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n°27 Sabato 6 luglio 2019

 

EDITORIALE

 Una grazia speciale per la nostra Isola: arrivano le reliquie di Santa Bernadette!

SANTA BERNADETTE 3Quest'anno si sovrappongono il 175esimo anno della nascita e il 140esimo della morte di Bernadetta Soubirous, la giovane pastorella di Lourdes, alla quale apparve la Madonna l'11 febbraio 1858. Le apparizioni proseguirono fino al 16 luglio 1858.

Dopo essere diventata suora, Bernadette si ritirò in convento. Morì a Nevers a 35 anni. Fu beatificata nel 1925 e canonizzata l'8 dicembre 1933 da Papa Pio XI.

Il Santuario di Lourdes dedica il 2019 a Santa Bernadette prendendo la decisione di venerarla portando in pellegrinaggio le sue reliquie. La statua di Nostra Signora di Lourdes e l’urna, contenente, una costola della Santa, arriveranno nella nostra isola venerdì 12 luglio alle ore 21.15 e ripartiranno il giorno seguente alle ore 15.45. (Vedi prima degli avvisi il programma dettagliato)

Don Andrea

 

  La Maddalena, parrocchia estiva

FOTO S.MARIA 2018La stagione estiva, piena di sole e di vita, è il tempo dell’incontro tra gli uomini. A La Maddalena, la popolazione è raddoppiata. Tante case, durante l’inverno solitarie e chiuse, si animano di vacanzieri. I traghetti trasportano molti turisti, così pure le barche da traffico, il nostro mare è solcato da ogni tipo di imbarcazioni. Negozi e ristoranti che erano chiusi, sono riaperti. Per molti è tempo di riposo, per molti altri tempo di molto lavoro, alle volte l’unico, sperando che sia giustamente retribuito.

 Anche le chiese si riempiono di fedeli. Durante l’estate, con i nuovi orari, si celebrano messe festive in tante chiese dell’isola. È bello vedere famiglie che nel tempo delle vacanze, si ricordano del Datore di ogni dono e vengono alla Messa per ringraziarlo. Dovrebbero farlo anche i nostri residenti con i loro figli e non dire loro con i fatti: “Dio non c’è, è andato in vacanza”. Molti approfittano dell’estate per avvicinarsi al sacramento della Riconciliazione (Confessione). Per questo sono stati pubblicati gli orari delle confessioni.

L’estate maddalenina è particolarmente ricca di eventi perché si celebra la festa della Madonna della Pace, la novena e la festa di Santa Maria Maddalena, patrona della Città e dell’arcipelago, e la festa della Natività delle Beata Vergine Maria patrona della parrocchia di Moneta. In coincidenza con queste feste si vivono intensi momenti religiosi come le Messe e le processioni, si celebrano eventi culturali, artistici, musicali, sportivi, conviviali. A questi si aggiungono quelli organizzati dal Comune. Per cui è una stagione ricca di eventi. Durante l’estate, contemplando le meraviglie della natura che Dio ci ha dato, tanti elevano la mente a lui per lodarlo e ringraziarlo. Anche i pellegrinaggi alle Isole, frequentati dai locali e dai turisti, e che la parrocchia organizza ogni 15 giorni, con la celebrazione della Messa nella cattedrale del creato, favoriscono la lode di Dio.       

        D.D.

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

■ Messori: "Bernadette? Impossibile non amarla" intervista di Costanza Signorelli

S. Bernadette 1Alla fine di aprile sono atterrate a Orio al Serio (Bergamo) le reliquie di Bernadette Soubirous, che nei prossimi mesi faranno il giro di trentaquattro diocesi italiane. Ebbene: che cosa viene a dirci oggi questa straordinaria santa?

Lo chiediamo a Vittorio Messori che ci svela perché il messaggio della Madonna di Lourdes sia più attuale che mai. «In Bernadette vive la realizzazione più radicale del Vangelo. Se fosse qui? Vorrebbe che tutti guardassero alla Signora e al suo piano di Salvezza».

