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n°50 Sabato 21 Dicembre 2019

EDITORIALE

 AUGURI

AUGURI DIPACE 21122019 Ormai siamo abituati e non ci fa impressione la notizia che Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi… Non immaginiamo un dicembre senza il presepe, l’albero decorato, i regali , i canti…. E alla domanda: perché Gesù è nato sulla terra? rispondiamo in maniera automatica: "per salvarci"...E’ vero….ma sembra che la salvezza non ci riguardi più da vicino…

Carissimi,

Vi invitiamo a fermarvi di fronte a Gesù nel presepe e riflettere sul perché è nato e perché nasce ancora.

E vi auguriamo di sentire questa risposta:

"Sono nato nudo

perché tu sappia spogliarti di te stesso. 

Sono nato povero, 

perché tu possa considerarmi l'unica ricchezza. 

Sono nato in una stalla, 

perché tu impari a santificare ogni ambiente. 

Sono nato debole, dice Dio, 

perché tu non abbia mai paura di me. 

Sono nato per amore, 

perché tu non dubiti mai del mio amore. 

Sono nato di notte, 

perché tu creda che io posso illuminare qualsiasi realtà. 

Sono nato persona, dice Dio, 

perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso. 

Sono nato uomo, 

perché tu possa essere "Dio". 

Sono nato perseguitato, 

perché tu sappia accettare le difficoltà. 

Sono nato nella semplicità, 

perché tu smetta di essere complicato. 

Sono nato nella tua vita, dice Dio, 

per portare tutti alla casa del Padre (Lambert Nolen)

 

Cari parrocchiani, vi auguriamo di scoprire quanto Dio crede nell’uomo e di lasciarvi coinvolgere non dall’entusiasmo passeggero delle feste e dal facile sentimentalismo ma dal progetto del Signore che si è rivelato in un Bambino.

Buon Natale a tutti.

I vostri "don"

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Presepe Natale 2019

PRESEPE S.M.M. 21122019Dopo l’Incontro, i festeggiamenti per Santa Maria Maddalena e la Natività di Beata Vergine Maria è arrivato per il Comitato Festeggiamenti “Classe 1969” l’atteso appuntamento con il Presepe. Dal latino prae (innanzi) e saepes (recinto). Nell’accezione più comune sta ad indicare la scena della natività di Cristo. Con il termine presepe oggi si intende la descrizione scenografica dell’evento di Betlemme, che in molti momenti della storia del presepe diviene moda ed allestimento, accantona gli aspetti religiosi per esaltare la fastosità dello spettacolo, l’estro, l’invenzione e il gusto dell’immagini. La classe “1969” non ha voluto cedere alle sirene della spettacolarizzazione scenica seguendo invece il solco della tradizione Cristiana. Quello che si osserva è un presepe legato strettamente al passato, alla storia e alla simbologia della natività. Sono presenti tutte le figure della storia del presepe: la Sacra Famiglia, i pastori, gli artigiani, i suonatori, i Re Magi e gli animali . Entriamo nella grotta ed osserviamo i personaggi del mondo animale che sono presenti. Accanto al Bambin Gesù, in atteggiamento riverente, vediamo il bue e l’asino. Il bue, immagine di forza, calma e bontà, raffigura la potenza dell’obbedienza che si realizza nel lavoro e nel sacrificio. Docilmente sottomesso al giogo dell’antica Legge, è immagine della potestà sacerdotale del Messia. L’asino, invece, simbolo di sapienza, è l’animale che servirà da cavalcatura regale e pacifica a Gesù nel momento del suo ingresso trionfale in Gerusalemme.

Davanti alla grotta vediamo sostare con devozione e rispetto i pastori chiamati dall’Angelo. Personaggi nomadi per eccellenza che vivono in continuo pellegrinaggio ed esilio, senza mettere radici nei luoghi per cui passa, il pastore ci appare quindi staccato dalle cose terrene e ne usa solo per vivere austeramente. Per questo i pastori di Betlemme sono immagine della Chiesa pellegrina che, guidata dalla stella della Redenzione, si dirige verso il suo Salvatore. Ma ecco che la piccola folla dei pastori si fa rispettosamente da parte per lasciare passare degli illustri pellegrini che entrano nella grotta: sono i tre Re magi venuti dal lontano Oriente. Essi sono quindi i precursori dei numerosi e santi Re cattolici che convertiranno i loro popoli alla sola vera Fede ed estenderanno il dominio regale di Cristo su tutta la terra.
Questi Re magi sono però anche immagine della ragione che si prostra dinnanzi alla Fede offrendole il suo sacrificio e tributo. La loro generosità si manifesta nei ricchi doni che recano al Divino Infante: l’oro, col suo splendore e la sua incorruttibilità e duttilità, rappresenta la Carità, lo splendore della giustizia e quindi il sacro potere dei Re. Esso infatti rende omaggio alla regalità di Cristo e riconosce il suo potere sui popoli e sulle nazioni.

