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Scritto da Administrator   

n°48 Sabato 7 Dicembre 2019

EDITORIALE

 Maria Immacolata

IMMACOLATA CONCEZIONE 07 122019La festa dell’Immacolata (8 dicembre) è molto sentita dal popolo cristiano tanto che la Conferenza Episcopale Italiana ha permesso nella seconda domenica di Avvento, che ha la precedenza su tutte le altre feste, e che quest’anno cade l’8 dicembre, di celebrare la festa dell’Immacolata, di regola si sarebbe dovuta celebrare il giorno dopo. Perché questa festa è tanto popolare? Un primo motivo: è molto antica. Già nell’anno 750 a Costantinopoli si festeggiava la Concezione (attiva) di sant’Anna madre di Maria Madre di Dio (l’accento era sulla madre e non su Maria). Poi si è passati a celebrare il concepimento passivo di Maria cioè la Concezione stessa di Maria. Più tardi al titolo primitivo di Concezione si aggiunse l’attributo di Immacolata, senza macchia di peccato. La data dell’8 dicembre dipende dalla festa antica della Natività di Maria l’8 settembre (nove mesi dopo il concepimento). Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato solennemente dal papa Pio IX nel 1854 dopo aver consultato tutto l’episcopato cattolico. E tutti i vescovi confermarono la fede del loro popolo nell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Un altro motivo che ritengo renda cara questa festa al popolo cristiano siano alcune apparizioni che furono salutate come una preparazione e una conferma del dogma. La prima fu nel 1830 quando la Beata Vergine apparve a Parigi a santa Caterina Labouré, figlia della Carità, e le raccomandò di far coniare la Medaglia, detta poi miracolosa, con la preghiera: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. L’altra fu l’apparizione della Madonna a Bernadette Soubirous a Lourdes, nel 1858, quattro anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. La fanciulla le domandava: “Signora, chi siete?” La Madonna rispose: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Un terzo motivo che rende cara questa festa al popolo cristiano è la sua vicinanza al Natale. Il Natale celebra la prima venuta di Cristo a Betlemme, nell’umiltà della nostra natura umana e ci prepara alla seconda venuta quando verrà nello splendore della sua gloria. L’Immacolata ci aiuta a preparare la venuta di Cristo. La Chiesa contempla Maria, preservata da ogni macchia di peccato originale (redenta in previsione dei meriti di Cristo) perché diventasse degna Madre di Gesù, il Figlio di Dio, agnello senza macchia. In lei, tutta bella, il Padre celeste ha segnato l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo senza macchia e senza ruga. La Chiesa guardando a Maria come sua Madre e modello, vede nella festa dell’Immacolata un invito del Signore ad essere santi e immacolati per andare incontro, in santità e purezza di spirito, a Cristo, suo sposo che viene.                                                   

    D.D.

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Giornata con i Cresimandi.

