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n°37 Sabato 21 Settembre 2019

 

EDITORIALE

La scuola: luogo di crescita umana

ACQUA E PIANTINA 21092019 In questi giorni, tantissimi bambini, ragazzi e giovani hanno ripreso la scuola, qualcuno è passato di grado, altri proseguono nello stesso istituto, qualcuno magari ha cambiato città o docenti…ma tutti costoro stanno iniziando un percorso molto importante. Ma alla fine cos’è la scuola? A che serve? Forse è la domanda che tutti ci siamo fatti almeno una volta all’anno. Ecco: la scuola è il cuore di una comunità, è il luogo in cui il passato, il presente e il futuro prende forma. Però, se ci guardiamo attorno vediamo tante cose che non vanno bene in essa…che possiamo fare? Da sacerdote e docente penso a due cose: sostenere di più i docenti, riporre in loro più fiducia; creare modalità giuste per la crescita di ogni singolo bambino, ragazzo, giovane…non sono tutti uguali, hanno qualità, interesse e impostazioni diverse, ma dobbiamo trovare in loro l’ingranaggio giusto. Domenica scorsa, durante la Santa Messa delle ore 11 abbiamo pregato per l’inizio del nuovo anno scolastico e ho impartito la benedizione a tutti gli alunni e i docenti presenti, alla fine ho voluto consegnare dei segni ai ragazzi: una matita, una gomma, un temperino e un righello. Ognuno di essi ha un significato ben preciso: ognuno di noi è una matita che deve scrivere la propria storia, ma spesso essa si spunta e ha bisogno di essere temperata, si perde qualcosa, ma per lasciare il segno è necessario; spesso si sbaglia, allora abbiamo bisogno di correggere, ma niente paura, c’è ancora spazio; infine un righello, siamo abituati a misurare ogni cosa, ma come diceva Santa Bernadette “La misura dell’Amore è amare senza misura”.

Alla fine di tutto che voglio dire? Che io credo ancora nella comunità scolastica, che non sia solo un luogo di passaggio di questi anni, ma che sia il cuore della società, un luogo di crescita umana, culturale e intellettuale di tutti i membri. Mi piacerebbe una cosa per la nostra realtà isolana; vedo tanti docenti di fede cattolica che vivono il loro cammino di fede, perché non incontrarci e parlare dell’importanza attuale dell’educazione e in che maniera noi cristiani possiamo essere nel mondo scolastico “il sale della terra?”.                                    

Don Davide

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

■ Giornate di festa per Maria Bambina.

FESTA MONETA 8 SETTEMBRE 2019 (2)Il giorno 30 Agosto ricorreva il 23° anniversario della morte di don Giuseppe Riva, primo parroco di Moneta, nonché ideatore e fondatore di quella grandiosa opera che è l’Oasi Serena e di tutti i locali annessi. In quel giorno, come ogni anno, è iniziata la novena dedicata a Maria Bambina, la nostra compatrona, ed è terminata la vigilia della festa dell’ 8 settembre, proprio nel giardino dell’Oasi, con la Messa per gli anziani e ammalati, entrando così nel vivo dei festeggiamenti per la sua natività. La Messa è stata curata in ogni particolare dai volontari ospedalieri che tanto s’impegnano nel loro volontariato, portando aiuto e conforto alle persone ricoverate nell’ospedale e, con l’aiuto dei ministri straordinari dell’Eucaristia, anche nelle case. Era presente l’amministrazione comunale, il comitato delle feste patronali e tante persone fra le quali persone anziane e ammalate che sono state accompagnate dai volontari.