L’incenso, aroma offerto alle divinità, simboleggia ovviamente la virtù della Fede e lo spirito di adorazione tributati al Divino Infante. Esso quindi rende omaggio alla nascosta divinità di Gesù. La mirra, infine, erba amara che veniva usata per seppellire i morti, rende omaggio all’umanità di Gesù, destinata ad essere consumata senza risparmio sulla Croce. Essa simboleggia il sacrificio penitenziale dovuto a Dio in espiazione delle colpe e l’obbedienza senza riserve ai decreti della Provvidenza.

Il Comitato Festeggiamenti Classe 1969

 

■ La Banda Musicale San Domenico Savio ha presentato la serata musicale: "Dalla Microband a "L’orchestra Celeste".

BANDA SAN D. SAVIO 21122019Domenica scorsa centinaia di bambini si sono esibiti nella nostra Parrocchia, una serata veramente speciale presentata dalla Banda Musicale San Domenico Savio. Subito dopo la Novena c'è stata l'apertura del bellissimo presepe realizzato dal Comitato festeggiamenti classe 1969, che ha così onorato il suo ultimo impegno del mandato. La Banda ha presentato le sue tre sezioni di lavoro: i primi ad esibirsi sono stati i bambini della Microband che rappresentano il primo livello per chi muove i primi passi nel mondo della musica.

Hanno eseguito alcuni esercizi ritmici che fanno parte della propedeutica, la lettura musicale rappresenta infatti, la base per poter suonare uno strumento. I piccoli della Microband, diretti da Mario Terrazzoni hanno eseguito alcuni brani su diversi livelli di difficoltà tratti dai metodi di studio, tra questi anche alcuni motivi natalizi. Proprio i bambini più piccoli sono quelli che hanno maggiormente colpito per attenzione e per aver dimostrato tutti i progressi fatti durante il loro percorso, mettendo così a frutto gli insegnamenti dei tutor che li seguono a livello individuale e nella lezione di musica d'insieme. È stata poi la volta della Junior Band diretta da Luigi Macciocu, i ragazzi insieme ad alcuni "banditi", hanno eseguito "Adeste fideles", "Lindle Lea" e infine una fantasia di Disney "Disney Favorites". C'erano tra loro diversi esordienti che, superando le paure iniziali, hanno dimostrato di aver raggiunto un buon livello di preparazione e conoscenza dello strumento. Le due esibizioni hanno soddisfatto pienamente i tutor che settimanalmente si prendono cura della crescita dei bambini e ragazzi. Si sa... le cose belle si ottengono con impegno, dedizione e passione e i risultati sono merito dei ragazzi che studiano e di chi li segue...

Ogni settimana presso i locali dell'Oratorio, i ragazzi hanno una lezione dedicata e una prova di musica d'insieme il sabato mattina. Le nuove metodologie fanno sì che sin dalle prime lezioni i bambini possano suonare insieme. Questi i nomi dei tutor: Mario Terrazzoni, Luigi Macciocu, Mauro Pilo, Sarino, Stefania Pilo, Roberto Cossu, MariaGrazia Macciocu, Loredana Coppadoro,

Danilo Ogno. Dopo micro e Junior band, è stato il momento della Banda dei grandi che ha eseguito la Marcia "Zio Pasquale", poi con il coro, composto da tutti i bambini del catechismo dell'isola, ha presentato alcuni brani tratti dall'Orchestra Celeste di Dario Furlano.

