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n° 14 Sabato 2 Aprile 2016

EDITORIALE

 La Festa della Divina Misericordia

GESU'-CONFIDO-IN-TEDomenica 3 aprile, prima domenica dopo Pasqua, celebriamo la festa della Divina Misericordia voluta da Gesù attraverso Santa Faustina Kowalska e confermata dal papa S. Giovanni Paolo II. Suor Faustina era una suora polacca, con mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia, ma con una intensa vita spirituale incentrata sulla misericordia. Abbondò di grazie straordinarie: rivelazioni, visioni, stigmate nascoste, partecipazione alla passione del Signore. Scrisse un diario spirituale per obbedienza ai suoi superiori. Morì a 33 anni nel 1938. È considerata l’apostola della misericordia, cioè dell’amore paterno e materno di Dio, che ha a cuore le miserie umane, e sul quale siamo chiamati a rispecchiarci, “Siate misericordiosi come il Padre” è il motto dell’Anno Santo della Misericordia. In una delle visioni Gesù disse a suor Faustina: “Desidero che la Festa della Misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione e alla santa comunione riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. Nessuna anima abbia paura di avvicinarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto…La Festa della Misericordia è uscita dalle mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia” (Diario, 699). La scelta della prima domenica ha un profondo senso teologico, in quanto indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della redenzione e la Festa della Misericordia. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena con la coroncina della Misericordia che inizia il Venerdì Santo e che precede e prepara alla festa. Il papa S. Giovanni Paolo II può essere chiamato il “Papa della divina Misericordia”. All’inizio del suo pontificato pubblicò l’enciclica “Dives in misericordia”. Il 30 aprile dell’Anno Santo del 2000, con la canonizzazione della beata suor Maria Faustina Kowalska. istituì la Festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua. Provai una forte impressione in quel giorno perché anni prima avevo letto nel diario di Suor Faustina la confidenza che Gesù le fece, che cioè un giorno a Roma, in una chiesa affollatissima, il Papa avrebbe solennemente istituito nella prima domenica dopo Pasqua la Festa della Divina Misericordia. Ora quella profezia si era avverata. È significativo che “Il papa della divina Misericordia”sia morto sabato sera, 2 aprile (2005), vigilia della Festa della Misericordia. E’ difficile non ravvisare in questa coincidenza un segno del cielo. Nel giorno della festa è pubblicamente venerata l’immagine della divina Misericordia che rappresenta il Signore Gesù vestito di una veste bianca; una mano alzata per benedire, mentre l’altra tocca sul petto la veste, che leggermente scostata lascia uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. In basso la scritta “Gesù confido in te”.

Il significato del quadro è strettamente legato alla liturgia della prima domenica dopo Pasqua culminante nel brano del Vangelo in cui Gesù apparendo agli apostoli nel cenacolo, porta il grande annuncio della Misericordia divina e ne affida agli apostoli il ministero: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati”. Prima di pronunciare queste parole Gesù mostra le mani e la ferita del fianco, quella del cuore, da dove sono sgorgati sangue ed acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime (il Battesimo, il dono dello Spirito Sato); il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime (il sacrificio della croce e il dono eucaristico). “Per mezzo di questa immagine – disse Gesù a suor Faustina – concederò molte grazie alle anime, essa deve ricordare le esigenze della mia Misericordia” (Diario,742).

 

 

 

