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n° 50 Sabato 22 Dicembre 2018

EDITORIALE

05-079Carissimi parrocchiani,

in questo primo Natale vissuto in maniera innovativa dalle nostre due comunità maddalenine, chiamate a camminare insieme, vorrei esprimere i miei affettuosi auguri di Buon Natale e Buon Anno. Tratto dalla liturgia di Natale preghiamo: “in Lui OGGI risplende in piena luce il misterioso scambio che ci ha redenti”. Natale non è una semplice ricorrenza storica (…o quantomeno… non solo) ma una realtà sempre attuale. OGGI Dio vuole nascere tra di noi, OGGI bussa alle porte delle nostri cuori e delle nostre case, OGGI… Lui può venire accolto o rifiutato. Il Natale ci invita a vivere il presente. Diverse volte rimaniamo schiavi del passato “una volta non era così…ai miei tempi era diverso…” oppure del futuro “aspettando tempi migliori”. Miei cari parrocchiani, la verità è che Dio nasce OGGI. Lui non aspetta le condizioni migliori, i tempi favorevoli…ma viene in semplicità nella realtà umana così com’è per cambiarla dall’interno. Betlemme non è solo in Palestina, ma ovunque si permetta a Gesù di nascere nella vita degli uomini. Quindi Betlemme è QUI… a La Maddalena. Carissimi il mio augurio è che sperimentiate questa realtà nel vostro quotidiano. Il mio affetto giunga in preghiera a don Domenico, don Paolo, don Davide, alle suore, ai collaboratori parrocchiali, a tutti gruppi e alle famiglie di Santa Maria Maddalena e di Moneta. Un pensiero affettuoso a chi sta attraversando momenti di difficoltà e di dolore, a tutti bambini, i ragazzi, i giovani, i sofferenti, gli anziani, le persone sole e chi passerà il Natale lontano dai propri cari. In questi giorni penso alla mia Mamma che tanto mi avrebbe voluto con Lei. La dolce malinconia del Natale…

Buone Feste

Don Andrea

 

 RAGGI DI SOLE

 “MA PERCHÉ?”

uomo-che-pensa-1Era appena finita la stagione delle piogge. Il Re Leone convocò per le nuove elezioni tutti gli animali della foresta equatoriale. Muniti di regolare certificato elettorale, accorsero tutti alla convention. Dal palco presidenziale il vecchio Leone, con un ruggito deciso e potente, ottenne un religioso silenzio in tutta la vasta assemblea. Poi, secondo un rituale che si ripeteva ormai da decenni, prese la parola e disse: «Cari amici, come ben sapete, con l'arrivo della democrazia, ogni anno ci ritroviamo per eleggere il Re della foresta. Anche quest'anno, come sempre, rinnoveremo li-be-ra-men-te l'elezione dell'unico Capo che può legittimamente governare tutta la foresta e l'intera savana: cioè... il sottoscritto, Sua Maestà il Leone! Lo eleggeremo, come sempre, a pieni voti...».

Ma, a questo punto, nel silenzio assoluto dell'immensa assemblea, si sentì una vocina squillante che scendeva dall'alto, da uno dei rami di un baobab. Una vocina che domandava a Re Leone: «Perché?».

Tutti gli animali della foresta si girarono istintivamente verso la piccola incosciente che aveva osato parlare, per di più interrompendo il Re! Era semplicemente una scimmietta, alunna della quarta classe elementare, ingenua, con pelo bruno e occhietti scintillanti. Re Leone, spalancando bonariamente le zampe massicce in un gesto di paternalismo indulgente e comprensivo, regalando a tutti un sorriso forzato a quarantasei denti, rispose: «Cara scimmietta, tu sei piccolina! Ai bambini si può perdonare tutto. Ma crescendo, tra non molto, capirai anche tu! Ogni regno ha bisogno di un re. Ogni comunità ha bisogno di un Capo, di una guida, di un condottiero, di un duce!».

Convinto di aver risposto esaurientemente, stava per riprendere il filo del suo breve discorsetto pre-elettorale, quando la vocina chiese nuovamente: «Perché?».

Stupito, contrariato, offeso, il Leone ruggì, con vigore: «Piccola, impertinente! Chi ti ha concesso, la parola?! Non sai che qui posso parlare soltanto io?!».

«Perché?», domandò ancora, tutta impaurita e tremante, la piccola ingenua, scimmietta! «Già... Perché?», si domandarono in coro tutti gli altri animali... «Perché? Perché?...». «Perché...», ruggì, spavaldamente sbavando di rabbia il Leone, «perché io sono il più forte! Perché qui comando io! Perché tocca sempre a me dire l'ultima parola! E basta!».

Ma tutti i presenti, continuarono a chiedere, in coro: «Perché? Perché? Perché?».

