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n°42 Sabato 26 Ottobre 2019

 

EDITORIALE

 Lavori in corso

 MURO ATTIVITA' PARROCCHIA 26102019"Credo la Chiesa" Con questa frase ogni domenica affermiamo che la Chiesa è un mistero di fede. Se la Chiesa fosse una realtà puramente umana appartenente solo all’ordine naturale e sociale non sarebbe necessario (e neanche possibile) professare la fede “nella Chiesa”. Invece la realtà della Chiesa non si limita ai soli aspetti visibili, esiste – ed è più importante e fondamentale – l' aspetto invisibile, quello della presenza di Cristo. La Chiesa è di Cristo, prolungamento della sua presenza in mezzo a noi. Una delle tendenze di oggi è quello di vedere la Chiesa come un esempio di aggregazione umana, una specie di ONG (Organizzazione Non Governativa) impegnata nel sociale. È una visione molto fuorviante che non permette di capire cosa veramente sia.Domenica scorsa durante l'inaugurazione dell’Anno pastorale con il Mandato Missionario ogni gruppo presente nelle nostre parrocchie ha portato un mattone che lo rappresenta nella processione offertoriale.

 

La Cresima che festa è?

 Domenica 27 ottobre alle ore 11.00, 54 dei nostri ragazzi e ragazze, di circa 13 anni, riceveranno il sacramento della Cresima. Si sono preparati con tanti anni di catechismo. Hanno scelto un padrino o una madrina. Si sono confessati, hanno fatto le prove della cerimonia, i genitori hanno organizzato una festa, gli amici e i parenti oltre il padrino e la madrina faranno un regalo. I cresimati e le loro famiglie come vivranno questo giorno? Alcune famiglie, spero poche, lo vivranno come la “Festa della Liberazione” : “Finalmente il catechismo è finito, basta con la Messa, la festa è fatta, la prossima sarà il Matrimonio, speriamo!” Mi auguro che buona parte dei cresimati e delle famiglie viva quel giorno come la “Festa del Giuramento” nella quale i ragazzi promettono fedeltà nel servizio a Cristo e alla Chiesa, ai quali si sentono uniti più saldamente. Il meglio sarebbe vivere quel giorno come la “Festa del Mandato”. I cresimati ricevono il dono dello Spirito Santo dal quale si sentono mandati nella Chiesa e nel mondo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo. Un modo concreto di vivere questa missione è la partecipazione al dopo-Cresima. Questo aiuta ad inserirsi attivamente in qualche gruppo parrocchiale, come quei mattoni deposti qualche settimana fa nel presbiterio di Santa Maria Maddalena, nella “Giornata del mandato missionario”, per ricordare che l’edificio Chiesa-comunità si edifica con i singoli mattoni che siamo ognuno di noi, col suo servizio.

 

La costruzione fatta di questi mattoni rappresenta due comunità parrocchiali che devono formare un'unica Chiesa.

Ogni gruppo, ogni persona fa qualcosa di diverso, unico e indispensabile contribuendo così alla costruzione – Chiesa - comunità completa. Non basta però mettere insieme un gran numero di mattoni o pietre sterili e messe lì in modo confuso e sparpagliato, sarebbe solo un cumulo di macerie. Ci vuole “qualcosa” che le tenga unite e le possa far diventare un “edificio”.

A questo punto vorrei richiamare il pensiero di Papa Francesco:

“Noi siamo le pietre vive dell’edificio di Dio, unite profondamente a Cristo, che è la pietra di sostegno, e anche di sostegno tra noi.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il tempio siamo noi, noi siamo la Chiesa vivente, il tempio vivente e quando siamo insieme tra di noi c’è anche lo Spirito Santo, che ci aiuta a crescere come Chiesa. Noi non siamo isolati, ma siamo popolo di Dio: questa è la Chiesa!

