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N°44 Sabato 31 ottobre 2015

 

EDITORIALE

 I MORTI VIVONO

“Siamo nati per vivere non per morire” diceva papa S. Giovanni XXIII. Illusione o verità? I materialisti dicono: “Con la morte è finito tutto”. I cristiani (e non solo) dicono: “Dopo la morte c’è una vita nuova”. Noi fondiamo questa sicura speranza sulla parola di Gesù che alla vigilia della sua morte ha detto: “Vado a prepararvi un posto” e sulla sua risurrezione con la quale ha vinto la morte anche per noi ed ha inaugurato una vita nuova. Così si spiega il culto dei morti nella fede cristiana: specialmente nel mese di novembre, detto il mese dei morti, si visita il cimitero, (una parola di origine greca che significa “dormitorio” dal quale un giorno ci si risveglierà), si puliscono le tombe e le foto dei defunti, si adornano di fiori. Non è solo un ricordo dei propri cari ma anche l’occasione per intensificare le preghiere per loro “poiché santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati”(2 Mac 12,46). La Chiesa insegna che in tanti modi si può suffragare cioè dare sollievo spirituale alle anime dei defunti: con la preghiera, specialmente con la s. Messa, con le opere buone, con le indulgenze. Si prega davanti alle tombe, si celebrano Messe di suffragio in cimitero e in chiesa. Il giorno dei morti alle porte del cimitero e della chiesa, le donne del Volontariato Vincenziano raccolgono offerte per i poveri, un’opera buona in suffragio dei defunti, in loro nome. Le indulgenze sono la remissione della pena dovuta ai peccati già perdonati. In ogni peccato c’è la colpa e c’è la pena. La colpa può essere perdonata col pentimento e la confessione. La pena richiede la riparazione dell’ingiustizia commessa. Chi ha rubato dovrà restituire, chi ha diffamato dovrà riparare, così chi ha offeso, chi ha tradito il matrimonio, chi ha abortito. Non basta pentirsi, bisogna riparare il danno causato. Chi non lo fa in questa vita, lo farà nell’altra. È la dottrina cristiana del purgatorio che significa purificazione. La Chiesa che è madre, viene in aiuto ai suoi figli attingendo ai meriti di Cristo, della Vergine e dei santi per rimettere la pena dei peccati. Lo fa con le indulgenze che generalmente sono legate ad opere buone; ad esempio visitando il cimitero per i primi otto giorni di novembre e pregando per i defunti si può ottenere ogni giorno l’indulgenza plenaria applicabile ai defunti. Le condizioni per lucrarla sono: partecipare in quel giorno alla Messa e ricevere la Comunione, confessarsi nel giro di otto giorni, recitare un Padre nostro e un Credo ed una preghiera secondo le intenzioni del Papa. A fondamento di questo scambio di beni spirituali c’è la Comunione dei Santi, cioè la comune unione tra la Chiesa celeste, quella purificante nel purgatorio e quella peregrinante sulla terra che si aiutano reciprocamente.          

                                   D.D.

 

RAGGI DI SOLE

 HO BISOGNO PROPRIO DI TE

FIAMMA-CANDELAHo saputo che “c’era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. «Sono troppo debole per fare una corda» si lamentava. «E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un arazzo e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte….Ah, se fossi un filo d’oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!». Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo soletto. Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: «Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un’idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto ed io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino e donare un po’ di calore e di luce. È meglio illuminare e scaldare piuttosto che stare nel buio a brontolare». Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell’oscurità ed emanò calore. E fu felice. Chissà quanti fili di cotone troppo corti ci sono nel mondo: hanno bisogno solo di trovare un mucchietto di cera per essere felici”. Magari proprio oggi qualcuno ha bisogno di te, di me. Attende una scintilla. Proviamo ad accenderla?