In questo modo ebbe inizio la grande rivoluzione politica degli animali! L' ex Re Leone, fremente di rabbia, scoprì di essere nudo, abbandonato da tutti, irreparabilmente solo. E, sconfitto, se ne rientrò, più inferocito che mai, a incrudelire selvaggiamente, nella savana.

Ogni serio: «perché?», aiuta sempre a cambiare in meglio.

Ogni uomo ha una sua dignità che va sempre rispettata, a prescindere dalla sua razza, cultura o religione. E invece molta gente viene discriminata anche per futili motivi. Ma perché? perché? perché?... Ogni donna è una persona dotata non solo di corpo ma anche di anima, di sentimento, di intelligenza. Eppure molte donne, anche giovanissime, vengono usate come oggetti, come strumenti per divertirsi, come carne da mettere in mostra o da macellare: molestie, stupri, femminicidi… Ma perché? perché? perché?...

Ogni essere umano è tale sin dal suo concepimento nel grembo della madre e il suo diritto alla vita va sempre comunque difeso e salvaguardato come supremo valore inviolabile.

E invece, ancora oggi, si perpetua la famigerata “strage di Erode” con l’uccisione di bambini innocenti mediante l’aborto. Ma perché? perché? perché?...

Gesù ci regala ogni giorno l’abbondanza della sua misericordia, rimettendo i nostri peccati, mentre noi siamo propensi a vendicarci contro chi ci offende, serbando rancore e negando il perdono. Ma perché? perché? perché?...

Perché non proviamo a restaurare la nostra somiglianza con Dio, nostro Padre, che ci ha plasmati a sua immagine come capolavori di amore?                            

   Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

48381350 206675840281399 4169393151028494336 n Il giorno 14 e 15 dicembre si è svolta, nella Parrocchia di Santa Maria Maddalena, l'Atto di culto per il Santo Natale. La celebrazione ha visto la partecipazione degli alunni della scuola primaria dell' Istituto Comprensivo. I bambini sono stati accolti da don Andrzej Domanski, che ha celebrato la liturgia della parola e ha fatto riflettere sul significato del Natale. Attraverso canti, letture e disegni si è voluto ripercorrere l'arrivo di Gesù, dal momento dell' Annunciazione a quello dell' Epifania. Numerosa la partecipazione di genitori, parenti e amici che hanno potuto gioire, insieme ai bambini, di un clima festoso di attesa. Grazie ai piccoli cantori che con la loro semplicità, sanno sempre sorprenderci e ai genitori per il gesto di solidarietà.                    

Anna Paola Brandano

 

Domenica 23 dicembre: Giornata del Seminario. Anche quest’anno la nostra Comunità Diocesana si appresta a celebrare la Giornata Pro Seminario. È un’ottima occasione, all’approssimarsi delle feste natalizie, per offrire un dono “materno” a coloro che tra l’entusiasmo e le fatiche della crescita, si interrogano su una possibile vocazione sacerdotale. L’obolo Pro Seminario andrebbe visto in questa prospettiva: una assunzione di cura materna da parte della Chiesa Diocesana tutta, verso questi diletti figli che, nella loro crescita, si interrogano sul mistero della Vocazione sacerdotale.

Qualche notizia sulla vita del seminario.

Io mi trovo sempre in imbarazzo quando mi chiedono “quanti sono i seminaristi?”. La fatica del lavoro pastorale che aumenta quando le forze diminuiscono, suscita una particolare sensibilità verso i numeri. L’imbarazzo rispetto a questa domanda non è legato solo al “numero”… quanto al fatto che i percorsi non sono facilmente omologabili. I seminaristi possono essere due, quattro, sei o sette a seconda del computo. Infatti oggi i cammini di discernimento, in un contesto ecclesiale e sociale particolarmente complicato, devono essere accuratamente personalizzati. Questo comporta forse un po’ di fatica in più per chi si occupa di loro, in quanto richiede doti di grande duttilità.

La proposta formativa, fatta di studio, vita comunitaria e preghiera, vive una certa differenziazione in base a percorsi presenti. Attualmente i giovani in formazione, pur con percorsi diversi, nel seminario di Tempio sono sette, in teologia sono sei.

(Don Rinaldo Alias, rettore del seminario di Tempio).

 

I presepi dell'isola.

