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n° 15 Sabato 9 Aprile 2016

 

EDITORIALE

 

 Don Antonello, prete moderno

 

 

DON-ANTONELLO-TUMINELLOPrete della strada, lo ha definito Mons. Sanguinetti, durante la Messa dei funerali, in senso positivo, perché proiettato ad avvicinare quanti non frequentano il tempio, avvicinare “le periferie”, come dice papa Francesco. Aveva le qualità per farlo. Diventato prete quasi a sessanta anni, prima aveva fatto esperienze in tanti settori: nel turismo, con la realizzazione di un villaggio turistico nel Cagliaritano, nell’amministrazione come direttore di auto-grill nell’Italia meridionale, nell’Enel in Sardegna, come sindacalista CISL, come direttore di una società che provvedeva alle mense scolastiche nel Nord Sardegna. Tutte queste esperienze, non comuni in un prete, lo facevano più vicino alla gente. Aveva inoltre molti interessi: lo studio e la lettura (aggiornato sulle ultime pubblicazioni), internet, arte, musica, cucina, mare (aveva la patente nautica). Era molto contento di insegnare all’Istituto Nautico ed aveva instaurato un bel rapporto con gli studenti. Era orgoglioso di essere stato nominato cappellano della Marina e svolgeva questo compito nella Scuola Sottufficiali, nella parrocchia militare e nelle celebrazioni della Marina nel Nord Sardegna. Tutto questo spiega la grande partecipazione della gente ai suoi funerali, come anche alle due veglie di preghiera. Ha presieduto la celebrazione il vescovo Mons. Sanguinetti con una quarantina di preti della diocesi. Era presente il sindaco Luca Montella con la fascia tricolore. L’Ordinario Militare Mons. Santo Marcianò ha mandato come suo rappresentante il cappellano padre Mariano. Anche Mons. Atzei, Mons. Meloni e Mons. Negri hanno inviato un messaggio di partecipazione. Hanno partecipato in massa gli studenti del Nautico con il loro Dirigente scolastico Bianca Maria Morgi, i crocieristi indossavano le tute che avevano in navigazione. Ha partecipato in modo ufficiale la Marina con la presenza del Comandante delle Scuole Roberto Fazio e della Capitaneria Leonardo Deri, amici personali di don Tumminello. I marinai hanno reso onore al loro “cappellano” col picchetto. Ha animato i canti il coro S. Cecilia, il coro della Madonna della Medaglia Miracolosa, e alla fine anche la banda Giuseppe Garibaldi. Tutto questo dice la stima di molti, anche dei commercianti, nei confronti di don Antonello. I suoi familiari, quattro sorelle con le famiglie, hanno apprezzato molto la manifestazione di affetto e di stima nei confronti di don Antonello da parte della Comunità maddalenina. Ha toccato i sentimenti di tutti la sua partecipazione alla crociera di istruzione con gli studenti del Nautico. Sebbene negli ultimi giorni si sentisse male, non voleva deludere “i suoi ragazzi”, ha resistito, ma quando si è ricorsi alle cure mediche e lo si è trasportato in elicottero da Bonifacio ad Ajaccio, non c’è stato nulla da fare per rimediare l’infarto intestinale che lo aveva colpito. Nessuno immaginava che quel viaggio fosse per lui anche il viaggio per la vita eterna. Era preparato. Il cappellano dell’ospedale di Ajaccio, che gli ha amministrato il sacramento dell’Unzione, ha detto che don Antonello, durante il rito si sforzava di ripetere le parole del Padre nostro. Sebbene fosse prete solo da quasi tre anni, da molti anni si era donato totalmente al Signore con i voti di povertà, castità e obbedienza nella fraternità Memores Domini fondata da don Giussani e legata al movimento Comunione e Liberazione. Anche la decisione della sepoltura a La Maddalena, condivisa dai familiari, dice l’attaccamento di don Antonello alla comunità maddalenina che considerava la sua “casa”, la sua famiglia.

