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Scritto da Administrator   

N°27 Sabato 4 Luglio 2015

 

EDITORIALE

GRECIA SI GRECIA NO

La Grecia ci ha dato (la filosofia, l'arte, la democrazia) ci dà (vedi la poesia di Kavafis che segue) tanto di buono. Chiediamo al governo greco il rispetto dei patti e il rigore delle spese. Ma della loro appartenenza all'Europa (dea Greca) non facciamone solo una questione di luridi soldi. E questo anche i ferrei contabili nordici devono cominciare a capirlo.

 

ITACA

di Konstantinos Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga,
 
fertile in avventure e in esperienze.
 

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento
 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
 

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 

ne’ nell’irato Nettuno incapperai 

se non li porti dentro 

se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d’estate siano tanti
 

quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: 

negli empori fenici indugia e acquista 

madreperle coralli ebano e ambre 

tutta merce fina, anche profumi 

penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, 

va in molte città egizie 

impara una quantità di cose dai dotti.

 

Sempre devi avere in mente Itaca -  

raggiungerla sia il pensiero costante. 

Soprattutto, non affrettare il viaggio; 

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada
 

senza aspettarti ricchezze da Itaca. 

Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo
 

sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. 

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso 

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

   A cura di don Antonello

 

RAGGI DI SOLE

L’INCENDIO NEL CIRCO

 

Un aneddoto di Kierkegaard, ripreso da Harvej Cox, racconta che “in un circo viaggiante, accampato vicino ad un villaggio, un giorno si sviluppò un incendio. Mentre gli altri figuranti si davano da fare per spegnere le fiamme, il direttore del circo mandò subito il clown, già abbigliato per lo spettacolo, a chiedere aiuto al villaggio, perché, diceva, il fuoco avrebbe potuto propagarsi ai campi di grano e da questi a tutto il paese. Il clown corse trafelato al villaggio e là cominciò a supplicare la gente di accorrere al circo, che stava andando in fiamme, per dare una mano a spegnere l’incendio. Ma essi presero le grida del pagliaccio per un astutissimo trucco del mestiere, una messa in scena volta ad attirare il maggior numero di persone allo spettacolo. Così, alle sue grida, rispondevano applaudendo e torcendosi dalle risate. Il povero clown cercava in tutti i modi di convincere la gente che non si trattava di un trucco, che l’incendio c’era per davvero, che il pericolo era veramente serio anche per il villaggio. Ma più si affannava per far comprendere la gravità del momento, più la gente rideva ed applaudiva e trovava che il clown recitava la sua parte magistralmente. Così andò a finire che l’incendio divampò in modo sempre più violento. Il fuoco dal tendone si attaccò anche ai campi di grano maturo e da questi al villaggio e tutto fu divorato dalle fiamme”.

C’è un detto popolare che suona così: “Come ti vedono ti trattano”. Avrete notato che, come avviene spesso in TV, se si presenta qualcuno dall’aspetto particolarmente elegante, magari una cantante o un attore famoso, che sa parlare in modo forbito con scioltezza e citazioni erudite, facilmente attira applausi e consensi, anche se si lascia sfuggire delle sciocchezze…..; ma se si presenta qualcuno vestito in modo un po’ trasandato e si esprime goffamente e con errori grammaticali, facilmente viene liquidato in fretta con un sorrisetto di commiserazione, anche se dice cose vere e sagge….. Fortunatamente non sempre avviene così, ma…. Meglio bere un sorso d’acqua buona e fresca da una misera ciotola di sughero grezzo, piuttosto che trangugiare brodaglia da una tazza d’oro.

