Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

n° 30 Sabato  4 Agosto 2018

 

EDITORIALE

SMILE-04082018 Carissimi,

non era nelle mie previsioni scrivere questo editoriale. Sono consapevole che nella mia vita, come in quella di miei confratelli, la parola “trasferimento” è una costante che un po’ spaventa e un po’ alleggerisce, in entrambi i casi va affrontata con spirito di obbedienza.Il Vescovo mi ha chiesto di rimanere “attaccato allo scoglio” e di continuare a servire il Signore semplicemente allargando le braccia per accogliere anche la Comunità di Santa Maria Maddalena.

In questi giorni più volte mi chiedo se riuscirò a sostenere il peso di questo gravoso impegno. Mi conforta avere come compagni di viaggio don Domenico, don Paolo e don Davide. Insieme godono della mia stima e del mio affetto incondizionato. Confido nella loro esperienza e carisma nei vari ambiti della pastorale. In questi anni abbiamo collaborato insieme. Il Vescovo ci ha chiesto una collaborazione più stretta……e così sarà.

Esprimo personale gratitudine a don Domenico per il suo prezioso operato nell’isola. Ricordo la sua accoglienza quando, quattordici anni fa, sono arrivato a Moneta.

È per me un padre ed un grande esempio di mitezza e bontà senza pari. Continuare ad averlo in parrocchia mi farà sentire al sicuro. Alle care Comunità di Santa Maria Maddalena e dell’Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo chiedo di aprire le braccia come sto facendo io. Sarà un abbraccio immenso che dovrà accogliere tutto e tutti.

Quando ho saputo della “tegola” che mi stava cadendo addosso mi è venuta in mente la citazione del filosofo Martin Buber: “Il mondo non è comprensibile ma abbracciabile”……

A voi tutti chiedo preghiera, aiuto e collaborazione.

Che il Signore benedica il nostro cammino insieme!

Con affetto don Andrea.

PS: ….e se qualche volta sbaglierò “…..mi CORRIGGERETE ”

 

 PASSAGGIO DI CONSEGNE NELLE PARROCCHIE

DON-DOMANSKY-2018Nel Bollettino della settimana scorsa don Davide ha fatto appena in tempo a pubblicare le nuove nomine del Vescovo e la lettera alla Comunità di La Maddalena comunicate poche ore prima. Non c’è stato il tempo di fare nessun commento. Le nuove nomine hanno riguardato diversi centri della Gallura e dell’Anglona ed hanno evidenziato la difficoltà del Vescovo che non ha un numero sufficiente di sacerdoti per coprire tutte le parrocchie. Il centro più interessato alle nuove nomine è stato La Maddalena, sia perché è uno dei centri più grossi della diocesi e sia perché riguardava le due parrocchie della Città. Tanto che il Vescovo ha pensato di inviare una lettera speciale alla comunità di La Maddalena per spiegare le motivazioni. La parrocchia di Santa Maria Maddalena dopo 20 anni ha un nuovo parroco, don Andrea Domanski, per il momento in qualità di Amministratore Parrocchiale, munito di tutte le facoltà e poteri di parroco, in attesa che il Vescovo nomini un nuovo parroco nella parrocchia dell’Agonia a Moneta. Don Domenico, è stato sollevato dalle responsabilità di parroco per raggiunti limiti di età, come si suol dire, va in pensione. Tuttavia il Vescovo, che ha bisogno di sacerdoti, lo ha pregato di rimanere a La Maddalena per dare una mano di aiuto. Cosa che don Domenico ha accettato volentieri, sperando di non condizionare, anche solo con la presenza, il nuovo parroco. Don Andrea è un sacerdote stimato e amato non solo nella sua parrocchia ma in tutta la città, conosce La Maddalena, perché è qui da quattordici anni, perciò porterà novità e continuità. Il parroco è al timone della barca ma ha bisogno dei collaboratori non solo di don Davide, di don Domenico e delle suore ma anche dei collaboratori laici e dei gruppi ecclesiali. I parrocchiani di Moneta saranno contenti e dispiaciuti. Contenti perché donano un bravo parroco alla parrocchia madre, dispiaciuti perché tra qualche anno non sarà più il loro parroco, ma intanto lo è ancora, e poi non andrà lontano. Intanto lascia a Moneta delle belle realtà create con l’aiuto dei parrocchiani: un bell’oratorio con impianti sportivi, una confraternita, una banda musicale, un gruppo teatrale, un bel piazzale con la Madonna dell’Arsenale e soprattutto un bel clima di famiglia in parrocchia. D’altra parte un po’ di rinnovamento fa bene a tutti. Questi sono ragionamenti umani, pure validi. Chi ha fede sa che Cristo è il grande timoniere della Chiesa, nel Vescovo vede il successore degli apostoli al quale presta rispetto e obbedienza e nel parroco vede non tanto l’uomo con i suoi pregi e limiti, ma vede soprattutto il ministro di Dio attraverso il quale il Signore continua a donare la sua verità e la sua vita, indipendentemente dalle qualità del sacerdote che certo facilitano l’opera di Dio. Il nuovo parroco che ora deve seguire due parrocchie ha bisogno di tante preghiere. Sosteniamolo! Le nuove nomine diverranno effettive tra due mesi circa.      

