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Scritto da Administrator   

n° 23 Sabato 16 Giugno 2018

 

EDITORIALE

 I cattolici e la politica

Molti di noi, in questo tempo, hanno paura per sé, hanno paura per il futuro, paura di mettere al mondo figli, paura dei migranti, paura anche della politica come qualcosa che sporca. I cattolici non devono avere paura della politica ed essere assenti o latitanti. Devono essere presenti con i loro valori, che costituiscono un contributo importante alla società, ad esempio la difesa dei deboli, degli ultimi, degli esclusi, la difesa del creato, la difesa della famiglia, della vita. Presenti, come diceva il beato Paolo VI, quali esperti in umanità. Altrimenti rischiano l’irrilevanza davanti agli uomini, ma soprattutto davanti a Dio. È l’invito lanciato dal card. Bassetti, presidente della CEI nel corso della veglia di preghiera per l’Italia organizzata alcuni giorni fa dalla Comunità di Sant’Egidio, col suo fondatore Andrea Riccardi ed il presidente Marco Impagliazzo, nella basilica romana di Santa Maria in Trastevere. Dopo le elezioni politiche, abbiamo vissuto momenti di seria preoccupazione, non solo per la composizione del Governo che tardava a venire. Non possiamo dimenticare che c’è stato un clima di tensione e attimi di conflittualità che sono emersi dalle viscere più profonde del Paese. Soprattutto su internet, il cui uso talvolta irresponsabile è da biasimare, si è vista montare una rabbia sociale persino contro la persona del Presidente della Repubblica e la sua misurata e saggia azione di garanzia di tutti i concittadini. In un momento così serio della nostra storia, continua il card. Bassetti, i cattolici non debbono aver paura della responsabilità politica. Non possono disertare quel servizio al bene comune. È eticamente doveroso lavorare per il bene della Patria, che si collega alla realtà di padre: cioè quell’insieme di beni che abbiamo ricevuto dai nostri padri: eredità di terra, di storia, di cultura, di valori spirituali, di lingua. Pensiamo a coloro che hanno perso la Patria o ne sono stati scacciati, o l’hanno dovuta abbandonare. Tanti rifugiati e profughi, cercano una patria con un volto materno. Tra pochi mesi celebreremo il centenario dell’appello ai Liberi e Forti, lanciato da un gruppo di tenaci democratici, riuniti intorno a don Luigi Sturzo. Fu l’inizio di una storia, quella del cattolicesimo politico italiano, che ha segnato la nostra democrazia e che ci ha dato una galleria di esempi alti di dedizione e di intelligenza. Nelle migliaia dei Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia. Chi si impegna nell’amministrare la cosa pubblica, dice ancora il Presidente della CEI card. Bassetti, deve ritornare ad essere un nostro figlio prediletto. Non è questione di numero, ma di luce, lievito e di sale: ogni società vive e progredisce se minoranze attive ne animano la vita spirituale sociale. Lo diceva anche il neo cardinale sardo Angelo Becciu in una intervista alla Nuova Sardegna: ci sono cattolici impegnati in politica che a titolo personale portano avanti il messaggio cristiano e lo fanno con impegno. Resta però una posizione individuale, manca un contributo organico dei cattolici in politica: “La politica, diceva il beato Paolo VI, è la più alta forma di carità”.      

                                     D.D.

 

 

RAGGI DI SOLE

CHI CI PENSA

 PESCI-ROSSI-16062018Due pesci rossi vivevano in un vaso di vetro. Nuotando pigramente in tondo avevano anche tempo per filosofare.

Un giorno un pesce chiese all'altro: «Tu credi in Dio?». «Certo!». «E come fai a saperlo?». «Chi credi che ci cambi l'acqua, tutti i giorni?». La vita scorre dentro di noi come un fiume tranquillo ed è un miracolo. Ma facciamo l'abitudine anche ai miracoli. Ogni giorno è un dono tutto nuovo, una pagina bianca da scrivere. Dio ci cambia l'acqua tutti i giorni.

