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n° 5 Sabato 2 Febbraio 2019

 

EDITORIALE

 L’Oratorio: casa e famiglia.

Buoni cristiani e onesti cittadini.

San-Giovanni-Bosco-e-San-Domenico-SavioL’Oratorio è da anni il centro delle attività delle parrocchie dell’Italia, anche in Sardegna questa realtà sta sempre di più prendendo piede, senza avere un grande slancio, ma comunque portando avanti varie attività. Anche nella nostra isola la realtà dell’oratorio è ben presente. Il più famoso è sicuramente l’Oratorio di Moneta intitolato a San Domenico Savio, che già dai tempi di don Riva porta avanti diverse attività per i ragazzi; anni fa era in funzione l’oratorio di due Strade e infine da qualche anno quello di via Cairoli, intitolato a San Giovanni Bosco. Grazie a Dio abbiamo l’opportunità di far vivere ai nostri ragazzi questa esperienza, di dare ancora un’ impronta educativa cristiana. In questi anni i due oratori spesso hanno collaborato insieme, anche perché entrambi associati all’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia), visti gli ultimi avvenimenti isolani della comunità cristiana dove il Vescovo ci ha chiesto di lavorare insieme sotto la guida di un unico padre, don Andrea, allora anche gli oratori che sono l’anima dell’azione di evangelizzazione, hanno bisogno sempre di più di una maggiore collaborazione. Proprio per questo si è arrivati alla decisione di unificare i due oratori, componendo un unico consiglio direttivo che abbia il compito di coordinare le attività oratoriali, questo sarà supportato da una “consulta” di cui faranno parte i rappresentanti dei gruppi che operano nell’oratorio: catechesi, cori San Giovanni Bosco e San Giovanni Paolo II, banda San Domenico Savio, Gruppo teatrale, Gruppo sportivo, Gruppo carnevale, Gruppo giovani, e sicuramente altri che stiamo iniziando a vedere i progetti e poi a proporli, il primo è quello del Gruppo San Tarcisio, i ministranti, chiamati a servire la Messa e non solo…

IMG-20190131-WA0007Non è da sottovalutare, anzi è da mettere in risalto come originariamente i due oratori hanno due santi molto importanti, ma soprattutto della stessa famiglia, denominata salesiana: San Giovanni Bosco è stato educatore, padre, maestro, di San Domenico Savio, il quale fin da piccolo ha seguito il Signore, il suo unico desiderio era stare con Dio. L’anima quindi del nostro oratorio non può che essere salesiana, don Bosco aveva a cuore la vita di ogni ragazzo, ma soprattutto la loro anima, diceva proprio a loro che solo un anima orientata a Dio è veramente felice. Ecco, abbiamo due grandi santi che ci accompagnano e allora cercheremo di seguire il loro esempio anche perché oggi più che mai l’emergenza educativa interpella tutta la comunità cristiana, non possiamo tirarci indietro perché l’educazione è la prima forma di carità in questo nostro secolo. Buoni cristiani e onesti cittadini è ciò che come oratorio porteremo avanti, uno dei punti focali del messaggio salesiano; ma per fare questo, come già detto, tutta la comunità si deve sentire chiamata a questo importante compito, iniziando con la preghiera e col supporto affettivo, “un cuore solo e un anima sola”, ma soprattutto chi ha desiderio di mettersi in gioco, di vivere un servizio educativo per l’evangelizzazione, si faccia avanti, inizieremo anche dei momenti importanti di formazione per crescere innanzitutto noi per primi nella fede, nella speranza e nella carità. Una cosa che non dovrà mai mancare sarà la Gioia, quella vera che nasce dall’incontro con Cristo. Buona missione a tutti.                                 

  Don Davide Mela

 

  I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Festa della Conversione di San Paolo: Messa interparrocchiale

"Avete dimostrato grande maturità nel vivere insieme le celebrazioni più importanti", queste le considerazioni che ha fatto il parroco don Andrea Domanski nell'editoriale dell'ultimo bollettino interparrocchiale, riferendosi naturalmente al fatto che le due comunità dell'isola stanno vivendo al meglio questo percorso di vita comunitaria. Una bella testimonianza è stata vissuta venerdì 25 gennaio nella chiesa di Moneta, con una messa interparrocchiale in occasione della chiusura della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, quando ricorreva la festa della Conversione di S. Paolo. Una figura quella di S.Paolo che mi ha sempre affascinato: grande persecutore della Chiesa e quindi di Gesù Cristo, diventato apostolo delle genti dopo l'evento straordinario che si verificò sulla strada di Damasco. L'avvenimento l'ha descritto bene Papa Benedetto XVI: "Il Cristo risorto appare a