               D.D.

 


RAGGI DI SOLE

 LA “SCIENZA MASSIMA”

MONDO-04082018Quattro principi reali erano alla ricerca di una specializzazione in cui non avessero nessuno alla pari. Si dissero l'un l'altro: «Perlustriamo la terra e impariamo la scienza massima».

Così, dopo aver concordato un luogo per un appuntamento futuro, i quattro fratelli si mossero, ciascuno in una direzione diversa.

 Il tempo passò. Dopo un anno, un mese e un giorno, i quattro fratelli si incontrarono nel luogo stabilito e si chiesero l'un l'altro cosa avessero imparato. «Io ho imparato una scienza», disse il primo, «che mi rende possibile, anche se ho solo un pezzetto d'osso di un essere vivente, di creare subito la carne che lo ricopre». «Io», disse il secondo, «so come far crescere la pelle di quell'essere e anche il pelo, se quell'osso è ricoperto di carne». Il terzo disse: «Io sono capace di creare le membra, se ho la carne, la pelle e la pelliccia. «E io», concluse il quarto, «so come dar vita a quella creatura se la sua forma è completa di membra».

A questo punto, i quattro fratelli andarono nella giungla per trovare un pezzo d'osso che dimostrasse la loro specialità.

Non fu difficile. Fatti pochi passi, trovarono un osso e lo raccolsero. Non si chiesero a che razza di animale fosse appartenuto. Erano così presi dalla loro scienza che non ci pensarono neppure. Uno aggiunse carne all'osso, il secondo creò la pelle e il pelo, il terzo lo completò con membra adatte e il quarto diede vita ad ... un leone.

Scuotendo la folta criniera, la belva si levò con fauci minacciose, denti aguzzi e mascelle spietate e balzò sui suoi creatori, sbranandoli.

L'uomo ha dimostrato di possedere un enorme potere creativo. Ma questo potere contiene il potenziale dell'autodistruzione. Vasti e nuovi complessi industriali permettono all'uomo di produrre in un'ora ciò per cui, nel passato, doveva faticare anni e anni, ma le stesse industrie hanno alterato l'equilibrio ecologico e attraverso l'aria, il rumore e l'inquinamento hanno contaminato il suo ambiente. Egli viaggia in macchina, guarda la televisione, decide con il computer, ma ha perduto la capacità di dominare gli strumenti che usa. Ha una enorme abbondanza di comodità materiali, ma brancola in cerca di direzione e chiede significati e obiettivi. Sa benissimo che se sbaglia le scelte, la sua scienza può distruggerlo. Nello stesso tempo sente che ha messo in moto qualcosa che gli sfugge. E se non riesce a dominarlo, sarà solo colpa sua.

C’è forse anche oggi chi sogna di ricostruire la “torre di Babele” (di biblica memoria) così alta da toccare il cielo. Ma c’è il rischio di rimanere sepolti sotto le macerie di un’impresa impossibile, destinata a fallire perché poggiata sulle fragili fondamenta dell’orgoglio umano e della superbia. Invece a noi è affidato il compito di collaborare all’opera creatrice di Dio con umiltà, senza vanagloria, usando con prudenza gli strumenti a disposizione e seguendo fedelmente le istruzioni ricevute dal Divino costruttore del cielo e della terra.