Anzi, fa di più: ci immerge nell’acqua della sua sorgente sempre chiara e fresca, che zampilla senza mai esaurirsi. Il bimbo, allattato dalla madre, non se ne rende conto, ma grazie a quell’amore cresce e si sviluppa. Così è per noi, che viviamo dissetati e nutriti da Dio. E forse non ci badiamo…   

                Don Paolo Piras

 

 

 

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Recita dei bambini della scuola Primaria dell'Istituto San Vincenzo.

SISTER-ACT-16062018A"Sister act a... La Maddalena". Chi l'avrebbe mai detto??? Sister Act, la suora scatenata si è trasferita a La Maddalena... Con questa recita i bambini della classe quinta, aiutati dai bambini del coro hanno salutato la Scuola primaria...

Il titolo è "Sister Act a La Maddalena" una recita divertente e piuttosto articolata, ideata per omaggiare il nostro Istituto che rappresenta idealmente per tutti i nostri bambini il nido da cui spiccare il volo.

La trama che ha dato origine al famoso film è stata adattata al nostro Istituto, con protagonisti i nostri sacerdoti...don Domenico, don Davide e don Paolo, naturalmente le suore, i poliziotti e i ragazzi di piazza...i bambini della classe quinta sono stati degli interpreti fantastici e divertenti, ognuno con il suo ruolo ben cucito addosso...

Quando ho scritto questa recita li immaginavo già recitarla...ci siamo divertiti tanto e molte battute sono state cambiate in corso d'opera proprio per volere dei bambini che spesso improvvisavano durante le prove...per esempio l'arrivo del Papa è stato ideato da loro...così come il selfie..improvvisato al momento!!!

SISTER-ACT-16062018Suor Maria Claretta interpretata da Letizia Gala si è ritrovata a dirigere il coro "di galline strozzate"...e dopo tante vicissitudini è riuscita ad ottenere un coro di usignoli formato da tutti i bambini della scuola primaria che sono stati coinvolti anche in diverse battute della recita...

Noi insegnanti salutiamo con affetto i nostri bambini di quinta che vanno alla scuola Secondaria portandosi via un pezzo del nostro cuore…vi auguriamo una vita di felicità e soddisfazione... Pietro, Alessandro, Francesco, Mario, Letizia, Paolo, Francesca, Arianna, Emma, Ginevra, Cristian, Luigi, Patrick, Raoul.

Maestra Mary

 

 

■ Conclusione dell’anno sociale per le Cellule di Evangelizzazione

Nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, quest’anno l’8 giugno, le Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione, sono solite concludere l’anno sociale. Per tutto l’anno hanno curato la loro formazione meditando il Vangelo della domenica con l’aiuto del parroco, dedicando un’ora la settimana all’adorazione eucaristica, approfondendo la dimensione del servizio e, guidati dallo Spirito Santo, crescendo come discepoli-evangelizzatori.

Nella festa del Sacro Cuore hanno partecipato numerosi alla Messa delle ore 19.00, lodando e ringraziando Dio per il bene ricevuto e per il bene fatto. Al termine della celebrazione i cellulini presenti, con i presbiteri, hanno partecipato nella locale biblioteca ad un’agape fraterna. È stata programmata, sabato 30 giugno, una giornata di spiritualità ad Olbia, Porto Istana, presso il monastero Mater Dei, diretto da padre Massimo Terrazzoni. Rimane naturalmente l’impegno che tutti i membri delle cellule, durante il periodo estivo, continueranno, in modo diverso, ad operarsi nella evangelizzazione.             

        Pietro Maccioccu

 

 ■ Il pane di sant’Antonio.

SAN-ANTONIO-16062018Il 13 giugno, memoria di sant’Antonio di Padova, molti fedeli hanno partecipato alla Messa delle ore 19.00 nella chiesa di Santa Maria Maddalena. La cappella del Santo, che custodisce una bella statua in marmo dono della famiglia Semeria nel 1821, era tutta adorna di fiori, curata da Tonina. Nell’omelia il parroco ha ricordato che sant’Antonio, frate francescano originario di Lisbona, morto a Padova a 36 anni, era patrono dei poveri e dei sofferenti. Lo dimostra una legge sui debitori firmata a Padova nel 1231 e che porta il suo nome, per esentare dalla perdita della libertà personale chi non poteva pagare multe e impegni finanziari. Predicò contro l’usura e contro la prigione riservata ai debitori, spesso i più poveri. Per questo la pietà popolare usa benedire il pane di sant’Antonio, detto anche pane dei poveri, unendo a questa usanza una offerta. Durante la Messa si è fatta la questua, affidata poi alla Caritas, per i poveri della Città.

