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Calendario Iconografico A.D.  2009

Ancora una volta il Centro Studi e Documentazione Biblio – Iconografica Magdalenica, nell’ambito delle proprie iniziative statutarie, ha ideato e promosso per l’anno 2009 un calendario dedicato a Santa Maria Maddalena.

Nel calendario  compaiono, egregiamente riprodotte, tredici incisioni (una per la copertina, le altre per i mesi dell’anno) tratte esclusivamente da dipinti di Guido Reni, autore che più di altri ha interpretato la figura di Maria Maddalena, ritraendola – bella, dolce, attraente – in una infinità di varianti.

Le incisioni che riproducono i dipinti del Reni col soggetto della Maddalena sono tali e tante, da creare l’imbarazzo della scelta. Quelle confluite nel Calendario 2009, frutto di un’accurata selezione, sono disposte secondo un ordine cronologico basato sulla data di nascita dei loro autori.

Nel calendario è riportato, in appendice, un saggio sul Reni – e sulla Santa da lui dipinta –   dovuto alla passione e alla competenza del prof. Marcello Scalzo.

Delle incisioni pubblicate viene fornita anche quest’anno dal dott. Zeno Davoli, notissimo esperto, una scheda tecnica, ricca di tutte quelle notizie che possono favorire nel lettore più attento un approfondimento del discorso.

Lino Sorba

Alcune delle stampe pubblicate nel Calendario A. D. 2009

 

La Maddalena in contemplazione in una grotta

frontecalendario 2009Franziska Schöpfer (Mannheim, 1763 – München, 1836)

Sotto, a sin. : “von guido Reni gemahlt”, a dx : “gestochen von D[emoisel]le Francisca Schöpfer”.

Al posto del titolo vi è la dedica a “Herrn J. G. von Stengel” firmata dalla stessa autrice.

Deve trattarsi di un’opera giovanile, visto che la Schöpfer si dichiara nella firma scolara di Heinrich Sintzenich, che, dopo essersi perfezionato a Londra col Bartolozzi, fu incisore di corte a Mannheim e morì nel 1812. La stampa, in effetti, presenta ancora la grazia e la tecnica del Bartolozzi.

Incisione a punti di mm 231x164. Il foglio è tirato a due colori; si tratta di un tipo di tiratura sul quale poi si poteva completare a mano il colore a piacere.

 

(Coll. Lino Sorba)

 

 

 

La Madeleine

Jacques BOUILLIARD (Versailles, 1747 – Parigi, 1806)

stampemaddalena2009 2Sotto, a sin. : “Peint par Guido Reni”, al cen.: “Dessiné par Vanderberg”, a dx: “Gravé par J. Bouilliard Grav. du Roi”.

Incisione al bulino a all’acquaforte di mm 196x163, la sola immagine (lastra mm 418x303).

Sotto al tit. la collocazione del quadro: “De la Galerie de S. A. S. Monseigneur le Duc d’Orléans A[vec] P[rivilège] D[u] R[oi]”. Segue una lunga descrizione del quadro; il tutto è contornato da una cornice che caratterizza la serie. E’ interessante, nel commento al quadro, l’affermazione che il Reni “eccelleva nelle teste che alzano gli occhi al cielo, e si dice che per riuscirci meglio egli avesse studiato e disegnato sotto tutti i punti di vista le teste ammirevoli delle figlie di Niobe, di cui si vedono le statue antiche nella Villa de’ Medici a Roma”. Non vorremmo che al particolare degli occhi al cielo si debba l’attribuzione del quadro riprodotto dal Dennel ed inserito nella stessa serie, che purtroppo, quanto a spirito e stile, è lontano da questo.

La stampa è tratta dall’opera: Galerie du Palais Royal, gravée d’après les tableaux de differents écoles… L’opera uscì a fascicoli per un totale di 352 stampe dal 1786 al 1808. Subì quindi le conseguenze della Rivoluzione francese: la collezione del Duca d’Orlèans fu disfatta nel 1790, ma la pubblicazione continuò con l’eliminazione dello stemma ed alla fine col titolo: Galerie du Palais Egalité. Il quadro oggi si trova alla National Gallery di Londra.

(Coll. Antonio Frau)

 

S. M. Magdalene

stampemaddalena2009 3Domenico CUNEGO (Verona, 1726 – Roma, 1803)

Sotto, a sin. : “Guido Reni pinxit”, a dx : “Dom. Cunego sculp.”

Incisione al bulino; ovale riquadrato, mm 198x152 (lastra mm 234x173).

Sotto al titolo: “Unxit pedes Jesu, et extersit pedes eius capillis suis. S. Joan. cap. 12” (con questo si identifica con la Maddalena l’anonima peccatrice che cosparge i piedi di Cristo col profumo in casa di Simone fariseo). Sotto ancòra: “Londini, apud Gulielmum Beckfort”: questo indica non l’editore, ma il proprietario del quadro.

Sopra, a dx, si legge il n. 34: è infatti la tav. 34 della bellissima serie di 40 tavole: “Schola Italica Picturae”, Roma, G. Hamilton 1773. Del Cunego abbiamo anche una seconda lastra, che riproduce lo stesso quadro in controparte.

L’immagine è molto bella e delicata, ma la dimensione religiosa è data solo dal titolo.

(Coll. Antonio Remigio  Pengo)

 
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