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n°25 Sabato 22 Giugno 2019

 

EDITORIALE

Lavori in corso

 PIETRE VIVE 22062019Nelle ultime quattro settimane, nel portone della chiesa, un cartello avvertiva: “lavori in corso”. Grazie a Dio, questa fase dei lavori è terminata (vedi articolo a parte) ma penso che questo cartello potrebbe e dovrebbe rimanere ancora appeso perché, se è vero che sono terminati i lavori sull' edificio, è pur vero che continueranno a tempo indeterminato quelli sulla Chiesa con la “C” maiuscola. Proprio su questo riflettevo guardando gli operai mentre cambiavano le tegole, scrostavano gli intonaci danneggiati dalle infiltrazioni e rinfrescavano la volta e le pareti con la pittura nuova. I miei pensieri sono continuati durante i faticosi lavori di pulizia grazie alle persone di buona volontà.

La Chiesa, si sa, è come una casa, c’è sempre da fare.

Quanto ci piace avere la chiesa bella, in ordine e pulita, quanto ci rende orgogliosi l'ammirazione dei turisti e dei visitatori occasionali. In effetti la chiesa rappresenta tutta la comunità.

Una chiesa ben tenuta è il fiore all'occhiello per tutti.

Questo non sarebbe possibile senza il duro lavoro e l'impegno costante delle persone disposte a mettersi in gioco e a sporcarsi le mani. Avere una chiesa elegante è, senza dubbio, motivo di orgoglio ma la vera sfida è quella di “ESSERE” una Chiesa bella e non solo di "APPARIRE".

San Pietro parlava dei cristiani come di “pietre vive” che formano la Chiesa come Tempio di Dio. Papa Francesco in un' udienza soffermandosi su questo argomento ha detto: «Siamo pietre vive o siamo, per così dire, pietre stanche, annoiate, indifferenti? Avete visto quanto è brutto vedere un cristiano stanco, annoiato, indifferente? Un cristiano così non va bene, il cristiano deve essere vivo, gioioso di essere cristiano; deve vivere questa bellezza di far parte del popolo di Dio che è la Chiesa. Ci apriamo noi all’azione dello Spirito Santo per essere parte attiva nelle nostre comunità, o ci chiudiamo in noi stessi, dicendo: ‘ho tante cose da fare, non è compito mio’?».

A La Maddalena aspettiamo altri “mattoni e pietre” che renderanno la nostra Chiesa ancora più preziosa.

E qua ce n'è da fare ancora…

Allora i “Lavori in corso” continuano….

Vi aspetto

d. Andrea

  

RINGRAZIAMENTI

Finalmente è giunta a conclusione questa fase dei lavori nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

É stato un intervento importante e complesso, sia all’esterno che all’interno dell'edificio, reso possibile grazie al finanziamento di 80 mila euro del Comune in base alla Legge Regionale. All’Amministrazione Comunale va il nostro ringraziamento e la nostra riconoscenza.

I lavori sono stati seguiti dall’Ufficio dei Beni Culturali della diocesi di Tempio Ampurias sotto la guida di don Francesco Tamponi e dall'impresa di Alessandro Ara che ha eseguito i lavori. L' operazione, a più riprese, è iniziata quasi un anno fa e comprendeva la sistemazione del tetto (sostituzione tegole rotte, pulizia del tetto e dei canali, sistemazione delle gronde e dei pluviali).

All’interno della chiesa sono state scrostate le parti delle volte e delle pareti danneggiate dalle infiltrazioni, ripresi gli intonaci e data pittura completa. I rimanenti interventi riguarderanno, in futuro, il campanile, le sacrestie, l'impermeabilizzazione della terrazza sopra il museo e la casa parrocchiale.

Dopo i lavori è stato necessario un massivo intervento di pulizia.

Ringrazio di cuore le persone che hanno risposto all’invito e sono venute a pulire la casa del Signore. La chiesa è grande e ci voleva molto tempo e lavoro ma il risultato è evidentemente riuscito.

Grazie di cuore sia ai parrocchiani di Santa Maria Maddalena che a quelli di Moneta, giunti in prezioso soccorso. Un grazie particolare va a Lino Sorba per lo straordinario lavoro di pulizia del Crocifisso e dell’altare, di pulizia e restauro dei lampadari. Grazie al gruppo, già collaudato nel recente restauro delle formelle dei misteri del rosario, che hanno "rinverdito" le stazioni della Via Crucis.

Il Signore, per intercessione di Santa Maria Maddalena, vi benedica e ripaghi il vostro lavoro con la Sua grazia.   

                        Don Andrea

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 

Edvige Carboni è Beata!

