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n° 6 Sabato 9 Febbraio 2019

 

EDITORIALE

 Si conclude il 250° della Parrocchia di Santa Maria Maddalena.

 Il 31 gennaio dell’anno scorso abbiamo iniziato le celebrazioni del 250°della Parrocchia in coincidenza con la data del primo Battesimo. Durante tutto l’anno abbiamo avuto  momenti forti. Il Vescovo Mons. Sanguinetti, con la sua presenza, ha sottolineato l’importante ricorrenza, specialmente in occasione della festa di Santa Maria Maddalena. Il Comitato Festeggiamenti che in questi giorni sta per passare il testimone al Comitato classe ‘69, ha dato lustro alla ricorrenza  non solo dandosi il nome di: “Comitato del 250°” ma soprattutto realizzando tante belle iniziative che hanno fatto da cornice: in particolare ricordiamo  i bei cori che hanno animato la novena di Santa Maria Maddalena,  per l’inaugurazione del presepio e la presenza numerosa dei membri del Comitato alle celebrazioni solenni. Anche l’Amministrazione comunale si è unita alle celebrazioni con la presenza ai  momenti più solenni, ma anche organizzando eventi di grande risonanza  come  “Voci di  maggio” con l’arrivo delle reliquie di Santa Rita, dei pellegrini, degli sbandieratori e dei figuranti. Anche il concerto estivo con la cantante suor Cristina in Piazza Comando è stato molto apprezzato. Il nostro giornalista Claudio Ronchi durante tutto l’anno sul Bollettino Interparrocchiale ha dato notizia dei primi passi della comunità cristiana di La Maddalena, le sue feste, i suoi preti, la prima chiesa,  Battesimi, Matrimoni, funerali. Ha tenuto alcune conferenze: quella sulla prima chiesa dell’Isola, quella sul ruolo della parrocchia nella  battaglia del 23 febbraio contro i Francesi.  Altre tappe importanti della comunità attendono di essere considerate: la costruzione della nuova chiesa, rapporto con la Marina e l’autorità civile, l’Istituto San Vincenzo con l’arrivo delle suore Figlie della Carità, la chiesa dell’Agonia di N.S.G.C., le figure di don Antonio Vico e Padre Salvatore Vico, la costruzione della chiesa del Bambino Gesù, la figura storica di Mons. Capula. La storia è maestra di vita. Dare uno sguardo religioso alla storia della comunità cristiana maddalenina, che ha pure influito sull’intera comunità civile, ci aiuta oggi a ringraziare Dio  per  i molteplici doni di natura e di grazia, per  custodirli e valorizzarli. Ricordare i buoni esempi del passato  ci aiuta a imitarli, gli errori a non ripeterli. Il nuovo parroco, don Andrea, che ha iniziato il suo mandato proprio in questo anno 250°, ha raccomandato di approfondire le nostre radici a cominciare dal Battesimo, perché è da quel germe divino deposto in noi nel Battesimo, che scaturisce  la forza capace di trasformare la nostra vita e quella di una comunità.                                     

  D.D.

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ La Giornata per la Vita.