GIORNATA CRESIMANDI 2019 (1)Si è svolta domenica 1 Dicembre la prima giornata di fraternità con i Cresimandi delle nostre parrocchie. Alle 10.30 nella Parrocchia di Moneta con i 60 ragazzi ed i loro genitori abbiamo iniziato la nostra giornata con la Santa Messa presieduta da Don Davide, responsabile della catechesi delle nostre Parrocchie Isolane. Al termine i ragazzi sono stati suddivisi in piccoli gruppi per lavorare sul tema: “Chiesa casa domestica”. Il tema è quello dell’anno della nostra comunità cristiana isolana e chi più di loro che si prepara al sacramento della cresima deve scoprire la bellezza dell’essere Chiesa? Alla fine degli incontri della mattinata, nei sottogruppi è intervenuto anche il Comandante della Polizia Locale Roberto Poggi che si è soffermato sul tema del rispetto delle regole e della cosa pubblica, un invito al rispetto della nostra città, e ad essere orgogliosi della nostra città. “Buoni cristiani e onesti cittadini” questo il messaggio che stiamo trasmettendo loro, riconoscersi membri della comunità cristiana, la quale non vive isolata ma dentro una comunità civile con delle regole; il cristiano in essa deve diventare esempio di virtù. Alle 13.30 abbiamo vissuto il momento conviviale del pranzo preparato dal team di cucina degli oratori e da alcuni genitori che si sono resi disponibili per la giornata, un ottimo pranzo servito da Don Davide e don Andrea con l'aiuto delle catechiste e delle mamme volontarie. GIORNATA CRESIMANDI 2019 (2)Al termine i campi dell'oratorio di Moneta si sono riempiti di ragazzi pieni di energia giocando a calcio, basket e pallavolo, guidati dagli educatori; per i meno sportivi, una sala dell'oratorio si è trasformata in un piccolo festival dove le ragazze ed i ragazzi hanno dato sfogo al loro talento canoro e di ballerini. Attorno alle 16 don Andrea nel salone dell’Oasi Serena ha avuto un incontro con i genitori presentandogli la bellezza dell’essere Chiesa. Abbiamo concluso tutti insieme intorno alle 17 nella chiesa con un momento di preghiera e di benedizione da parte di don Davide, che ha presentato in linee generali quello che sarà il cammino dell’anno. Insomma una Giornata intensa ma ricca di grandi emozioni. Grazie a tutti i ragazzi e ragazze che hanno condiviso con noi questa giornata. Grazie a Don Davide e a Don Andrea con i quali abbiamo condiviso e collaborato al progetto, grazie allo staff di cuochi ed educatori che ha collaborato per la riuscita della giornata, al panificio Benatti che ha donato il pane per il pranzo; ma un grande grazie a tutte le mamme e i papà che si sono messi a disposizione e ci hanno aiutato per la riuscita di questa giornata. Un grande gioco di squadra, una Chiesa che cammina. Siamo Chiesa!! Buon inizio di Avvento a tutti.

Emilia, Giorgia e Marcella.

 

■ Piano Sanitario Regionale 2020: soppresso l’Ospedale di La Maddalena. La Direzione della ATS che ha elaborato il PIANO SANITARIO ANNUALE DEL 2020 ha decretato la soppressione del nostro OSPEDALE, lo ha fatto senza rispettare le norme nazionali, senza tenere conto che siamo un’ ISOLA ed incuranti delle tragedie che questa decisione genererà!

Abbiamo fra le mani la documentazione della nostra stupidità, ma anche l'immoralità di una certa politica che sotto varie e mentite spoglie ha inabissato questo paese sul problema più serio che ha: LA SANITA'.

Hanno toccato la pancia sacra delle mamme, per poi prenderle in giro spudoratamente fino a ridere sul fatto che ora si partorisce sull'elicottero o per terra, beffandosi anche della loro parola che hanno dimostrato non vale nulla!

Questa politica che non ha la dignità di rispettare quello che dice va espulsa, e questo accade perché non le abbiamo mai chiesto il conto.

Sono venuti mille volte, ed ogni volta, mascherati da sorrisi ipocriti hanno promesso mari e monti per poi non solo disconoscere gli impegni, addirittura azzerando quel poco che c'era!

Hanno violentato le leggi attuali, e sulla regìa di nostri detrattori, hanno elaborato piani sanitari dove l'Ospedale di La Maddalena viene eliminato!

Martedì 10 dicembre alle ore 19.00 faremo un'assemblea nell'Oratorio S.Giovanni Bosco situato davanti l'Ospedale… PARTECIPATE!

P.S. Come al solito, molti non presenzieranno, preferiscono andare in giro per il mondo ad elemosinare prestazioni sanitarie che le leggi Nazionali ci consentono di avere in loco.

Arrivederci a Martedì alle ore 19.00 nell'Oratorio. 

  Gruppo Socio Politico Cristiano

 

■ L’antropologia cristiana di fronte all’ideologia gender (continua).

