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n° 20 Sabato 26 Maggio 2018

 

EDITORIALE

 Siamo Chiesa della Trinità

SANTISSIMA-TRINITA-27052018Così diceva il nostro vescovo Mons. Sebastiano Sanguinetti nella sua lettera pastorale di quattro anni fa. La Chiesa viene dalla Trinità, è strutturata ad immagine della Trinità e va verso il compimento trinitario della storia. Se questo è vero per la Chiesa universale e per la Chiesa diocesana, (il Vescovo ha fatto il suo ingresso in diocesi nel giorno della Trinità), vale in particolare per la nostra comunità di La Maddalena che alla Trinità ha dedicato la prima chiesa dell’isola. Mercoledì scorso, l’andare in processione alla Trìnita accompagnando la maestosa statua della Santissima Trinità, in preparazione al triduo, aveva un significato particolare. Era un andare alle origini, non solo alle origini della nostra comunità che lì è nata, non solo alle origini della nostra fede, lì 250 anni fa si è cominciato a costruire la chiesa, ma insieme e soprattutto riconoscere che la Trinità è l’origine di tutto: la sorgente della creazione, della rivelazione e della redenzione. Trinità vuol dire comunione d’amore, unità nella diversità. Lì sono le nostre radici. Di lì il nostro dna. Di lì la nostra profonda aspirazione all’unità, alla comunione d’amore. Diceva sant’Agostino: “Se vedi la carità, vedi la Trinità”. Ecco perché siamo Chiesa della Trinità. Questo chiede specialmente alla comunità cristiana, di essere casa e scuola di comunione, segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umana. Un compito non da poco. Ricordiamo che la comunione nasce dall’alto, per iniziativa di Dio e con la libera adesione dell’uomo per fare, di tante diversità e differenze, un arricchente apporto al bene dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa. Ci sono tanti segni e luoghi di comunione: la famiglia, piccola Chiesa, comunità d’amore; i gruppi ecclesiali: associazioni, movimenti, cori: scuole di vita e di formazione apostolica, provvidenziali doni dello Spirito; La parrocchia, la famiglia di Dio, luogo di umanizzazione e di socializzazione, con al centro la Messa domenicale, l’annuncio della parola e la testimonianza della carità. Tutte realtà chiamate ad essere comunità d’amore, unità nella diversità, con le porte aperte, piccole chiese, chiese della Trinità.

 

  RAGGI DI SOLE

PICCOLO MESSAGGIO

SOLE-26052018Ringrazio tutti per il grande affetto verso di me pretino razzolante. Ma Sorridente. Sorridente anche ora in questa esperienza di provvidenziale tribolazione. Sorridente perché posso rivolgervi questo messaggio di riconoscenza. Con tutto il cuore, prima di entrare in sala operatoria, ho assicurato ai medici la mia preghiera per loro e per tutti voi che mi state accompagnando con la vostra intercessione. Ho messo nelle mani di Gesù le mie amarezze perché le trasformi in miele per voi, le mie spine in rose fresche e profumate per voi, le mie lacrime in pioggia di consolazioni sulle vostre ferite, generando nel vostro animo un rinnovato buon umore, perché “quando il viso sorride, nel cuore spunta il sole”.

Vostro don Paolo Piras

 

 

 

 

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Prima Confessione a Moneta.

1-CONFESSIONI-26052018-M Domenica 13 maggio u.s. nella Parrocchia dell’Agonia di N.S.G.C. 13 bambini del 1° anno di catechismo hanno incontrato per la prima volta Gesù Misericordioso il Sacramento della Confessione. All’inizio erano forse un po’ timorosi… sicuramente emozionati come i genitori che hanno letto tutti insieme una preghiera per i loro figli, erano presenti anche tanti nonni:

Alessandro, Carlos, Federica, Federico, Francesco, Francesco, Francesco, Giada, Lorenzo, Marco, Martina, Michelle, Valeria hanno vissuto un bellissimo momento reso più intenso dal sottofondo dei canti penitenziali eseguiti dal coro “ San Giovanni Paolo II “ durante tutta la celebrazione. Gli incontri settimanali sono serviti loro ad imparare l’uso del “navigatore” … la coscienza che li riporta sulla strada giusta distinguendo il bene dal male e la Parabola del Padre Misericordioso che aveva catturato particolarmente la loro attenzione ora li vedeva protagonisti… le loro foto che in precedenza erano state appese al crocifisso venivano staccate con un taglio netto del filo che le reggeva cadendo a terra a significare che il peccato interrompe il legame con Dio. Ognuno di loro dopo la confessione individuale e la penitenza ha indossato la veste bianca e l’anello/rosario ricevuto in dono e con grande gioia ha ripristinato il legame col Padre riappendendo la propria foto al crocifisso e si è recato ad abbracciare i genitori. Al termine della celebrazione per rispettare a pieno la parabola si è fatta festa tutti insieme nell’Oratorio. Ringraziamo il Signore di questo intenso momento di grazia per tutta la comunità.

