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N°28 Sabato 11 luglio 2015

LOTTA TRA POVERI

Questo periodo di lotte tra poveri (anche tra corporazioni), di chi è garantito – ha un lavoro stabile o una pensione – e chi non lo ha – i giovani e i cosiddetti ‘esodati’ – mi ha fatto tornare in mente una favola orientale - di cui ovviamente non ricordo la citazione - ma che riporto a memoria: Al termine della sua vita un uomo giunse nell'aldilà e fu mandato in paradiso. Era un tipo però pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno. Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà. "Com'è possibile?", chiese l'uomo all'angelo. "Con tutto quel ben di Dio davanti!". "Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due posate per mangiare, solo che sono lunghe due metri e devono rigorosamente impugnarle all'estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca". L'uomo rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveracci che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto i denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il Paradiso era un salone identico all'inferno. Dentro l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti delle stesse posate lunghe due metri, da impugnare all'estremità per portarsi il cibo alla bocca. C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. "Ma come è possibile?", chiese l'uomo. L'angelo sorrise: "All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché si sono sempre comportati così nella vita, hanno sempre pensato solo a se stessi. Qui, al contrario, ciascuno prende il cibo con le posate e si preoccupa di imboccare il proprio vicino e così tutti sono sazi.”       Ci ricorda qualcosa?    

                     Don Antonello Tumminello

 

RAGGI DI SOLE

IL VESCOVO E IL BRIGANTE

In un racconto di Lev Tolstòj, rielaborato da Les Misérables di Victr Hugo, si legge di “un brigante che da molto tempo era ricercato. Un giorno si travestì e andò in città. Lì le guardie lo riconobbero e lo inseguirono. Il brigante riuscì a sfuggire e, di gran corsa, arrivò al palazzo del Vescovo. Il portone era aperto: lui entrò nel cortile. Un servitore del vescovo gli domandò che cosa volesse. Il brigante non sapeva come rispondere, e disse a casaccio: «Devo parlare col vescovo». Il vescovo lo ricevette e gli domandò il motivo della visita. Quello rispose «Sono un brigante, mi stanno inseguendo: nascondimi, o t’uccido». Il prelato rispose: «Io sono vecchio, non temo la morte: ma sento pietà di te. Va’ in quella stanza; sei stanco, riposa e intanto io ti porterò da mangiare». Le guardie non si arrischiarono a entrare nel palazzo del vescovo, e il brigante rimase li a passare la notte. Riposato che fu, il vescovo gli si avvicinò e gli disse: «Provo compassione nel vedere che hai freddo, hai fame, sei inseguito come un lupo; ma più di tutto mi fai pena per il tanto male che hai compiuto e per l’anima tua, che stai mandando in perdizione. Smetti di agire da malvagio!». Il brigante rispose: «No, ormai non posso più vincere l’abitudine di fare il male; da brigante ho vissuto, da brigante morrò». Il vescovo lo lasciò, spalancò tutte le porte e andò a dormire. Durante la notte il brigante s’alzò e si mise a girare per le stanze. Gli pareva incredibile che il vescovo non avesse rinchiuso nessun oggetto, e avesse lasciato tutte le porte spalancate. Cominciò a guardare qua e là, che cosa potesse rubare. Vide un grosso candelabro d’argento e pensò: «Piglierò questo, che ha un buon valore: così me ne andrò di qui, e non starò ad ammazzare quel vecchio». E così fece. Le guardie non s’erano allontanate dal palazzo, e continuarono a far la posta al brigante. Appena questi uscì dal palazzo, lo circondarono, e gli trovarono addosso il candelabro. Il brigante provò a discolparsi, ma le guardie incalzarono: «Di tutti i delitti passati ti puoi scolpare, ma il furto di questo candelabro non puoi negarlo. Andiamo dal vescovo; lui ti smaschererà». Condussero il ladro alla presenza del vescovo, gli mostrarono il candelabro e gli domandarono: «È vostro questo oggetto?». Il vescovo rispose: «È mio». Il brigante taceva; i suoi occhi, come quelli d’un lupo, sfuggivano qua e là. Il vescovo non fece parola: andò nell’altra stanza, prese il candelabro rimasto, compagno di quello in mano alle guardie, lo diede al brigante e disse: «Ma perché, figlio mio, hai preso un candelabro solo? Eppure io te li avevo regalati tutti e due!»”. «Padre – invocò Gesù dalla croce – perdona loro perché non sanno quello che fanno». (Lc 23,34). Se la giustizia è il volto esigente della misericordia, la misericordia, è il volto compassionevole della giustizia. Misericordia e giustizia sono due mani giunte in preghiera. Giustizia e misericordia sono due braccia che ci avvolgono nella forte soavità dell’amore.                      