 

 

TESTIMONIANZE SU DON ANTONELLO

 

● La famiglia di Antonello, pur nella tristezza e nel dolore di questo momento, ci tiene a ringraziare la Comunità di La Maddalena, così come quella di Olbia, in tutte le loro accezioni, per la semplicità, l’affetto, l’amore e l’entusiasmo con cui lo hanno accettato fin dal suo arrivo, facendolo sentire da subito a casa sua in quello che, parlando con noi, definiva: “il mio paradiso terrestre”. Abbiamo capito solo in occasione della cerimonia per la sua investitura sacerdotale, cosa intendesse lui per “casa mia” e “mio paradiso terrestre”, vedendo la partecipazione alla cerimonia, l’entusiasmo dei presenti, il prodigarsi disinteressato di tutti e, per quelli di noi che per la prima volta prendevano quel traghetto, il bello che circondava il vostro mondo rendendolo unico. Riteniamo che lui si sia sentito in dovere di ricambiare tanto affetto con quello che sapeva fare meglio, profondere quelle energie che voi meritate, non solo nell’espletamento dei suoi doveri di padre spirituale, ma anche nell’organizzazione di iniziative ed attività collaterali, come quella di aggregare i giovani, l’insegnamento e l’incarico di Cappellano della Marina Militare, che è anch’essa parte integrante e fondamentale della vostra Comunità. Il saperlo, se pur lontano, a “casa sua” alleviava il nostro rammarico per non averlo più vicino, non poterlo vedere più spesso, soprattutto nelle feste comandate che, per tradizione familiare abbiamo sempre vissuto insieme, in famiglia; ma in effetti lui tra voi era “in famiglia”. Lui rimarrà qui come sicuramente desiderava abbracciato ed ancora “coccolato” da voi, facendo sentire noi un poco più vicini al vostro e suo “Paradiso Terrestre” ora che lui, pensiamo senza voler essere presuntuosi, sta cominciando a conoscere un altro Paradiso, ben più importante dal quale continuerà a proteggere le sue due famiglie, la vostra e la nostra. Grazie ancora a tutti voi, sia di Olbia che di La Maddalena per quello che avete fatto per il nostro, ma anche vostro, Antonello in questi anni.   

 

                                                   I familiari

 

 

● Don, sei sempre stato tra di noi e fino all’ultimo sei voluto restare con noi, e noi sino all’ultimo siamo rimasti con te. In questo momento preferiremmo essere in barca con te ad ascoltarti mentre suonavi la tua chitarra e ci accompagnavi con il tuo meraviglioso tono di voce, quando noi cantavamo stonando da non poterci ascoltare, invece ci troviamo qui a salutarci. È difficile esprimere a parole ciò che stiamo provando in questo momento, tu non eri un semplice don, non eri un semplice professore, tu eri molto di più… eri un maestro di vita…. Le tue lezioni non erano solo di religione, ma a noi giungevano come lezioni di vita, sentiremo la tua mancanza. Le tue ultime parole sono state “non voglio abbandonare i miei ragazzi” e noi ora ti diciamo che non ti abbandoniamo. Resterai per sempre vivo nei nostri cuori. Grazie Don, grazie Prof, grazie Amico.

 

I ragazzi dell’Istituto Nautico

 

RAGGI DI SOLE

 

LA CAMICIA DELLA FELICITÀ

 

GUERRIERI-09042916Lev Tolstoj racconta che: “C’era una volta un re malato di malinconia: diceva d’avere già i piedi nella fossa, chiedeva aiuto, e prometteva metà del suo regno a chi gli avesse portato la felicità. Tutti i cortigiani erano in riunione notte e giorno, ma il rimedio non riuscivano a trovarlo. Fu chiamato anche il Vecchio della Montagna, il quale dichiarò: «Trovate un uomo felice. Toglietegli la camicia, infilatela al re, e il re troverà subito la felicità». Immediatamente partirono cercatori per ogni parte del regno. Fu suonata la tromba nelle città, nei paesi e nei villaggi, ma gli esseri felici non si fecero innanzi. Chi era povero in canna e soffriva d’astinenza, chi era ricco e sospirava per mal di denti o mal di ventre, chi aveva la moglie bisbetica e la suocera in convulsione, chi la stalla appestata, chi il pollaio in rovina... I cercatori tornarono tutti alla Corte, avviliti e delusi. Una sera il figlio del re uscì a passeggio e, davanti ad una capanna, che aveva il tetto di foglie e di fango, udì una voce sommessa: «Ti ringrazio, buon Dio! Ho lavorato, ho sudato, ho mangiato di buon appetito, ed ora mi riposerò tranquillo su questo letto di foglie. Grazie. Sono proprio felice!». Felice? Dunque c’era un uomo felice! Il giovane principe volò a palazzo. Chiamò le guardie e ordinò di andare a prendere immediatamente la camicia di quell’uomo felice. «Dategli quanto denaro vuole... Fatelo barone, conte, duca... principe, ma ceda la sua camicia». Corsero le guardie alla povera capanna. Offrirono al boscaiolo una fortuna. Macché! L’uomo felice era così povero che… non aveva neanche la camicia”. Scrive Robert Hamerling che “la felicità consiste così poco nelle cose, che forse esiste meglio senza di esse, e colui al quale le cose sono diventate indifferenti, è forse più vicino al segreto della felicità”. E ascoltiamo il suggerimento di san Giovanni Bosco: “ Se vuoi essere felice sii con Dio come un uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare, perché sa di avere le ali”. E le ali della felicità sono la Fede e la Speranza, animate dalla Carità.

