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n°34 Sabato 24 Agosto 2019

 

EDITORIALE

 Primo settembre: Giornata per la Custodia del Creato.

CALA CORSARA 24082019La Giornata è celebrata da ortodossi, cattolici e protestanti ed ha lo scopo di educare i fedeli cristiani a lodare Dio contemplando le meraviglie della creazione, a custodirle anche per chi verrà dopo di noi e a domandare perdono dei peccati contro il creato..

Quest’anno i nostri vescovi ci invitano a rispettare la biodiversità cioè la varietà di organismi e specie viventi acquatici e terrestri che arricchiscono la nostra madre terra. Papa Francesco, che ha pubblicato l’enciclica Laudato si’, la prima sul rispetto dell’ambiente, ha anche indetto per il prossimo ottobre un sinodo speciale dedicato all’Amazzonia, una regione che è un “polmone del pianeta e uno dei luoghi dove si trova la maggiore diversità nel mondo”. Ci sono alcune aree chiave del pianeta - dal bacino del Congo, alle barriere corallifere, fino alla foresta dell’Amazzonia - sedi di una vita lussureggiante e differenziata. Ma anche noi abbiamo la nostra Amazzonia: l’Italia, dagli splendidi boschi delle Alpi - le montagne più alte d’Europa - fino al calore del profondo sud del Mediterraneo, La Maddalena e il suo arcipelago con una varietà e ricchezza invidiabile di organismi in terra e in mare. Possiamo dire col salmista: “Quante sono le tue opere, Signore! Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature” (Sal 104,24). Dio mostra la ricchezza del suo amore anche nella varietà delle creature e lo stesso sguardo di Gesù alla bellezza del mondo: “Guardate gli uccelli del cielo…i gigli dei campi”(Mt 6,26-28) esprime la tenerezza con cui il Padre guarda ad ognuna di esse. Siamo chiamati a contemplare anche noi – grati, ammirati e benedicenti come Francesco d’Assisi, le creature della terra e in particolare il mondo della vita. Nell’enciclica Laudato si’ l’invito alla contemplazione della bellezza si salda con la percezione della minaccia sulla biodiversità. Per causa nostra migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza perché l’uomo le ha estinte. La struttura del pianeta è delicata e fragile. In una creazione in cui tutto è connesso intaccare tale rete significa mettere a rischio alcune delle fondamentali strutture della vita. L’estinzione di una specie è come una mutilazione. San Paolo dice che il creato attende ardentemente la manifestazione dei figli di Dio, cioè che finalmente gli essere umani manifestino la loro realtà profonda di figli, anche in comportamenti di amore e di cura per la ricchezza della vita. (Dal messaggio dei Vescovi per la Giornata)

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Pellegrinaggio all'isola di Santa Maria.