 Saulo (divenuto poi Paolo) come una luce splendida, il suo splendore lo rende cieco, apparendo così esteriormente ciò che era la sua realtà interiore, la sua cecità nei confronti della verità, della luce che è Cristo!". E questo lo ha ben messo in evidenza don Andrea nella sua omelia dicendo che il Signore ha voluto dare un segno a Saulo con la sua cecità, facendogli capire che stava sbagliando strada e, servendosi di Anania, che vincendo le proprie resistenze và da Saulo e lo chiama "fratello": in quel momento gli si sono aperti gli occhi! "Non a caso è stata scelta, come conclusione della settimana per l'unità dei cristiani, proprio la festa della Conversione di S. Paolo: dobbiamo imparare da lui e pregare perché il Signore faccia vedere anche a noi la luce del Vangelo ed essere tutti una cosa sola". Don Andrea, che ha celebrato la messa insieme a don Domenico, ha così continuato "certo, va bene pregare per gli ortodossi e protestanti, ma nella nostra realtà maddalenina dobbiamo tener conto della "nostra" unità, delle "nostre" parrocchie! Prima di vedere le altre divisioni, dobbiamo per primi convertirci noi e mettere in pratica ciò che il Signore ci chiede". La messa è stata animata dalla musica di Davide Avolio con le voci del coro S. Giovanni Paolo II che, all'inizio della celebrazione hanno eseguito un canto contenente un chiaro invito per tutti noi: SE SIAMO UNITI GESÙ È FRA NOI!

Maria Vitiello

 

■ Ricordo di suor Luisa

suor Luisa PittauSabato 26 gennaio, in Santa Maria Maddalena, la Messa prefestiva delle ore 18:00, era anche in suffragio di suor Luisa Pittau, Figlia della Carità, nel primo anniversario della morte. Nata a Villacidro nel 1925, il nome postole da genitori era Maria. Assunse quello di Luisa ispirandosi alla cofondatrice della Congregazione (insieme a San Vincenzo de’ Paoli) nella quale era entrata, Santa Luisa de Marillac. Divenne suora nel 1947, all’età di 22 anni. A La Maddalena giunse nel 1972, l’anno dell’arrivo degli americani e qui è rimasta per ben 45 anni, fino al 26 gennaio 2017, anno della morte avvenuta all’età di 92 anni. Riposa nel cimitero di Villacidro, suo paese d’origine. Nella sua vita suor Luisa ha praticato la carità e l’insegnamento. Era infatti diplomata alle Magistrali ed era insegnante elementare. È stata anche direttrice della Scuola Elementare Parificata dell’Istituto San Vincenzo. Sono stati centinaia i bambini e le bambine che sono stati suoi alunni.

Claudio Ronchi

 

 

 

 

 

■ Festa del Santo Bambino Gesù di Praga 2019

Santo Bambino di Praga 1Come accade ormai da 86 anni la festa del Santo Bambino Gesù di Praga viene celebrata da sempre l'ultima domenica di Gennaio.

E così domenica 27 gennaio si è celebrata nella Chiesa del quartiere di Due Strade la Festa del Santo Bambino Gesù, preceduta dalla recita del Rosario e dal canto del Salve Regina, alla presenza di numerosi fedeli devoti. Purtroppo per il maltempo la statua di Gesù Bambino non è stata portata in processione per le vie del quartiere, come da tradizione.

  Alle 17,30 la Santa Messa solenne è stata officiata da Don Andrea, nuovo parroco di Santa Maria Maddalena e concelebrata da Don Domenico.

Don Andrea nell'omelia ha ricordato come quest'anno ricorre l'86° anniversario della consacrazione della Chiesa al Bambino Gesù di Praga, inaugurata nell'anno Santo 1933, il 17 di aprile. Nel Vangelo troviamo i modelli della nostra devozione: Maria, Giuseppe, i re Magi e i pastori.

Maria attese Gesù Bambino per nove mesi, lo diede alla luce nella capanna di Betlemme e lo curò con attenzione, con amore e con incredibile devozione.

Santo Bambino di Praga 2Metteva tutto il suo cuore in lui. Non pensava che a lui anche nelle faccende ordinarie della giornata, così come ha detto Don Andrea nell'omelia "Gesù è cresciuto fra le pentole".

Giuseppe si dedicò tutto a Gesù. Amò e aiutò con forza e tenerezza Maria nell'attesa della nascita di Gesù Bambino; lo custodì e lo educò, con lei, negli anni della sua fanciullezza e adolescenza.

