Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

n° 31 Sabato  11 Agosto 2018

 

EDITORIALE

 Benvenuto Presidente!

MATTARELLA-11082018Venerdì mattina, dieci agosto, il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è giunto a La Maddalena, per alcuni giorni di riposo e sarà ospite in Ammiragliato. Noi siamo molto contenti che abbia scelto la nostra isola per le sue vacanze. È un grande onore per noi. Gli auguriamo che possa trascorrere giorni tranquilli di sollievo per il corpo e per lo spirito, così che ritemprate le forze, continui con rinnovato vigore la sua importante e delicata missione di garante della nostra democrazia. Da buon cattolico come lo conosciamo, pensiamo di vederlo alla Messa o nella chiesa militare o in una delle chiese della Città. Faremo attenzione a non essere invadenti, non vogliamo disturbare il suo tempo di riposo.

 

 

 

 

  

 ■ La scuola cattolica un segno di libertà.

A La Maddalena abbiamo una scuola cattolica da più di 110 anni, è la scuola materna e quella elementare dell’Istituto San Vincenzo, gestita dalle suore Figlie della Carità. Nella nostra diocesi di Tempio-Ampurias sono solo due le scuole paritarie cattoliche, quella di La Maddalena e quella di Olbia, tenute entrambe dalle Figlie della Carità. Sono un bel segno della libertà educativa. I genitori sono i titolari della educazione dei loro figli. Ed è bello che sia dato loro la possibilità di fare una scelta. Questa possibilità a La Maddalena è assicurata. Lo è anche in altre nazioni europee ma con la differenza che quei Governi sostengono le scuole paritarie riconoscendo il servizio pubblico che esse svolgono mentre i Governi italiani sostengono sempre meno le scuole paritarie costringendo molte a chiudere con la conseguenza di abolire una libertà di scelta da parte di genitori e che è una ricchezza per la nostra comunità. C’è un’altra conseguenza: quando chiude una scuola paritaria lo Stato verrà a pagare per ogni bambino tre volte di più.

 

 RAGGI DI SOLE

 BENEVOLENZA

BENEVOLENZA-11082018 Padre e figlio erano seduti accanto in chiesa.

Ad un tratto, il bambino toccò il padre e ridacchiò: «Papà, guarda quell’uomo! Sta dormendo!».

Il padre guardò il figlio con molta serietà e rispose: «Sarebbe meglio se dormissi anche tu. Piuttosto che sparlare degli altri».

Alcuni anziani si recarono in visita da Abba Poemen e chiesero: «Secondo te, quando in chiesa sorprendiamo i nostri fratelli a sonnecchiare, è opportuno pizzicarli per farli svegliare?». L’anziano rispose: «Se vedessi un fratello sonnecchiare, gli appoggerei la testa sulle mie ginocchia e lo lascerei riposare».

Dobbiamo tutti riscoprire che cosa significa «indulgenza».

La compassione è il balsamo della misericordia, il miele dell’amore.

Don Paolo Piras

 

 

 

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 Istituto San Vincenzo

INGRESSO-SAN-VINCNZO-2018Nella giornata di domenica la Chiesa da' il suo sostegno alle scuole paritarie cattoliche. A La Maddalena esiste da oltre Cento anni l'Istituto San Vincenzo. L'Istituto San Vincenzo accoglie bambini in età di scuola dell'infanzia e scuola primaria.

Le attività che si svolgono da Settembre a Giugno si propongono di offrire a tutti i bambini una valida formazione didattica ed educativa.

Nel piano dell'offerta formativa si specifica che la nostra scuola è ben inserita nel contesto sociale della nostra comunità. Le insegnanti sono sempre ben disposte a far partecipare i bambini a varie attività sportive culturali e religiose proposte dalle varie associazioni ed enti presenti a La Maddalena.

La nostra scuola, collabora spesso con il Parco Nazionale e con il Comune. Nell'ultimo anno, la scuola ha partecipato a diversi eventi proposti dal Comune, è stato realizzato un libro nell'ambito dei festeggiamenti per i 250 anni dell'Isola di La Maddalena con disegni itineranti e un semplice racconto sulla nostra Isola.