IMG-20181221-WA0004L'usanza di allestire il presepe con l'avvicinarsi del Natale è nata da un'idea di San Francesco. Egli, dopo aver ottenuto l'approvazione alla sua Regola di vita in povertà assoluta, nel 1219, armato solo di perdono e della parola di Gesú, partì come crociato in Oriente e lí visitò i luoghi santi della vita del Signore. Il ricordo più intenso di quel viaggio fu certamente la visita all'umile grotta di Betlemme dove nacque Gesù. Tornato in Italia, in prossimità del Natale, volle rappresentare la nascita del Bambino in una grotta naturale per mostrare quali disagi Maria, Giuseppe e Gesù avevano dovuto affrontare. Così la notte di Natale del 1223 a Greccio arrivarono persone da varie regioni e Francesco introdusse la veglia natalizia con queste parole: fratelli, siete accorsi stanotte per vedere la nascita del nostro Signore! L'umiltà e la povertà con le quali Dio si è rivelato all'umanità sono l'unica via che conduce al bene assoluto! Da questo evento è nata la tradizione di rappresentare la straordinaria nascita di Gesù ogni anno con il presepe che si allestisce nelle case e nelle chiese. Lo scorso anno nella chiesa di Moneta è stata la confraternita del Getsemani a prepararlo, quest'anno lo ha allestito la banda San Domenico Savio. Sotto l'albero addobbato da fiocchi rossi, fiori bianchi e brillanti stelle, fà bella mostra un presepe che sarà arricchito dai vari personaggi che i bambini posizioneranno nel posto giusto ogni giorno della novena. Rispondendo all'invito dell'amministrazione comunale di partecipare alla 3° edizione del concorso dei presepi, diverse associazioni, scuole e oratori hanno voluto rappresentare la Natività, ognuno in maniera diversa e originale.

  C'è da complimentarsi con tutti che, lavorando insieme, sono riusciti a dare un tocco artistico al presepe tradizionale. Che dire poi del presepe allestito all'Istituto San Vincenzo, dove lo spazio del giardino permette di rappresentare, oltre alla capanna della Natività, un intero villaggio, con gli abitanti intenti alla vita familiare e ai vari mestieri. Vedere i personaggi che lo animano a grandezza d'uomo, dà molta emozione! Nella chiesa di S. Maria Maddalena, come ogni anno, il comitato festeggiamenti dei 250 anni della fondazione della parrocchia, ha allestito un bellissimo presepe dove una luce soffusa fa risaltare al meglio la capanna della Natività, posizionata sotto un'alta montagna. Molto particolare anche il presepe che si trova affianco della scalinata che conduce alla chiesa del Bambino Gesù di Due Strade, dove, anche se in uno spazio ristretto sotto l'altare, due fedeli parrocchiani hanno saputo creare un presepe piccolo, ma significativo. Anche all’Oasi Serena, oltre ad un grande albero di Natale, è stato preparato un bellissimo presepe per la gioia degli ospiti presenti ma anche per chi questi giorni dedica loro un po’ del proprio tempo. Una bellissima tradizione quella del presepe, dove la nascita di Gesù in povertà e umiltà, ci fa pensare al mondo di oggi dove regna il consumismo, nascondendo la vera essenza del Natale. Il messaggio che esso trasmette è di pace, di silenzio, di gioia e di tenerezza e, come dice Papa Francesco, di speranza!                   

    Maria Vitiello

 

 

■ Sette Presepi per ricordare il significato più autentico del Natale


48395091 2054581684580591 14331910729760768 nOltre a quelli allestiti nelle chiese cittadine, da qualche giorno si può ammirare, nell’atrio comunale, l’esposizione di presepi organizzata, per il Comune, dalla delegata Emilia Malleo. Il concorso, giunto alla III edizione, ha lo scopo di far rivivere il significato più autentico del Natale.

  In tutto sono 7 i presepi esposti, creati dal gruppo Artincorpo; da i Ziteddi del Gruppo dell'Oratorio San Giovanni Bosco; dal Gruppo Gli Amici di Leo; dal gruppo Oratorio San Domenico Savio esposto presso la vetrina commerciale di "Terra mia" in via XX Settembre; dalla Classe Seconda dell'Istituto San Vincenzo; dalla Classe Terza dell'Istituto San Vincenzo; dalla classe quinta dell'Istituto San Vincenzo. La premiazione del presepio più bello avverrà il giorno dell’Epifania.

                           Claudio Ronchi

 

O Gesu’ Bambì… benturnatu…

no’ semu “ quiddhi di l’Oratoriu San Domenico Savio…” quiddhi d’u Cantieri mih …(Moneta), nun s’offendarà san Franciscu si quist’annu T’emu fattu un presepiu nun propiu cummi l’avìa invintatu iddhu. A verità è un pocareddhu stranu ma nun ghi manca gnenti mih… gh’emu missu tuttu.

Buon NataleA parti Tu chi sei u più impurtanti ghi so’ : a to’ Mamma e San Giuseppi, u boiu e l’ asineddhu , più abbassu i pastori cu u greggi chi hanni avutu l’annunciu pè primmi, più abbassu ancòra i mestieri…a donna chi fa u pani e u piscadori (pani e pesci n’emu missu pochi parcosa quandu cresciarai Ti li moltiplicarai Tu da solu a li vorti T.avussini a servì, i lavandai pe’ lavatti i pattareddhi e dapò i Re Maggi cun tamanti cammeddhi.