PALIOTTO SAN GIORGIO 22062019Sabato 15 giugno, la Venerabile Serva di Dio Edvige Carboni è stata proclamata Beata. Lo ha dichiarato il rappresentante di papa Francesco il Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La celebrazione si è svolta a Pozzomaggiore, città natale della nuova Beata, nella spianata dell’ippodromo cittadino alla presenza di circa cinquemila fedeli provenienti da tutta la Sardegna. Erano presenti oltre al Cardinale e a Mons. Mauro Maria Morfino, vescovo della diocesi di Alghero Bosa, a cui appartiene Pozzomaggiore, anche tutti i vescovi della Sardegna, un centinaio di sacerdoti, molte suore, numerosi sindaci e altre autorità civili e militari. Da La Maddalena Pier Luigi Aversano è riuscito in due giorni a radunare una ventina di persone. Siamo partiti alle sei del mattino per Pozzomaggiore. Siamo arrivati con buon anticipo per ritirare il pass col materiale informativo e trovare sistemazione. La celebrazione è iniziata puntualmente alle 10,30 col canto d’ingresso eseguito da un possente coro che in tutta la celebrazione è stato eccellente. Il bel paliotto dell’altare rappresentante San Giorgio che uccide il drago, è un lavoro della Beata che era una abilissima ricamatrice. Dopo il saluto del cardinal Becciu, che presiedeva la celebrazione, l’Avv. Andrea Ambrosi, il postulatore della causa di beatificazione, che per tanti anni ha lavorato per raccogliere testimonianze sulla Venerabile Edvige, ha presentato il profilo biografico della vita di lei: laica, mistica, terziaria francescana, consorella dell’Arciconfraternita della Passione, Cooperatrice della famiglia salesiana, umile lavoratrice nella vigna del Signore, anima espiatrice e fedele testimone del suo amore. Gesù in una delle visioni le aveva detto: “Tu sei Edvige, sarai effigie della mia passione”. Poi il Cardinal Becciu ha letto il decreto di Beatificazione. Alla fine della lettura l’assemblea ha acclamato cantando l’Amen, mentre veniva scoperta l’immagine della nuova Beata, posta vocino all’altare. E’ seguito il Te Deum di ringraziamento cantato dalla coro e dall’assemblea. Intanto veniva portata all’altare la reliquia della Beata, una falange della mano destra in un reliquiario-ostensorio, con la base di ulivo, una croce in tek circondata da gigli e al centro una lamina d’oro che custodisce la reliquia. La base di ulivo indica il radicamento della vocazione di Edvige nel territorio (Sardegna), il colore cremisi della croce di tek indica il colore del sangue ed evoca la passione di Cristo e il rapporto che la Beata, “giglio sulla croce”, coltivò con essa. Nell’omelia il cardinal Becciu, citando papa Francesco, ha detto che i santi e i beati come la Beata Edvige, mostrano il volto più bello della Chiesa e la profondità delle radici cristiane nella nostra gente. La sua vita è stata carità e parrocchia, contemplazione del Crocifisso e dell’Eucaristia.

RELIQUI BEATA EDVIGE CARBONI 22062019La strada della santità è alla portata di tutti. Ce lo insegna Edvige Carboni che ha vissuto straordinariamente il quotidiano, una vita ordinaria fatta di servizio e dedizione ai familiari malati, rinunciando alle proprie buone aspirazioni (voleva farsi suora) eppure raggiungendo i vertici della mistica di cui sono segni le tante estasi, le apparizioni e le visioni, le stimmate ed altri segni della passione di Cristo.

Conforme a Cristo sofferente e crocifisso, non solo perchè avversata e calunniata ma anche perchè partecipe nella sua carne delle sofferenze di Cristo. Alla fine della Messa il vescovo di Alghero Bosa Mons. Mauro Maria Morfino, ha ringraziato il Papa, per la beatificazione di Edvige Carboni, “tenera carezza per noi, consolazione nel pellegrinaggio verso il Vangelo, donna tutta evangelica.

I sentimenti di Gesù in lei sono stati carne viva, forma di ogni suo affetto, donata a noi come sacramento credibile, sapore della comunione col papa, padre dei padri, e coi vescovi vicari e legati di Cristo, i cui piedi sono belli perché profezia del Regno che preme e che viene.

La sua partecipazione alle sofferenze di Cristo sono doglie che sole possono portare alla luce e alla vita, rinsaldano i passi dei discepoli”. Il vescovo Mons. Morfino ha espresso la sua solidarietà al Romano Pontefice criticato anche da persone vicine alla Chiesa per la sua predilezione degli ultimi. A nome dei fedeli della diocesi di Alghero-Bosa, seguendo l’esempio della Beata e della sua passione per i poveri senza classifiche pre-costituite, fa dono al Papa di € 25.000 per opere di carità. La celebrazione sempre bene ordinata si è conclusa con un ringraziamento agli organizzatori che hanno lavorato egregiamente da mesi per prepararla.                                

  D.D.

 

Le spoglie mortali della Beata Edvige Carboni a Pozzomaggiore.