La Messa, celebrata da don Andrea Domanski, ha visto la presenza della Confraternita del Getsemani, che dà sempre un tocco di solennità alle celebrazioni, ed è stata animata dalle voci del coro di Gesù Bambino di Praga, di Due Strade. Come è ormai tradizione, l’altare per la celebrazione della Messa, viene posto ai piedi della Madonnina dell’Arsenale, attorniato dal verde degli alberi con accanto la statua di Maria Bambina. “la sofferenza fa parte della vita” ha detto don Andrea nell’omelia, “sia per la malattia o per altri problemi di ogni genere, ma il Signore si è fatto solidale con noi, sa quello che noi viviamo: anche lui ha sperimentato il dolore e la sofferenza, così come li ha sperimentati sua Madre”. I volontari ospedalieri hanno preparato la processione offertoriale con viveri per i bisognosi, fiori, dolci e altri doni e si sono occupati anche delle preghiere dei fedeli. Hanno anche donato ai presenti un plico colorato con una bella poesia in ricordo di questa giornata. Poi, al termine della Messa, mentre la banda dell’oratorio San Domenico Savio ci rallegrava con la sua musica, ci siamo ritrovati tutti nel salone dell’oasi per poter gustare tanti bei manicaretti, sia dolci che salati, preparati dai volontari e dalle signore dell’oasi. C’era veramente di tutto! Qualche inconveniente c’è stato la sera in piazza don Giuseppe Riva, dove il comitato aveva organizzato una serata di ballo con il gruppo Romagna e aveva anche preparato ottimi hot – dog. Il problema è stato la mancanza della corrente elettrica, ma anche se le persone non erano tante, si sono potuti divertire ugualmente e ballare al ritmo di una coinvolgente musica. Per la festa dell’8, la Messa viene sempre celebrata in piazza don Giuseppe Riva, ma quest’anno per il forte vento, don Andrea ha giustamente pensato di spostarla e così, posizionato l’altare sulla terrazza del giardino dell’Oasi, abbiamo potuto partecipare alla Messa a ridosso del vento. FESTA MONETA 8 SETTEMBRE 2019 (1)Con le note dell’Ave Maria, il coro San Giovanni Bosco che ha animato la celebrazione, ha accolto il Vescovo Mons. Sebastiano Sanguinetti, che nonostante i suoi impegni non è voluto mancare alla festa di Maria Bambina, il cui simulacro raffigurante Maria in fasce, è stato portato a braccio dalla confraternita del Getsemani, i sacerdoti don Andrea, don Domenico Degortes e Padre Roberto Marciniak, venuto per sostituire don Andrea nel mese di settembre. Davvero tante le persone presenti insieme alle autorità civili e militari, il comitato classe ’69 e la banda dell’oratorio san Domenico Savio. Nel salutare le persone presenti il Vescovo ha introdotto la Messa dicendo che celebrare la natività della Vergine Maria è veramente una grazia, una grazia che viviamo e che accogliamo per farla fruttificare e ha esteso i suoi saluti, oltre che ai sacerdoti e alle autorità, a tutta la comunità maddalenina. Poi nella sua omelia, parlando della solennità di questa festa si è così espresso citando Dante nel suo magnifico brano poetico sulla Madonna: “Maria è colei che è stata generata da Dio e a sua volta è stata generatrice del figlio, colei che ha generato colui che ha creato il mondo. Una missione davvero straordinaria per l’umile ragazza di Nazareth! I Padri della chiesa avevano definito la nascita di Maria “l’apparire della prima luce dell’alba”, l’alba che precede la nascita del sole che è Cristo!” Dopo la messa una processione molto partecipata con ordine e devozione: il comitato portava Maria Bambina tra le preghiere, i canti e le musiche della banda. Solo una nota stonata: durante il tragitto porte e finestre quasi tutte chiuse senza nessun segno di devozione al passaggio di Maria Bambina. La festa dell’8 settembre fa parte della storia della nostra comunità e sarebbe bello vedere come un tempo le vie e le case addobbate a festa per onorare la nostra compatrona.

 Dobbiamo però ringraziare il comitato che, con il suo lavoro fatto con il cuore, ci ha permesso di festeggiare al meglio questo giorno.

Dopo l’ottima cena in piazza don Giuseppe Riva è seguito uno spettacolo musicale che ha coinvolto tutti i presenti. Anche se la serata era fredda per via del vento, gli animi si sono riscaldati cantando e ballando al ritmo della bella musica. Così come una volta per questi festeggiamenti si facevano tante gare sportive, adesso, grazie alla volontà di don Andrea si sono svolte gare nei campetti dell’oratorio san Domenico Savio e san Giovanni Bosco, rispettando così la tradizione. Il giorno 6 c’è stato il triangolare di calcio a 5 con la partecipazione della Capitaneria di Porto, pratiche automobilistiche Contini e oratorio, mentre il giorno 7 c’è stato il mini torneo dei bambini e ragazzi, curato dal responsabile del settore sportivo dell’oratorio Nino Canu. Dunque anche quest’anno grazie alla buona volontà di tante persone la festa è stata bellissima e la natività di Maria è stata festeggiata alla grande!!

       Maria Vitiello

 

Il Comitato Classe 69’ per l’8 settembre.

