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n° 26 Sabato 7 Luglio 2018

EDITORIALE

 Preghiera per la Pace nel Medio Oriente

SAN-NICOLA-07072018Sabato 7 luglio Papa Francesco, insieme con Vescovi e Patriarchi, cattolici ed ortodossi, si recherà a Bari a pregare per la pace nel Medio Oriente. Il Medio Oriente ha tanto bisogno di pace. Da troppi anni popolazioni inermi, donne, bambini, subiscono i mali della guerra. Paesi, culla di antiche civiltà, ricchi di monumenti storici, sedi delle prime comunità cristiane, luoghi di convivenza pacifica tra fedi diverse, potenzialmente avviati al benessere, con la guerra hanno perduto tutto: tante vite umane, case, ospedali, scuole, monumenti storici, benessere e per tanti cristiani, che in quei Paesi sono minoranza e quindi i più deboli, non c’è stato altro rimedio che la fuga. Prima c’è stata la guerra tra Iran ed Iraq, poi la guerra degli occidentali contro Saddam Hussein, poi la guerra civile in Siria che dura da cinque anni e che vede tuttora coinvolti governativi siriani, fondamentalisti islamici, Russi, Americani, Turchi. Senza dimenticare il conflitto Israelo-Palestinese ed altri ancora. Davvero una terra martoriata. Per questo il Papa ha invitato tutti alla preghiera per la pace. Anche il nostro Vescovo Mons. Sanguinetti ha invitato le parrocchie ad un momento di preghiera, in preparazione all’incontro ecumenico del Papa con i Patriarchi orientali a Bari. È stata scelta la città di Bari che custodisce le spoglie del grande vescovo San Nicola di Mira (una antica città del Medio Oriente) molto venerato anche nella chiesa ortodossa. Recentemente le reliquie di San Nicola sono state richieste in Russia dal Patriarca di Mosca e sono state venerate da milioni di fedeli. San Nicola, (è il patrono anche di Sassari), indica il modo di camminare insieme verso l’unità. Al Vescovo di Mira, specialista nel fare doni insperati, si chiede il dono di una difficile ma non impossibile pacificazione.      

           D.D.

 

 

RAGGI DI SOLE

 IL CONCERTO

 BIMBO-AL-PIANO-07072018Desiderando stimolare il suo bambino, affinché progredisse, nello studio del pianoforte, una madre portò il suo ragazzino, a un concerto del grandissimo Paderewski.

Appena preso posto, la madre vide un'amica, due file più dietro, in platea, e andò a salutarla! Il piccolo, già impaziente per l'attesa, si alzò, e cominciò a vagare, nel teatro, finché giunse a una porta, su cui era scritto: «Vietato, entrare!».

Quando le luci si abbassarono, e il concerto stava per cominciare, la madre ritornò al suo posto, e scoprì che il figlio era scomparso. Inquieta, lo cercava con gli occhi, quando il sipario si aprì, e le luci caddero su un impressionante pianoforte, al centro della scena! Terrorizzata, la madre vide suo figlio, seduto al pianoforte, mentre, tranquillamente, suonava le note di «Fra Martino campanaro». In quel momento, il «maestro» fece la sua entrata; rapidamente, andò al piano, e sussurrò, all'orecchio del bimbo: «Non fermarti: continua a suonare!». Seduto, al fianco del bambino, Paderewski stese la sinistra, e cominciò a suonare l'accompagnamento. Poi, mise il braccio destro, attorno al bimbo, e sviluppò, sulla musica, un bell'arrangiamento.

Assieme, il vecchio maestro, e il giovane allievo, trasformarono una situazione imbarazzante, in una esibizione, meravigliosamente creativa! "Capita proprio così, quando uno è con Dio! Quanto possiamo ottenere per conto nostro e facendo del nostro meglio, offre il risultato di una musica graziosa, e fluida. Ma con le mani del Maestro, le opere, della nostra vita, diventano eccezionali! La prossima volta, che vuoi realizzare qualcosa, di importante (lo puoi ogni giorno), sta’ attento. Potrai ascoltare la voce del Maestro, mentre sussurra, al tuo orecchio: «Non fermarti, continua a suonare». Sentirai le sue braccia amorose attorno a te. Scoprirai che le sue forti mani vogliono suonare con te il concerto della vita.

Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Nella zona del Vaticano un intreccio di storia e di fede.

NICCHIA-S-CUORE-E-MADONNAConosciamo bene le forme bizzarre delle rocce granitiche che abbiamo in tutta la Gallura e nelle isole del nostro arcipelago, che vengono chiamate "tafoni". Forme di sculture naturali che hanno rappresentato per l'uomo, fin dalla preistoria, ripari naturali. Ma pochi, credo, eravamo a conoscenza di quello esistente in località Vaticano e della sua interessante storia. Durante la guerra del 1943 pesanti bombardamenti colpirono l'isola: il 24 maggio fu danneggiato il comune e furono colpite anche abitazioni civili. Ci furono due morti tra i civili oltre a quelli militari. Quel giorno alcune famiglie risiedenti in zona, per scampare al pericolo, hanno trovato rifugio proprio in quella grotta naturale, salvandosi cosí da quell'inferno. Per questo motivo hanno poi sentito il bisogno di costruire due nicchie all'interno e dedicarle al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria. Ma con l'andar del tempo questo luogo è stato trascurato, abbandonato e dimenticato da tutti. Ricoperto di erbacce di alto fusto non era più visibile e visitabile. L'impresario Piero Delogu e gli operai della sua ditta G. P. D, mettendosi d'impegno, hanno lavorato tanto per ripulire e dare decoro a questo importante sito, creando una vera e propria oasi: hanno anche costruito gli scalini per poterci arrivare bene. Hanno poi contattato i sacerdoti dell'isola portandoli a conoscenza di questa memoria storica, così giovedì 28 giugno, prima di concludere questo mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, don Andrea, insieme a don Davide, hanno celebrato proprio in quel luogo la S. Messa, alla quale ha partecipato un bel numero di persone, tra le quali anche la consigliera delegata dell'amministrazione Emilia Malleo che non è voluta mancare a questo evento e che si è dichiarata entusiasta di aver conosciuto questo pezzo di storia. Una storia triste dell'Italia, della Sardegna e della Maddalena che si è intrecciata con la fede. In quei momenti difficili e dolorosi, come testimonianza della loro fede, quelle famiglie hanno voluto offrire a Gesù e Maria il loro ringraziamento, come dimostra la targa da essi posizionata sotto le nicchie stesse. Nicchie nelle quali dopo la messa, il parroco ha collocato le statue da lui benedette del S. Cuore di Gesù e dell'Immacolato Cuore di Maria. Grazie dunque al lavoro e all'interessamento di Piero Delogu per aver portato alla luce, sistemato e fatto conoscere questo importante sito, dando così modo alla comunità di recarsi lì periodicamente per una celebrazione.           

                         Maria Vitiello

 

Due giorni di fraternità del clero diocesano.

A metà giugno il Vescovo Mons. Sanguinetti ha organizzato, come ogni anno, una due giorni di fraternità del clero diocesano. Hanno partecipato col Vescovo 34 sacerdoti e diaconi. La meta era l’Ogliastra, l’anno scorso Bastia in Corsica. La prima tappa è stata la cattedrale di Lanusei dedicata a Santa Maria Maddalena, dove abbiamo concelebrato e ammirato i dipinti che illustrano la vita della Santa Patrona. Il pranzo ci è stato offerto dal Vescovo Mons. Antonello Mura. Abbiamo poi visitato il bellissimo santuario dedicato alla Madonna dell’Ogliastra. Il giorno dopo abbiamo visitato le rocce rosse di Arbatax e il Centro Caritas di Tortolì, attrezzatissimo con spazi per la mensa, per i viveri, per gli indumenti, per conferenze, per la cappella. Al ritorno abbiamo percorso la bellissima strada panoramica sulle montagne da Baunei a Dorgali. Una fruttuosa due giorni di fraternità, di riposo e di cultura.       

  D.D.

 

■ Iniziati i lavori nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

 Da una settimana una squadra di operai della Ditta Nord Costruzioni ha messo mano ad imbiancare la chiesa di Santa Maria Maddalena a cominciare dal presbiterio. La Chiesa rimane aperta e sono numerosi i turisti che la visitano e i devoti che vengono a pregare. Le Messe dei giorni feriali (8.30 e 19.00), precedute al mattino dalle lodi e alla sera dai vespri, si celebrano nella cappella dell’Istituto San Vincenzo per consentire agli operai di lavorare dal mattino presto. Due funerali si sono celebrati nella cappella dell’ospedale. Il sabato sera e la domenica le Messe si celebrano nella chiesa parrocchiale. I lavori procederanno all’interno della chiesa fino al 12 luglio, perché il 13 inizia la novena di Santa Maria Maddalena.