BEATIFICAZIONE EDVIGE CARBONI 2019Il 25 maggio scorso le spoglie mortali della Beata Edvige Carboni sono state portate da Albano nel Lazio dove era stata sepolta nel febbraio 1952, a Pozzomaggiore sua città natale. Sono custodite nella chiesa parrocchiale di San Giorgio martire dove la Beata è stata battezzata ed è cresciuta cristianamente. Ad accoglierle c’era il Vicario Generale della Diocesi Mons. Giuseppe Curcu, essendo il Vescovo ammalato, la Comunità dei Passionisti, ai quali è stata affidata la guida della parrocchia, l’Amministrazione comunale, le Associazioni, le rappresentanze di Sassari e Calangianus dove Edvige ha trascorso dei periodi di tempo e tanta gente che ha detto: “Bentornata Edvige” in dialetto “Benennida”. Le spoglie sono custodite in un’arca realizzata in legno di ciliegio. Le dimensioni e anche l’aspetto riproduce l’arca dell’alleanza descritta nella Bibbia per richiamare il fatto che la santità è un segno tangibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Dopo la Beatificazione del 15 giugno molti fedeli nel pomeriggio sono andati nella chiesa di San Giorgio a venerare le reliquie della Beata. La Memoria liturgica della Beata Edvige Carboni si celebrerà dal prossimo anno il 4 maggio, il giorno in cui la Beata nel 1880 ricevette il Battesimo a Pozzomaggiore ma anche il giorno nel quale Edvige Carboni fu dichiarata Venerabile (4 maggio 2017).                              

                  D.D.

 

FESTA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

PROCESSIONE SANTA TRINITA 2019Una ricorrenza dal sapore antico capace ancora di riunire l'intera comunità richiamando grandi e piccoli in un luogo che è da sempre nel cuore di noi maddalenini.

La solennità della Santissima Trinità è stata preceduta dal triduo di preparazione da giovedì a sabato con la recita dei Vespri e la Santa Messa seguita da un piccolo rinfresco per i fedeli presenti.

Domenica 16 giugno la giornata è iniziata con la marcia longa,” Memorial alla maestra Tina Atzeni” organizzata da Sportisola che ha registrato un buon numero di partecipanti; durante la mattinata in molti sono venuti ad onorare la S.S.Trinità e alcuni si sono trattenuti per uno spuntino veloce.

In pomeriggio la celebrazione religiosa è iniziata alle 17 30 con i Vespri e la Santa Messa solenne officiata da Don Paolo Pala, Parroco di Palau, e concelebrata dai nostri sacerdoti Don Andrea e Don Davide. Al termine si è svolta, come consuetudine, la processione con la statua della S.S. Trinità portata a spalla dai ragazzi del Comitato delle Trinita e altri fedeli, una breve sosta in preghiera per i nostri cari defunti davanti al Cimitero e rientro per la benedizione solenne.

Concluso il rito religioso sono iniziati i festeggiamenti con la cena, a base di fregola sarda e tris di carne, preparata dai nostri formidabili cuochi Marietto, Pasqualino e Antonello e i dolci confezionati dalle ragazze del gruppo e da alcune volontarie dell'oratorio di Moneta.

Naturalmente non poteva mancare la musica: il gruppo Hollywood Band ha animato la serata e coinvolto tutti con il loro sound vivace e allegro. Tra una canzone e l'altra si sono potute assaporare le mitiche frittelle di Tonino Scanu e del suo staff (che ringraziamo per la disponibilità e collaborazione). Per chiudere la serata gli immancabili fuochi d'artificio che hanno divertito tutti, grandi e piccini. Durante lo spettacolo sono stati estratti i biglietti della lotteria, 18 i numeri vincenti con tanti premi in palio.

Molti i fedeli che hanno preso parte alla Santa Messa e si sono trattenuti alla festa per continuare ad omaggiare la S.S. Trinità. Da parte nostra, siamo soddisfatti di essere riusciti anche quest'anno ad organizzare questa giornata di fede e di aggregazione.

Doverosi alcuni ringraziamenti : a Don Andrea, Don Domenico , Don Davide e Don Paolo Pala

all'Amministrazione Comunale per averci sostenuto nella realizzazione dell'evento, alle Autorità Civili e Militari, i Vigili Urbani, la Protezione Civile, i Fucilieri di S.M.Madddalena, il Comitato classe 69. Grazie di cuore a quanti, a vario titolo, hanno contribuito alla buona riuscita: in particolare Nardino e Maria Porcu per la collaborazione e per il prezioso impegno nella cura e nel decoro della Chiesa, il Coro della S.S. Trinità per aver animato la S. Messa, il Supermercato Nonna Isa, Panificio Benatti, Ditta GPM, la Bottega del Pane di Palau, Maddaluno Arreda, Abbigliamento Fontana, Pasticceria Biosa, Lavanderia Linus, Ditta Angelo Bifulco, la Bottega del Buon Gustaio, le signore dell'oratorio di Moneta, la sig. Giovanna Delogu, il sig. Oliva e Cristian Novelli.

