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n° 19 Sabato 19 Maggio 2018

 

EDITORIALE

 Con la forza dello Spirito Santo.

Gesù l’aveva promesso ai discepoli prima di salire al cielo: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo”. La promessa si avverò a Pentecoste (che vuol dire cinquantesimo giorno dopo Pasqua). “Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo”. Lo Spirito di Cristo trasforma il cuore dei discepoli, infonde loro, sapienza, coraggio fino al martirio, insegna lingue nuove. È il compimento della Pasqua. A Pentecoste nasce la Chiesa, inizia la sua espansione missionaria. Da allora lo Spirito opera senza posa la santificazione della Chiesa. Questi è lo Spirito che da la vita divina nel Battesimo, la rafforza nella Cresima, ridà nella Confessione la vita agli uomini morti per il peccato. Rende presente il Cristo nell’Eucaristia. Rafforza nel sacramento del Matrimonio l’amore degli sposi. Dimora nella Chiesa e nel cuore dei fedeli come in un tempio e in essi prega. Guida la Chiesa verso tutta intera la verità, la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchi e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti. Con la forza del Vangelo la fa ringiovanire, la rinnova continuamente e la conduce alla perfetta unione con il suo Sposo. “Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo una lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità un potere, la missione una propaganda, il culto un arcaismo e l’agire morale un agire da schiavi. Ma nello Spirito Santo il cosmo è nobilitato per la generazione del regno, il Cristo risorto si fa presente, il Vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione trinitaria, l’autorità si trasforma in servizio, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano viene deificato”.

(Atenagora)

 

 

RAGGI DI SOLE

 LA CIMINÉA

BIMBI-DAVANTI-AL-CAMINO1Di buon mattino, nel cuore della stagione fredda, mentre la terra del grande cortile della casa parrocchiale in Luogosanto era ancora inzuppata di rugiada, “nonno prete” (mio zio don Paolo) scavava con la zappetta per raccogliere alcuni grossi “ciàccari” (ceppi di radice) per il fuoco della “ciminéa” (il camino) nell’ampia sala da pranzo. Quei ciàccari ardevano consumandosi lentamente e spandendo un confortevole intenso calore in tutto l’ambiente. Noi nipotini ci sedevamo attorno al fuoco, a debita distanza, mentre la legna scoppiettava proiettando vampate e scintille che capriolavano allegre nel fumo. E la nonna, intanto, c’intratteneva raccontandoci le solite favole con la mimica dei gesti eloquenti ancor più delle parole. Con incantevole maestrìa sapeva descrivere paesaggi, volti e scene, modulando la voce e asciugandosi ogni tanto gli occhi brillanti di commozione, pur essendo spenti per la cecità. Poi, quando la brace si ammantava di cenere, “nonno prete” vi deponeva alcune grosse patate ad arrostire. Una volta sbucciate e condite con un pizzico di sale, sparivano velocemente divorate dalle nostre bocche golose. Ma c’era un gesto che, di tanto in tanto, “nonno prete” ripeteva e che mi è rimasto impresso. Prendeva un lungo tubo nero di ferro e lo puntava soffiandovi dentro verso i ceppi ardenti per riattizzarne la fiamma. Il fuoco, che cominciava già a smorzarsi, riprendeva così nuovo vigore e le fiamme si sprigionavano più gagliarde di prima. Penso che la nostra vita spirituale somigli un po’ alla scena di quella “ciminèa”. Nel camino del nostro cuore c’è diversa legna che arde: preghiere, Parola di Dio, Sacramenti, sentimenti positivi, buoni propositi…; e tutto questo riscalda la nostra anima e illumina il nostro lavoro quotidiano. Ma questa legna che brucia tende pian piano a consumarsi e a ricoprirsi di cenere. Allora è opportuno “soffiarvi” sopra ogni tanto per riattivare il fuoco, altrimenti rischia di spegnersi in fretta.

Col “soffio” della grazia, frutto dello Spirito Santo, il fuoco della nostra Fede può riacquistare vigore e la nostra vita sarà più illuminata e riscaldata in un abbraccio di amore che avvolgerà anche gli altri.