Più abbassu inneci gh’è un’ ambulanza chi va in una direzioni … e dall’ altra parti un duttori e un’ infermiera cu una culletta vòta e Tu jà la sai cusa vòli dì … è jà da un po’ di tempu chi in quist’ isula nun si ponni più sintì zicchirri di isulani appena nati e no’ semmu monda preoccupati…mettaghi jà una pezza Tu si lu poi fa’ parcosa a no’ nun ci da ammenti nisciunu…alumancu si ghi lu chiedi Tu… a li vorti gh’ avussimi una speranza …

Dapò in cimma a quistu presepiu , subra u To capu , in pizzighera, Ti sarai accortu chi ghi sò un pocareddhu d’ angiuletti sunendi u Gloria…iddhi sò una rappresentanza dell’ORCHESTRA CELESTE

Lu voi sapè cusa T’hanni priparatu quisti malandrini ? …e nun si sò missi d’accordu cun tutti i ziteddhi chi frequentanii u catechismu in tutta l’isula…ma propiu tutti mih … inzemmi pè fatti un concertinu. Hanni chiammatu puri a Barbara e Sarino pè diriggì a Banda S.Domenico Savio e cantaranni u jornu 5 gennaio 2019 a sett’ ori di sera (ore 19,00) in Jesa a S.Maria Maddalena. Veni mih Gesù Bambì e porta tanta jenti parcosa jà la sai chi in casa d’ u To Babbu, magari striminziti, gh’è sempri postu pè tutti …mira chi T’ aspittemu eh !!!

Gruppo dell’Oratorio San Domenico Savio

 

Traduzione:

O Gesù Bambino… bentornato…

Noi siamo “ quelli dell’Oratorio San Domenico Savio “… quelli del Cantiere (Moneta). non si offenderà san Francesco se quest’anno ti abbiamo fatto un presepe non proprio come lo aveva inventato lui. A dire il vero è un pochino strano ma non manca niente . ci abbiamo messo tutto.

A parte Te che sei il più importante ci sono: Tua Mamma e san Giuseppe, il bue e l’asinello, più giù i pastori con il gregge che hanno avuto l’annuncio per primi. Più giù ancora i mestieri…la donna che fa il pane e il pescatore (pani e pesci ne abbiamo messi pochi perché quando crescerai Te li moltiplicherai Tu da solo casomai Ti dovessero servire ,le lavandaie che Ti lavano i panni e poi i Re Magi con dei grandi cammelli.

Più giù invece c’è un’ambulanza che va In una direzione… e dall’altra parte un dottore e un’infermiera con una culletta vuota e Tu sai bene cosa significa…è già da un po’ di tempo che in quest’isola non di possono più sentire strilli di maddalenini appena nati e noi siamo molto preoccupati… risolvila Tu se puoi perché a noi non ci ascolta nessuno almeno se glielo chiedi Tu potremmo avere una speranza.

Poi in cima a questo presepio, sopra la Tua testa, in bilico Ti sarai accorto che ci sono un po’ di angioletti che suonano il Gloria..sono una rappresentanza dell’ORCHESTRA CELESTE.

Vuoi sapere che cosa Ti hanno preparato questi monelli ? Si sono messi d’accordo con tutti i bambini che frequentano il catechismo in tutta l’isola…ma proprio tutti eh…insieme per farti un concertino, hanno chiamato pure Barbara e Sarino per dirigere la Banda San Domenico Savio e canteranno il giorno 5 gennaio 2019 alle ore 19,00 nella Chiesa di Santa Maria Maddalena.

Vieni eh Gesù Bambino e porta tanta gente perché Tu lo sai bene che nella casa del Padre Tuo anche se stretti c’è sempre un posto per tutti.

Guarda che Ti aspettiamo eh !!!

 

Camminare insieme!

Un grande compito quello che il nostro Vescovo mons. Sebastiano Sanguinetti ha affidato a don Andrea Domanski facendolo diventare parroco delle due parrocchie  maddalenine. Un compito che egli sta svolgendo alla grande: con un pò di sacrificio ma con tanto desiderio di vedere le due comunità unite come il Signore ci chiede, un desiderio che si sta attuando in tanti momenti vissuti insieme. Già il 22 novembre in occasione della veglia per S. Giovanni Paolo, abbiamo avuto modo di pregare uniti cercando di cogliere il segno che il Signore ci ha dato con la decisione del Vescovo di dover camminare insieme. Adesso stiamo vivendo un altro bellissimo momento di condivisione: la novena di Natale con tutti i bambini e ragazzi della nostra isola. Certo avrebbe fatto comodo avere a Moneta una chiesa più grande, ma stare tutti vicini anche in poco spazio è ancora più bello! Così, accompagnati dalle catechiste i bambini di tutte le parrocchie isolane stanno partecipando alla Novena nella chiesa di Moneta ed è una gioia sentirli cantare tutti insieme, grazie all'aiuto di Davide Avolio che, accompagnandoli con la chitarra, rende la novena gioiosa e coinvolgente. La novena è celebrata dal giovane don Davide Mela che con il suo entusiasmo di stare con i bambini, riesce a catturarne l'attenzione. Domenica 16 all'inizio della novena  è stato scoperto il presepe che quest'anno è stato allestito dalla Banda San Domenico Savio e ogni giorno i bambini lo completano portando i vari personaggi e posizionandoli nel presepe stesso. Un altro momento di forte unione la comunità isolana lo vivrà la notte di Natale quando, non essendoci la Messa a Moneta, ci ritroveremo tutti insieme nella chiesa di S. Maria Maddalena per festeggiare la nascita di Gesù e, come ha detto don Andrea, avremo modo di mettere in pratica ciò che ogni volta professiamo: credo la Chiesa una, santa , cattolica e apostolica!                                      

