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n° 21 Sabato 9 Giugno 2018

 

EDITORIALE

 Il Sacro Cuore di Gesù centro di tutti i cuori

 SACRO-CUORE-09062018È facile vedere in chiesa un quadro o una statua del Sacro Cuore di Gesù; meno facile di una volta, vederlo nelle case; magari lo hanno portato alla Trinita. Nel primo venerdì del mese, dedicato tradizionalmente al Sacro Cuore di Gesù, anni fa, le chiese si riempivano, ora, sono frequentate da un piccolo gruppo di devoti. Eppure la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, che la Chiesa celebra il venerdì dopo la domenica della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, conduce all’essenza del cristianesimo. Al centro della storia c’è il mistero di Cristo, uomo-Dio, al centro della vita di Cristo c’è la sua Pasqua di morte e risurrezione, al centro della Pasqua c’è il suo amore, il suo cuore. Il cuore, nella gran parte delle culture, simboleggia il centro vivo della persona, dei suoi pensieri, dei suoi affetti. La devozione al sacro Cuore di Gesù ha avuto un grande sviluppo dopo le apparizioni di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque nel convento di Paray-le Monial, in Francia, nel 1673. Gesù mostrando alla Santa il suo cuore disse: “Ecco il cuore che ha tanto amato gli uomini e dalla maggior parte di essi non riceve che ingratitudini, offese, abbandono..; e ciò che è più doloroso è che sono i cuori a me consacrati che mi trattano così”. Per questo domandava alla Santa e ai devoti di riparare, il primo venerdì del mese, con la comunione e con un’ora di adorazione, le offese ricevute dagli uomini. Chiese inoltre che fosse istituita una festa particolare (quella di oggi, del Sacratissimo Cuore di Gesù), per onorarlo con la comunione e la riparazione. Assicurava inoltre la grazia della perseveranza finale a chi si accostava con fede il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, alla comunione e alla confessione. La devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù non è qualcosa di sentimentale ma ha un fondamento biblico. L’evangelista Giovanni dice che Gesù sulla croce era già morto e un soldato con la lancia gli colpì il fianco e ne uscì sangue ed acqua. Questo avvenne perché si compisse la Scrittura: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”. Dal cuore di Cristo vengono tutti i doni: il dono dello Spirito Santo, della Madre celeste, della Chiesa, dei sacramenti, doni di natura e di grazia. La solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù è per tutti i credenti un invito a volgere lo sguardo della fede al cuore di Cristo per mettersi alla scuola del suo grande amore; amore al Padre celeste compiendo la sua volontà anche quando costa, amore al prossimo, in particolare ai poveri, ai piccoli, ai sofferenti, ai peccatori, alla verità, alla creazione e perfino ai nemici. Lui ci dice: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Un invito a tutti e prima di tutto ai sacerdoti. Infatti il giorno della festa la Chiesa prega in particolare per la santificazione dei sacerdoti, guide del popolo di Dio. Il cuore di Cristo è la manifestazione sensibile dell’amore del Padre. Davvero il cuore di Cristo è il cuore dell’universo, il centro di tutti cuori.      

   D.D.

 RAGGI DI SOLE

IL CERCHIO DELLA GIOIA

GRAPPOLO-UVA-09062018Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate aprì la pesante porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo, un magnifico grappolo d’uva. «Frate portinaio», disse il contadino, «sai a chi voglio regalare questo grappolo d’uva che è il più bello della mia vigna?». «Forse all’abate o a qualche padre del convento?». «No. A te!». «A me?». Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. «Lo vuoi dare proprio a me, che non ho mai fatto nulla per te?». «Certo, voglio che questo grappolo d’uva ti dia un po’ di gioia». La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui. Il frate portinaio mise il grappolo d’uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un’idea: «Perché non porto questo grappolo all’altare per dare un po’ di gioia anche a lui?». Prese il grappolo e lo portò all’abate. L’abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c’era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: «Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco». Così il grappolo d’uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate a sudare sui fornelli, e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano (per dare un po’ di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro.

Finché, di frate in frate, il grappolo d’uva tornò dal frate portinaio (per portargli un po’ di gioia). Così fu chiuso il cerchio, in un abbraccio reciproco di gioia.

Non aspettare che inizi qualcun altro. Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia. Spesso basta una scintilla di bontà e il modo comincia a cambiare. L’amore è l’unico dono che si moltiplica per divisione: è l’unico tesoro che aumenta quanto più ne sottrai. È l’unica impresa nella quale più si spende più si guadagna. Regalalo, diffondilo, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere, condividi con gioia ciò che hai e domani ne avrai più di prima.  

