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Scritto da Administrator   

N°1 Sabato 2 Gennaio 2016

EDITORIALE

Vinci l’indifferenza e conquista la pace.

Si è celebrata, il primo giorno dell’anno, la 49a Giornata Mondiale della Pace. Nel suo messaggio papa Francesco ha esortato tutte le persone di buona volontà a realizzare la giustizia e a operare per la pace. Non solo la guerra ma anche l’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana. C’è una globalizzazione dell’indifferenza, indifferenza verso Dio, dalla quale scaturisce anche l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato. C’é un umanesimo falso che si sente autosufficiente e mira non solo a sostituirsi a Dio ma a farne completamente a meno. L’indifferenza verso il prossimo, anche da parte di chi è informato sui drammi che affliggono l’umanità, fa tenere lo sguardo, il pensiero e l’azione rivolti a se stesso. L’indifferenza verso la creazione porta all’inquinamento delle acque, dell’aria. Bisogna passare dall’indifferenza alla misericordia. Dio non è indifferente. A Dio importa l’umanità, non l’abbandona. Nel suo figlio Gesù, Dio è sceso fra gli uomini, si è incarnato, si è mostrato solidale con l’umanità. Ci insegna ad essere misericordiosi. Come il buon samaritano a fermarci davanti alle sofferenze di questo mondo per alleviarle, alle ferite degli altri per curarle. L’amore per gli altri è l’unità di misura di Dio per giudicare le nostre azioni. Da ciò dipende il nostro destino eterno. Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia. Vincendo l’indifferenza si costruisce la pace.

                                               D.D.

 

RAGGI DI SOLE

«ORA SO PERCHÉ DOVEVI FARLO»

BUONANOTTE-02012016Dal Bollettino Salesiano di P. Bruno Ferrero vi riferisco questo racconto Natalizio. “C’era una volta un uomo che considerava il Natale una favola incomprensibile. Era una persona gentile e discreta, amorevole con la sua famiglia, onesta in tutti i suoi rapporti con gli altri uomini. Ma non riusciva a credere all'Incarnazione. Ed era troppo onesto per fingere di crederci. La vigilia di Natale la moglie e i figli andarono in chiesa per la Messa di mezzanotte.«Mi dispiace, ma non vengo» disse lui. «Non riesco a capire l'affermazione che Dio si fa uomo. Preferisco stare a casa. Vi aspetterò per prendere qualcosa di caldo insieme». La sua famiglia si allontanò in auto, la neve cominciò a cadere. L'uomo andò alla finestra e guardò le folate sempre più fitte e pesanti. «Un vero Natale con i fiocchi!» pensò. Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere il suo libro. Pochi minuti dopo fu sorpreso da un tonfo sordo, subito seguito da un altro, poi da un altro ancora. Pensò che qualcuno si divertisse a tirare palle di neve alla finestra del suo soggiorno. Quando andò alla porta d'ingresso per indagare vide uno stormo di uccelli che svolazzavano nella tempesta alla disperata ricerca di un riparo e attirati dalla luce della sua finestra andavano a sbattere contro i vetri. Molti finivano a terra tramortiti. «Non posso permettere che queste povere creature giacciano lì a congelare» pensò. «Ma come posso aiutarli?» Si ricordò della rimessa che non usava più: avrebbe potuto fornire un riparo caldo. Indossò il cappotto e gli scarponi e con passo pesante attraverso la neve si diresse alla rimessa. Spalancò l'ampia porta e accese la luce. Ma gli uccelli non entravano. «Un po' di cibo li attirerà» pensò. Così si affrettò a tornare a casa per le briciole di pane, che sparse sulla neve per fare un percorso verso la rimessa. Ma gli uccelli ignoravano le briciole di pane e continuavano a svolazzare sempre più intorpiditi nella tormenta. L'uomo si mise ad agitare le braccia, ma quelli, spaventati, si disperdevano in ogni direzione, invece di rifugiarsi nel deposito caldo e illuminato. «Mi vedono come una creatura strana e terrificante» si disse. «Li ho solo terrorizzati di più. Come faccio a comunicare loro che possono fidarsi di me?». Uno strano pensiero lo colpì: «Se solo potessi essere un uccello io stesso per qualche minuto, forse potrei guidarli verso la salvezza». Proprio in quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare. Rimase in silenzio per un po', ascoltando le campane. Poi cadde in ginocchio nella neve. «Adesso capisco», sussurrò. «Ora so perché dovevi farlo».

«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.» (Vangelo di Giovanni 1, 1; 14)”.                                  