                                

 

 

 

 

 

 

“Settimana della salute”.

GRUPPO-PETRACCA B 16062018i è appena conclusa la “Settimana della Salute”, iniziativa promossa ed organizzata dal Gruppo di preghiera Padre Pio di La Maddalena grazie anche al contributo del Comune, a diversi benefattori e alla Comunità.

Dal 6 al 13 giugno il nostro Arcipelago ha visto brillare il sorriso sul volto di venticinque bambini e ragazzi, provenienti dal reparto di oncoematologia pediatrica di Casa Sollievo della Sofferenza, Ospedale voluto e fatto realizzare da San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. I giovani erano accompagnati da un equipe costituita da due medici, la Dottoressa Lucia Miglionico e il Dott. Giuseppe Petracca Ciavarella, da due infermiere, da due mamme e due papà e dal Direttore Amministrativo Dott. Michele Giuliani.

  I graditi ospiti hanno potuto godere per un’intera settimana della tranquillità, spensieratezza e gioia di vivere che si assapora e respira nel nostro meraviglioso arcipelago, dopo aver debellato il tumore e aver vinto la più difficile battaglia della loro esistenza.

CONIUGI-PETRACCA-16062018Il Gruppo di preghiera Padre Pio di La Maddalena ha letteralmente “coccolato” i giovani ospiti, offrendo loro momenti di riflessione e divertimento, uniti alla graduale scoperta delle meraviglie del nostro arcipelago. A ciò è valsa la collaborazione preziosa dell’Amministrazione Comunale, della Marina Militare, della Guardia Costiera, dell’Istituto San Vincenzo, di diversi imprenditori locali e numerosi privati.

Domenica 10 giugno il gruppo, unitamente a un’assemblea molto partecipata di maddalenini, ha seguito nella Chiesa Parrocchiale la Conferenza “Dal Sinodo della famiglia ad Amoris laetitia”, tenuta dai due medici accompagnatori. La dottoressa Miglionico, pediatra del Reparto di oncoematologia di Casa Sollievo della Sofferenza, è infatti Presidente dei Medici Cattolici della Regione Puglia, nonché responsabile della Consulta per la famiglia della stessa Regione; suo marito, il dottor Ciavarella, medico dello stesso ospedale nel ramo di Medicina Nucleare, ha partecipato insieme alla moglie al Sinodo della Famiglia, indetto e condotto da Papa Francesco, unica coppia italiana su quattordici partecipanti. Nel loro intervento sono partiti dalla testimonianza della loro vita quotidiana, unendo il tema della sofferenza a quello della famiglia. Un incontro che ha lasciato tutti attenti e anche con le lacrime agli occhi. Alla fine è stato presentato anche il libro composto dalle storie dei ragazzi “Voglia di Vita”.

GRUPPO-PETRACCA-16062018Il bagno in mare nelle più suggestive spiagge della Maddalena, il giro turistico per l’Arcipelago sulle motonavi Orient Express e Petagus, le visite al Compendio Garibaldino e al Memoriale, alla Scuola di Vela del Professor Camarda, alle Scuole CEMM della Marina Militare e al Comando della Guardia Costiera, che ha messo a disposizione le proprie imbarcazioni per il trasporto degli ospiti nelle acque cristalline di Cala Coticcio a Caprera, le due Cene sociali, a Tegge e al Camping di Punta Cannone, hanno riempito la settimana di vacanza di momenti indimenticabili.

Sono state giornate intense e ricche di grandi emozioni, vissute in fraterna amicizia. Il Gruppo di preghiera è felice di aver contribuito a ridonare il sorriso a questi giovani amici, “veri guerrieri” della vita, che colmi di emozione e nostalgia, hanno fatto rientro a San Giovanni Rotondo nell’augurio che questa iniziativa della Settimana della Salute possa ripetersi negli anni a venire.