PELLEGRINAGGIO SANTA MARIA 24082019È una consuetudine ormai il 15 agosto, festa dell'Assunzione al cielo della Vergine Maria, recarsi in pellegrinaggio all'incantevole isola di Santa Maria. Ma siamo nell'isola del vento e quest'anno, proprio in quel giorno, il vento era bello teso, per cui è stato rimandato al sabato successivo 17 agosto. E siccome non tutto il male vien per nuocere, abbiamo avuto la fortuna di avere, in quel giorno, un tempo splendido che ci ha consentito di trascorrere insieme ore stupende tra le bellezze naturali del nostro arcipelago. Questi pellegrinaggi sono ormai un forte richiamo per turisti e isolani; oltre al motivo principale della celebrazione dell'Eucaristia nella cattedrale del creato, danno la possibilità di raggiungere in poco tempo le isole e godere di quella natura che il buon Dio ci ha regalato. Eravamo sessanta persone questa volta, sempre con la barca Orient Express con il comandante Onorato, "coccolati" dai ragazzi dell'equipaggio e accompagnati dal parroco don Andrea Domanski. Con lui due amici di Perfugas, ma anche una coppia proveniente dalla sua terra, la Polonia. Durante la traversata, mentre si ammirano le intense e diverse tonalità del mare, le persone si alternano nella recita del rosario, come si fa sempre. Nella baia prospicente la banchina di attracco a S. Maria, erano veramente tante le barche, i gommoni e i motoscafi lì ormeggiati e tantissime le persone che si trovavano in spiaggia. Trovato uno spazio libero, anche noi abbiamo potuto godere di quella bellezza in quella ampia spiaggia dalla sabbia finissima lambita dal turchese dell'acqua e approfittare per un rigenerante bagno. È stato bello stare insieme in armonia, ridere, scambiarsi due chiacchere e scattare qualche foto ricordo. All'ora prestabilita ci siamo incamminati per un impervio sentiero, tra una rigogliosa vegetazione dal verde intenso, sulla collina dove si trova la piccola cappella dell'Assunta, fermandoci però vicino alle rovine dell'antico monastero Benedettino, dove Lino Sorba ci ha fornito spiegazioni sulla storia dei monaci che lì avevano abitato. Essi, in seguito ad una delibera del Pontefice Innocenzo IV, furono inquadrati nell'ordine di San Benedetto e quindi, seguendo quella regola, pregavano e lavoravano coltivando la terra e allevando bestiame. Arrivati poi alla chiesetta, nella piazzuola antistante, ci siamo uniti in preghiera nella messa celebrata da don Andrea: era con noi anche Matilde per svolgere il suo servizio di chierichetta. Essendo la chiesa dedicata all'Assunta, l'omaggio della preghiera era dedicato a lei e queste le parole del parroco all'inizio della celebrazione: "Siamo qui per onorare la madre di Gesù e madre nostra ricordando la sua assunzione al cielo. Una bella tradizione quella di ritrovarci davanti a questa piccola chiesa: un bel segno della devozione e dell'amore verso la madre celeste. La nostra presenza e la nostra preghiera salgano al Signore per le sue mani e a lei chiediamo di stendere il suo manto su ciascuno di noi e su tutte le persone a noi care che portiamo nel cuore e che vogliamo affidare al Signore !" Dopo la messa non poteva mancare una bella foto di gruppo proprio davanti alla chiesetta per immortalare quel bel momento. Poco più su della chiesa si erge una croce di legno ,di lì che dire: la vista di un panorama impagabile stupisce per la sua bellezza e con lo sguardo si può abbracciare Spargi, Razzoli, La Maddalena e anche Caprera e ammirare tutto il mare che le circonda. Ritornati poi alla barca abbiamo potuto gustare la cena che i ragazzi di bordo ci avevano preparato e l'immancabile dolce di Vittoria. Sempre bella la condivisione e la gioia di stare insieme! Un altro regalo ci aspettava nel viaggio di ritorno: oltre al riverbero colorato sull'acqua, lo spettacolo del tramonto ci ha lasciati senza fiato. Colori stupendi che sembravano usciti dalle mani di un pittore, era come ammirare un bel quadro! Per questa splendida giornata non sono mancati i ringraziamenti da parte di don Andrea a tutti i partecipanti, a Pier Luigi Aversano, al comandante e ai ragazzi dell'equipaggio per il loro servizio e gentilezza verso tutti noi. L'appuntamento è per sabato 24 agosto per trascorrere insieme a Spargi un'altra bella giornata, per vivere insieme questa bella esperienza di fede e di comunione.

Maria Vitiello

 

■ La storia della Trinita.

LIBRO CHIESA TRINIRA' 24082019Il Co.Ri.S.Ma, gruppo di appassionati studiosi maddalenini della storia locale, ricorrendo il 250° anniversario della prima chiesa dell’Isola , hanno pubblicato un nuovo libro: La storia della Trinita. E’ stato presentato nel salone comunale giovedì 22 agosto alla presenza di un pubblico molto numeroso,la sala era piena. Dopo l’introduzione del parroco don Andrea, ha preso la parola Lino Sorba che ha presentato il libro e la storia della Trinita di cui sotto si riporta una sintesi.

Brevi cenni sulla chiesa della SS.Trinità.

Poco dopo l’occupazione militare avvenuta il 14 ottobre del 1767 da parte dei piemontesi, fu eretta in località Collo Piano una piccola chiesa, intitolata inizialmente a Santa Maria Maddalena.

