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n° 24 Sabato 23 Giugno 2018

EDITORIALE

 I profughi interpellano la coscienza cristiana

PROFUGHI-23062018Il giorno 20 giugno si è celebrata la Giornata mondiale dei migranti e rifugiati indetta dall’O.N.U. negli anni cinquanta. Il fenomeno ora è diventato di scottante attualità, interessa l’Europa, l’Africa, l’America, l’Asia. Sono milioni gli uomini, donne, bambini che scappano dalla guerra, dalla persecuzione, dalla fame, dalla carestia, dall’oppressione; affrontano spese, viaggi rischiosi, sfruttamento, violenze. Il fenomeno è inarrestabile, difficile da regolare, difficile da integrare, soggetto a speculazioni e a rischi. In molti nasce la paura, paura di perdere la propria identità culturale, paura di azioni terroristiche, paura di perdere tranquillità e benessere. Molti politici cavalcano questa paura e chiudono le frontiere. È un dramma epocale al quale nessuno, e tanto meno un cristiano, può rimanere indifferente o far finta che riguardi altri. Per i cristiani i profughi sono fratelli e sorelle che bussano alle nostre porte, in fuga da situazioni di vita insostenibili, uomini e donne in cerca di pace. Anche la Conferenza episcopale dei Vescovi sardi riunita il 12 giugno, ha ricordato la parola di Cristo: “venite benedetti …ero straniero e mi avete accolto;… … Via, lontano da me, maledetti …perché ero straniero e non mi avete accolto…”(Mt 25,31-46). L’accoglienza dei profughi è prezioso banco di prova dell’autenticità della fede cristiana. Il vescovo di Tempio-Ampurias, Mons. Sebastiano Sanguinetti, segretario della C.E.S.(Conferenza Episcopale Sarda), ha criticato i dibattiti televisivi e soprattutto i rozzi e volgari attacchi personali sui social media per chi osa prendere pubblica posizione in favore dei rifugiati. Il costante magistero di Papa Francesco invita all’accoglienza con cuore aperto e generoso che tiene conto delle legittime paure pienamente comprensibili, senza tuttavia che tali paure determino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio ed il rifiuto. Bello è stato il gesto di alcune associazioni di Olbia che quando la nave Acquarius passava davanti al golfo, hanno fatto giungere ai bambini della nave tanti giocattoli nuovi. Il senso di umanità supera la legge. L’accoglienza deve garantire concretamente dignità e reale integrazione alle persone che vengono accolte. A queste persone in arrivo si chiede di conoscere, di riconoscere, di rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti. Una buona formula è quella promossa dalla Comunità di Sant’Egidio quella “dei corridoi umanitari” che favoriscono nelle parrocchie l’integrazione di piccoli gruppi di famiglie. Così una famiglia siriana è stata accolta e integrata nella nostra comunità maddalenina. Buona anche l’iniziativa di ricostruire nei paesi devastati dalla guerra, e a guerra finita: scuole, ospedali, fabbriche per favorire la permanenza degli abitanti nel loro territorio, così che la loro partenza non lo impoverisca maggiormente.  

 

 RAGGI DI SOLE

 IL FALENINO E LA STELLA

 FALENE-23062018Una piccola falena d’animo delicato s’invaghì una volta di una stella. Ne parlò alla madre e questa gli consigliò d’invaghirsi invece di un abat-jour. «Le stelle non sono fatte per svolazzarci dietro» gli spiegò. «Le lampade, a quelle sì puoi svolazzare dietro». «Almeno lì approdi a qualcosa», disse il padre. «Andando dietro alle stelle non approdi a niente». Ma il falenino non diede ascolto né all’uno nè all’altra. Ogni sera, al tramonto, quando la stella spuntava s’avviava in volo verso di essa e ogni mattina, all’alba, se ne tornava a casa stremato dall’immane fatica.