I giorni 7 e 8 settembre si sono svolte, nel rione di Moneta, le celebrazioni della festa di Maria Bambina. Sabato 7 nella giornata dedicata ai malati e agli anziani, presso il Giardino dell”Oasi Serena”, è stata concelebrata la Santa Messa da Don Andrea Domanski e Don Domenico Degortes. Alle 21.30 in Piazza Don Riva i presenti, nonostante un fastidioso vento di maestrale, si sono potuto divertire con i balli di gruppo grazie all’accompagnamento del gruppo “Romagna”.

Domenica 8 si è svolta, sempre presso il giardino dell’Oasi Serena, la Santa Messa preseduta dal S.E. Mons. Sebastiano Sanguinetti e subito dopo la processione che, accompagnata dalla Banda Musicale dell’Oratorio S. Domenico Savio di Moneta, ha percorso alcune vie del rione di Moneta tanto caro al compianto Don Giuseppe Riva. Al rientro della processione Don Andrea Domanski ha congedato tutti con la solenne benedizione dando appuntamento alle 20.30 in piazza Don Riva, dove si è potuto partecipare alla cena e all’intrattenimento musicale di Stefano Signoroni & M.C. Si è proceduto quindi all’estrazione dei biglietti della Lotteria di Santa Maria Maddalena 2019 alla presenza del delegato del Comune Giuseppe Salmeri.

Il ringraziamento particolare va all’Amministrazione Comunale per il supporto morale, logistico ed economico che ha concesso a questo Comitato, alla Delcomar Compagnia di Navigazione, al Grand Hotel Resort Ma & Ma, alla CONAD che ha avuto un’enorme disponibilità e generosità, alla tipografia Rossi per la pazienza dimostrata, alla protezione civile che con uomini e mezzi ha permesso che tutto si svolgesse in totale sicurezza, la squadra manutenzioni del Comune e la Società Maddalena Ambiente per aver pulito e sistemato piazza Don Riva e dintorni. Grazie a Gavino Mura e la famiglia, Luigi Roberto, Emanuela e Maria per le frittelle. Grazie anche all’Associazione Volontari Ambulanza (AVA) presenti con i loro mezzi. Grazie alle amiche dell’Oasi Serena per gli squisiti dolci, al panificio Benatti ed a tutti gli altri Sponsor che ci hanno aiutato in un modo encomiabile.

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito in modo straordinario con l’acquisto dei biglietti della lotteria e complimenti ai fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi un premio. COMPLIMENTI DI NUOVO!

Ed infine un sentito grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa festa.

FORZA LA MADDALENA          

  Il Comitato

 

■Celebrazione a Moneta della battaglia di La Maddalena

MONUMENTO CADUTI MONETA 21092019Venerdì 13 settembre a Moneta c'è stata un'importante giornata di commemorazione della battaglia di La Maddalena del 9-13 settembre 1943. Dopo la visita al Sacrario militare del Civico Cimitero e la deposizione di una corona, alle 10.30 a Moneta, c'è stata la cerimonia d'inaugurazione del monumento che è stato realizzato dall'architetto Almo Bramucci, in memoria dei 28 giovani che in quella battaglia hanno perso la vita.

Oltre al sindaco Luca Montella e l'amministrazione comunale erano presenti tante autorità civili e militari, il picchetto d'onore, tanti sindaci venuti da varie parti della Sardegna, rappresentanti comunali con i loro gonfaloni, i rappresentanti delle sezioni ANPI, il comitato celebrativo Capitano di Vascello MOVM Carlo Avegno. C'era anche la Brigata Sassari che con la sua musica e inni, ha reso solenni quegli emozionanti momenti! Sono intervenuti in tanti e alla fine il Vescovo S.E.MONS. Sebastiano Sanguinetti ha impartito la benedizione. È stata davvero una bellissima cerimonia alla quale è seguita subito dopo la Messa in suffragio dei caduti, nell'adiacente piazza don Giuseppe Riva, presieduta proprio dal Vescovo e concelebrata da don Sandro Serreri, don Domenico Degortes e don Davide Mela. È stata animata dalle voci del coro di Due Strade di Gesù Bambino di Praga. Mons. Sanguinetti all'inizio della celebrazione ha voluto porgere il suo saluto a tutte le autorità presenti, a tutti gli ospiti e un saluto particolarmente affettuoso ai parenti dei caduti. Ha sottolineato che con la Messa s'intendeva inquadrare anche in chiave religiosa quella giornata così importante, quella memoria doverosa nei confronti di un gesto che merita di essere ricordato, del sangue versato da quei 28 giovani, in difesa della libertà e della democrazia. Nell'omelia poi ha saputo trovare le parole giuste per quella commemorazione che qui riporto: "La Chiesa e il Vangelo non celebrano mai la guerra, ma celebrano sicuramente la libertà; la libertà dell'uomo, la libertà di una comunità, la libertà della società. La vita di questi 28 giovani è stata una vita donata agli altri, alla patria, dando così alla comunità maddalenina e nazionale, la possibilità di una rinascita su basi nuove. La nostra celebrazione Eucaristica è anche un gesto di riconoscenza verso questi giovani che hanno dato la propria vita, un modo di dire loro grazie, grazie per aver lasciato un'eredità di pace, di giustizia e di libertà". Tra le preghiere dei fedeli, una in particolare a coloro che hanno servito la patria fino al sacrificio della vita per la difesa del bene comune e sono stati ricordati tutti i loro nomi. Il Vescovo prima d'impartire la benedizione finale ha così detto: "Mi auguro che l'esempio e la memoria di questi eroi possa lasciare tracce profonde nella vita di ciascuno di noi e nelle nuove generazioni, affinché possiamo contribuire a costruire una società sempre più giusta, sempre più pacifica e pacificante". Ha poi ringraziato i presenti di tutto ciò che abbiamo vissuto insieme, per quel contributo di preghiera nella celebrazione Eucaristica nel commemorare quella importante e commovente giornata!

