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n° 8 Sabato 22 Febbraio 2020

EDITORIALE

 Mediterraneo, frontiera di pace

 MEDITERRANEAO FRONTIERADI PACE 2020È il tema dell’incontro di riflessione che i vescovi dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo stanno tenendo a Bari dal 19 al 23 febbraio. Il logo del convegno indica un ponte e delle mani che si tendono le une verso le altre. Costruire ponti più che innalzare muri è l’architettura impegnativa per costruire il futuro, dice Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Il ponte unisce, crea comunione, apre al dialogo ed alla conoscenza; al contrario il muro separa, disgrega, spinge all’autoreferenzialità, e alla chiusura in sé, chiude l’orizzonte. A Bari, città ponte tra Oriente e Occidente, 58 vescovi, provenienti da 20 paesi bagnati dal Mediterraneo, (un G 20 dei vescovi) tengono una specie di sinodo per promuovere una cultura del dialogo verso la costruzione della pace. Il bacino del Mediterraneo, che gli antichi Romani chiamavano “Mare Nostrum”, tocca tre continenti: l’Europa, l’Africa e l’Asia. Uno spazio in cui l’assenza di pace ha prodotto molteplici squilibri regionali, mondiali alla cui pacificazione la pratica del dialogo potrebbe contribuire grandemente. Pensiamo ai popoli della Libia, Egitto, Palestina ed Israele, Libano, Siria, Turchia, Balcani. I pastori che si incontrano hanno a cuore un Mediterraneo concreto con i popoli che lo abitano. L’idea del convegno promosso dal Presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti, rimanda alla visione profetica di Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze che già negli anni cinquanta parlava di “dialoghi mediterranei”. Nel 1958, parlando al Presidente egiziano Nasser diceva che “il Mediterraneo può diventare davvero, se pacificato, lo spazio più luminoso della terra.” Oggi c’è la possibilità di iniziare a realizzare quella visione. Nel Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, esattamente un anno fa, da papa Francesco e dal Grande iman di al-Azhar, Ahmad al Tayyeb, si dice che la geografia è “simbolo dell’abbraccio tra Oriente ed Occidente, tra Nord e Sud e tra tutti coloro che credono che Dio ci abbia creati per conoscerci, per cooperare tra di noi e per vivere come fratelli che si amano”. L’assemblea dei vescovi del Mediterraneo si concluderà domenica 23 con la celebrazione eucaristica presieduta da papa Francesco. Tutti, anche noi con la nostra preghiera, alla ricerca di nuove vie di riconciliazione tra i popoli del Mediterraneo così che non sia più teatro di guerre, mare di dolore e disperazione, cimitero, ma un ponte con mani tese, una frontiera di fraternità, di amore. Le monache agostiniane di Pennabilli hanno scritto un biglietto al Presidente della CEI cardinale Bassetti: “Dove la carità non fa da nave, ad affondare non sono solo i barconi, ma è la nostra umanità. L’unico bagaglio che non appesantisce nessuna barca, per quanto piena sia. Anzi, ne facilita la rotta, la rinsalda nella navigazione, le impedisce di affondare. E così facendo mette in salvo anche la nostra umanità”.

   (D.D. e cfr. Avvenire 19 febbraio)

 


I FATTI DELLA SETTIMANA

 Passaggio di consegne Comitato.

COMITATO CLASSE 1969 aDomenica 9 febbraio si è svolto il passaggio di consegne tra il Comitato Festeggiamenti Santa Maria Maddalena e Natività B.V. Maria tra le classi 1969 e 1970. È stata apposta la fascia del comitato subentrante sullo stendardo della Santa Patrona. Il Presidente Luigi Macciocu e tutta la classe 1969 fa un grosso in bocca al lupo al nuovo Comitato che sicuramente con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale, gli Sponsor e la cittadinanza tutta, sarà all'altezza di questo compito impegnativo ma ricco di soddisfazioni. Da parte nostra siamo a disposizione per facilitare il cammino di Gian Mario SERIO e il suo Team fin quando sarà necessario. Buon lavoro

Di seguito il discorso del Presidente uscente:

“Don Andrea vorrei rivolgere le prime parole ai miei amici fedali della Classe 69. Non trovo altra parola per iniziare, se non dirvi pubblicamente grazie. Grazie per tutto quello che avete fatto, per il tempo che avete dedicato, per l’impegno che avete sempre messo a disposizione, grazie perché avete saputo rimanere uniti, insieme abbiamo saputo rispettarci l’un l’altro, nonostante le normali differenze, perché è impossibile essere tutti uguali o pensarla tutti allo stesso modo. Insieme abbiamo conquistato un’amicizia secondo me vera, non creata per l’occasione e lo testimonia il fatto che in più di un’occasione siamo stati importanti l’uno per l’altro standoci vicino, sostenendoci nelle difficoltà personali oltre gli impegni del Comitato. Sono veramente orgoglioso di aver presieduto questo gruppo, la mia prima richiesta fu: avere un gruppo unito, coeso e rispettoso l’uno dell’altro e anche del significato che aveva far parte del Comitato, su questo ho e abbiamo puntato molto, ci abbiamo creduto e sappiamo di aver vinto. PASSAGGIO CONSEGNE COMITATO CLASSE 1969 TRA 1970Infatti……. l’amicizia, la voglia, insieme alla responsabilità di fare sempre tutto bene, ha fatto sì, che quello che abbiamo organizzato in onore della nostra Patrona S.Maria Maddalena e per Maria Bambina a Moneta e per tutta la nostra comunità desse i massimi risultati. Un grazie particolare lo voglio rivolgere al direttivo che mi ha supportato e sopportato sempre ed in ogni momento mai lasciandomi solo. Sono convinto che l’amicizia ci terrà uniti per tanto tempo così che possiamo ancora essere l’uno per l’altro. Cari Sacerdoti: a voi va il mio e il nostro ringraziamento per il supporto che ci avete dato in particolare a me per tutte le volte che ho avuto bisogno di un conforto o di una parola di incoraggiamento. Sono convinto che anche voi possiate essere soddisfatti e orgogliosi per il contributo che abbiamo dato collaborando in tutte le iniziative parrocchiali dove il Comitato è stato coinvolto, oltre i festeggiamenti patronali, non sempre siamo stati precisi, ma rubo le parole di un amico, il nostro saggio (Valerio) .. che mi disse…”Luì ci devinu piglià cumi semu”, ecco sembra una frase buttata lì ma io ci ho ragionato molto e ne ho colto la parte più semplice ed importante e cioè che quando le cose le fai con il cuore offri ugualmente il giusto rispetto, quindi credo che anche quest’anno Santa Maria Maddalena era in buone mani, altro che….. se lo era…. Questo gruppo ha dato secondo me due grandi messaggi, 2 valori molto importanti che sono l’amicizia e l’unità, valori che poi sono una componente molto importante della nostra fede, per la vita quotidiana.

Grazie all’Amministrazione Comunale che ci ha sostenuto in tutto e per tutto, grazie per la sempre e costante presenza, per l’importante contributo economico messo a disposizione che ci ha permesso di coprire una buona parte degli eventi che abbiamo presentato nelle piazze, non posso non ringraziare l’ufficio Affari Generali guidato dalla dottoressa Campo, l’ufficio SUAP guidato dal dottor Dessole perché senza il loro contributo tutto sarebbe stato difficile o addirittura non fattibile. Con l’amministrazione e i dipendenti del Comune siamo riusciti ad instaurare un rapporto di fattiva collaborazione cosa che ci ha permesso di portare avanti il programma senza incontrare ostacoli.

Grazie al Parco Nazionale per il supporto logistico che ci ha concesso. Grazie agli sponsor, le attività della nostra Città che nonostante le difficoltà non hanno fatto mancare il loro contributo.

Grazie alla Delcomar e alla famiglia Del Giudice che sin dal primo momento ci ha assicurato un sostegno importante e sicuro, promettendo di non lasciarci mai soli, al Grand Hotel Ma&Ma di Manila Salvati e Mario Mela per il prezioso contributo, alla Marina di Porto Massimo e alla GPD di Cristian Delogu, alla Tipografia Rossi, Nonna Isa e alla Conad ma veramente come ho detto prima, tanti altri, che ringrazieremo pubblicamente dedicando un momento per loro.

