Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

 

n° 21 Sabato 2 Giugno 2018

EDITORIALE

 Il messaggio del Corpus Domini, oggi.

GESU'-EUCARESTIA-01062018I credenti in Cristo, appartenenti alla Chiesa cattolica, hanno sempre creduto nella presenza misteriosa ma reale di Gesù nella Messa e in particolare nell’ostia consacrata. La festa della Prima Comunione dei nostri fanciulli ne è un bell’esempio. Non è mai stato facile credere nella presenza reale di Gesù nel pane eucaristico. Già quando Gesù annunciava: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”, molti lo abbandonarono dicendo: “Come può costui darci la sua carne da mangiare? Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”. Gesù volle dare questo dono alla sua Chiesa in un momento molto significativo: la vigilia della sua passione, la sera del tradimento. La Chiesa subito, nel triduo pasquale, il Giovedì Santo, ha voluto sottolineare l’importanza del dono della Messa, la “cena del Signore”, con la quale Gesù si rende presente col suo corpo, sangue, anima e divinità. Durante la storia ci sono stati tentativi per svuotare il mistero della presenza di Cristo nell’ostia consacrata e si è parlato di presenza simbolica. Ma la Chiesa ha sempre ribadito con forza la sua fede nella presenza reale. Gesù ha detto: “Prendete, mangiatene tutti, questo è il mio corpo”. Molti miracoli eucaristici lo hanno confermato. Famoso quello di Bolsena quando dall’ostia consacrata, spezzata nelle mani di un sacerdote dubbioso, uscì del sangue che macchiò il corporale. Il miracolo ispirò la costruzione del duomo di Orvieto, dove è ancora custodito quel corporale. Diede anche origine alla festa del Corpus Domini con la processione, per rafforzare la fede nella presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche del pane e del vino. La presenza di Cristo che resta e si dona sotto il segno del pane e del vino è un invito, a tutti i credenti che lo ricevono con fede, ad entrare in comunione con lui, a formare un solo corpo con lui. Scrive san Paolo: “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo” La dimensione comunitaria è di attualità in un contesto contemporaneo sempre più individualista e privo di legami. Inoltre lasciarsi assimilare da Cristo pane spezzato, rende conformi a lui per divenire pane spezzato per i fratelli, pane di vita, per promuovere una società più giusta e solidale che metta al centro il bene del fratello bisognoso e non i propri interessi. 

                  D.D.

 

RAGGI DI SOLE

L’INCONTRO

 L'INCONTRO-01062018Ebbi lo scompartimento del treno tutto per me. Poi salì una ragazza», raccontava un giovane indiano non vedente. «L’uomo e la donna venuti ad accompagnarla dovevano essere i suoi genitori. Le fecero molte raccomandazioni. Dato che ero già cieco da allora, non potevo sapere che aspetto avesse la ragazza, ma mi piaceva il suono della sua voce». «Va a Dehra Dun?», chiesi mentre il treno usciva dalla stazione. Mi chiedevo se sarei riuscito a impedirle di scoprire che non ci vedevo. Pensai: se resto seduto al mio posto, non dovrebbe essere troppo difficile. «Vado a Saharanpur», disse la ragazza. «Là viene a prendermi mia zia. E lei dove va?». «A Dehra Dun, e poi a Mussoorie», risposi. «Oh, beato lei! Vorrei tanto andare a Mussoorie. Adoro la montagna. Specialmente in ottobre». «Sì è la stagione migliore», dissi, attingendo ai miei ricordi di quando potevo vedere. «Le colline sono cosparse di dalie selvatiche, il sole è delizioso, e di sera si può star seduti davanti al fuoco a sorseggiare un brandy. La maggior parte dei villeggianti se n’è andata, e le strade sono silenziose e quasi deserte». Lei taceva, e mi chiesi se le mie parole l’avessero colpita, o se mi considerasse solo un sentimentaloide. Poi feci un errore. «Com’è fuori?» chiesi. Lei però non sembrò trovare nulla di strano nella domanda. Si era già accorta che non ci vedevo? Ma le parole che disse subito dopo mi tolsero ogni dubbio. «Perchè non guarda dal finestrino?», mi chiese con la massima naturalezza. Scivolai lungo il sedile e cercai col tatto il finestrino. Era aperto, e io mi voltai da quella parte fingendo di studiare il panorama. Con gli occhi della fantasia, vedevo i pali telegrafici scorrere via veloci. «Ha notato», mi azzardai a dire «che sembra che gli alberi si muovano mentre noi stiamo fermi?». «Succede sempre così», fece lei. Mi girai verso la ragazza, e per un po’ rimanemmo seduti in silenzio. «Lei ha un viso interessante» dissi poi. Lei rise piacevolmente, una risata chiara e squillante. «È bello sentirselo dire», fece. «Sono talmente stufa di quelli che