Come il Cielo, ovvero come uno spazio privo di confini e di ostacoli: così fu Bernadette Soubirous per la Madonna. Fu il suo pezzo di Cielo in terra, ove Ella poté muoversi in totale libertà al fine di realizzare il suo piano di Salvezza per le anime e il mondo intero. Forse fu per questo che “la Signora”, con la piccola santa di Lourdes, si sentì come a casa.

Del resto: «Se si conosce Bernadette, è impossibile non innamorarsi di lei e non pensare al Paradiso», ne è sicuro Vittorio Messori che, sulle diciotto apparizioni della Santa Vergine a Lourdes, ha partorito uno dei saggi più completi che siano stati scritti. Ma ancor di più: Messori rimane, per sua stessa ammissione, uno dei più ferventi devoti del Santuario mariano ed, insieme, della «piccola analfabeta sulle cui spalle grava l’intera verità di quell’evento soprannaturale».

A lui, perciò, abbiamo chiesto di parlarci di questa straordinaria Santa, in occasione del fatto che la sua reliquia - una costola del corpo incorrotto - è in visita proprio nel nostro Paese.

 Messori, in questi giorni, una reliquia di Santa Bernadette sta facendo il giro delle diocesi italiane. Un’occasione che mi porta a domandarle: secondo lei cosa viene a dirci oggi Bernadette?

Le rispondo con un aneddoto. Quando, in piena notte, Bernadette raggiunse il convento di Nevers, dove si sarebbe rinchiusa sino alla fine dei suoi giorni, alzò lo sguardo al cielo e disse: «Io sono venuta qui per nascondermi, la Santa Vergine si è servita di me e poi mi ha rimessa, giustamente, al mio posto e io ne sono felice». Dopo anni di clausura, un bel giorno proposero a Bernadette di tornare per qualche tempo nella sua amata Lourdes. Lei subito rispose: «Non ci tornerò mai. Io non sono importante, solo la Signora è importante, perciò io non voglio oscurare la Signora, nemmeno per un giorno. Il mio posto è qui, non tra la folla». Ecco vede, io non so se Bernadette sia davvero contenta che si porti in giro un pezzo del suo corpo incorrotto. Di certo, però, lei sarebbe felicissima se questa fosse un’occasione per attirare tutta l’attenzione possibile sulla Madonna di Lourdes e sui suoi messaggi. Per il resto, Bernadette vorrebbe solamente scomparire.

 Si può dire che questo nascondimento fu uno dei segni più grandi della sua santità?

La ricerca del nascondimento fu senza dubbio uno dei caratteri principali della santità di Bernadette. Diceva di essere soltanto uno strumento, «la scopa di cui la Vergine si è servita per poi celarmi dietro la porta», e non comprendeva nemmeno perché fosse stata scelta proprio una come lei. Bernadette - una volta detto ciò che le era stato chiesto di riferire - avrebbe voluto tacere per sempre. Infatti a Nevers, ottenne la garanzia che non avrebbe mai più parlato di Lourdes.

Il giorno dopo il suo arrivo nel convento, la superiora riunì tutte le suore del monastero e dei paesi vicini, la santa allora raccontò del suo incontro con la Madonna di Lourdes, dopodiché tutti furono obbligati al silenzio, con suo grande sollievo. Nonostante in moltissimi si recassero a Nevers per incontrarla, Bernadette riceveva, perché obbligata dalle suore, soltanto i vescovi. E, alle loro domande, non faceva che ripetere: «Restate alle cose che ho detto subito dopo averle ascoltate». Questa sua volontà di nascondimento la mantenne persino dopo la morte.

 Cioè?

Chiunque entri nella chiesa del convento di Nevers, non vedrà subito Bernadette. Solo cercandola, infatti, si può scorgere il suo corpo incorrotto, in un altare laterale: «Se proprio mi volete seppellire in chiesa - disse poco prima di morire -mettetemi in un punto nascosto». E di certo non è contenta della cassa, sin troppo lussuosa, in cui l’hanno deposta.