Il nostro grazie vada a tutte quelle persone che ci hanno aiutato silenziosamente, a chi si è messo a disposizione senza voler comunque necessariamente apparire ma solamente ha dato il proprio aiuto per il bene della nostra Comunità, un grazie va a tutta la Comunità di La Maddalena e ai turisti ospiti, perché ci avete sempre assicurato la vostra importante presenza in ogni manifestazione da noi promossa. Grazie agli organi di informazione che ci hanno sempre aiutato nel pubblicizzare e promuovere i nostri eventi e le nostre iniziative. Oggi possiamo essere testimoni di quanto la nostra Comunità è disposta a fare per le feste patronali…., noi ne siamo testimoni….. e orgogliosi di poter manifestare questo.

Non è sempre facile per chi si mette in gioco accontentare tutti, noi ci abbiamo provato……………

Agli amici della classe 70 al Presidente il mio amico Gianmario, va il mio ed il nostro miglior augurio per l’anno che state per affrontare, un anno di fatiche ma anche di tante soddisfazioni che vi farà crescere e sentire orgogliosi di aver accettato l’invito a far parte del Comitato. Permettetemi……. siate sempre fedeli al vostro compito, aiutatevi sempre e tutto sarà più facile. Noi dal canto nostro vi sosterremo nelle iniziative che promuoverete assicurandovi sin da ora la nostra presenza.. Auguri.

Ancora infinite grazie a tutti”    

Luigi Macciocu

 

■ Classe 1970.

IL COMITATO CLASSE 1970 Sono quelli nati nell’anno in cui, a Mexico 70, Campionato del Mondo di calcio, la nazionale italiana batté memorabilmente la Germania per 4-3.

  E ora sono loro, cinquant’anni dopo, che organizzeranno le feste patronali di Santa Maria Maddalena e Maria Bambina di Moneta. Il loro presidente, Gianmario Serio, ha ricevuto il mandato dal parroco dell’Arcipelago don Andrea Domanski, e ricevuto il testimone da Luigi Macciocu, presidente del Comitato precedente, Classe 1969. La cerimonia si è svolta domenica 9 febbraio in Santa Maria Maddalena al termine della Messa serale. Un Comitato, quello uscente, che sì è contraddistinto prima ancora per la sua compattezza oltre che la buona capacità di organizzare per tanti mesi dell’anno gli eventi finalizzati alle due feste patronali. Un Comitato che ha avuto ben chiaro dall’inizio la propria natura, quella cioè di essere prima comitato religioso, e per questo costituito, e poi anche Comitato organizzatore di eventi. E questo lo ha rimarcato il parroco, riconoscendo loro di essere andati avanti “con grande tenacia e spirito cristiano”. In quest’anno, ha detto il presidente Luigi Macciocu, “insieme abbiamo saputo rispettarci l’un l’altro, nonostante le differenze, e siamo diventati amici. Sono orgoglioso di aver presieduto questo gruppo; sono convinto che sapremo rimanere uniti e amici”. Numeroso il nuovo Comitato, la Classe 1970, composto da oltre 30 persone, con un presidente, Gianmario Serio, e tre vicepresidenti, Orsola Maddaluno, Silvia Del Giudice e Angelo Massimetti. “La nostra intenzione è di seguire il solco tracciato dai Comitati precedenti ed offrire momenti di aggregazione ed incontri che abbiano un forte legame con le tradizioni e la cultura locale”, ha detto il presidente. A tale scopo, verranno promosse e coordinate iniziative legate alle tradizioni del luogo, allo sviluppo dell’ospitalità e all’educazione ambientale. Il tutto in sinergia tra le festività religiose e civili”. Buon Lavoro!!!

 

Secondo incontro di fraternità dei cresimandi “In attesa dello Spirito”.

INCONTRO CRESIMANDI 22022020 Domenica 9 febbraio abbiamo vissuto la seconda giornata fraterna con i ragazzi che si preparano alla Cresima! È stata una giornata ricca sotto la guida dello Spirito, nella scoperta dei SETTE DONI!! Abbiamo bisogno dello Spirito!!

Un ringraziamento alle catechiste dei cresimandi Emilia, Marcella, Giorgia e Maria Rita che hanno insieme a me preparato e coordinato il tutto; alle catechiste che hanno aiutato nella giornata Cecilia e Michela per il lro prezioso contributo.