     Don Paolo Piras

 

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Conclusione del Mese di Maggio. Anche quest'anno puntuali ,ci siamo ritrovati per onorare la Vergine Maria nella splendida cornice della Panoramica. La festa della Visitazione ci aiuta a riflettere sull'atteggiamento di Maria, per lodarla e imitarla, particolarmente nella fede, speranza e carità, le virtù che ci uniscono a Dio. Maria, la prima messaggera e missionaria, parte sollecita a prestare servizio a sua cugina Elisabetta e comunicarle la sua gioia che esprime con il canto del Magnificat. Quando si possiede Cristo si sente l'esigenza di comunicarlo agli altri. All'omelia, Don Davide ha ricordato il messaggio della Madonna di Fatima, valido ancora oggi; preghiera e sacrifici per la conversione dei cuori e la pace nel mondo. Don Davide, alla fine dell'omelia ci ha lasciato un impegno: "Come cristiani, al termine della giornata, ringraziare il Signore col canto del Magnificat per tutti i doni ricevuti, ed ha concluso con le parole di Papa Paolo VI: Non si può essere cristiani se non si è mariani. "Alla fine della S.Messa, Don Domenico ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita dell'evento. Si è concluso con un momento di fraternità a cui hanno partecipato numerosi, con la presenza sempre attiva del premuroso Comitato per i festeggiamenti dei 250 anni.             

  L'Associazione Mariana e vincenziana

 

■ Grande devozione per Santa Rita

STATUA-SANTA-RITA-09062018C’era più gente alla Messe e alla processione per Santa Rita che alla Messa e alla processione della SS.Trinità. E ciò dovrà pur far riflettere … "La devozione per Santa Rita che abbiamo trovato questa mattina, arrivati a Olbia e fino a qui, è stata commovente, emozionante, e ogni volta che entravamo in una chiesa era difficile uscirne.

  Per questo siamo arrivati in ritardo ma anche qui abbiamo ricevuto un'accoglienza che ci ha strabiliato". Le parole sono state pronunciate in Santa Maria Maddalena dal sindaco di Cascia, Mario De Carolis, giunto insieme a padre Bernardino, rettore della basilica agostiniana Santa Rita di Cascia e a 150 pellegrini. Ad accogliere il pellegrinaggio, al porto di Olbia, la mattina del 1° giugno, è stato don Davide. Dopo la sosta alla basilica di San Simplicio, il corteo ha fatto tappa a San Pantaleo, Arzachena e Palau fino ad arrivare a Maddalena, accolte in banchina dai parroci cittadini don Domenico e don Andrea, dal sindaco Montella e da tanti fedeli. Le reliquie della Santa delle cause impossibili (un frammento d'osso e la cinghia del saio) e la statua, sono rimaste nella chiesa di S.Maria Maddalena, alla venerazione dei fedeli, fino al 4 giugno. Dopo il terremoto, ha proseguito il sindaco di Cascia, “siamo stati aiutati in particolare da un gruppo di volontari sardi. Ci avete donato una parte della vostra cultura, sa paradura, che ci ha contagiato e ora ci sentiamo un po' sardi anche noi”. Mille pecore erano partite dalla Sardegna, in dono ai pastori umbri terremotati e 50 agnelli nati, nel frattempo, nati da quelle pecore, sono stati dagli umbri riportati. “Bellissimo questo segno dei nostri pastori, che spesso descriviamo come persone ruvide ma hanno un cuore grande e tenero davvero”, ha detto il vescovo mons. Sebastiano Sanguinetti durante la Messa, nel pomeriggio del 1° giugno.

RELIQUIA-SANTA-RITA-2018È stata grande la devozione dei maddalenini per Santa Rita. E in molti hanno partecipato alle Messe in quei giorni e alla processione, caratterizzata (come quella del Corpus Domini) da decine di figuranti di Cascia, in costume trecentesco, che hanno rappresentato le diverse fasi della vita della Santa delle Rose.

  Sempre presente il sindaco Luca Montella e il vice Massimiliano Guccini, oltre al primo cittadino di Cascia c’era la sindaca di Villamassargia, Debora Porrà. I suoi compaesani furono tra i primi ad arrivare in soccorso a Cascia. E questa generosità ha creato un feeling particolare tra le due comunità.

Gigi Sanna, organizzatore insieme agli Istentales, della manifestazione Voci di Maggio, al cui interno ha avuto luogo il pellegrinaggio, ha annunciato dal grande palco di Piazza Comando, dove si sono alternati nella “tre giorni” più di 20 artisti, tra cui Roberto Vecchioni e i Nomadi, che un contributo sarò destinato per le riparazioni del monastero di clausura di Santa Rita, a Cascia, danneggiato dal terremoto.

   Claudio Ronchi

 

■ Due Maddalenini all’incontro nazionale delle Cellule. Alla fine di aprile si è tenuto a Roma, presso il santuario del Divino Amore, l’incontro nazionale dei leaders (guide, animatori) delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione. Questa associazione che è presente a La Maddalena, è stata rappresentata da Pietro Maccioccu e sua moglie Tina. Ecco le loro impressioni: “È stata una esperienza ricca di preghiera personale e comunitaria. Ha presieduto le liturgie Mons. Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. L’adorazione eucaristica continua si è svolta nella cappella del nuovo santuario. È stato un momento di formazione per i leaders. Essere leader è un dono e un servizio, lasciandosi guidare dallo Spirito nell’ accogliere, incoraggiare, accompagnare i membri della Cellula nella crescita come discepoli ed evangelizzatori. Marcati a fuoco dalla missione, era il tema del convegno. Attraverso i laboratori pratici abbiamo appreso le regole per un ascolto reale, per comprendere e gestire i conflitti, ravvivare la Cellula qualora fosse diventata “statica”. La missione al popolo non è una parte della vita. E’ qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra”. (E.G. 273)

Pietro e Tina Maccioccu.