Ed è lo Spirito Santo, con i suoi doni, che disegna la varietà. Questo è importante: cosa fa lo Spirito Santo fra noi? Egli disegna la varietà che è la ricchezza nella Chiesa e unisce tutto e tutti, così da costituire un tempio spirituale, in cui non offriamo sacrifici materiali, ma noi stessi, la nostra vita (cfr 1Pt 2,4-5). La Chiesa non è un intreccio di cose e di interessi, ma è il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio in cui Dio opera, il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio in cui Dio opera, il Tempio in cui ognuno di noi con il dono del Battesimo è pietra viva. Questo ci dice che nessuno è inutile nella Chiesa e se qualcuno a volte dice ad un altro: ‘Vai a casa, tu sei inutile’, questo non è vero, perché nessuno è inutile nella Chiesa, tutti siamo necessari per costruire questo Tempio! Nessuno è secondario. Nessuno è il più importante nella Chiesa, tutti siamo uguali agli occhi di Dio. (…) Nessuno è anonimo: tutti formiamo e costruiamo la Chiesa. Questo ci invita anche a riflettere sul fatto che se manca il mattone della nostra vita cristiana, manca qualcosa alla bellezza della Chiesa. Alcuni dicono: ‘Io con la Chiesa non c’entro’, ma così salta il mattone di una vita in questo bel Tempio. Nessuno può andarsene, tutti dobbiamo portare alla Chiesa la nostra vita, il nostro cuore, il nostro amore, il nostro pensiero, il nostro lavoro: tutti insieme.”

Quindi buona costruzione!

don Andrea ( Il vostro capocantiere       )

 

P.S. Sono in attesa del ritorno dei moduli “PIETRE VIVE”

 

 

(La Cresima che festa è?)

In occasione della Cresima molte famiglie si sentono coinvolte. Genitori, che forse da molto tempo non si accostano alla santa Comunione, per l’occasione si confessano e si comunicano.

Così fanno anche molti padrini e madrine che sentono il bisogno di dare il buon esempio di guide nella vita cristiana. Anche i così detti testimoni, pur non potendo ricevere l’assoluzione e la Comunione, ugualmente si accostano al sacerdote per un colloquio spirituale e per una benedizione. La Cresima è davvero un momento di grazia, una nuova Pentecoste, cioè una effusione di Spirito Santo nelle nostre due comunità parrocchiali. È un momento forte di Chiesa, non solo per la presenza del Vescovo, (dove c’è il Vescovo c’è la pienezza della Chiesa), ma anche per il prezioso lavoro volontario delle catechiste che aiutano i sacerdoti, per il lavoro d’insieme delle due parrocchie che dice l’unità della Chiesa, per la partecipazione di parenti, amici e semplici fedeli. In quella nuova Pentecoste tutta la comunità prende sempre più coscienza che la Cresima o Confermazione, perfeziona la grazia del Battesimo e insieme all’Eucaristia rende completo il cristiano, associandolo pienamente alla missione di Cristo. Il dono dello Spirito Santo è espresso molto bene dall’unzione con l’olio profumato (crisma) con l’imposizione delle mani da parte del Vescovo. Tale unzione spiega il nome di “cristiano” che significa “unto” e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che Dio consacrò (ha unto) in Spirito Santo.                               

                            D.D.

  

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ La Giornata Missionaria Mondiale nella nostra isola.

L’inaugurazione dell’anno pastorale nella chiesa di S. Maria Maddalena, essendo anche la Giornata Missionaria Mondiale è stata vissuta in maniera speciale, infatti domenica 20 ottobre durante la Messa solenne, che è stata animata dal coro della Trinità, è stato conferito il mandato missionario a tutti i gruppi delle due comunità parrocchiali: S. Maria Maddalena e Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo.

Questa occasione ci è stata data dalla decisione di Papa Francesco di vivere il mese di ottobre, come un mese missionario straordinario per rinnovare l’impegno missionario, non soltanto per quelli che sono già in terra di missione, ma per tutti noi, in quanto siamo depositari del mandato missionario che ci ha dato Gesù Cristo.

