Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

n°26 Sabato 29 Giugno 2019

EDITORIALE

 L’obolo di San Pietro

GIORNATA CARITA PAPA 2019Nella domenica più vicina alla festa di san Pietro, che si celebra sabato 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli, in tutta la Chiesa cattolica si celebra la Giornata mondiale della carità del Papa, chiamata anche l’obolo di San Pietro. Le offerte che si raccolgono durante le Messe di quella domenica sono inviate al Papa per opere di carità. È un gesto antico iniziato con la prima comunità degli apostoli, e che continua a ripetersi perché la carità è il distintivo dei discepoli di Cristo: “Da questo conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). L’obolo è un gesto di fraternità con il quale ogni fedele può partecipare all’azione del Papa a sostegno dei più bisognosi e delle comunità ecclesiali in difficoltà, che si rivolgono alla Sede Apostolica. Con questo dono possiamo allargare lo sguardo ed il cuore alla Chiesa, sparsa nel mondo, che si fa compagna di strada di famiglie e popoli in cammino per lo sviluppo umano, spirituale e materiale, a beneficio di tutta la società. Sappiamo quanto stia facendo il Papa per i più poveri e come aiuti tante popolazioni provate dalla guerra, dalla persecuzione, dalla carestia. In questo periodo nel quale anche cristiani che frequentano la Chiesa criticano il Papa per il suo sostegno ai più disperati, l’obolo di San Pietro è un aiuto attraverso il Papa alle popolazioni bisognose ma è anche un gesto di comunione con lui e di solidarietà con la sua azione forte e coraggiosa in favore degli ultimi.                                           

           D.D.

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ La festa del Corpus Domini

PROCESSIONE CORPUS DOMINI 2019Una festa così importante per la Chiesa tutta è la solennità del Corpus Domini in cui si celebra il SS. Corpo e Sangue di Gesù, una festa che vuole esprimere la gioia, l'entusiasmo della Chiesa di avere in mezzo a sè il proprio Signore! Nella nostra isola una chiesa bella luminosa e tirata a lucido, grazie al lavoro degli operai e di tante persone di buona volontà che si sono prodigate per rimetterla in sesto, pulirla e abbellirla in ogni particolare, ha accolto i numerosi fedeli accorsi per partecipare a questa speciale festa. Hanno animato la messa le voci del coro S. Giovanni Paolo II che con il canto "tu sei il pane di vita" hanno accompagnato l'ingresso all'altare dei sacerdoti, i diaconi e le chierichette, preceduti dalla Croce portata dalla confraternita del Getsemani. Il parroco, don Andrea Domanski, che ha presieduto la celebrazione insieme a don Domenico Degortes e don Davide Mela, ringraziando il Signore per il dono del suo Corpo e del suo Sangue, ha rivolto il saluto di benvenuto al sindaco Luca Montella, a tutte le autorità civili e militari e a tutte le persone presenti. Immancabili i bambini con i loro sai bianchi che da poco hanno fatto il loro primo incontro con Gesù Eucaristia ed è proprio a loro che il parroco si è rivolto per spiegare al meglio il significato di questa festa, dove è esplicito il richiamo alla cena del Giovedì Santo quando Gesù istituì l'Eucaristia. Mi sembra molto significativo e illuminante un passaggio della sua omelia che vorrei sottolineare . "Un elemento che viene messo in evidenza nel nostro altare e che ci vuole aiutare a capire meglio cosa vuol dire adorare il Signore, è il libro del Vangelo che è posto sul tronetto sopra il Tabernacolo: è la parola di Dio, è lo stesso Signore, è il verbo di Dio che si è fatto carne! Ricevere Gesù nella S.Comunione, adorarlo, significa accogliere la sua parola, mettersi in ascolto e noi oggi, celebrando il Corpus Domini, accompagnando il Signore vivo e vero sulle strade della nostra città, ci vogliamo mettere su questa strada!" Dopo la messa è iniziata la processione, un appuntamento molto sentito nella nostra isola e con fede si porta per le strade della città il vero Corpo di Gesù nell'ostia consacrata. Essa è stata aperta dalla Confraternita a cui seguiva la banda San Domenico Savio, tutte le associazioni, i bambini e il SS. Sacramento portato dal sacerdote, racchiuso nell'Ostensorio sotto il baldacchino sostenuto dal picchetto militare, gli altri sacerdoti, le autorità e tutte le altre persone. Due gli altarini preparati per le soste Eucaristiche: una in piazza Umberto I nella banchina dell'ammiraglio dove era presente il picchetto militare: lì don Andrea ha pregato per l'unione di tutta la comunità e l'altro di fronte all'ospedale: la preghiera è stata rivolta ai ricoverati e a tutti gli ammalati della nostra isola. Essendo davanti all'oratorio San Giovanni Bosco e vicino alla scuola del liceo, don Davide ha esteso la preghiera a tutti i ragazzi e giovani isolani. Con i canti ha animato la sosta il coro di Gesù Bambino di Due Strade. Tutta la processione si è svolta con molta compostezza e fervore: le preghiere e i canti erano intercalati dalla musica della banda. Giunti alla chiesa di S. Maria Maddalena, davanti al sagrato dove è stato esposto Gesù per la benedizione, impartita da don Domenico, bellissimi e colorati fiori a forma di croce formavano uno splendido tappeto. Durante l'incensazione al Sacramento, mentre suonavano le sirene per sottolineare la preziosità del momento, i vigili del fuoco, dall'alto delle loro scale, facevano cadere a pioggia, petali di fiori tra gli applausi dei presenti! Don Andrea ha poi ringraziato tutti per la preghiera e tutti quelli che in un modo o nell'altro hanno contribuito a rendere così bella questa festa. Dopo il canto finale del coro San Giovanni Paolo la banda San Domenico Savio ha eseguito alcuni brani. Voglio concludere con una frase che San Giovanni Paolo nel suo ultimo anno di vita scrisse in una lettera: “I cristiani devono ritrovare lo stupore Eucaristico, cioè la meraviglia del fatto che Dio è con noi"! Credo che in questa solenne, intensa e partecipata celebrazione ,noi l'abbiamo davvero potuto sperimentare!

