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n°36 Sabato 7 Settembre2019

 

EDITORIALE

 Natività di Maria

 MARIA BAMBINA 07092019Quando è nata la Vergine Maria? Ovviamente nessuno lo sa con certezza. Alcune rivelazioni private dicono il 5 agosto, che è pure una festa mariana, anniversario della dedicazione della Basilica romana di Santa Maria Maggiore (detta anche Madonna della Neve in ricordo della neve caduta in piena estate sul colle Esquilino indicando al papa Liberio dove costruire la basilica). Comunque la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa festeggiano la nascita di Maria l’8 settembre, fin dal settimo secolo. La Chiesa ortodossa la festeggia all’inizio dell’anno liturgico, per significare che la Nascita di Maria è l’inizio della salvezza portata da Cristo. Anche da noi anticamente era così; l’anno cominciava nel mese di settembre chiamato ancora oggi, in dialetto sardo, “capidanni” (capodanno). Non ha molta importanza la data di nascita di Maria, allora non c’era l’anagrafe, importante è la sua nascita, “quando cioè il Creatore dell’universo ha costruito in Maria il suo tempio e la creatura è diventata dimora prescelta del Creatore” (Sant’Andrea di Creta), così che Maria diventa la dimora di Dio con gli uomini.

In Sardegna e in Gallura c’è molta devozione per la festa della Natività di Maria, detta popolarmente “Maria Bambina”. Si festeggia a Luogosanto, come Patrona e Regina della Gallura. Quest’anno, sabato 7 settembre, vigilia della festa, verrà aperta la Porta Santa, un privilegio di quella Basilica e in quel giorno farà l’ingresso anche il nuovo parroco don Efisio Coni, col mandato di dare slancio all’attività del santuario mariano più importante della diocesi. Don Efisio succede a don Sandro Serreri. C’è molta devozione anche a La Maddalena per la Natività di Maria Bambina, che è Patrona della parrocchia di Moneta. Veramente la parrocchia è dedicata all’Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo, nel Getsemani. La festa cade il Giovedì Santo, durante la Settimana Santa. Si festeggia ugualmente ma con più intimità e raccoglimento. Per cui, fin dalle origini della parrocchia, don Giuseppe Riva ha aggiunto la festa della Natività di Maria che era anche la Patrona dell’arsenale militare. Finché questo rimase aperto si svolgevano a La Maddalena, due celebrazioni in onore della Natività di Maria: una nella parrocchia dell’Agonia e una all’interno dell’arsenale militare. Segno di grande devozione è stata anche la bella accoglienza a La Maddalena, della statua della Madonna di Luogosanto alcuni anni fa. Tra gli anziani c’è chi ricorda ancora l’accoglienza festosa che, 70 anni fa, i fedeli dell’Isola fecero al simulacro della Madonna di Luogosanto in visita a La Maddalena. Ne daremo relazione, nel prossimo Bollettino interparrocchiale, ricavandola dai diari di Mons. Salvatore Capula. Maria, dimora di Dio con gli uomini, è modello di ogni battezzato, tempio vivo della gloria di Dio. L’Altissimo, con l’azione misteriosa dello Spirito Santo, si prepara nel cuore dei fedeli una dimora che purifica, illumina e consacra con la sua divina presenza.                                      

        D.D.

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 L'ultimo pellegrinaggio della stagione

