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N°38 Sabato 19 settembre 2015

 

RAGGI DI SOLE

 IO MI FIDO DI TE

CONFIDO-IN-TE-2015Ho saputo del vecchio eremita Sebastiano che pregava di solito in un piccolo santuario isolato su una collina. In esso si venerava un Crocifisso che aveva ricevuto il significativo titolo di "Cristo delle grazie". Arrivava gente da tutto il paese per impetrare grazie e aiuto. Il vecchio Sebastiano decise un giorno di chiedere anche lui una grazia e, inginocchiato davanti all'immagine, pregò: "Signore, voglio soffrire con te. Lasciami prendere il tuo posto. Voglio stare io sulla croce". Rimase silenzioso con gli occhi fissi alla croce, aspettando una risposta. Improvvisamente il Crocifisso mosse le labbra e gli disse: "Amico mio, accetto il tuo desiderio, ma ad una condizione: qualunque cosa succeda, qualunque cosa tu veda, devi stare sempre in silenzio". "Te lo prometto, Signore". Avvenne lo scambio. Nessuno dei fedeli si rese conto che ora c'era Sebastiano inchiodato alla croce, mentre il Signore aveva preso il posto dell'eremita. I devoti continuavano a sfilare, invocando grazie, e Sebastiano, fedele alla promessa, taceva. Finché un giorno arrivò un riccone e, dopo aver pregato, dimenticò sul gradino la sua borsa piena di monete d'oro. Sebastiano vide, ma conservò il silenzio. Non parlò neppure un'ora dopo, quando arrivò un povero che, incredulo per tanta fortuna, prese la borsa e se ne andò. Né aprì bocca quando davanti a lui si inginocchiò un giovane che chiedeva la sua protezione prima di intraprendere un lungo viaggio per mare. Ma non riuscì a resistere quando vide tornare di corsa l'uomo ricco che, credendo che fosse stato il giovane a derubarlo della borsa di monete d'oro, gridava a gran voce per chiamare le guardie e farlo arrestare. Si udì allora un grido: "Fermi!". Stupiti, tutti guardarono in alto e videro che era stato il crocifisso a gridare. Sebastiano spiegò come erano andate le cose. Il ricco corse allora a cercare il povero. Il giovane se ne andò in gran fretta per non perdere il suo viaggio. Quando nel santuario non rimase più nessuno, Cristo si rivolse a Sebastiano e lo rimproverò. "Scendi dalla croce. Non sei degno di occupare il mio posto. Non hai saputo stare zitto". "Ma, Signore" protestò, confuso, Sebastiano. "Dovevo permettere quell'ingiustizia?". "Tu non sai" rispose il Signore, "che al ricco conveniva perdere la borsa, perché con quel denaro stava per commettere un'ingiustizia. Il povero, al contrario, aveva un gran bisogno di quel denaro. Quanto al ragazzo, se fosse stato trattenuto dalle guardie avrebbe perso l'imbarco ma si sarebbe salvato la vita, perché in questo momento la sua nave sta colando a picco in alto mare". Obbedire al Signore significa fidarci di Lui. Anche quando ci chiede qualcosa d’insolito, qualcosa di scomodo, qualcosa che può persino apparire controproducente. Obbedire a Dio è lasciarsi prendere in braccio da Lui, che realizza il nostro destino di felicità anche attraverso le vicende più controverse della vita. “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”, ci rassicura San Paolo. Quando Gesù ci propone qualcosa di sorprendente, accettiamo senza indugio e dichiariamogli con forza: «Io mi fido di Te!».

                                                  Don Paolo Piras

 

 

 

DALLE PARROCCHIE

 