Don Paolo Piras

 

 

 

FATTI DELLE ULTIME SETTIMANE

 

 ■ 11° Anniversario della morte di S. Giovanni Paolo II

 

GIAVONNI-PAOLO-II-09042016Non poteva certo passare inosservato l’11° anniversario della morte di S. Giovanni Paolo II proprio nell’anno della Misericordia, alla quale Lui nella sua vita si è sempre affidato e perciò sabato 2 aprile si è svolta nella chiesa di Moneta una veglia di preghiera, con l’esposizione e l’adorazione del S.S. Sacramento. Era presente anche Don Lukasz Celinski, sacerdote polacco che ogni anno in questo periodo viene ad aiutare Don Andrea a portare le benedizioni alle case e alle famiglie. Quale straordinaria coincidenza, come 11 anni fa, il 2 Aprile era sabato ed era la vigilia della Divina Misericordia, festa istituita proprio da S. Giovanni Paolo, come Gesù aveva chiesto a Suor Faustina Kowalska. Certo Lui è il Santo di tutti, ma nella Chiesa di Moneta è venerato in modo particolare, dato che abbiamo il privilegio di avere le sue reliquie e in più il nostro Parroco ha l’onore di appartenere alla sua terra e anche quello di averlo conosciuto di persona, di essere stato presente alla sua Beatificazione e alla sua Canonizzazione. Per questo noi parrocchiani, dopo tanti anni della sua presenza in mezzo a noi, comprendiamo bene i suoi sentimenti verso questo testimone di speranza, questo Santo dei nostri giorni. Un nutrito numero di persone era presente alla veglia e dopo l’introduzione con il canto “Jesus Christ”, ha potuto vedere, proiettati sullo schermo, alcuni momenti della sua vita che, nonostante siano passati gli anni, hanno suscitato viva emozione e anche qualche sorriso rivedendo le sue dimostrazioni di gioia e di allegria durante gli incontri con i giovani e non solo. Emozione nel vedere Piazza S. Pietro gremita di persone che, in quella notte in cui è tornato alla casa del Padre, pregavano e piangevano sostando sotto la sua finestra. Pregare e cantare insieme proprio nell’ora della sua morte ci ha fatto sentire uniti ai suoi sentimenti di quel momento, cosciente com’era del passaggio che stava compiendo e come ha detto Don Andrea, sicuramente Lui dal cielo, pregava con noi e per noi. Non potevano mancare, oltre ai canti di adorazione anche quelli alla Misericordia, che Lui ha sempre divulgato e annunciato a tutti i popoli, intercalati dalla lettura di qualche suo scritto e dalle litanie a Lui dedicate, nonché dalla recita della Coroncina alla Divina Misericordia. Come non poteva mancare l’inno che Mons. Marco Frisina ha composto per la sua Beatificazione nel 2011 che riporta le parole chiave del suo pontificato: ”Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo, non abbiate paura!”. Inno che mette in risalto tutto ciò che Egli ha sempre testimoniato nella sua vita. Infine, per la devozione che aveva per la Regina del Cielo, la Vergine Maria, alla quale con il suo motto “Totus Tuus”, si è sempre affidato, non poteva mancare il canto Madonna Nera dedicato alla Madonna di Czestochowa. Tutta l’assemblea si è unita al coro Giovanni Paolo, mentre Don Andrea e Don Luca esprimevano la loro appartenenza, cantando quei versi in polacco, strappando un sorriso ai presenti! Siamo consapevoli di aver vissuto un’epoca straordinaria, che ci ha dato la possibilità di aver conosciuto e aver seguito gli insegnamenti di un Santo dei nostri giorni.                                 

