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Scritto da Administrator   

N°40 Sabato 3 ottobre 2015

PREGHIAMO GLI UNI PER GLI ALTRI !

Abbiamo ascoltato nel Vangelo come i discepoli avevano paura di interrogare Gesù quando parlava della sua passione e della sua morte. Li spaventava e non potevano comprendere lidea di vedere Gesù soffrire sulla croce. Anche noi siamo tentati di fuggire dalle nostre croci e dalle croci degli altri, di allontanarci da chi soffre. Al termine della Santa Messa, in cui Gesù si è nuovamente donato a noi con il suo corpo e sangue, rivolgiamoci alla Vergine, nostra Madre. E le chiediamo che ci insegni a stare vicino alla croce del fratello che soffre. Che impariamo a vedere Gesù in ogni uomo sfinito sulla strada della vita; in ogni fratello affamato o assetato, che è spogliato o in carcere o malato. Insieme alla Madre, sotto la croce, possiamo capire chi è veramente “il più grande”, e che cosa significa essere uniti al Signore e partecipare alla sua gloria. Impariamo da Maria ad avere il cuore sveglio e attento alle necessità degli altri. Come ci ha insegnato alle Nozze di Cana, siamo solleciti nei piccoli dettagli della vita, e non smettiamo di pregare gli uni per gli altri, perché a nessuno manchi il vino dellamore nuovo, della gioia che Gesù ci offre. Uniamoci nella preghiera a Maria, per mettere tutte le nostre preoccupazioni e aspirazioni presso il Cuore di Cristo. E in modo particolare la preghiamo per coloro che hanno perso la speranza, e non trovano motivi per continuare a lottare; per quanti soffrono lingiustizia, labbandono e la solitudine; preghiamo per gli anziani, i malati, i bambini e i giovani, per tutte le famiglie in difficoltà, perché Maria asciughi le loro lacrime, li consoli con il suo amore di Madre, restituisca loro la speranza e la gioia. (ANGELUS a La Habana - Domenica, 20 settembre 2015)

LE NOSTRE FAMIGLIE SONO IL VOLTO SORRIDENTE DELLA CHIESA

LA-FAMIGLIA-2015Care famiglie!

Essere con voi mi fa pensare ad uno dei misteri più belli del cristianesimo. Dio non ha voluto venire al mondo se non mediante una famiglia. Dio non ha voluto avvicinarsi allumanità se non per mezzo di una casa. Dio non ha voluto per sé un altro nome che “Emmanuel”, è il Dio con noi. E questo è stato fin dallinizio il suo sogno, la sua ricerca, la sua lotta instancabile per dirci: “Io sono il Dio con voi, il Dio per voi”. Eil Dio che fin dal principio della creazione disse: «Non è bene che luomo sia solo» e noi possiamo proseguire dicendo: non è bene che la donna sia sola, non è bene che il bambino, lanziano, il giovane, siano soli; non è bene. Per questo, luomo lascerà suo padre e sua madre, si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. I due saranno una sola dimora, una famiglia. E così da tempi immemorabili, nel profondo del cuore, ascoltiamo quelle parole che toccano fortemente la nostra interiorità: non è bene che tu sia solo. La famiglia è il grande dono, il gran regalo di questo “Dio con noi” che non ha voluto abbandonarci alla solitudine di vivere senza nessuno, senza sfide, senza dimora. Dio non sogna solamente, ma cerca di fare tutto “con noi”. Il sogno di Dio continua a realizzarsi nei sogni di molte coppie che hanno il coraggio di fare della loro vita una famiglia. Per questo la famiglia è il simbolo vivo del progetto damore che un giorno il Padre ha sognato. Voler formare una famiglia è avere il coraggio di far parte del sogno di Dio, il coraggio di sognare con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di costruire un mondo dove nessuno si senta solo, che nessuno si senta superfluo o senza un posto. Lamore nasce e si sviluppa sempre tra luci e ombre. Lamore è possibile in uomini e donne concreti che cercano di non fare dei conflitti lultima parola, ma unopportunità. Opportunità per chiedere aiuto, opportunità per chiedersi in che cosa dobbiamo migliorare, opportunità per scoprire il Dio-con-noi che mai ci abbandona. Questo è un grande lascito che possiamo dare ai nostri figli, un ottimo insegnamento: noi sbagliamo, sì; abbiamo problemi, sì; però sappiamo che queste cose non sono la realtà definitiva. Sappiamo che gli errori, i problemi, i conflitti sono unopportunità per avvicinarsi agli altri, a Dio. Questa sera siamo radunati per pregare, per farlo in famiglia, per fare delle nostre famiglie il volto sorridente della Chiesa. Per incontrarci con il Dio che non ha voluto altra forma per venire al mondo che non fosse per mezzo di una famiglia. Per incontrarci con il Dio con noi, il Dio che sta sempre in mezzo a noi.