festa giornata della vita (1)Domenica 3 febbraio in tutta la chiesa è stata celebrata la 41a Giornata per la Vita e durante la Messa delle ore 11 a S. Maria Maddalena c'è stata la benedizione di tutti i bambini nati e battezzati nell'ultimo anno e anche delle mamme in attesa di un figlio, proprio per ringraziare il Signore del grande e prezioso dono della vita. Così don Andrea Domanski all'inizio della celebrazione "vogliamo pregare perchè la vita venga rispettata e preservata dal momento del concepimento fino alla morte naturale". La giornata mondiale per la vita è stata istituita 41 anni fa dai Vescovi italiani all'indomani dell'approvazione della legge sull'aborto volontario in Italia e quest'anno essi  hanno rivolto alla comunità cristiana e alla comunità civile un messaggio dal titolo "È vita è futuro": la vita è il dono più prezioso fatto all'uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. festa giornata della vita (2)Siamo chiamati all'accoglienza della vita prima e dopo la nascita in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata, alla cura di chi soffre per la malattia o per la violenza subita". Purtroppo però nella nostra società accadono dei fatti terribili dove la vita non viene rispettata, violenze, omicidi e non ultimo due settimane fa nello stato di New York è stato dichiarato il diritto all'aborto come diritto umanitario: il diritto di uccidere è stato allungato fino al 9° mese di gravidanza! "Un fatto  che mi fa rabbrividire," ha dichiarato don Andrea," l'uomo non può accampare il diritto di uccidere e non può pensare che chi è malato non ha il diritto di vivere!" Ho letto una frase tempo fa che rende bene  quanto è abominevole l'aborto: ogni volta che viene versato il sangue  di un bambino, è un olocausto a Satana, l'anima grida per il dolore e se ne ode il grido al cielo che ne è scosso! Papa Francesco ha fatto presente che l'aborto non può essere presentato come un diritto umano e che spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare è in ogni caso un tradimento della nostra vocazione, oltre che del patto che lega tra loro le generazioni, patto che consente di guardare avanti con speranza e ha espresso apprezzamento per il Movimento per la Vita. Infatti grazie all'attività dei centri di aiuto alla vita sono nati più di 200 mila bambini che erano a rischio di morte, restituendo così alle loro mamme la gioia e la serenità. Credo che questo sia un bel messaggio di speranza per tutti!

Maria Vitiello

 

Festeggiamo la vita con Don Bosco.

Il Consiglio direttivo dell’oratorio ringrazia tutta la comunità che la settimana scorsa ha partecipato alla vendita di beneficenza in favore delle attività dello stesso. Un ringraziamento particolare alle catechiste che hanno coordinato i bambini e i ragazzi nella vendita; ai gruppi parrocchiali che hanno collaborato nella preparazione dei dolci e a tutti coloro che in diverso modo vi hanno contribuito. Il ricavato è stato di €1.530, la somma andrà ad aiutare le iniziative per i ragazzi, in modo particolare servirà per l’acquisto di un biliardino.

I giorni di festa si sono conclusi infine con il pomeriggio in oratorio, guidato da una stupenda merenda e da giochi, musica e animazione per festeggiare la vita e scoprire che è un dono prezioso.

 

 

Festeggiata la memoria di suor Giuseppina Nicoli.

beata-nicoliIl 3 febbraio ricorreva l'anniversario della Beatificazione di suor Giuseppina Nicoli, essendo stata beatificata  proprio il 3 febbraio 2008, ma nella nostra isola la Messa in sua memoria è stata celebrata lunedì 4 febbraio nella piccola ma accogliente chiesa di Gesù Bambino di Praga dove, ai piedi dell'altare faceva bella mostra il suo ritratto.  È stato don Davide Mela  a presiedere la celebrazione che è stata resa gioiosa dalla musica e dalle voci del coro di Gesù Bambino e, non potevano certo mancare, erano presenti le suore dell'istituto San Vincenzo con la Madre Superiora suor Maria Rosaria. Queste le parole di don Davide all'inizio della celebrazione "siamo qui riuniti stasera  nel ricordo di suor Giuseppina Nicoli che celebriamo in questa chiesa vicina alla casa di accoglienza a lei intitolata. La comunità è molto legata a questa figura che nel suo servizio alla Chiesa ha dato un grande supporto alla comunità Vincenziana, affinché potesse svolgere la sua missione verso i piccoli, i poveri e gli emarginati. Lei non ha vissuto stabilmente all'isola, ma era venuta qui per accompagnare la prima Madre Superiora per l'apertura della casa Vincenziana e ne ha sempre sostenuta l'opera. Per questo motivo la nostra comunità ha voluto dedicarle la casa di accoglienza."

 

La Maddalena

Sabato 9 febbraio 2019

 Suor Giuseppina era nata in provincia di Pavia e conseguì il diploma di maestra con il segreto desiderio di dedicarsi all'educazione dei bambini poveri. A 21 anni abbandonò tutto e la sua missione cominciò a Cagliari. Lì riunì giovani donne laiche consacrate e diede vita alla fondazione "Damine della Carità", per visitare i poveri e dare sollievo agli ammalati.