 Il parroco don Andrea Domanski, che ha celebrato la Messa insieme a don Davide Mela, ha dato il benvenuto alle tante persone lì convenute con queste parole: “oggi è un giorno di festa per le nostre comunità isolane, un giorno dove il Signore ci ha chiamato per nutrirci alla sua mensa, ma anche per conferire una missione speciale a questi nostri fratelli che operano nelle nostre comunità parrocchiale. È un dono di Dio quello di far sorgere in mezzo ad esse persone disposte a dedicare parte del loro tempo alla nobile missione di collaborare con lui per edificare il Regno”! Dopo l’omelia è stato conferito il mandato a tutti i gruppi che lavorano nelle nostre parrocchie che sono ben 48, ma che sempre sono in crescita. Subito dopo il bellissimo momento dell’offertorio dove ogni gruppo ha portato un mattone posizionato poi sotto l’altare per sottolineare il fatto che siamo pietre vive che “ INSIEME” costruiscono la Chiesa stessa, il Tempio di Dio. C’è un canto che ben esprime il compito che noi, mandati dalla Chiesa dobbiamo compiere: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro, Cristo non ha mezzi, ha soltanto il nostro aiuto per condurre gli uomini a se”. Naturalmente bisogna essere in rapporto con Dio e questo è possibile solo quando c’è lo spirito di preghiera, quando si mettono in pratica le parole del Vangelo, unica vera sorgente di vita. Il fatto di essere inviati dalla Chiesa suppone di occupare un “ posto speciale nel cuore del Papa”, perciò dobbiamo essere come Papa Francesco ci vuole e vorrei concludere proprio con le sue parole: “È un mandato che ci tocca da vicino; io sono sempre in missione, tu sei sempre in missione, ogni battezzato e battezzata è una missione.

Chi ama si mette in movimento, e spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae, si dona all’altro e tesse relazioni che generano vita”!

Maria Vitiello

 

■ 22 ottobre memoria di San Giovanni Paolo II.

RELIQUIE PAPA GIOVANNI PAOLO I Per festeggiare la memoria liturgica di S.Giovanni Paolo, la Chiesa ha scelto, non la data della sua morte, come succede di solito, ma il giorno in cui iniziò il suo pontificato: il 22 ottobre 1978. La chiesa di Moneta ha il privilegio di avere avuto un grande dono: infatti proprio il 22 ottobre 2014 sono arrivate le preziose reliquie di San Giovanni Paolo, grazie alla volontà del nostro parroco don Andrea Domanski e da allora esse, poste in un’apposita teca a sinistra dell’altare, sono esposte alla devozione dei fedeli. San Giovanni Paolo è stato l’apostolo della nuova evangelizzazione, della famiglia, dei giovani e delle vocazioni: è il Santo di tutti i popoli! Ma noi lo sentiamo particolarmente vicino e lo veneriamo in maniera speciale, così la Messa delle 17.15 a Moneta il 22 ottobre, è stata celebrata in suo onore dal parroco: “vogliamo ringraziare il Signore”, ha detto all’inizio “per questo grande dono che ha dato a tutti noi, con la vita e il servizio di Giovanni Paolo a tutta la Chiesa; il Signore tramite i suoi santi distribuisce le sue grazie e oggi per sua intercessione affidiamo al Signore le nostre comunità parrocchiali e preghiamo per tutta la Chiesa e per Papa Francesco”. Nell’omelia ha commentato poi il Vangelo di Giovanni, lo stesso che San Giovanni Paolo aveva ricordato il giorno dell’inaugurazione del suo pontificato, quando Gesù affidò a Pietro la Chiesa: “mi ami tu? Pasci i miei agnelli”. Anche lui come Pietro, ha professato il suo amore per il Signore ed è lì che ha invitato tutti gli uomini a far entrare Gesù nella vita di ciascuno: “non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!” Dopo la Messa c’è stata l’Adorazione Eucaristica: una veglia di preghiera davanti al Santissimo Sacramento, con la lettura dei messaggi del Santo alle famiglie, ai giovani e agli anziani, altre preghiere comunitarie, la recita di un mistero del rosario e le litanie per lui, il tutto intercalato dai canti di adorazione da parte del coro, che porta proprio il suo nome. La musica e il bel canto hanno coinvolto i presenti a pregare meglio, visto che chi canta prega due volte. Al termine, mentre il coro intonava Jesus Christ, tutte le persone presenti hanno potuto venerare le sue reliquie: un modo per onorare questo grande Santo dei nostri giorni, ma credo che il modo migliore per onorarlo sia scolpire nel cuore le sue parole e metterle in pratica. San Giovanni Paolo prega per noi!   Maria Vitiello

 