Don Paolo Piras

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 Prima Comunione dei bambini di Moneta.

1-COMUNIONI-MONETA-2018Il tanto atteso giorno della Prima Comunione è arrivato il 12 maggio per 21 bambini della parrocchia di Moneta, ospitati nella chiesa "grande" di Santa Maria Maddalena. Gesù Cristo presente nell'Ostia consacrata è la più grande gioia che i bambini della Prima Comunione hanno sperimentato nel loro cuore; ma è stato anche un momento molto significativo della vita comunitaria e familiare nel voler trasmettere la fede con il dono più grande dell'amore di Gesù per tutti noi. Fede che si concretizza "nell'opporci al male con il bene, di perdonare, di condividere, di accogliere" ( Papa Francesco). Un dono ricevuto, ma che dev'essere offerto agli altri, alimentato dal Corpo di Cristo, nutrito dentro di noi. E' per questo che le catechiste, durante la preparazione al Sacramento, nel far conoscere le varie fasi della messa, hanno voluto trasmettere ai bambini il valore immenso di ricevere la Comunione, "questo pane che è il Corpo di Gesù Cristo che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre" ... quindi della sua presenza tra noi. Non per niente i bambini sono stati attratti, dalla parola lunghissima "transustanziazione" che li ha aiutati a intuire il vero significato del mutamento, nella sostanza, dell'Ostia, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Cristo ... perciò capire con quanto grande rispetto e preghiera dobbiamo accostarci alla Comunione che vale non solo per i bambini, ma anche per noi adulti. Durante la celebrazione, prima di ricevere l'Ostia consacrata, un bambino ha rivolto la preghiera a Gesù concludendo con il voler essere suoi amici per sempre, ringraziandolo di venire in loro; alla fine della messa una bambina, nella preghiera di ringraziamento, diceva che il regalo di Gesù non ha prezzo perché è il regalo del suo amore e del suo cuore e per questo subito dopo hanno cantato: "Gesù ti ringrazio", accompagnati dal coro Giovanni Paolo II che  magistralmente ha eseguito tutti i canti. E' sperabile che i bambini facciano tesoro di questa Prima Comunione e crescano nella fede come l'albero preso d'esempio  nei disegni fatti da loro e commentati. L'albero grande, simbolo dell'amicizia con Dio piantato dai genitori ha le radici nella terra, ma le sue fronde vanno verso il cielo. Così la fede, come ha spiegato nell'omelia Don Andrea, seminata nel battesimo, è un piccolo seme che per crescere bene necessita di essere coltivato e alimentato dalla preghiera, dall'amore, dalla Parola di Dio, dai Sacramenti e dall'aiuto di tutti ... Per ringraziare il Signore, Don Andrea ha  invitato i bambini a partecipare alla messa-ringraziamento tutti i giorni della settimana per mantenere vivo il legame con Gesù-Eucaristia; così come hanno fatto, offrendo al Signore una intenzione di preghiera diversa per ogni giorno. Venerdì, alla fine della messa, hanno piantato l'albero, offerto dai genitori, presso i campetti "Lolek" dell’Oratorio di Moneta, perché sia il ricordo di un giorno fruttuoso. Grazie Don Andrea! Grazie genitori! Grazie Don Domenico! Grazie Don Davide! Grazie Coro! Grazie a tutti i collaboratori!

Le catechiste:

Anna Arras, Jessica Barbaro, Maddalena Migliore 

 

■ San Simplicio patrono della diocesi.

