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n°16 Sabato 20 Aprile 2019

 

EDITORIALE

 GESÙ RISORGE ANCHE OGGI

"Credevo che avessero ucciso Gesù,

e oggi l'ho visto dare un bacio a un lebbroso.

Credevo che avessero cancellato il suo nome,

e oggi l'ho sentito sulle labbra di un bambino.

Credevo che avessero crocefisso le sue mani pietose,

e oggi l'ho visto medicare una ferita.

Credevo che avessero trafitto i suoi piedi,

e oggi l'ho visto camminare nelle strade dei poveri.

Credevo che l'avessero ammazzato una seconda volta con le bombe,

e oggi l'ho sentito parlare di pace.

Credevo che avessero soffocato la sua voce fraterna,

e oggi l'ho sentito dire:

"Perché, fratello?" a uno che picchiava.

Credevo che Gesù fosse morto nel cuore degli uomini

e seppellito nella dimenticanza, ma ho capito che Gesù risorge anche oggi

ogni volta che ogni uomo ha pietà di un altro uomo." (L. Cammaroto)

 

VOLTO GESU' 20042019In occasione delle feste Pasquali noi sacerdoti vogliamo fare gli auguri a tutta la comunità cristiana e civile della nostra isola perché possiate incontrare Gesù Cristo vivo sulle strade della vostra vita, perché possiate diventare testimoni del Risorto e portatori, come la nostra patrona S. Maria Maddalena, della notizia più importante del mondo “LUI È VIVO”, perché la luce di Pasqua illumini la vostra vita specialmente quando è segnata dalla sofferenza e dolore.

BUONA E SANTA PASQUA!

I vostri don

 

 

 

 

 

 

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 *Santa Marta è passata anche qui.*

SANTA MARIA DI BETANIAOgni casa prima delle feste necessità di una pulizia più accurata di quella ordinaria. Anche la casa del Signore ha bisogno di essere pulita bene prima delle feste comandate. Ringrazio di cuore il gruppo che, lunedì 15 aprile, ha risposto al mio invito ed è venuto armato di buona volontà per offrire tempo ed energie al Signore e alla sua casa. 

Un grazie particolare va ad alcuni parrocchiani di Moneta che si sono uniti a quelli di S. Maria Maddalena. É stato bello vedervi lavorare insieme. Devo dire che questo é stato uno dei segni più belli del percorso che ci ha chiesto di fare il vescovo: “camminare insieme”.

Se siamo capaci di condividere anche questi aspetti della vita della parrocchia vuol dire che ci sono buone prospettive ;-) Viste le basi, sarebbe mio desiderio  creare un nuovo gruppo dedicato ad una donna speciale: Santa Marta. Proprio in questi giorni, all’inizio della Settimana Santa, Lei viene nominata nel vangelo. Marta di Betania è la sorella di Lazzaro e di Maria. Evidentemente Gesù si sentiva a suo agio nella loro casa. Spesso si rifugiava nel loro ambiente familiare.

Le due sorelle manifestano lo stesso grande amore per il Maestro, ma lo fanno con due diverse sensibilità: Marta corre a sistemare la casa perché sia accogliente e Maria si intrattiene ai piedi dell’ospite e si dedica al Suo ascolto. Ma nell’amore verso il Maestro Marta non è da meno della sorella. Anzi è proprio Marta a regalarci quella meravigliosa professione di fede: 

“…Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto, ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te la concederà”. E alle parole di fede di Marta seguono le parole del miracolo di Gesù: “Lazzaro vieni fuori”.

Il nuovo gruppo parrocchiale che porterà il suo nome sarà composto da persone che si comportano come donne di casa indaffarate ad accogliere il gradito Ospite. Il senso del volontariato,  la dedizione, la volontà e l'umiltà animeranno chi si occupa con amore della casa della Signore.

Chi è interessata si faccia avanti e dia disponibilità ad uno dei sacerdoti.