Un ringraziamento speciale a tutta la comunità che con generosità ci ha supportato manifestando profonda devozione alla S.S. Trinità ed è intervenuta numerosa.

Siamo contenti la festa sia stata apprezzata e condivisa da tante persone: è anche questo un modo per mantenere vivo il culto e far conoscere ai numerosi turisti la nostra cultura e le nostre tradizioni.

Grazie a tutti e arrivederci al prossimo anno!

Il Presidente del Comitato S.S. Trinità

Salvatore Caboni

 

     LOTTERIA S.S. TRINITA' 2019

 1° Premio Buono spesa di 150 euro offerto da supermercato Nonna Isa Biglietto B 19;

2° Premio Buono Spesa di 80 euro offerto da Supermercato Nonna Isa Biglietto B 67

3° Premio   Casco Moto Offerto da Ditta Gpm Biglietto G 56

4° Premio     Vassoio dolci offerto da Bottega del Pane Palau Biglietto G 57

5° Premio Vassoio dolci offerto da Bottega Del Pane Palau Biglietto G 3

6° Premio  Copricostume offerto da Abbigliamento Fontana Biglietto B 18

7° Premio  Tappeto bagno offerto da Maddaluno Arreda Biglietto G 31

8° Premio   Tegola decorata a   mano Biglietto G 27

9° Premio Set tazzine da caffe' Biglietto G 9

10 ° Premio Bottiglia decorata a mano Biglietto B 74

11° Premio Bottiglia decorata a mano Biglietto B 90

12° Premio Bottiglia decorata a mano Biglietto G 28

13° Premio Bottiglia decorata a mano Biglietto G 78

14 ° Premio Bottiglia decorata a mano Biglietto G 77

15° Premio  Portatovaglioli Biglietto G 15

16° Premio Posacenere in vetro Biglietto G 34

17° Premio Posacenere in ceramica Biglietto B 22

18° Premio   Portafrutta in ceramica Biglietto G 18

* B = Bianco - * G = giallo              

 

Il sacerdote che ha vinto il mondo con Gesù Eucaristia di Costanza Signorelli

La storia del giovane prete polacco che ha portato Gesù Eucaristia fino ai confini della terra, stando fermo e sofferente in un letto di ospedale. Le immagini della celebrazione della sua prima Santa Messa sono diventate virali, conquistando le pagine persino dei siti laicisti. È partito per il Cielo pochi giorni fa, in pace e fiero perché sicuro di abbracciare quel Dio che gli è stato Padre per tutta la vita.

 SACERDOTE MICHAL LOSLe mani di un giovane sacerdote alzate al Cielo nell’atto di consacrare l’Ostia Santa. In fondo è semplicemente questa l’immagine che nelle scorse settimane è diventata virale su Internet, guadagnando sui social network centinaia di migliaia di visualizzazioni. Ebbene, se ai devoti della Santissima Eucarestia non stranisce affatto che il "miracolo dei miracoli" manifesti la sua potenza ovunque, genera comunque stupore constatare come Gesù Sacramentato, in pochi istanti, possa spazzar via la miscredenza della rete e conquistare uno spazio nel cuore di chiunque. Ma cosa ci sta dietro a questa immagine che ha suscitato tanta commozione, persino nei siti più laicisti?

Le mani, ma soprattutto il cuore sacerdotale che sta dietro a questa immagine sono quelli di Michał Łos, giovanissimo sacerdote polacco, oggi in Cielo; e la sua storia in terra dice molto del perché, proprio attraverso di lui, il Signore ha scelto di manifestare la Sua Gloria.

Costretto a letto da una grave malattia, rivelatasi poi terminale, il giovane novizio della comunità di don Orione in Polonia esprimeva la pressante volontà di diventare sacerdote al più presto: bramava infatti di celebrare la Santa Messa, «per essere ancora più unito a Cristo» e poter così servire pienamente il suo Signore in terra, prima di partire per il Cielo.

Così, il 22 maggio scorso, don Michał ha ricevuto dal Pontefice le dispense necessarie per la professione perpetua come Figlio della Divina Provvidenza, entrando così a far parte della Provincia polacca della “Madonna di Czestochowa”, cui era particolarmente devoto. Il giorno successivo, poi, il giovane è stato ordinato diacono e sacerdote proprio nel reparto di oncologia dell'ospedale militare di Varsavia da monsignor Marek Solarczyk, vescovo ausiliare di Varsavia-Praga.