Nella nostra scuola si dà importanza alle attività teatrali e di canto, quali mezzi attraverso i quali far scoprire al bambino le proprie doti. Durante l'ultimo anno abbiamo realizzato con i bambini della Scuola Primaria il musical "Sister Act a La Maddalena" con canti in lingua inglese e dialoghi scritti dalle insegnanti.

Altre Tradizioni che vengono tuttora rispettate e seguite nella nostra scuola sono: la castagnata per il giorno dei defunti con la realizzazione di dolci collane di castagne, caldarroste e racconti che riguardano le tradizioni di questo periodo.

Le scuole paritarie sono nelle città in cui sono insite un valore aggiunto donato alla comunità.

Pur tra mille difficoltà il lavoro delle insegnanti e delle suore continua anche in questi anni che sono dal punto di vista economico molto difficili.

La scuola cattolica è nata per porsi al servizio di tutti e deve continuare ad esercitare il suo servizio come testimonianza dell’impegno di tutta la comunità ecclesiale nella realizzazione del quotidiano compito educativo e della costante attenzione ai più deboli. In tale direzione non può essere dimenticato il prezioso contributo offerto anche dalla formazione professionale di ispirazione cristiana, che fa parte a pieno titolo del settore.

Le dimensioni del sistema di scuola cattolica, che coinvolge in Italia poco meno di un milione di alunni, non possono far parlare di un’esperienza accessoria o marginale. Ma al di là degli aspetti quantitativi, è la possibilità stessa di frequentare una scuola nata per la libera iniziativa di fedeli laici o consacrati a testimoniare uno spazio di libertà che è fondamentale in ambito educativo, perché è noto che non si può educare se non nella libertà e al fine di promuovere la libertà, cioè la crescita personale.

Le Suore e le Insegnanti dell’Istituto San Vincenzo

 

Radio Arcipelago riprende le trasmissioni.

Da giovedì 9 agosto sono riprese le trasmissioni di Radio Arcipelago, in particolare la santa Messa sia dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena alle 8.30 del mattino e alle 19.00 sabato e domenica come dalla parrocchia dell’Agonia alle 18,30 da martedì a venerdì. Erano sospese da alcun i giorni a causa di un guasto al trasmettitore. Ora il danno è stato riparato e le trasmissioni hanno ripreso regolarmente. Molti malati ed anziani seguono alla TV la Messa, il rosario, l’adorazione. Ma c’è chi preferisce seguire a Radio Arcipelago la Messa celebrata nella propria chiesa parrocchiale, ascoltare l’omelia del proprio parroco o del sacerdote che conoscono, ascoltare i canti per lui familiari magari eseguiti dal coro di cui una volta faceva parte, seguire le letture e le preghiere riconoscendo le voci di amici e conoscenti. Indubbiamente un bel servizio per il quale è giusto essere riconoscenti.

 

■ Preparazione al Sinodo dei giovani:

SINODO-GIOVANI-2018Papa Francesco ha dato appuntamento l’11 agosto a tutti i giovani italiani alle ore 18,30 presso il Circo Massimo a Roma per un incontro di preghiera per l’imminente sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani e che ha come titolo: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e che si terrà a Roma dal 3 al 28 ottobre 2018. Il Papa ha voluto questo incontro con le persone verso le quali tutta la Chiesa mondiale dedica la propria attenzione e riflessione in questo momento storico. L’incontro con i giovani si concluderà il 12 agosto con la Messa in Piazza San Pietro e con l’Angelus domenicale. Ricordiamo inoltre che il Papa incontrerà i giovani del mondo nel gennaio 2019 per la Giornata Mondiale della Gioventù in Panama, alla quale molti si stanno preparando.