Le catechiste

 

■ Prime Comunioni a S. Maria Maddalena.

1-COMUNIONI-MONETA-2018Nella bellissima domenica di Pentecoste si sono celebrate nella nostra comunità parrocchiale le prime comunioni per 19 bambini. Una domenica ricca anche del dono dello Spirito, per opera del quale il pane e vino sull’altare diventano il Corpo e il Sangue di Cristo e del quale i bambini per la prima volta si sono nutriti. L’Eucaristia è il nutrimento di ogni cristiano, come possiamo vivere la nostra vita cristiana senza alimentarci dell’Eucaristia? Questo è il messaggio che in questi due anni abbiamo voluto trasmettere ai bambini che si sono preparati con dedizione, interesse, sempre nella loro semplicità e con il loro modo di fare. Ma prima di parlare di quella giornata ripercorriamo il cammino di questi bambini. Sono due gruppi, il primo si incontra in oratorio ogni sabato ormai da due anni e l’altro invece è la classe quarta dell’Istituto San Vincenzo, insieme hanno vissuto anche l’anno scorso le prime confessioni e adesso hanno vissuto un altro momento fondamentale del loro cammino cristiano. In questi due anni si sono preparati, ognuno secondo i propri tempi, a questo giorno, in maniera personale e comunitario. Da sottolineare come la domenica precedente, quindi il 13 maggio abbiano vissuto insieme a don Davide e le catechiste un momento di ritiro presso l’oratorio San Giovanni bosco, un momento tutto per loro, dove si sono potuti innanzitutto incontrare, vedere e divertirsi, ma in modo ancora più profondo capire sempre di più cosa stavano per vivere…un momento fondamentale per lor è stato il partecipare ad una celebrazione presso la cappellina che si sta allestendo in oratorio, dove don Davide ha celebrato la santa Messa insieme a loro e alle catechiste. La giornata di ritiro è stat caratterizzata non solo dalla meditazione e dalle prove, ma anche dai momenti di festa e di gioco, il pranzo condiviso anche grazie alla generosità del comitato Santa Maria Maddalena, dei 250 anni, che ha offerto ai ragazzi il pranzo cucinato da loro. La giornata è finita con l’arrivo dei genitori che hanno portato il caffe e i dolci…una buona preparazione. Domenica i bambini si sono ritrovati con i genitori presso l’Istituto San Vincenzo, si sono preparati e poi con don Davide, le catechiste e i familiari si sono diretti presso la chiesa, dove sono stati accolti dal parroco e poi introdotti in chiesa dove hanno donato il loro fiore alla Madonna. La celebrazione poi è proseguita, e loro stessi sono stati partecipi della celebrazione, nelle letture, nelle offerte e soprattutto nel canto, dove le loro voci salivano al cielo. Momento centrale della comunione è stato vissuto con spirito di preghiera e attraverso la gioia del canto. Alla fine della celebrazione il parroco ha ringraziato chi in questi anni ha preparato i bambini e anche i genitori, i quali come gesto di condivisione della festa hanno donato anche dei viveri alla nostra caritas parrocchiale. I bambini hanno vissuto anche la settimana di ringraziamento. Adesso preghiamo per loro affinchè possano scoprire ogni giorno, anche grazie a noi, che il Signore è la nostra salvezza e il nostro nutrimento.     

       Don Davide

 

 ■ Incontro zonale con i preti della Corsica.