Il Signore ve ne sarà grato e Santa Marta vi guarderà con tanto amore intercedendo per voi e le vostre famiglie.            

     Don Andrea

 

■ “Pasqua di condivisione e di Carità”

Come è tradizione, anche quest’anno in occasione delle festività Pasquali, la generosità e lo spirito di condivisione proprio dei Maddalenini sono stati straordinari.

Nonostante la crisi che mette a dura prova moltissime famiglie, rendendo incerto il futuro di molti giovani, che non hanno prospettive di lavoro, c’è stata una gara di solidarietà sorprendente da parte di tutti.

La Provvidenza è arrivata in modo sovrabbondante attraverso la generosità e il buon cuore di tante persone che, in vari modi, hanno contribuito a rendere più serena la festa di Pasqua di tante famiglie che vivono nella precarietà e nell’incertezza del domani.

Molte persone, in modo discreto, generosamente hanno donato viveri, offerte in denaro e altri aiuti per cui abbiamo potuto alleviare tanti disagi e ridare un po’ di speranza ai fratelli in difficoltà.

Un buon contributo è arrivato dalle offerte ricevute per le bustine dell’ulivo che sono state distribuite nella Domenica delle Palme.

Anche quest’anno, come è tradizione, abbiamo coinvolto i bambini della nostra scuola, guidati dalle insegnanti e dalle mamme, perciò vorrei ringraziarli in modo particolare, perché hanno collaborato in questa attività, esprimendo la spontaneità e la gioia propria dei piccoli.

Anche Emilia Malleo ha collaborato all’iniziativa coinvolgendo i ragazzi del catechismo e altre persone generose che si sono rese disponibili. L’ulivo benedetto è stato portato agli ammalati, in ospedale e nelle case come segno di benedizione e di conforto. Esprimo a tutti un grazie sincero, unito alla preghiera perché il Signore benedica e ricompensi generosamente tutte le persone che hanno contribuito alle opere di carità che abbiamo potuto realizzare. Ringrazio di cuore il Comitato di S. Maria Maddalena e Maria Bambina per l’offerta donata a favore dei poveri. Con riconoscenza.

Suor Letizia e Consorelle

 

■ Ringraziamenti Pasqua 2019

Informa Caritas: La notte di Pasqua le chiese risplendono di luci risuonano i canti. La luce del cero pasquale ricorda che Gesù è risorto e che è Lui la luce vera della nostra vita. La gioia dell’annuncio di Gesù Risorto, riempie i cuori e illumina le menti di tutti coloro che per tutto il Tempo di Quaresima si sono preparati a ri-incontrarlo nella gioia della grande festa della vittoria della vita sulla morte. Molti, durante questo tempo di attesa, di riflessione e di penitenza hanno risposto all’invito “trasformiamo la nostra penitenza quaresimale in un gesto d’amore per i poveri” ed hanno saputo trasformare le loro rinunce in gesti di attenzione e carità verso i fratelli meno fortunati.

 Gli operatori della Caritas parrocchiale, vogliono ringraziare, a nome di tante persone e famiglie che vivono in situazione di difficoltà, per le generose offerte in viveri e denaro che sono pervenute durante il tempo di quaresima. Ringraziamo in modo particolare le catechiste per la loro opera di sensibilizzazione presso i piccoli, le famiglie dei ragazzi in catechesi, gli alunni del Liceo e dell’Istituto Nautico, i gruppi parrocchiali e tutte le persone che, nel silenzio e con discrezione, ci hanno sostenuto e consentito di “servire”, con dignità e rispetto, quanti hanno bussato alla porta della Caritas. A tutta la comunità maddalenina, grati come sempre per l’attenzione e la generosità verso i poveri, auguriamo di cuore che la gioia dell’annuncio “Cristo è Risorto”, porti serenità, speranza e pace nel cuore di ciascuno, nelle famiglie e nella comunità tutta: Buona Pasqua.