Ma più di tutto si dedicò ai ragazzi poveri di strada con la delicatezza di una mamma, fece loro scuola e li istruì nella fede. Affidandoli alla protezione di Maria li chiamò "I Marianelli", ovvero i monelli di Maria. La carità è stata la regola dei suoi pensieri, delle sue parole e delle sue azioni, sempre però in un cammino di umiltà, come un atto di amore per il Signore. Al termine della Messa i presenti hanno potuto venerare le sue reliquie, le quali sono anche conservate nell'altare della chiesa di Moneta. Queste le parole conclusive di don Davide: ci affidiamo a lei che si è spesa per i poveri affinché possa custodire le opere di carità nella nostra isola!".  

   Maria Vitiello

 

■ Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

È  il tema della  Giornata Mondiale del Malato di quest’anno. La Giornata fu indetta 27 anni fa dal papa san Giovanni Paolo II ogni 11 di febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes. Si sa che al santuario di Lourdes accorrono, portati dai volontari,  moltitudini di malati, essi trovano presso la Santissima Vergine, sollievo nello spirito e tante volte anche nel corpo. Molti scoprono il valore misterioso della sofferenza. Quest’anno la Giornata del Malato si celebrerà in modo solenne a Calcutta, con un chiaro riferimento a santa Madre Teresa di Calcutta che ha reso visibile l’amore di Dio per i poveri e i malati. Ella si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato. Ella insegna l’amore gratuito verso tutti senza distinzione di lingua, di cultura, di popolo o di religione. La Giornata del Malato a La Maddalena la celebreremo il giorno 12 febbraio, quando verrà il Vescovo e celebrerà la Messa per i malati alle ore 17.00. In questa Giornata la Chiesa, madre di tutti  i suoi figli, soprattutto infermi, prega per i malati, perché animati dalla speranza che non delude, sperimentino la forza consolatrice dello Spirito Santo. Prega per i medici e per il personale ospedaliero perché con amore mettano a servizio dei malati  la loro scienza e competenza, e a tutti ricorda che i gesti di dono gratuito, come quelli del Buon Samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione. Il Papa nel suo messaggio per la Giornata, ringrazia e incoraggia  tutte le associazioni di volontariato che si occupano dei malati, quelle che provvedono alle donazioni di sangue (es. l’A.V.I.S.) o di organi (es.A.I.D.O.), quelle che assistono moralmente e anche materialmente i malati soli (es. il V.O.), quelle che tutelano i diritti dei malati (pensiamo al gruppo di volontari che da mesi manifesta per difendere il nostro ospedale). Pensiamo anche ai ministri straordinari della Comunione eucaristica che visitano i malati nelle case e a quanti danno sostegno morale e spirituale agli infermi.

 

■ I cattolici e le elezioni

Ci prepariamo a due appuntamenti elettorali importanti: le elezioni regionali il 24 febbraio e quelle europee in maggio. Il cristiano è sempre cristiano, in chiesa, in casa, al lavoro, in negozio, nel campo sportivo, nel seggio elettorale. L’insegnamento di Gesù è come una lampada sul candelabro, illumina tutta la casa, ogni angolo. È  chiaro che ci possono essere scelte diverse ma sempre in armonia col Vangelo. Nelle settimane scorse la Commissione regionale di Pastorale sociale e del lavoro ha organizzato un incontro invitando i candidati alle prossime elezioni regionali, presente l’arcivescovo di Cagliari Mons. Miglio, delegato dai Vescovi sardi per la pastorale sociale, perché presentassero i loro programmi. Recentemente ha dato alcune indicazioni ai cattolici e alle persone di buona volontà, in vista delle prossime votazioni regionali. Innanzitutto ha ricordato che votare è un diritto ed un dovere, quello di dare il proprio contributo di partecipazione alla vita della nostra Regione. Nella scelta dei candidati e delle rispettive liste, ha indicato sette priorità da tenere presenti per essere in armonia con lo spirito del Vangelo e con la dottrina sociale della Chiesa. Prima priorità: la centralità della persona (nella accoglienza, inclusione e integrazione) e valorizzare le potenzialità del territorio (aspetto economico-produttivo). Seconda: affrontare la crisi occupazionale che coinvolge i giovani, ma non solo. Terza: l’istruzione, rilancio della formazione professionale. Quarta: le infrastrutture (strade, trasporti, insularità). Quinta: sanità (anziani, malati psichici, disabili, zone disagiate). Sesta: spopolamento delle zone interne (emorragia continua, il tasso di fecondità è il più basso in Italia). Settima: rispetto della natura e dell’ambiente. Tante motivazioni possono suggerire questa o quella scelta nel voto, ma quelle sopra indicate devono avere la precedenza perché sono secondo lo spirito del Vangelo.