PELLEGRINAGGIO SANTO STEFANO 31092019Certamente portiamo nel cuore tutte le belle giornate che abbiamo vissuto insieme con i pellegrinaggi estivi e ne avremo sicuramente nostalgia. Un'esperienza fantastica che ci ha fatto vivere momenti di emozione: emozione dello stare insieme, di pregare insieme, di riempirci gli occhi e il cuore della meravigliosa natura che ci circonda. E non è stato da meno l'ultimo pellegrinaggio della stagione, quello di sabato 31 agosto all'isola di Santo Stefano. Siamo "partiti" (per modo di dire dato che l'isola è a un tiro di schioppo dalla nostra), di pomeriggio e dopo un attracco eseguito con maestria dal comandante Onorato e dal suo equipaggio siamo approdati nella banchina prospiciente, incamminandoci poi verso la zona chiamata Puntarella per la celebrazione della Messa. Lì era stata posizionata una croce per ricordare quando nel 1793 Napoleone Bonaparte piazzò le sue artiglierie contro La Maddalena e grazie all'intervento del maddalenino Domenico Millelire, i francesi furono respinti. Durante quel bel pezzo di strada, abbiamo vissuto appieno il pellegrinaggio recitando il rosario con le meditazioni di don Domenico Degortes che ci accompagnava. Con nostra sorpresa, ci hanno raggiunto a piedi una decina di ospiti del villaggio ex Valtur, cechi, slovacchi e polacchi con la loro guida Dagmar, per partecipare alla Messa insieme a noi ed è stato un bellissimo momento di aggregazione e di preghiera condivisa!

Si può pregare ovunque ci si trovi, ma farlo tra le rocce in mezzo alla natura, davanti alla visione del nostro bel mare e della nostra isola, credo ci abbia dato l'opportunità di metterci in sintonia con il Signore e poterlo così sentire più vicino, perchè tutta la natura è un suo dono! E questo lo ha sottolineato don Domenico nella sua omelia ricordando che il 1° settembre viene celebrata la giornata nazionale per la custodia del creato e ognuno di noi ha il compito di salvaguardarlo per vivere meglio noi e quelli che verranno dopo di noi, come ci ricorda sempre Papa Francesco. Don Domenico ha anche fatto notare che da quel luogo potevamo godere di una vista privilegiata, non essendo abituati a vedere la nostra isola da quella posizione ed essa ci appariva come nuova.

Ritornati poi alla banchina in cui sostava la barca, anche se il cielo era offuscato dalle nuvole, non abbiamo resistito alla tentazione di fare il bagno in quelle acque trasparenti, mentre di fronte a noi andavano e venivano i traghetti e le barche. Rifocillati poi dai ragazzi di bordo con la pizza e l'anguria e naturalmente dai dolci di Vittoria, il comandante ci ha fatto fare il giro dell'isola e così, oltre a rivedere l'ex base militare americana, abbiamo avuto modo di ammirare quella splendida costa con le sue calette. Sbarcati poi a Villamarina, un bel gruppo si è recato sulla collinetta per poter visitare il luogo dove c'è il busto di Ciano. Nel viaggio di ritorno il sole, anche se era appena tramontato, ci ha regalato colori stupendi nel cielo e una colorazione rossastra del mare che abbiamo ammirato incantati da tanta bellezza.

Sono già 15 anni che si fanno questi pellegrinaggi estivi e lo dobbiamo a una intuizione di don Domenico che aveva iniziato recandosi a Santa Maria nel giorno dell'Assunta. Poi piano piano c'è stata l'idea di farli anche nelle altre isole del nostro arcipelago, compresa l'isola di Lavezzi.

Credo che con i miei scritti, io abbia reso l'idea di quanto siano stati apprezzati da tutti: ho cercato di esprimere al meglio le mie sensazioni, di come ho vissuto queste giornate e come le hanno vissute tutti quelli che vi hanno partecipato.

Doveroso un ringraziamento a don Andrea Domanski, a don Davide Mela e a don Domenico per averci accompagnato, a Pier Luigi Aversano, l'organizzatore per eccellenza, al comandante e al suo equipaggio e grazie a tutti i partecipanti, con i quali abbiamo vissuto momenti indimenticabili che porteremo sempre nel cuore.

Abbiamo anche fatto nuove amicizie e ci siamo salutati scambiandoci indirizzi e numeri telefonici. Ma prima di tutto ringraziamo Dio per le bellezze che ci ha donato, creando l'arcipelago più bello del mondo!!!