 

■ Nel 50° dell’Humanae vitae

PAPA-PAOLO-VI-11082018Alla fine di luglio ricorreva il 50° anniversario dell’enciclica di Paolo VI l’Humanae vitae. Una enciclica sulla morale coniugale, affidata al Papa dal Concilio Vaticano II, alla quale il papa ha dedicato tanta riflessione per circa quattro anni, per la quale ha consultato tanti esperti, sulla quale ha tanto pregato e dopo la sua pubblicazione fu tanto discussa. L’enciclica è la presentazione positiva della moralità coniugale in ordine alla sua missione d’amore e di fecondità Fu una enciclica profetica. Presentandola al popolo cristiano il Papa Paolo VI, che sarà proclamato santo il prossimo ottobre, esprimeva una speranza: “saranno gli sposi cristiani a comprendere come la nostra parola, per severa ed ardua che possa sembrare, vuole essere interprete dell’autenticità del loro amore, chiamato a trasfigurare se stesso nell’imitazione di quello di Cristo per la sua mistica sposa la Chiesa”.

 

 

■ La pena di morte è inammissibile

Il Papa cambia il testo del catechismo della Chiesa cattolica. Non si escludeva in precedenza il ricorso alla pena di morte, quando questo fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona umana non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre sono stati mesi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma allo stesso tempo non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo.

 

Il Papa ai chierichetti

Martedì 31 luglio il papa ha incontrato decine di migliaia di chierichetti di tutta l’Europa, convenuti a Roma per il pellegrinaggio dei Ministranti. Una iniziativa nata in Germania i tempi della Guerra Fredda per lanciare un segnale di pace tra i Paesi di una Europa allora spaccata in due e che ancora oggi prosegue. Di pace ha parlato Papa Francesco ai ministranti. La pace si può cercare e perseguire in tanti modi. Ma certamente per un bambino, può sembrare una missione impossibile. La realtà però è diversa perché la ricerca della pace “comincia dalle piccole cose” e comincia impegnandosi per il prossimo; “e non importa se sia amico o sconosciuto, connazionale o straniero” perché “non possiamo credere in Dio e pensare di essere figli unici!” Anche il papa san Giovanni Paolo II diceva: “Il ministrante occupa un posto privilegiato nelle celebrazioni liturgiche. Siete servitori di Gesù Cristo, dell’eterno Sommo Sacerdote. Voi ministranti siete chiamati ad essere amici di Gesù. Il vostro servizio non può limitarsi all’interno di una chiesa. Esso deve irradiarsi nella vita di ogni giorno: nella scuola, nella famiglia e nei diversi ambiti della società. Poiché chi vuole servire Gesù Cristo all’interno di una chiesa deve essere suo testimone dappertutto”.

 

Condoglianze ai familiari di Antonio Deiana, Paolina Pudda ved. Cubeddu ed Ettore Giannotti che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 

1. Domenica 12 agosto – giornata per l’Istituto San Vincenzo di La Maddalena.

 2. Mercoledì 15 agosto – solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo. Le Sante Messe come ogni domenica.

  

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 12 agosto

*Giornata di sostegno alla Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo.

 2) Lunedì 13 agosto

* Ore 19,30: conferenza di don Stanzione su : San Pio da Pietrelcina e l’aldilà.

 3) Mercoledì 15 agosto

* Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

* Pellegrinaggio nel pomeriggio all’isola di Santa Maria dove si celebrerà la santa Messa alle ore 18.30 presso la cappella della Madonna Assunta. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel. 3491534378) o in sacrestia entro sabato 11 agosto.

  4) Dal 24 settembre al 6 ottobre pellegrinaggio a Lourdes, Fatima e Santiago de Compostela.

Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano (tel.3403596991).

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Santa Maria Maddalena

Ore 8.30 Bambino Gesù (Due Strade).

  • ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule).

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 19.00 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 21.00 Santa Maria Maddalena.

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta.

Ore 18.30 Madonna Medaglia Miracolosa

Ore 19.00 Cappella Stella Maris Villaggio Piras (per i mesi di luglio e agosto).