Un giorno il padre lo chiamò e gli disse: «Non ti bruci un’ala da mesi, ragazzo mio, e ho paura che non te la brucerai mai. Tutti i tuoi fratelli si sono bruciacchiati ben bene volteggiando intorno ai lampioni di strada, e tutte le tue sorelle si sono scottate a dovere intorno alle lampade di casa. Su avanti, datti da fare, vai a prenderti una bella scottatura! Un falenotto forte e robusto come te senza neppure un segno addosso!». Il falenino lasciò la casa paterna ma non andò a volteggiare intorno ai lampioni di strada nè intorno alle lampade di casa: continuò ostinatamente i suoi tentativi di raggiungere la stella, che era lontana migliaia di anni luce. Lui credeva invece che fosse impigliata tra i rami più alti di un olmo. Provare e riprovare, puntando alla stella, notte dopo notte, gli dava un certo piacere, tanto che visse fino a tardissima età. I genitori, i fratelli e sorelle erano invece morti tutti bruciati ancora giovanissimi.

Certe speranze umane si rivelano miraggi illusori. C’è chi spreca le proprie energie nella ricerca di traguardi improbabili, nel tentativo di superare qualche record come negli “sport estremi”, mettendo a repentaglio la vita stessa pur di diventare campione del mondo e figurare nel prestigioso Album del “Guinnes dei primati”. Ma c’è una speranza che non delude, una speranza che affonda le sue radici nella Fede e si nutre di Carità: è la Speranza Cristiana, che intreccia insieme l’onnipotenza Divina con la debolezza umana, la Grazia da parte di Dio con la buona volontà da parte dell’uomo. Se la “stella della Speranza” sta brillando nel cielo della nostra vita, non sciupiamo tempo a scottarci girando attorno a qualche lampadina.

Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Il Rotary Club per i più poveri.

Sono soci del Rotary Club La Maddalena-Costa Smeralda diversi professionisti: architetti, geometri, avvocati, dentisti, consulenti in materia di invalidità. Ebbene questi professionisti metteranno a disposizione gratuitamente le loro professionalità a vantaggio dei più poveri, nei servizi essenziali. Hanno chiesto la collaborazione delle Caritas cittadine, quella di Santa Maria Maddalena e quella dell’Agonia di N.S.G.C. (Moneta) che faranno da filtro segnalando le persone che veramente hanno bisogno. Molto lodevole l’iniziativa del Rotary presentata dal suo presidente Roberto Sirena. Conferma la finalità del Rotary come Club di servizio nella comunità.

 

■ San Silverio dimenticato.

Il giorno 20 giugno ricorreva la memoria di san Silverio papa e martire a Ponza. Ad Olbia, Golfo Aranci, Santa Teresa, Arbatax, molti fedeli di origine ponzese hanno onorato san Silverio, patrono di Ponza, partecipando alla Messa, a processioni, a festeggiamenti. A La Maddalena, dove pure ci sono molte persone di origine ponzese, silenzio. C’è anche una statua nella chiesa di Santa Maria Maddalena, dedicata al Santo, segno di una antica devozione. Questa devozione potrà risuscitare?

 

Messe alla Radio; un programma di don Davide

DON-DAVIDE-23062018Da qualche giorno Radio Arcipelago ha ripristinato il collegamento con la chiesa di Moneta, interrotto per un guasto. L'emittente parrocchiale trasmette le Messe vespertine delle ore 18:30 e quelle prefestiva e del sabato delle 18:00. Sempre da Moneta Radio Arcipelago trasmette la domenica la Messa delle 9:00. È arrivato anche il pezzo che era stato bruciato qualche mese fa dal fulmine e che a breve consentirà di ripristinare il collegamento con la chiesa di Santa Maria Maddalena, si spera nei primi giorni della prossima settimana. C'è poi da segnalare che da giovedì 28 giugno don Davide alle 11:00 terrà alla radio in programma dal titolo "Vangelo in radio", programma che avrà anche degli ospiti e che poi verrà mandato in replica nei giorni successivi in diverse fasce orarie. Prosegue intanto il programma di Agostino Canu "Quattro chiacchiere in famiglia", incentrato sulla lettura-commento del Bollettino Interparrocchiale, che si avvale della collaborazione di Margherita Scarpaci. L'appuntamento con la diretta è il martedì alle 19:00; Repliche nei giorni successivi in diverse fasce orarie. La Parola del Papa viene invece letta, come da molti anni a questa parte, da Antonio Panzera.                    