                     Maria Vitiello

 

MESSA FESTA SAN GIOVANNI 2019 In piazza Don G. Riva, a Moneta, si è rinnovato il rito dell’accensione della “Fogarina di San Giovanni” che quest’anno, per la concomitanza con il Corpus Domini, si è svolta il giorno 24.06. Grande partecipazione di residenti ed ospiti del nostro stupendo arcipelago che hanno assistito all’accensione della tradizionale “Fogarina” di San Giovanni. Alla celebrazione della Messa all’aperto, celebrata da Don Andrea Domanski, ha fatto seguito la cena preparata dal comitato 69.

Non è mancato il momento di svago con l’intrattenimento musicale del gruppo “contromano” che ha coinvolto tutte le fasce d’età. Intorno alle 23 e 30 la benedizione e l’accensione del grande falò. Ringraziamo in modo particolare l’Amministrazione Comunale di La Maddalena, l’Ente Parco, Protezione Civile, la Delcomar, i nostri sponsor e tutte quelle persone che, seppur nell’ombra, hanno reso possibile tutto questo. L’aver passato una bella serata insieme a tutti voi ci ripaga della fatica e dell’impegno profuso.

GRAZIE!

Il segretario CAMPO Domenico Comitato Classe 1969

 

 PELLEGRINAGGI-2019-BIG

 

 

■ 4 Incredibili miracoli eucaristici al di là di ogni spiegazione scientifica di Philip Kosloski

 Queste ostie miracolose continuano a sconcertare gli scettici

La Chiesa cattolica insegna un dogma chiamato “transustanziazione”, che il Catechismo spiega così: “Con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue” (CCC 1376).

Ciò significa che, mentre le apparenze di pane e di vino rimangono, la sostanza è completamente cambiata (grazie alla potenza di Dio) in corpo e sangue di Cristo. È un insegnamento basato sulla scrittura e sulla tradizione, e sin dai tempi degli apostoli rimane invariato nella sua essenza.

Tuttavia la Chiesa ha riconosciuto che, occasionalmente, Dio interviene in modo più visibile e può cambiare persino le apparenze del pane e del vino nel Suo corpo e nel sangue. Dio può anche conservare miracolosamente un’ostia consacrata per un lungo periodo di tempo, superiore al naturale tempo di conservazione del pane.

Sebbene la Chiesa non basi il suo insegnamento su questi miracoli, ma sulla parola di Cristo, quando Dio sceglie di fare miracoli del genere solitamente moltissime persone sono portate a credere fermamente nella Presenza Eucaristica di Gesù Cristo.