                                       Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 La gita-pellegrinaggio a Razzoli e Budelli.

FARO-RAZZOLI-2018Qualcuno ha rinunciato a partecipare a questo pellegrinaggio dicendo: tanto ci sono già stato e ho già visto queste isole.

 Anche se ormai le conosciamo bene non ci si può stancare di ammirare cotanta bellezza naturale! E poi un pellegrinaggio è il simbolo della Chiesa in cammino e consiste nel recarsi collettivamente verso un luogo di culto o compiere uno speciale atto di devozione. Come ci dice sempre don Domenico ci rechiamo nella cattedrale del creato, dove veramente la bellezza della creazione è insuperabile! Anche questa volta eravamo quasi 100 persone, con noi sempre i ragazzi dell'associazione "Nemo", un gruppo proveniente da Badesi, altri da Olbia e da Arzachena. Ma non eravamo solo noi sardi, con noi anche tanti turisti provenienti da ogni parte d'Italia.

C'era una coppia di sposi che, benché giovanissimi, hanno già quattro figli e stanno facendo un cammino neo-catecumenale a Torino, dove risiedono. Era presente anche un sacerdote della Nuova Guinea, un sacerdote polacco don Riccardo, nonché Docia la sorella di don Andrea Domanski, polacca anche lei naturalmente e queste sono state le parole di don Domenico Degortes nella sua omelia: “É bello che noi siamo qua, tra le meraviglie del creato, provenienti da tante località, ma tutti ci sentiamo a casa! Quando celebriamo la messa siamo una sola famiglia, la famiglia di Dio, questo ci chiede il Signore, che ci vuole unire sempre di più. Davanti a questa meraviglia non possiamo non lodare Dio: o Signore ti ringraziamo perchè dalle opere conosciamo l'autore della vita!”. MESSA-RAZZOLI-04082018Anche se non seduti comodamente sui banchi ma in piedi tra le rocce, dove l'altare era un tavolino, abbiamo partecipato all'Eucarestia con devozione davanti a quella splendida cornice. Abbiamo anche potuto godere delle acque cristalline della spiaggia del Cavaliere che, essendo poco profonde hanno permesso ai bambini e ragazzi di divertirsi alla grande.

Girando lo sguardo attorno si capisce perchè quel luogo si chiama "Porto della Madonna": come dice Mario Boccone nella sua poesia " cussì è nata l'isula", Dio deve aver gettato lì diamanti e smeraldi e poi ha chiesto alla Madonna il suo manto per ricoprire il tutto! Come sempre non posso che ringraziare don Domenico per la sua presenza e il suo interessamento verso i pellegrini, Pier Luigi Aversano che riesce sempre a coordinare il tutto, al comandante della barca "Orient Express" e al suo equipaggio per la gentilezza che ogni volta hanno verso tutti noi.

 Grazie ai ragazzi di bordo che nonostante le difficoltà dell'attracco, se la cavano molto bene e al cuoco di bordo che ci fa assaporare sempre un pranzo succulento!

                         Maria Vitiello

 

■ Radio Arcipelago riprende le trasmissioni della Messa e poi tace.

Da poco più di una settimana Radio Arcipelago aveva ripreso a trasmettere, dalla chiesa di Santa Maria Maddalena, la Messa delle 8.30 nei giorni feriali e quella delle 19.00 la domenica. Dalla parrocchia dell’Agonia a Moneta la Messa si trasmetteva regolarmente tutti i giorni alle 18,30. Nella parrocchia invece di Santa Maria Maddalena le trasmissioni delle Messe erano interrotte dal febbraio scorso, da quando era caduto il fulmine che aveva danneggiato tanti impianti della parrocchia: la radio, l’impianto elettrico delle campane, la sonorizzazione all’interno della chiesa, il telefono, l’allarme del museo, causando gravi danni. Ultimamente è stata sostituita la scheda, che da sola è costata mille euro, il tecnico l’ha registrata e tutto funzionava bene. Ascoltare la Messa a Radio Arcipelago è un grande conforto per i malati e gli anziani che non possono venire in chiesa, ma è anche un modo di partecipare alla vita della comunità parrocchiale. Indubbiamente quel fulmine ha causato tanti danni. Solo riparare l’impianto delle campane è costato circa sei mila euro, la sonorizzazione interna circa tre mila, complessivamente ci son voluti circa 15 mila euro per riparare tutti i danni. La cassa della parrocchia che si alimenta quasi esclusivamente con le offerte dei fedeli è rimasta pressoché al verde. Ma ecco che dopo pochi giorni Radio Arcipelago accusa un guasto al trasmettitore per cui è muta del tutto. Speriamo che i tecnici non siano andati in ferie e che la riparazione non sia molto costosa. Confidiamo sempre nelle offerte dei fedeli e nella maggiore affluenza dei mesi estivi.