I Re Magi, sono un altro esempio di autentica devozione a Gesù Bambino. Seguono la stella che li deve portare ad un re mandato per la salvezza e la gioia. Intraprendono un lungo cammino per incontrarlo, venerarlo e offrirgli i loro doni. Lo riconoscono re portando a lui dell'oro, lo riconoscono Dio donandogli l'incenso e lo riconoscono Salvatore sofferente, offrendogli la mirra. I Magi sono il simbolo di tutti coloro che cercano lealmente Gesù e che si dedicano generosamente a lui una volta che lo hanno trovato.

I pastori sono un altro splendido modello di devozione a Gesù Bambino: credono alla parola dell'angelo, corrono con i loro doni alla sua ricerca, gli offrono le loro cose, riconoscendolo nella fede e parlando di lui a tutti coloro che incontrano

Così come queste figure evangeliche anche noi vogliamo contemplare il grande mistero della Regalità di Gesù.

Gesù Bambino è chiamato anche "il piccolo Re". Perché?

Perché Gesù, da sempre è vero Figlio di Dio e Salvatore; Messia per tutti gli uomini, è anche Re del mondo e del nuovo Regno che lui stesso è venuto a fondare: la Chiesa, il Regno dei cieli. Ecco perché Gesù Bambino di Praga è vestito da Re.

Ha il manto rosso e la corona regale, tiene il mondo nella sua mano poiché è suo, lo ha creato, lo ha conquistato con la croce. Infatti su quel mondo è posta la croce. Egli vuole portare tutti al Padre.

È dunque degno di tutto il nostro amore e della nostra devozione.

Alla fine Don Andrea ha ringraziato tutti i parrocchiani che offrono la loro collaborazione, impegno e generosità per tenere bella questa Chiesa.

La liturgia è stata animata dal Coro del Bambino Gesù di Praga.

Terminata la funzione religiosa infine ha fatto seguito un rinfresco, molto gradito, di condivisione tra i fedeli convenuti.                        

Dott. Antonio Impagliazzo

 

■ Festeggiato a Due Strade il Santo Bambino di Praga

È stata la prima volta da parroco di don Andrea, il 27 gennaio scorso, per il Santo Bambino di Praga. Ha concelebrato con don Domenico, assistiti dall’accolito Antonio Panzera, e la Messa è stata animata dal coro fondato da don Albert Guevara, oggi parroco a Pittulongu (Olbia). Poi, come di consueto, un bel momento conviviale. È stata incentrata sulla tenerezza della casa di Nazaret, dove Gesù trascorse la propria infanzia, l’omelia di don Andrea, che ha ricordato quando, lui bambino, in Polonia sua terra natale, sentì da un anziano sacerdote parlare di un Santissimo Sacramento “che girava per la sua casa, in mezzo alle pentole, dietro la Madonna”. Momenti di intimità e di normalità quotidiana. O, facendo riferimento al film di Mel Gibson, drammatico e atrocemente crudele sulla passione di Cristo, don Andrea ha ricordato due momenti “tenerissimi e bellissimi” dell’infanzia di Gesù. Quando, “correndo vicino casa, inciampa, cade e si sbuccia un ginocchio, inizia a piangere e corre dalla mamma per gettarsi tra le braccia, come fanno tutti i bambini”. E poi quando, Gesù-ragazzo, aiuta la mamma a tirare il secchio dell’acqua dal pozzo, ad un certo punto prende l’acqua nelle mani e gliela spruzza sul viso. “Un gesto carinissimo, un gesto affettuoso che ci fa capire come la vita di quella famiglia, della sacra famiglia, fosse del tutto normale, fatta di momenti dolci, teneri, momenti delle risate, degli scherzi”. E a questa vita “normale”, ha ricordato don Andrea, Gesù ha dedicato il 90% del tempo che ha trascorso sulla terra. La realtà della nostra vita quotidiana, ha sottolineato, “non può essere divisa tra le cose della fede in chiesa e nel momento in cui prego, mentre tutto il resto è un’altra cosa. Dio è entrato nella nostra realtà” ha ricordato don Andrea, “e tutto quello che è umano non è distaccato da Dio”. Preghiamo il Santo Bambino di Praga che ci aiuti a scoprire le strade della quotidianità che ci portano al Signore, ha concluso il parroco.                                           

 Claudio Ronchi

 


■ Elezione Consiglio Direttivo Oratori “Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco”

oratori direttivoMercoledì 30 Gennaio alle 19.00, presso la Sala Consigliare della Parrocchia di Moneta, alla presenza del Parroco Don Andrea Domanski, si è riunita l’assemblea elettiva dei soci per la nomina del Consiglio Direttivo dell’Oratorio “Santi Domenico Savio e Giovanni Bosco”. L’assemblea elettiva, su proposta del Presidente uscente, Don Andrea, ha nominato Presidente Don Davide Mela. Il Consiglio Direttivo è stato di seguito completato con le nomine di Franco Romano e Massimo Porcu come Vice presidenti, Simon Formentin e Tamara Tedde in qualità di Tesorieri e Luciano Ferrandu come Segretario. Tutti i membri del Consiglio Direttivo sono stati eletti all’unanimità, per alzata di mano.