Don Paolo

 

DALLE PARROCCHIE

 

■ XXVII convegno internazionale dei gruppi di preghiera di Padre Pio da Pietrelcina

Si è svolto dal 25 al 27 Giugno a San Giovanni Rotondo, presso la sala convegni dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, il 27’ Convegno Internazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, al quale hanno partecipato delegazioni provenienti da vari paesi del mondo.

La Sardegna è stata rappresentata dal Coordinatore Regionale Padre Roberto Sardu e dal coordinatore laico Paolo Provenzano, entrambi membri del Consiglio Generale dei Gruppi di Preghiera. Il Convegno è stato aperto ed introdotto da S.E. Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia- Vieste- S.G.Rotondo- , Presidente dei Gruppi Di Preghiera sparsi nel mondo, sul tema Nuovo Umanesimo e Spiritualità di Padre Pio. Molti gli argomenti sviluppati dai vari relatori durante i tre giorni di Convegno, dai quali abbiamo tratto degli spunti di riflessione. In apertura si è trattato sulla Pastorale della salute e Nuovo Umanesimo “Come Gesù, dobbiamo vedere la persona nell’altro, nei poveri, negli ammalati, negli emarginati, negli anziani e in tutti quelli considerati scarto. Solo se guarderemo ai gesti e alle opere di Cristo attueremo il Nuovo Umanesimo: dobbiamo guardare con gli occhi di Cristo, toccare con le mani di Cristo, ascoltare con le orecchie di Cristo, mettere la Scienza al servizio dell’uomo e non viceversa, senza superare i limiti che il Creatore ha posto alla creatura (vedi il tema del fine Vita, della manipolazione genetica, del controllo delle nascite con ogni mezzo). Si è passati poi a Nuovo Umanesimo e Società: Il cristiano ha il dovere di contrastare l’ideologia del pensiero unico che pretende di ridurre l’uomo ad una macchina dai pezzi sostituibili, vuota di ogni valore spirituale e morale. Siamo in una Società cd. liquida, ossia senza punti fermi, che ha portato alla negazione delle figure genitoriali, in particolare di quella paterna, essenziale nella crescita educativa dei figli, pilastro nella loro formazione al di fuori dell’ambito familiare e dunque nel confronto con il mondo esterno. Noi cristiani non possiamo più stare in panchina, dobbiamo dare a questo mondo il nostro contributo. Anche i Gruppi di Preghiera di Padre Pio si devono sentire chiamati a combattere le nuove ideologie che si vanno diffondendo e che volutamente creano confusione in particolare tra i giovani. Tra queste “l’Identità di Genere (Gender) fortemente voluta dal Mercato il quale muove una quantità enorme di denaro (basti pensare ai forti interessi che ruotano attorno alle grandi Imprese Farmaceutiche ), sostenuta dalla Politica e da enormi interessi privati. Il terzo argomento è stato Nuovo Umanesimo ed emergenza educativa: la Società attuale ha bisogno di adulti che mettano insieme ciò che è frammentato. E’ necessario rieducare i figli al sacrificio e al bisogno, rieducarli a perdere non a vincere, rieducarli a “che il no sia no, il si sia si”, perché educare significa infatti mettere insieme le norme e i desideri.

