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Parrocchia S. Maria Maddalena - Gradoli (VT)

chiesa-gradoli01La Chiesa Collegiata di S. Maria Maddalena, patrona di Gradoli, sorge nel centro storico del paese. Un primo riferimento ad essa è del 2 dicembre del 1296 quando al Castello di Gramolo, nella suddetta chiesa, furono notificate le Bolle. Negli anni successivi al 1440 la Cappella del castello fu restaurata e , successivamente, consacrata il 10 settembre del 1447. La chiesa, dedicata a S.Maria Maddalena, risultava sempre ben tenuta e curata tanto che il papa Paolo III il 3 gennaio 1535 la dichiarò insigne e tra gli altri privilegi concesse canonici di poter dare in enfiteusi, anche perpetua, i beni spettanti a quel Capitolo, purché la somma corrisposta non superasse i cinque ducati d’oro. Verso la metà del 1500, il Vicario Generale proponeva di mettere sopra l’altare maggiore un baldacchino e una figura dipinta che rappresentasse il Corpo di Cristo (l’ostia). La festa della patrona si celebrava, e si celebra ancora oggi, il 22 luglio e lo stesso giorno , alla presenza del Camerario Comunale, inizia la “conta” del capi degli animali che terminava il 1° agosto. Agli inizi del ‘600, nel “quinternetto” (la festa si svolgeva in cinque giorni ) della santa protettrice, il clero andava in processione, sino alla chiesa di S. Pietro in Vinculis e, ritornato, celebrava la messa solenne. Al tempo del vescovo Domenico Massimi, a spese della comunità e del clero fu ristrutturata e, per poterle dare la profondità che le mancava, furono create delle muraglie che consentirono di portarla ala forma attuale con l’elegante balconata che ne caratterizza il sagrato. A testimonianza della ristrutturazione è lo stemma vescovile nell’arco trionfale del presbiterio, che riporta la data (1673) ed il ricordo del prelato . La nuova chiesa fu consacrata il 28 ottobre 1705 dal Cardinale M..A. Barbarico, vescovo di Corneto e Montefiascone. Pio VII, il 20 aprile 1804, benediceva la chiesa dichiarandola Insigne Collegiata concedendole i dovuti privilegi. La chiesa, con la sua facciata sobria ed elegante in stile barocco, forma con la torre campanaria, un complesso unico. Ha un portale centrale con due colonne e timpano ad arco, due porte laterali con timpano triangolare. Il suo interno è composto da tre navate divise da sei pilastri in finto marmo venato. Quella centrale ha una volta a botte coi finestroni e termina con un’abside adorna di un elegante scenografico apparato eseguito secondo i canoni dell’architettura barocca romana. L’abside, decorata agli inizi del XVIII se. Da Francesco Alippi e Luca Rubini (indoratore), è dello stile e s’innalza su sei colonne con capitello composito. Nalla parte superiore si vendono putti ed angeli in gloria. Retrostante la pala d’altare si trova la nuova statua della patrona opera di Piero Ferrarono da Cremona; ai lati , dentro due nicchie , le figure in stucco dorato dei santi compatroni S. Michele Arcangelo e S. Vittore. chiesa-Gradoli05Il coro in noce con sedici stalli, disposto su due lati del presbiterio, conferma il numero dei canonici e cappellani che un tempo vi operavano. Addossato al primo pilastro di sinistra della navata centrale si erge un elegante pulpito in noce scuro. L’opera non terminata, fu commissionata da don Filippo Vici, durante il suo priorato nel 1 678, all’artigiano tedesco Matteo Siler “ faber ligniarius excellens” morto in Gradoli, nel 1687, ove era rifugiato. Due aquile lo sorreggono tra foglie di acanto. Al centro è rappresentato un medaglione con Maria Maddalena penitente, sui fianchi due puttini nudi e sulla tettoia, una colomba con ali sliegate, simboleggia lo Spirito Santo. Ai lati sullo schienale, due festoni di frutta rappresentano la parola di Dio. I confessionali, il coro, i due lampioni professionali di legno a foglia dorata e la sacrestia in noce sono opere artigianali risalenti al ‘700. Entrando nella navata laterale di sinistra s’incontrano l’altrare del Suffragio o del Purgatorio , al centro quello di S. Francesco e quindi della Madonna del Rosario intervallati dai due confessionali a tempietto sopra citati. Su questo lato è l’accesso al campanile dove si trovano il seicentesco macchinario dell’orologio, la scala e le pietre tombali che don Alessandro De Rossi tolse dal pavimento della chiesa nel 1935, quando provvide a rifarlo Nella navata di destra ci sono gli altari di S. Andrea, di S. Carlo e, vicino alla sacrestia, quello del SS. Crocefisso, in stile barocco marmorizzato e dorato. Nella nicchia di quest’ultimo è un Cristo in legno del sec.XVI, già della diruta chiesa della SS. Annunziata, al quale la popolazione attribuisce miracoli. E’ stato restaurato nel 1952 e posto su di una nuova croce in noce intagliata e intarsiata (disegno e lavoro di Rodolfo Consoli di Acquapendente).chiesa-Gradoli03 L’oratorio del SS. Sacramento fu aperto l’11 novembre del 1722 per opera del padre filippino Giulio Danieli. La pala sopra al’altare rappresenta il battesimo di Gesù. L’interessante Fonte Battesimale in marmo a forma di pozzo a pianta esagonale, è opera della fine XV sec. Attribuito alla scuola di Isaia da Pisa. Su ogni pannello, dentro una nicchia sormontata da una conchiglia, sono posti i bassorilievi raffiguranti S: Pietro , S. Giovanni Batista, S:Maria Maddalena, S. Vittore e S. Michele Arcangelo ognuno con i propri attrinìbuti iconografici. Qui è conservato l’affresco della Madonna di S. Vittore e, dentro apposite bacheche, sono raccolte le memorie del Cardinale Domenico Ferrata membro della Segreteria degli affari straordinari, presidente della Ponteficia Accademia dei Nobili Ecclesiastici, Segretario della Congregazione della Affari Ecclesiastici, Nunzio Apostolico della Santa Sede in Belgio ed a Parigi, con l’incarico diplomatico nel Canton Ticino e Cardinale di Stato di Benedetto XV. Il Ferrata è sepolto nel cimitero cittadino in un elegante e solenne mausoleo. Dalla sacrestia si accede al museo d’arte sacra aperto nel 1979. Qui sono conservati un ciclo di affreschi rinascimentali di scuola manieristica che hanno per soggetto la passione di Cristo. Sulle paraste che dividono i diversi quadri, il giglio farnesiano riportato ci rivela la committenza dell’opera. Vi si trovano anche quindici tavolette del 1700 raffiguranti i misteri del Rosario, paramenti liturgici, candelabri, suppellettili sacre ed ex voto. Attualmente, per la festa della patrona, i festeggiamenti hanno inizio due giorni prima del 22 luglio con SS. Messe, processioni e fuochi e rappresentazioni culturali e d’intrattenimento.

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fonte: " Gradoli storia e territorio" - Elena Agostini -

 
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