Claudio Ronchi

 

 

■ Aumenterà il numero dei militari

GIURAMENTO-MM-26052018È ufficiale”, informa l’Amministrazione Comunale: dopo l’estate ci sarà il trasferimento dei corsi VFP1 Categoria NP e TM presso la Scuola Sottufficiali della Marina Militare di La Maddalena. “A partire dal prossimo mese di settembre, grazie alla sottoscrizione di tale provvedimento, circa 700 allievi torneranno complessivamente a frequentare le Scuole militari di La Maddalena, suddivisi in quattro incorporamenti annui da 160/180 giovani, tra Marina Militare e Capitaneria di Porto, appartenenti alle categorie di Nocchieri, Nocchieri di Porto e Tecnici di Macchine”. Il sindaco Montella osserva trattarsi di “un lavoro di diplomazia che avevamo iniziato sotto il comando delle Scuole del Capitano di Vascello Roberto Fazio e conclusosi durante l’attuale comando del Capitano di Vascello Domenico Usai, condivisa e fortemente sostenuta dall’Ammiraglio Alberto Bianchi, comandante di tutte le Scuole Sottufficiali”. Il sindaco è ottimista “fino al punto di non escludere ulteriori incorporamenti”. Nello scorso mese di maggio l’ammiraglio Bianchi aveva informato dell’arrivo non lontano a La Maddalena anche di militari delle marine militari del Quatar, del Kuwait e della Libia. Intanto Nave Palinuro, nave scuola per sottufficiali della Marina, che ha sede a La Maddalena sebbene vi manchi per motivi di manutenzioni e servizio dallo scorso anno, e sulla quale sono imbarcati alcuni maddalenini, si addestrerà nel Mediterraneo Centrale, spingendosi fino in Mar Nero. Nave Vespucci, che è stata a La Maddalena per tre giorni lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni dei 250 anni della nascita della città che ha dato i natali alla Marina Militare, porterà nuovamente il tricolore in Nord Europa. Anche sull’ammiraglia a vela della nostra flotta ci sono imbarcati alcuni maddalenini. Come lo sono stati nel tempo anche sulle unità a vela minori Orsa maggiore, Caroly e Corsaro II, che spesso sono state ormeggiate nella banchina di Lungomare Ammiraglio Mirabello, unità che navigheranno in questi mesi nel Mediterraneo Centrale ed Occidentale.

                         Claudio Ronchi

 

■ 1768 (250 anni fa). Spaccato di vita isolana

A metà giugno del 1768 si era 8 mesi dall’occupazione militare sardo-piemontese e a 5 mesi dall'istituzione della Parrocchia. Si erano avvicendati due comandanti militari, il maggiore La Rocchetta e ora c'era il capitano Pestolazzi e due cappellani, don Michele Demontis e don Virgilio Mannu, canonico della Collegiata di Tempio, che da gennaio era anche diventato parroco. Se la popolazione al momento dello sbarco delle truppe ammontava complessivamente a 185 unità per quanto riguarda i civili (tra Maddalena e Caprera) e a 140 per quanto riguarda i militari per un totale di 325 persone, adesso, la componente civile era leggermente aumentata, sia per 3 nascite (ma ci fu un morto) sia perché erano giunti da Tempio e da altre località sarde lavoratori specializzati come muratori, fabbri, falegnami per la realizzazione delle postazioni militari. La componente militare era invece diminuita sebbene nel frattempo fossero arrivati dei Distaccamenti di Aggius e di Tempio una ventina di soldati, per un totale di 105 persone contro i 140 iniziali. Diciamo dunque che a giugno del 1768 la popolazione ammontava complessivamente a poco più di 300 anime. I militari presenti non solo avevano il compito di difesa da possibili attacchi esterni (e di realizzare e rafforzare le fortificazioni) ma anche di vigilare sulla popolazione civile, della quale temevano combutta con i parenti, padroni ed ex padroni della Corsica, dove la stragrande maggioranza di loro era nata. Costoro, su richiesta del comando militare e in spirito di collaborazione, avevano formato 5 raggruppamenti di uomini adulti, formati ciascuno da 5 elementi e avevano individuato e segnalato come capo Pietro Millelire, che fin dall’inizio era stato il loro referente con gli occupanti e in qualche modo il garante. Non è che in quei primi mesi tutto fosse filato liscio e non ci fossero stati problemi e incidenti. In effetti, da parte della soldataglia, non solo ci fu qualche tentativo di molestia nei confronti delle giovani e belle maddalenine ma poche settimane dopo l'occupazione un pastore di Maddalena ebbe a subire il furto di alcuni capi di bestiame presumibilmente da parte i militari. A metà novembre poi, 3 soldati del Distaccamento avevano rubato carne e lardo ad un pastore di Caprera. La cosa non rimasi impunita e avendoli individuati fu loro inferto pubblico castigo che consistette in qualche frustata. Particolare curioso è che le nostre isole fossero piene di topi. Fu pertanto dato ordine perché si catturassero e comprassero, a Tempio e a Sassari, qualche centinaio di gatti che vennero sguinzagliati tra Maddalena, Caprera e Santo Stefano, riducendo nel giro di qualche tempo la presenza dei fastidiosi e pericolosi roditori, portatori di infezioni e gravi malattie. Per quanto riguarda il nostro parroco positivi giudizi esprimevano su di lui i comandanti militari. Aveva celebrato un funerale, benedetto un matrimonio e impartito tre battesimi Don Virgilio Mannu seguiva con attenzione lo scavo delle fondamenta della chiesa e la posa in opera, sebbene lenta, delle mura perimetrali. Svolgeva con diligenza il proprio servizio, in un paese di “frontiera”, dove tutto o quasi era ancora da fare e probabilmente qualche volta avrà rimpianto di aver lasciato Tempio con tutte le sue chiese, la sua importanza, la sua popolazione, la sua vita “cittadina”. Ma sapeva che questa parentesi “al mare” era solo temporanea. 