RAGGI DI SOLE

 DUE BLOCCHI DI GHIACCIO

BLOCCHI-DI-GHIACCIO-0204201 “C'erano una volta due blocchi di ghiaccio. Si erano formati durante il lungo inverno, all'interno di una grotta di tronchi, rocce e sterpaglie in mezzo ad un bosco sulle pendici di un monte. Si fronteggiavano con ostentata reciproca indifferenza. I loro rapporti erano di una certa freddezza. Qualche «buongiorno», qualche «buonasera». Niente di più. Non riuscivano cioè a «rompere il ghiaccio». Ognuno pensava dell'altro: «Potrebbe anche venirmi incontro». Ma i blocchi di ghiaccio, da soli, non possono né andare né venire. Ma non succedeva niente e ogni blocco di ghiaccio si chiudeva ancora di più in se stesso. Nella grotta viveva un tasso. Un giorno sbottò: «Peccato che ve ne dobbiate stare qui. È una magnifica giornata di sole!». I due blocchi di ghiaccio scricchiolarono penosamente. Fin da piccoli avevano appreso che il sole era il grande pericolo. Sorprendentemente quella volta, uno dei due blocchi di ghiaccio chiese: «Com'è il sole?». «È meraviglioso… È la vita!» rispose il tasso. «Puoi aprirci un buco nel tetto della tana... Vorrei vedere il sole...» disse l'altro. Il tasso non se lo fece ripetere. Aprì uno squarcio nell'intrico delle radici e la luce calda e dolce del sole entrò come un fiotto dorato. Dopo qualche mese, un mezzodì, mentre il sole intiepidiva l'aria, uno dei blocchi si accorse che poteva fondere un po' e liquefarsi diventando un limpido rivolo d'acqua. Si sentiva diverso, non era più lo stesso blocco di ghiaccio di prima. Anche l'altro fece la stessa meravigliosa scoperta. Giorno dopo giorno, dai blocchi di ghiaccio sgorgavano due ruscelli d'acqua che scorrevano all'imboccatura della grotta e, dopo poco, si fondevano insieme formando un laghetto cristallino, che rifletteva il colore del cielo. I due blocchi di ghiaccio sentivano ancora la loro freddezza, ma anche la loro fragilità e la loro solitudine, la preoccupazione e l'insicurezza comuni. Scoprirono di essere fatti allo stesso modo e di aver bisogno in realtà l'uno dell'altro. Arrivarono due cardellini e un'allodola e si dissetarono. Gli insetti vennero a ronzare intorno al laghetto, uno scoiattolo dalla lunga coda morbida ci fece il bagno. E in tutta questa felicità si rispecchiavano i due blocchi di ghiaccio che ora avevano trovato un cuore”. Sì, a volte basta un raggio di sole. Un saluto. Una parola gentile. Un sorriso. Una carezza. Ci vuole così poco a fare felici quelli che ci stanno accanto. Vogliamo provare?

                                    Don Paolo Piras

 

 

FATTI DELLE ULTIME SETTIMANE

 ■ La Messa del Crisma

È la Messa nella quale si benedicono gli oli santi: l’olio degli infermi, quello dei catecumeni che si preparano al Battesimo e quello del crisma (olio misto con balsamo) che si usa nel Battesimo, nella Cresima, nell’Ordinazione del sacerdote e del Vescovo, nella consacrazione di una nuova chiesa o di un nuovo altare. Da questo olio santo, che è il più importante, prende il nome la Messa del Crisma. A quella Messa partecipano quasi tutti i sacerdoti della diocesi (una settantina) ed anche i sacerdoti ospiti che in tempo di Pasqua aiutano nelle parrocchie, tutti insieme rinnovano le promesse sacerdotali. Questa Messa, solitamente si celebrava il mattino del Giovedì Santo nella Cattedrale a Tempio. Quest’anno il Vescovo, dopo aver consultato i sacerdoti, l’ha anticipata alla sera del Mercoledì Santo per consentire ai sacerdoti un più disteso clima di preghiera nel preparare il Triduo Pasquale e ai fedeli una più facile partecipazione ( la sera alle 18.00 si è più liberi dal lavoro). La Cattedrale infatti era gremita. C’erano anche molti ragazzi che si stanno preparando alla Cresima. Il Vescovo nell’omelia ha rimarcato i due aspetti della celebrazione: la benedizione degli oli e la festa del sacerdozio ministeriale. Gli oli dicono il mistero di grazia operante nei sacramenti (Battesimo, Cresima Ordine sacro, Unzione dei malati) e il sacerdozio ministeriale è partecipazione a quello di Cristo, come lo è, sebbene in modo diverso, il sacerdozio battesimale di ogni membro del popolo di Dio. Lo stupore dovrebbe afferrare ciascuno di noi al pensiero che Dio ha dato la vita per me, ed io? Quanta abitudine e indifferenza nel nostro rapporto con Dio. Anche noi dovremmo dare la vita per i fratelli, per tanti che hanno bisogno del nostro aiuto, del nostro conforto, tanti ragazzi e tanti giovani che attendono da noi adulti una testimonianza di vita convincente. La Pasqua ormai vicina è occasione di rinascita interiore. Dopo la Messa sono stati consegnati a tutte le parrocchie gli oli santi, il Vescovo ha fatto gli auguri ai sacerdoti che celebravano 25 o 50 anni di Messa, tra questi don Andrea, don Sandro e don Jacek (tutti e tre 25 anni), ha poi invitato a cena in seminario i sacerdoti presenti.