Gli operatori della Caritas della Parrocchia di S.Maria Maddalena

 

■ Camminando insieme verso la Pasqua

ALTARE REPOSIZIONE 20042019Per continuare il cammino insieme le due parrocchie si sono unite nella preghiera durante la quaresima, con la partecipazione alle stazioni quaresimali nelle diverse chiese e non solo. Per accompagnare Gesù nel suo cammino doloroso della Via Crucis, che è caratterizzata sempre dalla presenza della confraternita del Getsemani, la chiesa di Moneta ha visto una bella partecipazione dei bambini delle altre parrocchie che, accompagnati dai catechisti e dai genitori, si sono uniti ai monetini per pregare insieme. Alternandosi agli adulti, essi hanno animato la Via Crucis e, leggendo le meditazioni, hanno ripercorso gli ultimi momenti di sofferenza di Gesù, comprendendo meglio quello che Egli ha vissuto in quelle ore. È stato davvero un bel segno di unità! Domenica 14 aprile è stato don Domenico Degortes a celebrare il rito della benedizione delle palme, rito che si svolge sempre nel giardino dell'Oasi Serena, seguito poi dalla processione per le vie della frazione, che ricorda l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Come trionfale è stata l'entrata nella chiesa del Getsemani: grandi palme intrecciate ad arco ornavano la navata centrale creando così uno straordinario effetto! La messa è stata celebrata da don Domenico e animata dalla confraternita del Getsemani che, nata nel 2003, si fa carico dei riti della Settimana Santa. Settimana che quest'anno ha avuto inizio in maniera speciale il Lunedì Santo nella chiesa di S.Maria Maddalena durante la S. Messa, celebrata da don Jacek, concelebrata dal parroco don Andrea Domanski e animata dalle voci del coro di S. Cecilia.

 Abbiamo voluto condividere l'emozionante rito dell'innalzamento della Croce che, portata dalla confraternita, è stata posta davanti all'altare con l'accompagnamento del canto del "Vexilla". È seguita poi la presentazione dei segni della Passione ed è sempre altrettanto emozionante la consegna al sacerdote di tutti i segni: flagello, chiodi, martello, corona di spine, lancia e altri ancora, sottolineati ognuno dalla preghiera. L'ultima stazione quaresimale ha avuto luogo come ogni anno proprio nella chiesa di Moneta: la celebrazione è stata presieduta dal frate cappuccino Pier Luigi Maria Fresu, che si è detto felice di essere di nuovo con noi, concelebrata da don Andrea e da don Domenico, mentre don Davide Mela era presente per le confessioni. La messa è stata resa più solenne dalle voci del coro S.Giovanni Paolo II, mentre al termine la confraternita ha proseguito con il rito della vestizione a lutto della Madonna, accompagnato dal canto Stabat Mater. Giovedì Santo tante erano le persone presenti alla celebrazione della Coena Domini e anche quest'anno sono stati i bambini che devono fare la Prima Comunione a partecipare alla lavanda dei piedi. Il Giovedì Santo è anche la festa titolare della parrocchia e alla messa è seguita l'agape fraterna, cena conviviale per rivivere insieme l'ultima cena di Gesù. Poi, davanti all'altare della Reposizione che quest'anno ha voluto rappresentare l'ingresso al Paradiso, per rispondere all'invito di Gesù: state qui e vegliate con me, abbiamo partecipato alla veglia di preghiera a cura della confraternita: le preghiere e le meditazioni erano intercalate da canti di adorazione, misericordia e contemplazione, eseguiti dal coro S. Giovanni Paolo. Alle 15 del Venerdì Santo la novena alla Divina Misericordia seguita dalla Via Crucis per le strade di Moneta e subito dopo la liturgia della Passione con la deposizione del Cristo dalla Croce. Il triduo Pasquale avrà il suo culmine Sabato Santo quando le due parrocchie unite parteciperanno alla veglia e alla messa di Pasqua nella chiesa madre e sarà animata dalla corale S. Cecilia e dal coro S.Giovanni Paolo. Grande festa e gioia ci sarà poi il mattino di Pasqua, festa della Risurrezione, quando S. Maria Maddalena andrà incontro al Cristo Risorto, un emozionante incontro gioioso che ormai fa parte della nostra tradizione.

