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N°2 Sabato 9 Gennaio 2016

GESU’ CI DIFENDE SEMPRE DAL MALE

PAPA-E--BAMBINELLO-09012016La liturgia di oggi, seconda domenica dopo Natale, ci presenta il Prologo del Vangelo di san Giovanni, nel quale viene proclamato che «il Verbo – ovvero la Parola creatrice di Dio – si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Quella Parola, che dimora nel cielo, cioè nella dimensione di Dio, è venuta sulla terra affinché noi la ascoltassimo e potessimo conoscere e toccare con mano l’amore del Padre. Il Verbo di Dio è lo stesso suo Figlio Unigenito, fatto uomo, pieno di amore e di fedeltà, è lo stesso Gesù. L’Evangelista non nasconde la drammaticità della Incarnazione del Figlio di Dio, sottolineando che al dono d’amore di Dio fa riscontro la non accoglienza da parte degli uomini. La Parola è la luce, eppure gli uomini hanno preferito le tenebre; la Parola venne tra i suoi, ma essi non l’hanno accolta. Hanno chiuso la porta in faccia al Figlio di Dio. È il mistero del male che insidia anche la nostra vita e che richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché

 non prevalga. Il Libro della Genesi dice una bella frase che ci fa capire questo: dice che il male è “accovacciato davanti alla nostra porta”. Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro. Siamo invece chiamati a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli. In questo Anno Santo della Misericordia, facciamo sì che il Vangelo diventi sempre più carne anche nella nostra vita. Accostarsi al Vangelo, meditarlo, incarnarlo nella vita quotidiana è il modo migliore per conoscere Gesù e portarlo agli altri. Questa è la vocazione e la gioia di ogni battezzato: indicare e donare agli altri Gesù; ma per fare questo dobbiamo conoscerlo e averlo dentro di noi, come Signore della nostra vita. E Lui ci difende dal male, dal diavolo, che sempre è accovacciato davanti alla nostra porta, davanti al nostro cuore, e vuole entrare.

                    (Angelus - Domenica, 3 gennaio 2016)

 

 COLLOQUIO DEL S. PADRE CON I BIMBI CANTORI

PAPA-GIOVANI-09012016Prima domanda (rivolta dai bambini cantori al S.Padre): Che cosa pensa del nostro canto? Le piace cantare?

Papa Francesco – “Che cosa pensi del nostro canto? Ti piace cantare?”… Mi piacerebbe sentirvi cantare di più! Ho sentito soltanto un canto, spero che ne facciate altri... Mi piace sentire cantare, ma, se io cantassi, sembrerei un asino, perché non so cantare. Neppure so parlare bene, perché ho un difetto nel modo di parlare, nella fonetica... Ma mi piace tanto sentir cantare. Vi dico una cosa: il canto educa l’anima, il canto fa bene all’anima.

Sant’Agostino dice una frase molto bella. Parlando della vita cristiana, della gioia della vita cristiana, dice così: Canta e cammina”. La vita cristiana è un cammino, ma non è un cammino triste, è un cammino gioioso. E per questo canta. Canta e cammina, non dimenticare! E così la tua anima godrà di più della gioia del Vangelo.

Seconda domanda: Come fa ad essere sempre così buono, si arrabbia mai? Quali sono i Suoi buoni propositi per l’anno nuovo?

Papa Francesco - Una volta si avvicinò a Gesù un ragazzo e ha detto una parola che assomiglia alla tua; ha detto: Gesù, maestro buono”. E Gesù lo guardò e gli disse: No, solo Dio è buono”. Solo Dio è buono, ha detto Gesù. E noi? Siamo cattivi? No, metà e metà, abbiamo un po’ di tutto… Noi abbiamo sempre quella ferita del peccato originale che ci porta ad non essere tanto buoni sempre… Ma, ricordati sempre: solo Dio è buono, e se tu vuoi trovare bontà, va’ dal Signore, Lui è tutta bontà, tutto amore, tutto misericordia. E sai come faccio io per essere un po’ buono? Mi avvicino al Signore. E chiedo al Signore: Signore, che non sia tanto peccatore, che non sia tanto cattivo, che non faccia cattiverie a nessuno, che non abbia gelosie, invidie, che non mi mischi nelle cordate, che sono tante…”. E tutte queste cose. Chiedere la grazia di essere buono, perché solo Dio è buono. Anche questo dovete impararlo.