«La cerimonia - ha spiegato commosso il consigliere generale dell’Opera Don Orione - si è svolta in un clima di grande e profonda spiritualità. Dopo la preghiera iniziale è seguita quella delle litanie per chiedere l’intercessione dei santi per la vita di Michał e per la sua Congregazione». Don Fernando Fornerod ha poi sottolineato come, pur nell’estrema sofferenza della sua condizione, il neo sacerdote elargisse una pace intensa e una fede potente, segni inconfondibili della presenza dello Spirito Santo.

Ma è stato con la celebrazione della sua prima Santa Messa, domenica 26 maggio, che le grazie sul giovane consacrato si sono infinitamente moltiplicate, a dimostrazione che l’Eucaristia è proprio quel farmaco d’immortalità che ci unisce tutti a Cristo e che ci rende sempre più simili a Lui.

Così, evidentemente, è accaduto per il giovane Michał, le cui mani sacerdotali hanno consacrato il Pane e il Vino con tale devozione da portare il mistero eucaristico sino ai confini della terra: dalla Corea, India, Giappone, Kenya, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Portorico, Uruguay, Argentina, Cile all’Europa intera, le immagini e i video della sua prima Messa sono stati visualizzati da centinaia di migliaia di persone.

Il nuovo orionino perciò, pur immobile in una stanza di ospedale, ha profuso la sua opera di evangelizzazione in tutto il mondo, proprio secondo l’insegnamento del suo santo fondatore, Luigi Orione: «La più grande carità che si può fare a Dio è darGli un’anima: e la più grande carità che si può fare ad un’anima è darle Dio».

Vi è di più. La camera del sacerdote polacco, in poco tempo, è divenuta un via vai di persone: non solo parenti, amici o confratelli, ma specialmente i malati dell’ospedale che, venuti a conoscenza della sua storia, accorrevano al suo capezzale per avere una benedizione o anche solo una parola di conforto nel Signore.

E, infatti, è proprio la “Speranza contro ogni speranza” la vera forza prorompente del messaggio missionario di questo povero prete: con la sua vita egli ha reso testimonianza di come l’Amore di Dio non ci abbandoni mai, fossimo anche nella peggiore delle sofferenze. Al contrario, il cristiano è colui che crede che: proprio quando siamo sofferenti, improduttivi o privi di dignità secondo le logiche del mondo, noi siamo e rimaniamo infinitamente preziosi e utili agli occhi di Dio.

«Come un buon soldato di Gesù Cristo, soffri insieme con me» (2 Tm 2,3), ha fatto scrivere don Michał sopra i “santini” della sua ordinazione sacerdotale, su cui domina l’immagine della Madonna Nera di Czestochowa, lodando così la profonda unione creatasi tra lui e il Signore proprio sulla croce e sotto la protezione della Beata Vergine Maria.

Insomma, quella che don Michał ha portato al mondo è la testimonianza che tutti gli uomini attendono, consapevoli o meno, credenti o non credenti. Ovvero la certezza che, proprio a pochi passi dalla morte, può scorrerci nelle vene una vita nuova, la vita che non muore, il Paradiso che ci viene a prendere.

Lunedì 17 giugno, qualche minuto prima del suono della campane di mezzogiorno, don Michał, a soli 31 anni, ha fatto ritorno alla Casa del Padre. «Sapevamo che questa notizia sarebbe arrivata - ha spiegato Padre Tarcisio Vieira, direttore generale dell'Opera Don Orione - ma ci lascia ugualmente profondamente tristi. Sappiamo, però, che non è stata la morte a togliergli la vita, ma è stato lui che ha voluto donarla per amore a Cristo e ai poveri». È la volontà di offrire la vita che ardeva nel cuore di don Michał e che, proprio al termine dalla sua prima Celebrazione Eucaristica, lui aveva giustificato così: «Nulla potrà mai separarmi dall'amore di Cristo Gesù!».             (dal sito http://www.lanuovabq.it )

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

fino al 30 giugno

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

  AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1. Domenica 23 giugno Solennità del Santissimo Corpo e del Sangue del Signore (le Messe del mattino come tutte le domeniche). H 18.00: S. Messa solenne (unica per tutta la Città) e processione con tre stazioni eucaristiche: per V. Italia, via XX Settembre, Piazza Garibaldi, via Garibaldi, P.za Comando, V. Magnaghi, V. Balbo, V. Cairoli, V. Ilva, Piazza Santa Maria Maddalena. Un invito di cuore a tutti gli abitanti e commercianti delle vie sopra citate per l'addobbo a festa di vie, case e vetrine in segno di accoglienza del Signore che viene a visitarci.

2. Lunedì 24 giugno solennità della Natività di San Giovanni Battista. H. 19.00 la S. Messa in piazza don G. Riva e in seguito la festa della Fogarina preparata dal Comitato delle Feste Patronali classe 1969 ( vedi manifesto)

3. Venerdì 28 giugno solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Giornata Mondiale di santificazione sacerdotale. Ore 17.00 la S. Messa zona di Vaticano nel cantiere della ditta G.P.D. Le nicchie con le statue del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria fatte come ringraziamento per il salvataggio dal bombardamento del 1943.