mi dicono che ho un bel visino!». «Dunque, ce l’hai davvero una bella faccia», pensai, e a voce alta proseguii: «Beh, un viso interessante può anche essere molto bello». «Lei è molto galante», disse. «Ma perchè è così serio?». «Fra poco lei sarà arrivata», dissi in tono piuttosto brusco. «Grazie al cielo. Non sopporto i viaggi lunghi in treno». Io invece sarei stato disposto a rimaner seduto all’infinito, solo per sentirla parlare. La sua voce aveva il trillo argentino di un torrente di montagna. Appena scesa dal treno, avrebbe dimenticato il nostro breve incontro; ma io avrei conservato il suo ricordo per il resto del viaggio e anche dopo. Il treno entrò in stazione. Una voce chiamò la ragazza che se ne andò, lasciando dietro di sè solo il suo profumo. Un uomo entrò nello scompartimento, farfugliando qualcosa. Il treno ripartì. Trovai a tentoni il finestrino e mi ci sedetti davanti, fissando la luce del giorno che per me era tenebra. Ancora una volta potevo rifare il mio giochetto con un nuovo compagno di viaggio. «Mi spiace di non essere un compagno attraente come quella che è appena uscita», mi disse lui, cercando di attaccar discorso. «Era una ragazza interessante», dissi io. «Potrebbe dirmi… aveva i capelli lunghi o corti?». «Non ricordo», rispose in tono perplesso. «Sono i suoi occhi che mi sono rimasti impressi, non i capelli. Aveva gli occhi così belli! Peccato che non le servissero affatto… era completamente cieca. Non se n’era accorto?».

Come due ciechi che fingono di vedere. Quanti incontri tra esseri umani sono così. Per paura di mettere allo scoperto ciò che si è. E così si perdono gli appuntamenti decisivi della vita. Certi incontri accadono una volta sola. Ma se il cuore è buono e sincero, s’illumina di una luce che nessuna tenebra può oscurare.                               

  Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Prime Comunioni nella Parrocchia Militare.

1-COMUNIONE-MILITARE-2018 Domenica 27 maggio, nel giorno in cui la Chiesa ci rivela che Dio è uno e trino Padre, Figlio e Spirito Santo, un’unica sostanza: l’amore, la parrocchia militare Madonna Medaglia Miracolosa si è vestita a festa per accogliere 22 bambini, visibilmente emozionati, hanno ricevuto per la prima volta, nel loro cuore, Gesù all’altare del Signore. La Santa Messa è stata presieduta dal cappellano don Joseph Achkarian. Don Joseph ha voluto ringraziare innanzi tutto il Signore che ha lo ha chiamato inaspettatamente dal lontano Kuwait dove da oltre cinque mesi è in missione con i soldati italiani. Ha poi elogiato il parroco don Domenico Degortes che si è preso cura, durante la sua assenza, in modo egregio, della comunità militare. Infine tanti complimenti ai bambini che si sono preparati a questo bellissimo momento con impegno, partecipando assiduamente al catechismo e concludendo la loro formazione il giorno prima nel ritiro che è  iniziato con una bella e gustosa colazione al circolo ufficiali e ha proseguito in oratorio con le prove, le confessioni e momenti di accoglienza, di collaborazione e di condivisione tra loro. La celebrazione è stata valorizzata maggiormente dalla partecipazione alle letture e ai canti dei bambini insieme al coro, il quale è stato ringraziato da don Joseph. Auguri ai bambini e alle famiglie che da ora devono farsi carico della formazione spirituale dei loro figli. Un grazie grande va a tutti coloro che hanno curato da due anni la crescita cristiana di questi bambini. Il Signore benedica tutti, ci aiuti e ci sostenga sempre con la sua grazia.

Le catechiste Maria Antonietta e Anna

 

Festa della Trinita.