L’altra domanda: Si arrabbia mai?”. Sì, mi arrabbio, ma non mordo! Alle volte mi arrabbio, quando qualcuno fa una cosa che non va bene, mi viene un po’… Ma mi aiuta fermarmi e pensare alle volte in cui io ho fatto arrabbiare gli altri. E penso e mi domando: Io ho fatto arrabbiare un altro? Eh sì, tante volte. Allora non hai diritto di arrabbiarti. Ma questo ha fatto… Sì, ma se questo ha fatto quella cosa che è cattiva, che non è buona, chiamalo e parlagli come fratello, parla come fratello e sorella, parla, parla. Ma senza arrabbiarsi, perché la rabbia è velenosa, ti avvelena l’anima. Tante volte ho visto bambini e ragazzi spaventati. Perché? Perché i genitori, o a scuola, li sgridano. E quando uno è arrabbiato e sgrida fa male, ferisce: sgridare un altro è come dare una coltellata all’anima, non fa bene questo. Avete capito bene? Domando a voi, e ognuno nella propria lingua rispondete: com’era l’anima di Gesù, dolce o amara? [rispondono: Dolce!”]. Era dolce perché? Perché quando si arrabbiava questo non arrivava alla sua anima, era soltanto per correggere, e poi tornava alla pace.

Terza domanda: Alla sera, quando guardo la televisione con la mia famiglia, vedo tante storie tristi e drammatiche: il mondo resterà sempre così, anche quando sarò grande?

Papa Francesco – E’ vero quello che tu dici. C’è tanta gente che soffre nel mondo oggi. Ci sono le guerre. Ma quante guerre ci sono? In Africa, pensate quante guerre. Il Medio Oriente, dove è nato Gesù, è tutto in guerra. L’Ucraina, guerra. In tanti posti. In America Latina ci sono guerre. Sono cose brutte! E cosa fanno le guerre? Fanno povertà, fanno dolore, fanno male. Soltanto delle cose tristi… Pensate ai bambini. Voi, ragazzi e ragazze, bambini e bambine, avete il dono di Dio di poter cantare, di essere felici, di vivere la vita cristiana come diceva sant’Agostino - com’era quello che diceva sant’Agostino? [rispondono: Canta e cammina!”] -, ma ci sono bambini che non hanno da mangiare nel mondo; ci sono bambini che non possono andare a scuola, perché c’è la guerra, la povertà, e non ci sono le scuole; ci sono bambini che, quando si ammalano, non hanno la possibilità di andare in ospedale. Pregate per questi bambini. Pregate! Ma il mondo sarà sempre così? Il mondo può migliorare. Ma c’è una cosa di cui non piace parlare, ma di cui si deve parlare: nel mondo c’è la lotta fra il bene il male - dicono i filosofi -, la lotta fra il diavolo e Dio. Ancora questo esiste. Quando ad ognuno di noi viene la voglia di fare una cattiveria, quella piccola cattiveria è un’ispirazione del diavolo, che, tramite la debolezza che ha lasciato in noi il peccato originale, ti porta a questo. Si fa il male nelle piccole cose come nelle grandi cose; nelle guerre come – per esempio – un ragazzo o una ragazza bugiarda: è una guerra contro la verità di Dio, contro la verità della vita, contro la gioia. Questa lotta fra il diavolo e Dio, dice la Bibbia che continuerà fino alla fine.