Maria Vitiello

 

■ I cristiani ritornino nel sindacato e nella politica.

Nell’incontro con la CISL regionale lo scorso 19 dicembre, il presidente della Conferenza Episcopale Sarda, mons. Arrigo Miglio, ha invitato soprattutto i sindacalisti cattolici a creare la cultura del cristianesimo sociale, incarnato nelle reali condizioni di vita delle persone. “Con il Natale – ha detto mons. Miglio – Dio è entrato nella storia quotidiana di ogni uomo e donna: storia di lavoro, famiglia, tempo libero, scuola, impegno sociale, volontariato, malattia”. In riferimento poi alle prossime elezioni regionali, l’arcivescovo di Cagliari ha raccomandato la partecipazione attiva alla vita politica. “La classe politica – ha detto il vescovo – ha sempre più bisogno, anche al di là delle candidature proposte dai partiti, di persone competenti e preparate, di provata esperienza amministrativa, di moralità indiscussa, di spirito di servizio e di distacco da interessi personali e di casta”. I cattolici, ha affermato, “siano disponibili a candidarsi, a far parte della classe dirigente, con sapiente valutazione delle proprie capacità e delle possibilità oggettive di impegno”.

Claudio Ronchi

 

■ La crisi della stampa cattolica.

La crisi dell’editoria colpisce anche la stampa cattolica, locale e nazionale. Chi non conosce, nel mondo cattolico, il Messaggero di Sant’Antonio? Anche a La Maddalena, via posta, ne arrivano parecchie copie. Ebbene, nei giorni scorsi, i giornalisti del Messaggero di Sant’Antonio sono stati colpiti, senza preavviso, dalla notizia del licenziamento collettivo di tutta la redazione. È appena il caso di ricordare che alla fine del 2017 hanno chiuso il periodico diocesano Gallura e Anglona e il settimanale d’ispirazione cristiana, Il Vento. “Siamo consapevoli della gravissima crisi del comparto dell’editoria in Italia, che sta segnando pesantemente anche la stampa cattolica”, ha scritto la FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). “Registriamo così l’ennesima esperienza di depauperamento delle professionalità legate al mondo dell’informazione religiosa, dopo le chiusure e i licenziamenti che hanno coinvolto, negli ultimi tempi, anche settimanali cattolici, in tutto il Paese”.

Claudio Ronchi

 

180° Anniversario della morte di des Geneys.

Il 3 gennaio 2019 è il 180 anniversario della morte dell’Ammiraglio Giorgio Andrea des Geneys, che fu comandante a La Maddalena ed ammiraglio a Cagliari responsabile della marina Sardapiemontese. Per l’'interesse e l’affetto che aveva per l’isola della Maddalena, si fece carico di una parte delle spese per la costruzione della nostra chiesa, donando il materiale per la costruzione dell’ altare ed altro compresa la cappella di San Giorgio dedicata al suo Santo Patrono. La targa marmorea, sulla facciata della chiesa, ci ricorda questi avvenimenti e l'impegno della popolazione per la costruzione della casa del Signore. Lasciò alla chiesa un lascito in beni materiali perché si celebrasse ogni anno, nella cappella di san Giorgio, una messa in suffragio della famiglia. Il nostro vuole essere anche un caro ricordo di tutti coloro che hanno contribuito a mantenere questo sacro edificio per la venerazione della nostra Patrona Santa Maria Maddalena e per l'incontro con il Signore nella liturgia.