SAN-SIMPLICIO-19052018Martedì 15 maggio non solo ad Olbia ma in tutta la diocesi si è celebrata la festa di san Simplicio, patrono della diocesi. Subì il martirio il 15 maggio del 304, durante la persecuzione di Diocleziano. Fin dai tempi antichi la Chiesa sarda l’ha venerato come primo vescovo e fondatore dell’antica sede vescovile di Olbia. Nel medioevo il suo culto era già diffuso in vari centri della Sardegna, in particolare nel nord dell’isola. Nel secolo XI sul luogo della sua sepoltura ad Olbia, venne edificata la cattedrale romanica che ancor oggi ne custodisce le reliquie. Il suo martirio è ricordato nel martirologio geronimiano (sec.VI) e in tutti martirologi successivi. Al mattino, ad Olbia, alla Messa   solenne (preparata nel piazzale ma celebrata dentro la chiesa per il tempo incerto) da La Maddalena ha partecipato don Domenico. La sera, alla processione cittadina, ha partecipato don Davide edificato dalla grande partecipazione di popolo e dal clima di preghiera. Fa meraviglia che nella chiesa di Santa Maria Maddalena quel giorno, pochissimi fedeli abbiano partecipato alla Messa nella solennità del Santo Patrono della diocesi, eppure sul Bollettino era indicato. Evidentemente bisogna ancora crescere nello spiritualità di Chiesa diocesana. Mons., Sanguinetti, nell’omelia, ha ricordato san Simplicio come il primo evangelizzatore della Gallura, colui che ha piantato il seme del Vangelo. Il Vangelo dopo circa 1700 anni è di perenne attualità. In un mondo in cui tutto è precario, in cui anche le relazioni e i sentimenti sono spesso “usa e getta”; in un mondo in cui c’è tanta frammentarietà, conflittualità e individualismo senza freni, Gesù e il Vangelo sono la prima fonte di umanizzazione dell’uomo. Dio è comunione, relazione. L’unità è bisogno insopprimibile dell’uomo. È il nostro dna. Dio ci chiama non da soli ma insieme. Abbiamo dunque bisogno di coraggiosi annunciatori del Vangelo di Gesù Cristo sull’esempio del Patrono della diocesi san Simplicio.         

 D.D.

 

Emergenza latte alla Caritas

La comunità di Sant'Egidio ha chiesto a don Domenico se c'è la possibilità di ospitare un'altra famiglia di profughi siriani, parenti di quella che da quasi un anno è presente all'Isola, sostenuta dalla Parrocchia e dalla Caritas di Santa Maria Maddalena. Nell'ultimo Consiglio Pastorale, del 17 maggio scorso, è emerso lo stato di crisi in cui versa complessivamente la comunità maddalenina per la mancanza di posti di lavoro, per la crisi dell'artigianato e del commercio, per il progressivo disimpegno dello Stato, per la mancanza di prospettive per i giovani. E a conferma di ciò c'è stata la testimonianza della responsabile della Caritas, Annarosa Scotto, la quale ha informato che negli ultimi 4 mesi si trova a dover assistere 10 nuovi nuclei familiari, tutti i maddalenini, bisognosi di aiuto, con 3 bambini piccoli dai 4 mesi ai 4 anni. E ha posto in evidenza l'emergenza "latte" che, considerate le richieste cresciute negli ultimi tempi, la Caritas non è in grado di soddisfare. Sono oltre 150 i nuclei familiari assistiti dalle due Caritas cittadine. Don Davide ha informato i presenti del calendario dei festeggiamenti in onore della Santissima Trinità, a cura quest'anno della Classe 1967. Tutto sarà secondo tradizione, con Triduo, Messa e Processione. L'unica novità sarà il pranzo al posto della cena. Per quanto riguarda le manifestazioni dell'1-2-3 giugno, la reliquia di Santa Rita arriverà il 1° giugno a Olbia e sarà don Davide insieme al vicesindaco Guccini, ad andare ad accoglierla. La reliquia (la cintura portata in vita dalla Santa) farà sosta ad Olbia San Simplicio, a San Pantaleo, al tempio nuovo di Arzachena e a Palau. Giungerà alla Maddalena in tarda mattinata e verrà portata processionalmente in Santa Maria Maddalena dove rimarrà esposta per tre giorni. La sera alle 18 verrà celebrata una Messa solenne presieduta dal vescovo monsignor Sanguinetti. Il giorno 2, dopo la Messa delle ore 16,00, la reliquia sarà portati in processione fino a Piazza Comando con un corteo storico, composto da 30 figuranti di Cascia Reliquia e pellegrini accompagnatori, che giungeranno in numero di circa 200, ripartiranno il giorno 4. Per quanto riguarda la loro accoglienza, ha detto don Davide, “tutto si è risolto in maniera positiva". I due sacerdoti hanno confermato che la Processione del Corpus Domini, domenica 3 giugno, si svolgerà secondo il percorso tradizionale e inizierà al termine della Messa la cui celebrazione inizierà alle ore 17:30.                               