Ecco quattro dei più incredibili miracoli eucaristici esaminati dai migliori scienziati di tutto il mondo, che alla fine hanno dovuto concludere che la scienza non è stata in grado di spiegare il fenomeno miracoloso.

 

1. Lanciano, Italia

Nell’ottavo secolo un sacerdote aveva dubbi sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Un giorno, durante la Messa, dopo la consacrazione il pane e il vino si trasformarono visibilmente in carne e sangue. Nel 1970-’71 e poi nel 1981 fu condotta un’indagine scientifica dallo scienziato Odoardo Linoli, professore di anatomia, di istologia, di chimica e di microscopia clinica. Fu coadiuvato dal prof. Ruggero Bertelli dell’Università di Siena.

Hanno concluso che la “carne” era un tessuto cardiaco contenente arteriole, vene e fibre nervose. Si è scoperto che il sangue (coerentemente con tutti gli altri miracoli eucaristici approvati) era di tipo AB.

Secondo Zenit, “il Consiglio superiore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, O.M.S., organismo dell’O.N.U., nominò una commissione scientifica per verificare, mediante esperimenti di controllo, le conclusioni del medico italiano. I lavori durarono 15 mesi con 500 esami… [e confermarono che il fenomeno] non è scientificamente spiegabile”.

 

2. Legnica, Polonia

Nel 2013 il vescovo Zbigniew Kiernikowski, della Diocesi di Legnica, ha dichiarato:

Il 25 dicembre 2013, durante la distribuzione della Santa Comunione, un’ostia consacrata è caduta sul pavimento e poi è stata raccolta e messa in un contenitore con dentro dell’acqua. Poco dopo apparvero macchie di colore rosso. L’ex vescovo di Legnica, Stefan Cichy, ha istituito una commissione per approfondire il fenomeno. Nel febbraio 2014 un piccolo frammento rosso dell’ostia è stato separato e messo su un corporale. La Commissione ha ordinato di prelevare dei campioni per permettere ai competenti istituti di ricerca di eseguire test approfonditi.

Dopo le indagini, il Dipartimento di Medicina Forense ha dichiarato:

Nell’immagine istopatologica sono stati trovati frammenti di tessuto contenenti le parti frammentate di un muscolo striato. (…) Il tutto (…) assomiglia di più al muscolo cardiaco, con delle alterazioni che spesso appaiono durante l’agonia. Studi genetici indicano l’origine umana del tessuto.

 

3. Buenos Aires, Argentina

Il 18 agosto 1996, mentre padre Alejandro Pezet stava concludendo la messa nella parrocchia di Santa Maria y Caballito Almagro, una donna ha riferito che un’ostia consacrata veniva dissacrata su un portacandele nel retro della chiesa. Non potendo consumare l’ostia, padre Pezet la mise in un bicchiere d’acqua e pose questo nel tabernacolo.

Il lunedì successivo, il sacerdote aprì il tabernacolo e scoprì che l’ostia sembrasse essere una sostanza sanguinosa. Il miracolo fu segnalato al Cardinale Jorge Bergoglio (il futuro Papa Francesco), che condusse un’indagine dopo che l’ostia sanguinante si conservò miracolosamente per diversi anni.

Secondo la rivista Miłujcie się!, “il 5 ottobre 1999, alla presenza dei rappresentanti del Cardinale, il ricercatore dott. Ricardo Castañón Gómez ha preso un campione del frammento sanguinoso e lo ha inviato a New York per delle analisi”.

Uno di questi scienziati fu il dottor Frederic Zugiba, noto cardiologo e patologo forense. Stabilì che la sostanza analizzata fosse composta da carne e sangue, contenente del DNA umano. Zugiba dichiarò che “il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco trovato nella parete del ventricolo sinistro vicino alle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Bisogna tener presente che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco è infiammato e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che, al momento del prelevamento del campione, il cuore era vivo. È mia opinione che il cuore fosse vivo, poiché al di fuori di un organismo vivente i globuli bianchi muoiono. Richiedono un organismo vivente che li sostenga. La loro presenza indica dunque che il cuore fosse vivo, quando fu prelevato il campione. Inoltre, questi globuli bianchi erano penetrati nel tessuto, il che indica che il cuore era stato sottoposto a stress, come se la persona fosse stata colpita sul petto.