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì, Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

CONFERENZA-SAN-PIO-2018

 

 

 

M A G I S T E R O

 

LA FEDE IN GESÙ CI PERMETTE DI COMPIERE LE OPERE DI DIO

EUCARESTIA-11082018 Nel vangelo di Gv 6,24-35 è la folla, sfamata da Gesù, che si mette nuovamente in cerca di Lui, va incontro a Gesù. Ma a Gesù non basta che la gente lo cerchi, vuole che la gente lo conosca; vuole che la ricerca di Lui e l’incontro con Lui vadano oltre la soddisfazione immediata delle necessità materiali. Gesù è venuto a portarci qualcosa di più, ad aprire la nostra esistenza a un orizzonte più ampio rispetto alle preoccupazioni quotidiane del nutrirsi, del vestirsi, della carriera, e così via. Perciò, rivolto alla folla, esclama: «Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati». Infatti, la moltiplicazione dei pani e dei pesci è segno del grande dono che il Padre ha fatto all’umanità e che è Gesù stesso! Egli, vero «pane della vita», vuole saziare non soltanto i corpi ma anche le anime, dando il cibo spirituale che può soddisfare la fame profonda. Per questo invita la folla a procurarsi non il cibo che non dura, ma quello che rimane per la vita eterna. Si tratta di un cibo che Gesù ci dona ogni giorno: la sua Parola, il suo Corpo, il suo Sangue. La folla ascolta l’invito del Signore, ma non ne comprende il senso – come capita tante volte anche a noi – e gli chiede: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gli ascoltatori di Gesù pensano che Egli chieda loro l’osservanza dei precetti per ottenere altri miracoli come quello della moltiplicazione dei pani. È una tentazione comune, questa, di ridurre la religione solo alla pratica delle leggi, proiettando sul nostro rapporto con Dio l’immagine del rapporto tra i servi e il loro padrone: i servi devono eseguire i compiti che il padrone ha assegnato, per avere la sua benevolenza. Questo lo sappiamo tutti. Perciò la folla vuole sapere da Gesù quali azioni deve fare per accontentare Dio. Ma Gesù dà una risposta inattesa: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Queste parole sono rivolte, oggi, anche a noi: l’opera di Dio non consiste tanto nel “fare” delle cose, ma nel “credere” in Colui che Egli ha mandato. Ciò significa che la fede in Gesù ci permette di compiere le opere di Dio. Se ci lasceremo coinvolgere in questo rapporto d’amore e di fiducia con Gesù, saremo capaci di compiere opere buone che profumano di Vangelo, per il bene e le necessità dei fratelli. Il Signore ci invita a non dimenticare che, se è necessario preoccuparci per il pane, ancora più importante è coltivare il rapporto con Lui, rafforzare la nostra fede in Lui che è il «pane della vita», venuto per saziare la nostra fame di verità, la nostra fame di giustizia, la nostra fame di amore. La Vergine Maria ci sostenga nel nostro cammino di fede e ci aiuti ad abbandonarci con gioia al disegno di Dio sulla nostra vita.

(Angelus - Domenica 05/08/2018)

 

I SANTI CHE CI INCORAGGIANO E CI ACCOMPAGNANO

 1. «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità.

2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

3. Nella Lettera agli Ebrei si menzionano diversi testimoni che ci incoraggiano a «[correre] con perseveranza nella corsa che ci sta davanti» (12,1). Lì si parla di Abramo, di Sara, di Mosè, di Gedeone e di altri ancora (cfr 11,1-12,3) e soprattutto siamo invitati a riconoscere che siamo «circondati da una moltitudine di testimoni» (12,1) che ci spronano a non fermarci lungo la strada, ci stimolano a continuare a camminare verso la meta. E tra di loro può esserci la nostra stessa madre, una nonna o altre persone vicine (cfr 2 Tm 1,5). Forse la loro vita non è stata sempre perfetta, però, anche in mezzo a imperfezioni e cadute, hanno continuato ad andare avanti e sono piaciute al Signore. …omissis…. (Dall’Esortazione Apostolica GAUDETE ED EXSULTATE di Papa Francesco sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo - 19/03/2018)

 

CATECHESI SUI COMANDAMENTI : «L’IDOLATRIA »

VITELLO-ORO-11082018Che cos’è il deserto? È un luogo dove regnano la precarietà e l’insicurezza - nel deserto non c’è nulla - dove mancano acqua, manca il cibo e manca il riparo. Il deserto è un’immagine della vita umana, la cui condizione è incerta e non possiede garanzie inviolabili. Questa insicurezza genera nell’uomo ansie primarie, che Gesù menziona nel Vangelo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?» (Mt 6,31). Sono le ansie primarie. E il deserto provoca queste ansie.