    Claudio Ronchi

 

■ Scuola Paritaria dell’Istituto: problemi in comune con altre 250 scuole

ISTITUTO-S-VINCENZO-2018Circa 150 rappresentanti delle Scuole Cattoliche Paritarie della Sardegna (il nostro Istituto San Vincenzo offre alla città le Scuole Paritarie di primo grado, materna e primaria). hanno incontrato, lo scorso 7 maggio vicino Oristano, i dirigenti dell’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione. Incontro, organizzato dalla Conferenza Episcopale Sarda. Le Scuole Paritarie in Sardegna sono poco meno di 250, con circa 800 tra insegnanti, nella maggior parte laici (suore, sacerdoti e religiosi sono ormai in numero esiguo), e ausiliari e quasi 10 mila alunni. Problematiche irrisolte: Imposizione, per avere il contributo regionale, di una polizza fideiussoria; Poca chiarezza sui contributi previsti per le manutenzioni ordinarie e straordinarie; Ritardi nell’erogazione dei fondi. Contributi con i quali, quando arrivano, ciascuna scuola riesce a pagare meno della metà delle ingenti spese annuali. Lo Stato spende attualmente per le Scuole Paritarie 492 milioni di euro. Se queste chiudessero, come molti vorrebbero, lo stesso servizio allo Stato costerebbe più di dieci volte tanto. A fronte di 492 milioni di euro ne sarebbero necessari 6 miliardi e mezzo.              

Claudio Ronchi

 

■ Bandiera Verde

La Bandiera Verde, che viene assegnata dall’Associazione dei Medici Pediatri Italiani, è stata conferita, anche quest’anno, a La Maddalena, alle spiagge di Punta Tegge e Spalmatore. In Sardegna sono 19 i comuni assegnatari e 136 in tutta Italia. Le regole per l’assegnazione sono: acqua limpida e bassa vicino alla riva, sabbia, bagnini, giochi, spazi per le esigenze dei più piccoli, locali-bar nelle vicinanze.

 

