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 n°1 Sabato 4 Gennaio 2020

EDITORIALE

Un anno che va e un altro che arriva

 Sembra quasi una ruota che gira con il ripetersi dei mesi. Amo pensare che sia come una scala a chiocciola che a ogni giro ci porta sempre più su. È necessario chiedersi se il tempo che passa ci fa diventare più maturi e saggi o soltanto più vecchi. Il passaggio dell’anno è, come sempre, un’occasione buona per fare un bilancio sia della vita personale che di quella comunitaria.

Il 2019 è stato il primo vero anno vissuto “camminando insieme” come ci ha chiesto il Vescovo. Grazie di cuore a don Domenico e don Davide per la fraternità e la preziosa collaborazione. Lavorare con loro mi è di grande conforto.

Grazie alle Suore Figlie della Carità e a tutti i collaboratori parrocchiali, dai consigli pastorali ai membri dei diversi gruppi per la disponibilità e la voglia di rendere viva la nostra Chiesa isolana.

Un grande grazie di cuore ad entrambe le comunità parrocchiali per la maturità dimostrata in questo passaggio non facile per la vita della nostre parrocchie.

Difficile ricordare tutti i momenti e le situazioni che meritano ma lo voglio fare richiamando quelle più significative. Ringraziamo il Signore per i momenti forti che ci ha fatto vivere: dalla visita delle reliquie di S. Bernadette a quelle di S. Padre Pio da Pietrelcina, dal soggiorno dei bambini e ragazzi del reparto di Oncoematologia pediatrica della Casa sollievo della sofferenza a San Giovanni Rotondo alla Via Crucis cittadina del Venerdì Santo guidata dai giovani della nostra città.

Ringrazio il Signore per le tante persone che si stanno formando cristianamente nei diversi gruppi e che vogliono diventare le “pietre vive” della Chiesa di Dio. Grazie al Comitato delle Feste Patronali classe ’69.

Degni di nota pure i lavori nella chiesa di S. Maria Maddalena, quelli dell'Oasi Serena e del campo di calcetto dell’Oratorio di Moneta.

Siamo stati sostenuti dal Signore quando abbiamo dovuto affrontare cristianamente esperienze molto dolorose come la malattia e la scomparsa della piccola Madia e di don Paolo.

Esprimo personale gratitudine a tutte le persone che hanno compreso la situazione e mi sono state vicine nel prendere una difficile decisione qual’è stata la chiusura temporanea della Casa Sr. Nicoli.

Umilmente chiedo perdono al Signore e a voi tutti per le volte che non sono stato all’altezza del compito che mi è stato affidato, per le mie mancanze, i miei sbagli e per tutte quelle volte che forse vi aspettavate di più e non sono riuscito a soddisfare i vostri bisogni.

Il nuovo anno ci propone nuove sfide…e nuove opportunità.

Vi auguro che possiate sperimentare la presenza del Signore e il Suo aiuto ogni volta che ne avrete bisogno.

Affidiamoci a Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra!

Buon 2020!

Don Andrea

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Un nuovo musical dall'oratorio di Moneta.

RAGAZZI DEL MUSICAL 2019 Il gruppo teatrale dell'Oratorio San Domenico Savio di Moneta è famoso per aver preparato e presentato al pubblico già da tanti anni non solo a La Maddalena ma anche a Olbia, Perfugas, Arzachena, Tempio vari musical: cartoni animati, vita di San Giovanni Paolo II, Madre Teresa, “L’Atteso” e “Il Risorto”. Anche quest'anno non si è smentito e in occasione del Santo Natale, domenica 22 dicembre nella chiesa di S. Maria Maddalena, ha presentato un nuovo musical: "Una storia d'amore" di Fabio Baggio. È stato un successo strepitoso grazie alla bravura dei protagonisti e per l'emozione che sono riusciti a trasmettere. Per questo motivo è stata richiesta una replica che avrà luogo domenica 5 gennaio alle ore 21 sempre nella chiesa di S.Maria Maddalena. Un plauso va alla regista Manuela Verzino che non si smentisce mai e, oltre ad ideare i musical, si occupa di preparare i partecipanti, del loro abbigliamento con i relativi costumi e della sceneggiatura. Il 5 gennaio quindi è un'occasione da non perdere per passare una serata piacevole ed emozionante!