■ Pellegrinaggio a Spargi

Ore 10 del mattino del 12 settembre 2015. Marco, il comandante del ‘Città di Chiavari’ dà l’ordine: “Tutti a bordo. Si parte!”. Lentamente la barca si stacca dal molo Medaglie d’Oro e s’avvia in mare. La giornata si annuncia calma e calda, solo una piccola bava di scirocco muove le onde di fronte a via Amendola. Si va per il pellegrinaggio all’isola di Spargi. Molti maddalenini, parecchi forestieri. Non verrà don Domenico che è tenuto ad andare a salutare un suo collega a Tempio, ma in compenso ci affida al giovane don Roberto. Lui sarà oggi la nostra guida spirituale. Prima destinazione Palau, dove s’imbarcano altri pellegrini, poi via veloci verso le isole. Il comandante ci porta a passare dietro l’isola di Santo Stefano, davanti l’ex base americana, davanti l’ex G8 le cui strutture sono come occhiaie vuote nel chiaro limpido della mattinata. Poi il Ponte di Caprera, l’Isola di Giardinelli, quindi vira nettamente a nord, poi a ovest, e la barca, sfiorate le scogliere di Porto Massimo e di Punta Marginetto, ora dirige verso l’incantevole baia di Porto Madonna. Don Roberto, intanto, guida i passeggeri con le preghiere. A mezzogiorno circa, siamo davanti la spiaggia del Cavaliere (Isola di Budelli). Molti approfittano della giornata calda per andare a farsi un bel bagno nelle limpide e trasparenti acque della baia, mentre a bordo si lavora per preparare il pranzo: penne con sugo di gamberetti. Il comandante Marco oltre che validissimo uomo di mare è anche un eccellente uomo di cucina e quando tutti sono rientrati a bordo – ormai sono circa le 13:30 – possiamo assaggiare la squisita cucina che oramai ha fatto venire l’acquolina in bocca a tutti. Primo pomeriggio: si attracca al molo Zavagli (isola di Spargi, Cala Corsara), la meta del nostro viaggio. Scendiamo. Perché il molo si chiama Zavagli? Chiede qualcuno. Perché ricorda un marinaio italiano caduto da eroe in Eritrea tanti anni fa.

Alle 17:30 la Santa Messa. E’ officiata da don Roberto nello spiazzo davanti la vecchia caserma, ora restaurata dal Parco Nazionale dopo decenni di abbandono. Alcuni addetti dell’Ente tirano fuori delle sedie dalle stanze dell’opera, un tavolinetto. Pasquale tiene in mano la sua croce, don Roberto si appresta a officiare. Il sole, ancora caldo, si avvia a scendere dietro le collinette di Cala Serraina. I turisti che poco prima occupavano tutte le spiagge stanno andando via. Siamo quasi restati soli. Nel silenzio, di fronte al sole, don Roberto alza al cielo l’Ostia consacrata. E’ il momento del raccoglimento e della preghiera.

Francesco Nardini

 

■ Consacrazione del nuovo vescovo di Ozieri

CONSACRAZIONE-MELIS-2015Domenica 13 settembre alle ore 17.00, nella piazza principale di Ozieri, è stato ordinato il nuovo vescovo Mons. Corrado Melis della diocesi di Ales - Terralba. Vescovi consacranti erano Mons. Angelino Becciu, Sostituto alla Segreteria di Stato in Vaticano, originario di Pattada, Mons. Giovanni Dettori, Vescovo di Ales - Terralba e Mons. Sebastiano Sanguinetti, Amministratore Apostolico per circa due anni della diocesi di Ozieri. Erano presenti tutti gli altri vescovi della Sardegna. Tanti sacerdoti della diocesi di Ozieri e di Ales e di altre diocesi Sarde. Una grande folla riempiva la piazza.

Provenivano non solo da Ozieri ma anche dalla diocesi di origine del nuovo Vescovo. Quelli di Ozieri era particolarmente esultanti perché avevano paura che la loro diocesi, una delle più piccole, venisse soppressa e accorpata ad altre. Lo ha sottolineato anche il sindaco di Ozieri dicendo “I sapienti preannunciavano la fine della nostra diocesi, ma Papa Francesco ha colto l’animo della nostra gente che vedendo lo spopolamento dei paesi dell’interno, la chiusura di tante strutture statali, rischiava di sentirsi abbandonata anche dalla Chiesa nel caso la diocesi fosse stata soppressa. Ma Papa Francesco ci ha dato speranza”. Al momento della consacrazione i tre vescovi hanno imposto le mani sull’ordinando, poi hanno imposto il libro dei Vangeli aperto sul suo capo. Il Vescovo ordinante ha unto il capo del nuovo Vescovo col sacro crisma e gli ha consegnato il libro dei Vangeli dicendogli: “Ricevi il Vangelo ed annunzia la parola di Dio con grandezza d’animo e dottrina”. Gli ha consegnato l’anello, segno di fedeltà alla santa Chiesa, sposa di Cristo. Gli ha consegnato la mitra, il copricapo che userà nelle azioni liturgiche dicendogli: “Risplenda in te il fulgore della santità” ed infine gli viene consegnato il pastorale che ricorda il bastone col quale i pastori guidano le loro pecore quindi ha invitato il nuovo Vescovo a sedersi nella cattedra episcopale dove riceverà l’abbraccio di pace da parte di tutti i vescovi presenti. Riceverà poi l’omaggio del clero della sua diocesi, dei religiosi, delle religiose e del laicato All’offertorio un gruppo in costume del Goceano ha portato al nuovo vescovo in dono un bel modello non piccolo della Chiesa Cattedrale, in gateau (dolce a base di zucchero caramellato e mandorle). Alla fine della Messa il nuovo Vescovo ha rivolto una parola di saluto e di ringraziamento. È stato poi accompagnato in corteo fino alla Cattedrale, dalla cattedra ha impartito la benedizione a tutti i presenti. È seguito un ricco rinfresco.