 

■ Rinnovamento nello Spirito

Dopo l’incontro a Galanoli il giorno di Pentecoste il 20 maggio che ha visto riuniti 550 aderenti al Movimento ,è fissato per il 24 giugno p.v.un convegno regionale che si terrà a Sassari al Palazzetto dello Sport, con l’intervento del Presidente del RnS, Salvatore Martinez. Il tema è ispirato al brano del Vangelo d i Giovanni 5,6-8 “Gesù…gli disse: vuoi guarire?...Signore, non ho nessuno che mi immerganella piscina…..Alzati, prendi la tua barella e cammina..”

Sarà sicuramente un argomento su cui meditare e lodare il Signore per le meraviglie che compie davanti ad un atto di fede.

Anche nel giorno di Pentecoste la meditazione sulla lettura del giorno da Galati 5, 16-25 è stata molto profonda e quanto mai attuale sui frutti dello Spirito, dono di Dio che anche oggi opera una netta distinzione tra i figli della Luce e coloro che purtroppo scelgono la dissolutezza e i vizi del mondo e quindi la lontananza da Lui, rinunciando al Suo Amore rivolto a tutte le creature.

L’invito al Convegno è rivolto a tutti coloro che vogliono vivere nella gioiosa partecipazione una giornata di spiritualità sicuramente molto intensa. In particolare si auspica una adesione da parte di un gruppo di giovani della nostra parrocchia che desiderino vivere una singolare esperienza insieme a tanti altri da ogni parte della Regione.

Il pullman organizzato partirà da Palau alle 7 del 24 giugno per cui occorrerà partire da La Maddalena con il traghetto delle 6.

Le adesioni devono essere date in tempo utile per prenotare i posti in pullman telefonando alla sottoscritta al n.di cell. 328 4737 243.

           Gianna Ferrero Mamberti

 

La confraternita del Getsemani al raduno di Ozieri.

CONFRATERNITA-MONETA-2018Nonostante la concomitanza dei festeggiamenti il 2 giugno nella nostra isola per "voci di maggio", la confraternita del Getsemani della chiesa di Moneta non ê voluta mancare al 2° cammino regionale delle confraternite che si è svolto ad Ozieri, in questo anno in cui ricorre il 125esimo della Consacrazione della Cattedrale. A fare gli onori di casa, oltre ai tanti volontari, la confraternita del Rosario di Ozieri, che ha curato l'organizzazione dell'evento promosso dalla diocesi e dalla Confederazione delle diocesi d'Italia. Ci siamo ritrovati tutti alle 9 del mattino al palazzetto dello sport da dove è partita la processione. Il colpo d'occhio era spettacolare: insieme a fedeli e accompagnatori, mille confratelli con i loro abiti variopinti, stemmi, stendardi e ornamenti, hanno sfilato per le vie principali della città, pregando e cantando, per ritrovarsi poi nella piazza Carlo Alberto, dove il vescovo della diocesi di Ozieri, ha presieduto la Messa solenne, concelebrata da numerosi sacerdoti provenienti da tutte le diocesi della Sardegna. La messa è stata animata dal coro della confraternita San Gavino di Monti, che nel 2014 ha ospitato il 1° raduno regionale: ha eseguito tutti i canti sacri in sardo. Oltre al sindaco Marco Murgia, con le autorità civili e militari, erano presenti i responsabili nazionali delle confraternite delle diocesi d'Italia, il presidente dottor Antonetti e il vicepresidente Domenico Rotella . Durante l'omelia il vescovo, facendo riferimento al Vangelo di Luca dell'Annunciazione, ha ricordato che le confraternite sono consacrate alla Vergine Maria e ha avuto un pensiero anche per il beato Piergiorgio Frassati, patrono delle confraternite italiane." Questo è un momento di fraternità e fratellanza reciproco" ha proseguito il Vescovo", momento importante che sottolinea quanto le confraternite abbiano una missione specifica nel tenere vivo il rapporto tra la fede e la cultura". Al termine della Messa c'è stata la benedizione dello stendardo regionale, fatto da un'artista nuorese e commissionato dal comando regionale sardo. Dopo il pranzo comunitario nei locali della fiera di San Nicola, si è svolto un convegno su questo ll° cammino regionale. La confraternita del Getsemani ringrazia il priore Agostino Canu per averci fatto partecipare a questa straordinaria giornata e averci fatto vivere insieme questa importante esperienza!                                            

Maria Vitiello

 

La grande festa del Corpus Domini a La Maddalena.