Il Segretario Luciano Ferrandu

 

■ San Giovanni Bosco.

IMG-20190131-WA0008 Ieri, 31 Gennaio, nel salone dell’oratorio dedicato a San Giovanni Bosco, ci siamo ritrovati numerosi per festeggiare il nostro patrono.

Momenti di gioco per i ragazzi del catechismo e poi con una folta presenza di persone, abbiamo partecipato alla S. Messa, proprio in oratorio, concelebrata da Don Andrea e Don Davide, il quale durante l’omelia, ha spiegato ai bambini l’importanza dell’opera di San Giovanni Bosco, della sua vita dedicata ai piccoli orfani, alla sua grande capacità di non farli sentire soli, ma tutti ugualmente amati dal Padre e con quanta dedizione ne abbia fatto la sua ragione di vita.

Alla fine della celebrazione bel momento di convivialità, davanti ad una tavola con tante cose buone portate dai presenti.                       

  Le catechiste

 

■ Preghiera comunitaria per don Paolo Piras

Una notizia, quella del malore di don Paolo Piras, che ci ha lasciato tutti sgomenti. Lunedì mattina mentre si recava a S. Maria Maddalena per celebrare la messa, si è sentito male per la strada; subito soccorso da alcuni passanti è stato portato all'ospedale dove i medici, accortisi della gravità del caso, hanno chiamato l'elicottero del 118 per trasportarlo a Sassari. Ringraziamo Dio e i medici perché si è capita subito la gravità del malore. Operato d'urgenza per un'emorragia cerebrale, aspettiamo con ansia l'esito dell'operazione. Tutti noi isolani abbiamo subito raccolto l'invito dei sacerdoti di pregare per lui con il rosario, i vespri e la S. Messa mercoledì 30 gennaio e così, nonostante il tempo inclemente, la chiesa di S. Maria Maddalena si è riempita di persone che, con grande fervore, hanno innalzato a Dio le loro preghiere affinché il nostro caro don Paolo possa presto superare questo brutto momento. E, come ha detto il parroco don Andrea Domanski, seguendo l'esempio di don Paolo che si è sempre preso cura degli ammalati, essendo stato cappellano degli ospedali di Tempio e di La Maddalena, abbiamo pregato per lui e per tutti gli ammalati della nostra isola. Confidiamo in Dio affinché egli si riprenda e possa ritornare presto fra noi per continuare il suo ministero che tanto ama. Egli infatti dice : "Sono felicemente prete"!  

Maria Vitiello

 

■ Convegno “Seminario Vincenziano”

"Ogni anno la Famiglia Vincenziana Sarda si prepara a celebrare le ormai "Giornate di Seminario, Giornate di studio, di preghiera, di festa per ritrovarsi e occasione per consolidare legami. “Chiamati alla Santità” è stato il tema del convegno svoltosi a Sassari. Presenti tutte le realtà Vincenziane del nord Sardegna. Numerosi i partecipanti guidati dai Responsabili dei vari gruppi. Presenti anche le Suore Manzelliane dopo l'accoglienza, molto fraterna, si è dato inizio a un momento di preghiera intercalata da canti e pause di silenzio. Ha avuto luogo la proiezione di un video, intitolato:, “Chiamati alla Santità” dove si alternavano immagini della vita di San Vincenzo, confrontandola con le realtà di oggi che mirano a vivere la santità pur nelle diverse situazioni e contrasti.

Ma che cos'è che ha dato ai Santi la perseveranza di resistere sulla via del bene, soprattutto quando dovevano scegliere in condizioni avverse, a volte di ostacolo, quando anche di persecuzione? Dopo una breve pausa, Mons. Beniamino De Palma, Missionario Vincenziano, ha preso la parola: "Come battezzati siamo chiamati alla Santità". La santità è esperienza di vita che si realizza nel quotidiano attraverso la preghiera, il silenzio e l'impegno per gli altri. Dove c'è l'egoismo non c'è Dio. Cristo vive dove c'è relazione. Abbiamo un impegno gli uni verso gli altri. La santità è un cammino verso la pienezza che ci aiuta a trasmettere la bellezza e la gioia di appartenere al Signore. Alla fine della mattinata si è celebrata la Santa Messa molto animata e partecipata. All'offertorio sono stati portati diversi simboli, tra cui le immagini dei i nostri Santi e Beati che, con la loro vita hanno raggiunto i vertici della Santità alla scuola del Grande Santo della Carità San Vincenzo de Paoli.