Durante la Marcia, i bambini si sono preparati per il gran concerto, sono stati presentati cinque brani dell'opera " l'Orchestra Celeste":   "Sarà Natale se", "Filastrocca del presepio", "Batti le ali", "È Natale e l'amore", "L'orchestra celeste" e il classico e applauditissimo "Jingle Bells". Della preparazione dei canti si sono occupate le catechiste, sotto la supervisione di Luigi Macciocu, che ha fatto la spola tra oratori e parrocchie per provare il più possibile.

Sin dalle prime note si è capito che i bambini erano molto concentrati e ben preparati...è stato tutto molto bello...grazie al contributo di chi ha diretto, suonato e dedicato il proprio tempo per insegnare i canti, sono da ringraziare anche i genitori dei bambini che hanno sostenuto il progetto così come i maestri, tutti i musicisti grandi e piccoli e i nostri Sacerdoti Don Andrea, Don Davide e Don Domenico.

La banda ringrazia, rinnova l' invito ad avvicinarsi alla musica iscrivendosi alla banda e dà appuntamento per il CONCERTO NATALIZIO che si terrà il 29 DICEMBRE nella Parrocchia di S.M.Maddalena alle ore 19.00.  

   Luigi Macciocu

 

Concorso annuale dei presepi. Il nostro oratorio, “Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco” ha partecipato al concorso annuale dei presepi, indetto dal comune e giunto ormai alla 4° edizione. Sono stati pensati ed elaborati quattro presepi con tematiche molto differenti fra loro, ma attualissime! Questi sono stati fatti dai ragazzi del catechismo delle varie fasce di età, guidati dalle catechiste e supportati dai giovani animatori. Il primo è stato fatto dal gruppo delle Superwomens intitolato “L’Ancora di salvezza”, affronta le varie problematiche e disagi giovanili. I nostri giovani spesso si trovano soli , o mal guidati nel mondo d’oggi, perdendosi in atti dannosi nei confronti del prossimo, di se stessi e verso i beni che li circondano…….ma possono trovare il sentiero della luce se guidati con amore verso l Ancora di Salvezza. Affidandosi alle persone giuste, ma soprattutto a Gesù possono trovare l’aiuto, il conforto, la rinascita e la salvezza!!! Il secondo presepe presentato dal gruppo dei Terribili 16 è intitolato “Laudato Sii”, ispirato dalla figura di San Francesco d’Assisi, affronta le tematiche legate all’ambiente. Fatto interamente con materiale riciclabile mostra quanto l’uomo sia padrone della sua rovina o del suo benessere. Dio ci ha resi liberi di scegliere e ci ha donato un meraviglioso luogo dove vivere, sta a noi custodirlo con amore! Il terzo presepe presentato dal gruppo Gli Scalmanati è intitolato “Gesù Maestro”, è ambientato in un aula scolastica dove i nostri ragazzi vengono guidati nella loro crescita ed educazione e dove passano la maggior parte del tempo dopo la famiglia! La natività è posizionata sulla cattedra ad indicare che ascoltando la Parola del Maestro, Gesù, possiamo crescere cristianamente ed umanamente. Il quarto presepe (fatto a Moneta) intitolato “E tu chi sei ?”rappresenta ognuno di noi nel presepe della nostra vita, il nostro essere nei confronti della famiglia, del prossimo e di noi stessi……Soffermiamoci a pensare che ruolo ricopriamo!!!

Augurandovi un Buon Natale vi invitiamo tutti a visionare i nostri presepi nell’ atrio comunale e nelle vetrine dei negozi lungo il corso del nostro paese (Mascagni – Bancarotta e Cartoleria Pinna)!!!

Ringraziamo l’amministrazione comunale perché anche quest’anno ha permesso lo svolgere di questa bella e importante manifestazione, che diventa motivo di crescita per i più piccoli e momento di aggregazione per tutta la comunità!

Le catechiste Cinzia, Michela, Roberta e Tamara

 

Istituto San Vincenzo: recita natalizia e apertura delle preiscrizioni.