Maria Vitiello

 

 

 

 

■ RINGRAZIAMENTI NATALE 2019

“Natale è vicino! Rallegriamoci in Lui. Alleluia Alleluia” Sono proprio le parole di questo canto gioioso che, in questi giorni, ripetiamo e canticchiamo, anche solo dentro di noi. L’intera comunità ha motivo di rallegrarsi, in questi giorni che precedono il Natale perché la generosità espressa in queste settimane consentirà a tante persone, a tante famiglie, maddalenine e non, di trascorrere un Natale meno difficile. I tanti che, in questi giorni, si sono avvicinati al Centro di Ascolto Caritas per ritirare il consueto “pacco natalizio”, hanno ringraziato gli operatori con un sorriso e benevolenza. Gli operatori della Caritas, come fosse un “testimone”, rimandano questi sentimenti di gratitudine a tutta la comunità, sia civile che religiosa. Vogliamo ringraziare per i tanti momenti di solidarietà e condivisione vissuti insieme: dalla Colletta alimentare alla Giornata del Povero, dalla Giornata della Carità (Giovedì Santo) alle tante occasioni in cui, per necessità abbiamo “chiesto” e abbiamo “ricevuto” con discrezione e tanta fiducia. Grazie a quei Gruppi Ecclesiali che ci sono sempre accanto e ci sostengono; grazie ai volontari della raccolta alimentare; grazie alle catechiste che con il loro impegno , sono capaci di educare all’attenzione verso i meno fortunati, i ragazzi in catechesi e le loro famiglie ; grazie agli insegnanti di religione e ai loro colleghi della Scuola Primaria che, in occasione dell’annuale “Progetto di Natale”, hanno sensibilizzato bambini e genitori sul tema della solidarietà; grazie a tutti coloro che durante l’anno hanno voluto onorare amici e parenti defunti, con un’offerta per i poveri; grazie a tutti coloro che hanno acquistato i loro doni natalizi presso la Vendita di Beneficienza Caritas, con il ricavato abbiamo potuto acquistare e distribuire carne in occasione delle festività Natalizie; grazie a chi ci consente, sempre con discrezione, di poter andare e tornare, col nostro furgone, dal Centro Diocesano Caritas, dove ritiriamo le forniture di viveri da distribuire durante l’anno. Un ultimo grazie, e ultimo non certo per importanza, va a tutti coloro che ci sostengono con la preghiera, senza di essa non potremmo fare nulla. A tutta la comunità maddalenina vogliamo porgere gli auguri più sinceri di un sereno e Santo Natale e di un prospero e felice Anno Nuovo. Buon Natale, che il Bimbo Gesù possa “rinascere” nel cuore di tutti noi portando pace vera a tutta la comunità e al mondo intero.

Gli operatori della Caritas parrocchiale

 

■ BANDA MUSICALE SAN DOMENICO SAVIO “CONCERTO DI NATALE”

BANDA CONCERTO DI NATALE 2019Come da tradizione anche quest’anno abbiamo voluto rinnovare l’appuntamento con il concerto di Natale.

Concerto dedicato al Gesù Bambino che nasce, e si fa uomo per noi.

Dopo aver presentato i saggi della “Micro Band” della “junior Band” e aver accompagnato i bambini del catechismo nello spettacolo “L’Orchestra Celeste” il giorno 15 dicembre, abbiamo voluto presentare un concerto tutto per noi, studiato e preparato al meglio.

Abbiamo aperto il concerto con l’inno “Dolce Sentire” diretto dal Maestro Rosario Agnello, un inno che parla di amore e quindi una preghiera dedicata a noi, per il compito che svolgiamo nel nostro oratorio con i bambini e i ragazzi e per chiedere a nostro Signore di aiutarci a rafforzare sempre la nostra amicizia e con la marcia “Zio Pasquale”, dedicata a chi della banda ci ha fatto parte e a chi l’ha fondata “Don Giuseppe Riva”, per poi proseguire come da programma eseguendo:   Christmas Madley arrangiamento di Lorenzo Pusceddu, Sarvognan Castle di Lorenzo Pasceddu,   Mediterrano di Lorenzo Pusceddu,   Dakota di Jacob de Haan, Strauss Bonbons di J.Strauss jr & sr arrangiamento Ofburg, con la direzione di Luigi Macciocu.