 

4. Tixtla, Messico

Il 21 ottobre 2006, durante un ritiro parrocchiale, un’ostia consacrata che stava per essere distribuita emanò una sostanza rossastra. Il Vescovo del luogo, Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Alejo Zavala Castro, convocò una commissione teologica per determinare se si trattasse di una truffa o di un vero miracolo. Nell’ottobre 2009 invitò il dott. Ricardo Castañón Gómez a condurre una ricerca scientifica con un gruppo di scienziati, e verificare l’eventuale natura miracolosa del fenomeno. Recentemente il dottor Gómez ha terminato le sue indagini sul miracolo verificatosi a Buenos Aires.

La ricerca scientifica condotta tra l’ottobre 2009 e l’ottobre 2012 ha reso pubblica la seguente dichiarazione:

La sostanza rossastra analizzata corrisponde al sangue. In essa sono presenti emoglobina e DNA di origine umana.

Due studi che eminenti esperti forensi hanno condotto con metodologie diverse hanno dimostrato che la sostanza deriva dall’interno, escludendo l’ipotesi che qualcuno possa averla posta dall’esterno.

Il gruppo sanguigno è AB, simile a quello trovato nell’Ostia di Lanciano e nella Sacra Sindone di Torino. Un’analisi microscopica di ingrandimento e penetrazione rivela che la parte superiore del sangue è coagulata dall’ottobre 2006. Tuttavia gli strati sottostanti interni rivelano, nel febbraio 2010, la presenza di sangue fresco.

L’evento non ha una spiegazione naturale.

(dal sito www.aleteia.it)

 

■ Vedere chiaro sull’ideologia gender.

Il Gruppo Socio Politico Cristiano ha ripreso ad incontrarsi tutti i martedì alle ore 21,15 nella biblioteca parrocchiale. L’ultima volta si è discusso sull’ideologia gender, un termine anglosassone che in italiano possiamo tradurre con genere e che indica l’appartenenza delle persone all’uno o all’altro sesso (maschile o femminile o altro) non tanto basandosi sulle differenze di natura biologica, quanto su componenti di natura sociale, culturale e comportamentale. Praticamente nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. La riunione si avvalsa di video proposti da Angelo Galleri che hanno illustrato le motivazioni di questa corrente di pensiero. È chiaro che si tratta di una metodologia che tende ad “istruire” i ragazzi verso l’idea che non è la natura che determina la differenza tra uomo e donna ma fattori culturali e comportamentali. Questo indirizzo di pensiero fa molto discutere. Tanti genitori si preoccupano, come pure tanti educatori. Noi cristiani, cosa ne pensiamo? Sono problematiche che riguardano la famiglia e i nostri figli. Vogliamo capire e non semplicemente delegare alla politica le decisioni e gli orientamenti. A tal proposito è emersa la necessità di indire più avanti una assemblea pubblica per capire e spiegare i cardini intrinsechi di questa teoria gender.

Il coordinatore Vincenzo La Cava per il Gruppo Socio Politico Cristiano

 

■ Condoglianze ai famigliari di Bruno Atzori, Italo Vittone, Giuseppe Sias, Iride Guidarini ved. Olivieri, Lelio Armellini, Giuseppe Silai, Licia Ferrante ved. Serra, Rita Serra ved.Fresu, Armando Frassetto e Franco Ropresti che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

 

Nuovi orari per le Confessioni.

Durante l’estate i confessori saranno disponibili:

Mercoledì: dalle 18.00 alle 20.00.

Venerdì: dalle 10.00 alle 12.00.

Venerdì: dalle 18.00 alle 20.00.

Sabato sera e la domenica per quanto possibile prima, durante e subito dopo le Messe.

 

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Sacra Famiglia - Padule

Ore 19.00 Madonna della Pace – Stagnali

Ore 20.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Villaggio Piras (dal 13 luglio)

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 18.00 SS. Trinità

 

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

1. Domenica 30 giugno giornata per la Carità del Papa. La questua è destinata alle opere caritative del Papa.

 Nuovi orari delle S. Messe:

Domenica e festivi h. 9.00 Moneta

            h.19.00 Stagnali

Sabato e prefestivi h. 18.00 Moneta

h. 19.00 Vill. Piras (dal 13 luglio per il mese di luglio e agosto)

Feriali h. 8.00 (lunedì)

h.18.30 ( martedì – venerdì).

