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n° 2 Sabato 12 Gennaio 2019

EDITORIALE

Un santo per amico

 È un’usanza di alcuni ordini religiosi compreso quello a cui apparteneva suor Faustina. È abitudine sorteggiare, in principio d'anno, un Santo che fungerà da protettore e guida per l'intero anno solare.

È un'occasione che ci viene data per mettere in pratica e vivere più intensamente la verità della “comunione dei santi” che professiamo ogni domenica e nella quale siamo stati inseriti dal giorno del nostro Battesimo.

Quasi tutti conosciamo carismi e virtù del Santo di cui portiamo il nome. L'estrazione a caso di una nuova figura di Santità ci impone la conoscenza di uomo o di una donna dal curriculum di vita semplice ma al contempo straordinario dal quale possiamo attingere per migliorare la nostra quotidianità. Quest’anno con la celebrazione del 250° anniversario della fondazione della parrocchia (data stabilita in riferimento al primo Battesimo celebrato nell’isola), vogliamo soffermarci di più sul senso e sul significato del Battesimo. I Santi ci vengono affidati come amici e modelli di vita. I Santi non sono i sostituti di Dio nella preghiera, né devono convincere il Padre Eterno a qualcosa, ma devono accompagnarci nel cammino cristiano che essi hanno già compiuto insegnandoci con la parola e la preghiera a fare la volontà di Dio. Sono pronti ad intercedere davanti al Signore per noi ma altrettanto vogliono intercedere presso di noi perché sappiamo scegliere le strade giuste della vita affinché sappiamo mettere in pratica la Parola del Signore. Il rapporto con il Santo guida non si deve limitare al fatto di conoscerne solo l'immagine ma piuttosto comprenderne meglio la vita, gli insegnamenti e i talenti spirituali in cui si è distinto per essere proclamato Santo. Questo ci porta ad avere un rapporto più stretto con lui. Ci aiuta a capire che anche i Santi hanno avuto delle difficoltà nella vita e ci permette di razionalizzare meglio ciò che capita a noi. Perché scegliere un nuovo patrono per quest’anno? È un’occasione buona per conoscere meglio questo personaggio, semplicemente per avere un amico in più.

Don Andrea

 

 RAGGI DI SOLE

QUEL CHE VALE DI PIÙ

CroppedImage720439-spigadigrano11 C'era una volta un nobile, molto anziano, proprietario di una grande tenuta di buona terra ben coltivata che produceva ortaggi, frutta e cereali con prodiga generosità. Il buon vecchio sentì che era giunto il momento in cui anche il suo corpo si sarebbe trasformato in terra mentre il suo spirito sarebbe tornato al Creatore di ogni cosa. Aveva due figli che amava molto. Erano due giovani giudiziosi e buoni, ma il padre sapeva che avrebbe dovuto lasciare il suo posto a uno solo. Ma a quale dei due?

Una sera, il padre chiamò i due figli e fece loro una proposta: «Lascerò la mia proprietà a quello di voi due che domani mi porterà ciò che per lui vale di più al mondo».

Il giorno dopo, i due giovani si presentarono al padre con quello che ai loro occhi aveva il valore assoluto.

Il vecchio padre interrogò per primo il figlio maggiore: «Allora, figlio mio, che cosa mi hai portato? Che cosa, in questo mondo, per te vale più di tutto?». Il giovane aprì la mano e mostrò una luccicante moneta d'oro.

«Questo è ciò che vale di più a questo mondo. L'oro è un metallo magico, apre tutte le porte e con un mucchietto di monete come queste si possono esaudire tutti i desideri e comprare tutto quel che si vuole!». «Sì, certo», rispose il padre. «L'oro è davvero prezioso e vale molto. Hai scelto bene, figlio».

Si rivolse quindi al figlio minore per valutare la sua scelta. Il giovane aprì la mano e mostrò al padre un minuscolo seme di grano, che quasi spariva nel cavo della mano.