Abbiamo avuto la Grazia di avere il Seminario Diocesano guidato dal rettore don Rinaldo Alias, lo ringraziamo per la presenza insieme ai seminaristi, in modo particolare Francesco che è stato con noi tutta la giornata dando una grande testimonianza.

La giornata è stata arricchita dalla presenza della dott.ssa Rosellina Ponti, psicologa di Sassari, che ha fatto delle attività con i ragazzi e un incontro con i loro genitori nel pomeriggio "In cammino con mio figlio". Grazie!!

INCONTRO CRESIMANDI 22022020 AUn grande grazie all'equipe di cucina: Francesco, Tore, Francesco, Paolo, Romano, Sandro, Pierlino con le rispettive famiglie. Agli educatori Giorgio e Mariolino che hanno collaborato nei vari momenti della giornata. A Marta Lubrano per l’ animazione pomeridiana.

Un ringraziamento al gruppo giovani Luca, Miriam, Carlo, Astrid che insieme ai giovanissimi Irene, Gabriele e Mattia hanno vissuto un pomeriggio con i ragazzi, iniziando con loro un cammino.

Grazie ai genitori che hanno collaborato nei vari momenti della giornata, a chi ha donato il pane, le pizzette e le frittelle; in modo particolare al Panificio Benatti!!

Dio benedica tutti voi e continui a farci camminare e crescere affinché la nostra comunità cristiana possa diventare Sale della Terra e Luce del Mondo!!               

 Don Davide

 

Come catechiste ringraziamo Don Davide che ci da l'opportunità di crescere tutti insieme con i ragazzi, donandoci strumenti e confronti importanti con figure professionali quale la dr.ssa Rosellina Ponti ed il seminarista Francesco... grazie continuiamo a camminare insieme sotto la guida dello Spirito Santo ...    

Le catechiste

 

Celebrata nella nostra Isola la Giornata del Malato.

MESSA DEI MALATI 22022020 (1)L'11 febbraio si celebra la memoria dell'apparizione della Madonna a Bernadette Soubirous nella grotta di Massabielle a Lourdes. La Madonna di Lourdes è invocata in tutto il mondo, in particolare dai malati e dalle persone afflitte da sofferenze. Proprio per questo nel 1993 San Giovanni Paolo ha istituito per quel giorno la Giornata mondiale del malato. Per l'impossibilità del nostro Vescovo di essere presente in quel giorno, nella nostra Isola la giornata del malato si è celebrata il 12 febbraio nella chiesa di S. Maria Maddalena con una messa interparrocchiale. Ricorreva la 28a Giornata del Malato e la Messa è stata naturalmente presieduta da Mons. Sebastiano Sanguinetti e concelebrata dai sacerdoti dell'isola: il parroco don Andrea Domanski, don Domenico Degortes e don Davide Mela. Con i canti ha animato la celebrazione il coro di S.Cecilia. Nell'omelia, commentando il Vangelo di Giovanni, dove Gesù alle nozze di Cana, dietro il suggerimento di Maria, ha compiuto il primo miracolo, il Vescovo ha messo in evidenza quante grazie la Madonna ha ottenuto da suo figlio. "Non tutte le grazie che chiediamo noi otteniamo, rimettendoci sempre alla volontà di Dio," ha detto il Vescovo "ma il grande miracolo che la Madonna fa, non è soltanto quello della salute del corpo, ma è la conversione del cuore, perché il nostro cuore si apra sempre alla volontà di Dio! Sappiamo quale legame c'è tra la Madonna di Lourdes e la malattia, ma il miracolo vero di Lourdes è la guarigione dell'anima! MESSA DEI MALATI 22022020 (2)Oggi è anche la giornata della solidarietà" ha proseguito il Vescovo "giornata in cui siamo obbligati a pensare che i nostri fratelli che soffrono hanno bisogno di noi!". E questo lo sanno bene i nostri volontari ospedalieri che erano presenti alla Messa: essi portano ogni giorno agli ammalati sorrisi, gesti e parole di consolazione. L'11 febbraio essi hanno donato ad ogni degente il più bel fiore, l'orchidea e il giorno dopo hanno anche accompagnato il Vescovo nella sua visita all'ospedale. Mons. Sanguinetti ha portato il suo conforto e la sua benedizione anche agli ospiti dell'Oasi Serena. Alla celebrazione, dove abbiamo pregato per tutti gli ammalati, hanno potuto partecipare diverse persone ammalate, accompagnate dai volontari ospedalieri e da altre persone di buona volontà. Erano presenti anche i ministri straordinari dell'Eucaristia che, come ha detto don Andrea al termine dell'omelia del Vescovo, portano la S. Comunione ai 170 ammalati della nostra Isola. Suor Quirica in questa occasione ha ricevuto il mandato mentre gli altri lo hanno rinnovato: questo mandato consente loro di portare agli ammalati il vero conforto, il Corpo di Cristo. Non posso non rivolgere il mio pensiero al nostro beneamato don Paolo Piras, che per tanti anni, come cappellano dell'ospedale prima di Tempio e poi di quello di La Maddalena, ha portato consolazione, preghiere e conforto agli ammalati. Egli, insieme all'Eucaristia portava loro affetto, comprensione e molto, molto amore!      