           Maria Vitiello

 

■ Formazione Educatori .

FORMAZIONE EDUCATORI 21092019Alla base del servizio educativo, c’è il proprio cammino formativo, non posso donarmi se prima non mi confronto con colui che si è donato la prima volta per me. All’inizio dell’anno pastorale è importante la formazione degli educatori, in modo particolare questa settimana si è iniziato il cammino formativo per le catechiste, che nei locali di Moneta sono state guidate da Padre Roberto Marciniak nella conoscenza e confronto col Vangelo di Matteo, il quale sarà la guida del cammino liturgico dell’Anno A che vivremo dal prossimo Avvento. Padre Roberto ha sottolineato molto bene la storia, la struttura, i contenuti di questo Vangelo, il quale aiuterà molto il tema guida dell’anno pastorale: Essere Chiesa; proprio perché la realtà ecclesiale è molto presente in Esso.

Questo è stato solo l’inizio degli incontri formativi. Domenica 6 ottobre è già in programma il secondo incontro per le catechiste e per tutti gli educatori dell’oratorio, con don Valerio Baresi, salesiano, che terrà l’incontro sulla tematica: Gestione del gruppo; un incontro che avrà anche una parte laboratoriale; si terrà nel pomeriggio presso i locali di Moneta.

Ma la formazione è solo all’inizio, avremo altri sacerdoti ospiti che aiuteranno nella formazione, per far sì che possiamo essere ben formati per l’evangelizzazione e l’educazione delle nuove generazioni.

 

■Cercasi collaboratori.

L’oratorio sta riprendendo le sue attività e ne sta iniziando di nuove, a c’è bisogno di collaboratori, educatori, cortilai, nella formazione delle nuove generazioni tutti dobbiamo sentirci messi in gioco, nessuno escluso, non si può demandare ad altri; invito quindi parrocchiani, ma soprattutto genitori dei bambini e ragazzi in formazione a dare la propria disponibilità per aiutare alla crescita delle nuove generazioni. Potete fare riferimento a me per un confronto e per valutare in che modo potete dare il vostro contributo.

 

■ Cammino d’iniziazione Cristiana (Catechismo).

Cari genitori, siamo all’inizio del nuovo anno pastorale e riprendono gli incontri di formazione cristiana per i vostri figli, in questi giorni sto iniziando ad incontrare voi e dalla prossima settimana riprenderanno gli incontri di formazione. Per coloro che iniziano il primo anno sono aperte le iscrizioni, i giorni d’iscrizione per i bambini di terza elementare saranno:

 

  • Lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 settembre presso la parrocchia di Santa Maria Maddalena nella biblioteca parrocchiale dalle ore 18.00 alle ore 19.00.

 

  • Lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 settembre dalle ore 17,00 alle ore 18,30 presso la Parrocchia dell’Agonia di N.S.G.C. a Moneta.

 

Ricordo che in questo cammino, in cui si sviluppano la scelta e le responsabilità, sono importanti i due appuntamenti: l’incontro di formazione settimanale e la Santa Messa domenicale.   