 

2. Venerdì 5 luglio primo venerdì del mese. Adorazione del Santissimo Sacramento dalle h.17.00.

 3. Sabato 6 luglio primo sabato del mese. La S.Messa per il Cuore Immacolato di Maria alle h.8.00.

h.21.30 concerto della Banda dell’Oratorio San Domenico Savio ( vedi manifesto)

 4. Domenica 7 luglio festa della Madonna della Pace a Stagnali ( vedi manifesto).

 

CONCERTO D'ESTATE 29062019

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 30 giugno giornata per la Carità del Papa. La questua è destinata alle opere caritative del Papa.

 

Nuovi orari delle S. Messe:

Domenica e festivi:

07.30 Bambino Gesù (Due Strade)

10.00 Santa Maria Maddalena

18.00 Sacra Famiglia Crocetta -Padule

20.00 Santa Maria Maddalena

Sabato e prefestivi:

17.00 Cappella Ospedale Civile

19.00 Santa Maria Maddalena

Feriali

8.30 Santa Maria Maddalena

19.00 Santa Maria Maddalena

 

2. Sabato 29 e domenica 30 giugno

Mostra del dolce, organizzata dal Gruppo di preghiera Padre Pio, il ricavato sarà utilizzato per ospitare, la prima settimana di settembre, i bambini del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di Padre Pio.

 3. Giovedì 4 luglio primo giovedì del mese. Preghiera per le vocazioni dalle ore 18.00.

 4. Venerdì 5 luglio primo venerdì del mese. Adorazione del Santissimo Sacramento dalle h.17.00 nella chiesa del Bambino Gesù, alle Due Strade.

 5. Sabato 6 luglio

● Pellegrinaggio a Lavezzi. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

● h.21.30 concerto della Banda dell’Oratorio San Domenico Savio (vedi manifesto).

 

FESTA MADONNA DELLA PACE STAGNALI 2019-1

 

M A G I S T E R O

L’EUCARESTIA È LA SINTESI DI TUTTA L’ESISTENZA DI GESÙ

CORPUS DOMINI 29062019Oggi, in Italia e in altre Nazioni, si celebra la solennità del Corpo e Sangue di Cristo, il Corpus Domini. Il Vangelo ci presenta l’episodio del miracolo dei pani (cfr Lc 9,11-17) che si svolge sulla riva del lago di Galilea. Gesù è intento a parlare a migliaia di persone, operando guarigioni. Sul far della sera, i discepoli si avvicinano al Signore e Gli dicono: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo». Anche i discepoli erano stanchi. Infatti erano in un luogo isolato, e la gente per comprare il cibo doveva camminare e andare nei villaggi. E Gesù vede questo e risponde: «Voi stessi date loro da mangiare». Queste parole provocano lo stupore dei discepoli. Non capivano, forse si sono anche arrabbiati, e rispondono: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».

Invece, Gesù invita i suoi discepoli a compiere una vera conversione dalla logica del “ciascuno per sé” a quella della condivisione, incominciando da quel poco che la Provvidenza ci mette a disposizione. E subito mostra di aver bene chiaro quello che vuole fare. Dice loro: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Poi prende nelle sue mani i cinque pani e i due pesci, si rivolge al Padre celeste e pronuncia la preghiera di benedizione. Quindi, comincia a spezzare i pani, a dividere i pesci, e a darli ai discepoli, i quali li distribuiscono alla folla. E quel cibo non finisce, finché tutti ne hanno ricevuto a sazietà.

Questo miracolo – molto importante, tant’è vero che viene raccontato da tutti gli Evangelisti – manifesta la potenza del Messia e, nello stesso tempo, la sua compassione: Gesù ha compassione della gente. Quel gesto prodigioso non solo rimane come uno dei grandi segni della vita pubblica di Gesù, ma anticipa quello che sarà poi, alla fine, il memoriale del suo sacrificio, cioè l’Eucaristia, sacramento del suo Corpo e del suo Sangue donati per salvezza del mondo.