4. Sabato 29 giugno solennità di santi Pietro e Paolo.

5. Domenica 30 giugno giornata per la Carità del Papa. La questua è destinata alle opere caritative del Papa.

6. Domenica 7 luglio festa della Madonna della Pace a Stagnali.

7. La S. Messa nella cappella di Stella Maris al Villaggio Piras inizierà da sabato 13 luglio h.19.00 per il mese di luglio e agosto.

 

PELLEGRINAGGI-2019-BIG

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 23 giugno Solennità del Santissimo Corpo e del Sangue del Signore (le Messe del mattino come tutte le domeniche). H 18.00: S. Messa solenne (unica per tutta la Città) e processione con tre stazioni eucaristiche: per V. Italia, via XX Settembre, Piazza Garibaldi, via Garibaldi, P.za Comando, V. Magnaghi, V. Balbo, V. Cairoli, V. Ilva, Piazza Santa Maria Maddalena. Un invito di cuore a tutti gli abitanti e commercianti delle vie sopra citate per l'addobbo a festa di vie, case e vetrine in segno di accoglienza del Signore che viene a visitarci.

2. Lunedì 24 giugno solennità della Natività di San Giovanni Battista.

3. Venerdì 28 giugno solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Giornata Mondiale di santificazione sacerdotale.

4. Sabato 29 giugno solennità di santi Pietro e Paolo.

* Sabato 29 e domenica 30 giugno

Mostra del dolce, organizzata dal Gruppo di preghiera Padre Pio, il ricavato sarà utilizzato per ospitare, la prima settimana di settembre, i bambini del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di Padre Pio.

5. Domenica 30 giugno giornata per la Carità del Papa. La questua è destinata alle opere caritative del Papa.

6. Sabato 6 luglio

Pellegrinaggio a Lavezzi. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

7. Dal 25 settembre al 7 ottobre pellegrinaggio parrocchiale a Cracovia - Czestochowa- Auschwitz - Vienna e Praga. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

8. Nuovi orari delle Sante Messe nelle chiese dell’Isola:

Domenica e festivi:

07.30 Bambino Gesù (Due Strade)

09.00 Agonia di N.S.G.C. Moneta

10.00 Istituto San Vincenzo

18.00 Sacra Famiglia - Padule

19.00 Madonna della Pace – Stagnali

20.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e prefestivi:

17.00 Cappella Ospedale Civile

18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

19.00 Istituto San Vincenzo

19.00 Villaggio Piras (dal 13 luglio)

 

Feriali

8.00 (lunedì) Agonia di N.S.G.C. – Moneta

8.30 Santa Maria Maddalena

18.30 (dal martedì al venerdì) Agonia di N.S.G.C. Moneta

19.00 Santa Maria Maddalena

 

MANIFESTO FOGARINA SAN GIOVANNI 22062019

 

 

 

 

M A G I S T E R O

 BEATA EDVIGE CARBONI:

UN’ALTRA DISCEPOLA DI CRISTO DELLA TERRA SARDA

BEATA EDVIGE CARBONI 22062019Ieri, a Pozzomaggiore, in Sardegna, è stata proclamata Beata Edvige Carboni, una semplice donna del popolo che nell’umile quotidianità abbracciò la Croce, dando testimonianza di fede e di carità. Rendiamo grazie per questa fedele discepola di Cristo, che ha speso tutta la sua vita al servizio di Dio e del prossimo. Un applauso alla nuova Beata, tutti!

Vogliamo ricordare in modo particolare i rifugiati, in occasione della Giornata Mondiale che le Nazioni Unite dedicano a loro. Questa ricorrenza invita tutti alla solidarietà con gli uomini, le donne e i bambini in fuga da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti fondamentali. Le nostre comunità ecclesiali e civili siano loro vicine e attente alle loro necessità e alle loro sofferenze.

Seguo inoltre con preoccupazione l’accrescersi delle tensioni nel Golfo Persico. Invito tutti a far uso degli strumenti della diplomazia per risolvere i complessi problemi dei conflitti in Medio Oriente. Rinnovo anche alla comunità internazionale un accorato appello ad impegnare ogni possibile sforzo per favorire il dialogo e la pace.

Cari fratelli e sorelle, possiate camminare uniti e gioiosi nella via della fede, della speranza e della carità, fedeli alle numerose testimonianze di santità di cui è ricca la vostra terra.

Ed ora recitiamo insieme la preghiera dell’Angelus. Affido l’intera Comunità diocesana alla Vergine Santa, che venerate in numerosi Santuari e che invocate specialmente con il titolo di Santa Maria in Via. Lei, che animò con la sua presenza materna la prima comunità dei discepoli di Gesù, aiuti anche la Chiesa di oggi a dare buona testimonianza del Vangelo.

