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Scritto da Administrator   

N°33 Sabato 15 agosto 2015

 

RAGGI DI SOLE

 

STELLA STELLINA….

Una giovane madre era in attesa del secondo figlio. Quando seppe che era una bambina, insegnò al suo bambino primogenito, che si chiamava Michele, ad appoggiare la testolina sulla sua pancia tonda, e cantare insieme a lei una «ninna nanna» alla sorellina che doveva nascere. La canzoncina, che faceva «Stella stellina, la notte si avvicina...», piaceva tantissimo al bambino, che la cantava più volte.

Il parto però fu prematuro e complicato. La neonata fu messa in una incubatrice per cure intensive. ... I genitori trepidanti furono preparati al peggio: la loro bambina aveva pochissime probabilità di sopravvivere. Il piccolo Michele li supplicava: «Voglio vederla! Devo assolutamente vederla!».

Dopo una settimana, la neonata si aggravò ancor di più. La mamma allora decise di portare Michele nel reparto di terapia intensiva della maternità. Un'infermiera cercò di impedirlo, ma la donna era decisa ed accompagnò il bambino vicino al lettino ingombro di fili e tubicini, dove la piccola lottava per la vita.

Vicino al lettino della sorellina, Michele istintivamente avvicinò il suo volto a quello della neonata e cominciò a cantare sottovoce: «Stella stellina...». La neonata reagì immediatamente. Cominciò a respirare serenamente, senz'affanno. Con le lacrime agli occhi, la mamma disse: «Continua, Michele, continua!». Il bambino continuò. La bambina cominciò a muovere le braccine. La mamma e il papà piangevano e ridevano nello stesso tempo, mentre l'infermiera incredula fissava la scena a bocca aperta. Qualche giorno dopo, la piccola entrò in casa in braccio alla mamma, mentre Michele manifestava rumorosamente la sua gioia!

I medici della clinica, imbarazzati, definirono l'avvenimento con parole difficili. Ma la mamma e il papà sapevano che era stato semplicemente un miracolo dell'amore di un fratellino per una sorellina tanto attesa.

I miracoli scaturiscono dall’amore. E l’amore si esprime come la pioggia in goccioline di tenerezza, come le note della canzoncina di Michele: “Stella stellina”….”.

Don Paolo Piras

 

 

 

DALLE PARROCCHIE

 

■ La Scuola Cattolica di La Maddalena.

Un fine settimana, quello dell’ 8 e 9 agosto, tutto dedicato alla Scuola Cattolica dell’Istituto S. Vincenzo di La Maddalena. Una scuola non privata ma pubblica, non statale ma paritaria, cioè con tutti i requisiti della scuola statale. Si regge col sacrificio delle suore Figlie della Carità e con una retta, che gran parte delle famiglie degli alunni pagano, alcuni, non potendo pagare, frequentano gratuitamente. Per questa retta c’è chi vorrebbe far pagare l’ICI alle scuole paritarie, come se si trattasse di una attività commerciale. Le rette percepite non servono ad arricchire le suore ma per pagare gli insegnanti; e non bastano. Lo sanno bene le nostre suore che ogni mese chiedono, alla casa provinciale di Cagliari, 20 mila euro per pagare i contributi dei dipendenti. L’Istituto S. Vincenzo da solo non ce la fa. Lo Stato dovrebbe sostenere le scuole paritarie, perché con esse risparmia 6 miliardi di euro all’anno. Sono quasi un milione gli studenti che frequentano in Italia le scuole paritarie. Se queste chiudessero, lo Stato avrebbe difficoltà economiche e strutturali nel far fronte da solo al servizio. Inoltre lo Stato, che non può arrivare a tutto, dovrebbe incoraggiare l’iniziativa di privati cittadini che, salvi i dovuti requisiti, si attivano per realizzare un tipo di scuola pluralista, non monopolizzata, che susciti confronto ed emulazione e in definitiva, favorisca un progresso culturale nella libertà. E’ il così detto principio di sussidiarietà raccomandato dalla Dottrina Sociale della Chiesa. La nostra scuola paritaria è un bel segno di libertà educativa .I genitori, primi titolari della educazione dei figli, devono poter scegliere il tipo di scuola che meglio risponde al loro progetto educativo. Tanti genitori ci tengono che la scuola integri l’istruzione con i principi cristiani, completando l’educazione che i ragazzi ricevono in famiglia. Tutte queste ragioni hanno mosso lo staff dell’Istituto S. Vincenzo ad organizzare la sagra del pesce a Tegge, di cui diamo notizia in questo bollettino, ed il parroco a indire la Giornata della Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo di La Maddalena destinando ad esso le queste delle Messe di domenica 8 agosto. Non vogliamo che l’Istituto chiuda per mancanza di fondi, come è già capitato a tante scuole paritarie. La sua attività fa parte della storia della nostra Isola. Ben venga dunque la generosità dei Maddalenini, si esprima nella sagra del pesce, nelle offerte libere e, perché no, anche in qualche lascito a favore del’Istituto S. Vincenzo. Anni fa, una ricca signora di Roma, lasciò in eredità un appartamento al Liceo Classico di La Maddalena.

