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Scritto da Administrator   

n° 50 Sabato 10 Dicembre 2016

GESÙ È IL SEME DEL REGNO DI DIO

SAN-GIOVANNI-BATTISTALa condizione per entrare a far parte del regno di Dio è compiere un cambiamento nella nostra vita, cioè convertirci, convertirci ogni giorno, un passo avanti ogni giorno… Si tratta di lasciare le strade, comode ma fuorvianti, degli idoli di questo mondo: il successo a tutti i costi, il potere a scapito dei più deboli, la sete di ricchezze, il piacere a qualsiasi prezzo. E di aprire invece la strada al Signore che viene: Egli non toglie la nostra libertà, ma ci dona la vera felicità. Con la nascita di Gesù a Betlemme, è Dio stesso che prende dimora in mezzo a noi per liberarci dall’egoismo, dal peccato e dalla corruzione, da questi atteggiamenti che sono del diavolo: cercare il successo a tutti i costi; cercare il potere a scapito dei più deboli; avere la sete di ricchezze e cercare il piacere a qualsiasi prezzo. Il Natale è un giorno di grande gioia anche esteriore, ma è soprattutto un avvenimento religioso per cui è necessaria una preparazione spirituale. In questo tempo di Avvento, lasciamoci guidare dall’esortazione del Battista: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!», ci dice. Noi prepariamo la via del Signore e raddrizziamo i suoi sentieri, quando esaminiamo la nostra coscienza, quando scrutiamo i nostri atteggiamenti, per cacciare via questi atteggiamenti peccaminosi che ho menzionato, che non sono da Dio: il successo a tutti i costi; il potere a scapito dei più deboli; la sete di ricchezze; il piacere a qualsiasi prezzo. Ci aiuti la Vergine Maria a prepararci all’incontro con questo Amore-sempre-più-grande, che è quello che porta Gesù, e che nella notte di Natale si è fatto piccolo piccolo, come un seme caduto nella terra. E Gesù è questo seme: il seme del Regno di Dio.

(Angelus - Domenica, 4 dicembre 2016) 

 

 CRISTO CI CAMBIA DA DENTRO

Commentando il brano evangelico della guarigione del paralitico, il Papa ha detto: «Gesù faceva vedere una strada di cambiamento alla gente e per questo la gente lo seguiva. Ma non lo seguiva perché era di attualità: lo seguiva perché il messaggio di Gesù arrivava al cuore. Questa trasformazione non era soltanto un cambiamento dal brutto al bello, dal cattivo al buono: Gesù ha fatto una trasformazione. Non è un problema di far bello, non è un problema di maquillage, di trucco: ha cambiato tutto da dentro, ha cambiato con una ri-creazione: Dio aveva creato il mondo; l’uomo è caduto in peccato; viene Gesù a ri-creare il mondo. E questo è il messaggio, il messaggio del Vangelo che si vede chiaro: prima di guarire quell’uomo, Gesù perdona i suoi peccati. Va lì, alla ri-creazione, ri-crea quell’uomo da peccatore in giusto: lo ri-crea come giusto. Lo fa nuovo, totalmente nuovo.

Ma la trasformazione di cui è capace Gesù, richiede da parte nostra la volontà di lasciarsi trasformare. Non bastano «due paroline» in confessione, che rischiano di essere soltanto «due pennellate di vernice». No – dice il Papa -. I miei peccati, con nome e cognome: io ho fatto questo, questo, questo, e mi vergogno dentro il cuore». E apro il cuore: “Signore, l’unico che ho, ri-creami, ri-creami!”». Insomma «andare al fondo dei nostri peccati e poi darli al Signore, perché lui li cancelli e ci aiuti ad andare avanti con fede», così come fece «un santo, studioso della Bibbia». Il Santo, parlando col Signore diceva: “Sei contento,

Signore?” — “No!” — “Ma ti ho dato tutto!” — “No, manca qualcosa”. Allora il povero uomo faceva un’altra penitenza, un’altra preghiera, un’altra veglia: “Ti ho dato questo, Signore, va bene?” — “No, manca qualcosa…” — “Ma cosa manca, Signore?” — “Mancano i tuoi peccati, dammi i tuoi peccati!”». Un aneddoto per spiegare, che, oggi, il Signore chiede a noi: “Coraggio, dammi i tuoi peccati e io ti farò un uomo nuovo e una donna nuova”». Che il Signore ci dia fede per credere a questo».

(Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae Lunedì, 5 dicembre 2016)

 

 

LA SPERANZA CRISTIANA NON DELUDE

MANI-CROCIFISSO Iniziamo oggi una nuova serie di catechesi, sul tema della speranza cristiana. E’ molto importante, perché la speranza non delude. L’ottimismo delude, la speranza no! Ne abbiamo tanto bisogno, in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli. Ci vuole la speranza! Ci sentiamo smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire. Ma non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni, perché Dio con il suo amore cammina con noi. “Io spero, perché Dio è accanto a me”: questo possiamo dirlo tutti noi. Ognuno di noi può dire: “Io spero, ho speranza, perché Dio cammina con me”. Cammina e mi porta per mano. Dio non ci lascia soli. Il Signore Gesù ha vinto il male e ci ha aperto la strada della vita. E allora, in particolare in questo tempo di Avvento, che è il tempo dell’attesa, in cui ci prepariamo ad accogliere ancora una volta il mistero consolante dell’Incarnazione e la luce del Natale, è importante riflettere sulla speranza. Lasciamoci insegnare dal Signore cosa vuol dire sperare. Quando noi siamo nel buio, nelle difficoltà non viene il sorriso, ed è proprio la speranza che ci insegna a sorridere per trovare quella strada che conduce a Dio. Una delle prime cose che accadano alle persone che si staccano da Dio è che sono persone senza sorriso. Forse sono capaci di fare una grande risata, ne fanno una dietro l’altra, una battuta, una risata … ma manca il sorriso! Il sorriso lo dà soltanto la speranza: è il sorriso della speranza di trovare Dio. La vita è spesso un deserto, è difficile camminare dentro la vita, ma se ci affidiamo a Dio può diventare bella e larga come un’autostrada. Basta non perdere mai la speranza, basta continuare a credere, sempre, nonostante tutto.

Quando noi ci troviamo davanti ad un bambino, forse possiamo avere tanti problemi e tante difficoltà, ma ci viene da dentro il sorriso, perché ci troviamo davanti alla speranza: un bambino è una speranza! E così dobbiamo saper vedere nella vita il cammino della speranza che ci porta a trovare Dio, Dio che si è fatto Bambino per noi. E ci farà sorridere, ci darà tutto! Lasciamoci insegnare la speranza. Attendiamo fiduciosi la venuta del Signore, e qualunque sia il deserto delle nostre vite - ognuno sa in quale deserto cammina - diventerà un giardino fiorito. La speranza non delude!

(Udienza Generale - Mercoledì 07/12/2016)

 
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