 

■ Festa della Santa Croce

SANTA-CROCE-2015Lunedì 14 settembre, in occasione della Festa dell’Esaltazione della S. Croce, un gruppo di 25 fedeli si è raccolto in zona “Crocetta” per una Liturgia della parola, presieduta da don Paolo, che ha messo in risalto il valore della Passione redentrice di Gesù e l’attenzione a tutti i sofferenti che anche oggi condividono la Croce del Signore. La parrocchia di S. Maria Maddalena possiede una reliquia della Santa Croce, custodita nel museo diocesano.                                     

        Don Paolo

 

 

 

 

 

 

■ La pace è sempre possibile.

TIRANA-2015E’ stato il tema dell’incontro internazionale delle religioni e culture, il 29°, organizzato dalla Comunità di S. Egidio e che si tiene ogni anno nel mese di settembre in una città d’Europa. Si propone di continuare lo spirito di Assisi, dove il papa S. Giovanni Paolo II promosse, nel 1986, l’incontro di preghiera delle diverse religioni per la pace. Quest’anno l’incontro si è tenuto a Tirana, in Albania, dal 6 al 8 di settembre. Erano presenti circa duecento rappresentanti di tutte le religioni. Tra loro c’erano cardinali e vescovi cattolici dall’Italia, dalla Spagna, dall’Irak, dalla Nigeria, vescovi e pastori luterani ed evangelici dalla Germania, dalla Norvegia, dalla Finlandia, dagli USA, c’erano pastori valdesi. C’erano patriarchi e vescovi ortodossi dall’Albania, dall’Etiopia, da Mosca, dalla Siria, dall’Egitto, dal Libano, dalla Romania, dalla Serbia. C’erano Iman e docenti musulmani dall’Egitto, dall’Iran, dalla Giordania, dal Kurdistan, dal Marocco, dal Qatar, dalla Turchia, dal Pakistan, c’erano rabbini e docenti ebrei da Israele, dall’Argentina, dagli Usa, dall’Irlanda, C’erano gli indù dall’India, buddisti dalla Cambogia, dal Giappone, dalla Cina. C’erano presidenti di nazioni, ministri, alcuni anche italiani, ambasciatori, giornalisti. E poi tanta gente proveniente dall’Albania, dall’Italia e da tante altre nazioni, tutti interessati alla preghiera per la pace. E’ davvero sorprendente come la Comunità di S. Egidio riesca a coinvolgere tanta persone influenti dal punto di vista religioso e civile. Lo è perché come associazione è molto vicina ai poveri, organizza ogni giorno mense per i poveri, famoso il pranzo di Natale nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, assiste i carcerati, i malati di AIDS, e questo non solo a Roma ma in diverse nazioni del mondo. Addirittura ha portato avanti con successo, colloqui e trattati di pace tra fazioni in guerra come in Mozambico. Tutto questo spiega la sua grande influenza. Il fondatore è Andrea Riccardi un professore di Roma. Il presidente dell’associazione è Marco Impagliazzo, figlio di Dino, maddalenino. E’ grazie alla famiglia Impagliazzo che anche il parroco don Domenico ha conosciuto questa esperienza e negli ultimi anni ha partecipato ad alcuni incontri internazionali, l’anno scorso ad Anversa, un anno a Sarajevo. Quest’anno a Tirana. Perché a Tirana? Lo ha ricordato papa Francesco nel suo messaggio inviato all’incontro. Perché capitale di un Paese diventato simbolo della convivenza pacifica tra religioni diverse dopo una lunga storia di sofferenza. In nessun altro Paese al mondo è stata così forte la decisione di escludere Dio dalla vita di un popolo. Anche un solo segno religioso era sufficiente per essere puniti con la prigione se non con la morte. Tale tristissima condizione ha segnato profondamente il popolo albanese fino al momento della ritrovata libertà quando i membri delle diverse comunità religiose, provati dalla comune sofferenza patita, si sono ritrovati a vivere insieme in pace. Per questo,dice il Papa, vi sono particolarmente grato di aver scelto l’Albania. La pacifica convivenza tra le differenti comunità religiose è un bene inestimabile per la pace e per lo sviluppo armonioso di un popolo. Non possiamo restare indifferenti, continua il Papa nel suo messaggio, di fronte a chi soffre per la guerra e la violenza. Ma è violenza anche alzare muri e barriere per bloccare chi cerca un luogo di pace. E’ violenza respingere indietro chi fugge da condizioni disumane nella speranza di un futuro migliore. Nella assemblea di apertura dell’Incontro Internazionale delle religioni e delle culture, dopo la lettura del messaggio del Papa, ci sono stati gli interventi di Rama, Primo Ministro della Repubblica di Albania, del prof. Andrea Riccardi, di Anastasios, arcivescovo ortodosso di Tirana, di Rosen, Rabbino Capo in Israele, di Afifi, Segretario dell’Accademia di Al-Azhar in Egitto, di Kulkarni presidente della Fondazione Hindu di Mumbai, in India. Nei giorni seguenti si sono svolte ben 27 tavole rotonde, ciascuna con sei o sette rappresentanti di tutte le religioni su temi di grande attualità quali “Cristiani e musulmani: sfide del mondo globale”,”La pace è possibile in Iraq?” “I martiri: cambia il volto del cristianesimo”, “Nuova alleanza tra umanità e ambiente”, “A 70 anni da Hiroshima: memoria e futuro”,”Immaginare la pace, il ruolo delle religioni e della politica”,”Storie del mediterraneo: mare che divide e unisce” “Religioni e violenza”, “La preghiera alla radice della pace”, “Migranti: una sfida globale”, “E’ possibile vivere insieme oggi?”. È stato arricchente ascoltare tante voci ed esperienze diverse anche molto sofferte e tutte convergenti per dire che la pace è possibile. (continua).

