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N°3 Sabato 16 Gennaio 2016

EDITORIALE

 Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia.

MIGRANTI-SOCCORSI-16012016È il tema del messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica 17 gennaio. Sebbene a La Maddalena non si preveda l’arrivo di profughi, come in altri centri della Sardegna, è bastata qualche voce, diffusa su face-book, di un possibile arrivo di profughi, per suscitare allarmismi ed espressioni non rispettose, addirittura razziste. Anche un lettore della Nuova Sardegna di alcuni giorni fa, lamentava “una vergognosa campagna xenofoba con annessi accenti disumani scatenata in particolare sul web” a proposito degli oltre 140 migranti ospitati dal comune di S. Teresa a Porto Pozzo. Il lettore, che si dichiara agnostico, dice che “ciò che più colpisce è che questi commenti, talvolta feroci, provengono da soggetti di provata e praticata fede cattolica”. I flussi migratori sono ormai una realtà. Ogni giorno le storie drammatiche di migliaia di uomini e donne che scappano da guerre, persecuzioni e torture alla ricerca disperata di condizioni umane di vita. L’indifferenza ed il silenzio aprono la strada alla complicità quando assistiamo come spettatori alle morti per soffocamento, stenti, violenze e naufragi anche di tanti bambini. I migranti sono nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta che equamente dovrebbero essere divise fra tutti. Si moltiplicano i dibattiti sui limiti da porre all’accoglienza non solo nelle politiche degli Stati ma anche, dice il Papa, in alcune comunità parrocchiali. Di fronte a tali questioni, cosa ci dice Gesù Cristo? La risposta del Vangelo è la misericordia. Ognuno di noi è responsabile del suo vicino, siamo custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. È urgente coltivare la cultura dell’incontro, dove si è disposti non solo a dare ma anche a ricevere dagli altri. Guardare ai migranti come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, specialmente quando rispettano con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi, contribuendo ai suoi oneri. Accogliere l’altro è accogliere Dio in persona. “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25, 35).                                  

      D.D.

 

MAGISTERO

LA PIU’ GRANDE EREDITA’ PER I FIGLI E’ LA FEDE!

Oggi, nella festa del Battesimo del Signore, voi genitori portate i vostri figli a ricevere il Battesimo, a ricevere quello che avete chiesto all’inizio, quando io vi ho fatto la prima domanda: “La fede. Io voglio per mio figlio la fede”. E così la fede viene trasmessa da una generazione all’altra, come una catena, nel corso dei tempi. Questi bambini, queste bambine, passati gli anni, occuperanno il vostro posto con un altro figlio - i vostri nipotini - e chiederanno lo stesso: la fede. La fede che il Battesimo ci dà. La fede che lo Spirito Santo oggi porta nel cuore, nell’anima, nella vita di questi vostri figli.Voi avete chiesto la fede. La Chiesa, quando vi consegnerà la candela accesa, vi dirà di custodire la fede in questi bambini. E, alla fine, non dimenticatevi che la più grande eredità che voi potrete dare ai vostri bambini è la fede. Abbiate cura che non venga persa, di farla crescere e lasciarla come eredità. Vi auguro questo oggi, in questo giorno gioioso per voi: vi auguro che siate capaci di far crescere questi bambini nella fede e che la più grande eredità che loro riceveranno da voi sia proprio la fede. E un avviso soltanto: quando un bambino piange perché ha fame, alle mamme dico: se il tuo bambino ha fame, dagli da mangiare qui, con tutta libertà. (Festa del Battesimo del Signore - Omelia S.Messa e Battesimo di alcuni bambini-Domenica, 10 gennaio 2016)

 