Angelus Domini…

(Visita alle zone terremotate della Diocesi di Camerino-Sanseverino Marche - Domenica 16/06/2019)

 

S.FRANCESCO DICE AI SUOI FRATI: “PREDICATE IL VANGELO, SE FOSSE NECESSARIO ANCHE CON LE PAROLE”

 Recentemente la Santa Sede ha approvato le vostre Costituzioni rinnovate nel Capitolo Generale Straordinario della scorsa estate. Mi colpisce tanto quel consiglio di Francesco ai frati: “Predicate il Vangelo, se fosse necessario anche con le parole”: è un modo di vivere. La vita francescana in tutte le sue manifestazioni nasce dall’ascolto del santo Vangelo, come ci mostra il Poverello nella Porziuncola quando, dopo aver ascoltato il racconto della sequela esclama: «Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!» .

Il Vangelo è per voi, cari fratelli, «regola e vita» e la vostra missione non è altro che di essere vangelo vivente, «esegesi vivente della Parola». Il Vangelo dev’essere il vostro vademecum. Ascoltatelo sempre con attenzione; pregate con esso; e sull’esempio di Maria, “Vergine fatta Chiesa”, meditatelo assiduamente, così che, assimilandolo, conformiate la vostra vita alla vita di Cristo.

Questa via di sequela si caratterizza, innanzitutto, per la fraternità. Essa è un dono da accogliere con gratitudine. È una realtà sempre “in cammino”, in costruzione, e che pertanto chiede il contributo di tutti. Una realtà in cui tutti vi considerate fratelli, tanto i ministri quanto gli altri membri della fraternità; un’esperienza in cui ognuno è chiamato ad amare e nutrire il suo fratello, come la madre ama e nutre il proprio figlio. Vi esorto ad alimentare la vostra fraternità con lo spirito della santa orazione e devozione «al quale devono servire tutte le altre cose temporali». In tal modo, la vostra vita fraterna in comunità diventa una forma di profezia nella Chiesa e nel mondo; e diventa una scuola di comunione, da esercitare sempre, sull’esempio di Francesco, in relazione di amore e di obbedienza con i Pastori.

Un’altra caratteristica della vostra forma di vita è la minorità. Questa è una scelta difficile perché si oppone alla logica del mondo, la quale cerca il successo a qualunque costo, desidera occupare i primi posti, l’essere considerati come signori. Francesco vi chiede di essere minori, sull’esempio di Gesù che non è venuto per essere servito ma per servire. Vissuta così, la vostra esistenza sarà profezia in questo mondo dove l’ambizione del potere è una grande tentazione.

Predicate la pace. Il saluto francescano che vi contraddistingue è “Pace e bene!”, “Shalom we tob”, in ebraico, che ben possiamo tradurre con riconciliazione: riconciliazione con sé stessi, con Dio, con gli altri e con le creature, cioè vivere in armonia: pace che ti porta l’armonia. La riconciliazione è preludio della pace che ci ha lasciato Gesù . Una pace che non è assenza di problemi, ma che viene con la presenza di Dio in noi stessi e si manifesta in tutto ciò che siamo, facciamo e diciamo. Possiate essere messaggeri di pace, prima di tutto con la vita e poi con le parole. Possiate essere, in ogni momento, strumenti di perdono e di misericordia. Le vostre comunità siano luoghi in cui si sperimenti la misericordia, come vi chiede San Francesco. Non c’è pace senza riconciliazione, senza perdono, senza misericordia. Solo chi ha un cuore riconciliato può essere “ministro” della misericordia, costruttore di pace.

Per tutto questo è necessaria una formazione adeguata. Un cammino formativo che favorisca nei fratelli la sempre più piena conformazione a Cristo. Una formazione integrale, che coinvolga tutte le dimensioni della persona. Una formazione del cuore, che cambi il nostro modo di pensare, di sentire e di comportarci. Una formazione alla fedeltà, ben consapevoli che oggi stiamo vivendo nella cultura del provvisorio, che il “per sempre” è molto difficile e le scelte definitive non sono di moda. In questo contesto c’è bisogno di formatori solidi ed esperti nell’ascolto e nelle strade che conducono a Dio, capaci di accompagnare altri in questo percorso; formatori che conoscano l’arte del discernimento e dell’accompagnamento. Solo così potremo contenere, almeno in parte, l’emorragia degli abbandoni che colpisce la vita sacerdotale e consacrata.