PROCESSIONE-TRINITA'2018In una delle location più suggestive del nostro meraviglioso paese, si è svolta come consuetudine la festa della S.S.Trinità. Quest’anno l’organizzazione dell’evento è stata affidata al Comitato Classe ’67 ”L’isola nel Cuore”, che   subentra al vecchio comitato della Trinità, che per tanti anni ha lavorato con generosità ed impegno per realizzare al meglio questo importante appuntamento annuale. Tuttavia alcuni dei membri del vecchio comitato, porteranno avanti il compito e l’impegno di gestire il decoro e custodire la chiesetta della S.S.Trinità.La Festa ha avuto inizio il giorno 23 maggio, nel pomeriggio dopo la Santa messa, la statua della S.S.Trinità è stata portata in processione verso la chiesetta che la custodisce. Nei tre giorni successi,si è svolto il triduo animato dai sacerdoti della nostra comunità e da alcuni cori parrocchiali. Al termine, ogni sera il comitato ha offerto a tutti i fedeli presenti un rinfresco in un clima di convivialità e gioia.

PROCESSIONE-TRINITA'-2018ALa domenica, solennità della S.S.Trinità la giornata si è aperta con la IX edizione della Marcia Longa della S.S.Trinità, dedicata per il terzo anno consecutivo alla memoria di Tina Atzeni, educatrice amorevole sempre nei nostri cuori. Dalle ore 12,30 il comitato, ha servito per tutti i presenti un succulento ed appetitoso pranzo a base di gnocchetti al sugo di salsiccia, tris di carne, verdure, bevande e tantissimi e buonissimi dolci preparati con allegria dalle ragazze del comitato ed anche da tante altre signore, che con impegno, generosità ed amore, hanno contribuito e collaborato con noi e per questo le ringraziamo di vero cuore.

Alle ore 18,00 dopo la preghiera del rosario e la recita dei vespri, si è svolta la Solenne Celebrazione presieduta dal nostro caro parroco don Domenico Degortes. Nell’omelia don Domenico ha ricordato che la chiesetta della S.S.Trinità, rappresenta le origini della nostra comunità maddalenina che quest’anno festeggia il suoi primi 250 anni di storia.

 Ancora, ha ribadito, che la S.S.Trinità viene ricordata dal segno della croce. “Cerchiamo di avere più cura quando ci segniamo con il segno della croce, perché oltre a ricordarci di Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo in quel preciso momento, manifestiamo anche interiormente la nostra fede, che si rafforza sempre più nella misura in cui la comunichiamo ai fedeli. La fede si rafforza donandola.”

GRUPPO-S.S.TRINITA'-2018Al Termine della celebrazione eucaristica, si è svolta la processione, seguita da un discreto numero di fedeli, a conclusione la Benedizione Solenne. A seguire il Dottor Ronchi, ha tenuto una breve conferenza, nella quale ha raccontato a tutti i presenti le origini antiche della nostra chiesetta della S.S.Trinità.

La festa è proseguita con la cena preparata dal comitato e allietata dallo spettacolo musicale “Opera Zero” con l’istrionico, l’inimitabile, l’originale KiKo Solinas che ha coinvolto e rallegrato tutti i presenti con le sue canzoni.

Si è svolta anche l’oramai tradizionale lotteria e per la gioia dei più piccoli ma anche dei più grandi, i Fuochi Pirotecnici hanno concluso questa speciale, gioiosa ed intensa giornata di festa.

Per il neo Comitato della Trinità classe ’67 “L’isola nel Cuore”, è stata una bellissima ed intensa esperienza, non certo senza fatica, ma le cose fatte con amore e offerte con generosità a tutta la comunità maddalenina sono per noi il regalo più bello. Cogliamo l’occasione, per ringraziare di cuore le tantissime persone che hanno collaborato con noi e ci sono state vicine per la realizzazione di questo evento.

Diamo fin da ora l’appuntamento a tutti i maddalenini al prossimo anno, per vivere insieme altri momenti di fede, festa e condivisione fraterna.