■ Riaperta la causa di Beatificazione di Padre Giovanni Battista Manzella

PADRE MANZELLA 26102019Gli anziani in Sardegna lo hanno sentito nominare tante volte. Era un missionario vincenziano di Soncino (Cremona) (amava scherzare dicendo: “son-cinese”). È arrivato in Sardegna a Golfo Aranci (non era ancora agibile il porto di Olbia) nel 1900 ed è vissuto sempre in Sardegna, con sede a Sassari, per 37 anni fino alla morte nel 1937 a 82 anni. È stato protagonista della vita religiosa di Sassari e del Nord Sardegna. Era chiamato il “Signor Manzella”. Insieme con gli altri missionari vincenziani organizzava le missioni popolari nelle parrocchie. La Sardegna di allora non era quella di oggi: malaria, banditismo, rivalità tra le famiglie, superstizione, massoneria, isolamento dei paesi interni. Il Manzella percorse tutti gli angoli del Nord Sardegna, anche i più sperduti: gli stazzi della Gallura, le capanne della Nurra, le baracche dei minatori della diga del Coghinas. Arrivando nei paesi suonava la sua famosa “trombetta”, trascinando piccoli e grandi in chiesa, alla missione. Non si accontentava delle prediche in chiesa, andava a trovare i pastori nelle loro capanne; confessava, celebrava sul suo altarino portatile, portava le comunioni ai malati sparsi nelle campagne. Fondava le Conferenze di San Vincenzo per i poveri, asili per i bambini, orfanotrofi, ricoveri per i vecchi. A lui si deve la fondazione di “Libertà”, il settimanale cattolico dell’arcidiocesi di Sassari. Organizzò a Sassari nel 1926 la Giornata Missionaria che poi il Papa estese al mondo intero come Giornata Missionaria Mondiale. Fondò le Suore del Getsemani, dette Manzelliane. Attese alla formazione dei seminaristi di Sassari. Si dedicò alla direzione spirituale di molte anime tra le quali la Beata Edvige Carboni e il servo di Dio padre Salvatore Vico. Venne anche a La Maddalena nel 1904 a predicare una missione col confratello padre Valentino. La relazione di quella missione, che riportiamo in un articolo a parte, è piuttosto severa e rispecchia la mentalità di quel tempo. La missione vincenziana con padre Manzella a La Maddalena, incoraggiò la crescita dell’Istituto San Vincenzo, iniziato qualche anno prima, dopo la missione del 1901. Incoraggiò la costruzione della chiesa dell’Agonia a Moneta (forse l’unica in Italia ad avere questo titolo) perché i Vincenziani hanno grande devozione per l’agonia di Gesù nel Getsemani. Padre Manzella chiamò Suore del Getsemani l’ordine femminile da lui fondato. Anche nella cappella del nostro Istituto San Vincenzo c’è una nicchia con Gesù nel Getsemani. Padre Manzella morì il 23 ottobre 1937, l’ultimo malore lo ebbe ad Arzachena, dove era andato già anziano e malato per una missione. La tomba, nella chiesa delle Suore del Getsemani (Manzelliane) a Sassari, è meta di pellegrinaggio da parte di centinaia di fedeli. Nell’aprile scorso papa Francesco con un decreto ha disposto la riapertura della causa di Beatificazione che era bloccata dal 1964. Un provvedimento sollecitato dal cardinale Angelo Becciu e accolto con grande piacere da tanti fedeli che sperano nella sua Beatificazione da parte della Chiesa. Per la Beatificazione è necessario un miracolo ottenuto per sua intercessione. Siamo fiduciosi che tante preghiere elevate dai fedeli otterranno dalla sua intercessione grazie e miracoli.  

P.Fortunato Ciomei e D.D.

 

■ Relazione sulla Missione popolare a La Maddalena nel 1904.

La Maddalena: 12.000 abitanti; missione dal 1 al 21 maggio. Predicatori: Manzella e Valentino.