                            Don Davide Mela

 

■ Un buon libro è una finestra che si apre sull'universo intero.

BIBLIOTECA COMUNALE 21092019Nel periodo di vacanze che ho trascorso a La Maddalena, mi sono recata più volte alla biblioteca per prendere in prestito dei libri da leggere sulla spiaggia davanti al mare meraviglioso di quest'isola.

Ho conosciuto i bibliotecari: Maria, Ornella e Rossano e ne ho apprezzato, da subito, la squisita gentilezza, la professionalità e la passione con le quali svolgono il loro lavoro. Con piacere ho notato come questa biblioteca sia molto nutrita di libri di vario genere e aggiornata con testi di ultima pubblicazione e con tutti quelli che hanno vinto, recentemente, anche i premi letterari. Mi sono detta: "Neanche la mia biblioteca di quartiere a Roma dove vivo, è così al passo con le novità letterarie!".

Non solo mi hanno accolto con il sorriso, ma hanno dimostrato la loro disponibilità anche nell'indirizzarmi nella scelta di alcuni volumi, una volta individuato il genere da me preferito.

Mi sono lasciata guidare e devo dire che ogni testo è stato selezionato veramente con cura.

Ho letto più di una decina di romanzi e ognuno mi ha lasciato un segno e ha contribuito a farmi crescere con i valori e i messaggi che mi ha trasmesso.

Tra i tanti desidero citarne solo uno: "Al mattino stringi forte i desideri" di Natasha Lusenti, Garzanti editore. Racconta la storia di tutti noi quando siamo spaventati perché dobbiamo ripartire da zero e anche di quando ci dimentichiamo che il bello della vita è nelle piccole cose, nei rapporti umani veri, nei sorrisi e negli occhi di uno sconosciuto.

Emilia, la protagonista, dopo aver perso il lavoro e le redini della sua vita, si ritrova a ricominciare da una nuova casa e da nuovi inquilini che vorrebbe conoscere "in modo vero" perché è stufa di persone che non salutano o di fredde frasi di circostanza. Per conseguire il suo obiettivo cerca, ogni mattina, di scrivere dei messaggi sulle sue sensazioni, sui ricordi e le sue speranze, che poi appende nella bacheca del condominio, invitando ad una riflessione i suoi vicini di casa che rincorrono la vita senza più fermarsi ad apprezzare le cose semplici. Solo un bambino, all'inizio, li leggerà e farà da tramite per favorire l''amicizia anche con gli altri.

Il suo primo biglietto inizia così: "Questa mattina mi sono svegliata e mi è venuta voglia di chiedervi quando è stata l'ultima volta in cui siete stati felici. Per capire se a voi viene più facile che a me...".

Questo testo mi ha aiutato ad aprirmi verso gli altri e a riscoprire l'importanza di costruire una nuova amicizia o di coltivarne una già iniziata, soprattutto, in vacanza dove cerco, quasi sempre, di "isolarmi nell'isola" per riposare meglio. Io e il mare e basta! Mi dico ogni estate.

Pagina dopo pagina, domanda dopo domanda, posta da Emilia nei suoi biglietti, mi sono ritrovata, invece, coinvolta e chiamata in prima persona a tentare di dare anch'io delle risposte. Cosa assolutamente non facile!

Io mi sono mai preoccupata di chiedere alle persone che mi ruotano intorno quotidianamente, guardandoli negli occhi, se sono felici? E dopo aver ricevuto una risposta negativa, mi sono adoperata a fare qualcosa per aiutarli ad esserlo? Solo alcune volte, mi rispondo.

Emilia, inoltre, invita tutti i Condomini a prendere un caffè da lei per familiarizzare e ancora mi sono chiesta quante volte io riesco ad aprire il mio cuore e la mia casa alle persone che frequento a La Maddalena e non solo? Figuriamoci agli estranei, in particolare, a quelli più disagiati come ci invitava anche Gesù nel Vangelo di Luca che abbiamo ascoltato qualche domenica fa: "Quando offri un banchetto, invita i poveri, storpi, zoppi, ciechi e sarai beato perché non hanno da ricambiarti..." È vero, a volte, anche piccoli gesti di attenzione verso gli altri, mi restano difficili!