 

■ Informa Caritas. È stato pubblicato il bando sia per la concessione di sussidi per l’abbattimento dei costi di servizi, come le bollette della luce e dell’acqua, sia per lo svolgimento di servizi civici comunali. I moduli si possono scaricare dal sito istituzionale, per informazioni contattare i referenti degli uffici Servizi sociali o Ufficio relazioni con il pubblico. Le domande vanno protocollate entro le 12 del 23 agosto.

 

Condoglianze ai familiari di Michelino D’Agostino, Giuseppe Monni, Anna Laura Volpe ved. Esposito e Luigia Battaglia ved. Addis, preghiamo anche per Suor Chiara Figus che fu Superiora all’Istituto San Vincenzo alcuni anni fa e per Andrea Pilotto, fratello di don Gianfranco, che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Lunedì 6 agosto

* Festa della trasfigurazione del Signore.

  2) Giovedì 9 agosto

* Festa di Santa Teresa Benedetta della Croce, vergine e martire, patrona d’Europa.

  3) Venerdì 10 Agosto

* Festa di San Lorenzo, diacono e martire.

 4) Sabato 11 agosto

* Ore 18.00: santa Messa in memoria di Santa Chiara presso l’Oasi San Francesco sulla panoramica. (Non ci sarà la Messa alla Trinita).

  5) Domenica 12 agosto

* Giornata di sostegno per la Scuola Cattolica dell’Istituto San Vincenzo di La Maddalena.

 6) Mercoledì 15 agosto

* Solennità dell’ Assunzione della Beata Vergine Maria.

* Pellegrinaggio nel pomeriggio all’isola di Santa Maria dove si celebrerà la santa Messa alle ore 18.30 presso la cappella della Madonna Assunta. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel. 3491534378) o in sacrestia entro sabato 11 agosto.

 7) Dal 24 settembre al 6 ottobre pellegrinaggio a Lourdes, Fatima e Santiago de Compostela. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano (tel.3403596991).

 

  

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Santa Maria Maddalena

Ore 8.30 Bambino Gesù (Due Strade).

  • ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule).

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena.

Ore 19.00 Madonna della Pace - Stagnali

Ore 21.00 Santa Maria Maddalena.

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.30 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta.

Ore 18.30 Madonna Medaglia Miracolosa

Ore 19.00 Cappella Stella Maris Villaggio Piras (per i mesi di luglio e agosto).

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì, Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 

M A G I S T E R O

 GESÙ CI COINVOLGE PERCHÈ LA FAME NEL MONDO VENGA SAZIATA

MOLTIPLICAZIONE-PANIIl Vangelo di Gv 6,1-15 presenta il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Vedendo la grande folla che lo aveva seguito nei pressi del lago di Tiberiade, Gesù si rivolge all’apostolo Filippo e domanda: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». I pochi denari che Gesù e gli apostoli possiedono, infatti, non bastano per sfamare quella moltitudine. Ed ecco che Andrea conduce da Gesù un ragazzo che mette a disposizione tutto quello che ha: cinque pani e due pesci; ma certo – dice Andrea – sono niente per quella folla. Bravo questo ragazzo! Coraggioso. Anche lui vedeva la folla, e vedeva i suoi cinque pani. Dice: “Io ho questo: se serve, sono a disposizione”. Questo ragazzo ci fa pensare… Quel coraggio… I giovani sono così, hanno coraggio. Dobbiamo aiutarli a portare avanti questo coraggio. Eppure Gesù ordina ai discepoli di far sedere la gente, poi prende quei pani e quei pesci, rende grazie al Padre e li distribuisce, e tutti possono avere cibo a sazietà. Tutti hanno mangiato quello che volevano.