Don Paolo Piras

 

DALLE PARROCCHIE

■ È uscita la nuova enciclica di Papa Francesco. Non sono impazzito. È uscita e l’ho letta. È la prima volta che ne leggo una per intero. La consiglio a tutti, specialmente agli atei. L’enciclica si intitola “Laudato sì”. Da un Papa così me l’aspettavo. Delle duecento pagine di che è fatta, almeno centocinquanta sono un bellissimo e inatteso trattato di educazione ambientale. Anzi, siccome “educazione ambientale” ormai suona stantio, direi che è un bellissimo e inatteso trattato di “educazione alla complessità”. L’enciclica consta di 246 brani. Ne indico giusto alcuni, con i passaggi più scandalosi. Innanzitutto la Terra è “casa comune”. In moltissimi punti dall’inizio alla fine, viene sottolineata l’interconnessione radicale nei e dei sistemi viventi. Traspare da cima a fondo l’idea di una integrità che è necessario riconoscere in tutto ciò che è vivo e interconnesso, dalla cellula alla biosfera. Si viene più volte messi in guardia contro lo sguardo che isola e separa, lo sguardo da laboratorio o da consiglio di amministrazione, lo sguardo che concepisce anche le soluzioni come qualcosa di isolato, facendone in breve altrettanti problemi.  E si parla della bellezza come principio regolatore, come criterio di valutazione della qualità e dello stato di salute delle relazioni e dei processi. A un certo punto, sulla bellezza, si legge questa cosa qua: “sembra che ci illudiamo di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi”. Basterebbe questo a farci fare un po’ di silenzio. Però il testo continua. Tornano spesso, come fili che cuciono altri discorsi “l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita”. A un certo punto, e non me l’aspettavo, entra nello specifico parlando di cose che a un congresso del PD è pressoché impossibile sentire: prelievo di biomassa dagli oceani, ciclo dell’acqua e soprattutto ciclo del carbonio, e dell’accelerazione interna al processo di riscaldamento: più caldo significa più ghiaccio sciolto, che significa più materia in decomposizione, più gas serra intrappolati nel ghiaccio da millenni e liberati nell’aria, più caldo e il cerchio si chiude e riparte. Parla anche di migrazioni, a un certo punto, e lo fa con la visione di chi ha capito che le leggi della biosfera sono sovraordinate ai regolamenti dell’Unione Europea: “Per esempio, i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei più poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa”. È sorprendente il coraggio politico di questo Papa, anche se Jeb Bush (proprio lui) lo ha rimproverato e gli ha detto di non azzardarsi a parlare di riscaldamento globale. È sorprendente quando a un certo punto afferma: “Il debito estero dei Paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, ma non accade la stessa cosa con il debito ecologico. In diversi modi, i popoli in via di sviluppo, dove si trovano le riserve più importanti della biosfera, continuano ad alimentare lo sviluppo dei Paesi più ricchi a prezzo del loro presente e del loro futuro. Bisogna conservare chiara la coscienza che nel cambiamento climatico ci sono responsabilità diversificate e, come hanno detto i Vescovi degli Stati Uniti, è opportuno puntare «specialmente sulle necessità dei poveri, deboli e vulnerabili, in un dibattito spesso dominato dagli interessi più potenti». Ne dice di cose Jorge Mario Bergoglio, ne dice e ne ripete. Anzi, forse si. Nel brano 144, verso la fine, parlando di biodiversità culturale dice questo: “La visione consumistica dell’essere umano, favorita dagli ingranaggi dell’attuale economia globalizzata, tende a rendere omogenee le culture e a indebolire l’immensa varietà culturale, che è un tesoro dell’umanità. Per tale ragione, pretendere di risolvere tutte le difficoltà mediante normative uniformi o con interventi tecnici, porta a trascurare la complessità delle problematiche locali, che richiedono la partecipazione attiva degli abitanti. Se siete arrivati a leggere fino a qui vuol dire che l’argomento vi tocca. E allora vi faccio una domanda, a cui io non so rispondere: perché è così difficile che la scuola e i congressi di partito e i consigli comunali e i mass media si occupino di ecologia e perché l’educazione ambientale passa alla fine per una roba da fighetti, o da sfigati, quando in realtà ci stiamo giocando la pelle? Perché lo scarabeo stercorario si orienta con la Via Lattea e quasi nessuno, la Via Lattea, ci ha indicato nel cielo dov’è?   Perché?           