 E allora veniamo al messaggio di Lourdes. La prima cosa che la Madonna disse a Bernadette fu: «Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell’altro»…

E così accadde. Bernadette trascorse la vita nel dolore fisico. Morì a 35 anni, tra grandissime sofferenze, eppur non si è mai lamentata. Lei non si è cercata il dolore, non era certo masochista, ma l'ha sempre accettato e accolto. Una volta, nel tratto finale della sua vita, poiché respirava con grandissima fatica, le scappò di dire: «Mi piacerebbe che qualcuno mi aprisse il petto per poter respirare meglio». Si pentì subito di quello che lei considerò un lamento.

Un altro giorno, invece, che per l’ennesima volta trascorse in infermeria, Bernadette ebbe a dire: «Il mio mestiere è essere malata». Bernadette ha vissuto nella dimensione della fede vera: cioè ha accettato sempre e volentieri tutto quello che il Cielo le mandava, senza mai chiedere, né più né meno.

 Tornando all’apparizione: la Madonna parlò della Vita eterna - “l’altro mondo” - come promessa di felicità…

Un giorno una consorella disse a Bernadette: «Tu soffri molto, ma tanto sei sicura di andare in Paradiso perché te l'ha promesso la Santa Vergine». Bernadette, che in certi momenti sapeva essere severa, rispose secca: «Il Paradiso? Ci andrò soltanto se me lo merito!», non sentendosi affatto sicura di guadagnarselo. Questo per dire con quale coscienza della Vita eterna, Bernadette visse ogni giorno su questa terra.

 Molto spesso si considera Lourdes come un luogo di guarigione fisica, a ben vedere però la Madonna non parlò mai di “malati o malattie” del corpo…

La Madonna è venuta per aiutarci a guarire nello spirito, Lourdes nella sua essenza non è una clinica del corpo, ma è una clinica dello spirito. Bernadette stessa, non chiese mai la guarigione fisica, ma chiedeva incessantemente quella dell’anima. Con questo, intendiamoci: le guarigioni fisiche concesse dal Cielo sono preziose e sono la prova materiale della veridicità di queste apparizioni mariane. Inoltre va detto che Lourdes è l'unico santuario al mondo ad avere un ufficio medico al proprio interno, dove sono stati accertati molti miracoli. Eppure, preme sottolineare che la Madonna, nelle sue 18 apparizioni, parla di peccato, parla di penitenza in riparazione al male spirituale, ma non parla mai di malattia e guarigione fisica. A tal proposito è molto significativo ciò che accadde al corpo di Bernadette dopo la sua morte.

 

Cosa accadde?

Quando, nel 1879, morì (all’età, lo dicevamo, di soli 35 anni) ne dimostrava più di 70, tanto il suo corpo era consumato, quasi marcito per i mali che l'avevano devastata. Ebbene: non solo la morte non è mai riuscita a decomporre il suo corpo, ma l'ha proprio trasformato, facendola diventare bellissima. Le vecchie suore che avevano vissuto con lei e assistettero alla riesumazione della salma, rimasero sbalordite perché videro con i loro occhi che la morte l'aveva trasfigurata. Due di esse svennero e crollarono a terra per l’emozione.

 Torniamo alle parole che la “Signora” proferì durante le apparizioni. Mercoledì 24 febbraio 1858, Ella disse: «Penitenza, penitenza, penitenza. Pregate per la conversione dei peccatori». Cosa significava «fare penitenza» per Bernadette?

Papa Bergoglio ha detto più volte che vuole che la Chiesa sia come un ospedale da campo. Ecco: Lourdes è esattamente un ospedale, ma (non dimentichiamolo!) innanzitutto per i mali spirituali. La Madonna a Lourdes è venuta per aiutarci nello spirito, per guarire nell’anima. Allora, questa "penitenza" invocata per tre volte, serve proprio a ricordarci questo: dobbiamo pregare tanto, dobbiamo allontanarci con forza dal peccato e dobbiamo curare i beni dello spirito.

Oggi c'è la pericolosa tendenza a concepire la Chiesa come una realtà orizzontale e non verticale: la si vuole ridurre ad una Ong, ovvero ad un’organizzazione impegnata a sanare i mali materiali del mondo.