L’ideologia gender, favorita da una mentalità individualista e libertaria, tende a cancellare le differenze tra uomo e donna considerate come semplici effetti di un condizionamento storico- culturale. Riflette una antropologia, cioè una visione dell’essere umano, contraria alla fede e alla retta ragione. Il documento della Congregazione per l’Educazione cattolica, dal titolo “Maschio e femmina li creò” per una via di dialogo sulla questione del gender nella educazione, (2 febbraio 2019) precisa che la Chiesa, madre e maestra, si pone a servizio della comunità umana offrendo le sue proposte. L’antropologia cristiana affonda le sue radici nella narrazione delle origini come appare nel libro della Genesi dove è scritto che “Dio creò l’uomo a sua immagine (…) maschio e femmina li creò” (Gen 1,27) In queste parole vi è il nucleo della relazione vivificante tra uomo e donna, che li mette in intima unione con Dio. Il sé e l’altro da sé si completano secondo le loro specifiche identità. Le parole bibliche rivelano il sapiente disegno del Creatore che ha assegnato come compito all’uomo nella sua mascolinità e nella sua femminilità, quello di favorire la comunione interpersonale, in cui l’uomo realizza se stesso attraverso l’autentico dono di sé. Se non esiste la dualità maschio e femmina, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione, e luogo naturale nel quale questa relazione di reciprocità e comunione tra l’uomo e la donna trova piena attuazione. La famiglia, in quanto società naturale, precede lo stesso ordinamento socio-politico dello Stato. Senza la famiglia anche la prole perde il luogo che finora le spettava. Un diritto del bambino è quello di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. È importante l’educazione alla sessualità e all’affettività. La famiglia è lo spazio pedagogico primario per la formazione del bambino, anche per ciò che riguarda la sua educazione alla identità sessuale e all’affettività. Di fronte ad una cultura che banalizza in larga parte la sessualità umana, il servizio educativo dei genitori deve puntare ad una sana educazione sessuale: la sessualità è una ricchezza di tutta la persona – corpo, sentimento ed anima - e manifesta il suo intimo significato nel portare la persona al dono di sé nell’amore. L’educazione all’affettività ha bisogno di un linguaggio adeguato e misurato. Bisogna aiutare i ragazzi a sviluppare un senso critico davanti ad una invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controlli, al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualità. L’ideologia gender, cercando di annientare la natura, propone una antropologia basata sulla soggettività e l’emotività, che è diversa da quella cristiana. Non considera che l’uomo possiede una natura che deve rispettare e non può manipolare a piacere; inoltre non tiene conto della sofferenza di coloro che vivono in una condizione di indeterminatezza sessuale, oggi molto diffusa, sulla quale la scienza medica può offrire una terapia.                                D.D.

 

caritas locandina natale ok

 

■ Condoglianze ai familiari di Lorenzo Sanna, Maria Concetta Di Maio, Mamela D’Oriano e Maddalena Pirredda ved. Caucci che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Sabato 7 dicembre Raccolta Alimentare nei supermercati e negozi dell’isola.

2. Domenica 8 dicembre

Solennità dell’Immacolata Concezione.

3. Lunedì 9 dicembre continua la visita degli ammalati per la confessione e comunione. Se ci sono persone nuove si chiede di farlo sapere ai sacerdoti.

4. Martedì 10 dicembre ore 18.00 Lectio Divina

                h. 21.00 – nella biblioteca di S. Maria Maddalena la prima convocazione della classe 1970 per formare il Comitato dei Festeggiamenti di S. M. Maddalena e Natività della B.V. Maria.

6. Domenica 15 dicembre – inizia la Novena di Natale:

h. 17.30 S. Messa nella chiesa di S.Maria Maddalena

h. 18.15 apertura del Presepe e Novena di Natale.

h. 18.45 concerto della Banda dell’Oratorio San Domenico Savio, Junior Band e Micro Band insieme con i bambini del catechismo “L’Orchestra celeste”.

7. Novena di Natale da lunedì 16 dicembre:

h. 17.00 Due Strade in italiano

h. 17.15 Moneta con bambini e ragazzi

h.18.30 S.M. Maddalena in latino

La S. Messa per il tempo della Novena alle h. 16.45.