Un ringraziamento a chi ci sostiene, ai nostri cari Don Andrea Don Davide e Don Domenico e a chi da dietro le quinte (dice Lei), ci aiuta nello studio, Barbara Agnello. Grazie al meraviglioso pubblico che ci ha incoraggiato sin dal primo brano, evidentemente siamo riusciti a far arrivare loro un buon messaggio musicale… grazie ancora e a prestissimo con altre novità. Rinnoviamo a tutti i migliori auguri di buon nuovo anno. P.s. ci sia consentito di rivolgere gli auguri al nostro maestro Sarino che proprio il giorno del concerto ha compiuto 78 anni.

         Luigi Macciocu

 

■ Intervista a Pierluigi Molla il figlio di Santa Gianna Beretta Molla che sarà presente nella nostra isola il 1 e 2 febbraio per la Giornata per la Vita e la Festa della Famiglia.

 

Mia madre ha dato la vita per tutti noi

Ha soltanto cinque anni quando la sua mamma muore: Pierluigi ha pochi ricordi di quel periodo così breve vissuto tra le braccia materne. La madre ha accarezzato appena la sua vita, ma la sua tenerezza è ancora viva e profuma di santità.

di Giovanna Abbagnara

10 giugno 2015

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA È straordinariamente simile alla sua mamma Pierluigi, nelle sue parole, miste di gioia e di commozione, ritroviamo tutto il desiderio di comunicare e di condividere la vita e le scelte di una mamma speciale. Lui è il più grande dei quattro figli, aveva cinque anni quando la madre all’indomani della nascita della sua piccola Gianna Emanuela, consegnava al buon Dio la sua vita così straordinariamente ricca di fede e di amore.

Troppo piccolo per vedere andare via la sua mamma, eppure dirà: «È stata ed è fortemente presente nella mia vita e nella nostra famiglia». Una donna normalissima, che con il suo esempio ha mostrato una strada percorribile da tutti, una santità la sua intessuta di cose ordinarie: il lavoro come pediatra, l’impegno ecclesiale in Azione Cattolica, l’amore per l’arte, la musica, il teatro. Santa Gianna viveva con un unico obiettivo: rendere lode a Dio in ogni cosa, in ogni gesto, in ogni parola!

Commosso e felice dell’incontro, Pierluigi mi racconta dei suoi viaggi in giro per il mondo per annunciare il grande esempio di una donna il cui profumo di santità si riconosce ovunque. Ma Pierluigi come ha vissuto da figlio di una donna speciale?

Dott. Molla, il rapporto fra la sua mamma e il suo papà era meraviglioso, e lo si evince dalle numerose lettere del periodo del fidanzamento ma anche del matrimonio. Quali ricordi ha dei suoi primi anni di vita?

Quando mia mamma è morta io avevo 5 anni e ho pochi ricordi della vita quotidiana familiare. Ho conosciuto e approfondito il rapporto dei miei genitori attraverso le loro lettere ma anche grazie a mio padre, che continuava a tenercela viva giorno per giorno attraverso il suo amore veramente incredibile. Pensi che la loro storia è durata 6 anni tra fidanzamento e matrimonio, ma nonostante questa brevità hanno vissuto con grande intensità il loro rapporto, e l’hanno arricchito con 4 figli. Anche papà grazie al processo di beatificazione ha avuto modo di conoscere mia madre ancora meglio attraverso i suoi scritti nel periodo della giovinezza. Posso dire che la vita di mia madre è stata piena sin da adolescente, vissuta con grande entusiasmo: studiava, lavorava, suonava e frequentava la parrocchia.

Santa Gianna voleva raggiungere il fratello, padre Alberto, in Brasile per aiutarlo da medico nella sua missione a Grajau, il Signore l’ha chiamata a svolgere il suo apostolato in Italia e nel contesto di una famiglia.