Molto soddisfatto della riuscita dell’evento anche il Sindaco della Maddalena, che ha dichiarato: "Riuscire a contribuire per una causa così nobile, è motivo di grande orgoglio. Aver potuto restituire il sorriso in questi giorni a chi soffre o ha sofferto, è segno di una solidarietà nella quale i maddalenini si distinguono sempre con vera spontaneità". Il Gruppo di preghiera Padre Pio ringrazia per il prezioso aiuto offerto all’iniziativa: il Sindaco Avv. Luca Montella e tutta l’Amministrazione Comunale, il Parroco Don Domenico, i Vice Parroci Don Davide e Don Paolo e tutta la Comunità, l’Istituto San Vincenzo nella persona della Superiora Suor Maria Rosaria, la Marina Militare nella persona del Comandante Domenico Usai, la Guardia Costiera nella persona del Comandante Alessio Loffredo, il Compendio e il Memoriale Garibaldino, la guida culturale Francesca Sanna, la Delcomar, la Protezione Civile, gli imprenditori Cristian Delogu, Angela Benatti, Peppe Onorato, Tonino Atria, Eraldo Melis, Paola Brozzas, Nonna Isa e la pasticceria Biosa, la Scuola di Vela del prof. Camarda, Andrea Bebbu, Tonino Scanu con Sonia ed il loro staff, e non ultimi i numerosi volontari silenziosi e anonimi, che hanno sostenuto tale iniziativa.

Il Gruppo di preghiera Padre Pio di La Maddalena

 

“Fogarina di San Giovanni”. Piazza Don G.Riva, a Moneta, sarà anche quest’anno il luogo di appuntamento per i tanti, residenti e turisti, che vorranno assistere all’accensione della tradizionale “Fogarina” di S.Giovanni.

L’evento si svolgerà nella notte del 23 giugno, vigilia della ricorrenza in cui si ricorda la nascita terrena di S. Giovanni Battista (24 giugno).

Precederà l’accensione del grande falò, la S.Messa, alle ore 19.00, celebrata all'aperto proprio nella piazza Don Riva, al termine della quale, si potrà partecipare, con un contributo di 10 euro, alla cena preparata dal Comitato festeggiamenti S. Maria Maddalena e Natività della B. V. Maria. Non mancheranno le squisite frittelle dei Mastri Frisjiolai Maddalenini e il supporto musicale della cover-band “Stazzi Uniti”. Intorno alle 23:30, nell’apposito spiazzo ricavato a lato della piazza, si terrà la consueta benedizione ed accensione del fuoco; al mantenimento delle condizioni di sicurezza antincendio provvederanno una Squadra della locale stazione dei Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani e i Volontari della Protezione Civile di La Maddalena.

Durante la serata gli amici del Comitato approfitteranno per vendere i biglietti della Lotteria la cui estrazione è fissata per il prossimo 8 settembre, nella stessa piazza Don Riva, e che vede tra i premi più appetibili una autovettura Lancia Ypsilon, una crociera nel mediterraneo a bordo della bellissima Costa Diadema e un cellulare iPhone-Apple di ultima generazione; naturalmente, l’incasso netto della serata costituirà parte del fondo con il quale verranno realizzati i festeggiamenti, religiosi e civili, in onore di S. Maria Maddalena e della Natività della B. V. Maria.

S. Giovanni Battista è tra i Santi più venerati nel mondo, l’unico che la Chiesa festeggia - insieme alla Vergine Maria – oltre che nel giorno della sua nascita, anche in quello del martirio (29 agosto), che avvenne per decapitazione durante il regno di Erode Antipa.

Celebre è l’episodio che ricorda il sussulto di gioia nel grembo di sua madre, Elisabetta, quando ricevette la visita di Maria: Cristo stesso lo ha definito “il più grande tra i nati da donna”.

Questo santo è chiamato il “Precursore”, perché annunciò la venuta di Cristo e invitò alla conversione, fu lui a battezzare Gesù nelle acque del fiume Giordano; inoltre, è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e l’Apostolo di Gesù che, per primo, gli rese testimonianza ancora in vita.