Giovedì 17 maggio l’incontro mensile della zona ecclesiastica Nostra Signora di Luogosanto, che comprende anche le parrocchie di La Maddalena, Arzachena, Palau, Santa Teresa di Gallura e altre, eccezionalmente si è fatto a Bonifacio in Corsica su invito dei parroci della Corsica meridionale che comprende anche Portovecchio e Sartene. I Corsi erano sette, comprese tre suore siciliane che da diversi anni collaborano nella parrocchia di Portovecchio. Dalla nostra zona, con il vicario zonale don Raimondo Satta, eravamo sei. Questo è stato il secondo incontro che ha fatto seguito a quello del mese di aprile che si è svolto Santa Teresa di Gallura. Sarebbe dovuto intervenire anche il Vicario Generale della diocesi di Ajaccio ma ne è stato impedito dalla febbre. L’incontro di Bonifacio è iniziato con il canto dell’ora media presso l’antica chiesa della Santissima Trinità, a cui era collegato un antico convento nei dintorni di Bonifacio, tra rocce bellissime, e che ha ispirato probabilmente anche la dedicazione alla Santissima Trinità della prima chiesa di La Maddalena, precedentemente dedicata alla Santa Patrona. Gli argomenti trattati nell’incontro sono stati soprattutto di carattere pastorale, si è parlato di turismo, della preparazione degli adulti al Battesimo e alla Cresima, che non sono pochi, della fragilità della famiglia. Si è parlato anche di qualche aspetto economico. Le chiese in Francia sono proprietà dello Stato che pensa alla manutenzione. Da noi le offerte per le intenzioni delle Messe vanno al sacerdote, le questue e le offerte dei Battesimi, Matrimoni, i funerali, benedizione delle famiglie nelle case, vanno alla parrocchia. Da loro, le offerte vanno quasi tutte alla diocesi di Ajaccio che provvede a dare uno stipendio ai sacerdoti. Essi non hanno come da noi il sostentamento del clero. Alla fine dell’incontro i Corsi ci hanno invitato a pranzo nella località “La tonnara”.

D.D.

 Festa dell'oratorio San Domenico Savio a Moneta.

FESTA-ORATORIO-26052018-MÉ stato scelto un giorno molto particolare per la festa dell'oratorio di Moneta S. Domenico Savio e per la fine dell'anno catechistico, infatti sabato 19 maggio era la vigilia di Pentecoste, giorno della discesa dello Spirito Santo, giorno in cui è nata la Chiesa! Così, tra il verde del giardino dell'Oasi Serena, è stata celebrata l'Eucaristia che significa ringraziamento e quindi la comunità ha voluto ringraziare il Signore per quest'anno sociale che abbiamo vissuto insieme, per le tante realtà che fanno parte dell'oratorio. Erano presenti tutti i bambini e ragazzi del catechismo, insieme a tantissimi adulti e la celebrazione è stata animata e resa gioiosa dall'immancabile coro S. Giovanni Paolo II. Nell'omelia il parroco ha ben spiegato come lo Spirito Santo opera nella nostra comunità con i carismi che dà ad ognuno in maniera diversa, ma queste grazie devono essere accolte dalle persone che, come succede nel nostro oratorio, si mettono a disposizione perché questi doni possano fruttificare. Così don Andrea ha voluto ringraziare il coro, la banda S. Domenico Savio, le catechiste, il gruppo teatrale, il gruppo del carnevale, il gruppo del burraco, il gruppo sportivo e tutti gli educatori, animatori e responsabili dei gruppi che mettono al servizio della comunità gratuitamente tempo e forze. L'oratorio adesso è anche dotato del defibrillatore grazie al contributo del Rotary Club Costa Smeralda e grazie anche al dottor Randaccio che si è reso disponibile per insegnare il primo soccorso agli animatori. Dopo la Messa abbiamo avuto il piacere di ascoltare alcuni brani musicali della banda che ha eseguito la marcia "Primis" e poi due brani che i bandisti stanno ancora studiando, ma che hanno eseguito in maniera magistrale, due colonne sonore di film "Pirates of the Caribbean" e "Oregon", diretti da Barbara Agnello, che è una forza della natura. Lei, pur abitando a Sassari dove dirige un coro femminile "Lolek Vocal Ensemble", riesce a seguire anche questa banda e per la seconda volta organizza nel nostro oratorio un Campus estivo musicale, al quale possono partecipare tutti i bambini e ragazzi per suonare, giocare e divertirsi insieme. Quest'anno si terrà dal 2 all'8 luglio. La serata è poi proseguita allegramente con musica, balli, partite e giochi, il tutto assaporando pizze, torte e frittelle che, naturalmente nel nostro oratorio, non potevano mancare.             