                Claudio Ronchi

 

Condoglianze ai familiari di Marina Maria Degortes in Casanova che è tornata alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

1. Sabato 23 giugno viglia della solennità della natività di San Giovanni Battista, alle ore 19.00 la S. Messa in piazza don G. Riva e al seguito la festa della Fogarina preparata dal Comitato delle Feste Patronali.

 

2. Domenica 24 giugno solennità della natività di San Giovanni Battista, la questua destinata alla Carità del Papa.

 

3. Giovedì 28 giugno ore 18.00 la S. Messa e la benedizione della statua di Sacro Cuore di Gesù e Cuore Immacolato di Maria nella zona del Vaticano nel cantiere della ditta G.P.D. Le nicchie fatte come ringraziamento per il salvataggio dal bombardamento del 1943.

Ore 21.00 incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

 

4. Venerdì 29 giugno solennità di SS. Pietro e Paolo la S. Messa alle ore 8.00. Alle ore 18.00 nella cattedrale di Tempio le ordinazioni sacerdotali e diaconali.

 

5. Venerdì 6 luglio ore 19.00 nella sala delle conferenze di Oasi Serena la conferenza di dott. Mirco Bagatto, neurochirurgo in pensione di Udine sul tema: “Coscienza e cervello”. Tra gli argomenti trattati: accanimento terapeutico, stato vegetativo, donazione di organi, DAT e altri.

 

6. Sabato 7 luglio ore 19.00 S. Messa nella cappella Stella Maris del Villaggio Piras ( per il mese di luglio e agosto).

 

8. Domenica 8 luglio ore 18.30 la festa della Madonna della Pace a Stagnali.

 

Avvisi Parrocchia

Madonna

della Medaglia Miracolosa

 

1) Sabato 23 giugno

* Ore 18,30: santa Messa nella vigilia della Natività di San Giovanni Battista.

* Giornata per la carità del Papa.

 

2)Domenica 15 luglio

* Celebrazione delle Cresime.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 24 giugno

* Solennità della Natività di San Giovanni Battista.

* Giornata per la carità del Papa.

 

2) Mercoledì 27 giugno

* Ore 18,00 nella cappella dell’Istituto San Vincenzo: rosario, santa Messa in onore della Madonna della Medaglia Miracolosa e nel 115° anniversario dell’Istituto (in parrocchia non ci sarà la Messa delle 19.00).

 

3) Venerdì 29 giugno

* Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli.

* Alle ore 18.00 nella cattedrale di Tempio le ordinazioni sacerdotali e diaconali.