                                                   Don Paolo Piras

 

 

DALL’ ISOLA

 GIOVANNI PAOLO II “DONO E MISTERO”

FOTO-KAROL-WOITYLAI Santi sono per noi un dono, un esempio di vita e in seguito alle nostre invocazioni, intercedono per noi e così si stabilisce un rapporto tra noi pellegrini e loro che già godono dei beni spirituali. In loro Dio dà un segno tangibile della sua presenza, quindi amare i Santi conduce ad amare Cristo, che compie in loro il suo progetto. Abbiamo sempre pensato ai Santi come persone speciali ma lontani, appartenenti al passato, ma così non è, perché lo Spirito è sempre vivo ed operante e questo l’abbiamo potuto constatare e toccare con mano nei Santi dei nostri giorni: San Pio e poi i nuovi Santi Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Il 27 Aprile 2014 Papa Francesco nell’omelia della Santa Messa della loro Canonizzazione ha detto: “Non dimentichiamo che sono proprio i Santi che mandano avanti e fanno crescere la Chiesa. San Giovanni XXIII è stato per la Chiesa un pastore, una guida guidata dallo Spirito e per questo a me piace pensarlo come il Papa della docilità allo Spirito Santo, mentre San Giovanni Paolo è stato il Papa della famiglia. Così lui stesso una volta disse che avrebbe voluto essere ricordato come il Papa della famiglia.” Nella chiesa di Moneta possiamo venerare le reliquie di S. Giovanni Paolo e grazie al nostro Parroco D. Andrea Domanski, polacco come il Papa, abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio e così vorremmo farlo conoscere in modo approfondito a tutti. Per questo motivo, settimana per settimana, riporteremo sul bollettino Parrocchiale la storia della sua vocazione sacerdotale raccontata da Lui stesso, magari tralasciando alcuni particolari. “La storia della mia vocazione sacerdotale? La conosce soprattutto Dio. Nel suo strato più profondo ogni vocazione sacerdotale è un grande mistero, è un dono che supera infinitamente l’uomo e ci rendiamo conto che le parole umane non sono in grado di reggere il peso del mistero che il sacerdote porta in sé. Quando ero studente di ginnasio ebbi l’occasione di dare il benvenuto all’ Arcivescovo di Cracovia, principe Adam Stefan Sapieha, il quale domandò quale facoltà avrei scelto dopo la maturità e alla risposta: Filologia polacca, rispose “peccato non sia la Teologia”. In quel periodo della mia vita, la vocazione sacerdotale non era ancora matura, anche se intorno a me non pochi erano del parere che dovessi entrare in seminario, ma io ero preso dalla passione per la letteratura, in modo particolare per quella drammatica e per il teatro….”

                                          Maria Vitiello

 

INAUGURAZIONE ANNO CATECHISTICO

Domenica 25 Ottobre durante la Santa Messa delle ore 11.00 è stato inaugurato l'anno catechistico. Alla celebrazione hanno partecipato numerosi bambini, soprattutto quelli del primo anno; c'erano anche moltissimi genitori, ai quali chiediamo di continuare a condividere con i loro figli il momento della Messa, come occasione di crescita spirituale. I bambini sono stati coinvolti nelle preghiere dei fedeli, e nell'offertorio, dove con tanta emozione hanno portato all'altare oltre alla pisside e alle ampolline con l'acqua e il vino, un grande pane, la Bibbia, i libri del catechismo ed il sale che simboleggiava la parola di Gesù che ha detto: "Voi siete il sale della terra...". Sull'altare c'erano alcuni bambini che si stanno preparando per diventare chierichetti. La Santa Messa animata dal coro San Giovanni Bosco, è terminata con una bella foto di gruppo con tutti i bambini, il parroco e le catechiste.       (Vedi avvisi)     

    Le Catechiste

 