LO SPIRITO SANTO NEL BATTESIMO BRUCIA E DISTRUGGE IL PECCATO ORIGINALE

BATTESIMO-DI-GESU-16012016Oggi celebriamo il Battesimo di Gesù, e facciamo memoria grata del nostro Battesimo. In tale contesto, stamattina ho battezzato 26 neonati: preghiamo per loro! Il Vangelo ci presenta Gesù, nelle acque del fiume Giordano, al centro di una meravigliosa rivelazione divina. Scrive san Luca: «Mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese su di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”» (Lc 3,21-22). In questo modo Gesù viene consacrato e manifestato dal Padre come il Messia salvatore e liberatore. In questo evento – attestato da tutti e quattro i Vangeli – è avvenuto il passaggio dal battesimo di Giovanni Battista, basato sul simbolo dell’acqua, al Battesimo di Gesù «in Spirito Santo e fuoco». Lo Spirito Santo infatti nel Battesimo cristiano è l’artefice principale: è Colui che brucia e distrugge il peccato originale, restituendo al battezzato la bellezza della grazia divina; è Colui che ci libera dal dominio delle tenebre, cioè del peccato, e ci trasferisce nel regno della luce, cioè dell’amore, della verità e della pace: questo è il regno della luce. Pensiamo a quale dignità ci eleva il Battesimo! «Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!», esclama l’apostolo Giovanni. Tale realtà stupenda di essere figli di Dio comporta la responsabilità di seguire Gesù, il Servo obbediente, e riprodurre in noi stessi i suoi lineamenti: cioè mansuetudine, umiltà, tenerezza. E questo non è facile, specialmente se intorno a noi c’è tanta intolleranza, superbia, durezza. Ma con la forza che ci viene dallo Spirito Santo è possibile! Oggi, festa del Battesimo di Gesù, pensiamo al giorno del nostro Battesimo. Tutti noi siamo stati battezzati, ringraziamo per questo dono. E vi faccio una domanda: chi di voi conosce la data del suo Battesimo? Sicuramente non tutti. Perciò vi invito ad andare a cercare la data, chiedendo per esempio ai vostri genitori, ai vostri nonni, ai vostri padrini, o andando in parrocchia. E’ molto importante conoscerla, perché è una data da festeggiare: è la data della nostra rinascita come figli di Dio. Per questo, compito a casa per questa settimana: andare a cercare la data del mio Battesimo. Festeggiare quel giorno significa riaffermare la nostra adesione a Gesù, con l’impegno di vivere da cristiani, membri della Chiesa e di una umanità nuova, in cui tutti sono fratelli. La Vergine Maria, prima discepola del suo Figlio Gesù, ci aiuti a vivere con gioia e fervore apostolico il nostro Battesimo, accogliendo ogni giorno il dono dello Spirito Santo, che ci fa figli di Dio.

(Festa del Battesimo del Signore - Angelus - Domenica, 10 gennaio 2016)

 

IL NOME DI DIO È IL MISERICORDIOSO

Oggi iniziamo le catechesi sulla misericordia secondo la prospettiva biblica, così da imparare la misericordia ascoltando quello che Dio stesso ci insegna con la sua Parola. Nella Sacra Scrittura, il Signore è presentato come “Dio misericordioso”. È questo il suo nome, attraverso cui Egli ci rivela, per così dire, il suo volto e il suo cuore. Egli stesso, come narra il Libro dell’Esodo, rivelandosi a Mosè si autodefinisce così: «Il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà». Vediamo insieme, una per una, queste parole della Sacra Scrittura che ci parlano di Dio. Il Signore è “misericordioso”: questa parola evoca un atteggiamento di tenerezza come quello di una madre nei confronti del figlio. Infatti, il termine ebraico usato dalla Bibbia fa pensare alle viscere o anche al grembo materno. Poi è scritto che il Signore è “pietoso”, nel senso che fa grazia, ha compassione e, nella sua grandezza, si china su chi è debole e povero, sempre pronto ad accogliere, a comprendere, a perdonare. Di questo Dio misericordioso è detto anche che è “lento all’ira”, letteralmente, “lungo di respiro”, cioè con il respiro ampio della longanimità e della capacità di sopportare. Dio sa attendere, i suoi tempi non sono quelli impazienti degli uomini. E infine, il Signore si proclama “grande nell’amore e nella fedeltà”. Com’è bella questa definizione di Dio! Qui c’è tutto. Perché Dio è grande e potente, ma questa grandezza e potenza si dispiegano nell’amarci, noi così piccoli, così incapaci. La parola “amore”, qui utilizzata, indica l’affetto, la grazia, la bontà. Non è l’amore da telenovela... È l’amore che fa il primo passo, che non dipende dai meriti umani ma da un’immensa gratuità. È la sollecitudine divina che niente può fermare, neppure il peccato, perché sa andare al di là del peccato, vincere il male e perdonarlo. Una “fedeltà” senza limiti: ecco l’ultima parola della rivelazione di Dio a Mosè. La fedeltà di Dio non viene mai meno, perché il Signore è il Custode che, come dice il Salmo 121, non si addormenta ma vigila continuamente su di noi per portarci alla vita.