La chiesa era una necessità primaria per i pastori corsi - maddalenini, che già prima dell’arrivo dei piemontesi avevano fissa dimora all’Isola; erano infatti 114 gli abitanti che avevano formato la piccola comunità. Edificata a partire dal giugno del 1768, su progetto dell’ingegner Bozzolino, era modesta nell’impianto a due campate, costruita con conci di granito a faccia a vista e, con una adeguata area presbiteriale.

Entrando si doveva avere una sensazione di grande semplicità, solo un breve accenno decorativo dovuto al marcapiano che scandiva lo spazio absidale e, un semplice altare in muratura.

La facciata ricordava quella delle piccole chiese campestri della Gallura. Il primo parroco fu il cappellano militare don Michele Demontis. Quando tra il 1777 e il 1782, attirata dalle nuove possibilità economiche date dal commercio marittimo, la piccola comunità si trasferì alla marina presso Cala Gavetta, fu necessario costruire lì una nuova chiesa seppur di dimensioni ridotte che, successivamente venne intitolata a S. M. Maddalena e, quella di Collo Piano alla SS. Trinità. Certamente la comunità non poteva, dimenticare le proprie origini e la forte devozione alla “Trinita” di Bonifacio, antico retaggio medievale dell’isola di Monte Cristo e del culto di san Mamiliano, così come la derivazione del vocabolo “Trinita” alla toscana dal più antico “Trinitas” latino lo conferma.

Fino alla prima metà del ‘900 la festa solenne si celebrava il 2 di novembre, in seguito venne spostata alla prima domenica dopo la Pentecoste. Nel 1926 la famiglia Mascagni donò la grande statua in cartapesta, opera dell’artigiano leccese Malecore e, nel 1928 grazie alla donazione di 1000 lire da parte dei coniugi Mazzella – Vellutini, la chiesa venne restaurata e modificata in alcune sue parti.

La “Trinita”, pur avendo subìto in due secoli e mezzo alcuni ritocchi, conserva ancora la sua semplicità e, resta il luogo di culto a cui la comunità è più affezionata.      

         Lino Sorba

 

 

■ Intervento elicottero.

Ma qualcuno se la sente di affermare che i tempi necessari per intervenire l'elicottero che: ad OLBIA carica un medico lo porta a La Maddalena (a CALA GAVETTA) e lo posiziona davanti l'abitazione di un infartuato.... siano inferiori a quelli di chiamare l'auto ambulanza che dall'Ospedale deve recarsi sul posto (al sottoscritto risulta che quando l'elicottero ha portato il medico da Olbia, l'autoambulanza era già sotto casa del paziente).

O forse il problema è che al Paolo Merlo non c'è il CARDIOLOGO?? Ma se così fosse: Come è possibile pensare che possa esserci il Pronto Soccorso senza un cardiologo??? Tutti noi sappiamo bene quali sono i tempi necessari per intervenire in caso di INFARTO!!! Tanto è che il paziente è stato trovato deceduto!!!! Non è il caso di chiamare tutti quelli che prima delle elezioni sono venuti a chiederci i voti in cambio di servizi da riattivare e.....esporre con chiarezza questa tragica situazione??

Secondo voi non è il caso, per onorare la persona deceduta di evidenziare che questi sacrifici non debbono più accadere??? Olbia, perchè non dota il Pronto Soccorso delle figure professionali come la legge prevede nei servizi delle Isole minori???

Il Coordinatore del Gruppo Socio Politico Cristiano La Cava Vincenzo

 

■ Chiude la Scuola Materna dell’Istituto San Vincenzo.