“Maddalena! Terra veramente degna della patrona prima della conversione. È una popolazione eterogenea, costituita da persone provenienti da vari paesi dell’isola e del continente. Tale situazione si registra anche nel comportamento religioso: massoneria, valdismo, increduli e non praticanti formano i diciannove/ventesimi. La nefasta tomba di Caprera che la prospetta pare che con i suoi miasmi infernali tutta ne abbia appestata l’aria ed il suolo talmente da renderlo persino incapace di fecondità, come il suolo che attornia il celebre Mar Morto! Gli opifici governativi (l’arsenale) sforzano i poveri operai ad un illegale e crudele lavoro festivo senza distinzione dai feriali. I numerosissimi militari mantengono la solita parte del malcostume. Il ministro protestante predica tre volte la settimana coadiuvato da un vice. La scomodità dell’unica chiesa, il carattere perfettamente inerte dei due sacerdoti, che per altro sembrano buoni: tutto concorre a far tristemente presagire l’esito della missione. Essendo scarso l’afflusso in chiesa, il Signor Manzella, ottenute le debite autorizzazioni, si recò nella zona lontana ed isolata detta Cantiere per predicarvi e celebrare all’aperto. Era opera troppo buona ed il demonio suscitò tutti i suoi degni figlioli massoni, protestanti e socialisti, i quali al momento di partire fanno emettere un decreto revocativo del permesso e proibitivo d’ogni radunanza religiosa in quel luogo. I missionari fecero intervenire il Prefetto il quale chiese spiegazioni al sindaco massone. Se il demone lavora, il buon Dio non dorme sulla salute delle anime e tutto coordina al miglior loro vantaggio: fu affittata una sala che divenne una succursale della scomoda chiesa parrocchiale e permise un migliore proseguimento della Missione.

(Nota: come si vede nella relazione i tempi non erano quelli del dialogo col mondo a cui ci ha invitati il Concilio Vaticano II. Quanto ad indifferenza religiosa ce n’è anche oggi, ma in confronto ad allora oggi, nonostante tutto, va un po’ meglio

D.D.

 

Condoglianze ai famigliari di Pasqualina Masala che è tornata alla casa del Padre Celeste.

 

 

Programma del pellegrinaggio delle reliquie di Padre Pio da Pietrelcina in visita a La Maddalena

 Venerdì 8 novembre

h. 9.30 arrivo e accoglienza delle reliquie nella chiesa di S. M. Maddalena

h. 10.30 S. Rosario

h. 11.00 S. Messa per gli ammalati – Mons. S.Sanguinetti

h. 15.00 Coroncina alla Divina Misericordia e S. Rosario

h. 16.45 S. Rosario e Vespri

h. 17.30 Catechesi – padre Fortunato Grottola

h. 18.00 S. Messa per il volontariato.

h. 21.00 Veglia di preghiera

 

Sabato 9 novembre

h. 8.00 Lodi mattutine

h. 8.30 S. Messa

Mattinata dedicata ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio

h.10.00 S. Rosario

h. 10.30 Catechesi – padre Fortunato Grottola

h.11.30 S. Messa

h. 15.00 Adorazione Eucaristica

h. 16.15 incontro con i bambini

h. 16.45 S. Messa per i bambini

h. 18.00 S. Messa

h. 21.00 Fiaccolata per le vie del centro

 

Domenica 10 novembre

h. 9.30 S. Messa

h. 11.00 S. Messa

h. 15.00 Coroncina alla Divina Misericordia e S.Rosario

h. 16.45 S. Rosario e Vespri

h. 17.30 Catechesi – padre Fortunato Grottola

h. 18.00 S. Messa per le famiglie con atto di affidamento.

 

Lunedì 11 novembre

h. 8.00 Lodi mattutine

h. 8.30 S. Messa conclusiva, saluto e partenza delle reliquie.

 

La chiesa sarà aperta dalle 7.30 alle 23.00.

Le celebrazioni eucaristiche saranno animate dai cori parrocchiali.

Diversi momenti di preghiera saranno animati dai gruppi parrocchiali.

Durante le celebrazioni sarà disponibile un sacerdote per le confessioni.

 

  

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

1. Giovedì 31 ottobre vigilia della Solennità di tutti i Santi.

h. 16.15 S. Messa prefestiva.

 

2. Venerdì 1 novembre solennità di Tutti Santi, festa di precetto, le S. Messe come la domenica.

 

3. Sabato 2 novembre – Commemorazione dei fedeli defunti

h. 9.00 – S. Messa a Moneta

h. 11.00 – S. Messa al cimitero

h. 16.15 – S. Messa prefestiva a Moneta.

 

4. Martedì 5 novembre

Alle ore 19.00 nel salone dell’Oasi Serena incontro di preparazione alla Cresima per adulti.

 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1. Domenica 27 ottobre

h. 11.00 S. Messa con il conferimento del Sacramento della Cresima.