Maria Vitiello

 

■ Giovani che “volano con i piedi”. Analisi dell’esortazione apostolica «Christus vivit» di Papa Francesco

L’Esortazione si compone di nove capitoli. Vediamo di cogliere le chiavi del discorso di Francesco secondo la loro scansione nel testo.

Il capitolo di apertura consiste in una rapida carrellata di primi piani su figure bibliche di giovani sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento. Si legge con gusto proprio perché il Papa non intende fare grandi discorsi, ma cogliere in estrema sintesi un tratto, un gesto, un atto... schizzi utili per comporre un ritratto corale. Ne emerge un Dio che ispira i giovani nei loro sogni (Giuseppe) e che va a scovare i suoi eletti tra coloro che gli altri non considerano (Davide). E così appaiono giovani sinceri che non addolciscono la realtà (Gedeone), giovani insicuri che sanno essere coraggiosi (Samuele), giovani che si sentono «persi» davanti alle loro responsabilità ma che sanno agire con saggezza (Salomone) o che sanno risvegliare la coscienza del loro popolo (Geremia), giovani esempi di generosità nella disgrazia (Rut) o una ragazza anonima, finita al servizio della moglie di Naamàn, comandante dell’esercito del re di Aram, che sa soccorrere in maniera intelligente il suo «padrone». La stessa tecnica per bozzetti è adoperata per il Nuovo Testamento, dove appaiono giovani disposti a imprimere un profondo cambiamento alla loro vita, ad apprendere. Perché - scrive Francesco - «un giovane non può essere scoraggiato, la sua caratteristica è sognare grandi cose, cercare orizzonti ampi, osare di più, aver voglia di conquistare il mondo, saper accettare proposte impegnative e voler dare il meglio di sé per costruire qualcosa di migliore». Appare anche un ragazzo che ha «rinunciato alla sua giovinezza». L’espressione è forte e riguarda una persona che si avvicina a Gesù alla ricerca di un «di più», ma che poi se ne va via triste. Così pure rinunciare alla gioventù è vivere in maniera distratta, addormentata, «volando per la superficie della vita».

Nel secondo capitolo questa «giovinezza» prende corpo e figura. Non abbiamo solamente intuizioni sulla fenomenologia del giovane. Essa prende il volto di Gesù, nel quale il Papa riconosce la giovinezza. Gesù appare un giovane immerso nelle relazioni. Leggiamo il ritratto che ne fa Francesco: «Gesù stava lì, andava e veniva in mezzo agli altri, scherzava con quelli della sua età, ascoltava i racconti degli adulti e condivideva le gioie e le tristezze della carovana. Il termine greco usato da Luca per la carovana dei pellegrini - synodia - indica precisamente questa “comunità in cammino” di cui la Santa Famiglia è parte. Grazie alla fiducia dei suoi genitori, Gesù si muove con libertà e impara a camminare con tutti gli altri». Emerge questo tratto specifico dell’essere in «carovana», che il Papa non esita a collegare col termine «sinodo», cioè proprio l’evento ecclesiale che ha generato questa Esortazione. Una Chiesa sinodale è una Chiesa che sa essere giovane e sa mischiarsi nel mondo e col mondo delle relazioni, senza ritirarsi in un luogo elitario e separato. È una carovana: qui si discerne un’immagine della Chiesa, ma anche un modo di vivere in maniera progettuale nel mondo: «non creare progetti che isolino i giovani dalla famiglia e dal mondo, o che li trasformino in una minoranza selezionata e preservata da ogni contagio. Abbiamo bisogno, piuttosto, di progetti che li rafforzino, li accompagnino e li proiettino verso l’incontro con gli altri, il servizio generoso, la missione».