Teresa Fonnesu e le Suore Figlie della Carità dell'Istituto San Vincenzo.

 

Febbraio 1769 (250 anni fa): Arrivò il nuovo parroco. Il 27 gennaio del 1769 nasceva a La Maddalena, Stefano Lucifero Giovanni Remigio Aloisio Martini. Era figlio legittimo di Pasquale Martini, cagliaritano, e di Maddalena Ornà (Ornano), isolana. Il piccolo Stefano non era solo il primo maddalenino nato in quell'anno ma anche il primo che il nuovo parroco don Virgilio Mannu (omonimo e cugino del canonico Virgilio Mannu, primo parroco arrivato nell'autunno del 1768 e andato via nell'autunno 1768) battezzò (non si sa dove perché la chiesa era ancora in costruzione) il successivo 5 febbraio 1769. Il babbo del piccolo Stefano dunque era cagliaritano e la mamma maddalenina (non sappiamo se nata in Corsica o a Maddalena o Caprera). L'atto di battesimo non riporta la professione del padre ma tutto lascia presumere che fosse un militare. E doveva essere piuttosto importante nel piccolo presidio sardo-piemontese se a battezzare il nostro maschietto fu nientemeno che il capitano Stefano Willy, comandante delle Isole dal novembre 1768 e la moglie Teresa Ternona, algherese. E al figlioccio i genitori misero come primo nome proprio quello del padrino. Questa nascita ci consente un'importante deduzione: considerato che il piccolo Stefano nacque in costanza di matrimonio (peraltro “misto” tra un'isolana e un cagliaritano), questo presumibilmente dovette essere celebrato non meno di 9/10 mesi prima e pertanto è probabile essere stato contratto tra marzo e aprile 1768 (benedetto dall'altro Virgilio Mannu, il canonico), e pertanto potrebbe essere stato il primo matrimonio celebrato alle Isole (nella stessa primavera ci fu anche quello del cannoniere S.Domenico che si sposò anche lui con un’isolana). Il dato è importante perché il Registro dei Matrimoni dell'epoca è andato distrutto.

Claudio Ronchi

 

   ■ I Ministri straordinari si preparano alla Giornata del Malato.

Martedì scorso si è tenuta a Moneta la riunione dei Ministri straordinari della Comunione eucaristica delle due parrocchie, in preparazione alla Giornata del Malato che a La Maddalena si celebrerà il 12 febbraio. Don Andrea, convocando i Ministri straordinari, in un breve saluto, li ha esortati a sensibilizzare i malati, invitandoli ad unirsi nella preghiera alla Messa che il Vescovo celebrerà per loro, incoraggiando quelli che possono a partecipare, eventualmente accompagnando-li in macchina. Inoltre ha raccomandato che, quando ricevono nella Messa le particole consacrate da portare per la Comunione ai malati, lo facciano, non insieme agli altri fedeli durante la Comunione, ma alla fine della Messa distintamente, perché l’assemblea sia più attenta ai fratelli ammalati. Ha infine annunciato la visita di don Santino Cimino, incaricato diocesano per la pastorale dei malati, il quale terrà una conversazione formativa ai Ministri straordinari insieme ai soci del Volontariato Ospedaliero martedì 5 febbraio alle ore 17.00 nella Biblioteca Parrocchiale. Don Domenico ha poi continuato ricordando ai Ministri straordinari che essi sono, presso i malati, segno dell’amore di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa. Non sempre si potrà dare la Comunione, si darà quando i malati la richiedono, ma la visita al malato deve essere un segno di amicizia. È bene invitare il malato o i familiari a preparare una tovaglietta bianca, un’immagine sacra e un lume. Se non ci pensano i familiari o il malato, ci penserà il Ministro. Portino ai malati, se lo gradiscono, sia il foglietto della Messa come anche il Bollettino interparrocchiale. Annuncino, specialmente per Natale e Pasqua, la visita del sacerdote e la possibilità sia di confessarsi come anche di ricevere il sacramento dell’Unzione, che non è il sacramento dei moribondi ma dei malati, per infondere in essi la forza dello Spirito.                                           

                D.D.

 

■ L’Università Cattolica ringrazia.

L’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore della Università Cattolica del Sacro Cuore, ha inviato una lettera di ringraziamento ai parrocchiani di La Maddalena per l’offerta, pervenuta tramite la Curia diocesana, in occasione della Giornata per l’Università Cattolica del 15 aprile scorso. Nella lettera si ricorda che il 7 ottobre ricorreva il centenario della morte del Beato Giuseppe Toniolo che sognò, pur senza vederne la realizzazione, un Ateneo Cattolico, opera realizzata poco dopo da Padre Agostino Gemelli, Armida Barelli, Ludovico Necchi e Mons.Francesco Olgiati. L’offerta è stata di € 600.