Le celebrazioni Pasquali nella Chiesa di Moneta

La Pasqua! Fondamento e nucleo di tutto l’anno liturgico, la Risurrezione di Cristo, la più grande delle solennità, il giorno della Gloria e viene celebrato con gioia, con grande festa, ma per arrivare a questo Cristo ha visto le tenebre e la Croce e in tutte le chiese, ma particolarmente nella Chiesa dell’Agonia di N.S.G.C. in Getsemani, per tutta la Settimana Santa si fa memoria della sua Passione in modo approfondito, partecipando alla sua sofferenza.  Ed è la Confraternita del Getsemani, proprio per la sua appartenenza, ad aiutare i fedeli a rivivere i momenti terribili vissuti da Gesù e poi alla sua Gloria. La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme e dopo la benedizione nel giardino dell’Oasi e la processione per le strade di Moneta, una Chiesa trionfante ha accolto i fedeli: grandi palme intrecciate ad arco ornavano la navata centrale, dando un colpo d’occhio stupefacente! Il lunedì Santo, la Confraternita ha portato all’altare i segni della passione di Cristo, cantando il Vexilla all’innalzamento della Croce. Martedì c’è stata l’ultima Stazione Quaresimale e al termine un momento di preghiera e canti con la poesia sulla Misericordia. Giovedì Santo  la celebrazione della Coena Domini e lavanda dei piedi, anche  questa volta sono stati i bambini che devono fare la Prima Comunione a partecipare, mentre al termine ci siamo ritrovati tutti nel salone dell’Oasi per l’Agape Fraterna, un momento di condivisione al quale ogni anno non possiamo mancare e subito dopo la veglia di preghiera davanti all’Altare della Reposizione che, come già spiegato, sempre curato dalla Confraternita, quest’anno era molto particolare: rappresentava il Giardino del Getsemani e, oltre ai fiori che l’addobbavano , facevano bella mostra le composizioni con il grano di antica tradizione. Dato che vanno tenute al buio e poi crescono le spighe, sono un simbolo delle tenebre della morte e poi della Risurrezione e la vita. Venerdì Santo, dopo la recita della novena alla Divina Misericordia, la Via Crucis per le strade del quartiere e a seguire la celebrazione della passione e morte di Gesù, mentre la notte è partita dalla nostra chiesa la Via Crucis cittadina, guidata dalla Parrocchia di S. M. Maddalena. Messa solenne la notte di Pasqua, con l’accensione del fuoco e del cero Pasquale, con un’altra cosa particolare che si fa da anni nella nostra chiesa: vicino all’Altare è posta una Croce nuda, spoglia che richiama la sofferenza e la morte, ma che al momento del Gloria, al suono delle campane, viene girata e diventa una bellissima Croce fiorita: la Risurrezione e la vita! Il culmine della festa è stato l’incontro di Gesù Risorto con S. M. Maddalena sempre veramente emozionante con i cacciatori che sparano a salve per il saluto e quest’anno ancora più gioioso con l’allegria trasmessa dal coro s. Giovanni Paolo che, accompagnando il corteo, animava questo speciale avvenimento!          