CORTEO-COSTUME-090620183 Giugno 2018! Una data da ricordare per la Chiesa tutta che ha celebrato la solennità del Corpus Domini, in onore della presenza reale di Gesù Cristo nelle specie eucaristiche del pane e del vino, ma oltre che solenne, indimenticabile per la nostra isola che l'ha vissuta in maniera davvero speciale grazie anche alla presenza delle preziose reliquie di S. Rita arrivate da Cascia! La messa solenne è stata presieduta da don Domenico Degortes e concelebrata da Padre Bernardino Pinciaroli, rettore della basilica di S. Rita di Cascia e da don Andrea Domanski. Era presente il nostro sindaco Luca Montella, l'amministrazione comunale, il sindaco di Cascia  Mario De Carolis, il sindaco di Nuoro e tutte le autorità civili e militari, oltre tutti i nostri ospiti e tantissimi fedeli sia maddalenini che delle zone limitrofe. La celebrazione è stata resa più solenne dai canti sacri del coro di S. Maria Maddalena diretto in maniera egregia da Luigi Maccioccu. Sulle balaustre dell'altare facevano bella mostra grandi pagnotte insieme all'uva e alle spighe di grano e Padre Bernardino, all'inizio della sua omelia, ha spiegato quanto sono significativi questi segni che ci indicano come Gesù si fa presente e si dona a noi sotto le specie del pane e del vino. Dopo la Messa è partita la più solenne processione a cui abbiamo mai partecipato noi isolani per portare il vero Corpo di Gesù nelle strade del nostro paese, tra canti, preghiere e musica. Una grande folla ha partecipato a quella processione, aperta dalla Croce, la confraternita del Getsemani, tutte le associazioni con i loro stendardi, la banda musicale San Domenico Savio, tutti i figuranti di Cascia che in questo corteo, oltre a rappresentare la vita di S. Rita, hanno arricchito il percorso con i loro splendidi costumi, i tamburini medioevali e il gruppo folcloristico di Spoleto. I bambini con i loro abiti bianchi hanno fatto splendida cornice al SS Sacramento portato dai sacerdoti, seguiti dalle autorita e da tutto il popolo. Ritornati nella piazza di S. Maria Maddalena, davanti all'altare addobbato a festa e con un bellissimo tappeto fiorito, c'è stata la conclusione di questa straordinaria  festa. Durante la benedizione, due vigili del fuoco, saliti su per le scale, hanno fatto cadere  petali di fiori sul SS e sull'altare creando cosí un magnifico effetto! Don Domenico ha poi ringraziato tutti ma proprio tutti e in primis  i volontari della protezione civile che hanno fatto un lavoro encomiabile, per la partecipazione e l'organizzazione di questi tre giorni di festa, culminati  con questa grandiosa processione. Non dimenticheremo facilmente l'emozione indescrivibile che noi isolani abbiamo vissuto grazie a Dio e grazie agli amici di Cascia ai quali saremo sempre riconoscenti!

Maria Vitiello

 

■ Parco: in carica il nuovo presidente

PRESIDENTE-PARCO-2018Lo scorso 6 giugno c’è stato il passaggio di consegne tra il commissario straordinario del Parco Nazionale, Leonardo Deri, e il nuovo presidente, il maddalenino Fabrizio Fonnesu. Un anno e mezzo di buona ordinaria amministrazione quella del commissario Deri chiamato in soccorso di un ente che lotte politiche e partitiche, nonché ripicche paesane, avevano ridotto alla paralisi.

Un’attività, quella del militare di Capitaneria, chiamato a cimentarsi in un ruolo per lui inedito e rischioso, conclusa invece positivamente e con l’apprezzamento complessivo. Da ricordare la “riconciliazione” col Comune, dopo anni di contrapposizioni polemiche (che ci si augura possa continuare).Il nuovo presidente e il nuovo direttivo però non hanno ricevuto il “benvenuti” dall’Amministrazione Comunale. Il sindaco Montella infatti sta presentando un ricorso straordinario al presidente della repubblica contro queste nomine.                     

    Claudio Ronchi

 

■ Ballerine di La Maddalena a Cinecittà. Si sono svolte il 5 e 6 maggio a Cinecittà World le finali delle gare nazionali di danza moderna Csen (centro sportivo educativo nazionale), ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni. Le categorie presentate sono state Modern Lyrical, Modern Contemporary, Contemporaneo, Show Dance & Musical, Fantasy Dance e Contaminazione.

Su un palco di ben 250 mq con innovativi impianti e più di 1.500 posti a sedere in platea si sono esibiti anche i ragazzi Di Danz'Arte La Maddalena. Gli atleti della società sportiva maddalenina vengono allenati da Rosanna Cossu, maestra di ballo nonché esperta ex ginnasta nazionale ed internazionale che vanta anche collaborazioni artistiche con ballerini come Kledi Kadiu, Garrison Rochelle, Ilir Shaqiri e Anbeta Toromani. Presidente della frizzante societa' è Anna Laura Barretta, sempre in prima linea ad organizzare qualsiasi evento. La giuria era composta da maestri del calibro di André De La Roche, Maria Elena Cancello, Ricky Bonavita e Andrea Bellaccomo. Presenti 9 regioni d'Italia, 78 associazioni per un totale di circa 2400 ballerini.