RECITA IST.SAN VINCENZO 21122019 Quest'anno la recita di Natale dei bambini dell'Istituto San Vincenzo ha avuto uno scenario diverso e decisamente privilegiato come quello della Parrocchia di Santa Maria Maddalena. I bambini, emozionati, si sono esibiti davanti ad un auditorio numeroso ed attento e sono riusciti a trasmettere tutto il loro candore, l'entusiasmo, l'impegno profuso e non ultimo, i piccoli solisti, senz'altro da coltivare, hanno dimostrato bravura e talento. I canti di Natale sono stati eseguiti in lingua italiana, sarda, spagnola ed inglese, queste ultime da quest'anno materie di studio insieme al francese per i bambini del nostro istituto. In chiusura di serata i piccoli coristi hanno cantato "A Natale puoi" accompagnandosi con il linguaggio dei segni muovendo le loro manine "bianche" con grazia e diligenza sotto la guida attenta di maestra Maria Grazia. Un bravo ai nostri bambini che grazie alla pazienza delle maestre hanno potuto rendere il piccolo omaggio di Natale a tutti i presenti. I nostri ringraziamenti sono andati al pubblico, al nostro parroco Don Andrea, a Don Davide e Don Domenico e si sono conclusi con un preciso annuncio alla platea per informare che la segreteria dell'Istituto San Vincenzo è aperta alle preiscrizioni del nuovo anno scolastico (2020/2021) e anche per invitare chiunque a porre fine alle informazioni gratuite circa una chiusura imminente del nostro istituto. Le difficoltà di gestione esistono e continueranno ad esistere, ma, siamo certi che il nostro l'impegno e la nostra determinazione avranno la meglio affinché i cancelli della scuola dell'Istituto San Vincenzo rimangano aperti anche nel rispetto di una tradizione e di una parte di storia della comunità maddalenina.                                 

Maria Casali

 

■ Per Natale nella chiesa di Moneta un presepe "diverso"

Papa Francesco aveva detto di aver voluto prendere il nome del Santo d'Assisi come guida e come ispirazione nel momento della sua nomina, perché Egli ha manifestato una grande attenzione verso la creazione e verso i più poveri. I nostri sacerdoti, sentendosi vicini al suo pensiero, hanno voluto riprendere la tradizione francescana ed è per questo motivo che hanno voluto iniziare la novena del Santo Natale il giorno 15 e non il 16 come gli anni precedenti. Per rimarcare questo spirito francescano, nella chiesa di Moneta è stato allestito un presepe che ci parla della bellezza del creato e di come l'uomo lo sta deturpando. È stato ricreato uno scorcio della nostra isola (la bellissima spiaggia rosa), ma sporcata dalla spazzatura, perché purtroppo questo sta facendo l'uomo. Questa immagine ci deve far pensare come uomo e capace di sporcare la propria vita con il peccato. Il titolo è stato preso proprio dal celebre preghiera di San Francesco che ha ripreso il Papa per l'enciclica: "Laudato sì, mì Signore per sorella madre terra", dove Egli lancia un grido d'allarme a tutta l'umanità per il pericolo che incombe: dobbiamo preservare e custodire la terra che ci è stata data. Per San Francesco il rispetto per la creazione era il segno del rispetto e amore verso il Creatore. Il presepe rappresenta bene il nostro ambiente isolano con la pianta dei fichi d'india, del ginepro, dell' aiaccio, dell'agave e del profumato elicriso, mettendo così in risalto le caratteristiche e le bellezze del nostro arcipelago, davanti alla grotta della Natività. Non c'è però un bell'albero verde, ma un albero tutto nero, bruciato dal fuoco, che fa andare il pensiero alla devastazione della foresta amazzonica e della Sardegna. L'uomo deve imparare a rispettare di più la natura e tanto più noi isolani che viviamo in un paradiso terrestre. Nel presepe spicca un grande cuore per simboleggiare il grande amore di Dio verso l'umanità tutta. Dio viene in mezzo alle nostre miserie per salvarci dai guai che noi stessi abbiamo combinato. La nostra risposta all’amore di Dio è impegno di tenere pulito il nostro cuore e rispettare ogni Suo dono. Durante la novena che viene animata dalle voci del coro S. Giovanni Paolo II, alle quali si uniscono gioiosamente i bambini del catechismo, ogni sera uno di loro toglie un pò di spazzatura e appende all'albero bruciato un cuore rosso, dove essi scrivono qualche buon proposito, così l'albero riprenderà vita! Un presepe certo non tradizionale, ma molto vicino alla realtà che ci circonda e che manda un forte e significativo messaggio: cerchiamo di tenere pulito l'ambiente e il nostro cuore!

PS. L'idea di questo originale presepe è stata di Agostino Canu ed è stato allestito da lui stesso e da alcuni volenterosi parrocchiani.     