La Festività di San Giovanni Battista riunisce evidentemente due elementi simbolici di per sé contrastanti, come il fuoco e l'acqua, che nella fede e tradizione cristiana hanno trovato grande significato.

Gianni Deriu

 

L’assessora al turismo ha visitato alcuni musei.

ASSESSORE-TURISMO-16062018"Certo, qui si respira la storia". L'esclamazione è stata di Barbara Argiolas, assessora regionale al turismo, pronunciata sabato 8 giugno a Caprera, in una delle stanze della casa di Garibaldi. È giunta all’Isola nell’ambito del progetto internazionale “Primavera accessibile 2018 - ITACA (Itinerari Turistici Accessibili e Aperti)”, un progetto che punta a verificare il grado di accessibilità di alcuni musei della Sardegna per le persone anziane e disabili. Per questo sono state coinvolte le associazioni Insieme per il Domani e Acque Libere. “Con piccoli accorgimenti ci si potrebbe muovere bene non snaturando il luogo”, ha affermato Antonello Tovo. Ad accogliere a Caprera l’assessora sono stati il vicesindaco Massimiliano Guccini e il delegato e capogruppo Alberto Mureddu. Accompagnata dal neo presidente del Parco Nazionale Fabrizio Fonnesu e dal direttore Yuri Donno, l'assessora regionale ha poi visitato i Musei Mineralogico e del Mare di Stagnali, aperto alcuni anni fa presso il Cea. “È la prima volta assolutamente per me”, ha detto la Argiolas. “L'impatto, dal punto di vista emotivo è interessante perché qui si racconta di un arcipelago che non è soltanto ambiente e paesaggio ma anche storia e cultura. Un grande plauso alle guide, straordinarie le associazioni di volontariato che rendono magici i luoghi”. Peccato che l’assessora non abbia visitato il Museo Diocesano di via Barone Manno; avrebbe avuto una visione più ampia di quella che è l’offerta museale isolana.

                                   Claudio Ronchi

 

■ Mercoledì 20 giugno nuovo appuntamento con l’Agenzia delle Entrate

La notizia riguarda particolarmente dipendenti pubblici, dipendenti privati e pensionati. L’Agenzia delle Entrate è stata La Maddalena, con propri funzionari, mercoledì 13 giugno, e lo sarà ancora mercoledì 20 giugno, mercoledì 27 giugno, mercoledì 4 luglio, mercoledì 11 luglio, mercoledì 18 luglio e anche lunedì 23 luglio 2018, termine ultimo per la presentazione del modello 730 precompilato. Lo sportello di assistenza rimane aperto, nei giorni indicati, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 17, nei locali del municipio. Alla postazione self service, e al relativo servizio di assistenza, potranno accedere: gli utenti Fisconline, con il pin e la password rilasciati dall’Agenzia delle Entrate; i cittadini in possesso del pin dispositivo dell’Inps; i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che hanno aderito al sistema NoiPA; gli iscritti a SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Nelle giornate dedicate all’assistenza alla compilazione, inoltre, chi non possiede le credenziali per visualizzare e inviare la dichiarazione precompilata potrà chiedere al personale dell’Agenzia il pin e la password dei servizi telematici delle Entrate e fruire così del servizio.              

Claudio Ronchi

 