Dopo 117 anni, la Scuola Materna dell’Istituto San Vincenzo, che aveva formato generazioni di nostri bambini a stare insieme, a giocare, a pregare, a cantare, preparandoli alla vita, ha chiuso, e purtroppo, in un generale silenzio. Vogliamo sperare sia solo per poco. La ragione principale è che non si è raggiunto il numero minimo di bambini. Ne mancavano cinque. Purtroppo il numero delle nascite diminuisce ogni anno, l’inverno demografico fa sentire i suoi effetti prima di tutto nella scuola primaria. Alla diminuzione dei bambini è collegato anche un fatto economico: non è possibile coprire le spese per gli insegnanti e il personale quando i bambini che frequentano sono pochi e alcuni, di famiglie povere, a titolo gratuito. La Scuola Cattolica Paritaria dell’Istituto San Vincenzo è una perla della nostra comunità: un segno di libertà educativa e insieme di pluralismo per cui i genitori possono scegliere tra scuola statale e scuola cattolica. È comunque una scuola pubblica, i genitori dei bambini che la frequentano pagano le tasse per l’istruzione come tutti gli altri. Quella scuola, che ha tutti i requisiti della scuola statale (è riconosciuta paritaria) e che fa risparmiare allo stato tante spese, avrebbe pure diritto a qualche finanziamento. Anni fa il Comune di La Maddalena ha dato un contributo alla scuola Materna dell’Istituto San Vincenzo. Negli ultimi anni, quando c’era più bisogno, c’è stato il silenzio. La popolazione di La Maddalena dovrebbe sostenere maggiormente la Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo, sia moralmente sia anche finanziariamente. Sperando che il prossimo anno la Scuola Materna possa riaprire, rimane intanto la Scuola Elementare Paritaria. Ricordiamo che è una delle due presenti nella diocesi di Tempio-Ampurias. Ma quanto potrà continuare una scuola che ogni mese è in passivo di 15 mila euro, il corrispondente per pagare i contributi ai dipendenti? Ci vorrebbe qualche lascito per darle un po’ di respiro. Domenica. scorsa nelle chiese dell’Isola si è fatta una colletta durante le Messe proprio per sostenere la Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo. Un’altra bella iniziativa era la sagra del pesce che attirava a Tegge tanta gente grazie alla generosità di un bel gruppo di volontari. Questa estate non si è potuta svolgere perché per avere tutti permessi ci volevano 1800 euro. Non valeva la pena organizzarla. Auguriamo alle nostre Suore Figlie della Carità di poter riaprire quanto prima la storica Scuola Materna dell’Istituto San Vincenzo e di trovare i finanziamenti e il sostegno che meritano.                            

     D.D.

 

Campetto dell’Oratorio.

CAMPO CALCETTO MONETA 24082019Le opere manutentive atte a migliorare lo standard qualitativo, del campo di calcetto dell’oratorio di Moneta, sono state portate a termine già da qualche settimana; quindi, il campetto ha ripreso la sua funzionalità. Il suo utilizzo è garantito dalla costante manutenzione e cura della struttura, mentre, la sua posizione geografica, considerato che è ubicato all’interno di un comprensorio, garantisce tranquillità e riservatezza. Inoltre, ad ulteriore garanzia di impiego, dispone di un parcheggio auto dedicato, di servizi igienici, utilizzabili a richiesta, oltre che di personale addetto al supporto per il suo buon uso abituale.

Pertanto, tutte queste ottime e particolari caratteristiche, lo rendono unico per qualità nella nostra isola, oltre che usufruibile per tutte quelle occasioni di incontro sportivo e, quindi, sociale. Risulta perfettamente adatto, ad esempio, per tornei di corta, media e lunga durata, per gli incontri tra amici e colleghi di lavoro appassionati dello sport che li rappresenta, ma anche per divertenti, e classiche dispute tra scapoli e ammogliati; oppure, ad incontri tra giocatrici, sempre più numerose, viste le fantastiche prestazioni della Nazionale Femminile ai recenti campionati del mondo.

Insomma, il campetto dell’oratorio è una bella realtà per tutta la comunità isolana appassionata di calcio, e allora, perché non chiamarlo il “nostro campetto”.    

  Educatori dell’Oratorio

 

■ Utero in affitto in Ucraina, Bridget e gli altri bimbi rifiutati.

di Antonella Mariani

BRIDGET E INFERMIERA 24082019La piccola, tre anni e mezzo, è stata "scartata" dai committenti americani per il suo handicap. Reportage-choc della rete Abc news racconta la sua storia. E svela: almeno altri 10 neonati abbandonati

Avevano pagato una donna perché partorisse i loro figli. Ma uno è morto alla nascita e l’altra ha riportato danni cerebrali gravi. Così i suoi genitori legali, arrivati dagli Stati Uniti, hanno ripreso l’aereo abbandonando all’ospedale la neonata sebbene porti il loro cognome.