              Maria Vitiello

 

■ Rinnovamento nello Spirito

 

 

Domenica 3 aprile la giornata della Divina Misericordia è stata celebrata in un Convegno Regionale del RnS tenutosi a Galanoli (a 5 Km prima di Orgosolo) cui hanno partecipato 1100 persone tra cui famiglie e giovani aderenti al Movimento e parecchi simpatizzanti che desideravano vivere una giornata di festa tra canti e meditazioni. Singolare la presenza di fra’ Benigno, al secolo Calogero Palella, venuto dalla Sicilia insieme al Coordinatore Regionale siciliano del RnS. Ha condotto una stupenda meditazione sulla Misericordia di Dio, pazzo d’amore per le sue creature tanto da manifestarsi nella sua stessa natura in mezzo a noi nel Suo Figlio Gesù venuto a riscattare i peccati del mondo con la sua dolorosa morte e poi risorto per la nostra gioia. Il Gesù vivo in noi è stato il tema fondamentale da cui scaturisce la responsabilità dell’annuncio di salvezza nel nostro mondo sempre più povero di valori e addirittura votato al male, orrendo in tanti casi che ben conosciamo e ci riempiono di tristezza. Chi non vive il Vangelo è un fallito e il cristiano ha il volto della Misericordia di Dio.  Con la sua esperienza di esorcista, discepolo del noto Padre Matteo La Grua, ha condotto una intensa preghiera di guarigione e di liberazione sostenuta da invocazioni agli Arcangeli, alla Comunità dei Santi e alla Madre di Dio la cui intercessione vince ogni presenza diabolica. Non mancavano gli aneddoti sulla sua vita con un padre ateo accanito che infine chiese al figlio l’assoluzione il giorno prima di morire. Inseriva la sua vita in un disegno di Misericordia inclusa la sua vocazione, dopo la morte della mamma, all’età di 11 anni, innamorato follemente di Gesù cui non aveva potuto dire di no allorchè accettò l’incarico di esorcista. Invitava quindi i presenti ad immaginare un albero nudo a cui appendere foglie per tutti i doni di Misericordia ricevuti dal Padre anche quando la vita ci colpisce con malattie, dolori, anch’essi gradini nella scala verso la gioia nella salvezza eterna. L’accompagnatore, Coordinatore Regionale, Pippo, in modo estremamente efficace, continuava parlando delle meraviglie vissute personalmente nella famiglia, nido d’amore, accanto ad una moglie da amare e proteggere; da qui la considerazione sulla sacralità del matrimonio cristiano dove per amore ci si assiste vicendevolmente, nei momenti lieti o in quelli tristi, cooperando alla creazione, inseriti in un piano divino….. Dopo una intensa gioiosa Adorazione Eucaristica, l’assemblea si è sciolta alle 17,30 e in tutti era la gioia di aver vissuto una giornata piena di spiritualità nelle braccia della Divina Misericordia, come oasi di pace e di speranza per il futuro. Da La Maddalena eravamo in 11.                                         

Gianna Mamberti

 

L’Università Cattolica speranza per il futuro.

 Domenica 17 aprile sarà la Giornata nazionale che la Chiesa italiana dedica all’Università Cattolica del S. Cuore fondata da padre Agostino Gemelli. Il tema scelto per la Giornata è “Nell’Italia di domani, io ci sarò”. Il nostro compito, dice il rettore Franco Anelli, è incoraggiare i giovani perché siano protagonisti nell’Italia di domani.

 

 Condoglianze ai familiari di Pasquale Di Fraia (noto Lino) Maria Cristina Zalum e Don Antonello Tumminello che sono tornati alla casa del Padre.

 

Avvisi

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 10 aprile

 * Giornata per l’Università Cattolica del S.Cuore.

  2) Giovedì 14 aprile

 Ore 18.00 nella chiesa parrocchiale incontro dei genitori dei fanciulli in catechesi.

  3) Giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 aprile

 * Triduo in onore del Santo Bambino Gesù di Praga:

 ore 16,30 Vespri

 ore 17. S. Messa.

  4) Domenica 17 aprile

 * Festa del Santo Bambino Gesù di Praga nell’anniversario dell’inaugurazione della chiesa a lui dedicata nel rione delle Due Strade.

 Ore 16.30 Vespri

 Ore 17.00 Processione e S. Messa solenne.

 Non ci sarà la Messa alle 8.30 nella chiesa del Bambino Gesù e non ci sarà la Messa alla S.Famiglia perché in contemporanea.

 

 

Avvisi

 Parrocchia Agonia di N. S. G.C. – Moneta

  1. Domenica 10 aprile

 Giornata per l’Università Cattolica del S.Cuore.

 Nel salone delle conferenze alle ore 16.30 – film “Padre Pio – costruttore di Misericordia”.

  2. Venerdì 15 aprile

 Ore 21.15 – incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale in preparazione alla Missione Popolare.