 

■Carnevale in famiglia.

La Commissione Famiglia interparrocchiale riunitasi  Mercoledì 6 Febbraio ha approvato una serie di iniziative programmate insieme ai responsabili degli Oratori per il periodo di Carnevale. Gruppo Famiglie invita ai seguenti eventi: Sabato 16 Febbraio San Valentino Carnaval Oratorio S. D. Savio Moneta h 19.30 cena e ballo. Sabato 23 Febbraio Oratorio San Giovanni Bosco h 19.30 Apricena e ballo. Sabato 2 Marzo Oratorio San  Domenico Savio Moneta h 19. 30 festa in maschera con cena e ballo. Sabato 9 Marzo Oratorio San Domenico Savio Moneta h 19.30 Festa della Donna con cena e quattro chiacchiere in famiglia.

Per quanto riguarda l'incontro con le famiglie a marzo è prevista la conferenza con il dott. Lorenzo Braina, in seguito daremo giorno e ora.

 

■ La vita parrocchiale agli inizi del 1769

Ci fu un vuoto di 3 mesi e mezzo tra l’ultimo battesimo amministrato a La Maddalena (il 18 ottobre 1768) dal canonico Virgilio Mannu e quello successivo (il 5 febbraio 1769) ad opera del successore, parente e omonimo parroco don Virgilio Mannu. E non è che in quel periodo non ci furono nascite. Il 30 ottobre del 1768 vide infatti la luce a Maddalena isola, una bimba alla quale i genitori diedero un solo nome: Madalena (con una d). Era figlia legittima di Paolo Buyoni e Maria Giuseppa Mancina. I cognomi dei due genitori non sembrerebbero corsi o corso-isolani, tipici di coloro che abitavano Maddalena, Caprera e le altre più piccole ai tempi dell’occupazione militare, per cui si potrebbe trattare o della figlia di un militare e di altra famiglia venuta ad abitare qui, nel frattempo, per lavoro. Credo che sia opportuno notare il nome che i genitori vollero dare alla bimba, Madalena, proprio in omaggio all’isola che li stava accogliendo. La piccola fu battezzata all’età di 3 mesi e mezzo, il 25 febbraio 1769, da due maddalenini doc: un Millelire fu il padrino e Maria Culiolo la madrina (non sappiamo se fossero coniugi), proprio a sottolineare anche l’integrazione di quella famiglia nell’Isola. Per il nuovo parroco don Mannu non si trattava tuttavia del suo primo battesimo: Il 5 febbraio 1769 infatti aveva battezzato, come abbiamo visto nel numero scorso, Stefano Lucifero Giovanni Remigio Aloisio Martini, nato il 27 gennaio, figlio legittimo di Pasquale Martini, cagliaritano, e di Maddalena Ornà (Ornano), isolana. Nello stesso giorno aveva ricevuto il battesimo anche Maria Francesca Lucia Ornà (Ornano), nata il 23 gennaio precedente, figlia di Francesco Ornà e Laura Maria. Madrina fu Maria Ornà, isolana, e Stefano Barbery, non maddalenino, di un paese il cui nome nel registro parrocchiale risulta illeggibile.

 Claudio Ronchi

 

■ Condoglianze ai familiari di Gianbenedetto Frau che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Da domenica 10 febbraio la S. Messa a Stagnali sarà celebrata ogni seconda domenica del mese alle ore 10.30.

 2. Lunedì 11 febbraio memoria della Madonna di Lourdes. Giornata del Malato.

 3. Martedì 12 febbraio ore 17.00 in occasione della Giornata del Malato la S.Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti nella chiesa di S. Maria Maddalena, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

 4. Sabato 16 febbraio ore 19.30 nell’Oratorio di Moneta cena e serata di ballo in occasione di San Valentino organizzata dal Gruppo Famiglie.