Mia mamma si è laureata in medicina, poi l’idea di dedicarsi agli altri attraverso la missione è nata quando il fratello ha aperto un ospedale in Brasile. Aspettava però di capire che questo desiderio fosse realmente volontà di Dio. Si confrontava con il suo direttore spirituale, mons. Enrico Ceriani, aveva chiesto il permesso al suo vescovo. C’era in lei una continua tensione verso Dio. Una sua amica, Enrica Parmigiani, dice che mia madre in attesa di conoscere quale fosse la sua strada, di sposarsi o andare missionaria, soffriva anche fisicamente. Tuttavia quando comprese la sua vocazione, la visse in pienezza.

Come si è coniugata in Gianna l’esigenza di vivere bene la sua professione con il suo ruolo di madre?

Mia madre – nonostante la sua famiglia non metteva mai in secondo piano la sua attività professionale, che svolgeva con tanto amore – definiva il suo lavoro una vera e propria missione. Nei suoi scritti leggiamo che considerava al centro della sua professione l’uomo: «Noi (medici) lavoriamo sull’uomo, un uomo che ci dice “aiutami” e aspetta da noi la pienezza della sua esistenza». E continuò la sua professione anche dopo il matrimonio e durante le gravidanze, anche se mio padre dice sempre che lei aveva espresso il desiderio di lasciare il suo lavoro dopo il quarto figlio per dedicarsi totalmente alla nostra educazione.

Perdendo la mamma alla tenera età di 5 anni, lei ha vissuto solo con suo padre. Risente di questa mancanza?

Io sono l’unico che si è goduto la mamma un po’ di più, perché i miei fratelli erano più piccoli quando lei è morta. Mio padre anche se era molto impegnato con il lavoro, con l’aiuto della sua famiglia è riuscito a darci una buona educazione, soprattutto attraverso l’esempio. In questo è stato molto simile a mia madre. Ci ha fatto sentire sempre la sua presenza, ha cercato di donarci anche l’affetto della mamma, che poteva mancarci. Crescere con un solo genitore non è mai semplice né per i figli e neanche per lo stesso genitore, però noi siamo stati molto fortunati ad avere due genitori come loro.

Possiamo dire che nella vostra casa lo straordinario si è fatto ordinario, quale eredità si è portato dietro nella costruzione della sua famiglia?

Io sono laureato in economia, ho un attività di consulenza in una azienda e ho una figlia che sta per iniziare l’università. Ho accolto l’esempio di mio padre, che ci ha sempre lasciati liberi di decidere le nostre scelte senza condizionarci. E cerco di accogliere la grande eredità della mamma, quella cioè di testimoniare l’amore con l’esempio.

Sua mamma è stata beatificata nell’anno della famiglia, 1994, e poi successivamente è stata canonizzata nel 2004, ultima nella schiera dei santi proclamati da Giovanni Paolo II, il grande Papa della famiglia. Sua mamma è un esempio attuale di santità, una donna moderna, presa tra il lavoro e la famiglia. Qual è secondo lei la specificità della santità della sua mamma?

La figura di mia madre è una figura eccezionale di esempio per la gente, però è anche un esempio di semplicità e di normalità, infatti nella vita quotidiana era una donna come tutte le altre. Il messaggio è questo: anche attraverso una vita con problemi, fatta di paure si può comunque arrivare alla santità. Mia madre non ha fatto cose straordinarie, non ha fondato conventi, ha soltanto vissuto in pienezza il suo ruolo di mamma, medico e moglie.

Nella famiglia oggi c’è una grande paura di generare, cioè mettere al mondo dei figli. Santa Gianna non ha avuto paura fino al punto di dare la sua vita per la propria bambina.