■ La consacrazione a Maria dell’Arsenale

La scorsa settimana abbiamo scritto del culto Mariano nell'Arcipelago ma anche della chiusura dell'Arsenale, avvenuta dieci anni fa, che alla Vergine era stato consacrato. L’8 settembre 1955 nel boschetto antistante le officine e gli uffici dell’Arsenale veniva posta la prima pietra del monumento alla Vergine in memoria dei dipendenti civili caduti nel corso della II guerra mondiale. “In un foro praticato nella pietra veniva collocata una pergamena, chiusa in una custodia di bronzo, contenente la formula della consacrazione, le parole con le quali si ricordava il sacrificio dei caduti e le firme apposte dalle autorità presenti. Per l’occasione mons. Capula tennne una breve allocuzione tra la più viva attenzione degli astanti. Seguì il colonnello Marras con elevate parole di circostanza” (Da Gallura e Anglona n. 40, Ott.1955). L’Arsenale militare di Moneta, sorto nel 1891, era stato “affidato” alla Vergine nel 1951 (in occasione dei 60 anni della sua fondazione) “per esplicito desiderio delle maestranze”. Dallo stesso artico pubblicato dal periodico diocesano, firmato F.R, apprendiamo che “alle 9,30, dopo l’ingresso della statua della Madonna, su un altare improvvisato dagli operai, il cappellano militare don Vigna celebrava la S. Messa, assistito dal mons. Capula. Dietro l’altare il coro maschile e femminile della parrocchia di S.Maria Maddalena, diretto da don Cimino ed accompagnato dal violino da Mario D’Andrea, eseguiva una serie di canti sacri. Don Carlo Curis, al microfono, sottolineava i passi del Santo Sacrificio. Tra gli operai, impiegati e famiglie, in prima fila – è scritto sempre nell’articolo – il nuovo comandante della piazza capitano di vascello Albrizio, il sindaco Pietro Ornano, il direttore dell’Arsenale capitano Ubaldo Lai, il vice sindaco Donato Pedroni, l’assessore ai lavori Cesiro Impagliazzo, il capitano commissario De marco, il tenente Laruccia, i capi tecnici Antonio Mureddu, e Gino Grombi, il maresciallo dei Carabinieri dell’Arsenale Quesada, ecc.”. Al termine della Messa, celebrata all’aperto, il direttore dell’Arsenale Marras leggeva al microfono la formula della consacrazione, composta nel 1951 dal tenente colonnello Silvio Cavinato, all’epoca direttore dello stabilimento. Ecco la formula e la preghiera dal titolo: “Consacrazione alla Madonna e sua proclamazione a speciale patrona dell’Arsenale di La Maddalena: O Madre di Dio e madre di noi cristiani, io Direttore di questo Arsenale di La Maddalena, accogliendo la domanda ed interpretando i sentimenti dei molti operai qui presenti, vengo in questa festa solenne della Tua Natività a consacrarti le nostre persone, i nostri uffici, e le officine, e a proclamartene Patrona. Con questo atto noi intendiamo di manifestare pubblicamente, senza umani rispetti, la nostra fede nella Divinità del Tuo Signore Gesù Cristo e la nostra gratitudine per i benefici della Sua Redenzione, unita alla devozione verso di Te. Degnati, o Madre di Dio, di gradire questa nostra dichiarazione e mettere sotto la Tua tutela quanto noi abbiamo e siamo. Fa che il nostro lavoro, con la Tua protezione dia un pane onorato alle nostre famiglie e contribuisca a rendere grande e prosperosa la Patria. Amen”. Nel pomeriggio “aveva luogo l’estrazione della lotteria i cui premi consistevano in numerosi giocattoli. Durante l’estrazione la banda cittadina, diretta dall’eccellente maestro D’Angelo, si esibiva in una serie di marce e pezzi d’opera, strappando agli ascoltatori numerosi applausi … Ad un certo punto della festa faceva ingresso una persona: l’ex colonnello Rossini, già direttore di questo Arsenale negli anni difficili del dopo guerra … La sua apparizione veniva salutata da uno scrosciante applauso. Alle 18 precise, con in testa la banda musicale, si snodava la processione della Madonnina, seguita ancora dalle autorità e dalle maestranze. Nella chiesa di Moneta, sede naturale della statua, il cappellano militare don Vigna salutava i convenuti e sottolineava l’importanza di eleggere a patrona delle officine e delle famiglie dei dipendenti la Madre di Dio”. (Da Gallura e Anglona n. 40, Ott.1955).                   

  Claudio Ronchi

 

 

 Condoglianze ai familiari di Michele Boemio e Giancarlo Urban che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 

1. Sabato 19 maggio – Festa dell’Oratorio “San Domenico Savio”. La S. Messa alle ore 16.00 nel giardino dell’Oasi Serena.

 2. Domenica 20 maggio solennità di Pentecoste.

 3. Martedì 22 maggio memoria di S. Rita. La S.Messa con la benedizione delle rose alle ore 18.30.

 4. Dal sabato 26 maggio la S. Messa di sabato alle ore 18.00.

 5. Domenica 27 maggio solennità di SS. Trinità.

 

Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 

1) Sabato 26 maggio

* Ore 9,30 -12.00: ritiro spirituale dei Comunicandi presso l’oratorio della Marina.

 2) Domenica 27 maggio

* Solennità della Santissima Trinità.

* Ore 11.00: santa Messa di Prima Comunione

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

1) Domenica 20 maggio

* Solennità della Domenica di Pentecoste.

* Ore 11.00 Santa Messa di Prima Comunione.

 2) Lunedì 21 maggio

* Memoria di Maria, Madre della Chiesa.

 3) Martedì 22 maggio

* Memoria di Santa Rita da Cascia: ore 19.00 Messa con benedizione delle rose.