 

4) Da domenica 1 luglio fino all’ultima domenica di agosto gli orari delle Messe domenicali e festive avranno il seguente orario:

Ore 7.30 a Santa Maria Maddalena

Ore 8.30 al Bambino Gesù (Due Strade).

Ore 10.00 a Santa Maria Maddalena.

Ore 18.00 alla Sacra Famiglia (Crocetta).

Ore 19.00 a Santa Maria Maddalena.

Ore 21.00 a Santa Maria Maddalena.

5) Martedì 3 luglio

* Festa di San Tommaso apostolo.

 

6) Mercoledì 4 luglio

* Ore 15.45: S.Messa in cimitero.

 

7) Giovedì 5 luglio

* Ore 16.00: esposizione solenne del Santissimo Sacramento. Ore 18.00: preghiera per le vocazioni, Rosario meditato, Vespri e benedizione solenne.

 

8) Venerdì 6 luglio

* Ore 17.00 nella chiesa del Bambino Gesù, esposizione del Santissimo Sacramento, ore 18.00 santa Messa.

 

9) Sabato 7 luglio

* Pellegrinaggio all’isola di Lavezzi con santa Messa presso le rovine dell’antico monastero. Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano (tel. 3491534378) o in sacrestia.

* Nella notte Don Davide partirà, con un gruppo di maddalenini, in pellegrinaggio a Lourdes organizzato dall’OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati Lourdes).

 

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

 Parrocchia

Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 19.00 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 18.00

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

 

Parrocchia

Madonna

della Medaglia Miracolosa

 

Sabato ore 18.30

 

 

Parrocchia

Santa Maria Maddalena

 

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 

Ore 08.00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09.30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11.00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17.30 Sala Sacra Famiglia- Padule

Ore 19.00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17.30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19.00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08.30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19.00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

M A G I S T E R O

 

IL SIGNORE SEMPRE CI SORPRENDE CON LE SUE MERAVIGLIE

 Gesù parla alle folle del Regno di Dio e dei dinamismi della sua crescita, e lo fa raccontando di due brevi parabole (cfr Mc 4,26-34).

GRANELLO-DI-SENAPENella prima parabola, il Regno di Dio è paragonato alla crescita misteriosa del seme, che viene gettato sul terreno e poi germoglia, cresce e produce la spiga, indipendentemente dalla cura del contadino, che al termine della maturazione provvede al raccolto. Il messaggio che questa parabola ci consegna è questo: mediante la predicazione e l’azione di Gesù, il Regno di Dio è annunciato, ha fatto irruzione nel campo del mondo e, come il seme, cresce e si sviluppa da sé stesso, per forza propria e secondo criteri umanamente non decifrabili. Esso, nel suo crescere e germogliare dentro la storia, non dipende tanto dall’opera dell’uomo, ma è soprattutto espressione della potenza e della bontà di Dio, della forza dello Spirito Santo che porta avanti la vita cristiana nel Popolo di Dio.

A volte la storia, con le sue vicende e i suoi protagonisti, sembra andare in senso contrario al disegno del Padre celeste, che vuole per tutti i suoi figli la giustizia, la fraternità, la pace. Ma noi siamo chiamati a vivere questi periodi come stagioni di prova, di speranza e di attesa vigile del raccolto. Infatti, ieri come oggi, il Regno di Dio cresce nel mondo in modo misterioso, in modo sorprendente, svelando la potenza nascosta del piccolo seme, la sua vitalità vittoriosa. Dentro le pieghe di vicende personali e sociali che a volte sembrano segnare il naufragio della speranza, occorre rimanere fiduciosi nell’agire sommesso ma potente di Dio. Per questo, nei momenti di buio e di difficoltà noi non dobbiamo abbatterci, ma rimanere ancorati alla fedeltà di Dio, alla sua presenza che sempre salva. Ricordate questo: Dio sempre salva. È il salvatore.