                                 Maria Vitiello

 

■ L’Oratorio in festa.

ORATORIO IN FESTA 22022020Grande solidarietà da parte dei nostri parrocchiani lo scorso fine settimana ,per sostenere le attività dei ragazzi del nostro oratorio don Bosco. Sabato pomeriggio e domenica mattina davanti alla chiesa di Santa Maria Maddalena si è svolta la fiera del dolce grazie anche alla collaborazione di gruppi parrocchiali, nonne, mamme e catechiste che hanno preparato torte e dolcetti…Un grazie va ai ragazzi del catechismo che torte alla mano hanno girato per le vie del centro coinvolgendo passanti e commercianti! Questa iniziativa si è conclusa domenica pomeriggio nell’ oratorio don Bosco con la festa in maschera animata dalla nostra catechista e animatrice Tonia che con balli e giochi ha intrattenuto e fatto divertire una flotta di piccoli in maschera, insieme a lei anche le ragazze del liceo che hanno animato con il Trucca bimbi. La serata si è conclusa con l’estrazione della lotteria ricca di premi donati generosamente dai nostri commercianti. Si ringrazia: per il primo premio la pizzeria Taz, per i secondi premi Mary acconciature e Giovanni e Giorgio Amalfitano, per i terzi premi la Giocheria Licheri…..e tanti altri premi sono stati donati dalla Cartoleria Pinna! Un ringraziamento particolare va al panificio Benatti sempre pronto a sostenere le nostre iniziative e attività durante tutto l’anno, donandoci pane, pizze, focacce e frittelle! Alla fine di queste due giornate possiamo ritenerci soddisfatti del risultato ottenuto! Una grande sinergia tra le varie catechiste ed educatrici dell’oratorio, tutto per la felicità dei bambini; non c’è stata gioia più grande, infatti, che vederli allegri e scatenati nel nostro oratorio, con un sano divertimento. Il ricavato, di circa 1100 euro tra vendita e lotteria, verrà impiegato per sostenere le attività dei bambini e ragazzi durante le giornate di fraternità e per l’acquisto di gadget! Continuate a sostenerci cari genitori, abbiamo bisogno del vostro supporto, siamo pronti ad accompagnare sempre i vostri figli nel loro cammino di crescita per diventare tutti insieme “Buoni cristiani e onesti cittadini”.                        

    Tamara Tedde

 

■ Condoglianze ai familiari di Lucia Mancini ved.Biosa, Paola Antelmi e Vittorina Mura ved.Langella che sono tornate alla casa del Padre celeste.

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Mercoledì 26 febbraio

Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, giorno di digiuno e astinenza.

S.Messa con imposizione delle Ceneri alle ore 17.15.

 2.Da mercoledì 26 febbraio a venerdì 28 febbraio Solenni Quarantore dalle ore 09.30 alle ore 11.30; dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

 3. Venerdì 28 febbraio

Via Crucis nell’Isola: ore 16.30 Bambino Gesù; ore 17.15 Moneta animata dai bambini; ore 18.30 Santa Maria Maddalena. Ogni venerdì di Quaresima la S.Messa sarà alle ore 16.45.

 4.Da martedì 3 marzo Ogni martedì di Quaresima ore 18.00 Lectio Divina quaresimale nel salone conferenze.