Così è chiamata a essere la Chiesa: libera dalla sclerosi e dall’immobilismo, capace di lottare per la giustizia, di essere umile. Ma Francesco sa bene che tanti giovani non la considerano significativa per la loro esistenza. Addirittura a volte la sentono molesta e irritante. Se la Chiesa si mette in difensiva e non ascolta, allora si trasforma in un «museo». Ecco, dunque, la domanda: come la Chiesa potrà accogliere i sogni dei giovani? Il Papa non resta astratto, e fornisce altri bozzetti, piccoli ritratti di 12 giovani santi che sono la naturale prosecuzione degli schizzi delle figure bibliche: da san Sebastiano del III secolo fino alla beata Chiara Badano, morta nel 1990. Guardando ai sogni e alle istanze dei giovani, la Chiesa comprende la propria identità profondamente legata al suo compito, alla sua missione. In Maria il Papa trova compiutamente l’immagine della Chiesa.

Antonio Spadaro SJ, da La Civiltà Cattolica 170/2019

 

  ■ Il Gruppo di Preghiera di Padre Pio ha ricevuto la lettera di condoglianze, per la morte di don Paolo, da parte di Padre Luciano Lotti, Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio di San Giovanni Rotondo, pubblichiamo di seguito il testo:

LETTERA CONDOGLIANZE

 

■ Condoglianze ai familiari di Mario Poggi, Domenico Dejana, Natalina Scarfi ved. Massidda, Antonio Cossu, Maria Rita Acciaro ved. Brundu, Maria Elena Balzano ved. Susini, Tommaso Fogu, Giovanna nota Giovannina Mura, Giuseppina Fiori ed Edoardo Lai che sono tornati alla casa del Padre celeste.              

 

 

 

AVVISI PARROCCHIA

AGONIA DI N.S.G.C. MONETA

PASQUA 2019

 20 APRILE *SABATO SANTO.* 

h.  22.00       *VEGLIA PASQUALE* di entrambe le Comunità Parrocchiali nella chiesa di S. Maria Maddalena .

21 APRILE  *PASQUA DI RISURREZIONE*                

h.  9.00           Santa Messa Solenne e a seguire la Processione dell'Incontro del Cristo Risorto  con Santa Maria Maddalena in Piazza Umberto I.

22 APRILE *LUNEDÌ – PASQUETTA* 

h. 9.00 S. Messa

 

1. Da martedì 23 aprile l'orario delle Messe serali verrà posticipato alle h. 18.30.

Da martedì 23 aprile a sabato 27 aprile ci sarà anche la S.Messa di mattina alle ore 8.00

Iniziano le benedizioni delle famiglie, verrà in nostro aiuto don Luca.

Continua la Novena alla Divina Misericordia alle ore 15.00.

2. Domenica 28 aprile Festa della Divina Misericordia

 

 

 

AVVISI PARROCCHIA

SANTA MARIA MADDALENA

PASQUA 2019

 20 aprile *Sabato Santo* .

h. 22.00: *VEGLIA PASQUALE

21 aprile  *PASQUA DI RESURREZIONE*

h. 9.30 Messa Solenne.

Seguirà la Processione dell’Incontro tra il Risorto e S. Maria Maddalena in piazza Umberto I alle h. 10.30 circa, rientro della processione e S. Messa Solenne.

La processione è una sacra rappresentazione dell’evento evangelico dell’incontro di Santa Maria Maddalena con Cristo Risorto (unica in Sardegna dove di solito viene rappresentato l’incontro tra la Madonna e Cristo).