                          Maria Vitiello

 

 

 

■ Mons. Becciu cardinale

MONS-BECCIU-26052018Sarebbe bello se mons. Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato e n.3 del Vaticano, così come ha fatto lo scorso anno presenziando il 22 luglio per Santa Maria Maddalena, in occasione dei 250 anni dalla fondazione della città, ritornasse ancora, il 22 luglio prossimo, per i 250 anni della parrocchia. Lo scorso anno venne da monsignore, quest’anno verrebbe da cardinale. L’annuncio della nomina a Principe della Chiesa, è stato dato domenica scorsa di Pentecoste da Papa Francesco. La berretta cardinalizia mons. Becciu la riceverà nel Concistoro del 29 giugno prossimo, nella basilica di San Pietro, durante l'assemblea generale dell'episcopato italiano in corso di svolgimento in Vaticano. Dopo mons. Mario Francesco Pompedda (sempre della Diocesi di Ozieri), la Sardegna ha un nuovo cardinale che, in un futuro conclave, sarà elettore del nuovo pontefice o potrà essere eletto. “Quando dissi che sarei venuto alla Maddalena perché si celebravano i 250 anni di fondazione, Papa Francesco mi ha chiesto: La Maddalena? Dov’è? E gli ho spiegato che si trova in Sardegna e dove”. Con queste parole il n. 3 del Vaticano monsignor Angelo Beccio raccontò, al termine della Messa del 22 luglio dello scorso anno, il motivo per il quale subito dopo Papa Francesco gli ha affidato la sua speciale benedizione per tutta la comunità isolana in occasione di questo particolare “compleanno”. Benedizione papale da lui consegnata a don Domenico. La Messa solenne era stata celebrata nella piazza della chiesa, presieduta dallo stesso arcivescovo, dal nostro vescovo mons. Sanguinetti, da mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri e dal vescovo di Ajaccio, “primate” della Corsica, mons. Oliver de Germay. Monsignor Becciu nell’omelia aveva sottolineato l’importanza di Maria di Magdala nell’annunciare la risurrezione di Gesù, lei donna, attualizzando il suo ruolo nell’importanza che le donne rivestono e sottolineando quante siano ancora le discriminazioni nei loro confronti.

Claudio Ronchi

 

 

 

Alla Scuola Sottufficiali arriveranno militari del Quatar, del Kuwait Sta e della Libia

GIURAMENTO-MM-26052018“Saluto la città di La Maddalena, che da tanti lustri ospita la Marina, in un connubio solido e duraturo. Questo connubio, già così concreto, è destinato a rafforzarsi proprio con la Scuola Sottufficiali, sempre più rivolta a definirsi polo di eccellenza delle attività connesse all'economia del mare, ed autorevole punto di riferimento per l'istruzione e la marineria nella Regione Sardegna”. Ha iniziato così il proprio intervento, l’ammiraglio di divisione Alberto Bianchi, intervenuto a La Maddalena per la consegna del grado al 22° corso sergenti (frequentato da 60 uomini e 4 donne, suddivisi in 4 nocchieri, 13 tecnici di macchina, 40 nocchieri di porto, 3 incursori e 4 palombari), lo scorso 18 maggio. “Sono numerose le iniziative dello stato maggiore e della forza armata per dare impulso all'immagine e al ruolo della nostra scuola attraverso una serie di attività formative che ne vedranno aumentare l'impegno”, ha proseguito. “Tra queste cito l'incremento del numero dei frequentatori, con l'apertura a breve dei corsi per volontari in ferma prefissata nocchieri di porto, e il rafforzamento del ruolo della scuola quale riferimento per le marine estere, soprattutto nella condotta di mezzi nautici, nella gestione manutenzione degli apparati motore, e nell'istruzione velico-marinaresca. Infine”, ha precisato il comandante di tutte le scuole della Marina Militare in Italia, “lo sviluppo dell'attività formativa per il personale della Marina Libica nonché la collaborazione posta in essere per il quadriennio 2019-2022 con la Marina del Quatar. Il futuro è quindi ricco di positivi sviluppi e di nuove opportunità che la scuola saprà cogliere nell'interesse della forza armata e della comunità che ci ospita". In separa sede l’ammiraglio Bianchi aveva informato il sindaco Luca Montella che analoga presenza ci sarà anche con la Marina Militare del Kuwait, stato del Golfo Persico che vede da tempo una presenza militare italiana. Lì sta prestando servizio temporaneo, da qualche mese, in missione a supporto dei nostri militari, il parroco militare don Giuseppe Ackarian.