Eppure in me un cambiamento anche se lieve c'è stato! Grazie a questo libro che mi ha aperto nuovi orizzonti e grazie, in primis, alla preghiera quotidiana con la quale ho sempre chiesto al Signore di aiutarmi a cambiare il cuore e di guarire la mia difficoltà nel relazionarmi con gli altri, a partire dalla mia famiglia, il miracolo è avvenuto. Due giorni prima di partire, ho telefonato a mia sorella che non vedevo da alcuni anni e le ho detto che sarei andata a trovarla per un abbraccio e la gioia è subito apparsa nei miei occhi. In aggiunta alle domande che pone l'autrice del libro, chiederei a me e poi ai miei fratelli se abbiamo nel nostro cuore la Gioia di Gesù che nasce come nel mio caso dal perdono, perché è solo da questa Gioia che sboccia la felicità umana. Allora e solo allora potremmo rispondere di essere veramente felici perché compiamo la volontà del Signore nella nostra vita come ci ha ricordato Gesù anche nel brano del Vangelo sopracitato. E mi domanderei ancora che cosa sto facendo perché questa Gioia che nasce dall'aver incontrato Gesù, contagi anche le persone che incontro nel mio cammino. Ecco, finalmente, la risposta che racchiude tutte le altre: "Devo lavorare ancora molto di più nella vigna del mio cuore e con tanto amore anche per la vigna del Signore".

La lettura di buoni libri ci apre veramente nuove finestre, ci fa maturare attraverso le storie raccontate nelle quali ci immedesimiamo perché ci ritroviamo nelle stesse situazioni e negli stessi sentimenti dei protagonisti e lasciano anche un seme dentro di noi. Un seme che il Padre Celeste farà germogliare se ci abbandoniamo nelle Sue mani perché LUI, per primo, ha a cuore la nostra felicità e ci ha creati per essere felici su questa terra e poi nel suo Regno dove la Gioia sarà eterna.

Un grazie speciale a Maria, Ornella e Rossano con affetto e stima.   

               Maria Giovanna Cilla

 

Condoglianze ai famigliari di Liliana Stelletti ved. Patanè che è tornata alla casa del Padre Celeste.

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1. Da sabato 5 ottobre cambiano gli orari delle S.Messe vespertine.

La S.Messa del sabato e dei giorni prefestivi sarà alle ore 16.15.

Nei giorni Feriali: lunedì ore 8.00;

da martedì a venerdì alle ore 17.30.

 

 

  

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Lunedì 23 settembre

Festa di San Pio da Pietrelcina

Alle ore 18.00 Rosario meditato, Vespri e S.Messa solenne alle ore 19.00.

 2) Venerdì 27 settembre

Festa di San Vincenzo de’ Paoli

Ore 18.00 Rosario, Vespri e S.Messa solenne alle ore 19.00.

 3) Domenica 29 settembre

Pellegrinaggio alla chiesa di S.Michele di Liscia, per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al numero: 3491534378.

 4) Da sabato 5 ottobre cambiano gli orari delle S.Messe vespertine:

Ore 16.30 sabato S.Messa all’Ospedale Civile.

Ore 18.00 S.Messa in parrocchia (nei giorni feriali e festivi).

 

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

 

M A G I S T E R O

 

“GESÙ ACCOGLIE I PECCATORI E LI INVITA ALLA SUA MENSA”

VANGELO LUCA 15 1 32 Il Vangelo di oggi (Lc 15,1-32) inizia con alcuni che criticano Gesù, vedendolo in compagnia di pubblicani e peccatori, e dicono con sdegno: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro» (v. 2). Questa frase si rivela in realtà come un annuncio meraviglioso. Gesù accoglie i peccatori e mangia con loro. È quello che accade a noi, in ogni Messa, in ogni chiesa: Gesù è contento di accoglierci alla sua mensa, dove offre sé stesso per noi. È la frase che potremmo scrivere sulle porte delle nostre chiese: “Qui Gesù accoglie i peccatori e li invita alla sua mensa”. E il Signore, rispondendo a quelli che lo criticavano, racconta tre parabole, tre parabole stupende, che mostrano la sua predilezione per coloro che si sentono lontani da Lui. Oggi sarebbe bello che ognuno di voi prendesse il Vangelo, il Vangelo di Luca, capitolo 15, e leggesse le tre parabole. Sono stupende.