(Udienza Generale - Mercoledì, 13 gennaio 2016)

 

 

RAGGI DI SOLE

POLLICINO

POLLICINO-16012016Sì, lo chiamavano proprio così. L’avete conosciuto anche voi? Era qui in vacanza d’estate con i suoi genitori. Ascoltiamo un po’ la sua storia. “«Ma che bel bambino!». Vedendolo, tutti sorridevano con quell’aria un po’ scema che si riserva ai bambini. «Che occhioni!», «Che nasino!», «Che boccuccia graziosa! ». Mamma e papà lo portavano in braccio come un trofeo, felici di mostrarlo a tutti. Per non parlare delle nonne che si scioglievano come burro dimenticato accanto alla fiamma del gas. Insomma, la vita era partita nel migliore dei modi per il piccolo Fabio. I problemi arrivarono poco dopo. Perché passavano i mesi e il bellissimo Fabio rimaneva un piccolo adorabile bambino. Mamma e papà dovettero arrendersi all’evidenza: il loro piccolo non si decideva a crescere. Intrapresero subito il pellegrinaggio negli studi dei più importanti professoroni in materia di crescita. Tutti misuravano, pesavano, auscultavano, si facevano pagare un bel po’ e poi dicevano con aria solenne: «Bah!». Le nonne, che la sapevano lunga, dicevano che era soltanto un problema di alimentazione e incominciarono la loro cura. Il povero Fabio doveva ingurgitare spinaci, carote, bistecche alla fiorentina frullate, banane e budini al cioccolato. Ma faceva solo delle grandi indigestioni e non si allungava né si allargava, né tantomeno cresceva di un millimetro. La sera del primo compleanno di Fabio, però, il papà prese una decisione: «Piccolo o no, andiamo tutti a mangiare all’Oca Ciuca!». L’Oca Ciuca è una pizzeria che ha dei bellissimi seggioloni per bambini piccoli agganciati al tavolo dei grandi. In uno di questi fu sistemato Fabio. Mamma e papà ordinarono la pizza con le acciughe che era la loro preferita, e mentre aspettavano guardarono il loro bambino che pareva ancora più piccolo nel seggiolone. Il papà si intenerì e disse: «Fabiuccio mio, in ogni caso sei la cosa più bella che ho! »; «Sono proprio felice di averti», aggiunse la mamma.

POF! Lì per lì nessuno se ne accorse, ma successe qualcosa di strano. Nel frattempo erano arrivate le pizze e mamma ne aveva preso un pezzetto minuscolo per metterlo in bocca a Fabio, ma non la centrò. La bocca era più in alto di dove se l’aspettava. «Ahi!», fece la mamma. Fabio aveva due denti! E poco prima non c’erano. Il bambino gorgogliò felice. «Ma com’è bravo il mio campione!», disse papà. POF! Successe di nuovo. Le gambe paffute di Fabio uscirono dal seggiolone. Questa volta Fabio rideva e borbottò: «Pappa!». «Miracolo!», gridarono insieme mamma e papà, richiamando l’attenzione di tutti. «È ora che gli compriate un vestito un po’ più grande», bofonchiò la cameriera che era accorsa preoccupata. Fabio infatti aveva letteralmente squarciato la sua tutina da poppante. La mamma lo prese in braccio e lo strinse forte. «Bambino mio, grazie, grazie, grazie...», piangeva e rideva di gioia. POF! Fabio crebbe di altre due dita. Il papà, che guardava a bocca aperta,, sentenziò: «Ho capito! Sono le nostre parole che lo fanno crescere. Eravamo così preoccupati di tutto il resto che ci eravamo dimenticati di parlare con lui!». «Caro, caro Fabiuccio mio!», fece la mamma, coprendolo di baci. «Calma cara, calma», intervenne il papà. «Altrimenti non riusciremo più a prenderlo in braccio!»”. Purtroppo, le persone che amiamo e che dovremmo aiutare di più sono molto spesso quelle alle quali diciamo ben poco. Anche se abitano con noi, assetate di qualche buona parola, sussurrata al loro cuore. Gesù conosce bene il valore e l’efficacia delle parole, che possono ferire o far crescere. «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». (Matteo 4,4).

                                               Don Paolo Piras

 

DALL’ISOLA

Verifica sul catechismo dei fanciulli.