Claudio Ronchi

 

 ■Attese migliaia di persone per i primi 3 giorni di giugno

VOCI-DI-MAGGIO-26052018Sono attese migliaia di persone, a La Maddalena per i giorni 1,2 e 3 giugno, in occasione della manifestazione “Voci di Maggio” che sarà una carrellata di eventi tra spettacolo, folclore, religione, solidarietà e degustazione. Ad organizzarla sono gli Istentales in collaborazione con il Comune di La Maddalena, Coldiretti, Protezione Civile, Cna Gallura. Il rettore della basilica di Santa Rita da Cascia, e il Comune di Cascia, in segno di riconoscimento per l'aiuto ai terremotati da parte dei pastori sardi, porteranno le reliquie e una statua della Santa (con circa 200 pellegrini) durante la tre giorni della manifestazione. Arriveranno inoltre, sempre da Cascia, 50 agnellini nati dalle mille pecore donate per Sa Paradura. La Cna Gallura donerà una statua legno, alta 2 metri, ai pastori di Cascia, realizzata dall'artista Tonino Loi, dal titolo: il pastore donante. Ci saranno oltre 50 stand di Agrichef Coldiretti, la sagra del maialetto, del bovino, u ziminu isulanu, il battesimo della sella e la gara di tosatura. Saranno 28 artisti continentali e sardi che si alterneranno sul grande palco di Piazza Comando, tra i nomi più famosi i cantanti Roberto Vecchioni e i Nomadi, ci sarà Giulio Goria delle Iene e il musicista Enzo Favata. A presentare il tutto sarà Giuliano Marongiu.

Claudio Ronchi

 

 ■ Primi di giugno 1768 (250 anni fa), inizia la costruzione della chiesa al Collo Piano

Il 15 maggio 1768, con il trattato di Versailles, l'agonizzante Repubblica di Genova, indebitata fino al collo con la Francia, metteva a garanzia del proprio debito tutta la Corsica. La Francia, quell’isola, l'aveva già occupata militarmente, essendo intervenuta in aiuto di Genova contro i rivoluzionari di Pasquale Paoli. Con quel trattato, praticamente, la Corsica diventava francese. Questo passaggio aveva fomentato speranze di riconquista delle isole dell'Arcipelago da parte corsa, magari con un colpo di mano militare, visto che attraverso questioni legali e diplomatiche non se ne prendeva testa. Da parte corsa si voleva il ritorno di queste nostre isole, passate al Regno di Sardegna con il blitz del 14 ottobre 1767, sia perché erano abitate da corsi sia perché qui c'erano terre delle quali qualche corso rivendicava la proprietà, sia perché c'erano i raccolti soprattutto il bestiame. Nondimeno a fomentare la rivendicazione c'era la Parrocchia di Bonifacio con i suoi preti e i suoi frati. Anche costoro mal sopportavano "l'annessione" alla Diocesi anglo-gallurese di queste terre e della sua popolazione. Il vescovo Pietro Paolo Carta s'era affrettato ad istituire la Parrocchia di Santa Maria Maddalena mandandovi addirittura un canonico, don Virgilio Mannu, ma ancora nella primavera del 1768 non si era deciso a dare il via ai lavori di costruzione della chiesa. Ci fu un fatto che, probabilmente, diede lo scossone decisivo. A fine di maggio del 1768 si presentarono a Cala Gavetta due frati francescani, provenienti da Bonifacio, chiedendo di poter effettuare una questua tra i militari e la popolazione civile. La richiesta mise in allarme sia il comandante militare sia il parroco Mannu. C'era il sospetto che costoro potessero approfittare della loro presenza a La Magdalena e a La Caprera per sobillare la popolazione corso-isolana contro i sardo-piemontesi favorendo, magari con un’insurrezione, un ritorno alla Corsica. E c'era anche il rischio, questo più che fondato, che una volta ritornati a Bonifacio i due frati francescani potessero riferire alle autorità corso-francesi sul numero dei militari presenti, sulle navi in porto e sulle fortificazioni che erano state realizzate, insomma sul sistema difensivo dell’Arcipelago. C'è da dire che non solo non furono fatti sbarcare, i due frati sospetti-sobillatori e sospetti-spie, ma furono rispediti senza tanti complimenti a Bonifacio. Ciò tuttavia indusse, finalmente, il vescovo, anche per non scontentare pericolosamente la popolazione, a mettere mano alle casse diocesane e a dare il via alla costruzione della chiesa, ubicata al Collo Piano, l'attuale zona della Trinita. La zona fu scelta perché qui erano concentrate maggiormente sia la pur esigua popolazione corsa sia quella militare (qualcuno con famiglia). A posare la prima pietra e a impartire la solenne benedizione fu il canonico Virgilio Mannu, alla presenza della popolazione e di un drappello di militari. I lavori erano stati affidati al mastro da muro di pietra, Agostino Pisano, tempiese. Erano i primi di giugno del 1768 (250 anni fa). Claudio Ronchi

 

 Condoglianze ai familiari di Arcangelo Esposito e Gabriella Barisone che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Da sabato 26 maggio la S. Messa prefestiva e di sabato alle ore 18.00.