Il ricavato dalle questue per la Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo è stato di € 1.300.

 

■ 8a Sagra del Pesce a Punta Tegge

Non avevamo previsto così tanta gente, ma con piacevole sorpresa, lo scorso 8 agosto, la fila, fra vacanzieri e maddalenini, non terminava più. La vecchia batteria di Punta Tegge si è animata di molte presenze: i tavoli erano tutti occupati e le persone erano palesemente contente di trascorrere una serata circondate dal mare e coperte da un cielo limpido e azzurro. Nonostante tutte le incombenze organizzative, lo staff dell'Istituto, con il prezioso supporto di molti, si è impegnato a pianificare l'evento al meglio. Non è mancata la musica: alcuni siparietti simpatici hanno contribuito a movimentare la serata e fra una ballata e una cantata sono arrivate le due di notte. Grazie quindi, di cuore, a tutti. Questa 8a edizione della Sagra di Punta Tegge è stata apprezzata da molti e questo ci rende felici. Alla prossima!

                           M.T. Lepori

 

Santa Chiara alla Panoramica.

E’ tradizione, da alcuni anni, nella festa di Santa Chiara, celebrare una Messa presso l’Oasi San Francesco sulla Panoramica. Quell’oasi di spiritualità (era prima una vecchia cava abbandonata), fu ideata dall’associazione UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi) con le professoresse Tina Pere e Ornella Toxiri e realizzata con l’opera appassionata di Pier Carlo Acciaro e di Candido Rivieccio, morti qualche anno fa. Oggi quell’oasi custodisce le statue di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, al centro; quella di S. Chiara, “pianticella di frate Francesco” in una nicchia sulla sinistra, e quella di S. Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa, in un’altra nicchia in fondo. Il tutto sormontato da una croce mosaicata che era in cima alla facciata della chiesa di S. Maria Maddalena prima dell’ultima trasformazione. In quest’oasi, dunque si è celebrata la Messa, presenti una settantina di persone, tra le quali molti turisti. Il parroco ha ricordato la figura di Chiara giovane diciottenne, di nobile famiglia di Assisi, che di notte scappa di casa nella Domenica delle Palme per seguire l’ideale di Cristo umile e povero, sull’esempio di Francesco. Diverrà la fondatrice del secondo ordine francescano quello delle clarisse. E’ raffigurata con in mano il ciborio dell’Eucaristia con la quale ha ottenuto che una banda di saraceni che minacciava il convento, si allontanasse. È pure invocata come patrona della televisione per aver contemplato nella parete della sua cella, in cui giaceva malata, i riti solenni che si svolgevano nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

 

Nuttata Isulana.

 

Il giorno 11 agosto, durante la bella manifestazione della Nuttata Isulana tenutasi nello spazio all’aperto della ex Ilva, il Circolo Maddalenino ha conferito, come tutti gli anni, le patelle d’argento: è un modo per segnalare con questo piccolo riconoscimento, le persone che, volontariamente, dedicano parte del loro tempo alla comunità. Oltre ad Andrea Bargone e Giuseppe Manca, per la loro quarantennale attività di allenatori dei settori giovanili della società sportiva di pallavolo “Giuseppe Garibaldi”, una patella è stata assegnata a suor Letizia per il suo impegno profuso a La Maddalena di circa quaranta anni, prima come maestra elementare e poi nell’aiuto a chiunque abbia bisogno di una parola di conforto o di un piccolo favore e, sempre, di un sorriso. La motivazione, scritta nella pergamena donatale, è: “Per lo splendido esempio che dà a tutta la comunità isolana, svolgendo una missione pesante come quella di dare conforto alle persone che ne hanno bisogno, in modo sempre disinteressato e, all’apparenza, spensierato e leggero”.

 

La “Vergine Dormiente” del Museo Diocesano.