         Maria Vitiello

 

■ La Settimana della Salute Estate 2019

BAMBINI OSPEDALE PADRE PIO 07092019 (1)Si è appena conclusa per il secondo anno consecutivo la “Settimana della Salute”, iniziativa promossa dal Gruppo di Padre Pio di La Maddalena, con il contributo del Comune di La Maddalena e molti volontari, mediante la quale sono stati ospitati dal 23 Agosto al 30 Agosto a La Maddalena bambini e ragazzi provenienti dal reparto di Oncoematologia Pediatrica di Casa Sollievo della Sofferenza, l’Ospedale voluto da Padre Pio e sito a San Giovanni Rotondo, paese che ne conserva le sue spoglie mortali.

Quest'anno l'obbiettivo posto dagli organizzatori è stato quello di curare non solo la persona malata ma anche la famiglia che soffre.

I ragazzi, sono stati accompagnati da due operatori sanitari Celeste e Antonietta, da alcune mamme e un papà, insieme al Dott. Michele Giuliani, appena nominato dalla Santa Sede quale Direttore Generale dell’Opera di San Pio.

I nostri preziosi ospiti tanto attesi, in tutto 26 tra ragazzi ed accompagnatori, sono giunti per una settimana di vacanza e di riposo nel nostro bellissimo arcipelago, alloggiati presso l’Istituto San Vincenzo.

BAMBINI OSPEDALE PADRE PIO 07092019 (2)Tale iniziativa, organizzata appunto dal Gruppo di Padre Pio di La Maddalena attraverso varie iniziative benefiche, ha visto una settimana ricca di mare e di impegni, di divertimento e gioia per i nostri piccoli ospiti, tra cui la visita alle Scuole Sottufficiali ospiti della Marina Militare e ancora della Guardia Costiera, nonché al Museo Garibaldino, senza dimenticare le bellissime gite durante le quali hanno potuto assaporare e godere delle bellezze del nostro arcipelago a bordo delle motonavi Orient Express e Riviera di Gallura.

Sono state giornate intense, uniche, speciali, ricche di grandi emozioni, di amicizia e momenti indimenticabili, di allegria, nuotate, piccole camminate, frammenti di vita vissuti intensamente da tutti. Avere avuto il privilegio di condividere questi giorni preziosi con i nostri piccoli amici veri guerrieri, ci ha reso più forti, perché con la loro energia, la gioia e l’amore ci hanno tramesso, insegnato e testimoniato la loro “Voglia di Vita”.

BAMBINI OSPEDALE PADRE PIO 07092019 (3)Grande è stata la commozione il giorno dei saluti, difficile per tanti trattenere le lacrime.

Con gli occhi colmi di emozione e con un bagaglio di energia positiva e mille e più cose da raccontare, sono rientrati a San Giovanni Rotondo. Da parte del Gruppo di Preghiera Padre Pio rimane la volontà che questa Settimana “Speciale” si possa ripetere anche il prossimo anno.

Si coglie l’occasione per ringraziare il Sindaco Avv. Luca Montella e tutta l’Amministrazione Comunale, l’Istituto San Vincenzo, la Marina Militare, la Guardia Costiera, Don Andrea, Don Domenico e Don Davide, il Museo Garibaldino, la Delcomar, Cristian Delogu, Angela Benatti, l’Orient Express e Riviera di Gallura, Eraldo Melis, la Casa del Formaggio, Nonna Isa, la Pasticceria Biosa, Ottimo e Salato e le Dolcezze Napoletane, Tonino Scanu con i Frijolai, Photo Lollo, Maria Chiara Canu, Valerio Scanu, l’APS Isola nel Cuore-Classe ‘67, e tutti i membri del Gruppo di Preghiera di Padre Pio per l’insostituibile aiuto e costante presenza durante tutte le attività degli ospiti, con tutti i volontari silenziosi e anonimi che con il cuore hanno sostenuto tale iniziativa.

