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Giancarla Codrignani
codrignani88Docente di greco e latino, ex parlamentare, femminista cristiana cattolica, già nel Consiglio Internazionale di "Pax Christi", presidente sezione italiana "Alleanza Internazionale Giovanna d'Arco"/Italia.
"Donne credenti: da Maria di Magdala a noi"
Perché chi vive nel terzo millennio si interessa all'identità di Maria di Magdala? Perché è un caso - e per i credenti riconduce a ripensare le origini del Cristianesimo - archetipico dell' identità femminile. I poeti e i retori definiscono "sfuggente" l'anima della donna e in tempi lontani i teologi hanno dubitato dell'esistenza dell'anima femminile.
Si può sospettare che sopravvivano elementi ancestrali di paura nelle società maschili, gli stessi elementi che avevano indotto a venerare originariamente divinità femminili. E', infatti, stato possibile leggere la creazione biblica come se solo l'uomo fosse "immagine di Dio", come se la Scrittura non esplicitasse chiaramente che maschile e femminile insieme rappresentano quell'immagine. Appare evidente dai vangeli canonici e apocrifi la gelosia degli apostoli per Maria di Magdala e più le donne discepole in genere e per la stessa madre di Gesù. Si forma così una tradizione di esclusione che limita la partecipazione femminile a ruoli secondari nella società religiosa come nella società civile.
La discussione sulla verità - storica e simbolica - di Maria di Magdala ha aspetti di contemporaneità . Si tratta sempre di noi: la chiesa ci parla interpretandoci come se conoscesse il nostro bene a priori; la società ci concede di diventare come gli uomini come se fosse un bene universale il modello unico. Lo specchio chi ci presenta " la Maddalena" rimanda l'immagine di ogni donna. Non per invitarci ad accettarla.
 
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