La liturgia ci induce a non distogliere lo sguardo da quel Gesù che domenica scorsa, nel Vangelo di Marco, vedendo «una grande folla, ebbe compassione di loro» (6,34). Anche quel ragazzo dei cinque pani ha capito questa compassione, e dice: “Povera gente! Io ho questo…”. La compassione lo ha portato a offrire quello che aveva. Oggi infatti Giovanni ci mostra nuovamente Gesù attento ai bisogni primari delle persone. L’episodio scaturisce da un fatto concreto: la gente ha fame e Gesù coinvolge i suoi discepoli perché questa fame venga saziata. Questo è il fatto concreto. Alle folle, Gesù non si è limitato a donare questo – ha offerto la sua Parola, la sua consolazione, la sua salvezza, infine la sua vita –, ma certamente ha fatto anche questo: ha avuto cura del cibo per il corpo. E noi, suoi discepoli, non possiamo far finta di niente. Soltanto ascoltando le più semplici richieste della gente e ponendosi accanto alle loro concrete situazioni esistenziali si potrà essere ascoltati quando si parla di valori superiori.

L’amore di Dio per l’umanità affamata di pane, di libertà, di giustizia, di pace, e soprattutto della sua grazia divina, non viene mai meno. Gesù continua anche oggi a sfamare, a rendersi presenza viva e consolante, e lo fa attraverso di noi. Pertanto, il Vangelo ci invita ad essere disponibili e operosi, come quel ragazzo che si accorge di avere cinque pani e dice: “Io dò questo, poi tu vedrai…”. L’annuncio di Cristo, pane di vita eterna, richiede un generoso impegno di solidarietà per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi.

Poi, alla fine del racconto, quando tutti furono saziati, Gesù disse ai discepoli di raccogliere i pezzi avanzati, perché nulla andasse perduto. E io vorrei proporvi questa frase di Gesù: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Penso alla gente che ha fame e a quanto cibo avanzato noi buttiamo… Non buttare mai il cibo avanzato. Si rifà o si dà a chi possa mangiarlo, a chi ha bisogno.

Preghiamo la Vergine Maria, perché nel mondo prevalgano i programmi dedicati allo sviluppo, all’alimentazione, alla solidarietà, e non quelli dell’odio, degli armamenti e della guerra.

(Angelus - Domenica 29 Luglio 2018 )

 

«FATE TUTTO PER LA GLORIA DI DIO»

 Così San Paolo ci esorta nella lettura appena ascoltata. Servire la gloria di Dio in ogni cosa che facciamo è il criterio decisivo per il nostro agire, la sintesi massima di ciò che significa vivere l’amicizia con Gesù. È l’indicazione che ci orienta quando non siamo sicuri di quale sia la cosa giusta da fare; ci aiuta a riconoscere la voce di Dio dentro di noi, che ci parla nella coscienza perché possiamo discernere la sua volontà. La gloria di Dio è l’ago della bussola della nostra coscienza.

San Paolo ci parla anche di un altro criterio: sforzarsi di piacere a tutti in tutto perché giungano alla salvezza. Siamo tutti figli di Dio, abbiamo gli stessi desideri, sogni e ideali. A volte qualcuno resta deluso, e siamo noi che possiamo riaccendere la luce, trasmettere un po’ di buonumore. Così è più facile andare d’accordo e testimoniare nella vita di ogni giorno l’amore di Dio e la gioia della fede. Dipende dalla nostra coerenza che i nostri fratelli riconoscano Gesù Cristo, l’unico salvatore e la speranza del mondo. È vero, è una missione grande, ma è possibile. Ancora San Paolo ci incoraggia: «Fatevi i miei imitatori, come io lo sono di Cristo». Sì, possiamo vivere questa missione imitando Gesù come hanno fatto l’apostolo Paolo e tutti i santi. Guardiamo ai santi, che sono il Vangelo vissuto, perché hanno saputo tradurre il messaggio di Cristo nella propria vita. Il santo di oggi, Ignazio di Loyola, che da giovane soldato pensava alla propria gloria, al momento buono è stato attirato dalla gloria di Dio, e ha scoperto che lì è il centro e il senso della vita. Facciamoci imitatori dei santi; facciamo tutto per la gloria di Dio e per la salvezza dei fratelli. Ma, state attenti e ricordatevi: in questa strada di seguire i santi, in questa strada della santità, non c’è posto per i giovani pigri.