Nella giornata del 5 maggio si sono esibite le under 11 con la coreografia "Human". Le piccole ballerine erano alla loro prima esibizione nazionale, alcune delle quali davvero alle prime armi con solo pochi mesi

di studio: Giada Cuccu, Grazia Giorgi, Desire Serra, Ginevra Licheri, Martina Ermini, Arianna Fara, Noemi Alescio.

Dopo una lunga attesa si esibiscono anche le under 14: Asia Scirpoli, Chiara Plumitallo, Marcella Massardo, Morgana Piras, Giorgia Gaiani, con la coreografia "le Bambole", piccole ballerine che con disinvoltura hanno interpretato egregiamente i movimenti meccanici di un carillon.

Entrambe le squadre hanno conseguito il titolo di campionesse nazionali posizionandosi rispettivamente al primo posto nel modern/Lyrical under 11 e al primo posto contemporaneo under 14.

Nella giornata del 6 maggio si sono invece esibiti i ballerini più grandi e quelli di categoria.

Con il trio di contemporanea under 18 le atlete Martina Cultrera, Barbara Giorgi e Giulia Lund si sono portate a casa il secondo posto. L'emozione delle adolescenti si fa sentire in maniera più concreta. Ed ecco il duo over Modern Contemporary, nel quale viene fuori l'esperienza della maestra Rosanna Cossu che divora il palco con la under 11 ma grintosissima Grazia Giorgi. La fusione di queste due "anime" ha fatto vibrare il teatro grazie alle note di Piccola Anima di Ermal Meta ft. Elisa che ha magistralmente raccontato la storia di un'anima innocente che crescendo conosce i dolori della vita.

Con la coreografia Experience di Modern/Contemporary under 14 si sono classificati terzi con grande pathos ed intensità espressiva rappresentando a pieno il tema della violenza sulle donne: Andrea Ferrigno, Irene Cossu, Rosanna Cossu, Giorgia Gallus, Ilenia Mulas, Martina Cultrera, Marta Madau, Martina Di Fraia, Barbara Giorgi, Francesca Izzillo, Mara Ferrigno, Giulia Tognotti, Sara Silai, Giulia Lund.

Con la coreorgrafia Existence di Contemporary under 18 si sono classificati terzi togliendo il fiato per forza d' intenzione e le evoluzioni nonché la realizzazione tecnica di una coreografia sul tema della guerra: Andrea Ferrigno, Irene Cossu, Rosanna Cossu, Giorgia Gallus, Ilenia Mulas, Martina Cultrera, Marta Madau, Martina di Fraia, Barbara Giorgi, Francesca Izzillo, Mara Ferrigno, Giulia Tognotti, Sara Silai, Giulia Lund.

Ogni coreografia della maestra di ballo Rosanna Cossu ha ottenuto un posto sul podio. Un grandissimo risultato, viste le moltissime partecipazioni e le credenziali di accesso necessarie.

É stato molto emozionante valutare, raffrontando con così tanti ballerini, quanto alto sia il livello artistico dei nostri atleti, e soprattutto il valore tecnico delle coreografie.

Questi momenti di esibizione servono proprio a favorire uno sportivo confronto, a far crescere, maturare sia come artisti che come individui. Sottoporsi allo stress della prova fortifica la consapevolezza di sé, sacrificarsi con allenamenti intensivi forgia il carattere, collaborare per la squadra ad un bene comune mette in secondo piano le doti del singolo per armonizzarle con quelle della massa come in un concerto.

La prossima esibizione in programma sarà lo spettacolo di fine corso che si svolgerà a La Maddalena presso il suggestivo scenario storico della Fortezza i Colmi venerdì 22 giugno alle 21.30 con la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu, Anbeta Toromani e Ilir Shaqiri che sicuramente ricorderete per la loro partecipazione ad Amici di Maria De Filippi.

                                                                            F.A.

 

■ 1768 (250 anni fa); l’alloggio del parroco e le sue attività.