                              Maria Vitiello

 

Via Crucis cittadina: quando i giovani se ne impossessano!   Marzo. Venerdì 25. Ore 21.30

VIACRUCISCITTADINA2016La Via della Croce, sempre vissuta come: via amara, triste e poco rassicurante ha visto, quest'anno, una partecipazione diversa. Un'adesione alla Passione di Cristo mediata dalla gioia del Risorto. Ad un gruppetto di 7/8 ragazzi/e è stato chiesto di collaborare con un "servizio" di lettura dei testi per tutte le 14 stazioni della Via Crucis. Intimoriti, spauriti, rassegnati, e privi di ogni scintilla euforizzante, si sono presentati in oratorio Don Bosco con buona volontà. Pensavano di immergersi immediatamente nei Vangeli, nelle intercessioni, nelle preghiere, nelle riflessioni... Niente di tutto ciò. Hanno fatto ginnastica maxillo-facciale, respirazione controllata, corsa e principi base di dizione. I ragazzi, hanno "afferrato" dopo. Hanno compreso successivamente. Hanno percepito che prima dovevano passare dal loro Golgota. Luogo detto Cranio, luogo dove lasciare ciascuno le proprie croci. E, le croci moderne dei giovani sono a volte: la disattenzione, la mancata speranza, la fretta del vivere, la comunicazione esasperata, la paura di non riuscire, il confronto con i simili e con il "sistema adulti". Due gli incontri per risorgere dalle tenebre e risalire il percorso della Via Crucis in anticipo. Questi ragazzi l'hanno percorsa "prima" della cittadinanza, per loro stessi e per la collettività.   Giunto il venerdì, indossata l'armatura della fonetica, della dizione, del credere a ciò che vive oltre il testo sacro e dietro le meditazioni del più grande scandalo per l'uomo (la morte in croce del Re dei Re), convenuti al piazzale esterno dell'Oasi Serena di Moneta, hanno seguitato con fermezza, dedizione e passione alla coralità del Rito. Papa Francesco direbbe: "E' buono questo. E' cosa buona vedere vivere i ragazzi per Cristo, in Cristo, con la gioia della testimonianza della Fede". Anche se il vento ingrossava, anche se la Croce pesava (sorretta quest'anno da diverse categorie di persone) tutto è fluito in momenti di vera preghiera, senza distrazioni. Tutto minimalista, tutto orientato verso la preghiera del Cuore. Quegli stessi guerrieri della Fede, i ragazzi, formati allo scopo, preceduti dai segni della Passione (portati con letizia da alcuni membri del nuovo Comitato Festeggiamenti Patronali 66, hanno potuto portare Cristo maltrattato dentro la loro società malandata. Collettività malconcia a causa del relativismo imperante nel mondo odierno, quant'anche turbata dal mancato ed invocato benessere materiale. Ad ogni modo, in preghiera tra la folla, a seguire il Cristo presto crocifisso, il Sindaco Montella con il proprio atto personale di Fede, cittadino tra e per i cittadini orientati a Gesù. Non è qui fuori luogo sottolineare tale partecipazione personale. La società ed i ragazzi hanno bisogno di esempi, di condivisione e di percorrere insieme la strada verso la risurrezione, prima personale ovviamente. L'auspicio è quello che tutti vorremmo: una presa di coscienza secondo cui, se si vuole un rinnovamento all'interno della Chiesa e quindi della società, bisogna andare verso le "periferie esistenziali" della collettività. E, queste, oggi sono soprattutto quelle individuate presso i giovani... astri sperduti tra le tentazioni di un mondo autoriflessivo, compiaciuto di se stesso e ipertecnologicamente alienante. Dare spazio ai giovani con la giusta formazione e guida è rompere le loro paure, le loro barriere e rinnovare il "reparto" bersaglieri di vecchia leva! A buoni intenditori poche parole. Questa è la vera Via Crucis del mondo.... prima di trovarci di fronte alla domanda del Padre Eterno: «Eh tu, che cosa hai fatto affinché i "piccoli" venissero a me?»