(Discorso ai partecipanti al 202° Capitolo Generale Ordinario dei Frati Minori Conventuali - Lunedì 17/06/2019)

 

CATECHESI SUGLI ATTI DEGLI APOSTOLI: « Lingue come di fuoco» (At 2,3). La Pentecoste e la dynamis dello Spirito che infiamma la parola umana e la rende Vangelo »

Cinquanta giorni dopo la Pasqua, in quel cenacolo che è ormai la loro casa e dove la presenza di Maria, madre del Signore, è l’elemento di coesione, gli Apostoli vivono un evento che supera le loro aspettative. Riuniti in preghiera – la preghiera è il “polmone” che dà respiro ai discepoli di tutti i tempi; senza preghiera non si può essere discepolo di Gesù; senza preghiera noi non possiamo essere cristiani! È l’aria, è il polmone della vita cristiana –, vengono sorpresi dall’irruzione di Dio. Si tratta di un’irruzione che non tollera il chiuso: spalanca le porte attraverso la forza di un vento che ricorda la ruah, il soffio primordiale, e compie la promessa della “forza” fatta dal Risorto prima del suo congedo (cfr At 1,8). Giunge all’improvviso, dall’alto, «un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano» (At 2,2).

Al vento poi si aggiunge il fuoco che richiama il roveto ardente e il Sinai col dono delle dieci parole. Nella tradizione biblica il fuoco accompagna la manifestazione di Dio. Nel fuoco Dio consegna la sua parola viva ed energica che apre al futuro; il fuoco esprime simbolicamente la sua opera di scaldare, illuminare e saggiare i cuori, la sua cura nel provare la resistenza delle opere umane, nel purificarle e rivitalizzarle. Mentre al Sinai si ode la voce di Dio, a Gerusalemme, nella festa di Pentecoste, a parlare è Pietro, la roccia su cui Cristo ha scelto di edificare la sua Chiesa. La sua parola, debole e capace persino di rinnegare il Signore, attraversata dal fuoco dello Spirito acquista forza, diventa capace di trafiggere i cuori e di muovere alla conversione. Dio infatti sceglie ciò che nel mondo è debole per confondere i forti.

La Chiesa nasce quindi dal fuoco dell’amore e da un “incendio” che divampa a Pentecoste e che manifesta la forza della Parola del Risorto intrisa di Spirito Santo. L’Alleanza nuova e definitiva è fondata non più su una legge scritta su tavole di pietra, ma sull’azione dello Spirito di Dio che fa nuove tutte le cose e si incide in cuori di carne.

La parola degli Apostoli si impregna dello Spirito del Risorto e diventa una parola nuova, diversa, che però si può comprendere, quasi fosse tradotta simultaneamente in tutte le lingue: infatti «ciascuno li udiva parlare nella propria lingua» (At 2,6). Si tratta del linguaggio della verità e dell’amore, che è la lingua universale: anche gli analfabeti possono capirla. Il linguaggio della verità e dell’amore lo capiscono tutti. Se tu vai con la verità del tuo cuore, con la sincerità, e vai con amore, tutti ti capiranno. Anche se non puoi parlare, ma con una carezza, che sia veritiera e amorevole.

Lo Spirito Santo non solo si manifesta mediante una sinfonia di suoni che unisce e compone armonicamente le diversità ma si presenta come il direttore d’orchestra che fa suonare le partiture delle lodi per le «grandi opere» di Dio. Lo Spirito santo è l’artefice della comunione, è l’artista della riconciliazione che sa rimuovere le barriere tra giudei e greci, tra schiavi e liberi, per farne un solo corpo. Egli edifica la comunità dei credenti armonizzando l’unità del corpo e la molteplicità delle membra. Fa crescere la Chiesa aiutandola ad andare al di là dei limiti umani, dei peccati e di qualsiasi scandalo.

D’ora innanzi, da quel momento, lo Spirito di Dio muove i cuori ad accogliere la salvezza che passa attraverso una Persona, Gesù Cristo, Colui che gli uomini hanno inchiodato al legno della croce e che Dio ha risuscitato dai morti «liberandolo dai dolori della morte . È Lui che ha effuso quello Spirito che orchestra la polifonia di lodi e che tutti possono ascoltare. Come diceva Benedetto XVI, «la Pentecoste è questo: Gesù, e mediante Lui Dio stesso, viene a noi e ci attira dentro di sé». Lo Spirito opera l’attrazione divina: Dio ci seduce con il suo Amore e così ci coinvolge, per muovere la storia e avviare processi attraverso i quali filtra la vita nuova. Solo lo Spirito di Dio infatti ha il potere di umanizzare e fraternizzare ogni contesto, a partire da coloro che lo accolgono.

Chiediamo al Signore di farci sperimentare una nuova Pentecoste, che dilati i nostri cuori e sintonizzi i nostri sentimenti con quelli di Cristo, così che annunciamo senza vergogna la sua parola trasformante e testimoniamo la potenza dell’amore che richiama alla vita tutto ciò che incontra.

(Udienza Generale - 19/06/2019) a cura di A. Panzera

 
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