  3. Domenica 24 aprile

 Ore 11.00 Prima Comunione dei bambini della nostra parrocchia nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la S. Messa delle ore 10.30 a Moneta. 

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

EDITORIALE

 

Don Antonello, prete moderno

 

Don Antonello

 
Prete della strada, lo ha definito Mons. Sanguinetti, durante la Messa dei funerali, in senso positivo, perché proiettato ad avvicinare quanti non frequentano il tempio, avvicinare “le periferie”, come dice papa Francesco. Aveva le qualità per farlo. Diventato prete quasi a sessanta anni, prima aveva fatto esperienze in tanti settori: nel turismo, con la realizzazione di un villaggio turistico nel Cagliaritano, nell’amministrazione come direttore di auto-grill nell’Italia meridionale, nell’Enel in Sardegna, come sindacalista CISL, come direttore di una società che provvedeva alle mense scolastiche nel Nord Sardegna. Tutte queste esperienze, non comuni in un prete, lo facevano più vicino alla gente. Aveva inoltre molti interessi: lo studio e la lettura (aggiornato sulle ultime pubblicazioni), internet, arte, musica, cucina, mare (aveva la patente nautica). Era molto contento di insegnare all’Istituto Nautico ed aveva instaurato un bel rapporto con gli studenti. Era orgoglioso di essere stato nominato cappellano della Marina e svolgeva questo compito nella Scuola Sottufficiali, nella parrocchia militare e nelle celebrazioni della Marina nel Nord Sardegna. Tutto questo spiega la grande partecipazione della gente ai suoi funerali, come anche alle due veglie di preghiera. Ha presieduto la celebrazione il vescovo Mons. Sanguinetti con una quarantina di preti della diocesi. Era presente il sindaco Luca Montella con la fascia tricolore. L’Ordinario Militare Mons. Santo Marcianò ha mandato come suo rappresentante il cappellano padre Mariano. Anche Mons. Atzei, Mons. Meloni e Mons. Negri hanno inviato un messaggio di partecipazione. Hanno partecipato in massa gli studenti del Nautico con il loro Dirigente scolastico Bianca Maria Morgi, i crocieristi indossavano le tute che avevano in navigazione. Ha partecipato in modo ufficiale la Marina con la presenza del Comandante delle Scuole Roberto Fazio e della Capitaneria Leonardo Deri, amici personali di don Tumminello. I marinai hanno reso onore al loro “cappellano” col picchetto. Ha animato i canti il coro S. Cecilia, il coro della Madonna della Medaglia Miracolosa, e alla fine anche la banda Giuseppe Garibaldi. Tutto questo dice la stima di molti, anche dei commercianti, nei confronti di don Antonello. I suoi familiari, quattro sorelle con le famiglie, hanno apprezzato molto la manifestazione di affetto e di stima nei confronti di don Antonello da parte della Comunità maddalenina. Ha toccato i sentimenti di tutti la sua partecipazione alla crociera di istruzione con gli studenti del Nautico. Sebbene negli ultimi giorni si sentisse male, non voleva deludere “i suoi ragazzi”, ha resistito, ma quando si è ricorsi alle cure mediche e lo si è trasportato in elicottero da Bonifacio ad Ajaccio, non c’è stato nulla da fare per rimediare l’infarto intestinale che lo aveva colpito. Nessuno immaginava che quel viaggio fosse per lui anche il viaggio per la vita eterna. Era preparato. Il cappellano dell’ospedale di Ajaccio, che gli ha amministrato il sacramento dell’Unzione, ha detto che don Antonello, durante il rito si sforzava di ripetere le parole del Padre nostro. Sebbene fosse prete solo da quasi tre anni, da molti anni si era donato totalmente al Signore con i voti di povertà, castità e obbedienza nella fraternità Memores Domini fondata da don Giussani e legata al movimento Comunione e Liberazione. Anche la decisione della sepoltura a La Maddalena, condivisa dai familiari, dice l’attaccamento di don Antonello alla comunità maddalenina che considerava la sua “casa”, la sua famiglia.