Nella seconda parabola, Gesù paragona il Regno di Dio a un granellino di senape. È un seme piccolissimo, eppure si sviluppa così tanto da diventare la più grande di tutte le piante dell’orto: una crescita imprevedibile, sorprendente. Non è facile per noi entrare in questa logica della imprevedibilità di Dio e accettarla nella nostra vita. Ma oggi il Signore ci esorta a un atteggiamento di fede che supera i nostri progetti, i nostri calcoli, le nostre previsioni. Dio è sempre il Dio delle sorprese. Il Signore sempre ci sorprende. È un invito ad aprirci con più generosità ai piani di Dio, sia sul piano personale che su quello comunitario. Nelle nostre comunità occorre fare attenzione alle piccole e grandi occasioni di bene che il Signore ci offre, lasciandoci coinvolgere nelle sue dinamiche di amore, di accoglienza e di misericordia verso tutti.

L’autenticità della missione della Chiesa non è data dal successo o dalla gratificazione dei risultati, ma dall’andare avanti con il coraggio della fiducia e l’umiltà dell’abbandono in Dio. Andare avanti nella confessione di Gesù e con la forza dello Spirito Santo. È la consapevolezza di essere piccoli e deboli strumenti, che nelle mani di Dio e con la sua grazia possono compiere opere grandi, facendo progredire il suo Regno che è «giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo».

(Angelus - Domenica 17 Giugno 2018 )

 

LA DOTTRINA DI GESÙ SULLA DONNA CAMBIA LA STORIA

 

Donne vittime della filosofia “usa e getta”, costrette a vendere la dignità per un posto di lavoro, obbligate a prostituirsi per strada, proposte come oggetto del desiderio sui giornali, in tv e persino nei supermarket per piazzare un prodotto.  

In Matteo (5, 27-32) leggiamo: «Il Signore sembra forte, anche radicale, quando dice: “chi guarda una donna con cuore possessivo, con cuore sporco, è un adultero” e poi “chi ripudia la moglie, la lascia da sola, la butta sul mercato dell’adulterio”».

Queste parole sono state dette in una cultura nella quale la donna era di “seconda classe” — per dirla con un eufemismo — neppure di seconda, era schiava, non godeva neppure della piena libertà. Quelle di Gesù sono parole forti, parole che cambiano la storia. E così una cosa è la donna prima di Gesù, un’altra cosa è la donna dopo Gesù. In sostanza, Gesù “dignifica” la donna e la mette allo stesso livello dell’uomo, perché prende quella prima parola del Creatore: tutti e due sono “immagine e somiglianza di Dio”, tutti e due; non prima l’uomo e poi, un pochino più in basso, la donna; no, tutti e due.

E ancora, nel passo evangelico di Matteo c’è una parola che mi ha toccato il cuore: chiunque guarda una donna per “desiderarla”» ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Questa parola è tanto attuale ha riconosciuto il Papa. Perché nei programmi televisivi, nelle riviste, nei giornali, si fanno vedere le donne come un oggetto del desiderio, di uso, come una parte del supermarket: questo si può comprare, questo si può usare.

Rigettare la donna è un peccato contro Dio creatore perché senza di lei noi maschi non possiamo essere immagine e somiglianza di Dio. Oggi, c’è un accanimento contro la donna, un accanimento brutto, anche latente. Ma quante volte delle ragazze per avere un posto di lavoro devono vendersi come oggetto di usa e getta?. E questo accade qui a Roma, non è necessario andare lontano. Negli uffici, nelle ditte. Ecco che rigettare la donna entra in questa cultura dello scarto e la donna diventa materiale di scarto: si usa e si getta.

Di più: Cosa vedremmo se facessimo un “pellegrinaggio notturno” in certi posti della città? Tante donne, tante migranti, tanti non migranti, sfruttati, come in un mercato. A queste donne gli uomini si avvicinano non per dire “buonasera”», ma per chiedere: “quanto costi?”, questa è la domanda. E noi ci laviamo la coscienza davanti a questo dicendo che sono prostitute. Ma tu l’hai fatta prostituta, come dice Gesù: chiunque ripudia la espone all’adulterio, perché tu non tratti bene la donna e la donna finisce così, anche sfruttata, schiava, tante volte.

Ci sono donne qui: quante di voi pregano per le donne scartate, per le donne usate, per le ragazze che devono vendere la propria dignità per avere un posto di lavoro?.  

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - 15 giugno 2018)

CATECHESI SUI COMANDAMENTI: "Dieci Parole" per vivere l'Alleanza

 

10-COMANDAMENTI-23062018ella Bibbia i comandamenti non vivono per sé stessi, ma sono parte di un rapporto, una relazione. E c’è quella relazione dell’Alleanza fra Dio e il suo Popolo. All’inizio del capitolo 20 del libro dell’Esodo leggiamo – e questo è importante –: «Dio pronunciò tutte queste parole».