Mia madre aveva la vocazione per la famiglia e cercava di dare il meglio di se stessa per la famiglia. Pregava tanto per il dono dei figli e invitava tutti a pregare con lei. E quando concepiva il bambino e poi partoriva festeggiava mandando una grande fetta dei suoi risparmi a favore dell’ospedale in Brasile di mio zio Alberto. Questo era il clima che si respirava in casa Beretta, amore per la famiglia e il desiderio di avere tanti figli. Nel dibattito contro l’aborto mia madre a volte viene strumentalizzata anche da associazioni pro vita. Io vorrei solo ribadire che Santa Gianna è stata beatificata come esempio di madre di famiglia e per tutto un percorso di coerenza nella sua vita e non per fare da testimone per le campagne contro l’aborto.

Dal sito: www.puntofamiglia.net

 

Un Benefattore quasi dimenticato: Conte Ammiraglio Barone Giorgio Andrea des Geneys

L’otto gennaio del 2.020 ricorre il 181° anniversario della morte avvenuta in Genova, dell’Amm. Andrea Giorgio des Geneys che governò per un certo periodo anche la nostra isola.

A memoria della sua presenza nella nostra isola, una lapide marmorea con iscrizione in latino posta sulla facciata della nostra chiesa, all’interno della chiesa, la cappella dedicata a S. Giorgio e la parte marmorea dell’altare maggiore, il pulpito e altre parti importanti, descritte straordinariamente nel libro “Santa Maria Maddalena – un faro di fede tra Corsica e Sardegna – da Lino Sorba e da Alberto Sega. Negli archivi della nostra parrocchia, fu redatto un documento dove l’Ammiraglio chiese al reverendo parroco che ogni anno venisse celebrata una messa per i propri cari defunti e per la propria famiglia nell’anniversario della festa di San Giorgio. Si scoprì che per queste celebrazioni ci fosse una elemosina per le celebrazioni delle Sante Messe. Queste notizie storiche che fanno parte della nostra storia isolana, bene si inseriscono con i tanti benefattori che contribuirono per la costruzione della nostra chiesa, un edificio notevolissimo per un’isola che allora aveva pochi abitanti. Il nostro museo diocesano, testimonia l’attaccamento ed il fervore degli Isolani. Le donazioni alla chiesa sono segno della fede cristiana della gente. Non va dimenticato il dono che fece l’Amm. Horatio Nelson con i suoi Candelabri ed il Crocefisso d’argento. Già da qualche anno per iniziativa dell’associazione Filatelica locale e dell’Associazione UNSI Sardegna (Sezione locale dei sottufficiali della Marina Militare maddalenina) si celebra una Santa Messa nell’anniversario della morte dell’Amm. Des Geneys che istituì la Marina Militare Italiana.        

Antonio Remigio Pengo

 

■ Auguri ai neobattezzati Lorenzo e Joaquìn Marcos.

■ Condoglianze ai familiari di Giovanna Tonin ved. Granchelli, Libera Alaimo e Nino Fresu che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 TOMBOLATA IN FAMIGLIA 2019

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Domenica 5 gennaio di mattina le S.Messe come domenica, h.16.15 la S. Messa prefestiva dell’ Epifania

h. 17.00 Tombolata in famiglia nell’Oratorio di Moneta

h. 21.00 Gruppo Teatrale dell’Oratorio presenta il musical “Una storia d’amore” nella chiesa di S. Maria Maddalena.

 2. Lunedì 6 gennaio Solennità dell’Epifania del Signore e annuncio del giorno di Pasqua. S.Messe come di domenica. H.10.30 S. Messa a Stagnali. Giornata Missionaria dei ragazzi.

 3. Martedì 7 gennaio riprendono le attività dell’Oratorio.

 4. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 8 gennaio alle h. 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 5. Giovedì 9 gennaio h. 18.30 incontro dei Consigli Pastorali Parrocchiali nel salone dell’Oasi Serena.

 6. Domenica 12 gennaio Festa del Battesimo del Signore (termina il tempo di Natale).

      Sorteggio del “Un Santo per amico” al termine di ogni S. Messa.

h.16.30 film sulla vita di Santa Gianna Beretta Molla nel salone delle conferenze dell’Oasi Serena.