(Discorso ai partecipanti al 40° congresso internazionale dei "Pueri Cantores"-  Giovedì, 31 dicembre 2015)

 

LA LUCE DEL VANGELO CI GUIDA VERSO CRISTO

Il racconto dei Magi, venuti dall’oriente a Betlemme per adorare il Messia, conferisce alla festa dell’Epifania un respiro di universalità. Il Cristo è appena nato, non sa ancora parlare, e tutte le genti – rappresentate dai Magi – possono già incontrarlo, riconoscerlo, adorarlo. Dicono i Magi: «Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». Erode ha sentito questo appena i Magi sono giunti a Gerusalemme. Questi Magi erano uomini prestigiosi, di regioni lontane e culture diverse, e si erano incamminati verso la terra di Israele per adorare il re che era nato. La Chiesa da sempre ha visto in essi l’immagine dell’intera umanità, e con la celebrazione di oggi, della festa dell’Epifania vuole quasi indicare rispettosamente ad ogni uomo e ogni donna di questo mondo il Bambino che è nato per la salvezza di tutti. Nella notte di Natale Gesù si è manifestato ai pastori, uomini umili e disprezzati - alcuni dicono dei briganti -; furono loro i primi a portare un po’ di calore in quella fredda grotta di Betlemme. Ora giungono i Magi da terre lontane, anch’essi attratti misteriosamente da quel Bambino. I pastori e i Magi ci insegnano che per incontrare Gesù è necessario saper alzare lo sguardo al cielo, non essere ripiegati su sé stessi, sul proprio egoismo, ma avere il cuore e la mente aperti all’orizzonte di Dio, che sempre ci sorprende, saper accogliere i suoi messaggi, e rispondere con prontezza e generosità. I Magi, dice il Vangelo, «al vedere la stella, provarono una gioia grandissima». Anche per noi c’è una grande consolazione nel vedere la stella, ossia nel sentirci guidati e non abbandonati al nostro destino. E la stella è il Vangelo, la Parola del Signore, come dice il salmo: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino». Questa luce ci guida verso Cristo. Senza l’ascolto del Vangelo, non è possibile incontrarlo!

(Solennità dell'Epifania del Signore - Angelus - mercoledì, 6 gennaio 2016)

 

GESU’ CI DIFENDE SEMPRE DAL MALE

La liturgia di oggi, seconda domenica dopo Natale, ci presenta il Prologo del Vangelo di san Giovanni, nel quale viene proclamato che «il Verbo – ovvero la Parola creatrice di Dio – si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Quella Parola, che dimora nel cielo, cioè nella dimensione di Dio, è venuta sulla terra affinché noi la ascoltassimo e potessimo conoscere e toccare con mano l’amore del Padre. Il Verbo di Dio è lo stesso suo Figlio Unigenito, fatto uomo, pieno di amore e di fedeltà, è lo stesso Gesù. L’Evangelista non nasconde la drammaticità della Incarnazione del Figlio di Dio, sottolineando che al dono d’amore di Dio fa riscontro la non accoglienza da parte degli uomini. La Parola è la luce, eppure gli uomini hanno preferito le tenebre; la Parola venne tra i suoi, ma essi non l’hanno accolta. Hanno chiuso la porta in faccia al Figlio di Dio. È il mistero del male che insidia anche la nostra vita e che richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché

   BOLLETTINO INTERPARROCCHIALE   N°02

La Maddalena

 Sabato 09 gennaio 2016

MAGISTERO

 

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 non prevalga. Il Libro della Genesi dice una bella frase che ci fa capire questo: dice che il male è “accovacciato davanti alla nostra porta”. Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro. Siamo invece chiamati a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli. In questo Anno Santo della Misericordia, facciamo sì che il Vangelo diventi sempre più carne anche nella nostra vita. Accostarsi al Vangelo, meditarlo, incarnarlo nella vita quotidiana è il modo migliore per conoscere Gesù e portarlo agli altri. Questa è la vocazione e la gioia di ogni battezzato: indicare e donare agli altri Gesù; ma per fare questo dobbiamo conoscerlo e averlo dentro di noi, come Signore della nostra vita. E Lui ci difende dal male, dal diavolo, che sempre è accovacciato davanti alla nostra porta, davanti al nostro cuore, e vuole entrare.