 4) Mercoledì 23 maggio

Ore 18.00: santa Messa e processione con la statua della Santissima Trinità fino alla chiesa della Trìnita.

5) Giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 maggio nella chiesa della Trìnita: triduo in onore della Santissima Trinità: ore 16.45; rosario; ore 17.00 vespri; ore 17.30 Messa. (Non ci sarà la Messa al Bambino Gesù).

6) Domenica 27 maggio

* Solennità della Santissima Trinità.

* Nella chiesa della Trinita:

Ore 17.00 rosario.

Ore 17.30 Vespri.

Ore 18.00 Messa solenne e processione.

(Non ci sarà la Messa alla Sacra Famiglia e si omette la commemorazione della Madonna della Medaglia Miracolosa).

 7) Giovedì 31 maggio

Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria.

Conclusione del mese mariano alla Madonnina della Panoramica: ore 17.00 Rosario; ore 17.30 Santa Messa

 

  

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 10.30 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 17.30

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 

Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

 

M A G I S T E R O

 IL BATTESIMO CI ABILITA AD ESSERE MISSIONARI

 ASCENZIONE-19052018La festa odierna racchiude due elementi. Da una parte, orienta il nostro sguardo al cielo, dove Gesù glorificato siede alla destra di Dio (cfr Mc 16,19). Dall’altra parte, ci ricorda l’inizio della missione della Chiesa: perché? Perché Gesù risorto e asceso al cielo manda i suoi discepoli a diffondere il Vangelo in tutto il mondo. Pertanto, l’Ascensione ci esorta ad alzare lo sguardo al cielo, per poi rivolgerlo subito alla terra, attuando i compiti che il Signore risorto ci affida.

Sembra davvero troppo audace l’incarico che Gesù affida a un piccolo gruppo di uomini semplici e senza grandi capacità intellettuali! Eppure questa sparuta compagnia, irrilevante di fronte alle grandi potenze del mondo, è inviata a portare il messaggio d’amore e di misericordia di Gesù in ogni angolo della terra.

Ma questo progetto di Dio può essere realizzato solo con la forza che Dio stesso concede agli Apostoli. In tal senso, Gesù li assicura che la loro missione sarà sostenuta dallo Spirito Santo. Così questa missione ha potuto realizzarsi, e gli Apostoli hanno dato inizio a quest’opera, che poi è stata continuata dai loro successori. La missione affidata da Gesù agli Apostoli è proseguita attraverso i secoli, e prosegue ancora oggi: essa richiede la collaborazione di tutti noi. Ciascuno, infatti, in forza del Battesimo che ha ricevuto, è abilitato per parte sua ad annunciare il Vangelo. C’è proprio il Battesimo, quello che ci abilita e anche ci spinge ad essere missionari, ad annunciare il Vangelo.

L’Ascensione del Signore al cielo, mentre inaugura una nuova forma di presenza di Gesù in mezzo a noi, ci chiede di avere occhi e cuore per incontrarlo, per servirlo e per testimoniarlo agli altri. Si tratta di essere uomini e donne dell’Ascensione, cioè cercatori di Cristo lungo i sentieri del nostro tempo, portando la sua parola di salvezza sino ai confini della terra. In questo itinerario noi incontriamo Cristo stesso nei fratelli, soprattutto nei più poveri, in quelli che soffrono nella propria carne la dura e mortificante esperienza di vecchie e nuove povertà. Come all’inizio Cristo Risorto inviò i suoi apostoli con la forza dello Spirito Santo, così oggi Egli invia tutti noi, con la stessa forza, per porre segni concreti e visibili di speranza. Perché Gesù ci dà la speranza, se ne è andato in cielo e ha aperto le porte del cielo e la speranza che noi arriveremo lì.

(Regina Coeli - Ascensione del Signore - 13 Maggio 2018 )

 

VANGELO, PREGHIERA ED OPERE DI MISERICORDIA

 

Ad alcune domane rivoltegli, il S.Padre ha così risposto: " … il Signore vuol farci crescere con l’esperienza della guarigione. Non a caso nei Vangeli il Signore, senza essere un guaritore o uno stregone, guariva, guariva, guariva… È un segno della redenzione, un segno di quello che è venuto a fare: guarire le nostre radici. Lui ci ha guarito pienamente: la grazia guarisce in profondità. Non anestetizza, guarisce. E questa esperienza di guarigione che abbiamo visto nel Signore – nella sua vita guariva a fondo e con il dialogo spirituale – dobbiamo farla noi come Chiesa diocesana.