 In un secondo tempo si metterà mano ad eliminare qualche infiltrazione e a completare i lavori all’interno. La ditta di La Maddalena che era stata contattata dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, dopo una lunga attesa, si era dichiarata non disponibile fino al primo settembre. I lavori sono stati finanziati dal Comune di La Maddalena in base alla Legge Regionale 13 giugno 1989, 38 che impegna i Comuni a destinare una quota della Bucalossi, agli edifici di culto, specialmente quando hanno un particolare valore storico.

 

  Pellegrinaggio a Lourdes.

GROTTA-LOUDERS-0707201Da 160 anni la Vergine di Lourdes ripete a ciascun pellegrino "volete farmi la cortesia di venire qui ". Pellegrinare vuol dire avvicinarsi di più al Signore, condotti da Maria. Ogni pellegrinaggio ha il valore di un ritiro, cioè un tempo forte per ritrovare Dio e la sua volontà, ognuno con una intenzione nel cuore che solo Dio sa e come tale non può essere né conosciuta e né giudicata da altri che vedono solo i gesti esterni visibili agli occhi del corpo e non dello spirito. Con questo spirito, sabato7 luglio l'associazione OFTAL (Opera – Federativa – Trasporto – Ammalati - Lourdes) Sardegna si mette in cammino verso la grotta di Massabielle. Guida spirituale è Padre Paolo Atzei con numerosi sacerdoti tra cui don Davide Mela che accompagna un gruppo di 15 persone tra ammalati, dame e pellegrini di la Maddalena. Sosteniamoci a vicenda con la preghiere.

                                  Angela Canu

   

■ L’ultima Cena del Signore e Maria Maddalena.

ULTIMA-CENA-07072018Tutti ricordiamo l’affresco di Leonardo da Vinci, l’ultima Cena, commissionata e realizzata presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, nella quale Gesù ricorda ai suoi discepoli l’ importanza del dono di se stesso quale offerta che lasciava alla nuova comunità cristiana che doveva concretizzarsi dopo la sua morte. Questa scena è riportata anche nella chiesa di Santa Maria del Purgatorio a Carunchio (Chieti), opera di Cosimo Rosselli, ed è visibile, in questo affresco, la presenza di Maddalena, quale discepola del Signore. Nel mese dedicato alla nostra Patrona ho voluto riportare questo argomento, dopo aver trovato nell’infinità di riproduzioni dell’ultima cena ed aver trovato anche Maria Maddalena con in mano il vaso di alabastro contenente gli unguenti necessari per la sua sepoltura alle spalle del Signore.    

 Antonio Remigio Pengo

 

  ■ Auguri ai genitori dei neobattezzati Giacomino, Sophie, Costantino e Salvatore.

 

Condoglianze ai familiari di Paolo Guccini e Giuseppe de Martino che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. –Moneta

 1. Sabato 7 luglio ore 19.00 S. Messa nella cappella Stella Maris del Villaggio Piras ( per il mese di luglio e agosto).

 2. Domenica 8 luglio festa della Madonna della Pace a Stagnali.

 Ore 18.30 S. Messa solenne, processione e benedizione del mare e delle barche.

 A seguire la cena: sagra del polpo (in alternativa menù di terra per chi non mangia quello di mare) e intrattenimento musicale con L’Oro.

 

 Avvisi

 Parrocchia

 Madonna della Medaglia Miracolosa

 1) Mercoledì 11 luglio

 * Ore 17,30: prove dei Cresimandi per la celebrazione.

 * Ore 17,30-18,30: Confessioni dei genitori dei Cresimandi.

  2) Venerdì 13 luglio

 * Ore 15,30 – 18,30: ritiro Cresimandi e confessioni.

   3) Sabato 14 luglio

 * Ore 17,30-18,30: Confessione Padrini dei Cresimandi.

 * Ore 18,30: Santa Messa pre-festiva.