 Maria Vitiello

 

■ Un maddalenino: Dino Impagliazzo premiato da Mattarella.

BRUNO IMPAGLIAZZO 21122019Il Presidente della Repubblica Mattarella premia 32 cittadini che si sono distinti per l’impegno nella società, tra questi Dino Impagliazzo, 89 anni, di La Maddalena residente a Roma.

Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua preziosa opera di distribuzione di pasti caldi e beni di prima necessità ai senzatetto presenti in alcune stazioni ferroviarie romane”. Ex dirigente INPS in pensione. A Roma è conosciuto come “lo Chef dei poveri”.

Ha cominciato molti anni fa preparando dei panini per i senzatetto della stazione Tuscolana di Roma.

La portata del suo impegno sociale è cresciuta, grazie all’aiuto di familiari, vicini e parrocchie, finché nel 2006 ha fondato l’Associazione (che dal 2015 si chiama Romamor) che riunisce circa 300 volontari e garantisce pasti per oltre 250 persone al giorno grazie a prodotti alimentari invenduti o in prossima scadenza, che riceve gratuitamente da negozi, supermercati o dalla grande distribuzione.

Nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade più volte d’estate ha dato testimonianza della sua opera e di quella dei suoi collaboratori a servizio dei poveri.

 

 

NATALE 2019

 

Con le ali ai piedi sei ritornato!

Un altr’anno è volato!

Trovandoci dimentichi

del messaggio d’Amore a noi

lasciato…

Sempre più chiusi in noi stessi

disorientati, disamorati

della sacralità della vita…

alla ricerca frenetica

di evanescenti felicità…

frastornati dal continuo

rumoreggiare di odio e di potere…

 

Sicuramente… vuoi ricondurci

a ritrovare la bellezza del silenzio

e dell’Amore universale

così fortemente espansi

nella celestiale notte…

Inondando di gioia mai provata

semplici pastori in adorazione

del Bambinello appena nato….

Sì, una gioia mai provata!

Di cui ne abbiamo smarrito

il vero sapore e l’incanto.

 

Ma forse…

un piccolo angolo del nostro cuore

non del tutto inaridito

anela ancora incorporare

e assaporare … per ritrovare

col Bambinello, ora e sempre,

la vera felicità di pace e d’amore.

Maddalena Migliore

 

NATALE 2019

 

Il calendario si ripete. Ora ci ridà “il Natale” che non è certo una data qualsiasi: anche se non l’evidenziasse, il Natale sarebbe sempre dentro di noi. Il Natale è la sorgente della nostra vita cristiana: il messaggio d’amore, nato nell’umile capanna si è depositato nel nostro cuore quando – bambini – c’incantava il presepe. Ma adesso?...”abbiamo smarrito il vero sapore e l’incanto” rileva tristemente la Poetessa. Ed è verissimo. È smarrita la dignità della nostra missione in questo mondo: essere figli di Dio e seminare soltanto amore. In questa nostra epoca predominano cuori impietriti da egoismi, da autoincensamenti, da politiche inqualificabili, da immoralità in troppi ambiti. Ma non mancano certo anime buone. E così la nostra Poetessa si augura che “un piccolo angolo del nostro cuore non del tutto inaridito” possa la Grazia Divina aprirlo in ampio spazio d’amore.

Gennaro Avellino

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Domenica 22 dicembre IV Domenica di Avvento. Giornata del Seminario. h. 21.00 Gruppo Teatrale dell’Oratorio presenta il musical “Una storia d’amore” nella chiesa di S. Maria Maddalena.

 2. Lunedì 23 dicembre ultimo giorno della Novena di Natale.

confessioni h. 16.00 – 19.00

3. Martedì 24 dicembre h. 9.00 S. Messa

            Confessioni 9.30 – 11.30; 16.00 – 17.30.

                       H. 23.30: Veglia di Natale (Ufficio delle Letture) e Messa della notte interparrocchiale nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

 4. Mercoledì 25 dicembre Natale del Signore. Le S. Messe come la domenica. Alla fine della Messa: bacio del Bambinello. H.10.30 S. Messa a Stagnali.

 5. Giovedì 26 dicembre, fra l’ottava di Natale Festa di santo Stefano, primo martire. La S. Messa alle h. 9.00.

 6. Martedì 31 Dicembre h. 18.00 S. Messa interparrocchiale di fine anno e Te Deum di ringraziamento. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

 7. Mercoledì 1 Gennaio 2020, ottava di Natale. Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Giornata della Pace. S. Messe come di domenica.