Il Responsabile del Gruppo di Padre Pio di La Maddalena Paolo Provenzano

 

■ La bellezza salverà il mondo.

È stato il tema dell’omelia durante la Messa che il vescovo Mons. Sanguinetti ha celebrato nella festa di Maria Stella Maris a Porto Cervo, il 28 agosto, nel 54° anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale. Ha citato una frase del grande scrittore russo Solgenitsin, (era presente alla Messa una rappresentanza della Chiesa ortodossa di Mosca): “Il mondo moderno, contro il grande albero dell’essere, ha spezzato il ramo del vero e il ramo della bontà. Solo rimane il ramo della bellezza, ed è questo ramo che ora dovrà assumere tutta la forza della linfa e del tronco”. Qui sorge una domanda, ha proseguito il Vescovo: “Quale bellezza salverà il mondo?” È la bellezza che ispira e crea equilibrio e armonia tra il mondo interiore dell’individuo umano e la realtà che lo circonda. È la bellezza che porta oltre l’effimero, che apre il cuore all’altro, al fratello e alla trascendenza, che consente di non rimanere invischiati e intrappolati nel contingente. Ha accennato alla bellezza architettonica della chiesa di Stella Maris che rimanda ad un sommamente Altro, al Cristo. Ed ha citato la frase di sant’Agostino del quale quel giorno ricorreva la memoria: “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me ed io ero fuori e là ti cercavo…Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, ed hai finalmente guarito la mia cecità…Mi hai toccato ed ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace”. Non solo della bellezza architettonica di questa chiesa la comunità è custode ma soprattutto della bellezza di Cristo, di questa bellezza deve essere testimone e annunciatrice. E ciò in una società in cui anche il bello è standardizzato e banalizzato, rinchiuso in modelli artificiali e artefatti. L’odierno è un mondo che evita la profondità, perché si accontenta della superficie. È un mondo distratto di fronte alla realtà. Incapace di vivere il presente, perché non sa progettare il proprio futuro. Talmente annegato nella sua artificiosa complessità da aver perso di vista il bello della semplicità. L’affannosa ricerca del superfluo lo porta a perdere il baricentro dell’esistenza. La nostra è una società che sembra girare a vuoto, senza meta e senza senso. Sempre più si fa forte il bisogno dell’essenziale. Abbiamo bisogno della bellezza autentica che salvi il mondo. Maria Stella stella del Mare è icona di bellezza, Tutta bella sei, o Maria, dice un antico canto gregoriano, Maria ci porta a Cristo. Essa riflette la luce di Cristo, è faro e guida. Stella Maris è un appellativo che si rifa’ all’uso antico di chi viaggiava in mare di affidarsi alle stelle per individuare la rotta giusta del proprio viaggio, quando ancora non esistevano le bussole e le guide satellitari. Facciamo nostro, ha concluso il Vescovo, l’invito di san Bernardo: “Se ondeggiamo tra burrasche e tempeste…se siamo sbattuti dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia…se l’ira, l’avarizia, le lusinghe della carne scuotono la navicella del nostro animo…se il peccato, la tristezza e la disperazione, si impadroniscono di noi… guardiamo la stella, invochiamo Maria”.

 D.D.

 

Ho incontrato Anna Maria.

ANNAMARIA GASPA 07092019Prima di partire sono andata a trovare Anna Maria Gaspa. Durante tutto il mio soggiorno a La Maddalena, ci siamo sentite telefonicamente, confrontandoci anche sul contenuto di un libro intitolato: "Istruzioni di volo degli angeli per non cadere a terra", che voleva regalarmi. Mi chiamava per leggermi alcuni aforismi che la colpivano, maggiormente, e desiderava condividerli con me.

Ho conosciuto Anna Maria in parrocchia, quasi sempre vicino alla porta, impegnata nel tavolo delle riviste e dei libri e, immancabilmente, mi salutava con affetto.