                                        A.Remigio Pengo

 

■ Messe di Natale, Novena e informazione a Radio Arcipelago

Radio Arcipelago trasmetterà (guasti permettendo), a partire dalle ore 23:30, la Messa di Mezzanotte di Natale, che sarà celebrata nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la Messa di Mezzanotte a Moneta. Nel giorno di Natale le Messe saranno trasmesse alle 9:00 da Moneta; alle 11:00 e alle 18:00 da Santa Maria Maddalena. Da domenica 16 dicembre Radio Arcipelago trasmette la Novena di Natale, a partire dalle ore 17:15 in italiano dalla chiesa di Moneta e a partire dalle ore 18:30 in latino da Santa Maria Maddalena. Nei giorni feriali la radio trasmette le Messe alle 8:30 da Santa Maria Maddalena e alle 17:30 da Moneta. Il sabato e prefestivi alle 16:15 da Moneta e alle 18:00 da Santa Maria Maddalena. La domenica e festivi alle 9:00 da Moneta; alle 11:00 e alle 18:00 da Santa Maria Maddalena. L'informazione a Radio Arcipelago inizia alle ore 9:15 al mattino e alle 19:00 nel pomeriggio.

 

Condoglianze ai familiari di Agostino Cossu ed Elena Ferraro ved. Porcheddu che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Domenica 23 dicembre. IV domenica di Avvento. Giornata del Seminario

Ore 16.00 Novena di Natale. Benedizione dei Bambinelli

2. Lunedì 24 dicembre ore 9.00 S. Messa

Confessioni: 9.30 – 11.30, 15.30 – 18.00

  • ore 16.00 ultimo giorno della Novena di Natale.

Ore 23.30 Veglia di Natale e S. Messa interparrocchiale del Natale del Signore nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

2. Martedì 25 dicembre Natale del Signore - Sante Messe come ogni domenica.

3. Mercoledì 26 dicembre. Festa di Santo Stefano Ore 17.30 – Santa Messa

4. Lunedì 31 dicembre ore 18.00 – la S. Messa interparrocchiale e Te Deum della fine dell’anno nella chiesa di S. Maria Maddalena. Non ci sarà la S. Messa a Moneta.

5. Martedì 1 gennaio 2019 Solennità di Maria Madre di Dio. Giornata della pace. Le Sante Messe come ogni domenica.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1.Domenica 23 dicembre IV Domenica di Avvento.

Giornata del Seminario.

2. Lunedì 24 dicembre ore 8.30 S. Messa

Confessioni 9.30 – 12.00; 16.00 – 19.00.

Ore 17.30 in parrocchia: Novena di Natale (ultimo giorno)

Ore 18.00: S. Messa della vigilia.

Ore 23.30: Veglia di Natale (Ufficio delle Letture) e Messa interparrocchiale della notte.

3. Martedì 25 dicembre Natale del Signore. Le Messe come la domenica. Alla fine della Messa: bacio del Bambinello. Ore 17.00 S. Messa presso la sala Sacra Famiglia (Crocetta).

4. Mercoledì 26 dicembre, fra l’ottava di Natale Festa di santo Stefano, primo martire.

Le S. Messe alle ore 8.30, 11.00 e 18.00.

5. Giovedì 27 dicembre, fra l’ottava di Natale. Festa di san Giovanni, apostolo ed evangelista.

6. Venerdì 28 dicembre, fra l’ottava di Natale. Festa dei santi Innocenti, martiri

7. Domenica 30 dicembre, Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Ore 17.00 presso la sala Sacra Famiglia (Crocetta): Santa Messa nella festa patronale.

8. Lunedì 31 dicembre, Ore 18.00: S. Messa interparrocchiale di fine anno e Te Deum di ringraziamento.

Ore 22.00 - 23.30 veglia di preghiera per il passaggio dell’anno.

9. Martedì 1 Gennaio 2019, ottava di Natale. Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Le S.Messe come la Domenica. Giornata della Pace.

 

 locandina laMaddalena

 

 

M A G I S T E R O

 VIVENDO COL SIGNORE, IL NOSTRO CUORE SARÀ SEMPRE NELLA VERA GIOIA

 In questa terza domenica di Avvento la liturgia ci invita alla gioia. Sentite bene: alla gioia. Il profeta Sofonia si rivolge con queste parole alla piccola porzione del popolo di Israele: «Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!» (3,14). Gridare di gioia, esultare, rallegrarsi: questo è l’invito di questa domenica. Gli abitanti della città santa sono chiamati a gioire perché il Signore ha revocato la sua condanna. Dio ha perdonato, non ha voluto punire! Di conseguenza per il popolo non c’è più motivo di tristezza, non c’è più motivo di sconforto, ma tutto porta a una gratitudine gioiosa verso Dio, che vuole sempre riscattare e salvare coloro che ama. E l’amore del Signore per il suo popolo è incessante, paragonabile alla tenerezza del padre per i figli, dello sposo per la sposa, come dice ancora Sofonia: «Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia».