Il Comitato della S.S.Trinità Classe ’67 “L’isola nel Cuore”

 

Bambini e ragazzi convalescenti da San Giovanni Rotondo a La Maddalena. Il Gruppo di Padre di La Maddalena è lieto di comunicare che in data 06.06.2018 arriveranno a La Maddalena i bambini e ragazzi provenienti dal reparto di oncoematologia pediatrica di casa Sollievo della Sofferenza, l’Ospedale voluto da Padre Pio e sito a san Giovanni Rotondo, paese che conserva le sue spoglie mortali.

I ragazzi verranno accompagnati da n.2 infermiere, da qualche mamma e da due medici nelle persone della Dottoressa Lucia Miglionico, Presidente dei Medici cattolici della regione Puglia, nonché responsabile della Consulta per la famiglia della regione Puglia, insieme al marito Dott. Giuseppe Petracca Ciavarella, medico del C.S.S. di medicina Nucleare di casa Sollievo della Sofferenza, che insieme hanno partecipato al Sinodo della famiglia con Papa Francesco, unica coppia italiana tra le 19 coppie partecipanti, e membri della Consulta nazionale della famiglia.

Ebbene, i nostri preziosi ospiti, in tutto 30 persone tra ragazzi ed accompagnatori, arriveranno, dopo avere combattuto e sconfitto la difficile battaglia della malattia, per una settimana di vacanza e sollievo nel nostro arcipelago dal 06.06.2018 al 13.06.2018.

Tale iniziativa vedrà una settimana ricca di mare e di impegni per i nostri piccoli ospiti, tra cui vorrei ricordare domenica 10 giugno alle h.18.00 presso la nostra Parrocchia Santa Maria Maddalena, una conferenza tenuta dalla Dottoressa Lucia Miglionico e dal Dott. Giuseppe Petracca Ciavarella sul tema “ Dal Sinodo della famiglia ad Amoris letitia”,a cui tutta la comunità è invitata a partecipare.

Paolo Provenzano

 

■ Auguri dall’Isola a Giuseppina Projetto, 116 anni, la maddalenina decana d’Europa

“Gli auguri della amministrazione comunale e di tutti i maddalenini vanno a colei che, alle ore 11 del 30 maggio del 1902, nacque nella casa sita in Piazza Barone Des Geneys, n° 2 (Piazza Barò) di questa splendida isola. 116 anni!!!! Buon Compleanno Giuseppina Projetto, decana d’Europa”.

Questi gli auguri inviatigli dal sindaco di La Maddalena, Luca Montella. A lui si uniscono naturalmente i sacerdoti isolani e la comunità cristiana maddalenina. Giuseppina Projetto la nonnina più longeva d’Italia e d’Europa, è la seconda più anziana al Mondo, vive oggi a Montelupo Fiorentino (Firenze), a casa di una nipote. Giuseppina è figlia di Cicillo, venuto da Sciacca a fare il militare a Caprera. Cicillo si sposò con una sua paesana e terminato il servizio militare rimase a La Maddalena venendo assunto come cuoco all’Ospedale Militare. Cicillo ebbe cinque figlie. Giuseppina nel 1946 si sposò con Giuseppe Frau, vedovo con tre figli, che lei ha accudito con molto amore e affetto.

Claudio Ronchi

 

■ Il presidente della Regione Pigliaru commissario per l’ex Arsenale

Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha nominato il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru commissario straordinario per “la rigenerazione dell'area di rilevante interesse nazionale dell'ex Arsenale Militare di La Maddalena”. “Presto – ha scritto - saremo a La Maddalena per condividere con l'intera comunità questo risultato e illustrare le prime fasi operative. Entro due settimane, saremo pronti con un piano specifico sulle attività che dovranno partire immediatamente e quelle successive”. "Il nostro tavolo per discutere da protagonisti gli atti concreti è pronto. Non si perda altro tempo" ha commentato il sindaco Luca Montella. “L'importante compendio, che gode di risorse già assegnate alla Regione pari a 50 milioni di euro, sarà oggetto di un immediato piano strategico di riqualificazione a guida regionale”, ha dichiarato il consigliere regionale Pierfranco Zanchetta.

Claudio Ronchi

 

■ I giovani consumano sempre più alcol.