Ecco, la Madonna a Lourdes, attraverso Bernadette, ci ricorda che la principale missione della Chiesa è di condurci alla Vita eterna. Le opere di carità materiale sono necessarie e preziose, ma solo se sono una conseguenza della fede .

 Senta, Messori, un’ultima domanda: tra tutte le apparizioni mariane, perché porta nel cuore proprio Lourdes e santa Bernadette?

Io sono nato il 16 aprile che è proprio il giorno della nascita al cielo di Bernadette. Tra l’altro è anche il compleanno del Papa emerito, Joseph Ratzinger, con cui ci siamo sempre rallegrati di essere nati lo stesso giorno della santa di Lourdes. Ma a parte gli aneddoti, ciò che mi ha sempre attirato di Lourdes è questa evidenza che si impone: i disegni di Dio, non sono quelli degli uomini. Se ci pensiamo: quando noi uomini vogliamo annunciare qualcosa di veramente importante, scegliamo il personaggio più quotato, più noto, più titolato. Al contrario, quando Maria ha voluto parlarci, ha scelto davvero l'ultima tra gli ultimi: non c'era nessuna più ignorante, più malata, più piccola, più ignorata, meno apprezzata, più sospettata: suo padre era stato denunciato per furto, sua madre aveva la fama di ubriacona. Lei stessa nelle preghiere alla Madonna disse: «Se ci fosse stata sulla terra una bambina più ignorante e stupida, Voi avreste scelto quella». Conoscendola davvero è impossibile non innamorarsi: in Bernadette vive il Vangelo allo stato puro. È la più povera, ma alla quale è stato dato tutto ciò che conta. Ecco, io vedo in Bernadette la realizzazione più radicale del Vangelo. Per questo ogni sera le chiedo di intercedere per noi tutti. (dal sito La Nuova Bussola Quotidiana)

 

■ Rivoluzione nelle diocesi della Sardegna.


antonello-MuraDomenica prossima farà l’ingresso nella cattedrale di Oristano il nuovo arcivescovo Mons. Roberto Carboni. Ma continuerà ad essere Amministratore della vicina diocesi di Ales e Terralba dove prima era vescovo. La settimana scorsa è stato nominato il nuovo vescovo di Nuoro Mons. Mura Antonello ma continuerà ad essere Amministratore della vicina diocesi di Lanusei dove prima era vescovo. Le due diocesi rimarranno distinte ma avranno un solo vescovo, di fatto vengono accorpate. Sembra si stia realizzando il progetto tante volte raccomandato da papa Francesco di ridurre il numero delle piccole diocesi in Italia. Fra qualche anno anche il vescovo di Tempio – Ampurias Mons. Sebastiano Sanguinetti, per raggiunti limiti di età, dovrebbe essere sostituito da un nuovo vescovo. Stando all’orientamento delle due nomine precedenti si ipotizza che Mons. Corrado Melis, attualmente vescovo di Ozieri, possa essere il nuovo vescovo di Tempio-Ampurias e insieme Amministratore della diocesi di Ozieri.

 xroberto-carboni-268x268.jpg.pagespeed.ic.kAF3OoHmyUAnche queste due diocesi potrebbero essere accorpate, dal momento che la diocesi di Ozieri ha circa 40 mila abitanti e quella di Tempio-Ampurias circa 150.000. Tutto questo è una ipotesi ma con qualche fondamento.

 L’accorpamento delle piccole diocesi, come dice papa Francesco, comporterebbe un risparmio di personale e di strutture (si pensi a due curie, due seminari).Ci sarebbe qualche svantaggio. Le distanze che in Sardegna non sono insignificanti, e le tradizioni. Ma il mondo si fa sempre più villaggio. All’inizio tutto rimarrà come prima, ma pian piano le cose cominceranno a cambiare. Indubbiamente bisognerà ritoccare i confini delle diocesi che saranno accorpate.     

                D.D.