Ma come farla? Ognuno deve trovare la strada. Da solo, tu non puoi: da solo nessuno può guarire. Ci vuole qualcuno che mi aiuti. Il primo è il Signore. Individuata la malattia, individuato il peccato, individuato il difetto, individuata la radice amara, la prima cosa è parlare con il Signore: “Guarda questo che vivo, non riesco a fermarmi, cado sempre nella stessa cosa…”. E poi, cercare qualcuno che mi aiuti, andare in “ambulatorio”, cioè andare da qualche anima buona che abbia questo carisma di aiuto. E non necessariamente dev’essere un prete: il carisma di accompagnamento spirituale è un carisma laicale che ci viene dato con il battesimo – anche i preti lo hanno, perché sono battezzati, grazie a Dio! –; può essere la comunità, può essere una persona anziana, una persona giovane, il coniuge… Insomma, farsi aiutare da un altro e dire: “Vedi questa realtà…”. Posso fare tutto questo: pregare, parlare con un altro, leggere… Ma l’unico che può guarire è il Signore. L’unico". ..

… "La domanda è sull’armonia: come va l’armonia parrocchiale? come va l’armonia diocesana? come va l’armonia familiare? Lo Spirito Santo è l’armonia – lo dice San Basilio nel suo trattato sullo Spirito Santo. Lo Spirito è quello che fa lo scompiglio e quello che fa l’armonia! Perché per fare scompiglio è proprio un campione, basta leggere il Libro degli Atti degli Apostoli: tutto quello scompiglio che ha fatto all’inizio della Chiesa apostolica… Ma fa anche l’armonia. E nella nostra vita è lo stesso. Nella vita parrocchiale fa lo scompiglio che sempre va insieme con l’armonia, quando lo fa Lui. E quando lo scompiglio, cioè la quantità di cose che si fanno, viene dallo Spirito, diventa armonico, sempre, e questo non stanca, questo non esaurisce. Il discernimento va in quella direzione: l’armonia dello Spirito. L’armonia dello Spirito è una delle cose che dobbiamo cercare sempre, e sempre con quella varietà. Lui è capace di unire tante cose diverse, che Lui stesso ha creato. Questo è proprio il punto per risolvere questa difficoltà: lo Spirito Santo, come fa l’armonia in me, nella mia diocesi? Interrogarsi sull’armonia. Che non è lo stesso di “ordine”, no. L’ordine può essere statico; l’armonia è qualcosa di dinamico, quella dello Spirito: è sempre in cammino. “Ma come posso fare?”. Dirò tre punti concreti che possono aiutare a trovare questa armonia. Primo, la Persona del Signore, Cristo, il Vangelo in mano. Dobbiamo abituarci a leggere un passo del Vangelo tutti i giorni: ogni giorno un passo del Vangelo, per arrivare a conoscere meglio Cristo. Secondo, la preghiera: se tu leggi il Vangelo, subito ti viene la voglia di dire qualcosa al Signore, di pregare, fare un dialogo con Lui, breve… E terzo, le opere di misericordia. Con questi tre punti credo che il senso di fastidio sparisce e andiamo verso l’armonia che è tanto grande. Ma sempre bisogna chiedere la grazia dell’armonia nella mia vita, nella mia comunità e nella mia diocesi"….. … "Qual è il grido dei giovani? Il grido dei giovani non è sempre cosciente. Io lo collego con uno dei problemi più gravi, che è il problema della droga. Il grido è: “salvateci dalla droga”. Ma non soltanto dalla droga materiale, anche dalla droga che è l’alienazione culturale. Loro sono proprio una preda facile per l’alienazione culturale: le proposte che fanno ai giovani sono alienanti. Quelle che fa la società ai giovani. Alienante dai valori, alienante dall’inserimento nella società, alienante pure dalla realtà: propongono una fantasia di vita. A me preoccupa il fatto che loro comunichino e vivano nel mondo virtuale. Sono giovani “virtualizzati”. Il mondo delle comunicazioni virtuali è una cosa buona, ma quando diventa alienante ti fa dimenticare di dare la mano. Salutano con il telefonino, quasi tutti! Dobbiamo fare “atterrare” i giovani nel mondo reale. Toccare la realtà. Senza distruggere le cose buone che può avere il mondo virtuale, perché servono. È importante questo: la realtà, la concretezza. Le opere di misericordia aiutano tanto i giovani. Fare qualcosa per gli altri, perché questo li concretizza, li fa “atterrare”. Ed entrano in un rapporto sociale. Poi, ricordo quello che ho detto l’anno scorso sui giovani “sradicati”. Perché se tu vivi in un mondo virtuale, tu perdi le radici. Devono ritrovare le radici, attraverso il dialogo con i vecchi, con gli anziani, perché i genitori sono di una generazione per la quale le radici non sono molto salde. Ma si può andare al dialogo con i vecchi, con gli anziani. Non dimentichiamo quello che dice il poeta: “Tutto quello che l’albero ha di fiorito, viene da quello che ha sotto terra”. Andare alle radici. Uno dei problemi a mio giudizio più difficili, oggi, dei giovani è questo: che sono sradicati. Devono ritrovare le radici, senza andare indietro: devono ritrovarle per andare avanti"…. (Incontro con la Diocesi di Roma - 14 Maggio 2018)