(Discorso a Philadelphia – per l’incontro Mondiale delle Famiglie, 26 settembre 2015)

 

VIAGGIO APOSTOLICO A CUBA, STATI UNITI E ONU - VIII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

PAPA-FRANCESCO-E-OBAMA-2015Nei giorni scorsi ho compiuto il viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti d’America. Esso è nato dalla volontà di partecipare allIncontro Mondiale delle Famiglie, in programma da tempo a Filadelfia. Questo “nucleo originario” si è allargato ad una visita agli Stati Uniti dAmerica e alla sede centrale delle Nazioni Unite, e poi anche a Cuba, che è diventata la prima tappa dellitinerario. La misericordia di Dio è più grande di ogni ferita, di ogni conflitto, di ogni ideologia; e con questo sguardo di misericordia ho potuto abbracciare tutto il popolo cubano, in patria e fuori, al di là di ogni divisione. Simbolo di questa unità profonda dellanima cubana è la Vergine della Carità del Cobre, che proprio cento anni fa è stata proclamata Patrona di Cuba. Mi sono recato pellegrino al Santuario di questa Madre di speranza, Madre che guida nel cammino di giustizia, pace, libertà e riconciliazione. Ho potuto condividere col popolo cubano la speranza del compiersi della profezia di san Giovanni Paolo II: che Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba. Non più chiusure, non più sfruttamento della povertà, ma libertà nella dignità. Questa è la strada che fa vibrare il cuore di tanti giovani cubani: non una strada di evasione, di facili guadagni, ma di responsabilità, di servizio al prossimo, di cura della fragilità. Un cammino che trae forza dalle radici cristiane di quel popolo, che ha tanto sofferto. Un cammino nel quale ho incoraggiato in modo particolare i sacerdoti e tutti i consacrati, gli studenti e le famiglie. Lo Spirito Santo, con lintercessione di Maria Santissima, faccia crescere i semi che abbiamo gettato. Da Cuba agli Stati Uniti dAmerica: è stato un passaggio emblematico, un ponte che grazie a Dio si sta ricostruendo. Dio sempre vuole costruire ponti; siamo noi che costruiamo muri! E i muri crollano, sempre! E negli Stati Uniti ho compiuto tre tappe: Washington, New York e Filadelfia. A Washington ho incontrato le Autorità politiche, la gente comune, i PAPA-FRANCESCO-2015Vescovi, i sacerdoti e i consacrati, i più poveri ed emarginati. Ho ricordato che la più grande ricchezza di quel Paese e della sua gente sta nel patrimonio spirituale ed etico. E così ho voluto incoraggiare a portare avanti la costruzione sociale nella fedeltà al suo principio fondamentale, che cioè tutti gli uomini sono creati da Dio uguali e dotati di inalienabili diritti, quali la vita, la libertà e il perseguimento della felicità. A New York ho potuto visitare la Sede centrale dellONU. Parlando ai Rappresentanti delle Nazioni, nella scia dei miei Predecessori, ho rinnovato lincoraggiamento della Chiesa Cattolica a quella Istituzione e al suo ruolo nella promozione delle sviluppo e della pace, richiamando in particolare la necessità dellimpegno concorde e fattivo per la cura del creato. Ho ribadito anche lappello a fermare e prevenire le violenze contro le minoranze etniche e religiose e contro le popolazioni civili. Per la pace e la fraternità, insieme con i rappresentanti delle religioni, i parenti di tanti caduti e il popolo di New York, così ricco di varietà culturali. E per la pace e la giustizia ho celebrato l’Eucaristia nel Madison Square Garden. Sia a Washington che a New York ho potuto incontrare alcune realtà caritative ed educative, emblematiche dellenorme servizio che le comunità cattoliche – sacerdoti, religiose, religiosi, laici – offrono in questi campi. Culmine del viaggio è stato lIncontro delle Famiglie a Filadelfia, dove lorizzonte si è allargato a tutto il mondo, attraverso il “prisma”, per così dire, della famiglia. La famiglia, cioè lalleanza feconda tra luomo e la donna, è la risposta alla grande sfida del nostro mondo, che è una sfida duplice: la frammentazione e la massificazione, due estremi che convivono e si sostengono a vicenda, e insieme sostengono il modello economico consumistico. La famiglia è la risposta perché è la cellula di una società che equilibra la dimensione personale e quella comunitaria, e che nello stesso tempo può essere il modello di una gestione sostenibile dei beni e delle risorse del creato. La famiglia è il soggetto protagonista di unecologia integrale, perché è il soggetto sociale primario, che contiene al proprio interno i due principi-base della civiltà umana sulla terra: il principio di comunione e il principio di fecondità.

   (Udienza Generale - Mercoledì, 30 settembre 2015)

 

 
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