Lunedì 11 le catechiste di S. Maria Maddalena si sono riunite col parroco per una verifica. Hanno constatato che i ragazzi del catechismo, proprio nei momenti religiosi più forti come Natale, Primo dell’Anno ed Epifania, in gran parte hanno disertato la Messa festiva. Bisognerà insistere con i genitori. Si è proposto di facilitare la partecipazione al canto della Messa dei fanciulli preparando un piccolo libro dei canti e di aiutare i bambini a formulare essi stessi qualche preghiera dei fedeli. Si è proposto di invitare al catechismo anche i fanciulli di seconda elementare per insegnare loro le cose più semplici, come il segno di croce e le preghiere del cristiano. Molti arrivano al primo anno di catechismo completamente digiuni. Per questo si sono suggeriti anche i nomi di alcune nuove catechiste che andrebbero naturalmente preparate. Si è raccomandata la partecipazione alla Giornata Diocesana della Pace promossa dall’Azione Cattolica Ragazzi e che quest’anno si celebrerà a Castelsardo il 31 di gennaio. I ragazzi che non andranno a Castelsardo saranno invitati a partecipare alla festa del Santo Bambino Gesù di Praga nella chiesetta delle Due Strade lo stesso giorno. Il Parroco ha raccomandato la partecipazione dei fanciulli ai momenti forti della comunità parrocchiale che formano più di un lezione di catechismo.

 

Condoglianze ai familiari di Bernardino Sanna e Pietro Demurtas che sono tornati alla casa del Padre.

 

 Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 17 gennaio

* Solennità di Sant’Antonio abate, patrono della diocesi.

* Giornata del migrante e del rifugiato (colletta obbligatoria).

* Giornata per l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei.

 2) Lunedì 18 gennaio (fino al 25 gennaio)

* Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

 3) Venerdì 22 gennaio

* Nella chiesa dell’Agonia a Moneta alle ore 17.30: S. Messa, seguirà un incontro interparrocchiale di preghiera per l’Anno Santo della Misericordia.

Non ci sarà la S. Messa in parrocchia.

 4) Domenica 24 gennaio

* Incontro zonale dei giovani ad Arzachena alle ore 16.00.

* Ricordo di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti alla S. Messa delle ore 18,00.

 5) Lunedì 25 gennaio

* Festa della Conversione di S. Paolo Apostolo.

* Conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

 6) Domenica 31 gennaio

* Festa del S. Bambino Gesù di Praga nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade. Ore 16,30 Vespri e Santa Messa. Non ci sarà la S.Messa delle ore 8,30.

* Festa della Pace A.C.R. a Castelsardo.

* Giornata mondiale dei malati di lebbra.

* Annuncio della catechesi neo-catecumenale.

 7) Lunedì 1 febbraio

* Festa di S. Giovanni Bosco, patrono dell’oratorio e del coro omonimo.

 8) Martedì 2 febbraio

* Festa della Presentazione del Signore

* Giornata della vita consacrata.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G.C. - Moneta

 

1. Domenica 17 gennaio

Solennità di Sant’Antonio abate, patrono della diocesi. Giornata del migrante e del rifugiato (colletta obbligatoria)

Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani dal 18 al 25 gennaio.

 2. Mercoledì 20 gennaio

Ore 18.30 incontro con i genitori dei bambini che si preparano alla Prima Comunione.

 3. Giovedì 21 gennaio

Ore 18.30 incontro del Consiglio Pastorale.

 4. Venerdì 22 gennaio

Ore 17.30 Santa Messa interparrocchiale alla Divina Misericordia e al seguito la veglia di preghiera in occasione dell’Anno della Misericordia.

 5. Domenica 24 gennaio

Incontro dei giovani della zona in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

 6. Mercoledì 27 gennaio

Ore 21.00 inizia il Corso prematrimoniale.

 7. Domenica 31 gennaio

Ore 10.30 Festa della Famiglia.

 8. L’Oratorio San Domenico Savio anche quest’anno parteciperà al carnevale isolano. Il tema del carro è: “Peter Pan nell'isola che non c'è!''. Le iscrizioni sono aperte a bambini, ragazzi e adulti. Le quote stabilite per la partecipazione sono 10€ per i bambini da 0-12 anni e 13€ per ragazzi e adulti. Per informazioni, contattare Franco Romano- Ines Tantini- Gavina Secchi -Alessandra Fadda.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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