D.D.

 

■ Condoglianze ai familiari di Luigi Mario Brundu che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

 Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Domenica 3 febbraio – Giornata per la vita.

● Benedizione della gola per intercessione di S.Biagio

2. Lunedì 4 febbraio memoria di suor Giuseppina Nicoli.

3. Sabato 9 febbraio – la Caritas di Moneta partecipa alla raccolta dei farmaci per il Banco Farmaceutico presso le farmacie Maddalena di Due Strade e farmacia Corda in Piazza della Chiesa– vedi il manifesto.

4. Da domenica 10 febbraio la S. Messa a Stagnali sarà celebrata ogni seconda domenica del mese alle ore 10.30

5. Martedì 12 febbraio ore 17.00 Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

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Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 3 febbraio – Giornata per la vita. Durante la S. Messa delle ore 11.00 la benedizione dei bambini nati o battezzati nell’ultimo anno.

Festa nell’Oratorio Don Bosco dalle ore 16.00 con giochi e divertimento. Vendita di beneficenza per l’Oratorio.

● Ore 17.00 S. Messa nella sala della Sacra Famiglia a Padule.

● Benedizione della gola per intercessione di S.Biagio

2. Lunedì 4 febbraio memoria di suor Giuseppina Nicoli. Nella chiesa del Bambino Gesù (Due Strade) ore16.30 rosario; ore 17.00 santa Messa (non ci sarà in parrocchia la Messa delle ore 18.00).

3. Mercoledì 6 febbraio ore 15.45 S. Messa in cimitero.

4. Giovedì 7 febbraio – primo giovedì - Ore 16.00: esposizione del SS. Sacramento, ore 17.00 preghiera per le vocazioni, rosario, vespri e Santa Messa.

5. Sabato 9 febbraio ore 16.00 S. Messa nella chiesa di SS. Trinità.

Raccolta per il Banco Farmaceutico presso le farmacie Maddalena di Due Strade e farmacia Corda in Piazza della Chiesa– vedi il manifesto.

6. Lunedì 11 febbraio memoria della Madonna di Lourdes. Giornata del malato.

7. Martedì 12 febbraio ore 17.00 Messa per i malati celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti, prima visiterà i malati dell’ospedale e la Comunità Padre Salvatore Vico.

8. Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Porto Vecchio ed Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

9. Dal 3 all’11 maggio pellegrinaggio parrocchiale a: Padova, Loreto, Pescara, luoghi nativi di Padre Pio, Matera e Pietrelcina. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

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Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore10.30 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni secondo sabato del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

  

M A G I S T E R O

 CHI È IL MIO PROSSIMO?

1101978152 univ lsr xlIl Vangelo ci dice che una volta domandarono a Gesù: «Chi è il mio prossimo?» (Lc 10,29). Lui non rispose con teorie, nemmeno fece un discorso bello ed elevato, ma usò una parabola – quella del Buon Samaritano –, un esempio concreto di vita reale che tutti voi conoscete e vivete molto bene. Il prossimo è una persona, un volto che incontriamo nel cammino, e dal quale ci lasciamo muovere, ci lasciamo commuovere: muovere dai nostri schemi e priorità e commuovere intimamente da ciò che vive quella persona, per farle posto e spazio nel nostro andare. Così lo intese il buon Samaritano davanti all’uomo che era stato lasciato mezzo morto al bordo della strada non solo da alcuni banditi, ma anche dall’indifferenza di un sacerdote e di un levita che non ebbero il coraggio di aiutarlo, e come sapete, anche l’indifferenza uccide, ferisce e uccide. Gli uni per qualche misera moneta, gli altri per paura di contaminarsi, per disprezzo o disgusto sociale, senza problemi avevano lasciato quell’uomo per terra lungo la strada. Il buon Samaritano, come tutte le vostre case, ci mostra che il prossimo è prima di tutto una persona, qualcuno con un volto concreto, con un volto reale e non qualcosa da oltrepassare e ignorare, qualunque sia la sua situazione. È un volto che rivela la nostra umanità tante volte sofferente e ignorata.

Dobbiamo fare “casa”, fare famiglia; imparare a sentirsi uniti agli altri al di là di vincoli utilitaristici o funzionali, uniti in modo da sentire la vita un po’ più umana. Dobbiamo creare legami che si costruiscono con gesti semplici, quotidiani e che tutti possiamo compiere. Una casa, lo sappiamo tutti molto bene, ha bisogno della collaborazione di tutti. Nessuno può essere indifferente o estraneo, perché ognuno è una pietra necessaria alla sua costruzione. Questo implica il chiedere al Signore che ci dia la grazia di imparare ad aver pazienza, di imparare a perdonarci; imparare ogni giorno a ricominciare. E quante volte perdonare e ricominciare? Settanta volte sette, tutte quelle che sono necessarie. Creare relazioni forti esige la fiducia che si alimenta ogni giorno di pazienza e di perdono.