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Sabato 7 dicembre Raccolta Alimentare nei supermercati e negozi dell’isola.

2. Domenica 8 dicembre

Solennità dell’Immacolata Concezione.

3. Lunedì 9 dicembre h. 18.00 La S. Messa è nella Cappella dell’Istituto San Vincenzo (non ci sarà la S. Messa nella chiesa parrocchiale)

h.18.30 Lectio Divina.

Continua la visita degli ammalati per la confessione e comunione. Se ci sono persone nuove si chiede di farlo sapere ai sacerdoti.

4. Martedì 10 dicembre h.19.00 oratorio San Giovanni Bosco: incontro organizzato dal Gruppo Socio Politico Cristiano sulla situazione dell’Ospedale di La Maddalena.

            h. 21.00 – nella biblioteca di S. Maria Maddalena la prima convocazione della classe 1970 per formare il Comitato dei Festeggiamenti di S. M. Maddalena e Natività della B.V. Maria.

5. Mercoledì 11 dicembre h. 16.00 S. Messa nella chiesa della SS. Trinità.

6. Giovedì 12 dicembre h.18.30 incontro con tutti i cori parrocchiali.

7. Venerdì 13 dicembre memoria di S. Lucia.

8. Domenica 15 dicembre – inizia la Novena di Natale:

h. 17.30 S. Messa

h. 18.15 apertura del Presepe e Novena di Natale.

h. 18.45 concerto della Banda dell’Oratorio San Domenico Savio, Junior Band e Micro Band insieme con i bambini del catechismo “L’Orchestra celeste”.

9. Novena di Natale da lunedì 16 dicembre:

h. 17.00 Due Strade in italiano

h. 17.15 Moneta con bambini e ragazzi

h.18.30 S.M. Maddalena in latino.

 

 

M A G I S T E R O

VEGLIARE: SIGNIFICA AVERE IL CUORE APERTO E RIVOLTO AL DONO ED AL SERVIZIO

 Oggi inizia un nuovo Anno liturgico. In queste quattro settimane di Avvento, la liturgia ci conduce a celebrare il Natale di Gesù, mentre ci ricorda che Egli viene ogni giorno nella nostra vita, e ritornerà gloriosamente alla fine dei tempi. Tale certezza ci induce a guardare con fiducia al futuro, come ci invita a fare il profeta Isaia, che con la sua voce ispirata accompagna tutto il cammino dell’Avvento.

Nella prima Lettura di oggi, Isaia profetizza che «alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli; ad esso affluiranno tutte le genti». Il tempio del Signore a Gerusalemme è presentato come il punto di convergenza e di incontro di tutti i popoli. Dopo l’Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù stesso si è rivelato come il vero tempio. Pertanto, la visione meravigliosa di Isaia è una promessa divina e ci spinge ad assumere un atteggiamento di pellegrinaggio, di cammino verso Cristo, senso e fine di tutta la storia. Quanti hanno fame e sete di giustizia, la possono trovare soltanto percorrendo le vie del Signore; mentre il male e il peccato provengono dal fatto che gli individui e i gruppi sociali preferiscono seguire strade dettate da interessi egoistici, che provocano conflitti e guerre. L’Avvento è il tempo propizio per accogliere la venuta di Gesù, che viene come messaggero di pace per indicarci le vie di Dio.

Gesù ci esorta ad essere pronti per la sua venuta: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà» (Mt 24,42). Vegliare non significa avere materialmente gli occhi aperti, ma avere il cuore libero e rivolto nella direzione giusta, cioè disposto al dono e al servizio. Questo è vegliare! Il sonno da cui dobbiamo svegliarci è costituito dall’indifferenza, dalla vanità, dall’incapacità di instaurare rapporti genuinamente umani, dell’incapacità di farsi carico del fratello solo, abbandonato o malato. L’attesa di Gesù che viene si deve tradurre, dunque, in un impegno di vigilanza. Si tratta anzitutto di meravigliarsi davanti all’azione di Dio, alle sue sorprese, e di dare a Lui il primato. Vigilanza significa anche, concretamente, essere attenti al nostro prossimo in difficoltà, lasciarsi interpellare dalle sue necessità, senza aspettare che lui o lei ci chiedano aiuto, ma imparare a prevenire, ad anticipare, come fa sempre Dio con noi.