       Luca Ronchi      

Educazione alla fede nelle famiglie irregolari o difficili.

È il tema trattato dal parroco mercoledì scorso nella catechesi a S. M. Maddalena. Mai rifiutiamo il battesimo ai figli di genitori conviventi o divorziati e risposati. I figli sono innocenti rispetto alle eventuali colpe dei genitori. Questi rimangono i primi responsabili dell’educazione umana e cristiana dei figli. Vanno aiutati e sostenuti dalla comunità, dai parenti ed amici credenti, e particolarmente dai sacerdoti. La richiesta dei sacramenti per i figli può essere una opportunità per invitare a regolarizzare, per quanto è possibile, la loro situazione. Nella celebrazione del Battesimo almeno uno dei genitori garantisca di dare una vera educazione cristiana. In caso di dubbio si valorizzi il ruolo del padrino o della madrina, o di un parente prossimo o di una persona qualificata della comunità. Così anche non si negano i funerali religiosi a chi vive situazioni coniugali irregolari purchè non ci sia una loro esplicita opposizione. Ricordiamo, ha detto, il senso del funerale cristiano: ringraziare il Signore per il dono del Battesimo concesso al defunto, implorazione della misericordia di Dio su di lui, professione di fede nella resurrezione e nella vita eterna, invocazione sui familiari della consolazione della speranza cristiana.

■ I Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica. Sono una quindicina e svolgono un servizio prezioso portando periodicamente la Santa Comunione ai malati che non possono venire in chiesa. In preparazione della festa di Santa Maria Maddalena il parroco li ha convocati anzitutto per aggiornare i nominativi. Alcuni malati, in seguito alla benedizione delle case nelle famiglie hanno espresso il desiderio di ricevere la Comunione. Il parroco ha raccomandato ai Ministri Straordinari di essere per i malati segno dell’amore di Cristo e della Chiesa, sua sposa, con la loro visita, con le loro preghiere e dando, a chi la desidera, la santa Comunione. Ha raccomandato di alimentare la loro preziosa missione con la partecipazione frequente alla Messa, all’adorazione del Santissimo e alla catechesi del mercoledì. Di portare ai malati il bollettino parrocchiale e invitandoli a seguire le funzioni religiose specialmente su Sat2000. Di chiedere ai malati se vogliono ricevere la visita del sacerdote e confessarsi per la festa della patrona S. Maria Maddalena.

Anniversario di sacerdozio di don Antonello Tumminello. Sabato 28 ha celebrato il secondo anniversario della sua ordinazione e domenica 29 della sua prima Messa. Come l’anniversario di matrimonio è festeggiato nella famiglia, così l’anniversario dell’ordinazione è festeggiato nella comunità parrocchiale. Il sacerdote non è per se ma per la comunità. È giusto nell’anniversario dell’ordinazione ringraziare il Signore per il dono alla comunità del sacerdozio attraverso il quale Dio dona la sua parola, il suo perdono, il suo pane di vita e gli altri Sacramenti.

Vestire dignitosamente in chiesa.

Ogni estate si ripresenta l’esigenza di raccomandare, entrando in Chiesa, un modo di vestire adeguato. Non è solo qualche turista che entra a visitare la chiesa in ciabatte, calzoncini e bretelline. Ma anche qualche fedele partecipa alla Messa con scollature o minigonne vistose. Il luogo sacro, anche quando vi si entra per pochi minuti, richiede un portamento che sia rispettoso del luogo e delle persone che lo frequentano. A maggior ragione non si può andare a Messa vestiti come si va ad una serata di gala. Le novelle spose non sempre sono esemplari. Le abbondanti scollature di certi abiti nuziali esigerebbero in chiesa l’uso di una mantellina o di un velo sulle spalle. È vero che le invidie e le maldicenze fanno più danno di certe scollature, ma anche l’abito può indicare la fede di chi va a incontrare Dio e a partecipare ai divini misteri.