Se in Sardegna si beve sempre di più – come emerge dai dati Istat - analoga cosa avviene a La Maddalena. Anche all'isola è boom tra i giovanissimi, giovani donne comprese. Da un piccolo sondaggio presso alcuni bar emerge che alle donne piace particolarmente il vino mentre gli uomini gradiscono di più la birra. Il fenomeno invece non riguarderebbe particolarmente i superalcolici che però vengono utilizzati per gli sballi con sostanze stupefacenti dai giovanissimi. C'è qualche isolano che frequenta il Serd di Olbia e all’Isola continua ad operare il gruppo Alcolisti in Trattamento curato dal Centro di Ascolto il Delfino. “C'è un aumento del consumo di alcolici preoccupante e pericoloso tra i giovanissimi”, conferma Agostino Canu. “Lo vediamo soprattutto nei fine settimana e l'abbiamo visto nei giorni di Carnevale”. C'è troppa libertà nell'acquisto degli alcolici, prosegue il responsabile del Delfino, e a volte poco controllo da parte dei genitori. Chi tra gli adulti di oggi, quand’era in età adolescenziale, non ha fatto la bravata di prendersi una "scimmia?". Questo però rimaneva, allora, normalmente, un fatto isolato nella vita di ciascun giovane, a volte legato a qualche momento particolare. Ora invece diventa più frequente per alcuni giovani, e quando si parla di giovani ci si riferisce a 13enni, 12enni e qualche volta anche a 11enni. E le ragazzine, poco più che bambine, non sono molto da meno. Spesso questi ragazzi non hanno validi riferimenti nelle loro famiglie. Genitori divisi o litigiosi spesso dedicano poca attenzione a chi invece, in fase pre e adolescenziale, ne avrebbe particolarmente bisogno. E questo accade in qualche caso anche perché sono gli stessi genitori che caratterialmente o per situazioni di vita non si pongono nei confronti dei loro figli come punti di riferimento positivi. A volte tutt'altro. Ma il consumo di alcolici riguarda anche figli di famiglie “normali”, non è detto … Cosa si potrebbe fare? Intanto una intensificazione di attività preventiva e informativa da parte degli uffici sociali comunali. Poi, senza dubbio, da parte della scuola, dove spesso la formazione dei ragazzi è relegata alle materie scolastiche. Ma anche la Chiesa e i cristiani possono fare qualcosa. Il catechismo, ad esempio, potrebbe essere l'occasione per mettere in guardia da certi pericoli. Analogamente l'attività degli oratori. E qui si potrebbe correggere una incongruità. Le attività oratoriali si svolgono normalmente durante l'anno catechistico, quando i ragazzi sono oberati di impegni scolastici, sportivi e di altra natura. Ma cessano, chiudono i battenti, gli oratori, proprio nel periodo estivo quando ragazzi e ragazze non avendo più altri impegni, sono lasciati spesso a se stessi, a vagabondare tra una spiaggia, il bar e la discoteca. È in quella fase dell'anno, probabilmente, che gli oratori, colmando il grande vuoto nel quale si vanno a ritrovare i nostri giovani e giovanissimi, potrebbero svolgere un importante ruolo.

Claudio Ronchi

 

Condoglianze ai familiari di Maria Ausilia Desogus ed Emilio Vasino che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Sabato 2 giugno primo sabato del mese. La S. Messa per il Cuore Immacolato di Maria alle ore 8.00.

 2. Domenica 3 giugno Solennità di Corpus Domini.

Ore 9.00 S.Messa con la presenza delle reliquie di Santa Rita e visita alla Casa di Accoglienza Padre Salvatore Vico.

La S. Messa interparrocchiale alle ore 17.30 nella chiesa di S. Maria Maddalena e a seguire la processione eucaristica.

 3. Da domenica 10 giugno a Stagnali la S.Messa alle ore 19.00.

 

 Avvisi - Parrocchia

Madonna della Medaglia Miracolosa

 1) Sabato 2 giugno

* Ore 18.30: santa Messa nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

 2) Domenica 3 giugno

* Ore 17.30: Messa interparrocchiale nella chiesa di Santa Maria Maddalena e processione eucaristica con stazione eucaristica della parrocchia della Medaglia Miracolosa presso la banchina dell’Ammiraglio.

 3) Venerdì 8 giugno

* Ore 18,30: santa Messa nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

 

 Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Sabato 2 giugno

* Ore 16.00: santa Messa in onore di Santa Rita da Cascia e processione con le reliquie, la statua e i figuranti.

* Ore 19.00: santa Messa della vigilia nella solennità del Santissimo Corpo e del Sangue del Signore.