 

 

TESTIMONIANZE SU DON ANTONELLO

● La famiglia di Antonello, pur nella tristezza e nel dolore di questo momento, ci tiene a ringraziare la Comunità di La Maddalena, così come quella di Olbia, in tutte le loro accezioni, per la semplicità, l’affetto, l’amore e l’entusiasmo con cui lo hanno accettato fin dal suo arrivo, facendolo sentire da subito a casa sua in quello che, parlando con noi, definiva: “il mio paradiso terrestre”. Abbiamo capito solo in occasione della cerimonia per la sua investitura sacerdotale, cosa intendesse lui per “casa mia” e “mio paradiso terrestre”, vedendo la partecipazione alla cerimonia, l’entusiasmo dei presenti, il prodigarsi disinteressato di tutti e, per quelli di noi che per la prima volta prendevano quel traghetto, il bello che circondava il vostro mondo rendendolo unico. Riteniamo che lui si sia sentito in dovere di ricambiare tanto affetto con quello che sapeva fare meglio, profondere quelle energie che voi meritate, non solo nell’espletamento dei suoi doveri di padre spirituale, ma anche nell’organizzazione di iniziative ed attività collaterali, come quella di aggregare i giovani, l’insegnamento e l’incarico di Cappellano della Marina Militare, che è anch’essa parte integrante e fondamentale della vostra Comunità. Il saperlo, se pur lontano, a “casa sua” alleviava il nostro rammarico per non averlo più vicino, non poterlo vedere più spesso, soprattutto nelle feste comandate che, per tradizione familiare abbiamo sempre vissuto insieme, in famiglia; ma in effetti lui tra voi era “in famiglia”. Lui rimarrà qui come sicuramente desiderava abbracciato ed ancora “coccolato” da voi, facendo sentire noi un poco più vicini al vostro e suo “Paradiso Terrestre” ora che lui, pensiamo senza voler essere presuntuosi, sta cominciando a conoscere un altro Paradiso, ben più importante dal quale continuerà a proteggere le sue due famiglie, la vostra e la nostra. Grazie ancora a tutti voi, sia di Olbia che di La Maddalena per quello che avete fatto per il nostro, ma anche vostro, Antonello in questi anni.   

                                                   I familiari

 

● Don, sei sempre stato tra di noi e fino all’ultimo sei voluto restare con noi, e noi sino all’ultimo siamo rimasti con te. In questo momento preferiremmo essere in barca con te ad ascoltarti mentre suonavi la tua chitarra e ci accompagnavi con il tuo meraviglioso tono di voce, quando noi cantavamo stonando da non poterci ascoltare, invece ci troviamo qui a salutarci. È difficile esprimere a parole ciò che stiamo provando in questo momento, tu non eri un semplice don, non eri un semplice professore, tu eri molto di più… eri un maestro di vita…. Le tue lezioni non erano solo di religione, ma a noi giungevano come lezioni di vita, sentiremo la tua mancanza. Le tue ultime parole sono state “non voglio abbandonare i miei ragazzi” e noi ora ti diciamo che non ti abbandoniamo. Resterai per sempre vivo nei nostri cuori. Grazie Don, grazie Prof, grazie Amico.

I ragazzi dell’Istituto Nautico

RAGGI DI SOLE

LA CAMICIA DELLA FELICITÀ

Lev Tolstoj racconta che: “C’era una volta un re malato di malinconia: diceva d’avere già i piedi nella fossa, chiedeva aiuto, e prometteva metà del suo regno a chi gli avesse portato la felicità. Tutti i cortigiani erano in riunione notte e giorno, ma il rimedio non riuscivano a trovarlo. Fu chiamato anche il Vecchio della Montagna, il quale dichiarò: «Trovate un uomo felice. Toglietegli la camicia, infilatela al re, e il re troverà subito la felicità». Immediatamente partirono cercatori per ogni parte del regno. Fu suonata la tromba nelle città, nei paesi e nei villaggi, ma gli esseri felici non si fecero innanzi. Chi era povero in canna e soffriva d’astinenza, chi era ricco e sospirava per mal di denti o mal di ventre, chi aveva la moglie bisbetica e la suocera in convulsione, chi la stalla appestata, chi il pollaio in rovina... I cercatori tornarono tutti alla Corte, avviliti e delusi. Una sera il figlio del re uscì a passeggio e, davanti ad una capanna, che aveva il tetto di foglie e di fango, udì una voce sommessa: «Ti ringrazio, buon Dio! Ho lavorato, ho sudato, ho mangiato di buon appetito, ed ora mi riposerò tranquillo su questo letto di foglie. Grazie. Sono proprio felice!». Felice? Dunque c’era un uomo felice! Il giovane principe volò a palazzo. Chiamò le guardie e ordinò di andare a prendere immediatamente la camicia di quell’uomo felice. «Dategli quanto denaro vuole... Fatelo barone, conte, duca... principe, ma ceda la sua camicia». Corsero le guardie alla povera capanna. Offrirono al boscaiolo una fortuna. Macché! L’uomo felice era così povero che… non aveva neanche la camicia”.