E in quel deserto accade qualcosa che innesca l’idolatria. «Mosè tardava a scendere dal monte» (Es 32,1). È rimasto lì 40 giorni e la gente si è spazientita. Manca il punto di riferimento che era Mosè: il leader, il capo, la guida rassicurante, e ciò diventa insostenibile. Allora il popolo chiede un dio visibile – questo è il tranello nel quale cade il popolo - per potersi identificare e orientare. E dicono ad Aronne: «Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa!», “Facci un capo, facci un leader”. La natura umana, per sfuggire alla precarietà – la precarietà è il deserto - cerca una religione “fai-da-te”: se Dio non si fa vedere, ci facciamo un dio su misura. «Davanti all’idolo non si rischia la possibilità di una chiamata che faccia uscire dalle proprie sicurezze, perché gli idoli “hanno bocca e non parlano” (Sal 115,5). Capiamo allora che l’idolo è un pretesto per porre se stessi al centro della realtà, nell’adorazione dell’opera delle proprie mani» (Enc. Lumen fidei, 13).

Aronne non sa opporsi alla richiesta della gente e crea un vitello d’oro. Il vitello aveva un senso duplice nel vicino oriente antico: da una parte rappresentava fecondità e abbondanza, e dall’altra energia e forza. Ma anzitutto è d’oro, perciò è simbolo di ricchezza, successo, potere e denaro. Questi sono i grandi idoli: successo, potere e denaro. Sono le tentazioni di sempre! Ecco che cos’è il vitello d’oro: il simbolo di tutti i desideri che danno l’illusione della libertà e invece schiavizzano, perché l’idolo sempre schiavizza. C’è il fascino e tu vai. Quel fascino del serpente, che guarda l’uccellino e l’uccellino rimane senza potersi muovere e il serpente lo prende. Aronne non ha saputo opporsi.

Ma tutto nasce dall’incapacità di confidare soprattutto in Dio, di riporre in Lui le nostre sicurezze, di lasciare che sia Lui a dare vera profondità ai desideri del nostro cuore. Questo permette di sostenere anche la debolezza, l’incertezza e la precarietà. Il riferimento a Dio ci fa forti nella debolezza, nell’incertezza e anche nella precarietà. Senza primato di Dio si cade facilmente nell’idolatria e ci si accontenta di misere rassicurazioni. Ma questa è una tentazione che noi leggiamo sempre nella Bibbia. E pensate bene questo: liberare il popolo dall’Egitto a Dio non è costato tanto lavoro; lo ha fatto con segni di potenza, di amore. Ma il grande lavoro di Dio è stato togliere l’Egitto dal cuore del popolo, cioè togliere l’idolatria dal cuore del popolo. E ancora Dio continua a lavorare per toglierla dai nostri cuori. Questo è il grande lavoro di Dio: togliere “quell’Egitto” che noi portiamo dentro, che è il fascino dell’idolatria.

Quando si accoglie il Dio di Gesù Cristo, che da ricco si è fatto povero per noi, si scopre allora che riconoscere la propria debolezza non è la disgrazia della vita umana, ma è la condizione per aprirsi a colui che è veramente forte. La libertà dell’uomo nasce dal lasciare che il vero Dio sia l’unico Signore. E questo permette di accettare la propria fragilità e rifiutare gli idoli del nostro cuore.

Noi cristiani volgiamo lo sguardo a Cristo crocifisso, che è debole, disprezzato e spogliato di ogni possesso. Ma in Lui si rivela il volto del Dio vero, la gloria dell’amore e non quella dell’inganno luccicante. La nostra guarigione viene da Colui che si è fatto povero, che ha accolto il fallimento, che ha preso fino in fondo la nostra precarietà per riempirla di amore e di forza. Lui viene a rivelarci la paternità di Dio; in Cristo la nostra fragilità non è più una maledizione, ma luogo di incontro con il Padre e sorgente di una nuova forza dall’alto.

(Udienza Generale - Mercoledì 08/08/2018) 

 

 
Copyright © 2018 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.