2. Domenica 27 maggio solennità' della SS.Trinita'.

3. Venerdì 1 giugno primo venerdì del mese; arrivo delle reliquie di Santa Rita. Vedi programma a parte. Non ci sarà' la S. Messa a Moneta.

4. Sabato 2 giugno primo sabato del mese. La S.Messa per il Cuore Immacolato di Maria alle ore 8.00.

5. Domenica 3 giugno Corpus Domini. La S.Messa interparrocchiale alle ore 17.30 nella chiesa di S.Maria Maddalena e a seguire la processione eucaristica.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 27 maggio

* Solennità della Santissima Trinità.

* Nella chiesa della Trinita: ore 17.00: rosario; ore 17.30:Vespri; ore 18.00: santa Messa solenne e processione (vedi manifesto).

(Non ci sarà la Messa alla Sacra Famiglia e si omette la commemorazione della Madonna della Medaglia Miracolosa).

2) Giovedì 31 maggio

* Ore 17.30 santa Messa interparrocchiale alla Madonnina della Panoramica a conclusione del mese di maggio consacrato a Maria.

3) Celebrazioni del primo, due e tre giugno (vedi manifesto)

Venerdì 1 giugno (primo venerdì)

* Ore 12,00 al porto accoglienza delle reliquie di santa Rita da Cascia.

* Ore 18.00 nella chiesa parrocchiale: santa Messa celebrata dal Vescovo Mons. Sanguinetti alla presenza delle autorità e dei pellegrini da Cascia. (Non c’è Messa al S.Bambino Gesù di Praga)

Sabato 2 giugno

* Ore 16.00 nella chiesa parrocchiale: santa Messa concelebrata, presieduta dal rettore del santuario di Cascia padre Bernardino. Processione.

(Non ci sarà la Messa all’ospedale).

Domenica 3 giugno

*Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

* Le messe del mattino come ogni domenica.

* Ore 17,30, nella chiesa di Santa Maria Maddalena unica Messa cittadina, concelebrata, a cui seguirà la processione solenne.

 

 

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 10.30 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 18.00

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

 Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

 

 M A G I S T E R O

 LO SPIRITO SANTO È LA FONTE DELLA SANTITÀ

 PENTECOSTE-26052018La Pentecoste ci fa ricordare e rivivere l’effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli e gli altri discepoli, riuniti in preghiera con la Vergine Maria nel Cenacolo (cfr At 2,1-11). In quel giorno ha avuto inizio la storia della santità cristiana, perché lo Spirito Santo è la fonte della santità, che non è privilegio di pochi, ma vocazione di tutti.

 Per il Battesimo, infatti, siamo tutti chiamati a partecipare alla stessa vita divina di Cristo e, con la Confermazione, a diventare suoi testimoni nel mondo. «Lo Spirito Santo riversa santità dappertutto nel santo popolo fedele di Dio». «Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità». Già per mezzo degli antichi profeti il Signore aveva annunciato al popolo questo suo disegno. Ezechiele: «Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. […] Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio» (36,27-28). Il profeta Gioele: «Effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie. […] Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito. […] Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato» (3,1-2.5). E tutte queste profezie si realizzano in Gesù Cristo, «mediatore e garante della perenne effusione dello Spirito» (Messale Romano, Prefazio dopo l’Ascensione). E oggi è la festa dell’effusione dello Spirito.