«Questo per me è la cosa più preziosa che esiste», spiegò il giovane. «Racchiusa in questo granellino minuscolo c'è una forza incredibile. Se lo nascondo nel terreno e lo lascio innaffiare dalla pioggia e scaldare dal sole, diventerà una vigorosa pianticella carica di molti altri semi che possono diventare un’altra cosa preziosissima: pane. Mio fratello ha detto che con il denaro si può comprare tutto. Ma se sulla Terra non ci fossero più piante e frutti e terra coltivata, a che servirebbe tutto l'oro del mondo? Moriremmo tutti. Per questo ho voluto portarti un piccolissimo seme. È questo ciò che vale di più per me».

Il padre approvò sorridendo e disse: «Hai scelto bene, figlio mio. Quando chiuderò gli occhi per sempre, la mia terra sarà tua. Tuo fratello potrà sempre trovare lavoro in banca».

Nella tomba di uno degli antichi faraoni fu trovato un pugno di chicchi di grano, vecchio di cinquemila anni. Qualcuno seminò quel grano e lo innaffiò. E, con grande stupore di tutti, il seme era vivo e germogliò dopo cinquemila anni. Un seme è sempre un miracolo. Anche il Regno di Dio è «il più piccolo di tutti i semi», dice Gesù. Come un granellino di senape, piccolissimo, che può crescere fino a diventare un grande albero, se coltivato nell’amore, innaffiato dalla preghiera, riscaldato dal sole della grazia Divina.

Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

  “Ecco l’Orchestra, l’Orchestra Celeste che il Paradiso di suoni riveste…”

l'orchestra celesteSono le parole della canzone che ha dato il titolo alla fiaba musicale rappresentata il giorno 5 gennaio nella Chiesa di S.Maria Maddalena.

Più di 100 bambini del catechismo appartenenti alle 2 parrocchie dell’isola , accompagnati dalla “Banda San Domenico Savio” diretta magistralmente da Barbara Agnello, hanno interpretato in modo impeccabile e gioioso i 9 canti che facevano da cornice alla fiaba raccontata da Andrea Bebbu.

Era veramente un coro di angioletti che cantava e stupiva i genitori presenti insieme ai nonni, parenti ed amici che sono stati quasi colti di sorpresa dalla bravura e dall’ impegno mostrati dai bambini.

In un contesto caratterizzato dal colore rosso delle magliette e delle cartelline dei canti si richiamava il Natale, la festa dei bambini, la festa dell’Amore, del dono che Dio Padre ha fatto a tutti gli uomini mandando tra loro Suo Figlio.

I nostri bambini con molta naturalezza e semplicità sono stati ancora una volta strumento di unione … tra di loro, tra le catechiste che li hanno preparati e soprattutto tra le loro famiglie e la Chiesa che chiede un po’ di collaborazione ma con immensa gioia restituisce e dona aggregazione e calore umano.

W Gesù che ci invita ad amarci e W tutti quelli che raccolgono il Suo invito. Alla prossima…

 

Pranzo dell’Epifania

IMG-20190110-WA0005La Maddalena 06/01/2019 – Quest’anno niente carbone. Nella calza della Befana solo forchette, coltelli e cucchiai. A tavola si serve la solidarietà. È stato preparato e servito il pranzo dell’Epifania dall’Associazione Volontari Protezione Civile di La Maddalena. L’appuntamento è stato domenica 6 gennaio alle ore 13 alla presso la sala messa a disposizione dalla Parrocchia di Moneta, ma i volontari hanno iniziato da giorni a darsi da fare per creare quello che è stato un vero e proprio momento di festa, con tanto di calze distribuite dopo il pranzo a tutti i bambini presenti. Una festa in “famiglia”, quella composta dai volontari della Protezione Civile di La Maddalena e dalle persone che ogni giorno ricevono aiuto e sostegno. Un nucleo, in questo caso, “allargato”, perché vede cooperare come ogni anno quattro importanti realtà, la Chiesa che mette a disposizione strutture e attrezzature, il Comune di La Maddalena e i Servizi Sociali che finanziano l’evento e i Volontari di Protezione Civile che si fanno carico dell’organizzazione, preparazione e distribuzione del pranzo, con un obiettivo comune: mettersi al servizio di chi ha più bisogno e creare fratellanza. Persone impoverite dalla crisi, anziani soli, diversamente abili, ma anche Senegalesi, Siriani, Marocchini ed altre etnie, una piccola “festa di popoli”. Sono solo alcuni dei 100 ospiti che hanno ricevuto l’invito e che domenica hanno trascorso una bella giornata all’insegna della solidarietà, dell’amicizia e della fratellanza. Sono stati una decina i volontari a portare in tavola un ricco menù, quello tipico dei giorni di festa, e, come nella migliore delle tradizioni dei pranzi di beneficenza, ciascuno porterà in dote il proprio carico di umanità e generosità.