 

2. Giovedì 31 ottobre vigilia della Solennità di tutti i Santi

h. 16.30 S. Messa nella Cappella dell’Ospedale civile.

h. 18.00 S. Messa nella Parrocchia di S.Maria Maddalena

 

3. Venerdì 1 novembre Solennità di tutti i Santi. Giornata della santificazione universale.

Gli orari delle S. Messe come la domenica.

 

4. Sabato 2 novembre Commemorazione dei fedeli defunti.

Orari delle S. Messe:

h. 8.00 Due Strade

h. 8.30 Parrocchia S. Maria Maddalena

h. 11.00 Cimitero

h. 15.00 Cimitero

h. 16.30 Cappella Ospedale civile (prefestiva)

h. 18.00 Parrocchia S. Maria Maddalena per tutti i defunti dell’anno (prefestiva)

  

 5. Domenica 3 novembre

● Ingresso di Don Roberto Aversano nella Parrocchia di Cristo Re a Valledoria.

La partenza sarà alle ore 14.15 con il traghetto della Delcomar, la S.Messa a Valledoria alle ore 17.30. Chi fosse interessato a partecipare può chiedere informazioni in Sacrestia o nell’ufficio parrocchiale.

● h. 17.00 S.Messa alla “Sacra Famiglia” a Padule.

 

6. Martedì 5 novembre

Alle ore 19.00 nel salone dell’Oasi Serena incontro di preparazione alla Cresima per adulti.

 

7. Giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 novembre pellegrinaggio a Carloforte, per la festa della Madonna dello Schiavo. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al numero 3491534378 o in Sacrestia.

 

 

 

 

M A G I S T E R O

 

LA PREGHIERA È IL PRIMO SOSTEGNO DEL POPOLO DI DIO PER I MISSIONARI

VANGELO LUCA 18 1 8  La seconda Lettura della liturgia di oggi ci propone l’esortazione che l’apostolo Paolo rivolge al suo fedele collaboratore Timoteo: «Annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento» (2Tm 4,2). Il tono è accorato: Timoteo deve sentirsi responsabile dell’annuncio della Parola.

La Giornata Missionaria Mondiale che si celebra oggi, è un’occasione propizia affinché ogni battezzato prenda più viva coscienza della necessità di cooperare all’annuncio della Parola, all’annuncio del Regno di Dio mediante un impegno rinnovato.

Nel mutato contesto odierno, il messaggio di Benedetto XV di cui alla Lettera apostolica Maximum illud è ancora attuale e stimola a superare la tentazione di ogni chiusura autoreferenziale e ogni forma di pessimismo pastorale, per aprirci alla novità gioiosa del Vangelo. In questo nostro tempo, segnato da una globalizzazione che dovrebbe essere solidale e rispettosa della particolarità dei popoli, e invece soffre ancora della omologazione e dei vecchi conflitti di potere che alimentano guerre e rovinano il pianeta, i credenti sono chiamati a portare ovunque, con nuovo slancio, la buona notizia che in Gesù la misericordia vince il peccato, la speranza vince la paura, la fraternità vince l’ostilità. Cristo è la nostra pace e in Lui ogni divisione è superata, in Lui solo c’è la salvezza di ogni uomo e di ogni popolo.

Per vivere in pienezza la missione c’è una condizione indispensabile: la preghiera, una preghiera fervorosa e incessante, secondo l’insegnamento di Gesù proclamato anche nel Vangelo di oggi, in cui Egli racconta una parabola «sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai» (Lc 18,1). La preghiera è il primo sostegno del popolo di Dio per i missionari, ricca di affetto e di gratitudine per il loro difficile compito di annunciare e donare la luce e la grazia del Vangelo a coloro che ancora non l’hanno ricevuta. È anche una bella occasione oggi per domandarci: io prego per i missionari? Prego per coloro che vanno lontano per portare la Parola di Dio con la testimonianza? Pensiamoci.

Maria, Madre di tutte le genti, accompagni e protegga ogni giorno i missionari del Vangelo.