22 aprile  *Lunedì dell’Angelo

Le Sante Messe saranno alle h. 8.30 e h. 18.00

 

1. Da martedì 23 aprile l'orario delle Messe serali verrà posticipato alle h. 19.00.

Iniziano le benedizioni delle famiglie, verrà in nostro aiuto un sacerdote studente da Roma don Robert.

Continua la Novena alla Divina Misericordia alle ore 15.00.

2. Domenica 28 aprile Festa della Divina Misericordia.

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

PASQUAETTA STAGNALI 2019

 

 

M A G I S T E R O

 PER FARE SPAZIO A DIO C’È UN SOLO MODO: LA SPOGLIAZIONE, LO SVUOTAMENTO DI SÉ

 GESU' PASQUA 20042019Le acclamazioni dell’ingresso in Gerusalemme e l’umiliazione di Gesù. Le grida festose e l’accanimento feroce. Questo duplice mistero accompagna ogni anno l’ingresso nella Settimana Santa, nei due momenti caratteristici di questa celebrazione: la processione con i rami di palma e di ulivo all’inizio e poi la solenne lettura del racconto della Passione.

Lasciamoci coinvolgere in questa azione animata dallo Spirito Santo, per ottenere quanto abbiamo chiesto nella preghiera: di accompagnare con fede il nostro Salvatore nella sua via e di avere sempre presente il grande insegnamento della sua passione come modello di vita e di vittoria contro lo spirito del male.

Gesù ci mostra come affrontare i momenti difficili e le tentazioni più insidiose, custodendo nel cuore una pace che non è distacco, non è impassibilità o superomismo, ma è abbandono fiducioso al Padre e alla sua volontà di salvezza, di vita, di misericordia; e, in tutta la sua missione, è passato attraverso la tentazione di “fare la sua opera” scegliendo Lui il modo e slegandosi dall’obbedienza al Padre. Dall’inizio, nella lotta dei quaranta giorni nel deserto, fino alla fine, nella Passione, Gesù respinge questa tentazione con la fiducia obbediente nel Padre.

Anche oggi, nel suo ingresso in Gerusalemme, Lui ci mostra la via. Perché in quell’avvenimento il maligno, il Principe di questo mondo aveva una carta da giocare: la carta del trionfalismo, e il Signore ha risposto rimanendo fedele alla sua via, la via dell’umiltà. Gesù ha distrutto il trionfalismo con la sua Passione.

Il Signore ha veramente condiviso e gioito con il popolo, con i giovani che gridavano il suo nome acclamandolo Re e Messia. Il suo cuore godeva nel vedere l’entusiasmo e la festa dei poveri d’Israele. Al punto che, a quei farisei che gli chiedevano di rimproverare i suoi discepoli per le loro scandalose acclamazioni, Egli rispose: «Se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc 19,40). Umiltà non vuol dire negare la realtà, e Gesù è realmente il Messia, è realmente il Re.

Ma nello stesso tempo il cuore di Cristo è su un’altra via, sulla via santa che solo Lui e il Padre conoscono: quella che va dalla «condizione di Dio» alla «condizione di servo», la via dell’umiliazione nell’obbedienza «fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,6-8). Egli sa che per giungere al vero trionfo deve fare spazio a Dio; e per fare spazio a Dio c’è un solo modo: la spogliazione, lo svuotamento di sé. Tacere, pregare, umiliarsi. Con la croce, fratelli e sorelle, non si può negoziare, o la si abbraccia o la si rifiuta. E con la sua umiliazione Gesù ha voluto aprire a noi la via della fede e precederci in essa.

È la notte della fede. Ma solo da questa notte spunta l’alba della risurrezione. Ai piedi della croce, Maria ripensò alle parole con cui l’Angelo le aveva annunciato il suo Figlio: «Sarà grande […]; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Lc 1,32-33). Maria sul Golgota si trova di fronte alla smentita totale di quella promessa: suo Figlio agonizza su una croce come un malfattore. Così il trionfalismo, distrutto dall’umiliazione di Gesù, è stato ugualmente distrutto nel cuore della Madre; entrambi hanno saputo tacere.