 

LOCANDINA MUSICAL UNA STORIA  AMORE 2019

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 5 gennaio di mattina le S. Messe come domenica, h.18.00 la S. Messa prefestiva dell’ Epifania

h. 17.00 Tombolata in famiglia nell’Oratorio di Moneta

h. 21.00 Gruppo Teatrale dell’Oratorio presenta il musical “Una storia d’amore” nella chiesa di S. Maria Maddalena.

 2. Lunedì 6 gennaio Solennità dell’Epifania del Signore e annuncio del giorno di Pasqua. S.Messe come di domenica. Giornata Missionaria dei ragazzi.

 3. Martedì 7 gennaio riprendono le attività dell’Oratorio.

 4. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 8 gennaio alle h. 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 5. Giovedì 9 gennaio h. 18.30 incontro dei Consigli Pastorali Parrocchiali nel salone dell’Oasi Serena.

 6. Domenica 12 gennaio Festa del Battesimo del Signore (termina il tempo di Natale) Alla S. Messa delle h.11.00 benedizione dei bambini battezzati nell’ultimo anno.

      h.16.30 film sulla vita di Santa Gianna Beretta Molla nel salone delle conferenze dell’Oasi Serena.

      Sorteggio del “Un Santo per amico” al termine di ogni S. Messa

 7.Ai primi di febbraio (sabato 1 e domenica 2) celebreremo la Festa della Famiglia e la Giornata per la Vita. Il testimone sarà Pierluigi Molla il figlio di Santa Gianna Beretta Molla che porterà le reliquie della Santa.

 

 

M A G I S T E R O

 AFFIDIAMO A MARIA TUTTE LE FAMIGLIE DEL MONDO

 Celebriamo oggi la festa della Santa famiglia di Nazareth. Il termine “santa” inserisce questa famiglia nell’ambito della santità che è dono di Dio ma, al tempo stesso, è libera e responsabile adesione al progetto di Dio. Così è stato per la famiglia di Nazareth: essa fu totalmente disponibile alla volontà di Dio.

Come non rimanere stupiti, per esempio, dalla docilità di Maria all’azione dello Spirito Santo che le chiede di diventare la madre del Messia? Perché Maria stava per concretizzare il suo progetto di vita, cioè sposarsi con Giuseppe. Ma quando si rende conto che Dio la chiama ad una missione particolare, non esita a proclamarsi sua “serva”. Di Lei Gesù esalterà la grandezza non tanto per il suo ruolo di madre, ma per la sua obbedienza a Dio. Gesù disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!», come Maria. E quando non comprende pienamente gli eventi che la coinvolgono, Maria nel silenzio medita, riflette e adora l’iniziativa divina. La sua presenza ai piedi della croce consacra questa totale disponibilità.

Poi, per quanto riguarda Giuseppe, il Vangelo non ci riporta una sola parola: egli non parla, ma agisce obbedendo. È l’uomo del silenzio, l’uomo dell’obbedienza. Sotto la guida di Dio, rappresentato dall’Angelo, Giuseppe allontana la sua famiglia dalle minacce di Erode, e la salva. La Santa Famiglia solidarizza così con tutte le famiglie del mondo obbligate all’esilio, solidarizza con tutti coloro che sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa della repressione, della violenza, della guerra.

Infine, la terza persona della Sacra Famiglia, Gesù. Egli è la volontà del Padre: in Lui, dice San Paolo, non c’è stato “sì” e “no”, ma soltanto “sì” (cfr 2Cor 1,19). E ciò si è manifestato in tanti momenti della sua vita terrena. Per esempio, l’episodio al tempio quando, ai genitori che lo cercavano angosciati, rispose: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?»; il suo continuo ripetere: «Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato»; la sua preghiera nell’orto degli ulivi: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Tutti questi eventi sono la perfetta realizzazione delle stesse parole del Cristo che dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta […]. Allora ho detto: “Ecco, io vengo […] per fare, o Dio, la tua volontà”».