L’Eucaristia è la sintesi di tutta l’esistenza di Gesù, che è stata un unico atto di amore al Padre e ai fratelli. Anche lì, come nel miracolo della moltiplicazione dei pani, Gesù prese il pane nelle sue mani, elevò al Padre la preghiera benedizione, spezzò il pane e lo diede ai discepoli; e lo stesso fece con il calice del vino. Ma in quel momento, alla vigilia della sua Passione, Egli volle lasciare in quel gesto il Testamento della nuova ed eterna Alleanza, memoriale perpetuo della sua Pasqua di morte e risurrezione. La festa del Corpus Domini ci invita ogni anno a rinnovare lo stupore e la gioia per questo dono stupendo del Signore, che è l’Eucaristia. Accogliamolo con gratitudine, non in modo passivo, abitudinario. Non dobbiamo abituarci all’Eucaristia e andare a comunicarci come per abitudine: no! Ogni volta che noi ci accostiamo all’altare per ricevere l’Eucaristia, dobbiamo rinnovare davvero il nostro “amen” al Corpo di Cristo. Quando il sacerdote ci dice “il Corpo di Cristo”, noi diciamo “amen”: ma che sia un “amen” che viene dal cuore, convinto. È Gesù, è Gesù che mi ha salvato, è Gesù che viene a darmi la forza per vivere. È Gesù, Gesù vivo. Ma non dobbiamo abituarci: ogni volta come se fosse la prima comunione.

Espressione della fede eucaristica del popolo santo di Dio, sono le processioni con il Santissimo Sacramento, che in questa Solennità si svolgono dappertutto nella Chiesa Cattolica . La Madonna ci aiuti a seguire con fede e amore Gesù che adoriamo nell’Eucaristia.

(ANGELUS – Domenica 23/06/2019)

 

 

NON AVERE, MA DARE È IL VERBO DI GESÙ

 La Parola di Dio ci aiuta oggi a riscoprire due verbi semplici, due verbi essenziali per la vita di ogni giorno: dire e dare.

Dire. Melchisedek dice: «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, e benedetto sia il Dio altissimo». Il dire di Melchisedek è benedire. Tutto parte dalla benedizione: le parole di bene generano una storia di bene. Lo stesso accade nel Vangelo: prima di moltiplicare i pani, Gesù li benedice: «prese i cinque pani, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli» (Lc 9,16). La benedizione fa di cinque pani il cibo per una moltitudine: fa sgorgare una cascata di bene.

Perché benedire fa bene? Perché è trasformare la parola in dono. Così ha fatto Melchisedek, dicendo spontaneamente bene di Abramo, senza che questi avesse detto o fatto qualcosa per lui. Così ha fatto Gesù, mostrando il significato della benedizione con la distribuzione gratuita dei pani. Siamo diventati benedetti il giorno del Battesimo, e alla fine di ogni Messa veniamo benedetti. L’Eucaristia è una scuola di benedizione .

Il popolo di Dio ama la lode, non vive di lamentele; è fatto per le benedizioni, non per le lamentazioni. Davanti all’Eucaristia, a Gesù fattosi Pane, a questo Pane umile che racchiude il tutto della Chiesa, impariamo a benedire ciò che abbiamo, a lodare Dio, a benedire e a non maledire il nostro passato, a donare parole buone agli altri.

Il secondo verbo è dare. Al “dire” segue il “dare”, come per Abramo che, benedetto da Melchisedek, «diede a lui la decima di tutto» . Come per Gesù che, dopo aver recitato la benedizione, dava il pane perché fosse distribuito, svelandone così il significato più bello: il pane non è solo prodotto di consumo, è mezzo di condivisione. Infatti, sorprendentemente, nel racconto della moltiplicazione dei pani non si parla mai di moltiplicare. Al contrario, i verbi utilizzati sono “spezzare, dare, distribuire” (cfr Lc 9,16). Insomma, non si sottolinea la moltiplicazione, ma la con-divisione. È importante: Gesù non fa una magia, non trasforma i cinque pani in cinquemila per poi dire: “Adesso distribuiteli”. No. Gesù prega, benedice quei cinque pani e comincia a spezzarli, fidandosi del Padre. E quei cinque pani non finiscono più. Questa non è magia, è fiducia in Dio e nella sua provvidenza.

L’“economia” del Vangelo moltiplica condividendo, nutre distribuendo, non soddisfa la voracità di pochi, ma dà vita al mondo . Non avere, ma dare è il verbo di Gesù. È perentoria la richiesta che Lui fa ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». Ciò che abbiamo porta frutto se lo diamo – ecco cosa vuole dire Gesù –; e non importa che sia poco o tanto.