È una storia atroce, quella che arriva dall’Ucraina, il Bengodi europeo dalla maternità surrogata; quella di una bambina prima commissionata e poi scartata come un prodotto difettoso e che ora cresce tutta sola in un orfanotrofio. Una storia emersa grazie alla tenacia di una giornalista della rete australiana Abc News, Samantha Hawley, che dopo un anno di ricerche ha incontrato la piccola Bridget e l’infermiera che si occupa di lei nell’istituto di Zaporizhzhya, un centro industriale a sud-est della capitale Kiev.

Questi i dati di cronaca, raccontati da Hawley in un toccante reportage televisivo di oltre 20 minuti e in un lungo articolo rintracciabile sul Web: Matthew S. E.T., 39 anni, e la matura moglie Irmgard P., 61, stipulano un contratto di utero in affitto in Ucraina. Nel febbraio 2016 la madre portatrice, che vive nell’area di guerra, a Donetsk, mette al mondo due gemelli alla 25esima settimana di gestazione. Uno muore. L’altra è Bridget, 800 grammi di peso. I medici riscontrano danni cerebrali. La coppia americana è delusa, si aspettava un figlio perfetto, non certo un prodotto difettoso... Così rifiutano Bridget, tornano in California e dopo cinque mesi, con una lettera formale chiedono ai medici di «staccare la spina» alla figlia lontana, visto che le sue condizioni appaiono irreversibili. Si apre una questione: la bambina è legalmente figlia di due americani, non ha la cittadinanza ucraina, non può essere dichiarata adottabile e dunque resta in orfanotrofio, compromettendo le possibilità di ripresa che avrebbe avuto in una famiglia amorevole.

Due anni dopo la nascita i coniugi inviano un ulteriore documento, «firmato alla presenza del console generale dell’ambasciata Usa», in cui danno il loro consenso all’adozione di Bridget. Ma questo non cambia la sorte della piccola.

 Inaspettatamente, comunque, Bridget vive. Cresce. Oggi ha 3 anni e mezzo, è disabile, ha un ritardo intellettivo e motorio, ma con la sua dolcezza abbaglia la giornalista australiana che è riuscita a rintracciarla e incontrarla. L’infermiera che segue Bridget da quando è nata, Marina Boyko, la fa giocare, la abbraccia e assicura che la piccola bionda è in grado di capire ciò che le si dice, probabilmente potrà camminare. Certo, se avesse avuto una famiglia amorevole accanto anziché un orfanotrofio e delle infermiere, per quanto affettuose, le cose sarebbero potute andare diversamente. I genitori americani, interpellati da Abc News, confermano i fatti ma non spiegano le ragioni del loro rifiuto, peraltro piuttosto chiari. Il Garante dell’Infanzia ucraino è al corrente dei fatti, conosce la storia di Bridget Irmgard P.-E. e si lascia sfuggire che i figli della surrogata scartati dai committenti perché imperfetti sono almeno una decina. I casi noti.

In Ucraina la surrogata commerciale è legale per le coppie eterosessuali sterili anche straniere e in pochi anni, con la sua rete di cliniche e di madri portatrici, assoldate tra le ragazze più povere, è diventata una delle mete favorite per gli aspiranti genitori del ricco Occidente.

A svelare uno dei volti meno noti e più disumani dell’utero in affitto – quello dei figli scartati – è la stessa reporter che nel 2014 scoprì il caso di Gammy, il neonato affetto dalla sindrome di Down che, a differenza della sorellina, fu rifiutato dalla coppia australiana che la lasciò alla madre surrogata, una giovane thailandese povera in canna. Dopo Gammy, Samantha Hawley nel 2015 si mise sulle tracce di un maschietto rifiutato in India dalla coppia committente australiana che anche in quel caso portò con sé la sorellina, ma trovò un tale muro di omertà che non riuscì mai a documentare la vicenda. La triste sorte di Gammy colpì l’opinione pubblica ed ebbe un effetto dirompente, tanto che oggi sia la Thailandia sia l’India hanno messo al bando (ufficialmente) per gli stranieri l’utero in affitto. Il mercato asiatico si è ristretto, dunque, lasciando ancora più spazio all’Ucraina. Uno sfruttamento disumano di donne bisognose, che tra gli altri “danni collaterali” enumera lo scarto degli «imperfetti». Come Bridget. (da Avvenire.it di venerdì 23 agosto 2019)

 

Auguri ai neobattezzati Nicolo’, Samantha Josephine e Kris.