Al pranzo hanno partecipato anche i Sacerdoti di La Maddalena e rappresentanti dell’Am-ministrazione Comunale. “L’augurio più sincero è che tutti i volontari possano trarre importanti spunti per continuare a svolgere la missione con lo stesso slancio e rinnovata energia”.

Il Presidente e tutti i Volontari della Protezione Civile di La Maddalena

 

Concorso Comunale Presepi.

IMG-20190110-WA0004Si è svolta il 6 gennaio, nel salone comunale di la Maddalena la premiazione della III Edizione Concorso Presepi 2018 organizzata dal Comune di La Maddalena. L' amministrazione comunale anche quest'anno ha voluto premiare la tradizione, la nostra cultura ma soprattutto l'aggregazione tra i bambini e i giovani. Il concorso ha visto la partecipazione di 7 presepi presentati da gruppi, oratori, scuole, associazioni : i partecipanti

1 - Il gruppo Artincorpo;

2 - I ziteddi del gruppo dell'Oratorio San Giovanni Bosco;

3 - Il gruppo Gli amici di Leo;

4 - Il gruppo oratorio San Domenico Savio esposto presso la vetrina commerciale di "Terra mia";

5  - La Classe Seconda dell'istituto San Vincenzo;

6 - La  classe Terza dell'istituto San Vincenzo;

7 - La classe Quinta dell'istituto San Vincenzo; la premiazione ha visto assegnati i seguenti premi , giudicati da apposita Giuria formata da 7 giurati facenti parte della 2a commissione consiliare.

I vincitori sono :

Primo premio 500 euro al presepe realizzato da Il gruppo oratorio San Domenico Savio esposto presso la vetrina commerciale di "Terra mia";

Secondo premio di 300 euro è stato assegnato alla Quinta Classe dell'istituto San Vincenzo;

Il terzo premio di 200 euro è stato assegnato a I ziteddi del gruppo dell'Oratorio San Giovanni Bosco.

L'amministrazione ha ringraziato tutti i partecipanti per i bei lavori proposti durante la premiazione, non sono mancati premi di consolazione, attestati e calze con dolci per tutti i bambini presenti in un affollatissimo salone.

Si ringraziano le catechiste e le maestre che hanno guidato i bambini nella realizzazione dei presepi.          

                     Don Davide Mela

 

Il primo trimestre unitario allesame del Consiglio Pastorale di S.Maria Maddalena