 5. Mercoledì 4 marzo

Ore 18.00 Stazione Quaresimale nella chiesa della SS.Trinità. Non ci saranno Messe serali in altre chiese.

 6. Incontro Gruppo Ministranti: sabato alle 15.30.

 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Da lunedì 24 febbraio a mercoledì 26 febbraio dalle ore 09.00 alle ore 18.00 Solenni Quarantore. Adorazione Eucaristica.

 2) Mercoledì 26 febbraio

Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, giorno di digiuno e astinenza. Sante Messe alle ore 08.30 e alle ore 18.00 con imposizione delle ceneri.

 3) Giovedì 27 febbraio

Ore 18.00 S. Messa nella cappella dell’Istituto San Vincenzo per la Madonna della Medaglia Miracolosa. Non ci sarà la S. Messa a S. Maria Maddalena.

 4) Venerdì 28 febbraio

Via Crucis nell’Isola: ore 16.30 Bambino Gesù. Ore 17.15 Moneta animata dai bambini; ore 18.30 Santa Maria Maddalena.

5) Da lunedì 2 marzo. Ogni lunedì di Quaresima l’adorazione quotidiana pomeridiana, il rosario, i vespri e la S. Messa serale delle ore 18.00 nella cappella dell’Istituto San Vincenzo. Dopo la S.Messa la Lectio Divina.

6) Mercoledì 4 marzo

Ore 18.00 Stazione Quaresimale nella chiesa della SS.Trinità. Non ci saranno Messe serali in altre chiese.

Sarà presente un confessore straordinario nella chiesa di Santa Maria Maddalena: dalle h. 10.00 alle h. 12.00; dalle h. 16.00 alle h. 17.00;

 7) Incontro Gruppo Ministranti: ogni lunedì dalle 18.00 alle 18.30 o martedì dalle 18.00 alle 18.30 presso l’Oratorio don Bosco.

 8) Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio ad Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378 o in sacrestia.

 9) Dal 24 aprile al 2 maggio pellegrinaggio a Pietrelcina - Padre Pio, Pescara, Assisi, Cascia e Greccio. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano al numero 3403596991.

 

 

 

M A G I S T E R O

 TUTTO, TUTTO POSSIAMO FARE CON LA GRAZIA DI DIO!

 Il Vangelo di oggi è tratto dal “discorso della montagna” e affronta l’argomento dell’adempimento della Legge (Mt 5,17-37). Gesù vuole aiutare i suoi ascoltatori ad avere un approccio giusto alle prescrizioni dei Comandamenti dati a Mosè, esortando ad essere disponibili a Dio che ci educa alla vera libertà e responsabilità mediante la Legge. Si tratta di vivere la Legge come uno strumento di libertà, che mi aiuta ad essere più libero, che mi aiuta a non essere schiavo delle passioni e del peccato. Pensiamo alle guerre, pensiamo alle conseguenze delle guerre, pensiamo a quella bambina morta di freddo in Siria l’altro ieri. Tante calamità, tante. Questo è frutto delle passioni e la gente che fa la guerra non sa dominare le proprie passioni. Gli manca di adempiere la Legge. Quando si cede alle tentazioni e alle passioni, non si è signori e protagonisti della propria vita, ma si diventa incapaci di gestirla con volontà e responsabilità.

Il discorso di Gesù è strutturato in quattro antitesi, espresse con la formula «Avete inteso che fu detto … ma io vi dico». Queste antitesi fanno riferimento ad altrettante situazioni della vita quotidiana: l’omicidio, l’adulterio, il divorzio e i giuramenti.

Gesù non abolisce le prescrizioni che riguardano queste problematiche, ma ne spiega il significato pieno e indica lo spirito con cui occorre osservarle. Egli incoraggia a passare da un’osservanza formale della Legge a un’osservanza sostanziale, accogliendo la Legge nel cuore, che è il centro delle intenzioni, delle decisioni, delle parole e dei gesti di ciascuno di noi. Dal cuore partono le azioni buone e quelle cattive.