E così si attua il miracolo di sperimentare che qui si nasce di nuovo; qui tutti nasciamo di nuovo perché sentiamo efficace la carezza di Dio che ci rende possibile sognare il mondo più umano e, perciò, più divino. Grazie a quanti rendono possibile che l’amore di Dio si faccia sempre più concreto, più reale, fissando lo sguardo negli occhi di coloro che ci stanno intorno e riconoscendoci come prossimi.

Ora che preghiamo l’Angelus, vi affido alla nostra Madre, la Vergine. Chiediamo a Lei, che come buona Madre è esperta di tenerezza e di vicinanza, di insegnarci ad essere attenti per scoprire ogni giorno chi è il nostro prossimo e di incoraggiarci ad andargli incontro prontamente e potergli offrire una casa, un abbraccio dove possa trovare protezione e amore di fratelli. Una missione in cui siamo tutti coinvolti.

(ANGELUS - Panama - Domenica 27 gennaio 2019)

 

MISSIONE DI PAPA FRANCESCO A PANAMA. EDUCAZIONE SESSUALE DEI BAMBINI. ALLONTANAMENTO DEI GIOVANI DALLA CHIESA

 

Queste le risposte del Santo Padre ai Giornalisti che gli hanno posto le suddette domande :

1) La mia missione in una Giornata della Gioventù è la missione di Pietro, confermare nella fede, e questo non con indicazioni fredde o precettive, ma lasciandomi toccare il cuore e rispondendo a quello che lì accade. Io non concepisco, perché io lo vivo così, non concepisco, faccio fatica a pensare che qualcuno possa compiere una missione solo con la testa. Per compiere una missione bisogna sentire, e quando senti vieni colpito. Ti colpisce la vita, ti colpiscono i problemi... Dico sempre ai giovani: voi quello che fate nella vita lo dovete fare camminando, e con i tre linguaggi: quello della testa, quello del cuore, quello delle mani. E i tre linguaggi armonizzati, in modo che pensate ciò che sentite e ciò che fate, sentite ciò che pensate e ciò che fate, fate ciò che sentite e ciò che pensate. ..omissis..

2) Io penso che nelle scuole bisogna fare educazione sessuale. Il sesso è un dono di Dio, non è un mostro, è il dono di Dio per amare. Che qualcuno lo usi per fare soldi, per sfruttare gli altri, è un problema diverso. Bisogna offrire un’educazione sessuale oggettiva, come è, senza colonizzazioni ideologiche. Perché se nelle scuole si dà un’educazione sessuale imbevuta di colonizzazioni ideologiche, distruggi la persona. Il sesso come dono di Dio deve essere educato, non con rigidezza, educare viene da “e-ducere”, trarre il meglio dalla persona e accompagnarla nel cammino. Il problema è nei responsabili dell’educazione. L’ideale è che comincino a casa, con i genitori.

 

Non sempre è possibile, per tante situazioni della famiglia, o perché non sanno come farlo. La scuola supplisce a questo, e deve farlo, altrimenti resta un vuoto che viene riempito da qualsiasi ideologia.

3) Sono tanti. Alcuni sono personali, ma il più generale, credo che il primo sia la mancanza di testimonianza dei cristiani, dei preti, dei vescovi. Non dico dei Papi, perché è troppo [ridono], ma anche, pure. La mancanza di testimonianza. Se un pastore fa l’imprenditore o l’organizzatore di un piano pastorale, se un pastore non è vicino alla gente, questo pastore non dà la testimonianza di pastore; il pastore deve essere con la gente, pastore e gregge, diciamo in questi termini. Il pastore deve stare davanti al gregge per indicare il cammino; in mezzo al gregge per sentire l’odore della gente e capire cosa sente la gente, di quali cose ha bisogno, come sente; e dietro al gregge per custodire la retroguardia. Ma se il pastore non vive con passione, la gente si sente abbandonata o con una certa sensazione di disprezzo, si sente orfana, e dove c’è orfanezza… Ho sottolineato i pastori, ma anche i cristiani, i cattolici ipocriti, che vanno a Messa tutte le domeniche e poi non pagano la tredicesima, ti pagano in nero, sfruttano la gente e poi vanno ai Caraibi, non solo “al papers” [per affari], ma a fare le vacanze, con lo sfruttamento della gente… “No, io sono cattolico, vado tutte le domeniche a Messa”. Però se fai questo tu dai una contro-testimonianza e questo è, a mio parere, quello che più allontana la gente dalla Chiesa. Anche i laici, tutti… Io direi: non dire che sei cattolico se non dai testimonianza; di’: io sono di educazione cattolica ma sono tiepido, sono mondano, chiedo scusa, non guardate a me come modello. Questo si deve dire. Io ho paura dei cattolici che si credono perfetti. Ma la storia si ripete: lo stesso succedeva a Gesù con i dottori della legge. “Ti ringrazio, Signore, perché non sono come questo povero peccatore”. Non va. Questa è la mancanza di testimonianza. Ci sono altri motivi, difficoltà personali, a volte. Ma il più generale è questo.