Luca Impagliazzo

■ Pasquetta a Caprera

PASQUETTA-A-CAPRERA-2016In una giornata resa già incantevole da “Madre Natura” ed allietata da un sole non sempre previsto, ma sempre sperato, si è svolta la tradizionale gita fuori porta di Pasquetta organizzata, quest’anno, dal Comitato Festeggiamenti S.M. Maddalena e Natività della B.V. Maria - Classe 1966, nel Borgo di Stagnali. Grazie alla disponibilità dell’Ente Parco, i caricatissimi componenti hanno potuto far gustare agli oltre 400 intervenuti (decisamente al di sopra di ogni più rosea previsione) un tipico menù da scampagnata: pasta alla “crudaiola” condita con mozzarella, olive e pomodoro fresco, grigliata di carne mista con pancetta, capocollo e salsiccia, acqua, vino, caffè e dolce pasquale, tutto accompagnato da un sottofondo musicale. Nel pomeriggio si è svolta la ormai consueta lotteria, organizzata più per divertimento che per puro spirito agonistico. Quest’uscita rappresenta per il Comitato una sorta di anteprima, in previsione dell’appuntamento decisamente più impegnativo del 1° maggio: una felice occasione per capire anche cosa ha funzionato bene e come si può ancora migliorare. È innegabile che una nutrita rappresentanza di Maddalenini, ma anche numerosi turisti, si siano dimostrati fiduciosi ed hanno raccolto l’invito a trascorrere una giornata all’interno delle meraviglie del nostro Arcipelago, premiando la buona volontà del Comitato. Quest’ultimo vorrebbe ringraziare tutti coloro che generosamente hanno partecipato e, in particolare, l’Ente Parco che ha messo a disposizione i locali, il signor Agostino Canu per la proverbiale disponibilità, la Protezione Civile, lo staff di Tonino Scanu e del Comitato’s family, la gradita presenza di alcuni rappresentanti del Comitato Classe 1965 e 1964, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e delle Forze di Polizia, i numerosi sponsor e, tra tutti, la Compagnia di Navigazione Delcomar e il Grand Hotel Resort Ma&Ma. I membri del Comitato promettono di impegnarsi al massimo per soddisfare le attese e la fiducia in loro riposta, sperando di trovare sempre più gradimento e rimandando tutti al prossimo evento.

Comitato Classe 1966 …noi ci mettiamo il cuore

 

Condoglianze ai familiari di Paolo Chiscuzzu e Carmelo Gulino che sono tornati alla casa del Padre.

 

 Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 3 aprile

* Festa della Divina Misericordia.

 2) Lunedì 4 aprile

* Solennità dell’Annunciazione del Signore

- Ore 7.30: nella cappella dell’Istituto S. Vincenzo S.Messa per la rinnovazione annuale dei voti delle suore. (In parrocchia non ci sarà la Messa delle 7,30) - Ore 18.30 Canto dell’Akathistos e S. Messa.

 3) Sabato 9 aprile

* Memoria di S. Luisa di Marillac confondatrice delle Figlie della Carità.

* Pellegrinaggio a Lanusei la cui cattedrale è dedicata a S. Maria Maddalena.

(Per iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano).

*S. Messa alla Trinita alle ore16.00.

 4) Domenica 10 aprile

Giornata per l’Università Cattolica del S. Cuore.

 5) Domenica 17 aprile

* Festa del Santo Bambino Gesù di Praga nell’anniversario dell’inaugurazione della chiesa a lui dedicata nel rione delle Due Strade.

 


Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G.C. – Moneta

 1. Sabato 2 aprile

11° anniversario della morte di S. Giovanni Paolo II. Veglia di preghiera alle ore 21.00.

 2. Domenica 3 aprile

Festa della Divina Misericordia. Incontro dei giovani a Tempio.

 3. Lunedì 4 aprile

Celebrazione liturgica della solennità dell’Annunciazione del Signore. Santa Messa alle ore 8.00

 4. Martedì 5 aprile

Ore 19.00 – incontro degli educatori dell’oratorio.

 5. Mercoledì 6 aprile

Ore 19.00 – incontro dei genitori dei bambini della Prima Comunione.

 6. Giovedì 7 aprile

Ore 21.15 – incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale in preparazione alla Missione Popolare.

 7. Domenica 10 aprile

Salone delle conferenze ore 16.30 – film “Padre Pio – costruttore di Misericordia”.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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