Abbiamo visto nella precedente puntata che ai primi di giugno del 1768 era iniziati i lavori della chiesa (ci vorranno un paio d'anni perché venga completata), situata nella zona attuale della Trinita, vicina ai costruiti (e in costruzione) trinceramenti militari di granito e di legno di Guardia Vecchia e a quello che si poteva considerare un grande stazzo, laddove cioè, in diverse capanne, abitava un numero consistente di abitanti d'origine corsa. In un baraccone di tavole e travetti di lungo 25 piedi e largo 7, inizialmente destinato solo a magazzino del grano ma risultato per questo solo scopo troppo grande, fu fatta una divisione in tre parti; la maggiore destinata al magazzino del grano appunto, la seconda per l'alloggio dell'ufficiale del soldo e del cappellano, la terza per l’ufficiale subalterno. È scritto una relazione che detto caseggiato, e quindi anche l’alloggio del parroco-cappellano, era fatto di tavole, ed era coperto oltre che dalle tavole dalla pagliuola. Tavole e travetti erano giunti dalla Corsica e la ferramenta necessaria "dalle piazze del Regno". A costruirlo furono falegnami di Tempio che si erano adoperati per preparare le tavole per l'incastro e fare le porte e le finestre. Sappiamo dunque che don Virgilio Mannu, ancora senza la sua chiesa, aveva però nella zona di Guardia Vecchia il proprio alloggio e anche sappiamo chi erano i suoi vicini di casa... In qualcuno di questi magazzini probabilmente celebrava Messa o all'aperto nella buona stagione. Dal suo alloggio si spostava a piedi verso Cala Gavetta (ci voleva un'ora di cammino per l'impervio sentiero scosceso salvo quando qualcuno gli metteva a disposizione un mulo o un asinello), dove nel frattempo era stato costruito una piccola banchina e i primi baraccamenti e magazzini. Per recarsi alla piccola guarnigione di Caprera coma anche a visitare i circa 70 abitanti che lì abitavano, sparpagliati in alcune capanne, vi si recava con la barca dei rifornimenti, partendo da Cala Gavetta. Come con la barca dei rifornimenti don Virgilio Mannu raggiungeva la piccola guarnigione di Santo Stefano. Diciamo che per il momento (1768) la zona di Guardia Vecchia-Trinità rappresentava il centro della comunità militare (con il proprio comando), religiosa (col parroco) e anche in qualche maniera, sebbene in embrione, civile. Anche se c'è da dire che già dai primi anni mesi del 1768 chi avesse avuto un minimo di lungimiranza avrebbe facilmente pronosticato che in poco tempo l'asse portante di quella giovane e nascente comunità si sarebbe spostato proprio ad un'ora di cammino di là, e cioè sul mare, nella riparata Cala Gavetta e nelle adiacenti spiagge e coste di Cala Mangiavolpe e zona Renella (attuale Piazza Comando). Un'altra considerazione: Sappiamo che i falegnami erano tempiesi, i muratori anche ed erano di Tempio e zone limitrofe anche gli spaccapietre. Costoro erano alcune decine. Essendo anche in buona parte giovani, si portarono qui, dove c'era molto lavoro, le loro famiglie, e qualcun altro di loro mise ben presto su famiglia con qualche ragazza del luogo. All'originario nucleo corso dunque cominciava ad aggiungersi fin dagli albori una componente sempre più importante gallurese, oltre a quella eterogenea dell'ambiente militare.

Claudio Ronchi

 

Condoglianze ai familiari di Palmira Brigida e Lamberto Monni che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Da domenica 10 giugno a Stagnali la S.Messa alle ore 19.00.

 2. Giovedì 14 e venerdì 15 giugno non ci sarà la S. Messa

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 10 giugno

* Ore 18.00 nella chiesa parrocchiale conferenza tenuta dalla Dottoressa Lucia Miglionico e dal Dott. Giuseppe Petracca Ciavarella sul tema: “Dal Sinodo della famiglia ad Amoris letitia”

 2 Mercoledì 13 giugno

* Memoria di sant’Antonio da Padova con benedizione del pane dei poveri dopo la Messa delle ore 19.00.

 3) Giovedì 14 e venerdì 15 giugno

* Due giorni di fraternità sacerdotale in Ogliastra col Vescovo.

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 19.00 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 18.00

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 

Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

M A G I S T E R O

 LA FESTA DEL CORPUS DOMINI È UN MISTERO DI ATTRAZIONE A CRISTO E DI TRASFORMAZIONE IN LUI

SANTISSIMO-09062018Oggi si celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Il Vangelo ci riporta le parole di Gesù, pronunciate nell’Ultima Cena con i suoi discepoli: «Prendete, questo è il mio corpo». E poi: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti» (Mc 14,22.24). Proprio in forza di quel testamento d’amore, la comunità cristiana si raduna ogni domenica, e ogni giorno, intorno all’Eucaristia, sacramento del Sacrificio redentore di Cristo. E attratti dalla sua presenza reale, i cristiani lo adorano e lo contemplano attraverso l’umile segno del pane diventato il suo Corpo.

Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, mediante questo Sacramento così sobrio e insieme così solenne, noi facciamo esperienza della Nuova Alleanza, che realizza in pienezza la comunione tra Dio e noi. E in quanto partecipi di questa Alleanza, noi, pur piccoli e poveri, collaboriamo a edificare la storia come vuole Dio. Per questo, ogni celebrazione eucaristica, mentre costituisce un atto di culto pubblico a Dio, rimanda alla vita e alle vicende concrete della nostra esistenza. Mentre ci nutriamo del Corpo e Sangue di Cristo, siamo assimilati a Lui, riceviamo in noi il suo amore, non per trattenerlo gelosamente, bensì per condividerlo con gli altri. Questa logica è inscritta nella Eucaristia riceviamo in noi il suo amore e lo condividiamo con gli altri. In essa infatti contempliamo Gesù pane spezzato e donato, sangue versato per la nostra salvezza. È una presenza che come fuoco brucia in noi gli atteggiamenti egoistici, ci purifica dalla tendenza a dare solo quando abbiamo ricevuto, e accende il desiderio di farci anche noi, in unione con Gesù, pane spezzato e sangue versato per i fratelli.