Il quarto tema è stato Nuovo Umanesimo e Famiglia: il nuovo umanesimo deve iniziare dalle famiglie, questo salverà il mondo. Da famiglia a famiglia, con l’esempio, con la testimonianza, col passaparola. La Famiglia deve <<uscire- annunciare-abitare questo mondo-educare- trasfigurare (Conversione e qui entra in gioco la Pastorale della Famiglia) - ascoltare >> Infine il tema Gesù Cristo Volto dei senza volto: Volto dei tanti volti nel fondo del mare, delle teste mozzate, dei volti in fuga, dei volti delle fosse comuni, dei lager, dei volti delle madri che piangono i figli perduti per droga o per le strade. Bisogna ribaltare la teoria dello scarto. Lo stare al letto del malato e del sofferente, è uno stare ai piedi della Croce. Stando accanto al malato si viene evangelizzati. La vita cristiana non è altro che guardare il volto dell’altro “vedendolo”, è l’avvicinarsi con amore alla carne martoriata di Gesù nei fratelli. E’ guardare, “vedendo” nel volto martoriato dell’ Uomo della Sindone, il Volto dei senza Volto e, in ogni macchia del Suo sangue, il dolore del mondo. A questo punto ci si è chiesto come collocare in questi ambiti la spiritualità di San Pio? Quest ‘ultima è quanto mai attuale, poiché ha posto le proprie radici nel modello perfetto Gesù Cristo, abbracciandone la croce, amando e scegliendo il sacrificio a favore dei fratelli, accollandosi le loro croci, difendendo la famiglia, i bambini, sanando anime e corpi, ridando la speranza ai disperati, con l’obbiettivo, poi raggiunto con la realizzazione del grande ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, che agli ammalati siano dedicate cure mediche sempre più all’avanguardia che mettano al centro la persona nella sua interezza, corpo e spirito.

Infine l’invito ai Gruppi di Preghiera ad essere lievito perchè quanto piu’ è grande la massa da fermentare tanto piu’ il lievito deve fermentare.  

Nilde e Paolo Provenzano

■ Pellegrinaggio a Lavezzi

Sabato 4 luglio si è svolto l’annuale pellegrinaggio all’isola di Lavezzi. Si è partiti verso le 10.00, con la motobarca Orient Expres. Con noi c’era un gruppo del villaggio turistico Santa Clara, presso la foce del fiume Liscia.. A Palau si è aggiunto un gruppo della parrocchia di Badesi, informato dal parroco don Roberto. Eravamo complessivamente 65. Giunti all’isola di Lavezzi, dalle belle rocce levigate dal vento e dal mare, la prima visita l’abbiamo fatto al cimitero di Furcone dove riposano i resti dei 750 naufraghi della nave francese Semillante, diretta alla guerra di Crimea, il 14 febbraio 1855. Unico testimone della catastrofe fu il pastore di Lavezzi. Circa 560 cadaveri furono ricuperati e sepolti nell’isola nei due cimiteri quello di Furcone e quello di Achiarino. Altri cadaveri portati dal mare, furono sepolti nella costa meridionale della Corsica e in quella settentrionale della Sardegna, alcuni presso la chiesa di S. Michele di Liscia. Nel tempo libero alcuni hanno fatto il bagno nelle limpide acque, altri hanno visitato il cimitero di Achiarino. Il pranzo si e fatto in barca bene organizzato dal comandante Peppe Onorato e dall’equipaggio. Nel pomeriggio ancora un pò di tempo libero e poi la Messa presso le rovina dell’antico monastero, uno dei tre dell’Arcipelago, l’altro era nell’isola di S. Maria e il terzo nell’isola di La Maddalena. La Messa è stata il centro del pellegrinaggio che vuole essere un ritorno alle radice della fede cristiana nel nostro arcipelago, anche se Lavezzi appartiene alla Francia. Ricordando la vita dei monaci che hanno lasciato tutto per Gesù Cristo, dedicandosi alla preghiera e al lavoro, anche noi possiamo rafforzare la nostra fede. Inoltre celebrare la Messa in un posto molto bello, eleva la mente e il cuore per lodare il Signore e ringraziarlo per le meraviglie del creato che diventa una splendida cattedrale.. La giornata si è conclusa con tanta cordialità, facendo i complimenti a Pier Luigi Aversano, organizzatore del pellegrinaggio e gustando i dolci di Vittoria e il vino di Badesi.

La prossima all’isola di Razzoli il 25 lugllio.  

■ 12 luglio: Domenica del mare.