Distintamente unite. È questa, da tre mesi a questa parte, la nuova realtà delle parrocchie di Santa Maria Maddalena e dell'Agonia di N.S.G.C. Distinte canonicamente e giuridicamente ma unite nello stesso parroco, don Andrea, e nel suo giovane e dinamico vice, don Davide. Che cura, don Davide, per entrambe e unitariamente la pastorale giovanile e che unisce sotto la sua direzione e in un'unica entità, gli oratori San Domenico Savio e San Giovanni Bosco. E se don Andrea sempre più spesso celebra in Santa Maria Maddalena, altrettanto spesso a celebrare nella chiesa di Moneta si alternano oltre a don Davide, don Paolo e don Domenico. Il punto su questi primi tre mesi di gestione parrocchiale "unitaria" è stato fatto nelle riunioni dei due consigli pastorali. Per quanto riguarda quello di Santa Maria Maddalena, riunitosi il 7 gennaio scorso, questo primo trimestre è stato positivo. Il parroco ha espresso soddisfazione per la buona affluenza di bambini alla novena che si è celebrata, per tutti i bambini del catechismo, a Moneta in italiano. Come ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei fedeli di entrambe le parrocchie alla Messa della Notte di Natale e al Te Deum del 31 dicembre. Ciò che in effetti limita l'alternanza di funzioni nelle due chiese, quando ci sono momenti unitari, è la limitata capienza proprio della chiesa di Moneta. Ad ogni buon conto ciò che si può fare in alternanza lo si fa. Ad esempio la veglia di preghiera per San Giovanni Paolo II. O la Festa della Famiglia, che sarà celebrata unitariamente, con conferenza e pranzo a Moneta e Messa per il rinnovo delle promesse matrimoniali in Santa Maria Maddalena. Positivamente si sono espressi anche alcuni consiglieri del consiglio pastorale pur riconoscendo che per loro è stato più semplice adeguarsi essendosi svolto il tutto in Santa Maria Maddalena mentre la stessa cosa non è stato per i fedeli di Moneta che, rispetto al passato, hanno dovuto per certe funzioni lasciare la loro chiesa per trasferirsi nella chiesa madre. L'ultima domenica di gennaio (il 27) si festeggerà a Due Strade, il Santo Bambino di Praga mentre il 31 gennaio, giovedì, memoria di San Giovanni Bosco, ci sarà festa all'oratorio di via Balbo a lui dedicato, con Messa celebrata in oratorio. Anche quest'anno per la Giornata del Malato, che si celebra l'11 febbraio, si avrà la presenza del vescovo mons Sanguinetti, che però sarà presente alla Maddalena il giorno successivo 12 febbraio, con Messa in Santa Maria Maddalena e visita ai malati dell'ospedale Paolo Merlo e della casa di riposo padre Salvatore Vico. Nel consiglio pastorale di Santa Maria Maddalena si è parlato anche della Quaresima e della Via Crucis. Ci saranno, come da tradizione ventennale, le stazioni quaresimali, il mercoledì, nelle diverse chiese cittadine, e ogni venerdì di Quaresima la Via Crucis nelle diverse chiese cittadine (con orari da stabilirsi). È in discussione per quanto riguarda la Via Crucis unitaria cittadina se debba ancora farsi partendo dalla chiesa di Moneta per Santa Maria Maddalena oppure viceversa oppure all'interno di Santa Maria Maddalena oppure ancora all'interno del giardino dell'Oasi Serena. Ciò per evitare un limite verificatosi in questi anni che è quello di una certa dispersione e poco raccoglimento. Nel consiglio pastorale si è parlato anche dei lavori della chiesa di Santa Maria Maddalena e della preoccupazione perché vengano ultimati nei tempi previsti e a regola d'arte. C'è una nota positiva quest'anno rispetto allo scorso anno ed è quella che la classe 1969 (i cinquantenni), che sembrano in dirittura d'arrivo per costituire il Comitato Feste Patronali ad eleggere il presidente. I cinquantenni dello scorso anno non c'erano riusciti e si era dovuto ricorrere ad un comitato misto di ex cinquantenni degli anni precedenti, che peraltro ha operato molto bene, organizzando adeguatamente le celebrazioni dei 250 anni della istituzione della parrocchia di Santa Maria Maddalena.                 

      Claudio Ronchi

 

 

È prossima la Settimana di Preghiera per lUnita dei Cristiani.