Tra i culti più antichi e sentiti della grande tradizione della Sardegna si ricorda in questo periodo dell’anno liturgico quello della “Dormitio Virginis”. E’ proprio questo che la Chiesa festeggia a Ferragosto: l’ascensione di Maria in cielo, portata dagli angeli ancora in vita, ma addormentata. Tale rappresentazione della Madonna viene assimilata a quella della “Chiesa dormiente” che attende il proprio risveglio ponendo la Madre di Dio come precursora del possibile cammino di Resurrezione per ognuno di noi. La secolare tradizione sarda vuole che la vestizione da Regina e la prima esposizione della statua della “Vergine Dormiente” avvenga fin dalla sera del 14 agosto per rimanere esposta in chiesa alla venerazione dei fedeli per 8 giorni, affinché continui la grande festa dell’Assunta, vera festa di speranza, poiché attraverso Essa è l’intera Chiesa a risorgere. Dopodiché la statua viene riposta all’interno della cassa che la custodisce di solito poiché liturgicamente è solo quello il momento in cui la religiosità deve celebrare la Resurrezione della carne per mezzo di Maria. E’ infatti un uso molto recente quello di ostentare all’interno di alcune chiese statue di questo tipo anche per tutto l’anno. Altra cosa è la fortunata possibilità di esporre manufatti così caratteristici nei musei, come accade da qualche mese nel nostro Museo Diocesano, dove una teca di vetro a più ripiani contiene una bellissima piccola statua lignea della Vergine Dormiente che indossa un ricco abito di seta intessuto di fili d’oro con relativa cuffietta e “coroncina” di stoffa e calza sandali d’argento dalla suola lavorata. La sua datazione è stata collocata tra la fine del Settecento e la prima parte dell’Ottocento e si ipotizza sia di scuola napoletana per l’accuratezza nella realizzazione generale, la delicatezza del volto dall’incarnato roseo e per i particolari anatomici degli occhi socchiusi in vetro, della bocca semiaperta a indicarne il respiro e la precisione nella esecuzione delle mani. La posizione da sdraiata risponde alla tradizione sarda che trae origine dal mondo bizantino, mentre la Chiesa Latina pone questa tipologia di statua in piedi per mettere in evidenza la Madonna ascendente. A colpire sono le ridotte dimensioni, assolutamente non frequenti, che la rendono ancora più apprezzabile e la foggia dei quattro abitini che insieme ai cuscini e ai coprimaterasso costituiscono un vero corredo che presenta alla vista solo parti originali poiché la restauratrice dei tessuti ha deciso di non sostituire nessuna parte con nuova seta per non alterarne il valore, ma i punti più fragili e danneggiati sono stati rinforzati da un supporto in tela di seta tinta; mentre le lacerazioni sono state consolidate con filo, sempre di seta, col metodo del punto posato. Le piccole dimensioni della statua, quasi una miniatura, potrebbero farci pensare ad un antico “culto privato”presso una cappella familiare o in un convento di suore oppure ancora nell’abitazione di un ecclesiastico, forse anche di rango nobiliare. Il ritrovamento di un guanto, probabilmente appartenente ad un vescovo, può essere significativo, tanto più che un tempo solo gli alti prelati avevano il compito e l’onore di vestire la Madonna. Altri argomenti ancora sarebbero da approfondire: tra cui il restauro, il passaggio di generazione in generazione e lo scritto, ancora da decifrare, realizzato in volgare su carta pergamena, su cui la statuetta era adagiata al momento del ritrovamento; ma tutto ciò può destinarsi ad altra occasione. Siamo grati alla famiglia maddalenina proprietaria della “Dormitio Virginis” che ha avuto cura di far eseguire i costosi restauri sia della parte lignea che dei tessuti e che ha deciso di dare in esposizione al Museo Diocesano, dandogli lustro, un così caro bene registrato presso i loro avi fin dalla fine dell’Ottocento, permettendo ai visitatori italiani e stranieri – che ne restano ammirati – di conoscere un aspetto di fede e di arte della nostra terra prima sconosciuto per molti di loro.        

                             Cinzia Bianco

 

■ Auguri al neo battezzato Evan Vincenzo.

 

■ Condoglianze ai familiari di Andreina Sanna ved. Fresu, Maria Zara ved. Porqueddu e Leonardo Sulas che sono tornati alla casa del Padre.

 

 

 

Il Bollettino interparrocchiale è consultabile online sui siti:

www.santamariamaddalena.net

www.lamaddalenadontbeafraid.it

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Sabato 15 agosto

Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

Nel pomeriggio pellegrinaggio all’isola di Santa Maria, partendo dalla chiesa parrocchiale alle ore 14.45, con S.Messa presso la cappella dell’Assunta in quell’Isola alle ore 18,30.

 

2) Domenica 16 agosto

Festa estiva dell’oratorio S. Famiglia (Padule) con Messa alle ore 18,30 a seguire momento di fraternità.

 

3) Sabato 22 e domenica 23 agosto

Mostra del dolce organizzata dal gruppo di preghiera Padre Pio.

 

4) Rosario itinerante, tutti i martedì alle ore 21,30, presso l’Istituto San Vincenzo.

 

5) Continua il mercatino di antiquariato per beneficenza, nella biblioteca parrocchiale.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 

1. Venerdì 21 agosto – veglia di preghiera per S. Giovanni Paolo II alle ore 21.00.

 

 

Avvisi

Parrocchia

Madonna della Medaglia Miracolosa

 

Orari S. Messe:

Sabato 15 agosto Assunzione di Maria Santissima

  • ore 8,30 Cappella Scuole CEMM
  • ore 19,30 Chiesa parrocchiale.

 

Domenica 16 agosto

Ore 8,30 Cappella Scuole CEMM

Ore 21,00 Chiesa parrocchiale.

 
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