Il Signore fa grandi cose con la nostra pochezza, come con i cinque pani. Egli non compie prodigi con azioni spettacolari, non ha la bacchetta magica, ma agisce con cose umili. Quella di Dio è un’onnipotenza umile, fatta solo di amore. E l’amore fa grandi cose con le piccole cose. L’Eucaristia ce lo insegna: lì c’è Dio racchiuso in un pezzetto di pane. Semplice, essenziale, Pane spezzato e condiviso, l’Eucaristia che riceviamo ci trasmette la mentalità di Dio.

Nella nostra città affamata di amore e di cura, che soffre di degrado e abbandono, davanti a tanti anziani soli, a famiglie in difficoltà, a giovani che stentano a guadagnarsi il pane e ad alimentare i sogni, il Signore ti dice: “Tu stesso da’ loro da mangiare”. E tu puoi rispondere: “Ho poco, non sono capace per queste cose”. Non è vero, il tuo poco è tanto agli occhi di Gesù se non lo tieni per te, se lo metti in gioco. E non sei solo: hai l’Eucaristia, il Pane del cammino, il Pane di Gesù. Il Signore viene sulle nostre strade per dire-bene, dire bene di noi e per darci coraggio. Chiede anche a noi di essere benedizione e dono.

(S. Messa e Processione Eucaristica nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo - OMELIA - Domenica, 23 giugno 201

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI: «Perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere» (At 2,42).

La vita della comunità primitiva tra l’amore a Dio e l’amore ai fratelli.

 Il frutto della Pentecoste, la potente effusione dello Spirito di Dio sulla prima comunità cristiana, fu che tante persone si sentirono trafiggere il cuore dal lieto annuncio – il kerygma – della salvezza in Cristo e aderirono a Lui liberamente, convertendosi, ricevendo il battesimo nel suo nome e accogliendo a loro volta il dono dello Spirito Santo. Circa tremila persone entrano a far parte di quella fraternità che è l’habitat dei credenti ed è il fermento ecclesiale dell’opera di evangelizzazione. Il calore della fede di questi fratelli e sorelle in Cristo fa della loro vita lo scenario dell’opera di Dio che si manifesta con prodigi e segni per mezzo degli Apostoli. Lo straordinario si fa ordinario e la quotidianità diventa lo spazio della manifestazione di Cristo vivo.

L’evangelista Luca ce lo racconta mostrandoci la chiesa di Gerusalemme come il paradigma di ogni comunità cristiana, come l’icona di una fraternità che affascina e che non va mitizzata ma nemmeno minimizzata. Il racconto degli Atti ci permette di guardare tra le mura della domus dove i primi cristiani si raccolgono come famiglia di Dio, spazio della koinonia, cioè della comunione d’amore tra fratelli e sorelle in Cristo. Si può vedere che essi vivono in un modo ben preciso: sono «perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere» (At 2,42). I cristiani ascoltano assiduamente la didaché cioè l’insegnamento apostolico; praticano un’alta qualità di rapporti interpersonali anche attraverso la comunione dei beni spirituali e materiali); fanno memoria del Signore attraverso la “frazione del pane”, cioè l’Eucaristia, e dialogano con Dio nella preghiera. Sono questi gli atteggiamenti del cristiano, le quattro tracce di un buon cristiano. Luca ci dice che i credenti stanno insieme . La prossimità e l’unità sono lo stile dei credenti: vicini, preoccupati l’uno per l’altro, non per sparlare dell’altro, no, per aiutare, per avvicinarsi.

La grazia del battesimo rivela quindi l’intimo legame tra i fratelli in Cristo che sono chiamati a condividere, a immedesimarsi con gli altri e a dare «secondo il bisogno di ciascuno», cioè la generosità, l’elemosina, il preoccuparsi dell’altro, visitare gli ammalati, visitare coloro che sono nel bisogno, che hanno necessità di consolazione.

Preghiamo lo Spirito Santo perché faccia delle nostre comunità luoghi in cui accogliere e praticare la vita nuova, le opere di solidarietà e di comunione, luoghi in cui le liturgie siano un incontro con Dio, che diviene comunione con i fratelli e le sorelle, luoghi che siano porte aperte sulla Gerusalemme celeste.

(Udienza Generale – Mercoledì 26/06/2019) a cura di A. Panzera

 
Copyright © 2019 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
 

 

PELLEGRINAGGI-2019-SMAL 

COZZE SOTTO LE STELLE 20072019

pulsante facebook