 2) Domenica 3 giugno

* Solennità del Santissimo Corpo e del Sangue del Signore (le Messe del mattino come tutte le domeniche).

* Ore 17.30: S.Messa solenne (unica per tutta la Città) e processione con tre stazioni eucaristiche, per V. Italia, V. Amendola, P.za Comando, V, Magnaghi, V. Balbo, V. Cairoli, V. Ilva, Piazza Santa Maria Maddalena.

 3) Lunedì 4 giugno

* Ore 18.00: Coroncina del Sacro Cuore (per tutto il mese di giugno), Rosario, Vespri e santa Messa.

 4) Mercoledì 6 giugno

*Memoria dei santi Nicola e Trano, eremiti a Luogosanto.

* Messa in cimitero alle ore 15.45.

 5) Giovedì 7 giugno (primo giovedì)

* Ore 16.00: esposizione solenne del Santissimo Sacramento.

* Ore 18.00: preghiera per le vocazioni, Vespri e benedizione eucaristica.

 6) Venerdì 8 giugno

* Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

(Non c’è Messa, venerdì, al Bambino Gesù, solo il primo venerdì del mese).

 7) Sabato 9 giugno

* Ore 16.30 santa Messa alla Trìnita, come ogni secondo sabato del mese.

 8) Domenica 10 giugno

Ore 18.00 nella chiesa parrocchiale conferenza tenuta dalla Dottoressa Lucia Miglionico e dal Dott. Giuseppe Petracca Ciavarella sul tema: “Dal Sinodo della famiglia ad Amoris letitia”

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 19.00 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 18.00

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

M A G I S T E R O

 DIO È "PAPÀ NOSTRO"

 MARIA-REGINA-01062018Celebriamo la festa della Santissima Trinità per contemplare e lodare il mistero del Dio di Gesù Cristo, che è Uno nella comunione di tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Le Letture bibliche di oggi ci fanno capire come Dio non voglia tanto rivelarci che Lui esiste, quanto piuttosto che è il “Dio con noi”, vicino a noi, che ci ama, che cammina con noi, è interessato alla nostra storia personale e si prende cura di ognuno, a partire dai più piccoli e bisognosi. Egli «è Dio lassù nei cieli» ma anche «quaggiù sulla terra» (cfr Dt 4,39). Pertanto, noi non crediamo in una entità lontana, no! In un’entità indifferente, no! Ma, al contrario, nell’Amore che ha creato l’universo e ha generato un popolo, si è fatto carne, è morto e risorto per noi, e come Spirito Santo tutto trasforma e porta a pienezza.

San Paolo che in prima persona ha sperimentato questa trasformazione operata da Dio-Amore, ci comunica il suo desiderio di essere chiamato Padre, anzi “Papà” - Dio è “Papà nostro” -, con la totale confidenza di un bimbo che si abbandona nelle braccia di chi gli ha dato la vita. Nel Vangelo, il Signore risorto promette di restare con noi per sempre. E proprio grazie a questa sua presenza e alla forza del suo Spirito possiamo realizzare con serenità la missione che Egli ci affida. Qual è la missione? Annunciare e testimoniare a tutti il suo Vangelo e così dilatare la comunione con Lui e la gioia che ne deriva. Dio, camminando con noi, ci riempie di gioia e la gioia è un po’ il primo linguaggio del cristiano.

Dunque, la festa della Santissima Trinità ci fa contemplare il mistero di Dio che incessantemente crea, redime e santifica, sempre con amore e per amore, e ad ogni creatura che lo accoglie dona di riflettere un raggio della sua bellezza, bontà e verità. Egli da sempre ha scelto di camminare con l’umanità e forma un popolo che sia benedizione per tutte le nazioni e per ogni persona, nessuna esclusa. Il cristiano non è una persona isolata, appartiene ad un popolo: questo popolo che forma Dio. Non si può essere cristiano senza tale appartenenza e comunione. Noi siamo popolo: il popolo di Dio. La Vergine Maria ci aiuti a compiere con gioia la missione di testimoniare al mondo, assetato di amore, che il senso della vita è proprio l’amore infinito, l’amore concreto del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Angelus - Solennità della SS.Trinità - 27 Maggio 2018 )

 

LA PREGHIERA È LA PRIMA "OPERA MISSIONARIA"

 Con questo breve messaggio vorrei presentarvi una realtà importante per la missione della Chiesa, ma poco conosciuta: le Pontificie Opere Missionarie.