  Don Paolo Piras

 

DALL’ISOLA

 Il Natale a Moneta

NATIVITA'-02012016Nella Chiesa di Moneta il tema della Misericordia è di casa: ogni giovedì durante la preghiera Getsemanica si recita la Coroncina alla Divina Misericordia già da diversi anni. Abbiamo custodite nell’altare le reliquie di S. Faustina e dall’ottobre 2014 anche quelle di S. Giovanni Paolo II, veri strumenti e apostoli della Divina Misericordia. Perciò il presepe della nostra Chiesa non poteva che essere intonato a questo anno del Giubileo della Misericordia: insieme alla Natività ci sono altri personaggi che ci richiamano a vivere la Misericordia nella nostra vita. Infatti sono rappresentate le opere di Misericordia come dar da mangiare agli affamati, con la figura di una donna povera con il suo bambino, visitare i carcerati con le sbarre di una prigione dove si intravede una persona reclusa. C’è poi la figura del Padre Misericordioso che abbraccia il figlio pentito, richiamandoci alla parabola del figliol prodigo, vero emblema della Misericordia di Dio: il Padre rappresenta Dio, quindi la Chiesa che, come vuole Papa Francesco, abbraccia l’umanità penitente. C’è poi un intreccio di rami bianchi che rappresenta la nostra vita quotidiana, piena di tante gioie ma anche di tristezze, paure, affanni, orgoglio, superbia, un groviglio di tante schiavitù che spesso ci fanno allontanare da Dio. Il bianco è simbolo di purezza, bellezza, chiarezza e luminosità, tutte virtù che fioriscono in noi vivendo le opere di Misericordia che sono rappresentate nelle decorazioni dell’albero della vita posto ai piedi del presepe, opere di Misericordia corporali e spirituali. Questo significativo presepio è stato ideato da Agostino Canu e allestito dalla Confraternita del Getsemani insieme ad altri volontari, che hanno collaborato alla sua buona riuscita.  Ed è davanti a questo speciale presepe che abbiamo partecipato alla “speciale” Novena di Natale. Perché speciale? Perché in questa novena i veri protagonisti erano i bambini che tutte le sere hanno partecipato numerosi e in maniera gioiosa: era veramente una festa! Con l’accompagnamento musicale da parte di Davide Avolio e del suo coro San Giovanni Paolo, i bambini, piccoli e grandi, hanno cantato tutti gli inni della novena con entusiasmo e hanno seguito con attenzione alcuni episodi della vita di Don Bosco che Don Andrea ha raccontato loro, episodi che, sempre nel tema delle opere di Misericordia , hanno dato ai bambini(e non solo) preziosi insegnamenti. Anche le preghiere dei fedeli sono state fatte dai bambini coadiuvati dalle loro catechiste che li hanno seguiti in questo percorso con tanto impegno. Naturalmente il culmine di queste celebrazioni è stato la notte di Natale quando tante persone hanno partecipato con fede alla Messa solenne di mezzanotte e tra il suono della campanella e il Gloria, è stato posto il Bambinello nella culla del presepe. Nell’ omelia Don Andrea ci ha ricordato che la nascita di Gesù non è una semplice commemorazione ma un mistero, una realtà che non riusciamo a comprendere fino in fondo, ma sotto i segni Sacramentali, questa realtà si attua nella nostra vita. “Quest’anno lo dovremmo vivere in modo particolare, essendo l’anno Giubilare e la nascita di Gesù è già il primo segno della Misericordia di Dio verso l’umanità.” Naturalmente la celebrazione è stata allietata dai canti natalizi del coro, che in questo speciale momento non possono mancare e che aiutano i fedeli a sentirsi più partecipi alla solennità del Natale. Terminata la Messa il Parroco ha fatto gli auguri a tutti e ha ringraziato i numerosi gruppi parrocchiali che non lo lasciano solo nello svolgimento delle attività, sostenendolo in ogni occasione, anche con qualche piccolo sacrificio, facendo sì che questa comunità sia veramente una comunità “viva”.                                  Maria Vitiello