(Incontro con i partecipanti al 12mo pellegrinaggio internazionale dei MINISTRANTI organizzato dal Coetus Internationalis Ministrantium (CIM) - Martedì 31/07/2018)

 

CATECHESI SUI COMANDAMENTI: «NON AVRAI ALTRI DEI DI FRONTE A ME»

 TRAMONTO-04082018Abbiamo ascoltato il primo comandamento del Decalogo: «Non avrai altri dei di fronte a me» (Es 20,3). Il comando vieta di fare idoli o immagini di ogni tipo di realtà: tutto, infatti, può essere usato come idolo. Stiamo parlando di una tendenza umana, che non risparmia né credenti né atei. Per esempio, noi cristiani possiamo chiederci: quale è veramente il mio Dio? È l’Amore Uno e Trino oppure è la mia immagine, il mio successo personale, magari all’interno della Chiesa? «L’idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ciò che non è Dio» (C.C.C. n. 2113). Che cos’è un “dio” sul piano esistenziale? È ciò che sta al centro della propria vita e da cui dipende quello che si fa e si pensa. Si può crescere in una famiglia nominalmente cristiana ma centrata, in realtà, su punti di riferimento estranei al Vangelo. L’essere umano non vive senza centrarsi su qualcosa. Allora ecco che il mondo offre il “supermarket” degli idoli, che possono essere oggetti, immagini, idee, ruoli. Per esempio, anche la preghiera. Noi dobbiamo pregare Dio, il nostro Padre. C’è chi va a farsi leggere le carte per vedere il futuro. Questa è una idolatria dei nostri tempi. Quanti di voi, per esempio, siete andati a farvi leggere le carte, le mani per vedere il futuro, invece di pregare Il Signore? Questa è la differenza: il Signore è vivo; gli altri sono idoli, idolatrie che non servono. Come si sviluppa un’idolatria? La parola “idolo” in greco deriva dal verbo “vedere”. Un idolo è una “visione” che tende a diventare una fissazione, un’ossessione. L’idolo è in realtà una proiezione di sé stessi negli oggetti o nei progetti. Allora si entra nella seconda fase: «Non ti prostrerai davanti a loro». Gli idoli esigono un culto, dei rituali; ad essi ci si prostra e si sacrifica tutto. In antichità si facevano sacrifici umani agli idoli, ma anche oggi: per la carriera si sacrificano i figli, trascurandoli o semplicemente non generandoli; la bellezza chiede sacrifici umani. Certe persone, certe donne quanto spendono per truccarsi?! Anche questa è un’idolatria. Non è cattivo truccarsi; ma in modo normale, non per diventare una dea. La bellezza chiede sacrifici umani. La fama chiede l’immolazione di sé stessi, della propria innocenza e autenticità. Gli idoli chiedono sangue. Il denaro ruba la vita e il piacere porta alla solitudine. Le strutture economiche sacrificano vite umane per utili maggiori. Pensiamo a tanta gente senza lavoro. Perché? Perché a volte capita che gli imprenditori di quell’impresa, di quella ditta, hanno deciso di congedare gente, per guadagnare più soldi. L’idolo dei soldi. Si vive nell’ipocrisia, facendo e dicendo quel che gli altri si aspettano, perché il dio della propria affermazione lo impone. E si rovinano vite, si distruggono famiglie e si abbandonano giovani in mano a modelli distruttivi, pur di aumentare il profitto. Anche la droga è un idolo. Quanti giovani rovinano la salute, persino la vita, adorando quest’idolo della droga. Qui arriva il terzo e più tragico stadio: «…e non li servirai», dice. Gli idoli schiavizzano. Promettono felicità ma non la danno; e ci si ritrova a vivere per quella cosa o per quella visione, presi in un vortice auto-distruttivo, in attesa di un risultato che non arriva mai. Portate questo nel cuore: gli idoli ci rubano l’amore, gli idoli ci rendono ciechi all’amore e per amare davvero bisogna esseri liberi da ogni idolo. Qual è il mio idolo? Toglilo e buttalo dalla finestra! (Udienza Generale - Mercoledì 01/08/2018) 

 

 

 
Copyright © 2018 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.