Un po' per volta si è creato tra di noi un clima di rispetto e stima reciproca, tanto da invitarmi a partecipare alla sua trasmissione "Noi e gli altri" su radio Arcipelago. In quell'occasione abbiamo presentato il libro "Il Piccolo Principe" di Antoine De Saint Exupery. La fiaba, ricca di grandi valori e di profondi messaggi, racconta di un bambino il Piccolo Principe che vive su un asteroide insieme ad una rosa che è la sua unica amica. Un giorno litiga con lei e decide, per dimenticare, di intraprendere un viaggio nei pianeti vicini. Sulla Terra incontra il Pilota e lo aiuterà a ritrovare se stesso attraverso la riscoperta di quelle qualità proprie del bambino che sono dentro di lui, insegnandogli a valorizzare le cose semplici della vita.

Testo molto amato anche da Anna Maria e, come mi ha fatto notare, gli stessi valori, in parte, si trovano anche nel primo aforisma, scritto da Paulo Coelho, che ha scelto di leggermi: "Raramente ci rendiamo conto che siamo circondati da ciò che è straordinario. I miracoli avvengono intorno a noi, i segnali di Dio ci indicano la strada, gli Angeli chiedono di essere ascoltati". Un messaggio, come mi ha confidato, che sta sperimentando, particolarmente, in questo momento, nonostante la sua malattia e forse anche grazie ad essa. Infatti, ora cerca di abbracciare, soprattutto, la bellezza delle piccole cose quotidiane, che si coglie solo aprendo "gli occhi del cuore", che rendono straordinario ciò che prima sembrava solo un gesto dettato dall'abitudine e, a volte, noioso. E i suoi occhi si stanno rivelando, a mio modesto avviso, particolarmente, sensibili e attenti ad ogni sfumatura, facendo tesoro proprio degli insegnamenti letti anche nella fiaba. A conferma di ciò, il desiderio da lei espresso: "Vorrei tanto ammirare un tramonto a Tegge come quando ero una bambina"! Lo stesso desiderio che ritroviamo anche nel Piccolo Principe che esordisce rivolgendosi al Pilota: "Vorrei tanto vedere un tramonto"! "Perché?" gli chiede il Pilota. E lui risponde: "Sai un tramonto può far bene anche al cuore". Ed ancora, a riconferma di questa grande verità, mi ha colpito la luce nei suoi occhi alla vista degli amaretti e dei papassini che le ho portato ed il suo cuore ha esultato con un'esclamazione, forse al ricordo di quando da fanciulli "il poco che avevamo era il tutto" e i dolci fatti in casa dalla mamma con il loro profumo, scandivano i giorni di festa e con niente ci rendevano felici.

Un altro aforisma, composto da Lucrezio, che mi ha letto, è stato: "Ciascuno di noi è un angelo con una sola ala e possiamo volare solo abbracciati gli uni agli altri". Aforisma che Anna Maria per tutta la sua vita ha vissuto, impegnandosi in varie realtà sia religiose che laiche come la Caritas e non solo e che ora alcune sorelle della Parrocchia stanno mettendo in pratica verso di lei, da subito, con amore, persone che hanno capito, veramente, cosa vuol dire "amare i fratelli come Gesù ci ama".

Tutti grandi insegnamenti di vita per me.

Grazie Anna Maria per avermi fatto scoprire l'importanza degli angeli nel mio cammino e grazie per la dedica nella quale mi auguri che un Angelo sia sempre seduto accanto a me. Ti voglio bene.        

       Maria Giovanna Cilla

 

 

Condoglianze ai famigliari di Battistina Fresi ved.Fresi che è tornata alla casa del Padre Celeste.

 

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

1. Domenica 8 settembre festa della Natività di B. V. Maria. S. Messe come ogni domenica tranne la S.Messa a Stagnali. Programma della festa di Maria Bambina vedi il manifesto.