(ANGELUS – Domenica 20/10/2019)

 

 

LA TUA VITA È UNA MISSIONE PREZIOSA: NON È UN PESO DA SUBIRE, MA UN DONO DA OFFRIRE

 

Dalle Letture ascoltate vorrei cogliere tre parole: un sostantivo, un verbo e un aggettivo. Il sostantivo è il monte: ne parla Isaia, profetizzando di un monte del Signore, alto sopra i colli, a cui affluiranno tutte le genti. Il monte ritorna nel Vangelo, dato che Gesù, dopo la sua risurrezione, indica ai discepoli come luogo di ritrovo un monte della Galilea . Sembra che il monte sia il luogo dove Dio ami dare appuntamento all’umanità intera. È il luogo dell’incontro con noi, come mostra la Bibbia dal Sinai al Carmelo fino a Gesù, che proclamò le Beatitudini sulla montagna, si trasfigurò sul monte Tabor, diede la vita sul Calvario e ascese al cielo dal Monte degli Ulivi. Il monte, luogo dei grandi incontri tra Dio e l’uomo, è anche il posto dove Gesù trascorse ore e ore in preghiera, a unire terra e Cielo, noi suoi fratelli al Padre.

Che cosa dice a noi il monte? Che siamo chiamati ad avvicinarci a Dio e agli altri: a Dio, l’Altissimo, nel silenzio, nella preghiera, prendendo le distanze dalle chiacchiere e dai pettegolezzi che inquinano. Ma anche agli altri, che dal monte si vedono in un’altra prospettiva, quella di Dio che chiama tutte le genti.

Un verbo accompagna il sostantivo monte: salire. Isaia ci esorta: «Venite, saliamo sul monte del Signore». Non siamo nati per stare a terra, per accontentarci di cose piatte, siamo nati per raggiungere le altezze, per incontrare Dio e i fratelli. Salire costa fatica, ma è l’unico modo per vedere tutto meglio, come quando si va in montagna e solo in cima si scorge il panorama più bello e si capisce che non lo si poteva conquistare se non per quel sentiero sempre in salita.

E come in montagna non si può salire bene se si è appesantiti di cose, così nella vita bisogna alleggerirsi di ciò che non serve. È anche il segreto della missione: per partire bisogna lasciare, per annunciare bisogna rinunciare. L’annuncio credibile non è fatto di belle parole, ma di vita buona: una vita di servizio, che sa rinunciare a tante cose materiali che rimpiccioliscono il cuore, rendono indifferenti e chiudono in sé stessi; una vita che si stacca dalle inutilità che ingolfano il cuore e trova tempo per Dio e per gli altri. Possiamo chiederci: la mia strada è in salita o in “arrampicamento”?

Se il monte ci ricorda ciò che conta – Dio e i fratelli –, e il verbo salire come arrivarci, una terza parola risuona oggi come la più forte. È l’aggettivo tutti, che prevale nelle Letture: «tutte le genti», diceva Isaia; «tutti i popoli», abbiamo ripetuto nel Salmo; Dio vuole «che tutti gli uomini siano salvati», scrive Paolo; «andate e fate discepoli tutti i popoli», chiede Gesù nel Vangelo. Il Signore è ostinato nel ripetere questo tutti. Sa che noi siamo testardi nel ripetere “mio” e “nostro”: le mie cose, la nostra gente, la nostra comunità…, e Lui non si stanca di ripetere: “tutti”. Tutti, perché nessuno è escluso dal suo cuore, dalla sua salvezza; tutti, perché il nostro cuore vada oltre le dogane umane, oltre i particolarismi fondati sugli egoismi che non piacciono a Dio. Tutti, perché ciascuno è un tesoro prezioso e il senso della vita è donare agli altri questo tesoro. Ecco la missione: salire sul monte a pregare per tutti e scendere dal monte per farsi dono a tutti.

Salire e scendere: il cristiano, dunque, è sempre in movimento, in uscita. Andate è infatti l’imperativo di Gesù nel Vangelo. Tutti i giorni incrociamo tante persone, ma – possiamo chiederci – andiamo incontro alle persone che troviamo? Facciamo nostro l’invito di Gesù o ce ne stiamo per i fatti nostri? Tutti si aspettano cose dagli altri, il cristiano va verso gli altri. Il testimone di Gesù non è mai in credito di riconoscimento dagli altri, ma in debito di amore verso chi non conosce il Signore. Il testimone di Gesù va incontro a tutti, non solo ai suoi, nel suo gruppetto. Gesù dice anche a te: “Va’, non perdere l’occasione di testimoniare!”. Fratello, sorella, il Signore si aspetta da te quella testimonianza che nessuno può donare al tuo posto. «Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita, […] così la tua preziosa missione non andrà perduta» .