 5. Domenica 17 febbraio

● Dalle ore 16.00 nell’ Oratorio di Moneta festa in maschera per bambini.

● Alle ore 16.00 presso l’Oratorio San Giovanni Bosco il Gruppo Socio Politico Cristiano organizza un incontro con tutti i candidati locali alle prossime elezioni regionali per arrivare più preparati alle votazioni.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1. Domenica 10 febbraio ore 18.00 S. Messa e passaggio di consegne tra il Comitato festeggiamenti 250 anni e Comitato classe ’69.

 2. Lunedì 11 febbraio memoria della Madonna di Lourdes. Giornata del malato.

 3. Martedì 12 febbraio ore 17.00 Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico.

 4. Giovedì 14 febbraio ore 18.45 incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale nella biblioteca.

 5.Sabato 16 febbraio ore 19.30 nell’Oratorio di Moneta cena e serata di ballo in occasione di San Valentino organizzata dal Gruppo Famiglie.

  6.Domenica 17 febbraio

● Dalle ore 16.00 nell’ Oratorio di Moneta festa in maschera per bambini.

● Alle ore 16.00 presso l’Oratorio San Giovanni Bosco il Gruppo Socio Politico Cristiano organizza un incontro con tutti i candidati locali alle prossime elezioni regionali per arrivare più preparati alle votazioni.

 7. Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Porto Vecchio ed Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

 8. Dal 3 all’11 maggio pellegrinaggio parrocchiale a: Padova, Loreto, Pescara, luoghi nativi di Padre Pio, Matera e Pietrelcina. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

 

 Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni secondo sabato del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace - Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Locandina festa bambini 2019

 

M A G I S T E R O

 DOBBIAMO ACCOGLIERE LA VOLONTÀ DEL PADRE E TESTIMONIARLA AGLI ALTRI

 Domenica scorsa la liturgia ci aveva proposto l’episodio della sinagoga di Nazaret, dove Gesù legge un passo del profeta Isaia e alla fine rivela che quelle parole si compiono “oggi”, in Lui. Gesù si presenta come colui sul quale si è posato lo Spirito del Signore, lo Spirito Santo che lo ha consacrato e lo ha mandato a compiere la missione di salvezza in favore dell’umanità. Il Vangelo di oggi (cfr Lc 4,21-30) è la prosecuzione di quel racconto e ci mostra lo stupore dei suoi concittadini nel vedere che uno del loro paese, «il figlio di Giuseppe», pretende di essere il Cristo, l’inviato del Padre.

Gesù, con la sua capacità di penetrare le menti e i cuori, capisce subito che cosa pensano i suoi compaesani. Essi ritengono che, essendo Lui uno di loro, debba dimostrare questa sua strana “pretesa” facendo dei miracoli lì, a Nazaret, come ha fatto nei paesi vicini. Ma Gesù non vuole e non può accettare questa logica, perché non corrisponde al piano di Dio: Dio vuole la fede, loro vogliono i miracoli, i segni; Dio vuole salvare tutti, e loro vogliono un Messia a proprio vantaggio. E per spiegare la logica di Dio, Gesù porta l’esempio di due grandi profeti antichi: Elia ed Eliseo, che Dio aveva mandato a guarire e salvare persone non ebree, di altri popoli, ma che si erano fidate della sua parola.

Di fronte a questo invito ad aprire i loro cuori alla gratuità e alla universalità della salvezza, i cittadini di Nazaret si ribellano, e addirittura assumono un atteggiamento aggressivo, che degenera al punto che «si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero sul ciglio del monte […], per gettarlo giù». L’ammirazione del primo istante si è mutata in un’aggressione, una ribellione contro di Lui.

Il ministero pubblico di Gesù comincia con un rifiuto e con una minaccia di morte, paradossalmente proprio da parte dei suoi concittadini. Gesù, nel vivere la missione affidatagli dal Padre, sa bene che deve affrontare la fatica, il rifiuto, la persecuzione e la sconfitta. Un prezzo che, ieri come oggi, la profezia autentica è chiamata a pagare. Il duro rifiuto, però, non scoraggia Gesù, né arresta il cammino e la fecondità della sua azione profetica. Egli va avanti per la sua strada, confidando nell’amore del Padre.