 

■ Il confessionale è inviolabile

Una nota recente della Penitenzieria apostolica ribadisce che il sigillo sacramentale va difeso se necessario fino al martirio. Il segreto confessionale è assoluto, non ammette deroghe di sorta. È questa la dottrina cattolica di sempre. La nota nasce dalle pressioni intensificatesi in questi ultimi anni da parte di diversi Stati, a seguito degli scandali per abusi sessuali, affinché i sacerdoti denuncino crimini e violenze su minori appresi in confessionale. Una legge, approvata lo scorso febbraio in Australia, prevede fino a due anni di carcere per chi non riporti crimini su minori, senza alcuna esenzione per quanto appreso da ministri di culto cattolici o ortodossi in confessionale. Sul sigillo sacramentale nessun potere umano ha giurisdizione ne può rivendicarla, ricorda la nota vaticana. Al confessore non è consentito mai e per nessuna ragione tradire il penitente con parole o in qualunque altro modo così come è proibito al confessore far uso delle conoscenze acquisite dalla confessione. Il sigillo sacramentale comprende tutti i peccati sia del penitente che di altri conosciuti dalla confessione del penitente, sia mortali che veniali sia occulti sia pubblici. Ciò vale anche quando la confessione fosse invalida o per qualche ragione l’assoluzione non venisse data. Non è mai consentito porre al penitente come condizione per l’assoluzione l’obbligo di costituirsi alla giustizia, al contempo appartiene alla struttura stessa del sacramento della Riconciliazione, quale condizione per la sua validità, il sincero pentimento insieme al fermo proposito di emendarsi e di non reiterare il male commesso. Qualora si presenti un penitente che sia stato vittima del male altrui, sarà premura del confessore istruirlo riguardo ai suoi diritti, nonchè circa i concreti strumenti giuridici cui ricorrere per denunciare il fatto e invocarne la giustizia.                                

                    D.D.

 

■ Nuovo libro sulla chiesa della Trinita.

Il CORISMA, il gruppo di appassionati studiosi di storia maddalenina, ha portato a termine un documentato e prezioso lavoro sulla storia della chiesa della Trinita di cui proprio quest’anno ricorre il 250° anniversario della costruzione. Ricordiamo che la Trinita, tanto venerata dai Maddalenini, è la prima chiesa dell’Isola, edificata lì dove viveva la prima comunità isolana. Fu dedicata inizialmente a Santa Maria Maddalena. Quando, con lo spostarsi della popolazione vicino al mare, si costruì la nuova e più grande chiesa “alla marina”, questa fu dedicata a Santa Maria Maddalena e quella di Collo Piano, la prima, fu dedicata alla Santissima Trinità, forse ispirandosi alla Trinità di Bonifacio. Siamo riconoscenti al gruppo di studiosi maddalenini e insieme curiosi di leggere il libro. Non sarebbe male presentarlo in occasione dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona dal momento che a lei inizialmente fu dedica quella chiesa. 

                                    D.D.

 

■ Condoglianze ai famigliari di Giovanni Madau e Giovanni Murgia che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Nuovi orari per le Confessioni

Durante l’estate i confessori saranno disponibili:

Mercoledì: dalle 18.00 alle 20.00.

Venerdì: dalle 10.00 alle 12.00.

Venerdì: dalle 18.00 alle 20.00.

Sabato sera e la domenica per quanto possibile prima, durante e subito dopo le Messe.

 

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

Ore 7.30 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Sacra Famiglia - Padule

Ore 19.00 Madonna della Pace – Stagnali

Ore 20.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Villaggio Piras (dal 13 luglio)

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 18.00 SS. Trinità

 

 

 

 CONCERTO D'ESTATE 29062019FESTA MADONNA DELLA PACE STAGNALI 2019-1

 

 

 

Visita delle reliquie di S. Bernadette:

 Da martedì 9 a giovedì 11 luglio triduo di preparazione durante la S.Messa delle ore 19.00

 

Venerdì 12 luglio

 h. 21.15 – accoglienza al porto, fiaccolata mariana con il simulacro di Nostra Signora di Lourdes a Cala Gavetta e veglia di preghiera per la città nella chiesa di S. Maria Maddalena.