Scrive Robert Hamerling che “la felicità consiste così poco nelle cose, che forse esiste meglio senza di esse, e colui al quale le cose sono diventate indifferenti, è forse più vicino al segreto della felicità”. E ascoltiamo il suggerimento di san Giovanni Bosco: “ Se vuoi essere felice sii con Dio come un uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare, perché sa di avere le ali”. E le ali della felicità sono la Fede e la Speranza, animate dalla Carità.

Don Paolo Piras

 

FATTI DELLE ULTIME SETTIMANE

 

11° Anniversario della morte di S. Giovanni Paolo II

Non poteva certo passare inosservato l’11° anniversario della morte di S. Giovanni Paolo II proprio nell’anno della Misericordia, alla quale Lui nella sua vita si è sempre affidato e perciò sabato 2 aprile si è svolta nella chiesa di Moneta una veglia di preghiera, con l’esposizione e l’adorazione del S.S. Sacramento. Era presente anche Don Lukasz Celinski, sacerdote polacco che ogni anno in questo periodo viene ad aiutare Don Andrea a portare le benedizioni alle case e alle famiglie. Quale straordinaria coincidenza, come 11 anni fa, il 2 Aprile era sabato ed era la vigilia della Divina Misericordia, festa istituita proprio da S. Giovanni Paolo, come Gesù aveva chiesto a Suor Faustina Kowalska. Certo Lui è il Santo di tutti, ma nella Chiesa di Moneta è venerato in modo particolare, dato che abbiamo il privilegio di avere le sue reliquie e in più il nostro Parroco ha l’onore di appartenere alla sua terra e anche quello di averlo conosciuto di persona, di essere stato presente alla sua Beatificazione e alla sua Canonizzazione. Per questo noi parrocchiani, dopo tanti anni della sua presenza in mezzo a noi, comprendiamo bene i suoi sentimenti verso questo testimone di speranza, questo Santo dei nostri giorni. Un nutrito numero di persone era presente alla veglia e dopo l’introduzione con il canto “Jesus Christ”, ha potuto vedere, proiettati sullo schermo, alcuni momenti della sua vita che, nonostante siano passati gli anni, hanno suscitato viva emozione e anche qualche sorriso rivedendo le sue dimostrazioni di gioia e di allegria durante gli incontri con i giovani e non solo. Emozione nel vedere Piazza S. Pietro gremita di persone che, in quella notte in cui è tornato alla casa del Padre, pregavano e piangevano sostando sotto la sua finestra. Pregare e cantare insieme proprio nell’ora della sua morte ci ha fatto sentire uniti ai suoi sentimenti di quel momento, cosciente com’era del passaggio che stava compiendo e come ha detto Don Andrea, sicuramente Lui dal cielo, pregava con noi e per noi. Non potevano mancare, oltre ai canti di adorazione anche quelli alla Misericordia, che Lui ha sempre divulgato e annunciato a tutti i popoli, intercalati dalla lettura di qualche suo scritto e dalle litanie a Lui dedicate, nonché dalla recita della Coroncina alla Divina Misericordia. Come non poteva mancare l’inno che Mons. Marco Frisina ha composto per la sua Beatificazione nel 2011 che riporta le parole chiave del suo pontificato: ”Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo, non abbiate paura!”. Inno che mette in risalto tutto ciò che Egli ha sempre testimoniato nella sua vita. Infine, per la devozione che aveva per la Regina del Cielo, la Vergine Maria, alla quale con il suo motto “Totus Tuus”, si è sempre affidato, non poteva mancare il canto Madonna Nera dedicato alla Madonna di Czestochowa. Tutta l’assemblea si è unita al coro Giovanni Paolo, mentre Don Andrea e Don Luca esprimevano la loro appartenenza, cantando quei versi in polacco, strappando un sorriso ai presenti! Siamo consapevoli di aver vissuto un’epoca straordinaria, che ci ha dato la possibilità di aver conosciuto e aver seguito gli insegnamenti di un Santo dei nostri giorni.                                               Maria Vitiello

■ Rinnovamento nello Spirito

 

San Giovanni Paolo II

 
Domenica 3 aprile la giornata della Divina Misericordia è stata celebrata in un Convegno Regionale del RnS tenutosi a Galanoli (a 5 Km prima di Orgosolo) cui hanno partecipato 1100 persone tra cui famiglie e giovani aderenti al Movimento e parecchi simpatizzanti che desideravano vivere una giornata di festa tra canti e meditazioni.