(Conferenza stampa del Santo Padre durante il volo di ritorno da Panama - 28/01/2019)

 

VIAGGIO APOSTOLICO IN PANAMA

 

Il motivo di questo Viaggio è stata la Giornata Mondiale della Gioventù, tuttavia agli incontri con i giovani se ne sono intrecciati altri con la realtà del Paese: le Autorità, i Vescovi, i giovani detenuti, i consacrati e una casa-famiglia. Tutto è stato come “contagiato” e “amalgamato” dalla presenza gioiosa dei giovani. Vedere tutte le bandiere sfilare insieme, danzare nelle mani dei giovani gioiosi di incontrarsi è un segno profetico, un segno controcorrente rispetto alla triste tendenza odierna ai nazionalismi conflittuali, che alzano dei muri e si chiudono alla universalità, all'incontro fra i

 

popoli. È un segno che i giovani cristiani sono nel mondo lievito di pace.

Questa GMG ha avuto una forte impronta mariana, perché il suo tema erano le parole della Vergine all’Angelo: «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). È stato forte sentire queste parole pronunciate dai rappresentanti dei giovani dei cinque continenti, e soprattutto vederle trasparire sui loro volti. Finché ci saranno nuove generazioni capaci di dire “eccomi” a Dio, ci sarà futuro nel mondo. Tra le tappe della GMG c’è sempre la Via Crucis. Camminare con Maria dietro Gesù che porta la croce è la scuola della vita cristiana: lì si impara l’amore paziente, silenzioso, concreto. Io vi faccio una confidenza: a me piace tanto fare la Via Crucis, perché è andare con Maria dietro Gesù, perché è seguire Gesù con Maria nel cammino della croce, dove Lui ha dato la vita per noi, per la nostra redenzione. Nella Via Crucis si impara l’amore paziente, silenzioso e concreto. A Panamá i giovani hanno portato con Gesù e Maria il peso della condizione di tanti fratelli e sorelle sofferenti nell’America Centrale e nel mondo intero. Sono stati momenti molto significativi la Liturgia penitenziale che ho celebrato in una Casa di rieducazione per minori e la visita alla Casa-famiglia “Buon Samaritano”, che ospita persone affette da Hiv/Aids.

Culmine della GMG e del viaggio sono state la Veglia e la Messa con i giovani. Nella Veglia – in quel campo pieno di giovani che hanno fatto la Veglia, hanno dormito lì e alle 8 del mattino hanno partecipato alla Messa – nella Veglia si è rinnovato il dialogo vivo con tutti i ragazzi e le ragazze, entusiasti e anche capaci di silenzio e di ascolto. Passavano dall'entusiasmo all'ascolto e alla preghiera in silenzio. A loro ho proposto Maria come colei che, nella sua piccolezza, più di ogni altro ha “influito” sulla storia del mondo: l’abbiamo chiamata la “influencer di Dio”. Nel suo “fiat” si sono rispecchiate le belle e forti testimonianze di alcuni giovani. La mattina di domenica, nella grande celebrazione eucaristica finale, Cristo Risorto, con la forza dello Spirito Santo, ha parlato nuovamente ai giovani del mondo chiamandoli a vivere il Vangelo nell’oggi, perché i giovani non sono il “domani”; no, sono l’“oggi” per il “domani”. Non sono il “frattanto”, ma sono l’oggi, l'adesso, della Chiesa e del mondo. E ho fatto appello alla responsabilità degli adulti, perché non manchino alle nuove generazioni istruzione, lavoro, comunità e famiglia. E questo è la chiave in questo momento nel mondo, perché queste cose mancano. Istruzione, cioè educazione.

Possa la famiglia della Chiesa, in Panamá e nel mondo intero, attingere dallo Spirito Santo sempre nuova fecondità, perché prosegua e si diffonda sulla terra il pellegrinaggio dei giovani discepoli missionari di Gesù Cristo.

(Udienza Generale - 30/01/2019) a cura di A. Panzera

 
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