Maria, Vergine vigilante e Madre della speranza, ci guidi in questo cammino, aiutandoci a rivolgere lo sguardo verso il “monte del Signore”, immagine di Gesù Cristo, che attira a sé tutti gli uomini e tutti i popoli. (ANGELUS – I^ Domenica di Avvento 01/12/2019)

 

SOLO SU UN CUORE UMILE PUÒ GERMOGLIARE LO SPIRITO DI DIO

 

La rivelazione di Dio comincia sempre nella piccolezza che però non significa chiusura in se stessi, piuttosto fiducia nel Signore e quindi capacità di rischiare. La liturgia di oggi parla delle cose piccole, parla di ciò che è piccolo. Nel libro del profeta Isaia si annuncia: «In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore...». La Parola di Dio fa l’elogio del piccolo e fa una promessa, la promessa di un germoglio che spunterà e che cosa è più piccolo di un germoglio? Eppure su di lui si poserà lo Spirito del Signore. La redenzione, la rivelazione, la presenza di Dio nel mondo incomincia così e sempre è così. Piccolezza, sia umiltà sia... tante cose, ma nella piccolezza. I grandi si presentano potenti, pensiamo alla tentazione di Gesù nel deserto, come Satana si presenta potente, padrone di tutto il mondo: “Io ti do tutto, se tu...”. Invece le cose di Dio incominciano germogliando, da un seme, piccole.

E Gesù parla di questa piccolezza, gioisce e ringrazia il Padre perché si è rivelato non ai potenti, ma ai piccoli; a Natale andremo tutti al presepe dove c’è la piccolezza di Dio. In una comunità cristiana dove i fedeli, i sacerdoti, i vescovi, non prendono questa strada della piccolezza manca futuro, crollerà. Lo abbiamo visto nei grandi progetti della storia: cristiani che cercavano di imporsi, con la forza, la grandezza, le conquiste... Ma il Regno di Dio germoglia nel piccolo, sempre nel piccolo, il seme piccolo, il seme di vita. Ma il seme da solo non può. E c’è un’altra cosa che aiuta e che dà la forza: “In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore”.

Lo Spirito sceglie il piccolo, sempre, perché non può entrare nel grande, nel superbo, nell’autosufficiente. È al cuore piccolo che avviene la rivelazione del Signore. I teologi non sono coloro che sanno tante cose di teologia, questi si potrebbero chiamare enciclopedisti della teologia. Sanno tutto ma sono incapaci di fare teologia perché la teologia si fa in ginocchio, facendoci piccoli. E dunque, il vero pastore sia sacerdote, vescovo, papa, cardinale, chiunque sia, se non si fa piccolo, non è un pastore. Piuttosto è un capo ufficio. E questo vale per tutti. Da quello che ha una funzione che sembra più importante nella Chiesa, alla povera vecchietta che fa le opere di carità di nascosto. Al contrario la piccolezza è grande, è capacità di rischiare perché non ha niente da perdere. È proprio la piccolezza a portare alla magnanimità, perché ci fa capaci di andare oltre noi stessi sapendo che la grandezza la dà Dio. Un cristiano parte sempre dalla piccolezza. Se io nella mia preghiera mi sento piccolo, con i miei limiti, i miei peccati, come quel pubblicano che pregava in fondo alla chiesa, vergognoso: “Abbi pietà di me che sono peccatore”, andrai avanti. Ma se tu credi di essere un buon cristiano, pregherai come quel fariseo che non uscì giustificato: “Ti rendo grazie, Dio, perché sono grande”. No, ringraziamo Dio perché siamo piccoli.