Ogni anno la Chiesa italiana dedica una giornata agli uomini del mare, la “domenica del mare”, che quest’anno cade il 12 luglio. Come Gesù accompagnava…così anche la Chiesa accompagna gli uomini del mare. È il così detto “apostolato del mare”. A La Maddalena i marittimi hanno il problema del lavoro, molti sono stagionali, altri temono di perdere il lavoro. Hanno però il vantaggio di essere vicini a casa. Pensiamo a quanti lavorano sulle navi commerciali. Sono circa 1,2 milioni di marittimi, parecchi sono maddalenini. Il 75 per cento del commercio dell’Unione europea è basato sul trasporto marittimo. Per trasportare merci e prodotti in tutto il mondo, l’economia globale fa grande affidamento sui marittimi. Nonostante lo sviluppo tecnologico che rende la vita a bordo più confortevole e facilita la comunicazione con i propri cari, i marittimi sono costretti a trascorrere lunghi mesi in uno spazio circoscritto, lontano dalle loro famiglie. Norme restrittive e ingiuste spesso impediscono loro di scendere a terra quando sono in porto e la continua minaccia della pirateria su numerose rotte marittime aggiunge stress durante la navigazione. L’attuale situazione di guerra, violenza e instabilità politica in diversi Paesi ha creato un nuovo fenomeno che sta condizionando il settore dei trasporti marittimi. Dallo scorso anno insieme con la Guardia costiera e le forze navali di Italia, Malta e Unione europea, i mercantili che transitano nel Mar Mediterraneo sono attivamente impegnati in quello che è diventato il salvataggio quotidiano di migliaia e migliaia di migranti che cercano di raggiungere principalmente le coste italiane su ogni tipo di imbarcazioni sovraffollate e non adeguate alla navigazione. Per le navi mercantili salvare i migranti in mare rimane un rischio per la salute, il benessere e la stessa sicurezza degli equipaggi. Tali navi non sono attrezzate per fornire assistenza ad un gran numero di migranti. Nella domenica del mare, come Chiesa cattolica, dice il cardinal Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, vogliamo esprimere la nostra gratitudine ai marittimi in generale, per il loro fondamentale contributo al commercio internazionale. Riconoscere il grande sforzo umanitario svolto dagli equipaggi delle navi mercantili che, senza esitazione, e a volte a rischio della propria vita, si sono adoperati in numerose operazioni di soccorso salvando la vita di migliaia di migranti. Ma anche, dice il Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Apostolato del mare don Natale Ioculano, far conoscere il dramma di tanti marittimi subiscono le pessime condizioni di vita a bordo, non ricevere il meritato salario, sono privati della stessa libertà di espressione. “Il silenzio di fronte al male è esso stesso un male. Non parlare è parlare. Non agire è agire” (Bonhoeffer, il teologo che sfidò Hitler). Insieme si può fare molto.

Il saggio degli allievi della banda “San Domenico Savio” “ La musica merita di essere la seconda lingua obbligatoria di tutte le scuole del mondo” scriveva Paul Carvel, diciamo che un simile obiettivo possiamo sognarlo ma nel frattempo la banda San Domenico Savio comincia a gettare un goccia nell’immenso mare di crescita possibile su questo argomento. Venerdì 3 luglio alle ore 19 presso la sala conferenze dell’Oratorio di Moneta si sono svolti i saggi di fine anno degli allievi della Banda San Domenico Savio. Nella prima parte del saggio i ragazzi si sono esibiti individualmente o in piccole formazioni da camera dal duo al quartetto accompagnati al pianoforte da Barbara Agnello, la seconda parte del saggio ha visto protagonista l’intera junior band in cui hanno fatto il loro debutto alcuni nuovi allievi. La serata, si è poi conclusa con un momento di festa e con una cena condivisa, è infatti nella convivialità che si diventa più amici e si sfrutta appieno il potere aggregante della musica. I saggi rappresentano una tappa fondamentale del percorso formativo degli allievi poiché è proprio in questo momento che si devono mettere in gioco tutte le capacità che i ragazzi , tramite la pratica strumentale, hanno la possibilità di apprendere ossia conoscenza teorica e musicale, interpretazione, espressività ma anche gestione dell’emotività, controllo di sé, capacità di concentrazione e condivisione di un obiettivo comune. Poche note anche semplici se eseguite da soli diventano difficilissime e in questo diventa fondamentale l’autocontrollo, ecco il grande obiettivo dei saggi di studio. Grazie ai bandisti più esperti, che mettono a disposizione il loro tempo per istruire e far lezione ai giovani allievi i ragazzi hanno potuto davvero affrontare una prova difficile ed entusiasmante. La scelta stilistica e del repertorio del saggio è stata molto apprezzata dal numeroso pubblico in sala che non ha lesinato applausi per i giovani musicisti.   I saggi hanno visto protagonisti gli allievi Morgana Piras, Martina Cultrera, Chiara Pastore, Elena Culiolo, Lucia Acciaro, Alessandra Atzori, Irene Cossu, Roberto Piras, Carlo Bonannini, Vanessa Useli, Francesco Pastore, Angelo Ogno, Alessio Agnello, Marco Bonannini, Daniele Brigida, per motivi di lavoro e di salute non si sono potuti esibire altri 5 ragazzi che hanno concluso per quest’anno il loro percorso di studi che sono Danilo Ogno, Luca Plastina, Matteo Flumene, Tony Cuneo, Antonella Rosiglione. Presenti in sala anche i piccolini che ancora frequentano i corsi di teoria e propedeutica e che da settembre cominceranno a lavorare sullo strumento. L’indomani la San Domenico Savio, questa volta “senior” ha suonato per la celebrazione del 208° Anniversario della nascita di Giuseppe Garibaldi. La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità Militari, Civili e Religiose e particolarmente emozionante è stato il momento dedicato all’inno di Mameli e inno di Garibaldi eseguiti dalla banda che prima e dopo ha allietato la numerosa cittadinanza presente con brani del proprio repertorio.   La Banda San Domenico Savio, grandi e piccoli, la ritroveremo il 20 Luglio alle ore 21.30 presso piazza Garibaldi per un concerto inserito nel nutrito programma di eventi dedicati a Santa Maria Maddalena.                    