Pertanto, la festa del Corpus Domini è un mistero di attrazione a Cristo e di trasformazione in Lui. Ed è scuola di amore concreto, paziente e sacrificato, come Gesù sulla croce. Ci insegna a diventare più accoglienti e disponibili verso quanti sono in cerca di comprensione, di aiuto, di incoraggiamento, e sono emarginati e soli. Espressione della pietà eucaristica popolare sono le processioni con il Santissimo Sacramento, che nell’odierna solennità si svolgono in tanti paesi. Che la Madonna ci accompagni in questo giorno.

(Angelus - Solennità del Corpus Domini - 03 Giugno 2018 )

 

 

NESSUN DIALOGO ECUMENICO PUÒ AVANZARE SE RIMANIAMO FERMI

 

Già il 31 ottobre 2016 ci eravamo incontrati a Lund per caratterizzare in spirito di comunione fraterna ciò che, per le ferite del passato, avrebbe potuto invece suscitare polemiche e livore. Grati a Dio, abbiamo potuto constatare che i cinquecento anni di storia – a volte molto dolorosa – che ci hanno visti contrapposti e spesso in conflitto, hanno lasciato spazio, negli ultimi cinquant’anni, a una comunione crescente. Grazie all’opera dello Spirito, agli incontri fraterni, a gesti improntati alla logica del Vangelo più che alle strategie umane, nonché attraverso il dialogo ufficiale luterano-cattolico, è stato possibile superare vecchi pregiudizi da entrambe le parti. Con l’aiuto di Dio auspichiamo un avvenire proteso verso il superamento pieno delle divergenze. Dobbiamo andare avanti.

La Commemorazione comune della Riforma ci ha confermato che l’ecumenismo continuerà a segnare il nostro cammino. Esso sta sempre più diventando una necessità e un desiderio, come mostrano le varie preghiere in comune e i tanti incontri ecumenici che hanno avuto luogo l’anno scorso nel mondo. Non scordiamoci di partire dalla preghiera, perché non siano i progetti umani a indicare la strada, ma lo Spirito Santo: Egli solo apre la via e illumina i passi da compiere. Lo Spirito di amore non può che spingerci sui sentieri della carità. Come cristiani, cattolici e luterani siamo chiamati anzitutto ad amarci «intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri», perché «rigenerati per mezzo della parola di Dio viva ed eterna» (1 Pt 1,22-23). Ma siamo anche chiamati ad alleviare insieme le miserie dei bisognosi e dei perseguitati. Le sofferenze di tanti fratelli oppressi a causa della fede in Gesù sono anche un invito pressante a raggiungere una sempre più concreta e visibile unità tra di noi. L’ecumenismo del sangue.

Sosteniamoci gli uni gli altri nel cammino, anche portando avanti il dialogo teologico. Nessun dialogo ecumenico può avanzare se rimaniamo fermi. Dobbiamo camminare, proseguire: non con la foga di correre in avanti per guadagnare traguardi ambiti, ma camminando insieme con pazienza, sotto lo sguardo di Dio. Alcuni temi, penso alla Chiesa, all’Eucaristia e al ministero ecclesiale, meritano riflessioni puntuali e ben condivise. L’ecumenismo chiede anche di non essere elitario, ma di coinvolgere il più possibile tanti fratelli e sorelle nella fede, crescendo come comunità di discepoli che pregano, amano e annunciano. È su questa base che il dialogo ecumenico ci aiuterà a progredire, sotto la guida dello Spirito Santo, nella comprensione comune della rivelazione divina, che si approfondisce conoscendo e amando insieme il Signore Gesù Cristo, perché «è in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9) ed «è piaciuto a Dio […] che per mezzo di lui […] siano riconciliate tutte le cose» (Col 1,19-20).

Che il Signore ci accompagni, perché il nostro essere cristiani sia più centrato in Lui e coraggioso nella missione; perché la cura pastorale si arricchisca di servizio e, nelle sue varie dimensioni, sia maggiormente intrisa di spirito ecumenico. Invoco su tutti voi la benedizione del Signore: scenda lo Spirito Santo e riunisca ciò che è ancora diviso.

Sarebbe bello, alla fine di queste parole, pregare insieme il Padre Nostro: “Vater Unser…”.