 

Condoglianze ai famigliari di Aldo Federico che è tornato alla casa del Padre Celeste.

 

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1. Giovedì 29 agosto h. 21.15 incontro dei Consigli Pastorali Parrocchiali nel salone dell’ Oasi Serena.

 2. Venerdì 30 agosto – inizio della Novena in preparazione alla festa della Natività della B. V. Maria. La ‘Novena sarà legata alla S. Messa delle 18.30.

            S. Messa per don Giuseppe Riva nel 23° anniversario della sua morte.

 3. Sabato 31 agosto – ultima S. Messa nella cappella Stella Maris del Villaggio Piras.

 4. Domenica 1 settembre 12° Giornata per la Custodia del Creato.

 

 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Martedì 27 agosto

* Ore 19.00 nella cappella dell’Istituto San Vincenzo: Santa Messa in onore della Madonna della Medaglia Miracolosa (in parrocchia non ci sarà la Messa delle 19.00).

 2) Giovedì 29 agosto h. 21.15 incontro dei Consigli Pastorali Parrocchiali nel salone dell’Oasi Serena.

 3) Sabato 31 agosto

* Pellegrinaggio all’isola di Santo Stefano. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel.3491534378) o in sacrestia.

 4) Dal 25 settembre al 7 ottobre pellegrinaggio parrocchiale a Cracovia - Czestochowa- Auschwitz - Vienna e Praga. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

(sino a domenica 8 settembre 2019)

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Sacra Famiglia - Padule

Ore 19.00 Madonna della Pace – Stagnali

Ore 20.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Villaggio Piras

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 18.00 SS. Trinità

 

 

NUOVI ORARI PER LE CONFESSIONI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

Durante l’estate i confessori saranno disponibili:

Mercoledì: dalle 18.00 alle 20.00.

Venerdì: dalle 10.00 alle 12.00.

Venerdì: dalle 18.00 alle 20.00.

Sabato sera e la domenica per quanto possibile prima, durante e subito dopo le Messe.

 

 

 

M A G I S T E R O

MARIA È ASSUNTA IN CIELO: PICCOLA E UMILE, RICEVE PER PRIMA LA GLORIA PIÙ ALTA

MARIA ASSUNTA 25082019Nel Vangelo di Lc 1,46-47 la Vergine Santissima prega dicendo: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore». Guardiamo ai verbi di questa preghiera: magnifica ed esulta. Si esulta quando accade una cosa così bella che non basta gioire dentro, nell’animo, ma si vuole esprimere la felicità con tutto il corpo: allora si esulta. Maria esulta a motivo di Dio. Chissà se anche a noi è capitato di esultare per il Signore: esultiamo per un risultato ottenuto, per una bella notizia, ma oggi Maria ci insegna a esultare in Dio. Perché? Perché Lui - Dio - fa «grandi cose».

Le grandi cose sono richiamate dall’altro verbo: magnificare. “L’anima mia magnifica”. Magnificare. Infatti magnificare significa esaltare una realtà per la sua grandezza, per la sua bellezza… Maria esalta la grandezza del Signore, lo loda dicendo che Lui è davvero grande. Nella vita è importante cercare cose grandi, altrimenti ci si perde dietro a tante piccolezze. Maria ci dimostra che, se vogliamo che la nostra vita sia felice, al primo posto va messo Dio, perché Lui solo è grande. Quante volte, invece, viviamo inseguendo cose di poco conto: pregiudizi, rancori, rivalità, invidie, illusioni, beni materiali superflui… Quante meschinità nella vita! Lo sappiamo. Maria oggi invita ad alzare lo sguardo alle «grandi cose» che il Signore ha compiuto in lei. Anche in noi, in ognuno di noi, il Signore fa tante grandi cose. Bisogna riconoscerle ed esultare, magnificare Dio, per queste grandi cose.

Sono le «grandi cose» che festeggiamo oggi. Maria è assunta in cielo: piccola e umile, riceve per prima la gloria più alta. Lei, che è una creatura umana, una di noi, raggiunge l’eternità in anima e corpo. E lì ci aspetta, come una madre aspetta che i figli tornino a casa.