 2. Sabato 14 settembre festa della Esaltazione della Santa Croce.

 3. Da domenica 15 settembre cambiano alcuni orari delle S. Messe domenicali: vedi orari delle S.Messe nelle chiese dell’Isola.

 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

 1. Domenica 8 settembre festa della Natività di B. V. Maria. S. Messe come ogni domenica:

Ore 7.30 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena

Ore 20.00 Santa Maria Maddalena.

Non ci sarà la S.Messa alla Sacra Famiglia a Padule.

Programma della festa di Maria Bambina vedi il manifesto.

 2. Mercoledì 11 settembre h.18.00 S. Messa nella chiesa della SS. Trinità.

 3. Sabato 14 settembre festa della Esaltazione della Santa Croce.

 4. Da domenica 15 settembre cambiano alcuni orari delle S. Messe domenicali: vedi orari delle S. Messe nelle chiese dell’Isola.

 

 MANIFESTO FESTA MARIA BAMBINA 2019

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

(da domenica 15 settembre 2019)

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 18.00 SS. Trinità

 

 

M A G I S T E R O

 

GESÙ CI MOSTRA SEMPRE LA VIA DELL’UMILTÀ

VANGELO LUCA 14 13 14Il Vangelo di Lc 14,1.7-14 ci mostra Gesù che partecipa a un banchetto nella casa di un capo dei farisei. Gesù guarda e osserva come gli invitati corrono, si affrettano per procurarsi i primi posti. È un atteggiamento piuttosto diffuso, anche ai nostri giorni, e non solo quando si è invitati a un pranzo: abitualmente, si cerca il primo posto per affermare una presunta superiorità sugli altri. In realtà, questa corsa ai primi posti fa male alla comunità, sia civile sia ecclesiale, perché rovina la fraternità. Tutti conosciamo queste persone: arrampicatori, che sempre si arrampicano per andare su, su… Fanno male alla fraternità, danneggiano la fraternità. Di fronte a questa scena, Gesù racconta due brevi parabole.

La prima parabola è rivolta a colui che è invitato a un banchetto, e lo esorta a non mettersi al primo posto, «perché – dice – non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Per favore, vai indietro, cedigli il posto!”». Una vergogna! «Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto». Gesù invece insegna ad avere l’atteggiamento opposto: «Quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, veni più avanti!”». Dunque, non dobbiamo cercare di nostra iniziativa l’attenzione e la considerazione altrui, ma semmai lasciare che siano gli altri a darcele. Gesù ci mostra sempre la via dell’umiltà - dobbiamo imparare la via dell’umiltà! – perché è quella più autentica, che permette anche di avere relazioni autentiche. La vera umiltà, non la finta umiltà, quella che in Piemonte si chiama la mugna quacia, no, quella no. La vera umiltà.

Nella seconda parabola, Gesù si rivolge a colui che invita e, riferendosi al modo di selezionare gli invitati, gli dice: «Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti». Anche qui, Gesù va completamente contro-corrente, manifestando come sempre la logica di Dio Padre. E aggiunge anche la chiave per interpretare questo suo discorso. E qual è la chiave? Una promessa: se tu farai così, «riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Questo significa che chi si comporta così avrà la ricompensa divina, molto superiore al contraccambio umano: io ti faccio questo favore aspettando che tu me ne faccia un altro. No, questo non è cristiano. La generosità umile è cristiana. Il contraccambio umano, infatti, di solito falsa le relazioni, le rende “commerciali”, introducendo l’interesse personale in un rapporto che dovrebbe essere generoso e gratuito. Invece Gesù invita alla generosità disinteressata, per aprirci la strada verso una gioia molto più grande, la gioia di essere partecipi dell’amore stesso di Dio che ci aspetta, tutti noi, nel banchetto celeste.

La Vergine Maria, «umile ed alta più che creatura» (Dante, Paradiso, XXXIII, 2), ci aiuti a riconoscerci come siamo, cioè piccoli; e a gioire nel donare senza contraccambio.