 

Da quel giorno di Pentecoste, e sino alla fine dei tempi, questa santità, la cui pienezza è Cristo, viene donata a tutti coloro che si aprono all’azione dello Spirito Santo e si sforzano di esserle docili. È lo Spirito che fa sperimentare una gioia piena. Lo Spirito Santo, venendo in noi, sconfigge l’aridità, apre i cuori alla speranza e stimola e favorisce la maturazione interiore nel rapporto con Dio e con il prossimo. È quanto ci dice San Paolo: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Tutto questo fa lo Spirito in noi. Per questo oggi festeggiamo questa ricchezza che il Padre ci dona. (Regina Coeli - Solennità di Pentecoste - 20 Maggio 2018 )

 

 VOCAZIONI, POVERTÀ EVANGELICA E TRASPARENZA

 Oggi inauguriamo questa giornata di Maria Madre della Chiesa. Noi diciamo dal nostro cuore, tutti insieme: “Monstra te esse matrem”. È la preghiera: “Facci sentire che sei la madre”, che non siamo soli, che Tu ci accompagni come madre. Che Maria, Madre nostra, ci aiuti affinché la Chiesa sia madre.

Ho pensato di condividere con voi in questo incontro tre mie preoccupazioni, ma non per “bastonarvi”, no, ma per dire che mi preoccupano queste cose.

La prima cosa che mi preoccupa è la crisi delle vocazioni. È la nostra paternità quella che è in gioco qui! Di questa preoccupazione, anzi, di questa emorragia di vocazioni ne ho già parlato, spiegando che si tratta del frutto avvelenato della cultura del provvisorio, del relativismo e della dittatura del denaro, che allontanano i giovani dalla vita consacrata; accanto, certamente, alla tragica diminuzione delle nascite, questo “inverno demografico”; nonché agli scandali e alla testimonianza tiepida. Quanti seminari, chiese e monasteri e conventi saranno chiusi nei prossimi anni per la mancanza di vocazioni? Dio lo sa. È triste vedere questa terra, che è stata per lunghi secoli fertile e generosa nel donare missionari, suore, sacerdoti pieni di zelo apostolico, insieme al vecchio continente entrare in una sterilità vocazionale senza cercare rimedi efficaci. Io credo che li cerca, ma non riusciamo a trovarli!

Propongo ad esempio una più concreta – perché dobbiamo incominciare con le cose pratiche, vi propongo una più concreta e generosa condivisione fidei donum tra le diocesi italiane, che certamente arricchirebbe tutte le diocesi che donano e quelle che ricevono, rafforzando nei cuori del clero e dei fedeli il sensus ecclesiae e il sensus fidei. Voi vedete, se potete… Fare uno scambio di [sacerdoti] fidei donum da una diocesi a un’altra. Penso a qualche diocesi del Piemonte: c’è un’aridità grande… E penso alla Puglia, dove c’è una sovrabbondanza… Pensate, una creatività bella: un sistema fidei donum dentro l’Italia. Qualcuno sorride… Ma vediamo se siete capaci di fare questo.

Seconda preoccupazione: povertà evangelica e trasparenza. Senza povertà non c’è zelo apostolico, non c’è vita di servizio agli altri… È una preoccupazione che riguarda il denaro e la trasparenza. In realtà, chi crede non può parlare di povertà e vivere come un faraone. A volte si vedono queste cose… È una contro-testimonianza parlare di povertà e condurre una vita di lusso; ed è molto scandaloso trattare il denaro senza trasparenza o gestire i beni della Chiesa come fossero beni personali. Voi conoscete gli scandali finanziari che ci sono stati in alcune diocesi… Per favore, a me fa molto male sentire che un ecclesiastico si è fatto manipolare mettendosi in situazioni che superano le sue capacità o, peggio ancora, gestendo in maniera disonesta “gli spiccioli della vedova”. Penso a uno di voi, per esempio – lo conosco bene – che mai, mai invita a cena o a pranzo con i soldi della diocesi: paga di tasca sua, sennò non invita. Piccoli gesti, come proposito fatto negli esercizi spirituali. Noi abbiamo il dovere di gestire con esemplarità attraverso regole chiare e comuni ciò per cui un giorno daremo conto al padrone della vigna. Sono consapevole – questo voglio dirlo – e riconoscente che nella CEI si è fatto molto negli ultimi anni soprattutto, sulla via della povertà e della trasparenza. Un bel lavoro di trasparenza. Ma si deve fare ancora un po’ di più su alcune cose…, ma poi ne parlerò.