img463 (2)Da venerdì 18 gennaio a venerdì 25 si svolgerà l’annuale Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, una settimana speciale piena di gioia, di responsabilità e di dovere poiché ha come scopo la realizzazione della volontà del nostro Signore Gesù Cristo: “Che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21). Il tema di quest’anno sarà: “Cercate di essere veramente giusti” (Dt 16,18-20). In un mondo tormentato da antagonismi, inimicizie e guerre noi cristiani continuiamo ad essere di scandalo con le nostre divisioni e l’in- differenza davanti ai doni e ai beni di Dio nei nostri confronti. Lo schema della Settimana di quest’anno è stata preparato dai cristiani dell’Indonesia. Il numero dei suoi abitanti ammonta a circa 265 milioni di cui 86% professa l’islamismo e il 10% il cristianesimo. E’ cresciuta la collaborazione tra varie Chiese cristiane. Tra il Papa ed il Patriarca ortodosso Bartolomeo di Costantinopoli (Istanbul), col Patriarca d’Egitto Tawadros II, con le Chiese della Riforma, un esempio è la collaborazione per l’accoglienza dei profughi da parte della chiese Evangelica, Valdese, Metodista e della Comunità di San Egidio. Ma c’è ancora tanta strada da fare. Non dobbiamo dimenticare che l’ingiustizia ha reso più pericolosa la divisione sociale, ma ha anche alimentato le divisioni nelle Chiese. Ecco allora l’urgenza della preghiera comune e dell’impegno per essere veramente giusti.    

                                 D.D.

 

Resoconto Giornata Seminario

L’ultima domenica prima di Natale si è celebrata la Giornata del Seminario nella quale si è pregato specialmente per le vocazioni sacerdotali e per i giovani che verificano nel seminario i segni di vocazione al sacerdozio. In quel giorno i fedeli sono stati invitati non solo a pregare ma a sostenere anche economicamente il seminario destinando a questo scopo le questue delle Messe domenicali. Ne diamo il resoconto ringraziando tutti per l’accresciuta generosità:

Questue ss.Messe

Anno 2018

Anno 2017

sabato ore 18.00

€ 451,82

€ 333,00

domenica

ore 09.30

€ 304,33

€   92,00

domenica

ore 11.00

€ 237,11

€ 222,06

domenica

ore 18.00

€ 451,74

€ 337,99

Cappella Ospedale

€ 100,00

€   40,00

Bambino Gesù

€   80,00

€   50,00

Totale

€1.625,00

€1.220,00

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

 La responsabile Enza Magnetti

 

Messe a Radio Arcipelago

Dal 20 novembre scorso don Andrea Domaski è il nuovo presidente dell'associazione Radio Tele Arcipelago. Succede a don Domenico Degortes, che ha retto la presidenza per circa vent'anni e a monsignor Salvatore Capula, fondatore e primo presidente dell'emittente parrocchiale, l'unica sopravvissuta in diocesi, tra le tante che erano state aperte. Con il ricavato dalle questue (circa 600 euro), che nella seconda domenica di dicembre nelle due parrocchie cittadine erano state destinate alla radio, sono stati fatti riparare due trasmettitori e pagate due bollette. Radio Arcipelago ha trasmesso le novelle di Natale sia dalla chiesa di Moneta, in italiano, che da quella di Santa Maria Maddalena, il latino. È stata trasmessa anche la messa di mezzanotte, oltre alle messe del giorno di Natale. Radio Arcipelago trasmette tutti i giorni alle ore 8:30 la Messa da Santa Maria Maddalena e alle 17:00 30 da Moneta. Il sabato si aggiunge da Santa Maria Maddalena la Messa delle 18:00. La domenica viene trasmessa alle 9:00 la Messa da Moneta e alle 11:30 e alle 18:00 da Santa Maria Maddalena. In occasione della Festa della Famiglia 2019, la conferenza di sabato 19 gennaio alle ore 18:00 presso il salone dell’Oasi Serena sul tema “Perdono in Famiglia”, sarà registrata e successivamente trasmessa da Radio Arcipelago.

 

Condoglianze ai familiari di Andrea Schettino che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 1. Domenica 13 gennaio Festa del Battesimo del Signore (termina il tempo di Natale).

 2. FESTA DELLA FAMIGLIA 2019:

SABATO 19 GENNAIO ORE 18.00 SALONE DELL’OASI SERENA INCONTRO DELLE FAMIGLIE SUL TEMA “PERDONO IN FAMIGLIA”.

DOMENICA 20 GENNAIO ORE 11.00 CHIESA S.MARIA MADDALENA S. MESSA CON IL RINNOVO DELLE PROMESSE MATRIMONIALI.

ORE 13.00 PRANZO PER LE FAMIGLIE PRESSO OASI SERENA.