Dopo l'Angelus Oggi ricorre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Una preghiera ecumenica, che anima la presa di coscienza e l’impegno per tutelare la nostra casa comune, a partire da uno stile di vita personale e familiare più sostenibile. Da oggi fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è un tempo favorevole alla lode di Dio per tutte le sue creature e all’assunzione di responsabilità di fronte al grido della Terra.  (ANGELUS – Domenica 01/09/2019)

 

«DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA» (Gen 1,25)

 

Lo sguardo di Dio, all’inizio della Bibbia, si posa dolcemente sulla creazione. Dalla terra da abitare alle acque che alimentano la vita, dagli alberi che portano frutto agli animali che popolano la casa comune, tutto è caro agli occhi di Dio, che offre all’uomo il creato come dono prezioso da custodire.

Tragicamente, la risposta umana al dono è stata segnata dal peccato, dalla chiusura nella propria autonomia, dalla cupidigia di possedere e di sfruttare. Egoismi e interessi hanno fatto del creato, luogo di incontro e di condivisione, un teatro di rivalità e di scontri. Così si è messo in pericolo lo stesso ambiente, cosa buona agli occhi di Dio divenuta cosa sfruttabile nelle mani dell’uomo. Il degrado si è accentuato negli ultimi decenni: l’inquinamento costante, l’uso incessante di combustibili fossili, lo sfruttamento agricolo intensivo, la pratica di radere al suolo le foreste stanno innalzando le temperature globali a livelli di guardia. L’aumento dell’intensità e della frequenza di fenomeni meteorologici estremi e la desertificazione del suolo stanno mettendo a dura prova i più vulnerabili tra noi. Lo scioglimento dei ghiacciai, la scarsità d’acqua, l’incuria dei bacini idrici e la considerevole presenza di plastica e microplastica negli oceani sono fatti altrettanto preoccupanti, che confermano l’urgenza di interventi non più rimandabili. Abbiamo creato un’emergenza climatica, che minaccia gravemente la natura e la vita, inclusa la nostra.

Alla radice, abbiamo dimenticato chi siamo: creature a immagine di Dio, chiamate ad abitare come fratelli e sorelle la stessa casa comune. Non siamo stati creati per essere individui che spadroneggiano, siamo stati pensati e voluti al centro di una rete della vita costituita da milioni di specie per noi amorevolmente congiunte dal nostro Creatore. È l’ora di riscoprire la nostra vocazione di figli di Dio, di fratelli tra noi, di custodi del creato. È tempo di pentirsi e convertirsi, di tornare alle radici: siamo le creature predilette di Dio, che nella sua bontà ci chiama ad amare la vita e a viverla in comunione, connessi con il creato.

Perciò invito fortemente i fedeli a dedicarsi alla preghiera in questo tempo, che da un’opportuna iniziativa nata in ambito ecumenico si è configurato come Tempo del creato: un periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della casa comune che si apre oggi, 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato, e si concluderà il 4 ottobre, nel ricordo di San Francesco d’Assisi. È l’occasione per sentirci ancora più uniti ai fratelli e alle sorelle delle varie confessioni cristiane. Penso, in particolare, ai fedeli ortodossi che già da trent’anni celebrano la Giornata odierna. Sentiamoci anche in profonda sintonia con gli uomini e le donne di buona volontà, insieme chiamati a promuovere, nel contesto della crisi ecologica che riguarda ognuno, la custodia della rete della vita di cui facciamo parte. È questo il tempo per riabituarci a pregare immersi nella natura, dove nasce spontanea la gratitudine a Dio creatore. San Bonaventura, cantore della sapienza francescana, diceva che il creato è il primo “libro” che Dio ha aperto davanti ai nostri occhi, perché ammirandone la varietà ordinata e bella fossimo ricondotti ad amare e lodare il Creatore...omissis...