■ 1768 (250 anni fa): E don Virgilio Mannu celebrò il primo matrimonio

Abbiamo scritto, nelle precedenti puntate, che il primo Libro dei Matrimoni della Parrocchia di Santa Maria Maddalena parte dal 1772 e che comunque questo non significa che fino a quel momento non ne siano stati celebrati. Il motivo è che un precedente registro mal conservato andò perduto. Dunque tra il gennaio del 1768 (anni di fondazione della Parrocchia) e il marzo del 1772 c'è un buco di matrimoni, che comunque ci furono, buco che andiamo a colmare. Possiamo infatti dire che prima del 9 maggio del 1768 fu celebrato un matrimonio. Lo si deduce da alcune corrispondenze intercorse tra il capitano Pestolazzi, che in quel momento era il comandante delle nostre isole e il viceré di Cagliari, Vittorio Lodovico d’Hallot Des Hayes. Era infatti successo che un certo cannoniere non meglio identificato che con le iniziali “S. Domenico” (di cui non sappiamo la provenienza, se sardo o continentale), giunto al seguito delle truppe d’occupazione sardo-piemontesi, e che era stato incaricato di far eseguire i lavori di approvvigionamento idrico presso sorgente di Villa Marina, nell'isola di Santo Stefano, avesse cominciato a fare gli occhi dolci ad una giovane maddalenina, corsa d'origine, della quale non conosciamo il nome e non sappiano se fosse di La Magdalena e di La Caprera. Lui doveva essere, probabilmente, piuttosto giovane e altrettanto, e forse ancora di più lo doveva essere la bella isolana. La relazione, in pochi mesi, giunse ad una promessa di matrimonio da parte del nostro giovane cannoniere. Quel che non fece però, fu di assolvere all'obbligo di darne immediata comunicazione al proprio comando militare e per questo venne punito. Ciò però non precluse il matrimonio che (si deduce dalla data della corrispondenza tra il capitano Pestolazzi e il viceré di Cagliari) fu celebrato in un giorno antecedente il 9 maggio 1768. Fu dunque una “sposa di maggio” ad inaugurare i matrimoni all'Isola, nozze benedette da don Virgilio Mannu, canonico. Certo è che il periodo del fidanzamento durò solo pochi mesi e non sappiamo quale fu l'esito di questo matrimonio, nel senso che non sappiamo se poi il nostro giovane cannoniere con la sua giovane sposa rimasero qui oppure per motivi di servizio furono trasferiti altrove. Ci piace però pensare che qui vissero felici e contenti, mettendo al mondo un po' di figli, come succedeva allora; nuove leve, di sangue misto, della nascente comunità isolana.                                        

Claudio Ronchi

 

Condoglianze ai familiari di Ivana Esposito ved. Sirena e Giuseppe Cuccadu che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 1) Sabato 23 giugno

* Ore 18,30: Messa nella solennità della Natività di San Giovanni Battista.

* Giornata per la carità del Papa.

 

  Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1)Domenica 24 giugno

* Solennità della Natività di San Giovanni Battista.

* Dopo la Messa delle 19.00: processione e benedizione del mare a Cala Gavetta.

* Giornata per la Carità del Papa.

 2) Sabato 7 luglio

Pellegrinaggio a Lavezzi. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano.

 

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 19.00 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 18.00

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 Ore 08.00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09.30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11.00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17.30 Sala Sacra Famiglia- Padule

Ore 19.00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17.30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19.00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08.30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19.00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

 

M A G I S T E R O

 ACCOGLIERE LA PAROLA DI GESÙ CI FA FRATELLI TRA NOI

GESU'-FRATELLI-16062018 Il Vangelo di Mc 3,20-35 ci mostra due tipi di incomprensione che Gesù ha dovuto affrontare: quella degli scribi e quella dei suoi stessi familiari.

La prima incomprensione. Gli scribi erano uomini istruiti nelle Sacre Scritture e incaricati di spiegarle al popolo. Alcuni di loro vengono mandati da Gerusalemme in Galilea, dove la fama di Gesù cominciava a diffondersi, per screditarlo agli occhi della gente: per fare l’ufficio di chiacchieroni, screditare l’altro, togliere l’autorità, questa cosa brutta. E quelli sono stati inviati per fare questo. E questi scribi arrivano con un’accusa precisa e terribile – questi non risparmiano mezzi, vanno al centro e dicono così: «Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni». Cioè il capo dei demoni è quello che spinge Lui; che equivale a dire più o meno: “Questo è un indemoniato”. Infatti Gesù guariva molti malati, e loro vogliono far credere che lo faccia non con lo Spirito di Dio – come faceva Gesù –, ma con quello del Maligno, con la forza del diavolo. Gesù reagisce con parole forti e chiare, non tollera questo, perché quegli scribi, forse senza accorgersene, stanno cadendo nel peccato più grave: negare e bestemmiare l’Amore di Dio che è presente e opera in Gesù. E la bestemmia, il peccato contro lo Spirito Santo, è l’unico peccato imperdonabile – così dice Gesù –, perché parte da una chiusura del cuore alla misericordia di Dio che agisce in Gesù.