Anche oggi, il mondo ha bisogno di vedere nei discepoli del Signore dei profeti, cioè delle persone coraggiose e perseveranti nel rispondere alla vocazione cristiana. Persone che seguono la “spinta” dello Spirito Santo, che le manda ad annunciare speranza e salvezza ai poveri e agli esclusi; persone che seguono la logica della fede e non del miracolismo; persone dedicate al servizio di tutti, senza privilegi ed esclusioni. In poche parole: persone che si aprono ad accogliere in sé stesse la volontà del Padre e si impegnano a testimoniarla fedelmente agli altri.

Preghiamo Maria Santissima, perché possiamo crescere e camminare nello stesso ardore apostolico per il Regno di Dio che animò la missione di Gesù.

(ANGELUS -  Domenica 03 Febbraio 2019)

 

NON SARAI BEATO, MA SEI BEATO

 

Beati: è la parola con cui Gesù comincia la sua predicazione nel Vangelo di Matteo. Ed è il ritornello che Egli ripete oggi, quasi a voler fissare nel nostro cuore, prima di tutto, un messaggio basilare: se stai con Gesù, se come i discepoli di allora ami ascoltare la sua parola, se cerchi di viverla ogni giorno, sei beato. Non sarai beato, ma sei beato: ecco la prima realtà della vita cristiana. Essa non si presenta come un elenco di prescrizioni esteriori da adempiere o come un complesso insieme di dottrine da conoscere. Anzitutto non è questo; è sapersi, in Gesù, figli amati del Padre. È vivere la gioia di questa beatitudine, è intendere la vita come una storia di amore, la storia dell’amore fedele di Dio che non ci abbandona mai e vuole fare comunione con noi sempre. Ecco il motivo della nostra gioia, di una gioia che nessuna persona al mondo e nessuna circostanza della vita possono toglierci. È una gioia che dà pace anche nel dolore, che già ora fa pregustare quella felicità che ci attende per sempre. Cari fratelli e sorelle, nella gioia di incontrarvi, questa è la parola che sono venuto a dirvi: beati!

Ora, se Gesù dice beati i suoi discepoli, colpiscono tuttavia i motivi delle singole Beatitudini. In esse vediamo un capovolgimento del pensare comune, secondo cui sono beati i ricchi, i potenti, quanti hanno successo e sono acclamati dalle folle. Per Gesù, invece, beati sono i poveri, i miti, quanti restano giusti anche a costo di fare brutta figura, i perseguitati. Chi ha ragione, Gesù o il mondo? Per capire, guardiamo a come ha vissuto Gesù: povero di cose e ricco di amore, ha risanato tante vite, ma non ha risparmiato la sua. È venuto per servire e non per essere servito; ci ha insegnato che non è grande chi ha, ma chi dà. Giusto e mite, non ha opposto resistenza e si è lasciato condannare ingiustamente. In questo modo Gesù ha portato nel mondo l’amore di Dio. Solo così ha sconfitto la morte, il peccato, la paura e la mondanità stessa: con la sola forza dell’amore divino. Chiediamo oggi, qui insieme, la grazia di riscoprire il fascino di seguire Gesù, di imitarlo, di non cercare altro che Lui e il suo amore umile. Perché sta qui, nella comunione con Lui e nell’amore per gli altri, il senso della vita sulla terra. Credete a questo?

Vivere da beati e seguire la via di Gesù non significa tuttavia stare sempre allegri. Chi è afflitto, chi patisce ingiustizie, chi si prodiga per essere operatore di pace sa che cosa significa soffrire. Per voi non è certo facile vivere lontani da casa e sentire magari, oltre alla mancanza degli affetti più cari, l’incertezza del futuro. Ma il Signore è fedele e non abbandona i suoi.   Il Signore è vicino. Può succedere, di fronte a una prova o ad un periodo difficile, di pensare di essere soli, anche dopo tanto tempo passato col Signore. Ma in quei momenti Egli, anche se non interviene subito, ci cammina a fianco e, se continuiamo ad andare avanti, aprirà una via nuova. Perché il Signore è specialista nel fare cose nuove, sa aprire vie anche nel deserto (cfr Is 43,19). È la santità del vivere quotidiano, che non ha bisogno di miracoli e di segni straordinari. Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno. Chi le vive secondo Gesù rende pulito il mondo. È come un albero che, anche in terra arida, ogni giorno assorbe aria inquinata e restituisce ossigeno. Vi auguro di essere così, ben radicati in Cristo, in Gesù e pronti a fare del bene a chiunque vi sta vicino. Le vostre comunità siano oasi di pace.