 

Sabato 13 luglio

 h. 8.30 S. Messa con atto di affidamento a Maria e venerazione personale delle reliquie;

h. 9.30 preghiera per i giovani e le famiglie;

h. 11.00 rosario per gli ammalati e i sofferenti nel corpo e nello spirito;

h. 15.00 saluto alla Madonna e alle reliquie che verranno accompagnate processionalmente al porto.

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1. Domenica 7 luglio festa della Madonna della Pace a Stagnali ( vedi manifesto).

 2. Sabato 13 luglio h.19.00 S Messa nella cappella “Stella Maris” al Villaggio Piras (per i mesi di luglio e agosto)

 

PELLEGRINAGGI-2019-BIG

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Mercoledì 10 luglio h.18.00 S. Messa nella chiesa della SS. Trinità

 2. Giovedì 11 luglio Festa di san Benedetto, abate, patrono d’Europa.

 3. Venerdì 12 luglio arrivo delle reliquie di santa Bernadette. Vedi programma.

 4. Sabato 13 luglio h. 19.00: nella chiesa parrocchiale inizia la Novena di Santa Maria Maddalena, inserita nella Messa.

5.Sabato 27 luglio

Pellegrinaggio alle isole di Razzoli e Budelli. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

 6. Dal 25 settembre al 7 ottobre pellegrinaggio parrocchiale a Cracovia - Czestochowa- Auschwitz - Vienna e Praga. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

M A G I S T E R O

 GESÙ AMA LA CHIESA COME SUA SPOSA

 29 giugnoI Santi Pietro e Paolo nelle icone sono a volte raffigurati mentre sorreggono l’edificio della Chiesa. Questo ci ricorda le parole del Vangelo odierno, in cui Gesù dice a Pietro: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16,18). È la prima volta che Gesù pronuncia la parola “Chiesa”, ma più che sul sostantivo vorrei invitarvi a pensare all’aggettivo, che è un possessivo, “mia”: la mia Chiesa. Gesù non parla della Chiesa come di una realtà esterna, ma esprime il grande amore che nutre per lei: la mia Chiesa. È affezionato alla Chiesa, a noi. San Paolo scrive: «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei», cioè, spiega l’Apostolo, Gesù ama la Chiesa come sua sposa. Per il Signore noi non siamo un gruppo di credenti o un’organizzazione religiosa, siamo la sua sposa. Egli guarda con tenerezza la sua Chiesa, la ama con fedeltà assoluta, nonostante i nostri errori e tradimenti. Come quel giorno a Pietro, oggi dice a tutti noi: “mia Chiesa, voi siete mia Chiesa”.

E possiamo ripeterlo anche noi: mia Chiesa. Non lo diciamo con un senso di appartenenza esclusivo, ma con un amore inclusivo. Non per differenziarci dagli altri, ma per imparare la bellezza di stare con gli altri, perché Gesù ci vuole uniti e aperti. La Chiesa, infatti, non è “mia” perché risponde al mio io, alle mie voglie, ma perché io vi riversi il mio affetto. È mia perché me ne prenda cura, perché, come gli Apostoli nell’icona, anch’io la sorregga. Come? Con l’amore fraterno. Col nostro amore fraterno possiamo dire: la mia Chiesa.

In questa festa, che unisce due Apostoli tanto diversi, sarebbe bello che anche ognuno di noi dica: “Grazie, Signore, per quella persona diversa da me: è un dono per la mia Chiesa”. Siamo diversi ma questo ci arricchisce, è la fratellanza. Fa bene apprezzare le qualità altrui, riconoscere i doni degli altri senza malignità e senza invidie. L’invidia! L’invidia provoca amarezza dentro, è aceto sul cuore. Gli invidiosi hanno uno sguardo amaro. Tante volte, quando uno trova un invidioso, viene voglia di domandare: ma con che ha fatto colazione oggi, col caffelatte o con l’aceto? Perché l’invidia è amara. Rende amara la vita. Quant’è bello invece sapere che ci apparteniamo a vicenda, perché condividiamo la stessa fede, lo stesso amore, la stessa speranza, lo stesso Signore. Ci apparteniamo gli uni gli altri e questo è splendido, dire: la nostra Chiesa! Fratellanza.