Questo appello del profeta è particolarmente appropriato nel tempo in cui ci prepariamo al Natale, perché si applica a Gesù, l’Emmanuele, il Dio-con-noi: la sua presenza è la sorgente della gioia. Infatti Sofonia proclama: «Re d’Israele è il Signore in mezzo a te»; e poco dopo ripete: «Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente». Questo messaggio trova il suo pieno significato nel momento dell’annunciazione a Maria. Le parole rivolte dall’angelo Gabriele alla Vergine sono come un’eco di quelle del profeta. Cosa dice l’arcangelo Gabriele? «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28). In un borgo sperduto della Galilea, nel cuore di una giovane donna ignota al mondo, Dio accende la scintilla della felicità per il mondo intero. E oggi lo stesso annuncio è rivolto alla Chiesa, chiamata ad accogliere il Vangelo perché diventi carne, vita concreta. Dice alla Chiesa, a tutti noi: “Rallegrati, piccola comunità cristiana, povera e umile ma bella ai miei occhi perché desideri ardentemente il mio Regno, hai fame e sete di giustizia, tessi con pazienza trame di pace, non insegui i potenti di turno ma rimani fedelmente accanto ai poveri. E così non hai paura di nulla ma il tuo cuore è nella gioia”. Se noi viviamo così, alla presenza del Signore, il nostro cuore sempre sarà nella gioia. La gioia “di alto livello”, quando c’è, piena, e la gioia umile di tutti i giorni, cioè la pace. La pace è la gioia più piccola, ma è gioia.

Anche san Paolo oggi ci esorta a non angustiarci, a non disperare per nulla, ma in ogni circostanza far presenti a Dio le nostre richieste, le nostre necessità, le nostre preoccupazioni «con preghiere e suppliche» (Fil 4,6). La consapevolezza che nelle difficoltà possiamo sempre rivolgerci al Signore, e che Egli non respinge mai le nostre invocazioni, è un grande motivo di gioia. Nessuna preoccupazione, nessuna paura riuscirà mai a toglierci la serenità che viene non da cose umane, dalle consolazioni umane, no, la serenità che viene da Dio, dal sapere che Dio guida amorevolmente la nostra vita, e lo fa sempre. Anche in mezzo ai problemi e alle sofferenze, questa certezza alimenta la speranza e il coraggio.

Ma per accogliere l’invito del Signore alla gioia, occorre essere persone disposte a mettersi in discussione. Cosa significa questo? Proprio come coloro che, dopo aver ascoltato la predicazione di Giovanni il Battista, gli chiedono: tu predichi così, e noi, «che cosa dobbiamo fare?» (Lc 3,10). Io cosa devo fare? Questa domanda è il primo passo per la conversione che siamo invitati a compiere in questo tempo di Avvento. Ognuno di noi si domandi: cosa devo fare? Una cosa piccolina, ma “cosa devo fare?”. E la Vergine Maria, che è nostra madre, ci aiuti ad aprire il nostro cuore al Dio-che-viene, perché Egli inondi di gioia tutta la nostra vita..

(ANGELUS - Domenica 16/12/2018)

 

SAN GIUSEPPE PUÒ ESSERE UN RIFERIMENTO PER OGNI CRISTIANO

 

In Matteo (1, 18-24) Giuseppe è presentato come un uomo “giusto”, un osservante della legge, un lavoratore, umile, innamorato di Maria. Di fatto, un uomo normale che si trova improvvisamente a dover affrontare una cosa che non capisce. Nel momento in cui egli, per amore di Maria, decide di farsi da parte di nascosto, ecco che Dio gli rivela la sua missione: “La tua missione sarà questa: coprire, accompagnare, far crescere”. E lui dice di sì. E lo fa in silenzio.

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo”. Senza parlare.

E Giuseppe abbracciò così, nel silenzio, il suo ruolo di genitore che aiuta a crescere: Cercò un posto perché il figlio nascesse; lo curò; lo aiutò a crescere; gli insegnò il lavoro: tante cose... In silenzio. E proprio il lascia crescere, sarebbe la parola che ci aiuterebbe tanto, a noi che per natura sempre vogliamo mettere il naso in tutto, soprattutto nella vita altrui. Dal vangelo del giorno emerge, poi, la seconda caratteristica di Giuseppe, l’uomo dei sogni , ma non era un sognatore, eh? Non era un fantasioso. La differenza è sostanziale: un sognatore è un’altra cosa: è quello che crede... va... sta sull’aria, e non ha i piedi sulla terra. Giuseppe, invece, aveva i piedi sulla terra. Ma era aperto, e lasciò che la parola di Dio si avverasse lì, in sogno, nella sua libertà, nel suo cuore aperto. Capì, e portò avanti quel sogno. Senza fantasia: il sogno “reale”, perché lui non era sognatore: era uomo concreto.

Non si deve perdere la capacità di sognare il futuro. Ognuno deve sognare come sognano i giovani, che sono “spudorati” nel sognare, e lì trovano una strada. Non perdere la capacità di sognare, perché sognare è aprire le porte al futuro. Essere fecondi nel futuro.