A me piace tanto amministrare il Sacramento della Confessione e soprattutto confessare i bambini. Le loro confessioni sono bellissime, perché raccontano i fatti concreti: «Ho detto questa parola», ad esempio, e te la ripete. La concretezza di quello che è piccolo. “Signore, io sono peccatore perché faccio questo, questo, questo, questo... Questa è la mia miseria, la mia piccolezza. Ma invia il tuo Spirito perché io non abbia paura delle cose grandi, non abbia paura che tu faccia delle cose grandi nella mia vita”.

(Meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae - Martedì, 03 dicembre 2019)

 

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI - «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge» (At 20,28). Il ministero di Paolo ad Efeso e il congedo dagli anziani

 

Grazie a Paolo, circa dodici uomini ricevono il battesimo nel nome di Gesù e fanno esperienza dell’effusione dello Spirito Santo che li rigenera. Diversi poi sono i prodigi che avvengono per mezzo dell’Apostolo: i malati guariscono e gli ossessi vengono liberati. Questo accade perché il discepolo somiglia al suo Maestro (cfr Lc 6,40) e lo rende presente comunicando ai fratelli la stessa vita nuova che da Lui ha ricevuto.

La potenza di Dio che irrompe ad Efeso smaschera chi vuole usare il nome di Gesù per compiere esorcismi ma senza avere l’autorità spirituale per farlo, e rivela la debolezza delle arti magiche, che vengono abbandonate da un gran numero di persone che scelgono Cristo e abbandonano le arti magiche . Luca sottolinea così l’incompatibilità tra la fede in Cristo e la magia. Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito. Per favore: la magia non è cristiana! Queste cose che si fanno per indovinare il futuro o indovinare tante cose o cambiare situazioni di vita, non sono cristiane. La grazia di Cristo ti porta tutto: prega e affidati al Signore.

Paolo, poi, parte da Efeso diretto a Gerusalemme e giunge a Mileto. Qui manda a chiamare gli anziani della Chiesa di Efeso – i presbiteri: sarebbero i sacerdoti – per fare un passaggio di consegne “pastorali”. Siamo alle battute finali del ministero apostolico di Paolo e Luca ci presenta il suo discorso di addio, una sorta di testamento spirituale che l’Apostolo rivolge a coloro che, dopo la sua partenza, dovranno guidare la comunità di Efeso. E questa è una delle pagine più belle del Libro degli Atti degli Apostoli: vi consiglio di prendere oggi il Nuovo Testamento, la Bibbia, il capitolo XX e leggere questo congedo di Paolo dai presbiteri di Efeso, e lo fa a Mileto. 

Paolo incoraggia i responsabili della comunità, che sa di vedere per l’ultima volta. E cosa dice loro? «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge”. Questo è il lavoro del pastore: fare la veglia, vegliare su sé stesso e sul gregge. Il pastore deve vegliare, il parroco deve vegliare, fare la veglia, i presbiteri devono vegliare, i Vescovi, il Papa devono vegliare. Fare la veglia per custodire il gregge, e anche fare la veglia su sé stessi, esaminare la coscienza e vedere come si compie questo dovere di vegliare. “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio»: così dice San Paolo. Agli episcopi è chiesta la massima prossimità con il gregge, riscattato dal sangue prezioso di Cristo, e la prontezza nel difenderlo dai «lupi». I Vescovi devono essere vicinissimi al popolo per custodirlo, per difenderlo; non staccati dal popolo. Dopo aver affidato questo compito ai responsabili di Efeso, Paolo li mette nelle mani di Dio e li affida alla «parola della sua grazia», fermento di ogni crescita e cammino di santità nella Chiesa, invitandoli a lavorare con le proprie mani, come lui, per non essere di peso agli altri, a soccorrere i deboli e a sperimentare che «si è più beati nel dare che nel ricevere».

Chiediamo al Signore di rinnovare in noi l’amore per la Chiesa e per il deposito della fede che essa custodisce, e di renderci tutti corresponsabili nella custodia del gregge, sostenendo nella preghiera i pastori perché manifestino la fermezza e la tenerezza del Divino Pastore.

(UDIENZA GENERALE – Mercoledì 04/12/2019) a cura di A. Panzera

 

 
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