Per intercessione degli Apostoli, chiediamo oggi la grazia di amare la nostra Chiesa. Chiediamo occhi che sappiano vedere in essa fratelli e sorelle, un cuore che sappia accogliere gli altri con l’amore tenero che Gesù ha per noi. E chiediamo la forza di pregare per chi non la pensa come noi – questo la pensa altrimenti, prego per lui – pregare e amare, che è il contrario di sparlare, magari alle spalle. Mai sparlare, pregare e amare.

(ANGELUS - Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo - Sabato 29/06/2019)

 

GESÙ CI VUOLE APPASSIONATI DI LUI E DEL VANGELO

 

Nel Vangelo di Lc 9,51-62, l’Evangelista dà inizio al racconto dell’ultimo viaggio di Gesù verso Gerusalemme. S.Luca ci presenta oggi tre personaggi che mettono in luce quanto è richiesto a chi vuole seguire Gesù fino in fondo, totalmente.

Il primo personaggio Gli promette: «Ti seguirò dovunque tu vada». Generoso! Ma Gesù risponde che il Figlio dell’uomo, a differenza delle volpi che hanno le tane e degli uccelli che hanno i nidi, «non ha dove posare il capo». La povertà assoluta di Gesù. Gesù, infatti, ha lasciato la casa paterna e ha rinunciato ad ogni sicurezza per annunciare il Regno di Dio alle pecore perdute del suo popolo. Così Gesù ha indicato a noi suoi discepoli che la nostra missione nel mondo non può essere statica, ma è itinerante. La Chiesa per sua natura è in movimento, non se ne sta sedentaria e tranquilla nel proprio recinto. La Chiesa è inviata! - a portare il Vangelo per le strade e raggiungere le periferie umane ed esistenziali.

Il secondo personaggio che Gesù incontra riceve direttamente da Lui la chiamata, però risponde: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». È una richiesta legittima, fondata sul comandamento di onorare il padre e la madre. Tuttavia Gesù replica: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti». Con queste parole, volutamente provocatorie, Egli intende affermare il primato della sequela e dell’annuncio del Regno di Dio, anche sulle realtà più importanti, come la famiglia. L’urgenza di comunicare il Vangelo, che spezza la catena della morte e inaugura la vita eterna, non ammette ritardi, ma richiede prontezza e disponibilità. Dunque, la Chiesa è itinerante, e qui la Chiesa è decisa, agisce in fretta, sul momento, senza aspettare.

Il terzo personaggio vuole anch’egli seguire Gesù ma a una condizione: lo farà dopo essere andato a congedarsi dai parenti. E questo si sente dire dal Maestro: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». La sequela di Gesù esclude rimpianti e sguardi all’indietro, ma richiede la virtù della decisione.

Guai a coloro che pensano di seguire Gesù per promuoversi, cioè per fare carriera, per sentirsi importanti o acquisire un posto di prestigio. Gesù ci vuole appassionati di Lui e del Vangelo.

(ANGELUS - Domenica 30/06/2019)

 

A BRACCIO DI FERRO CON DIO

 

Pregare sul serio significa fare persino a braccio di ferro con Dio o anche balbettare: l’importante è che non si faccia come i pappagalli cavandosela con due paroline da niente perché per pregare ci vuole coraggio. Alla celebrazione era presente, in forma privata, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

Durante la Quaresima, ci prepariamo alla Pasqua con tre opere: la preghiera, il digiuno e la carità . Oggi la Chiesa ci parla della preghiera di intercessione: cioè l’intercessione di Mosè. Il Signore, possiamo dire, si è arrabbiato: “Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori” così dice Dio a proposito del popolo che si era fatto un vitello d’oro. E Mosè, che vuole salvare il popolo, perché si sente uno di loro, incomincia a pregare, cioè a convincere il Signore di non punirli.

È la preghiera di intercessione, ma con la persuasione e gli parla come un maestro al discepolo: “Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio per farlo desistere dall'ardore della sua ira e abbandonare il proposito di fare del male al suo popolo”. Dunque Mosè incomincia a persuadere Dio, con una mitezza, ma anche fermezza ricordando a Dio le sue promesse, come se dicesse “ma, Signore, non fare brutta figura, tu hai fatto tutto questo”. È una preghiera di intercessione.