(Messaggio per la celebrazione della GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO - 1 SETTEMBRE 2019)

 

È QUESTO IL TEMPO PER RIFLETTERE SUL NOSTRO STILE DI VITA

 

...omissis... Nel silenzio e nella preghiera possiamo ascoltare la voce sinfonica del creato, che ci esorta ad uscire dalle nostre chiusure autoreferenziali per riscoprirci avvolti dalla tenerezza del Padre e lieti nel condividere i doni ricevuti. In questo senso possiamo dire che il creato, rete della vita, luogo di incontro col Signore e tra di noi, è «il social di Dio». Esso ci porta a elevare un canto di lode cosmica al Creatore, come insegna la Scrittura: «Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore; lodatelo ed esaltatelo nei secoli» (Dn 3,76). È questo il tempo per riflettere sui nostri stili di vita e su come le nostre scelte quotidiane in fatto di cibo, consumi, spostamenti, utilizzo dell’acqua, dell’energia e di tanti beni materiali siano spesso sconsiderate e dannose. In troppi stiamo spadroneggiando sul creato. Scegliamo di cambiare, di assumere stili di vita più semplici e rispettosi! È ora di abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili e di intraprendere, in modo celere e deciso, transizioni verso forme di energia pulita e di economia sostenibile e circolare. E non dimentichiamo di ascoltare le popolazioni indigene, la cui saggezza secolare può insegnarci a vivere meglio il rapporto con l’ambiente.

È questo il tempo per intraprendere azioni profetiche. Molti giovani stanno alzando la voce in tutto il mondo, invocando scelte coraggiose. Sono delusi da troppe promesse disattese, da impegni presi e trascurati per interessi e convenienze di parte. I giovani ci ricordano che la Terra non è un bene da sciupare, ma un’eredità da trasmettere; che sperare nel domani non è un bel sentimento, ma un compito che richiede azioni concrete oggi. A loro dobbiamo risposte vere, non parole vuote; fatti, non illusioni. Le nostre preghiere e i nostri appelli sono volti soprattutto a sensibilizzare i responsabili politici e civili. Penso in particolare ai Governi che nei prossimi mesi si riuniranno per rinnovare impegni decisivi a orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte. Vengono alla mente le parole che Mosè proclamò al popolo come una sorta di testamento spirituale prima dell’ingresso nella Terra promessa: «Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza» (Dt 30,19). Sono parole profetiche che potremmo adattare a noi e alla situazione della nostra Terra. Scegliamo dunque la vita! Diciamo no all’ingordigia dei consumi e alle pretese di onnipotenza, vie di morte; imbocchiamo percorsi lungimiranti, fatti di rinunce responsabili oggi per garantire prospettive di vita domani. Non cediamo alle logiche perverse dei guadagni facili, pensiamo al futuro di tutti! In questo senso riveste speciale importanza l’imminente Vertice delle Nazioni Unite per l’azione sul clima, durante il quale i Governi avranno il compito di mostrare la volontà politica di accelerare drasticamente i provvedimenti per raggiungere quanto prima emissioni nette di gas serra pari a zero e di contenere l’aumento medio della temperatura globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Nel prossimo mese di ottobre, poi, l’Amazzonia, la cui integrità è gravemente minacciata, sarà al centro di un’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi. Cogliamo queste opportunità per rispondere al grido dei poveri e della Terra! Ogni membro della famiglia umana può contribuire a tessere, come un filo sottile, ma unico e indispensabile, la rete della vita che tutti abbraccia. Sentiamoci coinvolti e responsabili nel prendere a cuore, con la preghiera e con l’impegno, la cura del creato. Dio, «amante della vita», ci dia il coraggio di operare il bene senza aspettare che siano altri a iniziare, senza aspettare che sia troppo tardi. (Messaggio per la celebrazione della GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO - 1 SETTEMBRE 2019) a cura di A. Panzera

 
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