Accogliendo la Legge di Dio nel cuore si capisce che, quando non si ama il prossimo, si uccide in qualche misura sé stessi e gli altri, perché l’odio, la rivalità e la divisione uccidono la carità fraterna che è alla base dei rapporti interpersonali. E questo vale per quello che ho detto delle guerre e anche per le chiacchiere, perché la lingua uccide. Accogliendo la Legge di Dio nel cuore si capisce che i desideri vanno guidati, perché non tutto ciò che si desidera si può avere, e non è bene cedere ai sentimenti egoistici e possessivi. Quando si accoglie la Legge di Dio nel cuore si capisce che bisogna abbandonare uno stile di vita fatto di promesse non mantenute, come anche passare dal divieto di giurare il falso alla decisione di non giurare affatto, assumendo l’atteggiamento di piena sincerità con tutti. E Gesù è consapevole che non è facile vivere i Comandamenti in questo modo così totalizzante. Per questo ci offre il soccorso del suo amore: Egli è venuto nel mondo non solo per dare compimento alla Legge, ma anche per donarci la sua Grazia, così che possiamo fare la volontà di Dio, amando Lui e i fratelli. Tutto, tutto possiamo fare con la Grazia di Dio! Anzi, la santità non è altra cosa che custodire questa gratuità che ci ha dato Dio, questa Grazia. Si tratta di fidarsi e affidarsi a Lui, alla sua Grazia, a quella gratuità che ci ha dato e accogliere la mano che Egli ci tende costantemente, affinché i nostri sforzi e il nostro necessario impegno possano essere sostenuti dal suo aiuto, ricolmo di bontà e di misericordia.

Gesù oggi ci chiede di progredire sulla via dell’amore che Lui ci ha indicato e che parte dal cuore. Questa è la strada da seguire per vivere da cristiani. (ANGELUS – VI Domenica T.O. - 16/02/2020)

 

DIO CHIEDE UN CUORE APERTO E PIENO DI COMPASSIONE

 «La medicina contro la durezza del cuore è la memoria». Vi invito a non dimenticare la grazia della salvezza che rende il cuore sincero e capace di misericordia.

Manca pane a sufficienza ai discepoli che sono saliti in barca con Gesù e in loro subentra la preoccupazione per la gestione di qualcosa di materiale: «Discutevano fra loro perché non avevano pane (Mc, 8, 14-21) ». Gesù accortosi di questo li ammoniva: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?».

Papa Francesco ha preso le mosse da questa scena del Vangelo per far comprendere la differenza che c’è tra un «cuore indurito», come quello dei discepoli, e un «cuore compassionevole» come quello del Signore, quello che esprime la Sua volontà: «E la volontà del Signore è la compassione: “Misericordia voglio e non sacrifici”. E un cuore senza compassione è un cuore idolatrico, è un cuore autosufficiente, che va avanti sostenuto dal proprio egoismo, che diventa forte soltanto con le ideologie. Pensiamo ai quattro gruppi ideologici del tempo di Gesù: i farisei, i sadducei, gli esseni, gli zeloti. Quattro gruppi che avevano indurito il cuore per portare avanti un progetto che non era quello di Dio; non c’era posto per il progetto di Dio, non c’era posto per la compassione».

Ma esiste una “medicina” contro la durezza del cuore ed è la memoria.

«Quando il cuore diventa indurito, quando il cuore si indurisce, si dimentica... Si dimentica la grazia della salvezza, si dimentica la gratuità. Il cuore duro porta alle liti, porta alle guerre, porta all’egoismo, porta alla distruzione del fratello, perché non c’è compassione. E il messaggio di salvezza più grande è che Dio ha avuto compassione di noi. Quel ritornello del Vangelo, quando Gesù vede una persona, una situazione dolorosa: “ne ebbe compassione”. Gesù è la compassione del Padre; Gesù è lo schiaffo a ogni durezza di cuore».

Chiedere dunque la grazia di avere un cuore non ideologizzato e quindi indurito, ma aperto e compassionevole di fronte a quanto accade nel mondo perché da questo saremo giudicati il giorno del giudizio, non dalle nostre «idee» o dalle nostre «ideologie».

Ognuno di noi ha qualcosa che si è indurito nel cuore. Facciamo memoria, e che sia il Signore a darci un cuore retto e sincero dove abita il Signore. Nei cuori duri non può entrare il Signore; nei cuori ideologici non può entrare il Signore. Egli entra solo nei cuori che sono come il suo cuore: i cuori compassionevoli, i cuori che hanno compassione, i cuori aperti. Che il Signore ci dia questa grazia.

(Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae – 18/02/2020)

 

CATECHESI SULLE BEATITUDINI: Beati i miti

Oggi affrontiamo la terza delle otto beatitudini del Vangelo di Matteo: «Beati i miti perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5).

Il termine “mite” qui utilizzato vuol dire letteralmente dolce, mansueto, gentile, privo di violenza. La mitezza si manifesta nei momenti di conflitto, si vede da come si reagisce ad una situazione ostile. Chiunque potrebbe sembrare mite quando tutto è tranquillo, ma come reagisce “sotto pressione”, se viene attaccato, offeso, aggredito?

In un passaggio, San Paolo richiama «la dolcezza e la mansuetudine di Cristo». E San Pietro a sua volta ricorda l’atteggiamento di Gesù nella Passione: non rispondeva e non minacciava, perché «si affidava a colui che giudica con giustizia» (1 Pt 2,23). E la mitezza di Gesù si vede fortemente nella sua Passione. Nella Scrittura la parola “mite” indica anche colui che non ha proprietà terriere; e dunque ci colpisce il fatto che la terza beatitudine dica proprio che i miti “avranno in eredità la terra”.

In realtà, questa beatitudine cita il Salmo 37. Anche lì si mettono in relazione la mitezza e il possesso della terra. Queste due cose, a pensarci bene, sembrano incompatibili. Infatti il possesso della terra è l’ambito tipico del conflitto: si combatte spesso per un territorio, per ottenere l’egemonia su una certa zona. Nelle guerre il più forte prevale e conquista altre terre.

Ma guardiamo bene il verbo usato per indicare il possesso dei miti: essi non conquistano la terra; non dice “beati i miti perché conquisteranno la terra”. La “ereditano”. Beati i miti perché “erediteranno” la terra. Nelle Scritture il verbo “ereditare” ha un senso ancor più grande. Il Popolo di Dio chiama “eredità” proprio la terra di Israele che è la Terra della Promessa.

Quella terra è una promessa e un dono per il popolo di Dio, e diventa segno di qualcosa di molto più grande di un semplice territorio. C’è una “terra” – permettete il gioco di parole – che è il Cielo, cioè la terra verso cui noi camminiamo: i nuovi cieli e la nuova terra verso cui noi andiamo. Allora il mite è colui che “eredita” il più sublime dei territori. Non è un codardo, un “fiacco” che si trova una morale di ripiego per restare fuori dai problemi. Tutt’altro! È una persona che ha ricevuto un’eredità e non la vuole disperdere. Il mite non è un accomodante ma è il discepolo di Cristo che ha imparato a difendere ben altra terra. Lui difende la sua pace, difende il suo rapporto con Dio, difende i suoi doni, i doni di Dio, custodendo la misericordia, la fraternità, la fiducia, la speranza. Perché le persone miti sono persone misericordiose, fraterne, fiduciose e persone con speranza.

Qui dobbiamo accennare al peccato dell’ira, un moto violento di cui tutti conosciamo l’impulso. Chi non si è arrabbiato qualche volta? Tutti. Dobbiamo rovesciare la beatitudine e farci una domanda: quante cose abbiamo distrutto con l’ira? Quante cose abbiamo perso? Un momento di collera può distruggere tante cose; si perde il controllo e non si valuta ciò che veramente è importante, e si può rovinare il rapporto con un fratello, talvolta senza rimedio. Per l’ira, tanti fratelli non si parlano più, si allontanano l’uno dall’altro. È il contrario della mitezza. La mitezza raduna, l’ira separa.

La mitezza è conquista di tante cose. La mitezza è capace di vincere il cuore, salvare le amicizie e tanto altro, perché le persone si adirano ma poi si calmano, ci ripensano e tornano sui loro passi, e così si può ricostruire con la mitezza. La “terra” da conquistare con la mitezza è la salvezza di quel fratello di cui parla lo stesso Vangelo di Matteo: «Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Mt 18,15). Non c’è terra più bella del cuore altrui, non c’è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. E quella è la terra da ereditare con la mitezza!

(UDIENZA GENERALE – 19/02/2020) a cura di A. Panzera

 
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