Maria, Giuseppe, Gesù: la Sacra Famiglia di Nazareth che rappresenta una risposta corale alla volontà del Padre: i tre componenti di questa famiglia si aiutano reciprocamente a scoprire il progetto di Dio. Loro pregavano, lavoravano, comunicavano. E io mi domando: tu, nella tua famiglia, sai comunicare o sei come quei ragazzi a tavola, ognuno con il telefonino, mentre stanno chattando? In quella tavola sembra vi sia un silenzio come se fossero a Messa … Ma non comunicano fra di loro. Dobbiamo riprendere il dialogo in famiglia: padri, genitori, figli, nonni e fratelli devono comunicare tra loro … Questo è un compito da fare oggi, proprio nella giornata della Sacra Famiglia. La Santa Famiglia possa essere modello delle nostre famiglie, affinché genitori e figli si sostengano a vicenda nell’adesione al Vangelo, fondamento della santità della famiglia.

Affidiamo a Maria tutte le famiglie del mondo, specialmente quelle provate dalla sofferenza o dal disagio, e invochiamo su di esse la sua materna protezione.

(ANGELUS – Domenica 29/12/2019)

 

«QUANDO VENNE LA PIENEZZA DEL TEMPO, DIO MANDÒ IL SUO FIGLIO» (Gal 4,4).

 La decisione di Dio è chiara: per rivelare il suo amore Egli sceglie la città piccola e la città disprezzata, e quando raggiunge Gerusalemme si unisce al popolo dei peccatori e degli scartati. Nessuno degli abitanti della città si rende conto che il Figlio di Dio fatto uomo sta camminando per le sue strade, probabilmente neppure i suoi discepoli, i quali comprenderanno pienamente solo con la risurrezione il Mistero presente in Gesù.

Le parole e i segni di salvezza che Egli compie nella città suscitano stupore e un entusiasmo momentaneo, ma non sono accolti nel loro pieno significato: di lì a breve non saranno più ricordati, quando il governatore romano chiederà: “Volete libero Gesù o Barabba?”. Fuori della città Gesù verrà crocifisso, in alto sul Golgota, per essere condannato dallo sguardo di tutti gli abitanti e deriso dai loro commenti sarcastici. Ma da lì, dalla croce nuovo albero di vita, la potenza di Dio attirerà tutti a sé. E anche la Madre di Dio, che sotto la croce è l’Addolorata, sta per estendere a tutti gli uomini la sua maternità. La Madre di Dio è la Madre della Chiesa e la sua tenerezza materna raggiunge tutti gli uomini.

Noi dobbiamo chiedere a Dio la grazia di occhi nuovi, capaci di «uno sguardo contemplativo, ossia uno sguardo di fede che scopra Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze». I profeti mettono in guardia dalla tentazione di legare la presenza di Dio solo al tempio: Egli abita in mezzo al suo Popolo, cammina con esso e vive la sua vita.

Nel salmo 147, il salmista invita Gerusalemme a glorificare Dio, perché Egli «manda sulla terra la sua Parola, il suo messaggio corre veloce». Per mezzo del suo Spirito, che pronuncia in ogni cuore umano la sua Parola, Dio benedice i suoi figli e li incoraggia a lavorare per la pace nella città. Vorrei stasera che il nostro sguardo sulla città di Roma cogliesse le cose dal punto di vista dello sguardo di Dio. Roma non è soltanto una città complicata, con tanti problemi, con disuguaglianze, corruzione e tensioni sociali. Roma è una città in cui Dio manda la sua Parola, che si annida per mezzo dello Spirito nel cuore dei suoi abitanti e li spinge a credere, a sperare nonostante tutto, ad amare lottando per il bene di tutti.

Dio non ha mai smesso di cambiare la storia e il volto della nostra città attraverso il popolo dei piccoli e dei poveri che la abitano: Egli sceglie loro, li ispira, li motiva all’azione, li rende solidali, li spinge ad attivare reti, a creare legami virtuosi, a costruire ponti e non muri. È proprio attraverso questi mille rivoli dell’acqua viva dello Spirito che la Parola di Dio feconda la città e da sterile la rende «madre gioiosa di figli» (Sal 113,9).