PER LE PRENOTAZIONI AL PRANZO RIVOLGERSI A:

GIORGIA 347 876 4643

NICOLINO 329 929 2545

AGOSTINO 329 292 8293

BRUNA 392 460 1922

 

3. Giovedì 17 gennaio

Giornata dialogo ebraico-cristiano.

 4. Dal 18 al 25 gennaio

Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani.

 5.Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 23 gennaio alle ore 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1. Domenica 13 gennaio Festa del Battesimo del Signore (termina il tempo di Natale).

 

2. FESTA DELLA FAMIGLIA 2019:

SABATO 19 GENNAIO ORE 18.00 SALONE DELL’OASI SERENA INCONTRO DELLE FAMIGLIE SUL TEMA “PERDONO IN FAMIGLIA”

DOMENICA 20 GENNAIO ORE 11.00 CHIESA SANTA MARIA MADDALENA S.MESSA CON IL RINNOVO DELLE PROMESSE MATRIMONIALI.

ORE 13.00 PRANZO PER LE FAMIGLIE PRESSO OASI SERENA.

PER LE PRENOTAZIONI AL PRANZO RIVOLGERSI A:

GIORGIA 347 876 4643

NICOLINO 329 929 2545

AGOSTINO 329 292 8293

BRUNA 392 460 1922

 

3. Giovedì 17 gennaio

Giornata dialogo ebraico-cristiano.

4. Dal 18 al 25 gennaio

Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani.

5. Il corso prematrimoniale inizierà mercoledì 23 gennaio alle ore 21.00 nel salone dell’Oasi Serena a Moneta.

6.Dal 3 all’11 maggio pellegrinaggio parrocchiale a: Padova, Loreto, Pescara, luoghi nativi di Padre Pio, Matera e Pietrelcina. Per le iscrizioni rivolgersi a Paolo Provenzano.

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 

Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore10.30 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 

Ore 16.15 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 16.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 

Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 17.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 18.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 17.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni secondo sabato del mese:

Ore 16.00 SS. Trinità

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

 

M A G I S T E R O

APRIAMO IL NOSTRO CUORE ALLA LUCE CHE PROVIENE DALLA GROTTA DI BETLEMME OVE È NATO GESU’

epifaniaOggi, solennità dell’Epifania del Signore, è la festa della manifestazione di Gesù, simboleggiata dalla luce. Nei testi profetici questa luce è promessa: si promette la luce. Isaia, infatti, si rivolge a Gerusalemme con queste parole: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te». Questo invito, oggi, risuona anche per noi che abbiamo celebrato il Natale di Gesù e ci incoraggia a lasciarci raggiungere dalla luce di Betlemme.

E Gesù, nato a Betlemme, è venuto a portare salvezza ai vicini e ai lontani: a tutti. L’evangelista Matteo mostra diversi modi con cui si può incontrare Cristo e reagire alla sua presenza. Per esempio, Erode e gli scribi di Gerusalemme hanno un cuore duro, che si ostina e rifiuta la visita di quel Bambino. È una possibilità: chiudersi alla luce. Essi rappresentano quanti, anche ai nostri giorni, hanno paura della venuta di Gesù e chiudono il cuore ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di aiuto. Erode ha paura di perdere il potere e non pensa al vero bene della gente, ma al proprio tornaconto personale. Gli scribi e i capi del popolo hanno paura perché non sanno guardare oltre le proprie certezze, non riuscendo così a cogliere la novità che è in Gesù.

Invece, ben diversa è l’esperienza dei Magi. Venuti dall’Oriente, essi rappresentano tutti i popoli lontani dalla fede ebraica tradizionale. Eppure, si lasciano guidare dalla stella e affrontano un viaggio lungo e rischioso pur di approdare alla meta e conoscere la verità sul Messia. I Magi erano aperti alla “novità”, e a loro si svela la più grande e sorprendente novità della storia: Dio fatto uomo. I Magi si prostrano davanti a Gesù e gli offrono doni simbolici: oro, incenso e mirra; perché la ricerca del Signore implica non solo la perseveranza nel cammino, ma anche la generosità del cuore. E infine, ritornarono «al loro paese per “un’altra strada”. Fratelli e sorelle, ogni volta che un uomo o una donna incontra Gesù, cambia strada, torna alla vita in un modo differente, torna rinnovato, “per un’altra strada”. Ritornarono «al loro paese» portando dentro di sé il mistero di quel Re umile e povero; noi possiamo immaginare che raccontarono a tutti l’esperienza vissuta: la salvezza offerta da Dio in Cristo è per tutti gli uomini, vicini e lontani. Non è possibile “impossessarsi” di quel Bambino: Egli è un dono per tutti.