 8. Venerdì 3 gennaio, primo venerdì del mese.

 9. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 8 gennaio alle ore 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 

 

Il Bollettino Interparrocchiale

riprenderà la pubblicazione

sabato 4 gennaio 2020

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 22 dicembre IV Domenica di Avvento. Giornata del Seminario.

            h. 21.00 Gruppo Teatrale dell’Oratorio presenta il musical “Una storia d’amore”.

 2. Lunedì 23 dicembre ultimo giorno della Novena di Natale.

confessioni h.8.30 – 12.00; 16.00 – 20.00

3. Martedì 24 dicembre ore 8.30 S. Messa

            Confessioni 9.00 – 12.00; 16.00 – 19.30.

            Ore 18.00: S. Messa della vigilia.

            Ore 23.30: Veglia di Natale (Ufficio delle Letture) e Messa della notte interparrocchiale.

4. Mercoledì 25 dicembre Natale del Signore. Le S. Messe come la domenica. Alla fine della Messa: bacio del Bambinello.

5. Giovedì 26 dicembre, fra l’ottava di Natale Festa di santo Stefano, primo martire.

Le S. Messe alle ore 8.30 e 18.00.

 5. Sabato 28 dicembre h.18.45 Il Maestro Vincenzo La Cava in concerto di beneficenza a favore dell’Istituto San Vincenzo.

 6. Domenica 29 dicembre festa della Sacra Famiglia. h. 17.00 presso la sala “Sacra Famiglia” (Crocetta) Santa Messa in occasione della festa patronale.

            h.19.00 concerto della “Banda dell’Oratorio San Domenico Savio” nella chiesa di S. Maria Maddalena.

 7. Martedì 31 Dicembre h. 18.00 S. Messa interparrocchiale di fine anno e Te Deum di ringraziamento.

 8. Mercoledì 1 Gennaio 2020, ottava di Natale. Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Giornata della Pace. S. Messe come di domenica.

 9. Giovedì 2 gennaio, primo giovedì del mese, preghiera per le vocazioni.

 10. Venerdì 3 gennaio, primo venerdì del mese.

 11. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 8 gennaio alle ore 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 

 

M A G I S T E R O

 SEI TU COLUI CHE DEVE VENIRE O DOBBIAMO ASPETTARE UN ALTRO?»

(Mt 11,3)

 In questa terza Domenica di Avvento, detta domenica “della gioia”, la Parola di Dio ci invita da una parte alla gioia, e dall’altra alla consapevolezza che l’esistenza include anche momenti di dubbio, nei quali si fa fatica a credere. Gioia e dubbio sono entrambe esperienze che fanno parte della nostra vita.

All’esplicito invito alla gioia del profeta Isaia: «Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa», si contrappone nel Vangelo il dubbio di Giovanni Battista: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (Mt 11,3). In effetti, il profeta vede al di là della situazione: egli ha davanti a sé gente scoraggiata: mani fiacche, ginocchia vacillanti, cuori smarriti. È la stessa realtà che in ogni tempo mette alla prova la fede. Ma l’uomo di Dio guarda oltre, perché lo Spirito Santo fa sentire al suo cuore la potenza della sua promessa, ed egli annuncia la salvezza: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, […] Egli viene a salvarvi». E allora tutto si trasforma: il deserto fiorisce, la consolazione e la gioia si impadroniscono degli smarriti di cuore, lo zoppo, il cieco, il muto sono risanati. È ciò che si realizza con Gesù: «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo».

Tale descrizione ci mostra che la salvezza avvolge tutto l’uomo e lo rigenera. Ma questa nuova nascita, con la gioia che l’accompagna, sempre presuppone un morire a noi stessi e al peccato che è in noi. Da qui deriva il richiamo alla conversione, che è alla base della predicazione sia del Battista sia di Gesù; in particolare, si tratta di convertire l’idea che abbiamo di Dio. E il tempo dell’Avvento ci stimola a questo proprio con l’interrogativo che Giovanni Battista pone a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Pensiamo: per tutta la vita Giovanni ha atteso il Messia; il suo stile di vita, il suo stesso corpo è plasmato da questa attesa. Anche per questo Gesù lo elogia con quelle parole: nessuno è più grande di lui tra i nati di donna. Eppure, anche lui ha dovuto convertirsi a Gesù. Come Giovanni, anche noi siamo chiamati a riconoscere il volto che Dio ha scelto di assumere in Gesù Cristo, umile e misericordioso.