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 12 luglio

Domenica del mare

 

2) Lunedì 13 luglio

Alle ore 18,00 presso la biblioteca parrocchiale è convocata un’assemblea straordinaria per tutti gli aderenti al gruppo di Padre Pio e per tutti i devoti.

 

FESTEGGIAMENTI IN ONORE

DELLA SANTA PATRONA

 

Lunedì 13 Luglio: Inizio Novena

Ore 18,30 VESPRI

Ore 19,00 S. Messa con Novena.

Predicatore don Ugo Ughi.

Giornata dei Lavoratori.

 

Martedì 14 Luglio

Giornata della Famiglia.

 

Mercoledì 15 Luglio

Giornata dei Giovani.

 

Giovedì 16 Luglio

Giornata dei Ragazzi.

 

Venerdì 17 Luglio

Giornata degli Insegnanti e degli Educatori.

 

Sabato 18 Luglio

Giornata dei Consacrati.

 

Domenica 19 Luglio

Giornata degli Anziani.

 

Lunedì 20 Luglio

Giornata degli Amministratori della Cosa Pubblica.

Martedì 21 Luglio

Giornata degli Ammalati e del Volontariato.

Ore 18,30 Primi Vespri.

Ore 19,00 Messa della Vigilia.

 

Mercoledì 22 Luglio

Festa di Santa Maria Maddalena.

Al mattino le Messe come la Domenica. (non ci sarà la Santa Messa delle 18,30 alla S. Famiglia, né delle 19,00 in parrocchia)

Ore 18,30 Secondi Vespri

Ore 21,30 Santa Messa Solenne celebrata sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Maddalena presieduta da Mons. Sebastiano Sanguinetti, Vescovo di Tempio - Ampurias.

Ore 22,30 Processione a terra, imbarco della Santa e Processione a mare-

Fuochi D’artificio - Rientro In Parrocchia

 

 

 

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 

  1. 1.Domenica 12 luglio

Festa della Madonna della Pace a Stagnali.

Ore 18.30 – Santa Messa solenne, processione, benedizione del mare e delle barche.

Al seguito la cena e intrattenimento musicale con gruppo HARMONY.

 

  1. 2.Sabato 18 e domenica 19 luglio

Sarà presente nella nostra parrocchia rappresentante dell’Aiuto alla Chiesa che Soffre che darà testimonianza sui cristiani perseguitati.

Le offerte raccolte durante le S. Messe saranno destinate ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.

 

  1. 3.Sabato 18 luglio

Ore 19.00 –S. Messa di ringraziamento per 50 anni di sacerdozio di don Domenico.

 

  1. 4.Lunedì 20 luglio

Ore 21.30 piazza Garibaldi – concerto della Banda San Domenico Savio.

Sono aperte le iscrizioni per il Campo-Scuola interparrocchiale per i bambini dagli 9 ai 13 anni che si terrà a Tegge dal 16 al 21 agosto 2015.

Moduli di iscrizione da ritirare in sacrestia.

 
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