Cari giovani, non vergognatevi di manifestare il vostro entusiasmo per Gesù, di gridare che Lui vive, che è la vostra vita. Ma nello stesso tempo non abbiate paura di seguirlo sulla via della croce. E quando sentirete che vi chiede di rinunciare a voi stessi, di spogliarvi delle vostre sicurezze, di affidarvi completamente al Padre che è nei cieli, allora, cari giovani, rallegratevi ed esultate! Siete sulla strada del Regno di Dio.

Acclamazioni festose e accanimento feroce; è impressionante il silenzio di Gesù nella sua Passione, vince anche la tentazione di rispondere, di essere “mediatico”. Nei momenti di oscurità e grande tribolazione bisogna tacere, avere il coraggio di tacere, purché sia un tacere mite e non rancoroso. La mitezza del silenzio ci farà apparire ancora più deboli, più umiliati, e allora il demonio, prendendo coraggio, uscirà allo scoperto. Bisognerà resistergli in silenzio, “mantenendo la posizione”, ma con lo stesso atteggiamento di Gesù. Lui sa che la guerra è tra Dio e il Principe di questo mondo, e che non si tratta di mettere mano alla spada, ma di rimanere calmi, saldi nella fede. È l’ora di Dio. E nell’ora in cui Dio scende in battaglia, bisogna lasciarlo fare. Il nostro posto sicuro sarà sotto il manto della Santa Madre di Dio.

(Omelia - Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore - Domenica 14/04/2019)

 

MESSAGGIO DEL PAPA PER L’INCENDIO DI PARTE DELLA CATTEDRALE DI PARIGI

 

Seguendo l'incendio che ha devastato gran parte della cattedrale di Notre Dame, mi associo alla sua tristezza, così come a quella dei fedeli della sua diocesi, degli abitanti di Parigi e di tutti i Francesi. In questi Giorni Santi in cui ricordiamo la passione di Gesù, la sua morte e la sua risurrezione, vi assicuro la mia vicinanza spirituale e la mia preghiera.

Questo disastro ha seriamente danneggiato un edificio storico. Ma mi rendo conto che ha anche influenzato un simbolo nazionale caro al cuore dei Parigini e dei Francesi nella diversità delle loro convinzioni. Perché Notre Dame è il gioiello architettonico di una memoria collettiva, il luogo di ritrovo per molti eventi importanti, la testimonianza della fede e della preghiera dei cattolici all’interno della città.

Mentre saluto il coraggio e il lavoro dei vigili del fuoco che sono intervenuti per circoscrivere il fuoco, esprimo il desiderio che la cattedrale di Notre Dame possa ridiventare, grazie alle opere di ricostruzione e alla mobilitazione di tutti, questo bellissimo scrigno nel cuore della città un segno della fede di coloro che l'hanno costruita, la chiesa madre della vostra diocesi, l'eredità architettonica e spirituale di Parigi, della Francia e dell'umanità.

Con questa speranza, vi concedo di cuore la benedizione apostolica e invoco la benedizione di Dio sugli abitanti di Parigi e su tutti i Francesi.

(Messaggio all’Arcivescovo di Parigi S.E. Michel Aupetit - Roma 16/04/2019)

 

CATECHESI - PASQUA:

la preghiera al Padre nella prova

 

Alla vigilia del Triduo pasquale, soffermiamoci su alcune parole con cui Gesù, durante la Passione, ha pregato il Padre.