Infine, vorrei soffermarmi brevemente su due Beatitudini. La prima: «Beati i miti» (Mt 5,5). Non è beato chi aggredisce o sopraffà, ma chi mantiene il comportamento di Gesù che ci ha salvato: mite anche di fronte ai suoi accusatori. Mi piace citare san Francesco, quando ai frati diede istruzioni su come recarsi presso i Saraceni e i non cristiani. Scrisse: «Che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani». Né liti né dispute – e questo vale anche per i preti – né liti né dispute: in quel tempo, mentre tanti partivano rivestiti di pesanti armature, san Francesco ricordò che il cristiano parte armato solo della sua fede umile e del suo amore concreto. È importante la mitezza: se vivremo nel mondo al modo di Dio, diventeremo canali della sua presenza; altrimenti, non porteremo frutto.

La seconda Beatitudine: «Beati gli operatori di pace». Il cristiano promuove la pace, a cominciare dalla comunità in cui vive. L’amore fraterno. Ecco, una Chiesa che persevera nella parola di Gesù e nell’amore fraterno è gradita al Signore e porta frutto. 

(Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti (3-5 Febbraio 2019) - S.MESSA - Omelia - Zayed Sports City (Abu Dhabi) - Martedì, 5 febbraio 2019)

 

VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI EMIRATI ARABI

 

Nei giorni scorsi ho compiuto un breve Viaggio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti che ha scritto una nuova pagina nella storia del dialogo tra Cristianesimo e Islam e nell’impegno di promuovere la pace nel mondo sulla base della fratellanza umana.

Per la prima volta un Papa si è recato nella penisola arabica. E la Provvidenza ha voluto che sia stato un Papa di nome Francesco, 800 anni dopo la visita di san Francesco di Assisi al sultano al-Malik al-Kamil. Ho pensato spesso a san Francesco durante questo Viaggio: mi aiutava a tenere nel cuore il Vangelo, l’amore di Gesù Cristo, la preghiera perché il dialogo tra il Cristianesimo e l’Islam sia fattore decisivo per la pace nel mondo di oggi. 

Oltre ai discorsi, ad Abu Dhabi è stato fatto un passo in più: il Grande Imam di Al-Azhar ed io abbiamo firmato il Documento sulla Fratellanza Umana, nel quale insieme affermiamo la comune vocazione di tutti gli uomini e le donne ad essere fratelli in quanto figli e figlie di Dio, condanniamo ogni forma di violenza, specialmente quella rivestita di motivazioni religiose, e ci impegniamo a diffondere nel mondo i valori autentici e la pace. Questo documento sarà studiato nelle scuole e nelle università di parecchi Paesi.  Con esso abbiamo voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare, e che, pur nella diversità delle culture e delle tradizioni, il mondo cristiano e quello islamico apprezzano e tutelano valori comuni: la vita, la famiglia, il senso religioso, l’onore per gli anziani, l’educazione dei giovani, e altri ancora.

Negli Emirati Arabi Uniti vive circa poco più di un milione di cristiani: lavoratori originari di vari Paesi dell’Asia. Ho celebrato l’Eucaristia nello stadio della città, annunciando il Vangelo delle Beatitudini. Nella Messa abbiamo pregato in modo particolare per la pace e la giustizia, con speciale intenzione al Medio Oriente e allo Yemen.

Cari fratelli e sorelle, questo Viaggio appartiene alle “sorprese” di Dio. Lodiamo dunque Lui e la sua provvidenza, e preghiamo perché i semi sparsi portino frutti secondo la sua santa volontà.

(Udienza Generale - 06/02/2019) a cura di A. Panzera

 
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