GITA - PELLEGRINAGGIO AD ARITZO

GITA-ARITZU-2015In una soleggiata mattina d'ottobre ventotto persone, compreso l'autista Gianluca Usai, sono saliti sul pulmino per una gita pellegrinaggio nel Nuorese e precisamente ad Aritzo, un viaggio passato in piacevole compagnia ed in preghiera con la recita del Rosario. Durante il percorso, prima vera sorpresa è stata la splendida visione del lago artificiale dell'Omodeo realizzato tra il 1919 e il 1924, con uno sbarramento del fiume Tirso. È il più importante invaso dell'Isola e per molto tempo ha detenuto il primato di più grande d'Europa. Ci siamo quindi inoltrati in Barbagia terra antica e particolarmente affascinante per il suo territorio impervio e selvaggio,un paesaggio di folte foreste. Passando per Meana Sardo siamo giunti verso le 14,30 ad Aritzo. Il paese, situato in una delle località più suggestive del Gennargentu, conta 1755 abitanti su un territorio di circa 76 kmq. in provincia di Nuoro, situato nell'antica regione della Barbagia di Belvi. Altitudine 796 m s.l.m. Patrono San Michele Arcangelo. Paese a vocazione prevalentemente turistica, ha comunque nel settore della pastorizia e dell'artigianato altri punti saldi della sua economia. Nel passato Aritzo commerciava anche la neve che, dopo essere stata raccolta nelle “neviere” (contenitori appositi), veniva utilizzata, dai cosiddetti "Niargios" durante l'estate per produrre un caratteristico sorbetto al limone denominato in lingua sarda “Sa Carapigna”. Aritzo è conosciuta in territorio regionale anche per la grande produzione di castagne, e celebra questo primato con una sagra annuale, durante l'ultimo fine settimana di ottobre: La "Sagra delle castagne e delle nocciole", giunta quest'anno alla 45° edizione è stata un successo con quasi 50.000 visitatori nei 2 giorni festivi. Percorrendo corso Umberto I, la via principale del paese, abbiamo ammirato la Chiesa Parrocchiale di "S. Michele Arcangelo", di epoca cinquecentesca; la chiesa, restaurata nel 1914 - 1919, era di stile gotico-aragonese e risaliva al XIV e XV secolo. Superato il portale, entrando in chiesa ci si immerge in una atmosfera di profonda religiosità e così alle ore 18 abbiamo partecipato alla Santa Messa presieduta dal Parroco Don Giovanni Zedda, che al termine ci ha ringraziati pubblicamente. Accompagnati da due signore ottantenni abbiamo potuto ammirare la cappella di San Cristoforo. La statua del santo, alta 190 cm, datata 1606 in legno policromo colpisce per la sua forte carica espressiva, considerata una delle più belle statue del Seicento in Sardegna. Proseguendo a ritroso troviamo la cappella del Rosario con una grande tela del pittore aritzese Antonio Mura. Antonio Mura fu un pittore ed un incisore tra i migliori artisti sardi del '900. Artista completo, sia per preparazione professionale che per adeguata cultura, si distinse nell'esecuzione di opere sacre, seguendo la sua ispirazione profondamente religiosa La serenità della fede cristiana dell'artista, rivive nella bellezza e nella maestà del volto della Beata Vergine Maria e in quella dei santi Domenico e Caterina e di Papa Giovanni XXIII. Il Mura amava rendere testimonianza ad Aritzo scegliendo fra la sua gente e particolarmente tra i bambini i modelli per i suoi santi e per i suoi cherubini. L'opera è del 1968. Altre opere del Mura presenti nella chiesa sono "La cena di Hemmaus e la drammatica "Deposizione della Croce" "Iscravammentu". Dopo la cena nell'Hotel la Capannina, dove abbiamo soggiornato, gran parte del gruppo ha partecipato al concerto notturno dei Dik Dik. Il bel tempo ci ha assistito anche la domenica mattina per cui abbiamo potuto visitare le prigioni spagnole del 1600 dette “Sa Bovida”, e la "Casa Devilla", una seicentesca casa padronale con all'interno importanti arredi e oggetti dell'epoca. Quindi alle ore 11 Santa Messa. Prima di rientrare per il pranzo, tutti a comprare castagne e nocciole e dolci di ogni genere fra le migliaia di bancarelle disseminate lungo il percorso. Il viaggio di ritorno è stato molto.... intenso con canti di chiesa e canzonette e ampia discussione dei bellissimi momenti vissuti insieme. Concludendo, è stata una gita - pellegrinaggio bellissima che ci ha insegnato molto, convinti che la preghiera comunitaria aiuti tantissimo.