 4) Domenica 15 luglio

 * Ore 10,30: Messa della Cresima nella chiesa della Madonna della Medaglia Miracolosa.

 

Avvisi

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Da lunedì a giovedì, per lavori nella chiesa di Santa Maria Maddalena, le Messe si celebreranno nella cappella dell’Istituto San Vincenzo.

 2) Lunedì 9 luglio

 Ore 17.00: Incontro Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica nella Biblioteca Parrocchiale

 3) Mercoledì 11 luglio

 * Festa di san Benedetto, abate, patrono d’Europa.

 * Ore 18.00 nel monastero Mater Dei a Porto Istana (Olbia): santa Messa presieduta dal Vescovo Mons. Sanguinetti con Padre Massimo Terrazzoni, superiore del monastero.

 4) Giovedì 12 luglio

 * Pellegrinaggio all’isola di Lavezzi con santa Messa presso le rovine dell’antico monastero. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel. 3491534378) o in sacrestia.

 5) Venerdì 13 luglio

 * Ore 17,30: recita rosario presso la cappella della Madonna di Fatima sopra le Domus.

 * Ore 19.00: nella chiesa parrocchiale inizia la Novena di Santa Maria Maddalena, inserita nella Messa.

 

 

 Orari delle Messe

 nelle Chiese dell’Isola

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Santa Maria Maddalena

 Ore 8.30 Bambino Gesù (Due Strade).

 ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Ore 10.00 Santa Maria Maddalena.

 Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule).

 Ore 19.00 Santa Maria Maddalena.

 Ore 19.00 Madonna della Pace - Stagnali

 Ore 21.00 Santa Maria Maddalena.

 

Sabato e Prefestivi

  Ore 17.30 Cappella Ospedale Civile

 Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta.

 Ore 18.30 Madonna Medaglia Miracolosa

 Ore 19.00 Cappella Stella Maris Villaggio Piras (per i mesi di luglio e agosto).

 Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

  Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Ore 08.30 S. Maria Maddalena

 Ore 18.30 da martedì a venerdì, Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

 

 

M A G I S T E R O

DAVANTI A GESÙ LA MORTE FISICA È COME UN SONNO

DONNA-TOCCA-GESU'-07072018 Il Vangelo di Mc 5,21-43 presenta due prodigi operati da Gesù, descrivendoli quasi come una sorta di marcia trionfale verso la vita.

 Dapprima l’Evangelista narra di un certo Giairo, uno dei capi della sinagoga, che viene da Gesù e lo supplica di andare a casa sua perché la figlia di dodici anni sta morendo. Gesù accetta e va con lui; ma, lungo la strada, giunge la notizia che la ragazza è morta. Possiamo immaginare la reazione di quel papà. Gesù però gli dice: «Non temere, soltanto abbi fede!». Arrivati a casa di Giairo, Gesù fa uscire la gente che piangeva - c’erano anche le donne prefiche che urlavano forte - ed entra nella stanza solo coi genitori e i tre discepoli, e rivolgendosi alla defunta dice: «Fanciulla, io ti dico: alzati!». E subito la ragazza si alza, come svegliandosi da un sonno profondo.

 Dentro il racconto di questo miracolo, Marco ne inserisce un altro: la guarigione di una donna che soffriva di emorragie e viene sanata appena tocca il mantello di Gesù . Qui colpisce il fatto che la fede di questa donna attira – a me viene voglia di dire “ruba” – la potenza salvifica divina che c’è in Cristo, il quale, sentendo che una forza «era uscita da lui», cerca di capire chi sia stato. E quando la donna, con tanta vergogna, si fa avanti e confessa tutto, Lui le dice: «Figlia, la tua fede ti ha salvata».