Nella prima parabola dice: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta?» (v. 4) Chi di voi? Una persona di buon senso no: fa due calcoli e ne sacrifica una per mantenere le novantanove. Dio invece non si rassegna, a Lui stai a cuore proprio tu che ancora non conosci la bellezza del suo amore, tu che non hai ancora accolto Gesù al centro della tua vita, tu che non riesci a superare il tuo peccato, tu che forse per le cose brutte che sono accadute nella tua vita non credi nell’amore. Nella seconda parabola, tu sei quella piccola moneta che il Signore non si rassegna a perdere e cerca senza sosta: vuole dirti che sei prezioso ai suoi occhi, che sei unico. Nessuno ti può sostituire nel cuore di Dio. Tu hai un posto, sei tu, e nessuno può sostituirti; e anch’io, nessuno può sostituirmi nel cuore di Dio. E nella terza parabola Dio è padre che attende il ritorno del figlio prodigo: Dio sempre ci aspetta, non si stanca, non si perde d’animo. Perché siamo noi, ciascuno di noi quel figlio riabbracciato, quella moneta ritrovata, quella pecora accarezzata e rimessa in spalla. Egli attende ogni giorno che ci accorgiamo del suo amore. E tu dici: “Ma io ne ho combinate tante, ne ho combinate troppe!”. Non avere paura: Dio ti ama, ti ama come sei e sa che solo il suo amore può cambiare la tua vita.

Ma questo amore infinito di Dio per noi peccatori, che è il cuore del Vangelo, può essere rifiutato. È quello che fa il figlio maggiore della parabola. Egli non capisce l’amore in quel momento e ha in mente più un padrone che un padre. È un rischio anche per noi: credere in un dio più rigoroso che misericordioso, un dio che sconfigge il male con la potenza piuttosto che col perdono. Non è così, Dio salva con l’amore, non con la forza; proponendosi, non imponendosi. Ma il figlio maggiore, che non accetta la misericordia del padre, si chiude, compie uno sbaglio peggiore: si presume giusto, si presume tradito e giudica tutto in base al suo pensiero di giustizia. Così si arrabbia col fratello e rimprovera il padre: “Hai ammazzato il vitello grasso ora che è tornato questo tuo figlio” (cfr v. 30). Questo tuo figlio: non lo chiama mio fratello, ma tuo figlio. Si sente figlio unico. Anche noi sbagliamo quando ci crediamo giusti, quando pensiamo che i cattivi siano gli altri. Non crediamoci buoni, perché da soli, senza l’aiuto di Dio che è buono, non sappiamo vincere il male. Oggi non dimenticatevi, prendete il Vangelo e leggete le tre parabole di Luca, capitolo 15. Vi farà bene, sarà salute per voi.

Come si fa a sconfiggere il male? Accogliendo il perdono di Dio e il perdono dei fratelli. Succede ogni volta che andiamo a confessarci: lì riceviamo l’amore del Padre che vince il nostro peccato: non c’è più, Dio lo dimentica. Dio, quando perdona, perde la memoria, dimentica i nostri peccati, dimentica. È tanto buono Dio con noi! Non come noi, che dopo aver detto “non fa nulla”, alla prima occasione ci ricordiamo con gli interessi dei torti subiti. No, Dio cancella il male, ci fa nuovi dentro e così fa rinascere in noi la gioia, non la tristezza, non l’oscurità nel cuore, non il sospetto, ma la gioia.

Fratelli e sorelle, coraggio, con Dio nessun peccato ha l’ultima parola. La Madonna, che scioglie i nodi della vita, ci liberi dalla pretesa di crederci giusti e ci faccia sentire il bisogno di andare dal Signore, che ci aspetta sempre per abbracciarci, per perdonarci.

(Angelus - Domenica 15 settembre 2019)

 

  “NON VI ACCADA DI TROVARVI ADDIRITTURA A COMBATTERE CONTRO DIO!” (At 5,39).

 Cari fratelli e sorelle, proseguiamo la catechesi sugli Atti degli Apostoli. Davanti al divieto dei Giudei di insegnare nel nome di Cristo, Pietro e gli Apostoli rispondono con coraggio che non possono obbedire a chi vuole arrestare il viaggio del Vangelo nel mondo.