L’Avvento è tempo di grazia. Ci dice che non basta credere in Dio: è necessario ogni giorno purificare la nostra fede. Si tratta di prepararsi ad accogliere non un personaggio da fiaba, ma il Dio che ci interpella, ci coinvolge e davanti al quale si impone una scelta. Il Bambino che giace nel presepe ha il volto dei nostri fratelli e sorelle più bisognosi, dei poveri che «sono i privilegiati di questo mistero e, spesso, coloro che maggiormente riescono a riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi».

La Vergine Maria ci aiuti, perché, mentre ci avviciniamo al Natale, non ci lasciamo distrarre dalle cose esteriori, ma facciamo spazio nel cuore a Colui che è già venuto e vuole venire ancora a guarire le nostre malattie e a darci la sua gioia. (ANGELUS – III Domenica Avvento – 15/12/2019)

 

NON METTIAMO DIO ALL'ANGOLO

 Due atteggiamenti dei cristiani tiepidi — mettere Dio all’angolo e lavarsene le mani — sono pericolosi: perché «è come sfidare Dio». Se il Signore mettesse noi all’angolo non entreremmo mai in Paradiso e guai se poi se ne lavasse le mani, con noi.

Gesù esortava la gente, la guariva, insegnava e faceva miracoli, e così innervosiva i capi dei sacerdoti, perché con la sua dolcezza e la dedizione al popolo attirava tutti verso di sé. Mentre loro, i funzionari, erano rispettati dalla gente, che però non li avvicinava perché non aveva fiducia in loro. Quindi si accordano per mettere Gesù all’angolo. E gli domandano: Con quale autorità tu fai queste cose?. Infatti tu non sei un sacerdote, un dottore della legge, non hai studiato nelle nostre università. Non sei niente.

Gesù, con intelligenza, risponde con un’altra domanda e mette i capi dei sacerdoti “all’angolo”, chiedendo loro se Giovanni il Battista battezzava con un’autorità che gli veniva dal cielo, cioè da Dio o dagli uomini. Matteo descrive il loro ragionamento : «Se noi diciamo: “Dal cielo”, ci dirà: “Perché non avete creduto?”; se diciamo: “Dagli uomini”, la gente verrà contro di noi». E se ne lavano le mani e dicono: “Non sappiamo”. Questo è l’atteggiamento dei mediocri, dei bugiardi della fede.

Non solo Pilato se ne lavò le mani, anche questi se ne lavano le mani: «Non sappiamo». Questo significa non entrare nella storia degli uomini, non coinvolgersi nei problemi, non lottare per fare il bene, non lottare per guarire tanta gente che ha bisogno... “Meglio di no. Non sporchiamoci”.

Per questo Gesù risponde con la stessa musica: “Neppure io vi dico con quale autorità faccio questo”. Infatti questi sono due atteggiamenti dei cristiani tiepidi, di noi — come diceva mia nonna — “cristiani all’acqua di rosa”; cristiani così: senza consistenza. Da cui deriva quell’atteggiamento di mettere nell’angolo Dio: “O mi fai questo o non andrò più in una chiesa”.

L’altro atteggiamento di tiepidezza è lavarsene le mani, come i discepoli di Emmaus quella mattina della Risurrezione: vedono le donne tutte gioiose perché avevano visto il Signore, ma non si fidano, perché le donne sono troppo fantasiose; e perciò se ne lavano le mani e così entrano nella confraternita di San Pilato.

Tanti cristiani se ne lavano le mani davanti alle sfide della cultura, alle sfide della storia, alle sfide delle persone del nostro tempo; anche davanti alle sfide più piccole. Quante volte sentiamo il cristiano tirchio davanti a una persona che chiede elemosina e non la dà: “No, no io non do perché poi questi si ubriacano”. Se ne lava le mani. E a chi replica «“Ma non ha da mangiare... – “Fatti suoi: io non voglio che si ubriachi”. Lo sentiamo tante volte, tante volte».