 Si tratta di due racconti ad incastro, con un unico centro: la fede; e mostrano Gesù come sorgente di vita, come Colui che ridona la vita a chi si fida pienamente di Lui. I due protagonisti, cioè il padre della fanciulla e la donna malata, non sono discepoli di Gesù eppure vengono esauditi per la loro fede. Hanno fede in quell’uomo. Da questo comprendiamo che sulla strada del Signore sono ammessi tutti: nessuno deve sentirsi un intruso, un abusivo o un non avente diritto. Per avere accesso al suo cuore, al cuore di Gesù, c’è un solo requisito: sentirsi bisognosi di guarigione e affidarsi a Lui. Io vi domando: ognuno di voi si sente bisognoso di guarigione? Di qualche cosa, di qualche peccato, di qualche problema? E, se sente questo, ha fede in Gesù? Sono i due requisiti per essere guariti, per avere accesso al suo cuore: sentirsi bisognosi di guarigione e affidarsi a Lui. Gesù va a scoprire queste persone tra la folla e le toglie dall’anonimato, le libera dalla paura di vivere e di osare. Lo fa con uno sguardo e con una parola che li rimette in cammino dopo tante sofferenze e umiliazioni. Anche noi siamo chiamati a imparare e a imitare queste parole che liberano e questi sguardi che restituiscono, a chi ne è privo, la voglia di vivere. In questa pagina evangelica si intrecciano i temi della fede e della vita nuova che Gesù è venuto ad offrire a tutti. Entrato nella casa dove giace morta la fanciulla, Egli caccia fuori quelli che si agitano e fanno lamento e dice: «La bambina non è morta, dorme». Gesù è il Signore, e davanti a Lui la morte fisica è come un sonno: non c’è motivo di disperarsi. Un’altra è la morte di cui avere paura: quella del cuore indurito dal male! Di quella sì, dobbiamo avere paura! Quando noi sentiamo di avere il cuore indurito e, mi permetto la parola, il cuore mummificato, dobbiamo avere paura di questo. Questa è la morte del cuore. Ma anche il peccato, anche il cuore mummificato, per Gesù non è mai l’ultima parola, perché Lui ci ha portato l’infinita misericordia del Padre. E anche se siamo caduti in basso, la sua voce tenera e forte ci raggiunge: «Io ti dico: alzati!». È bello sentire quella parola di Gesù rivolta a ognuno di noi: “Io ti dico: alzati! Vai. Alzati, coraggio, alzati!”. E Gesù ridà la vita alla fanciulla e ridà la vita alla donna guarita: vita e fede ad ambedue.

 

Chiediamo alla Vergine Maria di accompagnare il nostro cammino di fede e di amore concreto, specialmente verso chi è nel bisogno. 

 

(Angelus - Domenica 01 Luglio 2018 ) 

 

 

  

IL SANGUE DI CRISTO È FONTE DI SALVEZZA PER IL MONDO

  Alla vigilia del mese di luglio, in cui la pietà cristiana si rivolge in modo speciale al Sangue di Cristo, sono lieto di incontrare voi che vi ispirate alla spiritualità del Sangue di Gesù. 

 Fin dagli inizi del Cristianesimo, il mistero d’amore del Sangue di Cristo ha affascinato tante persone. Anche i vostri Santi Fondatori e Fondatrici hanno coltivato questa devozione perché hanno compreso nella luce della fede che il Sangue di Cristo è fonte di salvezza per il mondo. Dio ha scelto il segno del sangue, perché nessun altro segno è così eloquente per esprimere l’amore supremo della vita donata agli altri. Questa donazione si ripete in ogni celebrazione eucaristica, nella quale si rende presente, insieme col Corpo di Cristo, il suo Sangue prezioso, il Sangue della nuova ed eterna Alleanza, versato per tutti in remissione dei peccati .

 La meditazione del mistero del Sangue di Cristo versato sulla croce per la nostra redenzione, ci spinge, in particolare, verso quanti potrebbero essere curati nelle loro sofferenze morali e fisiche e sono invece lasciati languire ai margini di una società del consumo e dell’indifferenza. È in questa prospettiva che si evidenzia in tutta la sua importanza il vostro servizio alla Chiesa e alla società. Da parte mia, vi suggerisco tre aspetti che possano aiutarvi nella vostra attività e nella vostra testimonianza: il coraggio della verità; l’attenzione a tutti, specialmente ai lontani; la capacità di affascinare e comunicare. Il coraggio della verità. È importante essere persone coraggiose, costruire comunità coraggiose che non hanno paura di schierarsi per affermare i valori del Vangelo e la verità sul mondo e sull’uomo. Si tratta di parlare chiaro e non voltare la faccia dall’altra parte di fronte agli attacchi al valore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto, di fronte alla dignità della persona umana, di fronte ai mali sociali, di fronte alle varie forme di povertà. La testimonianza dei discepoli di Gesù è chiamata a toccare la vita delle parrocchie e dei quartieri, a non lasciare indifferenti ma a incidere, trasformando i cuori e la vita delle persone.