Ciascuno di noi “è una missione su questa terra”. Siamo qui per testimoniare, benedire, consolare, rialzare, trasmettere la bellezza di Gesù. Coraggio, Lui si aspetta tanto da te! Il Signore ha una sorta di ansia per quelli che non sanno ancora di essere figli amati dal Padre, fratelli per i quali ha dato la vita e lo Spirito Santo. Vuoi placare l’ansia di Gesù? Vai con amore verso tutti, perché la tua vita è una missione preziosa: non è un peso da subire, ma un dono da offrire. Coraggio, senza paura: andiamo verso tutti! (S.MESSA per la Giornata Mondiale Missionaria - OMELIA XXIX Domenica del Tempo Ordinario, 20 ottobre 2019)

 

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI -«Dio ha aperto ai pagani la porta della fede» (At 14,27). La missione di Paolo e Barnaba e il concilio di Gerusalemme

 

Il libro degli Atti degli Apostoli narra che San Paolo, dopo quell’incontro trasformante con Gesù, viene accolto dalla Chiesa di Gerusalemme grazie alla mediazione di Barnaba e inizia ad annunciare Cristo. Però, a causa dell’ostilità di alcuni, è costretto a trasferirsi a Tarso, la sua città natale, dove Barnaba lo raggiunge per coinvolgerlo nel lungo viaggio della Parola di Dio.

Paolo e Barnaba arrivano dapprima ad Antiochia di Siria, dove si fermano un anno intero per insegnare e aiutare la comunità a mettere radici (cfr At 11,26). Annunziavano alla comunità ebraica, ai giudei. Paolo e Barnaba incidono sui cuori dei credenti, che qui, ad Antiochia, vengono chiamati per la prima volta «cristiani».

La Chiesa è “in uscita” o non è Chiesa, o è in cammino allargando sempre il suo spazio affinché tutti possano entrare, o non è Chiesa. «Una Chiesa sempre con le porte aperte» . Quando vedo qualche chiesetta con le porte chiuse, questo è un segnale brutto. Le chiese devono avere sempre le porte aperte perché questo è il simbolo di cosa è una chiesa: sempre aperta. La Chiesa è «chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre. [...] Così che, se qualcuno vuole seguire una mozione dello Spirito e si avvicina cercando Dio, non si incontrerà con la freddezza di una porta chiusa» .

Però questa novità delle porte aperte a chi?. Ai pagani, perché gli Apostoli predicavano ai giudei, ma sono venuti anche a bussare alla porta della Chiesa i pagani; e questa novità delle porte aperte ai pagani scatena una controversia molto animata. Alcuni giudei affermano la necessità di farsi giudei mediante la circoncisione per salvarsi, e poi ricevere il battesimo.   E per dirimere la questione, Paolo e Barnaba consultano il consiglio degli Apostoli e degli anziani a Gerusalemme, e ha luogo quello che è ritenuto il primo concilio della storia della Chiesa, il concilio o assemblea di Gerusalemme. Viene affrontata una questione teologica, spirituale e disciplinare molto delicata: cioè il rapporto tra la fede in Cristo e l’osservanza della Legge di Mosè. Decisivi nel corso dell’assemblea sono i discorsi di Pietro e Giacomo, «colonne» della Chiesa-madre . Essi invitano a non imporre la circoncisione ai pagani, ma a chiedere loro soltanto di rigettare l’idolatria e tutte le sue espressioni. Dalla discussione viene la strada comune, e tale decisione, ratificata con la cosiddetta lettera apostolica inviata ad Antiochia.

L’assemblea di Gerusalemme ci offre una luce importante sulle modalità con cui affrontare le divergenze e ricercare la «verità nella carità» (Ef 4,15). È lo Spirito che aiuta a superare le chiusure e le tensioni e lavora nei cuori perché giungano, nella verità e nel bene, perché giungano all’unità. Questo testo ci aiuta a comprendere la sinodalità. È proprio della sinodalità, la presenza dello Spirito Santo, altrimenti non è sinodalità, è parlatorio, parlamento, altra cosa …

(UDIENZA GENERALE – Mercoledì 23/10/2019) a cura di A. Panzera

 
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