                    (Angelus - Domenica, 3 gennaio 2016)

 

 COLLOQUIO DEL S. PADRE CON I BIMBI CANTORI

Prima domanda (rivolta dai bambini cantori al S.Padre): Che cosa pensa del nostro canto? Le piace cantare?

Papa Francesco – “Che cosa pensi del nostro canto? Ti piace cantare?”… Mi piacerebbe sentirvi cantare di più! Ho sentito soltanto un canto, spero che ne facciate altri... Mi piace sentire cantare, ma, se io cantassi, sembrerei un asino, perché non so cantare. Neppure so parlare bene, perché ho un difetto nel modo di parlare, nella fonetica... Ma mi piace tanto sentir cantare. Vi dico una cosa: il canto educa l’anima, il canto fa bene all’anima.

Sant’Agostino dice una frase molto bella. Parlando della vita cristiana, della gioia della vita cristiana, dice così: Canta e cammina”. La vita cristiana è un cammino, ma non è un cammino triste, è un cammino gioioso. E per questo canta. Canta e cammina, non dimenticare! E così la tua anima godrà di più della gioia del Vangelo.

Seconda domanda: Come fa ad essere sempre così buono, si arrabbia mai? Quali sono i Suoi buoni propositi per l’anno nuovo?

Papa Francesco - Una volta si avvicinò a Gesù un ragazzo e ha detto una parola che assomiglia alla tua; ha detto: Gesù, maestro buono”. E Gesù lo guardò e gli disse: No, solo Dio è buono”. Solo Dio è buono, ha detto Gesù. E noi? Siamo cattivi? No, metà e metà, abbiamo un po’ di tutto… Noi abbiamo sempre quella ferita del peccato originale che ci porta ad non essere tanto buoni sempre… Ma, ricordati sempre: solo Dio è buono, e se tu vuoi trovare bontà, va’ dal Signore, Lui è tutta bontà, tutto amore, tutto misericordia. E sai come faccio io per essere un po’ buono? Mi avvicino al Signore. E chiedo al Signore: Signore, che non sia tanto peccatore, che non sia tanto cattivo, che non faccia cattiverie a nessuno, che non abbia gelosie, invidie, che non mi mischi nelle cordate, che sono tante…”. E tutte queste cose. Chiedere la grazia di essere buono, perché solo Dio è buono. Anche questo dovete impararlo.

L’altra domanda: Si arrabbia mai?”. Sì, mi arrabbio, ma non mordo! Alle volte mi arrabbio, quando qualcuno fa una cosa che non va bene, mi viene un po’… Ma mi aiuta fermarmi e pensare alle volte in cui io ho fatto arrabbiare gli altri. E penso e mi domando: Io ho fatto arrabbiare un altro? Eh sì, tante volte. Allora non hai diritto di arrabbiarti. Ma questo ha fatto… Sì, ma se questo ha fatto quella cosa che è cattiva, che non è buona, chiamalo e parlagli come fratello, parla come fratello e sorella, parla, parla. Ma senza arrabbiarsi, perché la rabbia è velenosa, ti avvelena l’anima. Tante volte ho visto bambini e ragazzi spaventati. Perché? Perché i genitori, o a scuola, li sgridano. E quando uno è arrabbiato e sgrida fa male, ferisce: sgridare un altro è come dare una coltellata all’anima, non fa bene questo. Avete capito bene? Domando a voi, e ognuno nella propria lingua rispondete: com’era l’anima di Gesù, dolce o amara? [rispondono: Dolce!”]. Era dolce perché? Perché quando si arrabbiava questo non arrivava alla sua anima, era soltanto per correggere, e poi tornava alla pace.

Terza domanda: Alla sera, quando guardo la televisione con la mia famiglia, vedo tante storie tristi e drammatiche: il mondo resterà sempre così, anche quando sarò grande?