Anche noi, facciamo un po’ di silenzio nel nostro cuore e lasciamoci illuminare dalla luce di Gesù che proviene da Betlemme. Non permettiamo alle nostre paure di chiuderci il cuore, ma abbiamo il coraggio di aprirci a questa luce che è mite e discreta. Allora, come i Magi, proveremo «una gioia grandissima» che non potremo tenere per noi. Ci sostenga in questo cammino la Vergine Maria, stella che ci conduce a Gesù, e Madre che fa vedere Gesù ai Magi e a tutti coloro che si avvicinano a lei.

(ANGELUS - Epifania del Signore- Domenica 06 gennaio 2019)

 

NO ALLA CULTURA DELL’INDIFFERENZA!

 

È dalla «cultura dell’indifferenza» che ha messo in guardia Papa Francesco, invitando ad assecondare il primo passo che Dio fa sempre verso di noi e a guardare ai bisogni delle persone, soprattutto i più poveri, senza mai voltarsi dall’altra parte. La prima lettera di san Giovanni apostolo è centrata sull’amore: è un’esortazione all’amore: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio». L’amore dunque viene da Dio. Ma questa parola “amore” è usata tante volte, superficialmente.

Da parta sua, Giovanni va un po’ avanti per spiegare che cos’è l’amore: “In questo si è manifestato l'amore, l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi abbiamo la vita per mezzo di lui”. Quindi, non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi.

Proprio questo è il mistero dell’amore: Dio ci ha amati per primo, lui ha fatto il primo passo e da lì viene l’amore. Ha fatto questo primo passo verso ognuno di noi, verso l’umanità che non sa amare, ha bisogno delle carezze di Dio per amare, dell’insegnamento di Dio per amare, della testimonianza di Dio. E questo primo passo che ha fatto Dio è il suo Figlio: lo ha inviato per salvarci e dare un senso alla vita, per rinnovarci, per ricrearci. Proprio questo è l’amore: è il primo passo e sempre il primo passo lo dà Dio: Dio ci ama per primo.

Per capire bene questo possiamo andare al brano del Vangelo di Matteo, e lì troviamo una parola che spiega questo. Dunque, perché Dio ha fatto questo? Per “compassione”». Si legge infatti: Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare”. Ai discepoli non interessava la gente: interessava Gesù, perché gli volevano bene e non erano cattivi: erano indifferenti, non sapevano cosa fosse amare, non sapevano cosa fosse compassione, non sapevano cosa fosse indifferenza. Essi hanno dovuto peccare, tradire il Maestro, abbandonare il Maestro, per capire il nocciolo della compassione e della misericordia. Ma la risposta di Gesù è tagliente: “Voi stessi date loro da mangiare”. Che vuol dire: «prenditi carico di loro». Proprio questa è la lotta fra la compassione di Gesù e l’indifferenza, l’indifferenza che si ripete nella storia sempre, sempre: tanta gente che è buona ma non capisce i bisogni altrui, non è capace di compassione. L’indifferenza porta a dire: «Io sono soddisfatto, non mi manca nulla. Ho tutto, ho assicurato questa vita, e anche l’eterna, perché vado a messa tutte le domeniche, sono un buon cristiano. Ma, uscendo dal ristorante, non guardo i poveri che hanno fame. Preghiamo il Signore perché guarisca l’umanità, cominciando da noi: che il mio cuore guarisca da questa malattia che è la cultura dell’indifferenza.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Martedì 08/01/2019)

 