Singolare la presenza di fra’ Benigno, al secolo Calogero Palella, venuto dalla Sicilia insieme al Coordinatore Regionale siciliano del RnS.

Ha condotto una stupenda meditazione sulla Misericordia di Dio, pazzo d’amore per le sue creature tanto da manifestarsi nella sua stessa natura in mezzo a noi nel Suo Figlio Gesù venuto a riscattare i peccati del mondo con la sua dolorosa morte e poi risorto per la nostra gioia. Il Gesù vivo in noi è stato il tema fondamentale da cui scaturisce la responsabilità dell’annuncio di salvezza nel nostro mondo sempre più povero di valori e addirittura votato al male, orrendo in tanti casi che ben conosciamo e ci riempiono di tristezza. Chi non vive il Vangelo è un fallito e il cristiano ha il volto della Misericordia di Dio.

Con la sua esperienza di esorcista, discepolo del noto Padre Matteo La Grua, ha condotto una intensa preghiera di guarigione e di liberazione sostenuta da invocazioni agli Arcangeli, alla Comunità dei Santi e alla Madre di Dio la cui intercessione vince ogni presenza diabolica. Non mancavano gli aneddoti sulla sua vita con un padre ateo accanito che infine chiese al figlio l’assoluzione il giorno prima di morire. Inseriva la sua vita in un disegno di Misericordia inclusa la sua vocazione, dopo la morte della mamma, all’età di 11 anni, innamorato follemente di Gesù cui non aveva potuto dire di no allorchè accettò l’incarico di esorcista. Invitava quindi i presenti ad immaginare un albero nudo a cui appendere foglie per tutti i doni di Misericordia ricevuti dal Padre anche quando la vita ci colpisce con malattie, dolori, anch’essi gradini nella scala verso la gioia nella salvezza eterna.

L’accompagnatore, Coordinatore Regionale, Pippo, in modo estremamente efficace, continuava parlando delle meraviglie vissute personalmente nella famiglia, nido d’amore, accanto ad una moglie da amare e proteggere; da qui la considerazione sulla sacralità del matrimonio cristiano dove per amore ci si assiste vicendevolmente, nei momenti lieti o in quelli tristi, cooperando alla creazione, inseriti in un piano divino….. Dopo una intensa gioiosa Adorazione Eucaristica, l’assemblea si è sciolta alle 17,30 e in tutti era la gioia di aver vissuto una giornata piena di spiritualità nelle braccia della Divina Misericordia, come oasi di pace e di speranza per il futuro. Da La Maddalena eravamo in 11.                                         Gianna Mamberti

L’Università Cattolica speranza per il futuro.

Domenica 17 aprile sarà la Giornata nazionale che la Chiesa italiana dedica all’Università Cattolica del S. Cuore fondata da padre Agostino Gemelli. Il tema scelto per la Giornata è “Nell’Italia di domani, io ci sarò”. Il nostro compito, dice il rettore Franco Anelli, è incoraggiare i giovani perché siano protagonisti nell’Italia di domani.

Condoglianze ai familiari di Pasquale Di Fraia (noto Lino) Maria Cristina Zalum e Don Antonello Tumminello che sono tornati alla casa del Padre.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 10 aprile

* Giornata per l’Università Cattolica del S.Cuore.

 

2) Giovedì 14 aprile

Ore 18.00 nella chiesa parrocchiale incontro dei genitori dei fanciulli in catechesi.

 

3) Giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 aprile

* Triduo in onore del Santo Bambino Gesù di Praga:

ore 16,30 Vespri

ore 17. S. Messa.

 

4) Domenica 17 aprile

* Festa del Santo Bambino Gesù di Praga nell’anniversario dell’inaugurazione della chiesa a lui dedicata nel rione delle Due Strade.

Ore 16.30 Vespri

Ore 17.00 Processione e S. Messa solenne.

Non ci sarà la Messa alle 8.30 nella chiesa del Bambino Gesù e non ci sarà la Messa alla S.Famiglia perché in contemporanea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G.C. – Moneta

 

1. Domenica 10 aprile

Giornata per l’Università Cattolica del S.Cuore.

Nel salone delle conferenze alle ore 16.30 – film “Padre Pio – costruttore di Misericordia”.

 

2. Venerdì 15 aprile

Ore 21.15 – incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale in preparazione alla Missione Popolare.

 

3. Domenica 24 aprile

Ore 11.00 Prima Comunione dei bambini della nostra parrocchia nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la S. Messa delle ore 10.30 a Moneta.

 
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