Ma questo episodio contiene un ammonimento che serve a tutti noi. Infatti, può capitare che una forte invidia per la bontà e per le opere buone di una persona possa spingere ad accusarla falsamente. Qui c’è un vero veleno mortale: la malizia con cui in modo premeditato si vuole distruggere la buona fama dell’altro. Dio ci liberi da questa terribile tentazione! E se, esaminando la nostra coscienza, ci accorgiamo che questa erba cattiva sta germogliando dentro di noi, andiamo subito a confessarlo nel sacramento della Penitenza, prima che si sviluppi e produca i suoi effetti malvagi, che sono inguaribili. Siate attenti, perché questo atteggiamento distrugge le famiglie, le amicizie, le comunità e perfino la società.

La seconda incomprensione. Molto diversa dalla prima, nei confronti di Gesù: quella dei suoi familiari. Questi erano preoccupati, perché la sua nuova vita itinerante sembrava loro una pazzia. Infatti, Egli si mostrava così disponibile per la gente, soprattutto per i malati e i peccatori, al punto da non avere più nemmeno il tempo di mangiare. Gesù era così: prima la gente, servire la gente, aiutare la gente, insegnare alla gente, guarire la gente. Era per la gente. Non aveva tempo neppure per mangiare. I suoi familiari, dunque, decidono di riportarlo a Nazareth, a casa. Arrivano nel posto dove Gesù sta predicando e lo mandano a chiamare. Gli viene detto: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Egli risponde: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?», e guardando le persone che stavano intorno a Lui per ascoltarlo aggiunge: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro. Accogliere la parola di Gesù ci fa fratelli tra noi, ci rende la famiglia di Gesù. Sparlare degli altri, distruggere la fama degli altri, ci rende la famiglia del diavolo.

Quella risposta di Gesù non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio. Ci aiuti la Vergine Madre a vivere sempre in comunione con Gesù, riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova. (Angelus - Domenica 03 Giugno 2018 )

 

LA SANTITÀ DI TUTTI I GIORNI

SALE-DEL-MONDO-16062018La testimonianza del cristiano è un testimonianza semplice, anonima, umile, che non pretende riconoscimenti e meriti. La testimonianza più grande del cristiano è dare la vita come ha fatto Gesù, diventare un martire, martire e testimone. Ma, c’è anche un’altra testimonianza: quella di tutti i giorni, la semplice testimonianza abituale.

Il Signore dice che questa testimonianza è fare come il sale e come la luce, anzi, diventare noi sale e luce. In realtà sembra poca cosa, perché il Signore con poche cose nostre fa dei miracoli, fa delle meraviglie.

Ecco perché il cristiano deve avere questo atteggiamento di umiltà: soltanto cercare di essere sale e luce. Essere, dunque, sale per gli altri, luce per gli altri, perché il sale non insaporisce se stesso ma sta sempre al servizio. E così anche la luce non illumina se stessa in quanto è sempre al servizio.

Sale per gli altri, perciò, è la missione del cristiano: Piccolo sale che aiuta ai pasti, ma piccolo. Del resto al supermercato il sale si vende non a tonnellate ma in piccoli sacchetti: è sufficiente. E poi, il sale non si vanta di se stesso perché non serve se stesso: è sempre è lì per aiutare gli altri, aiutare a conservare le cose, a insaporire le cose. Una semplice testimonianza.

Il cristiano perciò deve essere sale e poi anche luce. E la luce non illumina se stessa: no, la luce illumina gli altri, è per gli altri, è per la gente, è per aiutarci nelle ore di notte, di buio. È proprio questo lo stile di essere cristiano di ogni giorno. Ecco allora che il Signore ci dice: “Tu sei sale, tu sei luce” .

Noi quando mangiamo non diciamo: “buono il sale!”; diciamo piuttosto: «buona la pasta, buona la carne!. E di notte, quando andiamo per casa, non diciamo: “buona la luce!”. Ignoriamo la luce, ma viviamo con quella luce che illumina.