E la terza preoccupazione è la riduzione e accorpamento delle diocesi. Non è facile, ma credo che ci sono delle diocesi che si possono accorpare. Questa questione l’ho già sollevata nel 2013, ossia la riduzione delle diocesi italiane. Si tratta certamente di un’esigenza pastorale, studiata ed esaminata più volte – voi lo sapete – già prima del Concordato del ’29. Infatti, Paolo VI nel ’64 e nel '66 parlò di “eccessivo numero delle diocesi” , chiedendo alle Conferenze episcopali regionali di inviare il loro parere circa un progetto di riordino delle diocesi alla Segreteria Generale della CEI. Quindi stiamo parlando di un argomento datato e attuale, trascinato per troppo tempo, e credo sia giunta l’ora di concluderlo al più presto. È facile farlo, è facile… Queste sono le mie tre preoccupazioni che ho voluto condividere con voi come spunti di riflessione. Ora lascio a voi la parola e vi ringrazio per la parresia

 

(Discorso all’Assemblea Generale della CEI - 21 maggio 2018)

 

 

CATECHESI SULLA CONFERMAZIONE: LA TESTIMONIANZA CRISTIANA

SPITIRO-SANTO-26052018Dopo le catechesi sul Battesimo, questi giorni che seguono la solennità di Pentecoste ci invitano a riflettere sulla testimonianza che lo Spirito suscita nei battezzati, mettendo in movimento la loro vita, aprendola al bene degli altri. Ai suoi discepoli Gesù ha affidato una missione grande: «Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo» (cfr Mt 5,13-16). Queste sono immagini che fanno pensare al nostro comportamento, perché sia la carenza sia l’eccesso di sale rendono disgustoso il cibo, così come la mancanza o l’eccesso di luce impediscono di vedere. Chi può davvero renderci sale che dà sapore e preserva dalla corruzione, e luce che rischiara il mondo, è soltanto lo Spirito di Cristo! E questo è il dono che riceviamo nel Sacramento della Confermazione o Cresima, su cui desidero fermarmi a riflettere con voi. Si chiama “Confermazione” perché conferma il Battesimo e ne rafforza la grazia ; come anche “Cresima”, dal fatto che riceviamo lo Spirito mediante l’unzione con il “crisma” – olio misto a profumo consacrato dal Vescovo –, termine che rimanda a “Cristo” l’Unto di Spirito Santo.

Rinascere alla vita divina nel Battesimo è il primo passo; occorre poi comportarsi da figli di Dio, ossia conformarsi al Cristo che opera nella santa Chiesa, lasciandosi coinvolgere nella sua missione nel mondo. A ciò provvede l’unzione dello Spirito Santo. Senza la forza dello Spirito Santo non possiamo fare nulla: è lo Spirito che ci dà la forza per andare avanti. Come tutta la vita di Gesù fu animata dallo Spirito, così pure la vita della Chiesa e di ogni suo membro sta sotto la guida del medesimo Spirito.

Concepito dalla Vergine per opera dello Spirito Santo, Gesù intraprende la sua missione dopo che, uscito dall’acqua del Giordano, viene consacrato dallo Spirito che discende e rimane su di Lui . Egli lo dichiara esplicitamente nella sinagoga di Nazaret.   Ascoltiamo come lo fa: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18). Gesù si presenta nella sinagoga del suo villaggio come l’Unto, Colui che è stato unto dallo Spirito.

Gesù è pieno di Spirito Santo ed è la fonte dello Spirito promesso dal Padre . In realtà, la sera di Pasqua il Risorto alita sui discepoli dicendo loro: «Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,22); e nel giorno di Pentecoste la forza dello Spirito discende sugli Apostoli in forma straordinaria (cfr At 2,1-4), come noi conosciamo.

Il “Respiro” del Cristo Risorto riempie di vita i polmoni della Chiesa; e in effetti le bocche dei discepoli, «colmati di Spirito Santo», si aprono per proclamare a tutti le grandi opere di Dio.

Lo Spirito è nel nostro cuore, nella nostra anima. E lo Spirito ci guida nella vita perché noi diventiamo sale giusto e luce giusta agli uomini.

Se nel Battesimo è lo Spirito Santo a immergerci in Cristo, nella Confermazione è il Cristo a colmarci del suo Spirito, consacrandoci suoi testimoni, partecipi del medesimo principio di vita e di missione, secondo il disegno del Padre celeste. La testimonianza resa dai confermati manifesta la ricezione dello Spirito Santo e la docilità alla sua ispirazione creativa. Io mi domando: come si vede che abbiamo ricevuto il Dono dello Spirito? Se compiamo le opere dello Spirito, se pronunciamo parole insegnate dallo Spirito (cfr 1 Cor 2,13). La testimonianza cristiana consiste nel fare solo e tutto quello che lo Spirito di Cristo ci chiede, concedendoci la forza di compierlo.

 

(Udienza Generale - Mercoledì 23/05/2018)

 

 

 
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