                               Antonio Impagliazzo

 

LA SAGRA DELLE CASTAGNE

ARROSTITORI-CASTAGNE-2015Chi pensava che il Comitato Festeggiamenti Santa Maria Maddalena e Natività della B.V. Maria – Classe 1965 si sarebbe fermato con il termine della stagione estiva si sbagliava. Dopo aver collaborato con l’Associazione Velieri Vela Latina di La Maddalena per la Regata di Mezzo Passo del 18 Ottobre, il Comitato ha ripreso la sua incessante attività, come da calendario. Ed ecco che anche l’autunno ha avuto la sua sagra a tema, attesissima da tutti con grande aspettativa e con una buona dose di curiosità: La Sagra delle Castagne. L’idea da apprezzare, fra le altre, è la scelta della location: i bellissimi e, purtroppo spesso dimenticati, Giardini Pubblici di Due Strade. Domenica 25 Ottobre il Comitato Classe 1965 ha animato i Giardini Pubblici con La Sagra delle Castagne, offrendo ad un folto pubblico cartocci di caldarroste, castagnaccio e bibite. Simpatica anche l’iniziativa di regalare leccalecca a tutti i bambini presenti. Numerosi i partecipanti, in prevalenza maddalenini, che non hanno esitato a catapultarsi in pista per ballare il liscio e il latino americano. Altri hanno provato ad esibirsi con il Karaoke fra le risate e l’allegria di tutti. Quindi castagne e non solo castagne! Il Comitato, soddisfatto, ringrazia tutti i partecipanti augurandosi che anche l’evento di Domenica possa divenire un appuntamento fisso tra le tradizioni isolane. Ed ora un po’ di meritato riposo per il Comitato. Ma solo un po’. Infatti, a Dicembre vedremo il Comitato 1965 impegnato per il Mercatino di Natale. Quindi tante novità, musica, frittelle e ancora tanta allegria!

                                                     Giuseppe Salmeri

 

Condoglianze ai familiari di Giuseppe Piras e del maestro Abis Giovanni (noto Nino) che sono tornati alla casa del Padre.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica primo novembre

Solennità di Tutti i Santi.

Giornata della santificazione universale.

 2) Lunedì 2 novembre

Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Le Messe saranno come nei giorni festivi eccetto quella delle 11.00 che sarà celebrata in cimitero.

In parrocchia alle ore 18.00 la S. Messa sarà per tutti i morti nell’ anno e saranno ricordati singolarmente per nome. In quel giorno i sacerdoti possono celebrare tre Messe in suffragio dei defunti. Anche i fedeli possono partecipare a più Messe pregando per i defunti.

 3) Mercoledì 4 novembre

Ore 15,45 S. Messa in cimitero. Così tutti i mercoledì di novembre.

Ore 16,45 celebrazione penitenziale per i ragazzi del catechismo delle elementari.

 4) Giovedì 5 novembre

Ore 16,30 celebrazione penitenziale per i ragazzi del catechismo delle scuole medie.

Adorazione notturna dalle ore 23.00 alle 7.30 del giorno dopo.

 5) Venerdì 6 novembre

Primo venerdì del mese dedicato al S. Cuore di Gesù

Ore 16.00: Adorazione eucaristica anche nella chiesa del Bambino Gesù.

 6) Sabato 7 novembre

Ritiro Eucaristico nella chiesa parrocchiale tenuto dagli Adoratori Missionari:

Ore 15.30: Meditazione sul Regno di Dio.

Ore 16.30: Adorazione eucaristica.

Ore 17.30: Vespri.

Ore 18.00: S Messa.

 7) Domenica 8 novembre

Giornata del Ringraziamento.

Continua il Ritiro Eucaristico:

Ore 16.30: Meditazione sul valore della coppia coniugale.

Ore 17.00: Adorazione.

Ore 17.30: Vespri.

Ore 18.00: S Messa.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 

1. Domenica 1 novembre

Solennità di Tutti Santi, le Sante Messe come ogni domenica.

2. Lunedì 2 novembre

Commemorazione di tutti fedeli defunti.

Ore 11.00 – Santa Mesa al cimitero. Ore 17.30 – Santa Messa.

3. Giovedì 5 novembre

Ore 19.00 – incontro degli educatori dell’oratorio.

4. Venerdì 6 novembre

Primo venerdì del mese. Adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dalle ore 16.00.

Ore 18.15 – incontro con i padrini e genitori dei cresimandi.

5. Sabato 7 novembre

Ore 9.30 – ritiro dei cresimandi.

6. Domenica 8 novembre ore 10.30 – La S. Messa con il conferimento della Cresima.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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