Fin dai primi tempi, il sostegno reciproco tra le Chiese locali, impegnate ad annunciare e testimoniare il Vangelo, è stato un segno della Chiesa universale. Infatti la missione, animata dallo Spirito del Signore Risorto, allarga gli spazi della fede e della carità fino agli estremi confini della terra.

Nel secolo diciannovesimo l'annuncio di Cristo ricevette un nuovo impulso dalla fondazione delle Opere Missionarie, con lo scopo specifico di pregare e agire concretamente per sostenere l'evangelizzazione nei nuovi territori. Queste Opere furono riconosciute come Pontificie dal Papa Pio XI, che in questo modo voleva sottolineare come la missione della Chiesa verso tutti i popoli stia molto a cuore al Successore di Pietro. E così è ancora! Le Pontificie Opere Missionarie continuano oggi questo importante servizio iniziato quasi 200 anni fa. Sono presenti in 120 Paesi con Direttori Nazionali, coordinati da Segretariati internazionali presso la Santa Sede.

Perché le Pontificie Opere Missionarie sono importanti? Sono importanti anzitutto perché dobbiamo pregare per i missionari e le missionarie, per l’azione evangelizzatrice della Chiesa. La preghiera è la prima “opera missionaria” – la prima! – che ogni cristiano può e deve fare, ed è anche quella più efficace, seppure questo non si possa misurare. Infatti, il principale agente dell'evangelizzazione è lo Spirito Santo, e noi siamo chiamati a collaborare con Lui. Inoltre, queste Opere garantiscono a nome del Papa una equa distribuzione degli aiuti, così che tutte le Chiese nel mondo abbiano un minimo di assistenza per l’evangelizzazione, per i sacramenti, per i propri sacerdoti, i seminari, per il lavoro pastorale, per i catechisti. Sostegno ai missionari che evangelizzano, e sostegno soprattutto con la preghiera, perché lo Spirito Santo sia presente. È Lui che manda avanti l’evangelizzazione. Perciò incoraggio tutti a collaborare nel nostro comune compito di annunciare il Vangelo e di sostenere le giovani Chiese attraverso il lavoro di queste Opere Missionarie. Così facendo, in ogni popolo, la Chiesa continua ad aprirsi a tutti e a proclamare con gioia la Buona Notizia di Gesù Cristo, Salvatore del mondo.

(Messaggio in occasione dell'apertura ufficiale dell'assemblea delle Pontificie Opere Missionarie - 28 maggio 2018)

 

MEDICI CATTOLICI: LA VOSTRA PROFESSIONE ASSURGE ALLA DIGNITÀ DI VERO APOSTOLATO

 

La Chiesa è per la vita, e la sua preoccupazione è che nulla sia contro la vita nella realtà di una esistenza concreta, per quanto debole o priva di difese, per quanto non sviluppata o poco avanzata. Essere medici cattolici, quindi, è sentirsi operatori sanitari che dalla fede e dalla comunione con la Chiesa ricevono l’impulso per rendere sempre più matura la propria formazione cristiana e professionale, infaticabile la propria dedizione, inesauribile il bisogno di penetrare e conoscere le leggi della natura per meglio servire la vita .

Sono note la fedeltà e la coerenza con cui le Associazioni della vostra Federazione, nel corso degli anni, hanno tenuto fede alla propria fisionomia cattolica, attuando l’insegnamento della Chiesa e le direttive del suo Magistero nel campo medico-morale. Questo criterio di riconoscimento e di azione ha favorito la vostra collaborazione alla missione della Chiesa nel promuovere e difendere la vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale, la qualità dell’esistenza, il rispetto dei più deboli, l’umanizzazione della medicina e la sua piena socializzazione. Questa fedeltà ha richiesto e richiede fatiche e difficoltà che, in particolari circostanze, possono esigere molto coraggio. Continuate con serenità e determinazione su questa strada, accompagnando gli interventi magisteriali negli ambiti della medicina con una corrispondente consapevolezza delle loro implicazioni morali.