(Discorso alla delegazione della Chiesa Evangelica Luterana Tedesca - Lunedì, 04/06/2018)

 

CATECHESI SULLA CONFERMAZIONE:

Per la crescita della Chiesa

 SPIRITO-SANTO-09062018Proseguendo la riflessione sul sacramento della Confermazione, consideriamo gli effetti che il dono dello Spirito Santo fa maturare nei cresimati, portandoli a diventare, a loro volta, un dono per gli altri. È un dono lo Spirito Santo. Ricordiamo che quando il vescovo ci dà l’unzione con l’olio, dice: “Ricevi lo Spirito Santo che ti è dato in dono”. Quel dono dello Spirito Santo entra in noi e fa fruttificare, perché noi poi possiamo darlo agli altri. Sempre ricevere per dare: mai ricevere e tenere le cose dentro, come se l’anima fosse un magazzino. No: sempre ricevere per dare. Le grazie di Dio si ricevono per darle agli altri. Questa è la vita del cristiano. È proprio dello Spirito Santo, dunque, decentrarci dal nostro io per aprirci al “noi” della comunità: ricevere per dare. Non siamo noi al centro: noi siamo uno strumento di quel dono per gli altri.

Completando nei battezzati la somiglianza a Cristo, la Confermazione li unisce più fortemente come membra vive al corpo mistico della Chiesa. La missione della Chiesa nel mondo procede attraverso l’apporto di tutti coloro che ne sono parte. Qualcuno pensa che nella Chiesa ci sono dei padroni: il Papa, i vescovi, i preti, e poi ci sono gli altri. No: la Chiesa siamo tutti! E tutti abbiamo la responsabilità di santificarci l’un l’altro, di avere cura degli altri. Ognuno ha il suo lavoro nella Chiesa, ma la siamo tutti. Dobbiamo infatti pensare alla Chiesa come a un organismo vivo, composto di persone che conosciamo e con cui camminiamo, e non come a una realtà astratta e lontana. La Chiesa siamo noi che camminiamo, la Chiesa siamo noi che oggi stiamo in questa piazza. Noi: questa è la Chiesa. La Confermazione vincola alla Chiesa universale sparsa su tutta la terra, coinvolgendo però attivamente i cresimati nella vita della Chiesa particolare a cui essi appartengono, con a capo il Vescovo, che è il successore degli Apostoli.

E per questo il Vescovo è il ministro originario della Confermazione , perché lui inserisce nella Chiesa il confermato.

E questa incorporazione ecclesiale è ben significata dal segno di pace che conclude il rito della crismazione. Il Vescovo dice, infatti, a ogni confermato: «La pace sia con te». Ricordando il saluto di Cristo ai discepoli la sera di Pasqua, colma di Spirito Santo, queste parole illuminano un gesto che «esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fedeli». Noi, nella Cresima, riceviamo lo Spirito Santo e la pace: quella pace che dobbiamo dare agli altri. Ma pensiamo: ognuno pensi alla propria comunità parrocchiale, per esempio. C’è la cerimonia della Cresima, e poi ci diamo la pace: il Vescovo la dà al cresimato, e poi nella Messa, la scambiamo tra di noi. Questo significa armonia, significa carità fra noi, significa pace. Ma poi cosa succede? Usciamo e incominciamo a sparlare degli altri, a “spellare” gli altri. Incominciano le chiacchiere. E le chiacchiere sono guerre. Questo non va! Se noi abbiamo ricevuto il segno della pace con la forza dello Spirito Santo, dobbiamo essere uomini e donne di pace, e non distruggere, con la lingua, la pace che ha fatto lo Spirito. Povero Spirito Santo il lavoro che ha con noi, con questa abitudine del chiacchiericcio! Pensate bene: il chiacchiericcio non è un’opera dello Spirito Santo, non è un’opera dell’unità della Chiesa. Il chiacchiericcio distrugge quello che fa Dio. Ma per favore: smettiamola di chiacchierare!

Nessuno riceve la Confermazione solo per sé stesso, ma per cooperare alla crescita spirituale degli altri. Solo così, aprendoci e uscendo da noi stessi per incontrare i fratelli, possiamo davvero crescere e non solo illuderci di farlo. Quanto riceviamo in dono da Dio dev’essere infatti donato – il dono è per donare – affinché sia fecondo, e non invece seppellito a motivo di timori egoistici, come insegna la parabola dei talenti. Anche il seme, quando noi abbiamo il seme in mano, ma non è per metterlo lì, nell’armadio, lasciarlo lì: è per seminarlo. Il dono dello Spirito Santo dobbiamo darlo alla comunità. Esorto i cresimati a non “ingabbiare” lo Spirito Santo, a non opporre resistenza al Vento che soffia per spingerli a camminare in libertà, a non soffocare il Fuoco ardente della carità che porta a consumare la vita per Dio e per i fratelli. Che lo Spirito Santo conceda a tutti noi il coraggio apostolico di comunicare il Vangelo, con le opere e le parole, a quanti incontriamo sulla nostra strada. Con le opere e le parole, ma le parole buone: quelle che edificano. No le parole delle chiacchiere che distruggono. Per favore, quando uscite dalla chiesa pensate che la pace ricevuta è per darla agli altri: non per distruggerla col chiacchiericcio. Non dimenticare questo.

(Udienza Generale - Mercoledì 06/06/2018)

 
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