La prima invocazione avviene dopo l’Ultima Cena, quando il Signore, «alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo – e poi – glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse”». Gesù domanda la gloria, una richiesta che sembra paradossale mentre la Passione è alle porte. Di quale gloria si tratta? La gloria nella Bibbia, indica il rivelarsi di Dio, è il segno distintivo della sua presenza salvatrice fra gli uomini. Ora, Gesù è Colui che manifesta in modo definitivo la presenza e la salvezza di Dio. E lo fa nella Pasqua: innalzato sulla croce, è glorificato. Lì Dio finalmente rivela la sua gloria: toglie l’ultimo velo e ci stupisce come mai prima. Scopriamo infatti che la gloria di Dio è tutta amore: amore puro, folle e impensabile, al di là di ogni limite e misura. Facciamo nostra la preghiera di Gesù: chiediamo al Padre di togliere i veli ai nostri occhi perché in questi giorni, guardando al Crocifisso, possiamo accogliere che Dio è amore. Quante volte lo immaginiamo padrone e non Padre, lo pensiamo giudice severo piuttosto che Salvatore misericordioso! Ma Dio a Pasqua azzera le distanze, mostrandosi nell’umiltà di un amore che domanda il nostro amore. Noi, dunque, gli diamo gloria quando viviamo tutto quel che facciamo con amore, quando facciamo ogni cosa di cuore, come per Lui. La vera gloria è la gloria dell’amore, perché è l’unica che dà la vita al mondo. Certo, questa gloria è il contrario della gloria mondana, che arriva quando si è ammirati, si è lodati, si è acclamati: quando io sto al centro dell’attenzione. La gloria di Dio, invece, è paradossale: niente applausi, niente audience. Al centro non c’è l’io, ma l’altro: a Pasqua vediamo infatti che il Padre glorifica il Figlio mentre il Figlio glorifica il Padre. Nessuno glorifica sé stesso.

Dopo l’Ultima Cena Gesù entra nel giardino del Getsemani; anche qui prega il Padre. Mentre i discepoli non riescono a stare svegli e Giuda sta arrivando coi soldati, Gesù comincia a sentire «paura e angoscia». Prova tutta l’angoscia per ciò che lo attende: tradimento, disprezzo, sofferenza, fallimento. È «triste» e lì, nell’abisso, in quella desolazione, rivolge al Padre la parola più tenera e dolce: «Abbà», cioè papà. Nella prova Gesù ci insegna ad abbracciare il Padre, perché nella preghiera a Lui c’è la forza di andare avanti nel dolore. Nella fatica la preghiera è sollievo, affidamento, conforto. Nell’abbandono di tutti, nella desolazione interiore Gesù non è solo, sta col Padre. Noi, invece, nei nostri Getsemani spesso scegliamo di rimanere soli anziché dire “Padre” e affidarci a Lui, come Gesù, affidarci alla sua volontà, che è il nostro vero bene. Il problema più grande non è il dolore, ma come lo si affronta. La solitudine non offre vie di uscita; la preghiera sì, perché è relazione, è affidamento. Gesù tutto affida e tutto si affida al Padre, portandogli quello che sente, appoggiandosi a Lui nella lotta.

Infine, Gesù rivolge al Padre una terza preghiera per noi: «Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno». Gesù prega per chi è stato malvagio con Lui, per i suoi uccisori. Il Vangelo specifica che questa preghiera avviene nel momento della crocifissione. Era probabilmente il momento del dolore più acuto, quando a Gesù venivano conficcati i chiodi nei polsi e nei piedi. Qui, al vertice del dolore, giunge al culmine l’amore: arriva il perdono, cioè il dono all’ennesima potenza, che spezza il circolo del male. Cari fratelli e sorelle, pregando in questi giorni il “Padre nostro”, possiamo chiedere una di queste grazie: di vivere le nostre giornate per la gloria di Dio, cioè vivere con amore; di saperci affidare al Padre nelle prove e dire “papà” al Padre e di trovare nell’incontro col Padre il perdono e il coraggio di perdonare. Ambedue le cose vanno insieme. Il Padre ci perdona, ma ci dà il coraggio di poter perdonare.

(Udienza Generale - Mercoledì 17/04/2019)a cura di A. Panzera

 
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