Sembra un’apertura come un’altra, ma niente nella Bibbia è banale. Il testo non dice: “Dio pronunciò questi comandamenti”, ma «queste parole». La tradizione ebraica chiamerà sempre il Decalogo “le dieci Parole”. E il termine “decalogo” vuol dire proprio questo. Eppure hanno forma di leggi, sono oggettivamente dei comandamenti. Perché, dunque, l’Autore sacro usa, proprio qui, il termine “dieci parole”? Perché? E non dice “dieci comandamenti”?

Che differenza c’è fra un comando e una parola? Il comando è una comunicazione che non richiede il dialogo. La parola, invece, è il mezzo essenziale della relazione come dialogo. Dio Padre crea per mezzo della sua parola, e il Figlio suo è la Parola fatta carne. L’amore si nutre di parole, e così l’educazione o la collaborazione. Due persone che non si amano, non riescono a comunicare. Quando qualcuno parla al nostro cuore, la nostra solitudine finisce. Riceve una parola, si dà la comunicazione e i comandamenti sono parole di Dio: Dio si comunica in queste dieci Parole, e aspetta la nostra risposta.

Altro è ricevere un ordine, altro è percepire che qualcuno cerca di parlare con noi. Un dialogo è molto di più che la comunicazione di una verità. Io posso dirvi: “Oggi è l’ultimo giorno di primavera, calda primavera, ma oggi è l’ultimo giorno”. Questa è una verità, non è un dialogo. Ma se io vi dico: “Cosa pensate di questa primavera?”, incomincio un dialogo. I comandamenti sono un dialogo.

Questa differenza non è una cosa artificiale. Guardiamo cosa è successo all’inizio. Il Tentatore, il diavolo, vuole ingannare l’uomo e la donna su questo punto: vuole convincerli che Dio ha vietato loro di mangiare il frutto dell’albero del bene e del male per tenerli sottomessi. La sfida è proprio questa: la prima norma che Dio ha dato all’uomo, è l’imposizione di un despota che vieta e costringe, o è la premura di un papà che sta curando i suoi piccoli e li protegge dall’autodistruzione? È una parola o è un comando? La più tragica, fra le varie menzogne che il serpente dice a Eva, è la suggestione di una divinità invidiosa – “Ma no, Dio è invidioso di voi” – di una divinità possessiva – “Dio non vuole che voi abbiate libertà”. I fatti dimostrano drammaticamente che il serpente ha mentito (cfr Gen 2,16-17; 3,4-5), ha fatto credere che una parola d’amore fosse un comando.

L’uomo è di fronte a questo bivio: Dio mi impone le cose o si prende cura di me? I suoi comandamenti sono solo una legge o contengono una parola, per curarsi di me? Dio è padrone o Padre? Dio è Padre: non dimenticatevi mai questo. Il comandamento è dal padrone, la parola è dal Padre.

Lo Spirito Santo è uno Spirito di figli, è lo Spirito di Gesù. Uno spirito da schiavi non può che accogliere la Legge in modo oppressivo, e può produrre due risultati opposti: o una vita fatta di doveri e di obblighi, oppure una reazione violenta di rifiuto. Tutto il Cristianesimo è il passaggio dalla lettera della Legge allo Spirito che dà la vita (cfr 2 Cor 3,6-17). Gesù è la Parola del Padre, non è la condanna del Padre. Gesù è venuto a salvare, con la sua Parola, non a condannarci. La gente si rende conto se un cristiano ragiona da figlio o da schiavo. E noi stessi ricordiamo se i nostri educatori si sono presi cura di noi come padri e madri, oppure se ci hanno solo imposto delle regole. I comandamenti sono il cammino verso la libertà, perché sono la parola del Padre che ci fa liberi in questo cammino. Il mondo non ha bisogno di legalismo, ma di cura. Ha bisogno di cristiani con il cuore di figli. Ha bisogno di cristiani con il cuore di figli: non dimenticatevi questo. (Udienza Generale - Mercoledì 20/06/2018)

 
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