I Dodici mostrano così di possedere quella «obbedienza della fede» che vorranno poi suscitare in tutti gli uomini (cfr Rm 1,5). A partire dalla Pentecoste, infatti, non sono più uomini “soli”. Sperimentano quella speciale sinergia che li fa decentrare da sé e fa dire loro: «noi e lo Spirito Santo» (At 5,32) o «lo Spirito Santo e noi» (At 15,28). Sentono che non possono dire “io” solo, sono uomini decentrati da se stessi. Forti di questa alleanza, gli Apostoli non si lasciano intimorire da nessuno. Avevano un coraggio impressionante! Pensiamo che questi erano codardi: tutti sono scappati, sono fuggiti quando Gesù fu arrestato. Ma, da codardi sono diventati così coraggiosi. Perché? Perché era lo Spirito Santo con loro. Lo stesso succede a noi: se noi abbiamo dentro lo Spirito Santo, avremo il coraggio di andare avanti, il coraggio di vincere tante lotte, non per noi ma per lo Spirito che è con noi. Non retrocedono nella loro marcia di testimoni intrepidi di Gesù Risorto, come i martiri di tutti i tempi, compresi i nostri. I martiri, danno la vita, non nascondono di essere cristiani. Pensiamo, alcuni anni fa – anche oggi ce ne sono tanti - ma pensiamo quattro anni fa, quei copti ortodossi cristiani, veri lavoratori, sulla spiaggia della Libia: tutti sono stati sgozzati. Ma l’ultima parola che dicevano era “Gesù, Gesù”. Non avevano svenduto la fede, perché c’era lo Spirito Santo con loro. Questi sono i martiri di oggi! Gli Apostoli sono i “megafoni” dello Spirito Santo, inviati dal Risorto a diffondere con prontezza e senza esitazioni la Parola che dà salvezza.

E davvero, questa determinazione fa tremare il “sistema religioso” giudaico, che si sente minacciato e risponde con violenza e condanne a morte. La persecuzione dei cristiani è sempre lo stesso: le persone che non vogliono il cristianesimo si sentono minacciate e così portano la morte ai cristiani. Ma, in mezzo al sinedrio, si leva la voce diversa di un fariseo che sceglie di arginare la reazione dei suoi: si chiamava Gamaliele, uomo prudente, «dottore della Legge, stimato da tutto il popolo». Alla sua scuola San Paolo imparò a osservare “la Legge dei padri” (cfr At 22,3). Gamaliele prende la parola e mostra ai suoi fratelli come esercitare l’arte del discernimento dinanzi a situazioni che superano gli schemi consueti.

Egli dimostra, citando alcuni personaggi che si erano spacciati per Messia, che ogni progetto umano può riscuotere dapprima consensi e poi naufragare, mentre tutto ciò che viene dall’alto e porta la “firma” di Dio è destinato a durare. I progetti umani falliscono sempre; hanno un tempo, come noi. Pensate a tanti progetti politici, e come cambiano da una parte all’altra, in tutti i Paesi. Pensate ai grandi imperi, pensate alle dittature del secolo scorso: si sentivano potentissimi, pensavano di dominare il mondo. E poi sono crollate tutte. Pensate anche oggi, agli imperi di oggi: crolleranno, se Dio non è con loro, perché la forza che gli uomini hanno in se stessi non è duratura. Soltanto la forza di Dio dura. Pensiamo alla storia dei cristiani, anche alla storia della Chiesa, con tanti peccati, con tanti scandali, con tante cose brutte in questi due millenni. E perché non è crollata? Perché Dio è lì. Noi siamo peccatori, e anche tante volte diamo scandalo. Ma Dio è con noi. E Dio salva prima noi, e poi loro; ma sempre salva, il Signore. La forza è “Dio con noi”. Gamaliele dimostra, citando alcuni personaggi che si erano spacciati per Messia, che ogni progetto umano può riscuotere dapprima consensi e poi naufragare. Perciò Gamaliele conclude che, se i discepoli di Gesù di Nazaret hanno creduto a un impostore, sono destinati a sparire nel nulla; se invece seguono uno che viene da Dio, è meglio rinunciare a combatterli; e ammonisce: «Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!» (At 5,39). Ci insegna a fare questo discernimento.

Sono parole pacate e lungimiranti, che permettono di vedere l’evento cristiano con una luce nuova e offrono criteri che “sanno di Vangelo”, perché invitano a riconoscere l’albero dai suoi frutti (cfr Mt 7,16). Esse toccano i cuori e ottengono l’effetto sperato: gli altri membri del Sinedrio seguono il suo parere e rinunciano ai propositi di morte, cioè di uccidere gli Apostoli.

Chiediamo allo Spirito Santo di agire in noi perché, sia personalmente sia comunitariamente, possiamo acquisire l’habitus del discernimento. Chiediamogli di saper vedere sempre l’unità della storia della salvezza attraverso i segni del passaggio di Dio in questo nostro tempo e sui volti di chi ci è accanto, perché impariamo che il tempo e i volti umani sono messaggeri del Dio vivente. (Udienza Generale - mercoledì 18 settembre 2019)

 
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