E il Signore cosa chiede alla Chiesa di Roma? Ci affida la sua Parola e ci spinge a buttarci nella mischia, a coinvolgerci nell’incontro e nella relazione con gli abitanti della città perché “il suo messaggio corra veloce”. Siamo chiamati a incontrare gli altri e metterci in ascolto della loro esistenza, del loro grido di aiuto. L’ascolto è già un atto d’amore! Avere tempo per gli altri, dialogare, riconoscere con uno sguardo contemplativo la presenza e l’azione di Dio nelle loro esistenze, testimoniare con i fatti più che con le parole la vita nuova del Vangelo, è davvero un servizio d’amore che cambia la realtà. Così facendo, infatti, nella città e anche nella Chiesa circola aria nuova, voglia di rimettersi in cammino, di superare le vecchie logiche di contrapposizione e gli steccati, per collaborare insieme, edificando una città più giusta e fraterna.

Non dobbiamo aver paura o sentirci inadeguati per una missione così importante. Ricordiamolo: Dio non ci sceglie a motivo della nostra “bravura”, ma proprio perché siamo e ci sentiamo piccoli. Lo ringraziamo per la sua Grazia che ci ha sostenuto in questo anno e con gioia eleviamo a Lui il canto della lode.

(Primi Vespri della Solennità di Maria Ss.ma Madre di Dio e TE DEUM di ringraziamento per l'anno trascorso – OMELIA – 31/012/2019

 

APRIAMO IL CUORE

ALLA BONTÀ DI GESÙ

 Oggi la Liturgia celebra la Santa Madre di Dio, Maria, la Vergine di Nazareth che ha dato alla luce Gesù, il Salvatore. Quel Bambino è la Benedizione di Dio per ogni uomo e donna, per la grande famiglia umana e per il mondo intero. Gesù non ha tolto il male dal mondo ma lo ha sconfitto alla radice. La sua salvezza non è magica, ma è una salvezza “paziente”, cioè comporta la pazienza dell’amore, che si fa carico dell’iniquità e le toglie il potere. La pazienza dell’amore: l’amore ci fa pazienti. Tante volte perdiamo la pazienza; anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri [probabilmente si riferisce alla reazione verso una persona che, in Piazza, lo aveva strattonato].

Per questo oggi la Madre di Dio ci benedice. E come ci benedice, la Madonna? Mostrandoci il Figlio. Lo prende tra le braccia e ce lo mostra, e così ci benedice. Benedice tutta la Chiesa, benedice tutto il mondo. Gesù, come cantarono gli Angeli a Betlemme, è la «gioia per tutto il popolo», è la gloria di Dio e la pace per gli uomini. E questo è il motivo per cui il Santo Papa Paolo VI ha voluto dedicare il primo giorno dell’anno alla pace – è la Giornata della Pace –, alla preghiera, alla presa di coscienza e di responsabilità verso la pace. Per il 2020 il Messaggio è così : la pace è un cammino di speranza, un cammino nel quale si avanza attraverso il dialogo, la riconciliazione e la conversione ecologica.

Gesù è la benedizione per quanti sono oppressi dal giogo delle schiavitù, schiavitù morali e schiavitù materiali. Lui libera con l’amore. A chi ha perso la stima di sé rimanendo prigioniero di giri viziosi, Gesù dice: il Padre ti ama, non ti abbandona, aspetta con pazienza incrollabile il tuo ritorno. A chi è gravemente malato e si sente abbandonato e scoraggiato, Gesù si fa vicino, tocca le piaghe con tenerezza, versa l’olio della consolazione e trasforma la debolezza in forza di bene per sciogliere i nodi più aggrovigliati. A chi è carcerato ed è tentato di chiudersi in sé stesso, Gesù riapre un orizzonte di speranza, a partire da un piccolo spiraglio di luce.

Scendiamo dai piedistalli del nostro orgoglio – tutti abbiamo la tentazione dell’orgoglio – e chiediamo la benedizione alla Santa Madre di Dio, l’umile Madre di Dio. Lei ci mostra Gesù: lasciamoci benedire, apriamo il cuore alla sua bontà. Così l’anno che inizia sarà un cammino di speranza e di pace, non a parole, ma attraverso gesti quotidiani di dialogo, di riconciliazione e di cura del creato.

(ANGELUS -   LIII Giornata Mondiale della Pace – 1 gennaio 2020) a cura di A. Panzera

 
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