D.D.

 

Auguri al neo battezzato Daniele.

 

Auguri ai novelli sposi Paolo e Carlotta Eugenia, Pietro Paolo e Anna Rita.

 

Condoglianze ai familiari di Anna Grillo ved. Barretta che è tornata alla casa del Padre.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

Triduo e Festa di San Pio da Pietrelcina

predicatore padre Fabrizio Cannella

 

1) Domenica 20 settembre

Ore 17,30 nella chiesa parrocchiale conferenza sul tema: Famiglia, Sofferenza, Misericordia. Relatori: Lucia Miglionico e Giuseppe Petracca Ciavarella

(Medici di Casa Sollievo della Sofferenza)

Ore 19,00 S. Messa.

2) Lunedì 21 settembre

Festa di S. Matteo, apostolo ed evangelista

Ore 8,30 Lodi

Ore 18,00 Recita del Rosario meditato

Ore 19,00 S. Messa

 

3) Martedì 22 settembre

Ore 8,30 lodi

Ore 18,00 Recita del Rosario meditato

Ore 19,00 S. Messa

Ore 21,30 Veglia di Preghiera

4) Mercoledì 23 settembre

Festa di S. Pio da Pietrelcina

Ore 8,30 lodi

Ore 18,00 Recita del Rosario meditato

Ore 19,00 S. Messa Solenne

 

5) Venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre

Triduo in onore di S. Vincenzo de’ Paoli

 

6) Lunedì 28 settembre

Festa di s. Vincenzo de’ Paoli

All’Istituto S. Vincenzo:

Ore 10.00, S. Messa con gli scolari per l’inaugurazione dell’anno scolastico

Ore 18.30, S.Messa solenne (non ci sarà in parrocchia la Messa della sera).

 

7) Martedì 29 settembre

● Pellegrinaggio a S. Michele di Liscia con Santa Messa alle ore 15,45 (per iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano).

● Ore 19.00 in parrocchia S. Messa nel 1° anniversario della morte di Mons. Carlo Curis.

 

 

Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 

1. Variazione orario SS. Messe festive:

Sabato ore 18,30 e domenica ore 11,30 nella Parrocchia Madonna Medaglia Miracolosa.

Domenica ore 8,30 Cappella interna Scuola Sottufficiali.

 

2. Domenica 27 settembre

Ore 18.30: S. Messa in onore della Madonna della Medaglia Miracolosa, presso l’Istituto San Vincenzo.

 


Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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