Mettere Dio all’angolo e lavarsene le mani sono due atteggiamenti pericolosi, perché è come sfidare Dio. Pensiamo cosa accadrebbe se il Signore ci mettesse all’angolo. Mai entreremmo nel Paradiso. E cosa accadrebbe se il Signore se ne lavasse le mani con noi? Poveracci. Sono due atteggiamenti ipocriti di educati.

(Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae – Martedì 17/12/20129)

 

CATECHESI: Il presepe, Vangelo domestico

 

Tra una settimana sarà Natale. In questi giorni, mentre si corre a fare i preparativi per la festa, possiamo chiederci: “Come mi sto preparando alla nascita del Festeggiato?”. Un modo semplice ma efficace di prepararsi è fare il presepe. Anch’io quest’anno ho seguito questa via: sono andato a Greccio, dove San Francesco fece il primo presepe, con la gente del posto. E ho scritto una lettera per ricordare il significato di questa tradizione.

Il presepe infatti «è come un Vangelo vivo». Porta il Vangelo nei posti dove si vive: nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di ritrovo, negli ospedali e nelle case di cura, nelle carceri e nelle piazze. E lì dove viviamo ci ricorda una cosa essenziale: che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla Terra, si è fatto uomo, un bambino. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio. Dio sempre è stato vicino al suo popolo, ma quando si è incarnato e nato, è stato molto vicino, vicinissimo. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio, è riscoprire che Dio è reale, concreto, vivo e palpitante. Dio non è un signore lontano o un giudice distaccato, ma è Amore umile, disceso fino a noi. Il Bambino nel presepe ci trasmette la sua tenerezza. Alcune statuine raffigurano il “Bambinello” con le braccia aperte, per dirci che Dio è venuto ad abbracciare la nostra umanità. Allora è bello stare davanti al presepe e lì confidare al Signore la vita, parlargli delle persone e delle situazioni che abbiamo a cuore, fare con Lui il bilancio dell’anno che sta finendo, condividere le attese e le preoccupazioni.

Accanto a Gesù vediamo la Madonna e San Giuseppe. Possiamo immaginare i pensieri e i sentimenti che avevano mentre il Bambino nasceva nella povertà: gioia, ma anche sgomento. E possiamo anche invitare la Sacra Famiglia a casa nostra, dove ci sono gioie e preoccupazioni, dove ogni giorno ci svegliamo, prendiamo cibo e sonno vicini alle persone più care. Il presepe è un Vangelo domestico. La parola presepe letteralmente significa “mangiatoia”, mentre la città del presepe, Betlemme, significa “casa del pane”. Mangiatoia e casa del pane: il presepe che facciamo a casa, dove condividiamo cibo e affetti, ci ricorda che Gesù è il nutrimento, il pane della vita. È Lui che alimenta il nostro amore, è Lui che dona alle nostre famiglie la forza di andare avanti e perdonarci.

Il presepe è più che mai attuale, mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente, che entrano negli occhi e nel cuore. Il presepe è invece un’immagine artigianale di pace. Per questo è un Vangelo vivo.

Cari fratelli e sorelle, dal presepe possiamo cogliere infine un insegnamento sul senso stesso della vita. Vediamo scene quotidiane: i pastori con le pecore, i fabbri che battono il ferro, i mugnai che fanno il pane; a volte si inseriscono paesaggi e situazioni dei nostri territori. È giusto, perché il presepe ci ricorda che Gesù viene nella nostra vita concreta. E, questo è importante. Fare un piccolo presepe a casa, sempre, perché è il ricordo che Dio è venuto da noi, è nato da noi, ci accompagna nella vita, è uomo come noi, si è fatto uomo come noi. Nella vita di tutti i giorni non siamo più soli, Egli abita con noi. Non cambia magicamente le cose ma, se Lo accogliamo, ogni cosa può cambiare. Vi auguro allora che fare il presepe sia l’occasione per invitare Gesù nella vita. Quando noi facciamo il presepe a casa, è come aprire la porta e dire: “Gesù, entra!”, è fare concreta questa vicinanza, questo invito a Gesù perché venga nella nostra vita. Perché se Lui abita la nostra vita, la vita rinasce. E se la vita rinasce, è davvero Natale. Buon Natale a tutti

(Udienza Generale – Mercoledì 18/12/2019) a cura di A. Panzera

 
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