la tenacia del piccolo Giovannino Bosco nel portare avanti le sue scelte. “Accoglienza” era il suo motto e, seguendo la sua speciale chiamata, ancora oggi continua ad accogliere soprattutto i più giovani, assicurando a tutti che “nessuno è orfano su questa Terra perché tutti abbiamo un Padre nel cielo”. Con questa certezza lui viveva con gli orfani della Torino della seconda metà del 1800, facendogli sperimentare come Dio è Padre. Tutto doveva portare a Dio, all’Eucarestia e alla Riconciliazione. “Ricordatevi, che ogni cristiano è tenuto di mostrarsi propositivo verso il prossimo, e che nessuna predica è più vera del buon esempio” diceva ancora don Bosco ed è ciò che ha raccomandato don Davide agli adulti presenti: impegno e testimonianza al servizio dei ragazzi della nostra comunità. Al termine della S. Messa è stato scoperto il quadro realizzato e donato all’Oratorio da Gianfranco Pastorelli, alla presenza dello stesso autore e di alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale. Presenti anche alcuni rappresentanti del Comitato uscente Classe 1966 che hanno generosamente offerto un loro contributo per la realizzazione dei futuri progetti dell’Oratorio. Come ogni festa che si rispetti, il tutto si è concluso con un piccolo rinfresco in un clima di fraterna condivisione.

                     Simona Ronchi

 

■ Il “miracolo” di santa Maria Maddalena

Tra qualche settimana ricorre l’anniversario della battaglia del febbraio 1793 a La Maddalena contro i Francesi. Da una indagine storica durata parecchi mesi e dalla documentazione ritrovata abbiamo la possibilità di conoscere alcuni particolari non di poco conto, di quei giorni. Gli isolani, minacciati dalla flotta francese che aveva occupato l’isola di Santo Stefano, non solo organizzarono la difesa, guidati dal Maggiore Riccio, ma insieme chiesero l’aiuto al Cristo e l’intercessione della Santa Patrona per essere liberati dal pericolo. Con una cerimonia fatta in chiesa invocarono la protezione della Santa perché niente portava a sperare che la battaglia si risolvesse a favore degli isolani. Lo stendardo che i combattenti innalzarono sul fronte S.Andrea esprime bene i sentimenti religiosi della popolazione. Rappresenta Maria Maddalena, abbracciata supplichevole alla croce a protezione del borgo di La Maddalena, e la scritta: “Per Dio e per il Re vincere o morire.” La ritirata della flotta francese fu considerata un “miracolo”, una grazia ricevuta per intercessione della Santa. Quello stendardo, come ex-voto, fu offerto alla chiesa di Santa Maria Maddalena, e a causa dei lavori per la nuova chiesa, fu custodito dalla famiglia Millelire. Questa, in tempi recenti, ne fece dono al Comune e attualmente si può ammirare nel salone comunale. Sorprende che la supplica a Santa Maria Maddalena e la grazia ricevuta, siano passati sotto silenzio e si ricordi solo l’ardimento del Millelire e dei suoi compagni. Anche Cagliari in quello stesso periodo fu minacciata dalla flotta francese. Unanime fu la richiesta dei Cagliaritani al loro patrono S. Efisio di aiutarli contro gli invasori. Per  grazia ricevuta, ogni anno essi ricordano l’avvenimento della vittoria, portando la statua del Santo in pellegrinaggio fino al duomo, dove si celebra una Messa di ringraziamento. Perché no anche a La Maddalena?  

    Antonio Remigio Pengo

 

■ Passaggio di consegne

Domenica 5 febbraio, dopo la S. Messa delle ore 18, nella parrocchia di S. Maria Maddalena avverrà il passaggio di consegne tra i Comitati Festeggiamenti S. Maria Maddalena “Classe 1966” (uscente) e “Classe 1967” (accettante).

Al termine della celebrazione, intorno alle ore 20:00, presso il nuovo Oratorio S. Giovanni Bosco (zona Liceo Classico-Ospedale “P. Merlo”) avremo piacere di salutare e ringraziare, con un momento di convivialità, tutti coloro che durante questo nostro mandato ci hanno incoraggiato e sostenuto. È gradita la partecipazione. 

Gianni Deriu

 Calcio C.S.I

Sfortunata la gara della seconda giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio del Centro Sportivo Italiano della squadra Santo Stefano ad Olbia, contro la squadra La Salette, in quanto dopo aver raggiunto il pareggio su una rete ad una ed aver avuto diverse occasioni per andare in vantaggio non sfruttate, al novantesimo un rimpallo favorevole agli avversari ha permesso loro di segnare il secondo gol e quindi aggiudicarsi i tre punti della gara. La sconfitta comunque non pregiudica il quarto posto in classifica. Sabato 4 febbraio alle ore 15 il Santo Stefano al Campo Sportivo Il Delfino incontre la squadra di Monti che nella gara di andata, a casa sua, è stata superata per due reti a zero.    

    Tore D’Apice

 

 

Avvisi

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

 1) Domenica 5 febbraio

 

* Giornata per la vita.

 

* Ore 18.00: santa Messa e passaggio di consegne dal Comitato Festeggiamenti classe ’66 a quello della classe ’67.

 

2) Sabato 11 febbraio

 

* Memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes.

 

* Giornata del Malato.

 

* Ore 16.00: santa Messa nella chiesa della Trinita.

 

3) Domenica 12 febbraio

 

Ore 18.00: santa Messa per i malati celebrata da Mons. Sanguinetti con visita ai malati dell’ospedale e della Comunità alloggio Padre Salvatore Vico a Moneta. Non ci sarà la Messa delle 17.00 alla Sacra Famiglia. Si raccomanda di accompagnare in chiesa per la Messa i malati che possono uscire. A quelli tra loro che lo desiderano il Vescovo impartirà il sacramento dell’Unzione degli infermi.

 

4) Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Bonifacio ed  Ajaccio per la festa della Madonnuccia. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al numero: 3491534378.

 

5) Dal 2 al 9 maggio pellegrinaggio parrocchiale a S.Giovanni Rotondo e Roma. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

 

 

Avvisi

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

 1. Sabato 11 febbraio

 

La Caritas di Moneta partecipa nella raccolta dei farmaci per il Banco Farmaceutico presso la farmacia Maddalena di Due Strade.

 

2. Domenica 12 febbraio

 

La celebrazione della Giornata del Malato in occasione della memoria della Madonna di Lourdes. La Santa Messa presieduta da Mons. Sanguinetti alle ore 18.00 nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

 

3. Da questa settimana ogni lunedì e mercoledì dalle ore 17.00 alle 18.30 nel nostro oratorio ci sarà attività di gioco libero sia all’esterno che all’interno (giochi di società, biliardino, calcetto, basket….).

 

 
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