Il miracolo di Natale 2015

Il Giubileo straordinario della Misericordia indetto dal nostro amatissimo Papa Francesco ci coinvolge tutti a intraprendere un cammino di conversione impegnandoci a mettere in pratica le opere di misericordia verso i nostri fratelli, in particolare i più poveri e disagiati. Mi ha particolarmente colpito il gesto significativo di Papa Francesco che ha voluto aprire la Porta Santa della carità all’ostello Caritas della Stazione Termini di Roma, ricordandoci che Gesù si nasconde tra i poveri. Come Figlia della carità mi sento in perfetta sintonia col nostro amatissimo Papa, perché San Vincenzo ci insegna che “i poveri sono i nostri Signori e Padroni”. In questo tempo di Natale, contemplando il Bambino di Betlemme, che nasce povero in una stalla e si fa solidale con la nostra povera Umanità, si risvegliano in noi i sentimenti più nobili del cuore umano. Anche questo Natale 2015, nonostante la crisi che mette a dura prova tantissime famiglie, privandole dei beni più indispensabili, abbiamo avuto da parte di tante persone generose, numerosi segni concreti di solidarietà e di condivisione nei confronti di tante famiglie che, nella nostra comunità Isolana, vivono in condizioni di precarietà. Forse il tempo di crisi e di incertezza che stiamo attraversando, ci ha reso più attenti e sensibili ai bisogni degli altri e quindi più solidali, capaci di condividere ciò che abbiamo con chi è più svantaggiato. È proprio grazie a questa gara di solidarietà, di condivisione, e di carità da parte di tantissime persone che abbiamo potuto aiutare numerose famiglie in difficoltà, con generi di prima necessità (compresa la carne) contribuendo a rendere loro più confortevoli le feste natalizie. Ringrazio di cuore tutte le persone che in modo discreto, ma generoso ci hanno aiutato in questa opera di carità verso i nostri Fratelli bisognosi. Il Signore benedica e ricompensi generosamente il loro buon cuore e San Vincenzo, il Santo della Carità, interceda per tutti presso il Signore Gesù.

Auguro Buone Feste Natalizie e un Felice Anno Nuovo. Con profonda riconoscenza e gratitudine.

Suor Letizia e la Comunità dell’Istituto San Vincenzo.

 

La Caritas Parrocchiale di S. Maria Maddalena ringrazia.

Luci, colori, profumi, canti, alberi addobbati, piccoli e grandi presepi, abbracci, saluti, aria di festa un po’ ovunque: questo è il Natale. Momento magico durante il quale un po’ tutti si fermano a riflettere sul mistero di quel piccolo Bambino nato in una stalla, vestito di povere vesti e deposto in una mangiatoia. Natale festa del dono, il Dono di Dio all’umanità, il dono di un Figlio inviato come segno di un grande Amore che ci riscatta tutti e ci invita alla fiducia in un Dio che è Padre Buono e Misericordioso e a sperare in una umanità nuova in cerca di pace e giustizia. La tradizione del dono, che risale ai primi secoli dell’era cristiana, si ripete ogni anno, e molti cristiani, in ricordo di quel Dono d’amore, esprimono la loro gratitudine a Dio, con gesti di attenzione, di solidarietà e amore verso coloro che attraversano momenti di difficoltà. Anche quest’anno la generosità della comunità maddalenina ha consentito agli operatori della Caritas della parrocchia S. Maria Maddalena di acquistare generi di prima necessità destinati a persone e famiglie che vivono in situazione di disagio. La Caritas ringrazia di cuore tutti coloro che con il loro contributo, in viveri o denaro, hanno collaborato a far trascorrere un Santo Natale più sereno e dignitoso a chi è meno fortunato. Un ringraziamento particolare va all’Am-ministrazione Comunale per il contributo in denaro, alle insegnanti di religione e alle loro colleghe della scuola pubblica, Infanzia e Primaria, che con il “Progetto Natale” hanno sensibilizzato, attraverso i bambini, le famiglie sul tema della “solidarietà”. Si ringraziano anche le catechiste che hanno allestito e decorato, insieme ai bambini in catechesi, “l’Albero della Carità, presso il quale molti hanno lasciato i loro doni per i poveri e grazie anche a quelle famiglie che, con grande discrezione, sono state “Babbo Natale” per alcuni piccoli amici. Con l’occasione, gli operatori della Caritas, porgono a tutta la comunità maddalenina gli auguri più sinceri di Buon Anno, un anno nel quale, con l’impegno e la volontà di tutti si possano risolvere tante situazioni di precarietà e disagio.                              

 (Gli operatori Caritas)

 

“Missione Betlemme”, recita che quest’anno l’Infanzia missionaria ha voluto presentare prima del Santo Natale. BETLEMME era la meta che la Colomba della pace doveva raggiungere per depositare davanti al Bambinello il ramoscello d’ulivo. Ma, in un mondo disorientato, anche la colomba, perdendo la memoria, non sa trovare la strada giusta. Alla fine però ritrova la memoria e sa dove cercare il posto umile dove sarebbe nato il Re dei Re. Gli Angeli, pieni di gioia, danzano davanti al Bambin Gesù. La missione è compiuta, da parte della colomba, conclude la recita, ma tutti abbiamo la missione di portare la pace e trovare il posto dove far nascere Gesù … anche nelle nostre città …