Cari fratelli e sorelle, in tanti guardano a voi e alla vostra opera. Le vostre parole, i vostri gesti, i vostri consigli, le vostre scelte hanno un’eco che travalica il campo strettamente professionale e diventa, se coerente, testimonianza di fede vissuta. La professione assurge così alla dignità di vero e proprio apostolato. Vi incoraggio a proseguire con gioia e generosità il cammino associativo, in collaborazione con tutte le persone e le istituzioni che condividono l’amore alla vita e si adoperano per servirla nella sua dignità e sacralità. La Vergine Maria, Salus infirmorum, sostenga i vostri propositi, che accompagno con la mia Benedizione.

(Discorso alla delegazione della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici (FIAMC)- Lunedì, 28 maggio 2018)

 

 

CATECHESI SULLA CONFERMAZIONE:

IL SIGILLO DELLO SPIRITO

CONFERMAZIONE-01062018Proseguendo l’argomento della Confermazione o Cresima, desidero oggi mettere in luce l’«intima connessione di questo sacramento con tutta l’iniziazione cristiana» (Sacrosanctum Concilium, 71). Prima di ricevere l’unzione spirituale che conferma e rafforza la grazia del Battesimo, i cresimandi sono chiamati a rinnovare le promesse fatte un giorno da genitori e padrini. Ora sono loro stessi a professare la fede della Chiesa, pronti a rispondere «credo» alle domande rivolte dal Vescovo; pronti, in particolare, a credere «nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e che oggi, per mezzo del sacramento della Confermazione, è in modo speciale a [loro] conferito, come già agli Apostoli nel giorno di Pentecoste».

Poiché la venuta dello Spirito Santo richiede cuori raccolti in orazione (cfr At 1,14), dopo la preghiera silenziosa della comunità, il Vescovo, tenendo le mani stese sui cresimandi, supplica Dio di infondere in loro il suo santo Spirito Paraclito. Uno solo è lo Spirito, ma venendo a noi porta con sé ricchezza di doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e santo timore di Dio. Abbiamo sentito il passo della Bibbia con questi doni che porta lo Spirito Santo. Secondo il profeta Isaia (11,2), queste sono le sette virtù dello Spirito effuse sul Messia per il compimento della sua missione. Anche san Paolo descrive l’abbondante frutto dello Spirito che è «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). L’unico Spirito distribuisce i molteplici doni che arricchiscono l’unica Chiesa: è l’Autore della diversità, ma allo stesso tempo il Creatore dell’unità. Così lo Spirito dà tutte queste ricchezze che sono diverse ma allo stesso modo fa l’armonia, cioè l’unità di tutte queste ricchezze spirituali che abbiamo noi cristiani.

Per tradizione attestata dagli Apostoli, lo Spirito che completa la grazia del Battesimo viene comunicato attraverso l’imposizione delle mani. A questo gesto biblico, per meglio esprimere l’effusione dello Spirito che pervade quanti la ricevono, si è ben presto aggiunta una unzione di olio profumato, chiamato crisma, rimasta in uso fino ad oggi, sia in Oriente che in Occidente. L’olio – il crisma – è sostanza terapeutica e cosmetica, che entrando nei tessuti del corpo medica le ferite e profuma le membra; per queste qualità è stato assunto dalla simbolica biblica e liturgica per esprimere l’azione dello Spirito Santo che consacra e permea il battezzato, abbellendolo di carismi. Il Sacramento viene conferito mediante l’unzione del crisma sulla fronte, compiuta dal Vescovo con l’imposizione della mano e mediante le parole: «Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». Lo Spirito Santo è il dono invisibile elargito e il crisma ne è il sigillo visibile.

Ricevendo in fronte il segno della croce con l’olio profumato, il confermato riceve dunque una impronta spirituale indelebile, il “carattere”, che lo configura più perfettamente a Cristo e gli dà la grazia di spandere tra gli uomini il “buon profumo”.

Riascoltiamo l’invito di sant’Ambrogio ai neoconfermati. Dice così: «Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale […] e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito». È un dono immeritato lo Spirito, da accogliere con gratitudine, facendo spazio alla sua inesauribile creatività. E’ un dono da custodire con premura, da assecondare con docilità, lasciandosi plasmare, come cera, dalla sua infuocata carità, «per riflettere Gesù Cristo nel mondo di oggi» (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 23).

(Udienza Generale - Mercoledì 30/05/2018)

 
Copyright © 2018 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.