Ella ci ama, ci sorride e ci soccorre con premura. Come ogni madre vuole il meglio per i suoi figli e ci dice: “Voi siete preziosi agli occhi di Dio; non siete fatti per i piccoli appagamenti del mondo, ma per le grandi gioie del cielo”. Ogni volta che prendiamo in mano il Rosario e la preghiamo facciamo un passo avanti verso la grande meta della vita.

Lasciamoci attirare dalla bellezza vera, non facciamoci risucchiare dalle piccolezze della vita, ma scegliamo la grandezza del cielo. La Vergine Santa, Porta del cielo, ci aiuti a guardare ogni giorno con fiducia e gioia là, dove è la nostra vera casa, dove è lei, che come madre ci aspetta. (Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria - ANGELUS - 15 agosto 2019)

 

SCOPRIAMO ED ESERCITIAMO LA BELLEZZA DELL'ADORAZIONE A DIO

 

Nel vangelo di Lc 12,49-53 Gesù avverte i discepoli che è giunto il momento della decisione. La sua venuta nel mondo, infatti, coincide con il tempo delle scelte decisive: non si può rimandare l’opzione per il Vangelo. E per far comprendere meglio, si avvale dell’immagine del fuoco che Lui stesso è venuto a portare sulla terra. Dice così: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!». Queste parole hanno lo scopo di aiutare i discepoli ad abbandonare ogni atteggiamento di pigrizia, di apatia, di indifferenza e di chiusura per accogliere il fuoco dell’amore di Dio; quell’amore che, come ricorda San Paolo, «è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo». Perché è lo Spirito Santo che ci fa amare Dio ed il prossimo; è lo Spirito Santo che tutti abbiamo dentro.

Gesù ci rivela il suo più ardente desiderio: portare sulla terra il fuoco dell’amore del Padre, che accende la vita e mediante il quale l’uomo è salvato. Gesù ci chiama a diffondere nel mondo questo fuoco, grazie al quale saremo riconosciuti come suoi veri discepoli.  

L’adesione al fuoco dell’amore che Gesù ha portato sulla terra avvolge l’intera nostra esistenza e richiede l’adorazione a Dio e anche una disponibilità a servire il prossimo. Adorare Dio, vuol dire anche imparare la preghiera dell’adorazione, che di solito dimentichiamo. Ecco perché invito tutti a scoprire la bellezza della preghiera dell’adorazione e di esercitarla spesso. E poi, la disponibilità a servire il prossimo: penso con ammirazione a tante comunità e gruppi di giovani che si dedicano a questo servizio in favore di ammalati, poveri, persone con disabilità. Così il Vangelo si manifesta davvero come il fuoco che salva, che cambia il mondo a partire dal cambiamento del cuore di ciascuno.

In questa prospettiva, si comprende anche l’altra affermazione di Gesù, che di primo acchito può sconcertare: «Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione» (Lc 12,51). Egli è venuto a “separare col fuoco”. Separare che? Il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. In questo senso è venuto a “dividere”, a mettere in “crisi” – ma in modo salutare – la vita dei suoi discepoli, spezzando le facili illusioni di quanti credono di poter coniugare vita cristiana e mondanità, vita cristiana e compromessi di ogni genere, pratiche religiose e atteggiamenti contro il prossimo. Quanti sedicenti cristiani vanno dall’indovino o dall’indovina a farsi leggere la mano! E questa è superstizione, non è di Dio. Occorre coerenza con il Vangelo. Perché è buono dirsi cristiani, ma occorre soprattutto essere cristiani nelle situazioni concrete, testimoniando il Vangelo che è essenzialmente amore per Dio e per i fratelli. (ANGELUS -Domenica 18/08/2019)

 

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI: «Fra loro tutto era comune»

(AT 4,32)