Sindone

Sindone, antico, tenue, sacro telo, teneramente nel silenzioso grembo della roccia, sulla nuda pietra, lontano dal frastuono d’ ogni malvagio oltraggio, hai avvolto e custodito l’ Uomo-Dio. Veritiera testimone della sua dolorosa Passione, Morte e Risurrezione, dopo tanto oblio, inaspettatamente, meravigliosamente, dal fotografo Secondo Pia, riveli perfettamente l’ inspiegabile, ineffabile bellezza mitezza del Volto Suo Santo adorabile. Agli increduli moderni, ai dubbiosi scientisti, mostri ancora indelebile imperscrutabilmente vera la Divinità piagata ma non debellata del Figlio prediletto che per amore, portando su di sé il peso ineguagliabile della Croce, si è risvegliato dalla morte ritornando alla vita, per ridarci la perduta vita.                                    

Maddalena Migliore

Il Divino Volto

Martoriato, dalla Sindone guarda l’ uomo che lo guarda e in Lui crede. E guarda l’ uomo che in Lui non vede di quanta barbarie è stato capace. Ma Cristo - Amore e Misericordia – attende che il cuore dell’ uomo si colmi di pace nella beata speranza di contemplare eterna la luce del Suo Volto.                                         

   Gennaro Avellino

Condoglianze ai familiari di Alberto Frojo e Cristina Vitiello che sono tornati alla casa del Padre.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

  1. 1)Sabato 4 e domenica 5 luglio

▪ Mostra del dolce organizzata dall’Associazione A.M.A. per le adozioni a distanza.

 

  1. 2)Mercoledì 8 luglio

▪ Catechesi per gli adulti alle ore 19,30.

 

  1. 3)Venerdì 10 luglio

▪ Ore 19,30 presentazione dei due quadri rappresentanti Santa Maria Maddalena del pittore Odo Tinteri. Sarà presente l’autore.

▪ Ore 21,15, nella biblioteca parrocchiale, Consiglio Pastorale Parrocchiale sulla nuova enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco.

  1. 4)Sabato 11 luglio

▪ Festa di San Benedetto patrono d’Europa.

▪ Ore 10,30 a Porto Istana (Olbia) inaugurazione della prima Comunità Monastica in Diocesi guidata dal maddalenino don Massimo Terrazzoni.

 

  1. 5)Domenica 12 luglio

Concerto del coro “Voci nel blues” nel sagrato della chiesa alle 21,30.

 

  1. 6)Lunedì 13 luglio

▪ Inizia la novena in onore di S. Maria Maddalena nostra patrona.

▪ Alle ore 18,00 presso la biblioteca parrocchiale è convocata un’assemblea straordinaria per tutti gli aderenti al gruppo di Padre Pio e per tutti i devoti.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N. S. G. C. – Moneta

 

1. Sabato 4 luglio

Ore 19.00 – S. Messa nella chiesetta di Stella Maris al Villaggio Piras ( per tutto il mese di luglio e di agosto).

 

2. Giovedì 9 luglio - Sabato 11 luglio ore 21.30 chiesa di Stagnali – triduo di preparazione alla festa della Madonna della Pace.

 

3. Domenica 12 luglio

Festa della Madonna della Pace.

Ore 18.30 – Santa Messa solenne, processione, benedizione del mare e delle barche. Seguirà la cena e intrattenimento musicale.

 

4. Sono aperte le iscrizioni per il Campo-Scuola interparrocchiale per i bambini dai 9 ai 12 anni che si terrà a Tegge dal 16 al 21 agosto 2015. Moduli di iscrizione da ritirare in sacrestia.

 
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