Papa Francesco – E’ vero quello che tu dici. C’è tanta gente che soffre nel mondo oggi. Ci sono le guerre. Ma quante guerre ci sono? In Africa, pensate quante guerre. Il Medio Oriente, dove è nato Gesù, è tutto in guerra. L’Ucraina, guerra. In tanti posti. In America Latina ci sono guerre. Sono cose brutte! E cosa fanno le guerre? Fanno povertà, fanno dolore, fanno male. Soltanto delle cose tristi… Pensate ai bambini. Voi, ragazzi e ragazze, bambini e bambine, avete il dono di Dio di poter cantare, di essere felici, di vivere la vita cristiana come diceva sant’Agostino - com’era quello che diceva sant’Agostino? [rispondono: Canta e cammina!”] -, ma ci sono bambini che non hanno da mangiare nel mondo; ci sono bambini che non possono andare a scuola, perché c’è la guerra, la povertà, e non ci sono le scuole; ci sono bambini che, quando si ammalano, non hanno la possibilità di andare in ospedale. Pregate per questi bambini. Pregate! Ma il mondo sarà sempre così? Il mondo può migliorare. Ma c’è una cosa di cui non piace parlare, ma di cui si deve parlare: nel mondo c’è la lotta fra il bene il male - dicono i filosofi -, la lotta fra il diavolo e Dio. Ancora questo esiste. Quando ad ognuno di noi viene la voglia di fare una cattiveria, quella piccola cattiveria è un’ispirazione del diavolo, che, tramite la debolezza che ha lasciato in noi il peccato originale, ti porta a questo. Si fa il male nelle piccole cose come nelle grandi cose; nelle guerre come – per esempio – un ragazzo o una ragazza bugiarda: è una guerra contro la verità di Dio, contro la verità della vita, contro la gioia. Questa lotta fra il diavolo e Dio, dice la Bibbia che continuerà fino alla fine.

(Discorso ai partecipanti al 40° congresso internazionale dei "Pueri Cantores"-  Giovedì, 31 dicembre 2015)

 

LA LUCE DEL VANGELO CI GUIDA VERSO CRISTO

Il racconto dei Magi, venuti dall’oriente a Betlemme per adorare il Messia, conferisce alla festa dell’Epifania un respiro di universalità. Il Cristo è appena nato, non sa ancora parlare, e tutte le genti – rappresentate dai Magi – possono già incontrarlo, riconoscerlo, adorarlo. Dicono i Magi: «Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». Erode ha sentito questo appena i Magi sono giunti a Gerusalemme. Questi Magi erano uomini prestigiosi, di regioni lontane e culture diverse, e si erano incamminati verso la terra di Israele per adorare il re che era nato. La Chiesa da sempre ha visto in essi l’immagine dell’intera umanità, e con la celebrazione di oggi, della festa dell’Epifania vuole quasi indicare rispettosamente ad ogni uomo e ogni donna di questo mondo il Bambino che è nato per la salvezza di tutti. Nella notte di Natale Gesù si è manifestato ai pastori, uomini umili e disprezzati - alcuni dicono dei briganti -; furono loro i primi a portare un po’ di calore in quella fredda grotta di Betlemme. Ora giungono i Magi da terre lontane, anch’essi attratti misteriosamente da quel Bambino. I pastori e i Magi ci insegnano che per incontrare Gesù è necessario saper alzare lo sguardo al cielo, non essere ripiegati su sé stessi, sul proprio egoismo, ma avere il cuore e la mente aperti all’orizzonte di Dio, che sempre ci sorprende, saper accogliere i suoi messaggi, e rispondere con prontezza e generosità. I Magi, dice il Vangelo, «al vedere la stella, provarono una gioia grandissima». Anche per noi c’è una grande consolazione nel vedere la stella, ossia nel sentirci guidati e non abbandonati al nostro destino. E la stella è il Vangelo, la Parola del Signore, come dice il salmo: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino». Questa luce ci guida verso Cristo. Senza l’ascolto del Vangelo, non è possibile incontrarlo!

(Solennità dell'Epifania del Signore - Angelus - mercoledì, 6 gennaio 2016)
 
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