 La comunità cristiana nasce dall’effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo. C’è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l’esperienza della koinonia. Cosa vuol dire, questa parola strana? È una parola greca che vuol dire «mettere in comunione», «mettere in comune», essere come una comunità, non isolati. Questa è l’esperienza della prima comunità cristiana, cioè mettere in comune, «condividere», «comunicare, partecipare», non isolarsi. Nella Chiesa delle origini, questa koinonia, questa comunità rimanda anzitutto alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo. Per questo, quando facciamo la comunione noi diciamo “ci comunichiamo”, entriamo in comunione con Gesù e da questa comunione con Gesù arriviamo alla comunione con i fratelli e le sorelle. E questa comunione al Corpo e al Sangue di Cristo che si fa nella Santa Messa si traduce in unione fraterna, e quindi anche a quello che è più difficile per noi: mettere in comune i beni e al raccogliere il denaro per la colletta a favore della Chiesa madre di Gerusalemme (cfr Rm 12,13; 2Cor 8–9) e delle altre Chiese. Se voi volete sapere se siete buoni cristiani dovete pregare, cercare di accostarvi alla comunione, al sacramento della riconciliazione. Ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito, è quando la conversione arriva alle tasche, quanto tocca il proprio interesse: lì è dove si vede se uno è generoso con gli altri, se uno aiuta i più deboli, i più poveri. Quando la conversione arriva lì, stai sicuro che è una vera conversione. Se rimane soltanto nelle parole non è una buona conversione. La vita eucaristica, le preghiere, la predicazione degli Apostoli e l’esperienza della comunione (cfr At 2,42) fanno dei credenti una moltitudine di persone che hanno «un cuore solo e un’anima sola» e che non considerano loro proprietà quello che possiedono, ma tengono tutto in comune. È un modello di vita così forte, che aiuta noi ad essere generosi e non tirchi. Per questo motivo, «nessuno tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno». Sempre la Chiesa ha avuto questo gesto dei cristiani che si spogliavano delle cose che avevano in più, delle cose che non erano necessarie per darle a coloro che avevano bisogno. E non solo dei soldi: anche del tempo. Quanti cristiani fanno volontariato! Ma questo è bellissimo! È comunione, condividere il mio tempo con gli altri, per aiutare coloro che hanno bisogno. E così il volontariato, le opere di carità, le visite ai malati; bisogna sempre condividere con gli altri, e non cercare soltanto il proprio interesse. Un esempio concreto di condivisione e comunione dei beni ci giunge dalla testimonianza di Barnaba: egli possiede un campo e lo vende per consegnare il ricavato agli Apostoli. Ma accanto al suo esempio positivo ne appare un altro tristemente negativo: Anania e sua moglie Saffira, venduto un terreno, decidono di consegnare solo una parte agli Apostoli e di trattenere l’altra per loro stessi. Questo imbroglio interrompe la catena della condivisione gratuita, la condivisione serena, disinteressata e le conseguenze sono tragiche, sono fatali. L’apostolo Pietro smaschera la scorrettezza di Anania e di sua moglie e gli dice: «Perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? […] Non hai mentito agli uomini ma a Dio». Potremmo dire che Anania ha mentito a Dio per via di una coscienza ipocrita. L’ipocrisia è il peggior nemico di questa comunità cristiana, di questo amore cristiano: quel far finta di volersi bene ma cercare soltanto il proprio interesse. Venire meno alla sincerità della condivisione, infatti, o venire meno alla sincerità dell’amore, significa coltivare l’ipocrisia, allontanarsi dalla verità, diventare egoisti, spegnere il fuoco della comunione e destinarsi al gelo della morte interiore. Chi si comporta così transita nella Chiesa come un turista. Ci sono tanti turisti nella Chiesa che sono sempre di passaggio, ma mai entrano nella Chiesa: è il turismo spirituale che fa credere loro di essere cristiani, mentre sono soltanto turisti delle catacombe. No, non dobbiamo essere turisti nella Chiesa, ma fratelli gli uni degli altri. Una vita impostata solo sul trarre profitto e vantaggio dalle situazioni a scapito degli altri, provoca inevitabilmente la morte interiore. E quante persone si dicono vicine alla Chiesa, amici dei preti, dei vescovi mentre cercano soltanto il proprio interesse. Queste sono le ipocrisie che distruggono la Chiesa! Il Signore riversi su di noi il suo Spirito di tenerezza, che vince ogni ipocrisia e mette in circolo quella verità che nutre la solidarietà cristiana, la quale è l’espressione irrinunciabile della natura della Chiesa, madre tenerissima di tutti, specialmente dei più poveri.

(UDIENZA GENERALE – Mercoledì 21/08/2019) a cura di A. Panzera

 
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