CATECHESI SUL “PADRE NOSTRO”: Bussate e vi sarà aperto

 

Il Vangelo di Luca, fin dai racconti dell’infanzia, descrive la figura del Cristo in un’atmosfera densa di preghiera. In esso sono contenuti i tre inni che scandiscono ogni giorno la preghiera della Chiesa: il Benedictus, il Magnificat e il Nunc dimittis. Vediamo Gesù che prega. Nel racconto di Luca, ad esempio, l’episodio della trasfigurazione scaturisce da un momento di preghiera. Dice così: «Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante». Ma ogni passo della vita di Gesù è come sospinto dal soffio dello Spirito che lo guida in tutte le azioni. Gesù prega nel battesimo al Giordano, dialoga con il Padre prima di prendere le decisioni più importanti, si ritira spesso nella solitudine a pregare, intercede per Pietro che di lì a poco lo rinnegherà. Questo consola: sapere che Gesù prega per noi, prega per me, per ognuno di noi perché la nostra fede non venga meno.  

Perfino la morte del Messia è immersa in un clima di preghiera. Gesù consola le donne, prega per i suoi crocifissori, promette il paradiso al buon ladrone, e spira dicendo: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46). La preghiera di Gesù pare attutire le emozioni più violente, i desideri di vendetta e di rivalsa, riconcilia l’uomo con la sua nemica acerrima, riconcilia l’uomo con questa nemica, che è la morte.

È sempre nel Vangelo di Luca che troviamo la richiesta, espressa da uno dei discepoli, di poter essere educati da Gesù stesso alla preghiera. E dice così: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1).

La prima parte di questo insegnamento è proprio il Padre Nostro. Pregate così: “Padre, che sei nei cieli”. “Padre”: quella parola tanto bella da dire. Il cristiano si rivolge a Dio chiamandolo anzitutto “Padre”. Per darci fiducia, Gesù spiega alcune cose. Esse insistono sugli atteggiamenti del credente che prega. Per esempio, c’è la parabola dell’amico importuno, che va a disturbare un’intera famiglia che dorme perché all’improvviso è arrivata una persona da un viaggio e non ha pani da offrirgli. Cosa dice Gesù a questo che bussa alla porta, e sveglia l’amico?: «Vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono». Con questo vuole insegnarci a pregare e a insistere nella preghiera. E subito dopo fa l’esempio di un padre che ha un figlio affamato. Tutti voi, padri e nonni, che siete qui, quando il figlio o il nipotino chiede qualcosa, ha fame, e chiede e chiede, poi piange, grida, ha fame: «Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?».

Con queste parole Gesù fa capire che Dio risponde sempre, che nessuna preghiera resterà inascoltata, perché? Perché Lui è Padre, e non dimentica i suoi figli che soffrono. Certo, queste affermazioni ci mettono in crisi, perché tante nostre preghiere sembra che non ottengano alcun risultato. Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto – ne abbiamo l’esperienza tutti – quante volte abbiamo bussato e trovato una porta chiusa? Gesù ci raccomanda, in quei momenti, di insistere e di non darci per vinti. La preghiera trasforma sempre la realtà, sempre. Se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore. Gesù ha promesso il dono dello Spirito Santo ad ogni uomo e a ogni donna che prega.

Possiamo essere certi che Dio risponderà. L’unica incertezza è dovuta ai tempi, ma non dubitiamo che Lui risponderà. Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma Lui risponderà. Non c’è nulla di più certo: il desiderio di felicità che tutti portiamo nel cuore un giorno si compirà. Dice Gesù: «Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?». Sì, farà giustizia, ci ascolterà. Che giorno di gloria e di risurrezione sarà mai quello! Pregare è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione. Pregare. La preghiera cambia la realtà, non dimentichiamolo. O cambia le cose o cambia il nostro cuore, ma sempre cambia. Alla fine della vita: cosa c’è? C’è un Padre che aspetta tutto e aspetta tutti con le braccia spalancate. Guardiamo questo Padre.

(UDIENZA GENERALE - Mercoledì 09/01/2019) a cura di A. Panzera

 

 

 
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