Proprio san Giuseppe può essere un riferimento per ogni cristiano. Portiamo con noi oggi questa figura di san Giuseppe: l’uomo che accompagna nel silenzio e l’uomo che sa sognare nel modo giusto. (Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Martedì, 18 Dicembre 2018) 

 

CATECHESI –

Natale: le sorprese che piacciono a Dio

 

2512 aaTra sei giorni sarà Natale. Gli alberi, gli addobbi e le luci ovunque ricordano che anche quest’anno sarà festa. La macchina pubblicitaria invita a scambiarsi regali sempre nuovi per farsi sorprese. Ma mi domando: è questa la festa che piace a Dio? Quale Natale vorrebbe Lui, quali regali, quali sorprese?

Guardiamo al primo Natale della storia per scoprire i gusti di Dio. Quel primo Natale della Storia fu pieno di sorprese. Si comincia con Maria, che era promessa sposa di Giuseppe: arriva l’angelo e le cambia la vita. Da vergine sarà madre. Si prosegue con Giuseppe, chiamato a essere padre di un figlio senza generarlo. Un figlio che – colpo di scena – arriva nel momento meno indicato, cioè quando Maria e Giuseppe erano sposi promessi e secondo la Legge non potevano coabitare. Di fronte allo scandalo, il buon senso del tempo invitava Giuseppe a ripudiare Maria e salvare il suo buon nome, ma lui, che pur ne aveva diritto, sorprende: per non danneggiare Maria pensa di congedarla in segreto, a costo di perdere la propria reputazione. Poi un’altra sorpresa: Dio in sogno gli cambia i piani e gli chiede di prendere con sé Maria. Nato Gesù, quando aveva i suoi progetti per la famiglia, ancora in sogno gli vien detto di alzarsi e andare in Egitto. Insomma, il Natale porta cambi di vita inaspettati. E se noi vogliamo vivere il Natale, dobbiamo aprire il cuore ed essere disposti alle sorprese, cioè a un cambio di vita inaspettato.

Ma è nella notte di Natale che arriva la sorpresa più grande: l’Altissimo è un piccolo bimbo. Ad accogliere il Salvatore non ci sono le autorità del tempo o del posto o gli ambasciatori: no; sono dei semplici pastori che, sorpresi dagli angeli mentre lavoravano di notte, accorrono senza indugio. Chi se lo sarebbe aspettato? Natale è celebrare un Dio inedito, che ribalta le nostre logiche e le nostre attese.

Fare Natale è fare come Gesù, venuto per noi bisognosi, e scendere verso chi ha bisogno di noi. È fare come Maria: fidarsi, docili a Dio, anche senza capire cosa Egli farà. Fare Natale è fare come Giuseppe: alzarsi per realizzare ciò che Dio vuole, anche se non è secondo i nostri piani. San Giuseppe è sorprendente: nel Vangelo non parla mai: non c’è una parola, di Giuseppe, nel Vangelo; e il Signore gli parla nel silenzio, gli parla proprio nel sonno. Natale è preferire la voce silenziosa di Dio ai frastuoni del consumismo. Se sapremo stare in silenzio davanti al presepe, Natale sarà anche per noi una sorpresa, non una cosa già vista. Stare in silenzio davanti al presepe: questo è l’invito, per Natale. Prenditi un po’ di tempo, vai davanti al presepe e stai in silenzio. E sentirai, vedrai la sorpresa.

Purtroppo, però, si può sbagliare festa, e preferire alle novità del Cielo le solite cose della terra. Se Natale rimane solo una bella festa tradizionale, dove al centro ci siamo noi e non Lui, sarà un’occasione persa. Per favore, non mondanizziamo il Natale! Non mettiamo da parte il Festeggiato, come allora, quando «venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto». Fin dal primo Vangelo dell’Avvento il Signore ci ha messo in guardia, chiedendo di non appesantirci in «dissipazioni» e «affanni della vita» (Lc 21,34). In questi giorni si corre, forse come mai durante l’anno. Ma così si fa l’opposto di quel che Gesù vuole. Diamo la colpa alle tante cose che riempiono le giornate, al mondo che va veloce. Eppure Gesù non ha incolpato il mondo, ha chiesto a noi di non farci trascinare, di vegliare in ogni momento pregando.

Ecco, sarà Natale se, come Giuseppe, daremo spazio al silenzio; se, come Maria, diremo “eccomi” a Dio; se, come Gesù, saremo vicini a chi è solo; se, come i pastori, usciremo dai nostri recinti per stare con Gesù. Sarà Natale, se troveremo la luce nella povera grotta di Betlemme. Non sarà Natale se cercheremo i bagliori luccicanti del mondo, se ci riempiremo di regali, pranzi e cene ma non aiuteremo almeno un povero, che assomiglia a Dio, perché a Natale Dio è venuto povero. Cari fratelli e sorelle, vi auguro buon Natale, un Natale ricco delle sorprese di Gesù!

(Udienza Generale - Mercoledì 19/12/2018) a cura di A. Panzera

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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