 

CATECHESI SUL BATTESIMO:

RIVESTITI DI CRISTO

 

VESTITINA-BATTESIMOGli effetti spirituali di questo sacramento, invisibili agli occhi ma operativi nel cuore di chi è diventato nuova creatura, sono esplicitati dalla consegna della veste bianca e della candela accesa.

Dopo il lavacro di rigenerazione, capace di ricreare l’uomo secondo Dio nella vera santità , è parso naturale, fin dai primi secoli, rivestire i neobattezzati di una veste nuova, candida, a similitudine dello splendore della vita conseguita in Cristo e nello Spirito Santo. La veste bianca, mentre esprime simbolicamente ciò che è accaduto nel sacramento, annuncia la condizione dei trasfigurati nella gloria divina. Che cosa significhi rivestirsi di Cristo, lo ricorda san Paolo spiegando quali sono le virtù che i battezzati debbono coltivare: «Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto» (Col 3,12-14).

Anche la consegna rituale della fiamma attinta dal cero pasquale, rammenta l’effetto del Battesimo: «Ricevete la luce di Cristo», dice il sacerdote. Queste parole ricordano che non siamo noi la luce, ma la luce è Gesù Cristo , il quale, risorto dai morti, ha vinto le tenebre del male. Noi siamo chiamati a ricevere il suo splendore! Come la fiamma del cero pasquale dà luce a singole candele, così la carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. E per questo, dai primi secoli il Battesimo si chiamava anche “illuminazione” e quello che era battezzato era detto “l’illuminato”.

Questa è infatti la vocazione cristiana: «camminare sempre come figli della luce, perseverando nella fede». Se si tratta di bambini, è compito dei genitori, insieme a padrini e madrine, aver cura di alimentare la fiamma della grazia battesimale nei loro piccoli, aiutandoli a perseverare nella fede.

La presenza viva di Cristo, da custodire, difendere e dilatare in noi, è lampada che rischiara i nostri passi, luce che orienta le nostre scelte, fiamma che riscalda i cuori nell’andare incontro al Signore, rendendoci capaci di aiutare chi fa la strada con noi, fino alla comunione inseparabile con Lui.

La celebrazione del Battesimo si conclude con la preghiera del Padre nostro, propria della comunità dei figli di Dio. Infatti, i bambini rinati nel Battesimo riceveranno la pienezza del dono dello Spirito nella Confermazione e parteciperanno all’Eucaristia, imparando che cosa significa rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre”.

(Udienza Generale - Mercoledì 16/05/2018)

 

 

 

 

 
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