 Il secondo aspetto è l’attenzione a tutti, specialmente ai lontani. Nella vostra missione siete chiamati ad arrivare a tutti, a farvi capire da tutti, ad essere cioè “popolari” usando un linguaggio grazie al quale tutti possano comprendere il messaggio del Vangelo. Pertanto, occorre individuare le forme più adatte per riuscire ad avvicinare una molteplicità di persone nelle case, negli ambienti sociali e nella strada. Sforzatevi di essere immagine di una Chiesa che cammina per strada, fra la gente, anche rischiando in prima persona, condividendo gioie e fatiche di quanti incontrate.

 Il terzo aspetto che suggerisco per la vostra testimonianza è la capacità di affascinare e comunicare. Essa è finalizzata specialmente alla predicazione, alla catechesi, agli itinerari di approfondimento della Parola di Dio. Si tratta di suscitare un coinvolgimento sempre maggiore per offrire e far gustare i contenuti della fede cristiana, sollecitando a una vita nuova in Cristo. Per questo ministero della Parola, si può trarre ispirazione dall’atteggiamento con cui Gesù dialogava con la gente per rivelare il suo mistero a tutti. Credo che viviamo un tempo nel quale è necessario portare avanti la rivoluzione della tenerezza. La vera forza della testimonianza cristiana deriva dal Vangelo stesso. Ed è qui che emerge la centralità del Sangue di Cristo e della relativa spiritualità. 

 (Discorso ai partecipanti all'incontro promosso dalle Famiglie del Preziosissimo Sangue -  30 Giugno 2018)

 

  GLI APOSTOLI PIETRO E PAOLO; DUE GIGANTI DELLA FEDE CRISTIANA

SAN-PIETRO-E-PAOLO-772018Oggi la Chiesa va alle radici della sua fede e celebra gli Apostoli Pietro e Paolo. I loro resti mortali, custoditi nelle due Basiliche ad essi dedicate, sono tanto cari ai romani e ai numerosi pellegrini che da ogni parte vengono a venerarli.

   In Mt 16,13-19 si racconta un episodio che è fondamentale per il nostro cammino di fede. Si tratta del dialogo in cui Gesù pone ai suoi discepoli la domanda sulla sua identità. Egli dapprima chiede: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». E poi interpella direttamente loro: «Voi, chi dite che io sia?». Con queste due domande, Gesù sembra dire che una cosa è seguire l’opinione corrente, e un’altra è incontrare Lui e aprirsi al suo mistero: lì si scopre la verità. L’opinione comune contiene una risposta vera ma parziale; Pietro, e con lui la Chiesa di ieri, di oggi e di sempre, risponde, per grazia di Dio, la verità: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Nel corso dei secoli, il mondo ha definito Gesù in diversi modi: un grande profeta della giustizia e dell’amore; un sapiente maestro di vita; un rivoluzionario; un sognatore dei sogni di Dio... e così via. Tante cose belle. Nella babele di queste e di altre ipotesi si staglia ancora oggi, semplice e netta, la confessione di Simone detto Pietro, uomo umile e pieno di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù è il Figlio di Dio: perciò è perennemente vivo Lui come è eternamente vivo il Padre suo. È questa la novità che la grazia accende nel cuore di chi si apre al mistero di Gesù: la certezza non matematica, ma ancora più forte, interiore, di aver incontrato la Sorgente della Vita, la Vita stessa fatta carne, visibile e tangibile in mezzo a noi. Questa è l’esperienza del cristiano, e non è merito suo, di noi cristiani, e non è merito nostro, ma viene da Dio, è una grazia di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. Tutto ciò è contenuto in germe nella risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivo”. E poi, la risposta di Gesù è piena di luce: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». È la prima volta che Gesù pronuncia la parola “Chiesa”: e lo fa esprimendo tutto l’amore verso di essa, che definisce «la mia Chiesa». È la nuova comunità dell’Alleanza, non più basata sulla discendenza e sulla Legge, ma sulla fede in Lui, Gesù, Volto di Dio.  (Angelus - Venerdì 29/06/2018)  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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