Il Signore, quando dice a Mosè della sua ira, gli fa una promessa: “Di te invece farò una grande nazione”. Ma Mosè: “No, o con il popolo o niente. Se tu fai perire questo popolo, cancella anche me”. E questa è l’intercessione con la persuasione. È un modo di intercedere. E nella Bibbia ci sono parecchi, parecchi, passi di intercessione: un altro, per esempio, è quello di Abramo, quando il Signore dice ad Abramo che distruggerà Sodoma. E Abramo, un uomo che aveva lottato nella vita, che anche aveva un nipote che ci abitava, voleva salvarla. E non lo fa con la persuasione, lo fa con il mercanteggiamento, come fa una donna sul prezzo, quando va a comprare al mercato: negozia. È un altro modo di intercedere: negoziare con il Signore. Così fa Abramo, la sua preghiera.

Nella Bibbia ci sono tanti casi ma pensiamo ad un altro modo di intercedere: pensiamo ad Anna, la mamma di Samuele che, in silenzio, sta lì, pregando, pregando, pregando, balbettando davanti al Signore, al punto che il sacerdote è lì che la guardava da vicino, e pensava fosse ubriaca. Lei sta chiedendo al Signore un figlio: l’angoscia di una donna; ma lì, intercede, davanti a Dio. Poi c’è un’altra signora, coraggiosa pure, nel Vangelo, la Cananea, che non usa la persuasione, non usa il mercanteggiamento, non usa l’insistenza silenziosa. Quando Gesù le dice: “Non posso, perché io sono per coloro del popolo di Israele. Io non posso dare il pane ai cagnolini”. Questa non si spaventa: “Ma anche i cagnolini mangiano le briciole del pane che cadono a terra”. E ottiene quello che vuole. È vero, ci vuole coraggio per pregare così . Quella parresia, quel coraggio di parlare a Dio faccia a faccia. E delle volte, quando uno vede come questa gente lotta con il Signore per avere qualcosa, uno pensa che lo fanno come se facessero il braccio di ferro con Dio, e così per arrivare a quello che chiedono: perché sono convinti, hanno fede che il Signore può dare la grazia.

Ci vuole tanto coraggio per pregare così e noi invece siamo tiepidi tante volte. La vera preghiera è questa: con il Signore. E quando io devo intercedere, devo farlo così, con coraggio.

La gente, nel parlato comune, usa un’espressione che a me dice tanto, quando vuole arrivare a qualcosa: “Ce la metto tutta”. Noi abbiamo una sicurezza: Gesù. Lui è il grande intercessore. Lui è asceso al Cielo, è davanti al Padre ad intercedere per noi. Lui fa la preghiera di intercessione continuamente. Prima della Passione, lo aveva detto a Pietro: “Pietro, Pietro, io pregherò per te, perché la tua fede non venga meno”. Quella intercessione di Gesù: Gesù prega per noi, in questo momento. E quando io prego, sia con la persuasione, sia con la negoziazione, sia balbettando, sia discutendo con il Signore, ma è Lui che prende la mia preghiera e la presenta al Padre.Gesù non ha bisogno di parlare davanti al Padre: gli fa vedere le sue piaghe. Il Padre vede le piaghe e concede la grazia. Quando noi preghiamo, pensiamo che lo facciamo con Gesù. Quando facciamo la preghiera di intercessione coraggiosa, lo facciamo con Gesù: Gesù è il nostro coraggio, Gesù è la nostra sicurezza, che in questo momento intercede per noi. Che il Signore ci dia la grazia di intraprendere questo cammino, di imparare ad intercedere. E quando qualcuno ci chiede di pregare, non farlo con due preghierine da niente, no: farlo sul serio, nella presenza di Gesù, con Gesù, che intercede per tutti noi davanti al Padre.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - 04/04/2019) a cura di A. Panzera

 
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Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 

Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 

Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 

Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.15 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

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