Quest’ ultima missione, purtroppo, è in parte mancata nelle nostre parrocchie perché, mentre ci si preparava ad accogliere Gesù con la Novena di Natale,(come è usuale tutti gli anni ) questa stessa è stata disertata da molti bambini attirati sia il giorno della recita e gli altri giorni seguenti da tutti gli spettacoli proposti in piazza (seppure attraenti come la neve finta) concomitanti però con la Novena. Si auspica perciò per il prossimo anno un’armonica collaborazione d’intenti. Non dobbiamo dimenticare che “La capanna di Betlemme è la prima, vera capanna ; e, insieme, la prima, vera casa del mondo,la prima famiglia … da dove viene quel senso di dolcezza infinita quando ci poniamo a meditare su cosa significhi il Natale, una volta che lo si spogli d’ogni sua decorazione e lo si riconduca alla sua umile e fulgida verità”… Quest’ anno la Novena, molto interessante, era incentrata su Don Bosco e sulle opere di misericordia che scaturivano dalla lettura dei racconti sul Santo stesso e che i bambini dovevano mettere in pratica. Così, giorno per giorno, con le opere buone fatte, i bambini col filino di paglia (corrispondente all’opera buona) preparavano la culla di Gesù Bambino e allo stesso tempo ritiravano dalla cassetta postale (preparata per l’ occasione) il messaggio inviato da altri bambini o ragazzi del mondo da leggere e meditare. Per i bambini e adulti presenti, la Novena è stata salutare e sentita; partecipativa nei canti animati da Davide e dal coro. Un grazie grande va a Don Andrea che è sempre attento e operoso verso i bambini trovando strategie fruttuose, anche alle catechiste sempre disponibili ad accogliere i bambini all’uscita della scuola preparando loro la merenda. Un grazie grande va alla mia collaboratrice Manuela che oltre ad aver recitato la colomba della pace si è prodigata per gli scenari; un grazie grande grande ai bambini dell’Infanzia missionaria e ad altri: Asia, Francesco, Michele, Giada, Mariagiulia, Francesca, Matilde S., Matilde De N., Aurora, che in mezzo a tanti impegni hanno trovato il tempo per prepararsi e un grazie ai genitori molto pazienti; un grazie ancora a Davide e Giorgio per la musica e a Mariolino per l’ aiuto organizzativo. Anche quest’ anno l’Infanzia missionaria si è prodigata per i bisognosi vicini e lontani, anche con il contributo di persone generose che ringrazio vivamente, portando avanti l’ adozione a distanza, i progetti della POIM, le cure mediche ai lebbrosi, l’aiuto ai terremotati, le animazioni liturgiche specifiche della Missione, la vicinanza alle persone in difficoltà e altro; ma soprattutto con la certezza che ogni piccola goccia delle nostre disponibilità e delle nostre preghiere disseteranno molti bambini nel mondo. Lo scorso anno sono stati devoluti 1595 euro e quest’ anno, nonostante la crisi, 2245 euro. Buon Anno a tutti!                              

  Maddalena Migliore

Auguri alla neobattezzata Emma.

Auguri ai novelli sposi Gian Luigi e Bettina Noemi, Gian Luca e Anna

 

 

Avvisi

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

 1) Mercoledì 6 gennaio

 

* Epifania del Signore.

 

* Giornata dell’Infanzia Missionaria. (Giornata Missionaria dei Ragazzi)

 

2) Giovedì 7 gennaio

 

* Ore 18.00. Preghiera per le vocazioni

 

3) Sabato 9 gennaio

 

* Ore 16.00: Messa mensile nella chiesa della Trinita.

 

4) Venerdì 15 gennaio

 

* Consiglio Pastorale Parrocchiale sull’aiuto ai poveri a La Maddalena nell’Anno Santo della Misericordia.

 

5) Sabato 16 gennaio

 

* A Tempio, in cattedrale, ore 18.00: Mons. Sebastiano Sanguinetti presiederà l’apertura dell’inchiesta diocesana per la beatificazione di Padre Salvatore Vico.

 

6) Domenica 17 gennaio

 

* Solennità di Sant’Antonio abate, patrono della diocesi.

 

* Giornata del migrante e del rifugiato (colletta obbligatoria).

 

* Giornata per l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei.

 

 

 

 

 

 

Avvisi

 

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. Moneta

 

 1. Domenica 3 gennaio

 

Il Gruppo Teatrale del nostro Oratorio presenta il musical “Madre Teresa” a Perfugas durante la conferenza “La Misericordia e l’Accoglienza” organizzata da Sardegna Solidale.

 

 2. Mercoledì 6 gennaio

 

Solennità dell’Epifania del Signore. Giornata dell’Infanzia Missionaria. Le S. Messe come ogni domenica.

 

3. Sabato 9 gennaio

 

Riprendono gli incontri del catechismo.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 
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