Questa è una dimensione che fa che noi cristiani siamo anonimi nella vita. Infatti non siamo protagonisti dei nostri meriti, come quel fariseo: “Ti ringrazio Signore perché io sono un santo”. Alla fine della giornata, sarebbe bello domandarsi: sono stato sale oggi? Sono stato luce oggi?. Proprio questa è la santità di tutti i giorni. Che il Signore ci aiuti a capire questo.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Martedì, 12 giugno 2018)

 

CATECHESI SUI COMANDAMENTI:

Il desiderio di una vita piena

 Prendiamo spunto dall’incontro fra Gesù e un uomo - è un giovane - che, in ginocchio, gli chiede come poter ereditare la vita eterna (cfr Mc 10,17-21). E in quella domanda c’è la sfida di ogni esistenza, anche la nostra: il desiderio di una vita piena, infinita. Ma come fare per arrivarci? Quale sentiero percorrere? Vivere per davvero, vivere un’esistenza nobile… Quanti giovani cercano di “vivere” e poi si distruggono andando dietro a cose effimere.

Alcuni pensano che sia meglio spegnere questo impulso - l’impulso di vivere - perché pericoloso. Vorrei dire, specialmente ai giovani: il nostro peggior nemico non sono i problemi concreti, per quanto seri e drammatici: il pericolo più grande della vita è un cattivo spirito di adattamento che non è mitezza o umiltà, ma mediocrità, pusillanimità. Un giovane mediocre è un giovane con futuro o no? No! Rimane lì, non cresce, non avrà successo. La mediocrità o la pusillanimità. Quei giovani che hanno paura di tutto: “No, io sono così …”. Questi giovani non andranno avanti. Mitezza, forza e niente pusillanimità, niente mediocrità. Il Beato Pier Giorgio Frassati – che era un giovane - diceva che bisogna vivere, non vivacchiare. I mediocri vivacchiano. Vivere con la forza della vita. Bisogna chiedere al Padre celeste per i giovani di oggi il dono della sana inquietudine. La vita del giovane è andare avanti, essere inquieto, la sana inquietudine, la capacità di non accontentarsi di una vita senza bellezza, senza colore. Se i giovani non saranno affamati di vita autentica, mi domando, dove andrà l’umanità?

La domanda di quell’uomo del Vangelo che abbiamo sentito è dentro ognuno di noi: come si trova la vita, la vita in abbondanza, la felicità? Gesù risponde: «Tu conosci i comandamenti», e cita una parte del Decalogo. È un processo pedagogico, con cui Gesù vuole guidare ad un luogo preciso; infatti è già chiaro, dalla sua domanda, che quell’uomo non ha la vita piena, cerca di più è inquieto. Che cosa deve dunque capire? Dice: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».

Come si passa dalla giovinezza alla maturità? Quando si inizia ad accettare i propri limiti. Si diventa adulti quando ci si relativizza e si prende coscienza di “quello che manca”. Quest’uomo è costretto a riconoscere che tutto quello che può “fare” non supera un “tetto”, non va oltre un margine.

Gesù, nel Vangelo, dice qualcosa che ci può aiutare: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17). Il Signore Gesù regala il compimento, è venuto per questo. Quell’uomo doveva arrivare sulla soglia di un salto, dove si apre la possibilità di smettere di vivere di sé stessi, delle proprie opere, dei propri beni e – proprio perché manca la vita piena – lasciare tutto per seguire il Signore. A ben vedere, nell’invito finale di Gesù – immenso, meraviglioso – non c’è la proposta della povertà, ma della ricchezza, quella vera: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».

Gesù non offre surrogati, ma vita vera, amore vero, ricchezza vera! Come potranno i giovani seguirci nella fede se non ci vedono scegliere l’originale, se ci vedono assuefatti alle mezze misure? È brutto trovare cristiani di mezza misura, cristiani – mi permetto la parola – “nani”; crescono fino ad una certa statura e poi no; cristiani con il cuore rimpicciolito, chiuso. È brutto trovare questo. Ci vuole l’esempio di qualcuno che mi invita a un “oltre”, a un “di più”, a crescere un po’. Dobbiamo partire dalla realtà per fare il salto in “quel che manca”. Dobbiamo scrutare l’ordinario per aprirci allo straordinario.

(Udienza Generale - Mercoledì 13/06/2018)

 
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